Zscaler – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 02 Jul 2026 10:10:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Zscaler – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Zscaler amplia Project AI-Guardian: più interoperabilità per la sicurezza dell’intelligenza artificiale enterprise https://www.datamanager.it/2026/07/zscaler-amplia-project-ai-guardian-piu-interoperabilita-per-la-sicurezza-dellintelligenza-artificiale-enterprise/ Sun, 12 Jul 2026 13:58:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253878 L’azienda estende il proprio ecosistema di partnership ai principali player del cloud, dell’AI e dell’infrastruttura per offrire un modello di sicurezza Zero Trust capace di proteggere workflow, dati e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. La rapida diffusione dell’intelligenza artificiale generativa e degli agenti AI sta cambiando profondamente il modo in cui le aziende sviluppano applicazioni, automatizzano […]

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L’azienda estende il proprio ecosistema di partnership ai principali player del cloud, dell’AI e dell’infrastruttura per offrire un modello di sicurezza Zero Trust capace di proteggere workflow, dati e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

La rapida diffusione dell’intelligenza artificiale generativa e degli agenti AI sta cambiando profondamente il modo in cui le aziende sviluppano applicazioni, automatizzano processi e gestiscono i dati. Parallelamente, cresce la complessità della sicurezza: applicazioni AI, modelli linguistici, servizi cloud e piattaforme SaaS introducono nuove superfici di attacco e rendono sempre più difficile mantenere visibilità e controllo.

Per rispondere a queste esigenze, Zscaler ha annunciato l’espansione di Project AI-Guardian, estendendo l’iniziativa anche ai partner delle alleanze tecnologiche. L’obiettivo è creare un ecosistema interoperabile capace di integrare la piattaforma Zero Trust Exchange e il portafoglio AI Protect con le principali tecnologie utilizzate nelle infrastrutture enterprise.

La sicurezza dell’AI richiede un approccio di ecosistema

Secondo Zscaler, la protezione dell’intelligenza artificiale non può più essere affidata a strumenti isolati.

L’adozione di modelli generativi, workflow agentici e servizi AI distribuiti rende infatti insufficiente l’approccio tradizionale basato su prodotti indipendenti che non condividono informazioni sul contesto, sulle identità e sulle policy di sicurezza.

L’estensione di Project AI-Guardian punta proprio a superare questa frammentazione, consentendo alle piattaforme di sicurezza di scambiarsi segnali di rischio e informazioni contestuali per applicare controlli coerenti lungo tutto il ciclo di vita delle interazioni AI.

Zero Trust Exchange al centro della governance dell’AI

Il cuore dell’iniziativa rimane Zero Trust Exchange, la piattaforma cloud-native di Zscaler attraverso la quale transitano le connessioni verso servizi, applicazioni e modelli di intelligenza artificiale.

Tra le funzionalità integrate figurano l’AI Access Graph, che mappa in tempo reale le relazioni tra utenti, identità, agenti AI, applicazioni e dati, oltre agli strumenti dedicati alla valutazione della superficie d’attacco e del rischio associato ai sistemi di AI.

L’architettura permette di verificare continuamente gli accessi, ispezionare i dati durante il loro trasferimento e applicare policy Zero Trust in tempo reale, estendendo lo stesso modello di controllo già adottato per utenti, workload e dispositivi anche alle interazioni con l’intelligenza artificiale.

Un ecosistema che coinvolge cloud provider e vendor AI

Con questa nuova fase del progetto, Zscaler amplia significativamente il proprio network di partner.

Tra le aziende coinvolte figurano AWS, Google Cloud, OpenAI, Databricks, CoreWeave, Equinix, Glean, Saviynt e Deep Cogito, oltre ai Global System Integrator già presenti nell’iniziativa, tra cui Cognizant, EY, HCLTech, Infosys, TCS, Wipro, Coforge e NTT DATA.

L’obiettivo è consentire alle diverse piattaforme di condividere informazioni sulla postura di sicurezza, sulle identità e sui rischi, permettendo che gli eventi rilevati da una soluzione possano attivare automaticamente meccanismi di enforcement sulle altre.

Quattro pilastri per proteggere l’AI enterprise

L’evoluzione di Project AI-Guardian si concentra su quattro aree considerate fondamentali per la sicurezza dell’AI aziendale.

La prima riguarda l’applicazione di controlli Zero Trust ai workflow AI, limitando gli accessi e definendo policy granulari per utenti, modelli e ambienti di sviluppo.

Il secondo pilastro è la protezione dei dati, con strumenti in grado di prevenire l’esfiltrazione di proprietà intellettuale, dati aziendali e informazioni sensibili attraverso prompt, dataset di addestramento e interazioni tra agenti AI.

Completano il framework una visibilità continua sull’intera impronta AI dell’organizzazione — incluse applicazioni di shadow AI, API e infrastrutture cloud — e un modello di integrazione pensato per accelerare l’implementazione delle soluzioni grazie a partnership tecnologiche già validate.

Sicurezza come acceleratore dell’adozione dell’AI

Per Zscaler, l’obiettivo finale non è soltanto aumentare il livello di protezione, ma consentire alle organizzazioni di adottare l’intelligenza artificiale con maggiore rapidità senza rinunciare a governance, conformità normativa e controllo dei dati.

In questo scenario, la sicurezza evolve da elemento di difesa a componente abilitante della trasformazione digitale, attraverso un modello aperto e interoperabile che punta a diventare il riferimento per la protezione dell’ecosistema AI enterprise.

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Zscaler e Aston Martin Formula One Team ridefiniscono velocità e sicurezza https://www.datamanager.it/2026/07/zscaler-e-aston-martin-formula-one-team-ridefiniscono-velocita-e-sicurezza/ Sat, 11 Jul 2026 09:00:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253769 La partnership pluriennale porta la sicurezza Zero Trust in prima linea in uno degli sport più ad alta intensità di dati al mondo Aston Martin Aramco Formula One Team ha annunciato una nuova partnership pluriennale con Zscaler, la piattaforma di cybersecurity per l’era dell’AI. Nell’ambito dell’accordo, Aston Martin Aramco adotterà la piattaforma Zero Trust Exchange […]

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La partnership pluriennale porta la sicurezza Zero Trust in prima linea in uno degli sport più ad alta intensità di dati al mondo

Aston Martin Aramco Formula One Team ha annunciato una nuova partnership pluriennale con Zscaler, la piattaforma di cybersecurity per l’era dell’AI. Nell’ambito dell’accordo, Aston Martin Aramco adotterà la piattaforma Zero Trust Exchange di Zscaler per proteggere gli asset più preziosi del team, dalla progettazione delle monoposto, alle strategie di gara fino ai dati in tempo reale che fluiscono tra il circuito e l’AMRTC (Aston Martin Aramco Formula One™ Team Racing Technology Campus) nel Regno Unito. La piattaforma di Zscaler consentirà di connettere in modo diretto e sicuro il team di gara e le applicazioni, senza esporre la rete ad attacchi informatici.

La Formula 1 rappresenta uno degli ambienti più avanzati dal punto di vista tecnologico e a più alta intensità di dati nel panorama sportivo mondiale, dove enormi volumi di dati e sistemi operativi critici sostengono le prestazioni sia in pista sia fuori pista. Un singolo weekend di gara può generare oltre un terabyte di dati telemetrici provenienti da centinaia di sensori installati su ciascuna monoposto, informazioni che vengono trasmesse in tempo reale agli ingegneri localizzati in diversi fusi orari. Sia Aston Martin Aramco sia Zscaler operano in contesti in cui ogni millisecondo conta, le decisioni devono essere prese senza esitazioni e una singola criticità può compromettere prestazioni e sicurezza, sia in pista sia nella difesa da attacchi informatici sempre più sofisticati.

Da oggi, Zscaler, che protegge oltre il 45% delle aziende Fortune 500, entra a far parte di Aston Martin Aramco Formula One Team in qualità di Global Cybersecurity Partner, sostenendo la strategia del team volta a coniugare innovazione, prestazioni e crescita per competere ai vertici della Formula 1. Il marchio Zscaler farà il suo debutto sulla monoposto AMR26, comparendo sul muso, sulle cinture di sicurezza e sugli specchietti retrovisori, oltre a essere presente sulle tute dei piloti in occasione del Gran Premio d’Austria.

Jefferson Slack, Managing Director, Commercial and Marketing, Aston Martin Aramco Formula One Team, ha affermato “Siamo lieti di dare il benvenuto a Zscaler nel team in qualità di Global Cybersecurity Partner. Questa partnership unisce due aziende che condividono la ricerca costante delle massime prestazioni in ambienti ad alta intensità tecnologica e operativa. La fiducia di Zscaler nella nostra visione di lungo termine, sia in pista sia fuori, riflette il percorso di crescita e il forte slancio che stiamo continuando a creare in tutta l’azienda. Collaborazioni come questa svolgono un ruolo fondamentale nel supportare il futuro del team e nel rafforzare l’ecosistema tecnologico che sostiene le nostre attività”.

Sunil Frida, Chief Marketing Officer di Zscaler, ha dichiarato: “La Formula 1 è il luogo in cui il futuro della tecnologia enterprise viene messo alla prova a 300 km/h. Ogni monoposto è un data center mobile, ogni gara è un’operazione globale e distribuita, e ogni millisecondo può fare la differenza. In un’epoca in cui le minacce si muovono alla velocità delle macchine, la difesa contro i criminali informatici richiede capacità avanzate di AI. È esattamente per questo tipo di contesto che è stata progettata la piattaforma Zscaler. Siamo orgogliosi di fornire ad Aston Martin Aramco Formula One Team la sicurezza basata sull’AI, la velocità e la resilienza necessarie per affrontare le sfide dello sport moderno”.

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Zscaler evidenzia un cambiamento nel modello economico della criminalità informatica: l’AI sostituisce la quantità con la precisione https://www.datamanager.it/2026/06/zscaler-evidenzia-un-cambiamento-nel-modello-economico-della-criminalita-informatica-lai-sostituisce-la-quantita-con-la-precisione/ Tue, 23 Jun 2026 15:03:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253637 Sebbene il volume complessivo di phishing sia diminuito per il secondo anno consecutivo, ThreatLabz ha identificato 413.524 siti generati dall’AI, a conferma della rapidità con cui i criminali informatici siano in grado di sviluppare e diffondere campagne di phishing sempre più realistiche su larga scala Zscaler, la piattaforma di cybersecurity per l’era dell’AI, ha annunciato […]

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Sebbene il volume complessivo di phishing sia diminuito per il secondo anno consecutivo, ThreatLabz ha identificato 413.524 siti generati dall’AI, a conferma della rapidità con cui i criminali informatici siano in grado di sviluppare e diffondere campagne di phishing sempre più realistiche su larga scala

Zscaler, la piattaforma di cybersecurity per l’era dell’AI, ha annunciato oggi il rilascio del report Zscaler ThreatLabz 2026 Phishing and Initial Access Report. Basata su dati di telemetria su larga scala provenienti dalla più grande cloud di sicurezza inline al mondo — che include attività di phishing, sessioni cifrate e interazioni con sistemi di deception — la ricerca evidenzia un cambiamento strutturale nell’economia della criminalità informatica: mentre il volume complessivo di phishing è diminuito per il secondo anno consecutivo (–20% su base annua), l’efficacia e la sofisticazione degli attacchi sono aumentate in modo significativo.

I criminali informatici stanno facendo sempre più ricorso a strumenti basati sull’AI di tipo “text-to-site” e a kit per il dirottamento delle sessioni in tempo reale per aggirare l’autenticazione multi-fattore (MFA). In modo rilevante, stanno inoltre mascherando in maniera sempre più sofisticata queste campagne: il 95,2% dei tentativi di phishing si nasconde oggi all’interno di traffico cifrato per eludere i sistemi di sicurezza tradizionali. Inoltre, la nuova telemetria basata su tecniche di deception — che ha rilevato quasi 90 milioni di attività malevole — mostra che i criminali informatici stanno effettuando attività aggressive di scansione e ricognizione su identità e piattaforme di collaboration aziendale, molto prima che avvenga la compromissione iniziale.

“Stiamo osservando una ricalibrazione strategica nel modo in cui i criminali informatici affrontano le fasi di accesso iniziale”, ha dichiarato Deepen Desai, Chief Security Officer di Zscaler. “La diminuzione del volume complessivo di phishing non è un segnale di arretramento, ma di evoluzione. Gli attaccanti stanno spostando il focus dalla quantità alla qualità, sfruttando l’AI generativa per eliminare i tradizionali segnali rivelatori, come errori grammaticali e messaggi generici. Con il 95% dei tentativi di phishing oggi nascosto nel traffico cifrato, le aziende non possono più ignorare l’ispezione del traffico Transport Layer Security (TLS). Un’architettura Zero Trust rappresenta l’unico approccio in grado di interrompere la catena d’attacco, dalla fase di ricognizione fino all’esfiltrazione dei dati.”

Come i criminali informatici utilizzano l’AI generativa per compromissioni iniziali ad alta precisione

Il report evidenzia come l’intelligenza artificiale sia diventata il principale motore delle moderne campagne di intrusione. ThreatLabz ha identificato 413.524 siti generati tramite AI, di cui quasi il 10% classificato come esplicitamente malevolo. Strumenti come Manus AI, Blackbox AI e Lovable AI vengono oggi sfruttati per creare in pochi minuti portali di phishing altamente curati e coerenti con i brand, attività che in passato richiedevano giorni di sviluppo manuale.

Queste esche generate dall’AI si rivelano particolarmente efficaci nel replicare flussi di lavoro affidabili. Il settore dei servizi è stato quello più colpito da questo cambiamento, registrando un aumento del 65,5% su base annua degli attacchi, poiché i criminali informatici hanno sfruttato interazioni basate su operazioni di routine, come processi di fatturazione, onboarding e rinnovo dei servizi di supporto.

Ulteriori evidenze emerse dal report:

  • Scenario globale: gli Stati Uniti restano uno dei principali obiettivi degli attacchi di phishing via email; il Brasile ha registrato un aumento del 2.522% nell’hosting di contenuti di phishing, diventando uno dei primi cinque Paesi al mondo per origine degli attacchi.
  • Distribuzione per settore: il manifatturiero e la pubblica amministrazione continuano a essere i principali bersagli del phishing via email, con quest’ultima che registra un aumento del 50% degli attacchi, poiché i criminali informatici puntano a informazioni di alto valore.
  • Tendenze nel furto di credenziali: Microsoft e Google risultano i brand più imitati nelle campagne di phishing, a conferma del focus continuo sulla compromissione dei sistemi di identità aziendale.
  • Evasione dei sistemi di rilevamento: la crittografia è ormai lo standard per i cybercriminali, con l’87% delle attività malevole veicolate tramite HTTPS.
  • Attività di scansione ostile: gli attaccanti sfruttano infrastrutture cloud legittime per attività di ricognizione, utilizzando oltre 121.000 indirizzi IP ospitati su cloud pubblici per sondare gli ambienti aziendali.

La tecnologia di deception rivela le intenzioni degli attaccanti

La telemetria di Zscaler basata su sistemi di deception distribuiti a livello globale ha rilevato quasi 90 milioni di interazioni malevole, provenienti da 1,37 milioni di indirizzi IP unici riconducibili ad attaccanti. Questi dati confermano che i criminali informatici stanno conducendo attività di ricognizione sempre più aggressive sulle piattaforme di collaborazione e di gestione delle identità, alla ricerca di punti deboli e per testare le ipotesi sui meccanismi di difesa attivi.

Mitigare il percorso verso la compromissione

Per contrastare queste minacce in continua evoluzione, la piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange garantisce un’architettura di sicurezza per l’AI basata sul modello Zero Trust che offre:

  1. Riduzione della superficie di attacco e rilevamento precoce delle attività di ricognizione: riduce l’esposizione nascondendo le applicazioni dietro un proxy erogato dal cloud, sfruttando al contempo la tecnologia di deception per intercettare tempestivamente le attività di ricognizione, come scansioni, tentativi di probing e verifiche delle credenziali.
  2. Prevenzione della compromissione iniziale: blocca attacchi di phishing basati sull’AI e attacchi basati sulla compromissione delle sessioni attraverso un’ispezione inline guidata dall’AI, inclusa l’ispezione completa del traffico TLS/SSL, per individuare le minacce che si nascondono nel traffico cifrato.
  3. Blocca il movimento laterale: connette direttamente gli utenti alle applicazioni e applica controlli di accesso basati su Zero Trust per impedire agli attaccanti di estendere la compromissione da un singolo punto di ingresso all’intero ambiente aziendale.
  4. Previene la perdita di dati: riduce l’impatto di una violazione grazie a funzionalità di protezione dei dati basate sull’AI, in grado di identificare i dati sensibili in transito e impedire condivisioni non autorizzate o tentativi di esfiltrazione.

Per un’analisi più approfondita dei risultati e delle best practice per proteggere la propria azienda, è possibile scaricare il report completo Zscaler ThreatLabz 2026 Phishing and Initial Access Report al seguente link: https://www.zscaler.com/campaign/threatlabz-phishing-initial-access-report.

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Zscaler presenta nuove innovazioni per la sicurezza dell’Agentic AI https://www.datamanager.it/2026/06/zscaler-presenta-nuove-innovazioni-per-la-sicurezza-dellagentic-ai/ Tue, 16 Jun 2026 12:50:20 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253507 La prima piattaforma Zero Trust completa del settore per l’Agentic AI, con una protezione completa delle modalità con cui gli agenti AI accedono ai dati, interagiscono con i sistemi e operano all’interno dell’azienda Zscaler, la piattaforma di cybersecurity progettata per l’era dell’intelligenza artificiale, annuncia oggi importanti innovazioni che estendono le funzionalità della piattaforma Zscaler Zero […]

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La prima piattaforma Zero Trust completa del settore per l’Agentic AI, con una protezione completa delle modalità con cui gli agenti AI accedono ai dati, interagiscono con i sistemi e operano all’interno dell’azienda

Zscaler, la piattaforma di cybersecurity progettata per l’era dell’intelligenza artificiale, annuncia oggi importanti innovazioni che estendono le funzionalità della piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange alla protezione degli agenti AI, garantendo la sicurezza delle loro connessioni, dell’accesso ai dati e dell’esecuzione sui dispositivi. Grazie a queste innovazioni, Zscaler offre la prima piattaforma Zero Trust completa del settore progettata per l’Agentic AI.

Oggi la sicurezza aziendale sta attraversando una profonda trasformazione, passando dalla protezione delle persone a quella degli agenti autonomi. Gli strumenti di sicurezza tradizionali sono stati progettati attorno a identità umane note e a modelli di accesso prevedibili. Gli agenti AI autonomi modificano radicalmente questo paradigma. Operano sia per conto degli utenti sia in modo indipendente e alla velocità delle macchine, creando identità effimere, generando subagenti e compiti, e utilizzando privilegi di accesso in modalità che gli strumenti di sicurezza tradizionali non sono in grado di monitorare o controllare completamente. Sebbene possano offrire significativi vantaggi in termini di efficienza, gli agenti AI introducono anche nuove criticità sul fronte della visibilità, del controllo degli accessi e della governance, rendendo più difficile identificare i rischi associati agli agenti e tracciare i flussi di dati su larga scala. Inoltre, con l’intelligenza artificiale sempre più integrata nei processi di sviluppo software, gli endpoint sono sempre più esposti ad agenti, strumenti e plugin malevoli che molte soluzioni di sicurezza tradizionali per gli endpoint non sono state progettate per rilevare.

Per aiutare le aziende ad adottare l’Agentic AI in modo più sicuro, Zscaler introduce una nuova evoluzione della propria piattaforma Zero Trust Exchange, con soluzioni che estendono la protezione all’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è consentire alle aziende di sfruttare il potenziale degli agenti AI con un livello superiore di sicurezza e maggiore fiducia operativa.

Tra le principali novità annunciate figurano due innovazioni chiave:

  • Zscaler AI Broker che contribuisce a proteggere le comunicazioni tra agenti AI attraverso broker MCP e A2A. Grazie a un Agent Registry integrato, consente alle aziende di avere piena visibilità sulle risorse a cui ciascun agente può accedere e di applicare controlli granulari sugli accessi all’intero ecosistema degli agenti AI aziendali.
  • Zscaler Endpoint AI Security aiuta le aziende a individuare e bloccare le minacce legate all’intelligenza artificiale sui dispositivi dei dipendenti, inclusi i rischi nascosti all’interno di browser, plugin, estensioni e strumenti AI installati localmente. Questa funzionalità estende la protezione a livello di browser, estensioni e plugin, aree che spesso sfuggono alle tradizionali soluzioni di sicurezza per endpoint. In questo modo, Zscaler è in grado di applicare policy di sicurezza coerenti all’intero ecosistema AI, proteggendo utenti, dispositivi e servizi, sia sugli endpoint che nel cloud.

Zscaler AI Access Graph: una nuova visione delle relazioni tra dati e identità per una governance e una sicurezza più efficaci dell’Agentic AI

Un elemento fondamentale della sicurezza degli agenti AI è comprendere quali agenti, utenti e identità interagiscono con modelli, applicazioni e fonti di dati all’interno dell’azienda. Basato sulla recente acquisizione di Symmetry Systems da parte di Zscaler, Zscaler AI Access Graph mappa le connessioni tra identità, applicazioni e altre risorse informative presenti nell’ecosistema aziendale. L’integrazione di questa tecnologia con Zscaler Zero Trust Exchange consente alle aziende di acquisire una visibilità completa su tali relazioni e di applicare policy di sicurezza più efficaci, ridurre accessi non necessari e rischi associati, nonché tracciare in tempo reale la provenienza e il percorso dei dati attraverso tutti i canali.

Sulla base di Zscaler AI Protect, lanciato a gennaio 2026, Zscaler introduce inoltre importanti potenziamenti nelle tre principali aree di utilizzo della soluzione:

  • AI Asset Management (visibilità sugli asset AI, sul loro utilizzo e sui rischi associati) si arricchisce di nuove funzionalità che consentono di individuare l’intelligenza artificiale integrata nelle applicazioni SaaS e nel traffico Internet, identificare agenti AI e server MCP negli ambienti cloud pubblici, rilevare i rischi presenti nei codebase agentici attraverso attività di scansione del codice ed estendere la visibilità alle attività legate all’AI sugli endpoint.
  • Secure Access to AI (accesso sicuro e governato agli strumenti di intelligenza artificiale autorizzati) amplia le funzionalità di controllo delle interazioni con l’AI grazie all’estrazione dei prompt su oltre 250 applicazioni di GenAI. La soluzione introduce inoltre una visione completa delle conversazioni, il supporto alle Compliance API di Anthropic e OpenAI, nonché guardrail basati sull’intento e non solo su un singolo prompt, bensì sull’intera sequenza della conversazione.
  • Secure AI Infrastructure and Apps (protezione delle applicazioni AI lungo l’intero ciclo di vita, dallo sviluppo all’esecuzione) introduce funzionalità di AI red teaming per i server MCP, un servizio dedicato di prompt hardening e heat map di conformità per rafforzare la governance dell’AI.

«Le soluzioni di sicurezza tradizionali non sono mai state progettate per gestire milioni di agenti autonomi che operano e accedono a dati sensibili alla velocità delle macchine», ha dichiarato Jay Chaudhry, Chairman e CEO di Zscaler. «Abbiamo creato Zero Trust Exchange per proteggere utenti, branch e workload nel cloud, e oggi continuiamo a innovare per estendere il modello di sicurezza Zero Trust anche agli agenti AI. In questo modo, le aziende possono adottare e distribuire agenti AI su larga scala senza che la sicurezza rappresenti più un ostacolo».

«La gestione della sicurezza dei dati non consiste più soltanto nel costruire barriere sempre più robuste, ma nel garantire visibilità su larga scala e considerare i dati come un asset strategico e altamente dinamico», ha dichiarato John Israel, Global CISO di KPMG, intervenuto come ospite al lancio dell’iniziativa di Zscaler. «Man mano che le aziende ampliano l’utilizzo degli agenti AI per ottimizzare le proprie attività, disporre di un framework unificato basato sui principi dello Zero Trust, in grado di tracciare la lineage dei dati e governare le interazioni tra agenti, diventa essenziale per preservare fiducia, conformità normativa e vantaggio competitivo.»

Nel loro insieme, queste innovazioni offrono un framework completo per la sicurezza dell’Agentic AI, basato sulla piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange e progettato per proteggere le organizzazioni sia oggi sia in futuro. Grazie a controlli di sicurezza completi dedicati agli agenti AI, le aziende possono accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale con maggiore fiducia, mantenendo elevati livelli di protezione, governance e controllo.

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Zscaler acquisisce Symmetry Systems https://www.datamanager.it/2026/06/zscaler-acquisisce-symmetry-systems/ Wed, 03 Jun 2026 15:11:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253165 Symmetry Systems offre a Zscaler la visibilità fondamentale necessaria per governare le comunicazioni degli agenti AI su larga scala e aprire la nuova fase dell’approccio Zero Trust Zscaler, la piattaforma di cybersecurity per l’era dell’AI, ha annunciato oggi l’intenzione di acquisire Symmetry Systems, Inc., punto di riferimento nella mappatura delle identità e nella sicurezza dell’accesso […]

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Symmetry Systems offre a Zscaler la visibilità fondamentale necessaria per governare le comunicazioni degli agenti AI su larga scala e aprire la nuova fase dell’approccio Zero Trust

Zscaler, la piattaforma di cybersecurity per l’era dell’AI, ha annunciato oggi l’intenzione di acquisire Symmetry Systems, Inc., punto di riferimento nella mappatura delle identità e nella sicurezza dell’accesso ai dati per i sistemi IA. Grazie ad Access Graph di Symmetry Systems è possibile mappare le connessioni tra identità umane e non umane, applicazioni e dati in tutta l’azienda, fornendo ai team della sicurezza la visibilità fondamentale per governare le comunicazioni degli agenti IA con applicazioni, dati e tra di loro, su larga scala.

Access Graph opera acquisendo i log di accesso aziendali da applicazioni SaaS, servizi di cloud pubblico, archivi di dati e sistemi AI, e utilizzando l’AI per correlarli in un grafico degli accessi che mostra quali identità accedono a quali dati e in che modo. Combinata con la piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange, questa visibilità diventerà la base su cui i team di sicurezza baseranno e applicheranno le policy che regolano le comunicazioni degli agenti AI con applicazioni, dati e tra loro.

Le aziende gestiscono da sempre gli accessi umani attraverso directory di identità che organizzano gli utenti in gruppi stabili e li associano alle applicazioni e ai dati che sono autorizzati ad utilizzare. Gli agenti IA sovvertono questo modello: operano in modo indipendente sui sistemi, utilizzano identità effimere e permessi ereditati, e il loro numero cresce in modo esponenziale, creando pericolose zone d’ombra relativamente ai dati con cui entrano in contatto, perché e per conto di chi. Le policy concepite per gli utenti non possono essere applicate a milioni di agenti autonomi che comunicano con applicazioni, dati e tra loro. Serve un approccio nuovo.

Tale nuovo approccio è proprio quello che offriranno Symmetry Systems e Zscaler. Symmetry Systems identificherà quali identità comunicano con quali applicazioni e dati. La soluzione Zscaler Zero Trust Exchange utilizzerà queste relazioni come base per le policy: chi può comunicare con cosa e a quali condizioni. Ad esempio, quando un agente AI accede a una scheda cliente, Symmetry Systems rivelerà immediatamente cosa ha attivato l’agente, l’identità utilizzata e i sistemi coinvolti. Se il comportamento è rischioso, Zero Trust Exchange applicherà dinamicamente la risposta appropriata. Senza questa base, creare policy significative per milioni di agenti AI è semplicemente impossibile.

“Con la rapida adozione dell’IA da parte delle aziende, il vecchio approccio alla governance degli accessi — pensato per utenti e directory — non può essere applicato a milioni di agenti IA”, ha dichiarato Jay Chaudhry, Chairman e CEO di Zscaler. “Con Symmetry Systems, aggiungiamo la tecnologia Access Graph che mappa le connessioni tra ogni identità, applicazione e fonte di dati in tutta l’azienda. Questa visibilità fondamentale sarà utilizzata da Zscaler Zero Trust Exchange per governare le comunicazioni agente-applicazione e agente-agente su larga scala, offrendo ai clienti il controllo operativo di cui hanno bisogno per adottare l’IA in sicurezza”.

Basandosi sulla completa piattaforma di sicurezza IA di Zscaler — che già protegge le aziende attraverso solide funzionalità di IA discovery e sistemi di protezione in tempo reale — questa acquisizione introduce una serie di funzionalità Zero Trust che finora era impossibile offrire su larga scala:

Implementazione di agenti IA con fiducia. È possibile sapere esattamente a cosa può accedere ogni agente, a quali dati ha avuto accesso e perché: la visibilità di cui i team di sicurezza hanno bisogno per mettere in produzione agenti autonomi in tutta sicurezza.

Creazione di policy del minimo privilegio per l’IA. Mappatura sia dei permessi assegnati sia di quelli effettivamente utilizzati per ogni identità, umana e non umana, e utilizzo di questa tracciabilità per definire le autorizzazioni minime necessarie a ciascun agente, applicandoli tramite Zero Trust Exchange.

Visualizzazione dell’intera tracciabilità dei dati. Viene tracciato ogni dato utilizzato da un agente IA, anche quando transita attraverso una catena di sotto-agenti e strumenti, rendendo più semplici audit, indagini e verifiche di conformità.

Rilevamento e contenimento delle anomalie in tempo reale. Symmetry Systems segnala comportamenti anomali degli agenti IA in tempo reale, attivando risposte automatizzate da parte di Zero Trust Exchange per limitare l’esposizione prima che si verifichino dei danni.

Calcolo del raggio d’impatto. In caso di violazione di un agente o un’identità, si può avere in pochi secondi un quadro preciso di quali dati e sistemi sono a rischio.

“La missione di Symmetry Systems è fare ricerca avanzata sulla sicurezza, capace di conquistare la fiducia dei clienti. Zscaler è un’ispirazione su entrambi i fronti,” ha dichiarato Mohit Tiwari, CEO di Symmetry Systems. “Siamo convinti che le piattaforme di sicurezza dominanti nell’era dell’AI saranno quelle in grado di governare il flusso delle informazioni tra identità nelle reti Zero Trust. Mentre l’AI rende meno centrali applicazioni, endpoint e i tradizionali perimetri di rete, identità e dati diventano il nuovo livello di controllo per la sicurezza aziendale. In questo scenario, i modelli di sicurezza legacy – incentrati su endpoint, applicazioni o reti perimetrali – operano sempre più a un livello di astrazione sbagliato. Insieme, Symmetry Systems e Zscaler creano la rete dei flussi informativi per l’era dell’IA”.

Il perfezionamento dell’operazione, subordinato al verificarsi delle consuete condizioni di chiusura, è atteso nei prossimi giorni.

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Zscaler e Alstom celebrano 10 anni di trasformazione Zero Trust per proteggere una forza lavoro cloud-first e mobile e modernizzare le operazioni https://www.datamanager.it/2026/05/zscaler-e-alstom-celebrano-10-anni-di-trasformazione-zero-trust-per-proteggere-una-forza-lavoro-cloud-first-e-mobile-e-modernizzare-le-operazioni/ Tue, 26 May 2026 07:44:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253058 Alstom amplia l’utilizzo della piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange per semplificare l’infrastruttura, rafforzare la protezione di utenti, sedi e dati per il lavoro nell’era dell’IA e accelerare le iniziative di trasformazione aziendale a livello mondiale Zscaler, leader nella sicurezza del cloud e dell’IA, ha annunciato oggi l’estensione della partnership con Alstom, leader globale nella mobilità […]

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Alstom amplia l’utilizzo della piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange per semplificare l’infrastruttura, rafforzare la protezione di utenti, sedi e dati per il lavoro nell’era dell’IA e accelerare le iniziative di trasformazione aziendale a livello mondiale

Zscaler, leader nella sicurezza del cloud e dell’IA, ha annunciato oggi l’estensione della partnership con Alstom, leader globale nella mobilità intelligente e sostenibile.

Nel contesto di una collaborazione decennale con Zscaler, Alstom è passata da un approccio di sicurezza basato sul perimetro a un modello unificato Zero Trust Network Access (ZTNA). Questo percorso ha consentito di ridurre la complessità dell’infrastruttura di vecchia generazione e di rafforzare le funzionalità di cybersecurity, per rispondere in modo più efficace alle mutevoli esigenze aziendali e a un panorama delle minacce sempre più guidato dall’IA. L’azienda francese, leader nel settore della mobilità, continuerà ad ampliare l’utilizzo della piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange, integrando ulteriori moduli come Data Loss Prevention (DLP) per GenAI, Zero Trust Branch, Zscaler Cellular e Business Insights, con l’obiettivo di garantire una risposta rapida e flessibile all’evoluzione delle esigenze di business.

Promuovere l’efficienza operativa e la riduzione dei costi

Quando Alstom ha avviato il suo percorso di digitalizzazione, il team della sicurezza doveva garantire un accesso fluido e sicuro per i dipendenti a livello globale. L’approccio incentrato sul perimetro, fondato su VPN, firewall e Virtual Desktop Infrastructure (VDI), ha generato complessità operativa e ha ampliato la superficie di attacco dell’azienda.

Con l’adozione di un modello unificato di ZTNA basato sulla piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange, Alstom ha sostituito i complessi sistemi di accesso di vecchia generazione, accelerando la propria trasformazione digitale. Questo ha consentito ai dipendenti di utilizzare gli strumenti digitali in qualsiasi luogo si trovassero, mantenendo al contempo un accesso stabile, standardizzato e sicuro alle applicazioni aziendali.

“Inizialmente, l’obiettivo principale della nostra trasformazione della sicurezza era consentire ai dipendenti un accesso sicuro alle applicazioni aziendali ovunque si trovassero, attraverso una piattaforma Zero Trust solida e affidabile,” ha dichiarato Yann Barera, Global Head of Network di Alstom. “Nel tempo, abbiamo avuto bisogno di funzionalità di sicurezza sempre più avanzate per aumentare il nostro livello di protezione in risposta all’evoluzione delle esigenze di business, durante operazioni di fusione e acquisizione e di dismissione di asset, così come in relazione alle nostre ambizioni di crescita nei servizi di manutenzione, mantenendo al contempo la soluzione il più possibile trasparente e non invasiva per il business.”

Con l’espansione della strategia cloud-first e delle priorità operative di Alstom, l’azienda ha esteso l’utilizzo di Zscaler per supportare un processo di modernizzazione più ampio, migliorando visibilità e performance negli ambienti IT e semplificando al contempo l’infrastruttura.

In una prima fase, Zscaler ha consentito ad Alstom di ottimizzare l’accesso sicuro a Internet, passando da un’infrastruttura hardware gestita centralmente a un modello distribuito, allineato alla trasformazione cloud e alla crescente domanda di banda.

Visibilità su tutti i flussi di dati, incluse IA e reti cellulari

Alstom sta inoltre ampliando la piattaforma per connettere e proteggere in modo più efficace le operazioni distribuite. La soluzione Zero Trust Branch offre un modo più semplice, sicuro ed economico per connettere e proteggere sedi e stabilimenti, consentendo un accesso Zero Trust a utenti e dispositivi IoT/OT verso le applicazioni, sulla base delle policy di sicurezza di Alstom.

Per rafforzare la governance e proteggere le informazioni sensibili al mutare degli utilizzi, Alstom ha adottato Zscaler DLP per GenAI, con l’obiettivo di tutelare la proprietà intellettuale e mantenere adeguati controlli e visibilità sui flussi di dati.

“Per potenziare l’uso dell’IA si sono rese necessarie funzionalità aggiuntive della piattaforma di sicurezza per governare l’utilizzo sicuro degli strumenti di IA in azienda”, ha proseguito Barera. “Inoltre, ci affidiamo alle capacità di monitoraggio di Zscaler per migliorare continuamente la qualità della nostra rete. Negli ultimi anni, Zscaler è diventato per noi un partner strategico, accompagnandoci nel nostro percorso di trasformazione”.

Per garantire un’esperienza utente fluida, il dipartimento IT di Alstom utilizza Zscaler Digital Experience (ZDX) per ridurre il tempo medio di risoluzione (MTTR) in caso di incidenti o degrado dei servizi, grazie a informazioni in tempo reale su Internet e sugli endpoint.

L’espansione comprende inoltre Zscaler Cellular (Z-SIM), a supporto dell’evoluzione di Alstom verso un modello di business sempre più orientato ai servizi, inclusa la connettività sicura per l’erogazione di servizi da remoto, in particolare in contesti in cui il Wi-Fi è assente o instabile. Questo consente ai team di servizio di connettersi in modo sicuro ai sistemi tramite reti cellulari, rispondendo a nuove esigenze operative.

Grazie a questi investimenti continui, Zscaler è diventato un partner strategico e parte integrante del percorso di trasformazione e modernizzazione di Alstom, allineando i controlli di sicurezza con le esigenze di agilità del business, la semplificazione operativa e la capacità di rispondere rapidamente all’evoluzione delle esigenze.

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Dal cloud all’IA agentica: perché la sicurezza deve evolvere più rapidamente dell’innovazione https://www.datamanager.it/2026/05/dal-cloud-allia-agentica-perche-la-sicurezza-deve-evolvere-piu-rapidamente-dellinnovazione/ Thu, 07 May 2026 15:07:35 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252714 A cura di Martyn Ditchburn, CTO in Residence, Zscaler Ogni grande cambiamento tecnologico segue uno schema ben noto: il potenziale è evidente, l’adozione accelera, la pressione competitiva cresce e la sicurezza resta indietro. Lo abbiamo già visto con il cloud pubblico. Un concetto ampio e spesso poco definito, interpretato in modo diverso da ciascuna azienda, […]

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A cura di Martyn Ditchburn, CTO in Residence, Zscaler

Ogni grande cambiamento tecnologico segue uno schema ben noto: il potenziale è evidente, l’adozione accelera, la pressione competitiva cresce e la sicurezza resta indietro.

Lo abbiamo già visto con il cloud pubblico. Un concetto ampio e spesso poco definito, interpretato in modo diverso da ciascuna azienda, che ha generato al tempo stesso opportunità e incertezze. Le aziende più strutturate si sono spesso trovate in difficoltà, esposte alla concorrenza di realtà più agili o colte di sorpresa da iniziative di shadow IT sviluppate al di fuori del controllo centrale. Il risultato è stato un mix di timori, ambiguità e un approccio alla sicurezza reattivo, costretto a inseguire gli eventi.

Oggi, l’intelligenza artificiale segue lo stesso percorso, ma in modo più rapido, più ampio e con implicazioni molto più rilevanti. L’IA non è una singola tecnologia: è un’evoluzione articolata per ondate, e non comprenderne appieno le dinamiche rappresenta oggi uno dei principali rischi per le imprese.

Le tre ondate dell’IA: perché sono rilevanti per la sicurezza

La prima ondata dell’intelligenza artificiale si è concentrata sull’analisi predittiva: data lake, riconoscimento di schemi su larga scala e modelli di machine learning operanti prevalentemente in background. Per molte aziende, questa fase di adozione è avvenuta in modo silenzioso, senza un reale coinvolgimento a livello di vertice. Dal punto di vista della sicurezza, questi sistemi rappresentavano soprattutto un problema di protezione dei dati, volta a garantire che le informazioni sensibili non venissero esposte o utilizzate in modo improprio.

La seconda ondata, l’IA generativa, ha cambiato radicalmente le regole del gioco. Quando strumenti capaci di produrre testo, codice e immagini simili a quelli umani sono entrati nel dominio pubblico, l’IA è diventata all’improvviso un tema di conversazione diffuso. Tuttavia, questa visibilità ha avuto un prezzo. L’IA generativa è stata inglobata in un unico, troppo generico, concetto di “IA”, oscurando differenze fondamentali nei profili di rischio e nei controlli di sicurezza. I team della sicurezza hanno reagito in maniera prevedibile, concentrandosi principalmente sugli aspetti più visibili. Secondo il recente report di Zscaler ‘The Ripple Effect: A Hallmark of Resilient Cybersecurity’, sette aziende su dieci ammettono di avere una visibilità limitata sull’uso dello shadow AI da parte dei dipendenti, e il 56% ritiene che dati sensibili siano probabilmente già esposti tramite strumenti di IA non autorizzati. La risposta tipica è stata applicare controlli tattici, spesso adattando strumenti esistenti piuttosto che ripensare la sicurezza partendo dai principi fondamentali. Ma è la terza ondata, l’IA agentica, a cambiare radicalmente il panorama delle minacce.

IA agentica: quando i sistemi agiscono invece di limitarsi ad assistere

I sistemi di IA agentica non si limitano a fare analisi o generare contenuti: agiscono. Si collegano direttamente ai sistemi aziendali, prendono decisioni e attivano flussi di lavoro. Sempre più spesso lo fanno in modo semi-autonomo, con un controllo umano limitato. Non si tratta di un futuro teorico: il sondaggio mostra che il 42% delle aziende sta già testando l’AI agentica, e il 34% l’ha implementata in qualche forma. Tuttavia, fatto cruciale, metà di queste implementazioni manca di governance solida o di adeguati controlli di sicurezza. È proprio in questo scenario che il pensiero tradizionale sulla sicurezza mostra i suoi limiti.

L’IA predittiva e generativa rappresenta fondamentalmente una sfida legata allo scambio di dati. L’IA agentica, invece, è una questione di comportamento e integrità dei sistemi. Quando gli agenti di IA interagiscono con piattaforme ERP, sistemi finanziari, flussi logistici o ambienti dei clienti, il raggio di impatto di eventuali violazioni si espande in modo significativo. I parallelismi con le prime fasi dell’evoluzione di Internet sono sorprendenti. I siti web statici hanno lasciato spazio ad applicazioni dinamiche basate su database. All’improvviso, gli attacchi di iniezione SQL sono diventati una minaccia dominante. L’automazione ha aperto nuovi percorsi di attacco. Ogni cambiamento architetturale ha introdotto rischi che i team della sicurezza non erano ancora pronti a gestire. L’IA agentica rappresenta un punto di svolta analogo.

Il punto cieco: controlli interni vs. realtà esterna

Uno dei risultati più preoccupanti emersi dalla ricerca The Ripple Effect non è la mancanza di investimenti, ma la fiducia mal riposta. Ad esempio, nove aziende su dieci hanno aumentato la spesa per la resilienza informatica nell’ultimo anno, e il 96% ha aggiornato la propria strategia di resilienza in risposta a pressioni esterne. Tuttavia, il 61% ammette che tali strategie rimangono troppo incentrate sull’interno. In altre parole, le aziende ritengono di essere protette perché controllano ciò che avviene all’interno delle proprie mura, trascurando l’ecosistema in espansione di partner, piattaforme e supply chain guidate dall’IA al di fuori del loro perimetro.

Questo punto cieco diventa particolarmente pericoloso man mano che l’IA agentica inizia a operare oltre i confini organizzativi. L’IA “interna” di oggi si trasforma rapidamente nell’automazione interconnessa della supply chain di domani. I settori della vendita al dettaglio, della logistica e della produzione saranno probabilmente in prima linea in questa trasformazione, poiché le aziende perseguono obiettivi di sostenibilità, una produzione just-in-time e un’evasione degli ordini ottimizzata dall’IA. Nel momento in cui i sistemi agentici iniziano a trasferire lavoro tra aziende, la superficie di attacco si moltiplica. Le falle nella sicurezza non saranno più incidenti isolati, ma avranno un effetto a catena.

Proteggersi delle minacce in evoluzione dell’IA: un cambio di mentalità

Proteggersi dalle minacce generate dall’IA non significa abbandonare i principi di sicurezza esistenti, ma richiede di farli evolvere. Molti dei controlli necessari per proteggere l’IA agentica derivano da quelli già efficaci per gestire utenti umani. La differenza principale sta nella velocità, nella scala e nella continuità delle azioni. Nonostante ciò, gli agenti IA devono essere trattati, dal punto di vista della sicurezza, come gli utenti umani, applicando controlli basati su Zero Trust. Ciò implica l’assegnazione di identità, la definizione di accessi a privilegi minimi, l’istituzione di valori di riferimento comportamentali e il monitoraggio continuo per rilevare anomalie. Se un agente inizia improvvisamente a interagire con sistemi al di fuori del suo scopo definito, questa deviazione deve essere tanto visibile quanto fruibile, esattamente come un comportamento umano sospetto.

La segmentazione diventa cruciale, non come ideale architetturale astratto, ma come strumento pratico per limitare il raggio di impatto. Senza di essa, agenti compromessi possono muoversi lateralmente alla velocità delle macchine. E, forse ancora più importante, le aziende devono smettere di considerare la sicurezza dell’IA come un’aggiunta accessoria. Il 52% dei responsabili IT afferma che i sistemi di sicurezza attuali non sono in grado di difendersi dalle minacce avanzate attuali. Se le aziende faticano a contrastare le minacce attuali, come potranno gestire quelle emergenti, come l’IA agentica e il quantum computing?

Dalla sicurezza reattiva alla resilienza “by design”

L’insegnamento principale che si può trarre sia dall’adozione del cloud sia dall’evoluzione dell’IA è chiara: la sicurezza reattiva non è scalabile. Il ritmo dell’innovazione supera costantemente governance, legislazione e cicli di procurement. Aspettare che i framework maturino o che gli incidenti costringano all’azione non è più un approccio sostenibile. La resilienza deve essere progettata fin dall’inizio, non applicata a posteriori dopo una crisi.

Ciò significa spostare l’attenzione da soluzioni singole all’agilità architetturale. Le aziende devono creare modelli di sicurezza capaci di adattarsi man mano che le funzionalità dell’IA evolvono, anziché andare in crisi ogni volta che queste cambiano. L’IA non rallenterà: i sistemi agentici diventeranno sempre più potenti, connessi e autonomi. Le aziende che continuano a considerare la sicurezza dell’IA come un problema di nicchia o futuro ripeteranno gli errori dell’era del cloud. Questa volta, però, le conseguenze si diffonderanno più rapidamente e su scala più ampia. La questione non è più se l’IA cambierà il panorama delle minacce: l’ha già fatto. La vera domanda è se le imprese sono pronte a difendersi prima che gli effetti a catena le raggiungano.

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Cyber resilienza sotto pressione: oltre metà delle aziende italiane sottovaluta le minacce esterne https://www.datamanager.it/2026/03/cyber-resilienza-sotto-pressione-oltre-meta-delle-aziende-italiane-sottovaluta-le-minacce-esterne/ Wed, 25 Mar 2026 15:56:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251803 Una nuova ricerca di Zscaler mette in guardia: concentrarsi solo sulla resilienza interna espone le aziende alle conseguenze causate da incidenti informatici, attacchi alla supply chain e incertezze geopolitiche Zscaler, leader nella sicurezza cloud, ha oggi diffuso i risultati della sua ultima indagine, The Ripple Effect: A Hallmark of Resilient Cybersecurity che rivela un allarmante […]

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Una nuova ricerca di Zscaler mette in guardia: concentrarsi solo sulla resilienza interna espone le aziende alle conseguenze causate da incidenti informatici, attacchi alla supply chain e incertezze geopolitiche

Zscaler, leader nella sicurezza cloud, ha oggi diffuso i risultati della sua ultima indagine, The Ripple Effect: A Hallmark of Resilient Cybersecurity che rivela un allarmante divario tra la fiducia delle aziende nel proprio livello di resilienza informatica e la reale preparazione di fronte a minacce esterne sempre più dirompenti come incidenti informatici, attacchi alla supply chain e incertezze geopolitiche. In un mondo sempre più interconnesso, la sicurezza informatica delle aziende italiane mostra quindi dei punti deboli.

Condotta da Sapio Research, la ricerca rivela che, sebbene l’83% delle aziende italiane abbia aumentato gli investimenti in resilienza informatica nell’ultimo anno, oltre la metà (53%) continua a concentrarsi troppo sulla protezione interna, trascurando rischi che provengono da fornitori, partner esterni e nuove tecnologie come l’IA e il quantum computing, e dalla volatilità dei mercati.

“Le cause delle interruzioni dell’operatività aziendale oggi possono essere esterne all’azienda”, ha dichiarato Elena Accardi, Country Manager di Zscaler. “La vera resilienza deve estendersi a tutti gli anelli della catena, dai partner alle piattaforme fino alla supply chain, per assorbire gli impatti esterni prima che compromettano l’operatività aziendali. Adottando un approccio “Resilient by Design”, che va oltre i confini dell’impresa, le aziende possono sviluppare la capacità di fronteggiare inevitabili scenari di interruzione delle attività o violazione.

Le minacce esterne superano l’efficacia dei controlli interni

Le aziende di tutto il mondo si trovano ad affrontare una serie di rischi sempre più complessi, tra cui attacchi informatici, supply chain sempre più complicate, eventi geopolitici imprevedibili e rapidi sviluppi in materia di IA e quantum computing. In effetti, il 69% dei responsabili IT italiani prevede che entro i prossimi 12 mesi subirà un’interruzione significativa causata da un fornitore o da un partner esterno, mentre il 55% ha già vissuto un episodio simile nell’ultimo anno.

Nonostante questi dati allarmanti, meno della metà delle aziende ha intrapreso iniziative concrete per aggiornare le proprie strategie di resilienza per affrontare le dipendenze da terze parti o l’instabilità all’interno delle proprie supply chain, che sono state identificate come un punto cieco esterno critico. Sebbene le aziende sembrino avere un elevato livello di fiducia nelle proprie strategie di resilienza, solo il 24% le considera davvero efficaci di fronte alla volatilità della supply chain. Un livello di fiducia ancora più basso rispetto alla media nella regione EMEA che si attesta al 30%.

Dalla ricerca emerge che nonostante le aziende aumentino gli investimenti in resilienza, le infrastrutture obsolete restano un ostacolo significativo. Ben l’86% delle aziende continua a fare affidamento su sistemi legacy, come firewall, VPN e modelli di sicurezza perimetrale. Il 49% segnala che l’architettura IT attuale limita la capacità di reagire efficacemente a violazioni, interruzioni o malfunzionamenti.

AI, quantum computing e sovranità dei dati accrescono l’incertezza

I rischi legati alle tecnologie emergenti stanno mettendo alla prova l’efficacia delle strategie di resilienza attuali. Il 45% dei responsabili IT riconosce che i sistemi di sicurezza esistenti non sono adeguati ad affrontare minacce avanzate, esponendo le aziende a nuove vulnerabilità. In merito alla rapida adozione dell’AI agentica, il 35% delle aziende che implementano o testano queste tecnologie non dispone di solidi framework di governance. Il 62% ammette di non avere visibilità sull’uso della “shadow AI”, con il 47% che teme che l’utilizzo di applicazioni di AI pubbliche possa comportare l’esposizione di dati sensibili. Inoltre, ben il 73% delle aziende non ha ancora integrato la Post Quantum Cryptography nella propria strategia di sicurezza, nonostante il 64% riconosca che i dati sottratti oggi potrebbero essere a rischio tra 3-5 anni.

La dipendenza da tecnologie straniere sta influenzando le discussioni su policy e normative legate alla sovranità digitale. Il ricorso a fornitori esteri ha reso sempre più cruciale il controllo diretto su dati, infrastrutture e processi operativi. L’indagine Zscaler mostra che, a livello europeo, i responsabili IT stanno attivamente mitigando questo rischio, con una media europea del 79%, mentre in Italia appena il 60% interviene in tal senso, il dato più basso tra le principali economie europee. Inoltre, il 56% delle aziende italiane ha aggiornato la propria strategia di resilienza informatica nell’ultimo anno per adeguarsi a leggi sulla sovranità nuove o in evoluzione. Lo scorso anno, il 65% ha aggiornato le strategie di resilienza informatica in risposta a modifiche delle normative, come NIS2, DORA e GDPR.

«Sebbene sia comprensibile che le aziende internazionali siano caute nell’investire nella trasformazione digitale in questo contesto geopolitico, ciò potrebbe far sì che chi resta indietro perda terreno in modo significativo», ha osservato Marco Catino Senior Manager, Sales Engineering di Zscaler. «Le aziende più lungimiranti stanno abbandonando le tradizionali architetture centralizzate per adottare modelli distribuiti, con sovranità e localizzazione al centro, così da mitigare qualsiasi problema legato alla sovranità dei dati. Questi approcci moderni consentono configurazioni granulari in grado di soddisfare requisiti regolamentari e operativi specifici».

Tre punti fondamentali dell’approccio “Resilient by Design”

Per contrastare efficacemente l’aumento delle minacce esterne, il report delinea tre azioni chiave per ampliare l’effetto a catena della resilienza di un’azienda, grazie all’adozione di un approccio “Resilient by Design”.

  • Dare priorità alla visibilità: implementare un’unica piattaforma overlay che gestisca la sicurezza dei dati, l’AI e la sicurezza dei fornitori terzi, oltre alla sovranità dei dati, garantendo una visibilità e un controllo end-to-end su tutta la superficie di rischio, inclusi consulenti esterni e supply chain.
  • Semplificare con un approccio basato sulla piattaforma: separare la sicurezza dall’infrastruttura di rete, adottando un modello Zero Trust basato sul principio del privilegio minimo, per proteggere tutte le connessioni e consentire alle aziende di riconfigurare rapidamente strategie di mercato o flussi di dati in base al mutare delle condizioni.
  • Prepararsi al futuro con un’architettura Zero Trust: adottare un’architettura di sicurezza in grado di adattarsi alle nuove minacce attivando semplicemente nuove funzionalità da un’unica dashboard, come la sicurezza dell’IA generativa e la visibilità sulla crittografia post-quantistica. Questo permette alle aziende di far evolvere la propria strategia di sicurezza di pari passo con le nuove minacce, senza dover rivoluzionare le capacità esistenti con nuovi strumenti.

L’indagine completa, The Ripple Effect: A Hallmark of Resilient Cybersecurity, è disponibile a questo  link.

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Zscaler presenta nuove soluzioni per proteggere l’adozione dell’IA in azienda https://www.datamanager.it/2026/03/zscaler-presenta-nuove-soluzioni-per-proteggere-ladozione-dellia-in-azienda/ Tue, 10 Mar 2026 13:44:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251460 Le nuove funzionalità consentono alle aziende di ottenere visibilità e di sviluppare, distribuire e utilizzare in sicurezza le applicazioni IA su scala enterprise Zscaler, leader nella sicurezza cloud, ha annunciato oggi importanti novità relativamente alla sicurezza dell’IA, concepite per consentire alle aziende di proteggere l’uso in rapida crescita dell’IA, mantenendo al contempo visibilità, controllo e […]

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Le nuove funzionalità consentono alle aziende di ottenere visibilità e di sviluppare, distribuire e utilizzare in sicurezza le applicazioni IA su scala enterprise

Zscaler, leader nella sicurezza cloud, ha annunciato oggi importanti novità relativamente alla sicurezza dell’IA, concepite per consentire alle aziende di proteggere l’uso in rapida crescita dell’IA, mantenendo al contempo visibilità, controllo e governance.

Con l’adozione sempre più diffusa dell’IA generativa e la preparazione all’impiego dell’IA agentica, le aziende si trovano ad affrontare un rischio crescente di attacchi informatici e perdita di dati, poiché i modelli di sicurezza tradizionali non sono stati concepiti per proteggere l’IA. La soluzione Zscaler AI Security Suite elimina il compromesso tra innovazione e rischio, offrendo la visibilità e i controlli necessari per sviluppare, distribuire e governare l’IA in modo sicuro su scala enterprise.

La maggior parte delle aziende non dispone di una visione completa delle applicazioni e dei servizi di IA utilizzati all’interno della propria azienda, inclusi gli strumenti di IA generativa, gli ambienti di sviluppo IA, l’IA integrata nelle applicazioni SaaS, i modelli, gli agenti e l’infrastruttura sottostante. Questa mancanza di visibilità limita la capacità di comprendere l’esposizione all’IA, l’accesso ai dati e ai rischi associati.

Le aziende faticano anche a controllare gli accessi e ad applicare le policy di sicurezza, poiché il traffico IA si sposta verso nuovi protocolli e schemi non umani che gli strumenti di sicurezza tradizionali non sono progettati per gestire. Inoltre, le infrastrutture IA e le applicazioni IA sviluppate internamente introducono nuove minacce — come l’iniezione di prompt e la manipolazione dei modelli — che le attività di Red teaming e i sistemi di gestione del livello di sicurezza convenzionali non sono in grado di gestire.

Le novità introdotte da Zscaler forniscono alle aziende un inventario completo e una mappa delle dipendenze dell’ecosistema IA, dai servizi di IA generativa, IA integrata nelle applicazioni SaaS, ambienti di sviluppo IA, server MCP, agenti, modelli e infrastrutture IA. La soluzione mette in correlazione il rilevamento degli asset, le relazioni di accesso, la tracciabilità dei dati, il comportamento in runtime e il livello di sicurezza, permettendo alle aziende di accelerare l’adozione dell’IA, senza compromettere sicurezza, governance e controllo.

“L’IA sta cambiando il modo in cui le aziende operano, ma gli approcci tradizionali alla sicurezza non sono stati concepiti per proteggere l’IA”, ha dichiarato Jay Chaudhry, CEO, Chairman e fondatore di Zscaler. “I dirigenti aziendali cercano una soluzione completa, non ulteriori prodotti isolati. In Zscaler forniamo la sicurezza necessaria affinché possano evolvere con fiducia e sfruttare appieno il potenziale dell’IA. Non ci limitiamo a proteggere l’era dell’IA: la acceleriamo”.

Rivoluzionare la sicurezza IA attraverso tre casi d’uso aziendali chiave

La nuova Zscaler AI Security Suite affronta le sfide della sicurezza IA nelle aziende in tre ambiti critici:

  • Gestione degli asset IA: fornisce a CISO, team IT e di governance un inventario completo di applicazioni IA, modelli, infrastrutture, agenti e utilizzo, aiutandoli a rilevare la shadow IA (ovvero gli strumenti di IA non autorizzati), comprendere quali dati vengono trattati dall’IA e prioritizzare i rischi grazie alla visibilità sull’utilizzo dell’IA.
  • Accesso sicuro all’IA: supporta architetti della sicurezza e amministratori IT nell’attivazione in sicurezza dei servizi IA approvati, grazie ai controlli Zero Trust, all’ispezione inline e alla classificazione dei prompt, riducendo il rischio di perdita o uso improprio dei dati senza compromettere la produttività.
  • Infrastruttura e applicazioni IA sicure: fornisce ai team di sviluppo gli strumenti per proteggere l’IA lungo l’intero ciclo di vita, grazie ad attività di red teaming automatizzate, rafforzamento dei prompt, protezioni runtime e valutazione continua del livello di rischio, dalla fase di sviluppo fino all’esecuzione.

“L’IA rappresenta la più grande opportunità per un’azienda, ma comporta anche dei rischi», ha dichiarato John Israel, Global CISO di KPMG. «Tendiamo a ricondurre questi rischi a tre diverse dimensioni: la protezione dei sistemi IA, la protezione dai sistemi IA e la protezione con i sistemi IA. Abbiamo collaborato con Zscaler per proteggere vari aspetti della nostra architettura IA tramite un approccio integrato, che ci fornisce la visibilità approfondita e le informazioni necessarie su cui facciamo affidamento per proteggere i nostri dati”.

Governance, partnership e controlli supplementari

Per semplificare l’adozione globale dell’IA, Zscaler ora supporta i clienti nell’allineare i propri programmi di sicurezza a framework come il NIST AI Risk Management Framework e l’EU AI Act. Questa governance è affiancata da report di alto livello sull’utilizzo dell’IA generativa e da profonde integrazioni con i principali protagonisti dell’ecosistema, tra cui OpenAI, Anthropic, AWS, Microsoft e Google.

Inoltre, Zscaler sta ampliando le proprie capacità di difesa con un nuovo gateway MCP per l’automazione sicura e con funzionalità di AI Deception per deviare e neutralizzare attacchi basati sui modelli IA.

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Zscaler amplia le capacità Zero Trust nei browser per garantire la sicurezza su qualsiasi dispositivo https://www.datamanager.it/2026/02/zscaler-amplia-le-capacita-zero-trust-nei-browser-per-garantire-la-sicurezza-su-qualsiasi-dispositivo/ Tue, 24 Feb 2026 13:18:46 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251152 Zscaler annuncia l’acquisizione di SquareX, per estendere le funzionalità Zero Trust al browser ed affrontare le sfide dell’era dell’intelligenza artificiale. Grazie a questa acquisizione, le aziende potranno innalzare la sicurezza delle proprie applicazioni private, grazie ad estensioni “lightweight” compatibili con qualsiasi tipologia di browser, ed eliminando la necessità di utilizzare browser di terze parti. Le aziende […]

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Zscaler annuncia l’acquisizione di SquareX, per estendere le funzionalità Zero Trust al browser ed affrontare le sfide dell’era dell’intelligenza artificiale.

Grazie a questa acquisizione, le aziende potranno innalzare la sicurezza delle proprie applicazioni private, grazie ad estensioni “lightweight” compatibili con qualsiasi tipologia di browser, ed eliminando la necessità di utilizzare browser di terze parti.

Le aziende hanno a lungo fatto affidamento su reti private virtuali (VPN) vulnerabili o su costose soluzioni di Virtual Desktop Infrastructure (VDI) per estendere la produttività a dispositivi non gestiti o di terze parti. Zscaler ha rivoluzionato il mercato con l’introduzione di Zscaler Private Access (ZPA), guidando un cambiamento globale che ha portato le aziende ad abbandonare le VPN tradizionali a favore di una vera architettura Zero Trust.

Grazie all’utilizzo di un agente leggero e non invasivo, Zscaler continua a offrire livelli di sicurezza senza precedenti e controlli critici sullo stato dei dispositivi a decine di milioni di utenti, definendo lo standard per una connettività sicura in azienda.

A fronte dell’evoluzione delle esigenze aziendali e dell’aumento delle minacce informatiche, Zscaler rafforza ulteriormente la propria leadership nell’approccio Zero Trust, rispondendo ai nuovi requisiti delle imprese moderne.

Con SquareX, Zscaler porta lo stesso livello di sicurezza anche sui dispositivi non gestiti, consentendo alle aziende di proteggere gli utenti utilizzando il loro browser preferito – come Google Chrome o Microsoft Edge – senza che gli stessi debbano installare un agent completo o ricorrere a browser di terze parti (i cosiddetti “Enterprise Browser”).

“Tradizionalmente, le aziende hanno fatto affidamento su VPN e VDI legacy, tecnologie con limiti intrinseci e che presentano rilevanti rischi per la sicurezza”, ha dichiarato Jay Chaudhry, CEO, Chairman e Founder di Zscaler. “Con SquareX, Zscaler potenzia ulteriormente le capacità della piattaforma Zero Trust Exchange™ nei browser standard, come Google Chrome e Microsoft Edge, bloccando le minacce senza la necessità di un Enterprise Browser di terze parti. Zscaler continua a essere il punto di riferimento in ambito cyber, evolvendosi in una piattaforma sempre più potente per la sicurezza delle imprese a livello globale”.

“Grazie all’integrazione con Zscaler, consentiremo alle aziende di proteggere applicazioni SaaS e applicazioni private su qualsiasi dispositivo – gestito o personale (BYOD, Bring Your Own Device) – senza compromettere la produttività”, ha dichiarato Vivek Ramachandran, fondatore di SquareX. “Questo approccio consente ai responsabili IT di sostituire strumenti di accesso legacy costosi e vulnerabili con policy Zero Trust precise, capaci di proteggere dati e interazioni con l’IA in base al profilo di rischio specifico di ciascuna azienda”.

L’acquisizione si è conclusa il 5 febbraio 2026. I termini dell’operazione non sono stati resi noti.

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