collaboration – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 24 May 2022 12:59:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png collaboration – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Frost&Sullivan White Paper – Sfruttare le piattaforme di collaborazione nel settore farmaceutico/biotecnologico https://www.datamanager.it/2022/05/frostsullivan-white-paper-sfruttare-le-piattaforme-di-collaborazione-nel-settore-farmaceutico-biotecnologico/ Tue, 24 May 2022 12:50:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=219277 In risposta alla pandemia di COVID-19, le organizzazioni biotecnologiche e farmaceutiche hanno dovuto collaborare per accelerare lo sviluppo del vaccino. Questo livello di collaborazione per guidare l’innovazione è ormai atteso e aiuta le aziende biotecnologiche/farmaceutiche a mostrare la loro agilità attraverso l’adozione di strumenti virtuali chiave. Scopri di più in questo studio a cura di […]

L'articolo Frost&Sullivan White Paper – Sfruttare le piattaforme di collaborazione nel settore farmaceutico/biotecnologico proviene da Data Manager Online.

]]>
In risposta alla pandemia di COVID-19, le organizzazioni biotecnologiche e farmaceutiche hanno dovuto collaborare per accelerare lo sviluppo del vaccino. Questo livello di collaborazione per guidare l’innovazione è ormai atteso e aiuta le aziende biotecnologiche/farmaceutiche a mostrare la loro agilità attraverso l’adozione di strumenti virtuali chiave.

Scopri di più in questo studio a cura di Frost&Sullivan.

Il documento integrale è scaricabile gratuitamente compliando il Form sottostante. La compilazione ti permetterà anche di accedere al repository dell’intera documentazione sul lavoro ibrido (White papers, articoli, documenti)

E’ richiesto un indirizzo email valido aziendale (al quale riceverai il documento)

Ho letto e approvato l'informativa privacy in particolare con riferimento al capitolo white paper.

 

L'articolo Frost&Sullivan White Paper – Sfruttare le piattaforme di collaborazione nel settore farmaceutico/biotecnologico proviene da Data Manager Online.

]]>
Assisteremo alla fine dell’ufficio fisico? Collaborare oltre la pandemia https://www.datamanager.it/2021/03/assisteremo-alla-fine-dellufficio-fisico-collaborare-oltre-la-pandemia/ Mon, 22 Mar 2021 17:21:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=208076 Come è cambiato il lavoro dopo la pandemia. Gli effetti dell’emergenza e gli scenari futuri per il lavoro. La fine dell’ufficio fisico? La nascita del dipendente ibrido? Un white paper per fare chiarezza Scaricalo gratuitamente compilando il form sotto E’ richiesto un indirizzo email valido aziendale (al quale riceverai il documento)

L'articolo Assisteremo alla fine dell’ufficio fisico? Collaborare oltre la pandemia proviene da Data Manager Online.

]]>
Come è cambiato il lavoro dopo la pandemia. Gli effetti dell’emergenza e gli scenari futuri per il lavoro. La fine dell’ufficio fisico? La nascita del dipendente ibrido? Un white paper per fare chiarezza

Scaricalo gratuitamente compilando il form sotto

E’ richiesto un indirizzo email valido aziendale (al quale riceverai il documento)

L'articolo Assisteremo alla fine dell’ufficio fisico? Collaborare oltre la pandemia proviene da Data Manager Online.

]]>
La collaboration? È nella realtà virtuale https://www.datamanager.it/2018/10/la-collaboration-e-nella-realta-virtuale/ Mon, 08 Oct 2018 09:20:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=165385 Dream ha lanciato un nuovo servizio con cui permette a team e gruppi di lavoro di incontrarsi in VR come se fossero intorno alla stessa scrivania Il nome Dream è appropriato. Per tre anni la compagnia californiana ha lavorato a uno strumento che consente alle persone di sfruttare la realtà virtuale a scopo di collaboration. […]

L'articolo La collaboration? È nella realtà virtuale proviene da Data Manager Online.

]]>
Dream ha lanciato un nuovo servizio con cui permette a team e gruppi di lavoro di incontrarsi in VR come se fossero intorno alla stessa scrivania

Il nome Dream è appropriato. Per tre anni la compagnia californiana ha lavorato a uno strumento che consente alle persone di sfruttare la realtà virtuale a scopo di collaboration. Il progetto si chiama proprio come la società e oggi è un’applicazione gratuita fruibile con gli occhialini Oculus. In occasione del lancio, gli sviluppatori hanno spiegato meglio cosa c’è alla base della loro idea: “Pensiamo che la realtà virtuale sia un cambio di paradigma essenziale nella storia dell’informatica. Il punto è integrare le esperienze con software, browser e sistemi operativi. Poter incontrare altre persone, che conosci o no nella vita reale, è qualcosa di stupendo e se lo caliamo all’interno di un contesto professionale, beh, il VR può ottenere da ambiente di collaboration uno slancio essenziale per l’adozione”.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=bPxndsGD04I”]

Cosa si può fare

Con Dream si hanno a disposizione tutti i principali strumenti di produttività tradizionale. La differenza, la principale, è che la tastiera virtuale non ha la stessa comodità di una fisica e dunque interagire con i tasti sarà più lento e macchinoso. Per i fautori, la media di digitazione delle parole è tra 30 e 40 al minuto, per cui se la necessità è quella di scrivere lunghi testi meglio togliersi il casco e passare a metodi più classici. Ad ogni modo, la piattaforma dimostra le sue potenzialità quando riesce a fare da sfondo per una serie di utilizzi specifici, come la visione di presentazioni in PowerPoint.

Con gli avatar seduti intorno a una scrivania, discutere in tempo reale sembrerà naturale e, a poco a poco, anche utile e funzionale agli obiettivi. Se a ciò aggiungiamo la possibilità di collegare account Dropbox o Google Drive, allora le opportunità si fanno davvero più vaste e interessanti. Come detto, Dream si può provare gratis, in una sorta di fase di beta testing, la migliore per considerare un suo eventuale ingresso in azienda.

L'articolo La collaboration? È nella realtà virtuale proviene da Data Manager Online.

]]>
Arrivano i Data Manager Labs: 40 anni di esperienza per una formazione d’Eccellenza https://www.datamanager.it/2018/07/arrivano-i-data-manager-labs-40-anni-di-esperienza-per-una-formazione-deccellenza/ Mon, 30 Jul 2018 15:03:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152387 Parte a ottobre il primo dei corsi pensati per chiunque voglia migliorare le proprie soft skill ed eccellere sul campo Nel mondo dell’IT si bada troppo spesso a un know-how tecnico, sicuramente necessario, ma oggi non più sufficiente per ottenere risultati di rilievo soprattutto sul piano professionale. Secondo una recente ricerca di LinkedIn, sono almeno […]

L'articolo Arrivano i Data Manager Labs: 40 anni di esperienza per una formazione d’Eccellenza proviene da Data Manager Online.

]]>
Parte a ottobre il primo dei corsi pensati per chiunque voglia migliorare le proprie soft skill ed eccellere sul campo

Nel mondo dell’IT si bada troppo spesso a un know-how tecnico, sicuramente necessario, ma oggi non più sufficiente per ottenere risultati di rilievo soprattutto sul piano professionale.

Secondo una recente ricerca di LinkedIn, sono almeno quattro le soft skill che verranno richieste maggiormente nel corso dei prossimi anni: Leadership, Communication, Collaboration, Time Management.

Queste competenze trasversali non sempre si riscontrano in ambito lavorativo, ma sono di fondamentale importanza se unite alle competenze tecnico-professionali specifiche.

Data Manager Labs: il perché dei laboratori

Data Manager Labs Soft SkillQuesto è uno dei motivi che ha mosso Data Manager nel mettere a frutto i suoi 40 anni di esperienza nell’editoria legata all’universo IT per offrire a chiunque l’opportunità di migliorare e allenare queste competenze così determinanti in tutti i settori.

Spiega il direttore di Data Manager, Loris Belle: “Abbiamo pensato alla creazione dei Data Manager Labs proprio per colmare una lacuna che non di rado le aziende italiane di tutte le dimensioni ci hanno evidenziato: la mancanza di capacità che sembrano scontate ma che vengono troppo spesso sottovalutate, perché a esse si preferiscono quelle peculiari che ricadono nelle aree di business di un’organizzazione.

Anche i manager più bravi e competenti si ritrovano così a non saper delineare i vantaggi di una certa strategia in riunione, i venditori a non riuscire a esprimere i benefici di un prodotto ai clienti, i responsabili di progetto a non convincere della bontà di una campagna marketing.

Anche chi nasce leader ha bisogno di allenare certe competenze trasversali che, se trascurate, non permettono di esprimere il reale potenziale di ognuno”.

L’offerta formativa

I Data Manager Labs offriranno formazione in aula a Milano su tre aree formative principali che rappresentano le competenze trasversali più richieste dalle aziende italiane. Per l’area Comunicazione sono presenti i corsi Gestione delle riunioni e Comunicazione efficace, per l’area Cambiamento, l’offerta formativa annovera i corsi Gestione dello stress e Gestione dei conflitti, mentre per l’area Cooperazione vengono proposti i corsi Team di progetto e Diversity Management.

“L’Eccellenza è il concetto che guida il nostro percorso di ideazione, erogazione e monitoraggio dei corsi, – spiega Federico Scotti, Responsabile didattico dei Labs – dall’Eccellenza di un editore storico che per oltre 40 anni ha raccontato le migliori storie dell’imprenditoria italiana all’eccellenza dei formatori, tutti certificati, che in aula porteranno lezioni pratiche, coinvolgenti ed emozionanti. Già da subito sarà infatti possibile mettere in pratica in tutti gli ambiti, professionali e non, le conoscenze apprese in aula.

I nostri corsi sono rivolti a chi ha preso consapevolezza che per raggiungere risultati d’eccellenza le conoscenze tecniche specifiche non bastano più da sole ma vanno arricchite e completate con competenze non facilmente quantificabili e monitorabili ma che possono davvero fare la differenza in ogni ambito.

Queste competenze non a caso sono chiamate soft skill: esse sono sempre più richieste a ogni livello professionale e in ogni ambito.

Il valore aggiunto offerto dai Data Manager Labs è il metodo definito learning by doing, ossia basato sul modello ormai consolidato del Coaching e rivolto all’attualizzazione pratica delle conoscenze che via via vengono trasmesse attraverso frequenti simulazioni pratiche da casi reali.”

Per rendersi conto dell’unicità dell’offerta formativa dei Labs, basti pensare proprio al titolo di uno dei corsi proposti: Diversity Management. Questo corso affronta un tema molto sentito nelle aziende ma che purtroppo non è oggetto di sufficienti analisi, ricerche e approfondimenti, necessari per migliorare le dinamiche aziendali e dare continuità pratica ai buoni propositi.

Queste competenze trasversali, così come molte altre, non sono misurabili, dunque non è possibile oggi dire quanto una figura professionale sia preparata in certi ambiti. Lavorare su simili skill è essenziale adesso e lo sarà ancora di più in futuro.

Per conoscere tutti i corsi dei Data Manager Labs è disponibile il sito web dei corsi a questo indirizzo , dove oltre alle informazioni relative ai programmi di formazione è possibile procedere con le iscrizioni. Il primo corso, La Comunicazione efficace, è previsto per il 18 ottobre per poi proseguire a novembre e dicembre con gli altri utili titoli in programma.


#Softskills #formazione al via i Data Manager Labs La storica rivista Data Manager entra in aula. #Comunicazione #Cambiamento #timemanagement #DiversityandInclusion #diversitymanagement #skills #leadership #learningbydoing
Click To Tweet


L'articolo Arrivano i Data Manager Labs: 40 anni di esperienza per una formazione d’Eccellenza proviene da Data Manager Online.

]]>
L’innovazione di 3CX tra mobilità e cloud https://www.datamanager.it/2018/05/linnovazione-di-3cx-tra-mobilita-e-cloud/ Wed, 16 May 2018 10:22:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147720 Loris Saretta fa il punto sulle innovazioni introdotte dalla piattaforma di UC&C che mira a una maggiore collaborazione e versatilità Per comprendere il reale contributo delle UC&C alla produttività sono sufficienti pochi esempi pratici. Basta immaginare di non dover interrompere continuamente il proprio lavoro per cercare di contattare un collega irraggiungibile oppure all’abbattimento dei tempi […]

L'articolo L’innovazione di 3CX tra mobilità e cloud proviene da Data Manager Online.

]]>
Loris Saretta fa il punto sulle innovazioni introdotte dalla piattaforma di UC&C che mira a una maggiore collaborazione e versatilità

Per comprendere il reale contributo delle UC&C alla produttività sono sufficienti pochi esempi pratici. Basta immaginare di non dover interrompere continuamente il proprio lavoro per cercare di contattare un collega irraggiungibile oppure all’abbattimento dei tempi e dei costi di trasferta, con la trasformazione, in un click, di una telefonata in una videoconferenza. Le soluzioni di Unified Communication & Collaboration (UC&C) hanno beneficiato, nel corso degli ultimi anni, di una serie di evoluzioni senza precedenti, tali da porle come tassello irrinunciabile di un business in movimento, che non si ferma ma acquista flessibilità e interoperabilità. Per capire dove le UC&C possono arrivare, abbiamo ascoltato il parere di Loris Saretta, sales manager di 3CX Italy & Malta, azienda da sempre impegnata a sviluppare strumenti di nuova generazione basati su software.

LA PERSONALIZZAZIONE VINCENTE

«Oggi, la UC&C si pone come strumento flessibile per la produttività delle aziende per vari motivi. Quando parliamo di comunicazione unificata, ci riferiamo a un mondo di iniziative, volte non solo a migliorare i processi produttivi, ma anche altri meccanismi che, non sempre, teniamo in considerazione. Tra questi, troviamo gli aspetti più prettamente lavorativi, come la personalizzazione delle code di chiamata e la possibilità di avvalersi delle proprie impostazioni personali per la telefonia su qualsiasi apparecchio, ma anche il contributo di moderne piattaforme al monitoraggio ambientale e all’automazione degli uffici». In tal senso, lo smart working, trend accolto da aziende di qualsiasi dimensione e settore, può rappresentare una spinta verso l’affermazione di soluzioni di UC&C, ampliandone la versatilità. «In campi come l’IT e l’editoria, siamo pionieri dello smart working, visti i numerosi impiegati e i collaboratori che operano dal proprio domicilio o da uffici noleggiati “a tempo”. Per quanto il trend sia embrionale in termini di adozione in altri settori, tutte le aziende sono indistintamente accumunate dall’esigenza crescente di reperibilità dei lavoratori e di accesso alle risorse anche in trasferta. Le soluzioni di UC&C di nuova generazione sono la risposta a questo nuovo modo di lavorare e non potranno che guadagnare una crescente quota di mercato con l’incremento del numero di smart worker».


Più produttività, meno costi. Dal #centralino allo #smart working, #3CX unifica e semplifica la UC&C in azienda con un set di soluzioni in cloud e on-premise pronte all’uso
Click To Tweet


I BENEFICI DI UNA SCELTA FLESSIBILE

Tra cloud e costi di adozione ridotti, i benefici portati dalle UC&C sono diversi e i clienti di 3CX sembrano averli accolti pienamente. «Individuiamo alcuni vantaggi su tutti. La nuvola è alla base della telefonia “plugin and forget”. Rapportata alle UC&C, l’operatore rende disponibile la linea (“SIP Trunk”) e il server cloud su cui è ospitata la piattaforma, l’utente finale decide poi se acquistare telefoni IP e per quale marchio optare a seconda delle esigenze, con un beneficio in termini di TCO e una flessibilità concreta. Un’altra prerogativa è l’immediata ridondanza dei sistemi in caso di disservizio, tutto concordabile con l’operatore a prezzi integrati nel canone mensile».

COLLABORAZIONE E APERTURA

Parlando di novità, le più recenti di 3CX guardano alla collaboration e integrazione. «Con la nuova minor release della nostra piattaforma, abbiamo aumentato notevolmente il numero di partecipanti simultanei alle videoconferenze web, che ora sono 100 per la versione PRO e 250 per quella Enterprise. Questo è un importante vantaggio per le aziende che altrimenti si avvalgono di software specializzati e a pagamento per la conduzione di webinar o call interattive, con un numero elevato di partecipanti. In materia di interazione, sposiamo il concetto di “Bring your own CRM”, con l’integrazione del sistema CRM di Zoho e con l’opportunità di collegare al centralino anche soluzioni autoprodotte. Supportiamo poi l’adeguamento alla compliance GDPR, con la possibilità di creare un ruolo di amministratore con privilegi limitati ad alcune risorse, a favore della privacy e della riservatezza degli utenti».

L'articolo L’innovazione di 3CX tra mobilità e cloud proviene da Data Manager Online.

]]>
Cisco Webex si rinnova per una collaborazione più ricca https://www.datamanager.it/2018/05/cisco-webex-si-rinnova-per-una-collaborazione-piu-ricca/ Tue, 15 May 2018 09:54:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147589 Per supportare meglio attività di business in costante cambiamento e team attivi in luoghi diversi, Cisco Spark e Webex sono ora disponibili in un’unica piattaforma Le tecnologie di collaboration sono fondamentali per supportare attività di business in costante cambiamento e team con competenze svariate, che devono di interagire tra loro a distanza, anche da Paesi […]

L'articolo Cisco Webex si rinnova per una collaborazione più ricca proviene da Data Manager Online.

]]>
Per supportare meglio attività di business in costante cambiamento e team attivi in luoghi diversi, Cisco Spark e Webex sono ora disponibili in un’unica piattaforma

Le tecnologie di collaboration sono fondamentali per supportare attività di business in costante cambiamento e team con competenze svariate, che devono di interagire tra loro a distanza, anche da Paesi differenti. Sono oltre 6 miliardi i meeting svolti ogni mese con Webex. Per rispondere alle esigenze collaborative di oggi, Cisco ha fatto convergere Cisco Spark e Webex in un’unica piattaforma. Webex Meetings, applicazione per le riunioni, e Webex Teams (già conosciuta come Cisco Spark) per la collaborazione tra i team, sono il risultato di questa convergenza. La nuova piattaforma integra le soluzioni video di Cisco e un nuovo dispositivo hardware che, con l’uso di una TV, trasforma ogni spazio di lavoro in una stanza Webex.

Il nuovo Webex Meetings dà molta importanza alla parte video, per permettere alle persone di usufruire di una visualizzazione nitida indipendentemente dal dispositivo usato. Webex è fornito in cloud; gli oltre cento milioni di persone in tutto il mondo che già usano Webex  riceveranno un aggiornamento nei prossimi mesi. Con la nuova versione, Cisco consente agli utenti di beneficiare delle stesse funzionalità d’incontro di Webex nel meeting in Teams, con un’esperienza condivisa. Webex Teams mette a disposizione più strumenti, includendo la funzionalità di whiteboarding, messaggistica in tempo reale, accesso semplice per gli ospiti, condivisione dei contenuti e strumenti integrati, per supportare i team durante e dopo la riunione.

Webex Share, che sarà disponibile per Webex Meetings e Teams, è una modalità che consente ai team di condividere contenuti su grande schermo nella propria stanza. Basta inserire l’adattatore sul retro del televisore, abbinarlo al sistema e iniziare a condividere i documenti sullo schermo.

Nello scorso novembre Cisco ha presentato i propri progetti di utilizzo dell’Artificial Intelligence per migliorare i meeting. Webex Assistant sarà disponibile su più dispositivi e con più funzionalità. Basato sulla tecnologia di MindMeld (realtà di recente acquisita, che ha lavorato sulla creazione di interfacce intelligenti di nuova generazione per favorire la conversazione), Webex Assistant sarà presente in tutti i Webex Room Kit e dispositivi Room Series connessi al cloud.

Si è puntato, inoltre, all’eliminazione dei rumori che possono disturbare le riunioni. Appena si verifica qualche interferenza in sottofondo, il sistema Cisco abbassa automaticamente il volume a un livello sufficiente affinché la conversazione non sia disturbata, riportandolo a un livello adeguato quando una persona prende la parola.

Un’offerta sempre più evoluta

“La nostra offerta in area collaboration è giunta alla maturità”, commenta Michele Dalmazzoni, Collaboration and Industry Digitization Leader di Cisco. “Mai come oggi la tecnologia è a disposizione di persone e aziende per integrare settori diversi e ottenere vantaggi per tutti. Le nostre tecnologie si applicano in contesti di smart working, di remote e mobile working, nella customer experience, in  applicazioni verticali. Possono essere utili anche per le istituzioni, per erogare servizi ai cittadini”.

Cisco investe annualmente, a livello mondiale, 6 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Vanta 19 mila brevetti e la collaborazione di 26mila ingegneri. L’azienda, che Gartner ha classificato Numero Uno tra i leader nel Magic Quadrant per il settore Unified Communications, evolve anche grazie ad acquisizioni strategiche. Tra le ultime acquisizioni, oltre a MindMeld,  rientra quella di Broadsoft, innovatore tecnologico nel settore cloud PBX e Unified Communications, i cui servizi contribuiranno allo sviluppo di Webex Calling. Altra acquisizione strategica è quella di Accompany, che usa l’Artificial Intelligence per costruire database di persone e relazioni tra le aziende.

L'articolo Cisco Webex si rinnova per una collaborazione più ricca proviene da Data Manager Online.

]]>
Inaz, 70 anni di innovazione. La cultura del lavoro, asset del cambiamento https://www.datamanager.it/2018/04/inaz-70-anni-di-innovazione-la-cultura-del-lavoro-asset-del-cambiamento/ Thu, 12 Apr 2018 14:41:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145643 Linda Gilli traccia passato e presente della compagnia che ha portato la gestione del personale nell’era dell’informatica, con uno sguardo al futuro: «Dalla disruption alla costruzione di un nuovo modello di impresa» Il mondo del lavoro sta cambiando e con esso i modi con cui analizzarlo e supportarlo. Lo sa bene Inaz che da 70 anni, […]

L'articolo Inaz, 70 anni di innovazione. La cultura del lavoro, asset del cambiamento proviene da Data Manager Online.

]]>
Linda Gilli traccia passato e presente della compagnia che ha portato la gestione del personale nell’era dell’informatica, con uno sguardo al futuro: «Dalla disruption alla costruzione di un nuovo modello di impresa»

Il mondo del lavoro sta cambiando e con esso i modi con cui analizzarlo e supportarlo. Lo sa bene Inaz che da 70 anni, compiuti proprio nel 2018, offre alle aziende la sua vasta esperienza per amministrare e gestire il personale. Per capire come il settore abbia colto il cambiamento, seguendo alcuni pillar essenziali, abbiamo fatto due chiacchiere con Linda Gilli, presidente e AD di Inaz. «L’avvento della digitalizzazione ha rotto molti equilibri in tanti contesti. Se in prima battuta ciò ha spaventato dirigenti e responsabili, in un secondo momento i benefici derivanti dalla tecnologia hanno preso il sopravvento, contribuendo a declinare nuove metodologie di approccio e di intervento. Da un lato oggi lavorare quando si è fuori dall’ufficio è più semplice, grazie alle nuove tecnologie, al cloud e alle mobile app. Dall’altro rimane centrale, almeno secondo noi, il ruolo del lavoratore, che non può essere ridotto a uno degli elementi che compongono il flusso della produttività, ma deve rimanere protagonista dello sviluppo e della crescita umana e professionale».

LA FLESSIBILITÀ NON PUÒ ESSERE FINE A SE STESSA

Il riferimento non è una critica alla pur eccessiva informatizzazione del business – di cui Inaz è tra i protagonisti italiani come produttore di soluzioni e servizi HR – ma una sorta di ritorno all’umanità di cui oggi, più che in passato, si sente il bisogno. L’idea di Gilli, condivisa da tanti altri soggetti che hanno passato varie ere economiche, è che la valorizzazione delle persone sia ancora il motore che fa girare l’azienda e la fa sopravvivere a lungo nel mercato. Come ci spiega: «La flessibilità è un termine interessante, ma che va contestualizzato e non isolato. Lo smart working esiste perché c’è lavoro e non il contrario, è un ambito che comunque ci coinvolge a livello normativo con la regolamentazione delle professioni e poi dei metodi con cui queste vengono svolte. Se l’obiettivo è lavorare bene allora prendiamo di buon grado tutte le innovazioni che possono agevolare il raggiungimento di tale scopo, ma non dimentichiamo la centralità dell’uomo».

[amazon_link asins=’889175160X,8823834368,1137572590,B01K3OMO1K,147396766X,8838667802,8838786380,8899483264′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8dd37cf8-3ef4-11e8-affc-fb1ee3d4886c’]

IL PERCORSO DELL’IMPRESA NELL’ERA DIGITALE

Del resto, il convegno dello scorso settembre “Il percorso dell’impresa nell’era digitale”, organizzato da Inaz proprio per fare il punto sul tema dell’innovazione in azienda, ha dimostrato che l’adozione del cloud e di infrastrutture di rete versatili rappresentano alcuni dei vettori dello svecchiamento di processi consolidati che la tecnologia rende quasi obsoleti. «L’uomo è ancora al centro delle dinamiche di lavoro ma è naturalmente circondato da una serie di oggetti connessi che lo rendono più smart, attivo e slegato dai concetti di spazio e tempo. Con le nostre soluzioni HR vogliamo valorizzare l’esperienza dei clienti sul piano della loro crescita oltre che al beneficio organizzativo e strutturale».


Il percorso dell’impresa nell’era digitale. Il #lavoro come asset del #cambiamento. La #flessibilità non può essere fine a stessa. Dalla disruption alla costruzione di un nuovo modello – Linda Gilli AD di @Inaz_SRL
Click To Tweet


IL VALORE DELL’INTELLIGENZA COLLABORATIVA

Uno degli argomenti che da mesi pervade il settore delle risorse umane è “collaborazione”. Inaz si inserisce in tale filone con l’espressione “social collaboration”. «Per intelligenza collaborativa intendiamo il passaggio da una serie di professionalità verticali alle competenze orizzontali» – spiega Gilli. «Stiamo procedendo velocemente da un rapporto di lavoro di tipo verticale, nel quale ognuno dipendeva da un capo, a gruppi con conoscenze orizzontali. Il motivo è che molti ambiti organizzativi richiedono oggi know-how assenti singolarmente ma soddisfatti all’interno di cluster specifici. Mi spiego: una compagnia che necessita di conoscenze di IT, legali, di pianificazione, le ricercherà su un unico soggetto e, non trovandole, dovrà puntare su un gruppo che, alla lunga, porta risultati anche maggiori. Ciò crea dinamiche collaborative, scambio di informazioni, idee e riformulazioni. Una nuova forma di organizzazione che annulla i processi statici e di vecchio stampo a favore di una maggior chiarezza, sviluppo di nuove professionalità e competenze».

Il mondo del lavoro cambia, cambiano i punti di accesso individuali e così i modi per raggiungere le informazioni. In 70 anni Inaz ha attraversato i profondi mutamenti della gestione aziendale, accompagnando le esigenze dei clienti verso tempi nuovi e nuove sfide. Per Linda Gilli, una delle più grandi soddisfazioni arriva da chi considera «Inaz un’impresa capace di creare soluzioni e servizi che possano aiutare a lavorare al meglio, valorizzando le persone, le loro capacità, liberando le loro energie. Il risultato? Il raggiungimento del bene comune. Questa visione deve guidarci anche per i prossimi settant’anni e oltre. Come sempre vogliamo essere semplificatori di innovazione, con le nostre soluzioni per il mondo HR, ma anche con tutta la voglia di scoprire insieme come migliorare l’organizzazione del domani e disegnare un nuovo modello di impresa».

[amazon_link asins=’889175160X,8823834368,1137572590,B01K3OMO1K,147396766X,8838667802,8838786380,8899483264′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8dd37cf8-3ef4-11e8-affc-fb1ee3d4886c’]

L'articolo Inaz, 70 anni di innovazione. La cultura del lavoro, asset del cambiamento proviene da Data Manager Online.

]]>
HP trasforma gli spazi per le riunioni con un nuovo PC per la collaboration https://www.datamanager.it/2018/03/hp-trasforma-gli-spazi-le-riunioni-un-pc-la-collaboration/ Fri, 16 Mar 2018 13:15:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143739 HP Elite Slice for Meeting Rooms ora è integrato con Skype Room Systems Nel corso di Enterprise Connect 2018, HP Inc. ha presentato un set di tecnologie per le conferenze e la collaborazione progettate per l’ambiente di lavoro del futuro: l’ultima di una serie di innovazioni HP che ridefiniscono l’esperienza del PC e la estendono […]

L'articolo HP trasforma gli spazi per le riunioni con un nuovo PC per la collaboration proviene da Data Manager Online.

]]>
HP Elite Slice for Meeting Rooms ora è integrato con Skype Room Systems

Nel corso di Enterprise Connect 2018, HP Inc. ha presentato un set di tecnologie per le conferenze e la collaborazione progettate per l’ambiente di lavoro del futuro: l’ultima di una serie di innovazioni HP che ridefiniscono l’esperienza del PC e la estendono alle sale riunioni moderne. HP Elite Slice for Meeting Rooms G2 e un nuovissimo schermo per conferenze 4K con una diagonale di 55 pollici fanno parte del crescente ecosistema di strumenti di conferenza e schermi HP per PC progettati per rendere l’esperienza di collaborazione semplice, scalabile e versatile.

“I nostri clienti desiderano tecnologie per le conferenze facili da distribuire e da gestire, sicure per le informazioni sensibili e soprattutto facili da usare”, ha dichiarato Benoit Bonnafy, Vice President della divisione Business Personal Systems di HP Inc. per l’area EMEA. “La collaborazione è uno strumento fondamentale per il personale delle aziende moderne e l’obiettivo di HP è progettare tecnologie di collaborazione, come il nuovo HP Elite Slice for Meeting Rooms, per un’esperienza semplice, significativa e personale”.

Oggi le persone lavorano da diverse posizioni, sia all’interno che all’esterno dell’ufficio, e nelle aziende innovative sono cinque volte più comuni gli ambienti composti sia da spazi di lavoro individuali che di gruppo. Con un aumento del 34% del numero di huddle room previsto nei prossimi 12 mesi, ci sono 40 milioni di spazi per le riunioni che richiedono una soluzione per conferenze che i reparti IT possano distribuire, proteggere e gestire con la stessa facilità dei PC. Occorre inoltre un’esperienza che elimini i problemi più comuni delle conferenze telefoniche, dal tempo necessario per le chiamate alla gestione di cavi e adattatori.

Le tecnologie di collaborazione basate su Unified Communications (UC) – soluzioni che integrano voce, video e dati per una collaborazione in tempo reale – sono in espansione e HP Elite Slice for Meeting Rooms G2 con Skype Room Systems (SRS) fornisce una perfetta esperienza tecnologica per le esigenze e i requisiti unici delle aziende e del loro personale. Questo innovativo PC per la collaborazione consente un’esperienza audio e video di alta qualità grazie a Skype for Business.

“La collaborazione online continua ad alimentare la crescita in tutto il mondo e siamo lieti che HP Inc. stia introducendo sul mercato soluzioni Skype Room Systems di nuova generazione”, ha commentato Bob Davis, Corporate Vice President di Microsoft. “HP Elite Slice for Meeting Rooms con Skype Room Systems è un sistema facile da implementare e da usare, che trasformerà le sale riunioni e renderà possibili avanzate esperienze di collaborazione con Skype for Business e, molto presto, con Microsoft Teams.”

Pensato appositamente per la collaborazione, HP Elite Slice for Meeting Rooms SRS è stato progettato con numerose caratteristiche che semplificano e rendono più efficienti le riunioni. Per ridurre il tempo necessario per le chiamate, è disponibile la soluzione opzionale Center of Room Control, uno schermo touch con una diagonale di 12,3 pollici che agevola la gestione delle conferenze telefoniche e include la tecnologia HP Presence Sensor, che rileva l’ingresso di un partecipante nella stanza per dare il via alla riunione. Il controllo include un cavo da 1,3 m per consentire l’uso da parte di diverse persone, presenta differenti angoli di visualizzazione ed è realizzato con un rivestimento in vetro antimacchia che riduce le impronte digitali che possono accumularsi durante l’utilizzo.

Per ottimizzare le riunioni e assicurare che tutti i partecipanti possano essere ascoltati chiaramente, il dispositivo offre audio a 90 dBA per la massima nitidezza, un microfono far-field che può catturare il suono fino a cinque metri di distanza, HP Noise Cancellation per evitare rumori o conversazioni indesiderati e un indicatore luminoso circolare a tre colori che indica il livello del volume e la disattivazione del microfono. Per evitare i problemi di cavi e adattatori che spesso complicano il lavoro nelle sale conferenze, HP Elite Slice for Meeting Rooms SRS dispone di un modulo di visualizzazione wireless che elimina l’uso di cavi e semplifica la condivisione tramite Skype for Business. È anche disponibile un’opzione per consentire agli ospiti di connettersi direttamente al dispositivo attraverso la porta HDMI.

HP Elite Slice for Meeting Rooms SRS è facile da distribuire, proteggere e gestire quanto un PC tradizionale, con un’interfaccia utente basata su standard, HP Manageability Integration Kit e una configurazione che non richiede strumenti. Poiché i dispositivi per le conferenze in genere vengono condivisi tra più utenti, sono sempre accesi e spesso restano incustoditi per periodi di tempo prolungati, HP Elite Slice for Meeting Rooms SRS dispone di HP Sure Start con protezione dinamica ed è l’unica soluzione per le conferenze dotata di un BIOS con capacità di correzione automatica. Il dispositivo include anche coperture antimanomissione per le porte, per impedire la manipolazione o il danneggiamento da parte degli utenti.

HP Elite Slice for Meeting Rooms fa parte del crescente ecosistema di collaborazione HP annunciato a settembre, che comprende: HP Elite Slice for Meeting Rooms G2 con Intel Unite è ideale per i clienti che necessitano di un livello elevato di personalizzazione e flessibilità con le soluzioni di collaborazione. Include HP ShareBoard per un’esperienza con lavagna interattiva, HP Thunderbolt Dock con un modulo audio per trasformare qualsiasi piccola huddle room in una sala riunioni, HP EliteOne 1000 All-in-One per conferenze su richiesta, HP Elite Presenter Mouse per condurre le riunioni e schermi per conferenze HP come il nuovo schermo di grande formato HP LD5512 4K per un’esperienza di collaborazione più interattiva. Ideale per un piccolo spazio riunioni con un massimo di quattro utenti, HP LD5512 è uno schermo 4K ad alta risoluzione con connettività e altoparlanti integrati per le videoconferenze.

L'articolo HP trasforma gli spazi per le riunioni con un nuovo PC per la collaboration proviene da Data Manager Online.

]]>
Smart working: collaboration e tool mobili migliorano la produttività https://www.datamanager.it/2018/03/smart-working-collaboration-tool-mobili-migliorano-la-produttivita/ Thu, 15 Mar 2018 13:03:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143645 La tecnologia offre molto di “più delle sale riunioni” per aumentare la produttività sul posto di lavoro, è quanto  rivela una nuova ricerca di BT Le aziende che investono in tecnologie digitali a favore dei propri dipendenti vengono premiate con un aumento della produttività. Questo è quanto emerge dal nuovo studio pubblicato da BT: People, […]

L'articolo Smart working: collaboration e tool mobili migliorano la produttività proviene da Data Manager Online.

]]>
La tecnologia offre molto di “più delle sale riunioni” per aumentare la produttività sul posto di lavoro, è quanto  rivela una nuova ricerca di BT

Le aziende che investono in tecnologie digitali a favore dei propri dipendenti vengono premiate con un aumento della produttività. Questo è quanto emerge dal nuovo studio pubblicato da BT: People, productivity and the digital workplace – 2018.

Il rapporto, basato su un sondaggio fra 1100 dirigenti aziendali e 600 responsabili IT di 11 mercati globali in tutto il mondo, ha evidenziato che la grande maggioranza (nove su dieci) degli intervistati concorda sul fatto che i tool mobili e i servizi di collaboration migliorano la produttività sul posto di lavoro – nel 2015 il dato era invece di sei su dieci.

Aumentare la produttività è l’obiettivo di molti programmi di trasformazione digitale e trova il supporto dei dipendenti. Tuttavia, il rapporto ha rilevato che solo un quarto dei dirigenti descriverebbe la propria esperienza digitale attuale come “eccellente”. La maggioranza (otto su dieci) ha affermato che se fossero stati amministratori delegati, la crescita della produttività sarebbe stata la loro priorità (rispetto al 57 per cento nel 2015).

Il report suggerisce che il miglioramento della produttività del personale si basa su  cinque semplici elementi: un ambiente di lavoro sempre più video connesso; modalità di lavoro e collaborazione più semplici al di fuori dall’ufficio; app aziendali, servizi di messaggistica istantanea e dispositivi migliori.

Alla domanda su cosa avrebbe aiutato i dipendenti a lavorare in modo più efficace in ufficio, il 63 per cento dei dirigenti ha risposto “un wi-fi migliore” rispetto al solo 28 per cento che ha indicato “più sale riunioni”. Il 39 per cento ha detto “schermi interattivi di smart collaboration” e il 32 per cento “sale video”.

Dalla ricerca emerge che la funzione IT è favorevole ad apportare i miglioramenti richiesti, ma ha sempre più bisogno di supporto. Il 76% dei responsabili IT ha affermato che “i dipendenti spesso non capiscono quanto sia difficile far funzionare efficacemente i servizi IT” (rispetto al 67 per cento del 2015). Inoltre considerano che, quella di offrire un’esperienza digitale ai dipendenti, sia l’ennesima richiesta che si aggiunge alla già lunga lista di cose “da fare”. Ad esempio, la metà dei responsabili IT ha affermato che i loro sistemi di videoconferenza necessitano di aggiornamento, rispetto al 38 per cento del 2015. Il sessantacinque per cento degli intervistati ha dichiarato di aver bisogno di creare app mobili in modo che i dipendenti possano utilizzare i sistemi e i processi aziendali interni ovunque si trovino, rispetto al 41 per cento del 2015. I sistemi di convergenza voce e dati – considerati un decennio fa  la tecnologia del momento – non sono ancora realtà. Sei su dieci responsabili IT hanno affermato di essere ancora in fase di progettazione per la “convergenza” – primo cruciale passo del processo di trasformazione digitale della loro azienda.

I responsabili IT stanno dando priorità agli investimenti nel cloud per supportare i servizi di collaboration e quelli mobili. La metà di loro utilizza già la collaboration basata sul cloud e il 65 per cento prevede di aggiornare i servizi di messaggistica istantanea, video e audio. L’ottantaquattro per cento dei responsabili IT ritiene che “nel prossimo futuro il cloud diverrà il principale modo di fornire servizi di collaborazione”, rispetto al 54 per cento nel 2015.

Andrew Small, vicepresidente, Unified Communications e CRM, Global Services, BT, ha dichiarato: “La nostra ricerca ci dice che esiste un modo semplice per aumentare la produttività sul posto di lavoro che non prevede la ristrutturazione degli uffici. Si può raggiungere un modo di lavorare innovativo e smart con l’utilizzo di tool mobili e di collaboration implementati come servizi cloud-based supportati da connettività wireless. I nostri team specializzati di consulenti professionali possono aiutare i clienti a progettare e implementare soluzioni adatte alle loro esigenze. La trasformazione digitale può sembrare scoraggiante, ma garantire ai dipendenti di poter contare su un’eccellente esperienza mobile e di collaboration è un ottimo punto di partenza. “

L'articolo Smart working: collaboration e tool mobili migliorano la produttività proviene da Data Manager Online.

]]>
Canon, a immagine e somiglianza del cliente https://www.datamanager.it/2018/02/canon-immagine-somiglianza-del-cliente/ Thu, 08 Feb 2018 15:34:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140789 Anche nell’era della convergenza, Canon continua a innovare il mondo dell’imaging, offrendo agli utenti industriali, aziendali e prosumer uno spettro end-to-end di tecnologie per una gestione integrata della comunicazione visiva. Nel fisico come nel digitale Per almeno tre generazioni di consumatori e professionisti, Canon appartiene a quella ristretta cerchia di brand commerciali globali che sembrano esserci […]

L'articolo Canon, a immagine e somiglianza del cliente proviene da Data Manager Online.

]]>
Anche nell’era della convergenza, Canon continua a innovare il mondo dell’imaging, offrendo agli utenti industriali, aziendali e prosumer uno spettro end-to-end di tecnologie per una gestione integrata della comunicazione visiva. Nel fisico come nel digitale

Per almeno tre generazioni di consumatori e professionisti, Canon appartiene a quella ristretta cerchia di brand commerciali globali che sembrano esserci sempre stati. Ovviamente, non è proprio così, ma la casa giapponese vanta una storia che risale abbondantemente a un’epoca lontana dalla rivoluzione digitale. Nell’anno appena concluso, Canon ha celebrato un duplice anniversario: i suoi primi ottant’anni di vita come azienda globale (includendo i primi dieci anni trascorsi sotto l’originaria insegna della Precision Optical Industry di Tokyo) e i sessanta di attività continuativa in Europa: area geografica che a tutt’oggi genera un terzo del fatturato complessivo che nel 2016 ammontava a 29,3 miliardi di dollari. Nel mondo, la galassia Canon conta circa 190mila dipendenti. Anche grazie al suo eccezionale impegno sul fronte della Ricerca & Sviluppo – area in cui viene reinvestito mediamente più dell’8% del fatturato – il colosso mondiale dell’imaging riesce a sostenere un invidiabile output in termini di proprietà intellettuale. Da anni, Canon è saldamente ai primissimi posti nella classifica dei grandi titolari di brevetti negli Stati Uniti. Un primato che oltretutto la vede impegnata a innovare sull’intera filiera di una catena che va dall’acquisizione dell’immagine e dell’informazione grafica fino alla visualizzazione, seguendo i vari snodi di un percorso che – sempre più spesso – non si traduce più in una stampa su carta ma diventa per tutti noi ogni giorno più complesso, intrecciato e condiviso. All’interno di uno spazio di produzione, scambio, collaborazione in cui i momenti impegnati per il lavoro si confondono con quelli dedicati alla famiglia e allo svago. L’immagine, la grafica e le informazioni in esse contenute sono il fondamento della comunicazione e Canon riesce a governarlo in ogni fase.

Teresa Esposito, Marketing & Sales Excellence director di Canon Italia

IL NUOVO RUOLO DI UN BRAND GLOBALE

Sul mercato nazionale, dove Canon ha celebrato 45 anni di presenza, spetta a Massimo Macarti, AD di Canon Italia e ai suoi più stretti collaboratori, il compito di evangelizzare e tradurre in strategia commerciale il nuovo ruolo svolto nei diversi ambiti dell’informazione visiva digitale da un brand universalmente conosciuto per le fotocamere, le stampanti e le fotocopiatrici. Un team manageriale molto affiatato, al timone di un’azienda che sotto la responsabilità di Canon Italia impiega circa 1400 persone. La mission affidata alla squadra dirigenziale di Canon Italia non è affatto banale, perché non banale è la trasformazione che Canon ha subito negli ultimi tempi, caratterizzati anche da una politica di acquisizioni che nel decennio successivo all’operazione sull’olandese Océ, acquisita nel 2009, ha esteso la capacità di fuoco del leader dell’imaging ad ambiti come la diagnostica medica (merger con Toshiba Medical), la nanolitografia per componenti semiconduttori (acquisizione della texana Molecular Imprints) e i sistemi di videosorveglianza e sicurezza (con le operazioni, tutte europee, che hanno incorporato la danese Milestone Systems e la svedese Axis Communications). Anche Macarti festeggia una piccola pietra miliare: esattamente un anno fa, il manager assumeva l’incarico di amministratore delegato in Italia dopo aver ricoperto una serie di incarichi manageriali nell’head quarter europeo di Canon a Londra, attraverso una carriera iniziata proprio in Canon Italia un quarto di secolo fa. «Dal nostro osservatorio, vediamo il mondo dell’immagine cambiare profondamente» – esordisce l’AD. «Si trasforma l’uso che facciamo delle immagini sia come fonte di emozione per le persone sia come sorgente informativa. In ambito B2B, il nostro mondo sta cambiando in modo sensibile, ma possiamo avvalerci di oltre ottant’anni di esperienza». A questo patrimonio – prosegue Macarti – Canon recentemente aggiunge l’innovazione che arriva dalle ultime realtà aziendali acquisite, costruendo un nuovo modo di pensare all’immagine, che rimane il core business del gruppo. «Se confronto il mercato di oggi con quello di dieci anni fa, vedo un’esplosione di innovazione, dove Canon non è uno dei player, ma il player principale». Il primo obiettivo della “nuova” Canon, sostiene Macarti, è liberarsi dalla percezione legata alla sua reputazione di bravo costruttore di fotocamere e sistemi di stampa. «Canon lavora con le immagini, permette di catturarle, condividerle, gestirle. Tutta la nostra azione, anche in termini di R&D è concentrata sull’immagine. La grande sfida sta nel veicolare i prodotti e le soluzioni che escono dai laboratori verso i mercati locali, focalizzandoci sui clienti e i loro bisogni, visti in modo sempre più verticalizzato, unendo prodotti e competenze in una offerta che corrisponda al meglio alle necessità del mercato italiano». Una sfida che si può vincere solo studiando a fondo il cliente e il suo modo di relazionarsi con le tecnologie che Canon mette a disposizione.


#ProPrinting #immaging Massimo Macarti AD @CanonItaliaSpA Un nuovo modo di crescere attraverso le immagini, accelerando il ciclo di produzione e lo scambio dell’informazione @CanonBusinessIT
Click To Tweet


DAL PRODOTTO AI VERTICAL B2B

Negli ultimi diciotto mesi, ribadisce Macarti, nell’area B2B Canon si è impegnata a spostare la propria attenzione dalla semplice expertise di prodotto verso una competenza sul cliente. «Uno sforzo – mette in evidenza Macarti – che molte aziende di prodotto nel settore informatico hanno dovuto affrontare e che nel caso di Canon impone una grande crescita culturale, anche nel modo di lavorare tra le diverse divisioni, che devono guardare all’offerta in modo più aperto e collaborativo. Tutti in Canon Italia hanno aderito con entusiasmo a questo approccio. E oggi, la nostra capacità di lavorare in squadra nell’interesse del cliente è nettamente superiore rispetto al passato» – dichiara il country manager, che oltre a dettare il passo della trasformazione di Canon Italia nel suo complesso, segue personalmente le attività locali dei Business Information Services (BIS), una delle tre business unit dell’area B2B della filiale Canon (insieme alla divisione Industrial Printing Solutions affidata a Walter Bano e alla Document Solutions diretta da Maurizio Basile). «La divisione BIS – spiega Macarti – non tratta specifici dispositivi ma è impegnata nel configurare ed erogare soluzioni e servizi nella classica modalità “chiavi in mano” dell’outsourcing di processi aziendali, centrati ovviamente sull’immagine». I servizi offerti non si basano solo sull’hardware ma integrano vere e proprie soluzioni software, rivolte a specifici settori industriali, dal banking/assicurativo al manifatturiero.

«L’esempio migliore – riprende Macarti – è rappresentato dai servizi basati sull’offerta di Integra Document Management (IDM), azienda che Canon Italia ha acquisito nel 2015. Tra i suoi clienti BPO, troviamo per esempio un importante gruppo assicurativo che ha conferito a IDM i suoi processi di “onboarding” della clientela. Processi che hanno ovviamente una forte componente documentale, anche se non si tratta dell’unica forma di acquisizione dell’informazione. C’è anche un elemento di dematerializzazione, di gestione di aspetti complessi come i reclami presentati dagli assicurati, fino ad arrivare all’archiviazione di lungo termine». Se banche e assicurazioni sono tra i referenti più naturali di IDM, i servizi erogati riguardano anche settori come il retail, il manufacturing e la grande distribuzione. Un altro esempio proposto da Macarti riguarda, in ambito documentale, i servizi di redazione e gestione degli aggiornamenti della manualistica tecnica che le divisioni business di Canon sono in grado di offrire grazie, in questo caso, alla collaborazione con una consociata tedesca Cognitas. «Per attuare nuove proposizioni non basta la competenza in materia di stampa, bisogna anche acquisire la capacità di redigere, distribuire, gestire l’intero ciclo di vita di un manuale tecnico, che può essere estremamente complesso».

Walter Bano, director Industrial and Production Solutions di Canon Italia

QUESTIONE DI VISIBILITÀ

Non si tratta di curare solo gli aspetti della produzione su carta: i consulenti Canon devono essere in grado di entrare nello specifico di un contenuto, della sua creazione e fruizione. «Il tema riguarda la natura di un documento che oggi può nascere tanto in forma cartacea che digitale. E per questo – sottolinea Macarti – è necessario detenere competenze e tecnologie capaci di riconoscere i contenuti e le informazioni di documenti o immagini, per comporre un’offerta che mette insieme prodotti e capacità di divisioni diverse in seno al gruppo». Un lavoro che è anche di coordinamento e integrazione di risorse interne e collaborazioni con l’esterno – conclude Macarti – riferendosi agli algoritmi di intelligenza artificiale messi a punto insieme ai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che oggi ampliano le funzioni di organizzazione e condivisione di Canon Irista, innovativo servizio di repository in cloud offerto a fotografi professionisti, amatori e al grande pubblico.

«Canon esiste per ispirare e guidare il cliente in un mondo che assiste a una autentica esplosione di informazioni visive, proprio sulla base della grande esperienza in materia di imaging e di informazione» – interviene Teresa Esposito, Marketing & Sales Excellence director. La riorganizzazione che ha portato alla nascita di divisioni nuove, come quella orientata ai servizi in outsourcing, nasce dalla volontà di spostare sul cliente e sulle sue esigenze tecnologiche l’intera azione di marketing e, soprattutto, l’intera proposta a valore. «Canon – afferma la Esposito – è una grande azienda proprio perché vanta un patrimonio tecnologico e di competenze estremamente diversificato, ma non è facile rendere visibile questa diversità. La strada da percorrere consiste proprio nello strutturare il portafoglio di prodotti e soluzioni in funzione del bisogno specifico del cliente. Un percorso – continua Teresa Esposito – che si articola in cinque punti, cinque aree in cui il know-how Canon può fare la differenza per aziende e imprese. Prima di tutto, semplificare molto in ambito PMI e SOHO, dove automatizzare i task significa ottimizzare il tempo delle risorse interne, consentendo loro di focalizzare l’attenzione sulle attività core del proprio business. Accelerare i flussi di informazione all’interno delle aziende, perché il digitale e lo smart working hanno bisogno di integrazione. Fare leva sui prodotti per trasformare i processi. Far evolvere linee di business tradizionali, specie in un mondo come quello della stampa di produzione. E infine, far capire il valore della personalizzazione legata a tecnologie che permettono di distinguersi in mercati altamente competitivi».

Fare belle fotografie, riuscire a stampare un documento di grande impatto visivo, qualunque sia la sua tiratura, rimangono ancora alla base della comunicazione e dell’emozione visiva. Ma nell’era del business e delle relazioni digitali questi mattoni costitutivi possono non bastare se non sono inseriti all’interno di un ciclo di produzione, scambio e fruizione dell’informazione, accelerato e complesso. Il vero vantaggio competitivo di Canon nasce dalla capacità di presidiare, con le sue tecnologie, tutti gli anelli di questa catena, fornendo una visione autenticamente integrata a un nuovo modo di comunicare – e crescere – attraverso le immagini.


#ProPrinting #immaging Con 45 anni di presenza sul mercato italiano, la strategia di Canon sul #B2B mette a fattore comune partner e canale per scaricare a terra know-how e soluzioni innovative @CanonBusinessIT
Click To Tweet


OLTRE LA STAMPA, IL CONTENUTO

Uno dei pilastri dell’offerta B2B di Canon è sicuramente il gruppo guidato da Walter Bano, direttore  Industrial and Production Solutions. «La divisione comprende tutte le tecnologie che Canon mette a disposizione delle aziende di produzione: realtà per le quali le attività di stampa rappresentano il core business o sono di supporto diretto al core business». Insomma, precisa meglio Bano, «le due aree del cosiddetto Print-for-pay che identifica i veri e propri stampatori professionali, e il Print-for-use, dove vengono classificati gli utenti che producono grossi volumi di stampe collegate per esempio al CAD o al PLM». Si tratta di un universo estremamente variegato, che il team diretto da Bano suddivide in tre ulteriori segmenti dal punto di vista delle tecnologie impegnate. Il primo riguarda la stampa documentale o transazionale, mercato particolarmente maturo, in cui qualità ed efficienza rimangono i vettori principali di offerta. Il secondo segmento è riferito alle attività «decoration, promotional e bookprinting» con la forte tendenza verso la stampa digitale “short run”, aree in crescita, in cui nascono nuove opportunità di business. «Guardando al mercato dei libri – esemplifica Bano – oggi rispetto al passato si stampano più titoli con tirature molto più limitate per venire incontro ai nuovi modelli di distribuzione e di stampa on demand». Infine, l’area dei nuovi mercati, il mondo del packaging e del tessile, anch’essi dominati da una forte tendenza al digitale. «Canon, grazie alla sua capacità innovativa e i suoi brevetti presidia le tre aree. In molti casi – mette in evidenza Bano – con tecnologie esclusive come i nuovi apparati UVgel, che rivoluzionano la “digital decoration”, con velocità di produzione di tre, quattro volte superiori e una migliore nitidezza dei colori su molteplici tipologie di supporto. Non parliamo più di stampa su carta, ma di vera e propria comunicazione visiva, anche su supporti retroilluminati».

Maurizio Basile, Document Solutions director di Canon Italia

PERSONALIZZARE IL PRINTING

Nel documentale e nel book printing, il mercato oggi vede una linea di demarcazione tra stampa di tipo tradizionale, riservata ai grandi volumi di produzione, e avvento del digitale, man mano che cresce la richiesta di flessibilità, velocità e personalizzazione. La missione di Canon – con le sue tecnologie certamente, ma anche con una capacità sempre più consulenziale delle proprie strutture di vendita diretta e indiretta – è affiancare i clienti nell’adattarsi a condizioni di mercato che possono essere radicalmente diverse rispetto al tradizionale modo di concepire il Print-for-pay. «Il tema dei servizi è molto ampio e ci impone di assumere un ruolo anche nel rivedere e trasformare i processi e il workflow di clienti che oggi hanno come primario punto di attenzione lo sviluppo del business» – precisa Bano in accordo con le parole di Teresa Esposito.

La battaglia verso la stampa su supporti fisici ma con i tempi e la modalità del digitale si combatte su due fronti, quello tecnologico – che come si è visto Canon presidia in veste di leader assoluto – e quello commerciale. Nella divisione capitanata da Bano, il fatturato è suddiviso equamente tra le vendite generate dalle forze dirette che tendono a seguire i clienti di maggiori dimensioni e un canale indiretto costituito da una trentina di partner, capaci di affrontare un mercato che – secondo il direttore della divisione Industrial Printing Solutions – «vanta un numero di player che equivale a quello di Francia e Germania messe insieme». Per il cliente è praticamente impossibile distinguere tra i livelli di affiancamento offerti: Canon Italia “coccola” la propria rete di partner “industrial” con programmi di certificazione e incentivi. Lo stesso presidente e CEO di Canon Inc. Fujio Mitarai ha recentemente definito il mondo commercial printing come uno degli aspetti fondamentali per le strategie di Canon, accanto a settori più “giovani” come la videosorveglianza, il medicale e l’insieme di apparati e dispositivi rivolti all’industria dei semiconduttori e dei videodisplay. «Gli spazi di crescita sono enormi» – conclude Bano. «Pensiamo soltanto che nel mondo industrial, il digitale copre appena il 14% dei volumi. Un eventuale sorpasso potrebbe richiedere tra i cinque e i sette anni secondo le stime, ma settori come il book printing subiscono già forti accelerazioni e richiedono tipologie di approccio molto diverse».


#ProPrinting #immaging Con un fatturato globale di 29,3 miliardi di dollari nel 2016 (un terzo generato in EMEA) e l’8% investito in R&D, #Canon è fra le prime tre aziende per numero di brevetti @CanonBusinessIT
Click To Tweet


L’IMMAGINE GIUSTA PER LO SMART WORKER

Se le strategie di Canon spingono molto per una immagine più “industriale” del gruppo a livello globale, la divisione delle soluzioni documentali, diretta da Maurizio Basile, mantiene – dal punto di vista dei fatturati – il suo primato storico nell’ambito delle attività B2B di Canon Italia. «L’obiettivo è espandere e proteggere un core rappresentato dalla stampa, e non solo, nel mondo office, rivolgendosi quindi ai clienti che al proprio interno utilizzano tecnologie di printing e imaging» – afferma Basile. «Aiutiamo le aziende a ottimizzare i propri processi di stampa e di gestione del documento, non solo razionalizzando l’attività del loro parco macchine, attraverso i cosiddetti Managed Printing Services (MPS), ma anche favorendo il flusso d’informazione all’interno dell’azienda per supportare al meglio l’operatività dei dipendenti. Tutto ciò garantendo elevati livelli di controllo e sicurezza – in funzione dei compiti e degli standard di autorizzazione di ogni singolo dipendente». A seconda della tipologia del cliente, Basile modula un insieme di leve commerciali, che concentra l’intera organizzazione storica dei canali diretti e indiretti di Canon Italia. «Il mondo SMB e SOHO viene seguito dai rivenditori tipicamente office del canale “second tier”, quello che acquista attraverso i nostri distributori e hanno meno vincoli di installazione e manutenzione presso i loro clienti. Vengono poi i partner certificati, mono e multibrand: circa 130 organizzazioni “first tier” che acquistano direttamente da Canon e operano a livello locale». La vendita diretta è suddivisa tra clienti top e internazionali che Canon Italia serve attraverso account che hanno visibilità sull’intero portafoglio di prodotti e soluzioni, inclusi quelli delle altre divisioni business del gruppo; e clienti “medium market” che in Italia sono affidati alla gestione diretta delle due società Canon affiliate, controllate al cento per cento, ma libere di agire in modo più autonomo e flessibile. «Per tutti, la parola d’ordine è semplificare il processo di acquisto del cliente, metterlo al centro e servirlo nel modo più semplice possibile attraverso una figura, l’account o il partner, che dev’essere visto come un referente unico, il vero orchestratore delle soluzioni Canon più adatte alle specifiche esigenze, eventualmente con l’aiuto degli specialisti che l’orchestratore sceglierà di reclutare».

Il punto sostanziale, conclude Basile, è che queste esigenze oggi divergono sempre di più dal vecchio concetto di informazione “da stampare”. «Tutti i nostri device oggi sono considerati hub da cui l’informazione grafica deve fluire nel modo più efficace, magari rispettando le specificità dell’organizzazione aziendale». Ecco che Canon mette a punto veri e propri business case per il printing all’interno degli uffici risorse umane, o indirizza i clienti verso l’outsourcing di processo con i colleghi della divisione Business Information Services. «È il cruciale passaggio dal “managed printed” al “managed content service”: non solo stampa quindi, ma gestione end-to-end del flusso informativo». Insomma, è sempre più vitale per specialisti come Canon, intervenire dove le motivazioni all’investimento non risiedono solo nella razionalizzazione o nel risparmio, nel contenimento della produzione cartacea, ma sconfinano negli ambiti di trasformazione digitale come i processi documentali, lo smart working e la collaboration. Anche se il punto di partenza, la scusa per agganciare il cliente, può coincidere, osserva Basile, con tematiche più familiari, note a tutti.

Marco di Lernia, country director Consumer Imaging Groups di Canon Italia

ANCHE LA STAMPANTE FINISCE IN RETE

Nella stessa ottica di integrazione dell’offerta, il compito del Consumer Imaging Group (CIG) che in Canon Italia è guidato da Marco di Lernia è anche quello di sfruttare il potenziale “professionale” di tantissimi prodotti veicolati attraverso i normali canali retail. «La linea consumer dei prodotti Canon per la fotografia, le riprese video, l’acquisizione e la stampa è caratterizzata da una gamma vastissima – spiega di Lernia – e molti di questi prodotti sono di specifico interesse per i professionisti. Proprio per questo, dentro la divisione CIG, abbiamo un team di persone specializzate che, in collaborazione con i colleghi delle divisioni business, sviluppa anche soluzioni B2B». E anche qui la nuova filosofia Canon è orientata a studiare le possibili verticalizzazioni del suo ampio catalogo, partendo non dallo specifico prodotto, bensì dalle esigenze (manifeste e nascoste che siano) del cliente e studiando le giuste intersezioni. Di Lernia cita alcuni dei settori, dal fashion ai portali di e-commerce, che usano la comunicazione visiva continuamente aggiornata come arma competitiva. Un altro ambito promettente è quello della cosiddetta proiezione immersiva e del digital signage, dove Canon è già alle prese con una miriade di applicazioni, persino nel campo della simulazione grafica per l’addestramento dei piloti.


#ProPrinting #immaging Proiezione immersiva, digital signage e simulazione grafica. Applicazioni verticali e cross-industry. Non solo printing, ma gestione end-to-end del flusso informativo @CanonBusinessIT
Click To Tweet


«Tornando al mercato consumer vero e proprio – prosegue di Lernia – gli ultimi quattro anni hanno profondamente cambiato questo segmento grazie al fenomeno pervasivo degli smartphone, della cosiddetta smart photography, e di evoluzioni social come la condivisione di immagini ed esperienze. Per uno specialista con la storia di Canon, un’evoluzione di mercato che vede qualcosa come mille miliardi di immagini condivise via Internet è molto sfidante e ha portato ad acquisizioni strategiche e cambiamenti organizzativi, finalizzati a presidiare anche istituzionalmente i social network, i canali di e-commerce e tutti i possibili touch-point con il cliente». Di Lernia cita le principali innovazioni nel mondo dei servizi digitali, prima fra tutte in ordine cronologico irista, piattaforma in cloud capace di conservare e condividere in dimensione originale immagini e video. A ciò sono seguite una serie di acquisizioni come Lifecake, servizio cloud per archiviare in modo sicuro le immagini dei propri bambini e al tempo stesso poterle condividere con i propri cari senza rischi; o il printing on demand di Kite.ly, entrato nella scuderia Canon nel 2017 con un ricco catalogo di servizi come book fotografici, calendari e merchandising personalizzato, per accedere ai quali sono appena state rilasciate nuove applicazioni come Canon Photo Print Shop. «Solo nella regione europea, la stampa online è un mercato che vale tre miliardi di dollari che si aggiungono ai quattro del printing nel segmento consumer» – precisa di Lernia, osservando come Canon sia pronta ad affrontare queste nuove realtà commerciali, anche acquisendo nuove professionalità e coinvolgendo in questo cambiamento i propri partner.

Foto di Gabriele Sandrini

L'articolo Canon, a immagine e somiglianza del cliente proviene da Data Manager Online.

]]>