ambiente di lavoro – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:56:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ambiente di lavoro – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Come sarà l’ufficio del futuro? Jabra svela le 3 tendenze top del 2018 https://www.datamanager.it/2017/11/sara-lufficio-del-futuro-jabra-svela-le-3-tendenze-top-del-2018/ Wed, 15 Nov 2017 18:00:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135140 A cura di Bjoern Ekner, Senior Director, Jabra Lo scorso anno si sono registrati una serie di cambiamenti all’interno delle imprese, con la tecnologia confermatasi al vertice del business. Sia nella digitalizzazione dei contact centre, così come nell’implementazione delle Unified Communications, le imprese vengono “sfidate” a tenere il passo degli ultimi sviluppi in campo tecnologico. […]

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A cura di Bjoern Ekner, Senior Director, Jabra

Lo scorso anno si sono registrati una serie di cambiamenti all’interno delle imprese, con la tecnologia confermatasi al vertice del business. Sia nella digitalizzazione dei contact centre, così come nell’implementazione delle Unified Communications, le imprese vengono “sfidate” a tenere il passo degli ultimi sviluppi in campo tecnologico.

Con il 2018 proprio dietro l’angolo, Jabra ha ipotizzato come sarà l’ambiente lavorativo nel nuovo anno e ha elaborato tre tendenze chiave del prossimo futuro.

La rivoluzione nell’organizzazione: open space? Non proprio

Nel 2018 è prevista una maggiore adozione di sistemi per l’organizzazione degli uffici in linea con le nuove modalità attraverso le quali i lavoratori si avvicinano alla propria attività, per ottenere massima produttività. Contrariamente alle prime previsioni indicanti che l’open office sarebbe stata l’opzione migliore per la produttività, crediamo che un altro modello si imporrà.

Questa nuova organizzazione includerà una parte open space, ma anche aree per una massima concentrazione, e quelle per attività che prevedono processi di collaborazione. Se l’ufficio open plan può promuovere una migliore interazione tra i componenti del team, è altresì vero che gli impiegati sono più esposti a rumori costanti, venendo spesso interrotti. Pertanto, le stanze speciali che garantiscono silenzio e lunghe ore di concentrazione dovrebbero diventare sempre più diffuse.

Una delle tendenze inerenti alla organizzazione “mista” degli uffici, è l’aumento dell’uso della tecnologia portatile, che può essere utilizzata in movimento e in varie occasioni attenuando la necessità di apparecchiature tradizionali, costose e più complicate. Speaker portatili e set di piccole attrezzature per conference call – anche improvvisate – sono buoni esempi che rispecchiano questo trend, per adattarsi al quale le imprese non investiranno grosse somme di denaro, piuttosto impareranno a sfruttare nuove funzionalità, come Skype for Business, e si doteranno di dispositivi portatili “pronti per la collaborazione” in tempo reale.

L’ufficio? Eppur si muove

Il lavoro a distanza è ormai ampiamente accettato in vari settori industriali e la maggior parte di questi riconosce i vantaggi in termini di produttività e di benessere generale. Le imprese stanno sempre più invitando i lavoratori a lavorare da remoto, trovando così alleati per ridurre i costi operativi e di manutenzione, ma soprattutto assicurando ai dipendenti la libertà di svolgere il proprio lavoro in un ambiente più personale, supportando la loro produttività.

Con l’affermazione di questo nuovo modo di lavorare, le imprese devono fornire soluzioni efficaci e continuare a investire in nuove tecnologie, allontanandosi dalle forme più tradizionali di interazione. La Comunicazione Unificata (UC) viene quindi ampiamente adottata, riconoscendo le esigenze dei nuovi professionisti. In questa nuova realtà è fondamentale che i lavoratori possano accedere alla tecnologia giusta per affrontare le sfide del futuro nel campo delle attitudini lavorative. Anche in relazione agli ultimi sviluppi tecnologici nelle UC, è plausibile prevedere l’aumento di piattaforme e servizi sempre più incentrati sul cloud. Questo contribuirà ad aprire nuove opportunità non solo in termini di comunicazioni, ma anche, attraverso maggiori modalità per un’agile condivisione di informazioni all’interno di un’organizzazione, a ridurre i costi dell’infrastruttura e, soprattutto a stimolare la mobilità.

Non dobbiamo inoltre dimenticare il ruolo che le cuffie auricolari possono svolgere nel contesto, in quanto esse garantiscono un efficace supporto ai pacchetti hardware e software. In questo campo ci aspettiamo l’adozione crescente di una soluzione ibrida che consentirà all’utente più esigente di abbinare la qualità del suono con una maggiore funzionalità dell’opzione “cancellazione del rumore” e delle varie funzioni del microfono. Questo aiuterà a soddisfare le esigenze delle persone che lavorano in ambienti affollati o che svolgono la propria attività in movimento; il tutto mediante un unico dispositivo sempre più avanzato.

L’ufficio connesso

L’Internet of Things (IoT) ha portato la tecnologia a un inedito livello, evolvendo a ritmi molto veloci. Nel 2017, per la prima volta nella storia, è stato calcolato che il numero di dispositivi connessi supera la popolazione mondiale con quasi 9 miliardi di unità utilizzate in tutto il mondo; un numero che dovrebbe continuare a salire a più di 20 miliardi entro il 2020.

Consce di questo scenario le imprese dovranno iniziare ad adottare maggiormente queste tecnologie e utilizzarle a loro favore. Oggi le società stanno usufruendo dei vantaggi di avere nuove funzionalità tecnologiche in grado di aiutarle non solo a stimolare la crescita, ma anche a migliorare la produttività dei lavoratori. Una tecnologia come, per esempio, quella dei cardiofrequenzimetri integrati negli auricolari per lo sport si espanderà sul mercato come un utile supporto per l’utente, sostenendo un crescente focus da parte delle società sul benessere dei dipendenti (considerato un focus chiave per i responsabili HR).

Queste nuove tecnologie interesseranno sicuramente una nuova classe di lavoratori, che avranno bisogno degli strumenti giusti per tenere il passo con le sfide di una società in continua evoluzione.

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Tecnologie e millennials, come cambia l’ambiente di lavoro https://www.datamanager.it/2017/06/tecnologie-millennials-cambia-lambiente-lavoro/ Thu, 01 Jun 2017 14:19:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125997 Nell’ambito dei progetti di digital transformation, le aziende necessitano di offrire alla forza lavoro un nuovo workplace e di ridefinire i propri processi all’insegna di più flessibilità, collaborazione e mobilità. “Free up your workplace for a smart business”, il nuovo evento di IDC in collaborazione con Fujitsu e Microsoft a Roma il 27 giugno Le tecnologie digitali da una […]

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Nell’ambito dei progetti di digital transformation, le aziende necessitano di offrire alla forza lavoro un nuovo workplace e di ridefinire i propri processi all’insegna di più flessibilità, collaborazione e mobilità. “Free up your workplace for a smart business”, il nuovo evento di IDC in collaborazione con Fujitsu e Microsoft a Roma il 27 giugno

Le tecnologie digitali da una parte e il ricambio generazionale della forza lavoro dall’altra stanno trasformando il modo di comunicare e collaborare in azienda, impattando profondamente sul tradizionale ambiente di lavoro.

Desktop computer, telefoni fissi, armadi, stampanti, fotocopiatrici e sale riunioni confinate in uno spazio statico chiamato ufficio stanno via via lasciando il posto a un ecosistema multidevice composto da smartphone, tablet e notebook in grado di accedere in modalità wireless a dati, applicazioni e soluzioni di videoconferenza che risiedono nel cloud. I millennials stanno subentrando ai baby boomers, portando una cultura innovativa nel mondo professionale: dalla capacità di bilanciare in modo equilibrato lavoro e vita privata la focalizzazione si è spostata sull’abilità di integrare in modo intelligente lavoro e vita privata, e quindi sulla ricerca di una flessibilità tale da permettere di essere produttivi ovunque, in ogni momento, con qualsiasi dispositivo. In linea con quel concetto di “lavoro agile” espresso ora anche dalla nuova legge italiana sullo smart working “per incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

Questo cambiamento nell’atteggiamento della forza lavoro, evidenzia IDC, sta condizionando fortemente le scelte organizzative delle imprese, che ora necessitano di ridefinire i processi per assecondare e soprattutto ottenere il massimo da un ambiente di lavoro, il cosiddetto workplace, più mobile e flessibile. È un percorso che è parte essenziale della trasformazione digitale aziendale.

La trasformazione del workplace, sottolinea IDC, è del resto guidata proprio dagli stessi driver che stanno alla base dell’enterprise digital transformation: maggiore agilità, migliore esperienza e soddisfazione, maggiore collaborazione, tempi di risposta e decisionali più rapidi, incremento della produttività, ottimizzazione dei processi, aumento dei ricavi.

Uno dei punti chiave della trasformazione del workplace è l’abilità dell’azienda di diventare mobile. Quell’anytime & anywhere productivity on any device diventerà infatti sempre più una caratteristica della nuova forza lavoro se è vero che gli ultimi studi condotti da IDC indicano che la popolazione europea di mobile worker crescerà da 97 milioni di unità nel 2016 a 120 milioni nel 2021, e che la quota sulla forza lavoro complessiva salirà dal 53% al 63% nello stesso periodo.

Il cloud rappresenterà il canale principale con cui verranno erogati i servizi a questa nuova forza lavoro. IDC stima che il mercato delle applicazioni di collaborazione – parte fondamentale del corredo operativo dei futuri lavoratori – non solo si svilupperà con tassi di crescita importanti – ma si sposterà quasi del tutto sul cloud: nel 2021, sempre in Europa, l’80% del giro d’affari di questo mercato deriverà proprio dal public cloud.

“Creare un ambiente lavorativo più smart, più user friendly e più semplice è solo il passo intermedio del percorso di trasformazione”, commenta Sergio Patano, senior research and consulting manager di IDC Italia. “L’obiettivo principale dell’evoluzione in ottica digitale del workplace è creare un ambiente in grado di favorire e incentivare la collaborazione per andare a incrementare la produttività. In tale percorso, tuttavia, la tecnologia da sola non basta: occorre portare avanti percorsi di revisione dei processi di business accompagnati da un attento change management”.

Proprio l’evoluzione del workplace nell’ambito dei piani di digital transformation delle aziende è al centro di un nuovo evento che IDC, in collaborazione con Fujitsu e Microsoft, organizzerà a Roma il 27 giugno con il titolo “Free up your workplace for a smart business”.

Nel corso di questo executive roundtable, Sergio Patano di IDC e gli esperti di Fujitsu e Microsoft spiegheranno come le aziende italiane possono in concreto liberare risorse per abilitare l’innovazione e realizzare la trasformazione digitale dell’ambiente di lavoro.

Per maggiori informazioni sull’evento: Free up your workplace for a smart business

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Ambiente Lavoro 2016: il Gruppo Zucchetti presenta il suo sistema globale per la sicurezza aziendale https://www.datamanager.it/2016/10/ambiente-lavoro-2016-gruppo-zucchetti-presenta-suo-sistema-globale-la-sicurezza-aziendale/ Wed, 12 Oct 2016 14:18:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111121 19-21 ottobre: alla kermesse di Bologna, il Gruppo Zucchetti mostra al pubblico tutto il pacchetto software e hardware in materia di sicurezza sul lavoro Secondo i dati diramati a settembre 2016 dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, nei primi otto mesi di quest’anno si contano 752 incidenti mortali sul lavoro: è un dato […]

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19-21 ottobre: alla kermesse di Bologna, il Gruppo Zucchetti mostra al pubblico tutto il pacchetto software e hardware in materia di sicurezza sul lavoro

Secondo i dati diramati a settembre 2016 dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, nei primi otto mesi di quest’anno si contano 752 incidenti mortali sul lavoro: è un dato allarmante che necessita di un’immediata inversione di rotta.

Il Gruppo Zucchetti dimostra da sempre molta attenzione e sensibilità a queste tematiche tanto da proporre tutta l’intera offerta in materia di sicurezza alla 17° edizione di Ambiente Lavoro, un evento dedicato al pubblico dei professionisti della sicurezza sul lavoro che vede la partecipazione delle maggiori realtà operanti in questo settore.

“Zucchetti ha deciso di rinnovare la partecipazione ad Ambiente Lavoro perché si tratta di uno degli appuntamenti più importanti per incontrare i responsabili delle aziende in tema di gestione del personale e sicurezza sul lavoro – dichiara Domenico Uggeri, vicepresidente Zucchetti –. Si tratta di un momento di confronto tra domanda e offerta che offre sempre spunti interessanti per chi considera l’innovazione tecnologica un elemento strategico per la crescita della propria impresa.”

All’evento di Bologna il cuore dell’offerta Zucchetti è costituito da Safety Solution: “Si tratta di una suite completa e personalizzabile, composta da prodotti acquistabili singolarmente per soddisfare ogni singola esigenza, ma tra loro completamente integrati: valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria, prevenzione infortuni, adempimenti formativi, gestione appalti e qualifica fornitori – spiega Morena Marelli, product manager Safety Solution di Zucchetti –. Il Decreto Legislativo 81/08 del 2008, che prevede l’adempimento a regole ben precise a tutela della salute dei lavoratori, è anche una grande opportunità per migliorare i processi aziendali, perché tutelare la salute dei lavoratori ed evitare incidenti di ogni genere significa automaticamente salvaguardare l’efficienza e la produttività dell’impresa.

Spazio anche a tante altre soluzioni dell’offerta Zucchetti: “Mostreremo al pubblico le soluzioni software di Zucchetti Facility per il risparmio energetico e la gestione intelligente delle informazioni ambientali, nonché la suite Airone sviluppata dalla nostra società Nuova Informatica per la gestione dei rifiuti industriali – afferma Alessandro Alberti, product management di Zucchetti –.
Lato hardware invece spiegheremo le nostre novità in ambito controllo accessi e rilevazione presenze – prosegue Alberti –, presentando i terminali Zucchetti di ultima generazione.

Tutta l’ampia offerta Zucchetti è integrabile con la suite HR Infinity per la gestione delle risorse umane – conclude Alberti –: si tratta di una piattaforma web di soluzioni di carattere amministrativo, organizzativo e gestionale che snellisce e facilita il lavoro dell’ufficio del personale”.

Durante la tre-giorni di fiera, accanto allo stand, il Gruppo Zucchetti terrà anche una serie di convegni per approfondire ulteriormente le svariate tematiche relative alla sicurezza sul lavoro e spiegare nel concreto il contributo delle proprie soluzioni software e hardware. Tutta la fase di speech è realizzata grazie alla collaborazione con l’Istituto Ambiente Europa, specializzato in corsi di formazione per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro.

Zucchetti sarà presente ad Ambiente Lavoro al padiglione 36, stand E34.

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Il mobile migliora il coinvolgimento dei dipendenti e le performance dell’azienda https://www.datamanager.it/2016/04/mobile-migliora-coinvolgimento-dei-dipendenti-le-performance-dellazienda/ Fri, 29 Apr 2016 08:09:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99990 La ricerca commissionata da Aruba a livello mondiale rivela come i CIO possono ottenere livelli superiori di produttività, creatività, soddisfazione e fidelizzazione grazie alla corretta implementazione di strategie mobile ‘The Mobile Employee Impact’, ricerca condotta a livello globale da The Economist Intelligence Unit (EIU), rivela un collegamento misurabile tra gli ambienti di lavoro che assegnano […]

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La ricerca commissionata da Aruba a livello mondiale rivela come i CIO possono ottenere livelli superiori di produttività, creatività, soddisfazione e fidelizzazione grazie alla corretta implementazione di strategie mobile

‘The Mobile Employee Impact’, ricerca condotta a livello globale da The Economist Intelligence Unit (EIU), rivela un collegamento misurabile tra gli ambienti di lavoro che assegnano la priorità alle tecnologie mobile e il successivo incremento del coinvolgimento personale dei dipendenti, dimostrando così che i CIO possono contribuire alla crescita delle prestazioni dell’azienda attraverso strategie mobile adeguatamente sviluppate e implementate.

Il report commissionato da Aruba, azienda Hewlett Packard Enterprise, mostra che le imprese valutate dai rispettivi dipendenti come ‘pioniere’ nell’adozione di tecnologia mobile hanno registrato un aumento della produttività (16%), della creatività (18%), della soddisfazione (23%) e della fidelizzazione (21%) rispetto alle realtà giudicate in ritardo nel passaggio alla tecnologia mobile.

“Oggi la maggior parte di aziende e dipendenti si rende conto che un approccio ‘mobile-first’ può avere un impatto positivo sul business; ma se dite al CEO di una società Fortune 500 che la sua organizzazione può incrementare del 16% la produttività del personale o ai responsabili HR che possono aumentare la fidelizzazione di oltre una persona su cinque, siamo convinti che la mobilità possa aumentare ulteriormente il grado di priorità tra gli investimenti”, dichiara Chris Kozup, VP of Marketing di Aruba, una società Hewlett Packard Enterprise.

“Sebbene altri studi in passato abbiano riconosciuto l’impatto positivo di una maggiore mobilità sul coinvolgimento del personale, la misurazione dei risultati di business è sempre stata elusiva: questo report invece li quantifica”, ha aggiunto.

Il sondaggio condotto su 1.865 dipendenti di tutto il mondo ha dimostrato come molti di essi siano consapevoli dei vantaggi offerti dagli ambienti di lavoro mobili, tanto che sei intervistati su dieci (60%) hanno affermato di essere più produttivi grazie alla tecnologia mobile mentre altri quattro su dieci (45%) attribuiscono alla tecnologia mobile un aumento della propria creatività. Lo studio ha confermato anche come la maggior parte dei dipendenti abbia ora accesso a dispositivi mobili, come laptop e smartphone, in ambiente di lavoro.

L’analisi di EIU ha l’obiettivo di definire quante conseguenze abbia una così ampia diffusione della tecnologia mobile sui risultati di business definendo le dimensioni più importanti di un’esperienza mobile-first per i dipendenti e dimostrando quindi quanto ciascuna di queste dimensioni contribuisca alle performance di business. Dalla ricerca sono emerse alcune tendenze chiave:

LAVORARE SEMPRE, IN OGNI LUOGO

  • La possibilità di lavorare sempre e ovunque è la condizione con il maggior impatto sulla produttività dei dipendenti, indicata dal 49% degli intervistati.
  • Inoltre, il 38% dei dipendenti identifica questa condizione come quella più importante per la soddisfazione nei confronti del datore di lavoro.

“Pensiamo a chi si trova in aeroporto o su un treno: oggi i tempi morti non sono più tanti”, sottolinea Kevin Melton, Sales and Marketing Director di AXA PPP International, compagnia di assicurazioni sanitarie. “Si ha sempre accesso a un tablet e, specialmente in Asia, al Wi-Fi”.

LA POSSIBILITÀ DI COLLABORARE

  • La possibilità di collaborare efficacemente è considerata a livello globale il fattore più importante con conseguenze sulla creatività (38%) mentre per un terzo degli intervistati l’impatto maggiore è quello che riguarda la fidelizzazione.
  • Per contribuire a migliorare la collaborazione, il 42% delle aziende sta utilizzando oggi strumenti di digital collaboration che funzionano su tecnologia mobile, un dato che sale al 56% nel Regno Unito. Le app per il messaging mobile come WhatsApp sono presenti nel 31% delle aziende, con un picco del 66% a Singapore.

“In questo caso l’opportunità e la sfida sono combinare le richieste di lavoro da remoto da parte dei dipendenti con la collaborazione in team”, prosegue Kozup. “La diffusione degli strumenti per la collaborazione mobile offre alle aziende nuovi metodi per mantenere uniti i team e farli lavorare efficacemente anche se si trovano fisicamente distanti. È chiaro che le aziende in grado di far ciò si trovano in una posizione migliore per attirare e conservare il personale più capace”.

ACCESSO ALL’INFORMAZIONE MOBILE

  • Il 42% dei dipendenti afferma che la possibilità di accedere alle informazioni in modo rapido e semplice è l’elemento che più di tutti influisce sui propri livelli di produttività.
  • Attualmente il 54% delle aziende mette a disposizione l’accesso alla propria rete aziendale da qualsiasi dispositivo mobile allo scopo di supportare chi lavora in ufficio o da remoto.

LIBERTÀ SUL LUOGO DI LAVORO

  • Per il 32% dei dipendenti la possibilità di lavorare ovunque rappresenta il fattore che più di tutti contribuisce alla creatività: questo significa che un’azienda può potenzialmente incrementare gli stimoli semplicemente offrendo una possibilità di scelta. Un ulteriore 29% afferma che la flessibilità nel luogo di lavoro è ciò che più di ogni altra cosa incide sulla fidelizzazione verso l’azienda.
  • Per promuovere questa libertà, il 46% delle aziende coinvolte nella ricerca mette a disposizione un ambiente di hot-desking e connettività mobile accessibile ovunque, a dimostrazione di come si stiano diffondendo gli ambienti di lavoro maggiormente collaborativi. I livelli più elevati di hot-desking si ritrovano nel Regno Unito (54%) seguito da Australia e Germania (53%).

“Il lavoro deve seguire le richieste delle persone”, rileva Holger Reisinger, Senior Vice President di New Ways of Working Initiative della società di tecnologia audio Jabra. “Dobbiamo offrire diverse possibilità ai dipendenti. Ogni scelta deve essere personale, affinché ciascuno sia più produttivo. Più si tenta di esercitare il controllo, maggiore è il rischio che le persone restino escluse dal lavoro”.

I benefici della mobility

IL MOBILE NON È SOLO PER LA GENERAZIONE DEI MILLENNIAL

Dai risultati dello studio di EIU, l’età degli intervistati non sembra influire sul grado di impatto che la tecnologia ha in termini di prestazioni e coinvolgimento. Anzi, i risultati della ricerca smentiscono la percezione che il lavoro mobile sia dominio delle generazioni più giovani, rendendo ancora più necessario per le aziende il passaggio prioritario alla tecnologia mobile.

Nella ricerca si distingue tra pionieri nell’adozione delle nuove tecnologie, ovvero coloro che Aruba definisce #GenMobile, e coloro che invece sono in ritardo rispetto a questo approccio. I primi sono quelli che più frequentemente affermano di essere resi maggiormente produttivi dalla tecnologia (il 72% contro il 50% dei ritardatari), maggiormente soddisfatti (59% contro 48%), maggiormente creativi (52% contro 40%) e maggiormente fidelizzati nei confronti della propria azienda (44% contro 31%).

Ma la #GenMobile è anche maggiormente esigente: quattro persone su dieci affermano che non lavorerebbero mai per un’azienda che non consentisse l’utilizzo dei dispositivi mobili personali a scopo di lavoro, contro il solo 22% degli altri dipendenti.

Kozup commenta: “Questo conferma come i dipendenti appartenenti alla #GenMobile siano un gruppo slegato dall’età anagrafica, meglio descritto dalla pratica e dalla dipendenza dai dispositivi mobili piuttosto che dall’anno di nascita. Non solo gli early adopter rappresentano dipendenti di maggior valore ma il loro modo attuale di lavorare potrà in futuro diventare quello della maggioranza man mano che si diffonderà la tecnologia mobile. I CIO farebbero dunque bene a prendere nota delle loro preoccupazioni e risolverle”.

Pete Swabey, senior editor della Economist Intelligence Unit, conclude: “Questo report dimostra che i CIO hanno l’opportunità di sfruttare la tecnologia mobile per migliorare l’esperienza dei dipendenti, e quindi la produttività, la creatività, la fidelizzazione e la loro soddisfazione. Si tratta di una svolta rispetto ai tradizionali obiettivi di efficienza e ottimizzazione dei costi che permette all’IT di offrire un contributo più significativo sia alle ambizioni strategiche dell’azienda sia alla vita di chi ci lavora”.

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Quattro suggerimenti per un’innovazione promossa dai dipendenti https://www.datamanager.it/2016/03/quattro-suggerimenti-uninnovazione-promossa-dai-dipendenti/ Fri, 25 Mar 2016 17:00:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=97621 I consigli che arrivano dal personale hanno già permesso a molte aziende di risparmiare sui costi e migliorare prodotti e servizi. Qual è il segreto per creare un ambiente di lavoro più stimolante e coinvolgente? E’ ormai noto che coinvolgere i dipendenti nelle decisioni aziendali favorisce il libero scambio di idee e una maggiore collaborazione, […]

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I consigli che arrivano dal personale hanno già permesso a molte aziende di risparmiare sui costi e migliorare prodotti e servizi. Qual è il segreto per creare un ambiente di lavoro più stimolante e coinvolgente?

E’ ormai noto che coinvolgere i dipendenti nelle decisioni aziendali favorisce il libero scambio di idee e una maggiore collaborazione, oltre a stimolare l’interesse e la partecipazione delle persone. Prodotti e servizi all’avanguardia possono offrire un vantaggio competitivo temporaneo, ma è necessaria una forza lavoro innovatrice per garantire il successo prolungato di un business. Sempre più imprese si stanno rendendo conto che tale innovazione deve davvero coinvolgere i dipendenti, affinché si identifichino e colgano le opportunità di sviluppo.

Con l’ausilio di quattro utili suggerimenti, qualsiasi azienda può stimolare un’innovazione promossa dal personale.

  1. Offrire gli strumenti per sviluppare la creatività

Mettere a disposizione dei dipendenti i mezzi appropriati per rendere più produttive riunioni e sessioni di brainstorming permette alle aziende di avvalersi delle conoscenze e competenze complessive del personale.

Un esempio è rappresentato dai videoproiettori interattivi, che coniugano in un sistema integrato i vantaggi dei videoproiettori tradizionali con le funzionalità di lavagne interattive e flip-chart, trasformando così qualsiasi ambiente in uno spazio di collaborazione che stimola la creatività. Grazie a simili strumenti, è possibile facilitare una migliore condivisione anche con utenti che lavorano in diverse sedi e condividere documenti in uno scenario di riunione virtuale.

  1. Favorire la comunicazione aperta

Per consentire il libero scambio di idee, è importante promuovere all’interno un modo di pensare aperto, facilitando la collaborazione tra dipendenti appartenenti ad aree diverse dell’azienda e migliorando il flusso di informazioni per incoraggiare il personale a sviluppare competenze in vari ambiti.

Nel caso di Epson, tale strategia ha consentito ai tecnici di ampliare l’ambito della progettazione tramite la combinazione e contaminazione di diverse tecnologie, che hanno portato a significative innovazioni nei settori stampanti, comunicazione visiva, rilevamento e produzione.

“Coinvolgimento e contaminazione fra diversi gruppi – commenta Carla Conca, Sales Manager Visual Instruments di Epson Italia – ci hanno permesso di aggiungere funzioni agli occhiali intelligenti Moverio, gli unici con visione binoculare attualmente sul mercato e ai videoproiettori interattivi, che favoriscono la condivisione e la visualizzazione di contenuti da dispositivi mobili senza richiedere applicazioni specifiche.”

  1. Promuovere concorsi e dibattiti aperti

Il segreto per stimolare l’innovazione tra i dipendenti è offrire piattaforme (come una “cassetta dei suggerimenti”, un dibattito aperto o un concorso) in cui possano esprimere le loro idee. I dipendenti si sentiranno maggiormente presi in considerazioni e coinvolti nelle scelte aziendali. Per motivare ulteriormente i dipendenti, è opportuno pensare a come valorizzare l’idea vincente, ad esempio con una ricompensa in denaro o un premio di riconoscimento.

  1. Creare un ambiente lavorativo stimolante

Inutile negarlo, una grigia postazione di lavoro non è lo spazio più adeguato per favorire l’innovazione. Le aziende dovrebbero offrire fonti d’ispirazione ai dipendenti, fornendo un ambiente lavorativo visivamente stimolante e le nuove tecnologie possono andare incontro a tali necessità.

“Grazie ai nuovi progressi nella tecnologia inkjet – dichiara Renato Sangalli, Sales Manager prodotti Pro-Graphics di Epson Italia – le imprese possono dare un tocco di vitalità ai propri uffici a costi ridotti. Le soluzioni di stampa di largo formato consentono di stampare praticamente su qualsiasi superficie, tela, vinile, plastica e metallo, aprendo un mondo di possibilità nella progettazione degli uffici.”

Analogamente, i videoproiettori possono essere utilizzati per proiettare immagini, allo scopo di vivacizzare ambienti di lavoro monotoni e piatti.

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Le 5 tendenze che stanno cambiando l’ambiente di lavoro https://www.datamanager.it/2016/03/le-5-tendenze-stanno-cambiando-lambiente-lavoro/ Wed, 16 Mar 2016 12:00:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=96882 L’ambiente di lavoro sta cambiando rapidamente, e saper comprendere – e gestire – cinque tendenze sempre più diffuse in quest’ambito, può aiutare aziende e datori di lavoro a essere sempre un passo avanti rispetto ai mutamenti in atto. In particolare, la trasformazione che sta coinvolgendo l’ambiente di lavoro globale è guidata dal desiderio espresso dai […]

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L’ambiente di lavoro sta cambiando rapidamente, e saper comprendere – e gestire – cinque tendenze sempre più diffuse in quest’ambito, può aiutare aziende e datori di lavoro a essere sempre un passo avanti rispetto ai mutamenti in atto.

In particolare, la trasformazione che sta coinvolgendo l’ambiente di lavoro globale è guidata dal desiderio espresso dai dipendenti di ottenere:

• Flessibilità in termini di ambiente di lavoro
• Accesso a formazione in tempo reale
• Maggiore autonomia
• Senso di stabilità
• La possibilità di lavorare su progetti personalmente rilevanti

Questi dati sono emersi dallo studio 2016 ADP Research Institute Evolution of Work, un’analisi globale condotta su 2.000 dipendenti e datori di lavoro in 13 Paesi.

Lo studio ha rivelato anche che, sebbene gli intervistati guardino con estremo entusiasmo alle tendenze future, permangono alcune preoccupazioni circa quei cambiamenti percepiti come elementi in grado di mettere a repentaglio la sicurezza del posto di lavoro. Più dell’80% degli intervistati si dichiara ottimista circa la possibilità di lavorare su interessi personali o su obiettivi capaci di avere un impatto sulla società dei prossimi anni, mentre il 45% teme che automazione, macchinari smart e intelligenze artificiali possano sostituire le persone nei lavori ripetitivi.

Tra gli altri risultati emersi dallo studio:

• Le regioni con una popolazione più giovane sono più portate ad abbracciare il cambiamento. Nell’Asia-Pacifico, l’81% delle persone è entusiasta del cambiamento contro il 59% registrato in Europa. Anzi, il 52% degli europei – contro il 19% di chi lavora nell’Asia-Pacifico – prova ansia o timore alla prospettiva di dover imparare rapidamente nuove competenze per adeguarsi ai ruoli che cambiano.

• La sicurezza lavorativa ha ora una definizione moderna. In passato le persone definivano la sicurezza del posto di lavoro in termini di stabilità. I cambiamenti che stanno intervenendo nell’ambiente, in particolare l’aumento dell’automazione, portano oggi i dipendenti a definire la sicurezza in termini di network professionale e di capacità di attingere alle relazioni con gli altri per trovare lavori non lineari in grado di estendere la carriera. Il 93% degli intervistati ritiene di poter lavorare ovunque siano richieste le rispettive competenze, e quasi il 60% è convinto che prima o poi verrà a scomparire il limite standard di età pensionabile.

• Le risorse umane devono migliorare la connettività globale. Con la diffusione del lavoro remoto, gli specialisti del personale dovranno agire con più impegno per far sì che i team risultino veramente connessi. Il 95% degli intervistati afferma di poter lavorare ovunque.

“I mutamenti tecnologici e culturali hanno sempre spinto in avanti le innovazioni nell’ambiente di lavoro, ma oggi stiamo assistendo a una trasformazione globale ancora più rapida e i datori di lavoro ne devono tenere conto”, ha dichiarato Dermot O’Brien, chief human resources officer di ADP. “Per promuovere gli obiettivi di business e rimanere competitivi, i datori di lavoro devono consentire la flessibilità, sottolineare il fatto che la tecnologia sostiene – anziché ostacolare – la realizzazione delle carriere, e fornire la possibilità di coltivare gli interessi personali nel rispetto della mission aziendale”.

Rendersi conto di queste esigenze del personale e saperle gestire apporta notevoli vantaggi economici. “Abbracciare i cambiamenti dell’ambiente di lavoro porterà a disporre di team più forti dal momento che il personale risulterà coinvolto, efficiente e incentivato”, ha commentato Ahu Yildirmaz, vice president e responsabile di ADP Research Institute. “Inoltre, adottando questi cambiamenti, i datori di lavoro si troveranno in una posizione migliore per attirare e conservare professionisti capaci”.

La comprensione di come le esigenze e i desideri del personale stiano evolvendo nel mondo permette ai business leader di sviluppare strategie per l’immediato e per il lungo termine in grado di condurre a una forza lavoro più solida e produttiva.

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Quali sono gli effetti del mix generazionale nell’ambiente di lavoro? https://www.datamanager.it/2015/12/quali-sono-gli-effetti-del-mix-generazionale-nellambiente-di-lavoro/ Thu, 17 Dec 2015 07:40:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90985 Il 39% è preoccupato per la perdita di talenti e competenze dovuta al pensionamento dei lavoratori più anziani Per la prima volta nella storia, ben cinque generazioni di lavoratori si troveranno presto a lavorare fianco a fianco. Questo avvenimento sta rivoluzionando l’ambiente di lavoro tradizionale, tanto che il 67% dei dipendenti afferma di sperimentare già […]

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Il 39% è preoccupato per la perdita di talenti e competenze dovuta al pensionamento dei lavoratori più anziani

Per la prima volta nella storia, ben cinque generazioni di lavoratori si troveranno presto a lavorare fianco a fianco. Questo avvenimento sta rivoluzionando l’ambiente di lavoro tradizionale, tanto che il 67% dei dipendenti afferma di sperimentare già un conflitto intergenerazionale sul posto di lavoro: è quanto mette in luce una ricerca presentata da ADP, leader mondiale nelle soluzioni per la gestione delle risorse umane (Human Capital Management).

La combinazione tra una forza lavoro che invecchia e giovani talenti sta aggiungendo energia al mix intergenerazionale; di conseguenza, le differenze generazionali tra valori, stili di lavoro e competenze si stanno facendo più pronunciate. Favorite dall’invecchiamento della popolazione in tutta Europa, queste problematiche sono particolarmente sentite in Italia (77%), Spagna e Polonia (73%). Il conflitto è causato principalmente dai contrasti tra personale più giovane e colleghi più anziani circa il modo di fare le cose (19%). Con un’età pensionabile che viene portata sempre più in là, i dipendenti sono anche convinti che vi sia meno spazio di carriera per i nuovi talenti (18%). I baby boomer sono pronti? I Millennial stanno rivoluzionando l’ambiente di lavoro con il loro nuovo modo di pensare che non sempre viene accettato dalle generazioni precedenti. Sul tavolo vi sono soprattutto le divergenze su due questioni come i valori dell’organizzazione e gli approcci alla corporate responsibility, ritenute fonti di problemi da quasi un intervistato su cinque (18%).

In modo simile, i più giovani sono convinti che un management sempre più avanti con l’età sia fuori sintonia rispetto alle tendenze moderne (16%) e che i colleghi più anziani siano refrattari al cambiamento (15%). Nonostante le differenze, molti dipendenti europei comprendono il valore dell’esperienza e il 39% si preoccupa per la perdita di competenze e talenti in conseguenza dei pensionamenti. Ciononostante, solo un’azienda su dieci prevede di richiamare come consulenti i propri dipendenti andati in pensione. I giovani talenti sono pronti per l’ambiente di lavoro? I conflitti che vengono percepiti potrebbero esistere a causa delle incomprensioni reciproche tra generazioni. Vale la pena notare come il 15% sia convinto che i giovani provino risentimento verso la resistenza al cambiamento dei colleghi più anziani, cosa che tuttavia potrebbe essere infondata. Nonostante le loro differenze, il 92% dei lavoratori europei più anziani è convinto che le giovani generazioni siano dotate delle capacità necessarie per avere successo: questa fiducia è massima nel Regno Unito, dove solo il 6% ritiene che la mancanza di competenze tra i colleghi più giovani sia una preoccupazione per le aziende. Ancora, solo il 14% dichiara che l’ingresso dei giovani nelle posizioni di leadership viene visto come una minaccia dai colleghi più anziani.

Lucia Bucci, HR Director ADP ha dichiarato: “I dipendenti di tutta Europa devono tenere in considerazione questi problemi generazionali quando lavorano internazionalmente in modo da essere preparati a eventuali sfide legate alle differenze di età. Questo è particolarmente importante per le aziende multinazionali, che devono comprendere il punto di vista più ampio dei propri dipendenti e capire come esso influisca su ciascun individuo nell’ambiente di lavoro”. “Una volta che le Direzioni HR delle aziende hanno compreso quale sia la diversità esistente legata all’età, potranno allora affrontare le problematiche generazionali vissute dai dipendenti e sfruttare i vantaggi che la varietà, nei livelli di età ed esperienza, apporta sul luogo di lavoro”.

Nicola Uva, Strategy e Marketing ADP ha commentato: “In tutti i Paesi europei, il mondo del lavoro sta vivendo un cambiamento demografico significativo con più generazioni che si trovano a dover collaborare sul posto di lavoro. Questo sta avendo un profondo impatto sulle organizzazioni. In Italia in modo più rilevante, con il 77%, contro una media europea del 67%, dei lavoratori dipendenti che dichiarano di affrontare le problematiche derivanti da questa situazione. ADP ha raccolto questa sfida e attraverso i propri osservatori tecnologici, che fanno capo all’ADP Innovation LAB di New York, offre soluzioni HCM trasversali e innovative che consentono alle aziende di dare i giusti strumenti ai propri dipendenti, affinché possano esprimere il proprio potenziale e le proprie attitudini.

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Zucchetti porta “Safety” nella tua azienda https://www.datamanager.it/2015/10/zucchetti-porta-safety-nella-tua-azienda/ Tue, 13 Oct 2015 15:05:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85634 Dal 14 al 16 ottobre 2015 a Bologna si terrà il salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Zucchetti parteciperà con Safety Solution, la suite completa e in linea al Decreto Legislativo 81/08 Appalti e qualifica fornitori, Valutazione dei rischi, Sorveglianza sanitaria, Gestione Infortuni, Adempimenti formativi. Sono queste le soluzioni che compongono l’offerta […]

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Dal 14 al 16 ottobre 2015 a Bologna si terrà il salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Zucchetti parteciperà con Safety Solution, la suite completa e in linea al Decreto Legislativo 81/08

Appalti e qualifica fornitori, Valutazione dei rischi, Sorveglianza sanitaria, Gestione Infortuni, Adempimenti formativi. Sono queste le soluzioni che compongono l’offerta Safety Solution, la suite Zucchetti ideata per ottimizzare i processi interni all’azienda che vuole rispettare gli adempimenti previsti dalla normativa 81/08 in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Per questo Zucchetti, la 1° azienda italiana del mercato informatico, non poteva mancare ad Ambiente Lavoro 2015, manifestazione che si terrà il 14, 15 e 16 ottobre presso il Quartiere Fieristico di Bologna e che si caratterizza per l’attenzione ai temi della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro.

L’edizione 2014 di Ambiente Lavoro si è chiusa con oltre 14mila visitatori, un numero che testimonia il bisogno del settore di formarsi ed informarsi in maniera approfondita e costante relativamente a una tematica chiave per la salute dei lavoratori così come per la produttività aziendale. Un’occasione per Zucchetti che, oltre ad essere presente come espositore, organizzerà nel corso dell’ultima giornata del salone il convegno gratuito “Le nuove tecnologie per facilitare controllo, condivisione e comunicazione per la salute e sicurezza delle persone” (16 ottobre, 14:00 – 16:00 Sala Bach – Pad. 36).

Ad Ambiente Lavoro Zucchetti presenterà i progetti realizzati per diversi clienti che hanno scelto di gestire la sicurezza sui luoghi di lavoro in modo completo, flessibile e semplice; Bricocenter, la più grande catena di bricolage in Italia grazie a Safety Solution Zucchetti, è riuscita a garantire autonomia operativa, controllo e supervisione all’Amministrazione Risorse Umane, sfruttando l’integrazione della soluzione con gli applicativi per la gestione delle presenze:

“La possibilità di creare uno storico degli infortuni a partire dal software presenze e di condividerlo con l’applicativo Safety Solution – spiega Rossella Romano, Responsabile Amministrazione Personale di Bricocenter Italia – ci consente di mappare in maniera semplice e veloce gli infortuni e determinare di conseguenza tutti gli indicatori correlati”.

Safety Solution è protagonista anche nella costruzione dell’avveniristica Torre di Lodi, quella che dal 2017 sarà il nuovo quartier generale Zucchetti:

“Il software per la Gestione degli Appalti e la Qualifica dei Fornitori ha garantito l’accesso solo alle imprese che hanno avuto un iter di qualifica elevato, così come ai lavoratori – evidenzia Mario Brocca, Responsabile della Sicurezza Zucchetti – Dai tornelli possono passare solo i lavoratori che sono in regola con tutti i parametri e che hanno seguito tutti i corsi di formazione e sulla sicurezza”.

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Le aziende alle prese con una sfida “soft” https://www.datamanager.it/2015/07/le-aziende-alle-prese-con-una-sfida-soft/ Thu, 23 Jul 2015 10:20:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81593 La partita nel mercato di oggi si vince puntando sulle soft-skill dei dipendenti e sulla capacità dei manager di gestire i talenti. A dirlo è lo studio “Il futuro degli ambienti di lavoro” condotto dall’Economist Intelligence Unit per conto di Ricoh Nelle aziende di oggi molte attività manuali e ripetitive vengono automatizzate. Alle persone si […]

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La partita nel mercato di oggi si vince puntando sulle soft-skill dei dipendenti e sulla capacità dei manager di gestire i talenti. A dirlo è lo studio “Il futuro degli ambienti di lavoro” condotto dall’Economist Intelligence Unit per conto di Ricoh

Nelle aziende di oggi molte attività manuali e ripetitive vengono automatizzate. Alle persone si chiede quindi di creare valore in modo nuovo mediante ad esempio la creatività e le capacità relazionali. Si va oltre quindi il “potenziale tecnico” per portare in primo piano l’intuizione, l’immaginazione e le altre cosiddette soft-skill. In questo contesto servono nuove figure managerali in grado di gestire e valorizzare questi asset “intangibili” da cui dipende il successo del business.

Dalla creatività all’intelligenza emotiva

Come detto, le tecnologie per l’automazione e le macchine si stanno facendo carico dei lavori manuali e ripetitivi. Nello studio “Il futuro degli ambienti di lavoro”, sponsorizzato da Ricoh e condotto dall’Economist Intelligence Unit, Ian Stewart, Chief Economist di Deloitte, ha affermato: “i lavori più richiesti nel futuro saranno quelli che richiedono creatività, capacità di prendere decisioni, emotional intelligence e flessibilità”. Le aziende ricercheranno sempre più persone con attitudine al problem solving e che siano in grado di lavorare in gruppo.

Grazie all’automazione delle attività e dei processi, i dipendenti e le aziende hanno più tempo da dedicare allo sviluppo di nuove idee. Nella ricerca sette intervistati su dieci hanno affermato che: “Le imprese devono puntare all’automazione in modo che i dipendenti possano dedicarsi a progetti a valore aggiunto”. Solo un manager su dieci è invece convinto che le aziende dovrebbero evitare di automatizzare. Quasi il 90% del campione è convinto che le soft skill dei dipendenti, ad esempio la creatività e le capacità comunicative, siano fondamentali per il successo dell’azienda.

Il manager del cambiamento

James Baron – esperto di gestione d’impresa e sociologia alla Yale University coinvolto nello studio “Il futuro degli ambienti di lavoro” – ritiene che nelle aziende siano necessarie iniziative per trattenere e motivare i dipendenti e che si passerà dalla “gestione delle prestazioni” alla “gestione delle aspirazioni”. A cambiare non sono solo quindi le capacità richieste ai dipendenti. In questo contesto in cui a contare sono le soft-skill cambiano anche le competenze dei manager. Un terzo del campione d’indagine dello studio è convinto che i manager debbano riuscire a valorizzare i talenti e la loro creatività in modo da contribuire al successo dell’azienda. Sono quindi necessari manager che sappiano far crescere le persone del proprio team e sviluppare un ambiente che favorisca la dinamicità e il lavoro collaborativo. Le aziende più competitive dovranno capire come valutare, motivare, premiare e gestire le persone alla luce del nuovo contesto.

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Ambiente di lavoro: luogo fisico o virtuale? https://www.datamanager.it/2015/05/ambiente-di-lavoro-luogo-fisico-o-virtuale/ Mon, 18 May 2015 15:23:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74968 Gli ambienti di lavoro hanno confini sempre più sfumati e gli uffici sono luoghi fisici e virtuali allo stesso tempo. Come emerge da una ricerca commissionata da Ricoh all’Economist Intelligence Unit ci sono però ancora sfide e questioni da risolvere affinché l’ufficio diventi davvero uno spazio “aperto”. Le tecnologie fanno ormai parte della nostra vita […]

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Gli ambienti di lavoro hanno confini sempre più sfumati e gli uffici sono luoghi fisici e virtuali allo stesso tempo. Come emerge da una ricerca commissionata da Ricoh all’Economist Intelligence Unit ci sono però ancora sfide e questioni da risolvere affinché l’ufficio diventi davvero uno spazio “aperto”.

Le tecnologie fanno ormai parte della nostra vita quotidiana e i dipendenti delle aziende si aspettano di averle a disposizione anche per svolgere le attività lavorative. Parallelamente i confini del posto di lavoro sono sempre più sfumati, le aziende diventano ecosistemi interconnessi e la spinta alla digitalizzazione aumenta la necessità di una migliore collaborazione tra le persone.

Questa è l’opinione dei manager e degli esperti coinvolti nello studio “Il futuro degli ambienti di lavoro” sponsorizzato da Ricoh Europe e condotto dall’Economist Intelligence Unit.

Tendenze irreversibili

Si sente sempre più spesso parlare di lavoro flessibile, di transizione dell’ufficio da spazio fisico e virtuale e di lavoro remoto, ma in realtà la maggior parte delle aziende è ancora legata alla gestione tradizionale e rigida degli spazi e delle attività. Per aumentare la produttività le aziende dovrebbero invece puntare sulla collaborazione e sulla digitalizzazione del posto di lavoro. Dalla ricerca di Ricoh Europe emerge infatti che il 70% dei manager sia convinto che la produttività dei dipendenti, il “benessere lavorativo” e l’innovazione organizzativa potrebbero aumentare grazie alla digitalizzazione e all’affermazione del concetto di ufficio collaborativo e “aperto”. In merito a questo secondo aspetto:

·         l’87% dei manager coinvolti nell’indagine afferma che i dipendenti apporterebbero un maggiore valore all’azienda se fossero meno legati alla scrivania

·         la metà degli intervistati nella ricerca è convinta che, come conseguenza della digitalizzazione dei processi, ogni luogo può potenzialmente diventare un posto di lavoro

·         la quasi totalità del campione afferma inoltre che un posto di lavoro digitale avrebbe un impatto positivo sui profitti e sulla crescita del fatturato

Si tratta quindi di tendenze e di approcci irreversibili che stanno cambiando il modo di lavorare, di relazionarsi e di interagire. Ma le aziende sono pronte?

Smart working: come non perdere il controllo

Nonostante i benefici che il lavoro flessibile potrebbe portare ai dipendenti e al business siano chiari, molte aziende stanno facendo marcia indietro rispetto allo smart working per paura di perdere il controllo. Un terzo del campione coinvolto nello studio ha espresso preoccupazioni relativamente a questo aspetto. Un ambiente di lavoro basato sul controllo non si addice però alle esigenze dei dipendenti di oggi che si aspettano flessibilità e possibilità di orari d’ufficio più elastici. La generazione dei Millenials considera molto sfumato il confine tra vita privata e vita professionale ed è pertanto più interessata alla possibilità di lavorare da remoto e con la libertà di orario. Secondo gli esperti coinvolti è necessario trovare un equilibrio tra la flessibilità richiesta dai dipendenti e modalità lavorative che garantiscono il mantenimento della produttività. È importante che i dirigenti attuino strategie per la digitalizzazione e lo sviluppo di un ambiente di lavoro flessibile in modo da non perdere il controllo sulla produttività. Questo si può fare definendo in maniera chiara gli obiettivi e le attività e utilizzando strumenti che favoriscano la comunicazione a distanza e la collaborazione.

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