comunicazione – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:17:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png comunicazione – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Italtel presenta al Cisco Live le sue applicazioni per l’Intuitive Networking https://www.datamanager.it/2018/06/italtel-presenta-al-cisco-live-le-sue-applicazioni-per-lintuitive-networking/ Wed, 13 Jun 2018 14:21:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149516 Italtel è impegnata in questi giorni ad Orlando (Florida) nell’edizione americana di Cisco Live, convention annuale sui temi dell’IT e della comunicazione Italtel, che insieme a Exprivia forma un nuovo attore nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni e servizi innovativi per la trasformazione digitale, è in questi giorni al Cisco Live, la conferenza annuale […]

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Italtel è impegnata in questi giorni ad Orlando (Florida) nell’edizione americana di Cisco Live, convention annuale sui temi dell’IT e della comunicazione

Italtel, che insieme a Exprivia forma un nuovo attore nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni e servizi innovativi per la trasformazione digitale, è in questi giorni al Cisco Live, la conferenza annuale di Cisco dedicata all’IT e alla comunicazione che si svolge a Orlando, in Florida. Italtel presenta per la prima volta la sua applicazione Netwrapper, basata sulla Digital Network Architecture Center (Cisco DNA Center) e sulle architetture cross-technology di Cisco, utilizzata in un contesto di Industria 4.0.

Italtel è Gold partner di Cisco in numerosi paesi nel mondo e vanta forti competenze in tutte le aree della system integration e dello sviluppo software. Sa creare soluzioni e use case a misura dei bisogni dei clienti secondo un nuovo modello basato sulle architetture aperte e Opex-based. Con questo approccio distintivo Italtel ha saputo realizzare soluzioni che accelerano la trasformazione e la messa a punto di servizi a valore per la line of business del cliente.

“Siamo soddisfatti di poter mostrare il risultato del nostro lavoro e degli stretti legami con Cisco, commenta Camillo Ascione, responsabile Strategic Alliance di Italtel. “Diversi nuovi casi d’uso hanno già evidenziato gli effetti positivi dell’approccio basato sul Software Defined Networking (SDN) e oggi siamo impegnati a realizzare nuove soluzioni che valorizzano le componenti di assurance di Cisco DNA Center”.

Italtel è tra i primi ad adottare l’architettura DNA e dalla stretta collaborazione con Cisco è nata Italtel Netwrapper per la Unified Communication & Collaboration, una applicazione SDN per il segmento enterprise che è entrata a far parte anche del catalogo ufficiale di Cisco.

Italtel è presente negli USA con uffici a Miami, in Florida, e a San Josè, in California, a conferma dell’impegno in atto per uno sviluppo della presenza internazionale nei prossimi anni.

“Collocandoci nel cuore della Silicon Valley vogliamo approfondire la nostra attività di collaborazione con Cisco e creare opportunità di contatto con start up e altri partner Cisco, con l’intento di avviare in futuro un modello di vendita indiretto”, conclude Ascione.

Cisco Live si sta svolgendo a Orlando fino al 17 giugno. Italtel è presente con le proprie demo nell’area Enterprise Networking & Mobility. Stefano Boero, Senior Technical Marketing Engineer Innovative Solutions ha preso parte alle sezioni convegnistiche con una presentazione su “Cisco DNA Center e Italtel Netwrapper: network and applications come together”.

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Sicurezza treni, è italiana la nuova cornetta che permette di comunicare anche in caso di guasti al server centrale https://www.datamanager.it/2018/05/sicurezza-treni-e-italiana-la-nuova-cornetta-che-permette-di-comunicare-anche-in-caso-di-guasti-al-server-centrale/ Wed, 09 May 2018 15:18:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147230 Ermetris rivoluziona la connessione nel trasporto ferroviario I livelli di sicurezza sui treni si potenziano migliorando la comunicazione. Porta la firma dell’azienda goriziana Ermetris la nuova cornetta smart all in one sviluppata per assicurare una connessione costante sui convogli ferroviari; una soluzione che apre una nuova frontiera nella gestione della comunicazione sui treni. Un dispositivo […]

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Ermetris rivoluziona la connessione nel trasporto ferroviario

I livelli di sicurezza sui treni si potenziano migliorando la comunicazione. Porta la firma dell’azienda goriziana Ermetris la nuova cornetta smart all in one sviluppata per assicurare una connessione costante sui convogli ferroviari; una soluzione che apre una nuova frontiera nella gestione della comunicazione sui treni. Un dispositivo che, per resilienza e facilità di utilizzo, promette di essere applicabile anche sui tram e persino sugli autobus.

«Il problema maggiore della comunicazione sui treni è dovuto al guasto del server del computer di bordo in cui solitamente risiede il SIP server», premette Claudio Borrello amministratore e fondatore di Ermetris, società specializzata nelle soluzioni innovative di comunicazione per il settore ferroviario. «È un imprevisto che può capitare ma che, se in un ufficio può essere sopportabile, su un treno per i livelli di sicurezza che richiede rappresenta un vero problema. La comunicazione su un convoglio è infatti importantissima: in caso di guasti, emergenze o imprevisti i macchinisti devono poter comunicare prontamente sia tra loro sia con la centrale operativa e, nel caso, dover comunicare anche con i passeggeri». I passaggi di informazioni sono oggi affidati a delle particolari cornette (normalmente una ogni vagone) collegate al computer di bordo. Ermetris ha superato il nodo centrale rendendo autonome le singole cornette. «Le abbiamo fatte diventare smart», semplifica Borrello. «Ogni apparecchio è stato dotato di un SIP client e server automatico ed autoapprendente che lo rende così autonomo e indipendente. È come se ogni cornetta sia un server a sé stante: collegato in rete con gli altri dispositivi, ma pronto a intervenire in caso di guasto di una delle altre cornette. Il segreto è flessibilità della tecnologia applicata: un software che permette di autoconfigurasi e adattarsi alla situazione e di garantire la connessione e la comunicazione sempre». Non solo. «Le cornette smart sono collegate con il sistema di alert del treno. Ogni treno è infatti dotato di un pedale che il macchinista può schiacciare quanto registra un’emergenza. E attraverso quel pedale avvia una comunicazione diretta con la centrale. La cornetta smart, a sua volta collegata a questo strumento, in caso di problemi attiva automaticamente un microfono che consente alla centrale di sentire direttamente cosa sta avvenendo in cabina di comando».

Il vantaggi non sono solamente in termine di efficacia ed efficienza, ma anche di costi. «Con l’eliminazione del computer di bordo, sostituito dalle singole cornette smart, si dimezza la spesa. Questo anche grazie al fatto che abbiamo superato l’annosa questione legata alla customizzaizone delle tastiere introducendo uno schermo da 2,4 pollici che funge da tastiera touch», osserva Borrello. «La tecnologia touch, che ormai è entrata nella nostra vita di tutti i giorni attraverso gli smartphone, è anche una tecnologia più intuitiva e semplice da utilizzare».

L’interesse che si sta sviluppando attorno a questi dispositivo è notevole. Infatti la sua flessibilità e facilità utilizzo permettono un impiego non solamente sui treni a breve e lunga percorrenza, ma anche sui tram. «Una novità di applicazione potrebbe essere rappresentata dagli autobus – aggiunge Borrello – . Qui la comunicazione tra centrale operativa e l’autista solitamente viene affidata ad un cellulare. Per ovviare dimenticanze o guasti, avere su ogni autobus un dispositivo rappresenta di sicuro un collegamento continuo tra la centrale e l’autobus e garantisce la possibili di raggiungere l’autista in ogni momento».

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L’evoluzione della “Huddle Room”. Un requisito essenziale per tutte le aziende https://www.datamanager.it/2018/03/levoluzione-della-huddle-room-un-requisito-essenziale-tutte-le-aziende/ Tue, 13 Mar 2018 13:06:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143446 In questo ambito, le soluzioni di videoconferenza basate su cloud diventano uno strumento essenziale per le strategie di comunicazione e collaborazione di molte aziende; aprendo la porta a una vasta gamma di nuovi modelli di utilizzo che soddisfino le esigenze dei più moderni e dinamici ambienti di lavoro A cura di Enrico Leopardi, VP Sales, […]

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In questo ambito, le soluzioni di videoconferenza basate su cloud diventano uno strumento essenziale per le strategie di comunicazione e collaborazione di molte aziende; aprendo la porta a una vasta gamma di nuovi modelli di utilizzo che soddisfino le esigenze dei più moderni e dinamici ambienti di lavoro

A cura di Enrico Leopardi, VP Sales, Southern EMEA, Lifesize

Negli ultimi anni, l’ufficio tradizionale ha lasciato sempre più spazio a un ambiente di lavoro con maggiori esigenze di mobilità. L’aumento del lavoro flessibile, infatti, insieme ad una forza lavoro mobile e distribuita sul territorio, ha portato a una sempre minore necessità di disporre di uffici e desk distaccati. Di conseguenza, le aziende stanno, attualmente, considerano alcune alternative, comprese le postazioni mobili in ambienti open-office.

Considerando che molti modelli di uffici stanno migrando verso un format open space, è ancora più importante disporre di spazi di collaborazione definiti, senza rumori e distrazioni.  E’ in questo contesto che si inserisce il concetto di “huddle room”. Si tratta di un ambiente per piccoli gruppi di lavoro – da tre a cinque persone -, e per team virtuali che si incontrano e collaborano insieme per brevi periodi. È una soluzione da seguire perché è conveniente dal punto di vista economico e, nello stesso tempo, favorisce l’ottimizzazione dello spazio disponibile.

Le aziende di tutte le dimensioni e di vari settori si stanno muovendo verso questo modello. Infatti, Frost & Sullivan stima che vi siano, attualmente, 30 milioni di “huddle room” in tutto il mondo. Inoltre, le huddle room sono probabilmente le aree più produttive degli uffici in quanto forniscono privacy in ambienti collaborativi e richiedono poco spazio fisico (non più di 10 – 12 mq).

Che cosa c’è alla base dell’esigenza di nuovi ambienti per gli uffici?

Mentre gli spazi “open space” sono diventati di tendenza e il bisogno di creare aree di lavoro più collaborative e flessibili è molto diffuso, di fatto, però, il fattore essenziale alla base dell’aumento degli uffici “open space” è il costo. Le aziende, infatti, non possono permettersi di sprecare gli spazi dedicati all’ufficio, né la produttività dei dipendenti. Con l’aumento del lavoro flessibile, inoltre, le aziende stanno scoprendo che lo spazio fisico richiesto per ogni dipendente è molto più ridotto. Uno studio recente ha stimato che il lavoro flessibile potrebbe generare un risparmio di 1,1 miliardi di sterline per l’economia del Regno Unito. Questo potrebbe essere un grande vantaggio da considerare dalle aziende quando investono in nuovi ambienti di lavoro.

In questo contesto, la “huddle room”, oltre a fornire uno spazio-meeting flessibile in “open space”, può offrire all’azienda numerosi altri vantaggi, tra cui un miglioramento sia dello scambio culturale che della collaborazione, anche perché le “huddle room” consentono di usufruire di una maggiore prossimità lavorativa. Inoltre, le stesse sono molto attrattive per i cosiddetti “millennial”, i quali – entro il 2020 –  rappresenteranno la metà della forza lavoro globale e desiderano lavorare in un contesto che favorisca la collaborazione multiculturale.

Garantire il ROI nelle Huddle Room

In questo ambito, la garanzia di un buon ritorno sull’investimento nelle “huddle room” si può ricondurre, sinteticamente, all’ottimizzazione nell’uso dello spazio. Questo prevede che il team di gestione crei una “huddle room” per evitare lo spreco di aree di lavoro, in ambiente open space, e che il management promuova una cultura organizzativa che garantisca il miglior utilizzo degli spazi, il più possibile funzionale alle diverse esigenze.

In genere, una “huddle room” è attrezzata da due a quattro postazioni, più un telefono da utilizzare per esempio per one-to-one meeting oppure telefonate private. Tuttavia, molte aziende stanno ampliando l’impiego della tecnologia audio e videoconferenza, estendendolo dalle sale riunioni del management aziendale e dell’”executive suite”, fino a sale meeting di dimensioni più contenute. Garantendo funzionalità e capacità tecniche uguali in tutti gli ambienti, le “huddle room” possono essere utilizzate per tutti i tipi di meeting: dagli incontri di brainstorming interni alle sessioni di strategia del senior management, fino alle collaborazioni con i clienti, mantenendo un uso efficiente in ogni sala riunioni.

In questo ambito, la videoconferenza diventa uno strumento essenziale per le strategie di comunicazione e collaborazione di molte aziende. Il costo, la facilità d’uso, la flessibilità e la scalabilità delle videoconferenze aprono la porta a una vasta gamma di nuovi modelli di utilizzo che soddisfino le esigenze dei più moderni e dinamici ambienti di lavoro.

Ciò nonostante, secondo lo stesso studio effettuato da Frost & Sullivan, le “huddle room” abilitate alla videoconferenza attualmente sono meno del 5% sui 30 milioni a livello mondiale. Questa situazione potrebbe essere causata da diversi fattori, tra cui elevati costi di acquisizione e operativi delle soluzioni tecnologiche, oltre all’aspetto educational: molte aziende, infatti, semplicemente non sono consapevoli di quali siano le possibilità offerte dalle soluzioni di videoconferenza. Le aziende sono disposte a pagare per un aumento del numero di utenti di videoconferenza, ma è improbabile che investano in più risorse IT per supportare la soluzione. In questo contesto, ciò che potrebbe aiutare a superare questi ostacoli, facilitando l’implementazione e la gestione dei costi operativi, è un modello SaaS.

Una soluzione di videoconferenza basata su cloud, infatti, riduce drasticamente i tempi di implementazione e gestione della soluzione e abbassa, inoltre, i costi sia per i reparti IT, sia per gli utenti finali. Una soluzione di collaborazione cloud all-in-one con audio web, videoconferenza e chat di gruppo fornita da un singolo fornitore di fiducia, offre agli utenti un’esperienza di comunicazione coerente e facile da utilizzare – su piattaforme e dispositivi – per ottenere il massimo della produttività e della collaborazione, indipendentemente dalla propria location. Per l’amministratore IT, un sistema completamente integrato – che comprenda il dispositivo hardware, software, assistenza e supporto effettivi –  significa meno tempo dedicato all’implementazione, alla formazione e alla gestione e il tutto si traduce in un minore costo totale di proprietà.

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Manipolazione online: almeno 18 votazioni pilotate nel corso degli anni https://www.datamanager.it/2017/11/manipolazione-online-almeno-18-votazioni-pilotate-nel-corso-degli-anni/ Thu, 16 Nov 2017 19:30:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135234 La denuncia arriva dal report Freedom on the Net che spiega come i governi stiano sfruttando sempre di più i social media per minare le scelte democratiche La vicenda meglio conosciuta con il nome di Russiagate è solo l’apice di quanto messo in atto dai governi di tutto il mondo nel corso degli ultimi anni. […]

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La denuncia arriva dal report Freedom on the Net che spiega come i governi stiano sfruttando sempre di più i social media per minare le scelte democratiche

La vicenda meglio conosciuta con il nome di Russiagate è solo l’apice di quanto messo in atto dai governi di tutto il mondo nel corso degli ultimi anni. Lo afferma l’organizzazione Freedom House, che ha prodotto il più recente Freedom of the Net, spiegando come ci siano almeno 18 votazioni pilotate dai governanti a livello globale nel recente passato, conseguenza di campagne di informazione indirizzate a influenzare le scelte democratiche dei cittadini. Teatro principale di tali strategie di comunicazione sono i social media, dove è molto più semplice diffondere messaggi a milioni di persone piuttosto che attraverso gli strumenti tradizionali, come radio e tv, decisamente più limitati sia per numero di utenti che localizzazione. Basta invece un banner in inglese, semplice e diretto, per raggiungere milioni di individui, e convincerli di un qualcosa che non è detto corrisponda alla verità ma che ha il potenziale per incanalare pensieri e decisioni verso precise direzioni.

Cosa è successo

Stando al report dunque, la libertà di espressione e di voto è decisamente in pericolo soprattutto su piattaforme come Facebook e Twitter ma anche su concorrenti nazionali, molto più inclini a non rispettare regole universalmente condivise per lasciare spazio di manovra ai governi. Tra giugno del 2016 e maggio del 2017, Freedom House ha rilevato 18 votazioni manipolate, incluse quelle in India, Ucraina, Brasile e nell’Est del mondo: ovviamente Russia, Arabia Saudita, Iran, Cina e Pakistan. L’Italia, checché se ne pensi, è tra i paesi più liberi, insieme a Francia, Inghilterra, Germania, Ungheria, Argentina e Canada. Ci sono nazioni, tra cui gli Stati Uniti, che nonostante una certa trasparenza comunicativa, hanno subìto un calo nel punteggio di libertà informativa, oggi pare a 21 su 100, con il rischio che le interferenze estere possano causare un’influenza maggiore nei prossimi anni.

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Esaote sceglie Ricoh per migliorare la comunicazione https://www.datamanager.it/2017/10/esaote-sceglie-ricoh-migliorare-la-comunicazione/ Tue, 31 Oct 2017 14:12:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134213 Esaote, azienda italiana tra i leader mondiali nell’imaging diagnostico, sceglie Ricoh per innovare i processi in una logica digitale e migliorare la condivisione delle informazioni tra le differenti sedi. Le nuove tecnologie trasformano le tradizionali sale conferenze e il modo di collaborare Sinonimo di un’eccellenza industriale tutta italiana, Esaote è tra le aziende leader mondiali […]

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Esaote, azienda italiana tra i leader mondiali nell’imaging diagnostico, sceglie Ricoh per innovare i processi in una logica digitale e migliorare la condivisione delle informazioni tra le differenti sedi. Le nuove tecnologie trasformano le tradizionali sale conferenze e il modo di collaborare

Sinonimo di un’eccellenza industriale tutta italiana, Esaote è tra le aziende leader mondiali nell’ambito dell’imaging diagnostico grazie a notevoli investimenti in R&D che le consentono di competere con i grandi gruppi. Esaote è presente con siti produttivi e laboratori di ricerca a Genova, Firenze e Maastricht (Olanda) e, attraverso filiali dirette e distributori, opera in 80 paesi del mondo. Con un fatturato consolidato di 270 milioni di euro nel 2016, l’azienda può contare su circa 1.200 persone di cui il 50% in Italia. L’innovazione è di casa in Esaote e non riguarda soltanto lo sviluppo dei prodotti, ma anche la trasformazione dei processi e dell’organizzazione in chiave digitale per migliorare l’efficienza del business. Un’importante occasione di rinnovamento è stato il trasferimento della sede principale di Genova presso il Parco Scientifico e Tecnologico di Erzelli. Quale ruolo per l’IT in questo cambiamento? Come realizzare un Digital Workplace su misura? Ne parliamo con Domenico Fazio, Direttore Operations di Esaote.

LA TECNOLOGIA È UTILE QUANDO SEMPLIFICA E RISOLVE… DA QUALE PROGETTO SIETE PARTITI?

Prima di tutto ci siamo concentrati sul printing per razionalizzare il precedente ambiente di stampa che era eterogeneo per brand e modelli presenti, con un numero elevato di stampanti per utilizzo personale. Tutto questo complicava la gestione dei dispositivi e l’approvvigionamento dei consumabili. Abbiamo quindi affrontato il tema con il supporto di Ricoh e sviluppato un progetto basato principalmente su tre aspetti: gestione centralizzata, dispositivi multifunzione e canone di noleggio all-inclusive (pay per page). I vantaggi sono stati importanti: dalla riduzione dei costi, alle procedure di gestione semplificate alla maggiore efficienza nella produzione documentale. Sono state introdotte nuove funzionalità, come ad esempio la stampa sicura: gli utenti possono ritirare le stampe da una qualsiasi periferica presente in azienda dopo essersi autenticati tramite ID e password. Questo riduce gli sprechi di carta e aumenta la sicurezza delle informazioni.

QUALI ALTRE AREE AVETE MIGLIORATO GRAZIE A RICOH?

Vi sono due progetti realizzati con Ricoh nell’ambito del paperless office. Il primo risponde alla necessità di ottimizzare la comunicazione e la collaborazione tra le differenti sedi, in particolare per quanto riguarda la condivisione dei documenti di progetto. Ricoh ha allestito sale riunioni che – grazie a sistemi per la videoconferenza (Ricoh P3500) e a lavagne interattive (Ricoh D5510) – ci hanno consentito di migliorare tutti questi aspetti. Le lavagne interattive installate nelle varie sedi sono interconnesse tra loro, per cui i team distribuiti possono non solo visualizzare lo stesso file ma anche apportarvi modifiche e integrazioni e il nuovo documento può essere archiviato e inviato ai partecipanti alla riunione. L’allestimento delle nuove sale ha previsto anche la realizzazione di un sistema audio/video basato su proiettori Ricoh di ultima generazione.

E IL SECONDO PROGETTO PAPERLESS?

Per migliorare l’efficienza e l’accuratezza dei processi, abbiamo deciso di gestire digitalmente alcune tipologie di documenti, in primis i documenti di trasporto. Il magazzino in cui arrivano le merci era letteralmente sommerso dalla carta, perché i DDT vengono continuamente duplicati essendo alla base di molti processi. Al centro di questa nuova gestione ci sono sempre i multifunzione Ricoh che non consideriamo più come dei semplici copiatori ma, anche grazie alla connettività integrata, come dei veri e propri “elementi industriali”. Mediante questi sistemi effettuiamo la scansione OCR dei DDT i cui dati, dopo una verifica da parte dell’operatore, vengono caricati nel nostro sistema ERP per la gestione e la conservazione sostitutiva. Considerati i vantaggi della digitalizzazione delle informazioni stiamo estendendo il progetto anche ad altri documenti. Le fatture attive, ad esempio, vengono gestite in outsourcing da Ricoh; lavoriamo molto con la PA e il fornitore si occupa di gestire l’invio delle fatture secondo quanto prescritto dalla normativa. La digitalizzazione riguarda poi il ciclo passivo per il quale Ricoh ha sviluppato workflow digitali personalizzati che ne velocizzano e semplificano la gestione.

Ricoh, mi piace dire, è un fornitore davvero “sempre presente, ma mai invadente”, un partner attento alle nostre esigenze e in grado di proporci innovazioni tecnologiche che per il nostro business fanno davvero la differenza.

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SOL Group trasforma il proprio modo di comunicare e collaborare grazie a Ricoh https://www.datamanager.it/2017/07/sol-group-trasforma-modo-comunicare-collaborare-grazie-ricoh/ Tue, 04 Jul 2017 16:30:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128049 Le nuove frontiere della comunicazione cambiano il modo in cui le aziende collaborano e condividono idee, progetti e informazioni. Il Gruppo SOL – azienda italiana con una presenza internazionale – ha deciso di cogliere tutti i vantaggi dell’innovazione tecnologia scegliendo le soluzioni e i servizi Ricoh per la Collaboration Il Gruppo SOL – che ha […]

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Le nuove frontiere della comunicazione cambiano il modo in cui le aziende collaborano e condividono idee, progetti e informazioni. Il Gruppo SOL – azienda italiana con una presenza internazionale – ha deciso di cogliere tutti i vantaggi dell’innovazione tecnologia scegliendo le soluzioni e i servizi Ricoh per la Collaboration

Il Gruppo SOL – che ha sede principale a Monza (Monza e Brianza) e una storia di 90 anni alle spalle – è attivo nella produzione e commercializzazione di gas tecnici, puri e medicinali. L’azienda ha una presenza diretta in 23 paesi europei, in India, Marocco, Turchia e Brasile e può contare su un organico di 3.100 dipendenti. In Italia è presente con 900 persone e, oltre alla sede e alle filiali commerciali, fanno parte del network anche diversi stabilimenti produttivi. Alberto Cimignaghi, Responsabile Acquisti di SOL, spiega le ragioni del percorso di innovazione intrapreso insieme a Ricoh: “Avevamo la necessità di rendere più efficiente la collaborazione tra la sede principale e le diverse sedi dislocate su territorio. L’obiettivo è stato raggiunto grazie a sistemi portatili per la videoconferenza (Ricoh P3500) e a lavagne interattive (Ricoh D5510) che possono essere collegate tra loro per condividere contenuti e presentazioni”.

Meeting sempre più tecnologici

Inoltre, sempre con il supporto di Ricoh, l’azienda ha realizzato una sala conferenze multimediale dotata di innovative tecnologie audio e video. Il Gruppo è riuscito così a compiere un salto in avanti: “il nuovo ambiente – dice Cimignaghi – ci permette di rivoluzionare le riunioni all’insegna della semplicità di utilizzo e dell’integrazione”. Oltre ad un sistema per la videoconferenza che permette il collegamento con le sedi remote, è stato installato il videoproiettore Ricoh PJ KU12000. Questo sistema dispone di una doppia lampada per luminosità di 12.000 lumen e offre quindi un’elevata qualità di immagine. La sala è dotata di un impianto domotico e il controllo avviene mediante un unico touch panel dal quale è possibile gestire videoproiezione e videoconferenza, microfoni, sistema audio, luci, riscaldamento e tende.

Promuovere l’innovazione continua

Ricoh aveva già supportato il Gruppo SOL nell’innovazione dei processi di printing e gestione documentale. Partendo dalla sede principale, è stato rinnovato l’ambiente di stampa di tutte le filiali italiane ottenendo benefici in termini di efficienza e riduzione dei costi. Per la dotazione tecnologica della nuova sala l’azienda ha indetto una gara scegliendo Ricoh. “Tra i differenti elementi che ci hanno portato in questa direzione – commenta Cimignaghi – vi è, da un lato, la capacità di analisi di Ricoh che è riuscita a comprendere le nostre esigenze di comunicazione e, dall’altro, l’eccellenza dei servizi post vendita che avevamo già avuto modo di testare. Siamo molto soddisfatti di come Ricoh ha realizzato il nuovo ambiente mettendo in campo le proprie competenze progettuali e di system integration. Ricoh è per noi un partner in grado di promuovere innovazione continua a supporto delle nostre attività di business. E con la progettazione della nuova sala conferenze abbiamo avuto un’ulteriore conferma”.

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La comunicazione è la chiave per fidelizzare i consumatori https://www.datamanager.it/2017/06/la-comunicazione-la-chiave-fidelizzare-consumatori/ Thu, 15 Jun 2017 15:23:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126770 Da una ricerca commissionata da Ricoh a Censuswide emerge come i consumatori siano disposti a spendere di più con le aziende che li fanno sentire unici e importanti anche personalizzando le comunicazioni. Analisi dei dati, coinvolgimento del cliente e interazioni sempre più umane sono alcuni degli aspetti da considerare per migliorare la customer experience. A cura […]

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Da una ricerca commissionata da Ricoh a Censuswide emerge come i consumatori siano disposti a spendere di più con le aziende che li fanno sentire unici e importanti anche personalizzando le comunicazioni. Analisi dei dati, coinvolgimento del cliente e interazioni sempre più umane sono alcuni degli aspetti da considerare per migliorare la customer experience. A cura di Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, CSR & Environment, Ricoh Europe  

Secondo il famoso dirigente d’azienda Thomas J. Watson la fiducia è una cosa difficile da costruire ma facile da demolire. Questo è particolarmente vero per le aziende di oggi.  In media i consumatori entrano ogni giorno in contatto con oltre 5.000 annunci pubblicitari attraverso social media, blog, siti di e-commerce e così via. Non si può scappare, insomma. A causa di tutto questo “rumore” per le aziende è difficile farsi sentire e per i consumatori capire di chi ci si possa fidare.  Le imprese devono riuscire a ottenere la fiducia dei clienti facendoli sentire unici ed importanti. Dalla ricerca “Triple R” commissionata da Ricoh a Censuswide è emerso come il 57% dei consumatori si dichiari disposto a spendere di più con le aziende che prestano loro la massima attenzione e che li trattano come singoli individui. Il 42% afferma di avere maggiore fiducia nei confronti delle aziende che personalizzano le comunicazioni rispetto a quelle che non lo fanno. Comunicazioni e fiducia sono quindi strettamente connesse. Che ci si rivolga al mondo consumer oppure ai decision maker delle grandi imprese, è importante seguire tre step per aumentare la fidelizzazione mediante comunicazioni più efficaci:

1.     Focus sui dati: non è possibile costruire un rapporto di fiducia senza sapere esattamente a chi ci si stia rivolgendo. Senza una conoscenza approfondita del comportamento di ogni singolo cliente ogni tentativo di personalizzazione è destinato al fallimento. Le aziende devono quindi partire dalle informazioni in loro possesso per ottenere una visione più ampia del cliente, tenendo conto del fatto che si tratta di un progetto riguardante l’intera organizzazione. È importante che tutti i reparti collaborino per raggiungere una visione unica e completa perché questa è la base per riuscire a personalizzare le comunicazioni.

2.     Coinvolgimento del cliente: dalla ricerca Ricoh emerge che il 50% dei consumatori è convinto che le aziende siano maggiormente interessate alla customer experience prima che avvenga l’acquisto, mentre successivamente tendono ad abbandonare il cliente. È quindi importante coinvolgere i consumatori anche dopo l’acquisto con offerte e sconti personalizzati che consolidino la relazione. La qualità di queste interazioni è importante poiché una customer experience negativa porta i consumatori a rivolgersi altrove.

3.     Interazioni “più umane”: la comunicazione a due vie è fondamentale per costruire la fiducia con i consumatori. Alle persone piace parlare con altre persone e provano frustrazione se hanno la sensazione di interagire con un robot. Le aziende devono quindi riuscire a comunicare mantenendo un “tocco umano”. Basti pensare che il 41% dei consumatori coinvolti nello studio Ricoh predilige la mail come mezzo di comunicazione con le aziende. Anche la velocità è importante. Il 47% del campione d’indagine afferma che essa è un fattore determinante per la fedeltà al brand. Le tecnologie per l’automazione dei processi permettono di rispondere più rapidamente alle richieste dei consumatori.

Tutti gli step sono connessi in qualche modo alla raccolta e all’analisi dei dati. L’utilizzo intelligente delle informazioni sui clienti migliora le comunicazioni rafforzando la fiducia. L’importante, emerge dallo studio Ricoh, è trovare il giusto equilibrio. L’89% del campione afferma infatti di essere disposto ad interrompere tutte le relazioni con un’azienda se questa dovesse diventare troppo invadente. La fiducia, ribadiamo, si conquista con la chiarezza e la trasparenza e per le imprese, oggi più che mai, è importante rispondere alle esigenze dei clienti prima (Reach), durante (Respond) e dopo l’acquisto (Retain), le tre R al centro della ricerca “Triple R”.

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Aldo Cavalli, la tecnologia come mezzo non come fine https://www.datamanager.it/2017/04/201704aldo-cavalli-la-tecnologia-mezzo-non-fine/ Wed, 12 Apr 2017 13:39:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123098 La sfida dello sviluppo oltre i parametri economici. Sua Eccellenza, Aldo Cavalli, nunzio apostolico nei Paesi Bassi: «Non solo connessioni digitali, ma connessioni tra i popoli» La Pasqua ci ricorda il significato di rialzarsi, di rinnovamento, di trasformazione. Augurare Buona Pasqua significa augurare una rinascita. Nel mondo, merci e capitali possono circolare alla velocità di […]

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La sfida dello sviluppo oltre i parametri economici. Sua Eccellenza, Aldo Cavalli, nunzio apostolico nei Paesi Bassi: «Non solo connessioni digitali, ma connessioni tra i popoli»

La Pasqua ci ricorda il significato di rialzarsi, di rinnovamento, di trasformazione. Augurare Buona Pasqua significa augurare una rinascita. Nel mondo, merci e capitali possono circolare alla velocità di un click, a differenza delle persone. Continuiamo a parlare di apertura, conoscenza, talento. Comunicazione, trasformazione e collaborazione sono diventate buzzword della cronaca hi-tech, parole che però la Chiesa utilizza da duemila anni, ci ricorda Sua Eccellenza, Aldo Cavalli, nunzio apostolico nei Paesi Bassi nominato da Papa Francesco nel 2015. «La comunicazione implica alcuni componenti fondamentali. Il primo è il contenuto da comunicare. Il secondo è il destinatario. Il terzo, il mezzo che utilizzo. La comunicazione è multicanale e pervasiva. Ogni messaggio può avere un effetto positivo o negativo. Il vero dialogo non può essere sopraffazione, violenza o condizionamento». Nell’era di Internet, in cui dalle comunicazioni sociali siamo passati a quelle “social”, occorre rifondare la comunicazione come personale, uno-a-uno. «Internet è un dono di Dio, ma il mezzo non è soltanto la piattaforma tecnologica che utilizziamo» – mette in guardia Sua Eccellenza.  «È la parola, il fare, l’ambiente che creiamo, l’esempio che siamo capaci di dare. Il Papa utilizza tutti gli strumenti per comunicare. Ma alla base ci sono i valori, non solo cifre e parametri economici».

Già nunzio apostolico in Cile e Colombia, Monsignor Aldo Cavalli è nato il 18 ottobre 1946 a Maggianico di Lecco, terzogenito di quattro figli di una famiglia di fornai, che poi si è trasferita a Caprino Bergamasco e infine a Ponte San Pietro (Bergamo). Ordinato sacerdote il 18 marzo 1971, ha insegnato Lettere al Seminario di Bergamo. Laureatosi in Scienze politiche, nel 1979 passa alla Segreteria di Stato Vaticana. Ha vissuto in Africa, in Sud America, ed è un profondo conoscitore dell’animo umano. La tecnologia non è neutra. E le piattaforme non possono essere considerati gusci vuoti da riempire, afferma Monsignor Aldo Cavalli. «Occorre mettere insieme strumento e messaggio. La tecnologia è mezzo non può essere fine a se stessa. La riduzione dell’uomo alla semplice somma di energia, materia e informazione, porta alla inevitabile morte del soggetto e a tutte le forme di sfruttamento dell’essere umano».


Sua Eccellenza #Aldo Cavalli Non solo connessioni digitali, ma connessioni tra i popoli
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Personalmente e come giornalista, credo profondamente nel potere delle parole. Credo fermamente nel potere della bontà, della volontà, della responsabilità, della cooperazione. Credo che abbiamo bisogno di lavorare per lasciare un mondo migliore ai nostri figli. Credere è sempre un atto di fede. Credere in noi stessi è il primo passo che possiamo fare per cambiare. Credere è creare. Abbiamo bisogno di un atto di fede in noi stessi, nella forza delle nostre idee, del nostro lavoro e delle persone che lavorano con noi. È possibile crescere solo se guardiamo lontano. Se vogliamo fare di più per la crescita, ciascuno di noi deve fare di più. «La speranza deve essere un esercizio quotidiano». E chi non ha speranza, si rassegna al fallimento. Viviamo in un mondo in cui le differenze diventano ragione di scontro, in cui ogni mezzo è lecito per raggiungere il successo e il denaro, con tassi sempre più elevati di corruzione, disoccupazione e disperazione. Siamo di fronte alla sfida cruciale di ricostruire o reinventare un sistema sociale e politico capace di dare a tutti una vita di successo che non si basi – però – sullo sfruttamento, la speculazione o l’infelicità altrui». Una sfida, ricorda Sua Eccellenza Aldo Cavalli, che riguarda da vicino anche l’Europa, nel sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma: «L’Europa, che ho visto nascere e che oggi sembra incerta e ripiegata su se stessa».

Data Manager: Perché il mondo sembra bloccato in una crisi che non passa?

Sua Eccellenza, Aldo Cavalli: Perché la crisi stessa è cambiamento continuo. Ci troviamo in un momento di grandi cambiamenti epocali. Siamo in un tempo di discernimento, come ha detto il Papa. La parola crisi ha la stessa etimologia di “crisalide”, di “criterio”, di “creatività”. Sono parole che hanno la radice “cri”, che in sanscrito significa “trasformazione”. Il bruco si trasforma in crisalide. La crisalide è il luogo dove avviene il mutamento. Il verbo divino si fa carne. La verità diventa parola attraverso l’azione. La crisi mette in atto una riflessione personale ed emotiva che ci costringe ad avere di meno o a rinunciare a tutto per essere e rinascere a una vita nuova.

Ma come si cambia senza perdersi?

Per capire bisogna andare alla radice dei fatti e delle parole che usiamo per rappresentarle. Se facciamo riferimento all’etimologia, la parola “crisi” implica una “separazione”, una “cernita” – in pratica – una “scelta”. E davanti alle scelte siamo sempre in crisi. Attraverso le scelte decidiamo chi siamo e cosa vogliamo diventare. La scelta determina un passaggio di crescita, di incontro con l’altro.

Ma quando l’incontro con l’altro diventa scontro?

Le culture sono veramente differenti. Ho vissuto in molti posti nel mondo. E posso dirlo. Ogni cultura ha dei valori di riferimento, dei modelli di pensiero e anche dei disvalori. Ma per entrare dentro quel sistema di valori di riferimento, occorre fare un atto di umiltà per comprenderli da dentro attraverso il dialogo e la capacità di ascolto. Il rispetto dell’altro nasce dall’ascolto. Il dialogo mette in contatto le persone. Questi sono valori profondamente umani. Rispetto, dialogo, libertà sono i valori per vivere insieme. Poi ci sono valori profondamente spirituali. L’amore per il prossimo, la redenzione, la sacralità della vita. L’amore è la forza che ci fa vincere la paura e compiere imprese straordinarie. E l’amore di Dio ci cambia, ci indica la strada e non chiede nulla in cambio.

Come si fa a vincere l’indifferenza?

Se non ti “prendo con me”, tu rimani estraneo, straniero. E non mi interessa quello che ti accade. Davanti alla tragedia dei migranti e la guerra in Siria non si può restare indifferenti. L’incontro con l’altro nasce dalla comprensione e restituisce dignità. La paura allontana, separa. È lo scambio tra persone che si pongono allo stesso livello e si guardano negli occhi. Il dialogo non è “dialisi”, non è esprimere giudizi a priori.

Perché allora si costruiscono muri?

Perché la paura è più forte del coraggio. L’accoglienza di milioni di persone che scappano dalla guerra o da condizioni di vita insostenibili è l’unica possibilità di futuro che abbiamo per costruire la pace. Ogni forma di barriera, divisione e squilibro è destinata ad alimentare l’odio e la violenza. La tecnologia ci ha abituato ad accorciare le distanze, ad andare sempre più veloce, ma il tempo dell’integrazione e della comprensione non è comprimibile.

Di cosa abbiamo bisogno?

Ci vuole tanto lavoro, fatica quotidiana, pazienza infinita e ci vogliono leader all’altezza di questo compito. E chi vuole rovinare tutto questo lavoro diffonde il terrore con attentati terribili. Ma si tratta di un piccolo gruppo, le cui finalità sono quelle di distruggere il dialogo tra i popoli e alimentare lo scontro.


Sua Eccellenza #Aldo Cavalli L’Europa di oggi non più è quella di Schuman e De Gasperi
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Quale equilibrio tra conoscenza e informazione?

Senza sapienza è difficile da trovare l’equilibrio. Ci vogliono conoscenza, sapienza e lungimiranza. E abbiamo bisogno di capi che ci conducano attraverso il deserto. Io sono figlio dell’Europa. Sono nato un anno dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ho visto costruire l’Europa. Ho visto i miei genitori rimboccarsi le maniche e lavorare sodo. La scuola fino alla quinta elementare, se eri fortunato. Ho visto la dignità del lavoro anche quando era umile. Le persone che lottano per un futuro migliore hanno tutti la stessa luce negli occhi. L’Europa ci ha permesso di uscire dalla povertà e di crescere grazie alla lungimiranza di leader come Robert Schuman e Alcide De Gasperi.

L’Europa di oggi è ancora quella di Schuman e De Gasperi?

Oggi, ci troviamo davanti alla grande sfida della globalizzazione. Dobbiamo rafforzare l’Europa, che qualcuno vorrebbe demolire, e al tempo stesso siamo chiamati alla sfida ancora più grande di costruire il mondo. L’Europa resta una grande idea, che però ha bisogno di rinnovarsi, cambiando metodi e finalità, sempre restando in contatto con le persone. Il rischio è di tornare indietro e di un impoverimento non solo economico, ma anche nella conoscenza e nelle relazioni. Abbiamo bisogno di leader capaci di guidarci nel futuro, non di scaraventarci in un passato di guerra e di povertà. Gli Stati Uniti d’Europa devono rivendicare un ruolo di guida e di dialogo con il mondo che sta emergendo, con l’Asia, il continente Africano, l’America Latina e con i paesi del Mediterraneo. È con loro, che dobbiamo costruire il nostro futuro.

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Fujitsu: una soluzione wearable digitalizza la comunicazione nel retail https://www.datamanager.it/2017/03/fujitsu-soluzione-wearable-digitalizza-la-comunicazione-nel-retail/ Tue, 07 Mar 2017 13:39:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120505 Un software assolutamente innovativo connette i sistemi per punti vendita e le casse automatiche Fujitsu agli smartwatch Attraverso l’introduzione di un’innovativa soluzione wearable, Fujitsu sta trasformando la comunicazione nel settore retail, coinvolgendo direttamente e come mai fino ad ora il personale del punto vendita. Il sistema Fujitsu U-Scan self-checkout (SCO) infatti può ora essere connesso […]

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Un software assolutamente innovativo connette i sistemi per punti vendita e le casse automatiche Fujitsu agli smartwatch

Attraverso l’introduzione di un’innovativa soluzione wearable, Fujitsu sta trasformando la comunicazione nel settore retail, coinvolgendo direttamente e come mai fino ad ora il personale del punto vendita. Il sistema Fujitsu U-Scan self-checkout (SCO) infatti può ora essere connesso ad alcuni smartwatch selezionati per fornire allarmi istantanei allo staff che si trova all’interno del negozio. La soluzione, che rientra nel concept Fujitsu Connected Retail, è la prima nel suo genere e viene presentata per la prima volta in Europa in occasione di EuroShop 2017, in programma dal 5 al 9 marzo a Düsseldorf (stand Fujistu: Pad. 6, stand #E75)

La soluzione Fujitsu fornisce a tutto personale presente sul punto vendita l’accesso istantaneo ad aggiornamenti e messaggi importanti in modo da ridurre i tempi di risposta e assicurare che l’intero negozio possa funzionare senza intoppi e svolgere al meglio il suo servizio nei confronti della clientela. Il software può essere configurato per inviare automaticamente o manualmente allarmi in modalità push agli smartwatch direttamente dai sistemi SCO Fujitsu.

Queste notifiche istantanee migliorano l’esperienza di checkout sia per i clienti che per il personale. Ai clienti, il sistema Fujitsu permette di richiedere aiuto con rapidità e facilità durante la fase di checkout – per esempio per rimuovere l’antitaccheggio da un prodotto di valore – e di ricevere sul terminale POS la conferma del fatto che l’assistenza sia in arrivo. Queste notifiche possono essere persino allocate in base alle specifiche responsabilità del personale. I vantaggi per lo staff del punto vendita riguardano invece la possibilità di gestire più efficacemente attività che richiederebbero altrimenti spostamenti all’interno del negozio.

Richard Clarke, Vice President Global Retail Business Development di Fujitsu, ha commentato: “La digitalizzazione della comunicazione all’interno del settore retail è stata lungamente attesa. Stiamo sostituendo i metodi obsoleti di condivisione delle informazioni con una soluzione che riunisce la nostra tecnologia POS e SCO con la praticità dei dispositivi wearable. Questa nuova forma di comunicazione in-store offre vantaggi al back-office, dove migliora il controllo delle operazioni e la business intelligence, e al front-end, dove aumentano la produttività e la customer satisfaction”. Gli allarmi inviati ai dispositivi wearable generano una notifica delle problematiche, ordinate per priorità, per mezzo di vibrazioni o impulsi tattili. Le azioni che richiedono un inserimento fisico, come l’override da parte di un responsabile di negozio, possono essere eseguite direttamente sul dispositivo.

La nuova soluzione Fujitsu elimina anche la necessità di installare nel punto vendita sistemi intercomunicanti, antiquati e poco sicuri. Sfruttando il sistema di allarmi wearable di Fujitsu, il personale può essere avvisato in modo discreto in caso di situazioni sensibili, per esempio segnalando a un responsabile di front-end la necessità di rifornire di contante un sistema POS o la presenza di un possibile taccheggiatore. Il software utilizza inoltre i codici QR per permettere al personale di accedere alle funzioni di gestione dall’interno delle applicazioni, come per esempio i POS Fujitsu.

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Valore BF crede nello smart working e aumenta la qualità dei servizi https://www.datamanager.it/2017/02/valore-bf-crede-nello-smart-working-aumenta-la-qualita-dei-servizi/ Wed, 22 Feb 2017 10:33:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119705 Il sistema di comunicazione Wildix con le cuffie Plantronics integrate rivoluziona il posto di lavoro in azienda Di smart working si parla molto e da tempo. Poter lavorare in mobilità, senza dover essere per forza “legati” a una scrivania, potendo quindi portarsi a casa gli strumenti utili per il nostro lavoro: questo è lo smart […]

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Il sistema di comunicazione Wildix con le cuffie Plantronics integrate rivoluziona il posto di lavoro in azienda

Di smart working si parla molto e da tempo.

Poter lavorare in mobilità, senza dover essere per forza “legati” a una scrivania, potendo quindi portarsi a casa gli strumenti utili per il nostro lavoro: questo è lo smart working.

Oggi sono molte le aziende italiane che hanno adottato questa nuova “modalità di lavorare”, un modo che guarda a un futuro tecnologico sempre più produttivo ma anche più attento alla qualità del posto di lavoro, perché in grado di limitare lo stress correlato.

Valore BF si inserisce nel quadro degli early adopter di questa innovativa filosofia.

Il gruppo Valore BF nasce nel 1985 a Busto Arsizio (VA) fondato da Fabio Bernardini e oggi ha all’attivo 5 sedi, per un totale di 150 addetti.

Valore BF si propone come referente unico per la tecnologia per le aziende, offrendo supporto consulenziale e operativo in diverse aree dell’ICT (dalle stampanti alle Unified Communications).

Con l’occasione dell’apertura della nuova sede a Gallarate, Roberto Stronati, UC&C specialist e Davide Ronchi, responsabile tecnico, hanno studiato il modo per fornire la nuova location, che prevede anche un open space per il call center, degli strumenti idonei per lo smart working.

In quanto Business Partner di Wildix, hanno scelto proprio il sistema di comunicazione Wildix, che offre uno strumento di Collaboration accessibile tramite il browser, quindi da qualunque dispositivo e da qualunque luogo ci si trovi, per garantire una totale mobilità (anche attraverso le APP per smartphone).

Volendo eliminare i telefoni fissi, ultime àncore per un lavoro legato alla scrivania, Roberto e Davide si trovano nella necessità di dover scegliere le cuffie per gli operatori del call center e del back office. Il requisito principale è la loro capacità di integrazione con il sistema di comunicazione Wildix.

Dopo un’attenta analisi del mercato scelgono Plantronics, “mossi dalla fiducia e dall’affidabilità del brand,” come ci racconta lo stesso Stronati.

“Per gli addetti al call center abbiamo scelto una cuffia con cavo (la C310) mentre per i colleghi del back office si opta per una cuffia bluetooth (la Savi w440) che consente loro di alzarsi dalla scrivania e gestire meglio le pratiche.”

Molte delle cuffie dell’offerta commerciale di Plantronics sono, infatti, integrate con la soluzione Wildix, ciò significa che l’utilizzatore riceve la telefonata, risponde o riaggancia premendo i tasti direttamente sulla cuffia, con un sostanziale aumento della reattività di risposta.

“L’introduzione delle cuffie Plantronics, integrate con Wildix, ha avuto, come immediato effetto positivo, un aumento della produttività soprattutto per gli operatori del call center che, lavorando nell’open space, godono di una qualità audio in uscita e in entrata notevolmente superiore rispetto a prima.” Conclude Stronati.

Luisa Carullo, Responsabile Back Office per Valore BF, commenta: “L’utilizzo delle cuffie fornisce comfort per chi lavora al telefono, permettendo di svolgere in maniera semplice e veloce altri lavori. La qualità dell’audio è sicuramente migliore della cornetta del telefono… Per non parlare dello spazio che abbiamo guadagnato sulle scrivanie rimuovendo i telefoni fissi.”

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