Vectra – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 07 May 2024 13:37:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Vectra – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Vectra AI espande la sua piattaforma di AI per contrastare gli attacchi che sfruttano la GenAI https://www.datamanager.it/2024/05/vectra-ai-espande-la-sua-piattaforma-di-ai-per-contrastare-gli-attacchi-che-sfruttano-la-genai/ Tue, 07 May 2024 13:37:08 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237151 L’azienda leader dell’XDR introduce capacità pionieristiche di rilevamento e risposta alle minacce per proteggere dagli attacchi che prendono di mira Microsoft Copilot per M365 Vectra AI, leader nel rilevamento, nell’investigazione e nella risposta agli attacchi ibridi, ha annunciato oggi l’espansione della Vectra AI Platform per proteggere le aziende dai nuovi vettori di minaccia introdotti dalla […]

L'articolo Vectra AI espande la sua piattaforma di AI per contrastare gli attacchi che sfruttano la GenAI proviene da Data Manager Online.

]]>
L’azienda leader dell’XDR introduce capacità pionieristiche di rilevamento e risposta alle minacce per proteggere dagli attacchi che prendono di mira Microsoft Copilot per M365

Vectra AI, leader nel rilevamento, nell’investigazione e nella risposta agli attacchi ibridi, ha annunciato oggi l’espansione della Vectra AI Platform per proteggere le aziende dai nuovi vettori di minaccia introdotti dalla rapida adozione degli strumenti di AI generativa (GenAI). L’Attack Signal Intelligence brevettata della Vectra AI Platform utilizza l’Intelligenza Artificiale basata sul comportamento per difendere le organizzazioni dai cyber-attaccanti che abusano della GenAI, consentendo ai team dei Security Operation Center (SOC) di contrastare gli attacchi di GenAI con l’AI.

I rapidi progressi tecnologici hanno fatto sì che le organizzazioni si rivolgessero sempre più a strumenti basati sulla GenAI per semplificare i processi e migliorare il proprio lavoro. Strumenti di GenAI come Microsoft Copilot mirano ad aumentare l’efficienza e la produttività dei dipendenti, ma creano anche nuove superfici di attacco, dal momento che i Large Language Models (LLM) che alimentano questi strumenti hanno accesso a dati aziendali proprietari. Di conseguenza, se da un lato gli strumenti di GenAI aumentano la velocità con cui i dipendenti e le organizzazioni possono operare, dall’altro concedono lo stesso lusso anche agli attaccanti, consentendo loro di sfruttare le identità per diffondere gli attacchi a un ritmo e a un livello più elevato.

“Da oltre un decennio Vectra AI è all’avanguardia nell’impiego dell’Intelligenza Artificiale per contrastare le minacce informatiche avanzate ed emergenti. La nostra missione è stata e sarà sempre quella di fornire il segnale di attacco più accurato in velocità e su scala, consentendoci di trovare e identificare attacchi che altre soluzioni non sono in grado di individuare”, ha dichiarato Hitesh Sheth, fondatore e CEO di Vectra AI. “Con un numero sempre maggiore di aziende che utilizzano strumenti di GenAI per incrementare la produttività dei dipendenti, i team SOC si trovano ad affrontare una nuova superficie di attacco, una superficie che può essere protetta solo con l’AI. Le nostre nuove capacità di rilevamento guidate dall’AI e specifiche per gli attacchi di GenAI consentono ai team SOC di combattere l’AI con l’AI, permettendo loro di operare alla stessa velocità e allo stesso livello degli attaccanti”.

Gli analisti del SOC devono infatti sfruttare l’AI per difendere le proprie organizzazioni da attacchi basati sull’AI. La Vectra AI Platform si avvale di Intelligenza Artificiale e Machine Learning (ML) per rilevare le minacce su tutte le superfici di attacco costituite da rete, identità, cloud, SaaS e GenAI. L’Attack Signal Intelligence classifica, correla e dà priorità alle minacce con il massimo livello di accuratezza, in modo che gli analisti del SOC possano isolare e contenere gli attacchi reali in pochi minuti. Con l’aggiunta della copertura per la GenAI, la Vectra AI Platform mette i team SOC in condizione di individuare e fermare le tecniche di attacco emergenti che sfruttano gli strumenti di GenAI.

La Vectra AI Platform ora è in grado di rilevare i cyber criminali che compromettono un’identità e sfruttano Microsoft Copilot for M365 per eseguire i propri attacchi e ottenere l’accesso ad applicazioni e dati sensibili in pochi minuti. Per raggiungere questo obiettivo, la Vectra AI Platform offre:

  • rilevamento e copertura degli attacchi di GenAI che sfruttano Microsoft Copilot, compresi gli accessi sospetti, la data discovery e le tecniche di attacco jailbreak;
  • correlazione e attribuzione dei rilevamenti di GenAI con le identità di Microsoft Entra ID, Microsoft 365, AWS e Active Directory;
  • prioritizzazione dei rilevamenti di Microsoft Copilot GenAI con i rilevamenti in rete (Vectra NDR), identità (Vectra ITDR) e cloud (Vectra CDR);
  • integrazione dei metadati tra le superfici di attacco di rete, identità, cloud e GenAI per indagini immediate e avanzate;
  • azioni di risposta native, automatizzate e gestite per bloccare gli host e gli account coinvolti nell’attacco.

“Oltre il 40% dei clienti di Vectra AI che si occupano di identità ha iniziato ad adottare Microsoft Copilot per M365 nella propria azienda”, ha dichiarato Jeff Reed, Chief Product Officer di Vectra AI. “Questa nuova espansione della piattaforma Vectra AI aiuta gli analisti del SOC a proteggere le identità e a fermare gli attaccanti che abusano degli strumenti di GenAI”.

La Vectra AI Platform

La Vectra AI Platform fornisce ai difensori il segnale più integrato e accurato per il rilevamento e la risposta estesi (XDR). L’Attack Signal Intelligence di Vectra AI consente ai team SOC di cercare, rilevare, dare priorità, indagare e rispondere efficacemente alle minacce nell’intera infrastruttura ibrida e multi-cloud in pochi minuti, fermandole prima che si trasformino in violazioni.

L'articolo Vectra AI espande la sua piattaforma di AI per contrastare gli attacchi che sfruttano la GenAI proviene da Data Manager Online.

]]>
Jeff Reed è il nuovo Chief Product Officer di Vectra AI https://www.datamanager.it/2024/04/jeff-reed-e-il-nuovo-chief-product-officer-di-vectra-ai/ Tue, 23 Apr 2024 11:14:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236765 Esperto del settore proveniente da Google, Reed rafforzerà l’impatto dell’azienda sull’AI nel mondo della cybersecurity Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha annunciato oggi la nomina di Jeff Reed, che ha assunto il nuovo ruolo di Chief Product Officer dell’organizzazione. La nomina arriva in […]

L'articolo Jeff Reed è il nuovo Chief Product Officer di Vectra AI proviene da Data Manager Online.

]]>
Esperto del settore proveniente da Google, Reed rafforzerà l’impatto dell’azienda sull’AI nel mondo della cybersecurity

Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha annunciato oggi la nomina di Jeff Reed, che ha assunto il nuovo ruolo di Chief Product Officer dell’organizzazione. La nomina arriva in un momento di grande crescita e slancio per l’azienda, dopo il lancio l’estate scorsa della Vectra AI platform e quest’anno di Vectra MXDR, il primo servizio MXDR globale, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, ideato per difendere dagli attacchi ibridi.

“Jeff Reed apporta al nostro team competenze diverse e una ricca esperienza in un momento in cui l’AI sta ridefinendo il modo in cui rileviamo le minacce e diamo priorità agli attacchi”, ha dichiarato Hitesh Sheth, Presidente e CEO di Vectra AI. “Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con Jeff per continuare a definire il nuovo standard per il rilevamento e la risposta alle minacce informatiche, aiutando al contempo i team a gestire e ridurre i crescenti carichi di lavoro”.

Riconoscendo la necessità sempre più urgente di superare un rilevamento delle minacce isolato nell’odierno panorama degli attacchi ibridi, Vectra AI ha creato la posizione di Chief Product Officer per espandere la propria offerta di consulenza completa e dotare i clienti delle soluzioni AI-driven necessarie per proteggersi dagli attacchi informatici. Reed assumerà questa nuova posizione nel team di leadership di Vectra AI e sarà responsabile della strategia di tutte le iniziative legate al prodotto, come engineering, gestione del prodotto, marketing tecnico e di prodotto e assistenza clienti. Le sue responsabilità includeranno la supervisione delle operazioni e la direzione strategica per portare maggior valore all’azienda.

Reed arriva in Vectra AI dopo un’esperienza in Google Cloud, azienda in cui di recente ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente del prodotto per la Cloud Security e prima ancora è stato Responsabile del prodotto per Kubernetes Engine, Anthos e il portfolio serverless di Google. Prima di entrare a far parte di Google nel 2020, Reed ha ricoperto diverse posizioni senior nel corso di un decennio in Cisco, tra cui SVP of Product Management per l’attività di networking aziendale da 16 miliardi di dollari di Cisco e SVP e GM per la sicurezza del cloud e della rete. Prima di Cisco, Reed ha ricoperto posizioni senior in aziende di software aziendali di grandi dimensioni, tra cui Symantec, occupandosi di sviluppo prodotti, alleanze e sviluppo commerciale.

“Sono entusiasta di lavorare con un team che ha costruito un approccio veramente differenziato per aiutare i clienti a superare il rumore di fondo nel rilevamento degli attacchi informatici ibridi in modo rapido e su scala”, ha dichiarato Reed. “Creando il ruolo di Chief Product Officer, Vectra AI sottolinea il suo impegno nel fornire la migliore soluzione di sicurezza sul mercato. Non vedo l’ora di portare la mia esperienza nei settori del cloud, del networking e dell’identità per contribuire a garantire che i clienti e i loro team SOC siano dotati degli strumenti più efficaci per incrementare l’efficienza e ridurre i rischi di cybersecurity”.

L'articolo Jeff Reed è il nuovo Chief Product Officer di Vectra AI proviene da Data Manager Online.

]]>
Le competenze tecnologiche più richieste nell’era dell’AI https://www.datamanager.it/2024/03/le-competenze-tecnologiche-piu-richieste-nellera-dellai/ Fri, 22 Mar 2024 15:04:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235901 A cura di Brian Neuhaus, CTO per le Americhe di Vectra AI, e Sohrob Kazerounian, ricercatore specializzato in AI di Vectra AI La capacità dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning di aumentare l’efficienza e di semplificare un gran numero di funzioni e attività lavorative in tutti i settori industriali ha un potere immenso nel rivoluzionare […]

L'articolo Le competenze tecnologiche più richieste nell’era dell’AI proviene da Data Manager Online.

]]>
A cura di Brian Neuhaus, CTO per le Americhe di Vectra AI, e Sohrob Kazerounian, ricercatore specializzato in AI di Vectra AI

La capacità dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning di aumentare l’efficienza e di semplificare un gran numero di funzioni e attività lavorative in tutti i settori industriali ha un potere immenso nel rivoluzionare la forza lavoro. AI e ML non eliminano le competenze; piuttosto, la tecnologia aiuta a facilitare le competenze e le operazioni attuali, in modo che i professionisti abbiano più tempo per concentrarsi su altri compiti essenziali per la propria organizzazione.

Il potenziale di automazione dell’AI e del ML è promettente in particolare per le attività ripetitive e ad alta intensità di dati, come le attività di inserimento delle informazioni, la codifica di base e gli aspetti della gestione delle reti. I ruoli tradizionali dell’IT rischiano l’obsolescenza se non si adattano all’integrazione di AI e ML: non si tratta di stabilire quali competenze saranno usurpate o eliminate dall’Intelligenza Artificiale e dal Machine Learning, ma piuttosto di capire quali competenze queste due tecnologie possono aumentare per evitare che i ruoli dei dipartimenti IT diventino presto obsoleti.

Le competenze più richieste

La domanda di competenze in data science, Machine Learning, sviluppo di algoritmi di AI e cybersecurity – sia per quanto riguarda la sicurezza dei sistemi di AI e ML sia per quanto riguarda il loro utilizzo per la sicurezza delle infrastrutture più tradizionali – è in aumento. Man mano che l’AI e il ML si integrano sempre più profondamente nelle funzioni e nelle applicazioni quotidiane, le competenze in materia di cloud computing, etica dell’AI e governance diventeranno sempre più importanti. Questi set di competenze sono ormai indispensabili per la continua accelerazione e il successo dell’era dell’Intelligenza Artificiale.

Inoltre, ci sarà una grande richiesta di competenze sugli strumenti e i framework che consentono alle organizzazioni di utilizzare e produrre Intelligenza Artificiale. Questo può includere esperienze con il prompt engineering, ma può anche estendersi a nuove tecnologie come i database vettoriali e nuovi framework come langchain. Si tratta di competenze che, anziché costruire sistemi di AI, consentono alle persone di costruire con i sistemi di AI.

Nonostante i progressi tecnologici, tuttavia, competenze come il pensiero critico, la risoluzione dei problemi e la comprensione di sistemi complessi manterranno il loro valore. Anche le conoscenze essenziali in materia di sicurezza delle reti, architettura dei sistemi e fondamenti di informatica, insieme alle competenze trasversali quali la leadership e la gestione dei progetti, restano indispensabili.

Nuovi ruoli professionali emergenti

Come effetto della crescente domanda di AI e Machine Learning, stanno emergendo nuove figure all’interno delle organizzazioni, come quelle dell’AI Ethicist, dell’AI/ML Trust and Safety Manager e del Cloud AI Developer. Questi ruoli comprendono aspetti tecnici, etici e pratici dell’Intelligenza Artificiale e si concentrano quindi su funzioni e argomenti chiave radicati nelle implicazioni dell’AI e del ML.

Quello del “Prompt Engineering” è uno degli ultimi ruoli nato proprio in concomitanza con l’aumento dell’adozione di Intelligenza Artificiale e Machine Learning. L’avvento di queste nuove figure aziendali evidenzia le competenze uniche richieste nell’attuale panorama lavorativo influenzato dall’AI.

Ambiti di formazione e aree di interesse da esplorare

Per rimanere al passo con l’andamento crescente dell’AI, i professionisti della tecnologia dovrebbero cogliere tutte le opportunità per rafforzare le competenze già acquisite e svilupparne di nuove. Esistono corsi specializzati in data science e AI che aiutano gli esperti del settore a rimanere al passo con le ultime novità. Certificazioni e workshop sul cloud computing e sull’etica dell’AI, insieme alla formazione sulla cybersecurity e allo sviluppo delle soft skills, sono altre opportunità che aiuteranno i professionisti della tecnologia ad avere successo nel proprio settore.

Per tenere il passo con il rapido sviluppo dell’AI, è poi utile tenersi informati attraverso piattaforme come X (ex Twitter) per conoscere gli ultimi progressi del settore. Tenendo il polso di ciò che accade nel mondo della tecnologia, i professionisti possono individuare al meglio i corsi e la formazione da seguire per avanzare di carriera, identificando le competenze da rafforzare e quelle che possono acquisire.

Di fronte all’impatto dell’AI e del ML sul settore tecnologico, l’adattabilità, il continuo miglioramento delle competenze e l’integrazione della stessa Intelligenza Artificiale nelle strategie aziendali sono fondamentali per i professionisti della tecnologia. Il futuro favorirà coloro che possiedono una ricca serie di competenze tecniche, integrate da una comprensione delle implicazioni etiche e sociali dell’AI.

L'articolo Le competenze tecnologiche più richieste nell’era dell’AI proviene da Data Manager Online.

]]>
Perché una soluzione Cloud Detection and Response è irrinunciabile per ostacolare gli attacchi sofisticati nel cloud https://www.datamanager.it/2024/02/cloud-detection-and-response-perche-una-soluzione-cdr-e-irrinunciabile-per-ostacolare-gli-attacchi-sofisticati-nel-cloud/ Tue, 27 Feb 2024 14:24:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235142 A cura di Alessio Mercuri, Senior Security Engineer di Vectra AI Sono sempre di più le organizzazioni che hanno adottato il cloud e anche i criminali informatici stanno rapidamente seguendo l’esempio. Il rapporto Cost of a Data Breach di IBM ha rilevato che il 45% di tutte le violazioni di dati nel 2022 sono state […]

L'articolo Perché una soluzione Cloud Detection and Response è irrinunciabile per ostacolare gli attacchi sofisticati nel cloud proviene da Data Manager Online.

]]>
A cura di Alessio Mercuri, Senior Security Engineer di Vectra AI

Sono sempre di più le organizzazioni che hanno adottato il cloud e anche i criminali informatici stanno rapidamente seguendo l’esempio. Il rapporto Cost of a Data Breach di IBM ha rilevato che il 45% di tutte le violazioni di dati nel 2022 sono state basate sul cloud, con un costo medio di 5 milioni di dollari.

Non è più una questione di “se”, ma di “quando” la vostra organizzazione dovrà affrontare un attaccante informatico. Poiché gli attacchi sono inevitabili, la scelta degli strumenti di sicurezza giusti è fondamentale per ottimizzare le metriche SecOps chiave, come il tempo di rilevamento, di indagine e di risposta. Una soluzione di Cloud detection and response avanzata (CDR) è la risposta.

Compromissioni sofisticate del cloud: la nuova normalità

Lo scorso anno hanno fatto notizia molte vulnerabilità e attacchi al cloud, ma nessuno più dell’attacco a LastPass. L’azienda di gestione delle password ha subito una serie di attacchi alla sua distribuzione ibrida, che hanno portato al furto di dati sensibili dei clienti dalle sue risorse di archiviazione cloud.

Quello che inizialmente era stato segnalato come un accesso parziale a un singolo account di uno sviluppatore, si è presto rivelato un vero e proprio furto di credenziali che ha portato all’esfiltrazione di snapshot crittografati delle password dei clienti dalle risorse di archiviazione cloud di LastPass. Gli snapshot possono potenzialmente essere forzati dall’attaccante per decifrare i dati delle password. Quando la violazione è stata segnalata per la prima volta, si riteneva che le informazioni critiche dei clienti, tra cui le password, i dati e le informazioni personali, fossero totalmente al sicuro. Sfortunatamente, questa comunicazione si è rivelata falsa.

Nell’ambito della sicurezza, la fiducia è tutto. Compromissioni di questa portata comportano notizie di stampa negative, giudizi da parte della community della sicurezza e spesso danni irreparabili alla reputazione.

Credenziali rubate: il vettore di minaccia preferito per gli attacchi diretti al cloud

Quando si parla di sicurezza, contare sulle persone e sui processi giusti è importante, ma la tecnologia giusta può fare la differenza. Nell’attacco a LastPass, il cloud è stato sfruttato utilizzando credenziali valide e rubate. Non è una sorpresa. Oggi, la maggior parte degli attacchi sofisticati nel cloud arriva da attaccanti che utilizzano campagne di phishing per rubare le credenziali e mascherarsi da utenti legittimi. Purtroppo, questi vettori spesso aggirano i più diffusi strumenti di sicurezza preventiva di cui un’organizzazione può disporre.

Rimediare a queste minacce sofisticate che derivano da credenziali rubate è impegnativo. Infatti, il rapporto di IBM Security ha rilevato che gli attacchi originati da credenziali rubate hanno il tempo medio più lungo per l’identificazione (243 giorni) e il tempo medio più lungo per il contenimento (84 giorni) di qualsiasi vettore iniziale in una violazione dei dati. Considerando che le kill-chain nel cloud sono poco profonde rispetto alle reti on-premise, un avversario esperto con credenziali valide non ha bisogno di molto tempo per creare canali di persistenza e passare rapidamente dall’accesso iniziale alle fasi di impatto.

Per proteggere gli ambienti cloud, è indispensabile che i team SOC si concentrino sull’identificazione degli incidenti di sicurezza che coinvolgono queste tattiche avversarie, perfettamente adatte alle capacità di uno strumento CDR.

L’importanza di scegliere gli strumenti di sicurezza giusti

Per le aziende oggi l’adozione del cloud non è un’opzione, ma una necessità. I vantaggi del cloud sono molti, ma il costo della migrazione è complesso. Questa adozione sta alimentando una crescita vertiginosa delle funzionalità offerte dai fornitori di cloud.

Questa crescita e l’adozione di servizi cloud ha portato a una superficie di attacco più ampia e in continua evoluzione. Le organizzazioni che navigano in questo panorama dinamico devono proteggersi non solo da nuovi attacchi, ma anche da minacce già diffuse come l’esposizione dei dati.

Per garantire la sicurezza, i team SOC si affidano a diversi strumenti. Tuttavia, al giorno d’oggi esistono centinaia di vendor che offrono opzioni di strumenti che possono sopraffare i team SOC, rendendo difficile comprendere le funzionalità offerte dai vari sistemi di sicurezza cloud. Inoltre, la messa in funzione di questi strumenti spesso porta alla creazione di punti ciechi non voluti nella postura di sicurezza dell’organizzazione.

Perché affidarsi alla soluzione Vectra CDR per bloccare gli attacchi cloud avanzati

Sebbene gli strumenti di prevenzione facciano un ottimo lavoro nel fornire visibilità sulle risorse cloud, sulle configurazioni errate e sulle impostazioni non conformi, non sono all’altezza quando si tratta di rilevare nuovi vettori di attacco. Sono proprio questi i vettori di minaccia che dovrebbero destare preoccupazione.

Nel 2022 il phishing e le credenziali rubate costituiranno circa il 35% di tutte le violazioni dei dati, un numero significativamente superiore a quello delle violazioni attribuite a configurazioni errate del cloud (pari al 15%). Affidarsi solo a strumenti di prevenzione significa rendere l’organizzazione vulnerabile agli attaccanti esperti.

Grazie all’Attack Signal Intelligence, Vectra CDR monitora tutte le azioni in un ambiente cloud e rileva i comportamenti sospetti in tempo reale. Sfrutta l’AI per andare oltre le anomalie basate su eventi o semplici linee di base, concentrandosi invece sui comportamenti – i TTP alla base di tutti gli attacchi. La chiarezza del segnale che ne deriva permette a Vectra di portare alla luce tempestivamente attacchi sofisticati in più fasi, in modo che i team SecOps possano rapidamente stabilire le priorità, indagare e rispondere alle minacce più urgenti. L’Attack Signal Intelligence è in grado di distinguere le azioni sospette dalle attività legittime.

www.vectra.ai

L'articolo Perché una soluzione Cloud Detection and Response è irrinunciabile per ostacolare gli attacchi sofisticati nel cloud proviene da Data Manager Online.

]]>
Come valutare i vendor di AI: 9 domande decisive da porre https://www.datamanager.it/2024/01/come-valutare-i-vendor-di-ai-9-domande-decisive-da-porre/ Fri, 26 Jan 2024 13:45:29 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234235 A cura di Massimiliano Galvagna, Country Manager per l’Italia di Vectra AI Ci vengono poste molte domande sull’Intelligenza Artificiale, per lo più relative alla cybersicurezza. Considerando che i team di sicurezza aziendali possono gestire fino a 70 strumenti di sicurezza nello stack, ci sono molte affermazioni relative all’AI che dovrebbero indurre i team di sicurezza […]

L'articolo Come valutare i vendor di AI: 9 domande decisive da porre proviene da Data Manager Online.

]]>
A cura di Massimiliano Galvagna, Country Manager per l’Italia di Vectra AI

Ci vengono poste molte domande sull’Intelligenza Artificiale, per lo più relative alla cybersicurezza. Considerando che i team di sicurezza aziendali possono gestire fino a 70 strumenti di sicurezza nello stack, ci sono molte affermazioni relative all’AI che dovrebbero indurre i team di sicurezza a chiedere conto ai vendor. Ecco una serie di domande utili a capire quanto sono efficaci i fornitori che dichiarano che l’AI è presente nel proprio stack.

  1. Come utilizzano l’AI per rilevare e bloccare i cyberattacchi, in particolare gli attacchi ibridi?

Non esiste un singolo algoritmo o modello di apprendimento in grado di risolvere ogni problema, ma piuttosto algoritmi ottimali per ogni problema che nella cybersecurity genera un segnale di attacco. È importante capire come un vendor sia in grado di aiutare ad affrontare gli attacchi informatici, e questo si riduce alla chiarezza del segnale. Il segnale di attacco è in grado di individuare i TTP degli aggressori dopo la violazione? In che modo? Analizza i modelli di rilevamento unici dell’ambiente aziendale? Come? E mette in relazione i rilevamenti su tutte le superfici di attacco attuali e future: rete, cloud pubblico, identità, SaaS, ecc.?

  1. In che modo il segnale di attacco guidato dall’AI si concentra sui comportamenti degli attaccanti informatici?

Questa domanda è utile a capire meglio come l’AI lavora dietro le quinte nell’ambiente per rilevare e dare priorità agli attacchi. E permette di scoprire se le soluzioni del vendor hanno un’ampia copertura per i comportamenti degli attaccanti, come comand and control, movimento laterale, ricognizione, ecc. Esistono alcune risorse utili che i difensori possono utilizzare per assicurarsi di avere una copertura per le tattiche e le tecniche di attacco più attuali. Una di queste è MITRE ATT&CK, una base di conoscenza dei metodi degli avversari accessibile a livello globale. Questa è una strada, come quella di chiedere ai vendor come i suoi rilevamenti si adattano a MITRE ATT&CK. Ad esempio, l’Attack Signal Intelligence di Vectra ha una copertura per oltre il 90% delle tecniche MITRE ATT&CK rilevanti.

  1. Come vengono classificate le minacce che colpiscono gli host e gli account ad alto rischio, in modo che gli analisti sappiano cosa è urgente?

I team SOC ricevono in media 4.484 alert al giorno. Non hanno bisogno di più alert, ma piuttosto di un modo per sapere quali sono importanti. La giusta prioritizzazione dell’AI aiuterà gli analisti a sapere dove concentrare il proprio tempo. Questa domanda aiuta a determinare il funzionamento del modello di prioritizzazione di un vendor, per sapere quali fonti di dati entrano a far parte dell’equazione e scoprire quanto il vendor sia trasparente e disponibile sui suoi algoritmi e sul modo in cui stabilisce una priorità delle minacce. È possibile scoprire come l’Intelligenza Artificiale mette in relazione i rilevamenti delle minacce su diverse superfici di attacco e come li valuta per creare un punteggio di urgenza che un analista può utilizzare a proprio vantaggio e, in ultima analisi, dare priorità ai rischi più urgenti.

  1. In che modo l’AI ridurrà il carico di lavoro degli analisti di sicurezza?

Secondo una recente ricerca di Vectra AI la maggioranza degli analisti SOC afferma che le dimensioni della superficie di attacco della propria organizzazione (63%), il numero di strumenti di sicurezza (70%) e gli alert che gestisce (66%) sono aumentati significativamente negli ultimi tre anni. Quando si tratta di rilevare le minacce, l’AI dovrebbe fare di più che fornire un numero sempre più elevato di rilevamenti. Invece di aggiungere altri avvisi, è meglio mettere al lavoro l’AI: un segnale di attacco guidato dall’Intelligenza Artificiale è in grado di assegnare automaticamente un triage e una priorità ai rilevamenti unici per l’ambiente aziendale, riducendo notevolmente il rumore di fondo degli avvisi (fino all’80%) e generando al contempo una valutazione dell’urgenza dell’attacco. In questo modo, il SOC è in condizione di fare ciò che sa fare meglio: fermare gli attacchi, non gestire gli avvisi.

  1. In che modo l’AI aiuta il team a indagare e rispondere agli incidenti in modo più efficiente?

La latenza è la migliore amica degli attaccanti ibridi. Una buona soluzione di Intelligenza Artificiale dovrebbe dare agli analisti un vantaggio, condividendo il contesto degli attacchi alle entità prioritarie con opzioni di risposta automatizzate e manuali. L’AI deve integrarsi con il processo aziendale di risposta agli incidenti, fornendo un punto di partenza e una guida per le indagini attraverso la propria interfaccia o all’interno degli strumenti esistenti (preferibilmente entrambi), in modo da poter disporre di una narrazione completa dell’attacco per intraprendere un’azione intelligente quando necessario.

  1. Come si integra la soluzione con lo stack di sicurezza in uso all’azienda?

Capire come il segnale di intelligenza artificiale si integrerà con gli investimenti di sicurezza già esistenti è necessario per capire se l’organizzazione sarà in grado di sfruttarlo nell’ambito delle attività svolte dal team di sicurezza. I vendor dovrebbero essere ritenuti responsabili dell’efficacia del loro segnale e anche essere tenuti a garantire che ogni aspetto del processo di implementazione sia coperto, per renderlo il più chiaro e continuo possibile. In particolare, per quanto riguarda il rilevamento e la risposta alle minacce, la soluzione di intelligenza artificiale deve fornire informazioni all’infrastruttura esistente e facilitare la risposta del team alle minacce più urgenti.

  1. Sono previste esercitazioni di red team o servizi di penetration test per convalidare ulteriormente il segnale di attacco?

I test sono fondamentali per convalidare l’efficacia dell’AI. La garanzia offerta dai vendor dovrebbe estendersi alla copertura dei costi di test se il prodotto non è all’altezza. Qualsiasi tecnologia di AI utilizzata per il rilevamento e la risposta alle minacce deve comprendere i TTP utilizzati dagli moderni aggressori ibridi. Uno dei modi migliori per sapere con certezza se la soluzione è all’altezza del compito è simulare attacchi ibridi reali emulando metodi di attacco sia comuni sia sofisticati. Più il segnale di attacco ibrido è accurato, più gli analisti SOC sapranno in che direzione concentrare il proprio tempo e le proprie capacità.

  1. Cosa aspettarsi dal punto di vista dell’implementazione, dell’esperienza degli analisti e degli investimenti?

È importante parlare con i vendor di queste tre aree e capire quale sarà la curva di apprendimento per i membri del team che utilizzano lo strumento. Gli strumenti di rilevamento e risposta alle minacce, come l’XDR, sono spesso considerati eccessivamente complessi, ma un analista non dovrebbe essere costretto a lavorare per ottenere risposte, anzi, dovrebbe essere il contrario. Una buona soluzione è quella che viene utilizzata, quindi è bene assicurarsi che si inserisca nel flusso di lavoro del SOC, il che contribuirà a renderla un buon investimento.

  1. Quali workload dell’attuale SOC possono essere affidati alla soluzione?

Secondo Gartner, entro il 2025 il 90% dei SOC del G2000 utilizzerà un modello ibrido esternalizzando almeno il 50% del carico di lavoro operativo. Se i workload degli analisti SOC continuano ad aumentare, quale parte del loro lavoro può essere affidata a un servizio gestito? La possibilità di aggiungere servizi gestiti in aggiunta al segnale offerto dall’AI può alleggerire il SOC da compiti come il monitoraggio delle minacce h24, la messa a punto del rilevamento e il triage o altri compiti che sottraggono tempo agli analisti, ottenendo al contempo un ampliamento del team con esperti di AI e di piattaforma.

Negli ultimi due anni l’AI si è diffusa a tutta velocità, con molti vendor che si sono buttati a capofitto nel settore perché non potevano permettersi di non avere un punto di riferimento in materia. Tuttavia, porre le domande giuste può aiutare a distinguere le soluzioni che saranno solo un altro strumento da aggiungere a una lunga lista, da quelle che possono effettivamente aiutare i team di sicurezza a superare le sfide degli attacchi ibridi, come la latenza, i carichi di lavoro e il burnout del SOC. È responsabilità del vendor fornire il segnale di attacco che possa aiutarle le aziende a bloccare gli attacchi.

 

L'articolo Come valutare i vendor di AI: 9 domande decisive da porre proviene da Data Manager Online.

]]>
Nel 2024 le minacce informatiche aumenteranno con gli attacchi combinati all’identità digitale https://www.datamanager.it/2024/01/nel-2024-le-minacce-informatiche-aumenteranno-con-gli-attacchi-combinati-allidentita-digitale/ Thu, 11 Jan 2024 11:58:31 +0000 https://www.datamanager.it/?p=233829 Secondo Vectra AI tra una superficie d’attacco in crescita, tecniche più evasive e tecnologie emergenti, sarà essenziale disporre di segnali accurati e rapidi Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha pubblicato le sue previsioni per il 2024, rivelando le tendenze emergenti che caratterizzeranno la […]

L'articolo Nel 2024 le minacce informatiche aumenteranno con gli attacchi combinati all’identità digitale proviene da Data Manager Online.

]]>
Secondo Vectra AI tra una superficie d’attacco in crescita, tecniche più evasive e tecnologie emergenti, sarà essenziale disporre di segnali accurati e rapidi

Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha pubblicato le sue previsioni per il 2024, rivelando le tendenze emergenti che caratterizzeranno la cybersecurity nel prossimo anno. Le aziende dovranno affrontare un percorso in salita per difendersi dalle minacce alla sicurezza. Gli aggressori stanno diventando sempre più innovativi quando si tratta di mettere in atto attacchi più tecnici e sofisticati, come le combinazioni di identità digitali rubate.

Attaccanti più evasivi comportano più regole, quindi più alert. E un maggior numero di regole di allerta da mettere a punto e mantenere significa più lavoro per gli analisti. Questa situazione – che Vectra definisce “spiral of more”, ovvero “spirale del più” – sta permettendo agli autori di attacchi ibridi di prendere il sopravvento.

Nel 2024 le organizzazioni devono dare priorità a segnali precisi e rapidi, per consentire ai team SOC di muoversi alla velocità degli attaccanti ibridi e di proteggere il business.

Gli esperti di Vectra AI hanno delineato le tendenze chiave che, a loro avviso, avranno un forte impatto sul settore della sicurezza informatica nel prossimo anno.

Christian Borst, CTO EMEA di Vectra AI:

  • Gli autori delle minacce mescoleranno le identità digitali per causare violazioni di alto profilo – L’impennata di attacchi con raccolta di credenziali che si è registrata quest’anno – come la falla di Citrix NetScaler e i cyberattacchi ai casinò di settembre – fanno pensare che i gruppi di criminali informatici siano in possesso di milioni di potenziali login. Nel 2024 vedremo utilizzare le credenziali rubate per compromettere le identità digitali e violare le imprese in maniera più efficace che mai. In passato il furto di credenziali permetteva agli autori delle minacce informatiche di accedere a una manciata di account aziendali, ma la maggior parte non dava loro diritti di amministrazione o accesso privilegiato per rubare dati sensibili. Tuttavia, poiché nel 2024 le aziende utilizzeranno sempre più servizi cloud, software di terze parti e API aperte, ogni account rubato offrirà agli utenti diversi gradi di privilegio. Ciascuno di questi vettori di attacco, in sé considerato, potrebbe non rappresentare un grosso problema, ma prevediamo che i criminali informatici saranno in grado di “mescolare” e combinare gli accessi rubati per entrare in possesso di dati sensibili e violare le organizzazioni. Per proteggersi da una marea di “furti” di account basati sul cloud, le organizzazioni devono migliorare la visibilità degli ambienti cloud, in modo da poter rafforzare la resilienza e individuare gli attacchi prima che si trasformino in violazioni.
  • Gli operatori di servizi essenziali si troveranno a dover fare i conti con la NIS2 – Nel 2024 gli operatori di servizi essenziali si troveranno a dover fare i conti con la NIS2, la direttiva dell’Unione Europea sulle misure per un livello comune elevato di cybersicurezza in tutta l’Unione. La direttiva rappresenta gli sforzi dell’UE per allineare le migliori pratiche di sicurezza informatica nei settori essenziali. Le organizzazioni che rientrano nella giurisdizione della NIS2 dovranno conformarsi a essa per evitare il più possibile sanzioni finanziarie, reputazionali o persino penali dovute al mancato rispetto della compliance, quindi possiamo aspettarci che il prossimo anno questa rappresenterà una priorità significativa per gli operatori di servizi essenziali.
  • La contrazione del costo della vita spingerà i criminali informatici a essere più efficaci con minori risorse – Nel 2024 il rallentamento della crescita economica continuerà ad avere un impatto sia sui criminali informatici sia su coloro che sono incaricati di difendere le organizzazioni. Entrambe le parti si concentreranno sulla ricerca dei modi per essere più efficaci con un impiego minore di risorse. Molti “difensori” informatici cercheranno di sfruttare l’Intelligenza Artificiale per ridurre la pressione sul personale e aumentare la resilienza. Allo stesso tempo, vedremo che gli attaccanti consolideranno le proprie operazioni per colpire obiettivi più raggiungibili. Da un punto di vista pratico, ciò significa che il phishing rimarrà probabilmente un metodo di attacco primario. Ma i criminali informatici automatizzeranno anche i processi, ove possibile, per risparmiare tempo e risorse, sia utilizzando strumenti di cybercrime preconfezionati sia sfruttando la Generative AI per creare facilmente “esche” per il phishing.

Vectra AI, una formula vincente contro il cybercrime

Massimiliano Galvagna, Country Manager per l’Italia di Vectra AI:

  • Aumenteranno gli attacchi negli ambienti ibridi – Nel 2024 assisteremo a un forte incremento degli attacchi, soprattutto negli ambienti ibridi. I cybercriminali punteranno soprattutto sulle aziende che hanno una parte dell’infrastruttura in cloud e una parte on-premise, perché proprio questa dualità genera complessità a livello di sicurezza. Vedremo una maggiore concentrazione di attacchi diretti contro le credenziali e le identità, attraverso tecniche di social engineering e vulnerabilità anche di tipo zero day, e si confermerà la crescita dei ransomware, tuttora estremamente utilizzati ed efficaci.
  • I cyber criminali si concentreranno su identità federate, cloud pubblico ed e-mail aziendali – Per il 2024 prevediamo che oltre il 50% degli incidenti di sicurezza non riguarderà la compromissione di endpoint: assisteremo infatti a una nuova era di minacce rivolte principalmente ai sistemi di identità federata, ai cloud pubblici e alla compromissione delle e-mail aziendali. Questa nuova tipologia di attacchi sfrutterà le vulnerabilità e la relativa immaturità delle pratiche di sicurezza legate al cloud, all’identità e alle applicazioni SaaS.

L'articolo Nel 2024 le minacce informatiche aumenteranno con gli attacchi combinati all’identità digitale proviene da Data Manager Online.

]]>
Previsioni per il 2024: il ruolo della Generative AI nella cybersecurity https://www.datamanager.it/2024/01/previsioni-per-il-2024-il-ruolo-della-generative-ai-nella-cybersecurity/ Wed, 10 Jan 2024 10:07:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=233795 Nel 2023, la Generative AI è diventata un fenomeno di massa, con un numero maggiore di persone che sfruttano questa tecnologia in tutte le regioni, i settori e i livelli di responsabilità. Nella ricerca di McKinsey “The state of AI in 2023: Generative AI’s breakout year”, il 79% degli intervistati ha dichiarato di aver assistito […]

L'articolo Previsioni per il 2024: il ruolo della Generative AI nella cybersecurity proviene da Data Manager Online.

]]>
Nel 2023, la Generative AI è diventata un fenomeno di massa, con un numero maggiore di persone che sfruttano questa tecnologia in tutte le regioni, i settori e i livelli di responsabilità.

Nella ricerca di McKinsey “The state of AI in 2023: Generative AI’s breakout year”, il 79% degli intervistati ha dichiarato di aver assistito all’uso di AI generativa per lavoro o al di fuori di esso e il 22% ha affermato di utilizzarla regolarmente nel proprio lavoro.

Sebbene l’adozione e gli investimenti nell’AI generativa siano in aumento, il rapporto di McKinsey ha dimostrato che molte organizzazioni non stanno affrontando i potenziali rischi connessi all’uso della Generative AI. Meno di un terzo degli intervistati ha dichiarato di aver adottato misure per ridurre l’uso di tecnologie avanzate di AI al fine di mitigare i rischi di cybersecurity.

L’ascesa della Generative AI nelle aziende e nella cybersecurity

Nel 2024, si prevede che l’AI generativa svolgerà un ruolo ancora più centrale nelle aziende e nella società. Secondo studi recenti, la sua adozione è destinata a crescere in modo esponenziale, con una previsione di aumento del 30% in vari settori. Man mano che i sistemi intelligenti basati sull’AI e sul Machine Learning diventano sempre più radicati nella nostra vita quotidiana, il panorama della cybersecurity è destinato a dover affrontare nuove sfide e innovazioni.

Gli esperti di Vectra AI hanno raccolto le loro previsioni per il 2024 relative alla Generative AI in materia di cybersecurity, sottolineando gli aspetti che tutti i team di sicurezza, i CISO e i responsabili dei SOC dovrebbero tenere bene a mente in vista del nuovo anno.

Generative AI: uno strumento per l’innovazione e una sfida per la sicurezza informatica

Prepararsi al futuro: Strategie di sicurezza informatica nell’era dell’IA

Oliver Tavakoli, Chief Technology Officer, prevede che l’AI generativa ridurrà l’efficacia della sicurezza delle e-mail. “Inoltre, l’utilizzo della Generative AI negli attacchi di social engineering servirà a far capire che le attuali linee di difesa sono inadeguate. Di conseguenza, prevedo che le organizzazioni si orienteranno verso approcci di sicurezza ‘a valle’, come Zero Trust, micro-segmentazione e meccanismi di rilevamento e risposta”.

Implicazioni politiche: Il ruolo dell’AI nelle elezioni e l’integrità delle informazioni 

Sohrob Kazerounian, ricercatore di AI, ritiene che in vista delle elezioni del 2024 l’AI generativa influenzerà la sfiducia e la disinformazione elettorale. “L’ampia disponibilità di modelli di Generative AI e la relativa facilità d’uso degli stessi avranno effetti di vasta portata, dato che gli Stati Uniti si trovano attualmente in un anno elettorale. La disinformazione su scala, con contenuti di qualità (ad esempio, audio e video di candidati falsificati, fake news di massa mascherate da notizie, ecc) diventerà più facile che mai. L’incapacità di fidarci dei nostri sensi potrebbe portare a sfiducia e paranoia, incrinando ulteriormente le relazioni sociali e politiche tra le persone”.

Nuovi trend di AI: Calano gli LLM, aumentano i deep fake

Christian Borst, CTO EMEA, ritiene che l’uso diffuso degli LLM (Large Language Models) sia destinato a diminuire, mentre i deep fake aumenteranno. “Molte organizzazioni stanno esplorando modi nuovi per utilizzare i Large Language Models dopo l’ondata iniziale di entusiasmo di quest’anno. Ma se si va a scavare sotto la superficie, è chiaro che il fattore novità si esaurirà presto. Gli LLM sono in genere piuttosto difficili da usare, perché non sono in grado di comprendere il contesto o di fornire risultati affidabili e di conseguenza un loro uso pratico più ampio è limitato. L’anno prossimo vedremo, quindi, le aziende ridurre l’uso degli LLM, in attesa che questi strumenti diventino più funzionali e facili da usare”.

“Gli autori delle minacce informatiche dovranno affrontare gli stessi problemi nell’utilizzo degli LLM, quindi probabilmente non vedremo molte attività complesse come la generazione di codice maligno da parte dell’AI. Tuttavia, possiamo aspettarci che i criminali informatici sfruttino la Generative AI per creare deep fake più realistici e sofisticati. In questo modo avranno maggiori possibilità di ingannare gli utenti e indurli a fornire dati sensibili o a cliccare su qualcosa di dannoso utilizzando esche di phishing audio o visive più convincenti”.

Scenario normativo: equilibrio tra innovazione e controllo dell’AI

Quando si parla di Generativa AI – e più in generale di AI – la regolamentazione e la politica giocheranno un ruolo importante nel 2024. Secondo Hitesh Sheth, CEO di Vectra AI, il futuro dell’AI dipenderà dalle decisioni normative. “Nel 2024, prevedo che assisteremo a progressi enormi nella regolamentazione e nella politica dell’AI. Sulla spinta dell’ordine esecutivo in materia di intelligenza artificiale emanato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, i legislatori valuteranno e metteranno in atto normative più concrete per contenere i rischi dell’AI e sfruttarne i vantaggi. Poiché l’AI continua ad evolversi, sarà importante che queste norme in via di sviluppo trovino un equilibrio tra la difesa della trasparenza e la promozione della continua innovazione che sta avvenendo a ritmo sostenuto”.

Sohrob Kazerounian, ricercatore nel campo dell’AI, è d’accordo e prevede che i dilemmi etici, legali e politici dell’AI saranno oggetto di numerose controversie. “Le questioni etiche, legali e socio-politiche riguardanti l’AI non potranno che diventare più spinose. Data la paralisi politica generale negli Stati Uniti, è improbabile che emergano quadri normativi e legali solidi per la regolamentazione dell’AI con la stessa rapidità con cui sono necessari. E le cause legali riguardanti materiale protetto da copyright utilizzato per addestrare modelli generativi di AI aumenteranno di numero”.

Conclusione: Abbracciare l’AI con cautela e responsabilità

Non c’è dubbio che la Generative AI trasformerà il panorama della cybersecurity in modo significativo. Ha il potenziale per far progredire gli strumenti di sicurezza, migliorare la threat intelligence e trasformare i security operation center. Mentre esploriamo queste opportunità, procediamo con cautela, dotati di conoscenza, resilienza e impegno per stare un passo avanti agli attaccanti.

La Generative AI offre una nuova ed entusiasmante opportunità di utilizzare la tecnologia per contribuire alla lotta contro i cyberattacchi, che è la missione fondante di Vectra AI. Per saperne di più sull’AI alla base dell’Attack Signal Intelligence di Vectra, è possibile scaricare l’ultimo whitepaper di Vectra.

L'articolo Previsioni per il 2024: il ruolo della Generative AI nella cybersecurity proviene da Data Manager Online.

]]>
Vectra AI, una formula vincente contro il cybercrime https://www.datamanager.it/2023/12/vectra-ai-una-formula-vincente-contro-il-cybercrime/ Mon, 04 Dec 2023 12:09:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232966 Rilevamento degli attacchi in near real time, piena integrazione con le tecnologie multivendor esistenti e riduzione dei falsi positivi. Il caso di Maire   Gli ambienti ibridi fanno bene al business aziendale, ma sono anche il terreno più appetibile per il cybercrime. Lo sottolinea Vectra AI, in pole position nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce […]

L'articolo Vectra AI, una formula vincente contro il cybercrime proviene da Data Manager Online.

]]>
Rilevamento degli attacchi in near real time, piena integrazione con le tecnologie multivendor esistenti e riduzione dei falsi positivi. Il caso di Maire  

Gli ambienti ibridi fanno bene al business aziendale, ma sono anche il terreno più appetibile per il cybercrime. Lo sottolinea Vectra AI, in pole position nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven rivolte a imprese ibride e multicloud. Presente da due anni e mezzo in Italia, il vendor californiano si sta preparando a chiudere il 2023 con una crescita del 100 per cento. Complici del risultato, la sua soluzione basata sull’Intelligenza Artificiale, Vectra AI Platform, e un modus operandi pervasivo. «Da oltre 12 anni Vectra AI sviluppa una tecnologia in grado di rilevare gli attacchi in corso subito dopo la prima compromissione», spiega Massimiliano Galvagna, Country Manager Italia di Vectra AI. «È un approccio un po’ diverso rispetto alle classiche tecnologie che lavorano in ambiente sicurezza tradizionale e che sono focalizzate sull’ambito di prevention».

I trend in atto

La strategia di Vectra nasce da un’osservazione pragmatica delle tendenze del crimine informatico.  A partire dalla più gettonata. «Stiamo rilevando un aumento delle tipologie di attacco con forte focus sugli ambienti ibridi. Gli attaccanti puntano sempre di più ad aziende con parte delle infrastrutture in cloud e parte on-premise perché la distribuzione di servizi workload in ambiente ibrido comporta una complessità lato security e un’inferiore visibilità». Il secondo trend è una maggiore concentrazione di attacchi diretti alle identità. «Succede con divere modalità, sicuramente tramite social engineering e attacchi zero-day. Per chi attacca entrare in possesso di identità valide è il metodo migliore per portare all’esterno dell’azienda informazioni. Quando si parla di identità ci sono anche tutte quelle credenziali non legate all’utente fisico, ma usate per i servizi». Tra le altre tendenze del crimine informatico il ransomware conferma la sua forza. «Rappresenta tutt’ora una minaccia estremamente efficace, un mal di pancia per molte aziende» – dichiara Massimiliano Galvagna.

Vectra risponde

In questo contesto Vectra AI si pone come alleato di riferimento: «Siamo l’azienda giusta nel momento giusto. Per lo small business, il classico tessuto industriale italiano, fino alle grandissime imprese nel pubblico e nel privato. La nostra tecnologia, da sempre basata sull’AI, è pensata per lavorare in ambienti anche molto complessi e distribuiti. Questo fa sì che anche realtà con molti uffici remoti e ambienti ibridi possano comunque centralizzare l’analisi all’interno di pochi sistemi Vectra. Inoltre copriamo tutto ciò che oggi è utilizzato all’interno di un’azienda come vettore e superficie di attacco, quindi andiamo a indirizzare tutto ciò che è ambiente cloud, on-prem e SaaS dove è estremamente complesso fare analisi e tutto questo lo facciamo in near real time, quindi in pochi istanti, al massimo pochi minuti». Un altro punto di forza è la facilità di integrazione in una strategia di sicurezza multivendor. «Vectra si interfaccia con tutto l’esistente lato security di un cliente, indipendentemente dalla versione di EDR, dal SIEM, dal NAC e così via. È quindi possibile inserire la nostra tecnologia all’interno di un ampio schema strategico di sicurezza che, soprattutto in ambito enterprise dove le aziende scelgono il best of breed, è pressoché impossibile che sia caratterizzato da un unico vendor di security».

Andrea Licciardi, Senior Cybersecurity Manager di Maire

L’esempio di Maire

Un esempio virtuoso di implementazione della tecnologia Vectra riguarda Maire, gruppo multinazionale di ingegneria, che sviluppa e implementa tecnologie innovative per la transizione energetica. Si tratta di una realtà cloud oriented, che ha sposato il cloud a partire dal 2016 completando la migrazione nel 2018. Maire ha costruito la sua attuale strategia ribaltando completamente la modalità di gestione della cybersecurity. «Da reattivo, cioè se succede un incidente intervengo, siamo passati a un approccio proattivo, vale a dire: faccio tutto il necessario per ridurre la mia superficie di attacco», afferma Andrea Licciardi, Senior Cybersecurity Manager di Maire. È nato così il Cyber Fusion Center, un centro operativo che combina tutte le funzioni di sicurezza informatica in un’unica unità in modo collaborativo. «Questo modello, che all’interno del nostro contesto integra tecnologie tra loro sinergiche ha comportato una gestione più efficace delle minacce informatiche. Ci siamo resi conto, tuttavia, che mancavano degli strumenti che potessero identificare alcune tipologie di attacco, specialmente per tutto quello che riguardava attacchi al network. Inoltre avevamo la necessità in un’ottica di Cyber Fusion Center oriented di avere un approccio evoluto alla cybersecurity proprio per poterne coprire tutti gli aspetti».

Da qui la scelta strategica di identificare una soluzione NDR che potesse andare in primis a coprire tutte le minacce, ma soprattutto che avesse la capacità di integrarsi in pieno con lo stack tecnologico di Maire. Dopo un’attenta valutazione di soluzioni NDR, con test paralleli, Maire ha scelto Vectra. «Tra le diverse soluzioni è stata quella che più di tutti ha risposto adeguatamente alle nostre richieste, identificando incidenti in quasi real-time, in pochi minuti, che altre soluzioni non riuscivano a vedere o che identificavano solo dopo ore. Inoltre la tecnologia Vectra consente la piena integrazione sinergica tra tutte le soluzioni tecnologiche da noi adottate, per poter dare maggiore visibilità sugli incidenti informatici. Un altro aspetto importante è che abbiamo rilevato un’ottimizzazione realmente significativa delle risorse e una forte riduzione di falsi positivi» – conclude Licciardi.

 

L'articolo Vectra AI, una formula vincente contro il cybercrime proviene da Data Manager Online.

]]>
Vectra AI presenta la Vectra AI Platform con Attack Signal Intelligence https://www.datamanager.it/2023/09/vectra-ai-presenta-la-vectra-ai-platform-con-attack-signal-intelligence/ Mon, 11 Sep 2023 12:57:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230383 La piattaforma di Vectra AI dota i security operation center (SOC) del segnale integrato per garantire una rapida e scalabile extended detection and response (XDR) per attacchi ibridi Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha annunciato la Vectra AI Platform con Attack Signal Intelligence […]

L'articolo Vectra AI presenta la Vectra AI Platform con Attack Signal Intelligence proviene da Data Manager Online.

]]>
La piattaforma di Vectra AI dota i security operation center (SOC) del segnale integrato per garantire una rapida e scalabile extended detection and response (XDR) per attacchi ibridi

Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha annunciato la Vectra AI Platform con Attack Signal Intelligence brevettata per fornire il segnale integrato di cui le aziende hanno bisogno per rendere il rilevamento e la risposta estesi (XDR) una realtà. Con Vectra AI Platform, le aziende possono integrare il segnale di Vectra AI per cloud pubblico, identità, SaaS e rete con il segnale già esistente per l’endpoint detection and response (EDR), per mettere i team SOC in condizione di tenere il passo con la crescente sofisticazione, velocità e dimensione degli attacchi ibridi.

Da quando le aziende hanno iniziato a spostare sempre più applicazioni, workload e dati in ambienti ibridi e multi-cloud, il rilevamento e la risposta alle minacce sono diventati sempre più isolati e complessi. Senza una soluzione efficace contro gli autori di attacchi ibridi avanzati, i team di sicurezza si trovano a fare i conti con un circolo vizioso fatto di superfici di attacco più ampie, metodi di attacco più evasivi, alert più numerosi e, di conseguenza, più carico di lavoro e burnout per gli analisti SOC.

Secondo una recente ricerca, il 63% degli analisti SOC afferma che le dimensioni della superficie di attacco sono aumentate negli ultimi tre anni e il 67% non è in grado di gestire il numero di alert ricevuti quotidianamente. La Vectra AI Platform consente ai team di sicurezza di muoversi alla velocità dei moderni attaccanti ibridi per identificare comportamenti che altri strumenti non sono in grado di individuare. Sfruttando la potenza dell’Intelligenza Artificiale per analizzare il comportamento degli attaccanti e per classificare, correlare e dare priorità in modo automatico agli incidenti di sicurezza, la Vectra AI Platform fornisce il segnale integrato che alimenta l’XDR.

“Per noi si tratta sempre di risultati, non di acronimi. Quel che conta è l’obiettivo finale, non una qualche definizione predefinita di come arrivarci”, ha dichiarato Jay DePaul, Chief Cybersecurity & Technology Risk Officer di Dun & Bradstreet. “Vectra AI ci sta aiutando a raggiungere i nostri obiettivi finali, a fermare gli attacchi avanzati, a modernizzare le nostre operazioni di sicurezza e, in ultima analisi, a migliorare la nostra resilienza informatica”.

Secondo Jon Oltsik, analista e membro di Enterprise Strategy Group (ESG), “indipendentemente dalla definizione di XDR, i professionisti della sicurezza sono interessati al suo utilizzo per affrontare diverse sfide di rilevamento e risposta alle minacce. L’XDR sembra un’opzione interessante poiché gli strumenti attuali faticano a rilevare e indagare le minacce avanzate, richiedono competenze specialistiche e non sono efficaci nel correlare gli alert di sicurezza. In sintesi, i CISO vogliono strumenti di XDR in grado di migliorare l’efficacia della security, soprattutto per quanto riguarda il rilevamento delle minacce avanzate. Inoltre, vogliono che l’XDR semplifichi le operazioni di sicurezza e rafforzi la produttività del personale”.

Ottenere un segnale integrato su tutte le superfici di attacco ibride

La Vectra AI Platform integra segnali di attacco nativi e di terze parti in domini cloud ibridi, tra cui AWS, Microsoft Azure, Google Cloud Platform, Microsoft 365, Microsoft Azure AD, reti di tutti i tipi ed endpoint, sfruttando lo strumento EDR (Endpoint Detection and Response) scelto dal cliente. Il segnale integrato di Vectra AI Platform consente ai team di sicurezza di:

  • coprire oltre il 90% delle tecniche MITRE ATT&CK con le contromisure brevettate e comprovate MITRE D3FEND;
  • combinare il rilevamento guidato dall’AI basato sul comportamento, le firme e la threat intelligence per ottenere la rappresentazione più accurata degli attacchi attivi in corso;
  • mappare la progressione e il movimento laterale degli attaccanti dal data center al cloud, dal cloud al data center e dal cloud al cloud;
  • creare e fra crescere programmi di threat hunting e condurre indagini forensi approfondite.

Automatizzare il rilevamento degli attacchi ibridi con l’Attack Signal Intelligence in tempo reale

Vectra AI Attack Signal Intelligence sfrutta l’Intelligenza Artificiale brevettata per automatizzare il rilevamento, il triage e la prioritizzazione delle minacce nei domini di cloud ibrido:

  • individuando il comportamento degli attaccanti, analizzandolo su molte dimensioni per distinguere gli attacchi reali su una marea di attacchi differenti, mentre la Privileged Access Analytics (PAA) brevettata si concentra sugli account più utili agli attaccanti;
  • imparando a conoscere gli ambienti unici dei clienti per distinguere tra eventi dannosi e benigni ed eliminare l’80% del rumore di fondo degli alert;
  • privilegiando le entità (host e account) nei vari domini in base all’urgenza e all’importanza, risparmiando ai singoli analisti SOC oltre tre ore al giorno di triage degli alert.

Accelerare le indagini sugli attacchi ibridi con l’esperienza di risposta di un analista

Con Vectra AI, i team di sicurezza accelerano i workflow di indagine e risposta con indagini integrate sufficientemente sofisticate per gli analisti esperti e abbastanza semplici per gli analisti junior. Le nuove funzionalità includono:

  • Instant Investigations, che offrono agli analisti di ogni livello di competenza guide rapide per indagare su entità prioritarie sotto attacco;
  • indagini avanzate, che consentono l’analisi forense dei log di Azure AD, Microsoft 365 o AWS Control Plane direttamente nell’interfaccia utente (UI) della piattaforma;
  • indagini assistite dall’AI, che sfruttano large language models (LLM) per fornire agli analisti un modo semplice per avere informazioni di contesto a 360 gradi sulle entità sotto attacco.

Eseguire azioni di risposta mirate in modo nativo o tramite integrazioni e API dell’ecosistema

La Vectra AI Platform affida all’uomo il controllo della risposta, offrendo azioni di risposta flessibili, sia native sia orchestrate, sfruttando oltre 40 integrazioni dell’ecosistema per:

  • bloccare manualmente o automaticamente un account o isolare un endpoint;
  • attivare playbook e workload di security orchestration and automation (SOAR);
  • semplificare il ticketing, la comunicazione e l’escalation per i processi di risposta agli incidenti.

Abbracciare un modello SOC ibrido con Vectra Managed Detection and Response (MDR)

I team SOC sono sempre più sotto pressione a causa dell’aumento del volume e della varietà degli attacchi ibridi e multi-cloud ad alta velocità. Con la Vectra AI Platform, le aziende possono rafforzare il lavoro dei propri analisti grazie ai servizi MDR, che includono:

  • ruoli e responsabilità condivisi per il monitoraggio, il rilevamento, l’indagine, l’hunting e la risposta;
  • analisi condivise sul comportamento degli aggressori e sulle tecniche, tattiche e procedure emergenti;
  • trasparenza condivisa su SLA, metriche e reportistica.

“L’attuale approccio al rilevamento e alla risposta alle minacce è fondamentalmente inadeguato, dal momento che sempre più organizzazioni passano ad ambienti ibridi e i team di sicurezza continuano ad affrontare la crescente complessità del cloud, l’affaticamento dovuto agli alert continui e il burnout degli analisti”, ha dichiarato Hitesh Sheth, presidente e CEO di Vectra AI. “Come pionieri nel rilevamento e nella risposta alle minacce informatiche guidati dall’AI, la nostra piattaforma best-in-class fornisce il segnale integrato più accurato in tutta la superficie oggi interessata dall’azienda ibrida, per rendere l’XDR una realtà rapida e scalabile”.

L'articolo Vectra AI presenta la Vectra AI Platform con Attack Signal Intelligence proviene da Data Manager Online.

]]>
Vectra AI estende il supporto per Amazon Security Lake https://www.datamanager.it/2023/07/vectra-ai-estende-il-supporto-per-amazon-security-lake/ Mon, 31 Jul 2023 08:40:45 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230072 La nuova integrazione migliora le funzionalità grazie all’accesso alla Security AI-driven Attack Signal Intelligence Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha annunciato la disponibilità generale dell’integrazione di Vectra Cloud Detection and Response con Amazon Security Lake di Amazon Web Services (AWS). In qualità di […]

L'articolo Vectra AI estende il supporto per Amazon Security Lake proviene da Data Manager Online.

]]>
La nuova integrazione migliora le funzionalità grazie all’accesso alla Security AI-driven Attack Signal Intelligence

Vectra AI, leader nel rilevamento e nella risoluzione delle minacce informatiche AI-driven per imprese ibride e multicloud, ha annunciato la disponibilità generale dell’integrazione di Vectra Cloud Detection and Response con Amazon Security Lake di Amazon Web Services (AWS). In qualità di AWS Security Competency Partner, Vectra offre un supporto ad Amazon Security Lake che continua a migliorare le capacità della soluzione e il successo dei clienti su AWS. La nuova integrazione consente alle organizzazioni di:

  • avere accesso alla Security AI-driven Attack Signal Intelligence di Vectra per i clienti di tutto il mondo che utilizzano Amazon Security Lake;
  • semplificare il supporto nativo dalla piattaforma Vectra ad Amazon Security Lake;
  • consolidare i data store per consentire ai team di sicurezza un accesso standardizzato ai dati sulle minacce reali.

Amazon Security Lake centralizza automaticamente i dati di sicurezza di un’organizzazione provenienti dagli ambienti AWS, dai principali provider SaaS, dalle fonti on-premise e cloud in un data lake appositamente creato, in modo che i clienti possano agire più rapidamente sui dati di sicurezza e semplificare la gestione di tali dati in ambienti ibridi e multi-cloud. Amazon Security Lake gestisce i dati durante tutto il loro ciclo di vita con impostazioni di conservazione degli stessi personalizzabili e converte i dati di sicurezza in entrata adeguandoli all’Open Cybersecurity Schema Framework (OCSF), uno schema aperto alla comunità, rendendo più facile normalizzare automaticamente i dati di sicurezza da AWS e combinarli con decine di fonti dati di sicurezza di terze parti pre-integrate. Con Amazon Security Lake, i clienti possono aggregare e ottimizzare grandi volumi di dati di log ed eventi disparati, permettendo di velocizzare il rilevamento delle minacce, le indagini e le risposte agli incidenti, in modo che le organizzazioni possano affrontare in maniera efficace e rapidai potenziali problemi, utilizzando gli strumenti di analisi preferiti. I risultati di sicurezza dell’Attack Signal Intelligence di Vectra, leader del settore, saranno ora disponibili in Amazon Security Lake.

L’Attack Signal Intelligence (ASI) di Vectra

L’Attack Signal Intelligence™ di Vectra, basata sulla Security-AI, automatizza il rilevamento delle minacce, il triage e la definizione delle priorità per i Security Operation Center (SOC). In un momento in cui le organizzazioni si trovano ad affrontare minacce informatiche sconosciute in costante aumento, che prendono di mira infrastrutture on-premise e cloud, applicazioni SaaS e sistemi di dati e identità, i team SOC stanno faticando a tenere il passo. Una maggiore superficie di attacco da coprire, insieme ad aggressori più avanzati, sfuggenti e sofisticati, ha comportato un aumento del tempo manuale da dedicare alla manutenzione delle regole di rilevazione, alla selezione degli avvisi e alla definizione delle priorità da assegnare agli stessi, con conseguente stanchezza e burnout degli analisti. La Security AI-driven Attack Signal Intelligence di Vectra libera i security analyst da queste ordinarie attività manuali quotidiane e li mette in condizione di fare ciò che sanno fare meglio: investigare e rispondere agli attacchi reali. Cuore della piattaforma, dei servizi e dell’ecosistema in continua espansione di Vectra, l’Attack Signal Intelligence consente agli analisti della sicurezza di:

  • Pensare come un attaccante, grazie a rilevamenti basati sull’Intelligenza Artificiale che vanno oltre le firme e le anomalie per comprendere il comportamento dell’attaccante e individuarne le TTP (tattiche, tecniche e procedure) lungo tutta la cyber kill chain.
  • Sapere cosa è dannoso analizzando modelli di rilevamento unici per l’ambiente di un’organizzazione per far emergere gli eventi rilevanti e ridurre il rumore di fondo.
  • Concentrarsi sull’urgenza con la prioritizzazione basata sull’Intelligenza Artificiale, che fornisce una visione delle minacce in base alla gravità e all’impatto, consentendo agli analisti di concentrarsi sulla risposta alle minacce critiche e di ridurre il rischio aziendale.

“La sfida più grande che i clienti devono affrontare oggi è rappresentata dalle minacce ignote. Con l’aumento della portata e dell’intensità degli attacchi informatici, i clienti hanno bisogno delle migliori soluzioni dell’ecosistema per semplificare i processi di sicurezza incentrati sulle minacce reali e sulla copertura estesa alle reti globali”, ha dichiarato Sachin Saranathan, Director for Cloud and Technology Alliances di Vectra AI. “Siamo lieti di collaborare con AWS per affrontare queste sfide e fornire soluzioni che portino un rapido time to value ai clienti”.

“L’aspetto migliore di questa integrazione è che Vectra in AWS offre la correlazione delle autorizzazioni. È notoriamente difficile capire e tracciare chi sta facendo cosa. Vectra punta i riflettori sull’utente specifico, in modo da poter indagare immediatamente sulle minacce rilevate”, ha detto Mantas Marcinkevicius, Information Technology Security Manager di The Hyde Group, Regno Unito.

“Uno degli obiettivi principali dei CISO e dei team di sicurezza è quello di ridurre la complessità che devono affrontare quando si trovano di fronte a offerte di sicurezza informatica non integrate. Vogliono offrire soluzioni semplificate e snelle che garantiscano operazioni di sicurezza più efficaci, efficienti e resilienti”, ha spiegato Rod Wallace, General Manager Amazon Security Lake di AWS. “L’integrazione tra Amazon Security Lake e Vectra Attack Signal Intelligence offre una potente combinazione di rilevamento avanzato delle minacce, risposta agli incidenti più rapida e funzionalità forensi potenziate, che possono aiutare le organizzazioni a migliorare la propria postura di sicurezza e a soddisfare i requisiti di compliance”. ‍

Un’integrazione perfetta

Vectra è disponibile con Amazon Security Lake dopo un semplice processo di installazione. Dopo aver implementato Vectra Detect per AWS in soli 15 minuti, i clienti saranno in grado di inviare avvisi ad alta fedeltà ad Amazon Security Lake come fonte personalizzata utilizzando un modello AWS CloudFormation dedicato. Una volta installato, gli avvisi appariranno immediatamente in Amazon Security Lake in formato OCSF.

L'articolo Vectra AI estende il supporto per Amazon Security Lake proviene da Data Manager Online.

]]>