Micro Focus – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 01 Feb 2023 08:17:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Micro Focus – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 OpenText acquisisce Micro Focus https://www.datamanager.it/2023/02/opentext-acquisisce-micro-focus/ Wed, 01 Feb 2023 08:17:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=225068 OpenText annuncia di aver concluso l’acquisizione precedentemente annunciata di Micro Focus International plc, fornitore leader di tecnologie software e servizi mission-critical che aiutano i clienti ad accelerare la trasformazione digitale. “Vorrei dare il benvenuto a clienti, partner e dipendenti di Micro Focus”, ha dichiarato Mark J. Barrenechea, CEO e CTO di OpenText. “Il digitale è […]

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OpenText annuncia di aver concluso l’acquisizione precedentemente annunciata di Micro Focus International plc, fornitore leader di tecnologie software e servizi mission-critical che aiutano i clienti ad accelerare la trasformazione digitale.

“Vorrei dare il benvenuto a clienti, partner e dipendenti di Micro Focus”, ha dichiarato Mark J. Barrenechea, CEO e CTO di OpenText. “Il digitale è vita e, con gli eccellenti prodotti e talenti di Micro Focus, supporteremo aziende di qualsiasi dimensione nell’accelerazione della loro trasformazione digitale”.

Barrenechea ha inoltre aggiunto: “Con questa acquisizione, la mission aziendale di OpenText si espande per aiutare i professionisti a proteggere le operation, a ottenere maggiori insight dalle informazioni disponibili, nonché a gestire meglio un tessuto digitale sempre più ibrido e complesso, grazie a tool di nuova generazione, tra cui Cybersecurity, Digital Operations Management, Applications Modernization & Delivery, e AI & Analytics. Questa nuova generazione di software per l’Information Management aiuterà le aziende ad accelerare la trasformazione digitale e ne guiderà la crescita, riducendo al contempo i costi”.

Overview finanziaria preliminare

Ulteriori informazioni sulle performance finanziarie di OpenText, insieme a modelli aggiornati, saranno disponibili in sede di comunicazione dei risultati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno fiscale 2023, che verranno annunciati il 2 febbraio 2023.

Condizioni dell’acquisizione

  • Prezzo di acquisto totale di circa 5.8 miliardi di dollari, comprensivo della liquidità e del debito di Micro Focus, soggetto a modifiche finali
  • Il prezzo di acquisto totale è pari a 2,3x i ricavi TTM di Micro Focus
  • Il prezzo di acquisto totale è pari a 6,7x l’EBITDA rettificato TTM di Micro Focus
  • Immediatamente accrescitivo dell’EBITDA rettificato in dollari del F’23
  • Si prevede che il modello operativo di OpenText venga adottato entro 6 trimestri completi o prima
  • Si prevede che la leva finanziaria netta sia inferiore a 3x entro 8 trimestri completi o prima
  • In accordo con le sinergie di costo precedentemente annunciate, pari a 400 milioni di dollari, si prevede di bilanciare la società combinata attraverso una riduzione della forza lavoro di circa l’8% dovuta all’acquisizione di Micro Focus

“Abbiamo un approccio strutturato e disciplinato nei confronti di fusioni e acquisizioni. Gli ultimi sei mesi di pianificazione ci hanno condotto a un piano di integrazione ben definito per raggiungere i risultati che ci eravamo prefissati. Siamo entusiasti e pronti a conquistare il mercato dell’Information Management, raggiungendo risultati eccellenti con i clienti, facendo crescere l’azienda ed espandendo la liquidità”, ha concluso Barrenechea.

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La digital transformation di Micro Focus passa dai partner https://www.datamanager.it/2022/05/la-digital-transformation-di-micro-focus-passa-dai.partner Mon, 09 May 2022 08:50:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=218663 Essere un vendor di riferimento, che supporta le aziende nella digital transformation, in aree che vanno dalla sicurezza, al mainframe, alle soluzioni per il mondo applicativo, alla gestione delle operations, a molti altri settori. Questo è l’obiettivo di Micro Focus, un obiettivo raggiunto costantemente grazie anche al contributo del canale. «Se da un lato portiamo […]

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Essere un vendor di riferimento, che supporta le aziende nella digital transformation, in aree che vanno dalla sicurezza, al mainframe, alle soluzioni per il mondo applicativo, alla gestione delle operations, a molti altri settori. Questo è l’obiettivo di Micro Focus, un obiettivo raggiunto costantemente grazie anche al contributo del canale.

«Se da un lato portiamo sul mercato un’offerta tecnologica ampia, dall’altro abbiamo l’esigenza di trasformare la tecnologia in soluzioni adatte a soddisfare le esigenze dei clienti» – dichiara Fabio Raho, responsabile canale Sud Europa di Micro Focus. «Per concretizzare questa trasformazione, il canale è fondamentale. Ci affidiamo a partner con competenze in area progettuale, in grado di aggiungere valore alle nostre tecnologie, comprendendo le necessità dei clienti. Non cerchiamo partner che facciano tutto, ma partner preparati su specifiche aree tecnologiche. Ogni product group di Micro Focus ha partner differenti. Attualmente ci affidiamo a cluster di partner specializzati per ognuno dei nostri Product Group. Sono strategici i partner che, all’interno della loro value proposition, dispongono di competenze, esperienza, best practices che valorizzano le tecnologie che propongono ai loro clienti. Un secondo aspetto fondamentale è che i partner, in modo autonomo, siano in grado di generare incremental business per loro stessi e per Micro Focus».

Per ogni opportunità di business che un partner porta a Micro Focus è riconosciuto un rebate, un incentivo economico che contribuisce alla fidelizzazione del partner e lo stimola a generare opportunità future. «Ci muoviamo in due direzioni» – afferma Raho. «Da una parte cerchiamo di coinvolgere il partner dove servono competenze specifiche, per essere più allineati con le esigenze del cliente, dall’altro li invitiamo a muoversi in autonomia per generare nuovo business. I meccanismi contenuti nel Partner Program sono incentivanti perché i partner, oltre alle marginalità di vendita derivati dalle nostre soluzioni, possono contare su riconoscimenti economici quando portano nuove opportunità o indirizzano il cliente verso la tecnologia Micro Focus. Affianchiamo il partner anche nella creazione di opportunità, tramite iniziative marketing cofinanziate, come eventi, campagne promozionali che hanno l’obiettivo di trovare nuovi prospect, clienti e spazi su cui collaborare».

Un Partner Program a tre livelli

Il Partner Program di Micro Focus prosegue verso la creazione di opportunità, con l’obiettivo di fidelizzare i partner. Il livello base del Partner Program è denominato Reseller. Il secondo livello, Gold, è legato alle competenze del partner in ottica di vendita e prevendita. Per diventare Gold, il partner deve certificare due persone in area commerciale e due in area presales. Sono previsti corsi di formazione online che preparano alle certificazioni. Nel momento in cui il partner dimostra di aver acquisito il giusto livello di competenze commerciali e di pre vendita, è classificato come Gold e ottiene vantaggi in termini economici, con rebate specifici dopo aver ottenuto la certificazione. Un partner Gold, specializzato su una determinata area di prodotto, acquisisce il diritto di seguire corsi di formazione e di approfondimento più avanzati.

Il passaggio al terzo livello, definito Platinum, avviene quando il partner garantisce un target di fatturato predeterminato. Per rimanere Platinum il partner dovrà mantenere ogni anno il fatturato raggiunto o superarlo. Rispetto alla modalità Gold, aumentano i livelli di rebate, di riconoscimento, soprattutto sulle opportunità generate dal partner.

Attualmente Micro Focus ha un numero di Reseller superiore ai 100, mentre i partner Gold sono più di venti. «Con un gruppo di partner Gold abbiamo in atto una collaborazione continua, in cui settimanalmente ci si aggiorna, si fanno piani, si progettano iniziative di marketing, ci si allinea a livello di business plan» – dice Raho. «Negli ultimi anni ci siamo focalizzati su chi è in grado di dare un supporto sempre più forte su specifiche aree e sa generare nuove opportunità, in termini di fatturato e nuovo business, per entrambi. Esistono però anche partner più piccoli, che lavorano in maniera più tattica, su cui manteniamo la collaborazione perchè sono strategici su un particolare ambito e ci consentono di presidiare il territorio in maniera capillare. Se con i partner più grandi c’è una collaborazione continua, bidirezionale, non trascuriamo i piccoli partner, che informiamo costantemente sulle novità di prodotto e sulle nuove iniziative. Anche grazie all’aiuto dei distributori, facciamo informazione per far conoscere a questi partner le opportunità di business e di crescita professionale».

Distributori strategici

Sono quattro i distributori di riferimento per Micro Focus: Infordata, Arrow, Computer Gross e V-Valley-Esprinet. «Infordata è focalizzato su prodotti mainframe, Cobol, modernization» – puntualizza Raho. «Gli altri tre distributori seguono le altre linee di prodotto: IT Operation Management, Application Delivery Management e security. Tutti i nostri distributori sono strategici per la copertura del territorio e delle esigenze di mercato».

Il Partner Program di Micro Focus è stato presentato circa due anni fa. Nel tempo è stato introdotto qualche miglioramento, ma non sono state fatte modifiche sostanziali. «Cerchiamo di indirizzare sempre meglio le esigenze che il mercato sta presentando in un preciso momento» – spiega Raho. «Per esempio, un tema molto sentito, oggi, è quello del PNRR, un argomento degno di attenzione perché le pubbliche amministrazioni sentono l’esigenza di fare innovazione e di introdurre meccanismi diversi dal passato, che richiedono tecnologie più evolute. Insieme ai nostri partner, possiamo rispondere con le tecnologie in modo puntuale, coprendo a 360 gradi ogni esigenza.

Per fare innovazione valorizzando il PNRR, è fondamentale la collaborazione con partner competenti, in grado di fare progetti in ottica PNRR, di partecipare a gare e iniziative proponendo la nostra tecnologia. Determinante è poter contare su coloro che siano in grado di tradurre la nostra tecnologia in progetti concreti, che sappiano intercettare la giusta gara a cui portare valore, che possano rispondere alle esigenze del cliente in quel preciso momento. Ancora una volta, quindi, le competenze dei nostri partner sono un elemento importante, di successo, per entrambi».

Anche nell’immediato futuro Micro Focus continuerà a ricercare nuovi partner. «Ci muoveremo sulle due direttrici, pochi partner con cui confrontarci sullo sviluppo del business quotidianamente e molti altri che presidiano il territorio in base a obiettivi di business a più lungo termine» – conclude Raho. «Non cerchiamo semplici rivenditori, ma partner con competenze specifiche, in grado di farsi promotori del brand Micro Focus e diventare generatori di nuovo business».

Non mancherà, per i prossimi mesi, l’organizzazione di eventi in presenza in cui incontrare i partner.

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Micro Focus, monitorare la creazione di valore con la ValueEdge Platform https://www.datamanager.it/2022/04/micro-focus-monitorare-la-creazione-di-valore-con-la-valueedge-platform/ Wed, 13 Apr 2022 08:40:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217838 Watts S. Humphrey, il padre della Software Quality, negli anni 90 disse: “Every business is a software business”. Oggi, dopo più di 20 anni, è più che mai vero che le aziende dipendono dal software per poter operare e produrre valore. L’IT aziendale rilascia in continuazione applicazioni che hanno l’obiettivo di fornire valore all’impresa per […]

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Watts S. Humphrey, il padre della Software Quality, negli anni 90 disse: “Every business is a software business”. Oggi, dopo più di 20 anni, è più che mai vero che le aziende dipendono dal software per poter operare e produrre valore.

L’IT aziendale rilascia in continuazione applicazioni che hanno l’obiettivo di fornire valore all’impresa per supportare il processo di business. Per ottimizzare il processo di rilascio delle applicazioni e della delivery del valore, è nato il Value Stream Management, un insieme di tecniche di ottimizzazione.

«L’esigenza di poter rilasciare modifiche in maniera veloce, flessibile, con grande qualità e adempiendo a tutte le normative è oggi un’esigenza non solo da un punto di vista tecnico ma sempre più un vantaggio competitivo per molte aziende. Inoltre c’è il fattore “sicurezza” che non può essere trascurato o compromesso» – spiega Riccardo Sanna, sales engineering director per il Nord e Sud Europa di Micro Focus. «Oggi molte aziende si affidano a processi agili e al DevOps per poter rilasciare il proprio software in maniera dinamica e snella, ma purtroppo nella realtà molte non sono ancora soddisfatte e si osservano enormi colli di bottiglia e perdite d’efficienza che fanno lievitare i costi e crescere l’insoddisfazione». «Tutte le ricerche di mercato da anni riportano che la maggior parte delle aziende ha in atto almeno una iniziativa di tipo DevOps» – spiega Riccardo Sanna. «Spesso, il DevOps è stato implementato integrando i tool esistenti, molte aziende sono in quella che noi definiamo una fase sperimentale. Oggi molto è stato automatizzato ma si perde ancora molto tempo nel mantenere le integrazioni delle “tool chain” DevOps, pochissime aziende riescono infatti a individuare e correggere le perdite d’efficienza. Per individuare questi colli di bottiglia e ottimizzare l’intero processo, il Value Stream Management è fondamentale».

Per aiutare le aziende a implementare il Value Stream Management, Micro Focus ha rilasciato la ValueEdge™ Platform, piattaforma cloud-based progettata per consentire alle aziende di ottimizzare la creazione di valore in tutte le fasi del ciclo di vita dello sviluppo del software. «Abbiamo creato una piattaforma as a service che contiene tutti i tool necessari all’implementazione del Value Stream Management, rimuovendo così di fatto tutti gli overhead causati dall’utilizzo di tool puntuali» – continua Sanna. «Questo rende possibile una rapida implementazione e una scalabilità per aiutare tutte le aziende: da quelle medio piccole che guardano all’agilità e alla praticità d’uso, ai grandissimi gruppi che devono continuamente rispondere a esigenze di sicurezza e conformità con normative e legislazioni». La piattaforma Micro Focus ValueEdge™ è una soluzione modulare, integrabile con le toolchain esistenti per migliorare la produttività e capace di supportare durante i processi decisionali e nella realizzazione di miglioramenti che bilancino valore, qualità, rischi, dalla strategia alla consegna.

ARTIFICIAL INTELLIGENCE AL SERVIZIO DELLO SVILUPPO

«Inoltre – aggiunge Sanna – abbiamo sviluppato, insieme ai nostri data scientist, algoritmi dedicati al Value Stream Delivery. Di piattaforme di artificial intelligence, di algoritmi di ottimizzazione ne esistono tanti ma, quando si parla di Value Stream, bisogna considerare particolarità come la quantità di dati e la loro frequenza. Ad esempio, quando si fa il monitoring di un qualunque ambiente di produzione arrivano migliaia di eventi al minuto, mentre durante lo sviluppo di un software vengono individuate decine di bug al giorno, è chiaro che gli algoritmi devono necessariamente essere differenti. I nostri algoritmi – continua Sanna – dedicati a gestire le tipologie e le frequenze dei dati durante la produzione del software, individuano i colli di bottiglia e suggeriscono le ottimizzazioni, guidando il cliente a ridurre gli sprechi. Altro elemento determinante della nostra piattaforma è l’essere aperta e integrabile. Quindi, anche se la nostra soluzione può gestire ogni parte del processo, se un utente ha deciso di mantenere la gestione di alcune attività su alcuni tool esterni la sua scelta può essere rispettata, optando per l’integrazione».

INDIRIZZARE PROBLEMI COMPLESSI

“High Tech, Low Drama” è il mantra di Micro Focus. «Questo significa che indirizziamo i problemi complessi delle grandi aziende, cercando di ridurli senza imporre cambiamenti radicali per l’adozione dei nostri tools» – afferma Sanna. «La nostra mission è risolvere i problemi delle grandi aziende nel mondo. È chiaro che questo tipo di piattaforma, disponibile as a service, non richiedendo un’infrastruttura in house per utilizzarla, essendo modulare e con costi a subscruption, può dare benefici ad aziende di ogni tipo, anche alla piccola impresa. Tra le tematiche che possiamo gestire rientra la compliance. Tra i nostri clienti ci sono alcune banche centrali europee; chiaramente, queste aziende, che sono di fatto delle istituzioni, hanno vincoli di sicurezza, di compliance, di risposta a legislazioni che devono essere considerati. Quando rilasciamo un prodotto abbiamo bene in mente che potrà essere utilizzato dalle più grandi aziende del settore oil & gas, energy, manufacturing, da ministeri della Difesa, da case automobilistiche. In tutti questi casi è importante verificare la qualità all’interno dei nostri tool. Abbiamo clienti anche in area farmaceutica, uno dei settori che deve sottostare a regolamentazioni molto stringenti».

UNA SOLUZIONE PER TUTTI

Presentata l’8 marzo scorso, la ValueEdge™ Platform è stata descritta da Rohit De Souza, senior vice president e general manager ADM (Application Delivery Management) di Micro Focus, come una soluzione in grado di supportare le organizzazioni nel concettualizzare e visualizzare la creazione di valore attraverso le fasi critiche del ciclo di vita di un prodotto software. Il Value Stream Management è ritenuto come un punto di svolta in grado di trasformare il modo in cui le aziende valutano, pianificano e gestiscono la modalità in cui le applicazioni sono create e distribuite per ottenere risultati di business superiori. La nuova soluzione è già stata utilizzata, nei vari moduli, da diversi clienti e ora è disponibile anche in Italia ed è venduta in modalità Subscription based as a service. «Uno degli elementi che ci contraddistingue è evidenziato dal concetto di Customer Centric Innovation» – conclude Sanna. «Questo significa che siamo in ascolto continuo delle esigenze dei nostri clienti, monitoriamo costantemente il mercato e progettiamo le soluzioni più adatte. Quindi non è che rendiamo disponibile una soluzione e poi ci chiediamo se qualcuno è interessato; quanto proponiamo deriva da un’attenta analisi delle esigenze dei clienti».

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Innovare con Micro Focus anche in area finance https://www.datamanager.it/2022/03/innovare-con-micro-focus-anche-in-area-finance/ Thu, 10 Mar 2022 08:19:48 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217149 Cogliere anticipatamente le evoluzioni di mercato è l’obiettivo di Micro Focus. L’azienda, come spiega Davide Bolzoni, sales manager della società, ha sempre cercato di ampliare la propria gamma di soluzioni e la road map di prodotti grazie ad acquisizioni, come Attachmate e Serena. «Con la fusione e acquisizione di HPE – dice Bolzoni – Micro […]

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Cogliere anticipatamente le evoluzioni di mercato è l’obiettivo di Micro Focus. L’azienda, come spiega Davide Bolzoni, sales manager della società, ha sempre cercato di ampliare la propria gamma di soluzioni e la road map di prodotti grazie ad acquisizioni, come Attachmate e Serena.

«Con la fusione e acquisizione di HPE – dice Bolzoni – Micro Focus Italia é diventata un gobal solution provider che rende disponibili soluzioni tecnologiche e capacità consulenziali per aiutare i clienti ad affrontare la digital transformation e l’impianto di una digital factory. L’offerta è in grado di coprire non solo trasformazione e modernizzazione degli ambienti legacy, ma anche gli ambiti di DevOps, multi cloud, big data analytics, machine learning non considerati in precedenza. La divisione AMC (Application Modernization Connectivity) contribuisce a una percentuale significativa del fatturato worlwide di Micro Focus».

IT PER LA COMPETITIVITÀ

Oggi le aziende italiane operano in un contesto di gobal market altamente competitivo, che prevede una continua e rapida richiesta di nuovi Demand Services. In questo contesto l’IT ha un ruolo fondamentale per rendere più competitive le aziende.

«Le imprese italiane vincenti sono quelle che affrontano la digital transformation» – afferma Bolzoni. «Questo accade trasformando, integrando e governando processi e dati velocemente, pianificando una strategia applicativa evolutiva di modernizzazione e sviluppando un ambiente IT che possa integrare le applicazioni core business tradizionali con nuovi e innovativi servizi di business». E proprio su tema specifico, la divisione AMC di Micro Focus rende disponibili soluzioni di application modernization degli ambienti legacy mainframe proponendo metodi e soluzioni tecnologiche per rendere fruibili i servizi delle applicazioni legacy in una nuova architettura Open Agile e Scalabile, capace di integrare le nuove tecnologie, come business intelligence, multi cloud, big data analytics.

«Micro Focus – spiega Bolzoni – ha identificato due mercati target che fanno dell’innovazione tecnologica un asset strategico di competitività, il mercato finance e il mercato della Pubblica Amministrazione. Entrambi questi mercati hanno incentrato la loro competitività su un sistema informativo basato sul mainframe, ma oggi le richieste del mercato sono principalmente basate sui bisogni dei clienti e sulla necessità di rendere
velocemente fruibili nuovi servizi e canali di vendita, ridisegnando gli obiettivi di un sistema IT a supporto del business».

Stefano Borghi, senior account manager di Micro Focus

INNOVARE NEL FINANCE

Strategici, per Micro Focus, sono i settori bancario e assicurativo. «Negli ultimi anni, nel mercato finance italiano, si sta assistendo a una crescita di richiesta di collaborazione nell’implementazione del processo di Digital Innovation» – afferma Stefano Borghi, senior account manager di Micro Focus. «Attraverso un approccio consulenziale e un engagement model, costruito sulla base delle esperienze pregresse, siamo riusciti negli anni a collaborare con istituti bancari e assicurazioni. Il metodo che proponiamo, oltre a soddisfare i principali requisiti di innovazione, è in grado di indirizzare in tempi e con costi contenuti la modernizzazione degli applicativi mainframe, mitigando i rischi che questi progetti comportano. La collaborazione con partner certificati che operano come system integrator, unita al processo iniziale di Rapid Assessment del codice e all’attività di analisi dell’infrastruttura eseguita dai nostri specialisti, permette di evidenziare preventivamente le aree critiche, fornendoci uno strumento indispensabile al calcolo della stima dei costi di progetto aderente alla realtà.

Il primo driver, ovviamente, è l’intenzione dei nostri clienti di ammodernare il proprio parco applicativo da un punto di vista tecnologico integrandolo con quanto presente in modalità open. Le nostre soluzioni permettono ai clienti di far si che lo sviluppo degli applicativi Cobol sia allineato ai metodi di sviluppo dei moderni linguaggi a disposizione, dall’utilizzo di un IDE di sviluppo integrata in Eclipse e Visual Studio che permette di migliorare il time to market, alla possibilità di usare tecnologie moderne come i container e i Docker fino alla possibilità di gestire gli ambienti di sviluppo e produzione come gli altri ambienti open, valorizzando la virtualizzazione. Non meno importante è il tema della riduzione dei costi di esercizio, legato alla flessibilità che si può applicare nella gestione delle infrastrutture on prem piuttosto che cloud. Esperienze passate ci hanno mostrato che i progetti di
offloading dei mainframe in genere si ripagano in un periodo che va dai 12 ai 30 mesi, in base a vari fattori, tra cui la complessità e la dimensione di alcuni ambienti. Garantito, inoltre, è il costo di esercizio per gli anni futuri, che spesso di riduce al 10-20% del costo di esercizio su piattaforme mainframe».

Valentino Magri, presales manager di Micro Focus

EVOLVERE CON LA TECNOLOGIA

La missione di Micro Focus, come spiega Valentino Magri, presales manager della società, è sempre stata quella di consentire ai clienti di concentrarsi sui propri asset applicativi scritti in Cobol, avendo la certezza di fare evolvere questi asset, che rappresentano il core business delle aziende, abbracciando le evoluzioni tecnologiche come DevOps, containarization e cloud, mantenendo invariato il proprio codice. «Questo è un elemento fondamentale poiché, nonostante si parli del Cobol non proprio come di una moderna tecnologia, il volume del Cobol Ww sta crescendo continuamente» – constata Magri.

«La ricerca di Vanson Bourne, presentata in un webinar con Micro Focus, stima circa 800 miliardi di righe di codice Cobol oggi in produzione, un incremento del 300% rispetto alla stima di qualche anno fa». Per questo motivo Micro Focus investe nella tecnologia Enterprise Suite, che include Enterprise Developer basato su Eclipse o Visual Studio, ambiente di sviluppo moderno in grado di integrarsi con tecnologie DevOps e Pipeline di CICD. Enterprise Analyzer, la tecnologia core usata durante le fasi di assessment dei progetti di Mainframe Migration, che è un sofisticato strumento di analisi statica del codice per la documentazione automatica, per ripristinare il know-how perduto e supportare analisti e sviluppatori nella modifica del codice. Enterprise Test Server, ambiente per  l’offloading delle attività di sviluppo e test per applicativi mainframe, lavora in sinergia con Data Express per la pseudonimizzazione e la riduzione (o subsetting) di dati degli ambienti non produttivi, compliant con le direttive GDPR in merito alla data privacy. Infine, il motore di esecuzione dei workload su piattaforme distribuite, Enterprise Server, disponibile per Windows, Linux e Unix on premise o in cloud, è una soluzione sviluppata secondo criteri di High Availability & Serviceability in grado di gestire workload significativi migrati da piattaforma mainframe ZOS. Queste tecnologie sono ora disponibili in modalità subscription, consentendo in investimento iniziale limitato per poi crescere in base alle necessità del cliente».

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Micro Focus, sostenere la trasformazione digitale anche in SaaS https://www.datamanager.it/2022/02/micro-focus-sostenere-la-trasformazione-digitale-anche-in-saas/ Fri, 04 Feb 2022 14:01:21 +0000 https://www.datamanager.it/?p=216370 La trasformazione digitale non è solo una sfida tecnologica, è anche una sfida organizzativa e culturale perché coinvolge tutta l’azienda. Di questo è consapevole Micro Focus, realtà che ha, tra i propri obiettivi, quello di aiutare le imprese nella trasformazione digitale anche con soluzioni SaaS. «Per una trasformazione digitale aziendale vincente, la piattaforma Optic di […]

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La trasformazione digitale non è solo una sfida tecnologica, è anche una sfida organizzativa
e culturale perché coinvolge tutta l’azienda. Di questo è consapevole Micro Focus, realtà che ha, tra i propri obiettivi, quello di aiutare le imprese nella trasformazione digitale anche con soluzioni SaaS.

«Per una trasformazione digitale aziendale vincente, la piattaforma Optic di Micro Focus,
dedicata all’IT Operations Management, mette a fattor comune potenti motori di machine learning e Big Data Analytics per analizzare i dati aziendali in modo non invasivo e ancorato a metodologie comprovate come l’IT4IT, che introduce il concetto di flussi automatizzati nel ciclo end2end di un prodotto digitale, sia questo un servizio o un’applicazione» – afferma Danny Cavion, presales manager Italy di Micro Focus. «L’altra sfida che un’azienda deve affrontare è il Run & Transform, quindi la possibilità di introdurre innovazione e cambiamenti e al contempo garantire business continuity».

Una strategia, che Micro Focus concorda con i propri clienti inizia, dalla parola d’ordine “Partiamo dal Run!”, partiamo dalla gestione del businness. Infatti la piattaforma Optic facilita la standardizzazione, l’automatizzazione della fase del Run del business. «Automatizzando quanti più processi possibile si liberano risorse da dedicare a progetti di trasformazione» – commenta Cavion. «Fondamentale è che le tecnologie possano interagire sia con ambienti legacy sia con ecosistemi evoluti. In questo modo tool e processi assicurano l’operatività e la continuità del servizio, ma permettono anche di introdurre
innovazione e ottenere vantaggi. Ogni tecnologia a supporto della digital transformation deve rispettare le esigenze e la cultura del cliente. La piattaforma Optic garantisce tutto questo perché è totalmente integrabile con soluzioni e funzionalità già esistenti».

Danny Cavion, presales manager Italy di Micro Focus

UNA STRATEGIA VINCENTE

Micro Focus sta puntando su una strategia SaaS per dare più libertà ai propri clienti. «Molti vendor impongono una sola modalità di delivery» – dichiara Cavion. «Micro Focus, invece, propone le proprie soluzioni sia in modalità SaaS, sia Platform as a Service, sia On Prem; la scelta la fa il cliente. La piattaforma Optic non solo è frutto di anni di integrazioni tecnologiche derivate da acquisizioni, nasce anche da attività di sviluppo e ridisegno architetturale di microservizi. Alcuni servizi a fattor comune nella piattaforma Optics
sono l’orchestratore, il data lake, i motori di machine learning e artificial intelligence.

«Il passo successivo, per creare Optic, è stato un ritorno al SaaS, un ritorno alle origini perchè alcune nostre tecnologie, come il monitoraggio applicativo, erano già fornite in modalità SaaS più di 10 anni fa» – spiega Cavion. «La roadmap che vede la piattaforma Optic in SaaS è ormai quasi completa. A oggi i moduli utilizzabili in SaaS sono
l’Enterprise Service Management, l’Asset Management, il Cloud Management e il Monitoraggio Infrastrutturale o Service Assurance. A breve si annuncerà anche il monitoraggio della Rete».

Il canale è fondamentale nella strategia SaaS di Micro Focus, sia per posizionare sul mercato le proprie soluzioni, sia per creare valore aggiunto. «Per esempio – dice Cavion – il modulo di Service Management, Smax, prevede un ambiente totalmente codeless, per la creazione di Applet aggiuntive. In questo ambiente i partner possono costruire una loro libreria di applicazioni o servizi IT o di altro genere, per esempio per l’HR o per il settore healthcare».

OPPORTUNITÀ IN MODALITÀ SAAS

Tra le novità annunciate da Micro Focus rientra la disponibilità, in modalità “as a service”, della piattaforma di Service Assurance Operations Bridge che, oltre al nuovo modello di delivery, è stata arricchita con un set completo di funzionalità AIOps (Artificial Intelligence for IT Operations) abilitate dalla piattaforma Optic. «Operations Bridge supporta i bisogni di Service Assurance, tra i quali spicca la garanzia di livelli di servizio adeguati alle esigenze delle organizzazioni IT, mediante robuste funzionalità di monitoraggio e gestione che migliorano l’esperienza dell’utente identificando e risolvendo i problemi di servizi, applicazioni e infrastrutture IT mission-critical» – spiega Mauro Ferrami, CTO ITM Italy di Micro Focus. «Le specifiche necessità indirizzate da Operations Bridge si sono evolute parallelamente all’evoluzione delle tecnologie IT necessarie a erogare i moderni servizi di business. Parlare di Service Assurance, oggi, non può prescindere dal gestire al meglio un mondo “ibrido”, in cui a componenti legacy presenti nei datacenter tradizionali, quali Mainframe e sistemi dipartimentali, si sono affiancate componenti funzionanti in un’architettura di public cloud o “as a service”».

Garantire livelli di servizio elevati, a fronte di una complessità che cresce, è una sfida, a cui Operations Bridge risponde con la propria evoluzione. «I sensori “osservano” e raccolgono le informazioni dalle componenti gestite, grazie a capacità native e a integrazioni già pronte con tutte le principali tecnologie e strumenti di mercato; vengono quindi correlate e analizzate grazie a funzionalità basate sull’intelligenza artificiale di Operations Bridge, che consentono di capire rapidamente e proattivamente cosa sta succedendo. In tal modo, vengono identificate le reali cause di problemi e disservizi e, grazie all’automazione nativa, si attivano le fasi diagnostiche e risolutive, permettendo all’organizzazione di muoversi con tempestività e minimizzare i disservizi» – prosegue Ferrami. Abbiamo dunque un’applicazione operativa concreta di intelligenza artificiale e machine learning, che offre il beneficio di una proattività elevata.

Mauro Ferrami, CTO ITM Italy di Micro Focus

«Operations Bridge esiste da molti anni, nel tempo ha avuto nomi diversi che ne hanno accompagnato l’evoluzione e il valore; oggi Operations Bridge SaaS raggiunge un nuovo
livello di maturità e semplicità di adozione» – puntualizza Ferrami. «Dati di mercato e analisti confermano che Operations Bridge è tra le soluzioni di Service Assurance più diffuse, è infatti adottato da centinaia di clienti, attivi sul mercato italiano e internazionale». Tra i clienti ci sono medie e grandi aziende, tra i quali diversi player conosciuti a livello mondiale. Si va dal finance, al manifatturiero, all’oil & gas, alle telecomunicazioni, arrivando alla PA e ai system integrators.

«La presenza di Operations Bridge è pervasiva; fino a oggi è stata una soluzione “On Prem”» – prosegue Ferrami. «Con l’evoluzione della capacità di gestire gli ambienti di riferimento e l’offering, in particolare quella derivante dal mondo cloud, si è arrivati alla
sua disponibilità in SaaS. Tutto questo è reso possibile perchè Micro Focus ha investito sulla piattaforma Optic, di cui Operations Bridge sfrutta diverse componenti funzionali, quali le capacità di discovery e automazione, di Data Lake Analytics, che consentono reportistica
evoluta, e non ultime le funzionalità di machine learning e intelligenza artificiale. Con la soluzione in modalità SaaS portiamo nuovo valore ai clienti, evitando la complessità della gestione della piattaforma e focalizzandoci sui benefici. Ci rivolgiamo sia a quanti hanno già usato Operations Bridge, sia a clienti che vogliono intraprendere un percorso di Service Assurance per ambienti ibridi multicloud».

FAVORIRE L’INNOVAZIONE

«Rendiamo disponibile Operations Bridge in modalità SaaS perché il SaaS è un elemento
abilitante per favorire l’adozione dell’innovazione che costantemente portiamo alle nostre soluzioni» – continua Ferrami. «In questo modo i clienti non devono investire sforzi e denaro per aggiungere funzionalità o gestire nuove piattaforme, ma possono contare sull’innovazione funzionale rilasciate tramite versioni sempre aggiornate. E sarà Micro Focus a farsi carico di manutenzione ed evoluzione della piattaforma, eliminando le complessità lato cliente.

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Micro Focus, artefice della trasformazione https://www.datamanager.it/2021/11/micro-focus-artefice-della-trasformazione/ Mon, 22 Nov 2021 14:44:59 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214357 Il gateway tra passato e futuro del software. Micro Focus è uno dei pochi specialisti globali focalizzati sulla modernizzazione di applicazioni e sistemi legacy, dopo l’acquisizione di HPE Software l’azienda britannica è autorevole interprete della gestione cloud e della sicurezza Fondata nel 1976, la britannica Micro Focus, è da sempre focalizzata sull’evoluzione dei patrimoni applicativi […]

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Il gateway tra passato e futuro del software. Micro Focus è uno dei pochi specialisti globali focalizzati sulla modernizzazione di applicazioni e sistemi legacy, dopo l’acquisizione di HPE Software l’azienda britannica è autorevole interprete della gestione cloud e della sicurezza

Fondata nel 1976, la britannica Micro Focus, è da sempre focalizzata sull’evoluzione dei patrimoni applicativi legacy, a partire dall’esperienza con il linguaggio di programmazione Cobol usato ancora oggi dal 95% delle applicazioni transazionali del mondo finanziario, Oggi – come ci spiega Andrea Viola, country manager Italy di Micro Focus – l’azienda si presenta al mercato come una società capace di aiutare i propri clienti nel percorso irrinunciabile della trasformazione digitale. «Micro Focus è da sempre riconosciuta dal mercato come società leader per le soluzioni che consentono di accelerare il rilascio delle applicazioni, semplificare la trasformazione dell’IT, rafforzare la resilienza informatica e analizzare i dati in ottica previsionale. Oggi tutti i clienti si trovano in un mercato che sta rapidamente cambiando e sanno che non possono più rimandare il processo di digitalizzazione con la consapevolezza che un possibile fallimento di questo percorso di trasformazione possa essere fatale per la loro capacità di successo. Micro Focus ritiene che il tema della digital transformation debba essere affrontato massimizzando e facendo evolvere a valore gli investimenti già in essere e introducendo innovazione in modo veloce ed efficace laddove serva veramente come elemento abilitante alla crescita del business dei clienti. Questo approccio permette di accelerare sulle vere priorità di digitalizzazione e innovazione, evitando di intraprendere pericolosi percorsi di radicale trasformazione, molto rischiosi in termini di sostenibilità dei costi e di possibilità di veloce cambio di direzione nel momento in cui il percorso intrapreso non dia i risultati attesi.

APPROCCIO AL CAMBIAMENTO

Nel corso del tempo e attraverso l’oculata strategia di acquisizioni e integrazioni tecnologiche – culminata quattro anni fa nella fusione con la divisione software di HPE – l’azienda di Newbury, a ovest di Londra, è diventata uno dei più grandi fornitori di enterprise software al mondo. Un global solution provider con 12mila collaboratori in una cinquantina di Paesi. «Negli anni, abbiamo continuato a portare avanti l’idea di arricchire il nostro portafoglio di soluzioni software per rispondere in modo proattivo alle nuove esigenze di business legate all’Information Technology che i nostri clienti ci evidenziavano» – afferma Andrea Viola.

«Oggi Micro Focus si pone sul mercato come trust provider che vuole affiancare i propri clienti nel percorso di digital transformation».

Viola osserva come la trasformazione digitale, che pervade anche i piani di rilancio avviati dal governo italiano con il PNRR nel quale 50 miliardi di euro sono destinati a investimenti nel digitale, sia un passaggio fondamentale per il nostro sistema Paese per superare la crisi economica causata da quasi due anni di contenimento della pandemia. Qual è l’approccio ideale a questo cambiamento? «Si può riassumere nello slogan che abbiamo creato per veicolare il messaggio della trasformazione digitale al mercato: Run & Transform» – risponde Andrea Viola. Come dire, cambiare ma senza stravolgere. Introdurre innovazione con un impatto sul business controllato. Come azienda abbiamo la massima consapevolezza che i nostri clienti abbiano la necessità di essere accompagnati in un percorso di trasformazione non improvvisato, che deve permettere al CIO di continuare a erogare servizi business critical e nello stesso tempo rispondere alle richieste di innovazione, efficientamento e semplificazione, agilità e return to market. I numeri di una survey fatta con 275 aziende a livello globale ci dicono infatti che molti progetti di digital transformation che avevano un approccio che stravolgeva completamente l’as is, non hanno raggiunto i risultati attesi. «Micro Focus crede che per accelerare la trasformazione digitale sia importante guardare al modello della Digital Factory, con il quale i nostri clienti saranno capaci di ripensare i processi end to end in ottica digitale, migliorando l’efficienza operativa e la gestione. Il framework di riferimento proposto è l’IT4IT di OpenGroup sul quale sono mappate le soluzioni di Micro Focus».

Andrea Viola country manager Italy di Micro Focus

PASSAGGIO AL CLOUD

Tutte tematiche che si riflettono nell’attuale line-up di soluzioni e servizi che sono organizzati in tre business units. L’area di Application modernization and connectivity ricade sotto la responsabilità del   direttore commerciale Davide Bolzoni. La parte di IT Management è coordinata da Andrea Viola, e comprende l’intero portafoglio di soluzioni per l’Application Delivery Management in ottica DevOps e le soluzioni per l’IT Operation in ottica hybrid e multicloud. L’ambito di business, che abbraccia le soluzioni di cybersecurity e sicurezza fisica, merita un’attenzione particolare all’interno di questa storia, perché come vedremo va a inserirsi nella scelta strategica di Micro Focus di dedicare alla protezione di utenti e dati un brand completamente nuovo e autonomo sul piano decisionale. Da quest’anno, infatti, le tecnologie di sicurezza Micro Focus ricadono sotto il brand CyberRes, affidata al direttore per il Sud Europa Pierpaolo Alì. Un altro pilastro fondamentale riguarda la parte di servizi di tipo consulenziale, che afferiscono allo studio e alla progettazione dei piani di trasformazione dei clienti. «Se la clientela può guardare a tutte e tre le linee di offerta, il compito di Micro Focus è differenziarsi anche in base ai diversi interlocutori all’interno delle organizzazioni aziendali, in un dialogo che ormai coinvolge figure specificatamente IT, ma anche l’ufficio del CFO o dei responsabili della sicurezza» – spiega Davide Bolzoni.


#CoverStory Tutta la forza della trasformazione digitale MicroFocus @MicroFocusSec
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La relazione con il mercato viene orchestrata in via diretta con i clienti di grandi dimensioni e attraverso un canale capace di indirizzare, a livello nazionale, una richiesta che arriva in misura crescente anche da aziende più piccole ma non meno affamate di trasformazione digitale. «Siamo chiamati – afferma il country manager Andrea Viola – ad aiutare il mercato italiano a servirsi delle tecnologie abilitanti la digital transformation per affrontare le sfide future. Tra queste, il cloud è un elemento chiave nella modernizzazione applicativa e architetturale delle aziende e il move to cloud è l’approccio che Micro Focus declina attraverso una metodologia e strumenti che permettono di modernizzare il mainframe, portando il legacy nel mondo ibrido. La percezione generale è che il cloud oramai sia diventato parte di architetture ibride affiancandosi agli ambienti on premise per molte aziende italiane. Tuttavia il mercato italiano deve ulteriormente accelerare il cambiamento se vuole avere un ruolo importante nello scenario internazionale.

«Noi possiamo offrire una tecnologia leader e una rete di partnership che coinvolge anche i cloud service provider che hanno scelto Micro Focus per guidare questa trasformazione»

– sottolinea Viola, per il quale è un forte motivo di orgoglio il fatto che intorno alle forti competenze in ambito Mainframe Micro Focus abbia costituito una factory che oggi sta aiutando i maggiori clienti internazionali in un percorso di Mainframe Modernization in ottica cloud. «L’esigenza dei nostri clienti di avere un’infrastruttura ibrida o totalmente in cloud si sposa con la richiesta di semplificare, automatizzare e orchestrare la gestione operativa. Micro Focus risponde con una consolidata e riconosciuta competenza in questo ambito che si esprime nelle soluzioni di IT Operations Management che indirizzano funzionalità di Enterprise Service Management con SMAX, di Service Fulfilment con HCMX, di Service Governance e di Service Assurance con OPERATIONS BRIDGE. Queste 4 aree funzionali sono costruite su una piattaforma comune (OPTIC PLATFORM). Grazie all’aiuto dei Professional Service e dei partner che hanno implementato queste soluzioni, i nostri clienti hanno già sviluppato molti use cases che permettono loro di raggiungere significativi risultati di efficientamento e di cost reduction nella gestione di questa nuova infrastruttura ibrida».

COMPETENZE END-TO-END

Altro elemento chiave per la digital transformation è quello legato alla modernizzazione applicativa. Questo è un ambito in cui Micro Focus è riconosciuta leader di mercato da molti analisti e considerata trusted advisor in virtù della sua storia distintiva con soluzioni che coprono end to end l’intero processo di ciclo di vita del software. Ci spiega Viola: «Oggi, sempre grazie al coinvolgimento dei servizi professionali e dei partner, l’impegno dell’azienda è focalizzato nell’accompagnare i clienti in un percorso di aumento della produttiva nella catena del valore attraverso l’adozione di modelli DevOps e Agile; nel migliorare la customer experience attraverso progetti di quality assurance Test Automation e Performance Testing, con adozione di nuovi paradigmi basati su machine learning/AI e scalabilità in ambito multi-cloud; nell’accelerare il rilascio in produzione delle nuove versioni del software». Tutte queste soluzioni oggi sono disponibili sia in modalità on premise, sia per un’installazione in ambiente cloud, sia in modalità SaaS. Forte è la spinta innovativa con la quale Micro Focus sta arricchendo le nuove versioni di tutte le proprie soluzioni software, in particolare nella direzione dell’intelligenza artificiale, fondamentale in un contesto che cambia rapidamente. «Il grande sforzo che sta facendo l’R&D di Micro Focus – spiega Viola – è quello di continuare a introdurre nuove funzionalità legate all’analytics e al machine learning, oggi fondamentali per permettere ai clienti di prendere decisioni strategiche in tempi veloci e di automatizzare i processi di business. Analytics e artificial intelligence sono gli ambiti di una fattiva collaborazione tra Micro Focus e Jaguar Racing, che partecipa al campionato mondiale di Formula E».

Davide Bolzoni sales manager di Micro Focus

TECNOLOGIA E SOCIETÀ

«La strategia per il futuro – spiega Andrea Viola – mira a un ulteriore rafforzamento del rapporto con i clienti. Nella volontà di essere sempre più customer-centric, Micro Focus ha una precisa roadmap di innovazione per le proprie soluzioni, e vuole continuare a far crescere il valore e la qualità che fornisce, monitorando regolarmente benchmark di mercato che già oggi la vedono al di sopra della media dei nostri competitors. Un importante investimento l’azienda continuerà a farlo anche nel portare in SaaS tutto il suo portafoglio, per mettere i propri clienti nella condizione di scegliere la modalità di licensing più adeguata alle loro esigenze. Viola conclude il suo intervento citando con soddifazione l’impegno con cui Micro Focus si dedica alle attività di corporate social responsibility e cita come esempio il progetto INSPIRE che prevede la possibilità per i dipendenti di dedicare alcune delle loro giornate lavorative per collaborare a progetti di volontariato. Micro Focus condivide anche progetti globali con organismi come Unicef, per la promozione della cultura digitale tra i giovani che vivono in contesti più poveri di opportunità.

Tornando al tema della trasformazione digitale, Davide Bolzoni, sales manager di Micro Focus, si sofferma sul ruolo dell’azienda nel supportare i clienti anche sul piano metodologico, attraverso strumenti che rendono fruibili i servizi delle applicazioni legacy in architetture open, agili e scalabili, capaci di integrare le nuove tecnologie di business intelligence, multicloud e big data. Nel corso degli anni – come ricorda anche Bolzoni – i partner Micro Focus hanno sviluppato applicativi basati sull’ambiente Cobol specifico di questa azienda e molte di queste applicazioni sono tuttora strategiche in diversi comparti, inclusi la grande distribuzione organizzata e l’HR. «Nell’insieme, è ancora un mercato molto significativo – afferma Bolzoni – in cui vogliamo continuare a essere presenti, offrendo ai nostri partner, ambienti di sviluppo basati su interfaccia Visual Studio ed Eclipse». La nuova versione di Visual Cobol 7, appena presentata al mercato, sta ottenendo notevoli consensi perché oltre a supportare le metodologie di sviluppo Agile e il DevOps, si apre alla containerizzazione orchestrata con Docker e OpenShift, e può essere utilizzata all’interno di ambienti come Visual Studio Code di Microsoft.


#CoverStory Rinunciare al mainframe, portando il legacy nel mondo open @MicroFocus @MicroFocusSec
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IL LEGACY DIVENTA OPEN

Come viene supportata, materialmente, questa diffusa volontà di trasformazione? «Gli ambienti mainframe sono molto complessi – avverte Bolzoni – e per questo è importante avere un approccio strutturato ai progetti di trasformazione. Micro Focus ha sviluppato una metodologia ormai collaudata, il Rapid assessment, che ha l’obiettivo di riconoscere le interdipendenze all’interno del parco applicativo, identificando per tempo eventuali problematiche ed evidenziandone le componenti non disponibili sulla piattaforma target. Queste ultime sono rappresentate di solito da utility sviluppate di terze parti, che dovranno essere sostituite». Tutte queste informazioni, estremamente dettagliate, forniscono all’ingegnere del software un’analisi oggettiva a supporto delle valutazioni progettuali, e rappresentano una base fondamentale per il successo del cambiamento. «Si tratta solo del primo passo nella digital transformation – sottolinea Bolzoni – ma in molti casi consente una significativa riduzione del total cost of ownership». Una volta atterrati in una piattaforma aperta, l’azione di Micro Focus prosegue con il supporto di altri aspetti di una modernizzazione che comprende l’adozione di modelli di Api REST, o il refactoring di applicazioni monolitiche su container e microservizi.

«Una delle ragioni per cui i clienti intraprendono un processo di digital transformation, è la necessità di una maggiore agilità e velocità nel time-to-market, e anche in questo ambito Micro Focus fornisce tutti gli strumenti per abilitare le metodologie tipiche del DevOps, integrandosi con le tecnologie – proprietarie o open source – già in uso all’interno dell’azienda, come Jenkins, GIT, Jira e altre». Quali sono le ragioni di questo replatforming e più in generale dello spostamento verso il cloud? Secondo Bolzoni, i vantaggi per il cliente consistono nella riduzione dei costi e nella possibilità di accedere a servizi gestiti, svincolandosi dalle esigenze di gestione on premise. «Si potrebbero citare anche una maggiore sicurezza in virtù di un miglior controllo, o il mantenimento di standard qualitativi elevati e costantemente aggiornati. Ma soprattutto, la maggiore flessibilità nell’uso delle risorse in virtù della scalabilità tipica del cloud e una maggiore velocità nel provisioning delle risorse». Proprio a supporto di queste possibilità, Micro Focus dispone di un modello di pricing basato su subscription, che rende possibile il frazionamento dell’investimento nel corso del tempo, in funzione delle reali necessità del cliente.

Pierpaolo Alì CyberRes director Southern Europe, Russia, CIS, CEE & Israel di Micro Focus

SICUREZZA E RESILIENZA

Il riferimento ai vantaggi del cloud in termini di sicurezza, è l’assist ideale per affrontare, insieme a Pierpaolo Alì, CyberRes director Southern Europe, Russia, CIS, CEE & Israel, il ricco portafoglio di soluzioni che Micro Focus è in grado di indirizzare verso il mercato della sicurezza informatica. «Anche se CyberRes è stata presentata solo lo scorso marzo, il brand Micro Focus specializzato in sicurezza rappresenta una realtà molto consolidata e ad ampio spettro, con duemila specialisti nel mondo, oltre 450 milioni di identità protette e un volume d’affari da un miliardo di dollari» – rileva Alì. CyberRes può contare su laboratori di R&D capaci di offrire tecnologie d’avanguardia a protezione di identità, dati e applicazioni. Ma soprattutto sulla lunga storia delle quattro famiglie di soluzioni integrate e sviluppate negli anni da HPE e Micro Focus.

«Parlare di semplice protezione dalle minacce informatiche oggi è limitante»

– spiega Alì. Oltre alla prevenzione, bisogna attrezzarsi al meglio per gestire gli attacchi che inevitabilmente andranno a segno e ripristinare il “business as usual”. «Per questo, parliamo di resilienza in un contesto tecnologico che vede almeno tre fenomeni in atto: l’intelligenza artificiale, il cloud e il suo fondamento essenziale, la data privacy con la protezione adattativa di ruoli e identità».

Identità e ruoli digitali – spiega Alì – rappresentano l’asset intorno a cui le soluzioni NetIQ estendono il loro perimetro di sicurezza Zero Trust e multifactor protection. Sul fronte applicativo si muove la strategia ormai decennale di Fortify, capace di mettere al servizio della protezione delle applicazioni e delle componenti “Open Source” un insieme di strumenti di analisi statica, dinamica e interattiva, talmente integrati con il processo di sviluppo da consentire di realizzare concreti obiettivi di security by design. «L’ambito della protezione del dato è il territorio di Voltage, startup californiana che era stata finanziata da HPE fino alla definitiva acquisizione da parte di Micro Focus. Voltage applica un concetto di cifratura che non si limita a proteggere il file system, ma arriva fino all’ultimo bit. Una cifratura – precisa Alì – che preserva il formato originale del dato e si adatta anche alle necessità di protezione dei dati non strutturati».

Infine con ArcSight, CyberRes mette a disposizione della sicurezza infrastrutturale un engine di SecOps di nuova generazione, sviluppato da un’azienda che all’inizio del Duemila era considerata un pioniere del concetto di SIEM, security information and event management. «Basata su un motore di intelligenza artificiale con tecniche di apprendimento non supervisionato, la piattaforma ArcSight è stata potenziata con le funzioni SOAR, security orchestration, automation and response, frutto dell’acquisizione di Atar Labs, per azioni di remediation sempre più automatiche e immediate». Ma non solo. ArcSight – come precisa Alì – integra la nomenclatura MITRE ATT&CK, una base di conoscenza condivisa a livello globale, che consente di fronteggiare gli attacchi con una precisa consapevolezza del loro stadio di avanzamento e quindi una maggiore capacità di decisione.

«Atar Labs non è la sola acquisizione andata in porto in questi diciotto mesi» – ricorda Alì. «La canadese Interset ha sviluppato il motore di AI del nostro Enterprise Security Manager ArcSight. Più recentemente, abbiamo acquisito una tecnologia che permette di ottimizzare le risorse utilizzate attraverso microservizi. Integrandola in ArcSight, potenzieremo la capacità di analisi delle minacce anche con i volumi di informazione tipici di big data e IOT». Un altro elemento importante delle strategie di CyberRes riguarda l’offerta di sicurezza gestita. «A livello di protezione applicativa – conferma Alì – è già disponibile il servizio Fortify on demand e stiamo estendendo il modello dell’analisi as a Service anche ad ArcSight e a NetIQ». Conferma il forte spirito innovativo e di continua evoluzione di CyberRes, l’annuncio di questi giorni del servizio di Threat Intelligence e Security Awareness “Galaxy”, un portale interattivo estremamente evoluto in grado di fornire informazioni real time sulle minacce in corso per territorio e mercato verticale.


#CoverStory Modernizzare le applicazioni legacy come servizi cloud @MicroFocus @MicroFocusSec
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VALORE DA INCANALARE

A fronte di un portafoglio così vasto e di una richiesta in costante crescita, la forza di penetrazione sul mercato di Micro Focus dipende da molti fattori. Il ruolo fondamentale dei partner esterni è l’argomento affrontato insieme a Fabio Raho, channel director Southern Europe di Micro Focus. «Con tecnologie che spaziano dalla modernizzazione all’application delivery, dalla sicurezza all’analytics, occorrono competenze verticali che non possono essere legate solo a Micro Focus. La rete dei nostri partner ci permette di trasferire concretamente valore, rispondendo meglio alle esigenze puntuali dei clienti e presidiando un ampio territorio geografico». Accanto alle grandi aziende in cui la presenza di Micro Focus insieme a partner e alleanze è molto accentuata, ci sono dunque le attività gestite attraverso un canale formato da partner chiamati a fare da driver di opportunità anche sul resto del territorio.

«Le opportunità – sostiene Fabio Raho – sono anche per il partner, che se correttamente allineato trova in noi la sponda ideale per imbastire nuove strategie di offerta, anche al di là delle eventuali competenze specifiche di partenza. Le diversificate tecnologie Micro Focus facilitano molto tale espansione e una conseguente crescita reciproca». Il canale è classicamente strutturato in tre livelli. Alla base, la fascia dei rivenditori di soluzioni, che agiscono in sinergia con i distributori. I partner Gold, sotto la guida e il sostegno di Micro Focus acquisiscono le certificazioni che li abilitano a progettare soluzioni specifiche in una o più delle linee di business, godendo di una serie di programmi di incentivazione commerciale. Infine, i partner Platinum, che uniscono alle certificazioni la capacità di assicurare, in cambio di ulteriori facilitazioni, volumi d’affari particolarmente elevati.

«Nel tempo, abbiamo sviluppato un approccio a matrice che premia la competenza verticale, sviluppando partnership all’insegna di crescita non solo economica ma di know-how»

– spiega Raho. «Nella maggior parte dei casi, i partner che oggi costituiscono il canale sono focalizzati su un’area specifica tra modernizzazione, application delivery, IT operation management e sicurezza. «Ma sempre più spesso, vediamo che in questi cluster c’è chi acquisisce competenze nuove e può accedere alle aree contigue». Nello sviluppo di queste competenze, Micro Focus si distingue dai concorrenti investendo in prima persona sulla formazione dei partner. Un ruolo fondamentale viene svolto dal portale Web attraverso il quale i partner accedono gratuitamente a più livelli di formazione nelle diverse aree. Accanto alla formazione, non manca il supporto al canale in termini di iniziative congiunte di marketing con l’obiettivo di creare nuove opportunità a valore per clienti e partner.

Fabio Raho channel director Southern Europe di Micro Focus

IL CAMBIAMENTO È PER TUTTI

Insieme a partner e distributori, Micro Focus sta studiando formule di pacchettizzazione per soddisfare la richiesta di trasformazione da parte di imprese di dimensioni intermedie, attraverso soluzioni standardizzate e facili da configurare. «Per l’ampiezza nell’offerta delle nostre soluzioni software è importante avere partner che facciano da “stele di Rosetta” tra tecnologia ed esigenze reali del mercato. Ai nostri partner chiediamo competenze di dominio e capacità di trasformare in valore per il cliente l’offerta tecnologica a portafoglio. Non meno fondamentale è il ruolo dei partner nell’accelerare e amplificare il modello di adozione Software as a service» – conclude il channel manager. Proprio perché in Micro Focus l’innovazione viene vissuta in chiave evolutiva, come cerniera tra passato e futuro del software, il primo obiettivo deve essere quello di trasferire il valore delle sue soluzioni verso ogni possibile livello di trasformazione applicativa e architetturale. Senza lasciare indietro nessuno sulla strada del cambiamento.

Foto di Gabriele Sandrini

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Micro Focus, velocità e agilità per la modernizzazione delle aziende https://www.datamanager.it/2019/11/micro-focus-velocita-e-agilita-per-la-modernizzazione-delle-aziende/ Thu, 21 Nov 2019 09:32:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=193485 Torna il Summit italiano presso una location che coniuga i concetti chiave del gruppo: al Museo Alfa Romeo va in scena “Full speed to digital innovation” Il Micro Focus Summit è stata l’occasione per conoscere il 2019 che ha vissuto una delle principali aziende software al mondo. L’obiettivo della giornata è stato ricalcare i quattro […]

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Torna il Summit italiano presso una location che coniuga i concetti chiave del gruppo: al Museo Alfa Romeo va in scena “Full speed to digital innovation”

Il Micro Focus Summit è stata l’occasione per conoscere il 2019 che ha vissuto una delle principali aziende software al mondo. L’obiettivo della giornata è stato ricalcare i quattro elementi che, secondo la compagnia, rendono i soggetti odierni delle digital company “a trazione integrale”, capaci cioè di adattare il linguaggio dell’innovazione in vari aspetti del business. Si parla dunque di Enterprise Devops, di Hybrid IT Management, di Security, Risk and Governance e di Predictive Analytics. Sul palco si sono susseguiti interventi di carattere tecnologico e vari spunti tesi a comprendere in che modo ridisegnare l’architettura delle imprese, prestando attenzione alla loro unicità.

Micro Focus ha dunque accolto partner e clienti presso il Museo Alfa Romeo di Arese, in provincia di Milano, una location scelta non a caso, perché coniuga velocità, stabilità ma anche tradizione e futuro. «Da oltre 40 anni scegliamo di creare valore per le imprese modernizzando i loro flussi produttivi, accompagnandole per mano verso percorsi di innovazione, non solo raccontati ma strategici. L’efficacia a cui puntiamo è portare una cultura basata su una staticità storica a una pronta a mutare e adattarsi al tempo che cambia» ha introdotto Giuseppe Gigante, International AMC Solution Marketing Leader di Micro Focus.

Ma è Andrea Viola, Country Manager di Micro Focus, ad andare a fondo nel significato dell’appuntamento: «Nel dna di Micro Focus c’è sicuramente il senso del passato, del presente e del futuro. Siamo la settima azienda di software al mondo, la seconda a livello europeo. Vogliamo aiutare i nostri clienti, attraverso i partner, a vincere le sfide della digital transformation, dell’innovazione. Lo facciamo seguendo quattro aree principali: la velocità, l’agilità, la sicurezza e gli insight. Ognuna di queste, rispettivamente, corrisponde a una tecnologia ben specifica, su cui sappiamo si sono concentrati gli investimenti dei clienti. In ottica di modernizzazione delle applicazioni vediamo un mercato italiano attivo, che si rispecchia in alcuni dei numeri che ci contraddistinguono: più del 50% nell’enterprise DevOps, oltre il 30% nell’application security e il più 25% nella data security. Anche gli analisti hanno riconosciuto il valore di Micro Focus tanto che Forrester posiziona la nostra soluzione innovativa SMAx come leader del mercato; Gartner ha confermato il ruolo di primo piano nel mondo dell’application security e del testing, mentre IDC ci identifica come uno dei migliori nel campo della digitalizzazione delle imprese. Non a caso, nel 2019 abbiamo avviato il programma per i partner, sentendo la necessità di affiancare ulteriormente il canale per velocizzare il consolidamento in un settore in veloce trasformazione».

La volontà di Micro Focus è quella di crescere, continuando a essere un punto di riferimento in settori IT in divenire. Ci sono dei filoni da seguire: Robot Process Automation, DevSecOps, Predictive Security e Advanced Analytics, segmenti che possono veicolare l’ascesa del business da qui ai prossimi mesi.

Tocca a Jorge Dinarés, President Sales International di Micro Focus, ricordare dove Micro Focus può fare la voce grossa: «Siamo un’azienda con un’esperienza tale da poter tranquillamente dire di aver seguito da vicino lo sviluppo dell’informatica a livello mondiale. Le soluzioni che sviluppiamo, come piattaforme, sono costruite su stabilità, innovazione e volontà di supportare gli utenti sul lungo periodo. Una serie di acquisizioni ci hanno permesso di estendere il campo d’azione, coprendo anche quei temi dove forse non eravamo così presenti. La disruption del business sta avvenendo adesso e bisogna coglierla al volo per adattare l’agenda e ottenere vantaggi rispetto alla concorrenza. Stando a delle recenti ricerche, il 50% dei CEO è certo che, entro il 2020, la propria industria sarà digitale; l’80% dei decisori IT afferma che concetti quali flessibilità e hybrid sono ancora critici per lo sviluppo dell’impresa. La domanda che si pongono maggiormente è: si può innovare con una bassa dose di rischio? Crediamo di sì, poggiando l’operato su alcuni pillar, tra cui velocità e agilità, per far evolvere il business senza rallentarlo, sicurezza e insight per realizzare una governace ottimizzata e sfruttare i dati già in possesso, a cui dare però maggiore valore».

Focalizzando l’operato sulla modernizzazione dei processi, è Roman Schubiger, VP International Presales Manager di Micro Focus, a spiegare in che modo questa accelera l’innovazione, in modo particolare quando si tratta di mainframe. «Il mainframe non è di certo morto, anzi è più vivo che mai, visto che rappresenta ancora l’ossatura fondamentale su cui si basano le applicazioni della maggior parte delle aziende, scritte in Cobol, il linguaggio dei grandi sistemi, ma anche in altre tipologie di codice. Da anni, Micro Focus estende le applicazioni aziendali, nativamente su mainframe, su varie piattaforme, oggi sempre più mobili, così da ottimizzarle e renderle efficienti».

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Innovazione in Banca: una maratona, non uno sprint https://www.datamanager.it/2015/03/innovazione-in-banca-una-maratona-non-uno-sprint/ Thu, 19 Mar 2015 17:30:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71819 A cura di Micro Focus Nuove opportunità Le banche britanniche gestiscono con affidabilità milioni di clienti da oltre cento anni, garantendo un ambiente sicuro in cui operare per le proprie azioni,  il mutuo per l’acquisto della casa dei propri sogni e i risparmi per gli investimenti importanti. Al fine di gestire accuratamente una nuova ondata […]

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A cura di Micro Focus

Nuove opportunità

Le banche britanniche gestiscono con affidabilità milioni di clienti da oltre cento anni, garantendo un ambiente sicuro in cui operare per le proprie azioni,  il mutuo per l’acquisto della casa dei propri sogni e i risparmi per gli investimenti importanti.

Al fine di gestire accuratamente una nuova ondata di richieste da parte dei clienti, le banche si stanno orientando verso una nuova era dei servizi finanziari – dove le transazioni bancarie digitali corrispondono a circa  €1 miliardo al giorno, come riporta la British Bankers’ Association (BBA) – per capitalizzare queste opportunità con nuovi prodotti e servizi e particolarmente accattivante. Tuttavia, il continuo mutare del panorama tecnologico obbliga le banche a dotarsi di infrastrutture IT per rispondere adeguatamente a questa richiesta: la preoccupazione principale è il rischio di perdere il cliente.

Come quando un maratoneta si sottopone a estenuanti mesi di training e programmi di nutrizione, le banche devono prepararsi per essere pronte ad integrare il processo continuo dell’innovazione tecnologica.

Agire rapidamente?

Negli ultimi 12 mesi, il mercato dei servizi finanziari si è mosso nella giusta direzione; Barclays ha lanciato il suo nuovo braccialetto per il pagamento che propone una modalità di pagamento nuova e più conveniente e  Lloyds Bank che ha iniziato la sua trasformazione digitale riducendo gli uffici locali in favore del’ “home banking”. In altre parti del mondo, la francese BPCE e  l’indiana ICICI hanno recentemente lanciato un servizio di trasferimento di denaro via Twitter.

Questi sono esempi significativi di come il mercato finanziario può restare innovativo adottando i trend tecnologici come il mobile, cloud e le tecnologie “wearable” per agevolare i clienti.

Ciò nonostante, con l’ingresso in questo mercato di nuove realtà, quest’anno si assisterà ad un incremento della concorrenza nel settore dei servizi finanziari. Lo sbarco incombente di Atom Bank, un ramo della vecchia First Direct e di HSBC, è stato ampiamente anticipato – essendo la prima banca digitale in UK e avendo recentemente realizzato £25 milioni di fondi a Dicembre . Hampden & Co., una nuova banca retail, ha inoltre annunciato un imminente piano di lancio, rivelando che sarà supportata da una piattaforma cloud per il banking rivoluzionaria. In assenza totale di infrastrutture IT legacy, queste nuove banche saranno in grado di innovare rapidamente e con semplicità.

Sfortunatamente alcune banche tradizionali non hanno avuto successo con i loro clienti in questa gara di velocità, a causa di errori  IT o per problemi economici; optando per una revisione dell’infrastruttura IT come parte della trasformazione digitale,  gli errori sono emersi quando sono falliti i tentativi di integrazione tra i nuovi servizi con quelli esistenti già in funzione nell’originale back-end IT.

I sistemi IT cardine forniscono il reale valore del business e contengono la logica del business, che tutela e rappresenta il valore che una banca può fornire ai suoi clienti. Tuttavia, i livelli di spesa IT hanno, nel tempo, avuto un significativo impatto  sulla tenuta di questi sistemi e la riduzione dell’investimento non è stata una sorpresa.  Se un sistema funziona, come si possono giustificare i costi di supporto? L’involontaria incuria delle applicazioni critiche si rivela quindi solo quando si cerca di cambiare il sistema in maniera profonda, per supportare le nuove tecnologie.

Evitare le false partenze

Lo scorso anno, The Kelly Report, ha evidenziato come i recenti fallimenti nel mercato bancario siano scaturiti dalla pratica di ‘ripping and replacing’ (smantellare e sostituire) dei sistemi, nel tentativo di rispondere alla domanda dei clienti. La  Co-operative Bank è caduta vittima di questo approccio e il report ha attribuito i loro problemi a una gestione inadeguata, prestiti sbagliati, una cultura sbagliata e a una ambiziosa ricerca di crescita.

In presenza di sistemi IT e applicazioni in attività da 30 anni che contengono milioni di linee di codice, compresa la Proprietà Intellettuale dell’azienda e i dati dei clienti, questo approccio può diventare complesso, rischioso e costoso. Una modifica di un’applicazione potrebbe avere un impatto su un’altra applicazione –  e potenzialmente non proteggere più i dati confidenziali del cliente. Questo può, come abbiamo visto in alcune situazioni, paralizzare i sistemi bancari causando degli errori e ironicamente, impattare significativamente sul servizio per il cliente e sulla reputazione della banca.

Tuttavia, rivalutare i livelli di investimento per il supporto della tecnologia consentirà la modernizzazione dei Sistemi esistenti, per raggiungere l’innovazione richiesta:  i servizi in essere possono continuare a funzionare e la modernizzazione basata su tecnologie testate ed affidabili consentirà alle banche di offrire servizi migliori senza rischi di errore per i sistemi. È possibile raggiungere questo obiettivo con una visione macro del portafoglio, individuando le applicazioni che richiedono una modernizzazione, e successivamente aggiornando e testando le stesse all’interno di un ambiente IT moderno ed efficiente.

Porre attenzione al valore

Banche come Lloyds e Barclays sono grandi esempi di come una banca tradizionale può rimanere competitiva nei confronti di nuove banche e servizi, per clienti le cui aspettative crescono giorno dopo giorno. Le aziende hanno bisogno di strategie per modernizzare i loro sistemi cardine con efficienza di costi e basso rischio. Ciò comporta l’uso e il riutilizzo di applicazioni e processi testati e affidabili, in sinergia con le tecnologie attuali,  che gli consentiranno di garantire l’erogazione di nuovi servizi, più rapidamente e senza rischi di interruzione dei sistemi. La stessa tecnologia può egregiamente supportare gli obiettivi legati alle normative, gli obblighi di legge e le nuove innovazioni, garantendo benefici nel breve e nel lungo termine

La modernizzazione IT è, naturalmente, un un’attività continua. Un monitoraggio attento delle prestazioni delle nuove applicazioni garantirà continuità di servizio anche durante periodi di particolare carico di lavoro, e in ultimo una fidelizzazione dei clienti grazie all’affidabilità del brand.

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Cedacri sceglie Micro Focus e riduce i costi di storage https://www.datamanager.it/2014/09/cedacri-sceglie-micro-focus-riduce-i-costi-storage/ Fri, 19 Sep 2014 15:37:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61176 Rispetto delle normative e riduzione del lavoro manuale di manutenzione per Cedacri Cedacri ha ridotto dell’87% le esigenze di storage per il test con Data Express di Micro Focus. La soluzione ha inoltre garantito la protezione dei dati richiesta dalle normative di legge ed eliminato l’estrazione manuale dei dati e il reload, garantendo a Cedacri […]

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Rispetto delle normative e riduzione del lavoro manuale di manutenzione per Cedacri

Cedacri ha ridotto dell’87% le esigenze di storage per il test con Data Express di Micro Focus. La soluzione ha inoltre garantito la protezione dei dati richiesta dalle normative di legge ed eliminato l’estrazione manuale dei dati e il reload, garantendo a Cedacri un significativo risparmio di tempo e costi delle risorse.

Cedacri consente alle banche di risparmiare fino al 30% attraverso la condivisione di tecnologie, sistemi, strutture, risorse e competenze fra i diversi gruppi di istituti bancari. L’ambiente di training e testing veniva creato per ciascun cliente e gestito attraverso il processo manuale, complicando la collaborazione e la condivisione delle best practice fra gli sviluppatori. Il processo inoltre richiedeva l’estrazione e il caricamento di alti volumi di dati, che generavano alti costi in termini di tempo e risorse.

“Avevamo la necessità di migliorare il nostro ambiente di test per velocizzare e ottimizzare i processi, risparmiando al contempo tempo e MIPS,” afferma Emanuele Scolozzi, Senior Test Data Manager, Cedacri. “Centralizzare i processi di gestione per differenti piattaforme e tipologie di dati con Data Express ci ha permesso di creare team di sviluppo dedicati per una maggiore produttività, riducendo lo storage necessario e generando sostanziali risparmi di costi.”

Scolozzi continua dicendo: “L’implementazione ci ha aiutato ad aderire alle stringenti richieste di compliance imposte alle aziende del mercato dei servizi finanziari. Il nostro processo manuale originale era esposto all’errore umano, presentava un rischio per il business e rendeva difficile il rispetto dei requisiti legislativi in termini di privacy dei nostri clienti ma la soluzione Micro Focus ci ha permesso di eliminare tutta l’attività manuale e cancellare i rischi.”

Per rispettare le direttive italiane ed europee, Cedacri era chiamata a garantire che i dati utilizzati durante i training e negli ambienti di test fossero comparabili con le informazioni reali e di produzione, ma allo stesso tempo non riconoscibili. Adottando Data Express, l’azienda è in grado ora di assicurare una consistenza dei dati tra le applicazioni, in questo modo l’entità di dato come il nome del cliente viene mascherato su qualsiasi base dati come per esempio DB2, VSAM e SQL Server.

Una parte significativa delle funzionalità di Data Express è stata testata positivamente durante un proof of concept; il builder component di Data Express permette di definire un inventario dei dati aziendali, di aggregarli e conservarli centralmente in un unico repository di meta-data o knowledge base e questo è stato un elemento importante per Cedacri, principalmente per rispondere puntualmente a specifici requisiti dei clienti.

“Fornire supporto al mercato dei servizi finanziari rispettando i requisiti di privacy dei dati molto rigidi e sempre in continuo cambiamento, rappresenta una sfida costante per qualsiasi provider,” commenta Stefano Capra, Senior Data Express Specialist di Micro Focus. “Abbiamo lavorato con Cedacri per assicurarle una capitalizzazione dell’economia di scala che vuole offrire ai suoi clienti, garantendole allo stesso tempo, la capacità di aderire ai requisiti necessari senza impattare suoi costi.”

“Utilizzare Data Express come componente chiave dei nostri ambienti di formazione e di testing ha risparmiato risorse, ci ha resi completamente compliant, ha incrementato la produttività del nostro reparto di sviluppo e ridotto sensibilmente le esigenze di storage.” conclude Scolozzi. “Il supporto ricevuto da Micro Focus è stato eccellente e prevediamo di ottenere ulteriori successi da questa collaborazione.”

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I CIO alzano le stime del debito IT rispetto a diciotto mesi fa https://www.datamanager.it/news/i-cio-alzano-le-stime-del-debito-it-rispetto-diciotto-mesi-fa-54476.html Tue, 11 Mar 2014 11:39:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/i-cio-alzano-le-stime-del-debito-it-rispetto-a-diciotto-mesi-fa/ Il 51% dei CIO ammette inoltre il rischio dei sistemi aziendali in termini di compliance e risk management. Lo rivela una nuova ricerca mondiale Vanson Bourne

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Il 51% dei CIO ammette inoltre il rischio dei sistemi aziendali in termini di compliance e risk management. Lo rivela una nuova ricerca mondiale Vanson Bourne

Aggiornare le applicazioni mainframe obsolete costerebbe in media 11 milioni di dollari, ovvero quasi un terzo in più rispetto alle stime di maggio 2012, quando il dato era pari a 8,5 milioni di euro. Lo hanno dichiarato 590 CIO e responsabili IT di nove paesi nel mondo, durante una ricerca commissionata da Micro Focus a Vanson Bourne. Gli intervistati hanno inoltre confermato che il debito IT può solo aumentare in futuro, prevedibilmente del 9% nei prossimi cinque anni.

L’enigma modernizzazione

Secondo gli intervistati le aziende continueranno ad affidarsi alle applicazioni mainframe per altri 10 anni e un terzo di loro ritiene che il periodo sarà anche più lungo. Tuttavia, nonostante la longevità delle applicazioni mainframe e il livello crescente di debito IT, la maggioranza di loro (81%) non riesce a giustificare l’investimento per la manutenzione delle applicazioni; di conseguenza, il 51% dei CIO ammette di esporre l’azienda a problemi di risk management e compliance.

Commentando i risultati della ricerca, Giuseppe Gigante, Regional Marketing Manager di Micro Focus, ha dichiarato: “Le applicazioni mainframe sono spesso la linfa vitale dell’organizzazione, tuttavia il debito IT è in aumento. Questo scenario è anche determinato dall’atteggiamento dei non addetti IT, per i quali innovare significa solo adottare una nuova tecnologia, anziché migliorare le applicazioni già esistenti. La sfida è proprio quella di trovare modalità intelligenti in grado di innovare, tutelando ed evolvendo allo stesso tempo i sistemi”.

Il divario nelle competenze IT peggiora la situazione

Sei responsabili IT su sette confermano la difficoltà nel reclutare personale competente in ambito applicativo mainframe e circa il 14% dello staff attualmente responsabile della manutenzione di queste applicazioni andrà in pensione entro i prossimi cinque anni. Una percentuale che alza di tre punti le stime di Maggio 2012, dove l’impatto dei pensionamenti era valutato nell’ordine dell’11%.

Oltre la metà dei CIO evidenzia come questa situazione sia problematica, se consideriamo che le nuove legislazioni e regolamentazioni richiedono costanti adeguamenti delle applicazioni e le competenze necessarie presto non saranno più reperibili. A peggiorare questa situazione, per il 73% dei CIO le informazioni disponibili in azienda in materia di applicazioni mainframe sono assolutamente insufficienti.

I CIO lanciano la sfida al mondo accademico

Sebbene quasi un terzo degli intervistati non si senta supportato dalle Istituzioni nel ridurre il divario delle competenze IT, il 78% dei CIO attribuisce questa responsabilità al mondo accademico e ritiene che la scuola potrebbe fare di più. Un compatto 83% di responsabili IT ritiene sia fondamentale che gli studenti imparino linguaggi di programmazione mainframe come COBOL e PL/I e oltre nove intervistati su dieci pensano che questi linguaggi debbano rientrare nel curriculum di base, o nelle competenze aggiuntive; in realtà, solo il 27% delle università di tutto il mondo inserisce il COBOL tra le materie principali o elettive del curriculum.

Ulteriori risultati

· In media, il 33% delle applicazioni mainframe delle aziende è accessibile da dispositivo mobile e, nel giro di due anni, questa percentuale raggiungerà il 39%

· Il 58% delle aziende ha utenti che devono accedere alle applicazioni mainframe da web browser mobile, il 49% con Android e il 36% da iPad/iPhone apps

· Per oltre i tre quarti degli intervistati sviluppare applicazioni mainframe per device mobili è difficile e l’84% afferma che il mainframe rappresenta un ostacolo per lo sviluppo di applicazioni mobili

· Mediamente, il 35% delle attuali applicazioni mainframe sono accessibili tramite cloud. Questo dato è destinato ad arrivare al 42% nei prossimi due anni. Per il 75% dei CIO sarà difficile riuscire a sviluppare applicazioni mainframe adatte al cloud.

“Le applicazioni mainframe hanno rappresentato per decenni un valore incomparabile per le aziende” prosegue Gigante “garantendo continuità e solidità a sistemi che rappresentano le fondamenta delle strategie IT. Micro Focus ha aiutato centinaia di clienti a modernizzare il cuore dei loro sistemi informativi, permettendo di arginare il debito IT con la flessibilità necessaria a rispondere adeguatamente alle nuove esigenze del mercato”.

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