open source – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 17 Dec 2019 09:31:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png open source – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Twitter vuole finanziare uno standard di social media open source https://www.datamanager.it/2019/12/twitter-vuole-finanziare-uno-standard-di-social-media-open-source/ Mon, 16 Dec 2019 10:52:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194463 Una nuova idea che dovrebbe limitare, fino al ridurre, il numero di bot, utenti che fanno propaganda e diffondono fake news Twitter ha un obiettivo: affrontare la sua crescente popolazione di propagandisti, robot e troll. La società intende arrivare a tale scopo finanziando ricercatori che sappiano sviluppare uno standard decentralizzato e open source, su cui […]

L'articolo Twitter vuole finanziare uno standard di social media open source proviene da Data Manager Online.

]]>
Una nuova idea che dovrebbe limitare, fino al ridurre, il numero di bot, utenti che fanno propaganda e diffondono fake news

Twitter ha un obiettivo: affrontare la sua crescente popolazione di propagandisti, robot e troll. La società intende arrivare a tale scopo finanziando ricercatori che sappiano sviluppare uno standard decentralizzato e open source, su cui poggiare la piattaforma. Il nome del progetto? Bluesky: «Twitter sta finanziando un piccolo team indipendente composto da un massimo di cinque architetti, ingegneri e designer open source per sviluppare uno standard aperto e decentralizzato per i social media» ha scritto il CEO Jack Dorsey.

«L’obiettivo è che il sito sia, in definitiva, un cliente di questo standard». Riconoscendo che la logica potrebbe portare le cose a quando Twitter era del tutto decentralizzato, Dorsey ha spiegato quattro motivi per cui stava cercando di capovolgere la piattaforma.

I quattro motivi

Secondo il fondatore, le soluzioni centralizzate non possono affrontare le sfide future. «Ad esempio, è improbabile che l’applicazione centralizzata della politica globale per affrontare gli abusi e le informazioni fuorvianti si riduca nel lungo termine, senza gravare troppo sulle persone». C’è anche il fatto che i social media si stanno spostando dall’hosting e dalla rimozione dei contenuti agli algoritmi che indirizzano le persone verso i contenuti. «Sfortunatamente, questi algoritmi sono in genere proprietari e non è possibile scegliere o creare alternative». Quindi Dorsey è passato a discutere della conversazione in corso sui social: «Gli attuali incentivi sui social media portano spesso a focalizzare l’attenzione su contenuti e conversazioni che suscitano polemiche e indignazione, piuttosto su quelle che informano e promuovono il dibattito».

Il punto finale? «La tecnologia è ora più praticabile» ha detto, e la blockchain potrebbe essere un valido aiuto. Tale sviluppo richiederà anni e non è detto che possa venire ben accolto da tutta la comunità. Ad esempio Facebook, che ha 2 miliardi di utenti (senza contare Instagram) rispetto ai 300 milioni di Twitter, sacrificherebbe la sua potente rete pubblicitaria e di sponsor pur di ripulire per bene le sue stanze? Abbiamo più di un dubbio in materia ma non è mai detta l’ultima parola.

L'articolo Twitter vuole finanziare uno standard di social media open source proviene da Data Manager Online.

]]>
Google ha provato ad acquisire GitHub ma alla fine ha vinto Microsoft https://www.datamanager.it/2018/06/google-ha-provato-ad-acquisire-github-ma-alla-fine-ha-vinto-microsoft/ Fri, 29 Jun 2018 17:30:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150447 Google ha ammesso di aver tentato di acquisire GitHub ma alla fine è stato il CEO Satya Nadella a convincere il fondatore del sito a cederlo a Microsoft Google ha un tale potere che solitamente quando vuole qualcosa la compra, e la concorrenza nella maggior parte dei casi può fare davvero ben poco. Nel caso […]

L'articolo Google ha provato ad acquisire GitHub ma alla fine ha vinto Microsoft proviene da Data Manager Online.

]]>
Google ha ammesso di aver tentato di acquisire GitHub ma alla fine è stato il CEO Satya Nadella a convincere il fondatore del sito a cederlo a Microsoft

Google ha un tale potere che solitamente quando vuole qualcosa la compra, e la concorrenza nella maggior parte dei casi può fare davvero ben poco. Nel caso di GitHub è stata però Big G a perdere la competizione. “Non mi sarebbe dispiaciuto averla, ma va bene così”, ha affermato il numero uno del settore Cloud della multinazionale di Mountain View, Diane Greene, durante un evento organizzato da Fortune. Da mesi si parlava dell’interesse di Google per la piattaforma di hosting di progetti open source ma alla fine è stata Microsoft a spuntarla. Lo stesso fondatore del portale, Chris Wanstrath, ha affermato di aver scelto l’azienda di Redmond per il particolare feeling instaurato con il CEO Satya Nadella. Dal canto suo Big G, la cui intelligenza artificiale può predire il momento della morte di chiunque con un discreto livello di certezza, non ha voluto commentare l’acquisizione ma ha comunque confermato di voler continuare a utilizzare GitHub.

Il sito di hosting ospita una comunità di 28 milioni di sviluppatori e decine di migliaia di progetti liberamente accessibili a tutti. Chiunque può lavorare sul codice per migliorare il software o segnalare eventuali bug. GitHub era interessata a trovare una formula vincente per ottenere ricavi e ha visto in Microsoft un’opportunità da non perdere. L’azienda fondata da Bill Gates ha pagato ben 4,7 miliardi per averlo ma la cosa non è stata particolarmente gradita dagli sviluppatori. Nelle ore immediatamente successive all’acquisizione, centinaia di progetti hanno abbandonato la piattaforma per trasferirsi nella rivale GitLab. La paura è che Microsoft trasformi GitHub in una succursale di Windows 10.

L'articolo Google ha provato ad acquisire GitHub ma alla fine ha vinto Microsoft proviene da Data Manager Online.

]]>
Würth Phoenix, con NetEye una nuova frontiera del monitoraggio https://www.datamanager.it/2018/06/wurth-phoenix-con-neteye-una-nuova-frontiera-del-monitoraggio/ Mon, 11 Jun 2018 13:47:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149340 Un ecosistema di controllo intelligente, integrato e open. Georg Kostner: «Sincronizzare le nostre soluzioni con le esigenze specifiche della clientela è parte integrante della nostra strategia» Essere un’azienda con importanti competenze nel mondo IT e soprattutto nell’implementazione di soluzioni e nella gestione dei sistemi in chiave di miglioramento delle performance e dell’affidabilità costituisce sicuramente un […]

L'articolo Würth Phoenix, con NetEye una nuova frontiera del monitoraggio proviene da Data Manager Online.

]]>
Un ecosistema di controllo intelligente, integrato e open. Georg Kostner: «Sincronizzare le nostre soluzioni con le esigenze specifiche della clientela è parte integrante della nostra strategia»

Essere un’azienda con importanti competenze nel mondo IT e soprattutto nell’implementazione di soluzioni e nella gestione dei sistemi in chiave di miglioramento delle performance e dell’affidabilità costituisce sicuramente un ottimo viatico per la crescita. Ancora di più se, come nel caso di Würth Phoenix, si può contare su personale multilingue e si punta molto sia sul mercato italiano che su quello internazionale. «Würth Phoenix fornisce soprattutto servizi IT legati all’implementazione di progetti ERP e CRM su piattaforme Microsoft e fa parte del Gruppo Würth, multinazionale con un fatturato di circa 12 miliardi di euro» – spiega Georg Kostner, business unit manager in Würth Phoenix. In particolare si occupa di «fornire soluzioni di system management sotto forma di soluzioni open source basate sul concetto di unified monitoring, che aiuta le aziende a gestire i servizi IT business critical».

AFFIDABILITÀ E PRESTAZIONI

Perché la scelta di adottare il modello open source per le soluzioni di monitoraggio? «Perché questo ci dà una doppia opportunità» – continua Kostner. «Da una parte permette a noi e ai nostri clienti di accedere a una vasta community di sviluppatori e di utenti che testano sul campo le soluzioni. Dall’altra elimina i pesanti vincoli contrattuali imposti da molte licenze software tradizionali». Ma uno degli aspetti che convince i clienti di Würth Phoenix a restare con l’azienda è la continuità del servizio. «Abbiamo cominciato a proporre la nostra soluzione di monitoring NetEye sul mercato nel 2007: i clienti che ci hanno scelto allora sono ancora con noi». Nello specifico, NetEye offre molte funzionalità diverse e integrate: dal monitoraggio e il controllo del traffico su reti e sistemi fino alla gestione degli applicativi. «Oggi, ai nostri clienti interessa soprattutto capire se i servizi a supporto del business funzionano o meno, senza andare nel dettaglio tecnologico».


#NetEye Unified Monitoring powered by AI – @WuerthPhoenix
Click To Tweet


Ma il vero punto di forza della soluzione è un altro: «Avere dei componenti di monitoraggio, delle metriche che misurano la qualità del servizio dal punto di vista dell’utente finale: affidabilità e prestazioni». In altri termini, non basta fornire un servizio che sembra funzionare. «Occorre misurare tutto sulla percezione dell’utente e questo – continua Kostner – noi lo facciamo attraverso l’utilizzo di tecnologie che simulano il comportamento degli utenti reali, secondo l’approccio noto come visual synthetic monitoring, i cui risultati vengono poi inviati al sistema di monitoraggio back-end. Utilizziamo anche il classico approccio application performance monitoring, che misura le latenze di rete su ogni utente», verificando se esistono eventuali colli di bottiglia o inefficienze. I risultati del monitoraggio vengono resi disponibili ai clienti anche su dashboard, visualizzati in modo grafico con l’aiuto del software open source Grafana.

OTTIMIZZAZIONE DELLE PERFORMANCE

«In pratica – continua Kostner – le sonde inviano i dati raccolti presso i clienti attraverso un sistema di streaming sul nostro data center di Bolzano. Unendo le nostre competenze su Microsoft Dynamics 365 / AX e algoritmi di machine learning, possiamo effettuare un rapido troubleshooting con il cliente sui suoi sistemi». E per il futuro? «Puntiamo a raggiungere una granularità di raccolta dati di cinque secondi. Oggi, al nostro data center arrivano dagli 800 milioni a un miliardo di dati ogni giorno» – conclude Kostner. In futuro, vogliamo avvicinarci a una manutenzione predittiva, che ci consenta di risolvere i problemi prima ancora che si verifichino. Questo implica anche il far crescere lo staff di Würth Phoenix da attualmente oltre 160 specialisti ad arrivare a un aumento di oltre 10% a fine anno».

L'articolo Würth Phoenix, con NetEye una nuova frontiera del monitoraggio proviene da Data Manager Online.

]]>
Microsoft si compra GitHub e gli sviluppatori fuggono in massa https://www.datamanager.it/2018/06/microsoft-si-compra-github-e-gli-sviluppatori-fuggono-in-massa/ Thu, 07 Jun 2018 14:49:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149141 Microsoft ha acquisito GitHub e migliaia di sviluppatori hanno lasciato il sito di repository per affidarsi alla concorrenza GitLab E’ in atto un vero e proprio esodo da GitHub, la piattaforma di repository per sviluppatori più utilizzata al mondo. L’acquisizione da parte di Microsoft non è piaciuta ai fan dell’open source nonostante le rassicurazioni dell’azienda […]

L'articolo Microsoft si compra GitHub e gli sviluppatori fuggono in massa proviene da Data Manager Online.

]]>
Microsoft ha acquisito GitHub e migliaia di sviluppatori hanno lasciato il sito di repository per affidarsi alla concorrenza GitLab

E’ in atto un vero e proprio esodo da GitHub, la piattaforma di repository per sviluppatori più utilizzata al mondo. L’acquisizione da parte di Microsoft non è piaciuta ai fan dell’open source nonostante le rassicurazioni dell’azienda di Redmond sul fatto che il servizio rimarrà esattamente quello che è oggi. Oltre 50mila progetti si sono trasferiti sulla piattaforma concorrente GitLab e 13mila di questi sono migrati nell’ora successiva alla scoperta dell’acquisizione. Gli amministratori del sito sono stati costretti a incrementare le risorse dell’infrastrutture server per ben 3 volte per sopperire alle richieste. “Negli ultimi sette giorni, abbiamo importato circa 50.000 progetti” ha confermato Sid Sijbrandij, co-fondatore e CEO di GitLab.

GitHub è stata acquisita da Microsoft per 7,5 miliardi di dollari. Il portale era da tempo alla ricerca di un nuovo numero uno e di una strategia per poter generare profitti. All’inizio si pensava che quella con Microsoft potesse essere solamente una partnership ma alla fine è stato definito il passaggio di proprietà. L’azienda di Redmond, che ha portato il progetto di un data center sottomarino ecosostenibile ad una fase successiva, è sempre stata piuttosto sensibile al tema dell’open source ma questo evidentemente non è bastato a convincere la comunità degli sviluppatori. In Rete sono fioccate critiche e commenti ironici riguardo l’acquisizione di GitHub. In particolare i creatori di software sono preoccupati che il portale possa diventare un alter ego di LinkedIn o peggio ancora un aggiornamento di Windows 10.

L'articolo Microsoft si compra GitHub e gli sviluppatori fuggono in massa proviene da Data Manager Online.

]]>
Microsoft sta per comprarsi GitHub https://www.datamanager.it/2018/06/microsoft-sta-per-comprarsi-githube/ Mon, 04 Jun 2018 14:52:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148882 Microsoft potrebbe acquisire oggi GitHub, il repository di codice open source più famoso al mondo. L’operazione potrebbe aggirarsi sui 2 miliardi di dollari Microsoft potrebbe concludere una delle più importanti acquisizioni dell’anno. Secondo quanto riporta Bloomberg, l’azienda di Redmond sta per completare l’acquisto di GitHub, portale che raccoglie codice open source per varie aziende e […]

L'articolo Microsoft sta per comprarsi GitHub proviene da Data Manager Online.

]]>
Microsoft potrebbe acquisire oggi GitHub, il repository di codice open source più famoso al mondo. L’operazione potrebbe aggirarsi sui 2 miliardi di dollari

Microsoft potrebbe concludere una delle più importanti acquisizioni dell’anno. Secondo quanto riporta Bloomberg, l’azienda di Redmond sta per completare l’acquisto di GitHub, portale che raccoglie codice open source per varie aziende e che nel 2015 è stato valutato circa 2 miliardi di dollari. Attualmente il repository collabora con 27 milioni di sviluppatori che hanno messo a disposizione 80 milioni di progetti di vario tipo. L’acquisizione potrebbe essere ufficializzata già in giornata anche se non è chiaro quanto Microsoft, che ha superato Google per valutazione sul mercato azionario, investirà in questa operazione.

Da diversi mesi GitHub è alla ricerca di un nuovo CEO e soprattutto di un modello che possa garantirgli un profitto. L’azienda avrebbe quindi valutato l’ipotesi di una partnership con Microsoft, che è tra i primi utilizzatori del servizio, ma nelle ultime ore è cresciuta esponenzialmente la possibilità di una cessione alla multinazionale fondata da Bill Gates, che a maggio ha scoperto un’altra falla simile a Spectre. GitHub dal canto suo valuta positivamente l’idea di passare nelle mani di Microsoft vista la strategia adottata dal CEO Satya Nadella in materia di open source. Sono infatti molti i progetti software che l’azienda ha reso liberamente disponibili alla comunità di sviluppatori a partire da PowerShell, Visual Studio e il motore JavaScript del browser Edge. Microsoft ha inoltre stretto una partnership con Canonical per portare Ubuntu su Windows 10.

L'articolo Microsoft sta per comprarsi GitHub proviene da Data Manager Online.

]]>
Storia di un connubio tra Open Source, business e tecnologia https://www.datamanager.it/2018/05/storia-di-un-connubio-tra-open-source-business-e-tecnologia/ Wed, 23 May 2018 12:46:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148218 Vi avevamo raccontato della collaborazione nata tra FileZilla, il client FTP più utilizzato al mondo, e Storj, un cloud provider decentralizzato basato sulla blockchain, nel frattempo “FileZilla Pro“, la versione dedicata all’utenza professionale, ha compiuto un anno, e siamo andati a parlarne con chi ne cura la distribuzione commerciale. “L’esperienza della vendita di FileZilla Pro […]

L'articolo Storia di un connubio tra Open Source, business e tecnologia proviene da Data Manager Online.

]]>
Vi avevamo raccontato della collaborazione nata tra FileZilla, il client FTP più utilizzato al mondo, e Storj, un cloud provider decentralizzato basato sulla blockchain, nel frattempo “FileZilla Pro“, la versione dedicata all’utenza professionale, ha compiuto un anno, e siamo andati a parlarne con chi ne cura la distribuzione commerciale.

“L’esperienza della vendita di FileZilla Pro è un’avventura dove non si finisce mai di imparare” – ci ha detto Roberto Galoppini, Direttore delle Strategie di FileZilla – “La prima feature, il supporto del protocollo per accedere ad Amazon S3, ci ha richiesto diversi mesi, e quando abbiamo iniziato a venderlo i primi risultati non erano eclatanti, alcuni di noi si domandavano se avessimo fatto la scelta giusta cercando di realizzare una versione a pagamento per l’utenza professionale”.

Dopo le prime settimane abbiamo iniziato a promuovere un nuovo sito interamente dedicato alla vendita di questa versione, separato da quello del progetto originale. Volendo evitare ad ogni costo l’upselling della community (ndr, cercare di vendere la versione a pagamento alla comunità degli utenti della versione gratuita) si è proceduto a piccoli passi, in primis aggiungendo una tabella comparativa che permettese all’utente o potenziale cliente di scegliere la soluzione funzionalmente più rispondente, dall’altra avvalendoci dei servizi promozionali di Google per promuovere il nuovo sito.

Se da una parte inizialmente erano pochi gli utenti che sceglievano la versione pro, è stato molto importante constatare che la comparazione tra la versione gratuita e quella a pagamento non sollevasse critiche, segno che è stata proposta in maniera adeguata e corretta.

D’altra parte invece gli investimenti sul fronte pubblicitario (AdWords) non garantivano significativi ritorni, col tempo abbiamo compreso che la causa fosse il costo delle parole chiave di interesse, purtroppo non compatibile con il pricing del prodotto.

Una tappa fondamentale è stato l’inserimento nel Mac Apple Store, che per volumi rappresenta oltre due terzi del totale delle vendite, a conferma del fatto che, nonostante la minore diffusione delle macchine della casa di Cupertino, iTunes sia il marketplace più efficace.

A meno di un anno dal lancio abbiamo recentemente annunciato il supporto per il Google Cloud Storage, richiesto a gran voce dai nostri clienti, che oramai sono arrivati al ragguardevole numero di 25 mila unità. Nonostante la diffusione della piattaforma WIndows, Mac e più specificatamente il relativo marketplace (iTunes), si conferma il canale di vendita preferenziale, registrando il 70% del totale delle vendite.

“Ne abbiamo approfittato per somministrare questionari ad un primo campione di clienti di FileZilla Pro” – ci ha raccontato Raffaella Corona, co-founder di Business Follows – “in prima istanza per valutare la fedeltà dei nostri clienti secondo la metrica del Net Promoter Score. I risultati sono stati superiori alle nostre più rosee aspettative – ha continuato – restituendoci un quadro in cui i clienti risultano essere “promotori”, con un valore di 9.5 in una scala da 1 a 10. Continuando l’analisi dei risultati la caratteristica evidenziata come quella che meglio descrive il prodotto è stata quella dell’utilità, indicata dall’84% degli utenti.

Il dato rilevato risulta particolarmente importante poichè fa emergere due macro riflessioni:

  1. l’effetto “prezzo zero”, a cui possono essere riconducibili tutti i programmi open source liberamente scaricabili può essere visto come un caso speciale della legge della domanda, e racchiude in sé caratteristiche complesse di fruizione legate a possibili pregiudizi cognitivi, psicologici e comportamentali. Questo modello suggerisce che rendere gratuito un prodotto aumenta il valore intrinseco di un bene, un potere di trazione che svanisce appena il prezzo diviene anche leggermente superiore a zero. Una interessante spiegazione psicologica dell’effetto prezzo zero è presentata nella teoria affect heuristic, dove si evidenzia come le opzioni che non presentano lo ‘svantaggio’ di avere un costo non nullo innescano una risposta affettiva più positiva;
  2. anche se può sembrare folle competere con se stessi ed investire per un software tra i primi al mondo liberamente scaricabile, in realtà il desiderio di mirare allo stesso mercato di riferimento con la versione a pagamento contenente features aggiuntive ha prodotto esiti positivi, raggiungendo in questo modo l’utenza più esperta.

Benché siamo ancora all’inizio di quest’avventura, le vendite del prodotto rappresentano una frazione molto importante dei nostri ricavi, e l’impegno è a rilasciare ogni mese il supporto ad un nuovo protocollo o un’importante funzionalità.

Raffaella Corona dieci  anni di esperienza nel settore IT ha aiutato system integrator nella promozione dei loro prodotti e servizi per la pubblica amministrazione e privati. Dopo aver avviato le attività di EnterpriseDB nel mercato italiano, ha iniziato la sua attività per guidare lo sviluppo del business nell’ecosistema di startup Open Source.

Roberto Galoppini fonda e vende un open source SI nei primi anni 2000, per qualche anno è consulente strategico per Microsoft, IBM e Suse, nel 2011 diviene Head of Community di una tech media company statunitense dove aiuta centinaia di progetti open a crescere, ora con la sua startup innovativa cura le strategie business per alcuni prodotti open.

L'articolo Storia di un connubio tra Open Source, business e tecnologia proviene da Data Manager Online.

]]>
Ecco Softmaker FreeOffice 2018: il miglior sostituto di Office https://www.datamanager.it/2018/05/ecco-softmaker-freeoffice-2018-il-miglior-sostituto-di-office/ Fri, 18 May 2018 13:43:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147898 Il software per Windows, Mac e Linux offre una compatibilità estesa con la suite di Microsoft ed è completamente gratuito Poco prima del lancio, attesissimo, di Office 2019, un concorrente open-source, Softmaker, lancia la nuova versione della propria suite. Si tratta di FreeOffice 2018, una piattaforma che, secondo il produttore, offre finalmente una compatibilità estesa […]

L'articolo Ecco Softmaker FreeOffice 2018: il miglior sostituto di Office proviene da Data Manager Online.

]]>
Il software per Windows, Mac e Linux offre una compatibilità estesa con la suite di Microsoft ed è completamente gratuito

Poco prima del lancio, attesissimo, di Office 2019, un concorrente open-source, Softmaker, lancia la nuova versione della propria suite. Si tratta di FreeOffice 2018, una piattaforma che, secondo il produttore, offre finalmente una compatibilità estesa con Word, Excel e PowerPoint. Nel pacchetto gratuito (ne esiste anche uno a pagamento), si trovano Textmaker, Planmaker e Presentations, corrispondenti alle rispettive controparti di Microsoft.

Come al solito, il punto di forza è la possibilità di aprire e editare tipi di file open-source ma con l’aggiunta, determinante, del  supporto ai formati proprietari di Office, con un grado di integrazione più alto che mai. Oltre a ciò, l’esportazione di PDF ed Epub e l’accesso a estensioni precedenti, ad esempio il .doc, sostituito, anche se solo in parte, dal .docx.

Cosa può fare

“Dal nostro punto di vista, la nuova interfaccia e la migliore compatibilità con Microsoft Office rendono FreeOffice 2018 un must per chiunque – ha affermato Martin Kotulla, CEO di SoftMaker – chi cerca una suite a costo zero non può che puntare su di noi, visto ciò che la piattaforma è in grado di fare”. Nonostante sia in giro dal oltre 30 anni, SoftMaker non è riuscita mai ad andare oltre la notorietà presso la community degli amanti del software libero.

Eppure, nel corso degli ultimi anni, potrebbe esserci più di un motivo per passare a soluzioni del genere invece di pagare canoni salati per l’utilizzo di processori di testo per i quali esistono alternative interessanti. La differenza tra la versione gratuita e quella a pagamento è che la seconda include BasicMaker, un client di posta e il dizionario Berlitz, nessuno dei quali si pone come essenziale e motivo di update.

L'articolo Ecco Softmaker FreeOffice 2018: il miglior sostituto di Office proviene da Data Manager Online.

]]>
Software libero in Piemonte: il CSI Piemonte si confronta con gli Enti sulle opportunità dell’open source https://www.datamanager.it/2018/05/software-libero-in-piemonte-il-csi-piemonte-si-confronta-con-gli-enti-sulle-opportunita-dellopen-source/ Wed, 16 May 2018 10:58:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147638 Quali sono gli elementi chiave per sviluppare maggiormente l’industria del software libero in Italia? Quali le opportunità per la Pubblica Amministrazione e il territorio? Su questi temi si è discusso durante l’incontro “Software libero in Piemonte” che si tenuto oggi presso il CSI Piemonte con l’obiettivo di confrontarsi con gli Enti pubblici sullo stato di […]

L'articolo Software libero in Piemonte: il CSI Piemonte si confronta con gli Enti sulle opportunità dell’open source proviene da Data Manager Online.

]]>

Quali sono gli elementi chiave per sviluppare maggiormente l’industria del software libero in Italia? Quali le opportunità per la Pubblica Amministrazione e il territorio?

Su questi temi si è discusso durante l’incontro “Software libero in Piemonte” che si tenuto oggi presso il CSI Piemonte con l’obiettivo di confrontarsi con gli Enti pubblici sullo stato di adozione del software libero nella nostra regione e sulle azioni che le PA possono mettere in atto per favorire un suo maggiore utilizzo, con l’attivo coinvolgimento delle imprese piemontesi.

All’incontro ha partecipato il Prof. Roberto Di Cosmo, Direttore del progetto Software Heritage, Inria e Università Paris Diderot e attore importante in Francia per lo sviluppo del mercato del software libero. Invitato a Torino dal Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino, il Prof. Di Cosmo ha illustrato come in Francia si sia arrivati a sviluppare un mercato del software libero che oggi vale circa 5 miliardi di euro e, negli ultimi quindici anni, un’industria che conta più di 500 imprese e 50.000 posti di lavoro qualificato. Per Di Cosmo l’amministrazione pubblica è una grande utilizzatrice di software e può svolgere un ruolo molto importante per lo sviluppo di un’industria del software saldamente impiantata nel territorio.

Ma qual è la situazione in Piemonte? L’utilizzo e la promozione di tecnologie e software open source da parte degli enti della PA piemontese risalgono ai primi anni 2000 e sono cresciuti significativamente negli ultimi anni, anche a seguito della Legge Regionale 9 del 26 marzo 2009 “Norme in materia di pluralismo informatico sull’adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella pubblica amministrazione” che ha formalmente riconosciuto il valore del software libero, incentivandone la diffusione e lo sviluppo.

Il CSI Piemonte, in accordo con i suoi Enti consorziati, ha ritenuto strategico investire negli anni nell’open source con l’obiettivo di ottimizzare la spesa ICT, ridurre i vincoli connessi alla scelta di tecnologie proprietarie e creare opportunità di crescita per le imprese del territorio.

Ne è un esempio Doqui, un sistema di gestione documentale, totalmente open source e a basso costo di adozione, nato nel 2007 proprio dalla collaborazione tra settore pubblico e privato. Doqui permette di strutturare in formato digitale l’intera documentazione relativa ad atti amministrativi, archivio e protocollo e oggi lo utilizzano numerosi Enti, tra cui le Regioni di Piemonte, Valle d’Aosta, e il Consiglio Regionale dell’Abruzzo, Città di Torino e Città Metropolitana, Politecnico di Torino, le province di Novara, Asti e Biella e altri 14 Enti; sono state anche avviate negli anni collaborazioni con Regione Liguria e Puglia.

Nel 2015 la Regione Piemonte e il CSI scelgono l’open source per lo sviluppo della smart data platform Yucca che aiuta imprese, centri di ricerca e privati a realizzare soluzioni applicative basate su Internet of Things e Big Data. Ad oggi è utilizzata da 40 organizzazioni pubbliche e private con un patrimonio in continua crescita di 700 milioni di dati real time, relativi a diversi parametri ambientali, come temperatura, umidità, qualità dell’aria, luminosità, rumore, provenienti da circa 800 sensori dislocati sul territorio piemontese.

Nell’ambito dei servizi cloud, a partire dal 2015 il CSI lavora alla realizzazione di Nivola, una piattaforma completamente open source per tutta la Pubblica Amministrazione che mette a disposizione potenza di calcolo, storage, rete e database e molto altro. Il risultato è quello di offrire a ogni Ente la completa autonomia nella creazione del proprio sistema informativo e nella migrazione delle applicazioni, in assoluta sicurezza.

Sul fronte cultura infine il mese scorso è stata presentata ufficialmente Mèmora, la nuova piattaforma per catalogare e valorizzare i beni culturali piemontesi. Realizzata per la Regione Piemonte, Mèmora si basa sul software open source CollectiveAccess, utilizzato da musei, archivi e biblioteche in tutto il mondo e, anche grazie alla community internazionale che lavora attorno al software, sono garantiti alti standard tecnici, aggiornamenti continui, facilità di personalizzazione e interoperabilità.

“Questo incontro – ha sottolineato Claudio Artusi, Presidente del CSI Piemonte – è un momento importante di confronto su un tema di particolare interesse per i nostri Consorziati. Il CSI è impegnato da anni sulla promozione e sull’utilizzo del software libero e lo dimostra il fatto che progetti significativi sono stati sviluppati per i nostri Enti adottando soluzioni open source. Oltre l’80% dei nostri applicativi è realizzato con linguaggi aperti e i portali e i siti web realizzati per le Amministrazioni piemontesi utilizzano quasi esclusivamente soluzioni non proprietarie. Credo che il Consorzio su questo tema possa mettere a disposizione del territorio competenze e professionalità, con una ricaduta positiva anche per le piccole e medie imprese del settore”.

Roberto Di Cosmo, Direttore del progetto Software Heritage, Inria e Università Paris Diderot ha concluso: “Ho avuto il grande piacere di scoprire il capitale di competenza acquisita dal CSI nel corso degli anni in materia di Software Libero insieme all’esperienza operativa di data center al servizio delle amministrazioni che sono oggi evoluti fino a offrire soluzioni integrate di cloud privato e ibrido e piattaforme per i big data e le smart cities, con componenti open source di alto livello tecnologico. Mi auguro che questo capitale prezioso sia correttamente apprezzato e largamente valorizzato, in particolare alla luce delle recenti evoluzioni normative, come il GDPR in Europa e il Cloud Act negli Stati Uniti. È divenuto infatti indispensabile considerare il panorama delle offerte cloud non più solo in un’ottica puramente contabile, ma con un’attenzione tutta particolare alla capacità di esercitare un vero controllo sui dati gestiti, ormai divenuto un’esigenza irrinunciabile”.

L'articolo Software libero in Piemonte: il CSI Piemonte si confronta con gli Enti sulle opportunità dell’open source proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook rende PyTorch 1.0 open source https://www.datamanager.it/2018/05/facebook-rende-pytorch-1-0-open-source/ Tue, 08 May 2018 18:00:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147107 Il framework AI potrà essere utilizzato dagli sviluppatori per creare software più intelligenti, tutto a vantaggio del social network Se il successo di Facebook si deve soprattutto ai suoi iscritti, gran parte delle migliorie arrivano dalla comunità di sviluppatori al servizio di Mr. Zuck. E presto, questi potranno contare su un framework ancora più avanzato, […]

L'articolo Facebook rende PyTorch 1.0 open source proviene da Data Manager Online.

]]>
Il framework AI potrà essere utilizzato dagli sviluppatori per creare software più intelligenti, tutto a vantaggio del social network

Se il successo di Facebook si deve soprattutto ai suoi iscritti, gran parte delle migliorie arrivano dalla comunità di sviluppatori al servizio di Mr. Zuck. E presto, questi potranno contare su un framework ancora più avanzato, dal nome PyTorch 1.0. Si tratta del portafoglio di codici su cui il social network basa i progetti più lungimiranti, principalmente potenziati dal machine e deep learning. Se integrato con le linee di Caffe2 e di ONXX; l’Open Neural Network Exchange promosso da Facebook e Microsoft, PyTorch 1.0 può dar vita a scenari interessanti in cui l’Intelligenza Artificiale si integra in vai campi dell’interazione condivisa della rete social per definizione.

Futuro in divenire

Rendere la piattaforma open source, dunque a disposizione di ogni sviluppatore, è un passo fondamentale per ricercatori e developer. Il motivo? Beh, normalmente creare un progetto AI richiede un impegno, anche in termini di tempo, considerevole. Questo perché bisogna prima allenare gli algoritmi in un ambiente idoneo e poi mettere assieme i codici all’interno di un pacchetto pubblicabile e usufruibile dagli utenti. PyTorch 1.0 include entrambi i contesti, fornendo sia la parte di training che quella di deployment, così da offrire un ecosistema completo e funzionale.

“Con PyTorch 1.0, gli esperti AI potranno sperimentare semplicità e velocità nelle operazioni, tramite un client ibrido e accessibile. La tecnologia già potenzia molti prodotti di Facebook, incluse le opzioni di traduzione, circa 6 miliardi al giorno” – ha spiegato Bill Jia, vice presidente della divisione infrastruttura del gruppo. PyTorch 1.0 sarà disponibile nel corso dei prossimi mesi in versione beta con già alcuni modelli di machine learning, tool, dataset e librerie a disposizione di sviluppatori indipendenti e software house.

L'articolo Facebook rende PyTorch 1.0 open source proviene da Data Manager Online.

]]>
Le componenti Open Source non ricevono ancora l’attenzione adeguata dal punto di vista della sicurezza https://www.datamanager.it/2018/04/le-componenti-open-source-non-ricevono-ancora-lattenzione-adeguata-dal-punto-di-vista-della-sicurezza/ Tue, 17 Apr 2018 08:03:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145855 Lo rivela una nuova indagine di CA Technologies secondo la quale meno del 25 per cento degli sviluppatori testa le componenti Open Source per identificare eventuali vulnerabilità prima di una nuova release CA Veracode, la cui offerta è integrata nel portfolio di soluzioni di sicurezza di CA Technologies, presenta una nuova ricerca che evidenzia il […]

L'articolo Le componenti Open Source non ricevono ancora l’attenzione adeguata dal punto di vista della sicurezza proviene da Data Manager Online.

]]>
Lo rivela una nuova indagine di CA Technologies secondo la quale meno del 25 per cento degli sviluppatori testa le componenti Open Source per identificare eventuali vulnerabilità prima di una nuova release

CA Veracode, la cui offerta è integrata nel portfolio di soluzioni di sicurezza di CA Technologies, presenta una nuova ricerca che evidenzia il disallineamento fra sicurezza e operatività delle componenti. L’analisi condotta da Vanson Bourne mostra che solamente il 52 per cento degli sviluppatori che utilizza componenti Open Source o commercial per le applicazioni aggiorna tali componenti ogni volta che viene rivelata una nuova vulnerabilità, a testimonianza della mancata consapevolezza in materia di sicurezza che espone le aziende al rischio di violazioni.

I processi di sviluppo software basati su metodologie come DevSecOps hanno contribuito a migliorare la sicurezza del codice scritto dagli sviluppatori; nonostante questo, i processi di sviluppo puntano a ottenere una velocità ed efficienza ancora maggiore per tenere il passo con l’Application Economy. Ne risulta spesso che molti sviluppatori facciano ricorso a componenti che mutuano le proprie caratteristiche e funzionalità da progetti e library già esistenti. Lo studio ha dimostrato che l’83 per cento degli intervistati utilizza componenti commercial e/o Open Source, impiegando una media di 73 componenti per applicazione.

Sebbene contribuiscano a rendere più efficienti gli sviluppatori e nonostante il loro impiego sia ritenuto una best practice, queste componenti comportano alcuni rischi intrinseci. Pur avendo individuato una media di 71 vulnerabilità per applicazione derivanti dall’utilizzo di componenti di terze parti, solo il 23 per cento degli intervistati ha dichiarato di avere testato le componenti in occasione di ogni release per isolare eventuali vulnerabilità. Potrebbe dipendere dal fatto che solo il 71 per cento delle organizzazioni dichiari di possedere un programma di Application Security (AppSec) vero e proprio.

Inoltre, solo il 53 per cento delle organizzazioni mantiene un inventario di tutte le componenti delle proprie applicazioni e, secondo lo studio The State of Software Security Report 2017 (SOSS), meno del 28 per cento delle aziende esegue analisi regolari sulla composizione delle applicazioni per capire quali componenti siano presenti al loro interno.

“Sappiamo che gli sviluppatori desiderano creare codice di qualità, e questo significa ‘codice sicuro’,” ha dichiarato Pete Chestna, Director of Developer Engagement di CA Veracode. “Per avere successo, gli sviluppatori devono fare chiarezza sulle proprie policy di sicurezza e sui tool di misurazione. Una volta definito chiaramente l’obiettivo e predisposto l’accesso agli appositi tool, gli sviluppatori potranno integrare la scansione all’inizio del ciclo di sviluppo del software, in modo da prendere decisioni informate sulla sicurezza e ottenere così miglioramenti consistenti dal punto di vista dello sviluppo di software sicuro e di quello che ne consegue”.

Lo studio dimostra che i team addetti allo sviluppo (44%) o alla sicurezza (31%) tendono spesso a occuparsi della manutenzione delle componenti commercial e Open Source di terze parti, il che sembrerebbe suggerire un’assunzione di responsabilità da parte dei team di sviluppo. Di fronte alla crescente consapevolezza del rischio associato all’Open Source, è fondamentale mettere a disposizione degli sviluppatori le soluzioni, la formazione e la visibilità necessarie a mitigare i rischi, quale aspetto fondamentale dell’approccio della Modern Software Factory allo sviluppo finalizzato a creare più rapidamente applicazioni migliori e più sicure.

L'articolo Le componenti Open Source non ricevono ancora l’attenzione adeguata dal punto di vista della sicurezza proviene da Data Manager Online.

]]>