facility management – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:19:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png facility management – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il Facility Management https://www.datamanager.it/2015/03/il-facility-management/ Tue, 24 Mar 2015 11:39:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71947 A cura di Katiuscia Terrazzani, Director Southern Europe per la divisione Purchasing & Cost Performance Lowendalmasaï Il Facility Management nasce negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’80, durante un difficile periodo per l’economia nordamericana, che visse un radicale e repentino cambiamento: diminuzione delle barriere geografiche, maggiore circolazione delle merci e offerta più differenziata, con la conseguente […]

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A cura di Katiuscia Terrazzani, Director Southern Europe per la divisione Purchasing & Cost Performance Lowendalmasaï

Il Facility Management nasce negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’80, durante un difficile periodo per l’economia nordamericana, che visse un radicale e repentino cambiamento: diminuzione delle barriere geografiche, maggiore circolazione delle merci e offerta più differenziata, con la conseguente evoluzione delle esigenze dei consumatori e del rapporto tra fornitore e cliente. Mutamenti che fecero crescere in modo esponenziale la competitività e che spinsero le aziende a dover ripensare ai propri processi, con una particolare attenzione all’ottimizzazione e all’efficientamento. In questo contesto divenne una chiave strategica anche la capacità di rendere flessibile e di ottimizzare la gestione delle strutture e dei luoghi in cui operavano le aziende: il Facility Management.

Infatti, secondo la definizione dell’IFMA (International Facility Management Association) il Facility Management “è la disciplina aziendale che coordina lo spazio fisico di lavoro con le risorse umane e l’attività propria dell’azienda. Integra i principi della gestione economica e finanziaria dell’azienda, dell’architettura e delle scienze comportamentali e ingegneristiche”. Con il termine facility si identificano tutti gli immobili all’interno dei quali si svolge l’attività lavorativa e tutti i servizi a essa collegati e che la rendono possibile, quali manutenzione e pulizia degli edifici e degli impianti, interventi di riqualificazione, sorveglianza, protezione antincendio, ecc.

Una gestione efficace delle facility dovrebbe quindi essere volta al miglioramento, in termini di processi e costi, degli immobili, delle strutture e degli impianti aziendali. Si tratta di un processo continuativo, essenziale per le aziende che vogliono mantenere un certo grado di competitività nel mercato.

L’IFMA ha identificato tre macro aree che fanno parte del Facility Management:

–          Servizi all’edificio, che racchiudono tutte le attività utili per il mantenimento dell’immobile, degli impianti e delle strutture. Obiettivo di questi servizi è garantire il funzionamento dello spazio all’interno del quale opera l’azienda, in linea con la normativa vigente in tema di sicurezza, utilizzo dell’energia e igiene;

–          Servizi allo spazio, il cui scopo è quello di fare in modo che lo spazio dove si lavora sia correttamente organizzato per supportare l’azienda nello sviluppo della propria attività, facilitando i processi di comunicazione, circolazione delle informazioni e socializzazione;

–          Servizi alle persone, i quali si riferiscono a un’area molto ampia che include, ad esempio, la ristorazione, la sicurezza, l’igiene ambientale.

Le aziende tendono a esternalizzare la gestione di tutti, o parte, di questi servizi. Un approccio vincente se si considera che sul mercato sono ormai presenti numerosi fornitori in grado di offrire elevate competenze settoriali, flessibilità e copertura territoriale.

Un’azienda, prima di avviare l’ottimizzazione del Facility Management, deve quindi effettuare una valutazione strategica di quali siano i servizi da ottimizzare rispetto ai costi e alle risorse, analizzare le esigenze dei propri clienti interni (dipendenti, ecc.), per supportare efficacemente il core business, e infine coordinare tutti i servizi, ottimizzando e re-ingegnerizzando i processi.

Un progetto di ottimizzazione del Facility Management inizia generalmente dalla mappatura dei servizi, dei fornitori in uso e dei relativi contratti, per comprendere se i costi e i livelli di servizio sono allineati con le esigenze e le aspettative dell’azienda. Ad esempio, in alcuni casi potrebbe essere utile effettuare una localizzazione dei possibili fornitori, in quanto fondamentale a livello operativo che questi si trovino nella stessa area geografica nella quale opera l’azienda, oppure, al contrario, se l’azienda è distribuita su più sedi, l’esigenza potrebbe essere quella di coinvolgere un general contractor, in grado di offrire servizi differenziati su tutto il territorio, con lo stesso livello qualitativo e di costo.

Prendiamo il caso reale di un’azienda che opera nel mercato del fashion retail, per la quale è stata eseguita un’attività di ottimizzazione del Facility Management per l’area delle pulizie. L’azienda possiede circa 160 negozi sul territorio italiano e si appoggia a circa 70 fornitori locali, con livelli di costo molto diversi tra loro. Il progetto è stato suddiviso in 2 fasi, perché i cambiamenti a livello del Facility Management, seppur non strettamente legati al core business, non vanno mai sottovalutati: infatti indirettamente possono generare inefficienze che hanno poi un impatto anche sull’attività principale dell’azienda.

Durante la prima fase, si è proceduto alla mappatura del servizio che i fornitori esistenti erogavano, con un’analisi del suo livello e dei relativi costi. Sulla base dei risultati ottenuti, si è proceduto con la standardizzazione dei livelli di servizio – ove possibile – e quindi con la rinegoziazione dei contratti con i fornitori in essere. Questa prima fase di 2 mesi è stata propedeutica per la successiva valutazione di altre realtà presenti sul mercato, che fossero in grado di gestire i servizi di pulizia dell’azienda con una maggiore efficienza e un minor costo. Sono stati coinvolti circa un centinaio di fornitori tra locali e nazionali. A seguito di un’approfondita analisi e qualificazione dei vendor coinvolti e dell’avvio della gara, il servizio è stato affidato a un unico fornitore a livello nazionale, scelta che ha permesso all’azienda di migliorare notevolmente processi e costi. Inoltre, questa attività è stata un’occasione per consolidare le operazioni ordinarie relative al servizio di pulizia e per ridefinire quelle straordinarie, con un re-design del processo di monitoraggio dei servizi. L’implementazione del nuovo fornitore è stata graduale: si è partiti dal Nord Italia e, solo dopo un follow-up positivo sull’inserimento del nuovo vendor nei vari punti vendita della zona, si è passati all’implementazione del Centro, poi del Sud e infine delle Isole. L’intero processo di questa seconda fase, dalla gara alla progressiva introduzione del nuovo vendor localmente, ha visto l’azienda coinvolta per circa 5 mesi.

Sul perimetro preso in considerazione da questo progetto l’azienda ha ottenuto circa il 24% di economie.

Risulta quindi evidente che si possono ottenere buoni risultati da un progetto di ottimizzazione del Facility Management. Se quindi è vero che non è un’attività core per le aziende, ha però un’importante ricaduta sul business nel momento in cui un’efficace gestione dei servizi impatta direttamente sui clienti interni ed esterni all’azienda. Va anche considerato che il Facility Management non è un mero strumento per tagliare dei costi, ma serve per gestire in modo efficiente un insieme di attività basilari per il corretto funzionamento dell’azienda, con un conseguente efficientamento di costi, processi, risorse e tempi di gestione. Un progetto di Facility Management genera efficienza indiretta che si riversa positivamente sulla produttività e reattività dell’azienda all’interno del mercato.

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Informazioni integrate e in tempo reale: evoluzione del business per Idealservice https://www.datamanager.it/2014/07/informazioni-integrate-in-reale-evoluzione-business-per-idealservice/ Tue, 29 Jul 2014 12:51:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59416 Connettere persone, processi e informazioni. Ecco come una cooperativa di servizi integrati rivoluziona la gestione dei dati, evolve il modo di condividere la conoscenza tra clienti ed organizzazione aziendale e fornisce al Top Management nuovi strumenti di analisi del business intuitivi e rapidi. Tutto in un’ottica di integrazione IL CLIENTE IDEALSERVICE SOC. COOP nasce nel 1953 a Pasian […]

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Connettere persone, processi e informazioni. Ecco come una cooperativa di servizi integrati rivoluziona la gestione dei dati, evolve il modo di condividere la conoscenza tra clienti ed organizzazione aziendale e fornisce al Top Management nuovi strumenti di analisi del business intuitivi e rapidi. Tutto in un’ottica di integrazione

IL CLIENTE

IDEALSERVICE SOC. COOP nasce nel 1953 a Pasian di Prato (UD) come impresa di pulizie. Cresciuta dalla fusione di molte piccole cooperative e società, il Gruppo Idealservice è fra i maggiori archivi d’impresa e il principale riferimento di molte Amministrazioni Pubbliche e società private. Gli anni ‘90 vedono la crescita della cooperativa tramite la fusione di piccole cooperative e società, permettendo ad Idealservice
di divenire un’azienda articolata e multisettoriale, in grado di offrire servizi integrati, quali: pulizie civili e
speciali, servizi ecologici ed industriali. Idealservice oggi opera nei settori del Facility Management, dell’Ambiente e dell’Energia e rappresenta la principale realtà industriale del Nord Est e tra le più importanti d’Italia, capace di trasformarsi e innovarsi, facendo leva sulle proprie competenze e su nuovi asset competitivi.

LE ESIGENZE

Fornendo servizi differenti ad una tipologia diversificata di clienti, Idealservice aveva la necessità di modernizzare il proprio sistema informativo puntando su un’unica soluzione in grado di migliorare comunicazione, visibilità e collaborazione tra gli utenti. La cooperativa funge infatti da punto di riferimento per la gestione di tutte le attività che ciascun cliente decide di esternalizzare, che risultava difficile,
articolata e richiedeva molto tempo perintegrare i dati da più fonti per comprendere lo stato dell’arte dei servizi offerti ai clienti. Per accrescere il valore nei confronti dei clienti e fornire al team una
gestione delle informazioni tempestiva ed accurata, Idealservice ha cercato uno strumento di condivisione ed aggregazione dei dati ed uno di business intelligence per la creazione di report/ statistiche in tempo reale a supporto del business.

SMC e BNova hanno saputo rispondere alle esigenze del cliente apportando le proprie competenze, rispettivamente in ambito portale aziendale e business intelligence: due soluzioni che non si limitano ad integrarsi tra loro ma sanno aprire un dialogo efficace con tutti gli altri software già in uso in azienda.

Open Square Portal, sviluppato su tecnologia Liferay, ha fornito a Idealservice un unico strumento per:

1. La creazione di una area riservata in cui condividere e pubblicare informazioni e/o applicazioni di utilità per i clienti di Idealservice

2. La creazione di un portale extranet dedicato a migliorare la comunicazione esterna nei confronti dei cittadini e del pubblico a cui solitamente si rivolgono i servizi dell’azienda. Gestione questionari e modulo FAQ e sono portlet nativi per incentivare il rapporto tra il cliente e l’azienda, fidelizzando l’utente

3. come tecnologia di base a servizio di clienti/consorzi esterni o comuni, in fase di bando di gara, per lo sviluppo dei propri siti web aziendali.

In Pentaho Idealservice ha trovato una soluzione completa che apre un infinito ventaglio di possibilità in ambito Business Intelligence. Il prodotto, dotato di architettura flessibile e compatibile con i principali prodotti di mercato, ha fornito alla cooperativa le funzionalità di reporting ricercate in modo rapido ed efficace, con tempi tecnici di implementazione estremamente ridotti. Utilizzando Pentaho BA Suite, BNova è riuscita a consegnare una soluzione completa, dalla modellazione dei dati e dalla progettazione ETL per arrivare a report di dettaglio sulle singole commesse e risorse coinvolte nei processi.

Cruscotti interattivi, analisi e report sono parametrizzati in funzione dell’utente connesso e resi disponibili agli utenti finali sul portale aziendale. Dashboard riassuntive, monitoraggio completo delle informazioni ed analisi cross su dati aziendali senza necessità di interventi tecnici sono solo alcuni dei punti di forza di Pentaho che hanno portato l’azienda al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Idealservice dispone così di una soluzione di business intelligence che migliora il valore ed il servizio ai propri utenti.

VANTAGGI QUALITATIVI E QUANTITATIVI

L’introduzione di Open Square Portal, Liferay e Pentaho hanno saputo trasformare Idealservice in un’azienda improntata alla massimizzazione dell’efficienza, della collaborazione e della comunicazione. I miglioramenti hanno coinvolto tutte le aree aziendali, il rapporto con i fornitori nonché con i vari clienti. Le comunicazioni tra i diversi reparti aziendali oggi sono orchestrate anche da calendari condivisi, che permettono di coordinare le numerose attività della cooperativa. Dal punto di vista dell’uso quotidiano, gli utenti si sono ritrovati a lavorare in un ambiente completamente uniformato, con un’ unica interfaccia semplice e immediata, indipendentemente dal programma in uso. Questo ha ulteriormente facilitato il lavoro nelle attività giornaliere. Delicato risultava il tema della gestione del dato. Certe statistiche fondamentali per il business sono state rese disponibili, in modo da mettere anche il management nella condizione di poter attingere, in autonomia e rapidamente, ad analisi aggiornate, ritarando le operazioni sulla base degli andamenti riscontrati ed eseguendo operazioni correttive. Con una visione completa ed up-to-date di tutte le commesse in essere e dei propri clienti, Idealservice è ora in grado di rispondere prontamente alle esigenze espresse dai propri utenti. Essi hanno accesso, in qualunque momento, a cruscotti di sintesi navigabili fino al massimo livello di dettaglio e secondo diverse dimensioni di analisi.

[blockquote style=”4″]“Avevamo bisogno di un prodotto che permettesse di monitorare l’attività aziendale da più punti di vista, che fosse in grado di garantire una visione prospettica richiesta dal Top Management e che andasse oltre la mera fotografia dello stato attuale dei processi. Grazie a Liferay e Pentaho, la qualità dei servizi offerti ed il valore percepito dai nostri clienti è notevolmente aumentato, tanto da diventare parte integrante della strategia aziendale.” Alberto Dalla Francesca, IT Manager.[/blockquote]

 

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Data center “as a service” con il facility management https://www.datamanager.it/rivista/data-center-service-con-il-facility-management-55561.html Thu, 17 Apr 2014 10:50:25 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/data-center-as-a-service-con-il-facility-management/ Quando si parla di risorse elaborative, di storage, di infrastrutture di business continuity e disaster recovery, oggi le organizzazioni richiedono efficienza, flessibilità, sicurezza, compliance: la giusta risposta può essere il facility management   Le organizzazioni di ogni settore – dalle banche alle compagnie assicurative, dalle utility alle aziende industriali – oggi si confrontano con importanti […]

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Quando si parla di risorse elaborative, di storage, di infrastrutture di business continuity e disaster recovery, oggi le organizzazioni richiedono efficienza, flessibilità, sicurezza, compliance: la giusta risposta può essere il facility management

 

Roberto Manini responsabile direzione gestione clienti e sviluppo commerciale di Cedacri

Le organizzazioni di ogni settore – dalle banche alle compagnie assicurative, dalle utility alle aziende industriali – oggi si confrontano con importanti evoluzioni dei mercati, tecnologiche e normative che influiscono sulle scelte relative alla gestione del data center aziendale. Pensando ai mercati, la generale accelerazione delle dinamiche di business che si riscontra in ogni settore, anche a seguito della globalizzazione dell’arena competitiva, impone alle organizzazioni di sviluppare una maggiore velocità di reazione al cambiamento: una reattività che spesso implica la capacità dell’IT di adeguarsi in modo tempestivo alle mutevoli richieste del business. Se guardiamo invece all’area tecnologica, è ad esempio l’esplosione dei big data ad accentuare la domanda di potenza elaborativa e risorse storage. Sul piano normativo, invece, un esempio significativo dell’influenza del legislatore sulla gestione delle infrastrutture tecnologiche aziendali ci viene dal settore bancario: è infatti del luglio 2013 la Circolare 263 di Banca d’Italia, che impone agli istituti di rivedere le strutture IT deputate alla business continuity per innalzare la tutela dal rischio operativo.

A fronte di tutto questo, le organizzazioni hanno necessità di accrescere l’efficienza e la flessibilità delle infrastrutture tecnologiche a cui si affidano per i propri sistemi applicativi; allo stesso tempo, hanno bisogno di innalzare il livello di sicurezza delle infrastrutture e di poter contare su sistemi sempre allineati alle richieste del legislatore. Tuttavia, è spesso difficoltoso per i dipartimenti IT aziendali trovare le risorse – economiche e non solo – per rispondere efficacemente alle nuove esigenze del business, per adottare tempestivamente le nuove tecnologie via via disponibili e per adeguarsi in modo costante alle nuove richieste normative. La scelta dell’esternalizzazione dell’infrastruttura IT può essere in questo senso una risposta, a patto di affidarsi al giusto partner.

Prima di tutto, banche e aziende dovranno rivolgersi a un outsourcer in grado di prendere in carico la gestione di tutte le componenti dell’infrastruttura tecnologica (mainframe, server farm, postazioni di lavoro individuali, infrastruttura di networking, sistemi di stampa, connettività Internet) e dei servizi collegati (servizi sistemistici, help desk, sicurezza logica, disaster recovery e business continuity), potendo fare leva su data center caratterizzati da scala operativa e potenza elaborativa mainframe e server tali da dare le necessarie garanzie in termini di efficienza e di flessibilità nei servizi. Le ampie economie di scala consentono, inoltre, di ottenere risparmi fino al 30% e di beneficiare di investimenti in innovazione dei sistemi IT che una singola organizzazione difficilmente potrebbe sostenere da sola. Sul piano della flessibilità, un outsourcer da un lato deve poter permettere di scalare anche solo temporaneamente la potenza elaborativa per fare fronte a eventuali picchi di carico, con un modello di pricing “as a service”, dall’altro essere in grado di integrare con facilità apparati di qualsivoglia produttore in base alle richieste del cliente, senza vincoli con particolari vendor di tecnologie. Per quel che riguarda invece le esigenze di sicurezza dei sistemi IT, il cliente è veramente tutelato solo affidandosi a un partner che garantisca una soluzione di business continuity erogata in campus e un sito di disaster recovery a distanza superiore di 150 km, fuori dalle aree metropolitane, dunque dotato di infrastrutture ridondate su potenza elaborativa e apparati. Inoltre, è importante che il partner garantisca il partizionamento dei sistemi, in modo che essi siano dedicati in via esclusiva a ciascun cliente e accessibili tramite sistemi di telecomunicazione protetti. Sul piano della compliance, infine, sono fondamentali costanti investimenti in innovazione volti da un lato a migliorare l’efficienza dei sistemi e dall’altro proprio a garantire un allineamento delle infrastrutture IT alle normative.

 

 

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INNOVAZIONE TARGATA CEDACRI https://www.datamanager.it/rivista/innovazione-targata-cedacri-47939.html Fri, 14 Jun 2013 09:13:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/innovazione-targata-cedacri/ Continua l’impegno della società di Collecchio sul fronte dell’innovazione, con risultati riconosciuti anche recentemente al Forum ABI Lab 2013 nel concorso che premia la tecnologia più evoluta   Negli ultimi anni il settore bancario italiano ha vissuto importanti cambi strutturali e molteplici adeguamenti normativi, affrontando le crescenti esigenze della clientela e condizioni critiche di mercato […]

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Salvatore Stefanelli, direttore generale di CedacriContinua l’impegno della società di Collecchio sul fronte dell’innovazione, con risultati riconosciuti anche recentemente al Forum ABI Lab 2013 nel concorso che premia la tecnologia più evoluta

 

Negli ultimi anni il settore bancario italiano ha vissuto importanti cambi strutturali e molteplici adeguamenti normativi, affrontando le crescenti esigenze della clientela e condizioni critiche di mercato che hanno portato a una significativa contrazione dei margini di ricavo per gli istituti.

In questo contesto, dovendo rivedere i propri modelli operativi e di costo per recuperare l’efficienza e mantenere la competitività, molte banche hanno scelto la strada dell’outsourcing dei sistemi informativi offerta dal Gruppo Cedacri (www.cedacri.it), per poter disporre di soluzioni complete e in continua evoluzione, riducendo nel contempo i costi di gestione. «Una decisione di questo tipo – ha commentato Salvatore Stefanelli, direttore generale di Cedacri – spesso è fatta valutando solo il risparmio economico immediato, che può peraltro arrivare fino al 34%. Il ricorso al nostro outsourcing permette invece di ottenere ulteriori vantaggi, considerevoli ma non palesi, consentendo alla singola banca una copertura funzionale completa, il continuo aggiornamento delle piattaforme tecnologiche e la costante revisione dei prodotti, frutto degli ingenti investimenti in innovazione che facciamo per offrire ai nostri clienti soluzioni aderenti alle esigenze più diversificate».

Come spiega Stefanelli, i risultati registrati da Cedacri nel 2012, con un fatturato vicinissimo ai 200 milioni di euro e un utile netto di 7,6 milioni (+56,1% rispetto all’anno precedente), sono stati conseguiti a fronte di significativi investimenti autofinanziati. Per l’evoluzione strategica dei propri sistemi e delle applicazioni, Cedacri ha continuato a investire, arrivando così ad allocare risorse pari a oltre 100 milioni di euro negli ultimi tre anni. Inoltre, sono già in budget ulteriori 30 milioni per il 2013, una quota significativa rispetto agli investimenti complessivi del settore bancario.

«Accanto agli aspetti economici e finanziari – ha sottolineato Stefanelli – un fattore che ha favorito il nostro successo è stata la gestione del personale orientata a valorizzare le esperienze senior consolidate, più specialistiche e funzionali, e a inserire risorse giovani che apportino nuovi contributi tecnologici e di idee».

Questa impostazione ha favorito la realizzazione di una serie di progetti per l’evoluzione di tutte le piattaforme applicative, sia per arricchirle di nuove funzionalità, sia per adeguarle alle nuove normative.

«Dopo il successo riportato nel 2012 con il Front End Unico di filiale, tra le iniziative più recenti – ha spiegato Stefanelli – vorrei evidenziare CKit, la nuova soluzione mobile, multicanale e completamente integrata, che abbiamo presentato in anteprima al Forum ABI Lab 2013 e che si è aggiudicata il primo posto nel concorso indetto per premiare la tecnologia più evoluta nell’area dedicata al tema “BANKin TOUCH” (www.abilab.it/forum-abi-lab-2013)».

Cedacri Keep-In-Touch è la soluzione che avvicina il cliente alla banca e permette all’istituto, in modo semplice e immediato, di essere in contatto continuo con tutti i clienti. Quest’offerta di Cedacri consente di costruire una nuova banca multicanale completamente integrata, abilitando l’utilizzo di tutte le piattaforme (home e mobile banking, ATM e filiale) per interagire con clienti e prospect in ogni luogo e situazione.

«Per raggiungere gli obiettivi di crescita che ci siamo prefissi – ha detto Stefanelli – continueremo a puntare sull’innovazione e sul miglioramento della qualità del servizio. Siamo convinti che il nostro modello di outsourcing, basato sulla condivisione degli investimenti tra tutti gli utenti, sia quello vincente».

L’utilizzo delle nuove tecnologie e i sistemi applicativi permetteranno a Cedacri di differenziarsi dalla concorrenza e di offrire soluzioni per rendere più efficienti i processi, per personalizzare i prodotti e per aumentare il cross selling delle banche. In particolare, gli sforzi verranno concentrati nelle aree della multicanalità, della finanza e della monetica, a favore dell’innovazione dei modelli di business più diffusi in ambito bancario.

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Cedacri: risultati 2011 e linee guida 2012-2014 https://www.datamanager.it/rivista/system-integration/cedacri-risultati-2011-e-linee-guida-2012-2014 Mon, 18 Jun 2012 11:59:15 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/06/cedacri-risultati-2011-e-linee-guida-2012-2014/ Presso la nuova sede di Collecchio, accanto ai successi ottenuti sono state evidenziate le strategie di sviluppo per il medio termine Collecchio (Parma) – La presentazione dei risultati conseguiti e del prossimo piano industriale di Cedacri (www.cedacri.it) è stata anche l’occasione per visitare la nuova e splendida sede ecosostenibile, inaugurata solo a novembre dello scorso […]

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Presso la nuova sede di Collecchio, accanto ai successi ottenuti sono state evidenziate le strategie di sviluppo per il medio termine

Collecchio (Parma) – La presentazione dei risultati conseguiti e del prossimo piano industriale di Cedacri (www.cedacri.it) è stata anche l’occasione per visitare la nuova e splendida sede ecosostenibile, inaugurata solo a novembre dello scorso anno. Nel panorama economico desolante che ancora ci circonda, investire 15 milioni di euro per la ristrutturazione e la creazione di nuovi uffici dichiara la robustezza dell’azienda, il coraggio imprenditoriale e la forza di accettare le sfide future.

Il cuore di Cedacri, ossia il data center, offre ora una architettura elaborativa distribuita ed abbondantemente ridondata, che si colloca al terzo posto in Italia in ambito bancario per potenza operativa erogata. Le tre sale macchine principali complessivamente forniscono 30mila Mips di potenza elaborativa mainframe, dispongono di 4mila server, gestiscono oltre 40 milioni di transazioni quotidianamente per più 100 clienti. Distante 180 chilometri da Collecchio, nella zona geologicamente differente di Castellazzo Bormida, è operativo poi il grande data center di Cedacri per il disaster recovery, anch’esso ecosostenibile.

RISULTATI CONSEGUITI

Fabio De Ferrari, direttore generale di Cedacri, ha illustrato come nel 2011 il fatturato della società sia aumentato del 9,4% rispetto all’anno precedente, superando i 195 milioni di euro, con un margine operativo pari a oltre 24 milioni, in crescita del +11,9% rispetto al 2010. Inoltre, il bilancio consolidato di Gruppo riporta un valore della produzione complessiva superiore ai 264 milioni, pari a un progresso del 4,4%, e un utile netto di oltre 5 milioni, in crescita del 129% rispetto all’anno precedente.

Questi risultati sono stati raggiunti a dispetto della difficile contingenza attraversata dal comparto bancario, tradizionale mercato di riferimento per la società, e nonostante il proseguire degli interventi sulle tariffe, effettuati a favore della clientela. La crescita è stata possibile grazie a iniziative di cross selling, allo sviluppo della linea di business legata al facility management e all’acquisizione di nuova clientela non solo della finanza, ma anche in particolare nel mercato delle aziende industriali e di servizi.

I numeri sono sempre molto importanti, ma De Ferrari ha evidenziato anche i più recenti successi, quali per esempio l’acquisizione alla fine del 2011 di SiGrade (www.sigrade.it), specializzata nello sviluppo di soluzioni software e nella system integration.

OPPORTUNITÀ E PROSPETTIVE

De Ferrari ha poi presentato il piano industriale per lo sviluppo del Gruppo. Attraverso investimenti nello sviluppo di nuovi servizi, Cedacri intende rafforzare la propria presenza nel segmento delle banche di medie dimensioni, grazie all’offerta di un outsourcing completo e di soluzioni verticali, sia tramite la proposta di pacchetti software su misura che di servizi di system integration. «L’offerta di gestione in outsourcing di tutte le infrastrutture tecnologiche – prosegue De Ferrari – è la linea su cui puntiamo per crescere e per consolidare la presenza di Cedacri anche nel settore assicurativo, come pure nel comparto delle aziende industriali e di servizi medie e grandi, potendo garantire loro una riduzione dei costi operativi fino al 30%, la flessibilità nel supporto alla crescita del business e Sla stringenti su tutte le componenti chiave del servizio».

Forte della leadership guadagnata nell’ambito del facility management, completata da una serie di servizi aggiuntivi, quali help desk, sicurezza, disaster recovery e business continuity, Cedacri affiancherà anche lo sviluppo di soluzioni in outsourcing per gli operatori assicurativi, ed individuerà ulteriori opportunità di crescita tramite le offerte delle altre società del Gruppo, quali Bpo, Monetica e sistemi di Pagamento e Business Information, dispiegando una proposta unica per il mercato italiano in termini di ampiezza e completezza del portafoglio.

«Un capitolo nuovo riguarda l’obiettivo di avviare la nostra penetrazione dei mercati esteri – conclude De Ferrari – e quello dell’offerta di servizi di consulenza organizzativa, sia per i nostri soci e clienti sia per banche prospect di piccole dimensioni. In particolare, per i mercati esteri prevediamo di iniziare un’attività di scounting nei Paesi avanzati, per individuare opportunità di penetrazione con l’offerta di servizi di Facility Management, soluzioni particolarmente distintive anche in termini di costi».

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Gesp mappa anche l’interno degli edifici https://www.datamanager.it/rivista/facility-management/gesp-mappa-anche-linterno-degli-edifici Mon, 19 Mar 2012 14:23:41 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/03/gesp-mappa-anche-linterno-degli-edifici/ Con l’acquisizione di Sysgroup, le tecnologie Gis permettono di ottimizzare anche l’attività di Facility Management Lo scorso novembre Google ha annunciato la possibilità di mappare l’interno degli edifici e di utilizzare questa nuova funzionalità di navigazione con Google 6.0 for Android. Da quella data sono ovviamente aumentate le “indoor map”, sviluppate per facilitare la gestione, […]

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Con l’acquisizione di Sysgroup, le tecnologie Gis permettono di ottimizzare anche l’attività di Facility Management

Lo scorso novembre Google ha annunciato la possibilità di mappare l’interno degli edifici e di utilizzare questa nuova funzionalità di navigazione con Google 6.0 for Android. Da quella data sono ovviamente aumentate le “indoor map”, sviluppate per facilitare la gestione, gli interventi e gli spostamenti anche all’interno delle strutture e non solo lungo le strade.

È una svolta significativa per i sistemi Gis, ovvero i sistemi informativi geografici. Soluzioni che, come spiega Giovanni Maria Casserà, amministratore delegato di Gesp (www.gesp.it), «sono impiegate con successo negli ambiti più svariati e Gesp è da anni all’avanguardia nel settore». Anche per tale ragione, nello scorso aprile Gesp ha acquisito Sysgroup (www.sysgroup.it), azienda piemontese specializzata nei sistemi geografici, ma con particolare riferimento ai sistemi Cafm (Computer Aided Facility Management).

Una scelta che, come spiega Fernando Ippolito, Sr. consultant di Gesp ed ex titolare di Sysgroup, permette a Gesp di «allargare la propria base territoriale, ma soprattutto di acquisire nuove competenze nell’offerta di sistemi Gis nell’ambito del Facility Management. La combinazione di Gis e Facility Management offre infatti una significativa valenza sia gestionale che, come ricaduta, di risparmio economico. Peraltro le esperienze condotte da Sysgroup nel settore, prima fra tutte quella dell’Università di Torino dove tuttora operiamo con successo, dimostrano la validità di questo approccio».

Data Manager: Una nuova opportunità che, quindi, avrà immediate ricadute anche dal punto di vista economico. Quale sarà l’impatto sul fatturato e sull’organizzazione?

Casserà: L’acquisizione del 100% del capitale sociale di Sysgroup corrisponde a una precisa logica industriale di Gesp, che mira a consolidare il proprio posizionamento sul mercato interno. Unendo il mercato e le competenze delle due aziende, nel 2013 puntiamo a raggiungere un fatturato complessivo di circa 8 milioni di euro contro gli attuali 6 milioni di euro (dato 2011). Da un punto di vista merceologico, la fusione migliorerà ulteriormente il nostro posizionamento, in particolare nel segmento delle utility, che rappresentano un mercato molto interessante per il settore delle tecnologie geospatial.

Le due aziende, però, provengono da esperienze differenti. Come verrà integrato il management di Sysgroup in Gesp?

Ippolito: L’integrazione del management e del personale è già avvenuta. Di fatto già oggi operiamo sul mercato come un unico soggetto e c’è stato, fin da subito, un ottimo interscambio fra i tecnici delle due aziende. La scelta di operare la fusione solo a partire dal 2013 è dettata da motivi di politica di bilancio, oltre che da esigenze di natura giuslavoristica. Mi piace sottolineare che non è stata fatta alcuna riduzione dell’organico, ma che, al contrario, sia Sysgroup che Gesp hanno operato nuove assunzioni, allo scopo di aumentare ulteriormente la propria capacità di delivery.

Un dato che conferma la crescita di Gesp, divenuta un’azienda di riferimento internazionale nel trattamento georeferenziato dei dati. Negli ultimi anni come è cambiato il mercato e come è cambiata Gesp?

Casserà: Le funzionalità “Geospatial oriented” e i sistemi Gis hanno avuto una notevole espansione in tutti i mercati verticali e stanno attraversando una fase di maturazione, sia dal punto di vista tecnologico che applicativo. A questo ha fatto da contrappunto un aumento dei player presenti sul mercato e una maggiore intensità competitiva, con tutte le conseguenze positive del caso, incluso un forte abbattimento dei costi per il cliente finale.

Gesp, grazie all’esperienza maturata sui mercati esteri e come testimoniato dal buon andamento aziendale, ha saputo adeguarsi a questi cambiamenti. Abbiamo completamente ristrutturato la nostra organizzazione interna, le nostre “prime linee” stanno crescendo anche dal punto di vista manageriale e siamo cresciuti anche in termini di numero di addetti. Abbiamo ampliato a 360 gradi le nostre competenze tecniche su praticamente tutte le tecnologie di settore, maturando importanti referenze anche sulle nuove piattaforme tecnologiche e divenendo il primo player “software independent” di settore. La recente acquisizione di alcune importanti gare, sia in Italia sia all’estero, dimostra che siamo più che mai attori-protagonisti di un mercato in continua espansione.

Le applicazioni dei sistemi Gis, quindi, sono sempre più svariate e offrono significativi vantaggi. La PA ha colto davvero le opportunità?

Casserà: In termini dimensionali la PA, e la PAL in particolare, rappresentano uno dei principali mercati per le applicazioni Geospatial. Un esempio concreto è rappresentato dalle smart city, ossia le realtà urbane capaci di coniugare in modo efficiente e intelligente innovazione tecnologica e miglioramento dei servizi urbani, con particolare riferimento a settori nevralgici quali l’efficienza energetica e i trasporti pubblici, dove i sistemi Gis rappresentano un importante elemento di innovazione. In questo ambito Milano ha una grande opportunità, legata all’appuntamento di Expo 2015: vedremo se il nostro tessuto imprenditoriale e associativo saprà cogliere questa occasione per far nascere iniziative capaci di autofinanziarsi e che sappiano contribuire al miglioramento delle condizioni di vita.

Gesp, però, non è attiva solo in Italia e si è aggiudicata la gara, promossa dall’Onu, per un sistema geografico nell’area caraibica. Come riesce un’azienda italiana ad affermarsi in un contesto internazionale?

Casserà: All’inizio con grandissima difficoltà e con sforzi veramente elevati da tutti i punti di vista: tecnico, organizzativo, finanziario e logistico. Il cammino per diventare competitivi anche sui mercati internazionali è stato molto duro e faticoso. C’è da dire, però, che le piccole aziende italiane sono probabilmente fra le migliori al mondo. Paradossalmente essere una piccola impresa in Italia è talmente difficile che se sai farlo qui, lo puoi fare ovunque…

Il nostro percorso di internazionalizzazione è stato, come dicevo, molto duro e lo abbiamo sostanzialmente auto-finanziato con lo sviluppo di competenze interne. L’acquisizione di commesse all’estero passa, almeno in prima battuta, dalla partecipazione a bandi di gara internazionali per lo più aperti a operatori di qualsiasi Paese e finanziati almeno parzialmente con fondi comuni.

L’aspetto più difficile, e probabilmente anche il più oneroso, è quello dell’ingegneria di offerta, che deve essere molto minuziosa e ben dettagliata. Inoltre l’azienda deve dimostrare di essere conforme agli standard finanziari e di bilancio imposti dalle diverse Istituzioni appaltanti e avere capacità di risposta in tempi molto brevi. Un altro fattore senz’altro molto importante è quello della scelta di partner locali affidabili, con cui stringere accordi di collaborazione nei diversi Paesi.

Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di queste competenze, abbiamo realizzato sistemi in numerosi Paesi. Attualmente stiamo realizzando un sistema Gis per oltre 20 isole dell’arco caraibico, finalizzato alla valutazione e riduzione del rischio ambientale e meteo-climatico. Oltre a questo abbiamo appena siglato un contratto per la fornitura di software Gis in Cina, abbiamo nostro personale impegnato nell’erogazione di corsi specialistici sull’utilizzo delle tecnologie Gis ad Addis-Abeba e stiamo attendendo di conoscere l’esito di due gare nei Paesi dell’Est, bandite rispettivamente da Ue e World Bank.

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BASSILICHI, LA CRESCITA CONTINUA https://www.datamanager.it/rivista/monetica/bassilichi-la-crescita-continua Fri, 30 Jul 2010 08:16:46 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/07/bassilichi-la-crescita-continua/  Un percorso di crescita, sempre legato al mercato bancario, che prevede iniziative estere e una prossima quotazione in Borsa Risultati davvero interessanti quelli del gruppo Bassilichi (www.bassilichi.it) nel 2009. «Buoni i numeri – esordisce Leonardo Bassilichi, direttore generale della società -, ma non vorrei dar loro troppa enfasi, vista la situazione generale dell’economia». Anche non […]

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bassilichi 
Un percorso di crescita, sempre legato al mercato bancario, che prevede iniziative estere e una prossima quotazione in Borsa

Risultati davvero interessanti quelli del gruppo Bassilichi (www.bassilichi.it) nel 2009. «Buoni i numeri – esordisce Leonardo Bassilichi, direttore generale della società -, ma non vorrei dar loro troppa enfasi, vista la situazione generale dell’economia». Anche non volendo dare troppa enfasi, i numeri parlano chiaro e raccontano di un’impresa in buona salute che, non ostante il pessimo periodo per il mercato It mondiale e italiano, nello scorso anno ha ottenuto un incremento di fatturato pari al 20,2% raggiungendo i 223,3 milioni di euro (185,8 nel 2008), anche grazie a nuove acquisizioni. La capogruppo, Bassilichi, ha comunque messo a segno una crescita del 12,1% passando dai 185,2 milioni del 2008 ai 207,5 del 2009.

Questi risultati, afferma Leonardo Bassilichi, «sono frutto di un anno intenso di iniziative attraverso le quali abbiamo stimolato positivamente il mercato bancario, proponendo tecnologie e servizi semplici e innovativi, collaborando con tutte le nostre società controllate e partecipate sfruttando le loro specificità».

Tra queste iniziative la “Banca Bassilichi” una concept bank, situata fronte strada nella sede milanese di via Vittor Pisani, che consente di presentare ai clienti l’idea di una banca innovativa.

Il mondo bancario è infatti il principale mercato per la società cui offre servizi di Bpo attraverso i quali realizza circa il 90% del fatturato. Ma sono anche altri gli ambiti dove Bassilichi si propone, come la Gdo, il gaming e la distribuzione dei prodotti petroliferi, tutti settori dove sono necessarie competenze e servizi legati alla gestione del denaro e della monetica.

È la monetica, infatti, a rappresentare la maggiore fonte di introiti (oltre il 36%), seguita dal facility management con quasi il 28%, poi la sicurezza fisica con circa il 20% e il back office vicino al 10%.

Negli ultimi due anni Bassilichi ha acquisito alcune società che per lo più operano nell’area del suo business principale, si tratta del Consorzio Triveneto (fornisce servizi di monetica e corporate banking), Alfa Elettronica (progetta e produce sportelli self service), BassmArt (fa biglietteria elettronica e merchandising) e Krene (si occupa di sviluppo software e sistemi informativi). In altri casi invece detiene una quota di partecipazione, come nel caso di Bassnet (soluzioni per la monetica) e di Record Store (archiviazione).

Il piano del gruppo prevede per l’anno in corso un incremento di fatturato che lo porti a raggiungere i 240 milioni di euro, i 260 nel 2011 e a toccare i 285 milioni nel 2012.

«Per il triennio 2010-2012 – conclude Leonardo Bassilichi – ci attendiamo una crescita organica di circa 60 milioni di euro derivanti soprattutto dalla monetica e dal back office, ma dal 2012 riteniamo che la crescita rallenti e sarà dunque necessario allargare i nostri orizzonti al di fuori dell’Italia. La miglior difesa è l’attacco – aggiunge -, per cui bisogna anticipare il mercato e i fornitori di servizi esteri che “scendono” nel nostro Paese».

L’intenzione dunque è di investire all’estero, probabilmente con qualche acquisizione in modo da fornire servizi alle filiali straniere di importanti gruppi nazionali. Per raggiungere questo obiettivo, ha rivelato il direttore generale, Bassilichi sta avviando alcune iniziative che dovrebbero portarla, in un futuro non troppo lontano, alla quotazione in Borsa.

 

 

 

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