ICANN – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:59:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ICANN – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Perché ICANN ha posticipato l’update crittografico dei DNS https://www.datamanager.it/2017/10/perche-icann-posticipato-lupdate-crittografico-dei-dns/ Tue, 03 Oct 2017 13:11:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132087 Sarebbe dovuto arrivare entro l’11 ottobre ma non sarà così a causa di ritardi nella gestione dei service provider e operatori di rete Nel futuro del web c’è più sicurezza. Il riferimento è sia ai tentativi di hacking che prendono di mira debolezze della rete sia in termini di velocità e qualità nell’accesso a siti […]

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Sarebbe dovuto arrivare entro l’11 ottobre ma non sarà così a causa di ritardi nella gestione dei service provider e operatori di rete

Nel futuro del web c’è più sicurezza. Il riferimento è sia ai tentativi di hacking che prendono di mira debolezze della rete sia in termini di velocità e qualità nell’accesso a siti e portali certificati. Il tutto grazie a un aggiornamento che ICANN, organizzazione che ha il compito di supervisionare internet, avrebbe dovuto rilasciare l’11 ottobre ma che subirà un ritardo a causa dell’attuale inadeguatezza delle infrastrutture digitali. Nel concreto, è in dirittura d’arrivo una nuova componente per il Domain Name System Security, il classico sistema DNS, che comprende un rinnovato metodo per generare chiavi di sicurezza in coppia, nel merito dell’estensione DNSSEC. L’update ha il compito di rafforzare la cosiddetta zona di root entro cui sono conservati i server che fungono da fondamenta della rete, quelli che, se attaccati, possono mettere in crisi dorsali estese.

Cosa succede

Il problema è che un rilascio tempestivo del nuovo key-signing key potrebbe causare un blocco di accesso a internet per un utente su quattro in tutto il mondo. Il motivo? “Modificare il KSK vorrebbe dire generare una nuova chiave di crittografia in coppia per i risolutori del DNS. Basandoci sul numero di DNSSEC non supportati, stimiamo in almeno 750 milioni gli individui che sarebbero interessati all’aggiornamento” – dicono da ICANN. Nella pratica, i navigatori in questione non potrebbero più accedere ai siti che hanno subito il cambiamento nei DNS, non per colpa loro. “Per questo abbiamo fatto slittare la data dall’11 ottobre a destinazione incerta, visto che molti Internet Service Provider e operatori di rete non sono pronti per il rollout della key di sicurezza. Procederemo con cautela per non recare rallentamenti di sorta, identificando le azioni migliori con cui rafforzare la stabilità e la sicurezza del sistema di domini”.

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L’ICANN sta per diventare un organo indipendente dagli USA https://www.datamanager.it/2016/03/licann-sta-diventare-un-organo-indipendente-dagli-usa/ Fri, 11 Mar 2016 09:46:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=96610 L’ICANN ha inviato agli USA una proposta per trasferire le sue funzioni alla Internet community globale Lo scandalo Datagate ha messo in luce tutti i problemi legati a una gestione ufficialmente indiretta degli Stati Uniti e questa mattina è stato fatto il primo importante passo verso una maggiore libertà della Rete. Nel corso del 55esimo […]

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L’ICANN ha inviato agli USA una proposta per trasferire le sue funzioni alla Internet community globale

Lo scandalo Datagate ha messo in luce tutti i problemi legati a una gestione ufficialmente indiretta degli Stati Uniti e questa mattina è stato fatto il primo importante passo verso una maggiore libertà della Rete. Nel corso del 55esimo meeting dell’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) a Marrakesh (Marocco) è stata annunciata la prima proposta per concludere la supervisione da parte degli Stati Uniti sulla gestione dei domini Internet a livello globale. “Oggi abbiamo concretizzato l’opportunità di fare dell’ICANN un’autorità indipendente e internazionale, per governare direttamente le nostre risorse”, ha dichiarato il presidente uscente dell’organizzazione no profit, Fadi Chehade.

L’associazione che gestisce i domini di primo livello (TLD), generici (gTLD) e nazionali (ccTLD) è sempre stata formalmente indipendente ma ogni suo provvedimento è sempre stato supervisionato dalla National Communication Administration, l’organo statunitense che amministra il settore delle telecomunicazioni. Oggi è stata consegnata la prima formale proposta di trasferimento delle funzioni dell’ICANN alla comunità mondiale di Internet. Questo passaggio di consegne, conosciuto anche come “transizione Iana”, è iniziato nel 1998 e nel caso in cui venga approvato si concluderà il 30 settembre 2016. E’ stata proprio la massiccia attività di spionaggio da parte dell’intelligence statunitense ad accelerare questo processo. A seguito dello scandalo Datagate molte istituzioni come l’Unione Europea e persino il creatore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, hanno chiesto la nascita di una governance globale per gestire i domini e in generale la Rete.

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Google compra il dominio “.app” https://www.datamanager.it/2015/02/google-compra-dominio-app/ Fri, 27 Feb 2015 14:50:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70397 Il colosso ha pagato 25 milioni di dollari per fare suo l’intero dominio relativo alle app che potrebbe rappresentare la chiave del successo per Android e Chrome Un investimento certamente non di poco conto ma che potrebbe fruttare parecchio. Con ben 25 milioni di dollari, Google ha fatto suo l’intero dominio “.app”, la cifra più […]

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Il colosso ha pagato 25 milioni di dollari per fare suo l’intero dominio relativo alle app che potrebbe rappresentare la chiave del successo per Android e Chrome

Un investimento certamente non di poco conto ma che potrebbe fruttare parecchio. Con ben 25 milioni di dollari, Google ha fatto suo l’intero dominio “.app”, la cifra più alta mai pagata da un’azienda alla ICANN durante un’asta. Finora Big G ha acquistato domini particolari come “.how”, “.dad” o “.here” ma quello su cui la multinazionale punta maggiormente pare essere proprio il dominio relativo alle app che Google potrebbe sfruttare non solo per sponsorizzare applicazioni per smartphone e tablet Android ma anche le web app di Chrome o quelle in voga su televisori e indossabili. Insomma uno store generale dove trovare tutto il mondo applicativo di Mountain View.

Aste? Yes, Icann

La Icann ha gradualmente avviato delle aste per la vendita di alcuni domini dopo l’apertura avvenuta a giugno del 2014 dando vita ad una serie di vendite milionarie in cui i giganti si sono dovuti anche arrendere a brand settorializzati come Dot Tech LLC, che ha battuto proprio Google nell’asta per il dominio “.tech” battuto a 6,7 milioni di dollari. Le cifre spese dagli altri big sono decisamente inferiori ai 25 milioni del “.app”. Ad Amazon sono bastati 5 milioni per il dominio “.buy” e 2,2 milioni per il “.spot” mentre sempre Google si è assicurata domini particolari come “.android” e “.docs”, più in linea con prodotti e piattaforme già esistenti.

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Stefano Sordi di Aruba: «Siamo sulla nuvola» https://www.datamanager.it/2014/11/stefano-sordi-aruba-nuvola/ Wed, 19 Nov 2014 13:29:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65249 Dopo la decisione della ICANN, scopriamo cosa cambia per l’azienda toscana che si è aggiudicata la gestione dell’estensione .cloud Basta citare i nomi dei concorrenti per capire quanto sia stata grande la vittoria di Aruba. La più importante infrastruttura europea per la registrazione e gestione dei domini e hosting ha ottenuto il titolo di “Registro […]

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Dopo la decisione della ICANN, scopriamo cosa cambia per l’azienda toscana che si è aggiudicata la gestione dell’estensione .cloud

Basta citare i nomi dei concorrenti per capire quanto sia stata grande la vittoria di Aruba. La più importante infrastruttura europea per la registrazione e gestione dei domini e hosting ha ottenuto il titolo di “Registro Ufficiale” dei domini .cloud battendo giganti del calibro di Amazon, Google (con la controllata Charleston Road Registry) e Symantec. Si tratta di un traguardo importantissimo per l’azienda con sede ad Arezzo che nella sua ventennale storia (è nata nel 1994) è arrivata a gestire oltre 2 milioni di domini web, 6 milioni di caselle email, 3,8 milioni di caselle PEC e 20.000 server, per un totale di oltre 2 milioni di clienti.

Grazie all’enorme successo ottenuto dal cloud negli ultimi anni, diventare gestori unici di un’estensione del genere vuol dire assicurarsi un bell’avvenire, non solo a livello economico. Chiunque vorrà aprire un sito con un indirizzo che termina con .cloud dovrà rifarsi ad Aruba (anche se non direttamente), un nome che nel tempo è diventato sinonimo di qualità e sicurezza nel panorama dei servizi di hosting. Alla notizia dell’assegnazione della gestione di .cloud, Stefano Cecconi, CEO di Aruba, aveva detto: «Il dominio .cloud rappresenterà un’ulteriore spinta all’espansione che questa tecnologia sta conoscendo da diversi anni. Già oggi è riconosciuta come il maggior trend tecnologico con valori, in termini di servizi basati sul cloud, pari a centinaia di miliardi di euro».

Per l’occasione, abbiamo fatto un paio di domande a Stefano Sordi, marketing director di Aruba. Prima di tutto abbiamo chiesto a Sordi in che modo l’assegnazione del dominio, da parte della ICANN, cambierà la strategia dell’azienda.

«Per quanto riguarda l‘estensione, creeremo certamente una comunicazione e un business ad hoc, visto che diventiamo authority ufficiale per il .cloud. Chiunque nel mondo voglia un sito con tale parola dovrà passare da noi, anche se non direttamente ma rivolgendosi ai register di riferimento. In questo senso, Aruba diventa register di tutti i gestori nel mondo che vogliano accaparrarsi un dominio .cloud, in tutto un migliaio di società».

Dopo essersi aggiudicata il dominio, Aruba spiega di aver compiuto l’operazione anche per porsi come azienda italiana di eccellenza, a livello mondiale, per l’offerta di servizi hosting. «E’ chiaro che se finora potevamo vantare una notorietà nazionale ed europea, adesso abbiamo un palcoscenico più grande di riferimento – spiega Sordi – a distanza di pochi giorni dall’assegnazione del dominio, già diversi clienti da ogni parte del mondo ci hanno contattato, per capire quando potranno avere il loro sito personalizzato».

C’è da dire infatti che se a livello burocratico mancano giusto un paio di firme per il passaggio finale ad Aruba, la disponibilità del suffisso avverrà tra qualche mese, quando saranno assicurate tutte le migliori condizioni infrastrutturali per garantire il servizio. «Ci aspettiamo di poterlo rendere disponibile entro la prossima estate – dice il marketing director – un tempo che ci assicura la creazione di una rete idonea alle richieste che arriveranno da ogni parte del pianeta».

Ma a chi potrebbe interessare un dominio del genere? «Quando qualcuno ci ha detto che il dominio .cloud potrà far gola solo chi lavora in ambito professionale, come le aziende che offrono servizi sulla nuvola, abbiamo risposto che arriverà un giorno in cui la nuvola sarà Internet, così come lo intendiamo adesso. I principali contenuti saranno ospitati tutti in rete e le persone utilizzeranno sempre di più il cloud per le loro operazioni quotidiane. Avere un dominio del genere sarà come avere un .internet, ovvero una parola riconosciuta da chiunque abbia uno smartphone, un tablet o un computer» .

Non a caso la ICANN, quando ha “liberato” i domini ha parlato della più grande rivoluzione di Internet o della “democratizzazione totale della rete”, in riferimento alla possibilità, per tutti, di costruire il web che si vuole, adattandolo alle proprie esigenze sia professionali che personali. Questo vuol dire che non vedremo più siti che finiscono con .com o .it? Difficile, ma il trend è quello di colorare la rete e di renderla unica. Può sembrare un paradosso per un luogo che è virtualmente aperto a tutti e che deve andare bene a tutti. Di sicuro Aruba valuterà ogni singola richiesta prima di affidare il dominio, tenendo presente che senza creatività non avremmo il web odierno ma solo uno schermo verde con i caratteri a cascata di Matrix.

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OVH lancia la sua estensione: gratis per le prime 50.000 registrazioni https://www.datamanager.it/2014/10/ovh-lancia-sua-estensione-gratis-per-prime-50-000-registrazioni/ Wed, 22 Oct 2014 11:00:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63475 “Con la nostra estensione, di cui siamo particolarmente orgogliosi, ci affianchiamo ai più grandi brand mondiali come Apple o Canon” OVH, primo hosting provider d’Europa, da oltre 15 anni, è anche leader mondiale nella registrazione dei domini e gestisce oltre 3 milioni e mezzo di siti Web. Per questa sua posizione di leadership indiscussa, l’ICANN […]

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“Con la nostra estensione, di cui siamo particolarmente orgogliosi, ci affianchiamo ai più grandi brand mondiali come Apple o Canon”

OVH, primo hosting provider d’Europa, da oltre 15 anni, è anche leader mondiale nella registrazione dei domini e gestisce oltre 3 milioni e mezzo di siti Web.

Per questa sua posizione di leadership indiscussa, l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ha approvato il lancio mondiale del dominio .ovh, permettendo all’Azienda di essere una delle prime a livello mondiale ad offrire la sua estensione. Octave Klaba, CEO del gruppo, conferma: “Con la nostra estensione, di cui siamo particolarmente orgogliosi, ci affianchiamo ai più grandi brand mondiali come Apple o Canon”.

OVH in questo modo consolida la sua enorme Community, costituita da oltre 700.000 fra Partner e clienti. Con un prezzo di meno di 3 euro all’anno, l’estensione .ovh è una delle più economiche, in tutto il mondo. In più, l’Azienda regalerà il dominio per un anno ai primi 50.000 che ne faranno richiesta.l

Tutto inizia con un Pesce d’Aprile

È il 2009, quando Octave Klaba annuncia il lancio del dominio .ovh e ottiene in meno di 24 ore oltre 22.000 registrazioni. Qualche ora dopo, svela lo scherzo.

Il successo inaspettato dell’operazione però, lo convince ad aprire una richiesta all’ICANN per poter offrire realmente il dominio .ovh.

Un’estensione aperta al grande pubblico: OVH mette Internet alla portata di tutti!

OVH è uno dei pochi brand al mondo che ha aperto la propria estensione al grande pubblico, con la fortissima volontà di costruire, con i suoi clienti, una vera e propria Community di innovatori, come conferma Klaba: “L’estensione .ovh è sinonimo di innovazione e con un prezzo così accessibile, sarà di sicuro interesse per le Web Agency, i creativi e gli sviluppatori… e tutti i geek che desiderano appartenere ad una Community in cui passione, apertura mentale e creatività, sono gli elementi chiave per ogni nuovo progetto.”

Una enorme opportunità per i partner OVH

“Vogliamo costruire con i nostri clienti un rapporto strategico e importante, motivo per cui abbiamo creato il programma Partner OVH. In tal senso, il dominio .ovh diventa un plus anche per la rete di Partner OVH (www.ovh.biz/it), reale forza di vendita del gruppo” e continua Klaba “poter disporre di un proprio sito con estensione .ovh è, infatti, l’ideale per valorizzare il legame con OVH e proporre offerte basate sui nostri prodotti e sulle nostre soluzioni”.

Dionigi Faccenda, Sales & Marketing Director di OVH Italia, dichiara: “Basandoci sul successo italiano del programma OVH Biz, offriamo ai nostri Partner la possibilità di associare al proprio marchio l’estensione .ovh e di distinguersi sul mercato grazie alla costante innovazione che, da sempre, caratterizza il nostro gruppo” e prosegue “OVH, infatti, intende lanciare oltre 400 nuove estensioni, in aggiunta alle oltre 200 già proposte, come, ad esempio, il .pizza. Una grande opportunità per le Aziende e i privati che intendono proporsi sul Web in modo insolito e creativo, che rivoluzionerà le regole con cui i diversi siti saranno selezionati dai motori di ricerca, per figurare fra i primi risultati e aumentare sensibilmente la visibilità e di conseguenza, il business.” e conclude “Le nuove estensioni consentiranno di classificare in modo ancora più puntuale e specifico le diverse attività, per differenziarsi ulteriormente da chi continuerà ad optare per un’estensione generica. “

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Arrivano 700 nuovi domini, Roma rimane a bocca asciutta https://www.datamanager.it/news/arrivano-700-nuovi-domini-roma-rimane-bocca-asciutta-53459.html Thu, 06 Feb 2014 14:26:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/arrivano-700-nuovi-domini-roma-rimane-a-bocca-asciutta/ L'ICANN ha rilasciato 700 nuovi domini generici per aziende e municipalità. Roma si è fatta sfuggire ".roma" da un gruppo di broker britannico

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L’ICANN ha rilasciato 700 nuovi domini generici per aziende e municipalità. Roma si è fatta sfuggire “.roma” da un gruppo di broker britannico

L’ICANN ha rilasciato 700 nuovi domini di primo livello generici (gLTD). Ora le aziende potranno differenziarsi migliorando il proprio brand. A breve compariranno siti con “.nike” o “.google” al posto del classico “.com”. Facebook, che ha festeggiato 2 giorni fa i suoi 10 anni di attività, si è aggiudicato “.facebook” ma con grande sorpresa di molti “.like” è finito ad Amazon, che sta preparando una sua piattaforma di pagamento online.

In Italia i nuovi domini sono 15 e Fiat ne ha subito approfittato. Il Lingotto si è aggiudicato ben dieci gLTD relativi ai propri marchi come “.alfaromeo”, “.lancia”, “.abarth”, “.newholland” e “.ferrari”. Gli altri domini per il nostro Paese sono andati a Lamborghini, BNL, Gucci, Hotel Cipriani di Venezia e Praxi.

“.roma” finisce all’estero

Anche diverse municipalità sparse per il globo hanno approfittato del bando per unificare i propri portali sotto un’unico dominio. New York (.nyc), Berlino (.berlin), Parigi (.paris) e Londra (.london) hanno agito per tempo, al contrario del Comune di Roma che si è fatto soffiare il suo gLTD.

Quando l’ICANN promosse il bando internazionale nel 2012 la vecchia amministrazione della Capitale decise di non partecipare. Il dominio “.roma” fu quindi acquistato dal gruppo di broker Top Level Domain Holdings Limited, che si aggiudicò anche “.pizza” e “.casa”. Ora Roma Capitale, tramite il Ministero dello Sviluppo economico, ha diffidato la società britannica dall’utilizzo del dominio incriminato. “In futuro verrà rifatto un nuovo bando a cui aderiremo.  – ha spiegato Marta Leonori, assessore alla Roma Produttiva – Un altro segnale di quanto questa amministrazione tenga al settore della nuova comunicazione”.

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1&1 diventa Registrar per nuovi Top Level Domains https://www.datamanager.it/news/11-diventa-registrar-nuovi-top-level-domains-49322.html Tue, 03 Sep 2013 17:35:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/11-diventa-registrar-per-nuovi-top-level-domains/ 1&1 Internet sigla l’Accordo di Accreditamento dei Registrar di ICANN

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1&1 Internet sigla l’Accordo di Accreditamento dei Registrar di ICANN

1&1 Internet ha firmato l’Accordo di Accreditamento dei Registrar di ICANN – l’organizzazione preposta all’assegnazione di indirizzi Internet a livello globale per i Top Level Domains (TLD – domini di primo livello). Grazie all’intesa raggiunta, 1&1 sarà quindi in grado di offrire oltre 700 nuove estensioni di domini.

Da ottobre, i nuovi domini offriranno ad aziende e privati, senza distinzioni, nuovi modi per essere più facilmente reperiti in rete. Oltre ai suffissi regionali come .milano o .roma, saranno disponibili termini come .web o .mail per usi generici. Le piccole imprese potranno indicare la natura del loro sito con parole come .shop o .SRL. Allo stesso modo, i termini descrittivi come .auto e .ristorante rappresenteranno un valido strumento per aumentare il numero di visitatori.

“I nuovi TLD avranno un ruolo decisivo per i successi futuri sul web”, afferma Robert Hoffmann, CEO Hosting di 1&1 Internet. “Un buon dominio deve sapersi distinguere ed essere facilmente memorizzabile. Anche i motori di ricerca come Google sono ottimizzati per mostrare in modo più evidente i risultati più attinenti. I domini speciali avranno una forte influenza sulla visualizzazione dei risultati e quindi, in definitiva, sul successo commerciale dell’impresa”, continua Hoffmann.

I clienti che non sono riusciti a ottenere nomi a dominio brevi con le estensioni .it o .com, avranno da oggi l’opportunità di trovare una soluzione. “Ma anche coloro che hanno già un indirizzo ottimale, dovrebbero proteggere il loro nome in ogni possibile variazione, prima che lo faccia un competitor”, consiglia Hoffmann.

Con la funzione di forwarding integrata, tutti i domini appena registrati con 1&1 possono essere semplicemente inoltrati a pagine web già esistenti, indipendentemente dall’attuale provider di hosting.

E’ possibile verificare subito quali nuovi suffissi di dominio potrebbero essere più adatti alla propria azienda direttamente al link http://www.1and1.it/nuove-estensioni-di-dominio – un nuovo portale 1&1 dedicato ai domini che suggerisce indirizzi web attinenti alla specifica area di business o al settore di interesse individuale. Inoltre, i nuovi TLD possono essere prenotati direttamente e senza nessun costo. Non appena le estensioni scelte saranno disponibili, 1&1 informerà automaticamente i clienti. Riguardo alle politiche di pricing, i clienti 1&1 potranno avvantaggiarsi di costi competitivi offerti da un’azienda presente a livello globale e leader nel web hosting.

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Editori italiani (AIE) ed europei (FEP) a difesa del dominio .book https://www.datamanager.it/news/editori-italiani-aie-ed-europei-fep-difesa-del-dominio-book-45050.html Tue, 12 Mar 2013 15:40:42 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/editori-italiani-aie-ed-europei-fep-a-difesa-del-dominio-book/ Richiesta formale di editori italiani ed europei a ICANN contro la possibile assegnazione in via esclusiva del dominio .book a un singolo soggetto

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Richiesta formale di editori italiani ed europei a ICANN contro la possibile assegnazione in via esclusiva del dominio .book a un singolo soggetto

La notizia che i principali player del mercato on line (Amazon e Google soprattutto) avessero presentato a ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers – l’ente che ha l’incarico di assegnare i nomi a dominio di primo livello dei siti Internet, i cosiddetti TLD – Top Level Domain) la richiesta di registrare un enorme numero di domini dai nomi particolarmente sensibili, come .book, .author, .news, .shop ha mobilitato le organizzazioni e associazioni di editori di tutto il mondo. Amazon è infatti in lista per 76 domini, Google per ben 101, molti dei quali sovrapposti a quelli di Amazon.

Per questo Associazione Italiana Editori (AIE) e Federazione Editori Europei (FEP) hanno mandato una lettera di protesta formale il 6 marzo scorso: sono concordi nel ritenere potenzialmente assai pericolosa (e senz’altro anticompetitiva) l’assegnazione ad un solo soggetto, per altro privato, della disponibilità del dominio .book.

Questi domini possono essere utilizzati infatti soltanto da soggetti stabiliti nello Stato corrispondente; quelli generici sono stati storicamente resi disponibili a particolari classi di utilizzatori, senza tenere conto della loro sede, ma considerando soltanto le loro peculiarità.

I domini in attesa di essere aggiudicati hanno carattere esclusivo: non possono essere utilizzati da altri se non da chi ne ha ottenuto (ovvero: pagato) la registrazione.

“E’ nostra opinione – si legge nella lettera – che permettere a entità commerciali di registrare questi domini e consentire loro di usarli come proprietari esclusivi causerebbe gravi danni all’intera industria del libro (…). Visto che internet è un mezzo così istituzionale siamo molto preoccupati che l’identificazione tra questi Top Level Domains e un loro possibile unico proprietario possa fuorviare il consumatore”. È di tutta evidenza che, ove il dominio .book fosse assegnato, ad esempio, ad Amazon, la società di Bezos potrebbe godere del vantaggio di dominare incontrastata tutto l’insieme degli indirizzi Internet con suffisso .book, “identificando” tout court Amazon e “concetto di libro”.

A testimonianza della pericolosità della situazione che si potrebbe creare, ICANN, avendo recepito le segnalazioni dei soggetti interessati, attende osservazioni da parte dei vari Paesi da far pervenire attraverso il Governmental Advisory Committee.

 

 

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www.ildominioèmioemelo gestiscoio.haicapito? https://www.datamanager.it/news/sicurezza-informatica/wwwildominio-mioemelogestiscoiohaicapito Mon, 16 Jan 2012 08:50:17 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/01/www-ildominioemioemelo-gestiscoio-haicapito/ Molte sono le date storiche legate a Internet: dal primo collegamento di quattro nodi nel 1969 della rete Arpanet alla nascita del Wold Wibe Web nel 1991, giusto per citare esempi molto conosciuti.

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Molte sono le date storiche legate a Internet: dal primo collegamento di quattro nodi nel 1969 della rete Arpanet alla nascita del Wold Wibe Web nel 1991, giusto per citare esempi molto conosciuti.

Diventerà fondamentale anche la data del 12 gennaio 2012, giorno in cui l’ICANN – che è l’ente che si occupa di gestire l’assegnazione dei domini di primo livello – ha ufficialmente aperto la possibilità di registrazione di tali domini? Data in cui, a quelle sigle di due o tre caratteri ben conosciute, ovvero dai vari .com, .org, .net, .un di tipo “internazionale” (sono nel numero di 22) ai .it, .uk, .fr, .de di tipo “nazionale” (di questi ce ne sono attualmente 250) se ne potrebbero aggiungere tantissimi altri, basterà pagare e anche piuttosto salato, considerato che occorrerà spendere per avere un dominio di primo livello nuovo di zecca una cifra una tantum di 185.000 dollari e un’altra di mantenimento annuale di 25.000.

Non sono noccioline, come dicono gli americani e ovviamente tutto ciò non sarà quindi attrattivo per il singolo consumatore o per piccole realtà, ma potrà essere d’interesse – soprattutto marketing – per grandi aziende o organizzazioni pubbliche e private. Di qualsiasi parte del mondo, tra l’altro, e questo ha aperto anche una polemica di tipo linguistico, considerato che sarebbe possibile utilizzare caratteri dell’alfabeto di tipo diverso dal latino: arabi, cirillici, cinesi etc etc.

Altro problema evidenziato, che io ritengo più importante, è anche quello concernente la “criminalità”, giacché mafie informatiche ben organizzate potrebbero cogliere l’occasione per registrare domini che assomigliano di molto a quelli regolari, con lo scopo di truffa. L’ICANN tranquillizza in merito, dicendo che ci sarà un controllo scrupoloso su ogni richiesta avanzata, che dovrà anche essere corredata da apposita e esaustiva documentazione. In ogni caso pare siano già ben 1500 le istanze presentate e ci sarà tempo fino al 12 Aprile per proporne di altre.

Avete in mente qualcosa? Ad esempio www.ildominioèmioemelogestiscoio.haicapito?

Meditiamo, gente, meditiamo…:-)

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