Micro Focus, artefice della trasformazione

Il gateway tra passato e futuro del software. Micro Focus è uno dei pochi specialisti globali focalizzati sulla modernizzazione di applicazioni e sistemi legacy, dopo l’acquisizione di HPE Software l’azienda britannica è autorevole interprete della gestione cloud e della sicurezza

Fondata nel 1976, la britannica Micro Focus, è da sempre focalizzata sull’evoluzione dei patrimoni applicativi legacy, a partire dall’esperienza con il linguaggio di programmazione Cobol usato ancora oggi dal 95% delle applicazioni transazionali del mondo finanziario, Oggi – come ci spiega Andrea Viola, country manager Italy di Micro Focus – l’azienda si presenta al mercato come una società capace di aiutare i propri clienti nel percorso irrinunciabile della trasformazione digitale. «Micro Focus è da sempre riconosciuta dal mercato come società leader per le soluzioni che consentono di accelerare il rilascio delle applicazioni, semplificare la trasformazione dell’IT, rafforzare la resilienza informatica e analizzare i dati in ottica previsionale. Oggi tutti i clienti si trovano in un mercato che sta rapidamente cambiando e sanno che non possono più rimandare il processo di digitalizzazione con la consapevolezza che un possibile fallimento di questo percorso di trasformazione possa essere fatale per la loro capacità di successo. Micro Focus ritiene che il tema della digital transformation debba essere affrontato massimizzando e facendo evolvere a valore gli investimenti già in essere e introducendo innovazione in modo veloce ed efficace laddove serva veramente come elemento abilitante alla crescita del business dei clienti. Questo approccio permette di accelerare sulle vere priorità di digitalizzazione e innovazione, evitando di intraprendere pericolosi percorsi di radicale trasformazione, molto rischiosi in termini di sostenibilità dei costi e di possibilità di veloce cambio di direzione nel momento in cui il percorso intrapreso non dia i risultati attesi.

APPROCCIO AL CAMBIAMENTO

Nel corso del tempo e attraverso l’oculata strategia di acquisizioni e integrazioni tecnologiche – culminata quattro anni fa nella fusione con la divisione software di HPE – l’azienda di Newbury, a ovest di Londra, è diventata uno dei più grandi fornitori di enterprise software al mondo. Un global solution provider con 12mila collaboratori in una cinquantina di Paesi. «Negli anni, abbiamo continuato a portare avanti l’idea di arricchire il nostro portafoglio di soluzioni software per rispondere in modo proattivo alle nuove esigenze di business legate all’Information Technology che i nostri clienti ci evidenziavano» – afferma Andrea Viola.

«Oggi Micro Focus si pone sul mercato come trust provider che vuole affiancare i propri clienti nel percorso di digital transformation».

Viola osserva come la trasformazione digitale, che pervade anche i piani di rilancio avviati dal governo italiano con il PNRR nel quale 50 miliardi di euro sono destinati a investimenti nel digitale, sia un passaggio fondamentale per il nostro sistema Paese per superare la crisi economica causata da quasi due anni di contenimento della pandemia. Qual è l’approccio ideale a questo cambiamento? «Si può riassumere nello slogan che abbiamo creato per veicolare il messaggio della trasformazione digitale al mercato: Run & Transform» – risponde Andrea Viola. Come dire, cambiare ma senza stravolgere. Introdurre innovazione con un impatto sul business controllato. Come azienda abbiamo la massima consapevolezza che i nostri clienti abbiano la necessità di essere accompagnati in un percorso di trasformazione non improvvisato, che deve permettere al CIO di continuare a erogare servizi business critical e nello stesso tempo rispondere alle richieste di innovazione, efficientamento e semplificazione, agilità e return to market. I numeri di una survey fatta con 275 aziende a livello globale ci dicono infatti che molti progetti di digital transformation che avevano un approccio che stravolgeva completamente l’as is, non hanno raggiunto i risultati attesi. «Micro Focus crede che per accelerare la trasformazione digitale sia importante guardare al modello della Digital Factory, con il quale i nostri clienti saranno capaci di ripensare i processi end to end in ottica digitale, migliorando l’efficienza operativa e la gestione. Il framework di riferimento proposto è l’IT4IT di OpenGroup sul quale sono mappate le soluzioni di Micro Focus».

Andrea Viola country manager Italy di Micro Focus

PASSAGGIO AL CLOUD

Tutte tematiche che si riflettono nell’attuale line-up di soluzioni e servizi che sono organizzati in tre business units. L’area di Application modernization and connectivity ricade sotto la responsabilità del   direttore commerciale Davide Bolzoni. La parte di IT Management è coordinata da Andrea Viola, e comprende l’intero portafoglio di soluzioni per l’Application Delivery Management in ottica DevOps e le soluzioni per l’IT Operation in ottica hybrid e multicloud. L’ambito di business, che abbraccia le soluzioni di cybersecurity e sicurezza fisica, merita un’attenzione particolare all’interno di questa storia, perché come vedremo va a inserirsi nella scelta strategica di Micro Focus di dedicare alla protezione di utenti e dati un brand completamente nuovo e autonomo sul piano decisionale. Da quest’anno, infatti, le tecnologie di sicurezza Micro Focus ricadono sotto il brand CyberRes, affidata al direttore per il Sud Europa Pierpaolo Alì. Un altro pilastro fondamentale riguarda la parte di servizi di tipo consulenziale, che afferiscono allo studio e alla progettazione dei piani di trasformazione dei clienti. «Se la clientela può guardare a tutte e tre le linee di offerta, il compito di Micro Focus è differenziarsi anche in base ai diversi interlocutori all’interno delle organizzazioni aziendali, in un dialogo che ormai coinvolge figure specificatamente IT, ma anche l’ufficio del CFO o dei responsabili della sicurezza» – spiega Davide Bolzoni.

La relazione con il mercato viene orchestrata in via diretta con i clienti di grandi dimensioni e attraverso un canale capace di indirizzare, a livello nazionale, una richiesta che arriva in misura crescente anche da aziende più piccole ma non meno affamate di trasformazione digitale. «Siamo chiamati – afferma il country manager Andrea Viola – ad aiutare il mercato italiano a servirsi delle tecnologie abilitanti la digital transformation per affrontare le sfide future. Tra queste, il cloud è un elemento chiave nella modernizzazione applicativa e architetturale delle aziende e il move to cloud è l’approccio che Micro Focus declina attraverso una metodologia e strumenti che permettono di modernizzare il mainframe, portando il legacy nel mondo ibrido. La percezione generale è che il cloud oramai sia diventato parte di architetture ibride affiancandosi agli ambienti on premise per molte aziende italiane. Tuttavia il mercato italiano deve ulteriormente accelerare il cambiamento se vuole avere un ruolo importante nello scenario internazionale.

«Noi possiamo offrire una tecnologia leader e una rete di partnership che coinvolge anche i cloud service provider che hanno scelto Micro Focus per guidare questa trasformazione»

– sottolinea Viola, per il quale è un forte motivo di orgoglio il fatto che intorno alle forti competenze in ambito Mainframe Micro Focus abbia costituito una factory che oggi sta aiutando i maggiori clienti internazionali in un percorso di Mainframe Modernization in ottica cloud. «L’esigenza dei nostri clienti di avere un’infrastruttura ibrida o totalmente in cloud si sposa con la richiesta di semplificare, automatizzare e orchestrare la gestione operativa. Micro Focus risponde con una consolidata e riconosciuta competenza in questo ambito che si esprime nelle soluzioni di IT Operations Management che indirizzano funzionalità di Enterprise Service Management con SMAX, di Service Fulfilment con HCMX, di Service Governance e di Service Assurance con OPERATIONS BRIDGE. Queste 4 aree funzionali sono costruite su una piattaforma comune (OPTIC PLATFORM). Grazie all’aiuto dei Professional Service e dei partner che hanno implementato queste soluzioni, i nostri clienti hanno già sviluppato molti use cases che permettono loro di raggiungere significativi risultati di efficientamento e di cost reduction nella gestione di questa nuova infrastruttura ibrida».

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COMPETENZE END-TO-END

Altro elemento chiave per la digital transformation è quello legato alla modernizzazione applicativa. Questo è un ambito in cui Micro Focus è riconosciuta leader di mercato da molti analisti e considerata trusted advisor in virtù della sua storia distintiva con soluzioni che coprono end to end l’intero processo di ciclo di vita del software. Ci spiega Viola: «Oggi, sempre grazie al coinvolgimento dei servizi professionali e dei partner, l’impegno dell’azienda è focalizzato nell’accompagnare i clienti in un percorso di aumento della produttiva nella catena del valore attraverso l’adozione di modelli DevOps e Agile; nel migliorare la customer experience attraverso progetti di quality assurance Test Automation e Performance Testing, con adozione di nuovi paradigmi basati su machine learning/AI e scalabilità in ambito multi-cloud; nell’accelerare il rilascio in produzione delle nuove versioni del software». Tutte queste soluzioni oggi sono disponibili sia in modalità on premise, sia per un’installazione in ambiente cloud, sia in modalità SaaS. Forte è la spinta innovativa con la quale Micro Focus sta arricchendo le nuove versioni di tutte le proprie soluzioni software, in particolare nella direzione dell’intelligenza artificiale, fondamentale in un contesto che cambia rapidamente. «Il grande sforzo che sta facendo l’R&D di Micro Focus – spiega Viola – è quello di continuare a introdurre nuove funzionalità legate all’analytics e al machine learning, oggi fondamentali per permettere ai clienti di prendere decisioni strategiche in tempi veloci e di automatizzare i processi di business. Analytics e artificial intelligence sono gli ambiti di una fattiva collaborazione tra Micro Focus e Jaguar Racing, che partecipa al campionato mondiale di Formula E».

Davide Bolzoni sales manager di Micro Focus

TECNOLOGIA E SOCIETÀ

«La strategia per il futuro – spiega Andrea Viola – mira a un ulteriore rafforzamento del rapporto con i clienti. Nella volontà di essere sempre più customer-centric, Micro Focus ha una precisa roadmap di innovazione per le proprie soluzioni, e vuole continuare a far crescere il valore e la qualità che fornisce, monitorando regolarmente benchmark di mercato che già oggi la vedono al di sopra della media dei nostri competitors. Un importante investimento l’azienda continuerà a farlo anche nel portare in SaaS tutto il suo portafoglio, per mettere i propri clienti nella condizione di scegliere la modalità di licensing più adeguata alle loro esigenze. Viola conclude il suo intervento citando con soddifazione l’impegno con cui Micro Focus si dedica alle attività di corporate social responsibility e cita come esempio il progetto INSPIRE che prevede la possibilità per i dipendenti di dedicare alcune delle loro giornate lavorative per collaborare a progetti di volontariato. Micro Focus condivide anche progetti globali con organismi come Unicef, per la promozione della cultura digitale tra i giovani che vivono in contesti più poveri di opportunità.

Tornando al tema della trasformazione digitale, Davide Bolzoni, sales manager di Micro Focus, si sofferma sul ruolo dell’azienda nel supportare i clienti anche sul piano metodologico, attraverso strumenti che rendono fruibili i servizi delle applicazioni legacy in architetture open, agili e scalabili, capaci di integrare le nuove tecnologie di business intelligence, multicloud e big data. Nel corso degli anni – come ricorda anche Bolzoni – i partner Micro Focus hanno sviluppato applicativi basati sull’ambiente Cobol specifico di questa azienda e molte di queste applicazioni sono tuttora strategiche in diversi comparti, inclusi la grande distribuzione organizzata e l’HR. «Nell’insieme, è ancora un mercato molto significativo – afferma Bolzoni – in cui vogliamo continuare a essere presenti, offrendo ai nostri partner, ambienti di sviluppo basati su interfaccia Visual Studio ed Eclipse». La nuova versione di Visual Cobol 7, appena presentata al mercato, sta ottenendo notevoli consensi perché oltre a supportare le metodologie di sviluppo Agile e il DevOps, si apre alla containerizzazione orchestrata con Docker e OpenShift, e può essere utilizzata all’interno di ambienti come Visual Studio Code di Microsoft.

IL LEGACY DIVENTA OPEN

Come viene supportata, materialmente, questa diffusa volontà di trasformazione? «Gli ambienti mainframe sono molto complessi – avverte Bolzoni – e per questo è importante avere un approccio strutturato ai progetti di trasformazione. Micro Focus ha sviluppato una metodologia ormai collaudata, il Rapid assessment, che ha l’obiettivo di riconoscere le interdipendenze all’interno del parco applicativo, identificando per tempo eventuali problematiche ed evidenziandone le componenti non disponibili sulla piattaforma target. Queste ultime sono rappresentate di solito da utility sviluppate di terze parti, che dovranno essere sostituite». Tutte queste informazioni, estremamente dettagliate, forniscono all’ingegnere del software un’analisi oggettiva a supporto delle valutazioni progettuali, e rappresentano una base fondamentale per il successo del cambiamento. «Si tratta solo del primo passo nella digital transformation – sottolinea Bolzoni – ma in molti casi consente una significativa riduzione del total cost of ownership». Una volta atterrati in una piattaforma aperta, l’azione di Micro Focus prosegue con il supporto di altri aspetti di una modernizzazione che comprende l’adozione di modelli di Api REST, o il refactoring di applicazioni monolitiche su container e microservizi.

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«Una delle ragioni per cui i clienti intraprendono un processo di digital transformation, è la necessità di una maggiore agilità e velocità nel time-to-market, e anche in questo ambito Micro Focus fornisce tutti gli strumenti per abilitare le metodologie tipiche del DevOps, integrandosi con le tecnologie – proprietarie o open source – già in uso all’interno dell’azienda, come Jenkins, GIT, Jira e altre». Quali sono le ragioni di questo replatforming e più in generale dello spostamento verso il cloud? Secondo Bolzoni, i vantaggi per il cliente consistono nella riduzione dei costi e nella possibilità di accedere a servizi gestiti, svincolandosi dalle esigenze di gestione on premise. «Si potrebbero citare anche una maggiore sicurezza in virtù di un miglior controllo, o il mantenimento di standard qualitativi elevati e costantemente aggiornati. Ma soprattutto, la maggiore flessibilità nell’uso delle risorse in virtù della scalabilità tipica del cloud e una maggiore velocità nel provisioning delle risorse». Proprio a supporto di queste possibilità, Micro Focus dispone di un modello di pricing basato su subscription, che rende possibile il frazionamento dell’investimento nel corso del tempo, in funzione delle reali necessità del cliente.

Pierpaolo Alì CyberRes director Southern Europe, Russia, CIS, CEE & Israel di Micro Focus

SICUREZZA E RESILIENZA

Il riferimento ai vantaggi del cloud in termini di sicurezza, è l’assist ideale per affrontare, insieme a Pierpaolo Alì, CyberRes director Southern Europe, Russia, CIS, CEE & Israel, il ricco portafoglio di soluzioni che Micro Focus è in grado di indirizzare verso il mercato della sicurezza informatica. «Anche se CyberRes è stata presentata solo lo scorso marzo, il brand Micro Focus specializzato in sicurezza rappresenta una realtà molto consolidata e ad ampio spettro, con duemila specialisti nel mondo, oltre 450 milioni di identità protette e un volume d’affari da un miliardo di dollari» – rileva Alì. CyberRes può contare su laboratori di R&D capaci di offrire tecnologie d’avanguardia a protezione di identità, dati e applicazioni. Ma soprattutto sulla lunga storia delle quattro famiglie di soluzioni integrate e sviluppate negli anni da HPE e Micro Focus.

«Parlare di semplice protezione dalle minacce informatiche oggi è limitante»

– spiega Alì. Oltre alla prevenzione, bisogna attrezzarsi al meglio per gestire gli attacchi che inevitabilmente andranno a segno e ripristinare il “business as usual”. «Per questo, parliamo di resilienza in un contesto tecnologico che vede almeno tre fenomeni in atto: l’intelligenza artificiale, il cloud e il suo fondamento essenziale, la data privacy con la protezione adattativa di ruoli e identità».

Identità e ruoli digitali – spiega Alì – rappresentano l’asset intorno a cui le soluzioni NetIQ estendono il loro perimetro di sicurezza Zero Trust e multifactor protection. Sul fronte applicativo si muove la strategia ormai decennale di Fortify, capace di mettere al servizio della protezione delle applicazioni e delle componenti “Open Source” un insieme di strumenti di analisi statica, dinamica e interattiva, talmente integrati con il processo di sviluppo da consentire di realizzare concreti obiettivi di security by design. «L’ambito della protezione del dato è il territorio di Voltage, startup californiana che era stata finanziata da HPE fino alla definitiva acquisizione da parte di Micro Focus. Voltage applica un concetto di cifratura che non si limita a proteggere il file system, ma arriva fino all’ultimo bit. Una cifratura – precisa Alì – che preserva il formato originale del dato e si adatta anche alle necessità di protezione dei dati non strutturati».

Infine con ArcSight, CyberRes mette a disposizione della sicurezza infrastrutturale un engine di SecOps di nuova generazione, sviluppato da un’azienda che all’inizio del Duemila era considerata un pioniere del concetto di SIEM, security information and event management. «Basata su un motore di intelligenza artificiale con tecniche di apprendimento non supervisionato, la piattaforma ArcSight è stata potenziata con le funzioni SOAR, security orchestration, automation and response, frutto dell’acquisizione di Atar Labs, per azioni di remediation sempre più automatiche e immediate». Ma non solo. ArcSight – come precisa Alì – integra la nomenclatura MITRE ATT&CK, una base di conoscenza condivisa a livello globale, che consente di fronteggiare gli attacchi con una precisa consapevolezza del loro stadio di avanzamento e quindi una maggiore capacità di decisione.

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«Atar Labs non è la sola acquisizione andata in porto in questi diciotto mesi» – ricorda Alì. «La canadese Interset ha sviluppato il motore di AI del nostro Enterprise Security Manager ArcSight. Più recentemente, abbiamo acquisito una tecnologia che permette di ottimizzare le risorse utilizzate attraverso microservizi. Integrandola in ArcSight, potenzieremo la capacità di analisi delle minacce anche con i volumi di informazione tipici di big data e IOT». Un altro elemento importante delle strategie di CyberRes riguarda l’offerta di sicurezza gestita. «A livello di protezione applicativa – conferma Alì – è già disponibile il servizio Fortify on demand e stiamo estendendo il modello dell’analisi as a Service anche ad ArcSight e a NetIQ». Conferma il forte spirito innovativo e di continua evoluzione di CyberRes, l’annuncio di questi giorni del servizio di Threat Intelligence e Security Awareness “Galaxy”, un portale interattivo estremamente evoluto in grado di fornire informazioni real time sulle minacce in corso per territorio e mercato verticale.

VALORE DA INCANALARE

A fronte di un portafoglio così vasto e di una richiesta in costante crescita, la forza di penetrazione sul mercato di Micro Focus dipende da molti fattori. Il ruolo fondamentale dei partner esterni è l’argomento affrontato insieme a Fabio Raho, channel director Southern Europe di Micro Focus. «Con tecnologie che spaziano dalla modernizzazione all’application delivery, dalla sicurezza all’analytics, occorrono competenze verticali che non possono essere legate solo a Micro Focus. La rete dei nostri partner ci permette di trasferire concretamente valore, rispondendo meglio alle esigenze puntuali dei clienti e presidiando un ampio territorio geografico». Accanto alle grandi aziende in cui la presenza di Micro Focus insieme a partner e alleanze è molto accentuata, ci sono dunque le attività gestite attraverso un canale formato da partner chiamati a fare da driver di opportunità anche sul resto del territorio.

«Le opportunità – sostiene Fabio Raho – sono anche per il partner, che se correttamente allineato trova in noi la sponda ideale per imbastire nuove strategie di offerta, anche al di là delle eventuali competenze specifiche di partenza. Le diversificate tecnologie Micro Focus facilitano molto tale espansione e una conseguente crescita reciproca». Il canale è classicamente strutturato in tre livelli. Alla base, la fascia dei rivenditori di soluzioni, che agiscono in sinergia con i distributori. I partner Gold, sotto la guida e il sostegno di Micro Focus acquisiscono le certificazioni che li abilitano a progettare soluzioni specifiche in una o più delle linee di business, godendo di una serie di programmi di incentivazione commerciale. Infine, i partner Platinum, che uniscono alle certificazioni la capacità di assicurare, in cambio di ulteriori facilitazioni, volumi d’affari particolarmente elevati.

«Nel tempo, abbiamo sviluppato un approccio a matrice che premia la competenza verticale, sviluppando partnership all’insegna di crescita non solo economica ma di know-how»

– spiega Raho. «Nella maggior parte dei casi, i partner che oggi costituiscono il canale sono focalizzati su un’area specifica tra modernizzazione, application delivery, IT operation management e sicurezza. «Ma sempre più spesso, vediamo che in questi cluster c’è chi acquisisce competenze nuove e può accedere alle aree contigue». Nello sviluppo di queste competenze, Micro Focus si distingue dai concorrenti investendo in prima persona sulla formazione dei partner. Un ruolo fondamentale viene svolto dal portale Web attraverso il quale i partner accedono gratuitamente a più livelli di formazione nelle diverse aree. Accanto alla formazione, non manca il supporto al canale in termini di iniziative congiunte di marketing con l’obiettivo di creare nuove opportunità a valore per clienti e partner.

Fabio Raho channel director Southern Europe di Micro Focus

IL CAMBIAMENTO È PER TUTTI

Insieme a partner e distributori, Micro Focus sta studiando formule di pacchettizzazione per soddisfare la richiesta di trasformazione da parte di imprese di dimensioni intermedie, attraverso soluzioni standardizzate e facili da configurare. «Per l’ampiezza nell’offerta delle nostre soluzioni software è importante avere partner che facciano da “stele di Rosetta” tra tecnologia ed esigenze reali del mercato. Ai nostri partner chiediamo competenze di dominio e capacità di trasformare in valore per il cliente l’offerta tecnologica a portafoglio. Non meno fondamentale è il ruolo dei partner nell’accelerare e amplificare il modello di adozione Software as a service» – conclude il channel manager. Proprio perché in Micro Focus l’innovazione viene vissuta in chiave evolutiva, come cerniera tra passato e futuro del software, il primo obiettivo deve essere quello di trasferire il valore delle sue soluzioni verso ogni possibile livello di trasformazione applicativa e architetturale. Senza lasciare indietro nessuno sulla strada del cambiamento.

Foto di Gabriele Sandrini