VEM sistemi – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 31 Mar 2026 11:05:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png VEM sistemi – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il Gruppo VEM continua a crescere: nasce VEM D.D. con sede a Tirana https://www.datamanager.it/2026/03/il-gruppo-vem-continua-a-crescere-nasce-vem-d-d-con-sede-a-tirana/ Tue, 31 Mar 2026 11:05:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251923 Con l’apertura della nuova sede il Customer-Centric Support Team si espande a livello internazionale per offrire supporto continuo, competenze altamente specialistiche e risposte sempre più rapide contribuendo così a costruire relazioni solide e continuative con i clienti, elemento distintivo dell’approccio VEM VEM Sistemi è lieta di annunciare un nuovo importante passo nel percorso di crescita […]

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Con l’apertura della nuova sede il Customer-Centric Support Team si espande a livello internazionale per offrire supporto continuo, competenze altamente specialistiche e risposte sempre più rapide contribuendo così a costruire relazioni solide e continuative con i clienti, elemento distintivo dell’approccio VEM

VEM Sistemi è lieta di annunciare un nuovo importante passo nel percorso di crescita del Gruppo: la costituzione di VEM D.D. sh.p.k., una nuova società con sede a Tirana, in Albania, la prima del Gruppo al di fuori dei confini italiani, nata per ampliare il bacino di competenze tecniche e rafforzare le attività del Customer-Centric Support Team. Operando in piena integrazione con le altre unità VEM, garantirà ai clienti gli alti standard di qualità, sicurezza ed efficienza che caratterizzano l’azienda.

EM D.D., acronimo di Driving Digital, nasce dall’evoluzione di un percorso avviato nel 2025 con la creazione di un primo nucleo di competenze locali. Le collaborazioni con l’Università Politecnico di Tirana, insieme ad attività mirate di recruiting e partecipazione a career day, hanno permesso di attrarre nuovi talenti e attivare un primo nucleo di professionisti per il servizio di supporto ai clienti con ottimi risultati.

“Questa iniziativa rientra nella strategia di crescita internazionale e rafforzamento delle competenze del Gruppo VEM. L’Albania si conferma un contesto ideale per attrarre talenti altamente qualificati: la preparazione tecnica dei professionisti locali, unita alla vicinanza geografica con l’Italia, alla diffusione di competence center italiani e alla propensione all’innovazione digitale, rende il Paese un partner strategico anche in vista del suo ingresso nell’Unione Europea previsto entro il 2030.” Dichiara Stefano Bossi, CEO & GM di VEM sistemi che prosegue: “In questo contesto si inserisce il potenziamento del Customer-Centric Support Team, una squadra di tecnici altamente specializzati della divisione Managed Services di VEM.  Il centro di competenza assicura una copertura estesa, capace di coniugare prossimità e capacità di intervento su scala geografica e tecnologica, insieme a una presenza continua grazie a un servizio attivo 24/7 presidiato. Un modello che mette al centro il cliente e si traduce in risposte rapide, competenze solide e relazioni di valore: perché è proprio nella qualità del supporto quotidiano che si costruisce la fiducia nel tempo.”

Franz Gjeluci

La compagine societaria di VEM D.D. prevede il 70% di partecipazione da parte di VEM Sistemi e il 30% da parte del partner albanese Avv. Franz Gjeluci, che ricoprirà anche il ruolo di Amministratore e Managing Director. A supporto di Gjeluci saranno presenti gli Amministratori Marco Buttaro e Andrea Giuliani, entrambi manager di lunga esperienza cresciuti professionalmente all’interno di VEM Sistemi, dove hanno ricoperto ruoli di crescente responsabilità.

Dal punto di vista operativo, VEM D.D. sarà pienamente integrata nei processi della divisione Managed Services, nel rispetto degli standard VEM in ambito sicurezza, formazione e qualità, a garanzia della continuità del servizio ai clienti.

La nascita di VEM D.D. rappresenta un ulteriore tassello nello sviluppo del Gruppo VEM, rafforzando competenze e servizi per offrire ai clienti standard sempre più elevati, confermando la strategia di crescita e un primo passo per l’espansione internazionale del Gruppo.

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Predictions 2026 di VEM sistemi: i trend tecnologici che guideranno le aziende italiane https://www.datamanager.it/2025/12/predictions-2026-di-vem-sistemi-i-trend-tecnologici-che-guideranno-le-aziende-italiane/ Thu, 11 Dec 2025 15:59:17 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249863 A cura di Marco Bubani, Direttore Innovazione VEM sistemi Il 2026 si preannuncia un anno di trasformazioni significative per le imprese italiane, spinte dall’adozione sempre più diffusa dell’intelligenza artificiale, dalla modernizzazione delle infrastrutture e dalla ricerca di un equilibrio sostenibile tra tecnologia, sicurezza e benessere dei dipendenti. In questo contesto, VEM sistemi condivide le proprie […]

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A cura di Marco Bubani, Direttore Innovazione VEM sistemi

Il 2026 si preannuncia un anno di trasformazioni significative per le imprese italiane, spinte dall’adozione sempre più diffusa dell’intelligenza artificiale, dalla modernizzazione delle infrastrutture e dalla ricerca di un equilibrio sostenibile tra tecnologia, sicurezza e benessere dei dipendenti. In questo contesto, VEM sistemi condivide le proprie predictions per il 2026, individuando i trend chiave che guideranno lo sviluppo IT, l’innovazione, la gestione dei dati e la governance aziendale, delineando uno scenario in cui tecnologia, processi e persone si intrecciano, offrendo alle aziende nuove opportunità di efficienza, sicurezza e crescita sostenibile.

Governance dell’AI

Nel 2026 l’adozione dell’AI da parte delle aziende sarà sempre più diffusa, sebbene spesso ancora non pienamente governata. È un passaggio naturale: l’AI sta entrando rapidamente nei processi, negli strumenti e nelle decisioni quotidiane delle aziende. Di conseguenza, cresce la necessità di supportare le imprese nel definire una governance efficace, che garantisca un utilizzo consapevole, sicuro e allineato alle loro priorità di business.

In questo ambito, osserviamo due esigenze sempre più evidenti. La prima riguarda la regolamentazione dell’uso dell’AI: molte aziende chiedono un accompagnamento consulenziale per stabilire policy interne, linee guida e processi che permettano ai collaboratori di utilizzare l’AI in modo controllato, evitando rischi legati alla condivisione involontaria di informazioni sensibili o strategiche verso piattaforme pubbliche. Il tema della sicurezza, infatti, è trasversale: dietro alle opportunità di efficientamento portate dall’AI si nascondono nuove superfici d’attacco e nuove forme di esposizione dei dati.

La seconda esigenza riguarda il “da dove cominciare”. Molte aziende usano l’AI già integrata nei prodotti che utilizzano quotidianamente, ma non hanno ancora una visione chiara di come sfruttarla in modo mirato e vantaggioso. Qui entra in gioco la consulenza strategica che prevede il supporto ai clienti nell’analisi dei loro processi per individuare le aree dove l’AI può generare valore reale. L’approccio è simile a quello della digitalizzazione: senza un’analisi preliminare, si rischia di “automatizzare le inefficienze”. Per questo il primo passo è comprendere se il processo è ottimizzato; solo allora l’AI può portare benefici concreti, soprattutto nelle attività ripetitive, dove permette di ridurre errori, velocizzare le operazioni e migliorare la qualità complessiva del lavoro.

L’evoluzione dei Data Center verso Data Center AI ready

Nel 2026 assisteremo a un’accelerazione decisa verso data center progettati nativamente per sostenere i carichi computazionali dell’AI. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale, infatti, non riguarda solo gli algoritmi ma anche – e soprattutto – le infrastrutture che devono alimentarli. I data center diventeranno sempre più AI-ready, cioè architetture pensate fin dall’inizio per supportare workload ad altissima intensità, garantire prestazioni elevate e mantenere stabilità, efficienza e continuità operativa.

Se l’AI rappresenta il “cervello”, i data center ne sono i “muscoli”: strutture in grado di generare, sostenere e scalare la potenza necessaria. Questo implica investimenti su GPU, sistemi di raffreddamento avanzati e capacità energetiche di nuova generazione.

Proprio il tema energetico sarà uno dei punti più critici e discussi nel 2026. L’AI è notoriamente energivora e richiede infrastrutture che sappiano garantire potenza elettrica, efficienza e sostenibilità. Vedremo quindi una crescente attenzione a modelli di alimentazione innovativi, ottimizzazione dei consumi, recupero del calore e utilizzo responsabile delle risorse idriche. I data center saranno chiamati a trovare un equilibrio tra crescita della capacità computazionale e sostenibilità ambientale, riducendo l’impatto energetico senza limitare la possibilità di scalare i servizi AI.

Cloud e AI e la geopatriation dei dati

L’anno prossimo il rapporto tra cloud e AI sarà ancora più stretto: la maggior parte dei modelli continua infatti a funzionare su infrastrutture degli hyperscaler, erogate in modalità as-a-service e quindi profondamente legate alle piattaforme cloud globali. Tuttavia, proprio questa interdipendenza sta accelerando un nuovo trend ormai evidente: non più solo repatriation, ma geopatriation. Le aziende stanno diventando sempre più sensibili al dove i propri dati vengono realmente elaborati, trasformati e utilizzati per alimentare applicazioni e servizi strategici.

Questa attenzione sta alimentando un crescente interesse verso provider regionali e regional data center, capaci di offrire servizi cloud e AI con maggiori garanzie di localizzazione e sovranità dei dati. Anche se gli hyperscaler assicurano la residenza dei dati in Europa, restano comunque realtà americane o cinesi soggette alla governance dei propri Paesi d’origine — un elemento che molte aziende europee valutano con crescente cautela.

Parallelamente, vediamo un aumento dei progetti orientati alla costruzione di isole di data center per l’AI on-prem, così da allenare i modelli direttamente all’interno dell’azienda. Una scelta che risponde all’esigenza di controllo totale su dati.

Il trend chiave del 2026 sarà quindi proprio la geopatriation: riportare “a casa”, in senso geografico, normativo e strategico, la gestione dei dati e dei modelli AI. Una direzione che ridefinisce il rapporto tra cloud, AI e sovranità digitale, aprendo nuove opportunità per i provider regionali e per chi saprà offrire infrastrutture affidabili, trasparenti e pienamente allineate agli standard europei.

Observability

Nel 2026 la observability diventerà sempre più centrale per le aziende e per chi eroga servizi IT. Non si tratta più solo di monitorare lo stato di salute di infrastrutture o applicazioni: l’obiettivo è comprendere le cause e i motivi alla base di eventuali anomalie o problemi.  Con infrastrutture sempre più distribuite, complesse e articolate, diventa fondamentale disporre di strumenti che consentano di avere una visione completa, puntuale e predittiva dello stato dei sistemi, riducendo rischi operativi e ottimizzando le performance dei servizi erogati.

In questo contesto, VEM sistemi sta investendo significativamente: la piattaforma storica MyVem è stata completamente rinnovata e, attraverso il progetto Glass – annunciato al VemLive 2025 – offre agli operatori strumenti avanzati per comprendere e tenere sotto controllo lo stato di salute delle infrastrutture. Glass rappresenta un passo avanti verso una gestione proattiva e intelligente, dove osservare significa anche anticipare e prevenire criticità, garantendo maggiore efficienza e sicurezza alle aziende clienti.

Modernizzazione applicativa: infrastrutture e applicazioni sempre più distribuite

Nel 2026 la modernizzazione applicativa continuerà a trasformare il modo in cui le aziende progettano e gestiscono i propri sistemi IT. Le applicazioni non saranno più un unico blocco monolitico, ma diventeranno sempre più composte da componenti distribuite, ognuna ottimizzata per funzionare nel contesto più efficiente.

Ad esempio, alcune parti di un’applicazione possono essere eseguite internamente, on-prem, mentre altre componenti che richiedono capacità di AI vengono eseguite su hyperscaler, dove la disponibilità e la scalabilità della tecnologia sono maggiori. Questa modularità consente alle aziende di integrare più facilmente funzionalità avanzate come l’AI, combinando prestazioni elevate, flessibilità e costi ottimizzati.

La conseguenza naturale è una infrastruttura più distribuita e applicazioni più frammentate, che richiedono strumenti avanzati per essere governate efficacemente.

Cybersecurity

Nel 2026 la cybersecurity rimarrà un trend trasversale, strettamente collegato a ogni evoluzione applicativa e infrastrutturale. Ogni cambiamento digitale apre infatti nuovi scenari di minaccia: l’AI non è più solo uno strumento di innovazione, ma anche un acceleratore di sofisticazione per gli attacchi informatici. Le minacce stanno diventando più economiche, accessibili e personalizzabili grazie all’AI, aumentando la loro velocità, capacità e potenziale impatto sulle aziende.

Di fronte a questo scenario, chi deve proteggere le infrastrutture digitali ricorre all’AI per difendersi dall’AI. Stanno emergendo soluzioni che aiutano le aziende a comprendere e governare l’uso interno dell’AI, prevenendo rischi derivanti da comportamenti non controllati, come il prompting di dati sensibili.

Allo stesso tempo, le piattaforme di detection & response evolvono: grazie all’AI, è possibile supportare gli analisti nella selezione e correlazione degli eventi critici, filtrando e individuando solo le situazioni di reale pericolo. L’AI gioca un ruolo fondamentale anche nell’incident response, permettendo di reagire più rapidamente alle minacce e allineandosi a requisiti normativi come quelli della NIS2, che richiedono piani di risposta efficaci e tempestivi.

Per VEM sistemi e per la sua controllata Certego, il 2026 sarà quindi un anno in cui la cybersecurity continuerà a intrecciarsi con l’AI, offrendo nuove opportunità di protezione, automazione e governance, trasformando la difesa digitale in un processo più proattivo e intelligente.

Multi-agent AI

Il 2026 segnerà l’inizio della diffusione della Multi-agent AI. Il prossimo anno sarà possibile iniziare a vedere i primi agenti AI in grado di dialogare tra loro, scambiarsi informazioni e collaborare per svolgere compiti più complessi di quelli gestibili da un singolo agente.

Questi agenti sono addestrati su modelli di linguaggio ampi, ma con un focus verticale sulle funzioni specifiche che devono assolvere, rendendoli altamente specializzati e capaci di interagire sia con gli esseri umani sia tra di loro. La cooperazione tra agenti permette di affrontare processi articolati, generando risultati più sofisticati e integrati rispetto a quanto possibile fino a oggi.

Guardando oltre, si intravede anche il potenziale passaggio dell’AI nel mondo fisico, sebbene questo trend sarà più graduale a causa di questioni etiche e normative. Nel 2026, quindi, la Multi-agent AI rappresenterà il primo passo verso un ecosistema in cui agenti collaborativi e intelligenti potranno gestire attività complesse, aprendo nuove possibilità applicative e strategiche per le aziende.

Work-life balance e collaboration

Anche per il prossimo anno le aziende continueranno a mettere al centro il work-life balance, cercando soluzioni tecnologiche che consentano ai dipendenti di conciliare vita lavorativa e privata senza compromettere produttività e collaborazione. I sistemi di collaboration – quelli che oggi permettono di dialogare, condividere e coordinare il lavoro in modo fluido – continueranno a evolversi, arricchiti da funzionalità di AI e interfacce sempre più intuitive.

Dopo l’esperienza del lavoro da remoto post-Covid, le aziende hanno compreso che né il lavoro totalmente a distanza né il ritorno esclusivo in ufficio rappresentano il modello ideale. Ciò che emerge è un equilibrio dinamico, dove spazi fisici condivisi e strumenti digitali avanzati convivono, permettendo alle persone di collaborare e gestire il proprio tempo in maniera più equilibrata.

Nel 2026, quindi, le tecnologie di collaboration non saranno solo strumenti operativi, ma leve strategiche per costruire ambienti di lavoro più flessibili, inclusivi e orientati al benessere dei dipendenti.

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IMAB Group accelera sulla digitalizzazione e si affida a VEM sistemi per costruire un’infrastruttura resiliente, sicura e performante https://www.datamanager.it/2025/12/imab-group-accelera-sulla-digitalizzazione-e-si-affida-a-vem-sistemi-per-costruire-uninfrastruttura-resiliente-sicura-e-performante/ Wed, 03 Dec 2025 11:08:04 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249638 L’azienda specializzata nella produzione di mobili componibili ha intrapreso un percorso di rinnovamento infrastrutturale per rendere l’IT un vero abilitatore del business VEM sistemi è stata scelta da IMAB Group, azienda specializzata nella produzione di mobili componibili per la casa, come partner strategico per intraprendere un percorso di trasformazione digitale volto a migliorare la resilienza, […]

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L’azienda specializzata nella produzione di mobili componibili ha intrapreso un percorso di rinnovamento infrastrutturale per rendere l’IT un vero abilitatore del business

VEM sistemi è stata scelta da IMAB Group, azienda specializzata nella produzione di mobili componibili per la casa, come partner strategico per intraprendere un percorso di trasformazione digitale volto a migliorare la resilienza, la sicurezza e l’efficienza dell’ecosistema informativo del gruppo. Un progetto articolato che ha consentito a VEM di modernizzare l’infrastruttura tecnologica di IMAB, generando benefici concreti a supporto della crescita e dell’operatività del Gruppo.

La sfida: adeguare la struttura alle nuove esigenze aziendali

“La situazione iniziale rifletteva una fase fisiologica del ciclo di vita tecnologico dell’azienda, in cui i sistemi, pur avendo supportato efficacemente l’operatività fino a quel momento, iniziavano a mostrare alcuni segnali di affaticamento in termini di performance”, spiega Fabio Pepe, CIO di IMAB Group. ” Queste condizioni iniziavano a incidere sull’efficienza operativa e rallentavano l’accesso alle applicazioni e alle risorse digitali negli ambienti produttivi. Si è dunque aperta l’opportunità di avviare un percorso di aggiornamento tecnologico, volto a costruire una struttura più moderna, centralizzata e sicura, capace di abilitare l’innovazione digitale e supportare al meglio il business.”

La risposta: architettura ridisegnata, sicurezza integrata, gestione centralizzata

Il progetto, affidato alla competenza di VEM sistemi, è stato avviato con una meticolosa fase di assessment, indispensabile per delineare con precisione lo stato dell’infrastruttura IT di IMAB Group e individuare le principali aree di criticità. L’analisi ha evidenziato la necessità di un profondo rinnovamento dell’architettura, ancorata a sistemi legacy non più adeguati alle attuali esigenze.

Il primo passo del percorso di rinnovamento ha riguardato il potenziamento dell’hardware, condizione imprescindibile per supportare l’installazione di nuove applicazioni e l’evoluzione digitale dei processi. La modernizzazione è partita dalla rete, intervenendo sulle componenti più obsolete per creare un’infrastruttura realmente resiliente. Un passaggio cruciale ha riguardato la ristrutturazione dei data center: le sedi sono state ridistribuite una a Fermignano e l’altra a Canavaccio di Urbino, portando così uno dei due ambienti a oltre sette chilometri di distanza dal principale. Il tutto senza alcuna interruzione delle attività produttive. Un traguardo significativo, se si considera che anche un solo giorno di fermo avrebbe comportato un impatto economico stimato in circa 800.000 euro, con ripercussioni operative che si sarebbero estese per circa tre mesi.

La nuova infrastruttura di rete è stata realizzata completamente su tecnologia Cisco, garantendo uniformità, affidabilità e massima integrazione tra i componenti. I data center sono stati equipaggiati con switch Cisco 9500 e Cisco 9300X per gestire il core networking, garantendo performance elevate e alta disponibilità. Contestualmente, sono stati sostituiti anche gli switch Cisco MDS, utilizzati per collegare in fibra la parte storage e i nodi computazionali, assicurando velocità, ridondanza e affidabilità. Sono stati sostituiti anche gli switch di accesso, cioè le “foglie” negli armadi periferici, tutti con supporto PoE+ (Power over Ethernet). Anche se oggi la richiesta di dispositivi alimentati via rete non è ancora particolarmente alta, si è scelto di puntare su apparati PoE+ per essere pronti a gestire scenari più evoluti nei prossimi anni, evitando così soluzioni non al passo con le esigenze future.

A completamento dell’intervento infrastrutturale, è stato realizzato un terzo data center dedicato alla gestione dei backup, dislocato in uno stabilimento distinto rispetto ai due principali.

Partendo dall’ambito del backup e della protezione del dato, l’infrastruttura preesistente non era in grado di garantire livelli adeguati né in termini di performance nei processi di ripristino, né sotto il profilo della sicurezza, risultando vulnerabile a possibili attacchi. A ciò si aggiungevano criticità legate alla capacità di storage, insufficiente a gestire in modo efficiente e sicuro la conservazione dell’intero volume di backup necessario. Quindi, inizialmente ospitati nel data center primario, i backup sono stati completamente migrati nel terzo data center, dove è stato centralizzato l’intero ambiente di protezione dei dati e sono state aggiunte ulteriori funzionalità in ambito cybersecurity e migliorate le prestazioni in caso si renda necessario un ripristino. Il nuovo sito, come i primi due data center, accoglie tre server Cisco C220 e in aggiunta la soluzione iperconvergente Cohesity, che grazie all’approccio Zero trust consente di archiviare in modo sicuro e immutabile i dati e i backup provenienti dall’ambiente virtualizzato su VMware e dalla piattaforma AS400, deputata alla gestione del sistema ERP aziendale. Cohesity protegge quindi tutta l’infrastruttura virtuale e può inoltre funzionare come secondary storage.

Infine, l’infrastruttura è ora costantemente monitorata grazie ai servizi di NOC e SOC di VEM, che garantiscono interventi tempestivi e un controllo continuo su prestazioni e sicurezza. Una presenza costante che fa la differenza, soprattutto nei momenti più delicati, quando è fondamentale poter contare su un partner pronto ad agire con competenza e tempestività.

I risultati: resilienza, controllo, efficienza e velocità operativa

Il nuovo assetto IT ha migliorato e modernizzato l’assetto tecnologico di IMAB, rendendo più semplice la gestione, più veloce l’operatività, più resiliente la struttura all’interno di un contesto dove viene pienamente garantita la business continuity.

”In pochi mesi abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati” dichiara Fabio Pepe CIO di IMAB Group. “Il percorso intrapreso ci ha permesso di conseguire benefici concreti: l’obiettivo della resilienza è oggi pienamente realizzato e la business continuity è garantita grazie alla presenza di tre repository distribuiti su altrettanti data center, contenenti le medesime informazioni. Sul fronte del backup, i tempi di ripristino si sono ridotti drasticamente, contribuendo anche a una maggiore efficienza energetica. Per quanto riguarda il networking, il vantaggio più rilevante è rappresentato dall’elevata velocità di trasferimento dei dati tra i diversi data center.  Questi cambiamenti ci consentono di affrontare le sfide del mercato in modo più strutturato e sicuro.”

“IMAB ha saputo cogliere il valore del cambiamento, investendo su un’infrastruttura solida e moderna, che pone l’innovazione al servizio del business”, commenta Stefano Amici, Head of Design & Delivery di VEM sistemi. “Questo progetto dimostra quanto la tecnologia, se ben governata, possa essere un motore di competitività e generare valore diretto per il business anche nel settore manifatturiero.”

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BPER Banca e VEM Sistemi: un progetto strategico per l’evoluzione dei data center all’insegna di sicurezza, resilienza ed efficienza https://www.datamanager.it/2025/11/bper-banca-e-vem-sistemi-un-progetto-strategico-per-levoluzione-dei-data-center-allinsegna-di-sicurezza-resilienza-ed-efficienza/ Wed, 05 Nov 2025 14:02:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248898 Un progetto pluriennale di evoluzione infrastrutturale rafforza la resilienza, l’efficienza energetica e la sicurezza IT di BPER Banca, a supporto della crescita del gruppo e della sua strategia digitale Nell’ambito di un percorso di crescita strutturato e sostenibile, BPER Banca ha intrapreso, in collaborazione con VEM Sistemi, un articolato progetto di modernizzazione e potenziamento dei […]

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Un progetto pluriennale di evoluzione infrastrutturale rafforza la resilienza, l’efficienza energetica e la sicurezza IT di BPER Banca, a supporto della crescita del gruppo e della sua strategia digitale

Nell’ambito di un percorso di crescita strutturato e sostenibile, BPER Banca ha intrapreso, in collaborazione con VEM Sistemi, un articolato progetto di modernizzazione e potenziamento dei propri data center, cuore pulsante dell’ecosistema tecnologico dell’istituto. L’iniziativa si inserisce all’interno della strategia industriale di lungo periodo che vede nella tecnologia un asset abilitante per la competitività, la continuità operativa e l’innovazione.

Crescita e trasformazione: le origini del progetto

“Negli ultimi anni, BPER Banca ha rafforzato la propria presenza sul mercato attraverso importanti operazioni di espansione – come l’acquisizione di sportelli da UBI Banca e l’incorporazione di Banca Carige – che hanno portato l’istituto ad assumere lo status di banca sistemica nel 2024. Un’evoluzione che ha imposto l’adeguamento a requisiti normativi stringenti e che ha richiesto un ripensamento profondo dell’infrastruttura IT, a partire dai data center situati nel campus informatico di Modena.” Racconta Daniele Murolo, Real Estate Manager BPER Banca.

Un piano strutturato e lungimirante

Il progetto ha preso avvio nel 2017, quando VEM Sistemi è stata incaricata di condurre un assessment approfondito sull’architettura dei due data center esistenti, dislocati in due edifici separati nel campus di Modena della banca e interconnessi da 350 metri di fibra ottica. L’analisi ha evidenziato alcune criticità in termini di sicurezza e resilienza, non compatibili con gli standard richiesti a un istituto bancario della rilevanza di BPER. Da qui la decisione di avviare il piano “Data Center Strategy” un intervento strutturale complesso, realizzato senza mai interrompere l’operatività dei sistemi.

In dettaglio, il piano ha previsto la ristrutturazione completa delle infrastrutture critiche – climatizzazione, distribuzione elettrica, gruppi di continuità (UPS), impianti di sicurezza – mantenendo solo i rack esistenti e la struttura del pavimento flottante. Sono stati implementati impianti ridondati in architettura 2N, in grado di garantire continuità e tolleranza ai guasti su ogni componente. “Gli obiettivi principali di questa prima fase erano tre: migliorare la ridondanza a tutti i livelli, incrementare l’efficienza energetica e adeguare la capacità alle proiezioni di crescita, che prevedevano un aumento del carico fino a 175 kW per sito entro cinque anni.” Spiega Daniele Murolo, Real Estate Manager BPER Banca che prosegue: “Il progetto ha incluso anche l’ammodernamento degli impianti di sicurezza fisica e ambientale, tra cui videosorveglianza, antintrusione, controllo accessi e sistemi antincendio, garantendo così una protezione completa dell’infrastruttura.”

Risultati tangibili: efficienza energetica e sostenibilità

Il risultato dell’intero intervento infrastrutturale si traduce nel miglioramento dell’indice PUE (Power Usage Effectiveness), – passato da 2,32 a circa 1,39-1,40 (media annuale). Questo valore rappresenta un ottimo risultato, considerando che la media del settore si colloca generalmente tra 1,6 e 2,0.

In precedenza, solo il 43% circa dell’energia totale consumata veniva effettivamente utilizzata per alimentare gli apparati IT (il resto era destinato a impianti ausiliari come climatizzazione e illuminazione); oggi, grazie all’ottimizzazione infrastrutturale, questa quota è salita a circa il 72%, un efficientamento che si traduce in consumi ridotti, minori emissioni e una gestione energetica decisamente più sostenibile.

BPER Park: la seconda fase di potenziamento

Nel 2022, il progetto entra in una nuova fase con l’iniziativa “BPER’s Park”, mirata alla riqualificazione del quartier generale di Modena, compresi gli edifici in cui sono collocati i due data center. In risposta alla crescita organica e alle nuove esigenze aziendali, è stato necessario un ulteriore potenziamento dell’infrastruttura, con l’incremento della capacità IT da 175 Kw a 285 Kw per sito prevedendo anche l’ampliamento degli spazi destinati all’allocazione di nuove apparecchiature tecnologiche. Inoltre, è stato intrapreso un percorso di adozione dove possibile della normativa TIA-942, ispirandosi al livello 4, per garantire il più alto standard di affidabilità e sicurezza alle infrastrutture operative.

Il dettaglio del progetto tecnologico

La revisione ha interessato anche la componente elettrica, con l’installazione di nuovi ed efficienti UPS modulari Galaxy VL500. In ottica di massima resilienza, è stata adottata una logica di continuous cooling, ovvero una scelta progettuale volta a garantire la continuità della climatizzazione anche in caso di interruzioni dell’alimentazione elettrica. Tutte le soluzioni sono state fornite da Schneider Electric.

Una delle scelte più rilevanti ha riguardato la progettazione della potenza di backup: coerentemente con l’intera architettura infrastrutturale, realizzata in logica System plus System, anche i gruppi elettrogeni sono stati configurati secondo questo principio. Ogni data center è oggi supportato da quattro generatori disposti in architettura 2x(N+1), in grado di garantire la piena continuità operativa anche in presenza di guasti multipli.

Tra gli elementi rilevanti per la rivisitazione del sistema di connettività in fibra ottica è stata posta particolare attenzione alla qualità dei materiali, alla velocità di implementazione e alla scalabilità dell’infrastruttura. È stata adottata la soluzione Signature Core, progettata per ambienti ad alte prestazioni, densità e requisiti critici dei data center, inserita in un ambiente open-frame sempre di Panduit, specifico per sale network. Il sistema Signature Core ha permesso un’installazione rapida e sicura, minimizzando il rischio di errori e assicurando una gestione ordinata e flessibile dell’infrastruttura di interconnessione. Inoltre, la combinazione di qualità costruttiva, modularità e alta densità rende il sistema adeguato a supportare le evoluzioni tecnologiche future.

Per garantire la massima efficienza operativa e la continuità dei servizi, l’intera infrastruttura del data center è monitorata da EcostruXure un sistema BMS (Building Management System) avanzato di Schneider Electric. Questo sistema centralizzato non solo gestisce le operazioni quotidiane e il controllo degli impianti, ma svolge anche un ruolo strategico nell’ottimizzazione dei consumi energetici. In questo modo contribuisce in modo determinante a mantenere nel tempo elevati livelli di efficienza dei data center e a supportare il raggiungimento degli obiettivi ESG della banca.

Il progetto ha richiesto un equilibrio delicato tra la necessità di aggiornare l’infrastruttura e l’esigenza di mantenere il funzionamento dei data center senza impattare sui servizi critici della banca. Ogni intervento è stato così valutato e pianificato con molta attenzione per assicurare che resilienza e affidabilità non venissero compromesse.

Integrazione tra tecnologia, certificazioni e governance

Nel 2023, l’impegno di BPER in ambito infrastrutturale ha ottenuto un ulteriore riconoscimento con il conseguimento delle certificazioni ISO 14001 e ISO 50001, a testimonianza della piena conformità agli standard ambientali e di efficienza energetica. Il progetto ha inoltre contribuito alla riduzione delle emissioni e al miglioramento dell’efficienza operativa complessiva, diventando un modello virtuoso di integrazione tra tecnologia e sostenibilità. Questo miglioramento significativo evidenzia l’ottimizzazione dei consumi e l’impatto positivo in termini di sostenibilità ambientale, come riportato anche nel bilancio di sostenibilità dell’Istituto.

A queste si aggiungono la certificazione ISO 27001, che attesta l’impegno del Gruppo BPER nella gestione della sicurezza delle informazioni, dimostrando la capacità di proteggere i dati garantendone riservatezza, integrità e disponibilità attraverso l’applicazione di un rigoroso processo di gestione del rischio, e la certificazione ISO 22301, che conferma la capacità del Gruppo di ridurre il rischio derivante da interruzioni non pianificate, assicurando la resilienza dei sistemi e una risposta tempestiva in caso di crisi.

Hybrid cloud e cybersecurity avanzata

In questo percorso di evoluzione tecnologica, BPER ha adottato un approccio bilanciato all’adozione del cloud, impiegato in modo selettivo per applicazioni che ne beneficiano in termini di scalabilità e innovazione, mentre per i sistemi critici, come i dati dei clienti, la scelta è rimasta orientata al modello on-premise, oggi potenziato da un’infrastruttura ridondata in alta affidabilità con replica in tempo reale tra i due data center e sito di disaster recovery presso Aruba.

Infine, un forte focus è stato posto sulla sicurezza: il budget dedicato alla cybersecurity è stato significativamente aumentato, con soluzioni avanzate di protezione a presidio dei nuovi ambienti IT. Questa attenzione si riflette direttamente nella qualità della user experience offerta a clienti e stakeholder, in un contesto di massima affidabilità e continuità del servizio.

La visione: affidabilità e innovazione

“L’infrastruttura IT rappresenta oggi un asset strategico per la resilienza, l’efficienza e la capacità di innovazione di una banca come BPER.” Dichiara Giuseppe Alibrandi, Chief Technology Officer, BPER Banca che prosegue: “Il progetto di evoluzione dei data center è stato concepito non solo per rispondere a requisiti normativi o di crescita dimensionale, ma come tassello fondamentale di un percorso tecnologico di lungo periodo. Grazie alla collaborazione con VEM Sistemi, siamo riusciti a coniugare affidabilità e innovazione, ponendo le basi per affrontare le sfide future. Il piano industriale attuale prevede il proseguimento di questa strategia con ulteriori investimenti in tecnologie innovative a testimonianza di una visione che riconosce nella trasformazione digitale un asset strategico per la crescita e la competitività dell’istituto.”

BPER Banca proseguirà quindi nei prossimi anni a investire in innovazione, con una particolare attenzione ai temi della sicurezza del dato e dell’Intelligenza Artificiale, nella consapevolezza che la trasformazione digitale rappresenta una leva fondamentale per consolidare competitività, resilienza e valore per tutti gli stakeholder.

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VEMlive 2025, sinergie digitali per crescere https://www.datamanager.it/2025/10/vemlive-2025-sinergie-digitali-per-crescere/ Fri, 17 Oct 2025 12:09:02 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248400 AI, quantum e infrastrutture: VEM sistemi riunisce esperti e partner per condividere strategie e visioni sulle tecnologie che definiranno la prossima fase della trasformazione digitale Il PalaPanini di Modena, tempio del volley italiano, si è trasformato per un giorno nell’arena dell’innovazione digitale. È qui che si è tenuto “VEMlive 2025 – MOMENTUM: Complementi digitali di […]

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AI, quantum e infrastrutture: VEM sistemi riunisce esperti e partner per condividere strategie e visioni sulle tecnologie che definiranno la prossima fase della trasformazione digitale

Il PalaPanini di Modena, tempio del volley italiano, si è trasformato per un giorno nell’arena dell’innovazione digitale. È qui che si è tenuto “VEMlive 2025 – MOMENTUM: Complementi digitali di collaborazioni ecosistemiche”, l’appuntamento annuale firmato VEM Sistemi, che anche quest’anno ha catalizzato l’attenzione di imprese, partner tecnologici e operatori del settore ICT.

Dopo IMPACT (2023) e PULSE (2024), MOMENTUM segna l’evoluzione naturale nel percorso del gruppo: un’edizione dedicata alla spinta verso il futuro digitale, dove investimenti tecnologici e collaborazioni ecosistemiche diventano i veri acceleratori di stabilità, velocità e valore condiviso.

La missione da compiere è dare slancio alle collaborazioni per costruire un ecosistema sempre più integrato tra clienti, partner tecnologici, istituzioni e associazioni datoriali. Con lo stile che contraddistingue l’azienda, VEMlive 2025 si conferma un’occasione unica per stimolare nuove sinergie, rafforzare il senso di comunità e promuovere l’innovazione.

MOMENTUM riassume molteplici significati: in inglese rappresenta lo slancio che segue un impulso, in latino indica un istante, in ambito finanziario è una strategia di investimento, mentre in fisica corrisponde alla quantità di moto.

L’agenda della giornata ha offerto un interessante e variegato percorso moderato da Alessandra Tropiano, giornalista di Sky. Ad aprire i lavori, Stefano Bossi, CEO & GM di VEM sistemi: “Negli ultimi anni tutto è diventato più complesso: tecnologia, geopolitica, società. Ma il futuro dell’innovazione si gioca sulla capacità di valorizzare le energie connesse di persone e organizzazioni. Ed è importante farlo in modo strutturato, evitando azioni frammentate che procedono disordinatamente tra automazione e digitalizzazione dei processi aziendali. In altre parole, ricordiamoci sempre di mettere la testa prima della tecnologia.”

A seguire, l’intervento di Rita Cucchiara, professoressa di Ingegneria informatica e pioniera dell’intelligenza artificiale in Italia, che dal primo novembre guiderà l’Università di Modena e Reggio Emilia, una delle più antiche del mondo: «Le università sono istituzioni pubbliche che devono trasformarsi in luoghi dove la tradizione diventa innovazione». È questo l’auspicio della futura rettrice, che vede VEM in prima linea nella collaborazione con il mondo delle imprese.

La professoressa Paola Verrucchi, ricercatrice in Fisica dell’Istituto dei Sistemi ComplessiCNR e docente dell’Università di Firenze, ha approfondito le potenzialità del quantum computing e i suoi impatti sulla sicurezza e sulle reti ibride del futuro. «Il 2025 è l’anno in cui si celebrano i 100 anni della meccanica quantistica. Ma questo è solo l’inizio. Tutti siamo invitati a cogliere la bellezza del quantum, a fare in modo che la conoscenza non rimanga chiusa nelle aule universitarie ma rappresenti la rivoluzione del futuro».

Gianmatteo Manghi, CEO di Cisco Italia

Il viaggio è proseguito con Gianmatteo Manghi, CEO di Cisco Italia, e la sua visione su “The Internet of Agents”, dedicata all’intelligenza artificiale agentica, capace di operare in modo autonomo e ridefinire i paradigmi organizzativi. «L’AI esiste da 60 anni, ma oggi sta evolvendo verso l’AI agentica, ovvero gli agenti virtuali che possono comportarsi in modo non più deterministico, adattandosi a situazioni non sempre prevedibili» – ha spiegato Manghi. Il professor Gianluca Salviotti, associate professor of Practice in Information Systems & Digital Transformation di SDA Bocconi, ha sottolineato come, « La competizione non avvenga più tra singole imprese, ma tra ecosistemi di aziende che collaborano, interagiscono e co-evolvono.».

Un approfondimento su infrastrutture e strategie è stato al centro dell’intervento “Data Center Strategy: quando l’infrastruttura e le collaborazioni ecosistemiche abilitano l’evoluzione”, con Giuseppe Alibrandi, CTO di BPER, e Silvia Olchini, VP Secure Power Italy di Schneider Electric.

In conclusione, Marco Bubani, innovation director di VEM sistemi, ha dato al tema una lettura più ampia del concetto di “momento”, evidenziando, in modo particolare, la piattaforma Glass, che rappresenta la nuova generazione del sistema di monitoraggio di VEM sistemi, nato con l’obiettivo di portare il controllo a un nuovo livello e di unificare le tecnologie presenti all’interno dell’infrastruttura, potenziando quattro pilastri strategici: user experience and interface, reporting, automation and artificial intelligence, observability.

Marco Bubani, innovation director di VEM sistemi

Nel pomeriggio, come da tradizione, si sono svolte le Breakout Sessions, che quest’anno hanno offerto nuove prospettive strategiche, alleanze e soluzioni, articolate lungo tre percorsi tematici: Cyber, Cloud e Future of Work. Tre momenti con un unico obiettivo, generare valore per il futuro insieme ai partner: Axis Communications, Cisco, Check Point, Cyber Guru, NetApp, Netwrix, Panduit, Radware, RedHat, RSA, Rubrik, TD Synnex, Trend Micro, Schneider Electric

La giornata si è conclusa con un momento di confronto con Stefano Bossi, che ha condiviso i risultati e la visione del gruppo: «Nel 2024, VEM sistemi ha registrato un fatturato di 94 milioni di euro. Un risultato positivo che ci spinge ad andare avanti nella nostra roadmap con rinnovato entusiasmo».

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VEMlive 2025 – MOMENTUM: il futuro digitale nasce da collaborazioni ecosistemiche https://www.datamanager.it/2025/09/vemlive-2025-momentum-il-futuro-digitale-nasce-da-collaborazioni-ecosistemiche/ Fri, 12 Sep 2025 11:57:48 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247433 Il 3 ottobre al PalaPanini di Modena la convention annuale di VEM sistemi riunirà speaker di rilievo, partner ed esperti per esplorare il valore delle collaborazioni ecosistemiche e il ruolo dei complementi digitali nel rafforzare innovazione, comunità e strategie condivise VEM sistemi annuncia VEMlive 2025 – MOMENTUM: Complementi digitali di collaborazioni ecosistemiche, l’appuntamento annuale di […]

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Il 3 ottobre al PalaPanini di Modena la convention annuale di VEM sistemi riunirà speaker di rilievo, partner ed esperti per esplorare il valore delle collaborazioni ecosistemiche e il ruolo dei complementi digitali nel rafforzare innovazione, comunità e strategie condivise

VEM sistemi annuncia VEMlive 2025 – MOMENTUM: Complementi digitali di collaborazioni ecosistemiche, l’appuntamento annuale di riferimento del Gruppo, in programma il 3 ottobre al PalaPanini di Modena. Come ogni anno, la convention sarà un luogo privilegiato di dialogo e confronto, ma l’edizione 2025 porterà con sé una nuova prospettiva: esplorare il valore delle collaborazioni ecosistemiche e il ruolo dei complementi digitali nel renderle più solide ed efficaci. Con la passione che contraddistingue da sempre VEM sistemi, VEMlive 2025 si propone come un’occasione unica per stimolare nuove sinergie, rafforzare il senso di comunità e promuovere innovazione tecnologica in un ambiente di networking e condivisione.

MOMENTUM assume molteplici significati: in inglese rappresenta lo slancio che segue un impulso, in latino indica un istante, in ambito finanziario è una strategia di investimento, mentre in fisica corrisponde alla quantità di moto. Oggi, per VEM, MOMENTUM simboleggia il momento opportuno per rafforzare la vicinanza e la collaborazione, attraverso un processo di reciproca valorizzazione, mentre si affrontano insieme le sfide digitali del futuro.

Con VEMlive 2025 – MOMENTUM, l’intento è quindi quello di creare uno spazio in cui le tecnologie emergenti si incontrano con le scelte strategiche, in cui la scienza dialoga con il mondo imprenditoriale e le relazioni tornano ad essere al centro del processo evolutivo. Durante l’evento, saranno approfonditi temi come il quantum computing e i suoi impatti sulla sicurezza e sulle reti ibride del futuro, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale agentica, capace di operare in modo autonomo e trasformare i paradigmi organizzativi, e si discuterà di una questione sempre più rilevante: è il digitale pronto per affrontare le sfide del domani? In un contesto economico che premia la cooperazione e penalizza l’isolamento, le collaborazioni ecosistemiche emergono come una strategia vincente.

MOMENTUM rappresenta anche l’opportunità per illustrare le nuove prospettive per VEM. L’obiettivo è condividere le direzioni future dell’azienda, caratterizzate da innovazione e investimenti in risorse umane, competenze e territori. Sempre con la convinzione che solo attraverso un cammino comune – che coinvolga clienti, partner, istituzioni e università – sia possibile costruire un futuro digitale solido e umano.

Sin dalla sua nascita, il Gruppo VEM – che il prossimo anno celebrerà i suoi quarant’anni di attività – ha fondato la propria identità sull’integrazione e sulla collaborazione tra sistemi. «Occorre selezionare i partner tecnologici, coltivare la fiducia reciproca e affrontare insieme le sfide del mercato; occorre scegliere e farsi scegliere dalle persone, creando comunità autentiche, partecipative e connesse; è fondamentale collaborare con Scuole, Università e Associazioni datoriali, così come costruire reti solide con i clienti. In sintesi, è necessario fare ciò per cui siamo nati: integrare sistemi e, oggi, promuovere collaborazioni ecosistemiche», afferma Stefano Bossi, CEO & GM di VEM.

«Nei momenti di incertezza è ancora più importante rafforzare le relazioni e generarne di nuove: esse rappresentano un antidoto all’autoreferenzialità tecnologica e, soprattutto, costituiscono un modello di riferimento per un’evoluzione digitale realmente partecipativa», conclude Bossi.

La sessione plenaria sarà condotta da Alessandra Tropiano, giornalista SKY, secondo l’agenda qui di seguito:

  • WELCOME TO MOMENTUM Complementi digitali di collaborazioni ecosistemiche, STEFANO BOSSI – CEO & GM VEM Sistemi
  • PIÙ RETE CON IL QUANTUM, PROF. SSA PAOLA VERRUCCHI Researcher in Physics Istituto dei Sistemi Complessi – CNR & Physics and Astronomy Department – University of Florence – INFN – Sezione di Firenze
  • THE INTERNET OF AGENTS, GIANMATTEO MANGHI – CEO CISCO Italia
  • IL DIGITALE È PRONTO PER LA PARTITA DEL “FUTURO”? PROF. GIANLUCA SALVIOTTI, Associate Professor of Practice, Information Systems e Digital Transformation presso SDA Bocconi School of Management
  • DATA CENTER STRATEGY: quando l’infrastruttura e le collaborazioni ecosistemiche abilitano l’evoluzione, GIUSEPPE ALIBRANDI – CTO BPER e SILVIA OLCHINI – VP Secure Power Italy Schneider Electric,
  • NON È SOLO UN MOMENTO, MARCO BUBANI Innovation Director VEM Sistemi
  • INTERVISTA DOPPIA con ROBERTA MAIOLI – Coach della Nazionale U19 di Pallavolo femminile e ANDREA SARTORETTI – Direttore Generale Modena Volley

E per concludere IN PANCHINA con il duo comico Ale e Franz.

Nel pomeriggio, come da tradizione, si svolgeranno le Technology Breakout Sessions, che quest’anno offriranno nuove prospettive strategiche, alleanze e soluzioni, articolate lungo tre percorsi tematici:

  • MOMENTUM CYBER – Cybersecurity consapevole: persone, tecnologie e buone pratiche al centro della protezione.
  • MOMENTUM CLOUD – Ecosistemi Cloud in evoluzione: tra modernizzazione applicativa, dati e sicurezza
  • MOMENTUM FOW (Future of Work) – AI, automazione e sicurezza al servizio di un futuro del lavoro più sostenibile.

Tre momenti con un unico obiettivo: generare valore per il futuro insieme ai partner.

Protagonisti della giornata saranno Axis Communications, Cisco, Check Point, Cyber Guru, NetApp, Netwrix, Panduit, Radware, RedHat, RSA, Rubrik, TD Synnex, Trend Micro, Schneider Electric.

Con VEMlive 2025 – MOMENTUM, VEM sistemi rinnova il proprio impegno a costruire un ecosistema di relazioni solide e durature, in cui innovazione tecnologica, competenze e collaborazione si intrecciano per generare valore condiviso. La convention non rappresenta soltanto un momento di confronto, ma l’occasione per delineare insieme a partner, clienti e stakeholder le direttrici di un domani digitale sostenibile, partecipativo e orientato alla crescita.

La partecipazione all’evento è ad invito, è possibile registrarsi e consultare il programma qui

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VEM sistemi rinnova il proprio sostegno al progetto “Ragazze Digitali” per il 2025 https://www.datamanager.it/2025/05/vem-sistemi-rinnova-il-proprio-sostegno-al-progetto-ragazze-digitali-per-il-2025/ Tue, 13 May 2025 10:47:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=245229 Il Gruppo VEM, ribadisce la propria volontà di contribuire alla costruzione di un settore tecnologico che valorizzi l’inclusione e la parità di genere patrocinando due Summer Camp per avvicinare le studentesse delle scuole superiori al mondo dell’informatica e delle tecnologie digitali Anche quest’anno VEM sistemi, uno degli ICT player italiani più innovativi, conferma la propria […]

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Il Gruppo VEM, ribadisce la propria volontà di contribuire alla costruzione di un settore tecnologico che valorizzi l’inclusione e la parità di genere patrocinando due Summer Camp per avvicinare le studentesse delle scuole superiori al mondo dell’informatica e delle tecnologie digitali

Anche quest’anno VEM sistemi, uno degli ICT player italiani più innovativi, conferma la propria vicinanza al mondo dell’educazione e dell’innovazione, supportando il progetto “Ragazze Digitali”, una iniziativa di orientamento attivo promossa dalla Regione Emilia-Romagna volta ad avvicinare le studentesse delle scuole superiori al mondo dell’informatica e delle tecnologie digitali superando gli stereotipi di genere. Dal 16 al 27 giugno, le ragazze di terza e quarta superiore potranno partecipare a due campus formativi gratuiti, in programma a Modena e Forlì-Cesena, entrambi patrocinati da VEM Sistemi.

L’iniziativa rappresenta un’opportunità concreta per incoraggiare una partecipazione più equilibrata tra uomini e donne nel mondo della tecnologia. Il progetto, offre un’esperienza immersiva di 48 ore che quest’anno si articolerà attraverso due percorsi:

Modena: creare un videogioco per imparare il digitale

Il campus organizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia insieme alla Fondazione Aldini Valeriani Scuola di Industrial Management di Confindustria Emilia – Area Centro propone un’esperienza pratica e coinvolgente nel mondo della progettazione e dello sviluppo software. Le ragazze grazie a un laboratorio di gruppo creativo daranno vita a un videogioco 3D, imparando divertendosi. Un solo corso, tante occasioni per scoprire quanto può essere stimolante il potenziale della tecnologia in chiave femminile. Iscrizioni aperte fino al 4 giugno 2025 al seguente link.

Forlì-Cesena: l’Intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Nel campus di Cesena, grazie all’Università di Bologna e alla Fondazione Ser.In.Ar., le ragazze potranno immergersi nel mondo dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi per capire come queste tecnologie stiano già rivoluzionando settori fondamentali come la sanità, i servizi pubblici e l’industria. Un’occasione perfetta per fare i primi passi nel digitale, accendere la curiosità e magari trovare ispirazione per il futuro. Iscrizioni aperte fino al 6 giugno 2025 al seguente link.

Un impegno costante per la crescita del territorio

VEM sistemi, considera fondamentale contribuire alla costruzione di un ecosistema digitale inclusivo e dinamico. Il supporto al progetto “Ragazze Digitali” si inserisce nel più ampio impegno dell’azienda verso l’empowerment femminile, la valorizzazione dei talenti e il dialogo continuo con il mondo della scuola e della formazione.

«Siamo orgogliosi di rinnovare la nostra adesione a un progetto che punta a ispirare le professioniste del futuro», afferma l’Amministratore Delegato Stefano Bossi. «Crediamo fortemente nel potenziale delle giovani generazioni e nella necessità di promuovere percorsi formativi che aprano nuove prospettive nel mondo dell’innovazione tecnologica all’insegna dell’inclusione e della parità di genere».

Guardare al futuro, oggi

Il camp estivo “Ragazze Digitali” si conferma dunque un’iniziativa strategica per avvicinare le studentesse all’universo STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) in modo esperienziale e coinvolgente. Con il contributo di realtà come VEM sistemi, che da sempre credono nella sinergia tra impresa, scuola e università, il progetto mira a formare non solo competenze tecniche, ma anche una nuova consapevolezza delle opportunità offerte dal digitale.

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Il World Backup Day e la consapevolezza dell’importanza di proteggere i backup e garantire la possibilità di ripristinarne i dati in sicurezza https://www.datamanager.it/2025/03/il-world-backup-day-e-la-consapevolezza-dellimportanza-di-proteggere-i-backup-e-garantire-la-possibilita-di-ripristinarne-i-dati-in-sicurezza/ Thu, 27 Mar 2025 13:52:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244267 A cura di Andrea Guerra, Technical Expert VEM sistemi Negli ultimi anni, il messaggio relativo al World Backup Day è profondamente cambiato. In passato, l’attenzione era rivolta principalmente alla creazione di copie di backup dei dati. Oggi, tuttavia, questo approccio risulta del tutto insufficiente. Il problema che le aziende si trovano ad affrontare non riguarda […]

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A cura di Andrea Guerra, Technical Expert VEM sistemi

Negli ultimi anni, il messaggio relativo al World Backup Day è profondamente cambiato. In passato, l’attenzione era rivolta principalmente alla creazione di copie di backup dei dati. Oggi, tuttavia, questo approccio risulta del tutto insufficiente. Il problema che le aziende si trovano ad affrontare non riguarda più solo il prodotto utilizzato o la frequenza con cui vengono effettuate le copie dei dati, ma piuttosto le sfide legate alla sicurezza informatica, agli attacchi ransomware e alla protezione dell’integrità dei dati. Di conseguenza, il focus si è spostato sulla protezione dei backup e sulla rapidità e affidabilità del ripristino.

Un backup è utile solo se resta integro e disponibile al momento del bisogno. Per questo è essenziale archiviare le copie di sicurezza su una piattaforma o un sistema in grado di garantirne l’immutabilità. In questo modo, in caso di attacco ransomware per esempio ai dati di produzione di un’azienda, è possibile avere la certezza che il sistema di backup immutabile conservi una copia integra e non alterabile delle informazioni. Inoltre, poiché questi dati non vengono mai esposti, né un attaccante interno né uno esterno può accedervi, assicurando così la massima protezione e integrità delle informazioni. Le soluzioni di backup tradizionali, invece, in caso di un attacco informatico, non solo subiscono l’alterazione e la cifratura dei dati di produzione, ma sono esse stesse tra i primi bersagli dei cybercriminali. Gli aggressori, infatti, compromettono o distruggono innanzitutto i backup, per poi colpire i dati di produzione, costringendo così le aziende a pagare un riscatto nella speranza di recuperarli. Strategia che le pone di fronte a una situazione pericolosa: trattare con i criminali senza alcuna garanzia di riottenere i dati originali o di sapere se siano stati esfiltrati e diffusi nel dark web.

Anche con backup immutabili, la sfida non è finita ma si è spostata sul fronte del cyber recovery, ovvero la capacità di definire tempistiche efficaci per il ripristino dei sistemi, assicurando che i dati siano recuperati in una versione integra e priva di malware, evitando così di reinfettare l’infrastruttura. Uno dei principali rischi, infatti, è che, durante il backup dell’intera mole di dati di produzione, venga salvato anche il malware. Di conseguenza, nel momento in cui si effettua il ripristino, si corre il pericolo di reintrodurre il malware e infettare nuovamente tutti i dati di produzione. Pertanto, oggi, l’obiettivo cruciale della sicurezza informatica non si limita più alla creazione di backup, ma consiste nell’implementare sistemi in grado di verificare l’integrità dei dati e prevenire la reinfezione dei sistemi durante il ripristino.

Chi ha la possibilità di accedere ai sistemi che gestiscono le copie dei dati? A questo proposito, si applica il principio Zero Trust, che prevede non solo l’adozione di accessi controllati e basati sui ruoli, con l’autenticazione multifattore, ma anche l’introduzione di un meccanismo di quorum tra gli amministratori. Questo significa che nessun singolo amministratore può autonomamente modificare o eliminare componenti dell’infrastruttura di backup, poiché ogni intervento critico richiede l’autorizzazione di un gruppo di amministratori. Tale approccio garantisce una maggiore sicurezza, tutelando dal rischio di compromissioni derivanti dal furto di identità di un singolo.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la classificazione delle informazioni. Grazie a sistemi innovativi di data protection, è possibile identificare con precisione la tipologia di dati protetti, consentendo di valutare con maggiore consapevolezza la gravità di un attacco. Ad esempio, se vengono alterati o cifrati dati sensibili come brevetti, assegni bancari o altre informazioni critiche, è possibile comprendere immediatamente l’impatto della compromissione.

L’adozione di un sistema di questo tipo consente non solo di adottare misure mirate e proporzionate in caso di compromissione di dati critici, ma anche di analizzare più approfonditamente le finalità dell’attaccante, migliorando così la strategia di risposta e mitigazione.

Oggi quindi, il semplice backup dei dati non è più sufficiente. È fondamentale non solo disporre di una copia di sicurezza, ma anche garantirne la protezione all’interno di un sistema immutabile, inaccessibile sia ad attaccanti esterni che interni. Inoltre, è essenziale classificare le informazioni e verificare l’integrità dei dati, così da prevenire la reinfezione dei sistemi e dei file in seguito a un attacco informatico.

Il servizio VBACKUP offerto da VEM sistemi, ad esempio, consente un monitoraggio costante dell’intera infrastruttura di backup e permette di intervenire in modo proattivo non appena viene rilevata una criticità. Affidarsi a un partner specializzato permette anche di implementare attività spesso trascurate, ma cruciali per la sicurezza e l’affidabilità del sistema. Tra queste: eseguire test periodici di restore, garantire un aggiornamento costante dell’infrastruttura di backup per prevenire vulnerabilità e condurre verifiche regolari su un ambiente isolato dalla rete di produzione. Quest’ultimo aspetto permette di testare un set di dati senza compromettere l’operatività aziendale, assicurando così la massima integrità e continuità dei processi.

Collaborare con un partner specializzato nei processi di backup e ripristino consente di ridurre il rischio di errori umani, grazie a un controllo più accurato e a una supervisione costante dell’infrastruttura. La presenza di un team dedicato permette di individuare tempestivamente eventuali criticità e di intervenire in modo proattivo, prevenendo problematiche che, se trascurate, potrebbero evolvere in situazioni più complesse e difficili da gestire.

In conclusione investire in soluzioni certificate e affidarsi a un partner esperto è la strategia migliore per assicurare la continuità operativa dell’azienda e prevenire perdite irreparabili.

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Al via la seconda edizione del roadshow “Roads to Innovation” di VEM sistemi https://www.datamanager.it/2025/02/al-via-la-seconda-edizione-del-roadshow-roads-to-innovation-di-vem-sistemi/ Fri, 21 Feb 2025 13:48:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=243416 Un viaggio in quattro tappe tra innovazione e tecnologia lungo il quale le aziende raccontano il futuro del business condividendo la loro esperienza nell’uso delle tecnologie che guidano il cambiamento VEM sistemi annuncia la seconda edizione del roadshow “Roads to Innovation”, un viaggio attraverso storie di innovazione che da febbraio a maggio toccherà diverse tappe […]

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Un viaggio in quattro tappe tra innovazione e tecnologia lungo il quale le aziende raccontano il futuro del business condividendo la loro esperienza nell’uso delle tecnologie che guidano il cambiamento

VEM sistemi annuncia la seconda edizione del roadshow “Roads to Innovation”, un viaggio attraverso storie di innovazione che da febbraio a maggio toccherà diverse tappe in Italia, allo scopo di raccontare ogni volta attraverso una tematica diversa come la tecnologia possa esser driver di trasformazione e abilitatore di business. Vere protagoniste di questo viaggio, insieme al system integrator forlivese, saranno importanti realtà del tessuto imprenditoriale italiano che faranno conoscere le loro storie e specificità, e mostreranno esperienze concrete di innovazione. La prima tappa “Brewing a Robust IT Transformation” partirà martedì 25 febbraio con Essse Caffè, prestigiosa torrefazione bolognese specializzata nel fuori casa, presso Hotel I Portici a Bologna alle ore 9.30.

Contraddistinta dalle tre “S” di Scienza, Sapienza e Specializzazione, che riassumono perfettamente i loro valori e filosofia e fondata nel 1979, Essse Caffè oggi è un marchio di successo in tutta Italia e all’estero, sinonimo di autenticità ed eccellenza. Durante l’incontro, Essse Caffè racconterà come ha reso la propria infrastruttura più sicura e resiliente, con investimenti tecnologici uniti ad un monitoraggio avanzato e servizi gestiti, affidando la gestione IT all’esperienza degli specialisti di VEM sistemi.

Nel corso della giornata, Fortinet approfondirà le strategie per una gestione sicura ed efficiente delle reti SDWAN, con particolare attenzione alla protezione degli ambienti OT, grazie anche a SD-Factorii, la soluzione SaaS made in VEM per il controllo dell’infrastruttura di rete e sicurezza negli impianti produttivi.

Infine, NetApp affronterà il tema della protezione dei dati, analizzando soluzioni avanzate per backup e disaster recovery gestiti, essenziali per garantire continuità e integrità operativa.

La giornata si concluderà con una vera e propria Coffee Experience di Essse Caffè, un viaggio sensoriale nel mondo del caffè, ospitati nella loro sede storica in Via Galliera, a Bologna.

“Siamo molto contenti di partecipare alla prima tappa di questa edizione di Roads To Innovation” afferma Andrea Giovanardi, IT Manager di Essse Caffè, “Eravamo alla ricerca di un partner affidabile per la gestione dell’infrastruttura e la cybersecurity, due punti essenziali per la resilienza dell’azienda. In VEM sistemi abbiamo trovato il partner che cercavamo, all’altezza della qualità Essse Caffè. Siamo quindi felici di testimoniare questo importante passo avanti in termini di efficientamento dell’ecosistema IT, resilienza e sicurezza.”

Ciascuna delle quattro tappe di Roads to Innovation rappresenterà un’opportunità per approfondire tematiche tecnologiche diverse, illustrando anche le più recenti innovazioni nel settore dei servizi IT, ambito in cui VEM Sistemi opera da oltre vent’anni. Questo percorso si inserisce nella missione dell’azienda di facilitare l’integrazione tra sistemi eterogenei, fornendo soluzioni all’avanguardia, personalizzate in base alle specifiche esigenze delle aziende. In anteprima, nel corso del roadshow verranno presentati aggiornamenti significativi relativi all’evoluzione della gestione delle infrastrutture IT e OT, a nuove soluzioni per l’ottimizzazione dell’archiviazione e della protezione dei dati, nonché a strumenti avanzati per la sicurezza informatica e il potenziamento delle strategie di governance.

I percorsi che portano all’innovazione sono molteplici: talvolta si sviluppano in parallelo, altre volte si intrecciano o si distanziano, ma restano sempre distintivi, poiché ciascuno racchiude una storia aziendale, esigenze specifiche e tempistiche diverse, con il comune obiettivo di sfruttare il progresso tecnologico per far evolvere il business. Per questo motivo, durante il roadshow VEM sistemi ha scelto di dare spazio alle imprese più innovative, permettendo loro di raccontare la propria esperienza e l’applicazione delle tecnologie adottate, così da offrire spunti di ispirazione ad altre realtà. Il fine ultimo di questo viaggio è proprio quello di mettere in luce le testimonianze dirette delle aziende, trasformandole in portavoce dei vantaggi e delle opportunità che le nuove tecnologie possono offrire al mondo del business.

Il roadshow “Roads to Innovation” proseguirà con altre tre successive tappe, che affronteranno tematiche differenti, fino a maggio. L’agenda completa e le modalità di partecipazione agli appuntamenti sono disponibili qui.

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Un’alleanza innovativa per la sicurezza IT: nasce una nuova offerta tecnologica di Certego e Trend Micro https://www.datamanager.it/2024/11/unalleanza-innovativa-per-la-sicurezza-it-nasce-una-nuova-offerta-tecnologica-di-certego-e-trend-micro/ Mon, 25 Nov 2024 14:48:29 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241406 La partnership tra Certego e Trend Micro dà vita a una soluzione avanzata che combina i servizi gestiti di Certego con la piattaforma Trend Vision One del vendor, proponendo sul mercato un servizio MDR senza precedenti Certego, società del gruppo VEM sistemi specializzata in servizi di sicurezza IT gestiti e di contrasto al Cybercrime, insieme […]

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La partnership tra Certego e Trend Micro dà vita a una soluzione avanzata che combina i servizi gestiti di Certego con la piattaforma Trend Vision One del vendor, proponendo sul mercato un servizio MDR senza precedenti

Certego, società del gruppo VEM sistemi specializzata in servizi di sicurezza IT gestiti e di contrasto al Cybercrime, insieme a Trend Micro, leader globale nella cybersecurity, ha sviluppato una soluzione tecnologica proprietaria nella sua piattaforma cloud di Unified Security Operations PanOptikon, in grado di integrarsi con Trend Vision One e garantire una protezione proattiva di detection e response unica nel mercato italiano.

La soluzione, realizzata dal team di sviluppo di Certego con il contributo di Trend Micro, è frutto di una stretta collaborazione tra le due aziende che hanno lavorato sinergicamente nell’ultimo anno per realizzarla, portando alla nascita di una partnership tecnologica e commerciale di altissimo livello. La collaborazione va oltre la proposizione di un tradizionale servizio SOC (Security Operations Center): si configura come un servizio avanzato, risultato dell’integrazione nativa tra le tecnologie dei due vendor, in grado di offrire ai clienti molto più di un semplice monitoraggio degli allarmi. Grazie alla possibilità di accedere ai dati telemetrici di Trend Micro, la soluzione garantisce infatti i vantaggi di una piattaforma XDR completa aggiungendo ulteriori logiche di analisi e i dati di Threat Intelligence di Certego, specificamente mirati alle esigenze delle imprese e al contesto cyber italiano. Questo approccio innovativo rende la nuova tecnologia una risorsa preziosa per le aziende che necessitano non solo di protezione, ma anche di un’analisi approfondita delle minacce fin dai primi sintomi di una potenziale compromissione. Attraverso questa sinergia, Certego e Trend Micro rispondono alle moderne sfide della sicurezza, offrendo una soluzione ineguagliabile e concepita per fornire un servizio di detection e response che supera le offerte tradizionali, apportando un valore aggiunto concreto all’intero del mercato della cybersecurity.

“Abbiamo deciso di collaborare con Trend Micro per la comprovata affidabilità della loro soluzione XDR, tra le più avanzate sul mercato.” Dichiara Bernardino Grignaffini, CEO & founder di Certego, che prosegue: “Questa partnership ha reso possibile la creazione di un servizio esclusivo sul mercato. La nostra tecnologia supera il concetto tradizionale di integrazione e non si occupa di semplice monitoraggio; Certego fornisce servizi MDR (Managed Detection and Response) con un approccio proattivo, che va oltre la semplice gestione degli alert, tipica di un SOC. Analizziamo in modo approfondito tecniche, tattiche e tipologie di attacco per applicare le nostre conoscenze sui dati di Trend Micro, rendendoli così pienamente funzionali alle attività di rilevamento. Questo approccio costituisce l’elemento distintivo di Certego, massimizzando il valore della tecnologia Trend Micro.”

“L’alleanza pluriennale con il gruppo VEM e la collaborazione con Certego sono un vanto per offrire un servizio MDR all’avanguardia che risponde alle esigenze critiche di cybersecurity delle aziende moderne,” dichiara Salvatore Marcis Head of Channel and Territory Sales Trend Micro “Grazie alla nostra tecnologia XDR e all’approccio analitico e proattivo di Certego, possiamo garantire una protezione su misura che va oltre la semplice risposta agli attacchi, offrendo una sicurezza adattiva e integrata. Questa partnership valorizza la nostra visione di una difesa collaborativa e continua, massimizzando il potenziale della nostra tecnologia nelle mani di un team di esperti.”

Salvatore Marcis Head of Channel and Territory Sales Trend Micro

I clienti che sceglieranno i servizi Certego della nuova tecnologia integrata nella piattaforma di Trend Micro potranno usufruire di soluzioni XDR avanzate, combinate con un servizio MDR guidato dalla threat intelligence. Un ulteriore vantaggio per i clienti è la gestione completa degli alert e dei rischi, con notifiche non solo sugli incidenti ma anche sui potenziali pericoli, grazie a un monitoraggio continuo e proattivo. Inoltre, i clienti avranno accesso in tempo reale alle dashboard presenti in PanOptikon, che offrono una visione completa e aggiornata dello stato di sicurezza aziendale. La piattaforma non si limita ai singoli alert ma fornisce report e dashboard dettagliati, arricchiti dai dati di Trend Micro, consentendo una visione globale e approfondita del livello di cyber risk dell’azienda.

La sinergia tra Trend Micro e Certego, prossima a ricevere dal vendor la qualificazione come “authorized MSSP”, è il risultato di oltre vent’anni di collaborazione tra il leader globale nella cybersecurity e il gruppo VEM Sistemi.

L’integrazione tra Certego e Trend Micro, unita alla storica collaborazione con VEM, offre ai clienti un ecosistema di alto livello che include una gestione centralizzata e completa di tutte le fasi: installazione, configurazione, prevenzione, detection e response. A seconda delle esigenze, i clienti possono contare su un pool di specialisti altamente qualificati che si occuperà delle loro necessità. L’offerta è parte di V-Secure, il modello di Gestione Integrata della Sicurezza IT sviluppato da VEM sistemi, che copre tutte e quattro le fasi del Governo della Sicurezza Informatica: Anticipazione del Rischio, Prevenzione, Rilevamento e Risposta agli incidenti. V-Secure oggi è in grado di offrire un servizio di gestione degli endpoint arricchito da tutti i vantaggi della sinergia tecnologica tra Certego e Trend Micro.

L'articolo Un’alleanza innovativa per la sicurezza IT: nasce una nuova offerta tecnologica di Certego e Trend Micro proviene da Data Manager Online.

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