dns – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 17 Nov 2017 14:41:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png dns – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 DNS è ora la tua prima linea di difesa contro gli attacchi informatici https://www.datamanager.it/2017/11/dns-ora-la-tua-linea-difesa-gli-attacchi-informatici/ Fri, 17 Nov 2017 14:41:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135365 F-Secure collabora con la Global Cyber Alliance per rafforzare la lotta contro URL malevoli con un servizio DNS sicuro che aziende e individui possono usare gratuitamente Ogni giorno, i Laboratori di F-Secure scoprono circa 30.000 URL malevoli usati in attacchi di phishing, campagne ransomware, e altri tipi di attacchi informatici. Ora F-Secure collabora con la […]

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F-Secure collabora con la Global Cyber Alliance per rafforzare la lotta contro URL malevoli con un servizio DNS sicuro che aziende e individui possono usare gratuitamente

Ogni giorno, i Laboratori di F-Secure scoprono circa 30.000 URL malevoli usati in attacchi di phishing, campagne ransomware, e altri tipi di attacchi informatici. Ora F-Secure collabora con la Global Cyber Alliance per affrontare queste minacce attraverso Quad9 – un servizio gratuito DNS progettato per evitare che persone, organizzazioni e dispositivi visitino URL malevoli.

Il Domain Name System (DNS) è un protocollo Internet che traduce i nomi di dominio in indirizzi IP. È il modo in cui persone, applicazioni e dispositivi si connettono con i siti e altre risorse Internet. E manipolare le persone portandole a visitare URL malevoli con email di phishing, malvertising, e altri attacchi informatici è un modo comune per gli hacker per compromettere le loro vittime.

Ma secondo Christine Bejerasco, Service Lead for Consumer R&D in F-Secure, affrontare problemi di sicurezza usando parti importanti di Internet, come il DNS, offre all’industria della sicurezza un’opportunità per stroncare potenziali compromessi sul nascere.

“Per usare parole semplici, gran parte delle tecnologie digitali che usiamo non sono state progettate per resistere contro quel genere di attacchi che vediamo oggi. E rinforzare tecnologie che servono come backbone di Internet dà agli utenti un’opzione più sicura”, ha spiegato Bejerasco. “Quad9 funziona quasi esattamente come i servizi DNS che la gente già utilizza, ma aggiunge protezione contro i domini malevoli.”

Quad9 funziona come filtro che impedisce a dispositivi, browser e applicazioni di risolvere URL dannosi. Il servizio, gratuito sia per gli utenti che per le aziende, mantiene una blacklist di siti malevoli fornita da F-Secure e altri partner di intelligence delle minacce. Quando un dispositivo o applicazione cerca di connettersi con un dominio presente nella blacklist, Quad9 semplicemente impedisce la risoluzione del nome di dominio. E informa l’utente che il sito è stato identificato come malevolo.

Quad9 supporta anche DNSSEC per aiutare gli utenti a proteggersi contro attacchi che usano DNS spoofing. E fornisce questi vantaggi senza violare la privacy degli utenti raccogliendo indirizzi IP o altre informazioni di identificazione personale.

Mentre gli utenti finali trarranno maggior vantaggio da questi benefit in termini di sicurezza, la Global Cyber Alliance spera che i fornitori di servizi online, in particolare i produttori di dispositivi Internet of Things, riconosceranno i benefici potenziali dell’uso di Quad9 nei loro prodotti e servizi.

“Internet of Thinghs significa connettere più dispositivi a Internet – più computer e più connessioni, comportano un numero maggiore di indirizzi IP assegnati, e più bersagli per i criminali informatici. Questo è un grande problema – miliardi di dispositivi insicuri che possono essere utilizzati per sferrare attacchi, o che possono essere distrutti,” ha dichiarato Philip Reitinger, CEO della Global Cyber Alliance. “I produttori di dispositivi, gli ISP, i fornitori di servizi e i proprietari di dispositivi possono usare Quad9 per aiutare a proteggere queste cose con un piccolo lavoro aggiuntivo da parte loro, che significa pochi costi in più o minori grattacapi nei confronti dei clienti.”

Quad9 è gratuito sia per gli utenti che per le organizzazioni, e può essere impostato sulla maggior parte dei dispositivi in minuti con un semplice cambio di configurazione.

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Perché ICANN ha posticipato l’update crittografico dei DNS https://www.datamanager.it/2017/10/perche-icann-posticipato-lupdate-crittografico-dei-dns/ Tue, 03 Oct 2017 13:11:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132087 Sarebbe dovuto arrivare entro l’11 ottobre ma non sarà così a causa di ritardi nella gestione dei service provider e operatori di rete Nel futuro del web c’è più sicurezza. Il riferimento è sia ai tentativi di hacking che prendono di mira debolezze della rete sia in termini di velocità e qualità nell’accesso a siti […]

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Sarebbe dovuto arrivare entro l’11 ottobre ma non sarà così a causa di ritardi nella gestione dei service provider e operatori di rete

Nel futuro del web c’è più sicurezza. Il riferimento è sia ai tentativi di hacking che prendono di mira debolezze della rete sia in termini di velocità e qualità nell’accesso a siti e portali certificati. Il tutto grazie a un aggiornamento che ICANN, organizzazione che ha il compito di supervisionare internet, avrebbe dovuto rilasciare l’11 ottobre ma che subirà un ritardo a causa dell’attuale inadeguatezza delle infrastrutture digitali. Nel concreto, è in dirittura d’arrivo una nuova componente per il Domain Name System Security, il classico sistema DNS, che comprende un rinnovato metodo per generare chiavi di sicurezza in coppia, nel merito dell’estensione DNSSEC. L’update ha il compito di rafforzare la cosiddetta zona di root entro cui sono conservati i server che fungono da fondamenta della rete, quelli che, se attaccati, possono mettere in crisi dorsali estese.

Cosa succede

Il problema è che un rilascio tempestivo del nuovo key-signing key potrebbe causare un blocco di accesso a internet per un utente su quattro in tutto il mondo. Il motivo? “Modificare il KSK vorrebbe dire generare una nuova chiave di crittografia in coppia per i risolutori del DNS. Basandoci sul numero di DNSSEC non supportati, stimiamo in almeno 750 milioni gli individui che sarebbero interessati all’aggiornamento” – dicono da ICANN. Nella pratica, i navigatori in questione non potrebbero più accedere ai siti che hanno subito il cambiamento nei DNS, non per colpa loro. “Per questo abbiamo fatto slittare la data dall’11 ottobre a destinazione incerta, visto che molti Internet Service Provider e operatori di rete non sono pronti per il rollout della key di sicurezza. Procederemo con cautela per non recare rallentamenti di sorta, identificando le azioni migliori con cui rafforzare la stabilità e la sicurezza del sistema di domini”.

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iTunes e App Store offline ma Apple risolve il problema https://www.datamanager.it/2015/03/itunes-e-app-store-sono-offline/ Thu, 12 Mar 2015 09:28:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71297 iTunes, App Store, Mac App Store e iBook Store sono stati irraggiungibili per diverse ore. Apple ha risolto il problema DNS che ha causato il blackout Quella di ieri è stata una brutta serata per gli utenti Apple: App Store e iTunes sono stati irraggiungibili per diverse ore. La notizia ha ovviamente generato una enorme […]

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iTunes, App Store, Mac App Store e iBook Store sono stati irraggiungibili per diverse ore. Apple ha risolto il problema DNS che ha causato il blackout

Quella di ieri è stata una brutta serata per gli utenti Apple: App Store e iTunes sono stati irraggiungibili per diverse ore. La notizia ha ovviamente generato una enorme scia di polemiche sui social. Su Twitter gli hashtag #itunesdown e #appstoredown sono schizzati tra gli argomenti più discussi in pochissimo tempo. In seguito alla scoperta del disservizio, Apple, che appena due giorni fa ha lanciato ufficialmente Apple Watch e MacBook da 12″, aveva subito individuato la causa del blackout in un errore DNS (Domain Name System) interno contenuto nel nuovo aggiornamento di iOS. La Mela dopo 7 ore di lavoro è riuscita comunque a rendere nuovamente accessibili iTunes e App Store.

“Ci scusiamo con i nostri clienti per i problemi che hanno avuto con iTunes e altri servizi questa mattina. La causa era un errore DNS interno di Apple. Stiamo lavorando per rendere al più presto disponibili tutti i servizi ai clienti e ringraziamo tutti per la loro pazienza”, ha spiegato l’azienda in una nota ufficiale.

Itunes e App Store down: ne risentono anche le tasche di Apple

Per Apple, il blackout di iTunes, App Store, Mac App Store e iBook Store è un problema non da poco. Nel solo 2014 la Mela, che ha presentato la sua piattaforma per la salute ResearchKit, ha guadagnato 18,5 miliardi di dollari attraverso i propri negozi online di musica e app. Inoltre, gli effetti del down si sono fatti sentire anche in Borsa, dove i titoli della Mela hanno perso lo 0,70%, in controtendenza rispetto al resto del mercato. L’ultima volta che Apple ha dovuto affrontare un problema di questo tipo è successo nel settembre scorso, quando iTunes e App Store sono rimasti offline per circa 6 ore.

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Turchia: bloccati i DNS di Google https://www.datamanager.it/news/turchia-bloccati-i-dns-di-google-55122.html Mon, 31 Mar 2014 12:43:25 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/turchia-bloccati-i-dns-di-google/ L'azienda ha spiegato come nel paese siano stati settati server degli ISP in grado di mascherarsi da Google e falsare così la navigazione

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L’azienda ha spiegato come nel paese siano stati settati server degli ISP in grado di mascherarsi da Google e falsare così la navigazione

Prima Twitter, poi YouTube ed ora il motore di ricerca più famoso. Google ha confermato nel weekend il blocco dei propri DNS in Turchia, come continuo delle azioni di censura messe in atto dal governo di Erdogan. I Domain Name System pubblici, che traducono gli indirizzi numerici di internet nelle lettere scelte per un sito, quelle tra il www. e il dominio (.it, .com,, ecc.) Google avrebbe ricevuto diverse segnalazioni “credibili” in cui si evice come i DNS leggittimi di Big G sarebbero stati intercettati dagli Internet Service Provider turchi in modo che chiunque, dall’interno della nazione, tenti accedere a siti del colosso di Mountain View venga indirizzato altrove, dove vuole il governo.

Stretta al web

“E’ come se qualcuno cambiasse i numeri di telefono nella vostra rubrica” – ha siegato Steven Carstensen, software engineer di Google. Così si crede di star telefonando un amico e invece si chiama qualcun’altro senza che lo si sappia prima. Il governo turco negli ultimi giorni aveva già bannato Twitter e YouTube, rei di aver diffuso gli audio in cui sarebbe coinvolto il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan per fatti di corruzione edilizia. 

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LinkedIn offline, hack ai DNS https://www.datamanager.it/news/linkedin-offline-hack-ai-dns-48187.html Thu, 20 Jun 2013 14:39:10 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/linkedin-offline-hack-ai-dns/ Il network professionale è rimasto irraggiungibile per un paio di ore stanotte, Colpa di hack ai DNS

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Il network professionale è rimasto irraggiungibile per un paio di ore stanotte, Colpa di hack ai DNS

La scorsa notte la rete di LinkedIn è rimasta inaccessibile per qualche ora. Il problema sarebbe dovuto ad un attacco hacker ai DNS. A sostenerlo è Bryan Berg, co-fondatore di App.Net che ha affermato tramite il sito Alpha App.Net la notizia: “LinkedIn è stato vittima di un attacco hijacking e nell’ultima ora tutto il traffico scambiato è stato indirizzato ad un network ospitato su server della compagnia Confluence Networks. Non accettano i certificati SSL quindi se provate ad andare sul sito il browser vi rimanderà ai cookies“. Nella foto seguente il grafico di interruzione del servizio di DownRightNow.

interruzione di servizio linkedin

DNS e minacce iframe

Quest’ultimo problema arriva un anno dopo che gli hacker avevano rubato e pubblicato 6,5 milioni di password criptate di LinkedIn su un serve russo. Il social network era stato criticato per aver risposto lentamente alla violazione visto che sono servite diverse ore per notificare gli utenti dell’attacco. Recentemente società di sicurezza come McAfee hanno avvisato i navigatori sui cosiddetti exploit BlackHole, si tratta di minacce nascoste nel codice iframe utilizzati per compromettere siti web legittimi come LinkedIn e Facebook. 

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Ecco perché la Siria è scomparsa dal web https://www.datamanager.it/news/ecco-perch-la-siria-scomparsa-dal-web-46631.html Wed, 08 May 2013 11:59:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/ecco-perche-la-siria-e-scomparsa-dal-web/ Da ieri la nazione è tagliata fuori da internet. Colpa di un guasto o di Assad?

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Da ieri la nazione è tagliata fuori da internet. Colpa di un guasto o di Assad?

La notizia arriva da un grafico di Google e dai lab di una società di sicurezza informatica chiamata Umbrella Security. Secondo le due fonti la Siria sarebbe interamente fuori da internet con l’impossibilità per i cittadini di collegarsi al web. Pare che l’interruzione sia cominciata alle 8:45 di ieri quando, secondo un post sul blog della Umbrella Security la Siria “è in gran parte scomparsa da internet”.

Una nuova primavera araba?

I  transparency data di Google, che mostrano il traffico dei servizi del colosso in tutto il mondo, evidenziano come ci sia stato un calo vertiginoso nella giornata di ieri in Siria, con dati vicini allo zero in quasi tutta la nazione. Un blocco che viene ulteriormente confermato dal rapporto di interruzione sui servizi offerti da Google. Anche i dati di Umbrella Security parlano chiaro: “Il traffico in entrata e in uscita dalla Siria è chiaramente fermo – ha spiegato al Washington Post Dan Hubbard, Chied Technology Officer dei Lab – la piccola quantità di traffico in uscita indicata i nostri server DNS che cercano di raggiungere quelli in Siria”.

Come a novembre 2012

I cittadini siriani avevano già sperimentato un problema del genere per tre giorni consecutivi durante lo scorso inverno, quando tutta la nazione ha avuto un grande blackout informatico. In quei giorni i tecnici di Umbrella avevano parlato di un’azione governativa tesa a tagliare fuori la Siria dalla lente del web. Quello che è probabile oggi è che le autorità nazionali stiano procedendo ad ottimizzare le tabelle di routing, rimappando alcuni indirizzi web e bloccando in tal modo il trasferimento delle informazioni. Fa paura poi pensare che il governo di Assad non è solo nella lotta su internet. Negli ultimi giorni hanno fatto parlare di se gli hacker del SEA, ovvero Syrian Electronic Army, l’esercito elettronico a servizio del dittatore.

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