Threat Intelligence – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 13 Oct 2017 07:39:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Threat Intelligence – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Kaspersky Lab e INTERPOL: nuovo accordo che prevede la condivisione di threat intelligence https://www.datamanager.it/2017/10/kaspersky-lab-interpol-accordo-prevede-la-condivisione-threat-intelligence/ Fri, 13 Oct 2017 07:30:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132761 Kaspersky Lab ha rinnovato il suo impegno a collaborare a livello globale nella lotta contro la criminalità informatica sottoscrivendo un accordo di condivisione di threat intelligence con INTERPOL. Il quadro giuridico è stato elaborato per facilitare e sviluppare la collaborazione tra Kaspersky Lab e INTERPOL, condividendo i dati di threat intelligence sulle ultime attività cybercriminali, […]

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Kaspersky Lab ha rinnovato il suo impegno a collaborare a livello globale nella lotta contro la criminalità informatica sottoscrivendo un accordo di condivisione di threat intelligence con INTERPOL. Il quadro giuridico è stato elaborato per facilitare e sviluppare la collaborazione tra Kaspersky Lab e INTERPOL, condividendo i dati di threat intelligence sulle ultime attività cybercriminali, indipendentemente dal luogo in cui queste si verificano.

Kaspersky Lab da sempre sostiene l’importanza della collaborazione in questo settore soprattutto considerando il fatto che le minacce informatiche non hanno frontiere. Gli esperti di sicurezza dell’azienda collaborano regolarmente con INTERPOL condividendo le informazioni sulle nuove minacce con la polizia dei paesi membri. Ad esempio, Kaspersky Lab ha partecipato a un’operazione contro i crimini informatici guidata da INTERPOL che ha identificato quasi 9.000 server di comando e controllo (C2) di botnet e centinaia di siti web compromessi, inclusi portali governativi degli stati membri dell’ASEAN.

Kaspersky Lab ha anche partecipato ad un’operazione globale coordinata da INTERPOL Global Complex for Innovation (IGCI) di Singapore per fermare la botnet Simda – una rete di oltre 770.000 PC infetti in tutto il mondo.

Inoltre, la collaborazione con INTERPOL ha consentito agli esperti di Kaspersky Lab di testare e migliorare uno strumento open-source gratuito che permette di effettuare una ricerca più rapida e più facile delle minacce informatiche: non solo riduce i viaggi necessari ai ricercatori per svolgere le indagini, ma aiuta anche le forze dell’ordine a scoprire rapidamente le tracce lasciate in seguito ad un attacco informatico.

Il nuovo accordo oltre a consolidare il rapporto esistente tra le due organizzazioni, formalizza lo scambio di dati in grado di supportare INTERPOL in questo tipo di indagini. L’accordo prevede la condivisione da parte di Kaspersky Lab di informazioni sulle ricerche relative agli attacchi informatici che risultano utili alle investigazioni digitali nel tentativo di fermare le attività dei criminali informatici.

“La condivisione delle informazioni è fondamentale per affrontare le minacce in continua crescita e siamo orgogliosi di consolidare la nostra collaborazione con INTERPOL nella lotta contro la criminalità informatica”, ha dichiarato Anton Shingarev, Vice-President Public Affairs of Kaspersky Lab. “I nostri esperti sono leader nel campo della ricerca sulla sicurezza informatica ed è capitato di essere l’unico vendor in grado di rilevare un particolare tipo di infezione in un determinato momento. Rafforzando ulteriormente il nostro rapporto con INTERPOL, speriamo di sostenere ulteriormente le forze dell’ordine condividendo informazioni critiche su situazioni specifiche relative ai crimini informatici dei rispettivi paesi. Visto che i crimini informatici sono sempre più complessi e in rapida evoluzione, capita che le aziende private spesso archivino dati preziosi sui malware che potrebbero invece contenere la chiave per risolvere un caso”.

“Il nuovo accordo di INTERPOL con Kaspersky Lab è un ulteriore passo in avanti al fine di garantire che le forze dell’ordine in tutto il mondo abbiano accesso alle informazioni necessarie per combattere il crimine informatico”, ha dichiarato Noboru Nakatani, Executive Director of the IGCI. “Collaborare con il settore privato è essenziale per affrontare efficacemente questo fenomeno globale che continua a crescere in numeri e complessità”, ha aggiunto Nakatani.

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Spy War: i gruppi di criminali informatici finanziati dagli stati-nazione si “derubano” a vicenda https://www.datamanager.it/2017/10/spy-war-gruppi-criminali-informatici-finanziati-dagli-stati-nazione-si-derubano-vicenda/ Fri, 06 Oct 2017 16:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132376 Secondo il Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky Lab, i più sofisticati criminali informatici stanno attaccando in modo attivo altri gruppi criminali allo scopo di sottrarre i dati delle vittime, prendere in prestito strumenti e tecniche e sfruttare le loro infrastrutture – rendendo meno precisa l’indagine dei ricercatori di sicurezza che utilizzano la […]

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Secondo il Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky Lab, i più sofisticati criminali informatici stanno attaccando in modo attivo altri gruppi criminali allo scopo di sottrarre i dati delle vittime, prendere in prestito strumenti e tecniche e sfruttare le loro infrastrutture – rendendo meno precisa l’indagine dei ricercatori di sicurezza che utilizzano la threat intelligence.

L’accuratezza della threat intelligence si basa sull’identificazione di modelli e strumenti che determinano un particolare gruppo criminale. Tale conoscenza consente ai ricercatori di mappare meglio obiettivi, vittime e comportamenti dei criminali e aiuta le organizzazioni a determinare il proprio livello di rischio. Quando i criminali iniziano ad attaccarsi a vicenda e appropriarsi di strumenti, infrastrutture e persino a prendere di mira le vittime degli altri gruppi, questo modello tende a collassare rapidamente.

Secondo Kaspersky Lab questi attacchi vengono attuati, con molta probabilità, da gruppi criminali sostenuti da stati-nazione, che prendono di mira gruppi di altre nazionalità o meno abili. È importante che i ricercatori di sicurezza informatica imparino a riconoscere e interpretare i segni che distinguono questi attacchi, in modo da poter contestualizzare la threat intelligence in questo nuovo scenario.

Analizzando in modo più dettagliato questo tipo di attacchi, i ricercatori del GReAT team hanno identificato due approcci principali: passivo e attivo. Gli attacchi di tipo passivo implicano l’intercettazione dei dati di altri gruppi durante i trasferimenti, ad esempio, dalla vittima ai server di comando e controllo quando, in sostanza, sono quasi impossibili da intercettare. L’approccio attivo, invece, implica l’infiltrazione all’interno della infrastruttura nociva dell’altro gruppo criminale.

Utilizzando l’approccio attivo, il rischio di essere identificati è molto più alto ma allo stesso tempo offre molti più benefici in quanto permette ai criminali di estrapolare periodicamente delle informazioni, monitorare obiettivi e vittime e inserire eventualmente anche il proprio impianto o lanciare un attacco fingendosi la vittima.

Durante un’indagine su specifici gruppi criminali, il GReAT team ha rilevato un numero alquanto strano e inaspettato di indizi che suggerivano come questi attacchi di tipo attivo venissero già lanciati in-the-wild.

Esempi:

  1. Backdoor installate nell’infrastruttura di comando e controllo (C&C) di un’altra entità

Installare una backdoor all’interno di una rete attaccata consente ai criminali di inserirsi in modo persistente all’interno delle operazioni di un altro gruppo. I ricercatori di Kaspersky Lab hanno rilevato due esempi di queste backdoor.

Una di queste è stata rilevata nel 2013, analizzando un server utilizzato da NetTraveler, una campagna in lingua cinese per attivisti e organizzazioni in Asia. La seconda è stata trovata nel 2014, mentre i ricercatori stavano indagando su un sito web compromesso e utilizzato da Crouching Yeti (noto anche come Energetic Bear), un gruppo criminale in lingua russa che dal 2010 prendeva di mira il settore industriale. I ricercatori hanno notato che per un breve periodo, il panel che gestiva la rete del C&C è stato modificato con un tag che puntava a un IP remoto in Cina (probabilmente una false flag). I ricercatori ritengono che questa backdoor possa appartenere ad un altro gruppo, anche se non ci sono indizi che indichino di quale gruppo si tratti.

  1. Condividere siti web compromessi

Nel 2016, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto che un sito web compromesso da DarkHotel, un gruppo criminale di lingua coreana, ospitava anche script per exploit di un altro gruppo chiamato ScarCruft, che prendeva di mira prevalentemente organizzazioni russe, cinesi e sud coreane. L’operazione DarkHotel risale ad aprile 2016, mentre gli attacchi ScarCruft sono stati implementati un mese più tardi, questo potrebbe voler dire che ScarCruft prima di lanciare i propri attacchi ha osservato quelli di DarkHotel.

  1. Targeting-by-proxy

Infiltrarsi in un gruppo che ha una presenza consolidata in una determinata regione o settore industriale, consente agli attaccanti di ridurre i costi e migliorare il targeting, beneficiando della competenza specialistica del gruppo vittima.

Alcuni gruppi criminali piuttosto che sottrarre le vittime preferiscono condividerle. Questo approccio è rischioso perché nel caso uno dei gruppi meno avanzati venisse catturato, l’analisi forense sarebbe in grado di identificare anche l’identità degli altri. A novembre 2014, Kaspersky Lab aveva scoperto che un server appartenente ad un istituto di ricerca del Medio Oriente, noto come Magnet of Threats, aveva ospitato contemporaneamente gli impianti di gruppi criminali quali Regin e Equation Group (in lingua inglese), Turla e ItaDuke (in lingua russa), così come Animal Farm (lingua francese) e Careto (in lingua spagnola). Infatti, questo server è stato il punto di partenza per la scoperta di Equation Group.

“Attribuire un attacco ad un gruppo criminale non è semplice in quanto gli indizi sono rari e facilmente manipolabili e se a questo si aggiunge anche il fatto che si “attaccano” a vicenda lo diventa ancora di più. Sfruttare strumenti, vittime e infrastrutture di altri gruppi, inserire i propri impianti o utilizzare l’identità della loro vittima per lanciare ulteriori attacchi, impedisce ai “threat hunter” di costruire un quadro chiaro e preciso della situazione. Alcuni indizi ci lasciano pensare che questi attacchi si stiano già verificando in-the-wild, e questo dovrebbe far riflettere i ricercatori di threat-intelligence sul fatto che sarà necessario adattare il proprio modo di investigare a questi nuovi metodi soprattutto quando si troveranno ad analizzare il lavoro di gruppi criminali avanzati”, ha dichiarato Juan Andres Guerrero-Saade, Principal Security Researcher, Global Research and Analysis Team, Kaspersky Lab.

Per stare al passo con la rapida evoluzione delle minacce moderne, Kaspersky Lab consiglia alle imprese di implementare una piattaforma di sicurezza su vasta scala combinata con servizi di threat intelligence di ultima generazione. Il portfolio di sicurezza endpoint di Kaspersky Lab offre alle aziende la prevenzione dalle minacce grazie all’innovativa suite di sicurezza per endpoint, il rilevamento basato sulla piattaforma Kaspersky Anti Targeted Attack e la detection & response degli incidenti attraverso i servizi di threat intelligence.

È possibile trovare ulteriori dettagli sulle modalità con cui i criminali informatici acquisiscono e riutilizzano elementi di altri gruppi, inclusi il ripristino degli strumenti e il clustering dei malware, e sulle conseguenze che questo ha per la threat intelligence, nel rapporto Walking in your enemy’s shadow: when fourth-party collection becomes attribution hell

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Trend Micro è leader nella Threat Intelligence https://www.datamanager.it/2017/09/trend-micro-leader-nella-threat-intelligence/ Thu, 21 Sep 2017 10:44:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131279 Frost & Sullivan riconosce la forza e l’efficacia della ricerca Trend Micro sulle vulnerabilità. Nel 2016, Trend Micro ha mantenuto una media di 57 giorni di vantaggio sulla risoluzione della vulnerabilità da parte dei vendor Le minacce diventano ogni giorno più sofisticate e rispondere velocemente e in maniera efficace alle vulnerabilità non è mai stato […]

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Frost & Sullivan riconosce la forza e l’efficacia della ricerca Trend Micro sulle vulnerabilità. Nel 2016, Trend Micro ha mantenuto una media di 57 giorni di vantaggio sulla risoluzione della vulnerabilità da parte dei vendor

Le minacce diventano ogni giorno più sofisticate e rispondere velocemente e in maniera efficace alle vulnerabilità non è mai stato così critico. In questo scenario, Trend Micro è stata riconosciuta come leader per la sua competenza sulle minacce globali, grazie alla forza del suo programma di ricerca sulle vulnerabilità.

Nel 2016, secondo le analisi di Frost & Sullivan, la Trend Micro Zero Day Initiative (ZDI) ha riportato il 52,2% di tutte le 1.262 vulnerabilità scoperte a livello globale. È dal 2007 che la ZDI viene riconosciuta leader globale nella ricerca e identificazione delle vulnerabilità e anche oggi continua a guidare il mercato.

Questa leadership permette ai clienti Trend Micro di beneficiare di una protezione garantita, nel periodo in cui i vendor potenzialmente colpiti sviluppano patch per i software non protetti. Nel 2016, Trend Micro ha mantenuto una media di 57 giorni di vantaggio sulla risoluzione della vulnerabilità da parte dei vendor, garantendo nel mentre la protezione dei suoi clienti.

Questo programma è una pietra angolare della variegata ricerca Trend Micro, che include ricercatori, data scientist e molti laboratori. L’esperienza dell’azienda, combinata con l’intelligence di terze parti, come i white hats, gli honey pots, i web crawlers e i customer insights, potenzia tutte le soluzioni XGen Trend Micro.

Mike Gibson, vice president of threat research for Trend Micro, ha affermato “Ad aprile 2017, The Shadow Brokers ha rilasciato diversi strumenti per sfruttare difetti in molte versioni dei prodotti Microsoft. Le informazioni di due, tra le vulnerabilità sfruttate, erano già state comunicate dalla Zero Day Initiative nel 2006. Questo ha permesso ai clienti Trend Micro di essere già protetti sin da prima che le vulnerabilità venissero patchate”.

La ZDI incoraggia la scoperta responsabile delle vulnerabilità zero-day ricompensando economicamente i ricercatori esterni che le scoprono. Le vulnerabilità vengono scoperte anche attraverso contest come il Pwn2Own e il Mobile Pwn2Own. Questi eventi incoraggiano la scoperta delle vulnerabilità attraverso il programma, evitando così che vengano vendute nei mercati underground per scopi malevoli.

Il Mobile Pwn2Own di quest’anno si svolge a Tokio, l’1 e il 2 Novembre.

“La Trend Micro ZDI svolge un ruolo importante come leader globale nella scoperta delle vulnerabilità” Ha affermato Tony Massimini, Senior Industry Analyst of Frost & Sullivan. “Il programma incoraggia la scoperta responsabile di bug, facilitando il patching da parte dei vendor e proteggendo i clienti Trend Micro, mentre queste patch vengono sviluppate. Assicurare le patch di così tante vulnerabilità su una gamma così ampia di piattaforme mette più al sicuro sia le aziende che gli utenti finali”.

 

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Fortinet lancia un Threat Intelligence Service globale https://www.datamanager.it/2017/07/fortinet-lancia-un-threat-intelligence-service-globale/ Wed, 26 Jul 2017 15:25:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129437 Il nuovo servizio di threat intelligence di Fortinet mette a disposizione dei CISO informazioni concrete e prioritizzate sulle minacce, consentendo una risposta veloce e preventiva agli attacchi mirati Fortinet ha presentato un nuovo servizio di threat intelligence che offre ai responsabili della cybersecurity una maggior consapevolezza sullo stato della sicurezza, evidenziando i trend più recenti sulle […]

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Il nuovo servizio di threat intelligence di Fortinet mette a disposizione dei CISO informazioni concrete e prioritizzate sulle minacce, consentendo una risposta veloce e preventiva agli attacchi mirati

Fortinet ha presentato un nuovo servizio di threat intelligence che offre ai responsabili della cybersecurity una maggior consapevolezza sullo stato della sicurezza, evidenziando i trend più recenti sulle minacce e i rischi cyber che minacciano le loro organizzazioni. Il FortiGuard Threat Intelligence Service (TIS) di Fortinet permette ai CISO di restare in vantaggio rispetto al panorama globale delle minacce e di difendere in modo preventivo le loro aziende rispetto alle minacce in più rapida evoluzione.

  • FortiGuard TIS è una piattaforma di threat intelligence cloud-based che offre dati quantitativi e trend di attività sulle minacce, consentendo ai CISO di comprendere all’istante cosa sta succedendo nel panorama globale delle minacce.
  • FortiGuard TIS sfrutta le avanzate attività di ricerca sulle minacce condotte dai FortiGuard Labs, che vedono oltre 200 esperti ricercatori impegnati nell’analisi dei dati raccolti da più di 3 milioni di sensori distribuiti su tutto il mondo.

Informazioni sulle minacce globali e di mercato a disposizione dei CISO

Una recente ricerca condotta da Forrester su 342 responsabili della security ha messo in luce come la sfida più impegnativa che i CISO si trovano ad affrontare sia “la velocità con cui le minacce cyber evolvono.” Il report raccomanda ai CISO di raccogliere informazioni valide sulle minacce, che forniscano indicazioni utili sul comportamento degli hacker e sugli indicatori di compromissione, e mette in luce come il 78% dei CISO che hanno già adottato una piattaforma di threat intelligence non abbiano subito breach di sicurezza. E’ chiaro come i CISO che fanno un uso appropriato della threat intelligence, abbinata a una strategia di sicurezza technology-driven siano meglio preparati per proteggere con successo la loro organizzazione.

FortiGuard TIS è specificatamente pensato per offrire le informazioni sulle minacce che servono ai CISO per restare in vantaggio sui trend più recenti, in modo da poter comunicare in modo efficace i rischi legati alla cybersecurity al top management aziendale, parallelamente rendendo possibile una gestione più puntuale delle Security Operations, per massimizzare le risorse e difendersi in modo preventivo dalle minacce in evoluzione

  • L’attività di ricerca globale sulle minacce globali viene prioritizzata, in modo che i CISO possano comprendere immediatamente quali sono le tipologie di minacce in crescita. Questi dati di semplice comprensione, possono essere comunicati all’interno dell’organizzazione e consentono ai responsabili della security di gestire in modo più efficace i propri team operativi.
  • La reportistica sulla Kill Chain offre ulteriori dettagli sui trend specifici che investono attualmente il mercato mondiale e gli specifici settori. I responsabili di sicurezza possono vedere le applicazioni più attive, le firme di intrusion prevention, i malware e i botnet a livello di mercati specifici, e confrontarli in modo semplice con il loro mercato, per dimensioni aziendali, per aree geografiche e con il mercato globale.
  • I CISO possono scendere a dettagli ulteriori sulle minacce per identificare trend di attività, prevalenza e ranking. L’integrazione con la FortiGuard Encyclopedia offre descrizioni più approfondite delle minacce, comprensive di dettagli su origini, comportamenti, e indicazioni sulla rimozione.
  • Malware e vulnerabilità delle applicazioni individuali possono anche essere arricchiti da note aggiuntive create dai ricercatori dei FortiGuard Labs, a offrire ulteriori dettagli rilevanti su minacce emergenti o legate a campagne specifiche, Questi commenti aggiuntivi vengono resi spesso disponibili nei Fortinet blog periodici, nei FortiGuard Threat Landscape Reports trimestrali, e nei FortiGuard Threat Intelligence Briefs

“Per la maturità ed estensione della nostra rete di sensori, Fortinet vanta un posizionamento unico per fornire informazioni accurate di threat intelligence a distanza attraverso una gamma ampia e differenziata di fonti in tutto il mondo”, spiega John Maddison, senior vice president of products and solutions di Fortinet. “I FortiGuard Labs registrano oltre 50 miliardi di eventi ogni giorno, e con FortiGuard TIS siamo ora in grado di offrire le stesse informazioni sulle minacce, estese ed approfondite, ai nostri clienti e a tutta la community degli operatori di sicurezza”.

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Talos, ricerca e tecnologia al servizio della sicurezza https://www.datamanager.it/2017/01/talos-ricerca-tecnologia-al-servizio-della-sicurezza/ Fri, 20 Jan 2017 09:10:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117537 Detection, analisi, progetti di collaborazione internazionali. Così Cisco difende i suoi clienti  “Pc e server non aggiornati sono un pericolo sia per chi li utilizza sia per chi con una macchina più efficiente si connette alla stessa rete”. Non si stancherebbe mai di ripeterlo, almeno a giudicare dall’enfasi con cui scandisce le parole, Holger Unterbrink, […]

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Detection, analisi, progetti di collaborazione internazionali. Così Cisco difende i suoi clienti 

“Pc e server non aggiornati sono un pericolo sia per chi li utilizza sia per chi con una macchina più efficiente si connette alla stessa rete”. Non si stancherebbe mai di ripeterlo, almeno a giudicare dall’enfasi con cui scandisce le parole, Holger Unterbrink, technical leader engineering di Talos che software e sistemi operativi non patchati o vulnerabili rappresentano una minaccia da non sottovalutare. Eppure la lista nera di prodotti insicuri è molto lunga. Basta scorrere la sezione vulnerability report sul sito di Talos per constatare i nomi di tutte le aziende – ce ne sono di grandi e grandissime – che hanno beneficiato delle analisi svolte dall’agguerrito team di ricercatori di sicurezza della divisione Cisco, correndo ai ripari prima che la falla facesse ancora più danni.

“E’ vero. Si può dire che almeno in parte siamo noi a svolgere per loro questo lavoro” ammette Unterbrink.  “Ma oltre a favorire l’azienda produttrice di software con il nostro lavoro produciamo conoscenza, che diventa un patrimonio a disposizione di tutti, aziende clienti, ricercatori, utilizzatori finali”.  Anche di coloro quindi che utilizzano sistemi operativi e versioni del browser non aggiornate, altrettanto pericolosi per la diffusione di malware. L’esempio più eclatante è Windows XP, non esattamente l’ultimo grido in fatto di sicurezza. Eppure ancora così diffuso da rappresentare una redditizia nicchia di mercato per quei vendor che sono disposti ad assumersi l’onere di continuare ad assicurarne il supporto ai loro clienti. Ma neppure le versioni più recenti del sistema operativo Microsoft  – anche se nel frattempo si è provveduto al loro aggiornamento – mettono affatto al riparo da brutte sorprese, anzi. D’altra parte, se in molti il sospetto che una versione aggiornata di Windows 10 a confronto con una altrettanto patchata di Windows 7 non fossero equivalenti, trova recente conferma dalla dichiarazione di Microsoft Germania secondo cui Windows 7 non può più reggere con le sollecitazioni odierne di sicurezza. Senza dimenticare poi che XP, Vista e Windows 7 portano in dote vulnerabilità conosciute come quelle di Internet Explorer 8, 9 e 10 – non  più supportate dal gigante di Redmond – accoppiate a quelle di Java, altro vettore conclamato di attacchi devastanti.

Eppure il software colabrodo in circolazione non accenna affatto a diminuire. A rilevarlo sono gli stessi ricercatori di Talos, forti del monitoraggio di un numero di reti e  un parco macchine di clienti sterminato. “Talos è il centro operativo di una struttura di threat intelligence che non ha eguali” afferma Unterbrink. “Quattro data center, un team di oltre 270 ricercatori impegnati a tempo pieno nella threat detection, 1,5 milioni di campioni di malware analizzati ogni giorno. Terabyte di dati dai quali distillare contenuti – signature, analytics, ecc – per i prodotti Cisco installati presso le aziende clienti”.

Uno sforzo enorme. E tuttavia sproporzionato rispetto alla pericolosità della minaccia. Acutizzata dalla massiccia diffusione di ransomware degli ultimi mesi. Solo negli USA l’FBI stima che nei primi tre mesi del 2016 la cifra dei riscatti pagati abbia superato la soglia dei 200 milioni di dollari. Un’epidemia che se si confermerà su questo ritmi produrrà entro la fine del 2016 un volume di estorsioni superiore al miliardo di dollari. “Il ransomware genera profitti enormi, lo sappiamo” conferma Unterbrink.  “Così come sappiamo che la  diffusione del malware è favorita dalla difficile tracciabilità dei bitcoin e delle altre monete digitali. Detto questo, la criminalità sa benissimo di essere al centro del mirino delle polizie di mezzo mondo. E sebbene sia sempre difficile fare previsioni, forse neppure a loro conviene tirare troppo la corda”. Tutto sommato una magra consolazione.

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Fortinet mappa le strategie di sicurezza delle aziende EMEA https://www.datamanager.it/2016/09/fortinet-mappa-le-strategie-sicurezza-delle-aziende-emea/ Thu, 22 Sep 2016 08:19:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109573 Cloud e vulnerabilità nei sistemi IT le fonti di maggior preoccupazione per i decisori IT La Digital Transformation informa i processi innovativi di aziende e organizzazioni. Migliora l’erogazione di prodotti e servizi così come la risposta alle richieste dei clienti. Riduce i costi e crea allo stesso tempo infrastrutture più flessibili in grado di adattarsi […]

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Cloud e vulnerabilità nei sistemi IT le fonti di maggior preoccupazione per i decisori IT

La Digital Transformation informa i processi innovativi di aziende e organizzazioni. Migliora l’erogazione di prodotti e servizi così come la risposta alle richieste dei clienti. Riduce i costi e crea allo stesso tempo infrastrutture più flessibili in grado di adattarsi meglio alla crescita del  business. Un’accelerazione sorretta da tecnologie dirompenti come cloud computing, mobilità, big data, Internet of Things che ridisegnano il modello di business di molte aziende cambiando in profondità il loro modo di operare. In questi processi la sicurezza gioca un ruolo importante, ben oltre la pura e semplice protezione. Evolvono le strategie di CSO e CISO, chiamati a definire nuove priorità e a identificare nuove soluzioni per proteggere dati e infrastrutture senza rallentare l’operatività giornaliera.

Fortinet prova a dar conto di questi cambiamenti presentando alla stampa i risultati del Security Census 2016, una ricerca condotta su un campione di 1.400 decision maker di area tecnica in rappresentanza di un migliaio di aziende EMEA (Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Italia) con più di 250 dipendenti. I dati raccolti restituiscono una fotografia credibile delle modalità con cui i responsabili della sicurezza sviluppano le proprie priorità e strategie rispetto all’evoluzione delle minacce e alla necessità di dotarsi di soluzioni di sicurezza di nuova generazione. “Diciamo subito che Cloud e vulnerabilità dei sistemi IT sono le maggiori preoccupazioni del personale tecnico interpellato” ci dice Filippo Monticelli, country manager Fortinet. “Per il 53% dei rispondenti la nuvola rappresenta la minaccia alla sicurezza più sentita. Dato più contenuto, 43%,  se consideriamo le risposte del campione italiano, circa un centinaio di aziende. Che invece attribuisce alle vulnerabilità dei sistemi la palma di peggior mal di testa (59% dei rispondenti) tra quelli che già affliggono il settore (53% se si considera l’area EMEA globalmente)”.

Minacce a cui dichiarano di rispondere con nuovi investimenti in tecnologia (48% contro il 45 dell’Italia). Anche se per una quota significativa di loro – 4 aziende su 10 – la pressione esercitata dalle continue minacce agli asset aziendali rappresenta una spinta potente verso la gestione in outsourcing della sicurezza da parte di  MSSP (Managed Security Service Provider). La ricerca naturalmente si presta a diversi livelli di lettura e interpretazione. Per Fortinet uno degli aspetti più interessanti a emergere è l’esigenza tra le aziende EMEA di medio-grandi dimensioni, indipendentemente dal settore di appartenenza, di mettere ai primi posti tra le loro priorità di investimento strumentazione per la sicurezza end-to-end che incorpori funzionalità di threat intelligence.

“Sempre più aziende comprendono quanto sia importante riuscire a rispondere in modo tempestivo alle violazioni di sicurezza. Il consiglio che diamo a clienti e prospect è di investire in soluzioni integrate e adattabili a reti e perimetri che di fatto ormai non hanno più confini. Fortinet è in grado di offrire questa sicurezza senza compromessi” afferma Monticelli.  Si stima che tra l’80 e il 90% delle aziende subisca almeno una fuoriuscita di dati nel corso di un anno. Meno del 16% delle aziende riesce a individuare la falla entro le prime due ore in cui si manifestano gli effetti negativi. Al contrario ancora una quota troppo elevata di aziende (27%) scopre la falla dopo mesi o addirittura anni. “La risposta a queste minacce viene da investimenti in tecnologia che presidino l’intero ciclo di vita della minaccia. Investimenti in bundle che comprendono soluzioni di sicurezza come e-mail gateways; firewall; endpoint protection; application security e servizi evoluti di threat intelligence che consentano lo scambio di feed sia con le soluzioni SIEM Fortinet che con piattaforme di terze parti” afferma Monticelli.

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Cisco presenta nuove funzionalità avanzate per la protezione da malware https://www.datamanager.it/2015/04/cisco-presenta-nuove-funzionalita-avanzate-per-la-protezione-da-malware/ Wed, 08 Apr 2015 16:00:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=72768 Nuove funzionalità di Threat Intelligence, di analisi dinamica dei malware e di sicurezza retrospettiva per la protezione durante tutta la fase d’attacco Cisco presenta nuove funzionalità e servizi che forniscono ai professionisti della sicurezza, intelligenza e analisi dettagliata delle possibili compromissioni e delle soluzioni per proteggersi, rispondere e riprendersi dagli attacchi. Cisco annuncia l’integrazione di […]

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Nuove funzionalità di Threat Intelligence, di analisi dinamica dei malware e di sicurezza retrospettiva per la protezione durante tutta la fase d’attacco

Cisco presenta nuove funzionalità e servizi che forniscono ai professionisti della sicurezza, intelligenza e analisi dettagliata delle possibili compromissioni e delle soluzioni per proteggersi, rispondere e riprendersi dagli attacchi.

Cisco annuncia l’integrazione di AMP Threat Grid nel proprio portfolio Cisco Advanced Malware Protection (AMP), il quale integra le innovazioni derivanti dall’acquisizione di ThreatGRID, avvenuta lo scorso anno. Tale integrazione fornisce funzionalità di threat intelligence e analisi dinamica dei malware, sia on-premise che in cloud, che potenzia il rilevamento continuo di attacchi zero-day di Cisco AMP. Inoltre, Cisco ha presentato Incident Response Services che mettono a disposizione delle aziende un team di esperti in sicurezza che sfrutta attività di threat intelligence e best practice per essere pronti e rispondere alle violazioni, dalla rete all’end-point fino al cloud.

Sebbene il panorama moderno delle minacce sia dinamico, ci sono delle costanti; i criminali informatici sono impegnati nell’affinare e sviluppare continuamente nuove tecniche che possono eludere il rilevamento e nascondere attività dannose. Ciò si evince dal aumento del 250% degli attacchi malvertising come evidenziato nel Cisco 2015 Annual Security Report. Lo studio mostra, inoltre, come le aziende siano in uno stato persistente di infezione, con il 100% delle reti analizzate il cui traffico si è diretto su siti web che ospitano malware.

AMP ovunque

Le nuove funzionalità di threat intelligence, analisi dinamica dei malware e di sicurezza retrospettiva di AMP migliorano la protezione durante tutte le fasi di attacco. Queste funzionalità, che da oggi includono l’integrazione di AMP Threat Grid, sono implementabili lungo le reti estese inclusi  gli endpoint, i dispositivi mobile, i sistemi virtuali nonché sulle appliance per la sicurezza web e email di Cisco.

Nuove funzionalità di threat intelligence e analisi dinamica dei malware

·         AMP Threat Grid fornisce funzionalità di analisi dinamica dei malware e di threat intelligence. Tali funzionalità avanzate sono fornite come servizio cloud indipendente o tramite la nuova appliance on premise basata su UCS. L’engine di analisi di AMP Threat Grid permette ai team di sicurezza di rilevare violazioni da parte di malware avanzati e agire e riprendersi rapidamente, fornendo funzionalità di threat intelligence con informazioni dettagliate sul contesto.

·         Visibilità e prioritizzazione delle vulnerabilità: la soluzione AMP for Endpoints fornisce ulteriore visibilità nelle reti estese, fornendo la lista di host che contengono software vulnerabili, la lista di software vulnerabili su ciascun host e una lista degli host che hanno maggior possibilità di essere violati. Potenziato dalle funzionalità di threat intelligence e di sicurezza di Cisco, AMP identifica i software vulnerabili nel mirino di malware e potenziali exploit, e fornisce ai clienti una lista degli host a cui deve essere applicato per primo la patch.

Potenziata funzionalità di sicurezza retrospettiva

Cisco AMP registra e analizza di continuo le attività dei file durante e dopo l’ispezione iniziale. Se il file mostra un comportamento sospetto dopo l’evento, la funzionalità di sicurezza retrospettiva rivede la registrazione,  verifica l’origine e il comportamento della potenziale minaccia, e fornisce la soluzione per contenere e eliminare la minaccia.

·         Endpoint IoC (Indicators of Compromise): I team di sicurezza possono eseguire analisi dettagliate sulle minacce meno conosciute per specifiche applicazioni, inviando gli Endpoint IoC direttamente a Cisco AMP.

·         Bassa diffusione: potenziando ulteriormente i team di sicurezza nel rapido rilevamento e comprensione degli attacchi mirati, AMP for Endpoint è in grado di visualizzare i file che sono stati eseguiti nell’azienda, ordinati per numero di richieste. E’ inoltre possibile sottoporre i file che sono stati identificati come a bassa diffusione ad analisi dinamiche dei malware per una maggiore visibilità, sia manualmente che automaticamente dalle policy. Queste funzionalità permettono di esplorare minacce non rilevate e mirate che sono state individuate da un numero ridotto di utenti.

Cisco Security Incident Response Services: protezione dalle minacce sapientemente applicata

Esiste un crescente divario tra la disponibilità di professionisti esperti in sicurezza e le esigenze del settore, poiché alle aziende mancano sia le risorse economiche che il personale per proteggere adeguatamente le attività e le infrastrutture. I CISO (Chief Information Security Officers) ricercano sempre più esperti in sicurezza esterni.

Sfruttando le attività di threat intelligence del Cisco Talos Security Intelligence and Research Group, AMP e le competenze del team Cisco Security Solutions (CSS), il gruppo dell’Incident Response Services lavora con le aziende per identificare: la fonte dell’infezione, il punto in cui è entrato nell’ambiente e quali dati sono stati compromessi. Utilizzando i prodotti di sicurezza di Cisco come ad esempio AMP, il team IRT (incident response team) è in grado di individuare la fonte i movimenti dei malware in tutto l’ambiente, permettendo alle organizzazioni di ridurre il costo e l’impatto generale di ogni violazione, così come di identificare metodi che possano ridurre i rischi futuri. Incident Response Services supporta le aziende in due aree:

·         Risposta agli attacchi informatici: ciascun evento è unico nel suo genere e la metodologia Cisco Security Incident Response fornisce una maggiore flessibilità nell’adattarsi continuamente al panorama dinamico delle minacce. Sia che si tratti di una minaccia interna, di un denial of service distribuito, di un malware avanzato sull’endpoint o di una violazione ai dati del cliente, il team supporta l’azienda nell’identificazione, isolamento e risoluzione, utilizzando Assessment, Analysis and Data Mining; Forensic Image Analysis; Infected System Dynamic Instrumentation; Malware Reverse Engineering e Exploit Analysis and Re‐Implementation.

·         Cybersecurity Readiness: poiché sempre più spesso le aziende sono vittime di attacchi informatici mirati e violazioni ai dati, esse hanno bisogno di personale esperto che le aiutino a proteggere i dati e promuovere best practice di sicurezza in modo da essere preparati nel caso di inevitabili violazioni dei dati. L’offerta Cisco Incident Response va dalla valutazione del livello di prontezza delle infrastruttura alle violazioni, valutazione delle attività di sicurezza e valutazione della comunicazione delle violazioni.

“L’integrazione di AMP Threat Grid nel nostro ambiente fornisce alle attuali tecnologie di sicurezza, protezione e privacy attualmente installate, funzionalità di threat intelligence, migliorando l’efficacia e potenziando la nostra strategia di difesa informatica. Questa visione avanzata delle minacce permette ai nostri Critical Incident Response Centers di analizzare e mitigare i potenziali malware più rapidamente”. Ha dichiarato Roland Cloutier, Global Chief Security Officer, ADP.

“Ogni giorno le aziende devono far fronte a minacce avanzate che si infiltrano e restano per mesi negli ambienti aziendali prima di essere scoperti. Il modo migliore per risolvere questa problematica adottare una protezione continua contro questo tipo di attacchi. Ulteriori funzionalità, come la correlazione avanzata degli indicatori, la mappatura delle violazioni e la sicurezza retrospettiva fanno la differenza in AMP e potenziano i team di sicurezza che possono in questo modo agire prima, durante e dopo l‘attacco”. Ha dichiarato Marty Roesch, Vice President, Chief Architect, Cisco Security Business Group.

“Gli attacchi avvengono ad un ritmo allarmante. Sfortunatamente, gran parte delle aziende non dispone di professionisti in sicurezza informatica per combattere e mitigare questi attacchi. Il team del Cisco Incident Response Services lavora a stretto contatto con le aziende per risolvere tali problematiche, adottando un approccio intelligente alla sicurezza, in modo da ridurre le falle nella sicurezza informatica e migliorare la visibilità nella rete. Grazie a visione dettagliata, Cisco è in grado di ridurre ridurre al minimo l’impatto di una violazione grazie a servizi di pronta risposta”. Ha dichiarato James Mobley, Vice President, Cisco Security Consulting.

L'articolo Cisco presenta nuove funzionalità avanzate per la protezione da malware proviene da Data Manager Online.

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