Crisi nera per Bitcoin, la moneta del web perde fascino

Chi pensava di poter diventare ricco grazie alla criptomoneta dovrà ricredersi. Troppi servizi illegali l’hanno presa come testimonial e ora rischia l’emarginazione

La moneta più conosciuta del web, quella che ognuno può produrre da sé, sembra oramai sul viale del tramonto. La colpa non è tanto degli utenti, al contrario convinti di poter rivoluzionare l’economia globale con un nuovo sistema decentralizzato, ma di chi l’ha presa come testimonial per le sue piattaforme di commercio illegale. Stiamo parlando di Silk Road ma anche del mare inesplorato del deep web dove sono presenti siti di ecommerce che vendono un po’ di tutto, anche materiale pedo-pornografico, accettando solo pagamenti tramite Bitcoin. Una iper-attività che ha fatto crollare la popolarità della moneta verso l’utente medio, quello che ha paura di averne anche una piccola quantità sul computer per timore di essere controllato e magari invischiato in qualche squallido affare internettiano. Chi conosce il funzionamento della criptomoneta sa, ovviamente, che non è cosi: non tutti i possessori di Bitcoin sono depravati o drogati che acquistano materiale illegale online, ma il fatto che la grande maggioranza di chi lo fa usi Bitcoin ha accesso i riflettori sull’essenza poco etica della moneta.

L’insicurezza di non avere una banca

Inoltre come dimostrano avvenimenti passati e recenti, l’assenza di un sistema di gestione centrale di Bitcoin può trasformarsi da punto a favore a svantaggio. Senza una banca che ne gestisca valore e interessi, tutti i siti e i portafogli online possono diventare vittime di hacker e di criminali informatici, mettendo a rischio i risparmi di milioni di persone. Una mancanza di protezione che non prevede nemmeno un rimborso o una qualche forma di tutela verso i clienti, se non qualche rara eccezione. Che dire poi dei siti che chiudono portando con sé i Bitcoin depositati dai risparmiatori? C’è chi, come CEX.IO sospende il servizio di produzione di Bitcoin perché i “guadagni superano i profitti”, ovvero i clienti aumentano i loro beni in misura maggiore di quello che riesce a portarsi a casa il gestore, il netto contrario di quanto avviene con le banche e istituti classici. La conseguenza? Il valore dei Bitcoin era stimato intorno ai 1.100 dollari a dicembre del 2013 per poi scendere a 200 dollari durante ultime rilevazioni. Un calo del 40% che rappresenta uno dei punti più bassi nella storia della moneta.

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