reputation manager – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:23:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png reputation manager – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il popolo dei social diviso su Mattarella: Twitter solidale mentre su Facebook l’80% critica https://www.datamanager.it/2018/05/il-popolo-dei-social-diviso-su-mattarella-twitter-solidale-mentre-su-facebook-l80-critica/ Thu, 31 May 2018 09:52:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148694 L’analisi di Reputation Manager: Twitter solidale con il 79% degli utenti a difesa della decisione del Presidente mentre su Facebook l’80% critica duramente. In generale, oltre la metà degli italiani online in disaccordo con Mattarella Il 65% degli utenti che si sono espressi online non è d’accordo con la decisione del Presidente della Repubblica Sergio […]

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L’analisi di Reputation Manager: Twitter solidale con il 79% degli utenti a difesa della decisione del Presidente mentre su Facebook l’80% critica duramente. In generale, oltre la metà degli italiani online in disaccordo con Mattarella

Il 65% degli utenti che si sono espressi online non è d’accordo con la decisione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella legata al nome di Paolo Savona come possibile Ministero dell’Economia, e la critica soprattutto su Facebook, dove l’80% dei commenti è negativo.

Al contrario, gli utenti di Twitter si mostrano decisamente solidali nei confronti del Presidente. Il 79% dei tweet sostiene la posizione del Quirinale e solo il 21% si dichiara contrario. È quanto risulta dall’analisi di Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, che ha preso in esame contenuti in particolare su Facebook e Twitter, teatri principali della diatriba online da quando si è interrotta la trattativa per la composizione del governo Lega-Movimento 5 Stelle.

“La totale inversione del sentiment registrata su Twitter e Facebook – commenta Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager – rivela un’analoga distanza tra i target che utilizzano solitamente i due canali: Facebook ha infatti raccolto le immediate reazioni degli utenti con una carica emotiva più evidente, Twitter in linea con il suo posizionamento è stato utilizzato principalmente dal mondo dell’informazione, della politica e in generale da utenti che hanno preferito mantenere nei loro commenti una linea più tecnica e istituzionale. Per quanto la campagna #iostoconmattarella sia nata spontaneamente nei tweet, non ha comunque raggiunto l’impatto emotivo dei commenti sparsi ovunque su Facebook”.

La reazione negativa degli utenti

I sostenitori del nascente Governo “legastellato”, ma non solo loro, hanno invaso il web con centinaia di commenti, immagini e GIF animate farcite di insulti, minacce e offese al Presidente della Repubblica. Gli hashtag #nonseiilmiopresidente, #iononstoconmattarella o #mattarelladimettiti hanno invaso il mondo social. C’è chi accusa il Presidente della Repubblica di adottare una politica dittatoriale “ora non si tratta più di lotta tra destra e sinistra. Ora si tratta di lottare uniti per la sovranità popolare contro l’europeismo massacrante e dittatoriale”, chi invece lo accusa di aver mandato nel caos l’intero Paese solo per fini ideologici “Non esiste mandare nel caos il paese per fini ideologici. Credo sia arrivato il momento per #impeachment a #Mattarella. È una strada obbligata e coerente”.

Tanti sono i commenti di chi si è sentito “tradito” dalla Repubblica italiana, dal sistema di voto, dalla democrazia e dai politici in generale.

I commenti in difesa del Presidente Mattarella

D’altro canto molti sono stati, soprattutto su Twitter, anche i commenti e le parole di solidarietà espresse nei confronti del Presidente – emerso nelle descrizioni come una figura mite e un inflessibile statista. Gli hashtag #iostoconmattarella o #graziepresidente sono stati ritwittati centinaia di volte. “Grazie al presidente #Mattarella per la limpida fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano” o “Il Presidente #Mattarella ha agito nel rispetto della Costituzione e nell’interesse degli italiani #GraziePresidente” e ancora “Da oggi Sergio Mattarella ha un posto d’onore nei libri di storia. Se lo merita tutto. #iostoconMattarella” sono tra i commenti positivi più ricorrenti sui social. Sono poi molti gli internauti che traggono un respiro di sollievo dopo il discorso del Capo di Stato e apprezzano il suo coraggio: “Mattarella non si è fatto intimidire dalla mafia figuriamoci da quattro fascisti #iostoconmattarella”.

I leader politici e i commenti ai loro post

Interessante analizzare infine i commenti sotto i post dei principali leader politici della scena italiana. La pagina Facebook che ha registrato la maggior reattività sulla vicenda è quella di Matteo Salvini, seguita da quella di Luigi Di Maio e Giorgia Meloni. Gli utenti più solidali con Mattarella si trovano in particolar modo sulla pagina di Matteo Renzi (63% di commenti positivi).

Inaspettatamente sulla pagina di Luigi Di Maio, tra la valanga di critiche piovute all’indirizzo del Presidente della Repubblica, si registra un 25% di commenti a favore di Mattarella e della sua decisione.

I più ostili nei confronti di Mattarella si trovano invece sulla pagine social di Matteo Salvini (92% di commenti negativi nei confronti del Presidente), Giorgia Meloni (87% di commenti negativi), Alessandro Di Battista (83% di commenti negativi) e infine, anche qui un dato che stupisce data la posizione espressa dal leader di Liberi e Uguali, su quella di Pietro Grasso, che tra i commenti sulla vicenda rilasciati dai suoi fan conta il 59% di critiche verso la decisione di Mattarella.

Situazione simile sulla pagina di Silvio Berlusconi, la cui fanbase non sembra aver particolarmente gradito il sostegno espresso dal leader di Forza Italia a Mattarella, come espresso da diversi commenti.

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Blockchain: come la pensa la rete? Apocalittici VS Integrati https://www.datamanager.it/2018/04/blockchain-come-la-pensa-la-rete-apocalittici-vs-integrati/ Thu, 05 Apr 2018 15:20:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145099 I temi più ricorrenti: sicurezza, affidabilità e indipendenza. Tra le applicazioni, la più chiacchierata sul web è Steemit, nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti Blockchain, per alcuni questa parola è sinonimo di un nuovo modo di pensare Internet, un nuovo […]

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I temi più ricorrenti: sicurezza, affidabilità e indipendenza. Tra le applicazioni, la più chiacchierata sul web è Steemit, nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti

Blockchain, per alcuni questa parola è sinonimo di un nuovo modo di pensare Internet, un nuovo metodo per eseguire le transazioni online e più nello specifico una rivisitazione del concetto stesso di Trust. Per altri è la “grande rivoluzione”, il “futuro del business” o addirittura una delle invenzioni più importanti dopo la creazione e lo sviluppo del World Wide Web.

Per capire meglio cosa pensa il web della cosiddetta “catena a blocchi” e per cercare di delineare meglio il futuro di questa tecnologia, Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, ha monitorato le conversazioni online degli utenti.

L’analisi, che si riferisce al periodo agosto 2017 – febbraio 2018 ed è basata sul monitoraggio dei contenuti UGC (generati dagli utenti nei diversi canali online: post/commenti ad articoli, blog, ecc…), evidenzia come l’86% degli utenti sia particolarmente ottimista sulle opportunità e sulle relative possibilità di business, che le nuove tecnologie di transazione online e le criptovalute potrebbero apportare alla società odierna. Il 14% del web, invece, teme i pericoli incombenti che si nasconderebbero dietro al facile entusiasmo delle nuove scienze informatiche.

Non mancano poi i commenti di chi si trova in difficoltà sulla comprensione del fenomeno blockchain in generale o sull’esatta definizione di termini tecnici come bitcoin, ledger, miner, rete peer to peer, token ecc… Interessante notare come il 70% degli articoli online e dei commenti degli utenti leghi il concetto di blockchain a quello di bitcoin e citi spesso insieme questi due termini, che pur essendo strettamente connessi, trattano di fenomeni tecnologici totalmente diversi. Solo nel 30% dei casi analizzati risultano esser presi in esame singolarmente.

Sicurezza e affidabilità

La sicurezza e l’affidabilità della tecnologia blockchain sono tra le tematiche più ricorrenti online. Molti utenti sembrano essere piuttosto fiduciosi della “catena a blocchi” e del suo sistema di open source, che rende l’alterazione dei dati registrati al suo interno incredibilmente difficile e per alcuni addirittura impossibile da modificare. Altri, al contrario, non nascondono una certa preoccupazione nei confronti di un sistema automatizzato, basato su regole predeterminate e con un controllo umano pressoché assente. Gli “apocalittici” ipotizzano infatti che con il passare del tempo ci sia un evidente aumento delle attività illegali online.

Indipendenza e semplificazione

Altro tema che sembra scaldare gli animi degli internauti è quello relativo all’aspetto “indipendente” della blockchain. Non esiste controllo, o meglio, esso c’è ma è affidato totalmente agli investitori e agli sviluppatori in generale. Sono loro infatti, a “dettare le regole del gioco” senza interferenze di terze parti come governi o istituzioni. Non essendoci coinvolgimenti di intermediari collegati alle transazioni, i processi non solo si velocizzano di gran lunga ma si semplificano. Tra i sostenitori più tenaci c’è chi afferma che grazie alla blockchain sparirà la burocrazia che rallenta i processi e la Pubblica Amministrazione sarà tra i principali beneficiari della nuova tecnologia.

La bolla speculativa

I commenti sul web sono polarizzati da chi esalta le possibilità di guadagni favolosi grazie all’utilizzo dei bitcoin, delle criptovalute e della tecnologia blockchain ma c’è anche chi al contrario avverte l’imminente scoppio di una bolla speculativa. Commenti come “Blockchain = rivoluzione e le attuali criptomonete = bolla che lascerà molto presto parecchia gente in mutande se non cambierà qualcosa” o “Pura speculazione… che si trasformerà realmente in una bolla, i disastri finanziari conseguenti si trasferiranno anche e soprattutto sull’economia reale… e a farne le spese saranno come sempre gli inermi lavoratori” sono molto frequenti nei dibattiti online degli utenti.

L’impatto ambientale

Ciò che desta più perplessità fra i commentatori online è l’eccessivo costo in termini di sostenibilità per far funzionare le transazioni online tramite bitcoin. L’impatto ambientale negativo di questa nuova tecnologia risulta essere particolarmente elevato e decisamente poco green per molti degli utenti.

I social network

Molto “chiacchierata” sul web è Steemit: la nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti. Questo social network è basato sulla tecnologia blockchain e registra precisamente tutte le transazioni online avvenute. Il guadagno della persona dipende dal grado di coinvolgimento che può generare il proprio post: più interazioni equivalgono a una maggiore ricompensa.

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Top Manager Reputation marzo 2018: Marchionne si conferma in vetta https://www.datamanager.it/2018/03/top-manager-reputation-marzo-2018-marchionne-si-conferma-in-vetta/ Thu, 29 Mar 2018 13:55:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144683 Per la prima volta entra nella TOP 15 Matteo del Fante, AD di Poste Italiane, grazie all’annuncio della presentazione del nuovo piano industriale. Si riconferma in vetta alla classifica Sergio Marchionne, FCA-Fiat Sergio Marchionne si conferma alla vetta di TOP Manager Reputation, l’osservatorio permanente realizzato da Reputation Manager, che ogni mese monitora la reputazione online delle […]

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Per la prima volta entra nella TOP 15 Matteo del Fante, AD di Poste Italiane, grazie all’annuncio della presentazione del nuovo piano industriale. Si riconferma in vetta alla classifica Sergio Marchionne, FCA-Fiat

Sergio Marchionne si conferma alla vetta di TOP Manager Reputation, l’osservatorio permanente realizzato da Reputation Manager, che ogni mese monitora la reputazione online delle figure apicali delle principali aziende italiane. Il numero uno di FCA-Fiat continua a incrementare il suo punteggio arrivando a toccare 80,71 punti su 100: un trend estremamente positivo che nell’ultimo anno ha visto crescere la presenza rilevante di Marchionne sulla scena mediatica grazie soprattutto ai risultati record di Ferrari (8.400 auto vendute nel 2017 e ricavi in crescita del 10%) e di Fca che ha raddoppiato gli utili, dimezzando il debito. Gli osservatori guardano positivamente anche ai suoi progetti per il futuro, come l’accordo con Google nel business delle auto senza conducente.

Al secondo posto troviamo stabile Urbano Cairo con 71,28 punti che attraverso varie interviste ha alimentato la sua presenza digitale, parlando di vari argomenti di cui è indiscusso protagonista: “Calcio, giornali, Italia, elezioni, televisioni, leadership” titola il Foglio, mentre sulla testata Italia Oggi parla di progetti futuri come ad esempio la nuova casa editrice di libri Solferino di Rcs.

Francesco Starace si conferma al terzo posto con un punteggio di 64,12. In primo piano per la sua identità digitale: i risultati preliminari del 2017 molto positivi, i crescenti investimenti nel green, gli eventi promossi per approfondire il tema della sostenibilità.

Per la prima volta entra nella top 15 Matteo Del Fante, AD di Poste Italiane, che raggiunge la 12esima posizione (+10 gradini rispetto alla rilevazione precedente) grazie all’annuncio della presentazione del nuovo piano industriale che punterà su investimenti e consulenza. “È il binomio di prodotti finanziari che caratterizzerà l’offerta di Poste Italiane nel settore del risparmio gestito” questa la strategia delineata dall’AD, in una conference call con gli analisti. Parlando alla comunità finanziaria, l’amministratore delegato del Gruppo ha illustrato “il recente rinnovo della partnership con Anima, a cui viene delegata la gestione di 70 miliardi di euro di asset nel segmento dei fondi comuni, in cambio di 120 milioni di commissioni. Oltre ai fondi di Anima, nell’offerta di Poste ci saranno i tradizionali Buoni Fruttiferi Postali emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti.” Il mercato sembra apprezzare il nuovo passo dettato dal manager, infatti secondo i risultati preliminari: “Poste Italiane fa il pieno di utili nel 2017”.

I top movers: Marchetti e Nagel scalano la classifica

Federico Marchetti, CEO di Yoox Net-a-Porter, guadagna ben 27 posizioni salendo al 21° posto di Top Manager Reputation con un punteggio di 48,31 punti grazie al “momento memorabile”, usando le parole dello stesso Marchetti, vissuto da Ynap che è stata acquisita dal colosso svizzero Richemont, uno dei principali gruppi operanti nel settore del lusso a livello globale. È stato lo stesso numero uno di Ynap ad annunciare l’acquisizione in un lungo post su Facebook sottolineando come questo sia il coronamento di un grande percorso di crescita vissuto dalla sua azienda lanciata come start up nel 1999 e divenuta oggi “l’Amazon della moda”, valutata 5,3 miliardi di euro. Quotidiani e siti news celebrano l’impresa del top manager ravennate: “Uno su mille su ce la fa. E quell’uno in Italia si chiama Federico Marchetti.”, “Non è una notizia finanziaria e basta questa: è una favola, ogni tanto succedono”, “Marchetti non solo ha avuto l’idea, ma è stato capace di tradurla in una realtà quotata tra le 40 maggiori italiane di Piazza Affari e che vende oggetti di lusso in 180 paesi”.

Alberto Nagel, AD di Mediobanca, con 46,16 punti sale al 32° posto in classifica crescendo di 26 posizioni. La sua reputazione online beneficia delle ottime performance finanziarie del Gruppo, che ha presentato risultati semestrali sopra le attese registrando un utile netto record per l’istituto a 476 milioni, in crescita del 14% dall’anno precedente. Il manager alla guida della banca di Piazzetta Cuccia, cavalca il momento positivo sottolineando come grazie ai trend operativi più solidi e alla generazione di capitale aumenteranno anche i dividendi degli azionisti, con un utile netto che passerà dal 40% al 40-50%.

Nagel guarda al futuro e intende continuare a crescere con un piano di investimenti, attraverso operazioni tattiche di merger & acquisition, soprattutto sul wealth management e il credito al consumo.

I settori in crescita

Trasporti (+2,3%), Fashion (+1,1%), Finance (+1%) e Industria (+1%) sono i settori in crescita grazie alla reputazione dei manager che ne fanno parte.

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Elezioni: come e cosa comunicano i politici sui social https://www.datamanager.it/2018/03/elezioni-cosa-comunicano-politici-sui-social/ Fri, 02 Mar 2018 10:05:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142601 Reputation Manager ha analizzato post e tweet dei principali politici durante la campagna elettorale per identificare la loro “personalità social” Idee programmatiche (39%) e antagonismo (35%): sono queste le modalità di comunicazione social più utilizzate dai politici in campagna elettorale; non si parla mai di leadership, poco di valori legati al partito/coalizione (9%). Sono questi […]

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Reputation Manager ha analizzato post e tweet dei principali politici durante la campagna elettorale per identificare la loro “personalità social”

Idee programmatiche (39%) e antagonismo (35%): sono queste le modalità di comunicazione social più utilizzate dai politici in campagna elettorale; non si parla mai di leadership, poco di valori legati al partito/coalizione (9%).

Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dall’analisi condotta da Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, che ha analizzato la comunicazione (Twitter e Facebook, nel mese di gennaio) dei principali politici in vista delle elezioni del 4 marzo, al fine di capire come e cosa comunicano i canditati e indentificare la loro “personalità social”. Le modalità comunicative dei leader sono identificate in 6 macrocategorie: idee programmatiche, antagonismo, valori, slogan, risultati e sfera personale. Ogni esponente politico è stato identificato secondo il suo carattere comunicativo saliente.

Silvio Berlusconi, “Il poliedrico” – Il leader di Forza Italia sui social parla soprattutto di programma politico (il 44,4%): il cavallo di battaglia è la riduzione delle «tasse», seconda parola da lui più utilizzata dopo «Italia». Nel 28,9% di post e tweet Berlusconi attacca gli avversari, bersagli preferiti Di Maio e Renzi: l’uno giudicato incompetente, l’altro una promessa mancata. I suoi valori di riferimento sono veicolati dal 7% dei suoi messaggi: ottimismo, autodeterminazione e famiglia. La sua comunicazione social punta principalmente su Twitter (318 tweet), ma i suoi fan però sono molto più attivi su Facebook dove a fronte dei suoi 54 post, si sono registrate in totale 443.588 interazioni tra post, commenti e like, un numero 7 volte superiore alle interazioni su Twitter.

Luigi Di Maio, “L’antagonista” – Il suo programma elettorale sui social si sviluppa principalmente sull’antagonismo (50%) rispetto alle altre forze politiche in campo. I suoi contenuti sono quindi costruiti «contro»: il PDL e i professionisti della politica; i privilegi della casta; i dinosauri della politica come Berlusconi, tutte le idee programmatiche degli oppositori Berlusconi e Renzi. Per quanto riguarda invece le idee programmatiche riferite al suo movimento, Di Maio parla di scuola, Italia, qualità della vita, e dell’abolizione di leggi ritenute inutili. Tutto gira intorno al concetto di «cittadini», assente nel linguaggio degli avversari. Spesso fa ricorso a slogan (13,33%), ad esempio «Partecipa, scegli, cambia», «Nessuno deve rimanere indietro!», #Rally invece è l‘hashtag utilizzato nel 17% dei contenuti per promuovere la campagna elettorale itinerante per il Paese.

Matteo Renzi, “Il concreto” – Parla attraverso i suoi social a una platea di oltre 4,5 milioni di seguaci (la più ampia tra quelli monitorati), il 75% dei suoi contenuti si concentrano su Twitter. Fa spesso riferimento a idee programmatiche (30,43%), in particolare parla di tasse, di vaccini, lavoro e ricerca. Tra i politici analizzati è quello che dedica più spazio ai risultati, forte dell’esperienza di governo del PD appena conclusa. Tra le parole che utilizza di più c’è appunto «fatto». Anche lui come altri leader punta sull’antagonismo (28,26%), i suoi bersagli preferiti sono Di Maio e il M5S e Silvio Berlusconi. Il 15% dei suoi messaggi si basa sui valori legati alla propria coalizione, in questo caso le parole d’ordine sono concretezza, cultura e Italia. Renzi è anche il leader che dà maggiore visibilità sui social alla sua sfera personale. Gli aggiornamenti sulla sua vita privata occupano quasi il 9% dei contenuti: il post sul suo compleanno è certamente quello che ha avuto maggior successo di pubblico, guadagnando oltre 72mila like tra Facebook e Twitter.

Matteo Salvini, “Il bulimico” – Ha un approccio “sistematico” alla comunicazione social: scrive con la stessa intensità su Twitter e Facebook, qui in particolare gli utenti sono molto attivi infatti a gennaio la sua Fan Page ha registrato ben 1.869.578 interazioni.  I social sono per lui senz’altro un mezzo per affermare la propria leadership e comunicare in modo autoreferenziale (indicativo il fatto che la parola da lui più usata sia proprio #Salvini). Parla soprattutto del suo programma politico (42%). Una fetta considerevole dei suoi messaggi è impregnata di antagonismo: il nemico numero uno è Renzi. Il 7% dei messaggi è fatto di slogan (uno su tutti l’hashtag #4marzovotolega), mentre il 6% è dedicato alla sua vita privata: spesso condivide momenti con la sua famiglia, in particolare con la figlia Mirta.

Giorgia Meloni, “La pasionaria” – Sui social dà un colpo al cerchio e uno alla botte: il 38% delle volte attacca (principalmente chiunque faccia iniziative o proposte a favore degli immigrati); il 36% parla del suo programma, cavalcando il suo slogan di battaglia «Prima gli Italiani». Il livello di audience su Facebook e Twitter è simile, ma il suo mezzo di comunicazione preferito è la sua Fan Page, dove a gennaio ha postato 152 messaggi a fronte di 21 tweet. Considerevole il discorso sui valori (11,3%), in cui mette costantemente al centro l’italianità e la sua difesa, non solo attraverso le sue proposte politiche, ma anche attraverso il commento dell’attualità e di ricorrenze storiche.

Pietro Grasso, “L’istituzionale” – È certamente il politico che ha la comunicazione più istituzionale, basata sulle idee programmatiche (56,25%), sui valori (28,13%) e sugli slogan (12,50%), con un tono pacato, che dà grande risalto alla forza costruttiva e non distruttiva della politica e al ruolo delle Istituzioni. È lui stesso a definirsi infatti «Uomo delle istituzioni». Parla di legalità ed è l’unico che usa la parola «giovani», focalizzando il discorso sulle loro problematiche e su possibili soluzioni, sul valore dell’istruzione, del lavoro, della squadra e della responsabilità. Tra tutti è quello che ha il più alto tasso di engagement con la propria audience, che si concentra maggiormente su Twitter (599.190), il mezzo preferito dal leader anche per comunicare. L’antagonismo verso gli avversari politici gioca un ruolo marginale nella sua comunicazione social (3,13%). Quando lo fa, non colpisce un avversario specifico, ma il diverso modo di fare campagna elettorale delle altre forze politiche.

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Top Manager Reputation: Marchionne re indiscusso del web https://www.datamanager.it/2018/02/top-manager-reputation-marchionne-re-indiscusso-del-web/ Fri, 23 Feb 2018 09:41:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141928 Cresce la reputazione online di Ennio e Massimo Antonio Doris (Banca Mediolanum), Carlo Messina (Intesa Sanpaolo) e Andrea Bonomi (Investindustrial) e Jean Pierre Mustier (Unicredit) Sergio Marchionne consolida il primato di TOP Manager Reputation, l’osservatorio permanente realizzato da Reputation Manager, che ogni mese monitora la reputazione online delle figure apicali delle principali aziende italiane. Il […]

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Cresce la reputazione online di Ennio e Massimo Antonio Doris (Banca Mediolanum), Carlo Messina (Intesa Sanpaolo) e Andrea Bonomi (Investindustrial) e Jean Pierre Mustier (Unicredit)

Sergio Marchionne consolida il primato di TOP Manager Reputation, l’osservatorio permanente realizzato da Reputation Manager, che ogni mese monitora la reputazione online delle figure apicali delle principali aziende italiane. Il numero uno di FCA-Fiat conquista il punteggio più alto di sempre 78,8 su 100, beneficiando dei risultati di bilancio raggiunti dal gruppo automobilistico, che nelle ultime settimane ha segnato più volte nuovi massimi storici a Piazza Affari, frutto delle sue strategie e delle sue scelte: “La bravura di un top manager a volte si vede anche dalla capacità di fare scelte rivoluzionarie e dalla flessibilità con cui può decidere di rivedere proprie posizioni. E sembra proprio quello che è accaduto a Sergio Marchionne, Amministratore Delegato di Fca, che in un colpo solo è riuscito a confermare entrambi gli stereotipi sopra menzionati.”, il commento delle testate online.

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Secondo con 71,4 Urbano Cairo che aumenta la sua presenza digitale soprattutto nei contenuti online dedicati allo sport, grazie alla nomina del nuovo allenatore del Torino, Walter Mazzari e alle dichiarazioni fatte ai tifosi sui progetti per il futuro. Sempre presenti invece i rumors su una sua possibile discesa in politica, spesso alimentata dalle simmetrie rintracciate tra la sua carriera e quella di Silvio Berlusconi. Voci che però non sembrano trovare conferme, anche se gli osservatori notano un certo interesse del piemontese per la politica.

Con un punteggio di 62,1 si conferma stabile sul terzo gradino del podio Francesco Starace. In primo piano per la sua identità digitale la nomina di membro della European High Level Multi-Stakeholder Platform, la piattaforma che si occupa di implementare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. “Enel è la sola azienda italiana all’interno della nuova piattaforma da 30 membri, dei quali soltanto due espressione del settore privato” a dimostrazione del grande lavoro portato avanti dal manager in tema di sostenibilità ambientale. Enel torna inoltre sul mercato dei capitali con un green bond da 1,25 milioni. Come è noto rispetto alle obbligazioni tradizionali le emissioni “verdi” sono destinate a progetti e a investitori con un focus particolare su sostenibilità ambientale e climatica.

Le performance dei manager del finance

Carlo Messina AD di Intesa Sanpaolo si piazza 9° (+6 posizioni), soprattutto per contenuti legati all’accordo con i sindacati che vede da un lato l’uscita volontaria di 9mila dipendenti dopo l’acquisizione di rami di attività delle Banche Venete e dall’altra un piano rivolto ai giovani finalizzato all’assunzione di 1.500 dipendenti, nell’ottica di “mettere sempre al centro le persone e la tutela dell’occupazione” come dichiarato dallo stesso manager. Inoltre in vista della presentazione del nuovo piano industriale di impresa, Carlo Messina dà il via alla costruzione di una nuova struttura di gruppo: “L’evoluzione dell’articolazione organizzativa è coerente con l’obiettivo di poter servire al meglio la clientela del Gruppo, anticipando le evoluzioni di mercato e conseguendo risultati in crescita e sostenibili nel tempo”, dichiara il top manager.

“I dipendenti tornano ad essere l’asset fondamentale su cui investire e con cui dialogare nei momenti di cambiamento di una grande azienda. È fondamentale per rimanere competitivi sul mercato e ristrutturare le organizzazioni, come dimostrano le strategie dei manager che crescono sistematicamente in classifica. La reputazione dell’azienda veicolata dai dipendenti influenza quindi anche la reputazione del manager che la guida” dichiara Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.

Jean Pierre Mustier, AD di Unicredit raggiunge la 15ª posizione, con un balzo in avanti di 4. Il banchiere di origine francese è riuscito a “pulire la banca dalle sofferenze, ha rafforzato il capitale e l’ha rilanciata” proseguendo anche in una trasformazione dell’istituto di credito da “banca nazional-europea a vero istituto internazionale”.

Il nuovo spot lanciato per presentare l’evoluzione del servizio Apple Pay di Banca Mediolanum e il record assoluto di raccolta netta in fondi e gestione raggiunta dal gruppo (pari a 5,8 miliardi di) giovano alla web reputation di Ennio Doris (Presidente) che sale di 7 posti e arriva al 13° posto, e del figlio Massimo Antonio Doris (AD), che invece di posizioni ne guadagna 13, piazzandosi 50°.

Il presidente di Investindustrial Andrea Bonomi, guadagna invece 17 posti e arriva in 17ª posizione con un punteggio di 47,8. La sua identità digitale è rafforzata da una lunga intervista a La Stampa, in cui affronta i temi della ripresa del sistema economico italiano, di investimenti, di impresa e banche, e l’acquisizione di OKA, la catena britannica di negozi di arredamento di pregio e l’acquisto di Ceme Group (società leader nel mercato della produzione di soluzioni ad alto contenuto tecnologico e di precisione per il controllo dei fluidi) da parte di una società di investimento controllata da Investindustrial.

Le campagne acquisti fanno volare anche la reputazione online di Lapo Civiletti CEO di Ferrero, che raggiunge la 66 ª posizione (+10 posti rispetto alla rilevazione precedente) grazie all’acquisizione di oltre 20 storici brand americani del settore dolciario per 2,8 miliardi di dollari, che secondo la stampa online rappresenta “una rottura rispetto al passato: con la nomina di un Amministratore Delegato scelto al di fuori della famiglia proprietaria, Lapo Civiletti, l’azienda si sta trasformando in una vera e propria multinazionale dei prodotti di consumo”.

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Sanremo 2018: Baglioni divide il web, il 42% teme un Festival “vecchio” https://www.datamanager.it/2018/02/sanremo-2018-baglioni-divide-web-42-teme-un-festival-vecchio/ Thu, 01 Feb 2018 11:50:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140107 Negli ultimi tre mesi più di 31 mila commenti sui social. A pochi giorni dall’inizio, l’indagine di Reputation Manager analizza il lato social del Festival A pochi giorni dall’inizio del Festival di Sanremo, Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online dei brand e delle figure di rilievo pubblico, rende noti i […]

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Negli ultimi tre mesi più di 31 mila commenti sui social. A pochi giorni dall’inizio, l’indagine di Reputation Manager analizza il lato social del Festival

A pochi giorni dall’inizio del Festival di Sanremo, Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online dei brand e delle figure di rilievo pubblico, rende noti i risultati di un’analisi condotta negli ultimi tre mesi per capire cosa si aspetta il pubblico social dal Festival e in particolare l’opinione sui conduttori di questa edizione. Negli ultimi tre mesi sono stati pubblicati già 31.131 commenti sui canali social ufficiali del Festival e su quelli dei tre conduttori.

IL 57% DEI COMMENTI È SU CLAUDIO BAGLIONI, AMATO DAI SUOI FAN MA CRITICATO PER LE SCELTE ARTISTICHE

Capitan Baglioni alla guida di Sanremo 2018 è un protagonista che divide: se da un lato i suoi fan storici lo amano incondizionatamente e aspettano con ansia questa sua edizione del Festival (43%), dall’altro una considerevole fetta di pubblico social (42%) critica decisamente la decisione della RAI di affidargli il timone della kermesse perché lo ritiene troppo conservatore nelle scelte artistiche. Chi elogia il suo stile scrive: “La musica al centro. L’onestà, l’attenzione e l’umiltà che metti in ogni tuo progetto sono già garanzia di uno spettacolo che sarà davvero all’insegna della passione e della professionalità. Classe e pacatezza ti vedranno conducente vincitore su quel palco. Un abbraccio grande, caro Claudio. Noi saremo con te.”  Al contrario chi lo critica punta il dito contro la scarsa selezione di giovani: “Quest’anno ci sono un sacco di nomi “ma esiste ancora” ah ma canta ancora” “ma non era morto questo” … ci credo metti alla guida uno come Baglioni conservatore delle tradizioni. Non è moderno. Sanremo andrebbe presentato da gente tipo Cattalan la Comello ecc ecc”. A questo proposito una critica illustre è arrivata dalla conduttrice della scorsa edizione Maria De Filippi che ha contestato apertamente la scelta di Baglioni di escludere dal Festival i ragazzi dei talent.

MICHELLE HUNZIKER CATALIZZA IL 35% DEI COMMENTI, MA SONO QUASI TUTTI NEGATIVI

Braccio destro di Baglioni nella conduzione di Sanremo 2018, Michelle Hunziker ha raccolto sul web, almeno finora, solo critiche: il cachet di 400mila euro pattuito per le cinque serate del Festival, nonostante sia una cifra che non arriva neanche alla metà di quella che aveva ricevuto alla sua prima esperienza sanremese con Pippo Baudo, le è costato in termini reputazionali il  61% di commenti negativi. Su Twitter si ironizza: “Finalmente ho capito perché Michelle Hunziker ride sempre: prenderà 400.000€ per condurre Sanremo. Ora è tutto chiaro.”; “La prima brutta notizia del 2018 la Hunziker a Sanremo e la pagano pure!”.

FAVINO PROMOSSO, MA POCO COMMENTATO

Forse il più outsider dei tre conduttori, Pierfrancesco Favino, introdotto dal Festival come il “Banderas italiano”, ha ricevuto in questa fase preliminare solo l’8% dei commenti, che sono però positivi nel 38% dei casi. Già prima che venisse confermato il suo nome c’era chi faceva il tifo per lui: “Favino sarebbe un’ottima scelta. Molto simpatico, poliedrico (canta bene!) e colto. Lui sì che è un bravissimo attore.”; “Se sarà davvero Favino sono contenta perché è un bravo attore, anche se non lo conosco mi dà l’impressione che sia una bella persona”.

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Travel Appeal rilascia il primo Reputation Manager per strutture ricettive e ristoranti https://www.datamanager.it/2016/05/travel-appeal-rilascia-primo-reputation-manager-strutture-ricettive-ristoranti/ Fri, 06 May 2016 10:17:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100611 Dopo essere stato scelto da Unicredit come nuovo parametro di rating per valutare il merito creditizio dei clienti del settore del turismo, ora lo strumento Travel Appeal è gratuito per tutti gli operatori turistici che potranno monitorare e migliorare la propria reputazione digitale senza alcun costo Il 2016 per Travel Appeal è stato un anno […]

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Dopo essere stato scelto da Unicredit come nuovo parametro di rating per valutare il merito creditizio dei clienti del settore del turismo, ora lo strumento Travel Appeal è gratuito per tutti gli operatori turistici che potranno monitorare e migliorare la propria reputazione digitale senza alcun costo

Il 2016 per Travel Appeal è stato un anno molto importante, è recente l’ultimo progetto di successo portato avanti con il MiBACT che ha voluto fornire i 20 Musei Statali Autonomi italiani più importanti dello strumento Travel Appeal per permettere di monitorare e gestire meglio la loro immagine digitale. Il risultato, a pochi mesi dall’inizio, è fortemente positivo: è stata registrata una crescita del 120% dell’attività social e soprattutto dell’engagement dei visitatori dei musei (analizzando il periodo dal 20 gennaio al 30 aprile 2016 comparato con lo stesso range temporale precedente).

Google Italia ci dice che il 75% dei viaggiatori cerca online le informazioni per pianificare un viaggio. Per gli operatori turistici è quindi diventata un’esigenza impellente la presenza e la gestione della propria reputazione sul web. Accade spesso che si riescano a raccogliere molte informazioni e recensioni riguardo alla propria struttura, non riuscendo però ad analizzarle in aggregato, albergatori o ristoratori non sanno come trarne vantaggio. Per questo motivo si stanno moltiplicando gli strumenti che permettono di monitorare le informazioni in rete utilizzandole per migliorare l’immagine di un’impresa.

Travel Appeal, ha intercettato questa necessità e per prima si è dedicata a monitorare e analizzare i big data del settore del turismo fino a rilasciare, in questi giorni, una nuova versione del proprio prodotto migliorata e resa gratuita per alberghi e ristoranti. Restano disponibili a pagamento le versioni Pro e Premium con funzioni più avanziate, anche per musei e, per la prima volta, per territori e destinazioni turistiche (i dati raccolti sono relativi a ristoranti, alberghi, attrazioni, appartamenti, B&B, trasporti, musei e luoghi culturali, recensioni, conversazioni online, commenti e opinioni, tariffe e disponibilità, sentiment, meteo, traffico, flussi turistici e molti dati contestuali).

Lo strumento Travel Appeal è molto più completo di un Reputation Manager, è un sistema di business intelligence che lavora su un motore di analisi che permette di ottimizzare l’interpretazione dei dati. Incrociando più elementi differenti tra loro, Travel Appeal legge in maniera trasversale tutte le informazioni utili al miglioramento dell’offerta, andando a suggerire miglioramenti per soddisfare i bisogni reali degli utenti suddivisi per target e preferenze.

“Per esempio, monitorando tutte le strutture della Lombaradia durante il periodo dell’Expo, è emerso che la connessione wifi è stato l’unico elemento percepito negativamente dai viaggiatori, con un sentiment al 43,89% – evidenzia il fondatore di Travel Appeal, Mirko Lalli – Se un albergatore avesse uno strumento che gli sottolineasse la situazione e gli dicesse cosa fare, potrebbe sistemare il problema in tempi rapidi”. Secondo Tripadvisor ogni giorno una recensione viene vista da circa 7mila utenti. Tutti potenziali turisti che verranno influenzati nella scelta di una determinata struttura in base alla recensione letta.

Una novità fondamentale introdotta con la nuova versione di Travel Appeal è la possibilità di tenere sotto controllo il competitor che si sceglie di monitorare scoprendo così quali sono gli aspetti critici e i punti di forza della concorrenza, in cosa “performano” meglio, di quali canali si servono per comunicare e vendere la propria offerta, l’andamento delle disponibilità, dell’occupazione e dei prezzi delle camere. Per gli albergatori, Travel Appeal segnala (con una previsione fino 3 mesi) le tariffe minime, massime e medie e le disponibilità online delle camere del cliente confrontandole con quelle dei suoi competitor, suddivise per tipologia.

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Come vedono Obama gli italiani online? https://www.datamanager.it/news/come-vedono-obama-gli-italiani-online-41786.html Mon, 27 May 2013 10:25:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/come-vedono-obama-gli-italiani-online/ "Rieleggibile"...ma forse più per il passato che per il presente

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Il web 2.0 italiano stigmatizza pregi e difetti percepiti del Presidente USA – ma ne conserva tutto sommato una reputazione online positiva; Andrea Barchiesi, di Reputation Manager, ne spiega il perchè a partire dall’analisi svolta

Le conversazioni 2.0 su Barack Obama sono state rilevate e analizzate a partire da un modello concettuale suddiviso in due macro-categorie: l’“immagine”, che comprende anche la sua biografia, le opinioni su di essa e le parodie che si trovano in Rete; e naturalmente l’“azione politica”, prima come senatore e poi come presidente. In relazione alle diverse sfaccettature del personaggio, discusse nei vari contesti, è stato così possibile assegnare a ciascuna un valore positivo o negativo sulla base delle opinioni espresse e comporre un mosaico della sua identità digitale.

Si parla di Obama soprattutto attraverso i video online (46%, di cui un 23% con connotazioni decisamente negative), sulle testate giornalistiche (26%) e sui siti di news (18%). Non per niente anche termini di “media mapping” i domini web più attivi (con un posizionamento positivo e autorevole) sono Youtube.com, Repubblica.it e Corriere.it; e li seguono a ruota altri due domini giornalistici, Ansa.it e lastampa.it

La metà dei commenti rilevati su Obama (oltre il 49%) è comunque neutrale; solo il 26% è positivo. Per quanto riguarda l’argomento trattato, ben il 92% dei contenuti riguarda la politica (e all’interno della macro-categoria, si parla quasi esclusivamente del suo ruolo di presidente, quasi mai di quello precedente, di senatore), mentre poco più del 7% riguarda la sua immagine e la sua biografia. Le ricorrenze che riguardano il confronto elettorale in sé (parole chiave: «Romney», «elezioni») sono in maggioranza favorevoli o comunque bilanciate; mentre nel merito dell’operato del presidente in economia, sanità, e politica internazionale prevalgono le ricorrenze negative.

Il CERR®, ovvero il coefficiente di rischio reputazionale calcolato da Reputation Manager per Barack Obama su ogni macrocategoria di analisi, è comunque sempre positivo – cosa non comune, rispetto a molte delle personalità analizzate fin qui: migliore (1,4) nel caso dell’immagine e biografia, ma comunque superiore a uno (1) anche nel caso della sua azione politica. 

ABBRONZATISSIMO, TRA CLINT E SCARLETT

Nei video in italiano più visualizzati e commentati in assoluto appare molto spesso l’ex-premier Berlusconi, quasi sempre in funzione di contrasto e “macchietta”: ad esempio totalizza il maggior numero di visualizzazioni e commenti il video in cui la regina d’Inghilterra riprende il Cavaliere, per aver richiamato in modo scomposto l’attenzione del presidente chiamando “Mr. Obama” a voce troppo alta; ma nelle prime dieci posizioni ci sono anche il video sul commento “Obama abbronzato” e “Berlusconi ci prova con Michelle Obama, Italia umiliata davanti al mondo”.

Per quanto riguarda la sua presidenza, invece, i momenti più «virali» sono il discorso di insediamento, da molti considerato un esempio tra i più fulgidi e positivi di retorica politica, e l’annuncio della morte di Bin Laden.

I video aggiunti negli ultimi mesi sono però di tutt’altro tenore: tra gli ultimi pubblicati, quelli più virali sono i discorsi di sostegno o di attacco da parte delle star di Hollywood, primo tra tutti Clint Eastwood (contro) e Scarlett Johansson (pro).

Gli italiani in Rete si interrogano sul senso di questo “endorsement”, tipicamente americano, in epoca pre-elettorale: “…e secondo te io voterei Obama o gli altri perchè me lo dice una star? Ma che gente c’è in America? Possibile che si sono tutti bevuti il cervello? Dignità…” “in america c’è l’iscrizione alle liste elettorali.. vuol dire che tu sai gia prima cosa voterai, e lo dichiari iscrivendoti! le convention servono a fare scena! e comunque che c’è di male a invitare gente di spettacolo?” “sti personaggi li invitano solo per creare una immagine superficiale del partito/candidato che molto spesso può anche fuorviare da quello che è il vero significato dell’elezione e dalla realtà dei fatti. Penso che discorsi del tipo “WOow hai visto chi hanno invitato i democratici? l’anno prossimo cambio lista!” siano troppo frequenti dalle loro parti e anche dalle nostre !”

Analizzando però le visualizzazioni dei video pubblicati tra il 2008 e il 2012, si nota una decrescita rilevante dell’audience positiva (- 22%) rispetto a quella negativa che pure si riduce, ma di poco (-2%). Segno di un indebolimento dell’interesse, in generale, ma soprattutto dell’entusiasmo iniziale per Obama.

Ad esempio, tra i commenti aggiunti recentemente a video pubblicati tempo fa, come ad esempio quello del discorso di insediamento con i sottotitoli in italiano, si legge:

“Dopo 4 anni obama ha buttato la maschera come preconizzato da noi dopo aver letto la lista dei suoi finanziatori possiamo dire… AVEVAMO RAGIONE è un servo delle banche.” O ancora: “Ma Obama ha detto che ritirerà i militari e la basi strategiche in Italia e in Europa, che costano miliardi di dollari all’anno e “pare” che siano ancora lì per mantenere il controllo su di noi? L’ha detto, ancora no??!! Prima di applaudirlo io aspetterei che faccia questo passo FONDAMENTALE per una politica internazionale veramente orientata alla pace. P.S. –> quando un presidente degli usa dice “noi” si riferisce appunto alla sua nazione di celebro-obesi e ai loro esclusivi interessi.”

THE SOCIAL OBAMA

E’ stato interessante confrontare gli hashtag più twittati, in italiano e in inglese, in congiunzione con il nome di Obama, anche se i numeri sono ovviamente molto diversi (quelli americani sono 12 volte tanto quelli italiani, già sul nome stesso: 13.000 vs. 1.100): in Italia sono stati, abbastanza prevedibilmente, “Romney” e “USA”; in inglese sono stati invece due hashtag rappresentativi delle opposte fazioni: #tcot, Top Conservatives on Twitter, e #p2, i progressisti/lberal. lI trend dei tweet in inglese ha cominciato ad aumentare di nuovo tendenzialmente dal 13 settembre in poi, per raggiungere un picco il 25 settembre con la storia “Obama alle Nazioni Unite: “il regime di Assad deve finire”.

Su Facebook i numeri sono ancora più netti e positivi: più di 48 milioni di persone lo seguono, e di questi il 60% è sulla sua Fan Page ufficiale. Al secondo posto c’è la community di Michelle Obama, e le pagine che si schierano apertamente per le prossime elezioni a favore (”I will vote for Obama in 2012” e “Re-Elect President Barack Obama in 2012” con 1.429.435 fan) e contro Obama (“I will NOT vote for Obama in 2012” con 2.203.951). Le pagine che crescono di più nell’ultimo mese in termini di fan (+10%) e partecipazione (+ 3.129.035%) rimangono quelle che promuovono il voto a favore di Obama.

UOMO, POLITICO, ICONA POP

L’immagine di Obama come leader carismatico e speranza per un futuro diverso appare molto più legata al 2008 che al profilo complessivo di oggi; è un fatto che comunque Obama rappresenta un vero e proprio stile di comportamento. La percezione positiva della persona – solo tendenziale, in quanto la maggioranza delle rilevazioni è di tonalità neutrale, per il 78% – è legata alla sua figura di marito e padre modello, e anche al suo essere «pop»: basti pensare ai video di quando gioca a ping-pong con il premier inglese David Cameron dopo una visita ufficiale a Londra, o mentre mangia hamburger insieme al suo vice Joe Biden, o ancora mentre abbraccia un elettore italoamericano incontrato per caso in un bar in Florida. Del resto quest’esposizione del privato ha anche i suoi aspetti negativi: ad esempio non sono state viste di buon occhio le ingenti spese per le vacanze familiari alle Hawaii.

Per quanto riguarda invece la sua azione politica come presidente degli USA, la distribuzione tra opinioni positive e negative è piuttosto uniforme, anche se l’impatto emotivo negativo è lievemente più in crescita.

I driver positivi in termini di CERR (Coefficiente Effettivo di Rischio Reputazionale) sono stati il Premio Nobel per la pace, da un lato, e la sua spinta innovativa, dall’altro, su alcuni temi tra i quali gli investimenti sulla scienza e sul digitale e il suo sì ai matrimoni gay.

I driver negativi sono stati invece la crescita della disoccupazione durante il suo mandato e la sua politica estera, che raccoglie giudizi contrastanti sulle sue posizioni sui Paesi islamici, tra chi lo giudica eccessivamente indulgente e chi al contrario riscontra una continuità con la linea di Bush.

IL PARERE DEGLI ESPERTI DI INGEGNERIA REPUTAZIONALE: LO VOTEREBBERO MA…

“La ricerca sull’identità digitale di Barack Obama dimostra come sul web il passato possa influenzare il presente per lungo tempo – ha commentato Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager -. Nonostante infatti le numerose critiche che emergono dai commenti dei navigatori italiani l’immagine forte di Obama, costruitasi in quattro anni di presidenza, sostiene ancora la sua identità digitale in positivo, con un rischio reputazionale ancora molto basso per non dire nullo. Per concludere con un .pronostico un po’ ”fantapolitico” ma derivato dall’analisi fatta, direi che se invece degli americani dovessero votare gli italiani del web 2.0, a novembre, Obama vincerebbe ancora, seppure stavolta davvero di misura”.

>> Vedi tutti gli altri articoli della rubrica “Cinguettii” a cura di Giovanni Scrofani

 

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I fashion brand più seguiti su Facebook e Twitter? Ve li sveliamo in un’infografica https://www.datamanager.it/news/i-fashion-brand-pi-seguiti-su-facebook-e-twitter-ve-li-sveliamo-uninfografica-44645.html Tue, 26 Feb 2013 11:27:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/i-fashion-brand-piu-seguiti-su-facebook-e-twitter-ve-li-sveliamo-in-uninfografica/ Reputation Manager ha reso noti i risultati della sua “Top 10 Fashion Brand on Social Network”

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Sono Burberry e Dior i fashion brand più seguiti rispettivamente su Facebook e Twitter, ma i più “social engaging” (coinvolgimento effettivo degli utenti) sono Louis Vuitton e Chanel.

Questo è quanto emerge dalla classifica “Top 10 Fashion Brand on Social Network” di Reputation Manager, leader in Italia nell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico.

Facebook

Esaminando il dettaglio della classifica si nota che la fan page di Facebook più seguita è quella di Burberry (14.781.393 fan totali), seguita da Louis Vuitton (12.744.602 fans) e Dior ( 11.293.101 fans) al terzo posto. Seguono poi Gucci (10.157.152 fans), Chanel (8.560.000 fans) e Calvin Klein (6.510.401 fans).

Twitter

Invece su Twitter è Dior l’account con il maggior numero di followers (1.635.240), che precede di poco Burberry con 1.623.854 followers, mentre al terzo posto si piazza Chanel con 1.355.581 followers e al quarto Yves Saint Laurent con 1.162.527 followers. Più distaccati Gucci con 654.008 followers, Dolce & Gabbana (559.541 followers) e di seguito gli altri.

Indice di engagement su Facebook…

Se però si prende in considerazione l’indice di engagement, attraverso il quale Reputation Manager misura il coinvolgimento effettivo degli utenti da parte del brand sulle pagine social, si evince che il più “social engaging” su Facebook è Louis Vuitton con una media di 17.488 reazioni degli utenti ad ogni post pubblicato dall’amministratore della pagina, seguito da Burberry (16.197 reazioni per post) e Chanel (15.255 reazioni per post). Dior è al quarto posto (14.603 reazioni per post) e precede Giorgio Armani (6.320 reazioni/post), Gucci (6.093 reazioni/post), Calvin Klein (5.502 reazioni/post) e di seguito gli altri.

…e Twitter

Su Twitter invece il brand che stimola più di tutti la reazione degli utenti è Chanel con 157 reazioni medie tra retweet e mentions da parte degli utenti su ogni tweet del brand, seguito da Yves Saint Laurent (99 reazioni/tweet) e Dior (54 reazioni/tweet). Fuori dal podio Ralph Lauren (18 reazioni/tweet), Gucci e Calvin Klein (7 reazioni/tweet), Burberry (6 reazioni/tweet).

“Dalla distribuzione generale dei volumi rilevati – spiega Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager – notiamo che la presenza e l’interazione dei top brand del fashion è molto più focalizzata su Facebook che su Twitter, sia perché l’utilizzo del canale di microblogging da parte delle aziende in generale è più recent, sia perché i brand devono ancora trovare la formula giusta per stimolare il coinvolgimento dei followers”.

Top 10 Fashion Brand on Social Network

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My-Reputation, la mia reputazione online https://www.datamanager.it/news/my-reputation-la-mia-reputazione-online-43081.html Tue, 18 Dec 2012 14:43:37 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/my-reputation-la-mia-reputazione-online/ Analizzare e monitorare la propria attività online. Reputation Manager ha presentato un nuovo sito – My-Reputation - che permette di conoscere la propria identità digitale. Un servizio di primo livello, gratuito, cui eventualmente possono essere aggiunti servizi premium a pagamento. Ogni utente può registrarsi ed effettuare una valutazione gratuita della propria identità digitale

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Analizzare e monitorare la propria attività online. Reputation Manager, società che opera nell’ambito dell’analisi della reputazione dei brand e delle figure di rilievo pubbliche, ha presentato un nuovo sito – My-Reputation – che permette di conoscere la propria identità digitale. Un servizio di primo livello, gratuito, cui eventualmente possono essere aggiunti servizi premium a pagamento. Ogni utente può registrarsi ed effettuare una valutazione gratuita della propria identità digitale.

La nostra reputazione online

Come siamo/appaiamo sul web? Quanto la nostra identità online rispecchia quella offline? Come ci vedono gli altri, cosa pensano di noi gli altri soggetti del web? Come sono le nostre relazioni, la nostra vita sociale sul web? Obiettivi di Reputation Manager, afferma Andrea Barchiesi, Ceo dell’azienda, è dare risposta a tutte queste domande. “Il servizio analizza il proprio ecosistema informativo, le nostre relazioni su web, la nostra capacità d’influenza, la percezione positiva o negativa che si evince dalla rete”, dice Barchiesi.

My-Reputation diventa così il mezzo per valutare la reputazione personale, professionale e sociale ed eventualmente, anche re-ingegnerizzarla. “Tramite la valutazione dell’identità è possibile capire i propri punti di forza e debolezza e intervenire per migliorare, correggere, evidenziare aspetti poco visibili della rete”.

La piattaforma utilizza una logica di ingegneria reputazionale, “una metodologia finalizzata – afferma Barchiesi – alla costruzione e ottimizzazione della reputazione online. L’obiettivo è quello di associare un’immagine online, positiva, coerente, completa e sempre aggiornata”.

L’identità digitale dei politici italiani

Per dare un esempio pratico delle potenzialità della piattaforma, Reputation Manager ha analizzato l’identità di diciotto politici italiani: Alfano, Berlusconi, Bersani, Bindi, Bossi, Casini, Cicchitto, Di Pietro, Fini, Formigoni, Grillo, La Russa, Maroni, Monti, Pisapia, Renzi, Santanchè, Vendola.

I punteggi migliori spettano a Bersani e Grillo, classificati a pari merito. Al terzo posto Renzi.

 

Sorprende forse, a prima vista – dice Barchiesi – che il comico-politico più famoso del web, e il primo ad aver utilizzato intensivamente Internet per le sue campagne, non registri un miglior piazzamento, ma ciò si spiega con la ponderazione che lo strumento fa a partire dalla tonalità dei risultati. Grillo, infatti, pur avendo un numero molto maggiore di conversazioni online, oltre 10 volte quanto Bersani, ha però una percentuale più alta, doppia (12% vs. 6%) di contenuti negativi”.

Dietro Renzi si piazzano Vendola e Di Pietro. La più positiva identità digitale nell’area politica di centro-destra è quella di Angelino Alfano, che a parità di altri fattori è penalizzato solo dall’essere un tantino meno attivo del leader dell’IDV. Tra i 18 politici analizzati da Reputation Manager, i risultati meno positivi sono stati registrati da Monti, Berlusconi e Bossi.

 

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