moneta – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:58:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png moneta – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 L’italiana BitGrail perde 170 milioni di dollari https://www.datamanager.it/2018/02/litaliana-bitgrail-perde-170-milioni-dollari/ Tue, 13 Feb 2018 19:00:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140939 Sfumati nel nulla i risparmi in valuta Nano, una piccola moneta già conosciuta come RaiBlocks. Nessun rimborso previsto per i clienti di Francesco Firano Per la seconda volta dall’inizio del 2018 (e siamo ancora a febbraio), un servizio di scambio di criptovaluta perde un bel po’ di soldini. Nel caso di BitGrail, l’interesse è maggiore […]

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Sfumati nel nulla i risparmi in valuta Nano, una piccola moneta già conosciuta come RaiBlocks. Nessun rimborso previsto per i clienti di Francesco Firano

Per la seconda volta dall’inizio del 2018 (e siamo ancora a febbraio), un servizio di scambio di criptovaluta perde un bel po’ di soldini. Nel caso di BitGrail, l’interesse è maggiore perché si tratta di un’agenzia al 100% italiana. A fondarla è stato Francesco Firano, conosciuto online come The Bomber, che ha annunciato su Twitter il furto da parte degli hacker di circa 170 milioni di dollari. La moneta in questione è sotto forma di Nano, già conosciuta in passato come RaiBlocks. Dopo il buco accusato dalla giapponese Coincheck, pari a circa 534 milioni di dollari, quello di BitGrail è il più rilevante nel mondo delle criptocurrency, almeno in questa prima parte dell’anno.

Cosa è successo

Stando alla compagnia, alla base del furto ci sarebbe un errore del software, tale da aver permesso a terzi di intrufolarsi nei sistemi e sottrarre l’ingente cifra. Secondo quanto riporta il sito Engadget, il CEO di BitGrail avrebbe anche tentato di nascondere la perdita nei documenti, molto difficile vista la somma. Eppure le procedure per partecipare alle attività di exchange dell’italiana erano (sono) molto ferree: dopo essersi registrati c’è da attendere la validazione da parte del team, che può arrivare anche dopo mesi. Ma ora proprio tra il team e Firano è guerra: i primi dicono che il loro capo ha nascosto per un lungo periodo il fattaccio della violazione, il secondo accusa i collaboratori di aver pubblicato parte del core della struttura, così da aver compromesso le indagini. Intanto nessun risparmiatore rivedrà indietro i propri soldi, come annunciato sul web dallo stesso Bomber.

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Altalena Bitcoin, siamo vicini al minimo https://www.datamanager.it/2018/02/altalena-bitcoin-vicini-al-minimo/ Wed, 07 Feb 2018 19:30:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140551 Il valore di una singola moneta scende a meno di 7 mila dollari quando due mesi fa era quasi a 20 mila. Secondo gli esperti è la conseguenza delle mosse paventate da banche e governi A dicembre un Bitcoin valeva oltre 19 mila dollari, poco sotto la cifra storica dei 20 mila. Oggi, a nemmeno […]

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Il valore di una singola moneta scende a meno di 7 mila dollari quando due mesi fa era quasi a 20 mila. Secondo gli esperti è la conseguenza delle mosse paventate da banche e governi

A dicembre un Bitcoin valeva oltre 19 mila dollari, poco sotto la cifra storica dei 20 mila. Oggi, a nemmeno due mesi di distanza, la criptomoneta è scesa sotto quota 7 mila. Certo, non siamo ancora al minimo assoluto vissuto tra il 2016 e il 2017 ma il forte ribasso delle ultime settimane è un campanello d’allarme da tener presente.

Stando a Bitstamp, l’exchange di riferimento con sede a Lussemburgo, la valuta ha perso oltre il 15% questo lunedì, fermandosi a 6.853 dollari e perdendo terreno in sei delle ultime otto sessioni di scambio avvenute a livello globale. Si tratta forse di una discesa organica e prevedibile ma sta di fatto che passare dal +1.300% del 2017 all’attuale -15% è un ulteriore segno della forte instabilità del soldo digitale.

Le vere cause

Secondo gli analisti però, dietro il crollo recente c’è dell’altro. Ad esempio il divieto delle banche britanniche e statunitensi di utilizzare le carte di credito dei propri circuiti per comprare Bitcoin, in attesa di regolamentare meglio la faccenda. Tra queste ci sono la Lloyds Banking Group, Citigroup e JPMorgan, che hanno annunciato misure limitative per i propri clienti.

Ma di mezzo ci si mettono anche i governi: in settimana quello indiano ha spiegato di voler rendere le monete digitali illegali per i sistemi di pagamento convenzionali, mentre c’è l’intenzione di governare più da vicino lo scambio di somme criptate, con la chiara volontà di evitare il riciclo di denaro sporco e l’evasione. Per gli esperti, come l’agenzia Centtrip, il nuovo livello base per i Bitcoin dovrebbe assestarsi sui 5 mila dollari, sempre che non vada ancora più giù.

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Perché Israele ce l’ha con i bitcoin (e non solo) https://www.datamanager.it/2018/01/perche-israele-ce-lha-bitcoin-non-solo/ Tue, 02 Jan 2018 10:42:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138221 L’autorità nazionale che regola il mercato finanziario ha proposto di bannare le agenzie basate esclusivamente su valute crittografiche Bitcoin e valute crittografiche rappresentano un mercato in forte espansione, che crea numerosi disagi a chi non è pronto ad adattarsi. Tra questi vi è l’autorità che gestisce gli scambi di borsa in Israele, che ha proposto […]

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L’autorità nazionale che regola il mercato finanziario ha proposto di bannare le agenzie basate esclusivamente su valute crittografiche

Bitcoin e valute crittografiche rappresentano un mercato in forte espansione, che crea numerosi disagi a chi non è pronto ad adattarsi. Tra questi vi è l’autorità che gestisce gli scambi di borsa in Israele, che ha proposto di vietare le operazioni alle società che si basano esclusivamente sulla moneta digitale. Se dovesse passare, la norma bloccherà ogni azione sul Tel Aviv Stock Exchange, la piazza finanziaria del paese. Shmuel Hauser, a capo dell’Israel Securities Authority (ISA), ha spiegato alla conferenza Calcalist l’idea di presentare al board del comitato l’intenzione del divieto: “Se c’è un soggetto il cui business principale gira intorno al mondo delle cryptocurrency, non dovremmo permetterli di agire in borsa. Chi non è ancora attivo non potrà entrare, chi c’è già vedrà i propri scambi sospesi”.

Mossa da censura

Hauser non ha identificato alcuna compagnia specifica come esempio della direttiva ma è chiaro che la mossa è vista come una precisa censura delle startup che, in Israele, stavano guadagnando parecchio dal trend crescente dei bitcoin. Blockchain Mining e Fantasy Network sono alcune delle interessate ma non solo: c’è un sottobosco di aziende nascenti che sperava di poter ottenere un forte boost dall’ascesa delle monete crittografiche. Le conseguenze del blocco potrebbero danneggiare non solo il business di chi opera all’interno del paese ma anche verso l’estero. Fantasy Network, tramite un comunicato, ha affermato: “Restrizioni simili hanno il potenziale non solo di escluderci dalla borsa di Tel Aviv ma anche di limitare gli investimenti a livello globale”. La proposta di Shmuel Hauser sarà probabilmente l’ultima da capo dell’ISA, visto che il suo mandato avrà fine tra qualche settimana, dopo 6 anni e mezzo al comando dell’organo statale.

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Perché il Regno Unito ce l’ha con i bitcoin https://www.datamanager.it/2017/12/perche-regno-unito-ce-lha-bitcoin/ Wed, 06 Dec 2017 10:02:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136943 Secondo il governo britannico la criptovaluta sta diventando una maniera facile per riciclare denaro ed effettuare compravendite illegali. Una legge promette di salvaguardarne il futuro Proprio adesso che i bitcoin si accingevano ad accrescere la propria posizione nel mondo economico ecco che il governo britannico compie una mossa per cercare di delimitarne l’utilizzo. Per quale […]

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Secondo il governo britannico la criptovaluta sta diventando una maniera facile per riciclare denaro ed effettuare compravendite illegali. Una legge promette di salvaguardarne il futuro

Proprio adesso che i bitcoin si accingevano ad accrescere la propria posizione nel mondo economico ecco che il governo britannico compie una mossa per cercare di delimitarne l’utilizzo. Per quale motivo? Stando ai politici di sua maestà, c’è il rischio (e quindi non del tutto l’evidenza) che la criptovaluta venga sfruttata per riciclare denaro, evadere le tasse e compiere molte tipologie di acquisti e vendite illegali sul web. Per questo, secondo una proposta di legge, gli altri traffici di denaro che viaggiano tramite moneta non tracciabile, proprio come i bitcoin, saranno soggetti al controllo delle autorità, su disposizione del Ministro del Tesoro. “Abbiamo leggi chiare per quanto riguarda le cryptocurrency e come tutte le norme che riguardano l’economia sono soggette a cambiamenti e miglioramenti” – si legge in una nota.

Cosa succede

“Quello che vogliamo è aggiornare i regolamenti sulle tasse per rendere più stabili tali piattaforme ed evitare che vengano utilizzate per riciclare denaro sporco o finanziare azioni di terrorismo”. Non è ben chiaro in che modo il Regno Unito deciderà di limitare, o almeno supervisionare, il traffico di bitcoin ma è evidente che una strada simile verrà intrapresa prima o poi da tutti i principali mercati dove le criptovalute hanno preso piede e in cui c’è il rischio di aggirare la normativa legale. Il fatto è che in UK, forse più che nel resto d’Europa, la polizia ha evidenziato un aumento considerevole nell’utilizzo degli ATM presenti lungo tutto il paese, specialmente ad opera di spacciatori e criminali, che di sovente versano le loro sterline in cambio di coin, che di fatto convertono le entrate illecite in moneta digitale.

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Bitcon in ripresa, ora vale 8.000 dollari https://www.datamanager.it/2017/11/bitcon-ripresa-ora-vale-8-000-dollari/ Tue, 14 Nov 2017 19:30:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135019 La moneta del web continua a crescere dopo un biennio di alti e bassi: un boom senza precedenti che ne sta allargando la diffusione Solo un paio di anni fa i bitcoin attraversavano la loro fase più buia, quella di un deciso deprezzamento e un futuro sempre più incerto. Oggi, a una manciata di mesi […]

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La moneta del web continua a crescere dopo un biennio di alti e bassi: un boom senza precedenti che ne sta allargando la diffusione

Solo un paio di anni fa i bitcoin attraversavano la loro fase più buia, quella di un deciso deprezzamento e un futuro sempre più incerto. Oggi, a una manciata di mesi di distanza, raccontiamo un completo rovesciamento della medaglia, una storia del tutto diversa e in controcorrente rispetto al trend. I bitcoin hanno toccato quota 8.000 dollari la scorsa settimana, solo sette giorni dopo aver bucato il muro dei 7.000 e un periodo di rialzo senza precedenti.

Precisamente, l’indice di scambio Bitstamp ha quotato in 7.888 dollari il valore della criptocurrency, addirittura mettendo in stand-by un progetto degli sviluppatori che avrebbe causato un abbassamento del prezzo e un maggior allineamento tra valore e circolazione, magari per incentivarne un’adozione maggiore. E invece no, la cima appena raggiunta rimarrà tale ancora per un po’, anzi, stando al CEO della società Blockchain, entro il 2030 la moneta varrà 500.000 dollari.

Mercato in rialzo

I piani per un miglioramento dei bitcoin restano però in piedi. L’aggiornamento paventato da sviluppatori e community è conosciuto con il nome tecnico di Segwit2x e avrebbe la conseguenza di aumentare la capacità del network attualmente a disposizione, inizialmente facendo scendere il valore economico del capitale globale. Anche se la maggior parte dei fautori sembrava d’accordo con l’update, poi la decisione è stata di rimandarlo a data da destinarsi, proprio per non svantaggiare il trend di rialzo visto nei mesi precedenti. A conti fatti, una scelta azzeccata, che non ha bloccato l’ascesa della moneta del web. Che sia cominciata per bitcoin una nuova di solidità e maggiore confidenza verso gli utenti? Secondo Guy Zyskind, co-fondatore dell’agenzia di investimento Enigma si: “L’abilità della comunità di auto-correggersi ed evitare sotto e sovra-prezzamenti si sta rivelando vincente e mostra che l’intero ecosistema è oramai entrato in una fase matura della sua giovane ma intensa vita”.

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Una transazione su Bitcoin consuma più di una casa in una settimana https://www.datamanager.it/2017/11/transazione-bitcoin-consuma-piu-casa-settimana/ Tue, 07 Nov 2017 10:26:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134501 Sarà pure la moneta che democratizza l’economia digitale ma è tutt’altro che ecologica: per minarla servono oltre 24 terawatt-ora di elettricità all’anno La moneta che piace agli smanettoni e un po’ meno agli ambientalisti. Secondo una stima di Digiconomist, tutti i miner di Bitcoin consumano, insieme, oltre 24 terawatt-ora di elettricità all’anno. Si tratta di […]

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Sarà pure la moneta che democratizza l’economia digitale ma è tutt’altro che ecologica: per minarla servono oltre 24 terawatt-ora di elettricità all’anno

La moneta che piace agli smanettoni e un po’ meno agli ambientalisti. Secondo una stima di Digiconomist, tutti i miner di Bitcoin consumano, insieme, oltre 24 terawatt-ora di elettricità all’anno. Si tratta di una cifra che presa così vuol dire ben poco ma che se rapportata a qualcosa di più concreto rende l’idea di quanto la natura paghi per portare avanti i Bitcoin. Il consumo è quello speso dall’intera Nigeria in 12 mesi e quanto necessario a potenziare circa 2,25 milioni di case americane, al cui i report di riferisce. Scendendo nei dettagli, ogni transazione preleva 215 kilowatt-ora che, in proporzione, diventano poco più di 900 kilowatt-mese, ovvero il quantitativo di energia necessario a mantenere un’abitazione e i suoi elettrodomestici per una settimana. Questo per ogni, singolo, passaggio di mining.

Cosa succede

Effettivamente è ben oltre quanto si potesse pensare. Il motivo? La crescita del valore della moneta che, proprio per tale motivo, necessita ad alti livelli di una potenza maggiore per essere estratta dai complessi calcoli matematici che vi sono alla base. A conti fatti, il prezzo dei Bitcoin potrebbe essere direttamente proporzionale all’aumento del costo dell’elettricità, senza la quale è completamente insignificante, a differenza del soldo liquido già inserito nel circolo economico mondiale. La domanda è: nel mondo odierno, dove l’attenzione al consumo energetico e ai cambiamenti climatici è oramai parte integrante della quotidianità, c’è davvero spazio per una valuta del genere, talmente power-consuming? Nei procedimenti di mining non c’è ovviamente ottimizzazione, non sempre almeno, visto che i computer singoli degli utenti sono semplici macchine dedite a fare anche dell’altro. Un network di terminali potrebbe operare decisamente meglio ma a quel punto, centralizzare la produzione sarebbe come andare in contrasto con l’etica propria dei Bitcoin: quella della produzione self e destrutturata rispetto a organismi unici di gestione.

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Bitcoin oltre quota 5 mila dollari per la prima volta https://www.datamanager.it/2017/10/bitcoin-oltre-quota-5-mila-dollari-la-volta/ Mon, 16 Oct 2017 13:46:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132894 La valuta del web supera l’importante barriera guadagnando oltre l’8% nonostante i timori degli investitori sulla bolla del mercato delle criptomonete Nonostante le paure, i timori e le avvertenze sui rischi dello scommettere sulle criptomonete, i Bitcoin guadagnano l’8%, superando la barriera dei 5 mila dollari per la prima volta nella loro storia. Dall’inizio dell’anno, […]

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La valuta del web supera l’importante barriera guadagnando oltre l’8% nonostante i timori degli investitori sulla bolla del mercato delle criptomonete

Nonostante le paure, i timori e le avvertenze sui rischi dello scommettere sulle criptomonete, i Bitcoin guadagnano l’8%, superando la barriera dei 5 mila dollari per la prima volta nella loro storia. Dall’inizio dell’anno, la valuta ha quintuplicato il suo prezzo, continuando a mantenere la leadership in un mercato finanziario sempre più volatile e liquido e influenzabile da vari fattori, non solo economici. A quanto pare infatti, un paio di eventi socio-polotici sarebbero alla base di un così balzo in avanti del soldo più amato dagli smanettoni digitali. Prima di tutto la demonetizzazione avvenuta in India qualche mese fa, a cui sono seguite quelle in Venezuela e Zimbawe, che hanno portato migliaia di ragazzi a puntare sui Bitcoin come metodo di scambio meno controllabile e paradossalmente più certo di quello tradizionale basato sulla fisicità del denaro.

Boom globale

Ma non solo: anche le recenti crisi in Catalogna rappresenta un buon motivo per scommettere sulla criptovaluta, visto il clima di poco equilibrio che si respira in Spagna e non solo. Nonostante ciò, gli analisti continuano a parlare di bolla pronta a esplodere, probabilmente perché inclini a mantenere lo status quo delle banche centrali, che hanno più di un interesse nel far crollare la fiducia dei risparmiatori circa i Bitcoin, riportandoli dalla loro parte.

In realtà, c’è un fattore determinante che ha spinto al successo della moneta: la voglia delle persone di far parte di un circuito che oramai è più di un trend, anzi rappresenta una fonte di investimento remunerativa, almeno nell’ultimo periodo. Mai come in questo caso la storia può insegnare ben poco circa l’andamento del mercato: non si hanno precedenti, in positivo o in negativo, circa un movimento del genere, completamente destrutturato e incline a fattori esterni ai classici processi economici globali. Vale la pena investirci qualcosa? Per ora si, seppur con una certa discrezione.

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I Bitcoin valgono più dell’oro, seriamente https://www.datamanager.it/2017/03/bitcoin-valgono-piu-delloro-seriamente/ Tue, 07 Mar 2017 10:01:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120540 La criptovaluta ha raggiunto un traguardo impensabile qualche mese fa: 1.290 dollari per un’unità della moneta del web contro i 1.227 necessari per un’oncia di oro Partiamo da un presupposto: confrontare Bitcoin e oro non è proprio corretto. Il motivo? Il valore di quest’ultimo è arbitrario perché misurato in base al suo peso e non […]

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La criptovaluta ha raggiunto un traguardo impensabile qualche mese fa: 1.290 dollari per un’unità della moneta del web contro i 1.227 necessari per un’oncia di oro

Partiamo da un presupposto: confrontare Bitcoin e oro non è proprio corretto. Il motivo? Il valore di quest’ultimo è arbitrario perché misurato in base al suo peso e non al suo valore di acquisto. Da parte sua, la criptovaluta essendo digitale ha ben poco di fisico e dunque resta molto complicato rapportare le due a metriche comuni. Il paragone è però quello che meglio descrive la crescita senza sosta della moneta del web, balzata in 12 mesi al +200% e al +33% dall’inizio del 2017. Tanto, se si pensa che fino a qualche mese fa si parlava di crisi inarrestabile del principale fautore della decentralizzazione dell’economia del futuro, basata sulla blockchain e non su sistemi di gestione aggreganti.

Il motivo del rialzo

Non c’è una spiegazione unica dietro il rilancio dei Bitcoin. Tuttavia gli esperti guardano a due filoni particolari: le restrizioni in alcuni mercati e la probabile apertura degli USA. Il primo punto riguarda ciò che Cina, India e Venezuela starebbero facendo per boicottare la valuta, considerata un vettore di trasferimento di capitali all’estero. Più i relativi governi la ostracizzano, più i risparmiatori ricorrono alla conversione, con la speranza di mettere da parte un piccolo tesoretto. Il secondo motivo guarda a Trump e alla decisione della SEC di pubblicare regole condivise per la creazione si un fondo di scambio basato sui Bitcoin, una sorta di via libera a una maggiore circolazione del soldo del web. Alla base dell’accordo ci sono i fratelli Winklevoss, da anni in prima linea per abilitare i coin a sistema economico riconosciuto. Cosa accadrà? Nel caso di parere positivo la blockchain potrebbe acquisire un’importanza fondamentale nel panorama americano ed estero ma anche da un diniego la moneta trarrebbe i suoi vantaggi, per lo stesso effetto boomerang già riscontrato in Cina.

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Kroin, l’alternativa italiana ai Bitcoin https://www.datamanager.it/2015/01/kroin-lalternativa-italiana-bitcoin/ Fri, 16 Jan 2015 09:11:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67954 Arriva da Biella il progetto di una nuova moneta elettronica spendibile su internet e scambiabile con altre valute crittografate. Un progetto che potrebbe dare nuova vita anche ai Bitcoin Ieri avevamo scritto di come il mondo Bitcoin stesse attraversando un momento difficilissimo. In auge fino a qualche mese come vera alternativa al sistema economico classico, […]

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Arriva da Biella il progetto di una nuova moneta elettronica spendibile su internet e scambiabile con altre valute crittografate. Un progetto che potrebbe dare nuova vita anche ai Bitcoin

Ieri avevamo scritto di come il mondo Bitcoin stesse attraversando un momento difficilissimo. In auge fino a qualche mese come vera alternativa al sistema economico classico, la moneta del web ha visto calare il suo valore del 40% nel giro di un anno, perdendo stima nei confronti di chi considerava il movimento un bene per una ripensamento della distribuzione delle risorse economiche mondiali. Eppure, complice la chiusura e il fallimento di siti illegali e portafogli di gestione online che sponsorizzavano la valuta come merce di scambio reale, i Bitcoin hanno subito il colpo, venendo relegati a interesse per una nicchia di utenti. Non è stato facile per Bitcoin uscire dalla giungla delle criptomonete esistenti su internet; pare infatti che ve ne siano almeno 500 diverse, per lo più create e utilizzate da gruppi chiusi di persone.

Il valore aggiunto

Ma c’è chi crede ancora che il soldo internettiano, in via generale, possa ancora rappresentare il futuro dell’economia soprattutto in periodi di crisi. Per questo una decina di fondatori, tra esperti di finanza e giovani menti, hanno dato vita al progetto Kroin con sede a Biella. La moneta è simile ai Bitcoin, almeno in teoria. A differenza di questi ultimi però non serviranno difficili software per crearne dei nuovi; basterà infatti navigare su internet per accrescere gradualmente il proprio portafoglio. La cosa interessante è che i Kroin potranno essere cambiati anche in Bitcoin e in altri formati, così da dar vita ad un sistema universale di diffusione monetaria virtuale. Quanto varrà un Kroin sia singolo che rispetto ad un Bitcoin? Al momento non è dato saperlo perché la nuova moneta nascerà senza una valore iniziale, tutto dipenderà dalla sua adozione e successo. Il suo esordio è previsto per il mese di aprile.

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Crisi nera per Bitcoin, la moneta del web perde fascino https://www.datamanager.it/2015/01/crisi-nera-per-bitcoin-moneta-web-perde-fascino/ Thu, 15 Jan 2015 14:02:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67881 Chi pensava di poter diventare ricco grazie alla criptomoneta dovrà ricredersi. Troppi servizi illegali l’hanno presa come testimonial e ora rischia l’emarginazione La moneta più conosciuta del web, quella che ognuno può produrre da sé, sembra oramai sul viale del tramonto. La colpa non è tanto degli utenti, al contrario convinti di poter rivoluzionare l’economia […]

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Chi pensava di poter diventare ricco grazie alla criptomoneta dovrà ricredersi. Troppi servizi illegali l’hanno presa come testimonial e ora rischia l’emarginazione

La moneta più conosciuta del web, quella che ognuno può produrre da sé, sembra oramai sul viale del tramonto. La colpa non è tanto degli utenti, al contrario convinti di poter rivoluzionare l’economia globale con un nuovo sistema decentralizzato, ma di chi l’ha presa come testimonial per le sue piattaforme di commercio illegale. Stiamo parlando di Silk Road ma anche del mare inesplorato del deep web dove sono presenti siti di ecommerce che vendono un po’ di tutto, anche materiale pedo-pornografico, accettando solo pagamenti tramite Bitcoin. Una iper-attività che ha fatto crollare la popolarità della moneta verso l’utente medio, quello che ha paura di averne anche una piccola quantità sul computer per timore di essere controllato e magari invischiato in qualche squallido affare internettiano. Chi conosce il funzionamento della criptomoneta sa, ovviamente, che non è cosi: non tutti i possessori di Bitcoin sono depravati o drogati che acquistano materiale illegale online, ma il fatto che la grande maggioranza di chi lo fa usi Bitcoin ha accesso i riflettori sull’essenza poco etica della moneta.

L’insicurezza di non avere una banca

Inoltre come dimostrano avvenimenti passati e recenti, l’assenza di un sistema di gestione centrale di Bitcoin può trasformarsi da punto a favore a svantaggio. Senza una banca che ne gestisca valore e interessi, tutti i siti e i portafogli online possono diventare vittime di hacker e di criminali informatici, mettendo a rischio i risparmi di milioni di persone. Una mancanza di protezione che non prevede nemmeno un rimborso o una qualche forma di tutela verso i clienti, se non qualche rara eccezione. Che dire poi dei siti che chiudono portando con sé i Bitcoin depositati dai risparmiatori? C’è chi, come CEX.IO sospende il servizio di produzione di Bitcoin perché i “guadagni superano i profitti”, ovvero i clienti aumentano i loro beni in misura maggiore di quello che riesce a portarsi a casa il gestore, il netto contrario di quanto avviene con le banche e istituti classici. La conseguenza? Il valore dei Bitcoin era stimato intorno ai 1.100 dollari a dicembre del 2013 per poi scendere a 200 dollari durante ultime rilevazioni. Un calo del 40% che rappresenta uno dei punti più bassi nella storia della moneta.

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