Assinform – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 21 May 2024 10:22:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Assinform – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Anitec-Assinform: scuole e imprese insieme per l’innovazione https://www.datamanager.it/2024/05/anitec-assinform-scuole-e-imprese-insieme-per-linnovazione/ Tue, 21 May 2024 10:22:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237553 Giunto alla quarta edizione, il Premio è stato consegnato oggi ai quattro migliori progetti ideati dalle scuole secondarie di secondo grado Si è svolta a Roma la cerimonia di consegna del “Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale 2023-2024”, un’iniziativa lanciata lo scorso 15 settembre e promossa da Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, […]

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Giunto alla quarta edizione, il Premio è stato consegnato oggi ai quattro migliori progetti ideati dalle scuole secondarie di secondo grado

Si è svolta a Roma la cerimonia di consegna del “Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale 2023-2024”, un’iniziativa lanciata lo scorso 15 settembre e promossa da Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio del CNG (Consiglio Nazionale Giovani).

L’evento, svoltosi in un clima di grande entusiasmo, ha celebrato l’eccellenza nell’innovazione digitale scolastica, premiando 4 progetti che si sono distinti per il loro ingegno, la loro originalità e il loro impatto positivo sul mondo della scuola. Tutti i progetti saranno valorizzati sul sito web di Anitec-Assinform.

Protagonisti della quarta edizione del Premio sono stati gli studenti e gli insegnanti di istituti scolastici secondari di secondo grado, che, in sinergia con aziende leader del settore ICT, hanno dato vita a progetti innovativi capaci di dimostrare, ancora una volta, come la tecnologia e le applicazioni digitali possano essere un potente strumento per migliorare l’apprendimento, favorire l’inclusione e potenziare la partecipazione attiva degli studenti all’interno del panorama scolastico con uno primo sguardo all’inserimento nel mondo del lavoro.

Tra i momenti salienti della cerimonia, l’intervento del divulgatore scientifico Lorenzo Baglioni, che ha condiviso con i ragazzi la sua esperienza che unisce matematica e spettacolo, sottolineando l’importanza di un utilizzo efficace della tecnologia come strumento di crescita, di inclusione e di espressione.

I 4 progetti vincitori – selezionati da una qualificata Commissione di Valutazione presieduta da Francesco Profumo, ex Ministro dell’Istruzione e composta da Anna Brancaccio (Ministero dell’Istruzione e del Merito), Maria Rita Fiasco (Anitec-Assinform), Mirta Michilli (Fondazione Mondo Digitale), Raffaela Milano (Save the Children) e Nicola Parascandolo (Luiss – Summer School e Hub 42) – hanno ricevuto un premio di 2.500€ ciascuno e saranno promossi all’interno delle iniziative dell’Associazione dedicate all’orientamento e allo sviluppo delle competenze ICT.

I vincitori del premio sono:

Categoria “ICT e disabilità: come il digitale favorisce l’inclusione”

Istituto Cipriano FACCHINETTI di Castellanza (VA)

Progetto: STEM Everywhere

Azienda partner: Digital System Computers Srl

Categoria “Digital enablers: le nuove tecnologie per lo sviluppo dell’Innovazione nei settori dell’economia e nella società

Istituto Galileo FERRARIS di Molfetta (BA)

Progetto: GoMino

Azienda partner: Exprivia S.p.A./HRCOFFEE

Categoria “Promozione della sicurezza del web e contrasto ai fenomeni di bullismo”

Istituto Cesare BATTISTI di Bolzano (BZ)

Progetto: BATTBULL

Azienda partner: Konverto Ag

Categoria “Digital & Data Science – Economia dei dati” 

LICEO CLASSICO-SCIENTIFICO PELLICO-PEANO di Cuneo

Progetto: Cosa ci dicono i dati?

Azienda partner: Wonderful Education

Nel corso dell’evento, inoltre, sono state attribuite alcune menzioni speciali alle scuole per il loro impegno distintivo in vari settori.

Menzione speciale “Per la valorizzazione degli impatti sociali”:

Istituto CASAGRANDE-CESI di Terni

Progetto: Scambuster

Categoria Digital Enablers

Azienda partner: Softel Srl

Menzione speciale “Per il coinvolgimento di un settore artigianale e del territorio”:

I.I.S “A. VENTURI” indirizzo Liceo Artistico di Modena

Progetto: Gioielli Venturiani

Categoria: Digital Enablers

l’Azienda partner: Wasp Kentstrapper

Menzione speciale “Per la valorizzazione della sostenibilità ambientale”:

Istituto SALVATORELLI-MONETA di Marsciano (PG)

Progetto: Marsciano Green: less is more

Categoria: Digital Enablers

Azienda Partner TECHNE S.r.l.

Menzione speciale “Per l’attenzione al rapporto tra cittadini e PA”:

Istituto Francesco SELMI di Modena

Progetto: Lo dicono i Dati! pagoPA-Un servizio semplice, sicuro ed efficiente per il cittadino

Categoria: Digital & Data Science

Azienda Partner: PagoPA

Promuovere le competenze digitali, specialmente tra i giovani, è una tra le priorità della nostra Associazione”, afferma Ludovica Busnach, Vice Presidente Anitec-Assinform con delega alle Digital Skills per la crescita d’impresa e l’inclusione. “Attraverso questa iniziativa vogliamo sottolineare l’importanza della collaborazione tra scuole, imprese e istituzioni, con il duplice obiettivo di arricchire il bagaglio di conoscenze delle generazioni future e prepararle per il mondo del lavoro. Il nostro obiettivo è ridurre il divario di competenze digitali nel Paese attraverso soluzioni strutturali e programmi di lunga durata. Inoltre, è fondamentale sottolineare l’importanza del ruolo della scuola e dell’insegnamento delle competenze digitali ai ragazzi come leva di inclusione sociale, uguaglianza e abbattimento di stereotipi. Le scuole che hanno partecipato al Premio sull’Innovazione Digitale hanno dimostrato passione, interesse e spirito di squadra, qualità essenziali per affrontare con successo un mondo in continua evoluzione. Come Associazione continueremo a sostenere e a valorizzare il talento dei giovani, investendo nella loro formazione e offrendo loro le opportunità necessarie per esprimere il proprio potenziale”.

La Dirigente Anna Brancaccio membro della Commissione di Valutazione (Ministero dell’Istruzione e del Merito) ha così commentato: “Questo premio sottolinea l’importanza del rapporto tra scuola e impresa, oltre a dare forma all’esigenza di innovare la scuola attraverso il digitale. Non è più tempo di pensare se “digitale sì” o “digitale no” nella scuola, occorre operare e attuare best practice che, essendo per loro definizione, sostenibili e ripetibili, possano essere prese ad esempio da tutte le realtà scolastiche. Oggi premiamo i migliori progetti di innovazione digitale elaborati in stretta collaborazione con le aziende, essi sono una dimostrazione della creatività e del pensiero critico posseduto dagli studenti. Dobbiamo dare, attraverso queste collaborazioni tra pubblico e privato, quante maggiori opportunità alle scuole perché gli studenti possano acquisire nuove conoscenze e competenze con cui affrontare le sfide del presente e, soprattutto, del futuro, attraverso la presa di coscienza dei propri talenti e inclinazioni.”

Le iscrizioni alla quinta edizione del Premio 2024-2025 si apriranno nell’autunno 2024.

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Il settore ICT in Emilia-Romagna, molte luci e poche ombre https://www.datamanager.it/2024/04/il-settore-ict-in-emilia-romagna-molte-luci-e-poche-ombre/ Wed, 17 Apr 2024 15:08:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236579 Rapporto “Il Digitale in Emilia-Romagna 2024”, promosso da Anitec-Assinform e Confindustria Emilia-Romagna. L’innovazione digitale ha raggiunto importanti traguardi, con un mercato di 6 miliardi di euro e 13.000 imprese ICT La prima edizione del rapporto “Il Digitale in Emilia-Romagna 2024” analizza il percorso verso la transizione digitale sinora compiuto nella regione e indaga gli ambiti […]

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Rapporto “Il Digitale in Emilia-Romagna 2024”, promosso da Anitec-Assinform e Confindustria Emilia-Romagna. L’innovazione digitale ha raggiunto importanti traguardi, con un mercato di 6 miliardi di euro e 13.000 imprese ICT

La prima edizione del rapporto “Il Digitale in Emilia-Romagna 2024” analizza il percorso verso la transizione digitale sinora compiuto nella regione e indaga gli ambiti in cui occorre accelerare per raggiungere livelli di digitalizzazione ancora più competitivi.

Nonostante l’emergenza causata dall’alluvione e l’incremento dei costi delle materie prime, il mercato digitale dell’Emilia-Romagna ha registrato una crescita significativa nel 2023, raggiungendo un valore complessivo di 6.063,2 milioni di euro, per un aumento del 2,6% sull’anno precedente.

I numeri del rapporto certificano l’importanza dell’Emilia-Romagna a livello nazionale, con dati d’eccellenza per quanto riguarda l’economia in generale e l’adozione di processi innovativi in particolare. Lo studio vuole anche essere uno strumento propositivo e gettare spunti perché l’interazione tra imprenditorialità privata, settore pubblico e progetti europei dia ancora più opportunità di crescita e sviluppo.

Il rapporto utilizza metodologie, definizioni, fonti e contenuti dello studio annuale “Il Digitale in Italia” di Anitec-Assinform.   «Dopo Puglia e Lazio, con questo rapporto arricchiamo la nostra analisi dei territori, in modo da studiare ancora meglio le dinamiche della digitalizzazione del nostro Paese. Ancora una volta emerge una situazione di grande vitalità, dove un tessuto produttivo storicamente florido – come quello dell’Emilia-Romagna – sta da tempo compiendo importanti passi verso la digitalizzazione e l’adozione di tecnologie innovative, attraverso un virtuoso ‘ecosistema’ locale che dialoga con mercati e istituzioni sovranazionali. I dati confermano l’importanza di investire sulle competenze digitali, con una strategia di policy focalizzata su education, formazione superiore, upskilling e reskilling. Tema su cui la nostra associazione è impegnata con l’Osservatorio sulle competenze e con diversi progetti formativi, ma che richiede ancora più impegno e dialogo a livello centrale. Oggi abbiamo la possibilità anche grazie all’intelligenza artificiale e a infrastrutture come l’HPC Leonardo di rendere florida e dinamica la nostra filiera produttiva, partendo dalle esperienze di valore sul territorio e creando sinergie utili all’interno della nostra industry». Così Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, a commento della pubblicazione sull’andamento del digitale in Emilia-Romagna.

«L’Emilia-Romagna – dichiara Annalisa Sassi, Presidente di Confindustria Emilia-Romagna – si conferma una delle regioni più innovative e digitalizzate a livello italiano ed europeo, con imprese molto dinamiche, un mercato digitale in espansione e un sistema pubblico che mette a disposizione risorse finanziarie rilevanti. Le aziende emiliano-romagnole sono impegnate in importanti processi di trasformazione digitale: secondo la nostra indagine sugli investimenti nel 2023 il 55% ha investito in ICT e il 58% in formazione. In Emilia-Romagna abbiamo una convergenza straordinaria di fattori di accelerazione: per fare un vero salto di qualità dobbiamo lavorare assieme, imprese, Istituzioni e i tanti soggetti dell’innovazione per semplificare il sistema, renderlo più accessibile alle imprese e più  trasversale, e aumentare l’impatto della formazione tecnologica sul territorio rafforzando percorsi formativi digitali in linea con le esigenze delle imprese».

Suddiviso in quattro capitoli seguiti da un focus, il rapporto “Il Digitale in Emilia-Romagna 2024” esamina inizialmente l’economia regionale e il progresso dell’Agenda Digitale Data Valley Bene Comune, con le nuove dotazioni finanziarie dei programmi europei FESR e FSE+ 2021-2027 orientate a valorizzare i dati e attrarre investimenti e competenze. Successivamente analizza nel dettaglio il mercato ICT regionale, che ha registrato una crescita significativa nel 2023, superando i 6 miliardi di euro, con un aumento del 2,6% e punte di crescita maggiori per servizi ICT, contenuti e pubblicità digitale, software e consulenza ICT. Sul territorio sono attive quasi 13.000 imprese ICT; tra queste, sono 500 le Startup e PMI Innovative ICT della regione. Attraverso l’annuale indagine sugli investimenti di Confindustria Emilia-Romagna, il quarto capitolo illustra le dinamiche e i processi di digitalizzazione delle imprese, mentre il focus finale è dedicato al supercomputer Leonardo, il sesto più potente al mondo.

Le conclusioni del rapporto, da una parte, evidenziano alcune criticità nell’avanzamento del digitale a livello regionale e, dall’altra, offrono spunti per migliorare e favorire processi di innovazione e trasformazione. Sul primo versante vengono segnalati il basso sviluppo di startup e PMI innovative in ambito ICT, l’eterogeneità nell’avanzamento della digitalizzazione territoriale, il processo di trasferimento dell’innovazione tecnologica dalla ricerca alle imprese non sfruttato in modo ottimale, la cultura manageriale poco propensa ad innovazione e cambiamento in alcuni segmenti e settori, la carenza di professionalità ICT avanzate.

Sul secondo fronte vengono individuati alcuni filoni di intervento, come il cambio di prospettiva nella governance che prediliga un orientamento verticale, per rendere più semplice ed efficace l’organizzazione dell’ecosistema regionale, favorendo economie di scala e di scopo; l’adozione di azioni politiche differenziate, con target e misure calibrati; la necessità, da parte del mondo dell’impresa, di avere “certezze” rispetto a procedure e tempi di finanziamento pubblico degli investimenti tecnologici.

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Intelligenza artificiale: il mercato in Lombardia raggiunge quasi 192 milioni di euro nel 2023 https://www.datamanager.it/2024/03/intelligenza-artificiale-il-mercato-in-lombardia-raggiunge-quasi-192-milioni-di-euro-nel-2023/ Tue, 26 Mar 2024 15:37:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235987 A Castellanza la nona tappa del roadshow di Piccola Industria e Anitec-Assinform Nona tappa presso la LIUC di Castellanza (VA), con Piccola Industria Confindustria Alto-Milanese, Confindustria Como e Confindustria Varese per il ciclo di incontri “Intelligenza artificiale e PMI: esperienze da un futuro presente”, organizzato da Piccola Industria Confindustria e Anitec-Assinform, in collaborazione con la […]

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A Castellanza la nona tappa del roadshow di Piccola Industria e Anitec-Assinform

Nona tappa presso la LIUC di Castellanza (VA), con Piccola Industria Confindustria Alto-Milanese, Confindustria Como e Confindustria Varese per il ciclo di incontri “Intelligenza artificiale e PMI: esperienze da un futuro presente”, organizzato da Piccola Industria Confindustria e Anitec-Assinform, in collaborazione con la rete dei Digital Innovation Hub, con la media partnership de L’Imprenditore. Il roadshow – che fino a oggi ha visto la partecipazione di 900 imprese tra Verona, Bari, Firenze, Caserta, Torino, Cesenatico, Brescia e Genova – in due anni toccherà tutte le regioni italiane, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare le piccole imprese associate a Confindustria sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. Sono le stesse imprese a raccontare le proprie esperienze e strategie di impiego dell’IA in azienda, grazie alla presentazione di casi concreti e al confronto diretto con i partecipanti.

L’intelligenza artificiale, di cui si discute da oltre 70 anni, è oggi al centro del dibattito politico-economico. Big data, elevate capacità computazionali e algoritmi più performanti ne permettono un impiego diffuso, capace di incidere nella vita quotidiana di imprese e individui in maniera ancora più profonda rispetto alle innovazioni precedenti. Tuttavia, nonostante le sue potenzialità, l’IA rimane ancora scarsamente utilizzata dalle imprese italiane, in particolare quelle di minori dimensioni: secondo dati Eurostat del 2023, solo il 5% delle imprese con almeno 10 dipendenti ha dichiarato di utilizzare sistemi di Intelligenza artificiale, contro una media dell’8% nell’Unione europea (FIGURA 1). In particolare, la percentuale di piccole imprese italiane (10-49 dipendenti) si attesta al 4,4%, contro il 24% delle grandi imprese (oltre 250 dipendenti) (FIGURA 2). Un gap da colmare, perché numerose ricerche certificano un crescente divario nell’incremento della produttività dovuto alla digitalizzazione tra le poche imprese di frontiera e le molte più in ritardo. Per quanto riguarda la Lombardia, le imprese con almeno un livello base di digitalizzazione sono il 68%.

Secondo lo studio del Digital Innovation Hub Lombardia, disponibile sul sito www.dihlombardia.comil principale ostacolo alla diffusione delle tecnologie basate su IA per efficientare i processi aziendali, è dovuto alla ancora insufficiente disponibilità di dati strutturati e coerenti in formato digitale e al loro utilizzo che è rimasto di carattere personale: un passaggio fondamentale per abilitare l’utilizzo della IA sarà proprio quello di razionalizzare, condividere e rendere interpretabili tutti i dati che vengono generati nei processi produttivi.

Dalle analisi di Anitec-Assinform, l’Associazione che in Confindustria raggruppa le aziende ICT, in Italia il mercato dell’Intelligenza artificiale nel 2022 ha raggiunto un volume di circa 435 milioni di euro (+32,4%) ed è previsto che raggiunga i 1.200 milioni nel 2026, con un tasso di crescita medio annuo del 28,9% (cfr. Rapporto Anitec-Assinform “Il Digitale in Italia 2023” v.2).

L’Intelligenza artificiale, insieme ad altri abilitatori del mercato (Digital Enabler) come ad esempio Cybersecurity, Big Data e Cloud, sarà un elemento di traino straordinario per lo sviluppo del mercato digitale italiano. Nonostante le prospettive positive, in Italia il mercato dell’IA resta meno sviluppato rispetto agli altri Paesi più industrializzati: per questo è fondamentale avere una visione strategica che consenta di accelerare e potenziare gli investimenti delle imprese, rafforzare le competenze digitali dalla scuola al mondo del lavoro e acquisire maggiore consapevolezza e conoscenza delle potenzialità dell’IA.

Se poi guardiamo ai dati Eurostat relativi alle motivazioni che limitano l’utilizzo dell’IA, (FIGURA 4) le imprese del nostro Paese esprimono meno preoccupazioni della media europea ma il freno maggiore consiste nella carenza di competenze adeguate. È quindi fondamentale approfondire la conoscenza degli strumenti a disposizione e comprendere meglio quale siano le ragioni alla base di uno scarso utilizzo di queste tecnologie.

Analizzando i dati regionali si evidenzia come nel 2022 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Lombardia abbia superato i 120 milioni di euro, con una prospettiva di crescita del 40% medio nel biennio 2022-2024, anno in cui arriverà a toccare circa i 270 milioni di euro (stime in rialzo rispetto al Rapporto Il Digitale in Italia 2023 vol 1), crescita dovuta a una sempre maggiore disponibilità di piattaforme software di AI con funzionalità e capacità più performanti. Se guardiamo al mercato digitale nel suo complesso nel 2022 la Lombardia supera i 19 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del 4% rispetto al 2021 (Fonte: Rapporto Anitec-Assinform “Il Digitale in Italia 2022”). (FIGURA 5).

“Siamo estremamente soddisfatti di come sta procedendo questo percorso sui territori che abbiamo avviato oltre un anno fa insieme ai colleghi di Anitec-Assinform e a quelli delle associazioni locali coinvolte a ogni tappa. La partecipazione delle imprese agli incontri è in continua crescita. È un ulteriore segno della vitalità del nostro tessuto imprenditoriale, della velocità con cui le nostre imprese si muovono e della prontezza con la quale sono disposte a cogliere le opportunità di crescita. Ed è anche un ottimo esempio di quanto il Sistema Confindustria possa supportare gli imprenditori attraverso momenti di condivisione delle esperienze di ciascuno a servizio degli altri, di confronto sulle difficoltà, ma anche sulle soluzioni e sui benefici di uno strumento di innovazione straordinaria come le tecnologie digitali avanzate di cui parliamo. Momenti tanto più importanti per le PMI e assolutamente cruciali proprio perché parliamo di tecnologie trasversali a ogni settore industriale, che toccano tutti i soggetti raccolti nelle diverse filiere e capaci di incidere e dare benefici sull’intera gamma delle attività dell’azienda. Da questi incontri si esce con rinnovata fiducia nelle nostre imprese e con l’impegno di lavorare ancor più con tutti gli stakeholder, a partire dal decisore politico, per creare le migliori condizioni affinché possano crescere, a partire da un quadro regolatorio stabile e chiaro per favore gli investimenti”, ha sottolineato Giovanni Baroni, Presidente di Piccola Industria Confindustria.

“Como, Varese e Alto Milanese si distinguono per le loro eccellenze in filiere specializzate, come tessile, chimica e manifattura. L’intelligenza artificiale trasforma questi settori con applicazioni che vanno dalla manutenzione predittiva, alla gestione automatizzata dei magazzini, fino al supporto al design. Inoltre, non possiamo trascurare il ruolo cruciale che l’intelligenza artificiale svolge nella prototipazione e modellazione dei capi. Questo significa processi di progettazione più efficienti, riduzione dei tempi di sviluppo e maggiore precisione nella realizzazione dei prodotti. È sempre più forte il desiderio degli imprenditori di avvicinarsi a questa tecnologia e il successo dell’evento di oggi lo dimostra. Servono, però, politiche che tengano conto delle specificità delle PMI, come Anitec-Assinform ha sottolineato nel il suo “AI manifesto”: accompagniamo le aziende nell’adozione dell’IA, in modo da consentire loro di crescere e acquisire scala, competere e prosperare nell’economia globale.”, ha affermato Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform.

“Abbiamo interpellato la nostra base associativa e ci siamo resi conto che solamente il 16% delle imprese rispondenti ad un nostro sondaggio ha intenzione di investire in Intelligenza artificiale nel 2024. Questi i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Varese nell’ultima indagine sugli investimenti realizzati delle imprese locali, che restituiscono la fotografia di un sistema industriale che ha bisogno di strumenti per essere accompagnato alla scoperta di un tema così al centro dello scenario mondiale del digitale, ma ancora troppo poco presidiato dalle Pmi. È, dunque, evidente come la priorità per il nostro Sistema Confindustria debba essere oggi quella di impegnarsi nella costruzione di una maggiore consapevolezza delle aziende su questa nuova frontiera dell’innovazione”, ha aggiunto Andrea Bonfanti, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Varese.

“Esistono varie definizioni di Intelligenza artificiale, ma quella che preferisco è la capacità di percepire, comprendere, prevedere e quindi agire al fine di ottenere il proprio scopo nel modo migliore. Questa è anche la vision del fare impresa ed è per questo che l’Intelligenza artificiale riuscirà, sempre maggiormente, ad aiutare le piccole industrie a realizzare le idee, spesso geniali e innovative, degli imprenditori”, ha dichiarato Walter Pozzi, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Como.

“L’Intelligenza artificiale è una rivoluzione tecnologica che può aprire un mondo di possibilità alle piccole aziende. Le Pmi dell’Alto Milanese, per loro natura resilienti e innovatrici, non tarderanno molto a sperimentare questa tecnologia al loro interno. Come Gruppo, grazie anche al Digital Innovation Hub Lombardia, stiamo già provvedendo alla divulgazione delle migliori tecnologie digitali per spingere sul loro utilizzo”, ha concluso Paola Guffanti, Presidente reggente della Piccola Impresa di Confindustria Alto Milanese.

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Anitec-Assinform e Rete Fondazioni ITS Italy insieme per sostenere occupazione e formazione nel settore ICT https://www.datamanager.it/2024/02/anitec-assinform-e-rete-fondazioni-its-italy-insieme-per-sostenere-occupazione-e-formazione-nel-settore-ict/ Tue, 06 Feb 2024 16:06:08 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234538 L’accordo rappresenta un importante passo avanti nell’ottica di una collaborazione sinergica tra il mondo dell’istruzione tecnica e le imprese dell’ICT Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le aziende ICT in Italia e Rete Fondazioni ITS Italy, l’Associazione che rappresenta il sistema degli ITS Academy, hanno ufficialmente siglato un Protocollo d’intesa, consolidando una partnership strategica volta […]

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L’accordo rappresenta un importante passo avanti nell’ottica di una collaborazione sinergica tra il mondo dell’istruzione tecnica e le imprese dell’ICT

Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le aziende ICT in Italia e Rete Fondazioni ITS Italy, l’Associazione che rappresenta il sistema degli ITS Academy, hanno ufficialmente siglato un Protocollo d’intesa, consolidando una partnership strategica volta a promuovere la formazione, l’occupazione e la diffusione della conoscenza nel settore dello sviluppo software. L’accordo rappresenta un importante passo avanti nell’ottica di una collaborazione sinergica tra il mondo dell’istruzione tecnica e le imprese dell’Information and Communication Technology (ICT).

L’accordo è finalizzato a: promuovere attività di collaborazione attraverso un costante confronto sui fabbisogni occupazionali del settore ICT; l’avvio di iniziative specifiche di orientamento per avvicinare e attrarre nuovi candidati ai percorsi formativi professionalizzanti nel campo dello sviluppo software; promuovere la reciproca conoscenza e l’integrazione tra le Fondazioni ITS e le aziende associate ad Anitec-Assinform.

Il Protocollo d’Intesa prevede, inoltre, la realizzazione di progetti, l’attivazione di tirocini e di attività di comunicazione comuni, con l’obiettivo di favorire la crescita delle competenze digitali e l’innovazione nel settore ICT. Ciò contribuirà a consolidare le competenze digitali di giovani e giovanissimi, anche nell’ottica di ridimensionare il gender gap in ambito STEM, favorendo lo l’innovazione e lo scambio di esperienze tra scuole, imprese e istituzioni.

La partnership con Rete Fondazioni ITS Italy è per noi fondamentale e si colloca nel quadro delle iniziative dell’associazione sui temi della formazione delle competenze digitali. Ormai da tempo stiamo cercando di rafforzare le collaborazioni tra imprese e istituzioni formative, per mettere a disposizione dei giovani il know-how e le competenze delle nostre aziende – commenta il presidente di Anitec-Assinform Marco Gay – Molti nostri associati sono già attivi in diverse fondazioni ITS e con questa partnership avremo la possibilità di mettere a sistema le attività e creare nuove iniziative di formazione e di orientamento su tutto il territorio nazionale. Gli ITS sono attori strategici per lo sviluppo delle competenze ICT: solo nel 2023 sono state oltre 40.000 le offerte di lavoro per figure specialistiche ICT, ma solo 9.000 di queste sono state coperte. È, quindi, evidente che dobbiamo lavorare tutti insieme per assicurare ai giovani di essere occupati oggi e in futuro e alle imprese di poter contare su competenze ICT qualificate per poter essere competitive.

“Sono particolarmente soddisfatto della partnership che inizierà oggi con la firma dell’accordo che rappresenta un’importante collaborazione sinergica tra il mondo gli Istituti Tecnologici Superiori delle imprese dell’Information and Communication Technology (ICT) – afferma il presidente di Rete Fondazioni ITS Italy, Guido Torrielli. Infatti, questo accordo consentirà di promuovere iniziative per la formazione sui temi dell’innovazione nel settore ICT, per favorire ulteriormente l’integrazione tra le Fondazioni ITS e le aziende associate ad Anitec-Assinform e per sviluppare progetti nell’ambito degli stage degli studenti, utilizzando strumenti come la piattaforma “Formati con Noi”.”

L’accordo, della durata di tre anni, sarà soggetto a valutazioni periodiche per garantire il conseguimento degli obiettivi prefissati.

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Nel 2023 il mercato digitale italiano è cresciuto più del PIL https://www.datamanager.it/2024/01/nel-2023-il-mercato-digitale-italiano-e-cresciuto-piu-del-pil/ Thu, 25 Jan 2024 11:24:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234180 La dinamica del mercato digitale è ancora in crescita. Il suo andamento supera quello nell’economia nel suo complesso ed entro il 2026 oltrepasserà i 90 miliardi di euro. Il mercato del digitale ha confermato anche nel 2023 di essere in buona salute. Se le stime per il PIL italiano certificano un suo rallentamento e una […]

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La dinamica del mercato digitale è ancora in crescita. Il suo andamento supera quello nell’economia nel suo complesso ed entro il 2026 oltrepasserà i 90 miliardi di euro.

Il mercato del digitale ha confermato anche nel 2023 di essere in buona salute. Se le stime per il PIL italiano certificano un suo rallentamento e una sua crescita di pochi decimali, il mercato digitale dovrebbe segnare, negli ultimi dodici mesi, un aumento decisamente più sostenuto (+2,8%), con i Servizi ICT (+9%), Contenuti e pubblicità digitale (+5,9) e Software e soluzioni ICT (+5,8%) a trainare tutto il settore.

Gay: “Malgrado l’instabilità dello scenario economico e geopolitico, l’aumento del costo del denaro, la volatilità del prezzo delle materie prime e altri fattori che gravano sulle prospettive di crescita, il mercato digitale mantiene un ruolo centrale nel guidare e far andare avanti il Paese sul doppio binario dell’innovazione e dello sviluppo della sua economia”.

“Nel 2023, con la diffusione di soluzioni di intelligenza artificiale generativa e di ChatGPT, l’intelligenza artificiale ha catturato l’attenzione di accademia, istituzioni, imprese e cittadini, ed è stata finalmente percepita come una tecnologia rivoluzionaria, capace di saldare abilità e attività diverse, di rendere accessibili soluzioni a sfide complesse, di potenziare l’uomo nelle sue capacità naturali. Tecnologie come queste, oltre a big data, cloud e quantum computing, trasformeranno le nostre abitudini e i diversi settori produttivi del nostro Paese: dal Made in Italy, alla sanità, alla pubblica amministrazione. Faranno crescere non solo i settori, ma le filiere, portando le imprese ad aumentare di scala, di dimensione e di posizionamento internazionale”. Così Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, a commento della pubblicazione sull’andamento del digitale in Italia, condotta in collaborazione con NetConsulting cube e presentata quest’oggi a Roma.

Nei primi sei mesi del 2023, il mercato digitale ha fatto registrare un valore di 38.106 milioni di euro, con una crescita del +2,5% rispetto ai primi sei mesi del 2022. Ad avere la crescita percentuale più sostenuta sono stati i settori dei Servizi ICT (+8,8%), spinti soprattutto dal mercato Cloud (+19,8%), i Contenuti e pubblicità digitale (+6%) e i Software e soluzioni ICT (+5,7%).

Le stime hanno previsto una chiusura di 2023 su un valore di 79.209 milioni di euro per una crescita complessiva del +2,8% e con i seguenti segmenti ad avere l’andamento migliore: Servizi ICT (+9%), Contenuti e pubblicità digitale (+5,9) e Software e soluzioni ICT (+5,8%).

Per i successivi anni si ipotizza un aumento più sostenuto: +3,8% nel 2024, +4,8% nel 2025 e +5% nel 2026, con un mercato che nel 2026 potrebbe superare i 90 miliardi di euro. Nel periodo 2024-2026 tutti i comparti sono previsti in crescita.

I Digital Enabler continuano ad essere un elemento di traino straordinario per lo sviluppo del mercato digitale italiano, con l’intelligenza artificiale che farà registrare un tasso medio di crescita annua tra il 2023 e il 2026 del +28,2%.

“Le dinamiche del mercato digitale – prosegue Gay – sono e saranno sempre più legate a fattori che influenzano l’interazione tra trasformazione digitale, economia e capitale umano, sostenibilità e nuovi rischi globali di natura cibernetica. Vogliamo immaginare un futuro dove cambieremo il modo in cui facciamo le cose e avremo sempre più bisogno di nuove e sofisticate competenze. Cresce la domanda di profili specialistici in ambito digitale, dal developer al cloud architect, ma soprattutto cresce la domanda di figure traversali, capaci di leggere la complessità in cui operano le aziende e valorizzare il ruolo del digitale per supportare la loro operatività. Le nuove tecnologie si affermano come un alleato imprescindibile per realizzare gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica che ci siamo prefissati”.

Dopo un primo capitolo sull’andamento del mercato, il Rapporto sul “Digitale in Italia” contiene un secondo capitolo sulla Cybersicurezza e una terza parte sul digitale nella Pubblica Amministrazione.

Nel 2023 si è avuto un ulteriore aumento degli attacchi informatici; a destare maggiori preoccupazioni sono gli impatti in termini di danni procurati. La spesa per Cybersecurity in aumento (+13% nel 2023) conferma il ruolo fondamentale che essa ricopre per supportare l’evoluzione digitale delle aziende. La crescita maggiore si sta verificando nel segmento dei Servizi di sicurezza gestiti (MSS), mentre è nella Sanità (+18,7% nel 2023) e nella Pubblica Amministrazione, sia a livello centrale (+12,7%) che locale (+13,7%), che si riscontra il maggior interesse per le soluzioni di sicurezza informatica.

In generale, il settore della Pubblica Amministrazione rappresenta uno dei principali attori del mercato digitale, sia per la dimensione della spesa che per le dinamiche di crescita che lo caratterizzano. Per il 2023 è prevista una crescita complessiva del +9,1%, con un corrispondente valore del mercato digitale nella PA di quasi 8 miliardi di euro.

“Il 2024 – conclude Gay – sarà un anno cruciale per il nostro Paese: avremo la leadership del G7, si rinnoveranno le Istituzioni europee e l’andamento del PNRR sarà più nitido e definito tanto sul piano dei progetti che su quello delle riforme. Sarà questo l’anno in cui dovremo dimostrare di aver compreso la “lezione” che da sempre l’innovazione ci offre: l’innovazione, infatti, non si ferma, ma possiamo decidere quanto sfruttarla. Ecco perché abbiamo oggi il dovere di essere coraggiosi e determinati per affermare una nostra leadership nel campo dell’innovazione digitale, sfruttando le tante intelligenze presenti nel nostro Paese – dall’impresa all’accademia – proiettandoci come protagonisti e partner dello sviluppo tecnologico, impegnandoci per assicurare competenze trasversali e specifiche che coniughino il nostro immenso patrimonio di conoscenza con le innovazioni alla frontiera”.

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Intelligenza artificiale: una call to action per l’Italia https://www.datamanager.it/2023/10/intelligenza-artificiale-una-call-to-action-per-litalia/ Tue, 31 Oct 2023 13:49:45 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231935 Marco Gay: “L’intelligenza artificiale è già qui e sempre di più entrerà nelle nostre aziende. Non dobbiamo temerla, ma cogliere ogni opportunità che ci potrà offrire per migliorare produttività e competitività, nonché per creare lavori di qualità ai nostri giovani Anitec-Assinform, l’Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology (ICT) aderente a Confindustria, ha presentato oggi […]

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Marco Gay: “L’intelligenza artificiale è già qui e sempre di più entrerà nelle nostre aziende. Non dobbiamo temerla, ma cogliere ogni opportunità che ci potrà offrire per migliorare produttività e competitività, nonché per creare lavori di qualità ai nostri giovani

Anitec-Assinform, l’Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology (ICT) aderente a Confindustria, ha presentato oggi il White Paper “L’IA in azione” nel corso dell’evento “#IArevolution: l’intelligenza artificiale per un’impresa più competitiva e sostenibile”.

Le stime presentate nel White Paper evidenziano una crescente importanza del mercato delle soluzioni di intelligenza artificiale in Italia. Secondo il Rapporto “Il Digitale in Italia 2023 vol.1”, il mercato italiano dell’IA ha raggiunto 435 milioni di euro nel 2022, con una crescita del 32% rispetto al 2021. Per il 2023, si prospetta un valore di 570 milioni di euro, con una crescita stimata del 31% sull’anno precedente. Tra il 2020 e il 2023, il mercato ha più raddoppiato il suo valore, registrando un aumento del 128%. Nei prossimi anni, il mercato dell’IA è previsto proseguire su questa traiettoria di crescita, con un tasso di crescita annuo medio del 28,9% fino al 2026, raggiungendo un volume di 1,2 miliardi di euro.

Nonostante la notevole crescita, il mercato italiano dell’IA presenta ancora un volume complessivo limitato. La diffusione dell’IA tra le aziende italiane, in particolare nel segmento delle PMI, è ancora ridotta: secondo dati ISTAT del 2021, solo il 6,2% delle aziende italiane con almeno 10 addetti ha integrato soluzioni basate sull’IA, con una netta prevalenza delle grandi (24,3%), mentre la percentuale scende al 5,4% per le piccole imprese tra 10 e 49 addetti.

Banking, telecomunicazioni e media sono i settori economici che guidano la sperimentazione dell’IA, con entrambi i settori che evidenziano un volume di mercato oltre gli 80 milioni di euro e un tasso di crescita superiore al 30%. Altri settori, come la sanità, la manifattura e le assicurazioni, mostrano tassi di crescita significativi, con volumi di mercato che oscillano tra i 30 e i 50 milioni di euro.

Oltre ai dati, il White Paper “L’IA in azione” offre una panoramica completa dell’ecosistema dell’IA. Il documento è diviso in quattro parti: si parte dall’evoluzione del contesto tecnologico, indicando strumenti e tecnologie per raccogliere valorizzare i dati; e, passando per l’approfondimento sul mercato dell’IA italiano, si completa con use cases e scenari di applicazione sui verticali.

L’analisi di Anitec-Assinform non si concentra solo sugli aspetti tecnologici e di mercato dell’intelligenza artificiale, ma anche sulla sua integrazione e sull’impatto nel tessuto imprenditoriale italiano. L’IA ha la capacità di influenzare ogni settore e fase del business.

Questa lacuna nell’adozione può essere attribuita a una serie di fattori, tra cui: la mancanza di consapevolezza delle potenzialità dell’IA; la percezione che sia una tecnologia troppo complessa o inaccessibile; una formazione accademica spesso troppo teorica e poco orientata alle esigenze concrete delle imprese. Tuttavia, è rilevante sottolineare come l’ecosistema delle start-up italiane stia dimostrando un crescente interesse e capacità nello sviluppo di soluzioni innovative basate sull’IA.

Infine, il documento pone l’accento sulla necessità di un approccio strategico all’adozione dell’IA, sottolineando l’importanza della formazione – sia tecnica che manageriale – e della regolamentazione. L’Europa, e in particolare l’Italia, sono chiamate a giocare un ruolo chiave, garantendo un quadro normativo equilibrato che favorisca l’innovazione senza trascurare le questioni etiche e di sicurezza.

Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, ha così commentato: “L’intelligenza artificiale sta innovando tutti i settori e può garantire la competitività delle imprese italiane nel prossimo futuro. Oggi dobbiamo però far sì che la sua adozione diffusa diventi un obiettivo chiave per l’Italia. Con il nostro White Paper abbiamo voluto fornire un quadro delle applicazioni e degli sviluppi di questo abilitatore digitale, ma è necessario che si definisca una strategia forte per far sì che idee e potenzialità si trasformino in investimenti. Sviluppo del capitale di conoscenza e competenze digitali, risorse e strumenti di sostegno all’innovazione, regole semplici ed equilibrate: sono questi i principali ingredienti per far sì che l’Italia benefici al massimo dell’utilizzo di questa tecnologia.

L’avvio del Centro nazionale sull’IA di Torino annunciato dal Ministro Urso è un tassello chiave in questa strategia, per accompagnare le imprese lungo i due binari delle trasformazioni digitale sostenibile. Così come l’AI Act avrà un ruolo chiave per indirizzare gli investimenti in questo settore: dobbiamo creare un ambiente in cui l’innovazione possa prosperare senza trascurare le questioni etiche e di sicurezza.

Come Associazione abbiamo attivato da tempo molte iniziative per sensibilizzare le imprese sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, ad esempio insieme alla Piccola di Confindustria stiamo realizzando un roadshow che in due anni toccherà tutte le regioni italiane. Siamo pronti a lavorare con le Istituzioni per accompagnare questa trasformazione e per garantire un futuro migliore per le nostre imprese e il nostro Paese”.

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Il mercato digitale torna a tirare e ora si apre la partita dell’industria 4.0 https://www.datamanager.it/2017/07/mercato-digitale-torna-tirare-ora-si-apre-la-partita-dellindustria-4-0/ Tue, 25 Jul 2017 08:33:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129334 Presentate le stime Assinform: dall’automazione e digitalizzazione si attende una nuova spinta Il mercato digitale consolida i segni di ripresa del 2016 e ora si attende una nuova fase che potrebbe essere illuminata da un driver di tutto rispetto: quello dell’Industria 4.0, che se giocherà bene le sue carte, unendo i processo digitali necessari, potrà […]

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Presentate le stime Assinform: dall’automazione e digitalizzazione si attende una nuova spinta

Il mercato digitale consolida i segni di ripresa del 2016 e ora si attende una nuova fase che potrebbe essere illuminata da un driver di tutto rispetto: quello dell’Industria 4.0, che se giocherà bene le sue carte, unendo i processo digitali necessari, potrà anzi trasformarsi in “impresa 4.0”. Assinform e Confindustria Digitale hanno confermato l’orientamento al bel tempo delle lancette del barometro, pur segnalando gli elementi critici e le scommesse ancora aperte. Tra questi, il consistente ritardo della digitalizzazione della PA e lo shortage delle competenze digitali. I due presidenti Agostino Santoni ed Elio Catania hanno “dettato il passo” del nuovo corso, sottolineando come la partita aperta, in realtà, non riguardi solo un settore, per quanto importante, ma l’intera struttura economica del paese.

Si consolida la ripresa nel 2017

I numeri in primo luogo, presentati da Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting Cube, che quest’anno è stata affiancata da NextValue (di cui si rimpiange la recente scomparsa del fondatore Alfredo Gatti) nella realizzazione del rapporto “Il Digitale in Italia”. Dopo un 2016, che già aveva chiuso il 2016, secondo i numeri raccolti da NetConsulting, con un +1,8%, dove però pesava un +7m2% della componente “non tecnologia”, ovvero contenuti e pubblicità digitale, il 2017 sembra caratterizzarsi per una ripresa più solida e diffusa. Il primo trimestre spunta un eccellente +2,8%, con segni che questa volta interessano tutti i comparti.

Certo, la componente, un po’ “spuria” dei contenuti digitali (come se nel mercato automobilistico si contasse anche l’auto noleggio) continua a dominare con il suo +6,9%, ma i servizi Ict crescono comunque del 2,9%, il software e le soluzioni del 5,8%. Cresce anche l’hardware, con un + 0,9%, dove sono soprattutto server di fascia alta (per i data center nel cloud) e gli smartphone a mantenere il ritmo. Smette di avere segno meno anche “il grande malato”, ovvero le Tlc, che raggiungono la stabilità (+0,04%). Quel che più conta è che per l’intero 2017, il mercato è atteso, secondo stime prudenziali, a un +2,3%. Pesa, nella lieve decrescita, il meno 0,5% delle Tlc, probabilmente appesantite nella seconda metà dell’anno, dal venir meno delle tariffe del roaming internazionale. Per il 2018, il segno più dovrebbe ancora consolidarsi, con un +2,6%.

Bene Industria 4.0, ma la PA è ancora indietro

Segnali positivi dunque, con i principali drivers nella mobilità, negli analytics, nel cloud, nella cybersecurity, ma segnali positivi anche dal punto di vista qualitativo, con il moltiplicarsi delle iniziative innovative. Anche nel Mezzogiorno, ha sottolineato il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania. Tutto bene quindi? A tirare il bilancio è il presidente di Assinform Santoni: “buoni risultati dal piano ultrabroadband, elementi di preoccupazione per la digitalizzazione della pubblica amministrazione “dove occorre essere più direttivi, anche a costo di imporre i nuovi comportamenti virtuosi”. Favorevoli aspettative, infine da Industria 4.0.  La vera novità potrebbe essere proprio questa. Grazie anche agli incentivi fiscali in materia – ovvero gli iperammortamenti – il mercato nel comparto registra crescite del 20%, con impatti anche sulla filiera digitale. Anzi, per Catania, “stiamo risvegliando l’economia del Paese”, mentre dalla convergenza tra automazione e digitalizzazione può nascere la “versione italiana” di un’Industria 4.0 che diviene Impresa 4.0.

Un segnale, intanto, viene dal  territorio: Confindustria – ha spiegato Catania – spinge per un lavoro di squadra su Industria 4.0 per coinvolgere le imprese, fare sistema attorno alle eccellenze che ci sono. Sono migliaia le imprese incontrate per parlare di queste prospettive e dei 20 Innovation hub regionali, per disseminare il nuovo verbo, 14 sono già attivi, mentre gli altri lo saranno nelle prossime settimane.

Gli ostacoli non mancano e sono soprattutto due: la carenza di risorse umane adeguate,  e il ritardo della PA. Il primo, gli “skills”, è un parametro che vede l’Italia fanalino di coda europeo nelle classifiche internazionali del “Digital Index”. Tra il 2016 e il 2018 si stima che manchino oltre 19 mila competenze tra addetti da riqualificare (operazione non semplice per motivi anagrafici e anche qualche resistenza sindacale) e dai 41.700 ai 65.700 nuovi posti da coprire.  Sulla PA, il presidente di Confindustria Digitale è stato diretto: “la PA non è come un’azienda, ma pur con le diverse modalità, i principi sono gli stessi. Occorre una profonda revisione dei processi”. Il piano triennale dell’Agenda digitale: “Buone idee, ma sono solo un piano”.

A cura di Sandro Frigerio – FMC
Sandro.frigerio@fmc-comunicazione.it

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Diminuire il nostro gap, si può? https://www.datamanager.it/2016/10/diminuire-nostro-gap-si-puo/ Thu, 20 Oct 2016 07:24:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111563 Secondo le previsioni aggiornate di IDC, la spesa worldwide nell’IT crescerà del 3% l’anno fino al 2020. Un dato in linea, almeno per quest’anno, con la crescita del PIL mondiale, che le stime del Fondo Monetario Internazionale indicano al 3,1%. Rispetto a questi numeri, il nostro Paese pare arrancare un po’. Gli ultimi dati ISTAT […]

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Secondo le previsioni aggiornate di IDC, la spesa worldwide nell’IT crescerà del 3% l’anno fino al 2020. Un dato in linea, almeno per quest’anno, con la crescita del PIL mondiale, che le stime del Fondo Monetario Internazionale indicano al 3,1%. Rispetto a questi numeri, il nostro Paese pare arrancare un po’. Gli ultimi dati ISTAT dicono che il nostro PIL ha ancora una crescita debole, intorno allo 0,8%. Vanno meglio gli investimenti nell’IT: secondo Assinform e Confindustria Digitale, in Italia per quest’anno ci sarà una crescita dell’1,5%, l’anno prossimo dell’1,7% e nel 2018 del 2%.


#Competitività Più analytics e risposte rapide per crescre
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Cresceranno di più gli investimenti nelle componenti più innovative, legate alla trasformazione digitale: in particolare Big Data (+24,7%), Cloud (+23,2%) e Internet of Things (+14,9%). Questo è importante, perché investire in innovazione permette di creare nuovi spazi di domanda, nel fiacco mercato nazionale. C’è un gap da colmare anche nell’impiego: secondo una classifica pubblicata dalla società americana Glassdoor, tra i venticinque Best Jobs negli Stati Uniti, ben dieci sono nell’IT. Al primo posto, la figura del data scientist, all’undicesimo, quella dell’analytics manager. In Italia, invece, secondo un recente studio di Jobrapido, primo motore di ricerca di lavoro al mondo, la ricerca di personale nell’IT è solo al settimo posto, ben distanziato dalle prime tre posizioni: commercio e grande distribuzione, amministrazione e risorse umane, servizi. Su Linkedin troviamo 15.843 ricerche negli Stati Uniti per analytics manager e 9.827 posti vacanti per data scientist, a fronte rispettivamente di 96 e 129 ricerche in Italia.


#ProcessoTelematico, 60 milioni di euro risparmiati in un anno
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Si avvertono, però, timidi segnali di una possibile inversione di tendenza. Un primo esempio: gli investimenti in ricerca e sviluppo, in Italia sono aumentati del 2,3% rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul nostro PIL, l’1,31%, è ancora molto al di sotto della media Ue28, che è intorno al 2%, ma la nostra crescita è maggiore rispetto a quella di molti paesi europei. Un altro esempio: il processo telematico, appena introdotto nei tribunali italiani, ha fatto risparmiare allo Stato 60 milioni di euro in un solo anno, e la durata media di un contenzioso civile si è ridotta dai 590 giorni del 2012 ai 538 dello scorso anno. Siamo ancora molto distanti da nazioni come la Germania, dove la durata media è circa un terzo della nostra, ma i fatti dimostrano che se vogliamo sappiamo migliorarci, applicando l’innovazione dove è necessaria.


Negli USA tra i venticinque #BestJobs dieci sono nell’IT
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Per ridurre il gap con le nazioni più virtuose, dobbiamo far crescere la scarsa maturità digitale generale delle imprese, e ridurre limiti culturali e organizzativi. Bisogna investire di più e meglio in tecnologie, ma anche e soprattutto nell’innovazione della gestione delle nostre imprese, partendo dalle PMI. C’è molto spazio di miglioramento: serve supporto di vendor, system integrator e società di consulenza. Inoltre, per ridurre lo skill shortage, servono anche maggiori sinergie tra imprese e università. Secondo Gartner, nel settore delle medie imprese chi eccelle nell’analisi dei dati è in grado di sviluppare maggiore business. È auspicabile, quindi, anche una maggiore sensibilità agli analytics, una maggiore cultura sui what-if dalle risposte rapide e chiare. Infatti, nella crescente complessità del contesto odierno non è più sufficiente lavorare duramente per portare sul mercato il prodotto migliore: sopravvive chi è capace di capire in anticipo i nuovi scenari, e chi vi si adatta il più rapidamente possibile.

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Antonio Grioli rappresenterà Zucchetti nel nuovo Consiglio Generale di Assinform https://www.datamanager.it/2016/06/antonio-grioli-rappresentera-zucchetti-nel-consiglio-generale-assinform/ Fri, 10 Jun 2016 10:26:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103101 Per il presidente del comitato direttivo Zucchetti si tratta di una riconferma, così come per Giuseppe Spernicelli, ufficio legale Zucchetti, rieletto tra i Probiviri È stato appena nominato il nuovo Consiglio Generale 2016-2020 di Assinform, l’associazione nazionale delle principali aziende di Information Technology che operano in Italia. Dei trentatré consiglieri che affiancheranno il presidente Agostino […]

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Per il presidente del comitato direttivo Zucchetti si tratta di una riconferma, così come per Giuseppe Spernicelli, ufficio legale Zucchetti, rieletto tra i Probiviri

È stato appena nominato il nuovo Consiglio Generale 2016-2020 di Assinform, l’associazione nazionale delle principali aziende di Information Technology che operano in Italia.

Dei trentatré consiglieri che affiancheranno il presidente Agostino Santoni fanno parte anche gli esponenti delle maggiori aziende del settore: il presidente di IBM Italia Nicola Ciniero, l’amministratore delegato di Microsoft Italia Carlo Purassanta, il country leader di Oracle Italia Fabio Spoletini e il presidente del comitato direttivo Zucchetti Antonio Grioli.

“Il Gruppo Zucchetti è da ormai dieci anni il primo gruppo italiano di software – ha dichiarato Grioli – ed è un promotore dell’innovazione presso tutti i suoi 105.000 clienti, suddivisi tra imprese e professionisti.

Siamo anche orgogliosi di essere un importante bacino di occupazione per il nostro territorio, dato che per noi lavorano oltre 3.150 persone, delle quali 1.200 si dedicano esclusivamente ad attività di ricerca e sviluppo per migliorare le soluzioni attuali e per realizzare quelle future.

Personalmente sono molto contento per la riconferma, specialmente a nome di tutte le persone che ogni giorno lavorano con passione per il Gruppo Zucchetti. Credo sia molto importante che il settore IT sia sempre più unito e compatto nel portare avanti le istanze dell’Industria presso le istituzioni. In Italia, infatti, il problema non è la tecnologia – siamo ricchi di eccellenze in questo campo – ma la sua corretta e pervasiva applicazione all’interno di enti e imprese”.

Sempre in occasione dell’Assemblea sono stati eletti il Collegio dei Revisori Contabili e i Probiviri.
Dei sei Probiviri fa parte anche Giuseppe Spernicelli, ufficio legale Zucchetti.

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Manca la cybersecurity per ripartire https://www.datamanager.it/2016/04/manca-la-cybersecurity-ripartire/ Tue, 19 Apr 2016 12:33:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98921 L’Italia per ripartire ha bisogno anche della sicurezza IT. La crisi dell’ICT sembra ormai alle spalle. Se i dati certificati Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le imprese del settore, confermeranno il trend di questi primi mesi dell’anno, l’IT segnerà una crescita per il secondo anno consecutivo. Un segnale incoraggiante. Favorito anche dall’azione di governo. […]

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L’Italia per ripartire ha bisogno anche della sicurezza IT. La crisi dell’ICT sembra ormai alle spalle. Se i dati certificati Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le imprese del settore, confermeranno il trend di questi primi mesi dell’anno, l’IT segnerà una crescita per il secondo anno consecutivo.

Un segnale incoraggiante. Favorito anche dall’azione di governo. Dal piano banda ultralarga, alla digitalizzazione della PA. Dalla fatturazione e i pagamenti elettronici della PA al Sistema Pubblico d’Identità Digitale (con il Consiglio di Stato che dopo il debutto ha annullato i criteri legati al capitale sociale richiesto per diventare identity provider). E con la promessa della partenza, prima dell’estate, del piano triennale di attuazione della strategia digitale, che dovrebbe gettare le basi per un compiuto coordinamento a livello nazionale di tutte le iniziative in campo, disperse oggi nel territorio. Tutto questo mentre procedono i lavori per l’anagrafe unica, la scuola digitale, la svolta della sanità verso l’e-health. All’iperattivismo di matrice renziana manca però un tassello, quello della sicurezza.


#Cybersecurity L’Italia per ripartire ha bisogno anche della sicurezza IT
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Non esattamente una dimenticanza non di poco conto. Visto che siamo uno dei pochi paesi del G20 che non si è ancora dotato di un’agenzia per la cybersecurity nazionale che sovrintenda alle politiche di sicurezza IT. Va detto che quello guidato da Renzi è solo l’ultimo degli esecutivi che ha provato (senza riuscirci) a mettere un po’ d’ordine alla materia. Il primo, alcuni lo ricorderanno, è stato quello presieduto da Mario Monti con un decreto datato gennaio 2013, in seguito assorbito dal quadro strategico nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico. Un testo che pur sistematizzando ruoli e compiti degli attori coinvolti lasciava irrisolte una serie di questioni intrecciate ad altre come la risoluzione dei nodi legati all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e la riorganizzazione dei servizi di intelligence. Una situazione rimasta sostanzialmente invariata fino all’agosto scorso, quando il Governo dell’attuale premier emanò una direttiva con la quale si individuavano “le azioni prioritarie propedeutiche allo sviluppo di un sistema in grado di garantire la protezione cibernetica e la sicurezza informatica”.

Senza tuttavia imprimere quell’accelerazione da più parti auspicata. Anzi, fermandosi ancora una volta sulla soglia delle linee di principio organizzative. Lo scorso gennaio, il premier ci ha riprovato, annunciando la creazione di un’agenzia per la cybersecurity nazionale e in molti speravano che potesse essere la volta buona. L’euforia purtroppo è durata solo poche ore. Dissolta dalla notizia della nomina a capo dell’agenzia di Marco Carrai, amico di vecchia data del premier e titolare di una società del settore. Una decisione, quella di Renzi, poi rientrata, ma che ha finito per spostare tutta l’attenzione dei media nelle “secche” del totonomine a scapito del varo operativo della stessa. Lo zuccherino del rilascio del Framework Nazionale per la Cybersecurity, realizzato per dare una mano alle aziende nella valutazione del rischio cyber – anche se va plaudito l’impegno – non può e non deve bastare. Soprattutto se si considera la gravità della minaccia rappresentata dal crimine informatico e dalle attività di spionaggio migrate massicciamente sulla Rete.


La #sicurezza è un fattore abilitante per il business. Ci crediamo davvero?
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E, sul piano istituzionale, le reiterate sollecitazioni dell’UE che da tempo chiede ai governi dei paesi membri di definire delle strategie nazionali, sviluppando al contempo una maggiore collaborazione transnazionale. Continuiamo a scrivere, e sentirci ripetere, che la sicurezza è un fattore abilitante per il business. Ci crediamo davvero, oppure si tratta solo di un trito refrain mandato a memoria, svuotato dall’inerzia di chi avrebbe il potere di dargli sostanza e che invece non perde occasione per continuare a rimandare?

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