Armundia Group – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:05:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Armundia Group – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Previp Cassa di Assistenza ha scelto Armundia per supportare i processi di gestione polizze https://www.datamanager.it/2017/10/previp-cassa-assistenza-scelto-armundia-supportare-processi-gestione-polizze/ Tue, 17 Oct 2017 13:28:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133029 Armundia Group annuncia che la propria soluzione Armundia Health Carver è stata scelta da Previp Cassa di Assistenza per supportare i processi di consulenza e gestione polizze. Iscritta all’Anagrafe dei Fondi Sanitari, dal 1989 Previp promuove e attua forme di trattamento assistenziale integrativo o aggiuntivo del Servizio Sanitario Nazionale: tramite la Cassa le aziende aderenti possono […]

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Armundia Group annuncia che la propria soluzione Armundia Health Carver è stata scelta da Previp Cassa di Assistenza per supportare i processi di consulenza e gestione polizze.

Iscritta all’Anagrafe dei Fondi Sanitari, dal 1989 Previp promuove e attua forme di trattamento assistenziale integrativo o aggiuntivo del Servizio Sanitario Nazionale: tramite la Cassa le aziende aderenti possono garantire ai propri dipendenti un’ampia gamma di prestazioni assistenziali a tutela della persona, con tutte le agevolazioni fiscali e contributive consentite dalle norme vigenti.

Con l’implementazione di Armundia Health Carver, l’innovativo software gestionale pensato da Armundia Group per soddisfare le esigenze delle Casse di Assistenza, Previp può automatizzare tutte le attività ripetitive a basso valore aggiunto, ridurre significativamente i tempi di gestione dei nuovi piani sanitari e garantire ai propri Soci livelli di servizio ancor più elevati.

Integrata nativamente con un prodotto di contabilità generale, la piattaforma di Armundia Group si compone di più moduli per supportare l’intero ciclo operativo della Cassa: dalla fase degli accordi con gli intermediari e le compagnie, fino alla gestione degli incassi dei contributi assistenziali annui.

Ai moduli principali – per l’iscrizione soci, la costruzione dei piani sanitari, la definizione polizze, la tariffazione e la gestione dei casi assicurativi – Armundia Health Carver affianca una serie di funzionalità aggiuntive, come il sistema di Alert & Monitoring, che consente a un utente, in funzione del proprio profilo, di ricevere le notifiche delle attività da svolgere. Oppure il modulo per la gestione della reportistica aziendale, per misurare e tenere sotto controllo la gestione e gli incassi dei contratti stipulati per conto dei propri Soci.

Il tutto in massima semplicità, dal momento che, per accedere alla piattaforma, è sufficiente un semplice browser.

“Siamo orgogliosi di poter annoverare Previp tra i nostri clienti – dichiara Gianluca Berghella, Presidente & CEO di Armundia Group – La fiducia che ci è stata accordata da un fondo sanitario così apprezzato sul mercato è l’ennesima conferma della capacità delle nostre soluzioni di supportare al meglio tutto quelle organizzazioni che si pongono come obiettivo primario l’incremento della propria efficienza operativa e l’ulteriore miglioramento dei servizi ai propri clienti o utenti e della loro conseguente soddisfazione. Tutto ciò, attraverso un’implementazione rapida, agevole e non invasiva di queste soluzioni, guidata da un’attività consulenziale frutto delle esperienze e delle competenze acquisite nel settore”.

“Ci riteniamo molto soddisfatti di aver scelto Armundia Group quale partner IT, perché la loro competenza nella progettazione, nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni software per il settore bancario e assicurativo ci consente di sfruttare le potenzialità di un sistema gestionale perfettamente rispondente alle nostre esigenze di semplificazione ed efficientamento dei processi ‘a basso valore aggiunto’ – spiega Ilenia Dibennardo, Vice Presidente di Previp Cassa di Assistenza – L’automazione di alcuni processi permette la riduzione delle attività esecutive di basso livello, in modo da impiegare il personale dipendente in attività più qualificanti, aumentandone il contributo intellettuale nel ciclo lavorativo aziendale. Inoltre, l’adozione di Armundia Health Carver ci ha permesso di ottenere un accesso semplice e tempestivo alle informazioni presenti in database, con conseguente miglioramento dei livelli di servizio nei confronti dei vari stakeholders”.

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Nuovi paradigmi del CRM evoluto https://www.datamanager.it/2015/11/nuovi-paradigmi-del-crm-evoluto/ Wed, 25 Nov 2015 13:24:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=88465 Nell’era di Internet e della customer experience, dei big data e della convergenza di canali fisici e digitali, le aziende devono confrontarsi da un lato con clienti sempre più sofisticati, che acquisiscono informazioni in rete prima di effettuare l’acquisto e si aspettano un’esperienza coinvolgente, dall’altro con innovazioni tecnologiche che si susseguono a ritmi mai visti […]

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Nell’era di Internet e della customer experience, dei big data e della convergenza di canali fisici e digitali, le aziende devono confrontarsi da un lato con clienti sempre più sofisticati, che acquisiscono informazioni in rete prima di effettuare l’acquisto e si aspettano un’esperienza coinvolgente, dall’altro con innovazioni tecnologiche che si susseguono a ritmi mai visti prima

La spinta del mercato e dell’innovazione porta a ridefinire i confini del business, e uno strumento come il customer relationship management (CRM) si è evoluto da semplice tool per “schedare” i clienti a risorsa fondamentale d’integrazione con l’universo social, aprendo nuove prospettive anche in senso di digital marketing e tracciando il comportamento degli utenti su tutti i canali dell’interazione con l’azienda.

Le informazioni sono l’oro della nuova economia digitale e il loro valore aumenta nel momento in cui vengono integrate e condivise in modo trasversale alle funzioni aziendali per gestire l’intero ciclo della relazione con il cliente: dal pre-sale al post-vendita e alla fidelizzazione. Gli strumenti più evoluti di gestione del contatto sono in grado non solo di analizzare il comportamento online e il “mood” della rete nei confronti del brand, ma anche di offrire indicazioni e strumenti operativi per personalizzare il rapporto con l’utente. La “customer-centricity” è il nuovo paradigma di questa era. Gli strumenti digitali, se da un lato devono garantire prestazioni ed efficienza, dall’altro vanno resi più elastici possibile, per giungere a confezionare il “vestito su misura” perfetto per ogni singolo cliente.


Le 5 parole chiave del #CRM omnicanale: ascoltare, rispondere, coinvolgere, profilare e misurare
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Scenario e tendenze

Nella visione di IDC, l’integrazione delle piattaforme CRM con il mondo social e le applicazioni di marketing collegate, sono un pilastro essenziale per muoversi con successo in qualunque scenario di business. Ugualmente importante è l’armonizzazione delle fasi di pre e post-sale insieme alla gestione della cosiddetta omnicanalità. Giancarlo Vercellino, research & consulting manager di IDC Italia, spiega infatti che «l’integrazione delle tradizionali piattaforme di CRM con quelle che nella tassonomia IDC sono definiti social media management & marketing applications è un requisito evolutivo essenziale per tutti coloro che operano secondo processi di marketing scientificamente strutturati. In modo particolare, si tratta di funzionalità riconducibili a tre categorie principali: social media analytics; social network content and campaign creation and publishing; social engagement and response capabilities». L’obiettivo di base di qualsiasi piattaforma viene individuato nella capacità di fornire dei «meccanismi di integrazione con gli strumenti di produttività aziendale quanto più immediati, affidabili e semplici possibili, in modo tale da dare un senso concreto a quella attività di monitoraggio costante dei social network che sempre più spesso impegna il marketing e le pubbliche relazioni di tante aziende».

Gestire tutto il ciclo di vita della relazione con il cliente, non solo il momento della vendita, ma anche ciò che lo precede e lo segue, richiede «un processo di collaborazione già chiaramente definito tra diversi comparti del front-end aziendale, e dunque un caso di uso altamente consolidato e condiviso all’interno dell’organizzazione. Soltanto su questa base è possibile valutare quali sono le migliori soluzioni che incrociano le esigenze aziendali, altrimenti il rischio è quello di introdurre tecnologia senza processi, e quindi moltiplicare le metriche che di fatto hanno una utilità limitata per il business aziendale». La personalizzazione dell’offerta e la “customer-centricity” fanno invece parte delle strategie più avanzate della multicanalità. «La capacità di sincronizzare i diversi punti di contatto oggi disponibili con il processo di decisione e di acquisto del cliente richiede senza dubbio una grande conoscenza delle abitudini e del comportamento di acquisto del singolo consumatore, cosa che è possibile costruire soltanto nel tempo con adeguate infrastrutture che vanno anche oltre il tradizionale CRM per affacciarsi sul tema dei big data, e poi richiede la necessità di ripensare i processi da una prospettiva che va al di là della semplice relazione con il cliente per guardare a un paradigma che è quello della customer experience». Quanto raccolto e sistematizzato in ambito CRM può rappresentare un ottimo punto di partenza per «costruire nuove strategie e congegnare quei percorsi esperienziali che dovrebbero rappresentare il punto focale per rinnovare l’approccio marketing nell’era della Terza Piattaforma» – conclude Vercellino.

Conoscenza dinamica del cliente

Secondo Alessandro De Leonardis, responsabile soluzioni New Business di Armundia Group, azienda specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni software e nella consulenza per i settori dell’ICT bancario, finanziario e assicurativo, che propone «soluzioni di eccellenza ad alto contenuto tecnologico, sicure, efficaci e rapide», l’obiettivo di un CRM dovrebbe essere la creazione, la condivisione e il miglioramento della conoscenza del cliente, evidenziandone l’univocità. «Per fare questo – spiega il manager – è vincente inquadrare il patrimonio informativo sul cliente come un’entità dinamica, destinata a crescere costantemente. La standardizzazione, se vuol risultare efficace, deve risiedere nella predisposizione organizzativa dell’azienda a recepire e valorizzare queste informazioni, alimentando sistemi nativamente flessibili in grado di adeguarsi alle esigenze».

Il moderno CRM cambia radicalmente il modo in cui le imprese comunicano riguardo al valore dei propri prodotti: «La priorità viene data all’ascolto più che alla comunicazione» – sottolinea Maurizio Cardillo, pre-sales manager di Gruppo Formula, uno dei principali system integrator italiani nel campo del software gestionale per la media e grande impresa, che si rivolge al mercato dell’ERP e a quello dell’area finance di competenza del CFO. Il cambio di prospettiva va affrontato con metodo, avendo cura di condividere le informazioni con il sistema gestionale, che rimane il fulcro dei processi decisionali. «La soluzione gestionale deve poter accogliere i nuovi processi di CRM ed essere facilmente modellabile. Questo è lo spirito con il quale Sage, terzo produttore mondiale di soluzioni gestionali, ha disegnato Sage X3: un unico ERP dotato di un potente CRM in grado di gestire l’intero processo e di collezionare le informazioni provenienti sia da fonti esterne (web, call center) che interne».

L’esplosione dei dati derivanti dai canali digitali ha costretto le aziende a pretendere un’elevata qualità delle informazioni in ottica di competitività, per essere in grado di rispondere a qualunque esigenza. «Il CRM, che insieme all’ERP è uno dei software fondamentali di cui si dotano le aziende, non vive di vita propria, ma grazie alla sincronizzazione bidirezionale con altri strumenti in uso, rappresenta il fulcro per gestire la clientela. Conoscere chi sostiene l’azienda e rinnovare ogni giorno la propria fedeltà è il supremo imperativo oggi, e il CRM rappresenta la massima espressione dell’approccio 1:1 con il cliente» – spiega Enrico Maggi, CEO e co-founder di OpenSymbol, «la prima CRM company in Italia», la cui mission è di «rendere semplice la complessità» e di facilitare la gestione dei processi aziendali.


#CRM più social e integrazione tra i vari punti di contatto per migliorare la customer experience
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Per Enrico Causero, direttore SaaS e new business di TeamSystem, leader in Italia nei software gestionali e nei servizi di formazione per aziende, artigiani e microimprese, professionisti, centri benessere e impianti sportivi, il principale vantaggio dell’integrazione del CRM con i sistemi informativi è una vista a 360 gradi sulla situazione del cliente sia amministrativa sia strumentale. «La vera sfida dell’azienda nella relazione con il cliente è la conoscenza – sottolinea il manager – e per non farsi trovare impreparati, l’accesso a queste informazioni è la chiave per essere proattivi in ambito commerciale e tecnico. L’esigenza del cliente si fonda sempre sulla qualità del servizio/prodotto e sulla velocità di reazione, che può essere soddisfatta solo con un processo integrato di gestione dei dati e un approccio collaborativo alla relazione».

Secondo Luca Ceccon, product manager Microsoft Dynamics CRM di MHT, azienda leader nell’implementazione delle piattaforme CRM e ERP Microsoft e che è diventata un «punto di riferimento nel mercato dei sistemi gestionali», proprio gli investimenti fatti da Microsoft sulla piattaforma Dynamics CRM e sulla produttività permettono di offrire «un’esperienza di lavoro che si adatta alle caratteristiche dei differenti mercati. Inoltre, l’integrazione nativa con la suite Office 365 e la rapidità di setup dei nostri add-on limitano la “customizzazione” ai processi critici o core business. Partner specializzati e tecnologie di sviluppo avanzate sono la chiave del successo».

Giorgio Mini, vicepresidente Zucchetti, uno dei maggiori player italiani nell’IT con oltre 100mila clienti e che offre soluzioni software, hardware e servizi ad aziende, commercialisti, consulenti del lavoro e associazioni di categoria, parla invece di integrazione e personalizzazione come cuore della piattaforma Infinity. «Dare al cliente applicazioni nativamente integrate con il più elevato livello di personalizzazione è proprio l’obiettivo che ci siamo dati con Infinity. In questo modo, non solo possiamo offrire al cliente funzionalità CRM direttamente integrate nell’ERP aziendale, ma abbiamo la possibilità di realizzare soluzioni su misura perché governiamo la tecnologia di sviluppo degli applicativi».

Integrazione e omnicanalità

Ma in un universo in continua evoluzione, come quello dell’IT in questo momento, con la trasformazione innescata dai social e dalla rivoluzione cloud, big data e mobile, anche gli strumenti di CRM devono evolversi. Il cambiamento sembra essere la regola aurea di un mercato sempre più “fluido”, dove ogni azione produce dati. Come si modifica quindi lo scenario della relazione con il cliente alla luce dei nuovi paradigmi della Terza Piattaforma, e come si devono evolvere di conseguenza gli standard tecnologici?

Alessandro De Leonardis di Armundia parla del customer relationship management come di un «mix di marketing, multicanalità, business intelligence e data mining, associati a una razionalizzazione dei processi organizzativi e operativi di vendita e gestione del contatto. Dunque, la tecnologia adeguata è quella che dispone contemporaneamente del supporto a tutte le dimensioni su dette, garantendo usabilità elevata e tempistiche d’integrazione performanti».

Per Andrea Barbano, chief commercial officer di IFM Group, in cui IFM Infomaster, capofila del gruppo, è specializzata nelle tecnologie di contact center e nelle soluzioni integrate per telecomunicazioni, CRM e tecnologie multisensoriali, «la nuova frontiera del CRM sposta l’attenzione sulla necessità di instaurare un rapporto individuale che superi le formalizzazioni tradizionali, rivolte essenzialmente alle esigenze aziendali, per valorizzare il contributo di ogni singolo individuo che partecipa al processo. La relazione esce dallo stretto ambito del rapporto tra azienda e cliente per diventare sociale. Per fornire il necessario supporto a questa radicale trasformazione in atto la tecnologia deve semplificarsi, così da rendere la comunicazione accessibile e indipendente dal come, dal dove e dal quando».

Secondo OpenSymbol, il 2016 si preannuncia un anno «ricco di cambiamenti e novità». Il CRM si sta evolvendo e le aziende lo adottano per supportare i clienti in tutte le fasi della relazione con loro. Così il customer relationship management deve diventare sempre più un sistema per «connettersi con ogni cliente e farlo secondo le modalità più adeguate e i contenuti migliori per ciascun canale di relazione. Questa è la strada percorsa dai principali vendor, tra i quali SugarCRM, che con la nuova versione Sugar7 si concentra in primo luogo sulle esigenze dell’utente che interagisce uno a uno con il cliente. Sfruttando una piattaforma smart, veloce e social, gli utenti dell’azienda che interagiscono con i clienti li conosceranno meglio e offriranno un’esperienza coerente e superiore».

Per MHT, l’innovazione e il digitale si stanno trasformando sempre più anche in chiave di Internet of Things e machine learning. «Per vincere le sfide legate ai nuovi trend, ogni business deve evolvere in chiave innovativa e digital, anche perché l’IoT e il machine learning si avvicinano sempre più al nostro stile di vita e di lavoro. I sistemi CRM guidano questo cambiamento, puntando con decisione al cloud per assicurare mobilità e accesso a big data e social. Il CRM di Microsoft punta a un’esperienza semplice e intuitiva che permette alle aziende di raggiungere il massimo dell’automazione, supportando la collaborazione a 360 gradi tra i vari stakeholder» – spiega Ceccon.

Giorgio Mini di Zucchetti sottolinea invece che l’azienda ha intrapreso la strada della tecnologia web per realizzare il software ben prima che la Terza Piattaforma si affermasse. «Avevamo intuito già alcuni anni fa che il mondo aziendale sarebbe diventato sempre più “open, social e mobile”. Per quanto riguarda gli standard tecnologici – prosegue il manager – abbiamo scelto il linguaggio HTML5 per generare una serie di app che favoriscano la comunicazione con i device di ultima generazione, per supportare ancora meglio gli utenti che lavorano in mobilità».

Il tessuto produttivo della realtà italiana è costituito in larga parte da aziende di dimensioni medio-piccole, perciò può essere interessante approfondire se esistano differenze di approccio al customer relationship management tra le PMI e nelle grandi imprese, e se ci siano barriere di accesso alle tecnologie più avanzate in base alle dimensioni delle aziende. Sempre per Zucchetti, più che quest’ultimo fattore conta la complessità del progetto nella scelta di una soluzione CRM. «È per questo motivo che abbiamo diversificato la nostra offerta, da un lato con un’applicazione per esigenze semplici che fornisce funzionalità standard e che ha i suoi plus proprio nell’integrazione con l’ERP e nella velocità d’implementazione, dall’altro con un CRM di fascia alta pensato per aziende che vogliono una soluzione progettuale e funzioni avanzate in ambito mobile, social media e business process management, per governare al meglio diversi ambiti, dal customer care alla gestione della forza vendita, dal lead management alle campagne marketing».


Relazione univoca e conoscenza dinamica: la nuova frontiera del #CRM
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Il cliente al centro del sistema

MHT sottolinea invece che è la versatilità di una soluzione software a renderla appetibile per le aziende di ogni fascia di mercato. «Dynamics CRM è nato per supportare in modo rapido ed efficace sia le PMI che le grandi corporation, grazie alle potenzialità dei moduli base per le aree vendite, marketing e customer service. La versatilità di configurazione consente di attivare i processi delle PMI con costi limitati, e le potenzialità dell’architettura consentono di estenderne le caratteristiche per adattarsi alle specifiche esigenze di ogni corporate, in termini di processi e integrazioni con i sistemi legacy» – conclude Ceccon.

Secondo TeamSystem, l’accesso a tecnologie cloud da parte delle piccole aziende ha contribuito a “separare” in qualche modo gli strumenti di CRM per il microbusiness dalle soluzioni enterprise. «Da un lato abbiamo applicazioni semplici e intuitive, orientate prevalentemente all’utenza mobile, con una profondità funzionale circoscritta ma di rapido apprendimento e accesso. Dall’altro lato invece si assiste a una crescente voglia, da parte delle aziende, di intraprendere nuovi percorsi di sviluppo». Un occhio però va sempre dato ai sistemi legacy, che non possono essere immediatamente abbandonati. «Data la mole e la complessità delle informazioni trattate dalle corporation, sono sempre più necessari strumenti specifici finalizzati a rendere le informazioni stesse, utili e fruibili in tempi rapidi».

Enrico Maggi di OpenSymbol parla di semplificazione della tecnologia e di miglioramento della user-adoption. Esiste ormai una consapevolezza, all’interno di aziende di qualsiasi dimensione, che il CRM sia l’elemento fondamentale per conoscere il cliente e individuare la migliore strategia d’ingaggio. La differenza tra realtà di grandi e piccole dimensioni sta invece nella «capacità di definire gli obiettivi di business che si vogliono raggiungere grazie al CRM e nella possibilità di dedicare un team per il progetto senza relegare al solo IT sviluppi e implementazione e nella competenza di definire una nuova strategia». Le barriere d’accesso sono di due tipi, secondo il manager: la barriera culturale, in termini di trasformazione dei processi e d’impatto sull’organizzazione, e la scarsa immediatezza in termini di tempo e facilità di definizione del ROI. «Per superare questi ostacoli bisogna iniziare a comprendere il valore del cliente, in un’ottica di Life Time Value e di un nuovo KPI, il margine di contribuzione del cliente».

Per Andrea Barbano di IFM le esigenze delle piccole e medie aziende sono spesso anche «più complesse e articolate» di quelle delle grandi corporation. Possono quindi presentarsi reali barriere d’ingresso, in quanto «la realizzazione di soluzioni adeguate alla complessità richiede investimenti che raramente sono proporzionali alla dimensione aziendale». La risposta a questi ostacoli risiede nella flessibilità, abilitata sostanzialmente dal cloud. Occorre quindi «trasformare il paradigma da proposizioni basate su formule commerciali rigide all’introduzione di logiche flessibili, basate sull’effettivo utilizzo della tecnologia. Servizi cloud in ‘Pay per Use’ possono essere la porta di accesso a una vasta diffusione delle tecnologie più adeguate ai bisogni di ogni tipologia di azienda».

Maurizio Cardillo di Gruppo Formula sottolinea invece che non esistono sostanziali differenze d’approccio, ma «le logiche sono le stesse. Quello che cambia è la consistenza delle risorse che possono essere impiegate per raggiungere i traguardi di business. «Gruppo Formula, da molto tempo partner delle medie imprese, abbatte le barriere tecnologiche e grazie a Sage X3 propone soluzioni gestionali di alto livello, CRM compreso, in grado di soddisfare le loro ambizioni. L’utilizzo di soluzioni cloud e in mobilità sta sempre più diventando una realtà concreta, ed è merito di Sage X3 se oggi siamo in grado di offrire alla media impresa una piattaforma unica per ottimizzare i processi di CRM, garantendone l’adeguata evoluzione tecnologica».

De Leonardis di Armundia Group parla infine di diversità a livello di esigenze: le aziende di piccole dimensioni hanno bisogno di un CRM operativo, mentre le grandi corporation, che affrontano logiche di marketing differenti e sono inserite in determinate dinamiche di concorrenza, scelgono di solito un CRM relazionale e analitico volto a ridurre la customer-attrition e a realizzare strategie efficaci. «La vera barriera non è tecnologica ma culturale» – sottolinea il manager. «Bisogna maturare la consapevolezza che questi strumenti, più che essere un costo, apportano reali vantaggi e creano opportunità in qualunque ambito aziendale».

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Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) sceglie Armundia Group https://www.datamanager.it/2015/06/banca-popolare-di-sondrio-suisse-sceglie-armundia-group/ Wed, 17 Jun 2015 12:26:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76115 Il CRM all’avanguardia per innovare e potenziare il marketing bancario Banca Popolare di Sondrio, società cooperativa per azioni, affonda le sue radici a Sondrio nel 1871, come testimone e protagonista dello sviluppo della sua regione. Nel 1991, apre un ufficio di rappresentanza a Lugano, che nel 1995 lascia posto alla Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) […]

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Il CRM all’avanguardia per innovare e potenziare il marketing bancario

Banca Popolare di Sondrio, società cooperativa per azioni, affonda le sue radici a Sondrio nel 1871, come testimone e protagonista dello sviluppo della sua regione. Nel 1991, apre un ufficio di rappresentanza a Lugano, che nel 1995 lascia posto alla Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA, banca di diritto svizzero interamente partecipata dalla Casa Madre. La scelta si dimostra vincente: la Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) SA è cresciuta rapidamente e oggi conta 21 unità operative – tra sportelli, agenzie e succursali – in Svizzera e all’estero. L’istituto di credito elvetico svolge un’attività ampia e diversificata, coprendo tutti i settori con uguale competenza e attenzione, proponendosi come banca universale e operando secondo la filosofia del Gruppo: una banca che pone il cliente al centro della sua attenzione.

Le esigenze

«La necessità di un nuovo CRM a supporto del marketing bancario è nata conseguentemente allo sviluppo di un modello di vendita strutturato e dinamico basato su un approccio customer oriented e di analisi dei bisogni» – spiega Stefano Pelagatti, responsabile organizzazione e ICT di BPS (SUISSE). «Un’approfondita analisi dei processi organizzativi, direzionali e di rete ha evidenziato la necessità di migliorare i servizi al cliente ed elevare la customer experience (contact center, gestione dei reclami, programmi di fedeltà…). Parallelamente, ci siamo concentrati nel razionalizzare e rafforzare i centri operativi con funzioni innovative di profilatura cliente in grado di evidenziare e sviluppare opportunità di crescita non ancora sfruttate (segmentazione, campagne di acquisizione clienti, campagne di cross selling…). L’obiettivo principale era dare agli utenti e ai nostri clienti una soluzione di qualità in tempi rapidi e con un occhio al contenimento dei costi, evitando il rischio di progetti troppo lunghi e onerosi a delivery indeterminata».


#CRM Pelagatti (BPS –SUISSE): All’avanguardia per innovare e potenziare il marketing bancario
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Strategia e soluzioni

La risposta a queste necessità viene da Armundia Group, azienda specializzata in soluzioni software e consulenza specialistica per i settori dell’ICT bancario, finanziario e assicurativo. BPS (SUISSE) decide, infatti, di adottare e sviluppare l’evoluta piattaforma di CRM bancario, Armundia Action Shaper, orientata al marketing multicanale, capace di rendere efficienti tutte le attività analitiche, operative e relazionali della banca, supportando la dirigenza e l’automazione, il controllo e l’analisi di tutti i processi di vendita.

«Armundia Group con le sue piattaforme offre strategie vincenti su vari fronti» – spiega Pelagatti. «L’integrabilità con i nostri sistemi di back-office ha consentito di razionalizzare l’investimento senza dispersioni e ridondanze. La soluzione ci ha favorito in un progressivo miglioramento della relazione con il cliente».

Un potente motore di regole permette di definire prodotti in linea con il customer-profile, la multicanalità sostiene le più evolute campagne di marketing diretto e indiretto mentre il tool di analytics controlla lo stato di tutte le azioni in corso. Inoltre, la piattaforma consente di valutare e gestire la forza vendita, sostenendo al contempo il processo di audit interno con accurate funzioni di monitoraggio.

Risultati conseguiti

«Un sistema completo e strategico, per noi è la soluzione ideale per innovare il marketing bancario e rendere performanti le azioni di vendita» – afferma Stefano Pelagatti.

Con il CRM Armundia Action Shaper, la Banca ha semplificato il lavoro amministrativo legato al Metodo di vendita, estendendo al contempo il patrimonio informativo su clientela attiva e potenziale. Sono state normalizzate le informazioni riferite a bisogni, prodotti e servizi, sono stati normalizzati anche i dati utili alla segmentazione clienti e quelli raccolti in fase di analisi dei bisogni, di proposta/offerta e di conclusione.

«Adesso – spiega Stefano Pelagatti – gestiamo in modo innovativo il ciclo di vita della referenza attiva, l’intero sistema degli obiettivi/consulente e soprattutto conduciamo in modo integrato campagne di marketing multicanale e attività di direct marketing».

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Firmato l’accordo commerciale tra Armundia Group e Imani Prima per il sud-est asiatico https://www.datamanager.it/2015/06/firmato-laccordo-commerciale-tra-armundia-group-e-imani-prima-per-il-sud-est-asiatico/ Wed, 03 Jun 2015 14:21:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75788 Armundia Group ha sottoscritto con Imani Prima l’accordo commerciale per la distribuzione delle piattaforme Armundia nei paesi indonesiani. Con questa partnership il piano di internazionalizzazione di Armundia Group muove un altro tassello e porta l’eccellenza italiana nel sud-est asiatico   Armundia Group ha sottoscritto con Imani Prima l’accordo commerciale per la distribuzione delle piattaforme Armundia […]

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Armundia Group ha sottoscritto con Imani Prima l’accordo commerciale per la distribuzione delle piattaforme Armundia nei paesi indonesiani. Con questa partnership il piano di internazionalizzazione di Armundia Group muove un altro tassello e porta l’eccellenza italiana nel sud-est asiatico

 

Armundia Group ha sottoscritto con Imani Prima l’accordo commerciale per la distribuzione delle piattaforme Armundia nei paesi indonesiani. Con questa partnership il piano di internazionalizzazione di Armundia Group muove un altro tassello e  porta l’eccellenza italiana nel sud-est asiatico.

“Siamo orgogliosi di collaborare con un player di riconosciuta fama e solidità come Imani Prima  – dichiara Gianluca Berghella, Presidente e CEO di Armundia Group. Questo accordo ci permetterà in pochi mesi di avere basi stabili nei mercati emergenti del sud-est asiatico e di muovere un tassello importante del nostro ambizioso piano di espansione internazionale. A meno di un anno dall’avvio del piano siamo già presenti, nelle varie attività e con diverse soluzioni, in Italia, Irlanda, Lussemburgo, Svizzera, Slovacchia, Arabia Saudita e Indonesia”.

Attraverso l’accordo con Imani Prima saranno commercializzati tutti gli applicativi di Armundia Group nella versione light, per far fronte al differente livello di complessità che si registra nel settore finanziario e assicurativo dei mercati extra Unione Europea. Le piattaforme saranno successivamente soggette ad una sofisticazione graduale che porterà da una entry level ad una versione full, per la copertura completa dei processi di business.

“Per noi è motivo di grande pregio portare nel nostro territorio un’esperienza europea così innovativa come quella di Armundia Group – dichiara Taqwa Fuadi, CEO di Imani Prima. Riteniamo che la distribuzione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia  sarà strategica per moltissime realtà bancarie, assicurative e finanziare della regione asiatica sud-orientale”.

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Predire il futuro? Si può https://www.datamanager.it/2015/02/predire-futuro-si-puo/ Wed, 11 Feb 2015 16:08:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69072 Sofisticati strumenti sono in grado di applicare ai dati modelli statistici per compiere analisi predittive affidabili. Un mercato in crescita anche nel 2015. Come inserirli nell’architettura IT. I settori dove sono maggiormente utilizzati L’analisi predittiva permette l’applicazione di modelli statistici per attività di forecasting: serve, in pratica, a predire ciò che accadrà nel futuro. Ovviamente, […]

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Sofisticati strumenti sono in grado di applicare ai dati modelli statistici per compiere analisi predittive affidabili. Un mercato in crescita anche nel 2015. Come inserirli nell’architettura IT. I settori dove sono maggiormente utilizzati

L’analisi predittiva permette l’applicazione di modelli statistici per attività di forecasting: serve, in pratica, a predire ciò che accadrà nel futuro. Ovviamente, non ci troviamo di fronte a sfere di cristallo informatiche. Gli Advanced Predictive Analytics o APA, come vengono definiti da IDC, sono strumenti potenti, inseriti nei processi aziendali, che a partire dai dati a disposizione permettono agli utenti di modellare, simulare e prevedere le performance future, con una certa sicurezza. La situazione attuale del mercato richiede risposte sempre più complete e rapide. L’evoluzione tecnologica, software e hardware degli ultimi anni ha abilitato soluzioni fino a pochi anni fa impensabili, in grado di eseguire query a una velocità notevole, su enormi volumi di dati.


#APA , il mercato del software in fermento. Settori tradizionali in ritardo @IDCItaly
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Queste soluzioni consentono così di accelerare i principali processi aziendali con funzionalità di analisi e reporting più rapide e di prendere decisioni di business intelligenti e rapide basate su informazioni allo stato dell’arte. Fino a non molti anni fa, la tecnologia a supporto dell’analisi predittiva era molto costosa. Gli strumenti erano complicati da utilizzare ed erano richieste particolari competenze: conoscenze matematiche e statistiche per creare, utilizzare e aggiornare i modelli analitici. Oggi, molte delle attività sono velocizzate da strumenti completi, efficaci ed efficienti che semplificano enormemente il lavoro. I modelli di predizione vengono creati in modo automatico e ottimizzato, utilizzabili da subito all’interno dei processi di business. I risultati che si ottengono sono tali da ripagare la residua fatica necessaria per ottenerli. Gli APA aiutano a prevedere i mutamenti, permettendo di pianificare e realizzare strategie mirate ed efficaci per migliorare le performance: è possibile, per esempio, sapere in anticipo quali saranno i clienti che l’organizzazione perderà nel prossimo futuro, quali servizi aggiuntivi potranno essere venduti ai clienti attuali, quali nuovi prodotti saranno maggiormente apprezzati sul mercato.


Il mercato globale degli APA vale 2.373 M di $. Attesa crescita del 9,8% per il 2015 @IDCItaly
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Gli APA hanno una maggiore ricchezza funzionale rispetto ai classici strumenti di BI e di visualizzazione, che analizzano gli eventi passati per descrivere ciò che accade, e presentano le informazioni, mostrando anche le cause di determinati avvenimenti. Grazie agli APA, quindi, si può avere una migliore e più profonda comprensione del business rispetto a quanto possibile con gli strumenti classici, perché si possono prevedere sia i comportamenti dei clienti sia le performance dei diversi reparti della propria organizzazione. L’analisi predittiva viene utilizzata per rendere più competitive le strategie di marketing digitale e per ottimizzare le campagne: gli strumenti sono in grado di raccogliere, analizzare e creare modelli di dati, anche in scenari Big Data, relativi al comportamento dei clienti e ai dati storici delle precedenti campagne. Le persone del marketing possono ricevere in tempo reale informazioni sull’andamento delle iniziative in corso.


Dai #Business Analytics agli #APA , passaggio obbligato per tutte le aziende di ogni settore
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Una marea di dati

La diffusione dei canali digitali (mobile, web, social…) avvenuta negli ultimi anni ha aumentato enormemente la quantità, il numero delle fonti e la complessità dei dati da analizzare: i dati sono oggi interni ed esterni all’organizzazione, possono essere strutturati e non strutturati, si trovano offline o online. Questi nuovi dati rappresentano un’opportunità, ma anche una grande sfida per le organizzazioni per quanto concerne i sistemi IT e lo sfruttamento delle informazioni. Avere tanti dati a disposizione non è un vantaggio competitivo di per sé, lo è – invece – la loro combinazione: l’analisi predittiva mette in relazione dati che possono sembrare non correlati tra loro e genera nuove conoscenze, che a loro volta possono generare nuove opportunità. In questo modo, per esempio, si può sfruttare il CRM per migliorare le previsioni della domanda, o il sistema di supply chain per migliorarne le performance.

Chiarisce Alessandro De Leonardis, responsabile soluzioni New Business di Armundia Group: «A cominciare dalle aree commerciali di Telco, passando dall’analisi dei crediti e dei rischi nei mercati bancari e assicurativi, oggi ogni azienda competitiva che fa marketing, controllo di gestione e monitoraggio del ciclo di vita dei propri servizi, si confronta con strumenti più o meno evoluti di Predictive Analytics. Agli approcci iniziali di statistica convenzionale si sono affiancate tecniche predittive basate su modelli matematici evoluti, quali neural networks e sistemi d’intelligenza artificiale in grado d’individuare e prevedere comportamenti ed eventi basati su enormi quantità di informazioni storiche. Una volta, lo scoglio era disporre di adeguate quantità di dati e al contempo poterle gestire. Ora, web-social, multicanalità e mobile, assieme alla diffusione di strumenti anche open source in grado di maneggiare big data, rendono le funzioni d’analisi predittiva alla portata di chi ne comprende l’importanza. Per esempio, Armundia ha integrato nelle soluzioni Shaper, rivolte ai mercati Banking e Finance, e nella piattaforma Naviga, rivolta al mercato Insurance, specifici moduli di what-if analysis e modelli di ottimizzazione, che oggi sono utilizzati agevolmente dai nostri clienti con un evidente ritorno sul loro business».


De Leonardis #Armundia Group Ogni azienda competitiva si confronta con gli APA
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Reperire dati affidabili dagli ERP

Gli APA sono in grado di analizzare grandi volumi di dati per approfondire la conoscenza del business e del mercato. Ovvio che, per dare risultati significativi, i dati su cui operano devono essere affidabili. La sfida maggiore per l’analisi predittiva è integrarsi nell’architettura delle informazioni già esistente nelle organizzazioni, con gli ERP, la BI e le altre applicazioni utilizzate. Spiega Mauro Cavosi, senior consultant Business Intelligence presso Würth Phoenix: «Dall’esperienza dei progetti BI in Würth Phoenix risulta facile introdurre le previsioni di vendita basate sulle serie temporali in Microsoft Dynamics AX e la soluzione verticale per il commercio all’ingrosso WÜRTHPHOENIX Trade+, perché risultano intuibili e verificabili per un utente medio, grazie anche a semplici visualizzazioni con grafici in Excel. Risulta meno facile indurre i clienti a esplorare progetti di data mining più complessi per una serie di fattori di cui i principali sono la poca dimestichezza con analisi di tipo statistico, la mancanza di sponsorship da parte del management e la difficoltà di interpretazione del risultato. La difficoltà maggiore rimane comunque la reperibilità di dati storici affidabili. Proprio il miglioramento della qualità del dato risulta essere un’area di utilizzo di tecniche di previsione in fase di installazione di un sistema ERP. Utilizzando strumenti come i Data Quality Services di Microsoft SQL Server, è possibile identificare tramite algoritmi di data e text mining la similarità tra record e prevedere record duplicati. È anche possibile individuare record con contenuto “errato” utilizzando set di “regole” e algoritmi con logica “fuzzy”. L’utilizzo di tecniche di Predictive Analytics risulta tanto più di successo quanto migliore è la visualizzazione del risultato in maniera dinamica e intuitiva, specialmente per gli utenti senza un background statistico. Questo campo tende quindi a essere intimamente collegato con la visual analytics che vede fiorire tool di presentazione e visualizzazione dei dati proprio perché la velocità dell’occhio umano consente di cogliere collegamenti, schemi e raggruppamenti in maniera veloce anche con enormi quantità di dati».


Cavosi @wuerth_phoenix Predictive Analytics, visualizzazione fattore di successo
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La diffusione di questi strumenti

Secondo IDC, il mercato del software degli APA è in grande fermento: alcuni settori, organizzazioni e processi di business, soprattutto data-intensive, sono molto maturi nell’utilizzo di questa tecnologia, mentre molti altri settori tradizionali – come il manufacturing – sono più in ritardo. Sono tre le tendenze che interessano il settore dell’APA. La prima riguarda le significative acquisizioni degli ultimi anni e che dovrebbero continuare anche nei prossimi diciotto mesi. Alcune hanno rafforzato la posizione di vendor già presenti nel mercato, come nel caso di SAP che ha acquisito KXEN, formando la base dell’offerta di InfiniteInsight, altre acquisizioni sono state fatte come parte di una strategia più globale legata ai Big Data, come nel caso di Dell che ha acquisito StatSoft. Un’altra tendenza importante è l’aumento di strumenti, linguaggi e ambienti open source (come R, Weka o Mahout) significativo per la diffusione della tecnologia APA in generale. Infine, secondo IDC, la diffusione degli strumenti di visual data discovery e altri strumenti semplificati APA promuoveranno l’adozione della cultura analitica in un pubblico più vasto di business, perché forniscono meno flessibilità dei tool più potenti per la modellizzazione, ma hanno un’interfaccia utente grafica e altre caratteristiche easy-to-use per molti analisti di business e per gli utenti. IDC ha stimato l’intero mercato mondiale degli APA per il 2014 intorno al valore di 2.373 milioni di dollari con una crescita attesa del 9,8% per il 2015.


Sossai @MethodeSrl Dai Business Analytics agli #APA passaggio obbligato
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Spiega questa crescita del mercato Diego Sossai, presidente di Méthode: «La transizione dalle Business Analytics alle Advanced Analytics sarà un passaggio obbligato per tutte le aziende, di ogni settore, che vorranno restare protagoniste in un mercato sempre più competitivo. I settori in cui la competitività si misura sul valore che ogni cliente apporta al business sono i primi che si doteranno di soluzioni di analisi predittiva: retail e CPG, GDO fino al manufacturing (discreto e continuo). Il cliente e i suoi comportamenti indirizzano logiche di real time proximity marketing, di churn reduction e di fraud detection; allo stesso modo, un customer focused approach non mancherà di logiche di propensione all’acquisto o di next best, unite a gestione di “gruppi” comportamentali (basket analysis e customer clustering). Credit scoring, quality control e predictive maintenance & services rendono l’immagine non esaustiva di ciò che le Advanced Analytics possono dare in termini di ROI. Le aziende che coglieranno il “momentum” per iniziare a impreziosire e innovare i propri processi, grazie alle Advanced Analytics saranno in grado di aumentare la redditività, in alcuni casi accelerando i processi esistenti, in altri casi innovandoli profondamente o creandone di nuovi».


Aloisio, managing director @AccentureDigi Integrazione dei processi per ottenere il massimo
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I settori dove sono più utilizzati

Gli strumenti APA sono già utilizzati con profitto da organizzazioni in molti settori del business. Secondo Vincenzo Aloisio, managing director Accenture Digital, responsabile per l’area Analytics: «Le Predictive Analytics sono ampiamente utilizzate in diversi settori aziendali, dal marketing e sales fino alla gestione del rischio, nella logistica fino alla gestione della manutenzione. Probabilmente, telecomunicazioni e retail per primi hanno riconosciuto l’esigenza di adottare tali modelli inglobandoli nei loro processi di business, che attualmente sono largamente diffusi anche in ambito bancario, assicurativo ed energy. Le Predictive Analytics consentono alle aziende, che stanno intraprendendo un percorso di trasformazione digitale, di prendere decisioni puntuali per risolvere le proprie problematiche di business, cambiando le modalità di interazione con i clienti e le iniziative aziendali sulla base delle risultanze analitiche disponibili. Per ottenere il massimo dei benefici dal loro utilizzo è di fondamentale importanza che esse siano completamente integrate nei processi di business e decisionali.La Accenture Analytics Applications Platform permette di offrire applicazioni specifiche per mercato e per processo di business in grado di fornire supporto quotidiano ai decision maker e ai business user, in modo da rendere le Predictive Analytics utilizzabili in automatico e in tempo reale per raggiungere importanti obiettivi come la riduzione dei costi e l’aumento dei ricavi».


Cian @ZucchettiSpa #APA Grande interesse tra i nostri clienti del mondo finance
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Aggiunge Angelo Cian, responsabile soluzioni di Business Intelligence di Zucchetti: «Tra i nostri clienti abbiamo notato un grande interesse per i predictive analytics nel mondo assicurativo e in quello bancario, dove gli scenari di mercato cambiano in modo rapidissimo e diventa fondamentale non solo analizzare quanto è successo, ma anche fare delle previsioni attendibili su quanto potrà accadere in un prossimo futuro. Per rispondere a queste esigenze, in Zucchetti abbiamo realizzato le Infinity Analytics, funzionalità avanzate di business intelligence, facilmente integrabili a tutti gli applicativi di gestione aziendale, per estrarre i dati generati dall’impresa e trasformarli in informazioni utili a prendere decisioni. Abbiamo investito molto in ricerca e sviluppo proprio perché le informazioni siano visualizzabili in modo intuitivo, configurabili in modo autonomo dall’utente e disponibili per processi di data mining e di regressione lineare allo scopo di compiere analisi predittive, con un notevole supporto a livello grafico e interattivo per individuare correlazioni tra i dati. Le Infinity Analytics sono ovviamente realizzate in tecnologia web per rendere disponibili le informazioni ovunque e in qualsiasi momento e sono compatibili con tutti gli strumenti mobili di ultima generazione».


Rodolfi #SB Italia L’analisi predittiva dei dati ha portato immediati benefici in diversi settori
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Racconta l’esperienza della sua azienda Luca Rodolfi, responsabile Business Intelligence di SB Italia: «L’introduzione di sistemi di analisi predittiva dei dati ha portato immediati benefici in diversi settori. Dalla sanità al finance, fino al mondo dei giochi online. In generale, dove è determinante individuare tendenze che possano fornire indicazioni anticipate su “che cosa” potrà accadere anche a livello di singolo cliente e su possibili errori e accadimenti evitabili. La raccolta minuziosa di dati storici rappresenta uno snodo significativo tra il tentare di comprendere i fenomeni attraverso l’analisi dei dati con un approccio euristico e l’affidarsi a un procedimento algoritmico basato sulla statistica e su tecniche di esplorazione automatica del dato. Un progetto sviluppato da SB Italia in questo ambito che ha portato evidenti e misurabili benefici al committente è l’analisi predittiva sul rischio di abbandono dei singoli clienti. Questa analisi ha consentito di costruire una “classifica” dei clienti più “a rischio” che sono stati poi opportunamente gestiti in anticipo rispetto a una decisione di abbandono, consentendo di innescare un processo virtuoso di fidelizzazione. Per l’ideazione e la realizzazione del progetto sono state determinanti – oltre all’ovvio utilizzo della tecnologia e delle piattaforme software più avanzate – competenza, visione e conoscenza del business del cliente, tutti fattori distintivi dei consulenti SB Italia».


Menecali #SinfoOne Inversione di tendenza anche in aziende di piccole dimensioni
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Le esperienze nel settore alimentare

Ci dice Mirko Menecali, responsabile Service Line Business Intelligence di Sinfo One: «Sinfo One presidia il settore del largo consumo e in particolare l’alimentare. In questo settore, soprattutto nelle aziende medio-piccole, i processi di previsione della domanda sono stati spesso gestiti in modo destrutturato, utilizzando strumenti come Excel. Negli ultimi anni, a causa dei cambiamenti di mercato, dell’assottigliarsi dei margini e, in qualche caso, della riduzione dei volumi, abbiamo notato un’inversione di tendenza anche in aziende di piccole dimensioni, che hanno rivisto i loro processi di pianificazione della domanda e di governo delle azioni commerciali. l benefici ricercati si concentrano sulla previsione degli effetti delle politiche commerciali, per migliorare l’efficacia delle azioni commerciali (soprattutto promozionali) e prevedere l’impatto economico-finanziario e sulla supply chain. Vi è poi sempre più la tendenza ad adottare strumenti previsionali per valutare in modo strutturato cambiamenti più importanti del business (nuove linee di prodotto o nuovi mercati). Sinfo One ha deciso di supportare tale tendenza con una sua soluzione specifica Si For basata su tecnologia Oracle Hyperion, che incorpora algoritmi predittivi (Oracle crystal ball) ed è in grado di supportare adeguatamente sia un approccio statistico sia collaborativo al processo di previsione della domanda».


Maderna @BOARDItalia La sfera di cristallo non esiste: #rapidità #accuratezza #usabilità
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Aggiunge Andrea Maderna, country manager di BOARD Italia: «Vi sono settori che sono da anni avvezzi a utilizzare strumenti di Predictive Analytics, e sono essenzialmente quei settori in cui le attività di vendita e produzione sono essenzialmente basate sulle previsioni e/o forecast. Tra questi sicuramente citerei il fashion, il food & beverage e il retail specializzato. Porto come esempio un nostro noto cliente del settore alimentare che con BOARD ha realizzato un modello di demand forecasting a supporto della previsione dei volumi di vendita, dove a partire dai dati storici ripuliti dagli eventi straordinari, la baseline previsionale si calcola attraverso l’applicazione di modelli previsionali statistici anche molto complessi. Il risultato è che il cliente può attivare questi algoritmi a qualsiasi livello di dettaglio, ad esempio di famiglia o sottofamiglia, e decidere con semplici parametri l’accuratezza del forecast che vuole ottenere. Può anche con estrema velocità confrontare i risultati ottenuti modificando i parametri degli algoritmi o l’accuratezza desiderata o l’intervallo temporale della previsione, impostando anche eventuali vincoli legati ai lead time di produzione o di distribuzione. La sfera di cristallo non esiste, ma certamente indico tre elementi critici in un processo previsionale che il nuovo modulo BOARD BEAM risolve in modo ottimale: la rapidità di risposta del sistema che conduce a un aumento della frequenza di pianificazione; l’aumento dell’accuratezza con l’uso di algoritmi sofisticati ma semplici da configurare; e la facilità di modifica e di utilizzo di tali modelli».

 

 

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Armundia – L’expertise che fa crescere il tuo business https://www.datamanager.it/2014/10/armundia-lexpertise-fa-crescere-tuo-business/ Thu, 02 Oct 2014 08:20:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62031 I primi sette anni di successo dell’importante realtà italiana attiva nell’ICT bancario, assicurativo e finanziario, nata grazie all’esperienza e alla competenza di alcuni soci molto agguerriti Una storia interessante di imprenditoria italiana. Che fa essere ottimisti sul nostro Paese, nonostante tutto. È quella di Armundia, società specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni software e […]

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I primi sette anni di successo dell’importante realtà italiana attiva nell’ICT bancario, assicurativo e finanziario, nata grazie all’esperienza e alla competenza di alcuni soci molto agguerriti

Una storia interessante di imprenditoria italiana. Che fa essere ottimisti sul nostro Paese, nonostante tutto. È quella di Armundia, società specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni software e consulenza per i settori dell’ICT bancario, finanziario e assicurativo. E ce la racconta Gianluca Berghella, fondatore e attualmente presidente e CEO di Armundia Group. Lo incontriamo ai primi di settembre negli uffici milanesi della società, che ha il quartier generale a Roma e un ufficio anche a Empoli, alle porte di Firenze. Armundia, il cui nome è un neologismo che parte dal concetto di “armonia” e “maestria”, intendendo anche richiamare gli oltre venti anni di esperienza nel campo delle piattaforme software per il mondo finance, è stata fondata sul finire del 2007 da alcuni manager provenienti da Datamat, nota società entrata a far parte del gruppo Finmeccanica un paio d’anni prima. «Operando in Datamat fin dai primi anni Novanta, negli ambiti banca, finanza e assicurazioni, abbiamo avuto modo di seguire tutto lo sviluppo avvenuto in questi settori, come la nascita della Borsa telematica, l’affermarsi delle gestioni patrimoniali, dei fondi di investimenti e del trading, oltre che dei servizi connessi» –  ricorda Berghella. «E quando la nuova proprietà ha manifestato un maggiore focus verso altri settori di attività, abbiamo ritenuto che le nostre consolidate competenze potevano essere messe al servizio del mercato in un diverso contesto: così è nata Armundia» – spiega Berghella.

Startup di successo

Una vera e propria startup, con il 55% in mano a un socio finanziatore e il restante 45% di proprietà dei fondatori. «È stata una bella scommessa, anche perché la partenza di Armundia si è verificata contemporaneamente all’inizio della crisi finanziaria che ben conosciamo. Ma la nostra idea di fondo, che era quella di valorizzare i nostri venti anni di esperienze nello sviluppo e nell’implementazione di prodotti software ad alto livello di sofisticazione, razionalizzandoli per venire incontro alle esigenze sempre nuove di un settore in evoluzione come quello finance, si è rivelata quella giusta, e siamo grati al nostro socio finanziatore di aver creduto in noi» – sottolinea Berghella. I successi sul mercato non sono mancati, visto che oggi la società è cresciuta dalle cinque persone iniziali a oltre 40, per un fatturato che supera i 3 milioni di euro. Ed è grazie a questi successi che nel corso di quest’anno, Armundia ha intrapreso un percorso per ridefinire l’assetto societario, «avviando un processo di riacquisizione delle quote dall’azionista finanziatore che ha esaurito la sua funzione, peraltro importantissima, di supporto durante la fase di startup. Abbiamo così creato Armundia Group, che possiede, insieme ai suoi quattro soci, più del 70% di Armundia srl, con l’obiettivo di acquisire ulteriori quote entro l’anno» – precisa Berghella. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un normale trasferimento di azioni da una società all’altra, costituisce in realtà un passaggio fondamentale per Armundia, in quanto «avviene in un momento che per noi è di forte sviluppo e crescita, e ci permette di consolidare ulteriormente la nostra credibilità nei confronti del mercato e dei clienti, che vedevano nella nostra compagine azionaria la presenza di un socio di maggioranza non facente parte del nostro settore di attività» –  spiega Berghella.

L’ora dell’internazionalizzazione

Nel percorso ulteriore di sviluppo intrapreso da Armundia, riveste un ruolo di primo piano l’espansione verso l’estero, che in realtà era prevista da subito, in quanto i prodotti sono sempre stati sviluppati con la possibilità di essere adattati in altre lingue e paesi senza particolari modifiche di sostanza. Dopo la prima apertura in Svizzera tramite un importante istituto bancario elvetico, che aveva scelto già nel 2008 una soluzione Armundia, oggi la società è presente in diverse aree dell’Est Europa tramite alcuni clienti di rilievo, tra cui uno dei gruppi bancari italiani presenti nell’area, e nel Medio Oriente attraverso l’attività di un system integrator, oltre ad avere un collaboratore che opera direttamente a Tirana, in Albania.

Passando ad analizzare più da vicino le aree di azione sul mercato, «con la nascita di Armundia Group abbiamo definito in maniera più precisa i brand dei segmenti che presidiamo e che ci vedono per il 60% presenti nell’ambito banking e finance e per il 30-40% nelle assicurazioni, senza dimenticare la nostra attività nel consulting e nella nascente Academy» – sottolinea Berghella. Specificando che «vi sono prodotti, progetti e referenze per ognuna di queste aree, con numerose soluzioni che abbiamo sviluppato specificamente per i diversi settori grazie alle nostre expertise consolidate».

Prodotti e soluzioni

Tra i prodotti, nell’ambito bancario spiccano tra gli altri Armundia Asset Shaper: rivolto in primo luogo alle banche, è diretto anche alle gestioni patrimoniali e alle società di gestione di risparmio, in virtù del suo forte focus sull’investment manager, per il supporto a tutti i principali aspetti del processo di investimento nella gestione di portafogli individuali e portafogli istituzionali. Armundia Wealth Shaper ha invece un focus maggiore sul private banking, e copre le esigenze di advisory in una banca moderna per la gestione del profiling, degli obiettivi di investimento, del monitoraggio e del reporting al cliente. Oltre che alle banche, è indicato anche per i consulenti finanziari e gli asset manager. Per l’area vendite e marketing della banca è invece studiata Armundia Action Shaper, una piattaforma completa per il supporto alle attività analitiche, operative e relazionali degli istituti di credito.

Per il settore assicurativo, intendendo compagnie, intermediari, fiduciari, casse di assistenza, Armundia ha sviluppato soluzioni di ultima generazione che permettono di innovare i processi gestionali razionalizzando modelli operativi, organizzativi e decisionali. «Abbiamo voluto fare questa scommessa, e i fatti ci stanno dando ragione, rivolgendoci a un mercato che in Italia soffre ancora in un certo qual modo di una scarsità di cultura dell’investimento e percepisce a fatica il valore delle soluzioni IT» –  spiega Berghella. Da qui, l’idea di partire dai broker, cioè gli intermediari, proponendo Armundia Brokerver, che si configura come un gestionale completo e che ha «un po’ sparigliato le carte in un mercato per certi versi ancora ingessato. Da qui, abbiamo creato una soluzione di business intelligence e a fine 2013 un sistema di preventivazione, di comparazione e di emissione di polizze assicurative» – aggiunge Berghella.

Consulenza e Academy

Infine, è da menzionare l’attività nell’ambito della consulenza, che vede Armundia ritagliarsi uno spazio sempre più ampio anche in relazione alla crescente internazionalizzazione dei clienti. Ne è un esempio, il fatto che la società ha «supportato da vicino uno dei più importanti operatori italiani attivi nell’asset management nella nascita della consociata irlandese, partendo da un’accurata analisi organizzativa, dei processi e della struttura» – fa sapere Berghella. «Il valore dell’iniziativa Academy, alla quale la società crede molto, si basa sulla filosofia di puntare sempre a dare il meglio, senza mai sederci sugli allori» – rivendica Berghella. «Potevamo prosperare riproponendo i prodotti che avevamo sviluppato in passato, ma invece abbiamo scelto di concentrarci nel riutilizzare una sola cosa: le nostre esperienze, per proporre ai nostri clienti sempre il massimo valore che non può che nascere dalla competenza. E l’idea di Academy è proprio di organizzare momenti di riflessione e occasioni di formazione, ma senza la presunzione di sostituirci a quello che già c’è, quanto piuttosto condividere le esperienze e creare una community per affinare le azioni».

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Via libera al riassetto societario di Armundia Srl https://www.datamanager.it/2014/07/via-libera-riassetto-societario-armundia-srl/ Wed, 16 Jul 2014 10:48:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58395 È stato avviato il progetto di riassetto societario della società Armundia S.r.l., che porterà entro la fine del 2014 ad una nuova distribuzione delle quote di partecipazione.  Il nuovo azionista di riferimento è Armundia Group S.r.l. che acquisisce dalla uscente società svizzera Drumpier SA le quote di controllo detenute in Armundia pari al 55% È […]

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È stato avviato il progetto di riassetto societario della società Armundia S.r.l., che porterà entro la fine del 2014 ad una nuova distribuzione delle quote di partecipazione.  Il nuovo azionista di riferimento è Armundia Group S.r.l. che acquisisce dalla uscente società svizzera Drumpier SA le quote di controllo detenute in Armundia pari al 55%

È stato avviato il progetto di riassetto societario della società Armundia S.r.l., che porterà entro la fine del 2014 ad una nuova distribuzione delle quote di partecipazione.

Il nuovo azionista di riferimento è Armundia Group S.r.l. che acquisisce dalla uscente società svizzera Drumpier SA le quote di controllo detenute in Armundia pari al 55%.

A seguito dell’operazione Gianluca Berghella è stato nominato Amministratore Unico di Armundia S.r.l.

[blockquote style=”4″]Dichiara Berghella: “È un’operazione di consolidamento e crescita che avviene in una fase macroeconomica estremamente turbolenta e penalizzante. In sei anni dalla sua nascita Armundia ha ideato, sviluppato e posizionato soluzioni software e progetti altamente competitivi acquisendo referenze di spicco sia sul mercato italiano sia sul quello internazionale. Adesso con questa operazione consolidiamo l’assetto societario perseguendo obiettivi di continuità tecnica e manageriale e rinnovando i valori di qualità, competenza e alta professionalità maturati in questi anni”.[/blockquote]

Al momento le quote di Armundia Group e di ciascuno dei suoi 4 soci (Berghella, Citi, Savo e De Leonardis) ammontano a più del 70%.

Entro la fine del 2014 si raggiungerà il controllo del 90% e oltre tramite l’acquisizione delle residue quote di minoranza.

“L’operazione non sarebbe stata possibile senza la determinazione e l’impegno del management e dei dipendenti di Armundia – conclude Berghella – Desidero inoltre ringraziare i nostri clienti per la smisurata fiducia che ci hanno dimostrato e continuano a dimostrarci in questo momento di evoluzione”.

 

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