La partnership tra il provider di infrastrutture digitali e il gruppo energetico punta a trasformare il calore prodotto dai data center in una risorsa per la città. A regime saranno recuperati circa 225 GWh di energia termica all’anno, con benefici per oltre 21.000 abitazioni e un importante contributo alla decarbonizzazione urbana.
La crescente domanda di capacità elaborativa, alimentata dalla trasformazione digitale e dall’intelligenza artificiale, rende i data center sempre più strategici per la competitività del Paese. Parallelamente, aumenta l’attenzione verso modelli capaci di ridurne l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica.
In questo contesto si inserisce la partnership annunciata da A2A ed Equinix, che avviano a Milano uno dei più ambiziosi progetti italiani dedicati al recupero del calore prodotto dai data center. L’obiettivo è integrare l’energia termica generata dalle infrastrutture digitali nella rete di teleriscaldamento cittadina, trasformando un sottoprodotto dell’elaborazione dei dati in una risorsa energetica per il territorio.
Dal data center alla rete di teleriscaldamento
Il progetto interesserà il campus Equinix di Settimo Milanese, dove il calore prodotto dai server sarà raccolto e trasferito a un nuovo Energy Center realizzato da A2A nelle immediate vicinanze del sito.
L’infrastruttura comprenderà quattro pompe di calore industriali per una capacità complessiva di 72 MW, due sistemi di accumulo termico da 6.000 metri cubi e una rete dedicata al trasporto dell’energia verso il sistema di teleriscaldamento milanese.
Equinix sarà responsabile della progettazione e della gestione del sistema di esportazione del calore, lavorando insieme ai clienti ospitati nei propri data center, le cui infrastrutture IT costituiscono la fonte dell’energia termica recuperata.
Un modello di economia circolare applicato alle infrastrutture digitali
A regime, il progetto consentirà di recuperare circa 225 GWh di energia termica all’anno, incrementando di circa il 20% il calore decarbonizzato distribuito attraverso la rete di teleriscaldamento gestita da A2A a Milano.
Secondo le stime diffuse dalle aziende, l’energia recuperata sarà sufficiente per riscaldare oltre 21.000 abitazioni, evitando ogni anno l’emissione di oltre 345.000 tonnellate di CO₂, un valore paragonabile alla capacità di assorbimento di circa 220.000 alberi.
Contestualmente, A2A estenderà la rete di teleriscaldamento per distribuire il calore recuperato in un’ampia porzione della città, raggiungendo sia il centro sia le aree periferiche, comprese zone già servite come quelle del Duomo e di Palazzo Reale.
I data center diventano protagonisti della transizione energetica
L’iniziativa evidenzia un cambio di paradigma nel ruolo dei data center. Se fino a pochi anni fa il tema dell’efficienza riguardava principalmente la riduzione dei consumi elettrici e del PUE, oggi le infrastrutture digitali possono contribuire direttamente ai sistemi energetici urbani attraverso il recupero del calore di scarto.
Secondo Equinix, il surplus termico generato dalla crescente domanda di elaborazione dati, accelerata anche dall’adozione dell’intelligenza artificiale, rappresenta una risorsa ancora poco sfruttata ma con un elevato potenziale per supportare gli obiettivi di decarbonizzazione delle città.
Per A2A, invece, il progetto rafforza la strategia di sviluppo di un ecosistema integrato in cui energia, infrastrutture e innovazione digitale operano in modo sinergico, valorizzando il ruolo dei data center come asset strategici per la sostenibilità oltre che per la crescita economica.
Un progetto destinato a fare scuola
La collaborazione tra A2A ed Equinix si inserisce in un percorso già avviato dal gruppo energetico nel recupero del calore proveniente dai data center presenti in Lombardia, ma rappresenta anche un riferimento per l’intero mercato italiano.
Secondo Equinix, l’iniziativa è destinata a diventare uno dei più grandi progetti di recupero e valorizzazione del calore dei data center in Europa al di fuori dei Paesi nordici, dove queste soluzioni sono già più diffuse.
L’accordo conferma come la crescita delle infrastrutture digitali possa essere accompagnata da modelli di economia circolare capaci di generare benefici ambientali, economici e sociali, trasformando il calore prodotto dai data center in una risorsa concreta per la transizione energetica delle città.


































