Sinfo One – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 15 Jun 2026 07:43:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Sinfo One – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sostenibilità e AI nell’industria alimentare. Dati, controllo e predominio cognitivo https://www.datamanager.it/2026/06/sostenibilita-e-ai-nellindustria-alimentare-dati-controllo-e-predominio-cognitivo/ Mon, 15 Jun 2026 07:40:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253042 L’AI applicata alla filiera alimentare – riduzione degli sprechi, ottimizzazione energetica, previsione della domanda – funziona bene solo quando si verificano due condizioni precise. La nostra Survey EPM 2026, appena pubblicata e condotta su 87 professionisti del manifatturiero italiano, con Food & Beverage primo settore per rappresentanza (44,8%), le misura entrambe. E i numeri non […]

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L’AI applicata alla filiera alimentare – riduzione degli sprechi, ottimizzazione energetica, previsione della domanda – funziona bene solo quando si verificano due condizioni precise.

La nostra Survey EPM 2026, appena pubblicata e condotta su 87 professionisti del manifatturiero italiano, con Food & Beverage primo settore per rappresentanza (44,8%), le misura entrambe. E i numeri non sono incoraggianti.

La prima condizione è il patrimonio informativo

Un algoritmo predittivo applicato a dati frammentati non ottimizza: amplifica le inefficienze già presenti. Eppure il 27,6% del campione intervistato convive ancora con fonti dati non integrate, e il 6,9% gestisce i propri dati prevalentemente tramite Excel. In un contesto di settore caratterizzato da alta stagionalità, promozioni trade aggressive e filiere multi-stabilimento, questo significa che oltre un terzo delle aziende non ha ancora le fondamenta informative per un’AI che produca risultati affidabili anche in ambito ESG. Consumi energetici per linea produttiva, coefficienti di spreco per SKU, emissioni di filiera: l’AI ha bisogno di essere nutrita con dati di qualità, strutturati che si costruiscono nel tempo e non si recuperano retroattivamente.

La seconda condizione è il controllo umano

Anche quando i dati ci sono, emerge un rischio altrettanto concreto: delegare la decisione all’algoritmo senza gli strumenti per valutarne la qualità. Il predominio cognitivo non è uno stato naturale: si costruisce attraverso processi di governance strutturati e framework di analisi progettati per restituire alla componente umana del processo le informazioni necessarie a valutare – e se necessario contestare – ciò che il modello suggerisce. Solo così il management può mantenere piena comprensione dei meccanismi dell’AI, riconoscere i segnali di errore e intervenire sulla logica dei modelli, non limitarsi al semplice “human in the loop”. Nel reporting ESG questo è particolarmente critico: i dati Scope 3 – relativi cioè alle emissioni indirette di gas serra generate lungo l’intera supply chain, sia a monte che a valle, non controllate direttamente dall’azienda – sono i più difficili da verificare e rendicontare numeri prodotti da un modello opaco espone l’azienda a rischi concreti di non conformità in sede di audit.

La nostra Survey rileva che il 44,8% delle aziende che utilizza l’EPM integra una qualche forma di analisi per il Reporting ESG – un dato in sé significativo. ma compensato dal 48,3% di chi non ha ancora piani concreti di integrazione. Il messaggio per CIO e responsabili supply chain del F&B è uno: l’AI nella sostenibilità non è un problema tecnologico. È un progetto che inizia dalla qualità del dato e si completa con la capacità organizzativa di governare – non subire – le raccomandazioni dei modelli.

Survey EPM Italia 2026 disponibile su richiesta: mirko.menecali@sinfo-one.it

www.sinfo-one.it

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Sinfo One, l’AI agentica cambia il lavoro https://www.datamanager.it/2026/05/sinfo-one-lai-agentica-cambia-il-lavoro/ Wed, 06 May 2026 10:30:05 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252346 Dalla chiusura finanziaria al picking in magazzino, l’AI integrata negli ERP trasforma processi, ruoli e operatività nelle imprese manifatturiere, spingendo verso modelli decisionali data-driven L’integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno dei sistemi di pianificazione delle risorse d’impresa sta contribuendo all’evoluzione strutturale delle aziende manifatturiere e distributive. I moderni applicativi ERP non operano più esclusivamente come database per […]

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Dalla chiusura finanziaria al picking in magazzino, l’AI integrata negli ERP trasforma processi, ruoli e operatività nelle imprese manifatturiere, spingendo verso modelli decisionali data-driven

L’integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno dei sistemi di pianificazione delle risorse d’impresa sta contribuendo all’evoluzione strutturale delle aziende manifatturiere e distributive. I moderni applicativi ERP non operano più esclusivamente come database per l’archiviazione e la gestione dei dati, ma evolvono in ecosistemi capaci di apprendere dai flussi operativi per prevedere scenari futuri e automatizzare processi decisionali complessi. In questa trasformazione, un ruolo primario viene svolto da Sinfo One, system integrator e innovation partner specializzato nella consulenza tecnologica e strategica per le aziende manifatturiere

«L’ERP permette di ottimizzare la catena del valore e incrementare l’efficienza produttiva, grazie a un’analisi dinamica delle variabili operative» – afferma Paola Pomi, CEO di Sinfo One. «L’adozione di algoritmi di apprendimento trasforma lo strumento gestionale in un motore strategico per sostenere la competitività del comparto industriale nazionale».

Secondo le proiezioni degli analisti, l’automazione agentica potenzierà quasi la metà delle applicazioni gestionali. «Abbiamo ancora centinaia di aziende che inseriscono le informazioni manualmente negli ERP» – prosegue il CEO. «Oltre alla riduzione degli errori, è possibile liberare tra il 20-30% del loro tempo, destinandoli a mansioni di maggiore valore». Sebbene l’AI generativa abbia un impatto trasversale, Sinfo One concentra il suo supporto su tre tipologie di figure e rispettive necessità: il CFO, gli addetti al magazzino e l’area commerciale.

L’AI ENTRA NEI PROCESSI

Nel primo caso, l’obiettivo principale è il superamento dell’utilizzo massivo di fogli di calcolo manuali, troppo vulnerabili e soggetti a errori di inserimento, attraverso l’implementazione di piattaforme di Enterprise Performance Management (EPM). Grazie alla data platform proprietaria Si By, Sinfo One garantisce l’integrazione certificata automatizzata e in real time dei dati provenienti dalla fonte ERP riconoscendone la struttura contabile, permettendo la simulazione in tempo reale di budget, forecast e what if. L’AI interviene in  fase per la quadratura dei conti ai fini civilistici e fiscali e il rilevamento tempestivo di eccezioni, ottimizzando i cicli di simulazione.

Il secondo punto riguarda la gestione del magazzino e del controllo qualità, proponendo il passaggio verso lo Smart Warehouse per eliminare i flussi cartacei ancora presenti in molte realtà industriali. «Sinfo One introduce l’uso di dispositivi mobili, scanner a radiofrequenza e smart glasses integrati all’ERP, che consentono agli operatori di eseguire attività di picking, put-away e tracciabilità end-to-end mediante comandi vocali. Un elemento distintivo di questa fase è anche l’applicazione della computer vision nel controllo qualità, utilizzata per la verifica visiva del packaging e la corretta lettura dei lotti di produzione senza intervento manuale».

L’AI POTENZIA IL BUSINESS

Nel perimetro commerciale dei prodotti CPG, con focus sui canali retail, normal trade e HoReCa, Paola Pomi sottolinea i vantaggi dell’automazione dei processi di order entry e dell’orchestrazione del complesso tema delle promozioni e scontistiche multicanale, finalizzate alla riduzione del carico operativo del back-office e all’integrazione dei flussi provenienti da email e sistemi di messaggistica istantanea. «L’impiego dell’intelligenza artificiale generativa permette di apprendere le informazioni direttamente dall’ERP, interpretare dati non strutturati e di gestire scenari promozionali complessi, garantendo il monitoraggio della marginalità e del rischio di credito. Un sistema avanzato alimenta direttamente l’ERP con dati aggiornati, abilitando l’analisi dello storico di vendita e l’adattamento dinamico delle politiche di sconto e delle condizioni commerciali in funzione delle specificità del cliente e del canale distributivo».

Un ciclo di incontri nelle sedi di Oracle a Milano e Roma sarà dedicato alla comprensione di queste tematiche e delle rispettive soluzioni applicative sviluppate da Sinfo One. Il programma prenderà il via il 9 e 10 giugno, creando un momento di confronto diretto tra esperti e imprese sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale. «Vogliamo aiutare i clienti Sinfo One e Oracle a capire come l’AI stia ridefinendo i processi di business legati all’ERP». Un cambio di passo che lega in maniera indissolubile software e visione di impresa. Per Pomi, «una scelta strategica, più che tecnologica».

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Digitalizzazione PMI, efficienza e sicurezza partendo dai processi chiave https://www.datamanager.it/2026/04/digitalizzazione-pmi-efficienza-e-sicurezza-partendo-dai-processi-chiave/ Wed, 15 Apr 2026 08:07:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251844 Le aziende italiane di medie dimensioni manifatturiere e distributive operano in un contesto strutturalmente più sfidante rispetto alle grandi imprese. Secondo i dati Mediobanca, le PMI pagano in proporzione al proprio reddito una media di 5,8 punti di tasse in più rispetto alle grandi aziende. A questo si aggiunge una pressione crescente sui costi di […]

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Le aziende italiane di medie dimensioni manifatturiere e distributive operano in un contesto strutturalmente più sfidante rispetto alle grandi imprese.

Secondo i dati Mediobanca, le PMI pagano in proporzione al proprio reddito una media di 5,8 punti di tasse in più rispetto alle grandi aziende. A questo si aggiunge una pressione crescente sui costi di approvvigionamento: il PMI manifatturiero italiano di fine 2025 registrava prezzi in aumento al ritmo più elevato degli ultimi tre anni e, come sottolinea Confindustria nel recente studio Cascade, nei prossimi cinque anni le filiere saranno più fragili e i valori meno prevedibili.

In questo scenario, il controllo puntuale dei costi e delle efficienze non è un obiettivo di lungo periodo: è una condizione necessaria per restare competitivi adesso. E senza trasformazione digitale, quel controllo rimane parziale, lento, esposto all’errore. Il problema è che molte PMI continuano ad affrontare la digitalizzazione come un progetto monolitico che richiede investimenti enormi e stravolgimenti organizzativi.

Non è così: si inizia dai processi chiave, dove il ritorno è misurabile e rapido. Due sono le aree che, più di altre, abilitano l’efficienza nei contesti manifatturieri e distributivi: la gestione “smart” dei flussi logistici e documentali e l’integrazione con i processi produttivi. Affrontarle con soluzioni di gestione centralizzata significa costruire una base solida su cui far crescere l’intera intelligenza operativa dell’azienda.

La digitalizzazione documentale – flussi automatizzati, utilizzo massivo di tecnologie come RFID – è un tema di velocità decisionale, tracciabilità e riduzione del rischio. Un esempio concreto: un’azienda alimentare con una rete di fornitori complessa che deve gestire ordini, bolle di consegna, certificati di conformità, documenti di trasporto, sistemi di tracciabilità, può impegnare giornate intere di risorse amministrative in attività che non generano valore. In alcuni nostri progetti i flussi informativi centralizzati hanno visto un calo dell’80% dei tempi di recupero, con un ritorno sull’investimento visibile già nei primi mesi.

Ma è quando questi processi si integrano con l’ERP e con i sistemi di gestione della produzione e della qualità che avviene la vera ottimizzazione. Sempre pensando all’azienda alimentare: ogni lotto produttivo porta con sé una catena di informazioni – materie prime, fornitori, parametri di processo, controlli qualità, tracciabilità verso il cliente finale – che non possono vivere in silos separati, pena la perdita di più tempo a riconciliare dati anziché a usarli per decidere.

L’intelligenza artificiale, integrata in modo mirato su questi flussi, aggiunge un livello ulteriore. Penso soprattutto a modelli mirati su compiti specifici: sistemi che analizzano in tempo reale i parametri di produzione per anticipare deviazioni prima che diventino non conformità, oppure che elaborano ordini ricevuti via mail inserendoli direttamente nel gestionale. In uno dei nostri progetti, questa automazione ha ridotto il lavoro di inserimento ordini di oltre il 90% nei primi sei mesi, con un tasso di errore quasi azzerato.

L’approccio graduale non è una scorciatoia: è una strategia. Ogni passaggio rafforza le competenze interne e aumenta la propensione al cambiamento. Per le PMI manifatturiere e distributive italiane, costruire questa base digitale è fondamentale per competere in scenari dove la velocità decisionale e il controllo dei costi fanno la differenza.

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ERP intelligente: la frontiera è già qui https://www.datamanager.it/2026/02/erp-intelligente-la-frontiera-e-gia-qui/ Mon, 16 Feb 2026 13:30:45 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250294 Se l’intelligenza artificiale sta entrando in modo sempre più concreto nelle aziende, nei sistemi ERP deve ancora esprimere appieno il suo potenziale. Non si tratta solo di un’evoluzione tecnologica, ma di un cambiamento culturale profondo nel modo di progettare e governare i processi aziendali: dal reagire agli eventi al prevederli, grazie all’analisi dei dati in […]

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Se l’intelligenza artificiale sta entrando in modo sempre più concreto nelle aziende, nei sistemi ERP deve ancora esprimere appieno il suo potenziale.

Non si tratta solo di un’evoluzione tecnologica, ma di un cambiamento culturale profondo nel modo di progettare e governare i processi aziendali: dal reagire agli eventi al prevederli, grazie all’analisi dei dati in tempo reale.

In questo contesto, l’AI può trasformare radicalmente il modo in cui si pensano processi, dati e decisioni, contribuendo a superare criticità diffuse come operatività ripetitive, silos informativi, costi nascosti, lentezza decisionale e instabilità dei mercati. A condizione, però, di avere chiaro l’obiettivo da raggiungere.

Prima della tecnologia, la scelta dell’obiettivo

Attraverso scelte consapevoli sulle soluzioni più evolute, l’ERP può diventare una piattaforma intelligente su misura, capace di svolgere attività complesse in tempi significativamente ridotti rispetto a prima. Questo richiede una stretta collaborazione con partner tecnologici esperti, in grado di guidare l’implementazione dell’AI in funzione degli obiettivi di business e di massimizzarne i benefici.

In Sinfo One adottiamo proprio questo approccio: non partiamo dalla tecnologia, ma dai problemi concreti dell’azienda. L’attenzione è rivolta non solo alla AI ma anche alla formazione. L’obiettivo non è “aggiungere” AI all’ERP, ma costruire una soluzione coerente a necessità e obiettivi del cliente.

Esempi di applicazioni AI sviluppate

Nella pratica, l’integrazione dell’AI avviene attraverso modelli specializzati per compiti specifici. Un esempio è il sistema di gestione degli ordini via e-mail sviluppato combinando Name Entity Recognition e Large Language Model: la soluzione interpreta, riconosce ed estrae automaticamente i dati del testo delle mail e dei documenti allegati, li associa alle anagrafiche esistenti (clienti, articoli, unità di misura) e li inserisce nel gestionale, richiedendo solo una supervisione finale. I vantaggi sono stati subito evidenti: riduzione del data entry di oltre il 90% nei primi 3 mesi, errori drasticamente ridotti e benefici crescenti grazie all’autoapprendimento.

Progetti analoghi, basati su reti neurali e microservizi AI si stanno aprendo a tutti gli ambiti, dal supporto decisionale nella pianificazione intelligente – ovvero adeguata al contesto aziendale, settoriale e competitivo – al controllo qualità tramite analisi delle immagini; dall’analisi predittiva che integra dati esterni all’ERP per elaborare scenari “what if”, fino all’interazione in linguaggio naturale per inserire e consultare i dati dialogando con il sistema tramite Generative AI. Tutti interventi che migliorano affidabilità, integrazione tra reparti e qualità delle decisioni.

Gradualità e focus sul business

Per generare valore reale, il passaggio all’ERP AI-driven deve essere consapevole. Avviare progetti pragmatici e a step consente di testare l’efficacia delle soluzioni, dimostrarne il ritorno e creare la cultura organizzativa per affrontare il cambiamento. Solo così l’innovazione tecnologica diventa anche innovazione culturale, mantenendo il focus sul business e creando basi solide per il futuro.

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Neovalis e Sinfo One, beauty powered by innovation https://www.datamanager.it/2025/11/neovalis-e-sinfo-one-beauty-powered-by-innovation/ Thu, 20 Nov 2025 09:35:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248714 Da laboratorio di idee a marchio indipendente della cosmetica, Neovalis abbandona la produzione conto terzi e si concentra su una linea di innovativi “own brand”, supportata dalla piattaforma gestionale AI-driven per rafforzare l’operatività, orchestrare il canale e pensare al retail In prima battuta può sembrare strano, ma il futuro di Neovalis, azienda parmense di prodotti […]

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Da laboratorio di idee a marchio indipendente della cosmetica, Neovalis abbandona la produzione conto terzi e si concentra su una linea di innovativi “own brand”, supportata dalla piattaforma gestionale AI-driven per rafforzare l’operatività, orchestrare il canale e pensare al retail

In prima battuta può sembrare strano, ma il futuro di Neovalis, azienda parmense di prodotti skincare a base di ozono nel complesso mercato dei marchi indipendenti è legato anche al ritorno a un software gestionale – Si Fides di Sinfo One – che la stessa azienda aveva utilizzato con molta soddisfazione in passato, prima di decidere, sulla base di un’esigenza di integrazione con la clientela, di migrare su una piattaforma ERP internazionale. L’industria della preparazione cosmetica ha molte affinità con quella alimentare, soprattutto in una realtà come Neovalis, che fa leva su ingredienti naturali e biologici. Il consapevole governo dello stoccaggio e della movimentazione delle materie prime, il loro tracciamento ai fini del pieno controllo dei processi manifatturieri e della qualità sono prioritari. Come la capacità di orchestrare un canale distributivo che mescola elementi B2B e B2C.

La scelta di riconfermare oggi Sinfo One dimostra la fiducia nei confronti di un partner tecnologico che nel corso del tempo ha saputo consolidare e diversificare le proprie originarie competenze dal food ad altri settori industriali, molti dei quali hanno proprio nel concetto di “ricetta” i loro modelli produttivi. Tanto più considerando, oltre a questo, l’evoluzione di Si Fides, un ERP ormai estremamente ricco e a tutto tondo, in grado di spaziare dal controllo della produzione alla qualità, dalla tracciabilità alla gestione delle vendite complesse, dall’’analisi finanziaria e della business intelligence. Proprio le ultime due – secondo Annalisa Tortini, chimica di formazione, direttrice della ricerca e vicepresidente del board di Neovalis – saranno oggetto di ampliamento applicativo per rafforzarsi anche sul piano del controllo del marketing e della comunicazione, ora che l’operatività quotidiana è assicurata dalla buona (e praticamente fulminea) riuscita del progetto Si Fides.

Il brand di cui si sta parlando rappresenta infatti per molti versi una novità nella trentennale storia imprenditoriale della famiglia Tortini nel mercato della cosmetica. Dopo la storica attività di produzione conto terzi avviata sotto l’insegna Cosmoproject, Neovalis segna infatti l’ingresso della squadra creata nel 1993 da Primo Tortini nel campionato dei marchi di proprietà. Il focus dell’azienda si rivolge al segmento del cosiddetto “skin care”, quelle che un tempo si sarebbero chiamate semplicemente “creme di bellezza” e oggi comprendono una pletora di sostanze nutrienti, rassodanti, idratanti, detergenti e via elencando, destinata (in chiave tra l’altro sempre più unisex) alla cura e alla protezione della pelle.

MERCATO IN EVOLUZIONE E RITORNO ALLE ORIGINI

L’ingresso nel settore avviene in un momento in cui il mercato stesso è in pieno fermento, sia sul piano della competitività, sia dal punto di vista delle strategie e dei canali di vendita. In particolare, per Neovalis il canale di riferimento non è, al momento, il retail, ma i centri estetici professionali. Un mondo che introduce nell’equazione un ulteriore livello di complessità, vista l’estrema varietà di un mosaico costituito da oltre 30mila operatori, ancora relativamente poco esposti ai fenomeni di concentrazione e networking registrati in geografie più mature come il Regno Unito, la Germania, la Francia.

Per orchestrare la relazione con questa controparte commerciale, occorrono capacità e strumenti software adeguati. La nipote di Primo, Annalisa Tortini, che nel team dirigenziale appartiene, insieme ai suoi cugini, alla seconda generazione di imprenditori e manager, racconta che cosa ha portato Neovalis, alla fine del 2024, a coinvolgere la società di consulenza della famiglia Pomi in questa nuova avventura. «Cosmoproject in realtà si era già evoluta come azienda ibrida – spiega Tortini – affiancando alla sua funzione fondamentalmente di terzista B2B, una limitata attività di produzione in proprio, principalmente sotto il marchio Beauty Spa».

La svolta rispetto al passato arriva nel momento in cui l’orbita di Cosmoproject si avvicina a quella di un’altra azienda cosmetica a capitale familiare, la Ancorotti Cosmetics di Crema: un territorio quasi contiguo, ma separato dalla tortuosa linea di demarcazione del fiume Po. Nel 2021, il fondatore Renato Ancorotti, che qualche anno prima aveva ceduto una quota di minoranza a un fondo di investimento, aveva optato per un rafforzamento del modello “private equity” oggi favorito da molte imprese italiane “di famiglia”. Come socio, questa volta di maggioranza, arriva la società londinese L-GAM, costituita a sua volta in partnership con la famiglia regnante del Principato del Liechtenstein. «A marzo di quest’anno – riferisce Tortini – Ancorotti Cosmetics acquisisce Cosmoproject attraverso la creazione di una holding che continua ad avere L-GAM come socio di maggioranza, con le quote restanti ripartite tra le famiglie Ancorotti  e Tortini.Contestualmente, quella che era una attività secondaria all’interno di Cosmoproject, ossia Neovalis, viene “spinoffata” con il marchio che Primo Tortini aveva utilizzato in passato e oggi viene ripreso per lanciare una società indipendente, che manterrà un rapporto cliente-fornitore con Cosmoproject.

Paola Pomi CEO di Sinfo One

STARTUP CON 30 ANNI DI KNOW-HOW

È in questa circostanza che Sinfo One è stata chiamata a intervenire con un primo fondamentale obiettivo: supportare la piena operatività di quella che a tutti gli effetti può essere considerata “una startup con una trentina d’anni d’esperienza” e aiutarla, nel corso del tempo, a rendere sempre più efficace il suo approccio al mercato.
Ma perché proprio Si Fides? Le strade delle due aziende si erano incrociate la prima volta oltre vent’anni fa, quando Cosmoproject aveva adottato la piattaforma gestionale proprietaria. I comunicati di allora evidenziano l’obiettivo di “mettere in sicurezza tutta la catena del valore della produzione, garantire il controllo assoluto di ogni processo e dare maggiori garanzie di qualità ai propri clienti”.

Il connubio durò per una decina d’anni, fino a quando l’arrivo di una nuova direzione operativa in Cosmoproject espresse il desiderio di adottare un nuovo sistema ERP per omologarsi alle scelte di una clientela che comprendeva nomi del calibro di Fendi, Krizia, Dolce & Gabbana, Acqua di Parma, Versace, Ferrari. All’epoca fu un passaggio difficile, anche a causa della copertura applicativa incompleta del nuovo ERP, e guardando a quella operazione con gli occhi e le esigenze di oggi, Annalisa Tortini riconosce di apprezzare ancora di più la soluzione ed il lavoro svolto dal team di Sinfo One, che in pochi mesi ha curato il ritorno di Neovalis a una piattaforma che ai tempi si era guadagnata il favore di tutti i suoi utenti. «Quando era stata concepita all’interno di Cosmoproject, Neovalis era un laboratorio di idee» – racconta la vicepresidente del board. «Anche dal punto di vista organizzativo non era una business unit separata. In altre parole, all’interno del sistema gestionale adottato, ogni dato riferito alle attività sui marchi di proprietà era integrato: individuare le informazioni pertinenti non era un compito banale».

LA NUOVA FORMULA

Il primo merito di Sinfo One consiste in definitiva nell’aver mappato con successo sul nuovo sistema informativo tutti i processi che riguardano la startup Neovalis. Oltretutto svolgendo questa funzione di consulenza proprio nelle settimane in cui Cosmoproject doveva affrontare il complesso percorso di “due diligence” che caratterizza le storie di ingresso di un fondo di private equity, con tutte le metriche e i controlli incrociati del caso. Nel suo appassionato racconto, Tortini fa un esempio significativo della capacità del team di consulenti nel sopperire alle difficoltà incontrate. «A cinque giorni dal closing dell’operazione Ancorotti, a Neovalis viene annunciato che per motivi legati alla prevenzione degli incendi non sarebbe stato fisicamente possibile utilizzare i magazzini interni a Cosmoproject di cui ci eravamo sempre serviti. Abbiamo dovuto esternalizzarli e di conseguenza il capo progetto di Sinfo One, Luca Rossini, ha reimpostato e testato in tempi ridottissimi le logiche del sistema con tutte le codifiche riguardanti il modulo per la gestione del magazzino».

Lato Neovalis il progetto è stato seguito da Simona Arcari, l’avviamento ha coinvolto tutti i collaboratori, oggi perfettamente formati e operativi sulla piattaforma. In termini numerici gli utenti gestiti non sono tantissimi, si tratta però di un progetto ad ampio spettro, perché con i suoi moduli Si Fides arriva a coprire sei aree funzionali: il Finance (contabilità, contabilità analitica, cespiti); gli Acquisti (ordini, condizioni, ricezione merce); le Vendite e la Logistica (condizioni commerciali e promozionali, ordini dei clienti, consegne, resi); il Magazzino (movimentazione, giacenze); la Fatturazione elettronica e l’archiviazione ottica; e – ultima, ma non per importanza – la Business intelligence e la Reportistica. Il lavoro, che si è svolto tra la seconda metà di dicembre 2024 e l’inizio della primavera successiva, ha comportato la totale riprogettazione dell’impianto anagrafico per clienti e prodotti, nonché la normalizzazione dei dati ereditati dal precedente sistema ERP – che continuerà a funzionare in Ancorotti Cosmetics – con relativa attivazione di nuovi attributi di classificazione e transazionali. E infine, la configurazione dei flussi distributivi e amministrativi legati alla gestione del ciclo attivo, del ciclo passivo e del magazzino (con i mutamenti last minute di cui si è parlato per le necessità di esternalizzazione).

READY TO RUN

Il primo obiettivo da centrare era garantire la piena operatività fin dal “day one” per un’azienda che, per la prima volta, ha come mission principale lo sviluppo e la commercializzazione dei propri prodotti. Una sfida tutt’altro che semplice per Neovalis. Il mercato del beauty vale in Italia 17,5 miliardi di euro, secondo il “rapporto congiunturale” 2025 di Cosmetica Italia, l’associazione di categoria afferente a Confindustria. Rispetto al 2024, la crescita è oltre i cinque punti percentuali, in linea con le medie registrate negli ultimi dieci anni. «Si tratta di un mercato in perenne cambiamento» – osserva Tortini. «Per i marchi storici, come del resto per tutto il settore del lusso, è un momento molto difficile, caratterizzato da una forte pressione da parte dei brand indipendenti. Dopo la fase “green” che aveva dominato negli anni del Covid, un aspetto interessante è che stiamo assistendo a un grande ritorno della centralità della ricerca scientifica applicata alla cosmesi, con le vendite in farmacia in netta crescita».

Il connubio tra cosmesi e medicina è una tendenza in crescita, che riflette una visione della pelle non solo come involucro e simbolo di bellezza, ma come organo del nostro corpo, a tutti gli effetti, da curare con un approccio sempre più olistico. In questa prospettiva il cosmetico si integra alla dieta corretta, ad alimenti sani e cibi “arricchiti” (nutraceutica) e all’attività sportiva, persino alla chirurgia. Il centro estetico, che rappresenta il principale canale commerciale di Neovalis, diventa uno snodo fondamentale per acquisire una maggiore consapevolezza e ricevere i giusti input sui prodotti da acquistare e consumare. Ma per questo deve crescere professionalmente e rispondere alla diffidenza che le giovani generazioni di acquirenti mostra nei confronti di tutti i canali convenzionali. «I giovani cercano sui social le informazioni sulle ultime creme che arrivano da geografie in crescita come la Corea» – spiega Tortini.

«Le protagoniste per questa fascia di mercato sono le figure come l’Estetista Cinica, nickname di Cristina Fogazzi, notissima influencer di una cosmesi “consapevole” e fondatrice, dopo l’iniziale carriera di consulente nei centri estetici, di una apprezzata impresa indipendente. Alla luce di questi cambiamenti, Neovalis deve costruire una relazione con il canale in cui competenza di prodotto, qualità e conoscenza del mercato hanno un peso paritario e i dati che Si Fides rende accessibili e sfruttabili diventano il presupposto più solido di una crescita anche culturale, che può proiettare l’azienda verso i suoi nuovi traguardi.

L’AI POTENZIA LE VENDITE

Se i centri estetici assumono una funzione sempre più determinante nell’indirizzare i cosmetici verso consumatrici e consumatori, la piattaforma Sinfo One dispone di tutte le funzionalità necessarie per stimolare e favorire il rendimento complessivo di questo canale, mettendo per esempio a disposizione un potente motore per gestire le relazioni B2B e misurare il rendimento delle politiche di promozione e scontistica. Un aiuto fondamentale per seguire “scientificamente” le vendite, insieme agli strumenti avanzati e abilitanti come l’intelligenza artificiale, che possono essere direttamente utilizzati dagli agenti commerciali, dagli addetti alla logistica dei prodotti e, naturalmente, da chi deve pianificare le campagne di penetrazione sul mercato.

«I primi segnali positivi dell’autonomia che abbiamo ottenuto con lo spin-off si vedono già. Abbiamo creato due nuove posizioni, con la nomina di Mauro Luciani a direttore commerciale e di Simona Vernasca come responsabile del marketing. Entrambi provengono dall’ambiente della cosmetica e vantano una consolidata esperienza. Ora che Si Fides ci ha consentito di muoverci sulle nostre gambe con tranquillità – la riconosciuta forza dei nostri brand, unita alla comunicazione efficace e alla strategia marketing mirata, può davvero far sbocciare tutto il potenziale della visione che da sempre accompagna il nostro lavoro e le nostre idee» – conclude Annalisa Tortini.

Dalle parole della vicepresidente emergono tutte le peculiarità e i vincoli al contorno di un’azienda coinvolta in processi manifatturieri, che Paola Pomi, AD di Sinfo One, ha sempre giudicato molto affini ai casi di eccellenza che il software Si Fides ha aiutato a costruire nel comparto Food & Beverage. «Il mondo della cosmesi è nelle corde di una piattaforma pensata sin dalle origini per il cosiddetto process manufacturing» – spiega Pomi. «A un recente convegno di un’associazione di biologi nutrizionisti, ho apprezzato la definizione di un mestiere che vuole “prendersi cura delle persone dentro e fuori”. Nella produzione, molti degli ingredienti che oggi mettiamo nei cibi salutari sono le materie prime di valore per la cosmesi e richiedono le stesse capacità di tracciamento. Altre similitudini si ritrovano sul fronte distributivo, dove persino i cluster che definiscono la clientela e i canali per raggiungerla si somigliano».

Paola Pomi CEO di Sinfo One e Annalisa Tortini direttrice della ricerca e vicepresidente del board di Neovalis

DECISIONI AI-DRIVEN

A parte la rapidità dei tempi di esecuzione del progetto, non è stato troppo difficile calare Si Fides nell’operatività quotidiana di Neovalis come azienda che abbandona il modello della produzione su commessa, per lanciarsi in quello orientato al brand personalizzato. A essere cambiata, rispetto agli anni in cui Sinfo One aveva scritto la sua prima storia di collaborazione con Cosmoproject, è l’ambizione di un software che secondo i canoni più recenti delle piattaforme ERP, vuole essere più uno strumento di competitività che di semplice conformità con le normative contabili e fiscali: una tecnologia in grado di supportare Neovalis nel prendere le giuste decisioni di business. Anche fuori dal laboratorio chimico.

«Grazie al coinvolgimento nei singoli progetti del nostro team di ricerca e sviluppo e all’ascolto costante delle esigenze delle aziende, Si Fides sta vivendo una fase di profonda trasformazione, evolvendo da sistema gestionale a cuore pulsante dell’innovazione aziendale» – afferma Pomi. Lo slogan “Oltre l’ERP” ha del resto caratterizzato la recentissima edizione del consueto User Group Si Fides, il convegno che ogni anno riunisce gli utenti della piattaforma gestionale per fare il punto sulle ultime novità che la riguardano, sulle implementazioni di maggior successo e sulle linee evolutive più immediate. Al centro del palcoscenico dell’evento, tenutosi a metà ottobre all’APE Parma Museo, l’innovativo centro culturale e museale di Fondazione Monteparma, c’era l’ultima versione di Si Fides, che grazie all’integrazione di frontiera con l’intelligenza artificiale diventa una soluzione sempre più smart e strategica. «Oggi, possiamo veramente parlare di soluzioni di intelligenza integrata» – ribadisce Pomi. «Proprio per sottolineare che l’intelligenza artificiale non può più essere considerata un modulo aggiuntivo, ma diventa un elemento fondante, che abilita le funzioni predittive del software e agisce in background per automatizzare i processi chiave».

L’EXTENDED ERP CON SI FIDES

Per chi deve gestire la produzione sono inoltre arrivati importanti upgrade in termini di usabilità ed efficienza. Si Fides si presenta con una nuova interfaccia per tutte le funzionalità relative al controllo del processo, resa più intuitiva e user friendly per supportare al meglio la reattività e la precisione della schedulazione dei production manager, in linea con il concetto di “Extended ERP”. La validità dell’approccio basato sugli algoritmi di AI predittiva e machine learning è confermato dall’esperienza di un gruppo internazionale come Italpizza, uno dei clienti che Sinfo One ha scelto come “testimonial” dell’evento di ottobre. Italpizza, dinamico protagonista del settore della pizza surgelata Made in Italy (nel 2020 Data Manager gli aveva dedicato una cover story “a quattro mani”), ha raccontato che proprio grazie all’intelligenza artificiale ha registrato per la sua affiliata spagnola una significativa ottimizzazione dei processi di gestione ordini su larga scala. Tra le altre testimonianze c’era anche quella di Fine Cosmetics azienda del gruppo Fine Foods attiva (come Cosmoproject) nel campo dello sviluppo e della produzione in conto terzi di preparati destinati all’industria cosmetica, farmaceutica e nutraceutica, che vede nella digitalizzazione dei suoi processi una imprescindibile leva competitiva, specie per una azienda quotata.

«Come per Neovalis, i nostri clienti riconoscono l’efficacia di Si Fides come strumento di gestione sempre più ricco e diversificato, ma anche la capacità dei nostri consulenti di comprendere le esigenze ed entrare nei loro problemi» – sottolinea ancora Paola Pomi. Nel 2025, Sinfo One ha aggiunto qualcosa come otto nuovi clienti al suo portafoglio di implementazioni. Alcuni tra questi provengono dal settore del food, ma ormai l’azienda di Parma può vantare competenze in diversi altri ambiti manifatturieri. «La cosmesi, lo abbiamo già detto, ha molte affinità con il settore della chimica. L’arrivo di una piattaforma ERP può significare molto in termini di capacità di aumentare la qualità, tracciabilità e l’efficienza dei processi. Saperli controllare al meglio può facilitare i percorsi di certificazione dei prodotti, che in questa industria sono governati da regole molto specifiche».

SOSTENIBILITÀ E INCLUSIONE

L’arrivo di tanti nuovi progetti permetterà all’azienda parmense di chiudere l’anno con un volume d’affari superiore ai 25 milioni di euro, mentre il novero dei collaboratori supera ormai la quota di 180 “teste”. Sono collaboratori che trovano in Sinfo One un ambiente di lavoro stimolante sia sul piano professionale sia per l’attenzione alla responsabilità sociale e ambientale. «Nella Classifica dell’ICT Sostenibile di Data Manager abbiamo guadagnato trentuno posizioni alla voce sostenibilità. E alla nostra lunga lista di certificazioni, abbiamo aggiunto quella di formatori “Industry 4.0”, che consente ai clienti che adottano le nostre soluzioni di poter accedere ai benefici governativi per la formazione del proprio personale, e quella per la gender equality» – dichiara Paola Pomi, da anni impegnata anche come docente nei corsi di Ingegneria Informatica dell’Università di Parma e nel Master of Science in Agricultural and Food Economics, dell’Università Cattolica.

«Il settore informatico deve ancora fare parecchia strada in direzione dell’uguaglianza di genere» – ammette la CEO di Sinfo One. «Al mio ultimo corso di ingegneria di quest’anno non si è iscritta nessuna studentessa. Per fortuna a Cremona la situazione è molto più equilibrata». Non è solo una questione di equità. In un Paese con deficit demografico e con una predominanza maschile nelle materie STEM, diventa sempre più difficile reperire giovani talenti: la scuola, infatti, oggi fatica a formare specialisti in informatica, matematica e scienze in numero adeguato a soddisfare le esigenze delle imprese. Insomma, il “patriarcato tecnologico” finisce per penalizzare in prima battuta proprio il business dello sviluppo del software, che oggi è chiamato a dare un fondamentale contributo in termini di innovazione».

Nonostante la difficoltà nel recruiting, Sinfo One continua a crescere, attirando nuove generazioni di consulenti, sviluppatori e sviluppatrici capaci di venire incontro all’evoluzione di Si Fides e alle ambizioni dei suoi utilizzatori. «In un contesto professionale generalmente segnato da un elevato turnover, non mancano però le storie di collaboratori che scelgono di tornare a lavorare con noi dopo aver esplorato altri percorsi, magari come consulenti esterni» – conclude Paola Pomi. Nel caso di Neovalis, è il cliente stesso che sceglie, per avere successo, di fare ritorno nella casa di una tecnologia più concreta, a misura di Made in Italy.

Foto di Gabriele Sandrini

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Si Fides: Oltre l’ERP. AI e Visual Planning al centro delle nuove implementazioni della piattaforma gestionale proprietaria https://www.datamanager.it/2025/10/si-fides-oltre-lerp-ai-e-visual-planning-al-centro-delle-nuove-implementazioni-della-piattaforma-gestionale-proprietaria/ Wed, 15 Oct 2025 15:25:24 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248342 La società di consulenza IT di Parma organizza l’annuale evento di presentazione delle prossime evoluzioni con e per i propri clienti. Un’occasione di scambio e confronto per guardare insieme al prossimo triennio Sinfo One ha organizzato anche quest’anno lo User Group Si Fides, appuntamento chiave per esplorare l’ERP come motore di innovazione e presentare le […]

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La società di consulenza IT di Parma organizza l’annuale evento di presentazione delle prossime evoluzioni con e per i propri clienti. Un’occasione di scambio e confronto per guardare insieme al prossimo triennio

Sinfo One ha organizzato anche quest’anno lo User Group Si Fides, appuntamento chiave per esplorare l’ERP come motore di innovazione e presentare le novità della piattaforma alla community dei propri clienti e prospect: le funzionalità di Intelligenza Artificiale implementate, gli strumenti di pianificazione visuale e la Roadmap strategica fino al 2028.

Grazie al coinvolgimento del team di Ricerca e Sviluppo nei progetti – che assorbe oltre il 9% del fatturato ogni anno -e all’ascolto costante delle esigenze delle aziende, Si Fides – il software proprietario che oggi conta oltre 4000 utenti – sta infatti vivendo una fase di profonda trasformazione, evolvendo da mero sistema gestionale a cuore pulsante dell’innovazione aziendale. È su questo presupposto che Sinfo One ha invitato professionisti IT e i decision maker dei propri clienti a un evento dedicato, mostrando come l’integrazione di tecnologie avanzate stia ridefinendo i processi complessi.

AI e Strategia: l’ERP diventa predittivo

Focus della nuova versione è l’integrazione di frontiera con l’Intelligenza Artificiale che rende Si Fides una soluzione sempre più smart e strategica per il business. In questo senso, parliamo di “Soluzioni di Intelligenza Integrata” proprio per sottolineare che questa tecnologia non sia più un modulo aggiuntivo, ma un elemento che costitutivo della piattaforma per abilitare funzioni predittive e automatizzare processi chiave.

Un approccio confermato dall’esperienza concreta di uno dei clienti portata a testimonianza: il Gruppo Italpizza, che con l’integrazione dell’AI per la company spagnola ha già potuto apprezzare una significativa ottimizzazione dei processi di gestione ordini su larga scala.

Dal Visual Planning alle progettualità avanzate

Per chi opera nella gestione della produzione, arrivano importanti upgrade in termini di usabilità ed efficienza. Si Fides si presenta infatti con una nuova interfaccia per tutte le funzionalità relative al controllo del processo, resa più intuitiva e user friendly per supportare al meglio la reattività e la precisione della schedulazione dei Production Manager.

A concludere, l’intervento dell’Amministratore Delegato Paola Pomi e del Responsabile di Area Lucio Bottioni, hanno affrontato il tema più ampio della visione strategica e l’espansione del valore dell’azienda. “Con Si Fides vogliamo portare nelle aziende la Digital Transformation, molto spesso confusa con il mero impianto di tecnologie digitali – ha spiegato Pomi – mentre per noi significa anche creare cultura aziendale, ovvero un modo di pensare improntato sull’analisi dei dati e prendere decisioni basate sui dati univoci disponibili in tempo reale da tutti i processi aziendali, dal seme allo scaffale. Significa inoltre poter diversificare e gestire in modo specifico tutti i canali distributivi”.

Sinfo One – 180 dipendenti, 25 milioni di euro in previsione di fatturato 2025 – ha ribadito le proprie competenze avanzate rese possibili dall’integrazione con strumenti di Business Intelligence (BI) e Product Lifecycle Management (PLM), posizionando Si Fides come digital core da cui si irradiano i processi decisionali e di innovazione di prodotto.

Questo per arrivare al momento conclusivo della nuova Roadmap 2026-2028, in cui sono stati presentati gli investimenti futuri e la direzione evolutiva della piattaforma per essere sempre più vicina alle nuove esigenze dei clienti.

La prova della maturità: le Case Study dei clienti

L’affidabilità di Si Fides in contesti aziendali complessi viene attestata attraverso numerosi casi di successo:

  •  Alimenta Produzioni presenta tramite il suo Partner e CFO Alberto Fenati per le strategie vincenti nell’implementazione multi-stabilimento, focalizzandosi sul successo dell’armonizzazione dei processi su più sedi operative.
  • Gruppo Italpizza, già citato, come implementazione riuscita dell’AI nella gestione ordini via e-mail, raccontata dall’IT Director Fabio Begnoni.
  • Fine Foods presentato dall’IT Director Mario Ruscitto, per chiudere il cerchio sulla digitalizzazione come spinta al cambiamento, dimostrando l’impatto trasversale di Si Fides sui diversi processi.

Si Fides si pone sul mercato come una soluzione all’avanguardia, capace di portare l’innovazione nell’operatività quotidiana in modo efficace e mirato.

L’evento rappresenta quindi un’occasione per aziende e professionisti dell’IT di toccare con mano l’evoluzione dell’ERP e la sua capacità di generare vantaggio competitivo attraverso l’innovazione integrata.

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Marginalità e ESG: come sopravvivere? https://www.datamanager.it/2025/07/marginalita-e-esg-come-sopravvivere/ Mon, 14 Jul 2025 12:39:33 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246252 Nel F&B è indispensabile un approccio più evoluto e integrato all’AI   In 15 anni di consulenza EPM nel settore alimentare, ho visto aziende passare da Excel a strategie data-driven. Il vero fattore critico? Il mindset, non solo la tecnologia. La sfida oggi non è solo produrre qualità, ma mantenere margini sostenibili sotto la pressione della […]

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Nel F&B è indispensabile un approccio più evoluto e integrato all’AI  

In 15 anni di consulenza EPM nel settore alimentare, ho visto aziende passare da Excel a strategie data-driven. Il vero fattore critico? Il mindset, non solo la tecnologia. La sfida oggi non è solo produrre qualità, ma mantenere margini sostenibili sotto la pressione della GDO, delle promozioni che erodono la redditività e della domanda di sostenibilità.

Il paradosso della crescita sotto pressione

Secondo il Food Industry Monitor 2024, il food italiano ha raggiunto 90 miliardi di euro nel 2023 (+10%), ma con un ROS stabile al 5,1%. L’inflazione e i costi in aumento hanno abbattuto i margini: dal 5,8% del 2021 al 4% nel 2022. Le aziende con sistemi EPM integrati hanno mostrato una volatilità dei margini inferiore del 40% rispetto ai competitor. La guerra promozionale ha reso strutturali i costi commerciali. Mediobanca riporta un EBIT margin nella GDO sceso all’1,9% nel 2022 (dal 2,2% nel 2021), dimostrando una pressione a cascata su tutta la filiera.

L’AI come radar strategico

L’AI non sostituisce il controller o il direttore vendite, ma li potenzia. Gli algoritmi ML individuano correlazioni invisibili all’analisi tradizionale, ottimizzando il timing promozionale e non i prezzi. Con sistemi di pricing analytics è possibile analizzare sell-out, elasticità al prezzo, cannibalizzazione tra SKU e competitività, ad esempio: una promozione del 15% può generare le stesse vendite di una del 20%, salvando margini. Un caso concreto: un’azienda alimentare cliente ha scoperto che il formato famiglia cannibalizzava del 34% le vendite del prodotto singolo ad alto margine. Risultato: recuperato 1,7 punti EBIT a parità di quota scaffale.

Demand sensing e riduzione sprechi

Sistemi di demand sensing che integrano i dati promozionali insieme ai dati meteorologici, social e storici migliorano le previsioni promozionali del 20-25%, riducendo gli stock e proteggendo i margini.

Sostenibilità Data-Driven: l’ESG che genera profitto

I consumatori sono disposti a pagare un sovrapprezzo dell’8-15% per beni e marchi sostenibili ma dato che le possibilità di barare con azioni di green washing sono sempre meno, la vera leva diventa l’ottimizzazione congiunta di margini e impatto ambientale. Spesso un’analisi accurata delle proprie emissioni consente di ridurre del 12-18% la carbon footprint, dei costi energetici del 15-22% e dei consumi idrici del 20-30. Il vero salto nel miglioramento delle proprie performance sostenibilità lo si ottiene quando i sistemi EPM integrano i KPI ESG in tempo reale, permettendo decisioni efficienti. I retailer premiano chi fornisce dati ESG verificabili, creando un vantaggio competitivo tangibile.

La visione 2026-2027

Le aziende alimentari che oggi integrano AI e predictive analytics non solo sopravviveranno alla pressione sui margini, ma faranno della convergenza tra sostenibilità ESG e profittabilità il vero differenziatore competitivo. I leader del futuro saranno le aziende che trasformano ogni dato in azione e reagiscono in tempo reale, non in trimestri.

Il momento della scelta strategica

Mentre molte aziende gestiscono ancora pricing e promozioni con Excel, i competitor evoluti usano Oracle Hyperion PBCS, Oracle Analytics Cloud o Power BI per analizzare, decidere e pianificare in tempo reale. Domanda per tutti i CEO del settore: potete davvero permettervi di navigare a vista, mentre i vostri competitor ottimizzano ogni euro e ogni impatto ambientale? Il futuro è di chi trasforma i dati in decisioni intelligenti. Il presente è di chi agisce ora.

www.sinfo-one.it

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Smart Factory? Solo se data-driven https://www.datamanager.it/2025/05/smart-factory-solo-se-data-driven/ Mon, 19 May 2025 13:24:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=245338 Sinfo One abilita la convergenza di IoT e AI con la governance completa dei dati La rivoluzione della Smart Industry è ormai una realtà concreta, guidata dalla convergenza tra IoT e AI. Grazie a sensori intelligenti, edge computing e analisi in tempo reale, le imprese manifatturiere possono migliorare la gestione dei processi, affrontando con efficacia […]

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Sinfo One abilita la convergenza di IoT e AI con la governance completa dei dati

La rivoluzione della Smart Industry è ormai una realtà concreta, guidata dalla convergenza tra IoT e AI. Grazie a sensori intelligenti, edge computing e analisi in tempo reale, le imprese manifatturiere possono migliorare la gestione dei processi, affrontando con efficacia le sfide di crescita e sostenibilità.

L’IoT connette macchinari e risorse in un ecosistema digitale che raccoglie continuamente dati. Tuttavia, è solo quando questi dati vengono interpretati in tempo reale e trasformati in azioni concrete che l’industria diventa davvero smart. «I dati non servono a nulla. L’intelligenza ora sta nell’analisi per imparare a prevedere e ottimizzare le performance», sottolinea Paola Pomi, AD di Sinfo One.

ERP ed EPM: la regia della smart factory

Per gestire la complessità della fabbrica digitale, è fondamentale che il flusso informativo dell’IoT si integri nativamente con sistemi ERP ed EPM. «L’ERP deve diventare il cuore pulsante dell’azienda – spiega Pomi – integrato con dati di campo e sistemi di EPM, creando una single source of the truth condivisa a tutti i livelli aziendali, essenziale per decisioni rapide e consapevoli».

Manutenzione predittiva e Edge computing

I sensori IoT permettono di monitorare in tempo reale lo stato delle macchine, prevedere guasti e programmare interventi solo quando necessari. Questo approccio riduce i tempi di fermo, evita costose interruzioni e prolunga la vita degli impianti. L’automazione intelligente consente anche di adattare i flussi produttivi alla domanda, ottimizzando risorse e consumi.

Per essere efficiente, una smart factory non può dipendere solo dal cloud. L’elaborazione dei dati vicino alle macchine – edge computing – permette reazioni immediate, fondamentali quando ogni secondo conta e un approccio decentralizzato che migliora la responsività e continuità anche con connessioni intermittenti.

Interoperabilità e sicurezza by design

La convergenza tra IT e OT è oggi una priorità strategica. «Superare le barriere tra reparti e tecnologie è essenziale per creare un ecosistema pronto per il futuro», afferma Pomi. «In Sinfo One lavoriamo per integrare queste aree, implementando una governance completa della fabbrica digitale e supportando gli operatori con tecnologie abilitanti».

Più connettività comporta anche maggiori vulnerabilità. La sicurezza deve essere parte integrante di ogni progetto IoT. Le architetture più evolute adottano modelli zero trust, crittografia end-to-end e aggiornamenti continui.

Sostenibilità: il vero driver di innovazione

L’efficienza operativa, abilitata da IoT e AI, non è solo un vantaggio competitivo, ma anche un elemento chiave per la transizione sostenibile. Ridurre sprechi, ottimizzare consumi energetici e monitorare le emissioni in tempo reale sono possibili solo con una fabbrica interconnessa e intelligente. La tecnologia diventa così un alleato strategico per il rispetto degli obiettivi ESG.

Smart Industry significa più di automazione: è visione sistemica, integrazione e consapevolezza. Le aziende che sapranno investire in soluzioni capaci di collegare produzione, analisi e governance saranno quelle che guideranno la trasformazione industriale dei prossimi anni, con intelligenza e responsabilità.

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JD Edwards, avanti con il supporto di Oracle fino al 2035 https://www.datamanager.it/2025/03/jd-edwards-avanti-con-il-supporto-di-oracle-fino-al-2035/ Tue, 18 Mar 2025 10:03:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=243942 Innovazione di prodotto e impegno verso partner e clienti: i principi rimangono gli stessi anche con l’ultima release dell’ERP, che godrà di sostegno costante almeno per il prossimo decennio Una user experience quanto più possibile moderna e semplificata, adattabile agli specifici bisogni degli utenti e integrabile con le ultime tecnologie digitali. Il tutto per consentire […]

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Innovazione di prodotto e impegno verso partner e clienti: i principi rimangono gli stessi anche con l’ultima release dell’ERP, che godrà di sostegno costante almeno per il prossimo decennio

Una user experience quanto più possibile moderna e semplificata, adattabile agli specifici bisogni degli utenti e integrabile con le ultime tecnologie digitali. Il tutto per consentire alle aziende di puntare ai migliori risultati lavorando in modo più intelligente e rapido. La mission di Oracle – e per estensione di JD Edwards – si basa su «una cultura», spiega Paolo Borriello, Master Principal Solution Engineering di Oracle Italia, «che abbraccia e alimenta ogni componente del nostro ecosistema: prodotto, partner e clienti. Tutti e tre sono fondamentali, e infatti cerchiamo sempre di riservare un ruolo centrale tanto alla componente tecnologica, quanto alle persone». Anche i risultati confermano quanto questa visione sia corretta: nel corso degli ultimi esercizi, JD Edwards si è sempre distinta per una crescita costante sull’anno precedente. E dopo le 48 candeline appena spente, l’azienda conta di festeggiare tante altre ricorrenze: il supporto dedicato alla versione 9.2 del software gestionale EnterpriseOne, infatti, è già programmato almeno fino al 2035.

Continua innovazione, con porte aperte sul futuro

«Sono già più di 110 le nuove funzioni che si contano rispetto allo scorso anno», commenta Paolo Moroni, Director, Product and Partner Management di Oracle Italia, «e più di 30 gli aggiornamenti effettuati dal lancio della 9.2. Oggi oltre 500 realtà aziendali si affidano a nostre soluzioni di cloud ibrido e altre 350 sfruttano Oracle Cloud Infrastructure». Numeri a cui vanno poi aggiunte le oltre 150mila visite alla libreria digitale LearnJDE e le 5000 e più persone che ascoltano il podcast Connection. Una rete in cui JD Edwards punta costantemente ad automatizzarsi, ottimizzarsi e trasformarsi. «La piattaforma digitale», continua Moroni, «era inizialmente nata nella versione 9.2 come orchestratore IoT, semplicemente per raccogliere i dati caricati dai dispositivi degli utenti. Poi, grazie alle collaborazioni con i partner, ha visto via via espandere la rosa delle sue funzionalità, che si sono moltiplicate con l’arrivo di nuove tecnologie. E oggi può considerarsi pronta ad accogliere la prossima ondata di innovazioni: quelle spinte dallo smisurato potenziale dell’AI. Piattaforma, applicazioni e system administration sono i tre nodi strettamente interconnessi su cui abbiamo lavorato per arrivare a questo punto. Cercando di restituire un’esperienza semplificata, introducendo un modellatore di processi e modernizzando l’infrastruttura». L’ultima release di JDE, la 25esima, traccia già quelli che saranno i prossimi step: una sempre più forte automazione aziendale e la possibilità dell’orchestratore di interagire con i servizi AI, sia attraverso OCI che tramite app integrate.

Cloud, sostenibilità, nuove tecnologie

«A fine 2024 contavamo 85 regioni cloud attive su OCI», interviene Marco Lancieri, Cloud Platform Sales Team Manager di Oracle Italia. «Un numero quadruplicato rispetto al lancio e che per la chiusura del 2025 pianifichiamo di portare a 165: l’idea è quella di garantire la massima resilienza e al tempo stesso prossimità ai nostri clienti in tutto il mondo. Essere entrati sul mercato dopo altri vendor da un lato ci ha privato di un vantaggio nella fase iniziale, ma siamo comunque riusciti a farci strada e gettare le basi per tanti servizi: Uber, Zoom, Spotify, Bing. Oggi vantiamo il prezzo più competitivo rispetto ai principali concorrenti e soluzioni altamente flessibili, con supporto end to end». Un altro tema attualissimo, vista la sempre maggiore rilevanza dei criteri ESG, è quello della sostenibilità. «Secondo un’indagine svolta da Redfaire», cita Mirko Menecali, BI&EPM Service Line Manager di Sinfo One, «il 45% delle aziende la vive come un obbligo dettato da pressioni normative. Ma c’è anche un 41%, una cifra quindi non distante, che la vede come un’opportunità di profitto. Noi, per aiutare tutte queste realtà a redigere in modo efficiente il Bilancio di Sostenibilità, abbiamo creato SiBy ESG: uno strumento apposito, integrato con JDE, per raccogliere e gestire i dati utili a questi scopi nel modo ottimale». Ma le novità non finiscono qui: per la gestione del magazzino nasce SiFlow, un visore smart integrato con JDE, che permetterà agli operatori un approccio “hands-free”.

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L’uomo al centro tra AI e ERP https://www.datamanager.it/2025/02/luomo-al-centro-tra-ai-e-erp/ Mon, 10 Feb 2025 14:05:59 +0000 https://www.datamanager.it/?p=242491 L’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale con l’ERP rappresenta una delle evoluzioni più significative nel panorama tecnologico aziendale. Grazie a questa sinergia, le aziende possono ottenere una visione più completa e dinamica dei fenomeni aziendali, migliorando la capacità di analisi, previsione e decisione. I sistemi ERP, tradizionalmente utilizzati per gestire e monitorare i processi aziendali […]

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L’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale con l’ERP rappresenta una delle evoluzioni più significative nel panorama tecnologico aziendale. Grazie a questa sinergia, le aziende possono ottenere una visione più completa e dinamica dei fenomeni aziendali, migliorando la capacità di analisi, previsione e decisione.

I sistemi ERP, tradizionalmente utilizzati per gestire e monitorare i processi aziendali chiave, come la logistica, le vendite, la contabilità, la produzione, hanno una funzione per lo più reattiva: raccolgono e organizzano i dati, ma lasciano all’utente il compito di interpretarli. Con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, questa logica cambia radicalmente.

L’AI, infatti, è in grado di analizzare grandi volumi di dati in tempo reale, identificando modelli e tendenze che potrebbero sfuggire all’occhio umano. Ciò, oltre a snellire le operazioni di routine e ridurre drasticamente i rischi di errore umano, consente di passare da un approccio descrittivo a uno predittivo e prescrittivo. In altre parole, i sistemi di intelligenza artificiale non solo descrivono ciò che è accaduto, ma prevedono cosa potrebbe accadere e suggeriscono azioni da intraprendere.

Un esempio pratico di questa integrazione si trova nella gestione delle scorte. Un ERP tradizionale può mostrare le quantità di merce a magazzino, ma un sistema con AI può prevedere la domanda futura basandosi su dati storici, stagionalità e fattori esterni come le tendenze di mercato. Questa previsione consente di ottimizzare la gestione delle scorte, riducendo i costi di stoccaggio e minimizzando il rischio di rotture di stock. Anche l’ottimizzazione dei trasporti trae grande vantaggio dall’integrazione AI-ERP. I sistemi di AI possono analizzare i dati relativi ai percorsi, ai tempi di consegna e ai costi logistici, identificando le rotte più efficienti e suggerendo soluzioni per ridurre i ritardi. Questo approccio consente di ottimizzare l’utilizzo dei veicoli, ridurre i costi operativi e migliorare la puntualità delle consegne, con un impatto positivo sulla soddisfazione del cliente e, non ultimo, sull’ambiente. Un altro ambito in cui questa sinergia è cruciale è la gestione finanziaria. I sistemi di AI possono rilevare anomalie nelle transazioni, segnalare potenziali frodi e ottimizzare i flussi di cassa. L’intelligenza artificiale supporta, inoltre, la previsione finanziaria, consentendo ai responsabili di adottare strategie più informate ed efficaci.


#ceosute Ottimizza i costi, riduci i rischi e migliora le prestazioni. La nuova era dell’ERP inizia con l’AI
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L’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale con l’ERP non è solo una questione di tecnologia, ma anche di approccio culturale. Le aziende devono essere pronte a rivedere i propri processi e a promuovere una cultura basata sui dati. La formazione del personale è essenziale per sfruttare appieno le potenzialità offerte da questa integrazione. Tuttavia, occorre anche considerare le sfide. La qualità dei dati è cruciale: senza dati accurati e aggiornati, l’AI rischia di produrre risultati imprecisi. Inoltre, l’adozione di questi sistemi richiede un investimento iniziale significativo, che però viene rapidamente recuperato grazie ai benefici operativi e strategici. Un ulteriore aspetto fondamentale è la necessità di sviluppare nuove competenze all’interno dell’azienda. La gestione dell’AI non può essere affidata esclusivamente ai sistemi informatici, ma richiede figure professionali in grado di interpretare i dati, utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale sia in fase di prompting che di valutazione della risposta e facilitare il cambiamento organizzativo. Formare il personale e attrarre nuovi talenti con competenze specifiche diventa, quindi, un passaggio essenziale per il successo di questa trasformazione.

L’integrazione tra ERP e sistemi di intelligenza artificiale offre opportunità senza precedenti per le aziende. Questa sinergia non solo migliora la gestione operativa, ma permette di ottenere una visione aziendale più completa, con dati chiari, analisi predittive e decisioni più informate. Le organizzazioni che sapranno cogliere questa opportunità potranno vantare un vantaggio competitivo significativo nel loro settore di riferimento.

Paola Pomi CEO di Sinfo One

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