desktop – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 16 Jul 2018 15:02:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png desktop – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sorpresa: le vendite dei PC salgono dopo sei anni https://www.datamanager.it/2018/07/sorpresa-le-vendite-dei-pc-salgono-dopo-sei-anni/ Mon, 16 Jul 2018 18:30:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151420 IDC e Gartner sono concordi con il riportare i dati in aumento per la prima volta dal 2012. A trainare la risalita sono almeno cinque player Era il primo trimestre del 2012 quando il mercato dei PC assisteva alla sua ultima, ma concreta, ascesa. Da quel momento in poi solo numeri in negativo per un […]

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IDC e Gartner sono concordi con il riportare i dati in aumento per la prima volta dal 2012. A trainare la risalita sono almeno cinque player

Era il primo trimestre del 2012 quando il mercato dei PC assisteva alla sua ultima, ma concreta, ascesa. Da quel momento in poi solo numeri in negativo per un settore che, qualche anno fa, sembrava dover scomparire del tutto sotto i colpi di tablet e ultrabook. E invece no. Ci ritroviamo a scrivere di una certa rinascita a sei anni di distanza, con numeri peraltro niente male. Per una volta anzi, i due principali analisti globali, IDC e Gartner, forniscono rilevazioni simili in merito al segmento, che ha beneficiato dei buoni risultati di vendita di almeno cinque player: HP, Lenovo, Dell, Apple e Acer.

Futuro roseo, ma incerto

Entrambi affermano che il mercato dei PC è cresciuto nel secondo trimestre del 2018: +2,7% per IDC, +1,4% per Gartner, con un confronto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Perché questo gap tra le due? I dati di IDC includono le spedizioni di Chromebook ma escludono quelle di tablet Windows, anche i dispositivi con tastiera rimovibile, come il Surface Pro. Gartner conta i tablet Windows ma non i Chromebook o qualsiasi tablet Android. Andando nello specifico, è il settore enterprise ad aver dato uno slancio maggiore al panorama PC. “La crescita è dovuta soprattutto dalla domanda nel mercato business, che compensa un certo calo in quello consumer – ha detto Mikako Kitagawa, principale analista di Gartner – nel segmento professionale tuttavia vedremo numeri più bassi quando, tra un paio di anni, diminuirà il picco di adozioni di Windows 10”.

IDC concorda sul fatto che il ciclo di aggiornamento aziendale sta aiutando il contesto: “Anche se i PC tradizionali potrebbero non essere le macchine predefinite per molti scenari di utilizzo, il mercato continua a mostrare spazi di resilienza man mano che l’esperienza si eleva e migliora” – sono le parole di Jay Chou, research manager di IDC.

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Niente Mac Pro fino al 2019 https://www.datamanager.it/2018/04/niente-mac-pro-fino-al-2019/ Mon, 09 Apr 2018 18:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145252 Apple ha confermato che il nuovo desktop sarà pronto solo tra un anno, lasciando l’amaro in bocca ai fan Lo scorso anno apple aveva rivelato di star ripensando completamente alla sua gamma di Mac Pro. Questo aveva mosso la curiosità di tutto il mondo hi-tech ma soprattutto degli appassionati che dal 2013 attendono di mettere […]

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Apple ha confermato che il nuovo desktop sarà pronto solo tra un anno, lasciando l’amaro in bocca ai fan

Lo scorso anno apple aveva rivelato di star ripensando completamente alla sua gamma di Mac Pro. Questo aveva mosso la curiosità di tutto il mondo hi-tech ma soprattutto degli appassionati che dal 2013 attendono di mettere le mani su un desktop finalmente aggiornato nell’aspetto. La sensazione che qualcosa potesse muoversi già da quest’anno c’era e sembrava vicina alla realizzazione, fin quando la Mela non ha confermato che nuovi prodotti della linea computer si avranno solo nel 2019, dunque tra non meno di 10-12 mesi. La compagnia di Cupertino ha rilasciato dichiarazioni che non lasciano dubbi al sito TechCrunch, in cui spiega sommariamente la strategia per il futuro.

Cosa succede

“Vogliamo essere del tutto trasparenti e comunicare apertamente con la nostra community, così come abbiamo fatto sinora. Il Mac pro è un prodotto certo nella nostra linea di business ma arriverà nel 2019. Non ci sono novità per quest’anno. Sappiamo che molte persone pensano già adesso se sia il caso o meno di acquistare un computer della famiglia. Quello che possiamo dire è che l’attesa verrà ripagata” – sono le parole di Tom Boger, direttore senior della divisione hardware product marketing Mac di Apple.

Ad oggi non si sa praticamente nulla del prossimo Mac Pro. Viste le parole del 2017 c’è davvero molta aspettativa circa una rivoluzione del design. Ma anche internamente le cose dovrebbero essere interessanti visto che tra un anno la Mela avrà anche portato a termine lo sviluppo dei propri processori, di cui la rinnovata linea sarà probabilmente dotata. Come detto, al momento l’unico Mac Pro acquistabile è quello lanciato in origine nel 2013, che lo scorso anno ha beneficiato di un upgrade sostanziale con l’arrivo delle CPU Intel Xeon E5 quad-core.

 

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comScore pubblica “Future in Focus 2018”, il report sulle tendenze in atto nell’ecosistema digitale https://www.datamanager.it/2018/03/comscore-pubblica-future-focus-2018-report-sulle-tendenze-atto-nellecosistema-digitale/ Fri, 09 Mar 2018 10:43:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143128 L’aumento del Footprint sul Mobile Measurement permette una Prospettiva Globale sulle Audience Mobile, App e Categorie di Contenuto comScore diffonde la sua digital overview internazionale del 2018, dal titolo ‘Global Digital Future in Focus’. Questo nuovo report offre uno spaccato dell’utilizzo di desktop, smartphone e tablet in tutto il mondo, esaminando come le audience e […]

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L’aumento del Footprint sul Mobile Measurement permette una Prospettiva Globale sulle Audience Mobile, App e Categorie di Contenuto

comScore diffonde la sua digital overview internazionale del 2018, dal titolo ‘Global Digital Future in Focus’. Questo nuovo report offre uno spaccato dell’utilizzo di desktop, smartphone e tablet in tutto il mondo, esaminando come le audience e la fruizione dei contenuti si sono evoluti nel corso del 2017. L’analisi si basa su dati multi-platform provenienti da USA, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Argentina, Brasile, Messico, Indonesia e Malaysia al fine di evidenziare le somiglianze globali e le sfumature locali.

“Gli scenari globali del digital continuano a evolversi in maniere spesso sorprendenti” afferma Will Hodgman, Executive VP di International Sales per comScore. “Questo report dimostra come i consumatori scelgano la piattaforma basandosi su tipi di contenuto e anche su fattori unici nei loro mercati. Appare chiaro che le generalizzazioni non siano fattibili né a livello globale né a livello nazionale e questo report offre una visione di alto livello su come i brand e i marketer possano trarre beneficio da una comprensione più granulare del consumo digital.”

Tra le tematiche principali toccate nel report:

  • La quota del mobile (e delle app) sul totale del tempo digital e nelle audience nei mercati internazionali, insieme all’evoluzione del ‘mobile only’
  • Le scelte di piattaforma e gli equilibri demografici di categorie di contenuti individuali, insieme a un update su dove i comportamenti ‘mobile first’ sono più marcati
  • Dove si nota un consolidamento del digital e perché questo non rappresenta necessariamente un rischio per il mid- e il long-tail
  • Scenario internazionale delle app e dove è localizzata la crescita
  • Focus sul consumo multi-platform di video

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Perché Ubuntu raccoglierà i dati degli utenti https://www.datamanager.it/2018/02/perche-ubuntu-raccogliera-dati-degli-utenti/ Tue, 20 Feb 2018 10:13:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141462 Canonical sta pensando di cambiare le policy della popolare distro, per ottenere informazioni sui programmi installati e il loro corretto funzionamento sui computer Una decisione che farà discutere, anzi che ha già sollevato qualche critica. Pare che in un prossimo futuro, peraltro molto vicino, Canonical permetterà alla sua distribuzione Linux più famosa di monitorare alcuni […]

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Canonical sta pensando di cambiare le policy della popolare distro, per ottenere informazioni sui programmi installati e il loro corretto funzionamento sui computer

Una decisione che farà discutere, anzi che ha già sollevato qualche critica. Pare che in un prossimo futuro, peraltro molto vicino, Canonical permetterà alla sua distribuzione Linux più famosa di monitorare alcuni comportamenti degli utenti. Ubuntu raccoglierà infatti i log di installazione dei programmi su computer e il loro corretto funzionamento nel corso del tempo, compresi eventuali crash e problemi di compatibilità. Will Coke, Ubuntu Desktop Manager di Canonical, ha spiegato che il cambio di passo servirà per focalizzare il lavoro degli ingegneri sulle caratteristiche che più stanno a cuore alla community del sistema operativo, implementando alcune attività che un domani potranno divenire fondamentali per tutti gli appassionati del pinguino.

Cosa analizzerà

Scendendo nel dettaglio, ciò che Ubuntu monitorerà sarà la tipologia di processore, la memoria, lo storage a disposizione, il tipo di scheda grafica, la sua risoluzione (in uso e massima), la compagnia che l’ha prodotta e informazioni di terze parti sul software installato. Ma non è tutto: sembra che Ubuntu potrà anche leggere la nazionalità dell’utente, come derivato della scelta compiuta in fase di caricamento di un programma (la lingua o il paese di origine), forse per la creazione di qualche statistica ad-hoc. Niente paura per indirizzi IP o altri elementi sensibili, che non saranno inviati ai server di Canonical senza autorizzazione.

Coke ha specificato che un simile lavoro potrebbe esporre i dati pubblicamente, proprio per la costruzione di indagini analitiche circa l’utilizzo di certi programmi e le percentuali di configurazione dei computer che ad essi accedono; nulla che violi la riservatezza ma comunque una scelta che avvicina Canonical alle strategie delle concorrenti in quanto a raccolta indesiderata. Ma c’è un punto di differenziazione: una volta inserito nel processo di analisi, ci sarà la possibilità di fermare l’ottenimento dei dati, togliendo la spunta al box “send diagnostics information to help improve Ubuntu” che verrà fuori a ogni nuova installazione.

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Microsoft e Fujitsu insieme per portare PalmSecure su Windows https://www.datamanager.it/2018/02/microsoft-fujitsu-insieme-portare-palmsecure-windows/ Mon, 12 Feb 2018 11:27:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140910 Microsoft e Fujitsu hanno stretto una partnership per l’integrazione di PalmSecure, il sistema di lettura del palmo per l’autenticazione, sui laptop Windows 10 Pro Microsoft è convinta di aver trovato la soluzione per rendere più sicuri i notebook. La multinazionale di Redmond e Fujitsu hanno annunciato di aver stretto una partnership per la realizzazione di […]

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Microsoft e Fujitsu hanno stretto una partnership per l’integrazione di PalmSecure, il sistema di lettura del palmo per l’autenticazione, sui laptop Windows 10 Pro

Microsoft è convinta di aver trovato la soluzione per rendere più sicuri i notebook. La multinazionale di Redmond e Fujitsu hanno annunciato di aver stretto una partnership per la realizzazione di PC portatili con Windows 10 Pro e dotati di un nuovo sistema di autenticazione denominato PalmSecure sviluppato dal brand giapponese. L’apparato è già sfruttato da diverse aziende che ne hanno apprezzato l’efficacia e l’elevato livello di protezione.

PalmSecure si compone di un sensore di piccole dimensioni in grado di scansionare la disposizione delle vene nel palmo della mano, una traccia unica e differente da persona a persona. Rispetto a sistemi più diffusi come il riconoscimento facciale o la lettura delle impronte digitali risulta molto più difficile da hackerare o ingannare in quanto il reticolo venoso è interno al corpo. Utilizzare PalmSecure è molto semplice. L’utente deve semplicemente passare la mano sul sensore per autenticarsi senza la necessità di inserire password o quant’altro. Microsoft, che ha aperto il Cortana Intelligence Institute per la ricerca sul machine learning, non ha comunque deciso di abbandonare le tecnologie di sicurezza più “tradizionali”. All’interno della partnership con Fujitsu è prevista l’integrazione su notebook anche di Windows Hello, la piattaforma che permette di accedere ai dispositivi Windows 10 con un tocco o un’occhiata grazie al riconoscimento del volto e delle impronte digitali.

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Nuovi Mac in arrivo nel 2018 https://www.datamanager.it/2018/01/nuovi-mac-arrivo-nel-2018/ Wed, 31 Jan 2018 19:30:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139998 Apple starebbe preparando tre modelli con processori casalinghi, i primi realizzati senza il supporto di chip di terze parti. Attesi un computer desktop e due portatili Un passo importante ma non di certo inatteso. Dopo aver insegnato al mondo quanto convenga costruirsi da sé i processori disegnati e ottimizzati per smartphone e tablet, Apple avrebbe […]

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Apple starebbe preparando tre modelli con processori casalinghi, i primi realizzati senza il supporto di chip di terze parti. Attesi un computer desktop e due portatili

Un passo importante ma non di certo inatteso. Dopo aver insegnato al mondo quanto convenga costruirsi da sé i processori disegnati e ottimizzati per smartphone e tablet, Apple avrebbe intenzione di seguire la stessa strada anche per il settore computer. Pare infatti che il 2018 vedrà l’arrivo di tre nuovi modelli di Mac, un desktop e due notebook, tutti potenziati da una CPU made in Cupertino. Ciò comporta notevoli vantaggi sotto diversi punti di vista.

Il primo riguarda la sicurezza: senza doversi interfacciare ogni volta con un fornitore terzo, il team di ingegneri della Mela potrebbe intervenire direttamente al presentarsi di un problema, una falla hardware o software, come accade già per iPhone e iPad. Spostare internamente la produzione dei processori vorrebbe dire abbattere gli attuali costi di approvvigionamento delle risorse, creando tempistiche e strategie che non devono dar conto ad altri se non alle logiche di business della compagnia.

Ci si è arrivati pian piano

Come detto, Apple ha sempre dato un suo tocco alle linee dei Mac vendute sinora. Pensiamo al recente iMac Pro, che ospita un processore T2 per l’elaborazione delle immagini, per la gestione della camera FaceTime e per farsi carico di parte dello sforzo di calcolo durante le fasi di accensione e crittografia dei dati, senza lasciare tutto lo sporco lavoro alla CPU principale.

Sui MacBook Pro del 2016 invece la Mela aveva integrato un chip specifico per la Touch Bar, dimostrando di poter andare ben oltre nella dotazione tecnica dei suoi prodotti. Stando alle prime informazioni dunque, pare che la multinazionale sia pronta a svelare due MacBook di nuova generazione (dopo aver eliminato il supporto alla famiglia Air), al fianco di un desktop, forse il Mac Pro, che attende un aggiornamento dal lontano 2013.

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Oggi è il giorno di iMac Pro https://www.datamanager.it/2017/12/oggi-giorno-imac-pro/ Thu, 14 Dec 2017 10:28:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137371 Arriva in Italia l’all-in-one della Mela dalle caratteristiche tecniche avanzate, supporto alla realtà virtuale (in teoria) e un prezzo al rialzo Atteso da mesi, anzi anni, finalmente è il momento del nuovo iMac Pro. Dopo essersi concentrata sulla gamma dei MacBook, Apple ha rinvigorito anche il comparto all-in-one, con una macchina che è francamente tra […]

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Arriva in Italia l’all-in-one della Mela dalle caratteristiche tecniche avanzate, supporto alla realtà virtuale (in teoria) e un prezzo al rialzo

Atteso da mesi, anzi anni, finalmente è il momento del nuovo iMac Pro. Dopo essersi concentrata sulla gamma dei MacBook, Apple ha rinvigorito anche il comparto all-in-one, con una macchina che è francamente tra le più potenti (se non la più potente) sul mercato. A livello tecnico, il cuore è rappresentato da un Intel Xeon da 8 o 8 core, RAM disponibile fino a 128 GB (!), 4 TB di disco SSD e schermo da 27 pollici in risoluzione 5K (!!).

La scelta non è da tutti visto che guarda soprattutto ai professionisti che lavorano nel campo della grafica, sviluppo e design ma in un certo senso l’iMac Pro ha il potenziale per porsi anche come dispositivo consumer. Certo, spendere una cifra del genere non è da tutti, ma con un mezzo simile ci si porta a casa uno strumento di lavoro e anche di intrattenimento. Parliamo del display con super-risoluzione ma anche delle caratteristiche hardware che soddisfano pienamente i requisiti per fruire della realtà virtuale.

Cosa si può fare

Non vi è alcuna ufficialità ma è probabile che nel 2018 potremo usare l’iMac Pro con un paio di visori VR mainstream, proprio come accade oggi con i PC Windows. La novità non è banale almeno per due punti di vista. Il primo è quello degli sviluppatori che non dovranno più balzare da una piattaforma all’altra per creare app e giochi in 3D.

Il secondo guarda ovviamente ai consumatori, che potranno godere dei benefici di un comparto all’avanguardia privo di compromessi. Purtroppo una dotazione del genere si paga e pure tanto: 4.999 dollari (da capire il corrispettivo in euro) per il modello di base mentre non immaginiamo dove possa arrivare quello top, con CPU a 18 core, che in Italia arriverà ma da gennaio 2018.

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Intel lancia la CPU Pentium Silver https://www.datamanager.it/2017/12/intel-lancia-la-cpu-pentium-silver/ Wed, 13 Dec 2017 14:19:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137281 Indirizzato alla fascia media, il processore potenzierà computer desktop e portatili dai costi contenuti e l’ottima efficienza energetica Spesso ci dimentichiamo che il mondo dell’hi-tech di consumo è fatto, in larga parte, da prodotti che si piazzano nel mezzo della scala valoriale di prezzo. Parliamo di smartphone, tablet ma soprattutto di computer, sia desktop che […]

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Indirizzato alla fascia media, il processore potenzierà computer desktop e portatili dai costi contenuti e l’ottima efficienza energetica

Spesso ci dimentichiamo che il mondo dell’hi-tech di consumo è fatto, in larga parte, da prodotti che si piazzano nel mezzo della scala valoriale di prezzo. Parliamo di smartphone, tablet ma soprattutto di computer, sia desktop che portatili. Come consumatori, più di una volta ci siamo ritrovati a voler scegliere un dispositivo dalle buone caratteristiche tecniche e dal prezzo contenuto, perché indirizzato a un utilizzo semplice e non spinto dal punto di vista grafico e computazionale. Se finora una delle scelte era caduta sui Celeron di Intel, nel 2018 la compagnia leader nella produzione di chip ci darà un’ulteriore possibilità: i Pentium Silver, nati proprio per soddisfare le esigenze di produttività digitale degli utenti che vogliono risparmiare sull’acquisto di un computer.

Di cosa si tratta

I processori sono gli ultimi nati della famiglia middle-level di Intel e si pongono al fianco dei famosissimi Celeron. La CPU in questione è conosciuta come Pentium Silver J5005 ed è stata presentata insieme ai nuovi Celeron J4105 e J4005, tutti da montare sulle macchine in uscita nel prossimo anno. Concentriamoci su Silver: è basato su un architettura Atom ed è un quad-core con velocità di clock fissata a 2.8 GHz e dotato di grafica integrata Intel UHD 605 con velocità di 800 MHz. Non deve sorprendere il mercato di destinazione low-budget, perché Pentium Silver è un’alternativa di assoluto valore rispetto alla serie Core, soprattutto in termini di ottimizzazione delle prestazioni e risparmio energetico.

La controparte per notebook del Silver J5005 è il Silver N5000, ulteriormente attento all’autonomia dei portatili. Integra Wi-Fi di classe Gigabit e una durata della batteria stimata in 10 ore di fruizione di video in HD, in un ecosistema che, per Intel, è del 58% più veloce di un processore Pentium di quattro anni fa. Come detto, i primi desktop e laptop con le CPU di nuova generazione arriveranno nel 2018, entro il primo trimestre dell’anno.

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HP lancia i nuovi Pavilion da 27 e 24 pollici https://www.datamanager.it/2017/07/hp-lancia-nuovi-pavilion-27-24-pollici/ Thu, 27 Jul 2017 18:30:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129541 L’all-in-one adesso ha uno schermo 4k touch e speaker B&O. Arriverà entro l’anno a un prezzo di 650 euro Prima il Microsoft Studio poi i Mac e adesso HP. Il mondo degli all-in-one si è decisamente preso una fetta di mercato in questo 2017. Le novità nel settore AIO non mancano di certo soprattutto quando […]

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L’all-in-one adesso ha uno schermo 4k touch e speaker B&O. Arriverà entro l’anno a un prezzo di 650 euro

Prima il Microsoft Studio poi i Mac e adesso HP. Il mondo degli all-in-one si è decisamente preso una fetta di mercato in questo 2017. Le novità nel settore AIO non mancano di certo soprattutto quando le aziende lavorano tanto per svecchiare macchine che sembravano destinate all’estinzione. HP è di certo tra le compagnie più attive nel mondo dei computer desktop. Gli ultimi Pavilion sono la sintesi perfetta dello stato dell’arte del particolare segmento: design raffinato, potenza e versatilità. La novità per i nuovi 27 e 24 pollici non sono poche: tra tutte la presenza di una memoria Intel Optane, per la prima volta a bordo di un prodotto mass market, e lo schermo touchscreen 4K, unito alle performance di una serie di altoparlanti realizzati in partnership con B&O.

A chi si rivolge

Già questi pochi elementi fanno intendere che l’HP Pavilion, nel grande e medio formato, non si rivolge a un pubblico particolare ma chi ha bisogno di una macchina per svolgere diverse funzioni, anche quelle di editing multimediale avanzato. Certo, di serie troviamo delle GPU dedicate non di ultimissima generazione ma lo scopo non è giocare a uno sparatutto in 3D alla massima risoluzione, dunque andranno più che bene. Il pregio finale, forse il più importante, è che al cambio in dollari si parla di un cartellino di circa 640-650 euro, decisamente meno della concorrenza ma senza dover rinunciare a caratteristiche all’avanguardia. Il prezzo salirà per le configurazioni più elevate (processore, RAM), ma anche partendo da quella di base si avrà comunque un prodotto di tutto rispetto, in grado di competere con i nomi più blasonati del settore.

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Leggerezza, flessibilità e design gli ingredienti del successo degli ultraleggeri, convertibili e detachable in Italia https://www.datamanager.it/2017/07/leggerezza-flessibilita-design-gli-ingredienti-del-successo-degli-ultraleggeri-convertibili-detachable-italia/ Tue, 04 Jul 2017 15:27:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128024 Il mercato italiano dei personal computing device (PCD), che include PC (desktop, notebook e workstation) e tablet (slate e detachable), raggiungerà 6,6 milioni di consegne nel 2017, in declino del 5,8% rispetto al 2016, secondo International Data Corporation (IDC). Continua a crescere l’interesse per le soluzioni convertibili, ultraleggere e detachable sia in ambito business che […]

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Il mercato italiano dei personal computing device (PCD), che include PC (desktop, notebook e workstation) e tablet (slate e detachable), raggiungerà 6,6 milioni di consegne nel 2017, in declino del 5,8% rispetto al 2016, secondo International Data Corporation (IDC).

Continua a crescere l’interesse per le soluzioni convertibili, ultraleggere e detachable sia in ambito business che consumer. Questa tipologia di device, grazie alla loro versatilità, raggiungerà 1,6 milioni di unità consegnate nel 2017, il 18,0% in più rispetto al 2016. La loro crescita sarà costante e IDC stima che le unità consegnate nel 2021 raggiungeranno 2,6 milioni, con un CAGR del 14,3% rispetto al 2017.

Adottare soluzioni mobili rappresenta una priorità sempre più forte per gli utenti che utilizzano dispositivi per uso personale o commerciale. Molti vendor operanti nel mercato PCD stanno puntando a estendere il loro portafoglio focalizzandosi sull’innovazione e sulla versatilità, con lo scopo di offrire prodotti in grado di rispondere a diverse esigenze, ma anche di aumentare la produttività degli utilizzatori. Le consegne di soluzioni notebook tradizionali, d’altro canto, continueranno a diminuire. Infatti, IDC stima che la quota di mercato dei notebook traditionali sulle consegne totali PCD rappresenterà il 23,2% nel 2017 e il 14,0% nel 2021.

Nel mercato PC italiano, ultraleggeri e convertibili continuano ad avere riscontri altamente positivi, nonostante il mercato PCD sia previsto in declino per tutto il 2017. Se da un lato queste soluzioni sono in grado di soddisfare le richieste dei consumatori in termini di design, leggerezza ed eleganza, senza compromettere la loro prestazione, dall’altra gli ultraleggeri e i convertibili sono ottimi per rispondere alle necessità piu varie, che vanno dalla digital transformation fino alla security in ambito aziendale.

“Nonostante la ripresa economica in Italia sia lenta e il mercato PCD in declino, le preferenze si stanno spostando verso soluzioni più portabili di un computer tradizionale. In particolare, la quota di mercato di questi dispositivi sulle consegne totali PCD crescerà dal 23,4% nel 2017 al 39,5% nel 2021, segno che aziende e consumatori guardano sempre con più attenzione a soluzioni dotate di design, sottigliezza, flessibilità e versatilità che non compromettano la performance del dispositivo”, afferma Andrea Minonne, research analyst, IDC Western Europe Personal Computing.

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