fibra ottica – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 07 Nov 2018 14:38:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png fibra ottica – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Retelit: favorire la crescita del business, trasformando dati accurati in driver finanziari https://www.datamanager.it/2018/09/retelit-favorire-la-crescita-del-business-trasformando-dati-accurati-in-driver-finanziari/ Thu, 06 Sep 2018 16:30:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152912 Retelit è uno dei principali operatori italiani di servizi dati e infrastrutture nel mercato delle telecomunicazioni, dal 2000 quotato alla Borsa di Milano, nel segmento STAR dal 26 settembre 2016. L’infrastruttura in fibra ottica di proprietà della società si sviluppa per oltre 12.500 chilometri (equivalente di circa 231.000 km di cavi in fibra ottica, di […]

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Retelit è uno dei principali operatori italiani di servizi dati e infrastrutture nel mercato delle telecomunicazioni, dal 2000 quotato alla Borsa di Milano, nel segmento STAR dal 26 settembre 2016.

L’infrastruttura in fibra ottica di proprietà della società si sviluppa per oltre 12.500 chilometri (equivalente di circa 231.000 km di cavi in fibra ottica, di cui 68.000 km situati in MAN) e collega 9 Reti Metropolitane e 15 Data Center in tutta Italia. La rete di Retelit si estende anche oltre i confini nazionali con un ring paneuropeo con PoP a Francoforte e Londra. L’azienda raggiunge, inoltre, i principali hub di telecomunicazioni europei inclusi Amsterdam e Parigi.

I dati finanziari alimentano la crescita

Con una rete in fibra ottica che si estende per circa 12.500 chilometri, Retelit è uno dei principali operatori italiani di servizi associati a dati e infrastruttura per il settore delle telecomunicazioni. In questi
ultimi anni, l’azienda ha allargato la sua gamma di prodotti, con una linea di servizi gestiti tagliati su misura per le esigenze delle aziende di grandi dimensioni.

Marco Calzolari, Responsabile Controlling presso Retelit, spiega: “I nostri nuovi servizi includono soluzioni di storage, backup e disaster recovery su cloud, unitamente a sistemi di gestione della sicurezza di rete e degli endpoint. Con la nostra espansione in nuove regioni del globo, il controllo dei costi ha assunto un’importanza sempre maggiore. Ecco perché dobbiamo dotare i nostri responsabili di strumenti in grado di fornire informazioni approfondite che consentano loro di guidare l’azienda verso la strada giusta”.

In passato Retelit si affidava prevalentemente a processi basati sull’uso di fogli di calcolo per redigere i suoi documenti di reporting e dei programmi di pianificazione finanziaria. Ciò rendeva difficile offrire informazioni accurate e tempestive sulla redditività delle varie attività aziendali.

“Ogni volta che un nuovo cliente effettua una sottoscrizione ai nostri servizi cloud, subentrano una serie di fattori finanziari che determinano l’impatto del cliente sulla nostra redditività”, spiega Calzolari. “Per esempio, le fasi di sottoscrizione e di accesso al servizio possono generare un profitto una tantum, che va ad aggiungersi ai ricavi mensili derivanti dal pagamento dei costi di sottoscrizione durante l’intera durata del contratto. Tuttavia, è anche necessario prendere in considerazione i costi operativi variabili associati con le attività di acquisizione dei nuovi clienti, di assistenza durante il contratto e di erogazione dei servizi di assistenza tecnica”.

Calzolari prosegue: “In precedenza, distribuivamo i nostri fogli di calcolo relativi al budgeting a tutti i nostri reparti, affinché venissero completati. Si trattava di un’operazione manuale con finalità di reporting. Di conseguenza, la redazione del nostro bilancio annuale costituiva un’operazione che richiedeva lunghi tempi e procedure complesse, con l’onnipresente rischio di errori umani.

“Sapevamo che l’elaborazione di previsioni mensili continue basate sui dati del nostro budget avrebbero potuto aiutare i nostri responsabili delle decisioni ma, semplicemente, non disponevamo delle risorse necessarie da destinare all’esecuzione di tale operazione. Per superare questo ostacolo, abbiamo cercato soluzioni in grado di accelerare i processi di elaborazione dei nostri rapporti”.

La creazione di un modellodi budgeting centralizzato

Retelit ha selezionato IBM Planning Analytics (precedentemente denominata IBM Cognos TM1) come piattaforma centralizzata di gestione dei processi di budgeting, previsione e reporting. Per ridurre i tempi di implementazione, l’azienda si è avvalsa dell’esperienza di SB Italia, da anni Silver Business Partner di IBM.

“Tra tutte le soluzioni prese in considerazione, abbiamo ritenuto che IBM Planning Analytics fosse quella che offriva la combinazione ottimale tra potenza degli strumenti di analisi e flessibilità delle funzioni di modellazione finanziaria”, spiega Calzolari. “Inoltre, sapevamo di poter contare sulla competenza tecnica e la consulenza di SB Italia nelle fasi di implementazione di IBM Planning Analytics nei nostri flussi di reporting finanziario in maniera efficace e ottimale”.

Collaborando assieme al team di Business Intelligence & Analytics di SB Italia, Retelit ha progettato un modello finanziario aziendale in grado di sostituire il precedente approccio per la redazione dei rapporti di pianificazione finanziaria e reporting basato sui fogli di calcolo. Ora, il personale dell’intero gruppo aziendale immette i dati di budgeting e le previsioni direttamente su IBM Planning Analytics.

“Il nostro nuovo modello di budgeting ha un orizzonte temporale di reporting pari a cinque anni, ed è basato su una serie di sottomodelli che offrono un’elevata granularità di analisi”, spiega Calzolari. “Il modello tiene in considerazione una serie di fattori contabili, come la migrazione dei clienti, contribuendo a migliorare l’accuratezza delle nostre previsioni. E, dato che IBM Planning Analytics automatizza una serie di importanti processi, come quelli associati al consolidamento finanziario, è possibile ridurre il rischio di errori e migliorare il livello di affidabilità dei nostri rapporti”. Calzolari prosegue: “Questo nuovo modo di operare semplifica la combinazione dei dati relativi ai ricavi dei pagamenti una tantum e di quelli mensili, unitamente ai costi dei servizi, come quelli associati ai
costi del supporto tecnico. Ma le novità non finiscono qui. Siamo anche in grado di generare differenti visualizzazioni dei nostri dati quasi in tempo reale, con la possibilità di ricavare informazioni approfondite sulle nostre performance finanziarie in varie dimensioni, suddivise per aree geografiche, unità aziendali, linee di prodotti, settore aziendale di appartenenza del cliente e così via. “Ma ciò che più conta è che IBM Planning Analytics ci consente di generare previsioni mensili su base regolare, consentendo all’azienda di disporre di dati tempestivi per prendere decisioni più consapevoli”.

Fornire informazioni tempestive ai responsabili delle decisioni

Con il passaggio alla creazione di previsioni mensili, Retelit è stata in grado di rafforzare la sua posizione, accrescendo il livello di controllo sui costi, durante la fase di espansione internazionale delle sue attività. “In precedenza, il nostro team impiegava intere giornate a unire, filtrare e analizzare i nostri dati finanziari. Ma grazie a IBM Planning Analytics, siamo riusciti a ottimizzare e abbreviare i tempi di esecuzione del processo”, ha spiegato Calzolari. “Ora, le previsioni mensili sono in grado di illustrare con chiarezza i costi e i dati finanziari chiave dell’azienda, consentendoci di scoprire nuove opportunità finalizzate a migliorare l’efficienza operativa e accrescere i nostri margini di redditività”.

Oltre a utilizzare con successo IBM Planning Analytics per i processi di budgeting e previsione, Retelit ha deciso di utilizzare la soluzione anche per altri aspetti della sua attività aziendale.
“Per noi, la qualità del servizio costituisce un fattore che fa la differenza. Inoltre, gestire i nostri talenti in maniera efficace è cruciale per garantire un’esperienza di alta qualità ai nostri clienti”, ha commentato Calzolari. “In passato, i processi di pianificazione associati all’allocazione delle risorse per ciascun cliente, il tracciamento dei costi associati e il calcolo dei rimborsi dei costi sostenuti dal personale, come viaggi e pernottamenti, rappresentava un processo estremamente complesso per l’intero staff addetto alla gestione di tali processi.

“Oggi, il nostro personale inserisce tempi e costi di intervento presso i siti dei clienti direttamente nei sistemi di IBM Planning Analytics. Una volta che il team delle risorse umane ha approvato i dati, questi possono essere inviati al sistema di gestione degli stipendi e dei rimborsi e al modello di budgeting, consentendo un rimborso dei costi più rapido, riducendo il carico di lavoro del personale addetto alle risorse umane e offrendo dati più accurati relativi ai costi sostenuti dalla nostra azienda”.

Inoltre, aggiunge Calzolari: “Ora stiamo utilizzando IBM Planning Analytics anche per effettuare processi di budgeting associati ad attività specifiche. Esaminando i costi associati a differenti tipi di attività in varie aree aziendali, prevediamo di riuscire a identificare nuove opportunità per migliorare l’efficienza operativa e implementare processi aziendali più snelli ed efficienti, in particolare per le nostre attività internazionali”.

Concludendo, Calzolari ha dichiarato: “Mentre Retelit prosegue il suo processo di crescita ed espansione, l’accesso a informazioni più dettagliate sui dati finanziari chiave della nostra azienda rivestirà un ruolo sempre più importante nei processi di pianificazione strategica; inoltre, confidiamo nel fatto che la nostra soluzione basata su IBM Planning Analytics ci consentirà di prendere decisioni consapevoli per molti anni a venire”.

 

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BT insieme ad alcuni importanti partner fa un salto “quantico” verso le reti future ultra-sicure https://www.datamanager.it/2018/06/bt-insieme-ad-alcuni-importanti-partner-fa-un-salto-quantico-verso-le-reti-future-ultra-sicure/ Thu, 14 Jun 2018 15:30:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149717 BT ha annunciato di aver realizzato la prima rete in fibra ottica ad alta velocità di massima sicurezza (quantum-secured) del Regno Unito che collega Cambridge ai BT Labs di Adastral Park (Ipswich). Il progetto è frutto della collaborazione con il Quantum Communications Hub, nell’ambito del UK Quantum Technologies Programme. Formulata negli ultimi due anni dai […]

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BT ha annunciato di aver realizzato la prima rete in fibra ottica ad alta velocità di massima sicurezza (quantum-secured) del Regno Unito che collega Cambridge ai BT Labs di Adastral Park (Ipswich).

Il progetto è frutto della collaborazione con il Quantum Communications Hub, nell’ambito del UK Quantum Technologies Programme. Formulata negli ultimi due anni dai ricercatori di BT, dell’Università di York e di Cambridge, la connessione “ultra-sicura”, garantita dalle leggi della fisica, è stata realizzata come parte di un progetto cofinanziato dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC),e si collegherà al Cambridge Metropolitan QKD Network che sarà lanciato domani a Cambridge.

Il quantum-secured link corre attraverso una connessione in fibra standard mediante molteplici BT exchange per una distanza di 120 km. Si tratta quindi della prima implementazione di una rete ad alta velocità “reale” di sicurezza quantum-based nel Regno Unito. Il collegamento di rete, che è in grado di trasferire 500 Gbps di dati, esaminerà e ratificherà i casi d’uso per le tecnologie Quantum Key Distribution (QKD). Incluso il modo in cui la tecnologia può essere implementata per garantire la sicurezza dell’infrastruttura critica nazionale, nonché per proteggere il trasferimento di dati critici, come informazioni mediche e finanziarie sensibili.

Si dice che il collegamento quantistico sia virtualmente “non attaccabile” perché si basa sull’uso di singole particelle di luce (fotoni), per trasmettere “chiavi” di crittografia dei dati attraverso la fibra. Se la comunicazione dovesse essere intercettata, il mittente potrà di dire che il collegamento è stato manomesso e che i fotoni rubati non possono essere utilizzati come parte della chiave, rendendo così il flusso dei dati incomprensibile per l’hacker.

I partner utilizzano apparecchiature di ID Quantique per trasmettere la chiave di crittografia dei dati utilizzando un flusso di singoli fotoni attraverso la rete in fibra. In parallelo, i dati crittografati attraversano la stessa fibra, alimentata da apparati attraverso reti ottiche ADVA. La fibra va dal Cambridge University Engineering Department’s Centre for Photonic Systems attraverso le “stazioni di ripetizione” quantum a Bury St Edmunds e Newmarket prima di arrivare ai laboratori BT in meno di un millesimo di secondo.

Il collegamento è frutto di un’iniziativa congiunta di BT con il Quantum Communications Hub, guidato dall’università di York – uno dei quattro hub del programma nazionale UK Quantum Technologies. L’ Hub nasce dalla collaborazione tra otto università del Regno Unito, aziende private e stakeholder del settore pubblico che hanno interessi comuni nello sfruttamento della fisica quantistica per lo sviluppo di tecnologie e servizi di comunicazione sicuri.

Il professor Tim Spiller, direttore dell’EPSRC Quantum Communications Hub, ha dichiarato: “Sappiamo che la tecnologia QKD funziona. L’importanza di questa rete è la dimostrazione del suo funzionamento a potenziali utenti finali e clienti in un ambiente di rete reale, al fine di stimolare l’interesse del mercato “.

Il professor Ian White, responsabile della ricerca fotonica dell’Università di Cambridge, ha dichiarato: “Questa rete quantum-secured è un eccellente esempio della ricerca collaborativa su larga scala che è fattibile grazie alla costituzione del UK Quantum Communications Hub. La rete consentirà un’analisi dettagliata del potenziale di questa nuova tecnologia per migliorare la sicurezza nelle reti di comunicazione avanzate. ”

Il professor Tim Whitley, Managing Director Research & Innovation di BT, ha dichiarato: “Con l’enorme crescita degli attacchi informatici in tutto il Regno Unito, è più importante che mai continuare a sviluppare modi per proteggere i dati più critici.

“BT ha una lunga storia di innovazioni pionieristiche, quindi sono lieto di poter annunciare questo importante passo avanti nel campo delle comunicazioni quantistiche. Questo è un brillante esempio di come il mondo accademico e le imprese possono collaborare per sviluppare reti ultra sicure per darci la fiducia di cui abbiamo bisogno nella digital economy”.

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L’Italia viaggia a 200 Gbps con Retelit. Roma e Milano mai così connesse https://www.datamanager.it/2018/06/litalia-viaggia-a-200-gbps-con-retelit-roma-e-milano-mai-cosi-connesse/ Tue, 05 Jun 2018 12:13:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148891 Le due città sono collegate ad altissima velocità con un sistema a 200 Gigabit/s e in doppia via – una lungo la dorsale appenninica e una lungo quella tirrenica – grazie all’infrastruttura in fibra ottica di proprietà di Retelit, per una capacità totale di 20Tbps. Completa il progetto l’estensione metropolitana a 200 Gbps dei collegamenti tra […]

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Le due città sono collegate ad altissima velocità con un sistema a 200 Gigabit/s e in doppia via – una lungo la dorsale appenninica e una lungo quella tirrenica – grazie all’infrastruttura in fibra ottica di proprietà di Retelit, per una capacità totale di 20Tbps. Completa il progetto l’estensione metropolitana a 200 Gbps dei collegamenti tra principali Data Center di Milano e Roma

È la prima rete di trasporto (backbone) a 200 Gbps in Italia quella appena completata da Retelit che collega Roma e Milano: più di 1.000 chilometri senza rigenerazione, ad altissima velocità e bassa latenza, tramite l’infrastruttura ridondata e diversificata di proprietà dell’operatore.

La Capitale e il capoluogo lombardo sono collegati tramite un primo percorso, via Firenze e Bologna, e un percorso diversificato di protezione, sulla dorsale tirrenica, passando per Torino, Alessandria, Genova e Livorno per un totale che supera i 1000 chilometri, senza che sia stato necessario introdurre punti di rigenerazione. Il sistema, in grado di superare i 20 Terabit al secondo di capacità totale, garantisce continuità del servizio in assoluta affidabilità e sicurezza.

A completamento del progetto la tecnologia trasmissiva a 200 Gbps è implementata anche in ambito metropolitano e urbano: a essere collegati ad altissima velocità non sono solo i Data Center Retelit di Roma e Milano ma anche tutti i Data Center strategici delle due aree, da Equinix, Data4, Supernap, Aruba e il polo di via Caldera a Milano, al Namex e al Tecnopolo Tiburtino a Roma.

“Nel 2013 avevamo già dimostrato di essere i primi ad adottare tecnologie innovative, più performanti e veloci, introducendo il servizio commerciale a 100 Gbps di collegamento tra Roma e Milano, oggi siamo orgogliosi di annunciare un nuovo primato, il nostro è il primo e unico sistema a 200 Gbps in Italia che connette una tratta così lunga, per una capacità complessiva superiore ai 20 Tbps. I nostri clienti, operatori nazionali e internazionali da un lato e aziende dall’altro, da oggi potranno disporre di una rete di servizi trasmissivi a 200 Gbps sfruttando al massimo la potenza di banda della fibra ottica con il servizio commerciale a 200 Gbps; velocità in grado di supportare applicazioni ultrabroadband legate al mondo dell’IoT, dei Big Data, degli Analytics, dell’Intelligenza Artificiale e dei servizi video ultra HD. Questo nuovo traguardo contribuirà a far diventare più competitive sul mercato le aziende che ci sceglieranno”, commenta Federico Protto, Amministratore Delegato di Retelit.

Alla base del nuovo traguardo raggiunto relativamente al backbone Retelit, il primo a 200 Gbps in Italia tra Milano e Roma, ci sono la tecnologia d’avanguardia e di ultima generazione Multi-Long Haul HIT 7300 Coriant e le fibre ottiche Retelit della più alta qualità. Il sistema ha superato con successo sessioni prolungate di stringenti test tecnici sulle due vie, le cui latenze si attestano su livelli minimi sia per la tratta appenninica che per quella tirrenica.

Il Gruppo ha già previsto entro fine anno la sperimentazione del prossimo step evolutivo, ovvero il sistema a 400 Gbps.

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Svolta digitale per gli Archivi di Stato https://www.datamanager.it/2018/05/svolta-digitale-per-gli-archivi-di-stato/ Fri, 11 May 2018 17:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147430 Inaugurati i collegamenti in fibra ottica ad altissima capacità con la rete della ricerca GARR Sono stati inaugurati oggi i collegamenti a banda ultralarga di 8 sedi di Archivi di Stato in tutta Italia. Grazie all’accordo firmato dalla Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo […]

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Inaugurati i collegamenti in fibra ottica ad altissima capacità con la rete della ricerca GARR

Sono stati inaugurati oggi i collegamenti a banda ultralarga di 8 sedi di Archivi di Stato in tutta Italia. Grazie all’accordo firmato dalla Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo e GARR, gestore della rete della ricerca italiana, i patrimoni archivistici di importanti istituti avranno un nuovo orizzonte digitale viaggiando su una infrastruttura all’avanguardia.

L’accordo prevede connessioni in fibra ottica di capacità pari a 100 Mbps simmetrici (ovvero stessa capacità in download e upload) per 8 sedi di Archivi di Stato: Torino (2 sedi), Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo.

Questi istituti complessivamente conservano circa 7 milioni di materiali, tra documenti cartacei, pergamene, fotografie e audiovisivi. Un patrimonio pari a circa il 30% di quello dei 100 Archivi di Stato italiani.

L’accesso alla rete GARR permetterà agli archivisti di adottare strumenti nuovi per le attività quotidiane, facilitare la partecipazione alla più ampia comunità scientifica e contribuire allo sviluppo di servizi innovativi.

“Siamo orgogliosi di ampliare la nostra comunità di utenti, includendo gli Archivi di Stato” – ha dichiarato il direttore GARR Federico Ruggieri – “Si tratta di Istituti dal grandissimo prestigio, che dispongono collezioni importanti e una significativa quantità di dati digitali. Per questo motivo, il contributo che con la loro esperienza potranno apportare in merito a temi come l’archiviazione e la conservazione dei dati, nonché l’accesso alle risorse online avrà un impatto su tutto il sistema della ricerca italiano”.

Archiviazione, conservazione digitale a lungo termine, disaster recovery, gestione di elevate moli di dati: si tratta di temi di grande attualità che pongono sfide impegnative per tutto il panorama della ricerca e della cultura anche nel contesto internazionale. Di questo ed altro si è parlato in occasione dell’incontro di inaugurazione del collegamento alla rete GARR che ha visto protagonisti i direttori degli Archivi connessi.

Il collegamento degli Archivi di Stato va ad arricchire la comunità dei beni culturali che vede decine di istituti già connessi alla rete GARR tra cui si possono citare: l’Istituto Centrale per gli Archivi, l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze, l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, alcune Soprintendenze che governano patrimoni unici quali il Colosseo, la Galleria degli Uffizi, l’area archeologica di Pompei e, recentemente, la Procuratoria di San Marco a Venezia.

Una comunità che nel corso del 2017 ha effettuato un traffico di dati complessivo di 270 Terabyte e in continua crescita, considerando che i primi tre mesi del 2018 hanno visto un aumento del 124% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

GARR affianca da sempre il mondo dei beni culturali nelle principali attività di ricerca e studio. La collaborazione risponde all’obiettivo di utilizzare le tecnologie ICT al servizio della conservazione e valorizzazione dello straordinario patrimonio culturale del nostro Paese.

Con il salto tecnologico avviato oggi, gli Archivi di Stato entrano nel sistema mondiale delle reti della ricerca grazie all’interconnessione con la rete europea Géant. La connessione alla rete GARR, infatti, rende disponibile un’infrastruttura di rete e servizi altamente capace, affidabile e flessibile grazie alla quale garantire stabilmente la collaborazione scientifica multidisciplinare a livello nazionale e internazionale come dimostrano i progetti inclusi nella roadmap ESFRI. La condivisione di risorse e servizi a livello internazionale si traduce per gli Archivi anche nella possibilità di poter entrare a far parte di federazioni valide in tutto il mondo quali Eduroam e Edugain, rispettivamente per l’accesso alle reti wi-fi e per la gestione delle identità digitali.

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Estesi i contratti Italtel per lo sviluppo della rete in fibra ottica e wireless a Banda Ultralarga https://www.datamanager.it/2018/05/estesi-i-contratti-italtel-per-lo-sviluppo-della-rete-in-fibra-ottica-e-wireless-a-banda-ultralarga/ Wed, 09 May 2018 10:14:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147081 Il valore economico delle attività contrattualizzate raggiunge i 200 milioni di euro Italtel, azienda controllata all’81% da Exprivia, e Open Fiber hanno firmato le estensioni contrattuali relative alle attività di sviluppo della rete a Banda Ultralarga per le aree bianche del Paese (le cosiddette aree «a fallimento di mercato») dei primi due bandi Infratel. I […]

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Il valore economico delle attività contrattualizzate raggiunge i 200 milioni di euro

Italtel, azienda controllata all’81% da Exprivia, e Open Fiber hanno firmato le estensioni contrattuali relative alle attività di sviluppo della rete a Banda Ultralarga per le aree bianche del Paese (le cosiddette aree «a fallimento di mercato») dei primi due bandi Infratel. I primi contratti risalgono al 2016 anno in cui Italtel è stata scelta in qualità di progettista indicato.

L’importo economico complessivo, riferito all’attività di durata pluriennale, dipendentemente dalle tempistiche indicate dal committente, è di circa 200 milioni di euro, in linea con le aspettative economiche del piano industriale Italtel.

I bandi Infratel hanno come oggetto la progettazione e costruzione nonché la manutenzione e gestione di una infrastruttura a Banda Ultralarga per oltre 6700 Comuni appartenenti alle regioni Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Molise (primo bando) e alle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e Provincia Autonoma di Trento (secondo bando).

Italtel, attraverso i propri Centri di Ingegneria delle Reti a Banda Ultralarga conduce la progettazione della infrastruttura di accesso in fibra ottica (FTTH – Fiber To The Home), della rete di accesso wireless (FWA – fixed wireless access), nonché dei PoP (Point of Presence) della rete.

“Siamo orgogliosi di avere un ruolo significativo in un progetto di grande rilevanza per il Paese, con ricadute occupazionali importanti”, dice Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel. “Grazie alla collaborazione con Open Fiber, Italtel consolida le proprie competenze nella progettazione di reti a Banda Ultralarga ottiche e wireless, maturando una esperienza unica   che potrà rappresentare un valore per l’evoluzione delle reti in ottica 5G e per lo sviluppo dei mercati esteri”.

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La fibra di Interoute per il nuovo portale unificato del Vaticano https://www.datamanager.it/2018/05/la-fibra-di-interoute-per-il-nuovo-portale-unificato-del-vaticano/ Tue, 01 May 2018 12:00:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146666 La rete in fibra ottica di Interoute dà nuova linfa alla digital transformation del Vaticano Interoute annuncia che la propria rete in fibra ottica supporta il lancio del nuovo portale online della Segreteria per la Comunicazione del Vaticano. Il portale ingloba i tradizionali canali di comunicazione (radio, tv e casa editrice) in un punto di accesso […]

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La rete in fibra ottica di Interoute dà nuova linfa alla digital transformation del Vaticano

Interoute annuncia che la propria rete in fibra ottica supporta il lancio del nuovo portale online della Segreteria per la Comunicazione del Vaticano. Il portale ingloba i tradizionali canali di comunicazione (radio, tv e casa editrice) in un punto di accesso unitario, per rispondere alle esigenze della missione della Chiesa a fronte delle sfide dell’ambiente digitale contemporaneo.

Il nuovo sito permetterà di trovare facilmente le informazioni desiderate, mettendo a disposizione degli utenti contenuti multimediali, multi-device e multiculturali.

Francesco Masci, a capo della Direzione Tecnologica della Segreteria per la comunicazione (Spc) della Santa Sede, afferma: “Il ripensamento del sistema comunicativo della Santa Sede è passato attraverso un cambio tecnologico importante perché il mondo del web, quello del broadcasting e quello dell’editoria potessero fondersi in un’unica realtà. A fianco del portale avremo altri servizi e stiamo anche pensando ad altri progetti per distribuire contenuto multimediale di qualità direttamente agli utenti, come documentari o altre produzioni importanti. La rete in fibra di Interoute è la base tecnologica per abilitare questo progetto all’avanguardia”.

L’accesso diretto alla dorsale digitale di Interoute, con la sua struttura in fibra ottica, è fondamentale nella realizzazione di questo ambizioso progetto, da qui anche il nome scelto per questo nuovo progetto, “Backbone”. Interoute è infatti proprietaria di una rete privata che comprende 72.000 chilometri di fibra in tutta Europa. La fibra ottica di Interoute è essenziale per supportare la trasformazione digitale della strategia comunicativa vaticana, perché fornisce una rete sicura, scalabile e performante. La fibra ottica di Interoute, infatti, permette una trasmissione di dati più veloce e fluida, non perde di efficacia nella lunga distanza e garantisce il mantenimento della qualità dei contenuti, soprattutto quelli audio-video che necessitano di grandi capacità trasmissive.

Il progetto ha visto una stretta collaborazione tra SPVC e Interoute, al fine di trovare le soluzioni migliori anche in ambiti molto vincolanti. Il progetto, infatti, ha comportato anche la posa di cavi nel sito religioso, culturale, e artistico indiscutibilmente più importante del mondo: Città del Vaticano.

Simone Bonannini, Vice President of Southern Europe, CEE e MEA di Interoute, ha commentato “Siamo stati onorati di mettere a disposizione della SPCV tutta la nostra decennale esperienza. Interoute ha costruito l’infrastruttura di backbone che in Europa abilita la digital transformation di grandi organizzazioni con presenza globale. Grazie all’esperienza del nostro team tecnico, che ha cablato una delle reti più estese d’Europa, abbiamo maturato il know how e la competenza per affrontare questo progetto, unico nel suo genere, rispettando i tempi di consegna e i vincoli imposti dal patrimonio artistico culturale del sito”

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Active Network: superare il digital divide https://www.datamanager.it/2018/03/active-network-superare-il-digital-divide/ Mon, 26 Mar 2018 13:00:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144434 Active Network S.p.a., nata nel 1999 con un’estesa rete di Business Partner e un numero di clienti in costante e significativa crescita, fornisce su tutto il territorio nazionale servizi di connettività e telefonia all’avanguardia Active Network propone numerose soluzioni: servizi FTTC e FTTH, servizi di fibra dedicata, GNR e WLR, servizio Megadsl, telefonia e connettività in […]

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Active Network S.p.a., nata nel 1999 con un’estesa rete di Business Partner e un numero di clienti in costante e significativa crescita, fornisce su tutto il territorio nazionale servizi di connettività e telefonia all’avanguardia

Active Network propone numerose soluzioni: servizi FTTC e FTTH, servizi di fibra dedicata, GNR e WLR, servizio Megadsl, telefonia e connettività in Fibra per navigare da casa fino a 100 Mega, VAS, Numero Verde e Fax To Mail, servizi a valore aggiunto appositamente strutturati e pensati per le aziende.

Active Network S.p.a è un operatore TLC a tutto campo anche sul fronte mobilità con servizi MVNO, telefonia mobile professionale per il business e SIM con profili e pacchetti dedicati al mercato consumer.

Facciamo due chiacchiere con Stefano Trotto, Responsabile commerciale di Active Network S.p.a.

In Italia Internet è lento, troppo lento. E questo rappresenta un gap, un vero e proprio “Digital Divide” rispetto alla concorrenza europea. Cosa si può fare realisticamente in Italia per migliorare questa situazione?

“Il problema del Digital Divide ha contrassegnato e in parte ancora caratterizza il panorama della connettività italiana. Le motivazioni di questo gap sono di diversa natura e vanno ricercate anche in cause di carattere culturale e anagrafico. Il mondo dell’imprenditoria italiano, infatti, vede al vertice, ancora oggi, una classe dirigente ultra cinquantenne che riesce a fatica a comprendere le reali e concrete opportunità offerte dal web o, per esempio, dal commercio elettronico. Nonostante questo, rispetto agli altri stati europei, l’Italia non teme confronti perché può vantare tecnologie e infrastrutture di rete fissa altrettanto sofisticate e innovative. Il problema reale è rappresentato dalla frammentarietà nell’utilizzo e nella diffusione di queste tecnologie che non sono ancora omogenei in tutto il Paese. Per questo Active Network S.p.a, nella sua attività su tutto il territorio nazionale, lavora costantemente per fornire i suoi servizi di connettività in modo capillare, potenziando l’esistente, come l’accesso a internet Fibre FTTC (Fiber To The Cabinet) e investendo sull’evoluzione della connettività rappresentata dalle linee Fibre FTTH (Fiber To The Home).”

Un altro tema importante per le imprese è la sicurezza informatica e dei collegamenti: è possibile per un’impresa aumentare davvero il livello di sicurezza per la propria rete?

“Sì, senza dubbio, è possibile aumentare il livello di sicurezza per la propria rete grazie all’uso di specifiche soluzioni hardware e software e alla metodica attuazione di politiche finalizzate alla prevenzione degli incidenti. Si tratta di tecniche che consentono di raggiungere sicuramente un elevato livello di sicurezza in ambito aziendale e che premettono di ridurre il rischio di compromissione dei sistemi informatici quasi fino ad azzerarlo.

Estendendo il concetto di sicurezza anche alla effettiva disponibilità dei sistemi e dei collegamenti che consentono a un’impresa di accedere ad Internet, le soluzioni di connettività ridondata offerte da Active Network S.p.a, permettono di raggiungere livelli di alta affidabilità e garantire la continuità operativa, minimizzando l’impatto di eventi imprevedibili ed inevitabili che, in scenari normali, comporterebbero l’interruzione dei servizi, come tagli fibra causati, ad esempio, da opere di edilizia stradale, problemi di varia natura con impatto sulle singole centrali di zona o manutenzioni ordinarie eseguite impropriamente.

Quali sono i servizi su cui sta concentrando l’attività dell’azienda e quali sono le attuali politiche commerciali?

Abbiamo in cantiere la creazioni di tre nuovi profili FTTH, approfittando e potenziando al massimo le possibilità offerte dai nuovi scenari che si stanno delineando nel panorama TLC Italiano. Si tratta di Fibra D Pro, servizi ad accesso e banda dedicati e SLA Advanced, Fibra U Pro, servizi in tecnologia FTTH ad accesso dedicato e banda garantita al 50% e Fibra G Pro, servizi in tecnologia FTTH GPON ad accesso e Banda ad alta condivisione.

Un ventaglio di opportunità che si lega a una strategica attività di Recruitment finalizzata a implementare la nostra rete commerciale su tutto il territorio italiano. I nostri Progect Manager sono a disposizione, infatti, per fissare un appuntamento e valutare insieme il raggiungimento di un concreto rapporto di partnership. Tutte le informazioni sulla nostra attività di Recruitment sono disponibili sul sito https://activenetwork.it/newmanager-active.asp o chiamando il numero 800 131 030”.

Active Network è una azienda italiana che è cresciuta molto negli ultimi anni. Come siete nati? Quali sono i fattori strategici che vi hanno permesso di crescere? E che obiettivi avete per il 2018?

“La storia della nostra Azienda è iniziata quasi vent’anni fa. Era la fine degli anni Novanta, il nuovo millennio alle porte, e Active Network S.p.a muoveva i primi passi nel mondo TLC con i suoi servizi di web agency e System Integration. Era solo l’inizio. Da allora l’azienda è cresciuta moltissimo, i clienti, sia privati che business, sono in continuo ed esponenziale aumento e anche la rete commerciale vanta una presenza puntuale e costante grazie ai suoi numerosi Business Partner attivi su tutto il territorio nazionale.

Una crescita che Active Network S.p.a ha ottenuto grazie a processi d’innovazione continua, accordi tecnico-commerciali con aziende specializzate nella fornitura di apparecchiature all’avanguardia per il networking, come la multinazionale Cisco System, e partnership strategiche con importanti realtà dell’universo TLC che ci hanno consentito di diventare quello che siamo oggi: un operatore telefonico a livello nazionale.

Per il 2018 continueremo a concentrarci sull’ulteriore sviluppo della nostra rete vendita, soprattutto nelle aree a maggiore densità industriale e sull’incremento delle nostre risorse, sia di banda sia di hardware, in modo da offrire all’utenza finale servizi di connettività e voce, sfruttando al massimo le tecnologie di accesso a Internet a oggi più commercializzate: le linee FTTC e FTTH. Questo rappresenta il contributo di Active Network per ridurre quel gap che ci separa dal resto d’Europa e capovolgere la situazione italiana, da follower a leader al fianco dei migliori.”

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Retelit espande la sua rete internazionale con nuove rotte in Asia ed Europa https://www.datamanager.it/2018/03/retelit-espande-la-sua-rete-internazionale-nuove-rotte-asia-ed-europa/ Tue, 06 Mar 2018 10:08:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142800 I nuovi collegamenti vanno ad integrare la presenza internazionale già consolidata dell’operatore con la rotta del cavo sottomarino in fibra ottica AAE-1. L’azienda italiana presenterà le nuove rotte al Capacity Middle East 2018 di Dubai Retelit amplia la sua rete internazionale con l’inserimento di nuove tratte di capacità in Asia e in Europa, pari a 160 Gbps. […]

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I nuovi collegamenti vanno ad integrare la presenza internazionale già consolidata dell’operatore con la rotta del cavo sottomarino in fibra ottica AAE-1. L’azienda italiana presenterà le nuove rotte al Capacity Middle East 2018 di Dubai

Retelit amplia la sua rete internazionale con l’inserimento di nuove tratte di capacità in Asia e in Europa, pari a 160 Gbps. Le nuove rotte vanno ad aggiungersi a quelle già operative sul cavo sottomarino AAE-1, che con i suoi 25.000 km collega tre continenti (Asia, Africa, Europa) da Marsiglia a Hong Kong, e a quelle paneuropee.

L’operazione in particolare prevede l’apertura di nuove rotte diversificate per il Mediterraneo e il Far East. In particolare, Retelit rafforza la sua presenza in Asia con un nuovo collegamento diretto tra Singapore e Hong Kong diversificato rispetto alla corrispondente tratta già raggiunta tramite il cavo sottomarino AAE-1, nell’area del Mediterraneo con un anello tra la Sicilia e la Grecia (in particolare tra Palermo e Atene) e, infine, diversificando la tratta end to end dall’Italia al Far East, con un ulteriore collegamento diretto tra Palermo e Singapore.

La presenza internazionale di Retelit, sempre più capillare, permetterà in questo modo alle aziende, gli operatori e gli OTT di collegarsi alle principali città europee, asiatiche e del Middle East ad alta velocità, in maniera sicura e, soprattutto, ridondata grazie alle soluzioni integrate dell’operatore che permettono di avere restoration e backup dei dati tra le tratte raggiunte.

“La nostra infrastruttura e i nostri collegamenti nei tre continenti raggiunti – commenta Federico Protto, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Retelit – permettono di connettere l’Europa, attraverso il Sud d’Italia, e le aree del mondo a più alto sviluppo demografico, industriale e tecnologico. In questo scenario, l’Italia è sempre di più un punto di snodo strategico dei flussi di traffico dati provenienti dai paesi del Far East, del Medio Oriente e dell’Africa verso l’Europa e viceversa. La vera sfida è rendere questi hub attrattivi con ritorni per l’indotto dell’intero Paese, attraverso la creazione delle condizioni, infrastrutturali e commerciali, che favoriscano gli investimenti dei soggetti che veicolano grandissime quantità di contenuti e traffico Internet, dai grandi Carrier Internazionali ai cosiddetti OTT (Over the Top)”.

“Dal 6 all’8 marzo 2018 durante il Capacity Middle East di Dubai, evento che riunisce le principali aziende del settore delle Telecomunicazioni Internazionali del mondo – racconta Giuseppe Sini, head of Retelit International BU – presenteremo alla community internazionale degli operatori il nuovo posizionamento della nostra rete internazionale, che abilita l’ampliamento del nostro portafoglio di servizi di connettività rivolto agli operatori e alle multinazionali, favorendo quel processo di avvicinamento delle due economie digitali, quella asiatica e quella europea”.

Retelit consolida sempre di più la sua posizione di Carrier internazionale con un network che collega, inoltre, anche 70 data center tra i quali quattro in Asia (due a Singapore e due a Hong Kong) e, anche in virtù di partnership e accordi con operatori di telecomunicazioni internazionali, connette 10 paesi in Europa. Le nuove rotte consolidano anche la presenza di Retelit in Italia e in particolare in Sicilia, dove è tra gli operatori di telecomunicazioni soci del consorzio Open Hub Med, e presente, inoltre, nel Sicily Hub.

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Un’autostrada digitale per i dati del Sardinia Radio Telescope https://www.datamanager.it/2018/03/unautostrada-digitale-dati-del-sardinia-radio-telescope/ Thu, 01 Mar 2018 09:34:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142498 Osservazioni mondiali in tempo reale grazie al collegamento in fibra ottica realizzato da Inaf, Garr e Regione Autonoma Sardegna Da oggi, i dati del Sardinia Radio Telescope, la più moderna e tecnologica antenna parabolica d’Europa, realizzata dall’Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, potranno essere a disposizione in tempo reale per la […]

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Osservazioni mondiali in tempo reale grazie al collegamento in fibra ottica realizzato da Inaf, Garr e Regione Autonoma Sardegna

Da oggi, i dati del Sardinia Radio Telescope, la più moderna e tecnologica antenna parabolica d’Europa, realizzata dall’Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, potranno essere a disposizione in tempo reale per la comunità mondiale dell’astrofisica.

Grazie al nuovo collegamento in fibra ottica di 107 km, finanziato dalla Regione Autonoma Sardegna, e all’altissima capacità garantita dalla rete Garr, il Sardinia Radio Telescope si avvia verso una nuova e ricchissima fase di ricerca. Il 27 febbraio 2018, è stato infatti possibile testare SRT in un’osservazione congiunta con la tecnica VLBI con cui si fanno lavorare assieme antenne sparse per il globo come se fossero un’unica parabola grande quanto la distanza che separa le singole antenne. Non era la prima volta in assoluto ma è stata la prima con SRT dotato di fibra. Tra qualche settimana verrà effettuata una prova ancora più importante denominata e-VLBI dove verrà tentata una vera e propria correlazione dei dati osservativi in tempo reale da molte parti del mondo.

Erano anni che si aspettava questo momento perché il Sardinia Radio Telescope (SRT) è una delle più potenti ed evolute infrastrutture di ricerca per lo studio delle emissioni radio provenienti dai corpi celesti e per applicazioni di geodinamica e di scienze spaziali. La sua antenna parabolica orientabile è la più grande delle tre antenne italiane e, in ogni caso, vicina ai vertici mondiali con ben 64 metri di diametro. Ciò che la rende realmente eccezionale sono le tecnologie all’avanguardia che garantiscono un’elevata efficienza nelle osservazioni ad altissima frequenza. Grazie a un complesso sistema di attuatori ad alta precisione che controllano i 1.000 pannelli che formano la parabola, il Sardinia Radio Telescope è infatti in grado di modificare la forma della sua superficie per compensare variazioni termiche, gravitazionali ed eoliche, riuscendo così a raggiungere livelli di precisione molto superiori rispetto alle infrastrutture di vecchia concezione. Inoltre, SRT è in grado di cambiare velocemente i ricevitori e dunque può passare in pochi minuti ad osservazioni di frequenze molto diverse.

Andrea Orlati, Responsabile delle Operazioni al Sardinia Radio Telescope per l’Inaf, dichiara: “L’allaccio alla fibra non solo ci consente un migliore collegamento con le altre stazioni per sfruttare al meglio la tecnica interferometrica VLBI, e dunque il lavoro congiunto delle antenne, ma soprattutto consentirà di sviluppare molte altre applicazioni astronomiche tra cui la possibilità di rendere accessibili i dati a tutta la comunità scientifica mondiale, come già fanno nei migliori centri di ricerca al mondo presso i quali quotidianamente molti dei nostri colleghi Inaf attingono dati e fanno ricerca al massimo livello.”

“Il collegamento di SRT alla nostra rete – ha dichiarato il direttore del Garr, Federico Ruggieri, – è motivo di grande soddisfazione perché abbiamo lavorato molti anni per raggiungere questo obiettivo. Ancora una volta, l’impegno congiunto tra diversi attori, sia istituzionali che del mondo della ricerca, è stato fondamentale per dare la giusta valorizzazione a questa importantissima infrastruttura di ricerca nazionale. Grazie alla connessione in rete, SRT può ora finalmente esprimere tutto il suo potenziale e dare così un contributo italiano significativo alle grandi collaborazioni internazionali.”

Il Sardinia Radio Telescope ospita strumentazione scientifica e servizi sia dell’Inaf che dell’Asi: infatti, oltre che nella ricerca radioastronomica, la parabola è impiegata nel monitoraggio e nella comunicazione con sonde interplanetarie, tra cui Rosetta nel 2015 e, più recentemente, Cassini.

“Questo nuovo collegamento migliora le attività del Sardinia Deep Space Antenna – SDSA dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), una configurazione del SRT dedicata allo studio delle missioni interplanetarie.  Grazie alla fibra ottica, la struttura è adesso connessa in modo robusto al network ASI-NET dell’Agenzia – ha dichiarato Salvatore Viviano, responsabile del SDSA di ASI. È possibile ora offrire servizi di comunicazione e navigazione per le sonde interplanetarie, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche che potevano influenzare il link di comunicazione satellitare finora impiegato. Dotato di un proprio centro di controllo e di equipaggiamento specifico integrato nel Sardinia Radio Telescope, il SDSA sarà prossimamente pienamente operativo nell’ambito del Deep Space Network della NASA e della rete ESTRACK dell’ESA. La massima affidabilità nelle comunicazioni real time del SDSA con i centri di controllo delle principali reti deep space internazionali e delle missioni interplanetarie, ottenuta con la fibra ottica e dal link assicurato dal satellite Athena-Fidus sviluppato dall’Asi, permette  – ricorda Viviano – all’Unità di ricerca SDSA  di svolgere le proprie attività legate al deep space e di sviluppare con l’Inaf attività di comune interesse nei settori della Radio Scienza, del tracciamento degli Space Debris e dello Space Weather”.

La realizzazione di uno strumento complesso come SRT ha richiesto dodici anni, dalla posa del primo elemento nel 2001 all’inaugurazione, avvenuta nel 2013. Da quel momento è partita la validazione astronomica e sono cominciate le osservazioni, tuttavia l’assenza di un collegamento ad alta capacità ha comportato l’impossibilità di utilizzare i dati in tempo reale, caratteristica fondamentale per garantire la maggiore accuratezza possibile delle rilevazioni.

SRT è situato in provincia di Cagliari, nella regione del Gerrei presso il sito di Pranu Sanguni (Comune di San Basilio), scelto proprio perché lontano da aree abitate e attività umane che andrebbero ad interferire con i segnali captati dall’infrastruttura. Per collegarla è stato quindi necessario posare fibra ad hoc per oltre 100 km. Ciò è stato possibile grazie all’impegno della Regione Autonoma Sardegna, fin dall’inizio in prima linea nel supportare la realizzazione di questa grande opera sia attraverso il finanziamento della costruzione delle infrastrutture che delle attività di sviluppo tecnologico e di formazione.

“È un risultato di grande importanza fortemente voluto dalla Giunta guidata da Francesco Pigliaru –sottolinea l’assessore degli Affari Generali della Regione Sardegna Filippo Spanu – con l’intento di rafforzare e migliorare l’operatività del Sardinia Radio Telescope, un presidio scientifico e un luogo di ricerca e osservazione dei segreti dell’Universo che rappresenta un’eccellenza a livello internazionale. Il link in fibra ottica permette alla parabola di essere collegata all’intero sistema internazionale delle reti della ricerca, grazie all’interconnessione della rete Garr con la rete europea Géant. Entro l’estate, il collegamento sarà ulteriormente ampliato arrivando alla capacità di 10 Gbps per garantire il massimo delle prestazioni e dell’accuratezza delle osservazioni. L’intervento si inserisce nel più ampio programma di estensione e potenziamento della rete telematica regionale curato dalla Direzione generale della Società dell’informazione dell’Assessorato degli Affari Generali della Regione Sardegna. Con un investimento complessivo pari a 148 milioni di euro la Sardegna è tra le prime 10 regioni d’Europa ad investire per la diffusione della rete in fibra ottica in tutti i comuni delle zone interne. L’obiettivo –aggiunge l’assessore Spanu – è quello di garantire alti servizi di connettività a territori in cui gli operatori privati hanno deciso di non intervenire. Un grande investimento che porta alla realizzazione di infrastrutture che possono assicurare nuove opportunità di crescita economica e sociale”.

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Retelit è connessa agli Internet eXchange d’Italia con il servizio di Remote Peering https://www.datamanager.it/2018/02/retelit-connessa-agli-internet-exchange-ditalia-servizio-remote-peering/ Fri, 23 Feb 2018 16:00:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142103 Maggiore velocità di trasmissione e ottimizzazione dei costi, questi i vantaggi del servizio di Remote Peering di Retelit che entro l’anno sarà esteso anche a tutta l’Europa Retelit sfruttando la capillarità della propria rete in fibra ottica sul territorio nazionale e le partnership già attive con tutti i punti di interscambio della penisola, annuncia il lancio […]

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Maggiore velocità di trasmissione e ottimizzazione dei costi, questi i vantaggi del servizio di Remote Peering di Retelit che entro l’anno sarà esteso anche a tutta l’Europa

Retelit sfruttando la capillarità della propria rete in fibra ottica sul territorio nazionale e le partnership già attive con tutti i punti di interscambio della penisola, annuncia il lancio del servizio di Remote Peering verso i principali Internet eXchange italiani, tra cui:

–          Milan Internet eXchange (MiX)

–          Nautilus Mediterranean eXchange (NaMeX)

–          TOrino Piemonte Internet eXchange (TOP-IX)

–          VSIX Nap del Nord Est

Grazie alla rete di Retelit e alla soluzione di Remote Peering i clienti di Retelit potranno raggiungere gli IX (Internet eXhange) ad alta velocità e bassa latenza.

I clienti Retelit – operatori internazionali e non e le 19 aziende all’interno del Consorzio AAE-1 -, possono, in questo modo, espandere facilmente la loro presenza in Italia raggiungendo tutti i principali punti di interconnessione della penisola affidandosi a un unico fornitore e riducendo così i costi di trasporto fino ai punti di interscambio.

Service Provider, Operatori e OTT possono, inoltre, andare oltre i confini italiani e, sfruttando la rete internazionale di Retelit, connettersi ai principali PoP europei (tra cui Parigi, Londra, Francoforte, Amsterdam) ed estendere il loro footprint anche al Middle East e all’Asia grazie al cavo AAE-1.

“Collegare i nostri clienti agli Internet eXchange italiani grazie alla soluzione di Remote Peering è solo il primo passo di una strategia molto più ampia”, aggiunge Federico Protto, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Retelit. “Prevediamo, infatti, entro il 2018 di fare lo stesso con i principali punti di interscambio in Europa, dove peraltro siamo già attivi con dei PoP (Punti di Presenza). Intendiamo creare un ecosistema di connessioni che permetta agli operatori, agli OTT e ai Service Provider di crescere e penetrare sul territorio. Grazie alla nostra rete di proprietà in Italia, i nostri clienti possono raggiungere – oltre agli IX – anche la Sicilia dove siamo presenti all’interno degli hub di telecomunicazioni Open Hub Med e Sicily Hub e Bari, snodo cruciale per il traffico da e verso l’Asia e cable landing station del sistema di cavo sottomarino in fibra AAE-1. Tutti questi elementi confermano ancora di più la nostra centralità nell’ecosistema delle telco e degli internet providers non solo italiano. In questo scenario caratterizzato dalla crescita contestuale di economia digitale e di traffici di dati a livello globale, una rete con un’impronta internazionale diviene il requisito fondamentale dello sviluppo”.

A livello tecnico il servizio di Remote Peering consente lo scambio di traffico internet tra reti, senza la necessaria presenza fisica all’interno dei punti di interscambio, ma sfruttando una rete MPLS – Multiprotocol Label Switching – messa a disposizione dal service provider, come Retelit, che collega il cliente agli IX di interesse.

“La soluzione di Remote Peering permette di abbattere i costi di trasporto e di colocation in favore di un servizio economicamente più vantaggioso, flessibile, sicuro e veloce”, commenta Luca Cardone, Marketing Manager di Retelit. “I nostri clienti, infatti, dovranno sostenere esclusivamente i costi relativi al traffico di cui hanno realmente bisogno e il service provider diverrà per loro un unico punto di contatto e di riferimento. Tutto ciò si traduce in una consistente riduzione degli oneri e delle attività burocratiche verso gli Internet eXchange e nel beneficio di avere, inoltre, un unico SLA end-to-end”.

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