food – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 13:00:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png food – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Molino Grassi, qualità totale con Sinfo One https://www.datamanager.it/2018/04/molino-grassi-qualita-totale-con-sinfo-one/ Thu, 12 Apr 2018 13:18:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145625 L’azienda molitoria emiliana, una delle prime a livello nazionale e con ottimi risultati anche all’estero, ha scelto la piattaforma ERP di Sinfo One per realizzare i propri obiettivi di crescita La storia dell’azienda offre alcuni spunti importanti che ne fanno uno dei campioni del Made in Italy nel mondo. Fondata nel 1934 dalla famiglia Grassi, […]

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L’azienda molitoria emiliana, una delle prime a livello nazionale e con ottimi risultati anche all’estero, ha scelto la piattaforma ERP di Sinfo One per realizzare i propri obiettivi di crescita

La storia dell’azienda offre alcuni spunti importanti che ne fanno uno dei campioni del Made in Italy nel mondo. Fondata nel 1934 dalla famiglia Grassi, la cui quarta generazione la controlla ancora oggi, Molino Grassi rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale per la produzione di farine e semole di alta qualità. Uno dei punti di forza di Molino Grassi è sicuramente l’impiego mirato della tecnologia in tutte le fasi della vita aziendale, che le hanno consentito di fare le scelte giuste al momento giusto. In particolare, l’adozione della piattaforma ERP Si Fides Food & Beverage di Sinfo One (www.sinfo-one.it), che ha dato all’azienda gli strumenti per sviluppare un business di successo e in continua crescita. Ne abbiamo discusso con Silvio Grassi, amministratore delegato di Molino Grassi.

«Trasformiamo un’unica materia prima, il grano, in farine e semole, che diventano l’ingrediente principale per la produzione di pasta e prodotti da forno. Dagli anni 90, produciamo anche i prodotti biologici e il “baby food”, un mondo che di solito anticipa le tendenze generali legate alla sicurezza alimentare. Oggi, esportiamo circa il 30% della nostra produzione, con una presenza attiva in vari paesi del mondo, tra cui gli USA. A New York abbiamo un negozio con annessa pizzeria». In totale, Molino Grassi è presente in 30 paesi, che includono Asia, Medio Oriente, Brasile, Canada e Russia anche grazie all’offerta dedicata al mercato Horeca. «Oggi, siamo la terza realtà italiana del settore per capacità di esportazione e la settima per volumi di vendita, con un fatturato intorno ai 70 milioni di euro».


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L’INNOVAZIONE PER LA QUALITÀ

Il rapporto con Sinfo One, iniziato una ventina d’anni fa, si è sviluppato negli anni e prosegue con soddisfazione reciproca. La partnership ha permesso a Molino Grassi di avviare un programma di trasformazione che si è spinto ben oltre le premesse iniziali. Dal 2011, dopo l’ottimizzazione di tutti i processi produttivi, e la successiva implementazione di soluzioni di business intelligence, l’azienda ha integrato il sistema ERP per accelerare i processi di controllo qualità e tracciabilità in tutte le fasi del rapporto di filiera con i fornitori, dalla contrattualistica allo stoccaggio, passando per la trasmissione degli ordini in modalità mobile e la logistica. La rapidità con cui oggi si ottengono informazioni puntuali e affidabili permette a Molino Grassi di costruire percorsi innovativi e implementare un modello di business guidato da processi all’avanguardia. «Con Sinfo One ci siamo focalizzati nella risoluzione di criticità legate agli aspetti più operativi del gestionale – prosegue Grassi – e grazie a questo sforzo congiunto oggi abbiamo una visione a 360 gradi sui processi». «La tracciabilità, interna ed esterna, è fondamentale per una realtà come la nostra, soprattutto per le produzioni legate ai prodotti biologici. Con Sinfo One abbiamo realizzato una gestione veloce e condivisa dei documenti e con l’archiviazione ottica abbiamo migliorato e semplificato il controllo qualità – su materie prime e prodotti finiti – che effettuiamo nel nostro laboratorio».

UNA PARTNERSHIP DI SUCCESSO

Oggi, l’azienda dispone di un complesso industriale all’avanguardia e la produzione biologica è tra i mercati di punta. In cantiere per il prossimo futuro, Molino Grassi ha la realizzazione di un magazzino automatizzato, previsto entro l’anno prossimo e una revisione totale dei processi documentali interni. Sinfo One ci accompagnerà in queste fasi, aiutandoci a migliorare anche la relazione con alcune tipologie di clienti. Sinfo One è un’azienda “familiare” con una cultura d’impresa da public company, proprio come Molino Grassi. La continuità generazionale, unita alla soddisfazione su come ci hanno seguiti fin qui, ci conforta e ci rende fiduciosi sul futuro del nostro rapporto».

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Food e Social Network: la classifica degli chef che piacciono agli italiani https://www.datamanager.it/2018/02/food-social-network-la-classifica-degli-chef-piacciono-agli-italiani/ Thu, 01 Feb 2018 18:00:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140184 Sul podio della classifica social stilata da Blogmeter troviamo tre chef resi famosi anche grazie ai programmi televisivi: Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich e Alessandro Borghese Ma perché gli italiani li seguono? Negli ultimi anni l’interesse per l’arte culinaria è cresciuto esponenzialmente anche grazie all’ingresso di format televisivi internazionali come Masterchef o Hell’s Kitchen che oltre […]

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Sul podio della classifica social stilata da Blogmeter troviamo tre chef resi famosi anche grazie ai programmi televisivi: Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich e Alessandro Borghese

Ma perché gli italiani li seguono? Negli ultimi anni l’interesse per l’arte culinaria è cresciuto esponenzialmente anche grazie all’ingresso di format televisivi internazionali come Masterchef o Hell’s Kitchen che oltre ad ottenere ascolti record collezionano seguito soprattutto sui social. Il risultato è la diffusione di una cultura del cibo sempre più ampia, che passa non più solo dai ristoranti stellati, ma anche dalle esperienze quotidiane di chi vive il cibo come un passione, sia in termini di produzione che di consumo. È una cultura che diventa per tutti narrazione online, non solo testuale o video, bensì anche attraverso le immagini. Gli chef oggi godono di una visibilità senza precedenti, alcuni di essi – Antonio Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Chef Rubio, Bruno Barbieri, Massimo Bottura e Alessandro Borghese solo per citarne alcuni – sono diventati vere e proprie star televisive e testimonial di prodotti. Con questa edizione della classifica Top Social Influencer, Blogmeter  ha voluto analizzare le loro performance social su Facebook, Instagram e Twitter nel periodo compreso tra il 31 dicembre 2017 e il 30 gennaio 2018.

Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich e Alessandro Borghese salgono sul podio dell’engagement social.

Nell’ultimo mese lo chef classe 1975 che ha già conquistato 2 stelle Michelin sale sul podio Social soprattutto grazie al suo canale Instagram che con 1,3 milioni di followers genera l’80% del totale delle interazioni malgrado all’interno del panel analizzato, Cannavacciuolo risulti essere il meno attivo rispetto ai colleghi. A conquistare i suoi fan sono contenuti legati alla sua vita tra i quali una foto di lui da bambino e dedicati alla settima edizione di Masterchef che sta volgendo al termine. Medaglia d’argento per Alessandro Borghese, figlio dell’attrice Barbara Bouchet, definito il nuovo “sex symbol 2.0” nel suo canale Instagram promuove attraverso dei ritratti fotografici la quarta stagione di “4 Ristoranti” programma in onda su Sky Uno.   Borghese seppur con una fan base più contenuta rispetto ai colleghi sul Podio conquista il popolo social con la sua ironia arrivando a picchi di nuovi followers di oltre 4.000.

Al terzo posto della classifica troviamo un altro giudice di Masterchef, Joe Bastianich, l’italo-americano che di professione fa l’imprenditore con base  a New York. Bastianich condivide, principalmente su Instagram foto con gli altri tre giudici tra cui spiccano Bruno Barbieri (quarto in classifica) e Antonia Klugmann  il cui profilo Instagram risulta seguito da “solo” 40.000 followers. Infine chiude la Top Five di Blogmeter Gabriele Rubini, ex rugbista a 15, personaggio televisivo e cuoco italiano, noto in quest’ultima veste come conduttore di Unti e bisunti in onda dal 2013 su DMAX con lo pseudonimo di Chef Rubio.

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Future Food: scelti i 16 migliori progetti del food e dell’agroalimentare https://www.datamanager.it/2016/11/future-food-scelti-16-migliori-progetti-del-food-dellagroalimentare/ Thu, 17 Nov 2016 17:30:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113848 Dall’alveare hi-tech, all’allevamento di insetti commestibili; dalle pappe bio e fresche per lo svezzamento dei bimbi, al network di cuoche casalinghe; dal sistema di agricoltura di precisione con droni, satelliti e GPS, al servizio di chef a domicilio; dall’e-commerce per creare il proprio orto, uliveto, frutteto, all’elettrodomestico per coltivare verdure in casa Sono alcune delle […]

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Dall’alveare hi-tech, all’allevamento di insetti commestibili; dalle pappe bio e fresche per lo svezzamento dei bimbi, al network di cuoche casalinghe; dal sistema di agricoltura di precisione con droni, satelliti e GPS, al servizio di chef a domicilio; dall’e-commerce per creare il proprio orto, uliveto, frutteto, all’elettrodomestico per coltivare verdure in casa

Sono alcune delle 16 idee, selezionate fra gli oltre 76 progetti inviati a http://futurefood.digitalmagics.com/, che hanno partecipato alla fase finale di Future Food presso il Circolo Sportivo CIERREBICLUB CARISBO a Bologna.

Future Food è la Call for Innovation di Digital Magics, in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, rivolta a tutte le startup che sviluppano prodotti, servizi e modelli di business innovativi nei settori del food e dell’agroalimentare.

Il comitato di Future Food era formato da: Marco Gay, Vicepresidente Esecutivo di Digital Magics, Layla Pavone, Amministratore Delegato Digital Magics per l’Industry Innovation, Edmondo Sparano, Chief Digital Officer e Consigliere Digital Magics, Paola Camera, Responsabile Ufficio Network Banche e Reti Territoriali Intesa Sanpaolo, Stefano Bianconi, Servizio Politiche di Sviluppo Economico, Ricerca Industriale e Innovazione Tecnologica Regione Emilia Romagna, Claudio Bighinati, Presidente Comitato regionale Giovani Imprenditori dell’Industria di Confindustria Emilia-Romagna, Duccio Caccioni, Direttore Marketing&Qualità Centro AgroAlimentare di Bologna (CAAB), Donata Folesani, Responsabile dei Servizi dedicati alla Finanza per l’Innovazione, alla Valorizzazione della Proprietà Intellettuale e alla Contrattualistica per il Trasferimento Tecnologico di Aster, Ludovica Leone, Director of Studies – MBA Food and Wine della Bologna Business School, Giampaolo Pagliuca, Scouting e Supporto al Business Plan di Almacube, incubatore partecipato dall’Università di Bologna e Matteo Vignoli, Responsabile del Master Food Innovation Program dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

I VINCITORI DI FUTURE FOOD

3Bee ha ideato un alveare hi-tech, integrando in modo semplice e in meno di 20 secondi un dispositivo di monitoraggio all’interno delle arnie. Il device di 3Bee valuterà i parametri vitali delle api e trasmetterà i dati su un cloud all’apicoltore, che potrà intervenire tempestivamente.

Agricolus, making precision farming easier, è un sistema di agricoltura di precisione che, analizzando i dati derivati da satelliti, droni, sensori, GPS, indica i diversi metodi di intervento nei singoli campi, ottimizzando così la coltivazione.

ALMA EUREKA sta sviluppando un progetto di alimentazione sostenibile per il futuro: allevare e produrre insetti commestibili in Italia, creando una filiera corta in cui la materia prima insetto, si nutra di scarti della lavorazione di prodotti locali, creando la base per futuri alimenti.

Cooki è il primo gestionale per ricette e allergeni rivolto a chi prepara e vende alimenti. Permette in modo estremamente semplice di gestire ricettari, lista fornitori, stampa etichette e menu, esegue il calcolo automatico dei valori nutrizionali, il tutto nel pieno rispetto dei regolamenti europei e nazionali.

Edo è un’app mobile che consente di capire quanto siano salutari i prodotti che le persone comprano ogni giorno. Analizzando il codice a barre fornisce una valutazione da 0 a 10 basata sugli utenti.

Kase è un box innovativo per food delivery che è in grado di ridurre significativamente i costi di trasporto relativi a generi alimentari consegnati da camion refrigerati.

Le Cesarine sono un network – coordinato a livello nazionale da uno staff dedicato – di cuoche casalinghe esperte, animate da un’autentica passione per la cucina tradizionale e selezionate per ospitare nelle proprie case eventi gastronomici a base di ricette locali.

Mamma M’Ama, nata dall’idea di tre mamme, ha sviluppato la produzione e la vendita di pappe per lo svezzamento dei bimbi da 4 a 36 mesi: fresche, bio, complete, artigianali e cucinate con prodotti di stagione 100% Made in Italy.

MyAgry è l’e-commerce per creare il proprio orto, uliveto, frutteto, scegliendo dimensioni, colture e modalità di conduzione. Delle persone altamente qualificate areranno, prepareranno i terreni, semineranno, cureranno le piante e alla fine raccoglieranno i prodotti trasformati per portarli sulla tavola dell’utente.

MyCheffy è la piattaforma web che offre il servizio di personal chef a domicilio: scegliendo il menu, arriverà direttamente a casa un cuoco, con tutto l’occorrente, che preparerà la cena.

My Eatness produce cibi nutraceutici e salutari con un alto contenuto di principi nutritivi, grazie a un processo innovativo di trasformazione per conservare le proprietà benefiche naturalmente contenute nei frutti della terra.

MagicBox realizza macchine per la coltivazione aeroponica completamente automatizzata, attraverso una tecnologia brevettata di serre per interni o esterni. Si passa da prodotto a km 0 a metro 0, creando nuovi spazi coltivabili senza intaccare le risorse del pianeta, ma anzi rendendo coltivabili ambienti ostili.

Quomi è un servizio che semplifica il modo di fare la spesa: ogni settimana propone un menu differente tra cui scegliere e poi gli utenti riceveranno gli ingredienti – di prodotti freschi e di alta qualità – nelle giuste dosi con le istruzioni per preparare le ricette selezionate.

RobotFarm è una serra idroponica completamente automatica, delle dimensioni di un elettrodomestico standard, in grado di coltivare verdure senza pesticidi e fitofarmaci per tutto l’anno, con risparmio idrico ed energetico, senza necessità di pollice verde o competenze agronomiche.

TomorrowData ha sviluppato Maturum Project: ottenere l’indicazione esatta se il grado di maturazione del prodotto esaminato (es. Grana Padano o Parmigiano) sia quello richiesto, attraverso l’uso di sensori (es. accelerometri) e dati audio processati tramite una rete neurale.

WeBeers è l’e-commerce per scoprire le migliori birre artigianali dei birrifici più esclusivi e prestigiosi in modalità catalogo e con l’innovativo piano abbonamento.

Layla Pavone, Amministratore Delegato di Digital Magics per l’Industry Innovation, ha dichiarato: “I 16 progetti finalisti di ‘Future Food’ stanno creando vera e propria innovazione di processi, prodotti e servizi nell’ambito della produzione, sostenibilità, nutrizione e salute, retail, sensoristica, agricoltura, utilizzo di biomasse e packaging. Siamo rimasti veramente entusiasti per la visione del futuro che questi giovani talenti italiani hanno presentato a Bologna. Grazie al nostro partner Intesa Sanpaolo e agli importanti componenti del Comitato di valutazione della Call, sono convinta che riusciremo a sostenere la crescita di queste neoimprese digitali con percorsi di accelerazione e ad affiancarle per creare sinergie e collaborazioni con le imprese del settore alimentare, che ringrazio per aver partecipato alla fase finale, nell’ottica di lanciare programmi di Open Innovation con le startup”.

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Al via FUTURE FOOD, competition per le startup del food e dell’agroalimentare https://www.datamanager.it/2016/10/al-via-future-food-competition-le-startup-del-food-dellagroalimentare/ Fri, 21 Oct 2016 15:30:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111808 Al via FUTURE FOOD: Call4Innovation per le startup del food e agroalimentare ideata da Digital Magics Digital Magics in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, lancia FUTURE FOOD: Call4Innovation rivolta a tutte le startup che sviluppano prodotti e servizi originali e modelli di business innovativi nei settori del food e dell’agroalimentare. La call – organizzata […]

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Al via FUTURE FOOD: Call4Innovation per le startup del food e agroalimentare ideata da Digital Magics

Digital Magics in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, lancia FUTURE FOOD: Call4Innovation rivolta a tutte le startup che sviluppano prodotti e servizi originali e modelli di business innovativi nei settori del food e dell’agroalimentare.

La call – organizzata dall’incubatore certificato in partnership con l’importante Gruppo bancario italiano – è alla ricerca dei migliori progetti italiani per creare innovazione in uno dei settori più tradizionali che, insieme alla moda e al design, porta in alto il Made in Italy in tutto il mondo.

Fra tutte le startup che avranno inviato la propria candidatura a http://futurefood.digitalmagics.com/ entro il 4 novembre, saranno selezionate le 10 idee migliori che parteciperanno il 16 novembre alla fase finale della competition presso il Circolo Sportivo CIERREBICLUB CARISBO Via Marzabotto, 24 a Bologna. I team delle neoimprese digitali presenteranno i loro progetti a un Comitato composto da Digital Magics, Intesa Sanpaolo e importanti PMI e imprese che operano nel settore alimentare.
Dopo aver spiegato il proprio modello con presentazioni di pochi minuti (pitch), le startup avranno la possibilità di approfondire, in incontri informali, il loro business. L’obiettivo è quello analizzare il potenziale delle 10 startup finaliste per individuare quelle più interessanti e adatte per entrare nel percorso di incubazione di Digital Magics ed essere coinvolte in programmi di Open Innovation per creare sinergie, collaborazioni e innovazione dei processi, servizi e prodotti delle aziende del food presenti nel Comitato.

Layla Pavone, Amministratore Delegato di Digital Magics per l’Industry Innovation, ha dichiarato: “La call ‘Future Food’ rappresenta un ulteriore passo verso la collaborazione strategica fra le imprese italiane e startup digitali. La partnership con Intesa Sanpaolo è stata cruciale nell’ideazione di questo nuovo format di Open Innovation: non lavoriamo solo sullo scouting dei progetti e delle idee innovative, ma abbiamo incentrato l’iniziativa anche sul confronto, il problem solving e le reciproche opportunità. Partiamo dalle esigenze delle aziende italiane dell’alimentare: produzione, ‘smartfarm e agrifood’, canali distributivi, tracciamento della filiera e della qualità. Non a caso abbiamo scelto l’Emilia Romagna: un territorio che coniuga innovazione, creatività e tradizione industriale nel settore che più di ogni altro rappresenta da sempre l’eccellenza italiana nel mondo”.

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GDO, benvenuti nell’era dell’omnicanalità https://www.datamanager.it/2016/10/gdo-benvenuti-nellera-dellomnicanalita/ Thu, 20 Oct 2016 10:15:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111911 Quali leve propone il mercato delle soluzioni IT per supportare le aziende della grande distribuzione organizzata? Ecco la lista delle priorità e le tendenze chiave. Il modo di vivere l’esperienza di acquisto non solo è cambiato, ma in parte ha già cambiato le nostre abitudini La grande distribuzione organizzata (GDO) è una galassia molto estesa […]

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Quali leve propone il mercato delle soluzioni IT per supportare le aziende della grande distribuzione organizzata? Ecco la lista delle priorità e le tendenze chiave. Il modo di vivere l’esperienza di acquisto non solo è cambiato, ma in parte ha già cambiato le nostre abitudini

La grande distribuzione organizzata (GDO) è una galassia molto estesa e per sua natura “centrale” perché mediana fra manufacturing e processi di servizio al cliente. Data Manager ha sentito 58 CIO “pionieri” al lavoro su progetti specifici e sono emerse tre tendenze principali: l’adozione di strategie di supply chain bimodale, miglioramento della customer intimacy e digital business.

Fino a quando la priorità del management rimane la crescita, la continua sorveglianza della logistica sul rischio operativo e sui profili di costo resta un duplice obbligo. Ne consegue perciò, come già Gartner aveva previsto a fine 2015, che la scelta di una “posizione bimodale”, intesa come capacità di bilanciare efficienza e cost takeout con adeguate leve di supporto alla crescita, sia l’orientamento consigliato per il successo secondo i responsabili della supply chain. Alcuni leader hanno strategie sartoriali per le diverse business unit, mentre altri differenziano su base geografica o per mercati individuali. In tutti i casi, il filo comune fra loro sembra essere un legame chiaro e a cascata fra strategie corporate e supply chain, performance metric targets, business processes, technology e talent management. E questo a maggior ragione perché le analisi evidenziano proprio nei CEO un ritorno a orientamenti più bilanciati. Di conseguenza, agli esperti della distribuzione viene richiesto di assumere ruoli più che mai attivi nella discussione sulla combinazione di crescita e profitto. Questa strategia parte evidentemente dalla migliore comprensione delle priorità e motivazioni del CEO da parte dei CIO che aiutano i responsabili della supply chain a raggiungere un allineamento ottimale per ogni implicazione organizzativa della filiera. Non solo. Le organizzazioni più all’avanguardia stanno lavorando per identificare ed eliminare le differenze fra percezioni di priorità e reali opportunità. In questo modo, CEO e chief supply chain officer (CSCO) sfruttano il reciproco focus su crescita e miglioramento operativo per investire ancora di più nel bilanciamento ottimale, per esempio fra vendite e planning operativo, cost-to-serve e segmentazione.


L’IT per la #GDO – Ecco la lista delle priorità e le tendenze chiave
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Come migliorare la customer intimacy

Le aziende leader spesso adottano indici di soddisfazione quali il Net Promoter Score (NPS) come metriche first-tier. Da quest’anno, si inizia a imporre anche lo studio su visibilità e insight estesi anche oltre i first-line customer per studiare anche gli end-user dei loro prodotti. Esperienze interessanti sono segnalate anche paragonando i concetti di qualità in entrambe le prospettive, rispettivamente di performance-to-specification e di performance-to-expectations per capire come i CIO supportino il “mining” fra i vari “sentiment” (online o via altri canali). Le aziende raccontano di aver reagito alla crisi mondiale anche orientandosi a business strategy miste in modo da proteggere i loro mercati esistenti e per crearne di nuovi. Invece di scegliere un unico focus per le loro strategie, le organizzazioni – spesso si parla di multinazionali – sono andate a perseguire un misto di operational excellence, customer intimacy e leadership di prodotto insieme. Alcune esperienze raccolte indicano che i risultati sarebbero sub-ottimi rispetto a quelli ottenibili aziendalmente da strategie “pure” o singole. Ma pur tenendo conto dei potenziali conflitti fra obiettivi e della complessità delle “strategie miste” alcuni hanno evidenziato che grazie alla carta della flessibilità IT, le aziende con business strategy miste sono riuscite non soltanto a superare le difficoltà ma anche ad avvalersi della versatilità di ibridazione che ha permesso di superare insidie particolari nei momenti di volatilità nel mercato, e di rispondere ai cambiamenti improvvisi o inattesi. In questo modo, le aziende che includono la customer intimacy nel portfolio delle loro strategie miste hanno dimostrato un “IT business value” superiore a quelle con strategie singole.


L’IT per la #GDO – Supply chain bimodale, customer intimacy e digital business
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Digital business

Modelli emergenti

La tendenza principale è capire come le supply chain, a maggior ragione nella GDO, debbano rimodellarsi per sfruttare le digital capabilities, sostenendo nuovi processi di business e migliorando in modo decisivo la catena del valore. I CIO hanno la possibilità di spaziare perché il manufacturing è il centro di queste digital capabilities e la logistica confina con la produzione in termini di automazione che usa sensori, gateway, tracking systems e regole di business per prevedere, pianificare e rispondere in modo veloce ai cambiamenti. Qui l’online ha catalizzato il Multichannel order management and fulfillment che richiede una visibilità estesa. Big data e advanced analytics supportano tale richiesta di visibilità. La stampa 3D, altra tecnologia digital based, completa il quadro delle trasformazioni in atto. I modelli di digital business in rapido spostamento verso l’automazione dei processi impongono ai decisori della logistica distributiva di tenere i piedi nel “technology game” per rimanere determinanti. I piani delle direzioni aziendali in tema di investimenti tecnologici continuano a concentrarsi pesantemente sul front office ma mirano anche ad aree operative come la supply chain optimization e al costo del prodotto. Le supply chain che registrano i migliori risultati a livello globale mantengono una visione bilanciata, con focus sul margine e non sulla riduzione dei costi. Questa visione si riflette nelle priorità di investimento tecnologico. I CSCO e gli altri executive nei settori che hanno elevata dipendenza da una gestione efficace della supply chain riconoscono e sottolineano dipendenze e impatti tra le diverse iniziative di tecnologia abilitante. Per quanto attiene al cambiamento nella gestione della customer experience, la “top priority” di investimento deve essere messa in atto da supply chain e operations per erogare i benefici attesi. Allo stesso modo, le iniziative di marketing digitale nei settori industriali più dipendenti dalla supply chain avranno esito meno efficace se non coordinate con la supply chain.


#GDO Gli analytics sono un’area di forte interesse per i retailer italiani @IDCItaly
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Trasparenza e tracciabilità

La grande scommessa

Tutti questi spunti di riflessione trovano una perfetta sintesi nel lavoro di Gabriele Tubertini, CIO di Coop Italia, (e direttore operativo del progetto “The Supermarket Of The Future” per Expo Milano 2015). La sua vasta esperienza di digital transformation nella GDO alimentare mette in risalto il ruolo di CIO a supporto dei business process: un ruolo non solo tecnologico ma a forte focus sull’organizzazione. Come ha spiegato in dettaglio a Michael Krigsman per CXOTalk, l’impatto della digital transformation sul retailing di COOP Italia è notevole. Per esempio, occorre riflettere sul fatto che recenti analisi hanno evidenziato come almeno l’80% dei clienti cerchi informazioni sui prodotti attraverso il canale online. In questo settore, una delle battaglie più impegnative è certamente quella di diventare multicanale per soddisfare la domanda da parte di clienti sempre più digital. Ma oltre al “going digital” conclamato dei clienti, si tratta di capire se i margini vadano nella stessa direzione oppure no. E questa è la domanda alla quale è più difficile rispondere in questo momento. Investire in tecnologia e variare i processi per soddisfare la crescente digital demand dei clienti quanto paga davvero? Come spiega Gabriele Tubertini, nel settore food la domanda crescente di digitale riguarda in particolare la richiesta di informazioni sui prodotti e sulle loro caratteristiche. Questo significa che non bisogna solo fornire l’informazione, si deve creare l’interazione con il cliente, meglio ancora se fruibile da mobile. Per i clienti diventa poi ancora più fondamentale poter restringere la propria ricerca in base a parametri di prodotto prima di finalizzarne l’acquisto. Questo deve essere possibile in ogni momento del customer journey (da casa, in viaggio, nel punto vendita).


Previsione della domanda #CognitiveComputing e #MachineLearning nella #GDO
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La privacy è un aspetto non trascurabile perché governa ogni passaggio da certificare ai termini delle normative in vigore. La grande scommessa su trasparenza e tracciabilità però va ben oltre gli obblighi di legge: per esempio, ci sono applicazioni che permettono di scansionare un barcode con il proprio smartphone e ottenere le informazioni su tutti i paesi di origine delle materie prime impiegate in un particolare prodotto food. La completa trasparenza fruibile dal cliente si basa su un completo ridisegno del processo aziendale interno. L’evoluzione del customer journey verso una logica continua e completamente dinamica richiede una speciale attenzione all’aspetto loyalty. Ecco allora che la digital transformation propone alla GDO grandi sfide su due aspetti chiave come i margini di guadagno e la loyalty dei propri clienti. Per il non-food italiano i “digital savvy” già contano, mentre per la GDO Food & Grocery la vera digital disruption sembra ancora all’inizio. Per quanto attiene al business model, il maggior cambiamento riguarda l’implementazione e la gestione del non-food nel canale di e-commerce con i nuovi tool di content management e di comparazione di prodotti in vendita. Anche la realizzazione di inventory real-time a disposizione del cliente e la price optimization a supporto della vendita e delle relative campagne sono fondamentali per seguire i movimenti della domanda online e offline. Uno dei maggiori impegni riguarda proprio l’inventory management passando da “box” a “items” verso l’e-commerce. Questo significa cambiare processi, sistemi e tanto training al personale per renderlo capace di gestire gli ordini sia nel punto vendita sia online.


Come far sentire il cliente “speciale” anche nella #GDO ?
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Digital Transformation e architettura omnichannel

Nel marzo del 2016, il 97% delle aziende europee dell’industria retail ha dichiarato di aver già avviato o di stare per avviare il processo di digital transformation (IDC Digital Transformation Survey 2016) e il 71% dei rispondenti ha dichiarato che si tratta di un processo che coinvolge l’azienda nella sua interezza. In questo contesto, la maggioranza dei retailer pone la priorità sulla diffusione di un’appropriata cultura della trasformazione digitale all’interno dell’azienda. «Tale evoluzione – ci spiegano Ivano Ortis, (AVP, IDC Manufacturing and Retail Insights) e Giulio Raffaele (senior research analyst, IDC Retail Insights) – è basata su una visione comune dei suoi benefici all’interno dell’organizzazione, in termini di competitività, risultati di business, efficienza operativa e capacità di cambiamento, ed è attivata sia da una stretta e costante collaborazione tra dipartimenti aziendali sia dalla definizione di una chiara lista di KPI da considerare nelle decisioni tecnologiche e di business». Poste le basi organizzative della digital transformation, i fornitori di soluzioni IT hanno quindi il compito di introdurre (o di migliorare) l’architettura omnichannel nelle aziende clienti. Tale innovazione è senza dubbio una delle componenti più importanti del processo evolutivo dell’industria retail e, per far sì che essa sia appropriatamente strutturata, è necessario che i fornitori di soluzioni IT mettano a disposizione una Piattaforma di Omnichannel Commerce unificata in quattro aree: 1) Omnichannel Commerce Engine, unico motore transazionale per ordini e pagamenti per i tutti i canali di vendita; 2) Omnichannel Customer Experience Management e Digital Marketing execution; 3) Omnichannel Order Orchestration; 4) Omnichannel Content Optimization.


#GDO Customer journey verso una logica dinamica e omnichannel
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Questa piattaforma e le sue capacità raggiungono l’efficienza e l’efficacia ottimali grazie a un layer di integrazione “embedded” che la colleghi ai servizi di back-end, B2B/B2C e Data&Analytics delle aziende. Le tecnologie analytics rappresentano un’area di forte interesse per i retailer italiani e il 53% pianifica di effettuare investimenti su di esse nel corso del 2016 (IDC European Vertical Market Retail Survey 2015). «A tal proposito – come mettono in evidenza gli analisti – sarà fondamentale che i fornitori IT offrano l’opportunità di adottare soluzioni basate su intelligenza artificiale e analisi real-time che consentiranno ai retailer non solo di rendere più efficienti, veloci e redditizi i processi decisionali ma anche di migliorare sensibilmente la gestione della logistica e delle attività di marketing contestuali al punto vendita. Per esempio, il segmento della GDO che riscontra una considerevole sfida nella concorrenza sul prezzo attuata dal segmento discount, può beneficiare in vari modi di tali soluzioni. Esse possono infatti essere sfruttate non solo per un’ottimizzazione dinamica e automatizzata dei prezzi ma anche per contribuire a spostare l’asse della concorrenza dal prezzo alla fidelizzazione del cliente. Secondo gli analisti di IDC, la profilazione approfondita del cliente e l’analisi in tempo reale dei comportamenti nel punto vendita rendono attuabile la personalizzazione costante di contenuti e offerte (attraverso punti di contatto come smartphone o chioschi interattivi), arrivando a fornire miglioramenti tanto nella ritenzione quanto nel valore del cliente nel tempo». Considerando l’ambito Logistics & Fulfillment, risulta che ben il 63% dei retailer italiani sta pianificando di investire in tali soluzioni e, al contempo, una parte considerevole sta pianificando investimenti in Inventory, Warehouse, Order e Supply-chain management. In queste aree, secondo IDC, sarà dunque messa in atto un’ampia ristrutturazione in ottica omnichannel e per far sì che questi investimenti abbiano un ritorno quanto più elevato possibile nel medio-lungo periodo, sarà fondamentale che le soluzioni adottate si basino su Cognitive Computing o Machine Learning. Grazie all’automazione dei processi, i retailer riscontreranno miglioramenti nella precisione di previsione della domanda e definizione degli ordini, ma anche nella riduzione dei livelli di out-of-stock e delle esigenze operative. Un ambito in cui la GDO può ottenere notevoli benefici, nelle previsioni degli analisti, è per esempio la gestione dei freschissimi: infatti, le tecnologie menzionate, appropriatamente integrate con la rete dei magazzini e con i sistemi dei fornitori, consentono di ridurre la permanenza dei prodotti deperibili in stock e di aumentarne la durata di vita sullo scaffale.


Come applicare il modello #luxury alla #GDO
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Come applicare il modello luxury alla GDO

Se alla complessità della trasformazione digitale che sta attraversando la galassia della GDO, aggiungiamo anche i fattori sui quali si gioca la competizione orizzontale tra i diversi operatori di mercato, si arriva a un vero e proprio “Big Bang”. E per indirizzare l’energia di questo “Big Bang” al servizio del business, anche gli esperti dell’offerta ne hanno dibattuto proprio insieme ai CIO nella seconda metà di settembre al CIO Retail Summit di New York. Chiudiamo il nostro viaggio con la vision di Tito Simone (già CIO di Bottega Veneta, Tom Ford, Belstaff e Dsquared2) il quale in oltre vent’anni ha sviluppato i temi dell’omnichannel nel mondo della moda. Il suo progetto attuale è di portare la qualità del servizio del luxury a un pubblico più ampio. A Tito Simone abbiamo chiesto di raccontarci non tanto quale tecnologia adottare, ma in che modo la tecnologia può far sentire ciascuno di noi un “cliente speciale” anche all’interno di un contesto come la GDO che è massificante per definizione. «Se è vero che il progresso consiste nell’estendere a molti quello che precedentemente era appannaggio di pochi, allora il progresso apportato dalla tecnologia web dovrà permettere a chiunque di ricevere servizi al livello più alto» – spiega Tito Simone. «Già oggi, non siamo più costretti a fare la coda in biglietteria, possiamo fare shopping per tutto il tempo che vogliamo e a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza muoverci da casa, e ricevere già poche ore dopo quanto abbiamo ordinato. Ci facciamo un’idea della qualità di un ristorante o di uno spettacolo prima ancora di esserci andati». La stessa rivoluzione sta avvenendo nella grande distribuzione per offrire un servizio unico al cliente, quel cliente che però ancora vuole recarsi in negozio, perché per lui il contatto diretto con il prodotto e la possibilità di confrontarsi con qualcuno è (e sarà sempre) la cosa più importante. «Pensavamo che internet avrebbe sostituito il negozio fisico: e invece no! Su internet – continua Tito Simone – posso accedere a tutte le informazioni sul prodotto ma non lo posso toccare, posso leggere le opinioni di chiunque ma non è detto che siano coerenti con il mio modo di pensare. All’interno del supermercato l’esperienza diretta e personale e la vastità dell’informazione troveranno il punto di sintesi. Internet può seguire ciascuno di noi all’interno del negozio e arricchire l’esperienza, contestualizzando l’informazione in funzione dei prodotti scelti e in base alle nostre preferenze». Il modo di vivere l’esperienza di acquisto nel supermercato non solo è cambiato, ma in parte ha già cambiato le nostre abitudini.


#GDO La grande scommessa della #Trasparenza e #Tracciabilità
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E Tito Simone racconta, in esclusiva per Data Manager, la sua esperienza diretta di consumatore. Dichiara di non frequentare molto i supermercati, ma sa che può trovarvi di tutto: «Purtroppo, io nel supermercato, mi ci perdo» – confessa Simone. «Non riesco a rintracciare la corsia giusta al primo colpo e, quando finalmente la trovo, passo un tempo infinito a confrontare le diverse marche di pasta e i mille tipi di vino». Per questo fino ad oggi, ha preferito recarsi dal suo salumiere di fiducia che si chiama Aldo, almeno fino a quando ha scoperto di potersi orientare da solo anche nell’immensa offerta del supermercato: «Ho inserito la mia lista della spesa nella app e mi sono fatto guidare sulla mappa interattiva fino al reparto giusto» – continua Simone. «Leggo i barcode sulle confezioni di pasta e posso confrontarne la provenienza, il tipo di lavorazione, il contenuto energetico. Ho impostato le mie preferenze (il grano deve essere italiano meglio ancora se pugliese o molisano, macinato a pietra e l’essiccazione lenta) e mi è stata indicata una terza marca che non conoscevo. Tra tutte le ricette che il mio smartphone ha selezionato per me, scelgo gli spaghetti con le sarde, già ritrovo sulla mappa le corsie da visitare per recuperare tutti gli ingredienti: rapido, efficace, neanche Aldo avrebbe saputo fare meglio» – racconta Simone. «A questo punto manca solo il pesce, mi presento al banco e il commesso (non credo di averlo incontrato prima di ora) mi saluta per nome. Sa tutto di me, sa che mi piace il pesce azzurro, ma deve essere freschissimo, meglio se pescato nell’arcipelago Toscano o in Sardegna, e sa che sono disposto a pagare qualcosa in più per un prodotto di alta qualità: lo sta leggendo sul suo tablet. Mi dice che le sarde (ma come fa a saperlo?) sono sì fresche, ma che mi può proporre qualcosa di meglio: questo è il periodo migliore per le alici. Sono state pescate stanotte al largo del Giglio con la lampara, e poi sono anche più piacevoli al palato». – «Bene me ne dia sei etti» – gli dico. – «Fa un chilo esatto. Che faccio, lascio»? – «Proprio come Aldo»!

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Amazon: le specialità food regionali arrivano nel negozio Made in Italy https://www.datamanager.it/2016/09/amazon-le-specialita-food-regionali-arrivano-nel-negozio-made-italy/ Tue, 13 Sep 2016 14:39:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=108633 Le eccellenze enogastronomiche italiane si aggiungono al marketplace di Amazon Con il lancio della nuova sezione, prelibate ghiottonerie e pregiati vini e liquori Made in Italy saranno disponibili all’acquisto per milioni di clienti Amazon. Dalle regioni del Nord Italia come Veneto e Piemonte al Sud con Sicilia e Campania, passando per la Emilia Romagna e […]

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Le eccellenze enogastronomiche italiane si aggiungono al marketplace di Amazon

Con il lancio della nuova sezione, prelibate ghiottonerie e pregiati vini e liquori Made in Italy saranno disponibili all’acquisto per milioni di clienti Amazon.

Dalle regioni del Nord Italia come Veneto e Piemonte al Sud con Sicilia e Campania, passando per la Emilia Romagna e Toscana: queste sono solo alcune delle aree di provenienza degli oltre 100 venditori che a partire da oggi soddisferanno il palato dei clienti italiani.

All’interno delle categorie Vino e Prodotti Alimentari Gourmet di Made in Italy saranno presenti solamente prodotti contraddistinti da una denominazione di origine protetta (DOP, IGP, DOCG) tutelata da un consorzio locale riconosciuto oppure prodotti enogastronomici italiani selezionati da operatori specializzati nella valorizzazione del Made in Italy, come Vinitaly e Ufoody, che ne garantiscano l’origine italiana e la qualità.

Tra i prodotti disponibili nel negozio Prodotti Alimentari Gourmet ci saranno fra gli altri aceto balsamico, salumi e prosciutti. Inoltre si potrà acquistare pasta come paccheri, linguine e maccheroncini ma anche verdure in scatola e sottolio, legumi e condimenti. Infine sono disponibili caffè, confetture e tanti dolci creati artigianalmente come i rinomati baci di Cuneo, disponibili nella versione semplice, al caffè e al Barolo.

Alla selezione gourmet del negozio Food Made in Italy, si aggiunge un vasto assortimento di vini, birre e liquori provenienti da diverse regioni d’Italia, espressione dell’eccellenza locale: dal Brunello di Montalcino DOCG alla birra artigianale, prosecco, tamarindo e mirto.

I prodotti food si aggiungono agli oltre 40 mila articoli del negozio Made in Italy, realizzati da centinaia di artigiani che grazie al Marketplace Amazon hanno la possibilità di raggiungere più di 285 milioni di clienti attivi nel mondo.

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Firefox si ispira ad Expo Milano 2015 con add-on a tema food https://www.datamanager.it/2015/09/firefox-si-ispira-ad-expo-milano-2015-con-add-on-a-tema-food/ Tue, 15 Sep 2015 13:00:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=83626 Mozilla in occasione di Expo Milano 2015 propone ai suoi utenti nuove estensioni per il browser Firefox sul tema dell’alimentazione e del benessere Con Expo Milano 2015 il dibattito sulla nutrizione ha assunto finalmente una portata di primaria importanza, com’è giusto per un tema protagonista della storia e della cultura di ogni popolo e che […]

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Mozilla in occasione di Expo Milano 2015 propone ai suoi utenti nuove estensioni per il browser Firefox sul tema dell’alimentazione e del benessere

Con Expo Milano 2015 il dibattito sulla nutrizione ha assunto finalmente una portata di primaria importanza, com’è giusto per un tema protagonista della storia e della cultura di ogni popolo e che coinvolge direttamente tutti gli individui. Grazie ad Expo 2015 tutta la collettività, non solo gli addetti ai lavori, ha partecipato alla discussione sul tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e le persone si sono confrontate sulle problematiche dell’alimentazione globale, sul rapporto tra cibo e salute, sugli stili di vita.

Partecipa alla discussione anche Firefox, il browser creato dall’organizzazione non-profit Mozilla per dare una possibilità di scelta agli utenti. Firefox mette a disposizione degli utenti infatti una serie di utili componenti aggiuntivi (chiamati anche add-on o estensioni) nei temi legati alla nutrizione e al benessere che possono essere di supporto agli utenti nel loro quotidiano. Ecco alcuni esempi da tenere presente per personalizzare a tema Expo Milano 2015 la propria navigazione.

Temi per personalizzare il browser

E’ possibile scegliere tra migliaia di temi per personalizzare il browser Firefox e rendere più piacevole la propria navigazione. Tra questi, ve ne sono alcuni perfetti per tenere presenti le regole della corretta alimentazione, da Expo in poi. Per ricordarsi di integrare nella dieta frutta e verdura è possibile installare frutta dell’estate, verdura, oppure una mela al giorno. Il tema It’s all worth it in the end (“alla fine ne vale la pena”) incoraggia coloro che hanno intrapreso una dieta a tenere duro, mentre Your health, your choice (“la tua salute, la tua scelta”) ricorda di preferire sempre il cibo sano al junk food.

Come aggiungere un tema a Firefox

E’ possibile aggiungere un tema al browser attraverso pochi semplici passi

– Vai su https://addons.mozilla.org/it/firefox/

– Clicca su temi e carica migliaia dei componenti aggiuntivi disponibili

– Fai la tua scelta e clicca il bottone “Aggiungi a Firefox’

– Il browser è ora personalizzato!

Spoonacular Recipe Saver

Ecco l’add-on giusto per raccogliere le ricette più sane trovate nel web. Le ricette possono essere salvate in una reading list in Firefox for Android, per tenerle sempre a portata di mano. Ma non solo: con Spoonacular Recipe Saver è possibile organizzare i propri pasti settimanali, approntare una lista della spesa, informarsi sui valori nutrizionali dei vari alimenti e fare una stima del costo di ogni ricetta.

YouTube Downloader

YouTube Downloader è il componente aggiuntivo che consente di scaricare i video di YouTube in tutti i formati disponibili. Un alleato prezioso per scaricare i video dei propri chef preferiti impegnati nei loro show cooking. Una volta effettuato il download del componente aggiuntivo, basta andare su www.youtube.com, digitare “ricette” e scaricare quelle di interesse. I video saranno disponibili in modalità offline, pronti per essere consultati al momento giusto quando ci si mette ai fornelli.

Take a break

Fissare continuamente lo schermo del proprio computer può causare mal di testa, visione offuscata e affaticamento. Per questo nasce Take A Break, l’estensione che ricorda agli utenti quando è il momento di prendere una pausa dalla propria navigazione. Sarà possibile settare l’add-on a seconda dei propri ritmi ma quando apparirà sullo schermo l’icona di una bella tazza di caffè sarà arrivato il momento di rilassarsi un po’ e, perché no, dedicarsi ad uno spuntino.

Advanced Cookie Manager

Infine, non poteva mancare un componente aggiuntivo che si prende cura dello stato di nutrizione del PC. Ed ecco Advanced Cookie Manager, l’add-on essenziale per non essere più disturbati da notifiche indesiderate e, al contempo, preservare il corretto stato di salute del PC, perché non tutti i “cookie” sono golosi e fragranti!

Come caricare un componente aggiuntivo

– Digita ‘about:addons’ nella barra URL di Firefox; si aprirà una pagina di gestione dei componenti aggiuntivi

– Digita su ‘Esplora’ sul menu a sinistra.

– Scegli il componente aggiuntivo desiderato.

– Clicca su ‘Aggiungi a Firefox’

– Clicca su ‘installa’ e in pochi secondi, si scarica il componente aggiuntivo desiderato.

– Se è richiesto un riavvio (non tutti gli add-on lo richiedono), digita ‘Riavvia Ora’.

Come disinstallare un componente aggiuntivo

– Digita ‘about:addons’ nella barra URL di Firefox, si aprirà una pagina di gestione dei componenti aggiuntivi.

– Vai a ‘Estensioni’

– Digita su ‘Disattiva’ per disattivare l’estensione o su ‘Rimuovi’ per eliminarla completamente.

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Datalogic. Oltre quarant’anni di leadership https://www.datamanager.it/rivista/datalogic-oltre-quarant-anni-di-leadership-55505.html Thu, 17 Apr 2014 13:51:30 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/datalogic-oltre-quarantanni-di-leadership/ Una riorganizzazione per mercati verticali e un nuovo programma di canale per sostenere gli ambiziosi obiettivi di crescita della società attiva nell’acquisizione automatica dei dati   Con oltre 40 anni di storia, Datalogic (www.datalogic.it) è una società italiana che detiene una posizione di leadership mondiale nei mercati dell’acquisizione automatica dei dati e dell’automazione industriale, oltre […]

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Una riorganizzazione per mercati verticali e un nuovo programma di canale per sostenere gli ambiziosi obiettivi di crescita della società attiva nell’acquisizione automatica dei dati

 

Emanuela Iapelli, country manager di Datalogic ADC ItaliaCon oltre 40 anni di storia, Datalogic (www.datalogic.it) è una società italiana che detiene una posizione di leadership mondiale nei mercati dell’acquisizione automatica dei dati e dell’automazione industriale, oltre che di produttore di lettori di codici a barre e di attrezzature correlate.

Ma soprattutto con numeri in crescita che parlano di un fatturato totale nell’ordine dei 500 milioni di euro con oltre 2.300 dipendenti in tutto il mondo, e una leadership tecnologica forte di una ricerca continua, sottolineata da oltre mille brevetti e innovazioni di rilievo, come per esempio la lettura dei dati effettuata tramite la tecnologia imaging, introdotta sul mercato proprio da Datalogic. Le soluzioni dell’azienda trovano impiego in numerose aree quali la grande distribuzione, con i lettori di codice a barre, anche portatili, che permettono di velocizzare la spesa, oppure nell’ambito della raccolta dati per gli inventari di magazzino. Anche le società di logistica e trasporti possono utilizzare i device portatili per tracciare le consegne dei colli. E in ambito sanitario, questa tecnologia permette di avere un controllo sempre puntuale e accurato della somministrazione dei medicinali.

 

Crescita in Italia

La filiale commerciale italiana di Datalogic ADC (acronimo di Automatic Data Capture), che ha sede a Vimercate e uffici corporate di ricerca e sviluppo nell’area di Bologna e di Treviso, ha da poco tempo una nuova country manager: Emanuela Iapelli. «Nell’arco dei prossimi quattro anni, intendiamo crescere di almeno due cifre, con l’obiettivo di posizionarci al primo posto anche in Italia» – dichiara Emanuela Iapelli – che ha le idee chiare sui piani di sviluppo della società nel nostro Paese. La ricetta passa per una riorganizzazione, annunciata con il motto “nuova partenza per un nuovo futuro” e che investe sia la focalizzazione per mercati verticali sia un nuovo ruolo per il canale dei partner. Ma andiamo per ordine. «Il mercato italiano ha bisogno di focalizzazione – spiega Emanuela Iapelli. «Le nostre soluzioni sono rivolte soprattutto ad alcuni settori specifici, come retail food, retail non food, trasporti, logistica, manufacturing e infine settore pubblico, con la Sanità in primo piano. È necessario avere persone che sappiano sempre più parlare la lingua del cliente e non solo dello specifico prodotto, in modo da poter proporre soluzioni più mirate e innovative: questo è il senso della nostra riorganizzazione per mercati verticali, che sta già dando i primi risultati».

Per sostenere tale approccio, un ulteriore elemento che aiuterà la crescita di Datalogic anche in Italia, è sicuramente l’innovazione, come per esempio quella di “Jade”, il nuovo sistema di check-out automatico per supermercati. Il cliente posiziona i prodotti sul nastro della cassa e questi, passando sotto il portal scanner di Jade, vengono acquisiti automaticamente dal POS, senza alcun intervento umano. Un primo test pilota è già stato fatto lo scorso anno presso un famoso retailer italiano, con notevole successo. E presto, il sistema sarà esteso ad altri supermercati.

Il ruolo del canale

L’altro grande pilastro a sostegno della crescita di Datalogic in Italia è la ridefinizione del ruolo delle terze parti, con un nuovo Channel Program, partito all’inizio di aprile 2014 che si articola in una riqualificazione dei diversi attori, come distributori, system integrator, Var e reseller, che avranno quattro livelli di coinvolgimento: Diamond, Platinum, Gold e Silver. «A regime, l’obiettivo – dice Emanuela Iapelli – è di avere al nostro fianco quattro o cinque distributori a valore aggiunto e circa una quarantina di aziende specializzate nei diversi mercati, con un investimento non indifferente a sostegno del canale dei nostri partner, nel quale crediamo moltissimo e che svolge un ruolo fondamentale per il nostro successo».

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Gruppo Sigma. L’evoluzione della GDO alimentare https://www.datamanager.it/rivista/gruppo-sigma-l-evoluzione-della-gdo-alimentare-49603.html Fri, 13 Sep 2013 10:45:59 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/gruppo-sigma-levoluzione-della-gdo-alimentare/ Con quattordici centri di distribuzione presenti in Italia, Sigma guarda al futuro, puntando su organizzazione strategica, business intelligence e unificazione delle banche dati. Cooperazione, sviluppo, italianità si coniugano con innovazione, crescita ed efficienza      Sigma è una delle più grandi organizzazioni italiane d’imprenditori nel panorama della grande distribuzione nazionale. Cinquant’anni di successi e un presente da […]

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Con quattordici centri di distribuzione presenti in Italia, Sigma guarda al futuro, puntando su organizzazione strategica, business intelligence e unificazione delle banche dati. Cooperazione, sviluppo, italianità si coniugano con innovazione, crescita ed efficienza 

 

 

Roberto Zanna, CIO del Gruppo RealcoSigma è una delle più grandi organizzazioni italiane d’imprenditori nel panorama della grande distribuzione nazionale. Cinquant’anni di successi e un presente da leader nella GDO, con una rete di oltre duemila e 600 punti vendita. Ad oggi, sono quattordici i centri di distribuzione presenti in Italia. Una storia importante, tante diverse realtà, che condividono gli stessi valori: cooperazione, sviluppo, italianità. Questi valori si traducono in tradizione di qualità e freschezza, prossimità e continuità nel tempo. Sigma aderisce a Confcooperative (www.confcooperative.it), la principale organizzazione del movimento cooperativo e delle imprese sociali, ed è partner di Coop Italia, con cui ha costruito – insieme a Despar e Il Gigante – Centrale Italiana, la più grande centrale d’acquisto sul territorio nazionale. Nata nel 2004, Centrale Italiana è cresciuta nel tempo arricchendosi di altri partner e arrivando a una quota di mercato del 26%. Ogni centro di distribuzione associato a Sigma (Realco è uno dei 14 presenti in Italia) ha il suo chief information officer. Anche Sigma ha il suo CIO che però non è di Gruppo.

Con Roberto Zanna, CIO del Gruppo Realco (www.realco.it), abbiamo discusso del ruolo dell’IT in questo settore.

 

Data Manager: Qual è il contesto aziendale del Gruppo Realco?

Roberto Zanna: Realco è una cooperativa, che opera nell’ambito della distribuzione alimentare retail dal 1959 e sviluppa un fatturato di circa 300 milioni di Euro, impiegando oltre cento addetti come dipendenti diretti. La rete è prevalentemente indiretta e si sviluppa su circa 250 punti di vendita distribuiti in Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Toscana. La cooperativa svolge funzioni di centro distributivo di merci e di servizio ai soci. La mission aziendale è quella di valorizzare l’attività imprenditoriale degli associati per la gestione di moderni punti di vendita al dettaglio. Realco fa parte di Sigma, che è un’associazione nata per acquisire vantaggi per gli associati su tutto il territorio nazionale e opera con quattordici centri di distribuzione su tutto il territorio italiano, sviluppando globalmente un fatturato di circa sei miliardi di euro. Il contesto di business è molto difficile in quanto il mercato è in lieve flessione per quello che riguarda i consumi e soprattutto le abitudini dei consumatori sono in veloce trasformazione.

Come sono organizzati i sistemi informativi?

I sistemi informativi di Realco sono costituiti da uno staff di cinque persone divise per area di competenza e preposte all’assistenza degli utenti interni all’azienda (dipendenti) ed esterni (soci che operano nei punti di vendita). L’obiettivo principale dei collaboratori IT è di porsi come consulenti e facilitatori a supporto dello sviluppo del business avvalendosi del supporto delle tecnologie e applicazioni più idonee sul mercato. Le attività operative non a valore aggiunto sono delegate all’esterno ad alcune aziende di servizi leader di mercato. Dal punto di vista dell’infrastruttura, l’azienda ha due server farm dislocate agli opposti di due piani diversi dello stesso fabbricato. Tutti gli elementi critici per il business sono ridondati (server, switch, storage, firewall). Il centro di distribuzione lavora quasi 24 ore per 7 giorni alla settimana, perché le diverse merceologie sono ricevute, stoccate e preparate per la spedizione in momenti diversi. Un fermo anche di poche ore potrebbe essere molto dannoso per i punti di vendita.

Quali sono i principali progetti realizzati e quelli futuri?

I principali progetti realizzati recentemente toccano ambiti essenziali per il business della grande distribuzione organizzata. Parliamo di business intelligence legata all’analisi acquisti e vendite degli associati e all’attività di planning e forecasting con simulazioni e reporting what if per il controllo preciso e dettagliato delle vendite in corso d’anno. I prossimi progetti mirano a coprire altri tasselli fondamentali a supporto del business. Stiamo costruendo un datawarehouse centrale in cui validare i dati anagrafici sia di prodotto sia di cliente e fornitore. L’obiettivo è avere un unico punto di gestione unificato delle informazioni per poi costruire i vari report per gli utenti interni. Un altro progetto riguarderà la corretta e puntuale gestione dei trasporti allo scopo di ottimizzare il servizio delle consegne ai punti di vendita sia in termini di efficienza sia in termini di costi. 

Come vede lo scenario IT dal punto di vista tecnologico e organizzativo?

Ricoprire il ruolo di responsabile dei servizi IT permette di avere una visione aziendale a 360 gradi dell’organizzazione aziendale e un’ottima conoscenza dei flussi e dei processi. Lo scenario IT è sempre e costantemente in evoluzione e bisogna saper cogliere le opportunità di crescita e sviluppo sia tecnico sia organizzativo nei momenti giusti, avendo anche il coraggio necessario per rischiare dal punto di vista decisionale. I servizi offerti dai player del mercato IT permettono un approccio molto flessibile. Diventa sempre più essenziale concentrare le energie delle risorse interne nei progetti core business e nella parte consulenziale verso gli utenti. Per le attività non a valore aggiunto, ma comunque necessarie alla continuità e al livello di servizio (security, help desk, troubleshooting), ci affidiamo all’esperienza e ai servizi di alcune società esterne con cui abbiamo stabilito un rapporto di partnership consolidata nel tempo.

Il ruolo del CIO si è evoluto molto negli ultimi anni. Che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

La figura professionale del CIO è radicalmente cambiata e la sua evoluzione è in corso, ma questo accade solo nelle aziende grandi o medie, non nelle piccole. Il CIO è entrato a pieno titolo nei comitati direttivi di diverse società e da lui il CEO si aspetta non solo proposte in ambito IT a supporto di progetti aziendali, ma anche suggerimenti di miglioramento organizzativo, che utilizzino la tecnologia come strumento. Le aziende richiedono inoltre una serie di soft skills in ambito relazionale. Empatia e leadership situazionale sono necessarie per poter colloquiare efficacemente e con competenza in ambienti eterogenei e con persone diverse. Ritengo inoltre personalmente che diventerà importante avere alle spalle esperienze diverse maturate in contesti di business variegati (come succede per i CEO o i CFO), che aiuteranno a esaminare i temi organizzativi con una buona apertura mentale. Il CIO è ormai un manager a tutti gli effetti. A lui l’azienda affida persone che devono crescere professionalmente, chiede di proporre investimenti che abbiano un payback chiaro e nel medio termine, affida a lui progetti strategici (implementazioni sistemi ERP).

Su quali tecnologie punterebbe per il prossimo futuro?

Il mondo della distribuzione sta subendo una radicale trasformazione dettata dal cambiamento delle abitudini del consumatore. Un fattore critico di successo sarà sicuramente prevedere in anticipo questi cambiamenti per poterli tradurre in azioni mirate sui punti di vendita. A mio parere, sarà premiante l’utilizzo di applicazioni legate al self scanning mobile (fare spesa in autonomia con smartphone) con apps specifiche che permettono anche operazioni push di direct marketing (invio promozioni, invio prodotti in offerta giornaliera…). Le applicazioni gestionali saranno sempre più estese verso il punto vendita fino a diventarne parte integrante (software di back office online con la sede). In linea generale, ritengo che la postazione di lavoro sarà “dematerializzata”, i tablet sostituiranno progressivamente i vecchi notebook e permetteranno l’accesso alla rete e a tutte le applicazioni aziendali ovunque ci si trovi, favorendo lo sviluppo del lavoro da casa. Il cloud prenderà sempre più piede grazie alla virtualizzazione e agli storage “intelligenti” e molte aziende useranno le applicazioni “as a service” pagandone solo l’effettivo utilizzo in modo flessibile. A livello industriale, sarà sempre maggiore l’utilizzo della tecnologia RFID e dei vari dispositivi contactless per applicazioni di controllo e avanzamento produzione.

 

Roberto Zanna STORY

Roberto Zanna – Nato a Bologna nel 1965, ha una carriera lavorativa maturata completamente in ambito ICT e organizzazione con ruoli crescenti in aziende di diversi settori di business. In passato, è stato project manager per il Gruppo Castelli nel settore manufacturing del legno e arredamento, poi capo progetto e responsabile IT al Gruppo La Perla. Sempre nel settore produzione fashion retail, in Furla ha ricoperto il ruolo di responsabile ICT corporate. Ha lavorato come ICT director corporate del Gruppo Marzocchi che opera nel settore manufacturing metalmeccanico. Per due anni è stato senior manager IT per un plant italiano di una multinazionale americana, occupandosi tra le altre cose dell’intera infrastruttura IT, dai server e network di sicurezza alle operations IT (SOX compliance). Attualmente, opera come responsabile ICT corporate del Gruppo Realco di Reggio Emilia operante nel settore distribuzione retail.

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