B2B – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 15:53:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png B2B – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Multifunzionale e multiservizio, la stampa B2B diventa un hub documentale https://www.datamanager.it/2018/07/multifunzionale-e-multiservizio-la-stampa-b2b-diventa-un-hub-documentale/ Fri, 13 Jul 2018 08:01:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151336 I dispositivi per la stampa digitale diventano sistemi multifunzione al centro della semplificazione della gestione documentale. Nelle transazioni tra imprese e tra imprese e pubblica amministrazione, la carta continua a mantenere un’importanza notevole, anche se le nuove normative spostano verso il virtuale e il digitale i normali scambi documentali Smetteremo mai di stampare documenti per […]

L'articolo Multifunzionale e multiservizio, la stampa B2B diventa un hub documentale proviene da Data Manager Online.

]]>
I dispositivi per la stampa digitale diventano sistemi multifunzione al centro della semplificazione della gestione documentale. Nelle transazioni tra imprese e tra imprese e pubblica amministrazione, la carta continua a mantenere un’importanza notevole, anche se le nuove normative spostano verso il virtuale e il digitale i normali scambi documentali

Smetteremo mai di stampare documenti per certificare le transazioni? L’impressione è che, sebbene fortemente ridimensionato, il supporto cartaceo resterà un riferimento importante anche nel futuro. Naturalmente, i processi legati alla carta sono spesso più costosi e lenti, ma ancora quasi insostituibili in diversi aspetti delle attività quotidiane. Inoltre, occorre ricordare il fatto che spesso oramai i dispositivi utilizzati per la stampa digitale sono in realtà sistemi multifunzione, in grado di gestire in modo completo anche documenti digitali, dalla scansione alla trasmissione e ricezione via posta elettronica, all’archiviazione online, all’invio e ricezione di fax e così via. L’utilizzo di questi dispositivi dà alcuni indubbi vantaggi rispetto alle stampanti tradizionali: consente di accelerare i processi aziendali, adottando in moltissimi casi workflow elettronici e ottimizzando costi e tempi di gestione; offre un accesso alla gestione documentale più semplice e guidato da menù grafici e intuitivi, solitamente basati su pannelli operatore touch-screen e, infine, rende più controllabile e più sicuro tutto il processo di gestione dei documenti. Naturalmente, l’iter di adozione delle nuove soluzioni e dei nuovi processi di lavoro è stato avviato con maggiore lena all’interno delle organizzazioni di maggiori dimensioni, che possono apprezzare più rapidamente benefici e ottimizzazioni, avendo oltretutto risorse superiori a quelle delle piccole e medie imprese. Sono queste ultime, le PMI appunto, a doversi attrezzare per adempiere anche alla normativa più recente, quale quella che sancisce il ricorso alla fatturazione elettronica in toto a partire dal gennaio 2019 (Legge di bilancio 2018), sia con la PA, come già previsto dalla Legge n. 244 del 24/12/2007, sia tra privati. Questo obbliga anche le microimprese a organizzarsi e strutturarsi per gestire i processi di fatturazione e le esigenze di archiviazione collegate in modalità, appunto, elettronica. Ma qual è la situazione attuale e cosa stanno facendo i protagonisti del mercato per affrontare nel modo giusto e più efficace le evoluzioni in atto?


#Printing #B2B Accesso più semplice alla gestione documentale
Click To Tweet


OTTIMIZZAZIONE E SICUREZZA

Abbiamo chiesto a IDC di tratteggiare una panoramica del mercato della stampa digitale oggi e in prospettiva. «Il mercato del printing è quello che in modo più evidente rispetto agli altri mercati dell’ICT ha subito e sta subendo il processo di digitalizzazione intrapreso da aziende internazionali e italiane» – ha commentato Sergio Patano, senior research & consulting manager di IDC Italia. «Da oltre un decennio, le aziende hanno quindi intrapreso un percorso di consolidamento e trasformazione del proprio parco installato che ha sostanzialmente ribaltato il mix di macchine presenti in azienda». Infatti, secondo Patano, mentre fino al 2005 le aziende acquistavano soprattutto stampanti “single function”, dal 2016 i dati IDC evidenziano come «le vendite di stampanti multifunzione (MFP) abbiano superato per la prima volta il 50% di share, sfiorando addirittura il 60% del totale B2B venduto in Italia». Una tendenza che è continuata con una costante accelerazione nella vendita di questa tipologia di dispositivi, tanto che – continua Patano – il 2017 si è chiuso «con circa 1,8 milioni di stampanti vendute di cui oltre il 75% sono multifunzione». Un trend che proseguirà, secondo IDC, anche nei prossimi anni. Ma il trend non riguarda soltanto l’acquisto di hardware da parte di imprese e organizzazioni: anche il software è, di pari passo, in crescita sul mercato italiano. Sono infatti aumentati gli investimenti in «soluzioni per la gestione di tutti i documenti digitali, che hanno cominciato a proliferare all’interno delle aziende in numero e formato, dai documenti testuali ai log di sistema, dalle immagini ai video fino ad arrivare ai feed dei social network».

Oltre a queste tendenze che potremmo definire “positive”, continua sottotraccia anche quella legata alla razionalizzazione dei costi interni legati all’infrastruttura IT nel suo complesso. In questo processo, sono stati coinvolti anche i componenti dell’infrastruttura legata alla stampa che «troppo spesso non è stata considerata un elemento strategico dell’evoluzione aziendale» e che hanno offerto importanti spazi di miglioramento sia per quanto riguarda la mera riduzione dei costi sia per l’ottimizzazione dei flussi documentali «che impattano sulla produttività del personale» – ha aggiunto Patano. Questo tipo di analisi, che riguarda la razionalizzazione dei costi operativi, è uno dei principali elementi che convincono le aziende a rivolgersi a un partner esterno per la gestione della propria infrastruttura di stampa. «Secondo le ultime stime di IDC, il mercato dei BPS (basic print services) e degli MPS (managed print services) è previsto crescere a un tasso medio annuo pari al 5,3% nel periodo dal 2017 al 2021, arrivando a sfiorare 1,9 miliardi di euro a fine periodo». Un’evoluzione che dimostra come le aziende, nel loro sforzo di riduzione dei costi, siano alla ricerca non solo di servizi ma anche di soluzioni che consentano di migliorare i workflow documentali, eliminando i colli di bottiglia e migliorando la produttività nei processi di backoffice, diminuendo il time-to-market e incrementando la soddisfazione del cliente, come ha sottolineato Patano. Anche la sensibilità delle aziende sui temi della sicurezza dell’infrastruttura di stampa è aumentata, grazie al verificarsi di attacchi che hanno trovato proprio qui il punto debole e all’entrata in vigore della normativa Europea GDPR, che ha spinto le aziende a porre maggiore attenzione anche su questa componente dell’infrastruttura IT riguardo a sicurezza, prevenzione e protezione dei dati. «Eppure, la spesa delle aziende in print security rimane ancora sensibilmente bassa e non è prevista crescere in modo drammatico nel corso dei prossimi anni». Una conseguenza diretta – secondo Patano – della «scarsa comprensione dell’impatto che il GDPR avrà sulla normale operatività delle aziende italiane (in particolare delle PMI)» e del fatto che «la normativa europea che è da poco entrata in vigore avrà un impatto notevole su tutti i flussi documentali, in particolare su quelli che transiteranno (in entrata e in uscita) dai dispositivi di output management».


#Printing #B2B Meno colli di bottiglia più produttività del backoffice
Click To Tweet


MODELLO AS A SERVICE

Dopo questa introduzione, vediamo quello che offre oggi il mercato nell’ambito del Printing B2B, attraverso una rapida analisi dell’offerta delle aziende più rappresentative oggi attive sul mercato. Abbiamo interpellato i protagonisti chiedendo loro quale approccio abbiano scelto in chiave evolutiva verso le esigenze attuali e future del mercato, tenendo conto dei maggiori trend delineati in precedenza. Una delle tendenze più importanti del periodo attuale è quella identificata con la definizione Digital Transformation, che sta interessando in modo più o meno intenso tutte le aziende e le organizzazioni italiane, particolarmente per quanto riguarda le piccole e medie imprese. Proprio da qui parte Canon, che affida a Maurizio Basile, document solutions director di Canon Italia il proprio contributo, sottolineando come la Digital Transformation rappresenti una grande opportunità. «Dal punto di vista Canon, un importante vantaggio che ne deriva è rappresentato dal passaggio dai servizi MPS (managed print services) a quelli MCS (managed content services), in cui la gestione dei flussi di stampa dei documenti si va ad ampliare e integrare con la gestione di tutti i contenuti aziendali». Secondo Gartner, continua Basile, i servizi MCS sono una soluzione che razionalizza, semplifica e ottimizza le comunicazioni e la condivisone dei contenuti all’interno dell’organizzazione. «Il collegamento tra i due mondi (MCS e MPS) diventa ancora più chiaro se si considera il primo l’evoluzione del secondo. L’attenzione si sposta dunque dai dispositivi di stampa ai contenuti per fornire una gestione dell’intero ciclo di vita del processo». Una gestione che deve essere affidata a piattaforme software, che, secondo Canon, vanno erogate secondo un modello completamente as a Service. «Il dispositivo multifunzione si trasforma quindi in un hub documentale, semplice da usare e sicuro da un punto di vista di gestione dei documenti e delle informazioni che essi contengono». In uno scenario di trasformazione quale questo, conclude Basile: «Canon, grazie all’integrazione delle due strategie (MPS e MCS), alle competenze tecnologiche e alla profonda conoscenza dei processi aziendali maturata in anni di esperienza, permette alle aziende di gestire i contenuti digitali e cartacei con un’unica infrastruttura».

BUSINESS SECURITY E PRIVACY

Un punto di vista che trova d’accordo, anche se da un punto di vista ovviamente concorrenziale, anche Brother che, con Lorenzo Matteoni, senior manager marketing di Brother Italia, afferma che le aziende sono sempre più consapevoli che la trasformazione digitale debba passare da una migliore gestione interna di tutti i dati a disposizione. «Una constatazione che «le spinge verso una dematerializzazione delle informazioni in grado di consentire una gestione efficiente di grandi quantità di documenti da utilizzare nei diversi flussi operativi». Un altro importante motore per l’evoluzione delle aziende, inoltre, è costituito dall’introduzione del GDPR, per cui occorre «assicurarsi che tutti i dispositivi di stampa collegati in rete siano protetti, perché possono costituire pericolose porte di accesso alle reti aziendali». Per rispondere alle crescenti esigenze di business security e tutela della privacy, continua Matteoni, «Brother adotta una strategia globale di sicurezza delle informazioni che garantisce un accesso sicuro alla rete e ai dispositivi con soluzioni di security printing, crittografia, pull printing e managed print services, neutralizzando le quattro vulnerabilità dei sistemi di stampa: stampe abbandonate (prelevabili da persone non autorizzate), prelievo di dati elaborati dai dispositivi multifunzione e registrati sull’hard disk interno, accesso non autorizzato alle periferiche e rischi di network security». Per affrontare ed eliminare tutte queste vulnerabilità, Brother offre «la propria consulenza per definire una politica di sicurezza per l’intera flotta di periferiche».

CAMBIO DI PROSPETTIVA

Anche per Ricoh, vivere nel pieno della Digital Transformation implica la digitalizzazione di molti processi documentali. «Ma questo non elimina la necessità di stampare» – afferma Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia. A cambiare è la prospettiva e il modo in cui si intende la stampa. «Il printing diventa qualcosa di dinamico e slegato da un luogo fisico, complici alcune tendenze quali il cloud e la mobility, che trasformano le modalità con cui le persone interagiscono con le informazioni». È in questo quadro che Ricoh rende disponibile un’offerta per il Digital Workplace che «risponde all’esigenza delle aziende di gestire in modo integrato le informazioni e le comunicazioni, superando i confini degli uffici. Questo grazie a una serie di soluzioni “smart” (tra cui dispositivi multifunzione, lavagne interattive, videoconferenza e videoproiettori) che semplificano la trasformazione digitale». Con che prospettive? «Secondo la ricerca The Future of Print, commissionata da Ricoh e che ha coinvolto 3.150 manager di tutta Europa, le nuove tecnologie di stampa sono fondamentali per la flessibilità del business (77% delle risposte) e per l’innovazione (69%)». Di solito, la stampa è un’attività di secondo piano, con dispositivi ingombranti posizionati negli angoli degli uffici. «Da questa ricerca emerge invece – conclude Oriani – che la percezione sta cambiando e le nuove tecnologie per il printing possono rappresentare un importante vantaggio competitivo».


#Printing #B2B Le multifunzione sfiorano il 60% di share del venduto in Italia @IDCItaly
Click To Tweet


VERSATILITÀ, SEMPLICITÀ E FLESSIBILITÀ

Dal digital printing alla gestione dei workflow documentali. La stampa digitale e le stampanti rappresentano quindi ancora (e resteranno in futuro) un mercato vitale e importante. A confermarlo ci sono alcuni protagonisti storici del mondo printing come OKI Europe (Italia), che attraverso Romano Zanon, general manager South Europe Regional Marketing spiega come la carta mantenga ancora una presa salda sulle applicazioni office. Ormai la stampa digitale è diventata imprescindibile grazie alla sua versatilità, semplicità e flessibilità. Ma quali sono le prospettive? «Stiamo assistendo – risponde Zanon – a una evoluzione costante, sicuramente positiva. OKI Europe ha chiuso alla grande il 2017 e abbiamo iniziato in maniera estremamente incoraggiante il 2018. Le opportunità non mancano e i risultati danno ragione al nostro modello di business, con prodotti sempre più verticali, che sappiano soddisfare esigenze specifiche dei clienti». Esigenze che, secondo OKI, si possono riassumere in «dispositivi smart, con un Total cost of ownership (TCO) sostenibile, che aggiungono grande qualità abbinata ad applicazioni uniche e creative, con partner che soddisfino le richieste dei clienti in modo rapido ed efficace». Per rispondere a queste richieste, OKI si muove soprattutto su 4 aree di business: «Light Production con macchine a foglio singolo, Transfer Media Printing (TMP), grande formato e presto anche etichette. In futuro, continueremo a investire per garantire al cliente finale il mix ideale tra qualità, convenienza e affidabilità: i capisaldi che ci hanno permesso di restare al top del mercato in tutti questi anni».

PERFORMANCE E SOSTENIBILITÀ

Anche Epson conferma la salute del mercato professionale. Secondo Riccardo Scalambra, business manager prodotti ufficio di Epson Italia, infatti le prospettive sono «particolarmente interessanti. Da alcuni anni, l’azienda ha sviluppato una linea di prodotti che va dal dispositivo personale a quello dipartimentale per grandi gruppi di lavoro. E su tutta la gamma, ha inserito tecnologie che permettono la gestione di un corretto workflow. Non solo: ha anche stretto partnership con i più importanti produttori di software (tra cui Nuance, PaperCut, Whitesoft) per permettere agli utenti di attuare tutte le potenzialità della gestione documentale». Ed è confermata l’affermazione dei dispositivi multifunzione negli uffici, che «spesso soddisfa gruppi di lavoro medio grandi» e che deve essere in grado non solo di stampare, ma anche di acquisire informazioni all’interno del flusso documentale. In altri termini, «permettere la digitalizzazione, l’archiviazione locale o in cloud e la ricerca rapida dei documenti». Per quanto riguarda l’offerta, Epson ha scelto la tecnologia inkjet, che «oggi è in grado di produrre dalle 24 alle 100 pagine al minuto per tutte le necessità tipiche del mondo della stampa». Epson si muove fortemente in direzione della stampa B2B, offrendo soluzioni end-to-end anche per aziende di grandi dimensioni. «E lo fa – aggiunge Scalambra – con la tecnologia PrecisionCore a getto di inchiostro, che offre anche diversi vantaggi collaterali: dalla riduzione dei consumi elettrici a quella dei rifiuti prodotti. Inoltre, grazie alla linea WorkForce, l’offerta Epson copre tutte le esigenze del cliente, con soluzioni monocromatiche o a colori, fino alle 100 pagine al minuto». Un’offerta che dovrebbe soddisfare un cliente in evoluzione quale quello della stampa B2B, che «non vuole più soltanto stampare, ma creare un flusso di acquisizione documentale che sia semplice, completo e preferibilmente attraverso un unico dispositivo: la stampante multifunzione, appunto».

IL RUOLO DEL SOFTWARE

L’evoluzione del modus operandi delle aziende odierne continua a richiedere l’utilizzo di documenti cartacei, ma certamente è sempre più importante il ruolo rivestito dalle applicazioni software di gestione elettronica dei documenti e dei relativi workflow. Area in cui operano aziende che si sono specializzate nella digitalizzazione e nella ottimizzazione dei flussi documentali. Secondo Alfieri Voltan, presidente di Siav, i documenti cartacei continuano a costituire una fetta rilevante del patrimonio documentale delle aziende, attraverso cui circolano spesso informazioni critiche per il business. Questo significa che un ruolo importante lo giocano i dispositivi di digitalizzazione, come gli scanner, che però sono «ormai sostituiti dai dispositivi multifunzione, che, grazie alle loro funzionalità avanzate, diventano strumenti orientati all’integrazione con i sistemi di enterprise information management (EIM)». L’obiettivo è quello di consentire un utilizzo ottimale delle informazioni: «Dati, documenti e file, qualunque sia la loro origine, tramite le piattaforme EIM vengono gestiti in modo collaborativo ma controllato». Data quindi la stretta correlazione tra stampa digitale e sistemi di gestione documentale, continua Voltan, «Siav ha sviluppato un’integrazione tra la propria piattaforma documentale e il mondo della stampa B2B: il modulo di integrazione permette di interfacciare questi dispositivi e di fornire all’utente un’esperienza d’uso semplice e intuitiva». Quali sono i vantaggi di un tale approccio? «Gli utenti possono interagire tramite un’interfaccia grafica unica con le funzioni di scansione e stampa – risponde Voltan – e contemporaneamente accedere a funzioni di interazione con il contenuto dell’archivio documentale, ad esempio l’inserimento di nuovi documenti nel repository di Archiflow, acquisiti direttamente dalla multifunzione».


#Printing #B2B Cresce il mercato Italiano dei BPS e dei MPS +5,3% @IDCItaly
Click To Tweet


Stefano Nalesso, direttore commerciale di Able Tech ricorda che nel 1980, il settimanale inglese The Economist scriveva che in 10 anni, l’80% degli uffici avrebbe eliminato la carta. Oggi invece possiamo dire che «la carta non solo ha conservato un ruolo di primo piano ma è addirittura cresciuta». Infatti l’affermarsi delle tecnologie IT nelle aziende ha causato «un aumento esponenziale di dati e informazioni». In più, il digital divide italiano rende i documenti cartacei indispensabili. Perciò, la carta stampata continuerà ad avere un ruolo fondamentale nelle aziende e nella nostra vita, «sebbene in un graduale processo di razionalizzazione e riduzione degli sprechi. I dispositivi multifunzione integreranno tool avanzati a supporto dei processi aziendali ed estenderanno la funzione di stampa a tutti i device portatili con cui operiamo quotidianamente». Sarà però necessaria in parallelo – continua Nalesso – una profonda revisione dei processi, «supportata da soluzioni in grado di garantire la gestione dell’intero ciclo di vita delle informazioni e di connettere persone, processi e strumenti già esistenti (portali, sistemi ERP, stampanti…)». Ecco perché Able Tech propone ARXivar, soluzione con cui l’azienda ha voluto dare risposta a queste esigenze. «È una piattaforma che si integra perfettamente ai sistemi aziendali e ai dispositivi di stampa, offrendo assieme tutte le più moderne funzionalità di enterprise information management: centralizzazione e gestione di dati e informazioni, gestione dei processi, tool per la collaboration, monitoraggio e report delle attività, da qualsiasi device». Infine, «un modellatore grafico – conclude Nalesso – permette a chiunque di disegnare e rendere funzionante in breve tempo la gestione dei workflow aziendali senza scrivere programmi personalizzati».

L'articolo Multifunzionale e multiservizio, la stampa B2B diventa un hub documentale proviene da Data Manager Online.

]]>
Con Di.Tech la fatturazione diventa smart https://www.datamanager.it/2018/07/con-di-tech-la-fatturazione-diventa-smart/ Tue, 10 Jul 2018 12:44:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151034 L’obbligo di emissione elettronica delle fatture può innescare un concreto avanzamento del percorso di trasformazione digitale delle imprese. Importante è dotarsi delle soluzioni adeguate Dal primo gennaio 2019, scatterà l’obbligo di emissione elettronica delle fatture. Per aiutare le aziende ad affrontare i problemi connessi a questo mutamento, Di.Tech, realtà bolognese specializzata nei sistemi informativi per […]

L'articolo Con Di.Tech la fatturazione diventa smart proviene da Data Manager Online.

]]>
L’obbligo di emissione elettronica delle fatture può innescare un concreto avanzamento del percorso di trasformazione digitale delle imprese. Importante è dotarsi delle soluzioni adeguate

Dal primo gennaio 2019, scatterà l’obbligo di emissione elettronica delle fatture. Per aiutare le aziende ad affrontare i problemi connessi a questo mutamento, Di.Tech, realtà bolognese specializzata nei sistemi informativi per il punto vendita e la catena distributiva, sta proponendo soluzioni specifiche e consulenza. «Negli ultimi sei mesi, siamo stati impegnati in analisi congiunte con clienti retail, per comprendere come e dove questa normativa avrà impatto, uscendo dai luoghi comuni, dai catastrofismi e dalle superficialità che sempre si affollano intorno alle novità inattese» – spiega Cosimo De Maria, direttore commerciale e marketing Di.Tech. «Abbiamo così ricostruito in termini di processo che cosa significhi il termine fatturazione in un’azienda. Le due difficoltà principali sono state censire tutti i punti di impatto e gli effetti del nuovo paradigma».

CARBURANTI E NON SOLO

Lo slittamento al 2019 della fatturazione elettronica per le vendite di benzina e gasolio per autotrazione, è valido solo per l’ultimo miglio (i distributori di benzina su strada) e in riferimento alla sola vendita a soggetti titolari di partita IVA. Per tutti gli altri soggetti della filiera di produzione e distribuzione l’obbligo della e-fattura è partito dal primo luglio. Il tema dei carburanti non riguarda solo chi possiede i distributori di benzina, ma tutte le aziende che usano automezzi, veicoli aziendali e che dovranno imparare a gestire in modo diverso gli acquisti di carburante. «Per gestire il problema – dice De Maria – siamo intervenuti a giugno adeguando i sistemi». Il documento prodotto in digitale, secondo la normativa, deve essere conservato in formato elettronico: questo aspetto ha creato un po’ di preoccupazione nelle imprese. Nella fase finale di promulgazione della legge, però, è stata inserita una variazione al testo, in cui si dice che l’Agenzia delle Entrate offrirà gratuitamente un servizio di conservazione delle fatture. Importante è capire cosa implica tutto questo e se è davvero utile affidarsi al servizio di conservazione dell’Agenzia delle Entrate.


#SupplyChainCollaboration Con #DiTech la fatturazione diventa smart
Click To Tweet


NUOVO IMPULSO PER IL B2B

«Quello che vogliamo comunicare ai clienti è che siamo in una fase in cui è valida l’espressione latina carpe diem» – dichiara De Maria. «È importante cogliere l’attimo. Certo, le nuove esigenze per le imprese sono un’opportunità anche per noi, ma il “carpe diem” vale soprattutto per il retailer, che può cogliere nuovi vantaggi». La fatturazione elettronica può innescare un concreto avanzamento del percorso di trasformazione digitale delle imprese, fino a questo momento non ancora preso abbastanza in considerazione. «Oggi, con la fatturazione elettronica, si parla finalmente di trasformazione digitale».

UN APPROCCIO INTEGRATO

Di.Tech affronta il problema della fatturazione elettronica con un approccio globale, che prevede l’integrazione di soluzioni specifiche con i sistemi ERP. Si inseriscono in questo approccio tutte le soluzioni che producono e ricevono fatture all’interno dell’azienda, a partire da More, suite applicativa per l’azienda distributiva, che presidia tutti i processi caratteristici, dalla gestione dei contratti con i fornitori fino alla barriera casse. Per facilitare l’operatività dell’impresa e snellire i flussi dati, Di.Tech offre servizi di intermediazione attraverso la piattaforma di supply chain collaboration Open Business con il nuovo modulo e-bill tracking, servizio cloud per la gestione dell’inoltro e della ricezione delle fatture elettroniche in formato XML. e-bill tracking offre, inoltre, un completo controllo e certificazione dei flussi in ingresso e in uscita dall’impresa. La fatturazione elettronica impatta anche la relazione tra punto di vendita e consumatore. In questo caso Open Business si è arricchito del nuovo modulo smart-bill, un applicativo in cloud che permette ai PDV di offrire ai propri consumatori un servizio self-service di richiesta e verifica della fattura elettronica da scontrino sia nella stazione carburanti che nel supermercato, generando automaticamente il formato XML. Per arrivare al primo gennaio 2019 pronti per la fatturazione elettronica, il percorso sembra essere lungo e tortuoso. Per questa ragione Di.Tech rende disponibile anche una newsletter e un blog dedicato, per aiutare i clienti a orientarsi meglio.

L'articolo Con Di.Tech la fatturazione diventa smart proviene da Data Manager Online.

]]>
Kaspersky Lab lancia Endpoint Security for Business https://www.datamanager.it/2018/05/kaspersky-lab-lancia-endpoint-security-for-business/ Wed, 09 May 2018 09:18:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147150 Tante novità per la nuova versione della soluzione di sicurezza per le imprese che punta su scalabilità, integrazione e tecnologie di protezione di ultima generazione Nel 2017 le soluzioni Kasperky hanno ottenuto un boost importante sia nel segmento consumer che business. Proprio quest’ultimo ha permesso al volume del settore B2C di ottenere uno slancio importante, […]

L'articolo Kaspersky Lab lancia Endpoint Security for Business proviene da Data Manager Online.

]]>
Tante novità per la nuova versione della soluzione di sicurezza per le imprese che punta su scalabilità, integrazione e tecnologie di protezione di ultima generazione

Nel 2017 le soluzioni Kasperky hanno ottenuto un boost importante sia nel segmento consumer che business. Proprio quest’ultimo ha permesso al volume del settore B2C di ottenere uno slancio importante, dopo un periodo di leggero calo. Ovviamente il contesto B2B la fa ancora da padrone per il brand russo, con una consolidata esperienza internazionale, vista la crescita del 30% anno su anno, ed è qui che vengono sperimentate nuove tecnologie e paradigmi.

La più recente è Kaspersky Endpoint Security for Business, abbreviata con KESB. “Con la versione 2018 – ci spiega Morten Lehn, amministratore delegato di Kaspersky Lab Italia – guardiamo ancora di più alle esigenze di scalabilità e sicurezza delle aziende. Proteggere gli endpoint è ancora una necessità fondamentale, perché è qui che i criminali informatici rivolgono le loro attenzioni particolari. La rapida evoluzione delle minacce digitali richiede una concreta evoluzione dei sistemi di difesa, capaci di sfruttare tecniche emergenti così da porsi come proattivi e realmente utili. Parliamo del machine learning, della granularità dei controlli, della scansione continuata delle vulnerabilità”.

Per arrivare a sviluppare una piattaforma al passo con i tempi, Kaspersky Lab si poggia costantemente sul lavoro di analisi e ingegneria di GREaT, il Global Research and Analysis Team Kaspersky Lab. Si tratta di un ramo fondamentale del gruppo, specializzato nel monitoraggio dei trend di cybersecurity che più emergono in giro per il mondo. “Tra questi, nel 2018 ci focalizziamo soprattutto sui miners – sottolinea Giampaolo Dedola, security researcher di GREaT – i codici malevoli che vengono installati sui dispositivi più comuni, da PC a smartphone, per insediarsi nei sistemi (spesso con un JavaScript) e usare risorse interne, come i browser, per operazioni illecite e non volute, ad esempio i click su adv e banner pubblicitari e attività di reclutamento a scopo botnet”.

Al crescere di minacce del genere, altre hanno perso slancio. Kaspersky ha rilevato 38 nuovi ransomware nel 2017 contro i 62 del 2016 e 950 mila utenti finali colpiti rispetto a 1 milione e mezzo di due anni fa. Questo vuol dire che target e modalità di aggressione sono cambiati, con le mire principali che oggi puntano alle aziende, dove è ancora semplice ricavare informazioni e dati maggiormente remunerativi (rivendita sul dark web, ricatti diretti, ecc.).

Cosa fa KESB11

Sono 360 mila le minacce endpoint registrate ogni giorno da Kaspersky Lab. Queste interessano oramai qualsiasi tipo di contesto professionale, con attacchi semplici e complessi, mirati e generali. Partendo da uno strato informativo completo, i Lab hanno introdotto in KESB11 alcune innovazioni determinanti per proteggere i terminali con un raggio d’azione esteso. Nello specifico, Kaspersky Endpoint  Security for Business arriva a gestire fino a 100 mila endpoint, attraverso una singola installazione su un server, con l’opportunità di utilizzare in maniera integrata Endpoint Detection and Response (EDR) per consentire ai clienti di condurre analisi approfondite e apportare misure correttive immediate, per mitigare le conseguenze di gravi incidenti.

L’ultima versione di KESB11 ha un obiettivo tra tutti: offrire una vastità di controlli di sicurezza in ambiti differenti. Un buon esempio dei vantaggi nell’adozione arriva da Ansaldo Energia, che da anni si affida alle soluzioni di Kaspersky. “Le console centralizzate, le tecnologie di rilevazione e di risposta in real-time sono per noi funzionalità oramai irrinunciabili – afferma Nicola Caramella, CISO di Ansaldo Energia – che ci permettono di mettere al sicuro computer, smartphone e tablet senza limitarne l’uso da parte dei dipendenti. Grazie a Kaspersky Lab abbiamo implementato una strategia di device control che fa della flessibilità e della versatilità qualità essenziali e imprescindibili”.

L'articolo Kaspersky Lab lancia Endpoint Security for Business proviene da Data Manager Online.

]]>
Dispositivi AR/VR, la domanda business spicca il volo https://www.datamanager.it/2018/04/dispositivi-ar-vr-la-domanda-business-spicca-il-volo/ Thu, 19 Apr 2018 10:02:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146159 Le vendite di device di realtà aumentata, attualmente marginali, sono destinate a esplodere. Mentre i device di realtà virtuale sono progettati per essere immersivi, la tecnologia AR inserisce il contenuto digitale nel campo visivo reale di una persona. Questo sposterà il focus dell’attenzione di produttori e utenti dalla VR all’AR, e dal mondo consumer a […]

L'articolo Dispositivi AR/VR, la domanda business spicca il volo proviene da Data Manager Online.

]]>
Le vendite di device di realtà aumentata, attualmente marginali, sono destinate a esplodere. Mentre i device di realtà virtuale sono progettati per essere immersivi, la tecnologia AR inserisce il contenuto digitale nel campo visivo reale di una persona. Questo sposterà il focus dell’attenzione di produttori e utenti dalla VR all’AR, e dal mondo consumer a quello business

Il mercato dei dispositivi per l’Augmented & Virtual Reality (AR/VR) è in fase di decollo e nell’arco dei prossimi tre anni ci riserverà diverse sorprese. Alcune riguarderanno indubbiamente i dispositivi stessi, che evolveranno preparandosi a dialogare e (in qualche caso) a sostituire smartphone, televisori e altri device con uno schermo, mentre le novità più importanti potrebbero dipendere dall’emergere della domanda delle aziende che sembra destinata a superare ampiamente quella dei consumatori. Il mercato italiano dei device AR/VR crescerà dagli attuali 50 milioni di euro a 225 milioni nel 2020, con un incremento medio annuo intorno al 66%, caratterizzato da sviluppi che fino a poco tempo fa non sembravano possibili.

DINAMICHE DI MERCATO

Per cominciare, la tecnologia di realtà virtuale è destinata a essere superata dalla “cugina” aumentata. Le vendite dei device VR, che attualmente generano più del 90% del valore del mercato, cresceranno ancora in modo rilevante prevalentemente trainate dalla domanda dei consumatori, ma nel lungo termine tenderanno a contrarsi in maniera consistente, arrivando a rappresentare il 50% del valore del mercato nel 2020. Questi device continueranno a essere costituiti da schermi ad alta risoluzione da posizionare sugli occhi dell’utente, occludendo la visione dell’ambiente reale e proponendo invece un’esperienza sempre più immersiva (con cuffie che supportano anche l’audio). Ma sarà proprio la natura di questa tecnologia che finirà per destinarla a specifici utilizzi e a limitarne la crescita sul mercato: utilizzare un dispositivo di realtà virtuale richiede che l’esperienza avvenga in un’area sicura e predefinita, non è una tecnologia mobile nel senso convenzionale; ad esempio non puoi indossare una cuffia VR e camminare per strada.

Le vendite dei device di Augmented Reality, attualmente marginali sia in termini di unità vendute che di valore, sono invece destinate a esplodere con un incremento medio annuo superiore al 200% e a generare l’altro 50% del valore del mercato totale nel 2020. Mentre il contenuto e i device VR sono progettati per essere completamente immersivi, la tecnologia di realtà aumentata inserisce il contenuto digitale nel campo visivo reale di una persona: l’utente è quindi in grado di vedere l’ambiente circostante e in sovrapposizione il contenuto AR, che gli offre informazioni aggiuntive “potenziando” le sue capacità sensoriali. Ed è questo il fattore destinato a cambiare l’assetto attuale del mercato, spostando il focus dell’attenzione di produttori e utenti dalla VR all’AR, e anche dal mondo consumer a quello business.

DAL CONSUMER AL BUSINESS

In sintesi, i dispositivi in grado di liberare le mani e potenziare le capacità operative di diverse tipologie di lavoratori sembrano destinati a una grande diffusione nelle aziende e, come gli smartphone qualche anno fa, a rivoluzionare il parco dei device aziendali e il nostro modo di lavorare. Entro il 2020, il mercato business italiano dovrebbe crescere da 6 a oltre 120 milioni di euro, superando nettamente il valore del mercato consumer. In prospettiva, se è vero che i dispositivi AR genereranno gran parte del valore del mercato business nel 2020, nei prossimi due anni i device di VR troveranno applicazione in attività specifiche e non andranno del tutto dimenticati. Vediamo come. I device AR/VR, che inizialmente hanno attratto soprattutto i consumatori privati, cominciano a entrare nelle aziende per gestire processi interni e servizi rivolti al cliente. Tra queste aziende presto vedremo moltiplicarsi i casi di utilizzo, con sperimentazioni più o meno estese, che caratterizzeranno l’evoluzione del mercato business nell’arco dei prossimi tre anni.


#whatsUp – Dal consumer al business, le vendite di device di realtà aumentata, attualmente marginali, sono destinate a esplodere – Daniela Rao @IDCItaly
Click To Tweet


CASI D’USO

Ecco qualche esempio. Le grandi catene del commercio al dettaglio stanno sperimentando la realtà virtuale con un’ampia varietà di utilizzo. Per esempio i dispositivi VR sono utilizzati negli showroom dove i consumatori hanno l’opportunità di esplorare una vasta gamma di opzioni dei beni di cui stanno considerando l’acquisto. Questa tecnologia gioca un ruolo importante nell’offerta di una customer experience personalizzata di qualità e ci aspettiamo che le soluzioni di VR avranno presto un ruolo nella maggior parte degli acquisti dei consumatori, dove poter scegliere tra una serie di opzioni è fondamentale per effettuare la spesa. Anche diverse industrie manifatturiere stanno valutando l’adozione di strumenti VR per ridurre i tempi e i costi della creazione del prodotto, con la possibilità di progettare digitalmente gli oggetti, risparmiando tempo e riducendo la necessità di creare più prototipi ad alto costo. Inoltre, in quest’ambito, la tecnologia VR è sperimentata anche nella formazione dei tecnici che mantengono linee di produzione complesse, con la prospettiva di essere integrata con strumenti di AR, utili per la progettazione, la costruzione e la gestione di impianti e processi di produzione industriale. Le aziende nel settore delle costruzioni degli edifici e delle opere civili stanno adottando tecnologie di AR e VR per migliorare sia i flussi di lavoro interni che la capacità di attrarre i clienti. Alcune ottengono nuovi progetti mostrando ai potenziali clienti la loro proposta con visori AR/VR invece che su carta o su uno schermo; altre utilizzano le tecnologie VR per la progettazione oppure AR per gestire la manutenzione e la ristrutturazione di un numero sempre più ampio di impianti e opere civili.

Nel campo dell’assistenza sanitaria, sono state riconosciute da tempo le potenzialità delle tecnologie AR/VR sia per supportare il personale sanitario nel trattamento, nella cura e nella riabilitazione dei pazienti, sia nella formazione e collaborazione tra medici alle diagnosi, ai piani di trattamento e agli interventi chirurgici. Nelle imprese con infrastrutture distribuite e molti tecnici sul campo (come ad esempio le utilities, i gestori del trasporto pubblico e della logistica), le tecnologie di AR/VR sono già entrate e, in qualche caso, è stata completata la fase di sperimentazione e ora si procede all’industrializzazione su larga scala della soluzione scelta. In diversi casi le tecnologie AR che permettono la sovrapposizione di immagini per accedere alla componente da riparare e ad aggiornamenti tecnici sono utilizzate per rendere più efficiente e semplice le attività sul campo di tecnici manutentori e progettisti, riducendo i tempi e migliorando la qualità di risoluzione dei guasti di componenti digitali e meccanici.

IN PROSPETTIVA

Anche nelle aziende italiane, la capacità di sovrapporre o proiettare informazioni digitali in ambienti fisici o nel campo visivo di una persona non è più fantascienza. La componente più importante sarà quella costituita dalle applicazioni e di contenuti, che saranno integrati e gestibili anche da smartphone, tablet e pc. Per esempio, recentemente sia Apple che Google hanno introdotto kit di sviluppo AR per le piattaforme iOS e Android. Ciò significa che sia gli sviluppatori iOS che Android saranno presto in grado di integrare la funzionalità AR in applicazioni aziendali esistenti o di creare set di funzionalità AR come applicazioni mobili, per attività quali: traduzioni in tempo reale di testi, localizzazione, navigazione e contestualizzazione spaziale, formazione collaborativa, istruzioni e annotazioni, modelli digitali contestuali e manuali per la produzione e la manutenzione. Secondo le più recenti indagini di IDC, entro il 2021 un terzo degli addetti del Terziario avanzato sfrutterà la tecnologia AR sul desktop o sul mobile per trattare le informazioni digitali, interagire con gli oggetti del mondo reale e collaborare con i colleghi e partner.

Daniela Rao, senior director research and consulting di IDC Italia 

L'articolo Dispositivi AR/VR, la domanda business spicca il volo proviene da Data Manager Online.

]]>
Canon, a immagine e somiglianza del cliente https://www.datamanager.it/2018/02/canon-immagine-somiglianza-del-cliente/ Thu, 08 Feb 2018 15:34:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140789 Anche nell’era della convergenza, Canon continua a innovare il mondo dell’imaging, offrendo agli utenti industriali, aziendali e prosumer uno spettro end-to-end di tecnologie per una gestione integrata della comunicazione visiva. Nel fisico come nel digitale Per almeno tre generazioni di consumatori e professionisti, Canon appartiene a quella ristretta cerchia di brand commerciali globali che sembrano esserci […]

L'articolo Canon, a immagine e somiglianza del cliente proviene da Data Manager Online.

]]>
Anche nell’era della convergenza, Canon continua a innovare il mondo dell’imaging, offrendo agli utenti industriali, aziendali e prosumer uno spettro end-to-end di tecnologie per una gestione integrata della comunicazione visiva. Nel fisico come nel digitale

Per almeno tre generazioni di consumatori e professionisti, Canon appartiene a quella ristretta cerchia di brand commerciali globali che sembrano esserci sempre stati. Ovviamente, non è proprio così, ma la casa giapponese vanta una storia che risale abbondantemente a un’epoca lontana dalla rivoluzione digitale. Nell’anno appena concluso, Canon ha celebrato un duplice anniversario: i suoi primi ottant’anni di vita come azienda globale (includendo i primi dieci anni trascorsi sotto l’originaria insegna della Precision Optical Industry di Tokyo) e i sessanta di attività continuativa in Europa: area geografica che a tutt’oggi genera un terzo del fatturato complessivo che nel 2016 ammontava a 29,3 miliardi di dollari. Nel mondo, la galassia Canon conta circa 190mila dipendenti. Anche grazie al suo eccezionale impegno sul fronte della Ricerca & Sviluppo – area in cui viene reinvestito mediamente più dell’8% del fatturato – il colosso mondiale dell’imaging riesce a sostenere un invidiabile output in termini di proprietà intellettuale. Da anni, Canon è saldamente ai primissimi posti nella classifica dei grandi titolari di brevetti negli Stati Uniti. Un primato che oltretutto la vede impegnata a innovare sull’intera filiera di una catena che va dall’acquisizione dell’immagine e dell’informazione grafica fino alla visualizzazione, seguendo i vari snodi di un percorso che – sempre più spesso – non si traduce più in una stampa su carta ma diventa per tutti noi ogni giorno più complesso, intrecciato e condiviso. All’interno di uno spazio di produzione, scambio, collaborazione in cui i momenti impegnati per il lavoro si confondono con quelli dedicati alla famiglia e allo svago. L’immagine, la grafica e le informazioni in esse contenute sono il fondamento della comunicazione e Canon riesce a governarlo in ogni fase.

Teresa Esposito, Marketing & Sales Excellence director di Canon Italia

IL NUOVO RUOLO DI UN BRAND GLOBALE

Sul mercato nazionale, dove Canon ha celebrato 45 anni di presenza, spetta a Massimo Macarti, AD di Canon Italia e ai suoi più stretti collaboratori, il compito di evangelizzare e tradurre in strategia commerciale il nuovo ruolo svolto nei diversi ambiti dell’informazione visiva digitale da un brand universalmente conosciuto per le fotocamere, le stampanti e le fotocopiatrici. Un team manageriale molto affiatato, al timone di un’azienda che sotto la responsabilità di Canon Italia impiega circa 1400 persone. La mission affidata alla squadra dirigenziale di Canon Italia non è affatto banale, perché non banale è la trasformazione che Canon ha subito negli ultimi tempi, caratterizzati anche da una politica di acquisizioni che nel decennio successivo all’operazione sull’olandese Océ, acquisita nel 2009, ha esteso la capacità di fuoco del leader dell’imaging ad ambiti come la diagnostica medica (merger con Toshiba Medical), la nanolitografia per componenti semiconduttori (acquisizione della texana Molecular Imprints) e i sistemi di videosorveglianza e sicurezza (con le operazioni, tutte europee, che hanno incorporato la danese Milestone Systems e la svedese Axis Communications). Anche Macarti festeggia una piccola pietra miliare: esattamente un anno fa, il manager assumeva l’incarico di amministratore delegato in Italia dopo aver ricoperto una serie di incarichi manageriali nell’head quarter europeo di Canon a Londra, attraverso una carriera iniziata proprio in Canon Italia un quarto di secolo fa. «Dal nostro osservatorio, vediamo il mondo dell’immagine cambiare profondamente» – esordisce l’AD. «Si trasforma l’uso che facciamo delle immagini sia come fonte di emozione per le persone sia come sorgente informativa. In ambito B2B, il nostro mondo sta cambiando in modo sensibile, ma possiamo avvalerci di oltre ottant’anni di esperienza». A questo patrimonio – prosegue Macarti – Canon recentemente aggiunge l’innovazione che arriva dalle ultime realtà aziendali acquisite, costruendo un nuovo modo di pensare all’immagine, che rimane il core business del gruppo. «Se confronto il mercato di oggi con quello di dieci anni fa, vedo un’esplosione di innovazione, dove Canon non è uno dei player, ma il player principale». Il primo obiettivo della “nuova” Canon, sostiene Macarti, è liberarsi dalla percezione legata alla sua reputazione di bravo costruttore di fotocamere e sistemi di stampa. «Canon lavora con le immagini, permette di catturarle, condividerle, gestirle. Tutta la nostra azione, anche in termini di R&D è concentrata sull’immagine. La grande sfida sta nel veicolare i prodotti e le soluzioni che escono dai laboratori verso i mercati locali, focalizzandoci sui clienti e i loro bisogni, visti in modo sempre più verticalizzato, unendo prodotti e competenze in una offerta che corrisponda al meglio alle necessità del mercato italiano». Una sfida che si può vincere solo studiando a fondo il cliente e il suo modo di relazionarsi con le tecnologie che Canon mette a disposizione.


#ProPrinting #immaging Massimo Macarti AD @CanonItaliaSpA Un nuovo modo di crescere attraverso le immagini, accelerando il ciclo di produzione e lo scambio dell’informazione @CanonBusinessIT
Click To Tweet


DAL PRODOTTO AI VERTICAL B2B

Negli ultimi diciotto mesi, ribadisce Macarti, nell’area B2B Canon si è impegnata a spostare la propria attenzione dalla semplice expertise di prodotto verso una competenza sul cliente. «Uno sforzo – mette in evidenza Macarti – che molte aziende di prodotto nel settore informatico hanno dovuto affrontare e che nel caso di Canon impone una grande crescita culturale, anche nel modo di lavorare tra le diverse divisioni, che devono guardare all’offerta in modo più aperto e collaborativo. Tutti in Canon Italia hanno aderito con entusiasmo a questo approccio. E oggi, la nostra capacità di lavorare in squadra nell’interesse del cliente è nettamente superiore rispetto al passato» – dichiara il country manager, che oltre a dettare il passo della trasformazione di Canon Italia nel suo complesso, segue personalmente le attività locali dei Business Information Services (BIS), una delle tre business unit dell’area B2B della filiale Canon (insieme alla divisione Industrial Printing Solutions affidata a Walter Bano e alla Document Solutions diretta da Maurizio Basile). «La divisione BIS – spiega Macarti – non tratta specifici dispositivi ma è impegnata nel configurare ed erogare soluzioni e servizi nella classica modalità “chiavi in mano” dell’outsourcing di processi aziendali, centrati ovviamente sull’immagine». I servizi offerti non si basano solo sull’hardware ma integrano vere e proprie soluzioni software, rivolte a specifici settori industriali, dal banking/assicurativo al manifatturiero.

«L’esempio migliore – riprende Macarti – è rappresentato dai servizi basati sull’offerta di Integra Document Management (IDM), azienda che Canon Italia ha acquisito nel 2015. Tra i suoi clienti BPO, troviamo per esempio un importante gruppo assicurativo che ha conferito a IDM i suoi processi di “onboarding” della clientela. Processi che hanno ovviamente una forte componente documentale, anche se non si tratta dell’unica forma di acquisizione dell’informazione. C’è anche un elemento di dematerializzazione, di gestione di aspetti complessi come i reclami presentati dagli assicurati, fino ad arrivare all’archiviazione di lungo termine». Se banche e assicurazioni sono tra i referenti più naturali di IDM, i servizi erogati riguardano anche settori come il retail, il manufacturing e la grande distribuzione. Un altro esempio proposto da Macarti riguarda, in ambito documentale, i servizi di redazione e gestione degli aggiornamenti della manualistica tecnica che le divisioni business di Canon sono in grado di offrire grazie, in questo caso, alla collaborazione con una consociata tedesca Cognitas. «Per attuare nuove proposizioni non basta la competenza in materia di stampa, bisogna anche acquisire la capacità di redigere, distribuire, gestire l’intero ciclo di vita di un manuale tecnico, che può essere estremamente complesso».

Walter Bano, director Industrial and Production Solutions di Canon Italia

QUESTIONE DI VISIBILITÀ

Non si tratta di curare solo gli aspetti della produzione su carta: i consulenti Canon devono essere in grado di entrare nello specifico di un contenuto, della sua creazione e fruizione. «Il tema riguarda la natura di un documento che oggi può nascere tanto in forma cartacea che digitale. E per questo – sottolinea Macarti – è necessario detenere competenze e tecnologie capaci di riconoscere i contenuti e le informazioni di documenti o immagini, per comporre un’offerta che mette insieme prodotti e capacità di divisioni diverse in seno al gruppo». Un lavoro che è anche di coordinamento e integrazione di risorse interne e collaborazioni con l’esterno – conclude Macarti – riferendosi agli algoritmi di intelligenza artificiale messi a punto insieme ai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che oggi ampliano le funzioni di organizzazione e condivisione di Canon Irista, innovativo servizio di repository in cloud offerto a fotografi professionisti, amatori e al grande pubblico.

«Canon esiste per ispirare e guidare il cliente in un mondo che assiste a una autentica esplosione di informazioni visive, proprio sulla base della grande esperienza in materia di imaging e di informazione» – interviene Teresa Esposito, Marketing & Sales Excellence director. La riorganizzazione che ha portato alla nascita di divisioni nuove, come quella orientata ai servizi in outsourcing, nasce dalla volontà di spostare sul cliente e sulle sue esigenze tecnologiche l’intera azione di marketing e, soprattutto, l’intera proposta a valore. «Canon – afferma la Esposito – è una grande azienda proprio perché vanta un patrimonio tecnologico e di competenze estremamente diversificato, ma non è facile rendere visibile questa diversità. La strada da percorrere consiste proprio nello strutturare il portafoglio di prodotti e soluzioni in funzione del bisogno specifico del cliente. Un percorso – continua Teresa Esposito – che si articola in cinque punti, cinque aree in cui il know-how Canon può fare la differenza per aziende e imprese. Prima di tutto, semplificare molto in ambito PMI e SOHO, dove automatizzare i task significa ottimizzare il tempo delle risorse interne, consentendo loro di focalizzare l’attenzione sulle attività core del proprio business. Accelerare i flussi di informazione all’interno delle aziende, perché il digitale e lo smart working hanno bisogno di integrazione. Fare leva sui prodotti per trasformare i processi. Far evolvere linee di business tradizionali, specie in un mondo come quello della stampa di produzione. E infine, far capire il valore della personalizzazione legata a tecnologie che permettono di distinguersi in mercati altamente competitivi».

Fare belle fotografie, riuscire a stampare un documento di grande impatto visivo, qualunque sia la sua tiratura, rimangono ancora alla base della comunicazione e dell’emozione visiva. Ma nell’era del business e delle relazioni digitali questi mattoni costitutivi possono non bastare se non sono inseriti all’interno di un ciclo di produzione, scambio e fruizione dell’informazione, accelerato e complesso. Il vero vantaggio competitivo di Canon nasce dalla capacità di presidiare, con le sue tecnologie, tutti gli anelli di questa catena, fornendo una visione autenticamente integrata a un nuovo modo di comunicare – e crescere – attraverso le immagini.


#ProPrinting #immaging Con 45 anni di presenza sul mercato italiano, la strategia di Canon sul #B2B mette a fattore comune partner e canale per scaricare a terra know-how e soluzioni innovative @CanonBusinessIT
Click To Tweet


OLTRE LA STAMPA, IL CONTENUTO

Uno dei pilastri dell’offerta B2B di Canon è sicuramente il gruppo guidato da Walter Bano, direttore  Industrial and Production Solutions. «La divisione comprende tutte le tecnologie che Canon mette a disposizione delle aziende di produzione: realtà per le quali le attività di stampa rappresentano il core business o sono di supporto diretto al core business». Insomma, precisa meglio Bano, «le due aree del cosiddetto Print-for-pay che identifica i veri e propri stampatori professionali, e il Print-for-use, dove vengono classificati gli utenti che producono grossi volumi di stampe collegate per esempio al CAD o al PLM». Si tratta di un universo estremamente variegato, che il team diretto da Bano suddivide in tre ulteriori segmenti dal punto di vista delle tecnologie impegnate. Il primo riguarda la stampa documentale o transazionale, mercato particolarmente maturo, in cui qualità ed efficienza rimangono i vettori principali di offerta. Il secondo segmento è riferito alle attività «decoration, promotional e bookprinting» con la forte tendenza verso la stampa digitale “short run”, aree in crescita, in cui nascono nuove opportunità di business. «Guardando al mercato dei libri – esemplifica Bano – oggi rispetto al passato si stampano più titoli con tirature molto più limitate per venire incontro ai nuovi modelli di distribuzione e di stampa on demand». Infine, l’area dei nuovi mercati, il mondo del packaging e del tessile, anch’essi dominati da una forte tendenza al digitale. «Canon, grazie alla sua capacità innovativa e i suoi brevetti presidia le tre aree. In molti casi – mette in evidenza Bano – con tecnologie esclusive come i nuovi apparati UVgel, che rivoluzionano la “digital decoration”, con velocità di produzione di tre, quattro volte superiori e una migliore nitidezza dei colori su molteplici tipologie di supporto. Non parliamo più di stampa su carta, ma di vera e propria comunicazione visiva, anche su supporti retroilluminati».

Maurizio Basile, Document Solutions director di Canon Italia

PERSONALIZZARE IL PRINTING

Nel documentale e nel book printing, il mercato oggi vede una linea di demarcazione tra stampa di tipo tradizionale, riservata ai grandi volumi di produzione, e avvento del digitale, man mano che cresce la richiesta di flessibilità, velocità e personalizzazione. La missione di Canon – con le sue tecnologie certamente, ma anche con una capacità sempre più consulenziale delle proprie strutture di vendita diretta e indiretta – è affiancare i clienti nell’adattarsi a condizioni di mercato che possono essere radicalmente diverse rispetto al tradizionale modo di concepire il Print-for-pay. «Il tema dei servizi è molto ampio e ci impone di assumere un ruolo anche nel rivedere e trasformare i processi e il workflow di clienti che oggi hanno come primario punto di attenzione lo sviluppo del business» – precisa Bano in accordo con le parole di Teresa Esposito.

La battaglia verso la stampa su supporti fisici ma con i tempi e la modalità del digitale si combatte su due fronti, quello tecnologico – che come si è visto Canon presidia in veste di leader assoluto – e quello commerciale. Nella divisione capitanata da Bano, il fatturato è suddiviso equamente tra le vendite generate dalle forze dirette che tendono a seguire i clienti di maggiori dimensioni e un canale indiretto costituito da una trentina di partner, capaci di affrontare un mercato che – secondo il direttore della divisione Industrial Printing Solutions – «vanta un numero di player che equivale a quello di Francia e Germania messe insieme». Per il cliente è praticamente impossibile distinguere tra i livelli di affiancamento offerti: Canon Italia “coccola” la propria rete di partner “industrial” con programmi di certificazione e incentivi. Lo stesso presidente e CEO di Canon Inc. Fujio Mitarai ha recentemente definito il mondo commercial printing come uno degli aspetti fondamentali per le strategie di Canon, accanto a settori più “giovani” come la videosorveglianza, il medicale e l’insieme di apparati e dispositivi rivolti all’industria dei semiconduttori e dei videodisplay. «Gli spazi di crescita sono enormi» – conclude Bano. «Pensiamo soltanto che nel mondo industrial, il digitale copre appena il 14% dei volumi. Un eventuale sorpasso potrebbe richiedere tra i cinque e i sette anni secondo le stime, ma settori come il book printing subiscono già forti accelerazioni e richiedono tipologie di approccio molto diverse».


#ProPrinting #immaging Con un fatturato globale di 29,3 miliardi di dollari nel 2016 (un terzo generato in EMEA) e l’8% investito in R&D, #Canon è fra le prime tre aziende per numero di brevetti @CanonBusinessIT
Click To Tweet


L’IMMAGINE GIUSTA PER LO SMART WORKER

Se le strategie di Canon spingono molto per una immagine più “industriale” del gruppo a livello globale, la divisione delle soluzioni documentali, diretta da Maurizio Basile, mantiene – dal punto di vista dei fatturati – il suo primato storico nell’ambito delle attività B2B di Canon Italia. «L’obiettivo è espandere e proteggere un core rappresentato dalla stampa, e non solo, nel mondo office, rivolgendosi quindi ai clienti che al proprio interno utilizzano tecnologie di printing e imaging» – afferma Basile. «Aiutiamo le aziende a ottimizzare i propri processi di stampa e di gestione del documento, non solo razionalizzando l’attività del loro parco macchine, attraverso i cosiddetti Managed Printing Services (MPS), ma anche favorendo il flusso d’informazione all’interno dell’azienda per supportare al meglio l’operatività dei dipendenti. Tutto ciò garantendo elevati livelli di controllo e sicurezza – in funzione dei compiti e degli standard di autorizzazione di ogni singolo dipendente». A seconda della tipologia del cliente, Basile modula un insieme di leve commerciali, che concentra l’intera organizzazione storica dei canali diretti e indiretti di Canon Italia. «Il mondo SMB e SOHO viene seguito dai rivenditori tipicamente office del canale “second tier”, quello che acquista attraverso i nostri distributori e hanno meno vincoli di installazione e manutenzione presso i loro clienti. Vengono poi i partner certificati, mono e multibrand: circa 130 organizzazioni “first tier” che acquistano direttamente da Canon e operano a livello locale». La vendita diretta è suddivisa tra clienti top e internazionali che Canon Italia serve attraverso account che hanno visibilità sull’intero portafoglio di prodotti e soluzioni, inclusi quelli delle altre divisioni business del gruppo; e clienti “medium market” che in Italia sono affidati alla gestione diretta delle due società Canon affiliate, controllate al cento per cento, ma libere di agire in modo più autonomo e flessibile. «Per tutti, la parola d’ordine è semplificare il processo di acquisto del cliente, metterlo al centro e servirlo nel modo più semplice possibile attraverso una figura, l’account o il partner, che dev’essere visto come un referente unico, il vero orchestratore delle soluzioni Canon più adatte alle specifiche esigenze, eventualmente con l’aiuto degli specialisti che l’orchestratore sceglierà di reclutare».

Il punto sostanziale, conclude Basile, è che queste esigenze oggi divergono sempre di più dal vecchio concetto di informazione “da stampare”. «Tutti i nostri device oggi sono considerati hub da cui l’informazione grafica deve fluire nel modo più efficace, magari rispettando le specificità dell’organizzazione aziendale». Ecco che Canon mette a punto veri e propri business case per il printing all’interno degli uffici risorse umane, o indirizza i clienti verso l’outsourcing di processo con i colleghi della divisione Business Information Services. «È il cruciale passaggio dal “managed printed” al “managed content service”: non solo stampa quindi, ma gestione end-to-end del flusso informativo». Insomma, è sempre più vitale per specialisti come Canon, intervenire dove le motivazioni all’investimento non risiedono solo nella razionalizzazione o nel risparmio, nel contenimento della produzione cartacea, ma sconfinano negli ambiti di trasformazione digitale come i processi documentali, lo smart working e la collaboration. Anche se il punto di partenza, la scusa per agganciare il cliente, può coincidere, osserva Basile, con tematiche più familiari, note a tutti.

Marco di Lernia, country director Consumer Imaging Groups di Canon Italia

ANCHE LA STAMPANTE FINISCE IN RETE

Nella stessa ottica di integrazione dell’offerta, il compito del Consumer Imaging Group (CIG) che in Canon Italia è guidato da Marco di Lernia è anche quello di sfruttare il potenziale “professionale” di tantissimi prodotti veicolati attraverso i normali canali retail. «La linea consumer dei prodotti Canon per la fotografia, le riprese video, l’acquisizione e la stampa è caratterizzata da una gamma vastissima – spiega di Lernia – e molti di questi prodotti sono di specifico interesse per i professionisti. Proprio per questo, dentro la divisione CIG, abbiamo un team di persone specializzate che, in collaborazione con i colleghi delle divisioni business, sviluppa anche soluzioni B2B». E anche qui la nuova filosofia Canon è orientata a studiare le possibili verticalizzazioni del suo ampio catalogo, partendo non dallo specifico prodotto, bensì dalle esigenze (manifeste e nascoste che siano) del cliente e studiando le giuste intersezioni. Di Lernia cita alcuni dei settori, dal fashion ai portali di e-commerce, che usano la comunicazione visiva continuamente aggiornata come arma competitiva. Un altro ambito promettente è quello della cosiddetta proiezione immersiva e del digital signage, dove Canon è già alle prese con una miriade di applicazioni, persino nel campo della simulazione grafica per l’addestramento dei piloti.


#ProPrinting #immaging Proiezione immersiva, digital signage e simulazione grafica. Applicazioni verticali e cross-industry. Non solo printing, ma gestione end-to-end del flusso informativo @CanonBusinessIT
Click To Tweet


«Tornando al mercato consumer vero e proprio – prosegue di Lernia – gli ultimi quattro anni hanno profondamente cambiato questo segmento grazie al fenomeno pervasivo degli smartphone, della cosiddetta smart photography, e di evoluzioni social come la condivisione di immagini ed esperienze. Per uno specialista con la storia di Canon, un’evoluzione di mercato che vede qualcosa come mille miliardi di immagini condivise via Internet è molto sfidante e ha portato ad acquisizioni strategiche e cambiamenti organizzativi, finalizzati a presidiare anche istituzionalmente i social network, i canali di e-commerce e tutti i possibili touch-point con il cliente». Di Lernia cita le principali innovazioni nel mondo dei servizi digitali, prima fra tutte in ordine cronologico irista, piattaforma in cloud capace di conservare e condividere in dimensione originale immagini e video. A ciò sono seguite una serie di acquisizioni come Lifecake, servizio cloud per archiviare in modo sicuro le immagini dei propri bambini e al tempo stesso poterle condividere con i propri cari senza rischi; o il printing on demand di Kite.ly, entrato nella scuderia Canon nel 2017 con un ricco catalogo di servizi come book fotografici, calendari e merchandising personalizzato, per accedere ai quali sono appena state rilasciate nuove applicazioni come Canon Photo Print Shop. «Solo nella regione europea, la stampa online è un mercato che vale tre miliardi di dollari che si aggiungono ai quattro del printing nel segmento consumer» – precisa di Lernia, osservando come Canon sia pronta ad affrontare queste nuove realtà commerciali, anche acquisendo nuove professionalità e coinvolgendo in questo cambiamento i propri partner.

Foto di Gabriele Sandrini

L'articolo Canon, a immagine e somiglianza del cliente proviene da Data Manager Online.

]]>
Il problema della sicurezza e le ricadute sul mercato https://www.datamanager.it/2017/10/problema-della-sicurezza-le-ricadute-sul-mercato/ Mon, 23 Oct 2017 13:22:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133581 La crescita degli investimenti tecnologici da parte delle aziende utenti si basa su quattro pilastri: cloud, IoT, mobile e big data. Il nuovo regolamento europeo sulla data protection (GDPR) diventa centrale nelle politiche di sviluppo B2B Con Digital Transformation si intende quel processo che sta coinvolgendo in vario modo il mondo della produzione e dei […]

L'articolo Il problema della sicurezza e le ricadute sul mercato proviene da Data Manager Online.

]]>
La crescita degli investimenti tecnologici da parte delle aziende utenti si basa su quattro pilastri: cloud, IoT, mobile e big data. Il nuovo regolamento europeo sulla data protection (GDPR) diventa centrale nelle politiche di sviluppo B2B

Con Digital Transformation si intende quel processo che sta coinvolgendo in vario modo il mondo della produzione e dei servizi e che è caratterizzato da maggiore efficienza, migliore operatività e riduzione dei costi. Un insieme di cambiamenti tecnologici, culturali, organizzativi, sociali, creativi e manageriali che integra e coinvolge tutto l’ecosistema toccato dal processo. Il mercato digitale nel 2016, come evidenzia l’ultimo Rapporto Assinform, si è rimesso in moto. Il merito è di quelli che sono stati definiti digital enabler. Si tratta di quattro pilastri su cui si fonda la crescita degli investimenti tecnologici nelle aziende utenti, anche guardando al medio periodo. Il cloud è l’elemento trasversale. Nel 2016, il settore ha superato 1,8 miliardi di euro (21,5%) con un’incidenza predominante delle infrastrutture IaaS scelte dalle aziende per i vantaggi in termini di scalabilità e ottimizzazione dei costi. L’IoT, una tecnologia in grado di trainare fortemente l’innovazione, ha superato i 2 miliardi di euro, capitanati dalla spesa in software e servizi. Il mobile business è cresciuto del 13,1% (circa 3,1 miliardi di euro) grazie anche alle applicazioni mobili destinate ai dipendenti. Infine, le soluzioni big data hanno raggiunto circa 644 milioni di euro di cui circa l’85% riconducibile all’adozione di specifiche soluzioni software e ai relativi servizi di consulenza, sviluppo e implementazione, in particolare per soluzioni che indirizzano velocità di analisi.

PROGETTO SICUREZZA

La sfida di gestire numerose identità e accessi a dati disponibili in cloud e su mobile, diventa parte integrante di quella, più generale, di proteggere gli asset ICT. Come conferma uno studio della Banca d’Italia, nel 2016 circa il 40% delle aziende ha subito un attacco informatico. Su questo scenario, si innestano gli investimenti delle aziende in sicurezza, determinando una spesa di 1357 milioni di euro. La componente di cybersecurity più evoluta – managed services, cloud security, next generation firewall etc. – ne rappresenta una parte in evidente sviluppo. Data la rapidità con cui si muovono gli attaccanti, infatti, si impone un aggiornamento continuo e fluido, che coinvolga diverse funzioni aziendali in un “progetto sicurezza” finanziato con cadenza annuale o pluriennale.


#cybersecurity Simona Cerone @ColinPartners #GDPR centrale per il business ?
Click To Tweet


GDPR: LA COMPLIANCE STIMOLA L’INNOVAZIONE

 Non stupisce, analizzando i trend sopra elencati, che il nuovo Regolamento europeo sulla data protection (GDPR) divenga centrale nelle politiche di sviluppo B2B. In vigore a partire dal 25 maggio 2018, tale normativa mette al primo posto la sicurezza del trattamento dei dati personali delle persone fisiche. Per le aziende significa aver chiari processi e procedure inerenti: 1) il diritto alla portabilità dei dati (art. 20), che consente la trasmigrazione, in formato strutturato, dei dati personali dell’interessato da un titolare del trattamento all’altro nel caso in cui il trattamento avvenga con mezzi automatizzati; 2) il diritto all’oblio, per cui l’interessato ha diritto alla cancellazione dei propri dati se questi, ad esempio, non sono più necessari rispetto alle finalità iniziali; 3) il diritto dell’utente alla trasparenza circa i trattamenti effettuati sui suoi dati; 4) il diritto di essere informato sugli eventuali data breach entro 72 h dall’accaduto. Di fondamentale importanza, in tema di sicurezza, l’art. 32 della GDPR che prevede, in capo al titolare e agli eventuali responsabili del trattamento, il compito di mettere in atto misure tecniche e organizzative finalizzate a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio. Pseudonimizzazione e cifratura vengono consigliate quali misure efficaci. Lo scopo è assicurare su base permanente la riservatezza, l’integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento. In caso di incidente, va assicurata la capacità di ripristinare tempestivamente la disponibilità e l’accesso ai dati personali. La compliance normativa tiene dunque il passo rispetto alla digitalizzazione e ne diviene anzi protagonista attiva. Occasione da cogliere, questa, soprattutto per non accrescere il nostro gap, tuttora importante, rispetto ad altri paesi europei e non solo.

Simona Cerone

consultant di Colin & Partners – www.consulentelegaleinformatico.it

L'articolo Il problema della sicurezza e le ricadute sul mercato proviene da Data Manager Online.

]]>
Canon, l’imaging al servizio della trasformazione https://www.datamanager.it/2017/09/canon-limaging-al-servizio-della-trasformazione/ Thu, 21 Sep 2017 10:59:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131359 La imaging company rafforza l’offerta con acquisizioni in diversi settori dal medicale alla videosorveglianza e riorganizza le divisioni per aiutare sempre più i clienti a cogliere tutti i frutti della digital transformation C’entra la digital transformation. Ma c’entrano anche i cambiamenti nei mercati di riferimento. Perché negli ultimi anni, i settori di elezione di Canon, […]

L'articolo Canon, l’imaging al servizio della trasformazione proviene da Data Manager Online.

]]>
La imaging company rafforza l’offerta con acquisizioni in diversi settori dal medicale alla videosorveglianza e riorganizza le divisioni per aiutare sempre più i clienti a cogliere tutti i frutti della digital transformation

C’entra la digital transformation. Ma c’entrano anche i cambiamenti nei mercati di riferimento. Perché negli ultimi anni, i settori di elezione di Canon, ovvero fotografia e stampa, hanno raggiunto la piena maturità, e hanno quindi portato la multinazionale a «valutare e soprattutto a operare acquisizioni che hanno consentito di sviluppare nuovi business, che hanno tutti al loro centro l’imaging» − esordisce Massimo Macarti, amministratore delegato di Canon Italia, in una conversazione a tutto campo con Data Manager. Questi nuovi business, aggregati intorno alla core competence dell’imaging, visto che Canon è sempre orgogliosamente una “imaging company”, stanno orientando nuove scelte in tutti i segmenti B2B.

Si tratta principalmente di nuovi sviluppi negli ambiti del medicale, con l’acquisizione di Toshiba Medical, avvenuta all’inizio di quest’anno, della videosorveglianza, con le acquisizioni di Axis e Milestone, e dell’area industriale, «di cui forse si parla un po’ meno del dovuto, in relazione a quella che è la nostra presenza su questo mercato, che infatti ci vede protagonisti con apparecchiature per produrre componenti elettronici ma anche e soprattutto per la produzione di schermi OLED» − prosegue Macarti.

Imaging sempre al centro

Una diversificazione a tutti gli effetti quindi, ma «sempre con al centro l’imaging − ribadisce Macarti − nella piena consapevolezza che oggi i contenuti di immagini e informazioni vengono fruiti, trasmessi e manipolati in maniera molto diversa da come accadeva solo pochi anni fa». E questo avviene «sia per l’area consumer sia per l’area B2B» − rileva Macarti, spiegando che «soprattutto per quest’ultimo ambito, ci siamo resi conto che quella di Canon è una proposta così ampia che non ha eguali sul mercato, con un catalogo completo che realizza una proposizione a valore per soddisfare tutte le esigenze in continuo cambiamento dei clienti, che costituiscono la nuova centralità di tutta la nostra azione di business». Gli esempi non mancano, a iniziare dai Managed Print Services, che permettono alle aziende di risparmiare e di migliorare in efficienza e produttività, per arrivare al Business Process Outsourcing, ulteriormente potenziato dall’acquisizione, avvenuta due anni fa, di Integra Document Management, società italiana con una vasta esperienza nei settori chiave del Finance e dell’Insurance.


.@CanonBusinessIT Massimo Macarti Cresce il #B2B Italia al quarto posto in EMEA
Click To Tweet


Nuove divisioni

Quello compiuto da Canon è un progetto intrapreso a livello europeo un paio d’anni fa e perfezionato durante l’anno scorso, che ha visto l’Italia tra i primi a essere pienamente operativi nella nuova organizzazione: «All’inizio del 2017, abbiamo creato nuove divisioni che hanno come obiettivo primario quello di seguire alcune tipologie di clienti: in area B2B abbiamo quindi una prima divisione dedicata ai clienti Office, cioè quelli che utilizzano le tecnologie per uso essenzialmente interno, una seconda divisione, Industrial Printing Solutions, che si rivolge ai clienti che fanno della stampa il loro core business, e un’altra divisione rivolta ai servizi, cioè software di Information Management e soluzioni di Business Process Outsourcing, che si rivolge essenzialmente ad aziende che vogliono trasformare in maniera significativa i loro processi interni» − racconta Macarti. Questa trasformazione è stata poi completata attraverso la creazione di una struttura di marketing orizzontale che è trasversale a tutte le business unit: si tratta di una struttura comune a livello europeo, in ossequio alla filosofia Canon che lascia molta autonomia alle diverse aree geografiche in cui è diviso il business globale. La filiale italiana, inquadrata nell’area EMEA, rappresenta un business nell’ordine dei 350 milioni di euro all’anno, 230 circa dei quali sono appannaggio del settore B2B, mentre il consumer “pesa” per un 30-35 per cento dei ricavi totali. Con questi dati, l’Italia si situa al quarto posto nell’area geografica di riferimento.

Al servizio della digital transformation

Quello che è interessante rilevare è che «l’intera nostra offerta B2B tocca tutti gli aspetti della digital transformation, anche la parte della stampa, che controintuitivamente potrebbe non farne parte, in quanto tuttora legata a supporti “fisici” e non “digitali”. Ma in realtà, anche nei nuovi scenari, la funzione di stampa mantiene la propria importanza nell’ottimizzare e semplificare, cioè a rendere più produttiva la gestione delle informazioni, dei documenti e delle immagini, inserendola in tutti i processi di digitalizzazione e quindi di automazione della gestione del dato, partendo dall’acquisizione del documento cartaceo, passando per la digitalizzazione per arrivare al suo eventuale ritrasferimento su carta: in questo ampio ventaglio di esigenze, disponiamo di value proposition specifiche di interesse sia per le aziende che utilizzano le tecnologie al proprio interno sia per chi opera nell’ambito “print for pay “ e per chi usa la tecnologia per trasformare il proprio business» – sottolinea Massimo Macarti.

Nuovo approccio al marketing

Con Teresa Esposito, marketing & sales excellence director Business Group di Canon Italia, Data Manager ha invece approfondito gli aspetti relativi alla nuova organizzazione marketing della società: «Abbiamo ripensato i nostri processi anche per cambiare le modalità con cui dialoghiamo con il mercato, con l’obiettivo di fondo di essere sempre più un’azienda “customer centric”, ovvero focalizzata in primis sui clienti». Il cambiamento è evidente anche nella stessa denominazione della funzione, che oggi è quella di “Marketing and Sales Excellence”, proprio a voler sottolineare l’intenzione di massimizzare il valore per i clienti attraverso una funzione orizzontale al servizio di tutte le divisioni B2B. «Il percorso di cambiamento del marketing guarda anche al medio e lungo termine» − prosegue Teresa Esposito, dettagliando in particolare i quattro pilastri sui quali si fonda la strategia: «In primo luogo, la revisione della value proposition su tutti i segmenti di mercato B2B; il secondo pilastro consiste in una revisione del modo di funzionamento del marketing stesso, quindi con nuovi processi di marketing automation e di lead generation, con una diversa gestione della domanda; il terzo punto riguarda un approccio multicanale, con un insieme di iniziative che ci stanno aiutando ad avere un visione realmente a 360 gradi, utilizzando tutti i canali a disposizione; infine, al quarto punto, si situano tutte le attività volte ad aiutare l’intera nostra organizzazione, e in modo particolare la forza vendita, a raggiungere l’eccellenza nelle competenze a servizio dei clienti».


.@CanonBusinessIT #B2B Revisione della value proposition e nuova gestione domanda
Click To Tweet


Innovazione continua

Si tratta di un approccio che ha alla propria base l’intenzione dichiarata di «guadagnare sempre più conoscenza dei clienti e delle loro esigenze, con una revisione del “customer journey” e dei momenti di contatto con i nostri clienti e anche dei nostri partner, che sono essenziali nel nostro modello di go-to-market» − spiega Teresa Esposito. È in questo contesto che si innesta anche una nuova modalità di comunicazione, volta a far percepire meglio l’eccellenza di Canon, che ha oltre 80 anni di storia nell’innovazione continua, «corroborata anche dal fatto che ogni anno investiamo l’otto per cento del nostro fatturato mondiale in attività di Ricerca & Sviluppo» − sottolinea Teresa Esposito. Lo sforzo in atto si sta quindi concentrando su quelle che sono le cinque aree chiave sulle quali si raccolgono le proposte di Canon: Differentiate, transform, accelerate, simplify e infine evolve. «Per fare un solo esempio tra i tanti, l’ambito “Differentiate” riguarda le soluzioni volte ad aiutare i nostri clienti a migliorare le loro interazioni con i clienti, in un mondo che è sempre più connesso e dove le opportunità offerte dal digitale sono vaste, si pone però il problema di conciliare parte fisica e parte digitale: è a questo aspetto che si rivolgono in particolare le nostre soluzioni di Campaign Management o di Customer Onboarding» – spiega Teresa Esposito, facendo capire che l’expertise di Canon è davvero completa e approfondita, anche e soprattutto nelle nuove frontiere dell’imaging e della gestione documentale applicati alla trasformazione digitale.

L'articolo Canon, l’imaging al servizio della trasformazione proviene da Data Manager Online.

]]>
BB Tech, viaggio nell’IT a 360 gradi https://www.datamanager.it/2017/07/bb-tech-viaggio-nellit-360-gradi/ Thu, 13 Jul 2017 08:45:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128584 Il distributore italiano supporta le necessità del business moderno per soddisfare le esigenze di rivenditori, system integrator e imprese, anche le più piccole Accompagnare i clienti verso il futuro. Questo è l’obiettivo di BB Tech, distributore italiano di soluzioni IT a 360 gradi, sempre pronto ad affrontare le sfide del business di nuova generazione. Fondata […]

L'articolo BB Tech, viaggio nell’IT a 360 gradi proviene da Data Manager Online.

]]>
Il distributore italiano supporta le necessità del business moderno per soddisfare le esigenze di rivenditori, system integrator e imprese, anche le più piccole

Accompagnare i clienti verso il futuro. Questo è l’obiettivo di BB Tech, distributore italiano di soluzioni IT a 360 gradi, sempre pronto ad affrontare le sfide del business di nuova generazione. Fondata nel luglio del 2012, in un quinquennio la compagnia ha ottenuto successi ragguardevoli, soprattutto se si guarda a quell’85 per cento di aziende che in Italia non riesce ad andare oltre il terzo anno di vita. Qual è il segreto di un percorso così virtuoso? «L’aver posto sempre la dovuta attenzione ai bisogni del cliente, in un mercato IT in cui è difficile imporsi contro i grandi brand, know-how e qualità del rapporto ripagano sempre» – ci spiega Giampaolo Bombo, amministratore unico di BB Tech Group.

Differenziarsi per crescere

Nata come distributore esclusivo di hardware, BB Tech ha seguito la strada dei servizi di manutenzione del gruppo General Computer (nel mercato enterprise) per poi inserirsi nel circuito di alcuni tra i principali marchi del panorama dei data center e connettività in fibra, rame e via radio. Da qui, la gestione diretta dell’offerta Rosenberger per il cabling in fibra e di altri brand ad esempio HP, Colt, KPNQwest e MC-link. Il focus è sempre quello di servire le esigenze dei più “piccoli”, i rivenditori di ICT che non possono rappresentare un target di riferimento per i distributori globali. «Ci sono tante realtà nel nostro Paese che stentano a decollare perché devono affrontare problemi concreti nella gestione quotidiana di alcune operazioni. Pensiamo alla logistica, alla necessità di un supporto tempestivo, a prezzi competitivi per un upgrade o una prima installazione, insomma, a tutto quello che circonda l’avvio o l’aggiornamento di un’attività. Con le nostre competenze riusciamo a indirizzare le persone sulla scelta migliore, ottimizzando le risorse». Il punto di forza di BB Tech sta nel sapersi adattare alle singole peculiarità della clientela, per esempio, nella scelta di un rack all’interno di un’infrastruttura voluta dal rivenditore e fruita in modalità a canone. «Chiunque può entrare 24 ore su 24 negli spazi concessi senza limitazioni, a differenza di molte soluzioni della concorrenza» – mette in evidenza Giampaolo Bombo. «Il lavoro non finisce qui, perché possiamo dar seguito a una serie di richieste particolari, come quella di voler tenere in casa il proprio data center, oppure di ampliare le capacità di quelli in dotazione, integrando una corretta business continuity e data recovery».


Giampaolo Bombo @mktBBTechGroup: #Know-how e #qualità del rapporto ripagano sempre
Click To Tweet


GDPR, soluzioni su misura

Una delle ultime novità è rappresentata dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) che entrerà in vigore il 25 maggio 2018. In vista dell’applicazione, BB Tech prevede lo sviluppo di procedure per soddisfare la normativa, senza incorrere in un rischio di infrazione che potrebbe essere molto salato (fino al 4 per cento del fatturato) per le imprese inadempienti. «Per questo progetto ci affianchiamo allo Studio Chiara Delaini, specializzato nelle tematiche aziendali e IT: un know-how necessario per ottenere una consulenza di valore che traduca la parte legislativa in azioni concrete. In questo modo, produrremo studi di fattibilità ad hoc, che consentiranno ai clienti di accogliere le linee guida sulla gestione dei dati, affidandosi a soggetti esterni (come prevede la direttiva) per il controllo dei processi».

BB Tech oggi e nel vostro futuro

Il messaggio su cui spinge il CEO di BB Tech Group è il seguente: «Oggi, chi ha bisogno di un computer può rivolgersi praticamente ovunque, anche verso l’offerta consumer. Però, non tutti hanno la facoltà di poter risolvere problematiche maggiori, più complesse, che riguardano l’infrastruttura, i collegamenti, la dotazione software, in un ecosistema non più indipendente ma comunicante. Insomma, creiamo business per chi ha bisogno di fare business, un’esigenza alla quale ogni distributore IT moderno dovrebbe saper rispondere».

L'articolo BB Tech, viaggio nell’IT a 360 gradi proviene da Data Manager Online.

]]>
Talend punta sul cloud intelligente con il nuovo Data Fabric https://www.datamanager.it/2017/07/talend-punta-sul-cloud-intelligente-data-fabric/ Fri, 07 Jul 2017 09:14:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128236 La piattaforma Summer’17, dedicata alla gestione dell’IT aziendale cloud e multi-cloud, fornisce supporto agile agli utenti enterprise con tutti i vantaggi dei big data Una crescita del 50% anno su anno e un portfolio in costante aggiornamento. Il successo di Talend è figlio dell’incremento nell’adozione di piattaforme per la digital transformation, i cui investimenti non […]

L'articolo Talend punta sul cloud intelligente con il nuovo Data Fabric proviene da Data Manager Online.

]]>
La piattaforma Summer’17, dedicata alla gestione dell’IT aziendale cloud e multi-cloud, fornisce supporto agile agli utenti enterprise con tutti i vantaggi dei big data

Una crescita del 50% anno su anno e un portfolio in costante aggiornamento. Il successo di Talend è figlio dell’incremento nell’adozione di piattaforme per la digital transformation, i cui investimenti non intendono scendere anzi, saliranno del 67% entro il 2020.

Leader nelle soluzioni software di integrazione tra cloud e big data, la divisione italiana di Talend ha presentato Summer’17, la nuova release di Data Fabric, pensata per supportare una migliore gestione degli ambienti IT in modalità cloud e multi-cloud, puntando sulla compatibilità con ecosistemi di terze parti, tra cui Amazon Web Services, Cloudera, Altus, Google Cloud Platform, Microsoft Azure e Snowflake. In questo modo gli utenti possono ottenere una serie di dati de-strutturati e già pronti per l’analisi, beneficiando della velocità e della qualità resa dal machine learning, che consente di ricavare automaticamente le informazioni utili per l’azienda.

L’importanza dell’integrazione

“Sin dall’esplosione dei big data abbiamo studiato come accompagnare il business verso interfacce di nuova generazione, capaci di sfruttare in maniera funzionale la vasta mole di contenuti che le organizzazioni hanno a disposizione. Si tratta di un cambiamento non banale che mira a dare continuità lavorativa all’utente – ci ha spiegato in occasione del lancio Camillo Moratti, Channel Manager Key Account di Talend Italia – se dieci anni fa l’unica determinante nella scelta di una piattaforma era legata al brand, con un utilizzo prolungato nel tempo, oggi il tasso di cambiamento è molto più veloce e l’unica costante resta quella della capacità delle soluzioni di integrarsi.  Per questo abbiamo scommesso su un sistema aperto e interoperabile, che possa comunicare con il resto della dotazione software senza problemi”.

Componenti nativi

Talend Summer’17 contiene un archivio ricco di componenti cloud native, selezionabili in manier semplice tramite drang’n’drop, così da creare flussi di big data per esigenze specifiche anche tramite fonti informative esterne, quali i già citati servizi di Amazon e co.

“Quando parliamo di cloud non dobbiamo dimenticare che l’adozione della nuvola è finalizzata anche a un risparmio di costi per l’azienda – ha sottolineato giustamente Felice Sandro Bellanti, Senior Presales Consultant di Talend Italia – per questo Summer’17 permette di cogliere rapidamente le nuove innovazioni che di volta in volta vengono introdotte dal cloud, per restare sempre aggiornati e abilitare progetti futuri ma, soprattutto, per mantenere bassa la spesa di manutenzione e sviluppo”.

Talend Summer’17 è disponibile già dal 29 giugno con aggiornamenti per tutti i moduli della piattaforma Talend Data Fabric. Gli attuali clienti di Talend Integration Cloud riceveranno automaticamente l’aggiornamento alla nuova versione il 18 luglio. Gli interessati all’acquisto di una licenza per Talend Data Fabric o Talend Integration Cloud, possono contattare l’indiizzo email sales@talend.com.

L'articolo Talend punta sul cloud intelligente con il nuovo Data Fabric proviene da Data Manager Online.

]]>
Fatturazione elettronica B2B, cogliere le opportunità https://www.datamanager.it/2017/05/fatturazione-elettronica-b2b-cogliere-le-opportunita/ Fri, 12 May 2017 09:03:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124682 Più che un documento amministrativo o fiscale, la fattura elettronica rappresenta un elemento importante per le aziende che la adottano, in quanto permette di cogliere tutte le opportunità, anche e soprattutto organizzative, della trasformazione da manuale a digitale dell’intero processo Di Luca de Piano Come noto, all’inizio di quest’anno è entrato in vigore lo scambio […]

L'articolo Fatturazione elettronica B2B, cogliere le opportunità proviene da Data Manager Online.

]]>
Più che un documento amministrativo o fiscale, la fattura elettronica rappresenta un elemento importante per le aziende che la adottano, in quanto permette di cogliere tutte le opportunità, anche e soprattutto organizzative, della trasformazione da manuale a digitale dell’intero processo

Di Luca de Piano

Come noto, all’inizio di quest’anno è entrato in vigore lo scambio di fatture in forma telematica anche nell’ambito B2B, cioè quello aziendale, dopo che la fatturazione elettronica era già stata attivata per la pubblica amministrazione. Fatturare in formato elettronico non è obbligatorio tra privati, ma costituisce un’ottima opportunità per le aziende che intendono digitalizzare il processo di fatturazione, rendendolo più rapido e meno oneroso in termini di costi. I vantaggi pratici non mancano: abbattimento dei costi del processo, con eliminazione di stampa, spedizione e archiviazione, attività di registrazione ridotte al minimo, ricerca delle fatture in pochi secondi, e una significativa riduzione del rischio di errori. La digitalizzazione di attività che sono sostanzialmente ripetitive e a scarso valore aggiunto – come stampa e imbustamento delle fatture, interazione con i clienti, conservazione in archivio cartaceo, e di carattere burocratico, come i diversi passaggi autorizzativi – comporta notevoli vantaggi, anche di natura finanziaria.

Risparmi interessanti

Infatti, secondo quanto stimato lo scorso anno dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, il beneficio del passaggio alla fatturazione elettronica si colloca tra i 7,5 e gli 11,5 euro per ciascuna fattura, se ci si riferisce ad aziende che trattano un volume di fatture superiore alle tremila all’anno. Su scala più ampia, lo stesso ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), ipotizzava lo scorso anno risparmi complessivi per almeno 3 o 4 miliardi all’anno, suscettibili di arrivare nell’ordine della decina di miliardi nella prospettiva che si verifichi lo scenario migliore. Del resto, come hanno anche evidenziato tutti i vendor interpellati da Data Manager, la fatturazione elettronica è conveniente a tutti i livelli, in quanto consente un risparmio quantificabile per ciascuna fattura gestita rispetto ai modelli di fatturazione tradizionali, e questo è valido sia per le grandi aziende sia per le realtà più piccole. Non va infatti dimenticato che lo scopo della fatturazione elettronica tra privati è soprattutto quello di potenziare l’integrazione tra tutti i protagonisti della filiera del valore. Una finalità che sembra essere stata compresa dalle imprese italiane, almeno a guardare il dato del Digital Economy and Society Index 2017 (Desi), la graduatoria annuale che fa il punto sulla digitalizzazione nei paesi che compongono tuttora l’Unione Europea (Regno Unito, incluso). Se notoriamente l’Italia non si piazza spesso nelle prime posizioni rispetto a numerosi indicatori del Desi, almeno per quanto riguarda il dato del ricorso alla fatturazione elettronica le prospettive sono confortanti, visto che le imprese che la utilizzano sono il 30 per cento, un dato ben superiore alla media dell’Unione Europea che si attesta al 18 per cento. In questa sfida dalla PA al B2B, anche il Consorzio CBI, creato sotto l’egida dell’Associazione Bancaria Italiana, è in prima linea con l’obiettivo di creare – come spiega il direttore generale Liliana Fratini Passi – «una nuova cultura dell’innovazione per rimettere l’Italia tra i protagonisti a livello internazionale».


#eInvoice Liliana Fratini Passi @ConsorzioCBI Innovare i processi nelle imprese
Click To Tweet


Incentivi fiscali

A far ben sperare vi sono anche gli incentivi di carattere fiscale. Infatti, è possibile adempiere al nuovo obbligo di invio dei dati Iva all’Agenzia delle Entrate a condizioni meno onerose, visto che non occorrerà più trasmettere i dati delle fatture elettroniche già inviate mediante il Sistema di interscambio (SdI) e si potrà beneficiare di vantaggi quali il rimborso Iva entro tre mesi dalla Dichiarazione, la riduzione dei termini di accertamento e l’esecuzione da remoto degli eventuali controlli fiscali, oltre a una serie di esenzioni da altrettanti obblighi di comunicazione relativi alle operazioni rilevanti ai fini Iva, il cosiddetto “Spesometro”, ai contratti di leasing e infine alle operazioni con paesi inseriti nelle “black list”. Sintetizzando l’argomento, Alfieri Voltan, presidente di Siav, non manca di sottolineare le principali novità e i nuovi obblighi, che vanno nella direzione di «spingere il sistema produttivo italiano verso la digitalizzazione dei processi amministrativi legati alla fatturazione» – spiegando che i vantaggi maggiori saranno per le aziende che «non si limitano a digitalizzare “l’ultimo miglio”, optando per esempio per la trasmissione di tutti i dati delle fatture in un contesto organizzativo invariato di gestione cartacea o ibrida dei processi. Al contrario, scegliere un uso integrato ed estensivo della fattura Xml porta i benefici maggiori in termini di standardizzazione del formato e tracciabilità, permettendo di automatizzare numerosi passaggi, come registrazione, approvazione, invio e altro, nell’interazione con clienti e fornitori e di ottimizzare l’uso delle risorse».


#eInvoice Alfieri Voltan @SiavItalia La fatturazione elettronica piace alle imprese
Click To Tweet


La risposta dei vendor

Gli fa eco Angelo Cian, responsabile soluzioni gestionali di Zucchetti, spiegando che «la fatturazione elettronica tra privati sarà certamente un fattore di accelerazione delle imprese verso il digitale, per creare un sistema che porti maggiore efficienza a tutti gli operatori coinvolti nel processo: imprese, professionisti e Agenzia delle Entrate». Tutto questo nella consapevolezza che i vantaggi sono tanti. A parte il fatto che «produrre fatture elettroniche costa meno – continua Cian – il vantaggio principale è la possibilità di gestire documenti digitali e di attivare automatismi per il controllo e le registrazioni a livello sia contabile sia logistico. Si possono così velocizzare le attività legate a magazzino e ciclo passivo e ridurre gli errori dovuti a imputazione manuale di dati». Di fronte a questa serie di benefici, la risposta dei vendor non si è fatta attendere, e si sono moltiplicate le soluzioni per aiutare le aziende ad adottare questo nuovo approccio, permettendo soprattutto di coglierne anche le opportunità più durature in termini di trasformazione complessiva dei processi.


#eInvoice Angelo Cian @ZucchettiSpa L’offerta modulare di #ZucchettiDigitalHub
Click To Tweet


Il requisito dell’integrazione

Tra gli elementi da tener presente nell’adozione di una soluzione per la gestione della fatturazione elettronica, è forse al primo posto quello dell’integrazione con i sistemi già presenti in azienda. «Alcune soluzioni che si stanno affacciando sul mercato sono ancora immature sul fronte dell’integrazione e di una visione a 360 gradi del processo di fatturazione» – avverte Alfieri Voltan, spiegando che la società ritiene fondamentale il tema dell’integrazione. «Adottare una soluzione per gestire la mera fatturazione elettronica in termini di comunicazione con il SdI potrebbe essere miope e creare anzi frammentazione e inefficienza nei processi. Quello del Sistema di interscambio è solo uno dei canali adottabili da clienti e fornitori, accanto a posta tradizionale, email, PEC e altro. Questo rende imprescindibile orientarsi verso soluzioni multicanale, in grado di gestire in maniera integrata tutti i processi di lavorazione delle fatture, indipendentemente dal canale e dal formato, facilitando l’utente nella gestione ibrida di cartaceo e digitale. Questo consente di avere un unico repository e processi normalizzati per l’archiviazione e il controllo di tutte le fatture. Altrettanto importante è il tema dell’integrazione con gli Erp, sempre più strategica in modo da rendere più semplici e veloci le attività degli utenti».

Offerta modulare

Non è quindi per caso, sottolinea Angelo Cian, che «Zucchetti ha pensato di integrare nativamente la soluzione di fatturazione elettronica non solo con tutti gli Erp e gestionali che compongono la propria offerta, ma anche con servizi quali firma digitale e PEC e con le applicazioni di gestione documentale e conservazione digitale per dare al cliente un servizio completo, dalla generazione e trasmissione della fattura, sino all’archiviazione a norma di legge». Il servizio, chiamato “Zucchetti Digital hub”, consiste in «un’offerta web modulare che permette al cliente di delegare a Zucchetti tutto il processo a fronte del pagamento di un corrispettivo annuale. Naturalmente, abbiamo pensato anche alle aziende che devono gestire fatture generate da Erp non Zucchetti, con un servizio che prevede l’installazione in locale della soluzione di fatturazione elettronica e la gestione del processo in piena autonomia» – conclude Angelo Cian.


#eInvoice Giuseppe Tusa @InfoCert_it Meno rischi più velocità con #FattureBtoB
Click To Tweet


Gestione corretta

Per Giuseppe Tusa, product marketing manager di InfoCert tra le prime tre società accreditate come gestore di identità digitale SPID, e che fa parte del Gruppo Tecnoinvestimenti, bisogna puntare l’attenzione sul fatto che «la normativa prevede che le fatture siano inviate in allegato alla mail certificata in formato Xml che non è direttamente leggibile dal destinatario senza un opportuno software per la visualizzazione. Ma l’individuazione, lo smistamento e l’immediata leggibilità delle fatture passive costituiscono elementi preziosi per la loro corretta gestione. È per questa ragione che in InfoCert abbiamo realizzato il nuovo servizio “FattureBtoB”, che consente agli utenti della casella Legalmail di individuare rapidamente la posta certificata in ingresso contenente fatture elettroniche e di poterle visualizzare correttamente, scongiurando così non solo il rischio di trascurarle o addirittura di percepirle come spam o virus, ma evitando di poter apparire insolvente o coinvolto in potenziali contenziosi. Il servizio, che al momento del suo lancio, a febbraio, è stato il primo sul mercato a essere direttamente integrato nella Pec, offre molti vantaggi in più: per esempio la possibilità, per i titolari della casella certificata, di accettare o rifiutare le fatture elettroniche passive in arrivo, generando automaticamente l’allegato in formato Xml necessario al dialogo con il sistema di interscambio di Sogei».


#eInvoice Renato Ottina #Agyo la piattaforma in cloud di #TeamSystem
Click To Tweet


Piattaforma in cloud

«Per consentire al mercato di cogliere appieno i vantaggi offerti dalla fattura elettronica, che semplifica i processi interni, permettendo di digitalizzare operazioni che richiedono passaggi onerosi per l’organizzazione, TeamSystem ha dato vita ad Agyo, la piattaforma in cloud che permette scambi digitali tra clienti, fornitori, Sistema di interscambio, professionisti e circuiti bancari» – spiega Renato Ottina, product management – responsabile Enterprise Market di TeamSystem. Più in dettaglio, «attraverso Agyo le aziende possono inviare le fatture elettroniche ai propri clienti e allo SDI. Nel caso di utilizzo di gestionali TeamSystem la generazione delle fatture e il loro invio sono gestiti automaticamente. Le informazioni sono disponibili anche agli studi professionali su cui si appoggia l’azienda, estendendo così la collaborazione anche a questi attori. Ma è nel ricevimento delle fatture elettroniche passive che l’azienda può trarre il massimo vantaggio. La fattura passiva, attraverso Agyo, viene importata nel gestionale dell’azienda, verificata e automaticamente contabilizzata» – prosegue Ottina, evidenziando il «notevole risparmio in termini di tempo e l’eliminazione del rischio di errori nell’inserimento dei dati», unitamente alla «piattaforma collaborativa che permette di allargare costantemente gli attori coinvolti e le informazioni che si possono scambiare. TeamSystem permette per esempio di estendere la collaborazione al circuito bancario per la spunta automatica degli estratti conto bancari e la loro contabilizzazione in azienda. Anche in questo caso, evitando processi onerosi e rischi di errore».


#eInvoice Valentini @PassepartoutSpa Automatizzare il flusso di lavoro
Click To Tweet


Automatizzare il flusso di lavoro

«Gli sviluppi normativi di fine 2016 hanno purtroppo depotenziato i vantaggi fiscali previsti per chi decide di adottare la fatturazione elettronica B2B. Dagli ultimi dati, risultano pochissimi aderenti al regime premiale. Questa situazione rischia d’altra parte di offuscare gli indubbi vantaggi che ne derivano invece a livello di processo. Sono finalmente disponibili, infatti, standard e tracciati in grado di automatizzare il flusso di lavoro» – fa notare Simone Casadei Valentini, direttore progettazione, assistenza, formazione area Aziende e Professionisti di Passepartout. Per la società, «il documentale è sempre stato parte integrante del gestionale e allo stesso modo lo è la fattura elettronica. Il documento ha una valenza in dati gestibili dal software e quindi utilizzabili dal sistema», prosegue il manager, spiegando che «nell’ottica della fatturazione elettronica, tutto questo permette di partire dal documento ricevuto per chiudere il ciclo di magazzino con il carico automatico e la trasformazione dei documenti alla fattura stessa collegati. Allo stesso tempo, consente di avviare la registrazione contabile in un circolo virtuoso dove il sistema è in grado di apprendere le informazioni presenti in fattura per raggiungere un livello di automazione dei processi sempre maggiore. Riteniamo quindi che si siano in parte persi i vantaggi normativi prospettati inizialmente, ma rimangono indubbiamente quelli di processo, a patto di avere un gestionale in grado di sfruttare questi vantaggi».


#eInvoice Alberto Carrai @ARXivar #InvoiceXchange un passo avanti in ottica europea
Click To Tweet


Ottica europea

«La fatturazione elettronica tra privati è un ulteriore passo verso la rivoluzione digitale che sta investendo non solo l’Italia ma l’Europa intera» – spiega Alberto Carrai della direzione marketing e commerciale di AbleTech, sottolineando che «entro il 2020, si prevede che quella elettronica diventerà l’unica fatturazione esistente nell’Unione Europea. Le aziende italiane hanno quindi qualche anno per prepararsi a questa svolta. I benefici della gestione digitale delle fatture sono quantificabili sia in termini economici sia utilizzando un servizio come “Invoice Xchange”, in termini di maggiore affidabilità nel processo di conservazione, nella ricerca semplificata di qualsiasi documento, e soprattutto nel senso di un percorso di ottimizzazione dei processi aziendali che può partire proprio da qui». È anche per questo che, sempre secondo Alberto Carrai, rispetto ad altre soluzioni “one-shot”, Invoice Xchange è «integrabile ai sistemi gestionali e Erp in uso». Infatti, la grande opportunità della fatturazione elettronica, ben oltre la pura dematerializzazione, sta nell’aprire le imprese alla gestione digitale integrata di tutte le sue fasi. Stiamo parlando di «profilazione, distribuzione, autorizzazioni interne, validazioni, fino all’invio, che rappresentano solo la punta dell’iceberg – puntualizza Carrai – con notevoli vantaggi in termini di abbattimento dei tempi di esecuzione delle attività, riduzione dei costi di gestione delle informazioni da scambiare con la controparte, e miglioramento nell’accuratezza del processo grazie all’eliminazione delle attività a forte contenuto manuale».


#eInvoice Zaffagnini @topconsultsrl #TopMedia SocialNED su misura delle PMI
Click To Tweet


Dematerializzare la filiera

Al di là delle incentivazioni fiscali, ancora in fase di definizione, la vera opportunità per le imprese è che saranno spinte a usare la gestione elettronica dei documenti nei processi aziendali. «Non basta impiegare il software gestionale per creare la fattura elettronica – spiega Pier Luigi Zaffagnini, CEO di Top Consult – questa va passata a un sistema documentale evoluto come quello Top Consult che provvede ad archiviarla, spedirla, conservarla digitalmente». In altre parole, «occorre dematerializzare tutta la filiera documentale dall’ordine fino al pagamento, in modo da ottemperare agli obblighi di legge e creare maggiore efficienza». Ci sarà inoltre un periodo di transizione, in cui coesistono fatture Xml, documenti Pdf allegati alle e-mail, cartacee: «Solo la gestione documentale è in grado di gestirle tutte al meglio». Ed è anche per questo che «le soluzioni per la fatturazione elettronica, sia B2B sia PA, devono essere ampie e complete, per digitalizzare i processi aziendali legati alla fattura e integrarli con i sistemi gestionali e informativi. Nei suoi 30 anni di attività, Top Consult ha sempre progettato sistemi documentali capaci di integrarsi con tutti i gestionali e gli Erp: in questo modo, nei nuovi scenari del documento informatico, il sistema documentale diventa l’asse portante del sistema informativo aziendale. Per questo, abbiamo progettato la nuova suite “TopMedia Social Ned” che consente anche alle PMI di iniziare velocemente la gestione della fattura elettronica e dei processi lavorativi in cui è inserita mediante soluzioni già pronte all’uso».


#eInvoice Gianmario Mollea @TESISQUARE Ottimizzare i processi
Click To Tweet


Ottimizzare i processi

«Non siamo solo noi a pensarlo, in quanto ormai tutti gli attori coinvolti nei processi amministrativi aziendali ritengono che la fatturazione elettronica sia uno strumento imprescindibile, una necessità oggettiva non solo per le grandi imprese che ricevono e inviano numeriche elevate di documenti, ma anche per le piccole aziende che si trovano a gestire poche centinaia di documenti» – commenta Gianmario Mollea, marketing and sales manager di Tesisquare. Anche perché «la fatturazione elettronica tra privati rappresenta, soprattutto per i soggetti passivi di Iva, un mezzo per ottimizzare i processi amministrativi interni, tanto in termini di costi quanto di velocità nella gestione dei documenti. Infatti, consente di ottenere una consistente riduzione dei costi per ogni fattura gestita, grazie all’azzeramento dell’utilizzo della carta e alla diminuzione del personale dedicato a gestire manualmente il processo di fatturazione, con la sua ricollocazione in attività a maggior valore aggiunto» – prosegue Mollea, sottolineando che «l’ottimizzazione dei processi avviene anche grazie ad alcune importanti agevolazioni fiscali, come i rimborsi IVA eseguiti in via prioritaria, le verifiche, i controlli e gli accertamenti fiscali ridotti, e infine un programma di assistenza per gli esercenti arti e professioni e per le imprese in semplificata».

L'articolo Fatturazione elettronica B2B, cogliere le opportunità proviene da Data Manager Online.

]]>