organizzazione aziendale – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:15:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png organizzazione aziendale – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Una nuova organizzazione per LG Italia https://www.datamanager.it/news/una-nuova-organizzazione-lg-italia-54793.html Wed, 19 Mar 2014 15:29:58 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/una-nuova-organizzazione-per-lg-italia/ Paolo Locatelli e Omar Laruccia sono i nuovi Consumer Electronics Director e Marketing and MC Business Unit Director

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Paolo Locatelli e Omar Laruccia sono i nuovi Consumer Electronics Director e Marketing and MC Business Unit Director

LG Electronics Italia annuncia una nuova organizzazione aziendale: Paolo Locatelli assume il ruolo di Consumer Electronics Director mentre Omar Laruccia mantiene la sua posizione di Mobile Communications (MC) Business Unit Director e acquisisce il ruolo di Marketing Director. Rispettivamente, Paolo Locatelli coordinerà le business unit Home Entertainment, Home Appliances e IT B2C, mentre Omar Laruccia sarà a capo sia della divisione Mobile Communication che del team Marketing. Entrambi rispondono direttamente al Presidente e CEO di LG Electronics Italia.

Paolo Locatelli, Consumer Electronics Director, è dal 2011 alla guida del team Home Entertainment. Laureato in Economia e Commercio, si è sempre occupato di bianco per importanti brand internazionali. Entrato in LG nel 2005, Paolo è stato alla guida delle vendite del bianco in qualità di Home Appliances Sales Director per sei anni.

Giuseppe Omar Laruccia, Marketing and MC Business Unit Director, entrato in LG nel 2011, coordina le divisioni marketing e telefonia con l’obiettivo di aumentare la market share dell’azienda e consolidarne il posizionamento, puntando sull’asset strategico degli smartphone. Laureato in Scienze Economiche e Bancarie, inizia la sua carriera professionale nel 1997 come Key Account in una multinazionale della FMCG. Successivamente ha acquisito grande esperienza nell’area marketing e commerciale grazie ad una serie di incarichi manageriali nazionali ed internazionali all’interno di grandi aziende multinazionali.

La divisione Home Entertainment verrà guidata da Michele Uslenghi mentre la divisione Home Appliance resta nelle mani di Francesco Salza. Michele Uslenghi, Home Entertainment team leader, entra in LG nel 2003. Porta con sé una lunga esperienza nel settore dell’elettronica di consumo e ha il compito di coordinare la struttura commerciale di LG per TV, Audio Video e Monitor. Francesco Oscar Salza, Home Appliance team leader, approda in LG nel 2005. Laureato in Economia e commercio, ha maturato una significativa esperienza nel settore del bianco, ricoprendo incarichi manageriali nell’area marketing e commerciale all’interno di importanti brand multinazionali e ha ad oggi il compito di gestire e coordinare la struttura commerciale di LG dedicata ai piccoli e grandi elettrodomestici forte di una significativa esperienza nel settore del bianco.

La nuova organizzazione di LG Italia intende promuovere il concetto di “one company, one voice” e conferire all’azienda una personalità sempre più forte e riconoscibile, rendendo LG un’azienda più dinamica e competitiva.

La nuova organizzazione aziendale è già in vigore.

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Il club dei chief digital officer. Quale evoluzione per i CIO? https://www.datamanager.it/rivista/il-club-dei-chief-digital-officer-quale-evoluzione-i-cio-50317.html Fri, 11 Oct 2013 10:28:21 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/il-club-dei-chief-digital-officer-quale-evoluzione-per-i-cio/ Di fronte alle crescenti pressioni competitive, a cicli decisionali accelerati e a una nuova generazione di utenti sempre più esperti di tecnologia, il ruolo dei CIO in azienda sta cambiando    Le imprese che emergono da un periodo economico difficile, guardano alla figura dei chief information officer (CIO) come a consulenti strategici capaci di creare […]

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Di fronte alle crescenti pressioni competitive, a cicli decisionali accelerati e a una nuova generazione di utenti sempre più esperti di tecnologia, il ruolo dei CIO in azienda sta cambiando

  

David Mathison, fondatore del CDO ClubLe imprese che emergono da un periodo economico difficile, guardano alla figura dei chief information officer (CIO) come a consulenti strategici capaci di creare un business reattivo, agile e collaborativo, cavalcando l’innovazione e guidando il management nella definizione di nuovi modelli di business. Ai CIO è chiesto di adottare le nuove tecnologie come driver per rendere le organizzazioni più snelle e intelligenti, come strumenti in grado non solo di rispondere a esigenze organizzative, ma di contribuire alla formulazione di strategie e accrescere l’eccellenza operativa nella linea di business, creando valore.

C’è un nuovo ruolo che sta emergendo in molte organizzazioni in questi ultimi anni: il chief digital officer (CDO). In molte aziende, con il termine “digitale” si indicano un insieme di attività sconnesse, non coerenti, e talvolta incompatibili.

Il lavoro del CDO è di armonizzare il disordine che il termine digitale spesso nasconde, trasformandolo in una sinfonia. Il CDO deve creare una visione digitale unificante, spingere la società verso l’adozione di nuovi strumenti digitali, coordinare le attività digitali, dare il supporto tecnologico per ripensare prodotti e processi.

Il blogger Raffaele Cirullo ha lanciato prima dell’estate un interessante dibattito sulla nuova figura manageriale. «Il progressivo affermarsi delle tecnologie digitali e dei social media – spiega Cirullo – sta rivoluzionando il nostro modo di vivere e di lavorare. Sta nascendo un nuovo ruolo di alto livello dovuto proprio alla crescente digitalizzazione delle attività aziendali e dell’importanza delle piattaforme social nelle strategie di marketing e brand communication». Nella definizione delle strategie finanziarie, di marketing e comunicazione aziendale, il chief digital officer – sempre più spesso – affianca il chief marketing officer, il chief financial officer, il chief external relations officer e il chief information officer. «Basti pensare – fa notare Cirullo – che su LinkedIn sono presenti ben 700 profili che riportano la qualifica di chief digital officer». Non solo. «Negli USA è nato anche un club che vanta numerosi iscritti, che annualmente si riuniscono per confrontarsi sui trend e le strategie del prossimo futuro. Tra i temi al centro della discussione, anzitutto quello del rapporto con i CMO, CFO e CIO: in alcune aziende, infatti, il CDO è ancora considerato gerarchicamente un loro sottoposto, mentre in altre si interfaccia direttamente con il CEO. Ancora più interessante è il possibile sviluppo di questa nuova professione. Da un lato, sembrerebbe naturale pensare che in virtù della crescente digitalizzazione il ruolo del CDO sia destinato a espandersi diventando sempre più importante. Dall’altro, paradossalmente, questa potrebbe invece essere la causa proprio della sua scomparsa poiché le competenze digital diventeranno così importanti, che tutti ne avranno a sufficienza rendendo inutile il lavoro del CDO». E dunque, si tratta di un fuoco di paglia o della nascita di una nuova e specifica professione? –

Il tema è caldo, ma in Italia solo ora se ne inizia a discutere. «Il punto è collocare bene il CDO nell’organigramma aziendale» – evidenzia Mauro Lupi, associated partner di OpenKnowledge. «Finché rimane all’interno della direzione di una business unit – comunicazione, commerciale o, peggio, IT – allora parliamo di un’altra cosa. Quando risponde all’amministratore delegato, allora possiamo definire davvero strategico il suo ruolo. In ogni caso, tra i miei contatti su LinkedIn, ho solo un chief digital officer italiano su 448».

Sull’argomento, abbiamo sentito anche Jonathan Reichental, CIO della Città di Palo Alto in California, il quale ha affermato che il ruolo di CDO ha significato all’interno di organizzazioni che stanno vivendo una transizione di tutti i loro prodotti e servizi dal mondo analogico a quello digitale. «Altre responsabilità come il coordinamento delle attività circostanti, l’ecosistema digitale, i mezzi di comunicazione sociale – fa notare Reichental – richiedono una supervisione strategica. L’alternativa è che il CDO diventi un ruolo completamente nuovo, riunendo in un’unica figura professionale, il chief marketing officer e il chief technology officer (CTO). Tuttavia, se un’azienda assume un CDO ci saranno sovrapposizioni e sarà importante per l’amministratore delegato fornire indicazioni su competenze e responsabilità».

Poiché il fenomeno è esploso soprattutto negli Stati Uniti – che come al solito sono all’avanguardia – abbiamo intervistato David Mathison, fondatore del CDO Club, per capire meglio il profilo di questa nuova figura professionale che fa tanto discutere.

Data Manager: Sappiamo che il mercato digitale statunitense è il più avanzato al mondo. In un mercato con un alto tasso di penetrazione di Internet, quali elementi hanno richiesto l’introduzione di un professionista come il CDO?

David Mathison: È un’evoluzione naturale. Siccome il digitale permea la nostra società, la prossima generazione di leader verrà da chi ha il “digitale”, il “social” e il “mobile” nel proprio codice genetico. Per esempio, dal primo gennaio 2013, cinque ex CDO sono diventati gli amministratori delegati di grandi organizzazioni. I CDO di ieri stanno rapidamente diventando i CEO di oggi.

Quali sono le competenze per questo ruolo?

Come si può immaginare, i set di competenze chiave sono molto diversi in funzione del settore industriale.

I CDO sono generalmente imprenditori che hanno esperienza di sviluppo di business e che hanno usato con successo l’innovazione digitale per aumentare i ricavi e il ROI, ridurre i costi e per migliorare la soddisfazione dei clienti.

Pensi che il Vecchio Continente sia pronto per l’introduzione di questi professionisti?

Assolutamente, sì. Dall’inizio del 2013 a oggi, ci sono stati 177 nuovi assunti con il ruolo di CDO, cioè una media di uno al giorno. Settantacinque di questi erano in Europa, con una crescita che riguarda soprattutto Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Italia (con in testa le città di Milano, Roma e Monza), Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito (dove Londra ha il maggior numero di CDO in Europa).

Anche l’ufficio del sindaco di New York ha assunto un CDO pochi anni fa. Si tratta di una professione necessaria anche nella pubblica amministrazione?

Penso che questo ruolo troverà sempre più spazio anche nella PA centrale e locale. Gli Stati Uniti hanno un CDO non solo a livello di distretto, ma anche a livello statale e federale. Perfino una città lontana come Brisbane in Australia ha un CDO.

In un recente post sul blog di Gartner, Peter Sondergaard dubita che la figura del chief digital officer possa durare nel tempo o comunque mettere davvero radici nelle strutture aziendali in giro per il mondo. C’è un reale bisogno del CDO?

Sondergaard fa sua la domanda che emerge da uno studio del Gartner Research per capire se davvero le imprese hanno bisogno di un nuovo chief da aggiungere ai tanti che già popolano gli organigrammi aziendali. Il rapporto tra CEO e CDO è lo spunto della sua riflessione. Secondo Sondergaard, il CDO può non dover gestire responsabilità di contabilità, budget e risorse umane sul lungo termine. Non solo. Il team di manager che coadiuva il CEO deve evolvere con la tecnologia e non affidarla a un nuovo chief e la digitalizzazione non chiede un ruolo separato, ma la diffusione di competenze tra i ruoli che ne sono interessati. Le ragioni della bocciatura del chief digital officer non chiudono la questione, ma danno nuovi spunti di riflessione. Il chief digital officer è un motore di innovazione. Con le aziende obbligate a cambiare pelle nell’era del Web 2.0 e dei big data, il ruolo del CDO resta importante per assistere il CEO e il board dell’azienda nel processo di trasformazione innescato dalla digitalizzazione.

 

DAVID MATHISON STORY

David Mathison è il curatore del Chief Digital Officer Summit, e fondatore del Club CDO. Più del 65% dei CDO al mondo sono membri del Club. Il libro di Mathison, “Be The Media” è stato recensito dal New York Times dopo aver venduto oltre cinquemila copie in 11 giorni tramite il suo sito web, Twitter e Facebook.

Dal 1999 al 2001 è stato fondatore e CEO della Kinecta Corporation dove ha raccolto 30 milioni di dollari in meno di due anni. Kinecta è stata poi acquisita e ora fa parte di Oracle. Dal 1994 al 1999, Mathison è stato vicepresidente di Thomson Reuters, la più grande agenzia di stampa del mondo, dove ha aperto la strada alla distribuzione dei contenuti online. Mathison ha conseguito il master International Affairs alla Columbia University nel 1995.

 

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Information Builders Italia cambia sede e rafforza il team https://www.datamanager.it/news/information-builders-italia-cambia-sede-e-rafforza-il-team-45057.html Tue, 12 Mar 2013 16:22:49 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/information-builders-italia-cambia-sede-e-rafforza-il-team/ L’azienda leader secondo l’ultimo quadrante magico di Gartner per le piattaforme di Business Intelligence e Business Analytics, conferma la sua strategia di crescita e penetrazione nel mercato italiano

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L’azienda leader secondo l’ultimo quadrante magico di Gartner per le piattaforme di Business Intelligence e Business Analytics, conferma la sua strategia di crescita e penetrazione nel mercato italiano

Information Builders annuncia il trasferimento dei propri uffici nella nuova sede di Agrate Brianza e l’ampliamento del team con due nuovi ingressi.

Nell’ottica di una costante crescita aziendale e maggior penetrazione nel mercato italiano, Information Builders annuncia il cambiamento di sede a una location più ampia e moderna, il Centro Direzionale Colleoni di Agrate Brianza, da cui continuare ad offrire e migliorare il servizio ai clienti e partner, cosí pure due nuove nomine che rafforzano il team.

Massimiliano Crocetti è il nuovo responsabile dell’area Servizi Professionali e Maurizio Boga assume la carica di Key Account Manager, con la responsabilità di mantenere e sviluppare la relazione con i clienti più strategici. Massimiliano raggiunge Information Builders dopo oltre vent’anni di esperienza come esperto tecnico in diverse società del settore IT, tra cui GDS Software. Maurizio entra in Information Builders dopo aver consolidato la sua carriera nel mercato IT e lavorato presso IBM prima e Sterling Commerce poi, nei settori Finance e Manufacturing.

“Il trasferimento a una nuova sede e l’ingresso di due nuove risorse testimoniano la nostra strategia di crescita e ci consentiranno di continuare ad offrire le nostre soluzioni di Business Intelligence, Integrazione e Integrity con i più alti parametri di eccellenza e innovazione”, commenta José María Soto, VP e amministratore delegato di Information Builders Italia.

 

INFORMATION BUILDERS

Centro Colleoni – Palazzo Taurus- Ingr.2

Viale Colleoni, 3

20864 AGRATE BRIANZA (MB)

Tel: 039/596620

Fax: 039/596627

 

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Fortinet riorganizza il team sales italiano per attuare la strategia “Split&Grow” https://www.datamanager.it/news/fortinet-riorganizza-il-team-sales-italiano-attuare-la-strategia-splitgrow-44648.html Wed, 27 Feb 2013 07:45:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/fortinet-riorganizza-il-team-sales-italiano-per-attuare-la-strategia-splitgrow/ Fortinet annuncia la riorganizzazione del team italiano in ambito sales e canale, per garantire una copertura totale del mercato e attuare la strategia “Split&Grow” ideata dal Vice President Regional Sales Joe Sarno per rafforzare la presenza e il posizionamento della società in Italia

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Fortinet annuncia la riorganizzazione del team italiano in ambito sales e canale, per garantire una copertura totale del mercato e attuare la strategia “Split&Grow” ideata dal Vice President Regional Sales Joe Sarno per rafforzare la presenza e il posizionamento della società in Italia

Nel nuovo organigramma Paolo Caloisi, Director di Fortinet, si dedicherà maggiormente al canale e ai distributori e alla attuazione della strategia dedicata, coordinando tutte le attività con i partner.

Afro Orbetegli e Ruggero Mozzetta diventano Regional Business Manager. Sabatino Schiavoni sarà responsabile per il canale field coprendo tutta l’Italia, gestendo tre Channel Account Manager. Afro Orbetegli avrà la responsabilità per il Nord Italia, mentre Ruggero Mozzetta per il Centro/Sud Italia, da entrambi dipenderanno un rinforzato team di MAM (Major Account Manager) che si focalizzeranno in particolare sui clienti enterprise.

La strategia della società prevede il presidio totale del canale e del territorio, anche attraverso nuove assunzioni di figure commerciali, in ambito canale e vendita diretta, e tecnici. Fortinet conferma un focus particolare nei mercati telco, finance, PA, industry e difesa, gestendo il target enterprise maggiormente attraverso il direct touch e quello PMI tramite il canale.

Nel 2013 la società si concentrerà molto sulla promozione del nuovo sistema operativo FortiOS 5.0, mentre le soluzioni che verranno maggiormente spinte saranno quelle verticali, tra cui FortiWeb, FortiMail e FortiWifi. Verrà inoltre ampliata l’offerta nella fascia bassa dei FortiGate e della soluzione FortiDDoS.

“Con questa riorganizzazione del team sales in Italia vogliamo dare un segnale molto forte al mercato sulla nostra capacità di coprire il territorio in modo capillare e completo, offrendo il massimo supporto ai nostri partner e un’offerta ampliata e adatta alle diverse esigenze dei nostri clienti finali nei diversi segmenti di mercato” ha commentato Joe Sarno, VP Regional Sales.

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Cisco, prosegue la riorganizzazione. In gioco 10 mila posti di lavoro https://www.datamanager.it/news/cisco/cisco-prosegue-la-riorganizzazione-gioco-10-mila-posti-di-lavoro Tue, 12 Jul 2011 10:56:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/07/cisco-prosegue-la-riorganizzazione-in-gioco-10-mila-posti-di-lavoro/ Entro la fine di agosto Cisco eliminerà 10.000 posti di lavoro. Di questi 3mila dovrebbero essere ottenuti attraverso prepensionamenti

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Entro la fine di agosto Cisco eliminerà 10.000 posti di lavoro. Di questi 3mila dovrebbero essere ottenuti attraverso prepensionamenti

E’ il passaggio naturale all’interno di un ampio programma di ristrutturazione e ridefinizione di obiettivi che l’azienda ha intrapreso nel corso dell’anno in seguito alla pressione competitiva esercita suo suo core business da concorrenti come Juniper e Hp e al fallimento di alcune operazioni che miravano a diversificare il business dell’azienda in nuove aree di mercato.

“I mercati stanno cambiando velocemente e dobbiamo essere al passo con i cambiamenti, aveva dichiarato John Chambers, Ceo di Cisco, nell’aprile scorso. Non possiamo più permetterci di sostenere investimenti in un numero di aree di business così diversificato come quello attuale. E’ venuto il momento – affermava il Ceo – di prendere delle decisioni importanti e stabilire cosa deve essere mantenuto, quali devono essere le aree primarie di focalizzazione e cosa deve essere dismesso”.

Il taglio dei costi che verrà garantito dalla riduzione del personale è una delle inevitabili conseguenze della riorganizzazione in atto. Un’azione di risanamento che vuole dare un segnale forte alla comunità finanziaria, considerato che nel corso dell’anno il titolo del gigante del networking ha evidenziato una perdita del 24%. Una involuzione che è ben rappresentata dal grafico che mette in rilievo le prestazioni finanziarie di Cisco da gennaio a oggi.

Nel primo trimestre del 2011 il fatturato generato dalla componente switching si è ridotto del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2010. Dinamica altrettanto negativa si è registrata sul fronte delle vendite dei router dove il market share a livello mondiale è sceso di 6,4 punti percentuale.

Il fatturato globale previsto per quest’anno è di 43 miliardi di dollari equivalente a una crescita del 7%, inferiore a quello registrato nel 2010 che aveva conosciuto un aumento dell’11%.

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EMC rinnova la struttura EMEA https://www.datamanager.it/news/emc/emc-rinnova-la-struttura-emea Mon, 11 Apr 2011 09:01:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/04/emc-rinnova-la-struttura-emea/ La suddivisione geografica in due organizzazioni permetterà di essere più vicini ai clienti nel loro percorso verso il Cloud

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La suddivisione geografica in due organizzazioni permetterà di essere più vicini ai clienti nel loro percorso verso il Cloud

EMC Corporation, leader mondiale nelle soluzioni e tecnologie per la gestione delle informazioni, ha ridisegnato la propria struttura manageriale per l’area EMEA (Europe, Middle East e Africa), con l’obiettivo di accelerare ulteriormente la crescita nell’area e supportare in modo ancor più efficace i clienti nel loro percorso verso il cloud computing.

A questo scopo, l’area è stata suddivisa in due aree geografiche distinte, che sono state affidate a manager di grande esperienza e da tempo in azienda. Adrian McDonald è stato promosso Presidente dell’area EMEA Nord mentre Christian Hiller ha assunto il ruolo di Presidente dell’area EMEA Sud.

Nel corso del 2010, l’intera area EMEA ha registrato risultati particolarmente positivi. Il nuovo team manageriale avrà il compito di sostenere questo trend favorevole, sottolineando ulteriormente il ruolo di rilievo che questa area gioca nei risultati complessi dell’azienda. In particolare, per il 2011 EMC prevede che saranno i Big Data – già oggi elemento cardine nella crescita vertiginosa dei dati – a guidare i risultati aziendali. Con questo termine si intendono le quantità enormi di dati, interne ed esterne, che obbligano le organizzazioni ad implementare nuove architetture IT per acquisirli, archiviarli ed analizzarli rapidamente per poterne sfruttare appieno il valore.

Il nuovo team dirigenziale, articolato sulle aree distinte EMEA Nord ed EMEA Sud, permetterà a EMC di cogliere al meglio le numerose opportunità che si presentano nell’area, supportando al meglio i clienti nei diversi mercati. Fanno parte dell’area EMEA Nord Regno Unito, Irlanda, Europa del Nord ed Europa dell’Est; L’area EMEA Sud comprende invece Italia, Francia, Germania, Spagna , i paesi del Mediterraneo orientale, Medio Oriente ed Africa.

Adrian McDonald era Managing Director del Regno Unito e dell’Irlanda, Christian Hiller Managing Director della Francia. I due vanno a sostuire Rainer Erlat, che assume la carica di Chairman di EMC International, dopo aver guidato per otto anni la region EMEA.

 

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La riorganizzazione 2011 di Magirus Italia https://www.datamanager.it/news/magirus-italia/la-riorganizzazione-2011-di-magirus-italia Fri, 11 Feb 2011 09:29:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/02/la-riorganizzazione-2011-di-magirus-italia/ Magirus annuncia una riorganizzazione interna verticale nell'ottica di un rafforzamento delle relazioni con i clienti e per favorire la migliore proposizione di tutte le soluzioni tecnologiche a valore distribuite in ambito virtualizzazione, sicurezza, storage, intelligence network e open source.

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Magirus annuncia una riorganizzazione interna verticale nell’ottica di un rafforzamento delle relazioni con i clienti e per favorire la migliore proposizione di tutte le soluzioni tecnologiche a valore distribuite in ambito virtualizzazione, sicurezza, storage, intelligence network e open source.

Allo scopo di unire i concetti di valore nella competenza tecnologica ai fattori di economicità delle soluzioni e a veloci tempi di risposta, Magirus abbandona l’organizzazione suddivisa per Business Unit e assume una configurazione verticale in grado di proporre al cliente un’unica struttura commerciale che offre un supporto a 360 gradi.

Il modello crossing sarà il medesimo anche per i vendor che potranno cogliere opportunità diverse in nuovi mercati. Inoltre, verranno implementate per i rivenditori maggiori attività e azioni ad hoc, mirate e a loro riservate, per fornire gli strumenti e gli skill necessari focalizzati su un’offerta di soluzione integrata.

Vengono dunque create due nuove strutture, una prettamente Commerciale, rivolta soprattutto ai clienti e l’altra, denominata Channel Development, il cui compito è quello di tradurre in soluzioni pratiche per il mercato l’offerta tecnologica dei vendor a portafoglio. La struttura Commerciale è composta da un gruppo di Account Manager a presidio diretto del territorio e un gruppo di Inside Sales che, oltre a supportare gli account per i grandi clienti, seguono in autonomia quei rivenditori che hanno come esigenza primaria il supporto giornaliero con risposte in tempi veloci.

L’area Channel Development, la cui guida è stata assegnata a Marco Taluzzi, è strutturata in tre gruppi: il team Business Development Manager, quello di pre-vendita e i Servizi Professionali e Training. In questa area sono concentrate una serie di forti competenze tecnologiche e di mercato in grado di supportare al meglio lo sviluppo del canale in tutti gli aspetti della sua evoluzione, dal proporre ai rivenditori le nuove offerte del vendor, al processo di enablement, al supporto progettuale.

Anche in area Marketing sono stati apportati importanti cambiamenti. Una struttura ad hoc, sotto la guida di Monica Bernabei, è stata creata per favorire il massimo supporto a vendor e clienti nella generazione di nuove opportunità di business anche legate all’integrazione di tecnologie diverse e per sostenere i clienti con importanti azioni di demand generation.

Infine, le sezioni Backoffice e Finance completano il quadro di una struttura pronta per importantissime crescite per l’azienda e i propri partner.

Andrea Massari, country manager, ha commentato: “La riorganizzazione di Magirus è un impegno che ci aiuta ad adeguare la nostra struttura ai mutamenti del mercato, in cui virtualizzazione, sicurezza e storage convergono verso soluzioni sempre più integrate e capaci di offrire ciò di cui hanno bisogno gli utenti finali in termini di ottimizzazione e riduzione dei costi di utilizzo dei Data Center”.

Magirus nel corso degli anni è divenuta un punto di riferimento per il mercato IT come fornitore di soluzioni innovative che si basano sull’integrazione fra tecnologie e servizi. Da sempre uno dei suoi punti di forza è la continua capacità di adattare il proprio modello di business all’evoluzione del mercato in modo da mantenere inalterate le caratteristiche di distributore a valore aggiunto, capace di creare e sviluppare il mercato dei vendor.

 

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