Equinix – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 02 Jul 2026 09:45:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Equinix – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 A2A ed Equinix portano il recupero di calore dei data center nella rete di teleriscaldamento di Milano https://www.datamanager.it/2026/07/a2a-ed-equinix-portano-il-recupero-di-calore-dei-data-center-nella-rete-di-teleriscaldamento-di-milano/ Fri, 10 Jul 2026 12:40:14 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253867 La partnership tra il provider di infrastrutture digitali e il gruppo energetico punta a trasformare il calore prodotto dai data center in una risorsa per la città. A regime saranno recuperati circa 225 GWh di energia termica all’anno, con benefici per oltre 21.000 abitazioni e un importante contributo alla decarbonizzazione urbana. La crescente domanda di […]

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La partnership tra il provider di infrastrutture digitali e il gruppo energetico punta a trasformare il calore prodotto dai data center in una risorsa per la città. A regime saranno recuperati circa 225 GWh di energia termica all’anno, con benefici per oltre 21.000 abitazioni e un importante contributo alla decarbonizzazione urbana.

La crescente domanda di capacità elaborativa, alimentata dalla trasformazione digitale e dall’intelligenza artificiale, rende i data center sempre più strategici per la competitività del Paese. Parallelamente, aumenta l’attenzione verso modelli capaci di ridurne l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica.

In questo contesto si inserisce la partnership annunciata da A2A ed Equinix, che avviano a Milano uno dei più ambiziosi progetti italiani dedicati al recupero del calore prodotto dai data center. L’obiettivo è integrare l’energia termica generata dalle infrastrutture digitali nella rete di teleriscaldamento cittadina, trasformando un sottoprodotto dell’elaborazione dei dati in una risorsa energetica per il territorio.

Dal data center alla rete di teleriscaldamento

Il progetto interesserà il campus Equinix di Settimo Milanese, dove il calore prodotto dai server sarà raccolto e trasferito a un nuovo Energy Center realizzato da A2A nelle immediate vicinanze del sito.

L’infrastruttura comprenderà quattro pompe di calore industriali per una capacità complessiva di 72 MW, due sistemi di accumulo termico da 6.000 metri cubi e una rete dedicata al trasporto dell’energia verso il sistema di teleriscaldamento milanese.

Equinix sarà responsabile della progettazione e della gestione del sistema di esportazione del calore, lavorando insieme ai clienti ospitati nei propri data center, le cui infrastrutture IT costituiscono la fonte dell’energia termica recuperata.

Un modello di economia circolare applicato alle infrastrutture digitali

A regime, il progetto consentirà di recuperare circa 225 GWh di energia termica all’anno, incrementando di circa il 20% il calore decarbonizzato distribuito attraverso la rete di teleriscaldamento gestita da A2A a Milano.

Secondo le stime diffuse dalle aziende, l’energia recuperata sarà sufficiente per riscaldare oltre 21.000 abitazioni, evitando ogni anno l’emissione di oltre 345.000 tonnellate di CO₂, un valore paragonabile alla capacità di assorbimento di circa 220.000 alberi.

Contestualmente, A2A estenderà la rete di teleriscaldamento per distribuire il calore recuperato in un’ampia porzione della città, raggiungendo sia il centro sia le aree periferiche, comprese zone già servite come quelle del Duomo e di Palazzo Reale.

I data center diventano protagonisti della transizione energetica

L’iniziativa evidenzia un cambio di paradigma nel ruolo dei data center. Se fino a pochi anni fa il tema dell’efficienza riguardava principalmente la riduzione dei consumi elettrici e del PUE, oggi le infrastrutture digitali possono contribuire direttamente ai sistemi energetici urbani attraverso il recupero del calore di scarto.

Secondo Equinix, il surplus termico generato dalla crescente domanda di elaborazione dati, accelerata anche dall’adozione dell’intelligenza artificiale, rappresenta una risorsa ancora poco sfruttata ma con un elevato potenziale per supportare gli obiettivi di decarbonizzazione delle città.

Per A2A, invece, il progetto rafforza la strategia di sviluppo di un ecosistema integrato in cui energia, infrastrutture e innovazione digitale operano in modo sinergico, valorizzando il ruolo dei data center come asset strategici per la sostenibilità oltre che per la crescita economica.

Un progetto destinato a fare scuola

La collaborazione tra A2A ed Equinix si inserisce in un percorso già avviato dal gruppo energetico nel recupero del calore proveniente dai data center presenti in Lombardia, ma rappresenta anche un riferimento per l’intero mercato italiano.

Secondo Equinix, l’iniziativa è destinata a diventare uno dei più grandi progetti di recupero e valorizzazione del calore dei data center in Europa al di fuori dei Paesi nordici, dove queste soluzioni sono già più diffuse.

L’accordo conferma come la crescita delle infrastrutture digitali possa essere accompagnata da modelli di economia circolare capaci di generare benefici ambientali, economici e sociali, trasformando il calore prodotto dai data center in una risorsa concreta per la transizione energetica delle città.

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Sovranità del dato vs. scalabilità globale dell’AI: la sfida di networking che riguarda ogni impresa https://www.datamanager.it/2026/06/sovranita-del-dato-vs-scalabilita-globale-dellai-la-sfida-di-networking-che-riguarda-ogni-impresa/ Thu, 18 Jun 2026 08:13:20 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253555 Per rispettare i requisiti di sovranità del dato e connettere l’intelligenza artificiale distribuita a livello globale, il controllo è importante quanto le prestazioni Le reti di networking tradizionali sono state costruite con un obiettivo preciso: ottimizzare le prestazioni. Latenza e velocità di trasmissione erano fattori distintivi, considerati essenziali per l’innovazione. Questo approccio aveva senso quando […]

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Per rispettare i requisiti di sovranità del dato e connettere l’intelligenza artificiale distribuita a livello globale, il controllo è importante quanto le prestazioni

Le reti di networking tradizionali sono state costruite con un obiettivo preciso: ottimizzare le prestazioni. Latenza e velocità di trasmissione erano fattori distintivi, considerati essenziali per l’innovazione. Questo approccio aveva senso quando la maggior parte dei dati restava confinata in poche sedi centrali; in un’epoca in cui una singola connessione punto-punto era sufficiente, conveniente e rapida da implementare.

Oggi, però, l’inferenza all’edge e l’AI agentica stanno cambiando le strategie di networking delle imprese. In uno scenario geopolitico sempre più sensibile, i dati dell’intelligenza artificiale distribuita rischiano di entrare in collisione con normative emergenti sulla sovranità del dato e con requisiti di compliance.

Le aziende hanno bisogno di integrare il controllo geografico sui propri dati direttamente a livello di rete, non di aggiungerlo a posteriori. Necessitano, inoltre, di reti che le aiutino a rimanere conformi, senza sacrificare scalabilità, resilienza e libertà di scelta del cloud. E questo equilibrio non si ottiene con reti frammentate, in cui ogni connessione viene configurata manualmente. In altri termini, l’AI impone di ripensare le reti, con una tensione tra espansione globale e priorità di compliance che riguarda organizzazioni di ogni tipo e settore.

Ad esempio, le telco devono poter “esportare” lo stesso modello conforme in altre giurisdizioni, offrendo di fatto la sovranità come se fosse un servizio (Sovereignty as a Service). Le istituzioni finanziarie, invece, devono essere presenti nei principali hub internazionali, ovunque si concentrino clienti ed ecosistemi, ma senza mai perdere di vista la tutela dei dati sensbili, che devono restare protetti e “sovrani”.

Ma come  realizzare un’infrastruttura che garantisca indipendenza senza isolamento, connettività senza compromessi e dati sempre dove servono, al posto giusto e al momento giusto? 

Le organizzazioni che puntano alla sovranità dei dati e dell’intelligenza artificiale si trovano ad affrontare i limiti legati alle prestazioni imprevedibili del cloud pubblico e alle preoccupazioni in materia di conformità, oltre ai vincoli tecnici delle infrastrutture on-premise.

In questa situazione, garantire la connettività, conciliando al contempo prestazioni e controllo, è una delle principali preoccupazioni, ma secondo Equinix, azienda di infrastrutture digitali di livello globale, esiste un modo per risolverla: realizzando rapidamente e in modo economicamente vantaggioso nuove infrastrutture digitali in luoghi strategici, collegando tra loro tali sedi e mantenendo al contempo un controllo rigoroso sui percorsi consentiti ai dati.

Nelle parole di Petrina Steele, Business Development Senior Director di Equinix, la sovranità del dato e dell’AI parte così da un set di regole:

  1. Pieno controllo sull’implementazione e sulle operazioni: decidere dove implementare l’infrastruttura e come gestirla, affinché tutti i dati, le apparecchiature o le applicazioni che collocate rimangano sotto pieno controllo.
  2. Chiara definizione delle responsabilità fin dalla progettazione: redigere una chiara separazione dei ruoli e delle responsabilità, che garantisca la certezza su chi gestisce cosa.
  3. Connettività aperta e libertà di scelta dell’ecosistema: capacità di connessione a una varietà di aziende e fornitori di servizi mantenendo al contempo l’indipendenza e la libertà di scelta.
  4. Portata globale con conformità locale: operare per soddisfare i requisiti normativi e operativi locali ed espandere la portata globale.
  5. Custodia completa dei dati: mantenere la piena proprietà legale e la custodia di tutti i dati archiviati, indipendentemente da dove si trovi la sede centrale del proprio partner di storage dati.
Arun Dev, Global Head of Digital Interconnecion, Equinix

Secondo Arun Dev, Vice President, Digital Interconnection Services di Equinix, le aziende oggi “sanno di non doversi più chiedere se i requisiti di sovranità dei dati continueranno a diventare più rigidi; la domanda è come reagire, nella consapevolezza che, al momento, si sta facendo affidamento su un’infrastruttura digitale che non si controlla completamente. Se è vero che i requisiti di sovranità del dato diventeranno inevitabilmente più stringenti, la differenza nell’adeguamento evolutivo la farà l’approccio. L’intelligenza artificiale richiede una riprogettazione delle reti, con una connettività concepita come un unico sistema gestito in modo coerente”.

In quest’ottica, la giusta struttura di data center colocation giusta può diventare un vero e proprio “cuore dei dati” che permette di:

  • mantenere i dati di addestramento, i pesi dei modelli e i registri di inferenza entro i confini del proprio ambito di conformità;
  • eseguire carichi di lavoro su GPU/CPU senza cedere la proprietà a un cloud e passare facilmente da un modello all’altro;
  • infine, bilanciare senza soluzione di continuità i carichi di lavoro di IA tra la propria infrastruttura, i cloud pubblici e i siti periferici, mantenendo al contempo l’intelligenza di base all’interno dell’azienda.

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Intelligenza artificiale: Equinix potenzia i workload enterprise con Fabric Intelligence https://www.datamanager.it/2026/05/intelligenza-artificiale-equinix-potenzia-i-workload-enterprise-con-fabric-intelligence/ Thu, 14 May 2026 07:44:21 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252854 La nuova soluzione offre AI agent che gestiscono in autonomia gli ambienti di rete, creando infrastrutture più adattive, efficienti e resilienti per i clienti Equinix, tra le aziende leader nel campo delle infrastrutture digitali, annuncia il lancio di Equinix Fabric Intelligence, un layer operativo AI-native per la gestione dell’infrastruttura di rete. Fabric Intelligence consente alle […]

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La nuova soluzione offre AI agent che gestiscono in autonomia gli ambienti di rete, creando infrastrutture più adattive, efficienti e resilienti per i clienti

Equinix, tra le aziende leader nel campo delle infrastrutture digitali, annuncia il lancio di Equinix Fabric Intelligence, un layer operativo AI-native per la gestione dell’infrastruttura di rete. Fabric Intelligence consente alle imprese di implementare un networking basato sull’ IA in tutta l’organizzazione, segnando il passaggio dalle architetture tradizionali di software-defined networking a un approccio pensato per semplificare le complessità dei moderni workflow di intelligenza artificiale. Agendo a supporto di Equinix Distributed AI Hub, Fabric Intelligence introduce automazione intelligente per distribuire, ottimizzare e mantenere infrastrutture globali, offrendo alle organizzazioni una base più resiliente, efficiente e adattiva per i propri carichi di lavoro AI.

“L’intelligenza artificiale nasce per rendere i processi più veloci, ma quelli manuali di monitoraggio e gestione della rete sono difficili, se non impossibili, da scalare in modo efficace”, ha dichiarato Jim Frey, Principal Analyst di Omdia. “La nostra ricerca mostra che il 93% delle aziende considera l’automazione di rete essenziale, e l’88% ritiene che servirà l’intelligenza artificiale stessa per renderla efficace. Con Fabric Intelligence, Equinix mette a disposizione delle imprese un control plane guidato dall’intelligenza artificiale per distribuire, attivare e gestire il networking multi-cloud, aiutandole così a rispondere alle esigenze di scalabilità e automazione dell’era dell’IA distribuita”.

L’intelligenza artificiale lavora meglio in ambienti dinamici e connessi, ma molte imprese si affidano ancora ad architetture di rete legacy lente e rigide, non pensate per la complessità dei sistemi attuali. Con l’accelerazione dell’adozione dell’AI, i team operativi di rete tradizionali faticano a tenere il passo: i processi manuali creano colli di bottiglia, i tempi di deployment si allungano e la visibilità resta limitata. E mentre i workload diventano più distribuiti, serve una rete capace di adattarsi in tempo reale, leggendo la telemetria e reagendo in modo dinamico. Il risultato è un divario crescente tra la velocità con cui evolve l’intelligenza artificiale e l’infrastruttura di rete chiamata a sostenerla.

Fabric Intelligence automatizza la connettività dei flussi di lavoro legati all’AI tra cloud, data center ed edge, semplificando configurazione, ottimizzazione e manutenzione delle connessioni in ambienti distribuiti. In questo modo si riduce l’intervento manuale continuo, lasciando ai team il tempo per concentrarsi su priorità strategiche, come lo sviluppo di nuove capacità di intelligenza artificiale e la scalabilità delle operazioni.

“Tutte le imprese vogliono trasformare il proprio business con l’intelligenza artificiale, ma spesso non hanno l’infrastruttura per implementarla su larga scala e sostenerne la crescita”, ha dichiarato Jon Lin, Chief Business Officer di Equinix. “Con l’AI agentica e la diffusione dell’inferenza in tutta l’azienda, la rete deve diventare più veloce e flessibile. Fabric Intelligence trasforma l’infrastruttura da vincolo a vantaggio competitivo, permettendo ai clienti di dedicare meno tempo a gestire la complessità e più tempo a far progredire il proprio business”.

Fabric Intelligence riunisce una suite di soluzioni AI-native pensate per progettare, implementare e gestire l’infrastruttura attraverso strumenti come il linguaggio naturale, workflow agentici automatizzati e insight predittivi. Insieme alla piattaforma globale Equinix (280 data center in 77 aree metropolitane), supporta l’adozione di strumenti di AI e infrastrutture di nuova generazione. Equinix è inoltre membro Gold della Agentic AI Foundation (AAIF), per promuovere un’evoluzione aperta e sicura dell’AI agentica. Parte del portafoglio Equinix Fabric (che vanta oltre 4.400 clienti nel mondo), Fabric Intelligence include:

Fabric Super Agent: un super agente che consente di gestire l’ambiente di rete in autonomia tramite richieste in linguaggio naturale (via Slack, Microsoft Teams o Customer Portal), riducendo i tempi di attivazione da settimane a minuti grazie a raccomandazioni automatiche, supporto alla configurazione e insight sulle performance in tempo reale.

MCP Server: strumenti “AI-ready” che semplificano la connessione dei sistemi AI a reti complesse e accelerano la creazione e il test di servizi ad alte prestazioni e bassa latenza. Basato su Model Context Protocol (MCP), si integra con client come Claude Code, OpenAI Codex, VS Code Copilot e Cursor.

Fabric Application Connect: marketplace privato di connettività per accedere a provider di servizi AI (inferenza, training, storage, sicurezza, ecc.) senza esporre dati sensibili.

Fabric Insights: sistema di monitoraggio AI che analizza la telemetria in tempo reale, prevede anomalie e supporta la network health. Può essere integrato con SIEM come Splunk e Datadog e con Fabric Super Agent.

Fabric Intelligence è disponibile da oggi in preview, con la possibilità per le aziende interessate di iniziare a testarne le funzionalità in anteprima.

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Equinix presenta Distributed AI Hub per semplificare e mettere in sicurezza le infrastrutture AI delle imprese https://www.datamanager.it/2026/04/equinix-presenta-distributed-ai-hub-per-semplificare-e-mettere-in-sicurezza-le-infrastrutture-ai-delle-imprese/ Fri, 10 Apr 2026 10:48:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252098 Equinix presenta Distributed AI Hub per semplificare e mettere in sicurezza le infrastrutture AI delle imprese Equinix, azienda tra i leader di settore nel campo delle infrastrutture digitali, ha presentato il Distributed AI Hub, basato su Equinix Fabric Intelligence e progettato per offrire alle aziende un framework unico e unificato con cui connettere, proteggere e […]

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Equinix presenta Distributed AI Hub per semplificare e mettere in sicurezza le infrastrutture AI delle imprese

Equinix, azienda tra i leader di settore nel campo delle infrastrutture digitali, ha presentato il Distributed AI Hub, basato su Equinix Fabric Intelligence e progettato per offrire alle aziende un framework unico e unificato con cui connettere, proteggere e semplificare ecosistemi AI sempre più complessi e distribuiti. L’Hub è una sede neutrale che consente alle imprese di scoprire, connettersi e utilizzare provider di infrastruttura AI – incluse aziende di modelli, cloud GPU, piattaforme dati, servizi di rete e sicurezza e framework AI – tramite connettività privata a bassa latenza nei 280 data center “AI-ready” di Equinix.

“Nella corsa all’implementazione dell’AI agentica, molte aziende si stanno rendendo conto che la loro infrastruttura non è mai stata progettata per gestire le complessità dell’intelligenza distribuita”, ha dichiarato Mary Johnston Turner, Research Vice President, Digital Infrastructure Strategies di IDC. “Entro il 2027, IDC prevede che l’80% delle imprese implementerà infrastrutture edge distribuite per migliorare latenza e reattività delle applicazioni AI. Le aziende avranno bisogno di soluzioni come il Distributed AI Hub di Equinix per unificare questi sistemi eterogenei”.

Per sbloccare il vero valore dell’AI agentica, le imprese devono unificare workflow che erano per natura distribuiti: dati di training e carichi di inferenza sparsi tra cloud pubblici, data center privati e ambienti all’edge, e una nuova generazione di neocloud specializzati, ciascuno con vincoli specifici di performance e sovranità. Questa frammentazione può rallentare l’innovazione, complicare la governance e rendere quasi impossibile eseguire i carichi di lavoro AI vicino ai dati che li alimentano, limitando l’impatto sul business e sull’esperienza utente.

Per questo Equinix porta la propria infrastruttura AI distribuita a un livello superiore con il lancio del Distributed AI Hub, offrendo alle aziende un modo semplice, sicuro e più performante per utilizzare l’intelligenza artificiale in sedi diverse.

“L’AI non vive in un unico luogo, ma con l’infrastruttura giusta, può funzionare in modo fluido come se fosse centralizzata”, ha dichiarato Jon Lin, Chief Business Officer di Equinix. “Equinix è il terreno neutrale in cui convergono infrastrutture AI, cloud e networking. Offriamo alle aziende la libertà di costruire e scalare l’AI dove già risiedono i loro dati, partner e team, portando l’inferenza vicino alle informazioni e agli utenti che ne dipendono, senza l’attrito operativo che deriva dall’unire sistemi complessi e distribuiti. Con il Distributed AI Hub, mettiamo a disposizione dei clienti un modo più semplice, più intelligente e molto più connesso per implementare e scalare la propria intelligenza artificiale. Stiamo costruendo uno degli ecosistemi AI più estesi e neutrali”.

Il Distributed AI Hub fornisce un framework unificato che integra dati, calcolo, piattaforme cloud e partner dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale in un ambiente vendor-neutral. In questo modo le aziende possono eseguire i carichi di lavoro dove rendono meglio, senza dover continuamente riprogettare l’architettura o spostare i dati da un ambiente all’altro. L’Hub offre un percorso semplice e sicuro per collegare modelli, trasferire dati, eseguire inferenza e gestire sistemi AI distribuiti con governance e controlli coerenti. A differenza dei marketplace AI degli hyperscaler, spesso orientati a privilegiare i propri servizi, Distributed AI Hub nasce come sistema open e neutrale, lasciando ai clienti la libertà di comporre il proprio stack scegliendo i provider più adatti.

La prima integrazione dell’Hub con Palo Alto Networks consente ai clienti di abilitare una protezione in tempo reale per le interazioni tra agenti e modelli, con strumenti esterni e data source. Combinando l’infrastruttura AI distribuita e l’interconnessione privata ad alta velocità di Equinix con Prisma AIRS, la sicurezza AI in tempo reale di Palo Alto Networks, e con l’applicazione centralizzata delle policy, le imprese ottengono visibilità e controllo su applicazioni AI, dati e interazioni, in qualsiasi sede. Inoltre, Prisma AIRS sarà disponibile su Equinix Network Edge, permettendo alle organizzazioni di gestire centralmente i servizi di sicurezza basati su intelligenza artificiale direttamente digital edge più vicino a utenti, cloud e carichi di lavoro critici.

“La conversazione sull’AI distribuita sta finalmente diventando concreta. Non è solo una questione di calcolo e dati: significa governare dove risiedono i dati e come viene eseguito il calcolo. Equinix sta inquadrando il problema nel modo corretto, portando posizionamento, governance e performance prevedibili nella stessa architettura con il Distributed AI Hub. È questo che rende l’AI distribuita praticabile su scala enterprise”, ha dichiarato Lloyd Taylor, CTO/CISO di Alembic.

Il Distributed AI Hub è disponibile in tutte i 280 data center Equinix, permettendo alle imprese di replicare pattern infrastrutturali coerenti su scala internazionale. Equinix sarà presente a NVIDIA GTC (stand 1030) e presenterà un’anteprima dell’Hub.

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Al settore dei Data Center mancano 2,4 milioni di lavoratori: Equinix risponde con una nuova strategia di sviluppo della forza lavoro https://www.datamanager.it/2026/03/al-settore-dei-data-center-mancano-24-milioni-di-lavoratori-equinix-risponde-con-una-nuova-strategia-di-sviluppo-della-forza-lavoro/ Thu, 26 Mar 2026 11:05:37 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251822 In collaborazione con le comunità locali, l’azienda lancia nuove iniziative per ampliare l’accesso alle carriere nelle infrastrutture digitali e creare opportunità economiche nei territori in cui opera Equinix, azienda tra i leader di settore nel campo delle infrastrutture digitali, ha annunciato una serie di investimenti globali nello sviluppo della forza lavoro per contribuire a formare […]

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In collaborazione con le comunità locali, l’azienda lancia nuove iniziative per ampliare l’accesso alle carriere nelle infrastrutture digitali e creare opportunità economiche nei territori in cui opera

Equinix, azienda tra i leader di settore nel campo delle infrastrutture digitali, ha annunciato una serie di investimenti globali nello sviluppo della forza lavoro per contribuire a formare la prossima generazione di talenti tecnici per il settore. In concomitanza con l’International Data Center Day, celebrato a livello globale il 25 marzo, queste iniziative ribadiscono l’impegno di Equinix nel favorire l’accesso a carriere tecniche di qualità, nel rafforzare gli ecosistemi locali di competenze nelle comunità in cui opera e nel fornire alle persone le abilità necessarie per sostenere la rapida crescita trainata da AI e trasformazione digitale.

Il cuore del nostro mondo digitale: perché i data center hanno bisogno di persone tanto quanto di energia

Tutte le esperienze digitali che viviamo ogni giorno, dallo streaming musicale alle videochiamate e fino agli acquisti online, sono possibili grazie a un “esercito invisibile” di professionisti che operano nei data center. Sono loro a gestire sistemi e apparecchiature complesse a cui la maggior parte delle persone non pensa. Ed è grazie a questi esperti di impianti elettrici, sistemi di raffreddamento, ingegneria di rete, problem solving e molto altro che si assicurano che tutte funzioni perfettamente sui siti e sulle app d’uso quotidiano.

Ciò vale anche per Equinix, che si affida a migliaia di professionisti qualificati, operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, per gestire il proprio portfolio globale di data center di colocation. Tuttavia, secondo una stima di Uptime Institute, il settore dei data center sta attualmente affrontando una carenza di circa 2,4 milioni di lavoratori: una situazione che riduce il bacino di talenti disponibili e porta inevitabilmente gli operatori a competere tra loro per assumere le stesse persone.

Non basta competere per i talenti, bisogna coltivarli

Un elemento centrale degli investimenti di Equinix volti a far fronte a questa carenza, è il lancio globale di Pathways to Tech, un programma pensato per i giovani all’inizio del percorso professionale che offre a studenti tra i 14 e i 18 anni opportunità inclusive per avvicinarsi alle attività operative dei data center. Dopo un progetto pilota di due anni che ha coinvolto quasi 2.000 studenti di alcune comunità selezionate nelle Americhe e nell’Asia-Pacifico, Pathways to Tech si estende ora a tutte le sedi Equinix nel mondo per rispondere alle crescenti esigenze occupazionali

alimentate da AI e trasformazione digitale. Il programma offre agli studenti un’esperienza pratica nelle infrastrutture digitali attraverso sessioni interattive con i professionisti Equinix, visite ai data center IBX ed eventi immersivi, gli “Education Day”. Pathways to Tech crea inoltre percorsi chiari per stage, apprendistati e ruoli Operations entry-level, facilitando l’accesso a carriere molto richieste e ben retribuite che molti giovani, altrimenti, non potrebbero conoscere.

Come parte del progetto, durante l’International Data Center Day, Equinix ha accolto agli Education Days centinaia di studenti in 20 sedi nel mondo, tra cui Milano, offrendo una visione diretta di un settore cruciale che spesso opera “dietro le quinte”.

“Nonostante l’attenzione crescente ricevuta dal settore negli ultimi anni, il lavoro dei professionisti dei data center resta in gran parte invisibile al grande pubblico. La stragrande maggioranza delle persone non sa cosa accade davvero all’interno di un data center: è quindi comprensibile che una carriera in questo ambito raramente venga presa in considerazione. E anche quando qualcuno pensa di lavorare in un data center, spesso non sa quale percorso di studi o formazione siano necessari per iniziare. È questa la sfida che vogliamo affrontare con le nostre iniziative di workforce development, che partono da investimenti a livello di comunità”, ha dichiarato Emanuela Grandi, Managing Director di Equinix Italia. “In Equinix il successo dipende dall’eccellenza dei talenti, per questo ci impegniamo profondamente per sviluppare una forza lavoro tecnica diversificata e pronta per il futuro. Investire nelle persone è il modo in cui continuiamo a tracciare la strada verso il domani”.

“Siamo determinati a coltivare questi talenti fin da subito, ad ampliare le opportunità delle comunità in cui operiamo e a garantire al settore le competenze necessarie per la prossima era dell’innovazione”, ha aggiunto Brandi Galvin Morandi, Chief People Officer di Equinix. “Raggiungendo presto gli studenti e fornendo loro un’esposizione concreta ai data center, alle tecnologie di interconnessione e a esperienze di apprendimento pratico, non stiamo semplicemente competendo per i talenti: li stiamo creando”.

A conferma delle iniziative intraprese e del percorso di sviluppo che vuole offire Equinix Italia, Alessandro Manes, Controls Engineer Associate di Equinix Italia, ha dichiarato: “Il mio percorso è iniziato con l’ITS Angelo Rizzoli, dove sono stato avvicinato al mondo dell’informatica. Terminato il percorso, ho iniziato un percorso da stagista a Equinix. Fin da subito ho avuto la possibilità di imparare lavorando sul campo e circondato da persone esperte che mi hanno spiegato concretamente come gestire le attività quotidiane. Ho avuto la possibilità di mettere subito le mani in pasta e occuparmi di manutenzione server, gestione degli interventi con i vendor, gestione dei ticket e supporto a diversi progetti. Grazie a queste esperienze significative ho avuto la possibilità di capire meglio a fondo di quanto sia fondamentale il monitoraggio continuo in un ambiente critico come quello dei data center”.

Ulteriori iniziative per lo sviluppo della forza lavoro

Accanto a Pathways to Tech, Equinix introduce altri programmi pensati per far crescere le competenze, tra cui:

  • Global Data Center Technician Training Coalition: la Equinix Foundation, braccio filantropico di Equinix Inc., collabora con Generation, un’organizzazione non profit globale focalizzata sulla mobilità economica che ha già supportato l’avanzamento economico di oltre 150.000 persone in 17 Paesi, per ampliare percorsi di carriera accessibili nelle operations dei data center e nel supporto tecnico. Insieme, stanno avviando una coalizione globale e multi-aziendale, che riunisce operatori di data center e aziende dell’ecosistema con partner di settore per cofinanziare la formazione, contribuire alla definizione dei programmi didattici e assumere i diplomati.
  • Apprendistati Global Operations: Equinix sta ampliando e rilanciando i propri programmi globali di apprendistato, stage e inserimento early-career per costruire una forza lavoro tecnica resiliente e pronta al futuro. Pur avendo da tempo supportato stagisti e apprendisti nei data center di tutto il mondo, l’azienda ha ora introdotto un programma globale centralizzato, con un curriculum aggiornato e standard uniformi.
  • Learning Labs: insieme a partner di settore, Equinix ha avviato un nuovo programma globale di formazione per sviluppare la prossima generazione di talenti tecnici. Rivolto a profili early-career con background tecnico o elettrotecnico, il programma punta a offrire esperienza pratica e una qualifica completa nella gestione delle infrastrutture di data center, fornendo competenze essenziali su sistemi elettrici, raffreddamento e controllo climatico, pratiche di sicurezza e operations di impianto.

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Un nuovo capitolo per l’ecosistema digitale: Equinix supera le 500.000 interconnessioni globali https://www.datamanager.it/2026/03/un-nuovo-capitolo-per-lecosistema-digitale-equinix-supera-le-500-000-interconnessioni-globali/ Tue, 17 Mar 2026 14:16:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251593 Un nuovo capitolo per l’ecosistema digitale: Equinix supera le 500.000 interconnessioni globali Equinix, azienda tra i leader di settore nel campo delle infrastrutture digitali, annuncia di aver superato il traguardo delle 500.000 interconnessioni a livello mondiale. Il risultato, secondo Synergy Research Group, rappresenta quasi un terzo del mercato globale e conferma la predilezione delle aziende […]

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Un nuovo capitolo per l’ecosistema digitale: Equinix supera le 500.000 interconnessioni globali

Equinix, azienda tra i leader di settore nel campo delle infrastrutture digitali, annuncia di aver superato il traguardo delle 500.000 interconnessioni a livello mondiale. Il risultato, secondo Synergy Research Group, rappresenta quasi un terzo del mercato globale e conferma la predilezione delle aziende per connessioni private e sicure per accelerare innovazione, efficienza e competitività, superando i limiti delle architetture basate su rete pubblica.

“La crescita delle interconnessioni è parte di un’evoluzione continua nel modo in cui i business digitali si collegano tra loro. Per questo il traguardo delle 500.000 interconnessioni è molto più di un semplice numero: rappresenta il passaggio da una visione internet-first a una connettività privata”, afferma Karthik Ramaswamy, SVP Interconnection Products & Services di Equinix.

Interconnessione privata: la chiave per ecosistemi digitali e innovazione in tempo reale

L’interconnessione consiste nell’implementazione strategica di collegamenti diretti, privati e fisici (o virtuali) tra reti, cloud, service provider e aziende per lo scambio sicuro e veloce dei dati. L’interconnessione privata garantisce performance elevate, sicurezza e conformità normativa, superando i limiti, oggi evidenti, di un’architettura internet-first: imprevedibilità delle performance, costi nascosti (come le data egress fee), difficoltà nel rispettare le normative sulla privacy e la sovranità dei dati.

Al contrario, la densità degli ecosistemi digitali generati dalle interconnessioni private crea un effetto network in cui ogni nuovo partecipante aggiunge valore, favorendo la collaborazione e l’innovazione tra imprese, fornitori di servizi e partner tecnologici. Ciò si traduce in un ciclo virtuoso che attrae nuovi collaboratori e potenzia la densità dell’ecosistema, abilitando servizi avanzati in settori chiave come AI, multicloud, edge computing e molto altro.

“Internet ha rappresentato – e continua a rappresentare – l’infrastruttura di riferimento per i servizi digitali consumer e per molte applicazioni aziendali. La sua natura globale e accessibile lo rende uno strumento fondamentale per qualsiasi organizzazione. Oggi, però, stiamo assistendo a un’evoluzione chiara nel mondo B2B: le imprese stanno investendo sempre più nell’interconnessione privata, riconoscendo che i workload più sensibili e critici richiedono livelli di performance, sicurezza e prevedibilità che solo connessioni dedicate possono garantire”, dichiara Emanuela Grandi, Managing Director di Equinix Italia.

“Questa transizione non nasce da una contrapposizione tra pubblico e privato, ma dalla consapevolezza che fanno parte di uno stesso ecosistema e rispondono a esigenze diverse. In settori come la finanza, la sanità, il retail o i media – dove la velocità, la resilienza e la protezione dei dati sono determinanti – la possibilità di connettersi direttamente ai partner digitali e ai cloud provider sta diventando uno standard operativo, soprattutto in vista dell’adozione su larga scala dell’IA. Guardando avanti, prevediamo che l’interconnessione diventerà un componente nativo dello stack infrastrutturale, accompagnando le aziende verso un modello di connettività più integrato, distribuito e senza limiti”.

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L’era dell’Agentic AI è iniziata: alle imprese serve una nuova infrastruttura IT https://www.datamanager.it/2026/03/lera-dellagentic-ai-e-iniziata-alle-imprese-serve-una-nuova-infrastruttura-it/ Tue, 03 Mar 2026 13:09:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251301 Secondo gli esperti la prossima ondata di AI sarà agentica. Per restare competitive, le aziende dovranno spostare il focus dai grandi cluster di calcolo centralizzati a modelli di elaborazione in tempo reale, vicini al punto di utilizzo L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase, la cosiddetta Agentic AI, caratterizzata da sistemi autonomi capaci di […]

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Secondo gli esperti la prossima ondata di AI sarà agentica. Per restare competitive, le aziende dovranno spostare il focus dai grandi cluster di calcolo centralizzati a modelli di elaborazione in tempo reale, vicini al punto di utilizzo

L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase, la cosiddetta Agentic AI, caratterizzata da sistemi autonomi capaci di agire in modo indipendente e prendere decisioni in tempo reale. Questa evoluzione rende obsoleti gli stack tecnologici tradizionali, spingendo le aziende a superarne i limiti e adottare infrastrutture innovative basate su AI agent hub e architetture distribuite, ibride e multicloud.

“I software di AI agentica richiedono stack IT evoluti che vanno ben oltre l’architettura standard. Per gestire dati e modelli in modo efficiente e scalabile servono elaborazioni specializzate, flussi di lavoro multi-agente e interconnessioni sicure”, afferma Kaladhar Voruganti, VP e Senior Technologist di Equinix.

Dallo stack tradizionale all’AI agent hub: una rivoluzione infrastrutturale

Il passaggio dal software statico a quello guidato da agenti AI autonomi comporta una revisione radicale dell’intera infrastruttura tecnologica. Non basta più affidarsi a cluster di calcolo centralizzati o a modelli cloud tradizionali: in un futuro molto prossimo, le aziende dovranno poter creare e monitorare molteplici agenti AI, gestendo al contempo flussi di dati provenienti da diversi provider. Il raggiungimento di questi obiettivi richiede sicurezza, privacy e controllo dei costi. In questo contesto, secondo Equinix, un modello efficace si basa su alcuni pilastri chiave:

1. Sicurezza e privacy grazie all’interconnessione: i workflow AI multi-provider e multi-agente richiedono flussi di dati protetti e orchestrazione centralizzata. L’utilizzo di AI agent hub consente di monitorare e gestire traffico, policy e interazioni tra agenti e provider, garantendo sicurezza e governance anche in ecosistemi complessi.

2. Gestione dei costi con architetture ibride e gateway dedicati: sviluppare AI esclusivamente nel cloud può portare a costi imprevedibili, soprattutto per i carichi di inferenza. Al contrario, un’infrastruttura ibrida consente di sfruttare risorse private per la base operativa e di ricorrere al cloud solo per picchi di carico o modelli avanzati, mantenendo flessibilità e controllo sulla spesa.

3. Flessibilità e controllo tramite hub di interconnessione: molti progetti AI non superano la fase di test a causa delle sfide insite nella gestione dei dati. Conservare una copia dei dati in un hub di interconnessione cloud-neutral, vicino sia all’edge sia ai cloud, offre maggiore flessibilità nell’accesso a modelli e risorse di calcolo di diversi provider, riducendo i costi e aumentando la resilienza operativa.

4. Performance ottimali e bassa latenza: per le applicazioni di AI agentica sensibili alla latenza, come le diagnosi sanitarie, l’automazione o la customer experience, è essenziale una rete ad alte prestazioni capace di garantire tempi di risposta rapidi e prevedibili anche in ambienti distribuiti e multicloud. “L’AI agentica rende l’intelligenza artificiale una risorsa invisibile, integrata nei processi e nelle applicazioni, pronta a rispondere in tempo reale alle esigenze di business e degli utenti”, dichiara Kevin Egan, Senior Director, Technical Solutions di Equinix. “L’adozione di architetture agentiche e distribuite non è più un’opzione, ma una necessità per chi vuole innovare e restare competitivo”.

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La V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia in visita al Data Center Equinix di Settimo Milanese https://www.datamanager.it/2026/02/la-v-commissione-territorio-infrastrutture-e-mobilita-della-regione-lombardia-in-visita-al-data-center-equinix-di-settimo-milanese/ Tue, 24 Feb 2026 12:24:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251143 L’iniziativa si inserisce nel percorso legislativo regionale sui data center sviluppato grazie a un dialogo strutturato con l’Associazione Italiana Operatori e Costruttori Data Center (IDA) “Abbiamo deciso di intervenire per colmare un vuoto normativo, sia nazionale che regionale, per un settore di crescente importanza. Una realtà che per svilupparsi, necessita di regole del gioco certe. […]

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L’iniziativa si inserisce nel percorso legislativo regionale sui data center sviluppato grazie a un dialogo strutturato con l’Associazione Italiana Operatori e Costruttori Data Center (IDA)

“Abbiamo deciso di intervenire per colmare un vuoto normativo, sia nazionale che regionale, per un settore di crescente importanza. Una realtà che per svilupparsi, necessita di regole del gioco certe. Nonostante l’elevata rilevanza economica, tecnologica e strategica del settore, i centri di elaborazione dati, i cosiddetti Data Center, non risultano ancora oggetto di una disciplina normativa unitaria né a livello nazionale né regionale. Per questo come Commissione regionale siamo impegnati in queste settimane in un confronto con tutti gli operatori e i soggetti interessati, al fine di approfondire e definire un provvedimento legislativo che risponda nel miglior modo possibile alle esigenze che si sono manifestate”.

Lo ha sottolineato il Presidente della Commissione regionale Territorio, Infrastrutture e Mobilità Jonathan Lobati a margine della visita che la Commissione ha fatto questo pomeriggio al Data Center di Equinix a Settimo Milanese, realtà associata a IDA nonché uno dei soci fondatori dell’associazione stessa.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione istituzionale tra Regione Lombardia e IDA, che sta fornendo contributi tecnici, analisi e best practice utili alla definizione del nuovo disegno di legge regionale dedicato ai data center.

Il progetto di legge in discussione in Commissione intende perseguire precisi obiettivi, tra cui garantire il governo regionale delle procedure autorizzatorie, mediante il coordinamento tra i diversi attori istituzionali e l’individuazione di tempi certi; assicurare certezza e omogeneità sul territorio regionale con riferimento alla destinazione d’uso urbanistica; governare l’elevato consumo energetico, limitando operazioni speculative e favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili; individuare come prioritarie l’utilizzo di aree dismesse, il riutilizzo del calore prodotto, favorendo tecnologie alternative all’utilizzo dell’acqua e disincentivare il consumo di suolo agricolo nello stato di fatto, prevedendo un maggior contributo di costruzione da destinare a misure compensative di riqualificazione urbana e territoriale.

“Con questo provvedimento vogliamo dare coordinate certe al settore in Lombardia -ha aggiunto Lobati-. Cerchiamo quindi di creare le condizioni per evitare i contrasti sulle realizzazioni dei Data Center. Quelli che potrebbero crearsi qualora i progetti per la loro realizzazione vadano a incidere sullo sviluppo urbanistico, su quello delle aree verdi, sulla disponibilità di terreno utile per l’agricoltura e rispondano alle esigenze del mondo economico”. Il Presidente Lobati ha infine ricordato che oltre il 60% delle richieste nazionali per il loro insediamento sono in Regione Lombardia.

“IDA è fortemente impegnata nel supportare Regione Lombardia nel percorso di definizione di una normativa moderna e sostenibile dedicata ai data center. Riteniamo fondamentale che il quadro regolatorio possa allinearsi ai più elevati standard internazionali, valorizzando al contempo le specificità del territorio”, ha affermato Sherif Rizkalla, Presidente di IDA. “La collaborazione instaurata con la Regione rappresenta un esempio virtuoso di dialogo tra settore pubblico e operatori privati, finalizzato a creare condizioni di sviluppo chiare, omogenee e orientate alla competitività. Un rapporto strutturato di questo tipo può contribuire in modo significativo al rafforzamento del ruolo dell’Italia e della Lombardia come hub strategici per l’evoluzione del digitale europeo.”

“La crescita economica della Lombardia passa oggi dalla capacità di costruire un’infrastruttura digitale solida e interconnessa, e i Data Center sono il fulcro di questo ecosistema. Per questo siamo orgogliosi di ospitare la V Commissione della Regione Lombardia nel nostro Data Center di Settimo Milanese, dove ogni giorno vediamo come la connettività e l’accesso diretto a partner tecnologici e di business generino valore, attraggano investimenti e favoriscano la competitività internazionale del territorio. Sostenere lo sviluppo di queste infrastrutture significa infatti investire nel futuro economico della regione e in un’innovazione che coinvolgere tutta la società, mantenendo al contempo i più alti standard di sostenibilità.” — ha chiosato Emanuela Grandi, Managing Director, Equinix Italia.

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Come potenziare la ricerca medica? Trovando il giusto equilibrio tra sovranità dei dati e collaborazione globale https://www.datamanager.it/2026/02/come-potenziare-la-ricerca-medica-trovando-il-giusto-equilibrio-tra-sovranita-dei-dati-e-collaborazione-globale/ Thu, 19 Feb 2026 10:44:45 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251041 Un modello infrastrutturale ibrido, che integra data center locali ad alte prestazioni e soluzioni di interconnessione avanzata, permette di superare le barriere normative e accelerare l’innovazione nella sanità. Equinix, azienda di infratrutture digitali attiva a livello globale, offre la sua prospettiva I settori Healthcare e Life Science si trovano oggi di fronte a un bivio […]

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Un modello infrastrutturale ibrido, che integra data center locali ad alte prestazioni e soluzioni di interconnessione avanzata, permette di superare le barriere normative e accelerare l’innovazione nella sanità. Equinix, azienda di infratrutture digitali attiva a livello globale, offre la sua prospettiva

I settori Healthcare e Life Science si trovano oggi di fronte a un bivio cruciale. Se da un lato, la medicina personalizzata e le nuove terapie, abilitate da tecnologie emergenti come l’AI, richiedono l’accesso a Real World Data (RWD) provenienti da tutto il mondo; dall’altro, normative sempre più stringenti sulla sovranità dei dati impongono che le informazioni sensibili dei pazienti restino entro i confini nazionali. Mantenere i dati locali, ottenendo al contempo insight globali, diventa quindi la sfida centrale per la ricerca medica contemporanea.

“Ogni giorno le aziende sanitarie si trovano a dover gestire una quantità sempre crescente di dati clinici, genomici e provenienti da dispositivi digitali: una risorsa fondamentale per personalizzare le cure e accelerare la scoperta di nuovi farmaci. Tuttavia, la vera innovazione nasce dalla capacità di condividere e analizzare questi dati in modo sicuro tra Paesi e partner, conciliando la compliance normativa con la collaborazione globale”, dichiara Nick Portch, Business Development Manager di Equinix, azienda di infrastrutture digitali attiva a livello globale.

La risposta: infrastrutture digitali ibride e interconnessione globale

Secondo l’azienda, per affrontare la complessità della sovranità dei dati e abilitare una vera collaborazione internazionale, è necessario puntare su un modello infrastrutturale ibrido, che integri data center locali ad alte prestazioni e soluzioni avanzate di interconnessione. Questo approccio consente di rispondere alle esigenze di compliance, sicurezza e scalabilità, valorizzando al massimo il potenziale dei dati sanitari. Le principali caratteristiche di una soluzione efficace dovrebbero includere:

1. Protezione dei dati sensibili

I dati clinici e genomici, fondamentali per la medicina personalizzata e la ricerca farmaceutica, possono essere gestiti e processati localmente, nel rispetto delle normative sulla sovranità dei dati. In questo modo, si garantisce la protezione delle informazioni e si riduce il rischio di accessi non autorizzati.

2. Collaborazione globale tramite interconnessione

L’interconnessione tra data center distribuiti, reti moderne e ambienti cloud permette di condividere insight e risultati tra partner, istituti di ricerca e aziende farmaceutiche, senza la necessità di trasferire fisicamente i dati oltre confine.

3. Ottimizzazione delle performance per l’AI e l’HPC

L’infrastruttura deve essere progettata per supportare carichi di lavoro avanzati, come l’Intelligenza Artificiale e il High Performance Computing, garantendo bassa latenza, elevata potenza di calcolo e accesso rapido ai dati. La prossimità ai centri di ricerca e alle fonti di dati è cruciale per ridurre i tempi di analisi e sviluppo.

4. Efficienza e riduzione dei costi

Un modello ibrido consente di ottimizzare la spesa, sfruttando sia le applicazioni cloud-native sia l’infrastruttura privata per la protezione dei dati. L’accesso a un ecosistema

globale di partner tecnologici e provider di servizi facilita l’adozione di soluzioni scalabili e flessibili.

5. Sicurezza, affidabilità e compliance

La trasmissione dei dati avviene su canali criptati, con sistemi di ridondanza e failover automatici, assicurando integrità, disponibilità e conformità anche in caso di imprevisti o disastri. La gestione distribuita della sicurezza è fondamentale per tutelare le informazioni sensibili in ogni fase del processo.

“Grazie all’efficienza delle infrastrutture AI-ready e alla collaborazione globale è possibile ridurre a pochi anni o mesi ricerche che prima richiedevano decenni e investimenti miliardari. L’integrità di questi ecosistemi digitali globali è ciò che oggi può fare la differenza tra una nuova cura e un progetto inconcluso”, conclude Nick Portch.

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Il cuore della nuova strategia del Gruppo Azimut https://www.datamanager.it/2026/02/il-cuore-della-nuova-strategia-azimut/ Mon, 09 Feb 2026 09:30:04 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250185 La crescita della multinazionale italiana del risparmio gestito richiede nuove fondamenta per un’architettura IT sempre più scalabile e interconnessa. Al suo fianco c’è Equinix Con 144,8 miliardi di euro di risparmio totale gestito a fine gennaio 2026 e una presenza consolidata tra Europa, Americhe e Asia-Pacifico, il Gruppo Azimut si conferma tra le più importanti realtà […]

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La crescita della multinazionale italiana del risparmio gestito richiede nuove fondamenta per un’architettura IT sempre più scalabile e interconnessa. Al suo fianco c’è Equinix

Con 144,8 miliardi di euro di risparmio totale gestito a fine gennaio 2026 e una presenza consolidata tra Europa, Americhe e Asia-Pacifico, il Gruppo Azimut si conferma tra le più importanti realtà europee indipendenti del settore. Un traguardo costruito nel tempo, che oggi impone nuove sfide. Il Gruppo ha scelto di ripensare in profondità la propria infrastruttura tecnologica in Italia.

Al centro di questa evoluzione c’è la partnership con Equinix, player globale nell’ambito della colocation, del cloud networking e dei servizi di interconnessione. Una partnership, nata dalla volontà di rafforzare la business continuity, abilitare l’apertura a ecosistemi multicloud e garantire prestazioni elevate senza compromessi.

LA SCELTA STRATEGICA

Un anno fa, Azimut ha deciso di rivedere in modo sostanziale le strategie infrastrutturali italiane. «Cercavamo un partner solido e internazionale, in grado di offrirci non solo infrastrutture data center di nuova generazione, ma anche una rete agile, veloce e facilmente scalabile» – racconta Simone Bertolotti, IT Manager di Azimut. «L’offerta di Equinix ci ha colpiti per la capacità di abilitare connessioni dirette verso i principali nodi digitali europei, come Francoforte e Amsterdam, tramite soluzioni di cloud routing e la connettività ramp».

L’evoluzione è stata naturale: «Dopo un’attenta analisi tecnica, Azimut ha iniziato a valutare il trasferimento in colocation delle proprie infrastrutture tecnologiche, oggi ospitate nei propri spazi. Una scelta che apre nuovi scenari in termini di resilienza operativa e agilità architetturale. Grazie alla connettività Fabric, abbiamo avuto accesso a una soluzione avanzata e software-defined, che ci consente di connetterci in modo diretto, sicuro e dinamico all’infrastruttura distribuita e agli ecosistemi digitali sulla piattaform Equinix, attraverso un unico punto di accesso. In questo modo, possiamo stabilire interconnessioni con i principali cloud provider, guadagnando maggiore reattività, ma soprattutto la possibilità di garantire continuità operativa, anche in contesti imprevisti».

RISULTATI GIÀ VISIBILI

Il progetto è attualmente in fase di implementazione, ma i vantaggi in termini di uptime e performance sono evidenti. «Il completamento è previsto entro la fine dell’anno con la migrazione nei data center Equinix della regione nordeuropea. Azimut ha iniziato a utilizzare la componente di servizi digitali, attivando interconnessioni cloud attraverso la Software-Defined Network (SDN) di Equinix. «Grazie a virtual link configurati su apparati Equinix, le connessioni tra i cloud provider utilizzati dall’azienda, risultano sensibilmente più performanti rispetto alla precedente architettura on-premise» – spiega Bertolotti.

In questo scenario, l’uptime garantito dal service provider diventa un fattore determinante per lo sviluppo di applicazioni cloud native, come conferma la recente migrazione dell’ERP: «Un passo strategico supportato proprio dalla connettività Equinix Fabric Cloud Router, che ci assicura una comunicazione stabile e sicura tra le componenti front end e back end dei servizi core banking» – continua Bertolotti. «La migrazione è iniziata con l’attivazione di alcune interconnessioni prioritarie. Il primo caso concreto è stato quello con un partner finance essendo entrambi presenti nello stesso data center Equinix, è stato possibile realizzare una connessione diretta, sicura e a bassa latenza in pochissimo tempo. Questo tipo di operazioni, che prima richiedevano settimane, oggi si completano in pochi giorni e con costi ridotti» – sottolinea Bertolotti.

IL VALORE CHE CONTA

A colpire in modo particolare il team Azimut è stata la qualità del supporto tecnico ricevuto: «La competenza sulla parte tecnologica, in particolare del team pre-sales, ha fatto la differenza» – spiega Bertolotti. «Il loro contributo nel design architetturale e nella scelta delle soluzioni più adatte all’interno del portafoglio Equinix ha dato un forte valore aggiunto al progetto». L’attenzione alla sostenibilità rafforza ulteriormente questa collaborazione: «i data center Equinix utilizzano energia proveniente da fonti rinnovabili e si avvicinano sempre più a obiettivi net-zero, in linea con la mission aziendale di Azimut».

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