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Se i fan della Mela sono ancora in attesa di AirPower, quelli con un Galaxy possono sorridere. Entro l’anno il caricatore Qi

Diffuse online le immagini di uno dei gadget che dovrebbe accompagnare la presentazione del Galaxy Note9. Il 9 agosto, Samsung svelerà a New York il suo prossimo smartphone con S Pen e, assieme a lui, qualche accessorio pensato anche per le altre gamme di telefonini. Tra queste, il Wireless Charger Duo, nient’altro che un AirPower marchiato con la grande “S”.

Se il dock di Apple, presentato a settembre del 2017, è ancora un mistero per gli acquirenti a livello globale, la concorrente coreana potrebbe rendere disponibile la sua basetta a poche settimane dall’evento newyorkese, ovvero in concomitanza con il go-to-market del Note9. Nessuna ufficialità, sia chiaro, ma l’immagine di copertina che sta facendo il giro dei siti specializzati lascia ben poco spazio all’immaginazione.

Come sarà

Anzi, il suddetto packaging mostra anche qualche dettaglio in più sul prodotto. Prima di tutto la spiegazione del nome, Duo, che si rifà al concetto di poter ricaricare più di un device alla volta. Nel caso di Samsung, si può scegliere tra un Galaxy (non solo Note9 ma qualunque con supporto allo standard Qi) e uno smartwatch (da verificare se solo il prossimo Galaxy Watch o anche i precedenti Gear S3) oppure tra due smartphone.

L’alimentazione avviene con tecnologia Dual Fast Wireless Charging, una modalità simile a Fast Charging cablato ma che non arriva, per ovvie ragioni di trasferimento senza fili, alla velocità di ricarica possibile con cavo.

Non ci sono margini per parlare di prezzo ma è evidente che l’accessorio ha la sua utilità e dunque si farà pagare. Quanto? Pensiamo tra i 99 e i 199 euro, anche considerando che un Fast Charger singolo, per S9 e S9+, costa già 65 euro, al netto di offerte e promozioni. Ne sapremo di più tra un paio di settimane.

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Addio Lightning, l’iPhone si ricaricherà solo wireless https://www.datamanager.it/2018/06/addio-lightning-liphone-si-ricarichera-solo-wireless/ Wed, 27 Jun 2018 09:18:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150231 Il prossimo smartphone di Apple potrebbe essere il primo senza connettore di ricarica, a favore di sistemi più lenti ma versatili, come l’AirPower Se l’iPhone 7 è stato il primo senza jack audio, il modello 9 potrebbe dar via alla nuova generazione di melafonini con la sola ricarica wireless. Alcuni report mirano infatti a una […]

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Il prossimo smartphone di Apple potrebbe essere il primo senza connettore di ricarica, a favore di sistemi più lenti ma versatili, come l’AirPower

Se l’iPhone 7 è stato il primo senza jack audio, il modello 9 potrebbe dar via alla nuova generazione di melafonini con la sola ricarica wireless. Alcuni report mirano infatti a una novità del genere a bordo dei prossimi smartphone di Cupertino, in via di presentazione a settembre. Questo vorrò dire dismettere del tutto l’ingresso Lightning che Apple ha introdotto anni fa, preferendolo sia al microUSB sia a quello che si sarebbe rivelato poi lo standard per la concorrenza Android, l’USB di Tipo-C.

La scelta, come di solito accade per la multinazionale americana, si porrebbe davvero disruptive e aprirebbe la via a un trend che in futuro anche gli altri accoglierebbero con interesse, sia nell’ottico di riduzione dei costi (magari irrisori ma presenti nella costruzione della porta di alimentazione) che dell’impatto energetico.

Cosa sappiamo

Di certo, la strategia è mirata anche a vendere le soluzioni di ricarica casalinghe. Non a caso, la basetta AirPower presentata lo scorso settembre non è ancora entrata in commercio e potrebbe farlo nei giorni del lancio dei nuovi iPhone, a giusto un anno di distanza dall’annuncio. Il gadget, così come quelli dei produttori globali, diverrebbe fondamentale per alimentare l’iPhone col solo supporto wireless, obbligando di fatto i consumatori a spendere qualcosa in più per un accessorio il cui acquisto, fino ad oggi, era a discrezione degli utenti.

Di certo, far sparire la porta fisica vorrà dire abituarsi a tempi di ricarica maggiori. Anche con un prodotto ufficiale non si può pensare di arrivare all’ora necessaria per portare la batteria dallo 0% ad almeno il 60-70%. Ed è per questo motivo che alcuni brand, come OnePlus, hanno spesso rifiutato di accogliere la tecnologia senza fili volendo puntare di più su soluzioni proprietarie, come il Dash Charge.

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AirPower di Apple arriverà a settembre (forse) https://www.datamanager.it/2018/06/airpower-di-apple-arrivera-a-settembre-forse/ Mon, 25 Jun 2018 18:30:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150090 La basetta che promette di ricaricare senza fili iPhone, Watch e AirPods è stata presentata un anno fa e rimandata più volte Il più grande problema della tecnologia odierna, sopratutto mobile, è questo: le compagnie presentano un prodotto e lo lanciano effettivamente sul mercato solo alcuni mesi dopo. I big del settore stanno cercando di […]

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La basetta che promette di ricaricare senza fili iPhone, Watch e AirPods è stata presentata un anno fa e rimandata più volte

Il più grande problema della tecnologia odierna, sopratutto mobile, è questo: le compagnie presentano un prodotto e lo lanciano effettivamente sul mercato solo alcuni mesi dopo. I big del settore stanno cercando di comprimere tali tempistiche ma è evidente che molto debba ancora essere fatto. Pensiamo ad Apple che, lo scorso settembre, svelava al mondo iPhone X e accessori a corredo, tra cui AirPower.

Si tratta di una basetta che permette di ricaricare in modalità wireless telefoni, smartwatch e le cuffie del gruppo, le AirPods. Tutto molto comodo e conveniente, ma per nulla palesato, almeno fino ad oggi. Il motivo? Non è chiaro ma sta di fatto che la compagnia deve aver rimandato per qualche seria ragione l’accessorio, distante oramai un anno.

La vedremo con iPhone X2

Dopo aver confermato, a inizio 2018, di un lancio nel corso dell’anno, pare ora che AirPower sarà reso disponibile in concomitanza con la presentazione dei prossimi iPhone, a settembre. Bloomberg ha ottenuto informazioni secondo le quali Apple avrebbe dovuto affrontare “problemi tecnici” poco prima della messa in vendita ipotizzata per luglio, ovvero durante la tre giorni di WWDC.

AirPower integra tecnologie proprietarie, come un microchip sul quale addirittura gira una versione basilare di iOS, capace di riconoscere i dispositivi che vengono poggiati sul tappetino, gestirne la migliore ricarica e autonomia e effettuare il pairing con gli stessi. Ne sapremo di più tra poco meno di tre mesi, a corollario dell’evento in cui verranno svelati iPhone X2, iPhone X Plus e iPhone 9.

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BMW, entro l’estate la ricarica elettrica wireless https://www.datamanager.it/2018/05/bmw-entro-lestate-la-ricarica-elettrica-wireless/ Wed, 16 May 2018 09:09:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147660 Annunciato per la prima volta lo scorso settembre, il sistema senza fili permetterà al modello 530e di fare a meno di cavi e connettori Dopo qualche mese dal teaser ufficiale, BMW è pronta a lanciare il primo sistema di ricarica dei veicoli elettrici wireless. Il produttore tedesco lo renderà disponibile entro l’estate anche se per […]

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Annunciato per la prima volta lo scorso settembre, il sistema senza fili permetterà al modello 530e di fare a meno di cavi e connettori

Dopo qualche mese dal teaser ufficiale, BMW è pronta a lanciare il primo sistema di ricarica dei veicoli elettrici wireless. Il produttore tedesco lo renderà disponibile entro l’estate anche se per il momento solo col supporto di un modello, il 530e. Questo vuol dire che gli altri esemplari elettrici, come la serie i8 e la i3, non potranno godere della tecnologia, non per il momento almeno.

Come accade per gli smartphone, per portare al 100% l’energia del veicolo, basterà poggiarlo sulla placca connessa alla presa elettrica. Ciò rappresenta un eccezionale vantaggio in termini di praticità, soprattutto a livello domestico, dove adattare il wireless charger sarà semplice. Purtroppo non si hanno notizie sul prezzo ma è evidente che l’aggeggio in sé non sarà economico, se non altro per il carattere di unicità di cui gode.

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Futuro senza fili

Tecnicamente, una linea guida sul display mostrerà quando il veicolo è correttamente parcheggiato sulla piastra, in modo da ottenere la potenza maggiore e un tempo minore di alimentazione. A conti fatti, la ricarica completa dovrebbe avvenire in circa 3 ore e mezza, più o meno lo stesso lasso necessario oggi in modalità wired.

Stando alle prime analisi, non ci sarebbe una riduzione di energia trasferita col sistema wireless, a differenza di quanto accade invece per il comparto smartphone via Qi. Quando, lo scorso settembre, BMW ha presentato il wireless charging, ha parlato di un modo per rinnovare totalmente il settore dell’ibrido. C’è da aspettarsi dunque che la tecnologia arrivi su tanti modelli attualmente in vendita, almeno quelli dotato di sistema Qualcomm Halo, studiato apposta per supportare la ricarica senza fili.

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Sequent è lo smartwatch che si autoricarica https://www.datamanager.it/2017/07/sequent-lo-smartwatch-si-autoricarica/ Wed, 12 Jul 2017 13:51:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128471 Compare su Kickstarter il primo orologio intelligente che si alimenta di energia cinetica, più l’utente si muove, più si ricarica Belli, utili e intelligenti. Gli smartwatch del 2017 hanno tutte le carte in regola per sfondare nel mercato hi-tech di consumo. Eppure soffrono ancora un pesante limite: la necessità di essere ricaricati quasi con la […]

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Compare su Kickstarter il primo orologio intelligente che si alimenta di energia cinetica, più l’utente si muove, più si ricarica

Belli, utili e intelligenti. Gli smartwatch del 2017 hanno tutte le carte in regola per sfondare nel mercato hi-tech di consumo. Eppure soffrono ancora un pesante limite: la necessità di essere ricaricati quasi con la frequenza di uno smartphone. Il futuro però potrebbe essere più roseo grazie a un progetto comparso nelle ultime ore su Kickstarter e avviato dalla startup Sequent. Si tratta di un orologio connesso che si ricarica tramite l’energia cinetica: più l’utente si muove e più la batteria sale, teoricamente senza necessità di essere mai collegato alla presa di corrente. Sul retro è dotato infatti di sensori che convertono il movimento in corrente, assicurando una sorta di stand-by operativo prolungato, a patto di usarlo ogni giorno.

Design svizzero

Ma oltre a essere utile, lo smartphone Sequent è pure bello, grazie a al sapiente mix svizzero di design e tecnica, che lo rende appetibile un po’ a tutti. Non solo: è water resistant fino a 50 metri, ha notifiche personalizzabili, un’app companion per iOS e Android, il sensore di battito cardiaco, GPS e activity tracker. Specialmente durante l’attività fisica, la ricarica cinetica mostra tutto il suo potenziale, visto che con qualche ora di esercizi si ridona vita piena allo smartwatch. Certo, se si comincia a giocare con il GPS e i sensori senza muoversi abbastanza la batteria calerà inesorabilmente ma al momento Sequent rappresenta quel giusto compromesso tra orologio classico e connesso, che sul crowdfunding ha già triplicato la cifra necessaria per la produzione: 265 mila dollari. Per questo la programmazione non dovrebbe subire ritardi, con un arrivo sul mercato entro la fine del 2017 a un prezzo di circa 170 euro.

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Non solo smartphone, la ricarica senza fili arriva sulle auto elettriche https://www.datamanager.it/2016/12/non-solo-smartphone-la-ricarica-senza-fili-arriva-sulle-auto-elettriche/ Thu, 22 Dec 2016 14:40:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116479 Una tecnologia simile a quella che permette di ricarica i dispositivi a induzione permetterà di dare autonomia alle automobili del prossimo futuro Uno dei problemi maggiori per chi ha un’auto elettrica è dover adattare cavi e fili da una presa di corrente alla pompa di ricarica. Certo, il problema non sussiste per chi è solito […]

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Una tecnologia simile a quella che permette di ricarica i dispositivi a induzione permetterà di dare autonomia alle automobili del prossimo futuro

Uno dei problemi maggiori per chi ha un’auto elettrica è dover adattare cavi e fili da una presa di corrente alla pompa di ricarica. Certo, il problema non sussiste per chi è solito recarsi al distributore dotato più vicino ma se il futuro va nella direzione della guida senza carburante allora prima o poi dovremo abituarci a replicare nel box lo stesso sistema. Per fortuna c’è chi ha pensato a un metodo più semplice e funzionale per dare nuova vita ai bolidi elettrici.

Di cosa si tratta

La General Motors, grazie a una partnership con la compagnia esperta in wireless charging WiTricity, testerà presto Drive 11, una piattaforma di ricarica senza fili che consentirà di potenziare il veicolo semplicemente parcheggiandoci sopra. La tecnologia è molto simile a quella induzione già in uso per gli smartphone supportati: si appoggia il telefonino sulla base e si riceve energia, così da dire addio ai cavetti. Non sono state svelate le caratteristiche del prodotto ma è probabili che, in un’ottica di retrocompatibilità, le auto già sul mercato dovranno dotarsi di un adattatore per ricevere il segnale wireless dal caricatore, mentre quelle future potranno già averlo di serie, in modo da semplificare il processo di ripresa wireless. Nel 2017 intanto dovrebbe realizzarsi il concept Halo di Qualcomm, basato proprio su una tipologia di caricabatterie wireless, lo stesso che Toyota sta testando dal 2014.

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BTicino Green’Up: sistemi di ricarica per veicoli elettrici https://www.datamanager.it/2016/11/bticino-greenup-sistemi-ricarica-veicoli-elettrici/ Tue, 08 Nov 2016 17:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113014 Industria automobilistica, fornitori di energia, Istituzioni Comunitarie e Nazionali stanno spostando l’attenzione verso sistemi di mobilità alternativi, meno costosi e in grado di ridurre le emissioni inquinanti. I veicoli elettrici possono fornire un contributo importante alla mancanza di combustibili fossili e alle eccessive emissioni di CO2. Nei prossimi anni si prevede un sensibile aumento nelle […]

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Industria automobilistica, fornitori di energia, Istituzioni Comunitarie e Nazionali stanno spostando l’attenzione verso sistemi di mobilità alternativi, meno costosi e in grado di ridurre le emissioni inquinanti.

I veicoli elettrici possono fornire un contributo importante alla mancanza di combustibili fossili e alle eccessive emissioni di CO2. Nei prossimi anni si prevede un sensibile aumento nelle vendite di auto elettriche e, di conseguenza, sarà fondamentale garantire una modalità di ricarica, accessibile e disponibile ovunque e in qualsiasi momento: a casa, in azienda, su strada e nei parcheggi pubblici.

BTicino, sempre attenta ai temi della sostenibilità e del risparmio energetico, amplia la propria offerta con Green’UP, il sistema BTicino che consente la ricarica di auto elettriche in modo semplice e sicuro.

L’offerta comprende sistemi di ricarica per ambienti pubblici e privati, a seconda delle prestazioni richieste e del modo di ricarica del veicolo elettrico.

I sistemi BTicino sono in linea con le direttive europee che impongono – entro il 2020 – la creazione di un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico.

Green’UP Access

È la stazione pensata per applicazioni domestiche che in modalità ricarica lenta permette di alimentare il veicolo attraverso il cavo in dotazione, erogando fino a 14A contro gli 8A di una presa standard.

All’inserimento della presa nella spina, il veicolo riconosce che si sta effettuando una ricarica attraverso un conduttore dotato di spina Green’Up Access che abilita una ricarica a corrente superiore, riducendo notevolmente il tempo della ricarica stessa.

Economiche e semplici da installare a muro, queste prese consentono una ricarica del veicolo elettrico veloce e sicura e possono essere utilizzate anche per alimentare attrezzature da lavoro o da giardino.

Green’Up Premium

È la stazione di ricarica, pensata per spazi pubblici e luoghi di lavoro, adatta a qualunque modello di veicolo, che grazie all’erogazione sino a 32 A garantisce la ricarica completa del veicolo in sole 3 ore.

Sicura e performante, è dotata di controllo della ricarica che consente di programmare l’orario di avvio della ricarica ed è in grado di escluderla in caso di sovraccarico, evitando così interruzioni del servizio.

Dispone di una presa protetta Tipo 2S EV, per la modalità in ricarica lenta (6-8 ore) o relativamente veloce (30 minuti – 1 ora), conforme alle Direttive Europee e alle esigenze dei costruttori di automobili, e su alcuni modelli anche di una presa per la ricarica lenta e per tutte le applicazioni

Green’UP Premium è disponibile per installazione a muro o a pavimento su colonna, a seconda dei modelli.

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Stazioni di ricarica USB: rischio per smartphone e tablet https://www.datamanager.it/2016/05/stazioni-ricarica-usb-rischio-smartphone-tablet/ Mon, 30 May 2016 08:48:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102441 Secondo Kaspersky, le staziono di ricarica pubbliche possono mettere a rischio la privacy dei nostri dispositivi Avete presente le isole digitali? Quei simpatici totem, brandizzati dai marchi più vari, che permettono di caricare lo smartphone, il tablet e ogni altro dispositivo hi-tech grazie alla presenza di porte USB, prese di corrente e cavetti già disponibili? […]

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Secondo Kaspersky, le staziono di ricarica pubbliche possono mettere a rischio la privacy dei nostri dispositivi

Avete presente le isole digitali? Quei simpatici totem, brandizzati dai marchi più vari, che permettono di caricare lo smartphone, il tablet e ogni altro dispositivo hi-tech grazie alla presenza di porte USB, prese di corrente e cavetti già disponibili? Una comodità nell’era dell’iper-presenza tecnologica ma anche un rischio secondo l’agenzia di sicurezza Kaspersky. Gli esperti del team russo hanno infatti dimostrato la perdita di dati mentre si sta caricando il proprio device presso una stazione pubblica, attraverso la veicolazione di informazioni verso l’esterno.

Cosa succede

Kaspersky ha scoperto quella che ha chiamato una “litania dei dati”, un insieme di informazioni che vengono veicolate durante il processo di ricarica di smartphone, tablet e computer. Tra questi ci sono il nome del dispositivo, il tipo, il produttore, il numero di serie, le info sul sistema operativo, quelle sul firmware e sull’ID di chip e file di sistema. Questi elementi vengono resi noti a chi gestisce il totem spesso come processo di default, per cui chiunque abbia accesso alla stazione potrebbe in teoria agganciare i dati e usarli a proprio piacimento. Allo stesso modo, hacker e criminali potrebbero impostare una rete pubblica, con lo stesso nome di quella ufficiale offerta dall’isola, per spingere le persone a connettersi aprendo una porta verso i propri sistemi. E’ paradossale come la tecnica sia stata svelata già nel 2014 ma, come afferma Alexey Komarov ricercatore dei Lab, sia ancora sfruttata, con poche misure di sicurezza intraprese dagli amministratori delle stazioni.

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Qualcomm Quick Charge 3.0: batteria all’80% in 35 minuti https://www.datamanager.it/2015/09/qualcomm-quick-charge-3-0-batteria-all80-in-35-minuti/ Wed, 16 Sep 2015 18:00:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=83687 La tecnologia a bordo dei prossimi processori Snapdragon 820 consentirà ai dispositivi Android di avere una super ricarica Qualcomm ha annunciato diverse novità nella giornata di ieri, durante il 3G LTE Summit ad Hong Kong. Tra queste vi è l’arrivo della Fast Charging Technology con Quick Charge 3.0 a bordo dei nuovi processori Snapdragon 820, con […]

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La tecnologia a bordo dei prossimi processori Snapdragon 820 consentirà ai dispositivi Android di avere una super ricarica

Qualcomm ha annunciato diverse novità nella giornata di ieri, durante il 3G LTE Summit ad Hong Kong. Tra queste vi è l’arrivo della Fast Charging Technology con Quick Charge 3.0 a bordo dei nuovi processori Snapdragon 820, con innovative funzioni di connessione. La speranza dell’azienda è di dimenticare il passato fatto di eccessi surriscaldamenti degli smartphone, con a bordo la versione 810. Per farlo ecco una serie di novità davvero interessanti. La prima, Quick Charge, riguarda la terza implementazione della tecnologia che permette di ricarica velocemente lo smartphone, non solo con una percentuale “d’emergenza”.

Cosa cambia

Qualcomm ha infatti migliorato Quick Charge con un nuovo algoritmo che permette ai dispositivi mobili di determinare il livello di potenza necessario per salire ogni gradino del grado di batteria. In questo modo si ha un trasferimento di elettricità ottimizzato e senza dispersione, così da velocizzare ed allungare l’autonomia del telefono. Secondo Qualcomm il miglioramento è evidente: circa il 38% di efficenza in più del Quick Charge 2.0. Stando a quanto riportato dal costruttore, uno smartphone nella media può arrivare con Quick Charge 3.0 dallo 0 all’80% di batteria in circa 35 minuti, al posto dei 90 minuti necessari con il supporto precedente. Qualcomm ha spiegato come lo Snapdragon 820, oltre ad offrire funzioni esclusive, è anche il primo a supportare l’LTE di Categoria 12 in download e Categoria 13 in upload, capaci di fornire performance migliori che vanno dal 33% al 200%.

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Con Qualcomm ricaricheremo il cellulare col WiPower https://www.datamanager.it/2015/07/con-qualcomm-ricaricheremo-il-cellulare-col-wipower/ Thu, 30 Jul 2015 18:30:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82161 La tecnologia sviluppata dall’azienda è basata sullo standard Rezence e permette di ricarica lo smartphone in modalità wireless Gli smartphone che finora permettono una ricarica senza fili, utilizzando ad esempio le basette ad induzione, hanno una caratteristica: non sono fatti in metallo. Il motivo è semplice: l’alluminio impedisce il trasferimento di energia tra il terminale […]

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La tecnologia sviluppata dall’azienda è basata sullo standard Rezence e permette di ricarica lo smartphone in modalità wireless

Gli smartphone che finora permettono una ricarica senza fili, utilizzando ad esempio le basette ad induzione, hanno una caratteristica: non sono fatti in metallo. Il motivo è semplice: l’alluminio impedisce il trasferimento di energia tra il terminale e l’accessorio, limitando così la possibilità della ricarica wireless solo ad alcuni dispositivi. Ora grazie a Qualcomm tutti i telefonini con un retro in metallo potranno beneficiare dell’alimentazione wireless attraverso la tecnologia WiPower.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=fnvhabwjMZA”]

Di cosa si tratta

Qualcomm ha utilizzato il principio della risonanza magnetica per sviluppare WiPower, una tecnologia basata sullo standard Rezence della Alliance for Wireless Power (A4WP) che abilita prodotti con parte posteriore in metallo a ricevere potenza senza fili. Grazie alla Near Field Magnetic Resonance, Qualcomm può produrre un caricabatterie specifico in grado di trasmettere elettricità convertita in potenza a device posti anche a qualche centimetro di distanza e a diversi contemporaneamente, anche con requisiti di alimentazione diversi (pensiamo a smartphone e tablet). Ma esistono già device abilitati a ciò? In realtà no perché per essere ricaricati a distanza gli oggetti necessitano di una cover posteriore apposita che consenta di abbassare le protezioni tipiche del metallo per lasciar passare le onde magnetiche. Per questo Qualcomm sta lavorando con diversi produttori per la creazione di cover posteriori che oltre a proteggere il telefonino evitino interferenze con antenne e altri moduli radio pur permettendo la ricarica magnetica.

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