Obama e Romney a confronto: concetti, non solo parole, dei tre dibattiti tv

Che cosa si può capire dal linguaggio usato dai candidati alle elezioni in USA nel corso dei dibattiti politici? Partendo da questa domanda, Expert System ha analizzato i testi usati da Obama e Romney nel corso dei tre duelli televisivi

Expert System, leader in tecnologia semantica per la gestione delle informazioni, dopo aver analizzato il linguaggio usato da Obama e Romney in ognuno dei tre dibattiti televisivi (3-16-22 ottobre) ha svolto un’indagine complessiva per mettere in evidenza le caratteristiche lessicali dei due candidati, considerando i tre dibattiti insieme.

Nel corso dei tre confronti, Romney ha parlato in generale di più (+ 14% di parole rispetto a Obama); people, job/work e America sono le parole più rilevanti usate da Romney, che sembra così ben rappresentare alcuni dei concetti che stanno più a cuore all’elettorato americano. Fra le parole più usate da Obama, invece, ci sono due verbi, do e make. Parole quindi molto concrete, che in generale possono richiamare l’idea della positività, dell’orientamento all’utile e del concetto di produttività.

Sempre in Obama, inoltre, spiccano poi i concetti del business e del lavoro mentre Romney parla molto di più di tasse, piani e programmi. Il concetto di libertà – così come quello di democrazia che non è praticamente mai citato – compare solo poche decine di volte nei discorsi dei due candidati, pur essendo menzionato da Romney circa quattro volte tanto rispetto a Obama.

Osama Bin Laden è il personaggio più citato da Obama, così come spesso ricorda Gheddafi, probabilmente per sottolineare i suoi successi in politica estera. Fra i precedenti Presidenti degli Stati Uniti, George W. Bush è il più citato. Obama ricorda poi Lincoln ed Eisenhower mentre Romney parla di Roosvelt e cita spesso Reagan. Fra le Nazioni più citate da Obama l’Iraq è al terzo posto dopo USA e Cina, quest’ultime citate spesso da Romney insieme con Iran. Di Libia parla più spesso Obama, forse per giustificare la propria azione durante la crisi del consolato.

Al-Qaeda è in cima alla lista delle organizzazioni più menzionate da Obama (anche in riferimento a Bin Laden) mentre Romney fa talora riferimenti a gruppi di terroristi molto specifici, come l’afgano Haqqani Network, probabilmente per contrastare i successi di Obama, evidenziando che ci sono gruppi rivoluzionari ancora in azione.

“Le imminenti elezioni in USA hanno suscitato approcci di analisi anche molto curiosi” ha dichiarato Luca Scagliarini, VP Strategy & Business Development di Expert System. “Noi ci siamo concentrati sulla sola analisi automatica degli argomenti e i concetti più citati dai due candidati. Non abbiamo purtroppo certezze su chi vincerà ma crediamo che l’analisi semantica dei contenuti aiuti sempre e chiunque a capire meglio e a trattare in modo efficace qualsiasi tipo di informazione”.

Dibattito 3 ottobre 2012: Romney attacca, Obama si difende 

Obama ha parlato leggermente meno di Romney ma ha impiegato più tempo e ha usato costruzioni più complesse (mediamente 4 proposizioni per ciascun periodo) e un linguaggio un po’ più alto, anche se comunque rimaniamo nell’ambito della lingua d’uso più comune. La sintassi più articolata induce a pensare a una maggiore esperienza e a capacità oratorie più elevate ma anche alla volontà di rivolgersi a un pubblico culturalmente più evoluto. Romney ha usato un numero maggiore di frasi semplici, a proposizione unica, con una maggiore, seppur leggera, connotazione negativa (da considerare che parla di quanto ha fatto l’avversario). Un linguaggio che fa pensare quindi a una maggiore incisività e sicurezza.

Una maggiore concretezza di Romney rispetto ad Obama si può evincere ad esempio dall’uso dei verbi: Romney fa un uso maggiore di can e will rispetto ad Obama, che dal canto suo pronuncia più volte would. Ma la distribuzione dei verbi per frequenza potrebbe invece far pensare a una maggiore fattività da parte di Obama rispetto a Romney: do infatti è al secondo posto nella lista dei principali verbi di Obama mentre non c’è fra i primi quattro verbi usati da Romney (be, do, get, say per Obama e be, have, get, say per Romney).

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 sostantivi   aggettivi   verbi   avverbi 
 Obama

1347

539

 1705 

491

 Romney 

1605

654

 1785 

 536

Il numero totale di sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi citati nel dibattito da Obama e Romney

 sostantivi   aggettivi   verbi   avverbi 
 Obama  governor (49), people (27), way (20), Medicare (19), job (19),   deficit (18), money (17), plan (17), year (15), family (13), system (13), tax   (13), approach (12), revenue (12), small business (12), cost (11), folks   (11), opportunity (11), reason (11), thing (11), education (10) our (28), this (20), some (17), my (16), their (14), American   (11), able (11), that (11), middle-class (10), your (9), important (8), all   (7), every (7), good (7), two (7), big (6), four (6), last (6), same (6),   Republican (5), additional (5)
  
be (251), do (53), get (53), say (48), have (44), make (36),   know (29), think (28), let (26), want (25), make sure (19), go (18), help   (17), talk (17), give (12), take (12), come (11), create (11), look (11),   work (11), believe (10)
not (96), so (37), now (34), just (22), more (22), also (17),   well (17), then (14), there (13), no (10), out (9), already (7), back (7),   right (7), actually (6), here (6), only (6), ago (5), exactly (4), first of   all (4), in fact (4) 

Lista di sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi più citati nel dibattito da Obama

   sostantivi   aggettivi   verbi   avverbi 
 Romney  people (67), president (42), plan (39), Medicare (32), tax (30),   state (27), job (25), government (24), America (22), year (18), cost (16),   way (16), idea (15), rate (15), deficit (14), economy (14), kind (14), place   (14), regulation (14), income (13), business (12)
 
my (42), this (35), our (32), their (22), that (21), good (17),   your (17), own (12), one (11), some (11), any (10), all (9), four (9), right   (9), what (9), able (8), two (8), American (7), current (7), last (7), lower   (7)
be (262), have (86), get (68), say (58), do (42), go (31), want   (29), let (26), cut (22), look (19), take (18), put (17), make (16), work   (16), know (15), need (15), raise (15), think (15), bring down (13), pay   (13), see (12) not (133), so (37), more (31), just (26), well (20), now (17),   also (11), no (11), by the way (10), down (10), there (10), up (9), actually   (8), again (7), back (7), then (7), absolutely (6), instead (6), right (6),   very (6), at the same time (5)

Lista di sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi più citati nel dibattito da Romney

Confrontando i principali lemmi e insiemi di parole, si nota che i due candidati sottolineano gli stessi punti: hanno in comune le piccole imprese, l’America e i costi, il settore privato e la crescita economica, ma mentre Obama parla anche di assistenza sanitaria, prestiti agli studenti e menziona il potere d’acquisto, Romney sembra concentrarsi piuttosto sulle tasse in varie forme (tax plan, income tax, tax rate, property tax, economy tax).

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Passando infine ai nomi propri, Obama a differenza di Romney ha citato diversi Presidenti degli Stati Uniti (forse per sottolineare il concetto di unità e trasmettere un’idea di maggior continuità? Lincoln, Clinton, Eisenhower e George W. Bush, ha poi fatto cenno a Afghanistan e Iraq (citando Osama Bin Laden e Al Qaida) mentre Romney ha citato Cina e Spagna.

“L’analisi semantica dei discorsi ha messo in evidenza stili di comunicazione e contenuti diversi ma in generale in linea con il programma politico e l’elettorato di riferimento di ciascun candidato.” ha dichiarato Luca Scagliarini, VP Strategy & Business Development di Expert System. “Eppure i commenti e le reazioni degli elettori hanno premiato uno dei due candidati. Questo dimostra che il successo nei dibattiti politici, che spesso vengono criticati per la povertà contenuti, si basa in realtà molto su aspetti diversi quali sguardi, gestualità e tono della voce”.

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Dibattito 16 ottobre 2012: Lavoro e America al primo posto per Romney mentre Obama si riappropria di “can”

Da una prima analisi linguistica quantitativa emergono dati numerici molto simili fra loro: entrambi i candidati usano più o meno lo stesso numero di frasi (Obama 496 periodi per 1398 proposizioni; Romney 554 periodi spalmati su circa 1406 proposizioni) e la stessa struttura lessicale sia in termini di frequenza sia di registro e terminologia (l’80% circa delle parole usate da Obama e da Romney sono d’uso molto comune, nessuno dei due ha usato termini ricercati o rari).

È quindi nel linguaggio di Obama che si nota una prima differenza rispetto al dibattito precedente, dove la struttura delle frasi risultava più complessa e le parole un poco più ricercate; mentre Romney sembra piuttosto ripetere lo stesso ritmo del dibattito precedente.

Un esame linguistico più approfondito, incentrato sull’analisi semantica dei testi e l’estrazione automatica di concetti ed entità (come i nomi propri di persona), ha fatto invece emergere alcune differenze significative. La parola “Romney” spicca al primo posto fra il gruppo dei sostantivi più usati da Obama. Un dato che, insieme con un uso leggermente maggiore di verbi di azione e la presenza più rilevante del pronome personale we (+28% rispetto a Romney che mostra di prediligere la prima persona singolare I), sembra confermare un atteggiamento più convinto e agguerrito (di attacco e non più di difesa?), da parte del Presidente nei confronti dello sfidante.

Economia, politica, commercio e finanza sono i temi trattati principalmente da Obama. Gli stessi anche di Romney, che però cita anche lavoro, legge e welfare (spazia di più per maggiore indecisione? per ampliare il proprio consenso?). I verbi più citati dai due candidati non evidenziano particolari differenze di approccio. È però interessante notare che can questa volta è in cima alla lista dei verbi modali più usati da Obama (mentre nel primo dibattito al primo posto c’era would).

Dibattito 22 ottobre 2012: parole (soltanto parole?) e politica. E così si vincono le elezioni

Romney ha parlato di più usando periodi più semplici, mediamente costituiti da frasi più corte (554 periodi per una media di 2 frasi / 2 frasi e mezzo ciascuno contro i 393 periodi usati da Obama formati in media da almeno 3 frasi). Il registro lessicale rimane invece lo stesso per entrambi: oltre l’80% delle parole presenti nei due dibattiti sono d’uso corrente, il restante 16% è rappresentato da termini in ogni caso comuni e molto semplici.

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Un dato che sembra sottolineare quanto Obama e Romney abbiano puntato su un’esposizione più accessibile e diretta, in grado di richiedere una minore capacità di astrazione da parte dell’elettorato.  

L’analisi semantica dei testi ha fatto invece emergere alcune differenze in termini di importanza sugli argomenti più usati dai candidati in riferimento al tema centrale del dibattito, cioè la politica estera. Dopo politica, al primo posto nella lista degli argomenti più citati da entrambi i candidati, troviamo operazioni militari, economia, commercio e finanza per Romney, mentre in cima alla lista di Obama c’è economia, seguita da militare, commercio, lavoro e finanza.

Rimanendo sempre nell’ambito delle parole più rilevanti, America è al primo posto per Obama (tema principale di Romney nel secondo dibattito) che cita anche Cina, Israele e Iraq mentre Romney ricorda Pakistan e Siria (America è comunque al secondo posto dopo Country nella lista delle parole più rilevanti di Romney). È curioso notare che nell’elenco degli aggettivi più usati da Obama spicchi l’uso di American, che è invece assente nelle risposte di Romney.

I verbi più usati da Romney e da Obama riflettono la stessa sequenza del primo dibattito: dopo be, infatti, i verbi più usati da Romney sono have, get e say, mentre Obama conferma l’uso di do al secondo posto dopo be, come già era successo nel primo dibattito. Stesso discorso per le forme modali: come nel primo dibattito, Romney fa un uso maggiore di can rispetto a Obama che usa di più will e would. Inversione di tendenza rispetto all’ultimo dibattito, invece, nell’uso dei pronomi: entrambi i candidati usano di più we rispetto ad I.

“È ragionevole pensare che a questo punto della campagna elettorale sono davvero pochi gli elettori che non hanno ancora deciso per chi votare”, ha commentato Luca Scagliarini, VP Strategy & Business Development di Expert System. “La differenza – per non dire la vittoria, non si gioca più solo sulle idee ma su chi sa esporre e argomentare meglio. E sono molti i dettagli emersi dall’analisi semantica dell’ultimo dibattito che sembrano mettere in luce una maggiore efficacia di Obama rispetto a Romney, a partire dalla lunghezza stessa delle risposte, meglio articolate seppur sempre concise, a testimonianza di una maggior determinazione e sicurezza di sé.”

Le prime reazioni degli utenti di Twitter durante il dibattito sembrano inoltre confermare lo stacco di Obama su Romney peraltro già evidenziato dagli ultimi sondaggi. Il Presidente Obama, infatti, è citato in modo molto più rilevante rispetto a Romney. E a proposito di altri presidenti americani, Reagan risulta essere quello maggiormente twittato insieme con Bush. Rimanendo sempre nell’ambito degli argomenti più dibattuti via Twitter durante il dibattito di ieri sera, economia, giustizia con criminalità e terrorismo sono i temi più citati. La sanità è invece in fondo alla lista. In ambito internazionale, sono Putin e Osama Bin Laden i personaggi più citati e nella top ten dei Paesi più citati, l’Europa è assente. Sebbene l’Italia in generale sia poco menzionata, tuttavia almeno non lo è in termini di crisi economica… ma piuttosto di supporto e calore nei confronti dei candidati. Sembra infine che le parole cavalli e baionette, gradualmente e in un continuo crescendo, abbiano definitivamente rubato la scena a tutto il resto.    

Durante l’ultimo dibattito politico, Expert System ha applicato l’analisi semantica anche a Twitter e analizzato un campione di 150.000 tweet.