OpenStack – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:04:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png OpenStack – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 IBM e Red Hat collaborano per accelerare l’adozione del cloud ibrido con OpenStack https://www.datamanager.it/2017/03/ibm-red-hat-collaborano-accelerare-ladozione-del-cloud-ibrido-openstack/ Wed, 22 Mar 2017 16:37:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121591 Le aziende clienti potranno estendere velocemente e in modo semplice i loro workload on-premise a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud IBM e Red Hat hanno annunciato una collaborazione strategica intesa ad aiutare le aziende ad ottenere i benefici economici e di velocità della piattaforma OpenStack, estendendo in […]

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Le aziende clienti potranno estendere velocemente e in modo semplice i loro workload on-premise a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud

IBM e Red Hat hanno annunciato una collaborazione strategica intesa ad aiutare le aziende ad ottenere i benefici economici e di velocità della piattaforma OpenStack, estendendo in modo più semplice i propri workload Red Hat, virtuali e cloud, al Private Cloud di IBM.

Come parte di questa nuova collaborazione, IBM è diventata Red Hat Certified Cloud and Service Provider, offrendo così ai clienti una fiducia ancora maggiore di poter usare Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud, nel momento in cui l’offerta sarà generalmente disponibile alla fine di marzo 2017.

Inoltre, sempre nell’ambito dell’accordo, Red Hat Cloud Access sarà disponibile per IBM Cloud entro la fine di Q2 2017, permettendo ai clienti Red Hat di trasferire eventuali sottoscrizioni Red Hat Enterprise Linux non utilizzate dal proprio data center a un ambiente cloud pubblico e virtuale presso i Cloud Data Center di IBM in tutto il mondo. In questo modo, le aziende possono proteggere ed estendere gli investimenti effettuati sul software Red Hat, accedendo all’efficienza e alla portata globale di IBM Cloud.

“La nostra collaborazione con IBM punta ad aiutare le realtà enterprise ad adottare il cloud ibrido in modo semplice e veloce”, spiega Radhesh Balakrishnan, General Manager of OpenStack di Red Hat. “Ora, i clienti che non dispongono di competenze interne sufficienti a gestire un’infrastruttura OpenStack possono accedere con fiducia a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud.”

Cloudsoft, azienda leader nella gestione di applicazioni per l’hybrid cloud, sta già utilizzando questo servizio in beta ed ha implementato i suoi workload Red Hat Enterprise Linux su IBM Private Cloud.

“Implementare la nostra Cloudsoft Application Management Platform (AMP) su IBM Bluemix Private Cloud con Red Hat è stato praticamente immediato per noi”, racconta Duncan Johnston-Watt. CEO di Cloudsoft Corporation. “Stiamo già ottenendo i vantaggi di costo ed efficienza tipici del cloud pubblico con le caratteristiche aggiuntive di sicurezza, controllo e prestazioni di un avanzato ambiente di cloud privato.”

Tra gli altri importanti vantaggi che le aziende clienti possono attendersi da questa offerta comune:

  • IBM e Red Hat forniranno l’infrastruttura cloud ibrida che aiuterà i clienti ad operare le loro applicazioni cloud in modo più efficiente tramite API di OpenStack.
  • I clienti avranno la possibilità di erogare più velocemente l’infrastruttura cloud e, tramite Red Hat Cloud Access, migrare workload e sottoscrizioni Red Hat esistenti su IBM Cloud, oppure utilizzare il software e l’infrastruttura in modalità pay-as-you-go.
  • La aziende possono avere una portata più estesa, abbinata alla capacità di partire localmente e poi scalare globalmente, con le funzionalità cloud, e di rispettare in modo più semplice normative legate alla collocazione dei dati e di altra tipologia.

IBM e Red Hat prevedono di commercializzare in modo congiunto questa nuova offerta per installazioni private cloud, comprese migrazione di workload, disaster recovery, estensione di capacità e consolidamento del data center.

“Una strategia cloud-first è diventata la normalità per una gran parte di nostri clienti enterprise che sfruttano IBM Cloud come elemento fondamentale per la loro digital transformation”, aggiunge Zane Adams, vice president di IBM Cloud. “La collaborazione strategica tra IBM e Red Hat intende aiutare i clienti ad adottare più semplicemente software cloud OpenStack e prodotti open source, proteggendo gli investimenti già effettuati e creando nuove opportunità di business.”

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Fujitsu lancia Cloud Service K5 in Germania https://www.datamanager.it/2016/11/fujitsu-lancia-cloud-service-k5-germania/ Wed, 30 Nov 2016 09:58:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114758 Fujitsu prosegue nel rollout globale dei servizi cloud IaaS e PaaS pubblici e privati virtuali, disponibile ora anche in due nuove aree in Germania Fujitsu ha annunciato di aver attivato in Germania due data center ad alta disponibilità per potenziare il proprio servizio IaaS e PaaS di nuova generazione Cloud Service K5, l’unica piattaforma di […]

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Fujitsu prosegue nel rollout globale dei servizi cloud IaaS e PaaS pubblici e privati virtuali, disponibile ora anche in due nuove aree in Germania

Fujitsu ha annunciato di aver attivato in Germania due data center ad alta disponibilità per potenziare il proprio servizio IaaS e PaaS di nuova generazione Cloud Service K5, l’unica piattaforma di cloud computing che consente la trasformazione digitale attraverso l’utilizzo di OpenStack in tutte le modalità di deployment del cloud: un accorgimento che garantisce la compatibilità infrastrutturale e applicativa, oltre a mettere a disposizione tool per lo sviluppo di applicazioni e la gestione delle API native su cloud.

Fujitsu Cloud Service K5 accelera lo sviluppo applicativo e riunisce caratteristiche di affidabilità, prestazioni e scalabilità di livello enterprise con l’efficienza economica tipica della tecnologia cloud basata sull’open source. Parte essenziale di Fujitsu MetaArc, un portafoglio completo comprendente tecnologie avanzate e servizi infrastrutturali e gestiti per concretizzare la trasformazione digitale, K5 permette alle aziende di sviluppare e implementare nuove applicazioni native su cloud per digitalizzare processi e modelli di business sfruttando il valore delle installazioni IT già esistenti per mezzo di un’integrazione trasparente e omogenea con le nuove applicazioni cloud.

Grazie a una nuova sede regionale situata a Francoforte sul Meno, i clienti possono accedere all’hosting tedesco in due nuove zone di disponibilità – le cosiddette ‘cloud island’ – per tutti i quattro modelli di cloud offerti: Public Cloud, Virtual Private Hosted, Dedicated e Dedicated On-Premise. Questo significa che le aziende tedesche possono ricorrere al cloud computing avvalendosi di una residenza garantita dei dati per rispettare qualsiasi obbligo normativo, legale o di conformità che possa restringere la conservazione di specifici dati all’interno dei confini geografici tedeschi. I clienti operanti in Germania possono comunque scegliere di utilizzare i servizi cloud Fujitsu K5 in altre zone di disponibilità.

Mark Phillips, Head of Hybrid IT di Fujitsu EMEIA, ha dichiarato: “Le aziende devono oggi reagire più velocemente ed essere più agili che mai per poter sfruttare i nuovi sviluppi del mercato e soddisfare i requisiti di un business che cambia. Per fare questo, implementano e sfruttano sempre più spesso soluzioni cloud. Estendendo Fujitsu Cloud Service K5 con una nuova presenza locale sul territorio tedesco, sottolineiamo il modo in cui i nostri clienti possono sfruttare tutte le potenzialità delle loro infrastrutture IT già esistenti pur avvalendosi dei vantaggi tipici del cloud computing”.

Il nuovo Cloud Service K5: aperto, agile e compatibile

Fujitsu Cloud Service K5 è basato su un’architettura open source, e Fujitsu è gold sponsor della OpenStack Foundation. Utilizzando OpenStack per le fondamenta di Cloud Service K5, Fujitsu può garantire efficienze economiche precedentemente impossibili da ottenere aprendo la porta all’abbattimento del TCO con un servizio sostenuto da robusti parametri SLA (Service Level Agreement). Fujitsu Cloud Service K5 ha ottenuto anche il prestigioso marchio di approvazione per l’interoperabilità OpenStack in occasione dell’OpenStack Summit tenutosi a Barcellona il mese scorso.

Una delle principali caratteristiche di Fujitsu Cloud Service K5 è la sua capacità di interagire trasparentemente con le infrastrutture IT sottostanti permettendo ai clienti di creare ambienti cloud e IT ibridi composti da servizi cloud e data center enterprise per numerose applicazioni come Web shop, servizi database, sistemi CRM (Customer Relationship Management) e sistemi per l’elaborazione paghe.

La gamma completa di modelli di deployment permette ai clienti di selezionare l’approccio più adatto alle rispettive esigenze. Insieme con tutti i modelli di deployment di K5, Fujitsu fornisce assistenza di livello enterprise, robusti parametri SLA (Service Level Agreement) e alta disponibilità. I clienti presenti in Germania ottengono anche una bandwidth elevata e bassi tempi di latenza grazie al fatto che i data center sono situati in prossimità del principale nodo Internet tedesco (DE-CIX) a Francoforte sul Meno, il più grande nodo Internet mondiale in termini di throughput di dati.

Fujitsu ha una soluzione anche per le aziende che desiderano avvalersi di una soluzione di cloud computing come K5 ma preferiscono conservare ed elaborare i dati business all’interno dei propri data center: con Fujitsu PRIMEFLEX Integrated Systems i clienti ottengono infatti le stesse funzioni e un’architettura simile a Cloud Services K5, installata però nelle loro server room o nei loro data center anziché nel cloud.

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Da Dynatrace la prima soluzione enterprise-ready per il monitoraggio delle prestazioni digitali su OpenStack https://www.datamanager.it/2016/10/dynatrace-la-soluzione-enterprise-ready-monitoraggio-delle-prestazioni-digitali-openstack/ Thu, 27 Oct 2016 08:45:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112249 La prima e unica piattaforma end-to-end per le Digital Performance per OpenStack segna una tappa fondamentale nel futuro della migrazione al cloud Dynatrace, la Digital Performance Management software company, ha annunciato la disponibilità della prima soluzione di monitoraggio enterprise-ready per OpenStack. Dynatrace offrirà agli utenti OpenStack la possibilità di gestire e controllare in modo affidabile le […]

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La prima e unica piattaforma end-to-end per le Digital Performance per OpenStack segna una tappa fondamentale nel futuro della migrazione al cloud

Dynatrace, la Digital Performance Management software company, ha annunciato la disponibilità della prima soluzione di monitoraggio enterprise-ready per OpenStack. Dynatrace offrirà agli utenti OpenStack la possibilità di gestire e controllare in modo affidabile le prestazioni delle applicazioni in esecuzione negli ambienti OpenStack, utilizzando la piattaforma per le Digital Performance, leader di mercato con oltre 8.000 clienti a livello mondiale.

“L’agilità e il rapporto costo/benefici che OpenStack garantisce rendono questo progetto fondamentale per le aziende, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni”, commenta Alois Reitbauer, Chief Technical Strategist and Head of Innovation Lab di Dynatrace. “Tuttavia, l’assenza di una soluzione di monitoraggio enterprise ha lasciato gli utenti davanti a un pericoloso punto cieco. Fino a oggi, le aziende non hanno avuto visibilità rispetto alle ripercussioni dell’infrastruttura OpenStack sulle prestazioni dei servizi digitali. Dynatrace ha trovato la soluzione, fornendo loro una visibilità end-to-end sulla catena di delivery dei servizi: dal dispositivo dell’utente, all’applicazione, fino all’infrastruttura cloud sottostante. Tutto questo consente ai team IT di identificare e risolvere proattivamente i problemi prima che si ripercuotano sulla user-experience, oltre a offrire visibilità rispetto a tutto il percorso del cliente in modo da evidenziare l’impatto sul business delle prestazioni negli ambienti OpenStack”.

OpenStack è diventato un fondamento indispensabile dell’infrastruttura IT, oggi che gli investimenti delle aziende sul cloud sono sempre più consistenti. La società di analisi 451 Group prevende che il mercato OpenStack crescerà di 1,8 miliardi di dollari nel 2016, arrivando a superare i 5 miliardi di dollari entro il 2020. Dynatrace supporterà questa rapida crescita, rendendo il passaggio a OpenStack non solo più semplice, veloce e trasparente, ma anche di maggior successo e più conveniente. Gli utenti ottengono una visibilità completa su come vengono utilizzate le risorse cloud e possono così ottimizzarle con la massima efficienza in termini di costi/benefici e prestazioni.

“Le aziende digitali sono costantemente sotto pressione per poter offrire qualità costante attraverso una delivery continuativa”, aggiunge Reitbauer. “Ciò significa che non possono perdere tempo a giocare con i log delle prestazioni in caso di problemi. Hanno bisogno di identificare la causa e rimediare rapidamente al tutto, di una soluzione di monitoraggio delle prestazioni che funzioni out-of-the-box e fornisca delle risposte ai team IT, non delle domande. Dynatrace offre il supporto che le organizzazioni hanno bisogno per promuovere una cultura DevOps che affronti queste sfide, fornendo nel contempo la certezza che l’adozione di OpenStack non stia creando punti ciechi dal punto di vista delle performance”.

Dynatrace è la prima soluzione di monitoraggio enterprise-ready disponibile per gli ambienti OpenStack, a supporto di distribuzioni del calibro di Mirantis e SUSE.

“Grazie a Dynatrace, gli utenti dei cloud Mirantis OpenStack possono ora accedere in tempo reale a informazioni utili sulle prestazioni digitale dei loro ambienti cloud business-critical”, commenta Kamesh Pemmaraju, VP Product Marketing di Mirantis.

“SUSE è entusiasta di questa nuova funzionalità della soluzione Dynatrace perché consentirà ai clienti di SUSE OpenStack cloud di ottimizzare il loro ambiente cloud sulla base dei dati di utilizzo in tempo reale”, dichiara Pete Chadwick, Director of Product Management for Cloud and Systems Management di SUSE. “Oggi che sempre più aziende implementano OpenStack in produzione: la possibilità di individuare rapidamente i problemi di prestazioni è essenziale.”

Dynatrace mostrerà le nuove soluzioni presso il Booth B26 all’OpenStack Summit di Barcellona, in programma da oggi al 28 ottobre.

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3CX Corporate Sponsor della Fondazione OpenStack https://www.datamanager.it/2016/10/3cx-corporate-sponsor-della-fondazione-openstack/ Tue, 25 Oct 2016 16:00:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112139 Il leader delle Unified Communications integrerà OpenStack in un PBX cloud-based ad hoc 3CX ha annunciato il proprio ingresso nella Fondazione no-profit OpenStack quale sponsor corporate. 3CX si unisce ad un gruppo selezionato di leader tecnologici che condividono la missione della Fondazione, ossia proteggere, rafforzare e promuovere OpenStack, il sistema operativo open source per il cloud. […]

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Il leader delle Unified Communications integrerà OpenStack in un PBX cloud-based ad hoc

3CX ha annunciato il proprio ingresso nella Fondazione no-profit OpenStack quale sponsor corporate. 3CX si unisce ad un gruppo selezionato di leader tecnologici che condividono la missione della Fondazione, ossia proteggere, rafforzare e promuovere OpenStack, il sistema operativo open source per il cloud.

Come parte del suo impegno verso OpenStack, 3CX integrerà OpenStack nel suo centralino. Ciò consentirà alle aziende di avere il proprio centralino dedicato nel cloud, senza alcun impatto lato gestione. In ambienti multitenant, ogni istanza della soluzione 3CX nel cloud sarà separata dalle altre, assicurando alle aziende il completo controllo dei propri dati e delle proprie impostazioni.

Attraverso il suo coinvolgimento con OpenStack, 3CX mette in grado un ampio numero di fornitori di servizi virtuali in hosting di offrire le Unified Communications ai propri clienti. Trattandosi di una piattforma open source matura, i futuri partner tra i provider di servizi hosting di 3CX beneficeranno di una rapida installazione e di ampi margini.

 

 

Nick Galea, CEO di 3CX afferma: “3CX vede un grande potenziale nella comunitá OpenStack: il nostro intento è quello di consentire alle aziende di trarre da OpenStack il maggior vantaggio possibile, offrendo loro un modo semplice, scalabile ed economico di gestire la propria infrastruttura di telefonia hosted.”

Danny Carreno, Responsabile dell’ecosistema di OpenStack afferma: “Siamo lietissimi di dare il benvenuto a 3CX nella comunità OpenStack quale corporate sponsor della Fondazione OpenStack. 3CX é uno dei pochissimi sponsor attualmente attivi nel settore delle Unified Communications, siamo quindi entusiasti della collaborazione e del contributo di 3CX ai progressi della comunità. La collaborazione degli ingegneri di 3CX aiuterà la nostra comunità di sviluppatori globale a portare avanti gli standard aperti di archiviazione OpenStack in ambito enterprise.”

L’obiettivo della Fondazione OpenStack é di incrementare la portata dei cloud pubblici e privati basati su OpenStack, supportando i produttori di tecnologia interessati alla piattaforma e assistendo gli sviluppatori nella produzione del miglior software per il cloud. Attualmente il progetto consta di oltre 20 milioni di linee di codice. 630 aziende supportano il progetto OpenStack e la Fondazione OpenStack conta circa 63 mila persone coinvolte attivamente nella community.

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3CX si lancia su Linux: costi ridotti e niente compromessi https://www.datamanager.it/2016/10/3cx-si-lancia-linux-costi-ridotti-niente-compromessi/ Tue, 25 Oct 2016 09:52:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112189 A Smau l’azienda presenta la versione del centralino per il mondo del pinguino, con le stesse funzionalità e opzioni della gamma Windows Rispondere a 360 gradi alle esigenze di tutti i clienti. Questo è l’obiettivo di 3CX, che a Smau ha presentato ufficialmente la versione del suo software per piattaforma Linux. I vantaggi, per una […]

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A Smau l’azienda presenta la versione del centralino per il mondo del pinguino, con le stesse funzionalità e opzioni della gamma Windows

Rispondere a 360 gradi alle esigenze di tutti i clienti. Questo è l’obiettivo di 3CX, che a Smau ha presentato ufficialmente la versione del suo software per piattaforma Linux. I vantaggi, per una scelta del genere, sono tanti, a partire dalla semplicità dell’installazione e dell’accesso a tutte le funzionalità senza possedere un elevato know-how circa l’OS open source. Ne abbiamo approfittato per farci raccontare da Loris Saretta, Manager Italy & Malta di 3CX, le novità della nuova release.

Cosa cambia

“Non possiamo negare di aver reso disponibile, con Linux, una soluzione ad oggi unica nel suo genere, per vari motivi. Oltre ad abilitare un setup guidato per tutte le tipologie di utenti, scegliere il pinguino porta con sé innumerevoli vantaggi, soprattutto per chi ha un budget ridotto ma non vuole rinunciare a portare le funzionalità del proprio centralino sul cloud. Pensiamo all’assenza, di una licenza Windows Server R2, oppure del poter scegliere tra i tanti hosting che permettono di affittare uno spazio sul server Linux conveniente”. Ma non solo: a Smau 3CX ha anche annunciato l’ingresso nella Fondazione OpenStack, grazie alla quale renderà disponibili i suoi software sul cloud alla community di cultori e appassionati.

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Fujitsu, la piattaforma cloud per la digital transformation https://www.datamanager.it/2016/06/fujitsu-la-piattaforma-cloud-la-digital-transformation/ Mon, 06 Jun 2016 08:58:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102787 Si chiama K5 la piattaforma basata su OpenStack studiata per connettere i sistemi legacy presenti in azienda con gli ambienti cloud di qualunque tipo Ridurre la complessità, accelerare l’innovazione e migliorare il time to market nella creazione di nuovi servizi di business in cloud. Questa la promessa di Fujitsu Cloud Service K5, la piattaforma per […]

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Si chiama K5 la piattaforma basata su OpenStack studiata per connettere i sistemi legacy presenti in azienda con gli ambienti cloud di qualunque tipo

Ridurre la complessità, accelerare l’innovazione e migliorare il time to market nella creazione di nuovi servizi di business in cloud. Questa la promessa di Fujitsu Cloud Service K5, la piattaforma per la digital transformation presentata a fine maggio da Fujitsu. Basata su OpenStack, la piattaforma promette infatti di accompagnare le aziende nel viaggio verso la trasformazione digitale senza però dover pagare lo scotto di perdere per strada gli ambienti IT legacy, che invece vengono integrati nelle nuove tecnologie. Per trarre i massimi vantaggi dagli imperativi IT di oggi, tra i quali vi sono big data, Internet of Things e mobile, servono infatti nuovi approcci, ha spiegato Mark Philips, Head of Hybrid IT di Fujitsu Emeia, nel presentare la nuova offerta, che è stata “interamente sviluppata da Fujitsu, in modo da avere sempre un controllo dell’intero ambiente, e costituisce la piattaforma più aperta presente oggi sul mercato”. Da quest’ultimo punto di vista, in effetti, OpenStack è sicuramente una garanzia, e non solo a livello di costi ma anche di affidabilità, performance e scalabilità di livello enterprise.

Servizio Iaas e PaaS

Fujitsu Cloud Service K5, che si configura come un servizio cloud IaaS, cioè Infrastructure as a Service, e PaaS, Platform as a Service, costituisce un elemento fondamentale della Fujitsu Digital Business Platform MetaArc, e offre un assortimento di tecnologie progettate per consentire alle aziende di sviluppare e utilizzare nuove applicazioni cloud-native, oltre che a capitalizzare il valore delle installazioni tradizionali, grazie alla loro integrazione nelle nuove applicazioni cloud. Come risultato, sottolineano in Fujitsu, le aziende possono “rendere più moderni i propri ambienti IT, sfruttando comunque il valore dei propri sistemi legacy. I clienti possono approfittare delle grandi capacità di K5 nelle aree di integrazione e sviluppo delle applicazioni, oltre che delle più ampie potenzialità di MetaArc nel far leva su consegna e gestione multi-cloud automatiche, estese a tutte le piattaforme cloud più utilizzate”.

Quattro modalità diverse

Disponibile in quattro differenti modalità, ovvero public cloud, virtual private hosted, dedicated e dedicated on-premise , K5 si contraddistingue per essere la prima architettura cloud singola che utilizza lo stesso approccio in tutte le versioni., che “sono tutte sostenute da una disponibilità del 99.99%, dagli SLA e da un servizio di assistenza di livello enterprise necessario per eseguire sistemi mission critical dal cloud”, come sottolinea l’azienda, facendo anche notare che la scelta di un’architettura open-source permette di aprire le porte alla “riduzione del Total Cost of Ownership: con K5, le aziende riducono significativamente il vendor lock-in attraverso l’architettura OpenStack sottostante”.

Disponibilità globale

La nuova piattaforma Fujitsu Cloud Service K5 è già disponibile a livello globale e può essere utilizzata come cloud privato sia su data center on-premise oppure ospitati da Fujitsu, sia come cloud pubblico con supporto per il virtual pivate cloud. La società ha infine fatto sapere che il servizio è già completamente operativo in Giappone, mentre nel prossimo luglio verrà introdotto il primo centro europeo in Gran Bretagna, che sarà seguito dalla Finlandia a ottobre, dalla Germania a novembre e dalla Spagna all’inizio del 2017, anno nel quale continueranno i rilasci a livello globale, con nuovi data center K5 a Singapore, in Australia e negli Stati Uniti.

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Google entra nella OpenStack Foundation https://www.datamanager.it/2015/07/google-entra-nella-openstack-foundation/ Mon, 20 Jul 2015 14:06:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81285 Big G diventa un “corporate sponsor” per la promozione di tecnologie open source e open cloud Google ha ufficializzato il suo ingresso nella OpenStack Foundation con l’obiettivo di dedicare parte del suo lavoro alla promozione di prodotti e tecnologie basate sull’open source e open cloud. Questo vuol dire che il colosso statunitense lavorerà assieme agli […]

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Big G diventa un “corporate sponsor” per la promozione di tecnologie open source e open cloud

Google ha ufficializzato il suo ingresso nella OpenStack Foundation con l’obiettivo di dedicare parte del suo lavoro alla promozione di prodotti e tecnologie basate sull’open source e open cloud. Questo vuol dire che il colosso statunitense lavorerà assieme agli altri membri della community per mettere a disposizione le proprie conoscenze in ambito di sviluppo e gestione di progetti innovativi come Kubernetes. Il COO della OpenStack Foundation, Mark Collier, ha spiegato in un post sul blog ufficiale come vuol dire l’ingresso di Google come corporate sponsor nel gruppo: “Poche compagnie posso capire il potenziale delle app native per il cloud come Google. La compagnia gestisce tra le più grandi e sofisticate strutture automatizzate al mondo, non vediamo l’ora di cominciare a lavorare assieme”.

Slancio alla comunità

La OpenStack Foundation è nata nel 2011 come soggetto indipendente per la promozione dello sviluppo dell’open source e come forza che sovrintendesse progetti e lavori internazionali, fino a quel momento sotto il controllo di poche aziende e vendor. Nonostante l’ingresso di Big G, i detrattori affermano come sarebbe stato più utile per il bene delle Foundation un supporto come membro gold o platinum al pari di IBM, Red Hat, HP, Intel o Rackspace ma è evidente che anche il solo poter dedicare parte della propria attività al mondo open platform porti vantaggi ad entrambe le parti, soprattutto alla community che potrà trarre nuova linfa dallo slancio datole da Mountain View.

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Red Hat aiuta le realtà italiane del Finance a realizzare servizi di nuova generazione https://www.datamanager.it/2015/07/red-hat-aiuta-le-realta-italiane-del-finance-a-realizzare-servizi-di-nuova-generazione/ Thu, 16 Jul 2015 16:30:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81059 A cura di Gianni Anguilletti, Country Manager, Red Hat Italia Le esigenze del settore dei servizi finanziari sono stringenti ed è importante che l’IT delle organizzazioni che vi operano possa fare affidamento su un’offerta completa che li metta in grado di rispondere a situazioni in costante evoluzione. Nuovi attori sono apparsi sul mercato con modelli […]

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A cura di Gianni Anguilletti, Country Manager, Red Hat Italia

Le esigenze del settore dei servizi finanziari sono stringenti ed è importante che l’IT delle organizzazioni che vi operano possa fare affidamento su un’offerta completa che li metta in grado di rispondere a situazioni in costante evoluzione. Nuovi attori sono apparsi sul mercato con modelli di business innovativi e lo scenario regolamentare sta diventando sempre più complesso.

Le soluzioni di Red Hat sono in grado di coprire le principali aree critiche del settore, dalle piattaforme di trading alle soluzioni di risk management, dalla compliance alla multicanalità fino alla gestione dei dati sensibili, consentendo così la realizzazione della cosiddetta “Banca 3.0”, cioè una banca o più in generale una istituzione finanziaria in grado di fornire servizi che vadano oltre l’approccio tradizionale e sfruttino tutto ciò che la “rete” rende disponibile. Dal sistema operativo Linux fino ad infrastrutture cloud basate su OpenStack, dall’integrazione applicativa alla definizione di storage software-defined, fino all’orchestrazione di risorse computazionali, Red Hat è in grado di offrire a chi opera in questo settore architetture complete, funzionali sotto ogni singolo aspetto, integrate e interoperabili.

Di seguito, ecco alcune delle aree funzionali nelle quali le tecnologie a marchio Red Hat si stanno affermando in modo più significativo:

Il massimo delle prestazioni per il trading

Il mondo del trading sta registrando una crescita incredibile nelle quantità di volumi trattati, a fronte di una generale riduzione del valore delle singole transazioni.

Red Hat Enterprise Linux e le soluzioni di integrazione e messaging JBoss Fuse e JBoss A-MQ rappresentano una soluzione moderna, flessibile ed efficace in grado di far fronte a questo fenomeno; la loro validità è testimoniata dal fatto che, ad oggi, oltre il 50% degli scambi azionari globali vengono processati su piattaforma Red Enterprise Linux.

Affidabilità senza paragoni

Nel mondo della finanza, ancor più che in altri settori, il tempo è tutto; un downtime anche di pochi secondi può costare milioni di Euro, nel secondo ogni disservizio genera insoddisfazione, e quindi la possibilità di perdere clienti e fatturato.

Le piattaforme Red Hat storicamente offrono da sempre il meglio in termini di prestazioni e di affidabilità, con la capacità di gestire migliaia di transazioni e/o eventi con tempi di latenza bassissimi – esattamente quello di cui gli operatori finanziari necessitano. Un altro aspetto fondamentale sono le soluzioni di real-time computing, software-defined storage e hybrid cloud di Red Hat stanno permettendo alle aziende del settore di evolvere secondo le esigenze di un mercato sempre più mutevole.

La multicanalità nel segno del cliente

E’ ormai tramontato il tempo delle banche che operavano secondo modalità “mono-canale”. Ora, le istituzioni finanziarie devono venire incontro ai clienti in tutte le forme possibili, fornendo loro la possibilità di scegliere il sistema, lo strumento ed il momento preferiti e cercando addirittura di capitalizzare le informazioni che queste interazioni generano.

Red Hat rende disponibile tutta una serie di tecnologie atte ad agevolare lo sviluppo e l’integrazione delle applicazioni, così come la realizzazione di servizi che rendono il rapporto con il “cliente digitale” più efficiente e funzionale ad una relazione di lungo periodo.

Tutto il potere dei Big Data

Dal punto di vista del business, ma anche tecnologico, una delle principali problematiche che il mondo del finance si trova ad affrontare è rappresentata dai Big Data. Le transazioni finanziarie, e non solo, portano con sé una grande quantità di dati strutturati o meno, che vanno gestiti, organizzati, archiviati e protetti. Inoltre, questi dati devono essere analizzati per il loro potenziale valore in termini di business, e solo un’infrastruttura scalabile e flessibile può aiutare a gestire.

Soluzioni quali Red Hat Storage possono aiutare le organizzazioni del settore finance a utilizzare i big data per ottenere migliori risultati sul mercato.

Risk Management

Gli operatori finanziari devono inoltre seguire una serie di normative particolarmente stringenti, come è il caso di Basilea III. Così come per i Big Data, è essenziale garantire una elevata capacità di calcolo e analisi a partire dai dati raccolti.

Red Hat mette a disposizione un interessante e unico portafoglio di tecnologie e soluzioni, quali JBoss Data Grid, JBoss Data Virtualization e JBoss Business Rules Management System, che consentono di accedere ai dati attraverso query con bassissima latenza, di applicare regole ed effettuare analisi sulla base di eventi complessi e infine permettono di fornire elevati livelli di scalabilità rispettando il livello di servizio atteso.

Un successo confermato sul campo

Nei differenti diversi ambiti di attività, la solidità e l’affidabilità delle soluzioni Red Hat è certificata dal successo riscosso presso i clienti finali, operatori del mercato bancario e assicurativo che hanno trovato in Red Hat un partner tecnologico e di business cui affidare elementi fondamentali delle proprie attività.

In Italia, tra le aziende e organizzazioni che hanno adottato soluzioni Red Hat, ricordiamo Banca Popolare di Sondrio, Banco Popolare, Equens, FinecoBank, Intesa Sanpaolo, MTS – Borsa Italiana, SIA e Unicredit.

Nel mercato dei servizi finanziari, le opportunità crescono più rapidamente di quanto non facciano i budget IT, e lo stesso vale per il livello di complessità legato alla gestione di grandi quantità di dati e transazioni complesse.  In questo scenario le soluzioni Red Hat forniscono tutte le risposte necessarie in termini di gestione della complessità, innovazione, sicurezza e prestazioni per capitalizzare al meglio le nuove tecnologie.

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Red Hat annuncia un servizio OpenStack Shared File System https://www.datamanager.it/2015/05/red-hat-annuncia-un-servizio-openstack-shared-file-system/ Mon, 25 May 2015 17:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75379 Red Hat Gluster Storage con tecnologia OpenStack Manila assicura alle aziende file storage software-defined per cloud OpenStack Red Hat presenta un’anteprima di Red Hat Gluster Storage dotato di funzionalità provenienti dal progetto Manila della comunità OpenStack. Ampliando le opzioni per lo storage hybrid cloud, Red Hat Gluster Storage adesso offre alle imprese un servizio shared […]

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Red Hat Gluster Storage con tecnologia OpenStack Manila assicura alle aziende file storage software-defined per cloud OpenStack

Red Hat presenta un’anteprima di Red Hat Gluster Storage dotato di funzionalità provenienti dal progetto Manila della comunità OpenStack. Ampliando le opzioni per lo storage hybrid cloud, Red Hat Gluster Storage adesso offre alle imprese un servizio shared file system scale-out per infrastrutture cloud OpenStack.

Red Hat è il primo membro software-defined storage del progetto OpenStack Manila, un’innovazione guidata dalla community volta a fornire e gestire file system distribuiti per cloud OpenStack. Il framework OpenStack Manila fornisce un’API di gestione indipendente dal vendor per il provisioning di molteplici file system condivisi. Operando in ambiente multi-tenant, OpenStack Manila agisce in concerto con i servizi OpenStack Block Storage (Cinder) e OpenStack Object Storage (Swift).

Red Hat ha guidato lo sviluppo del componente OpenStack Manila IFS-Ganesha che astrae i file share Manila dall’hardware sottostante e consente loro di crescere, ridursi o migrare tra risorse fisiche. Con Red Hat Gluster Storage e IFS-Ganesha, i server storage possono essere integrati o rimossi dal sistema in modo dinamico e i dati restano online mentre il sistema si riequilibra in base all’hardware disponibile. L’anteprima tecnologica di Red Hat Gluster Storage con Manila offre la flessibilità dello storage aperto software-defined per assicurare l’elasticità file share necessaria per le implementazioni public cloud.

I clienti possono testare le funzionalità di OpenStack Manila scaricandolo con RDO Packstack Installer dalla distribuzione OpenStack RDO supportata dalla comunità. Red Hat Gluster Storage con l’anteprima tecnologica Manila sarà integrato nella prossima release di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7.

“La gamma Red Hat Storage svolge un ruolo importante in molte implementazioni OpenStack cloud aziendali”, afferma Ranga Rangachari, vice president e general manager Storage and Big Data in Red Hat. “Come leader nella comunità Manila abbiamo capito sin da subito l’importanza di un servizio shared file system software-defined storage (SDS) aperto per OpenStack. I professionisti dell’IT ritengono il SDS aperto un ottimo complemento per la nuvola e molti si affidano a Red Hat come partner di fiducia per assisterli in questa migrazione. L’anteprima tecnologica di Red Hat Gluster Storage con Manila può portare i clienti un passo più in là nel realizzare i loro progetti di next-generazioni data center”.

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Red Hat estende l’enterprise management per OpenStack con CloudForms 3.2 https://www.datamanager.it/2015/05/red-hat-estende-lenterprise-management-per-openstack-con-cloudforms-3-2/ Sun, 24 May 2015 13:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75312 Maggiore gestibilità e implementazione federata permettono ai clienti di velocizzare l’adozione di OpenStack Red Hat presenta Red Hat CloudForms 3.2, la più recente versione della nota soluzione per la gestione di cloud pubblici e privati. CloudForms 3.2 assicura innovative funzionalità di management che permettono ai clienti di automatizzare l’implementazione e la gestione di infrastrutture OpenStack avvalendosi […]

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Maggiore gestibilità e implementazione federata permettono ai clienti di velocizzare l’adozione di OpenStack

Red Hat presenta Red Hat CloudForms 3.2, la più recente versione della nota soluzione per la gestione di cloud pubblici e privati. CloudForms 3.2 assicura innovative funzionalità di management che permettono ai clienti di automatizzare l’implementazione e la gestione di infrastrutture OpenStack avvalendosi degli avanzati tool disponibili in Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7 (basata su OpenStack Kilo).

CloudForms 3.2 aggiunge ulteriori funzionalità di management dei carichi di lavoro tra cui discovery automatica, supporto della console basato su web, pubblicazione del catalogo di servizi e generazione dello user dialog per template OpenStack Orchestration (Heat); maggiori capacità di introspezione su workload e immagini con OpenStack Image Service (Glance) e interazione OpenStack Compute (Nova), oltre a maggiori capacità e gestione dell’utilizzo con l’integrazione OpenStack Telemetry (Ceilometer). Queste nuove funzionalità in CloudForms rappresentano un passo avanti in termini di gestione di OpenStack in azienda. CloudForms è la prima soluzione di cloud management open source del mercato in grado di gestire sia l’infrastruttura OpenStack, sia i workload da un’unica piattaforma integrata.

“CloudForms è una parte essenziale della strategia Red Hat per abilitare l’adozione di OpenStack e migliorare la gestione in azienda”, commenta Joe Fitzgerald, vice president e general manager Management di Red Hat. “Questi aggiornamenti consentiranno ai clienti di implementare e scalare più rapidamente i loro private cloud OpenStack, combinare investimenti in infrastrutture IT esistenti e federare implementazioni public cloud”.

La piattaforma è inoltre in grado di federare private cloud basati su OpenStack insieme ad altri cloud pubblici e a svariate piattaforme di virtualizzazione tra cui VMware vSphere, Red Hat Enterprise Virtualization, Amazon Web Services (AWS) e Microsoft System Center Virtual Machine Manager. Funzionalità avanzate tra cui portale self-service, controllo basato su policy, governance, chargeback, showback, orchestrazione, capacity/utilization planning, ottimizzazione e analisi dei colli di bottiglia e reporting permettono alle imprese di gestire in modo più efficace gli ambienti hybrid cloud.

CloudForms ha aiutato i clienti ad accelerare in modo significativo le implementazioni OpenStack e le nuove funzionalità di CloudForms 3.2 offrono un framework di migrazione scalabile ed efficace tra piattaforme di virtualizzazione e cloud privati basati su OpenStack. Consente quindi alle aziende di adottare un setup IT bi-modale, dove una nuova infrastruttura ottimizzata e agile coesiste con data center efficienti e carichi di lavoro unificati su un’unica piattaforma di gestione.

“La maggior parte delle aziende ritiene che OpenStack non sia sufficiente per gestione e governance, così come per il management multicloud, compresa l’adozione di ambienti private e public cloud. Ne risulta che molte imprese che implementano OpenStack investono in una Cloud Management Platform che offra traduzione API e uno strato di orchestrazione su cloud pubblici e privati”. Gartner: How to succeed in your OpenStack deployment, 20 febbraio 2015 di Donna Scott e Arun Chandrasekaran.

Tra gli altri miglioramenti di CloudForms 3.2 vi sono il supporto per il servizio AWS Config che permette il monitoraggio quasi in tempo reale di cambiamenti nei workload implementati in AWS, il supporto della lingua giapponese, supporto IPv6 e migliore provisioning e gestione bare-metal grazie all’integrazione con Red Hat Satellite 6.

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