Sage ERP X3 – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Sep 2014 14:44:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Sage ERP X3 – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Gruppo Formula: l’ERP per l’internazionalizzazione https://www.datamanager.it/2014/09/gruppo-formula-lerp-per-linternazionalizzazione/ Mon, 08 Sep 2014 14:44:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60380 Le medie imprese che operano o si rivolgono all’estero hanno sempre più la necessità di ottimizzare i processi: ci pensa Sage ERP X3 «Le più lungimiranti tra le imprese italiane, soprattutto le PMI, si sono attrezzate per internazionalizzarsi, guardando ben oltre i confini del nostro Paese» – esordisce Luisa Ferrari, pre-sales manager di Gruppo Formula. […]

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Le medie imprese che operano o si rivolgono all’estero hanno sempre più la necessità di ottimizzare i processi: ci pensa Sage ERP X3

«Le più lungimiranti tra le imprese italiane, soprattutto le PMI, si sono attrezzate per internazionalizzarsi, guardando ben oltre i confini del nostro Paese» – esordisce Luisa Ferrari, pre-sales manager di Gruppo Formula. Per scegliere la strada internazionale, è fondamentale appoggiare la propria organizzazione a un sistema gestionale di comprovata efficacia. In questo contesto, il contributo dell’ERP è determinante per poter governare due situazioni tipiche: da una parte quella delle aziende che non hanno ancora una sede all’estero, e quindi devono dotarsi per la prima volta di un software internazionale, e dall’altra parte quella delle aziende che, pur avendo già una presenza internazionale, hanno l’esigenza di uniformare la gestione delle diverse operations, in modo che le attività vengano svolte in modo univoco. «A volte, vi è anche solo la necessità di unificare aspetti che magari sono duplicati nei diversi paesi nei quali l’azienda opera – prosegue Luisa Ferrari – e in questo caso la nostra soluzione completa è in grado di gestire l’intera filiera, permette di ottimizzare al massimo tutte le operazioni e le funzioni. La sfida internazionale è sempre più veloce e complessa, ed è solo recentemente che le imprese più avvedute si sono rese conto che i veri benefici si ottengono attraverso il controllo di tutti i processi e anche tramite il coordinamento con le diverse filiali nella supply chain. Ma l’evoluzione più interessante per la sfida di internazionalizzazione è quella di pensare un’azienda facilmente adattabile al contesto e trasportabile nei diversi Paesi».

Network internazionale

Più in dettaglio, l’offerta per le aziende con esigenze internazionali di Gruppo Formula – che è come noto uno dei principali system integrator italiani, attivo da oltre 40 anni, con oltre mille clienti nell’ambito della media e grande impresa, un fatturato di 25 milioni di euro, oltre 200 persone e cinque sedi in Italia – vede la proposta di Sage ERP X3, nativamente internazionale. La soluzione è realizzata da Sage, terzo produttore mondiale di software gestionale, che vanta la presenza in 100 Paesi e oltre 290 partner attivi. Grazie a questo network è quindi possibile per le PMI italiane ambire a progetti internazionali con costi e tempi ridotti o per le aziende estere sfruttare le competenze locali del Gruppo Formula (come per esempio nel caso della società GEIE-GEF del Tunnel del Frejus): con più di 350 aziende che l’hanno adottato in Italia, Sage ERP X3 è una soluzione innovativa per il mercato italiano. Pensato per soddisfare i requisiti delle imprese di medie dimensioni caratterizzate da processi di elevata complessità, ma con risorse limitate per l’IT – Sage ERP X3 si qualifica come soluzione user-oriented – in grado di governare tutte le aziende del Gruppo in modo integrato, consentendo una visione complessiva di clienti, fornitori, vendite, stock, supply chain, all’interno di un solo sistema e di un unico database, per avere sempre la massima tempestività e coerenza nei dati aziendali e nel rispetto degli aspetti legislativi dei singoli paesi.

Expertise locali in 100 paesi

«Come è noto, lo scenario internazionale è sempre più complesso, con crescenti complicazioni dovute per esempio a tecnicismi fiscali e legislativi, oltre che alla barriera linguistica che è tuttora da tener presente». Ma non va dimenticato anche il modello implementativo proposto da Formula: «Puntiamo a un miglioramento dei processi aziendali, per coordinare e ottimizzare le operazioni che spesso troviamo essere replicate, automatizzandole attraverso il sistema ERP» – precisa Luisa Ferrari. Oggi, ogni informazione è disponibile direttamente nell’ERP, permettendo, per esempio alle aziende distributive, di avere in tempo reale tutti i dati di stock, in modo da dare sempre un servizio tempestivo ai clienti e gestire al meglio i fabbisogni all’interno della supply chain.«L’approccio è quello di riferirsi a un modello aziendale, declinandolo alle necessità locali senza perdere la flessibilità utile all’organizzazione e alle esigenze del Gruppo. In questa visione si eliminano tutte quelle attività tipicamente replicate nelle differenti companies e si ricavano molti elementi di efficienza con il beneficio di poter controllare e governare a distanza».

Ambizioni internazionali

Certo non è semplice né scontato attrezzarsi per affrontare la sfida: ci vuole capacità innovativa sia nell’offerta sia nella gestione dell’intera azienda. «Competere globalmente con forza internazionale vuol dire misurarsi con uno scenario mutevole, aggressivo e complesso. Ci vuole esperienza per creare le basi del business internazionale in modo solido e pragmatico. La soluzione gestionale aiuta il governo della crescita, migliorando il coordinamento e il controllo tra business unit e risorse.

Per poter attuare questo in modo efficiente ed efficace con Sage ERP X3 si configura il modello aziendale del Gruppo relativo a regole, processi e interazioni tra le diverse company nei diversi paesi. La gestione integrata dei processi della supply chain, permette così di rispondere agevolmente ai cambiamenti della domanda e di cogliere i vantaggi competitivi attraverso una gestione interattiva e modulare» – prosegue Luisa Ferrari.

Un esempio interessante è il caso di ADR, società attiva in ambito automotive che si occupa della fabbricazione di assali, semiassi, freni, sospensioni e ruote per rimorchi agricoli. In un certo senso, la storia di ADR è abbastanza classica, come racconta Francesco Radice, CFO della società: «C’era la necessità di uniformare le prassi nei diversi paesi per parlare un’unica lingua di business e avere un unico modello organizzativo, tenendo conto anche della presenza di un’inevitabile eterogeneità legata alle acquisizioni». Un altro caso ci viene raccontato da Roberto Sandrini, IT manager di Lucefin (www.lucefin.com), leader mondiale nel settore siderurgico sia in Italia sia all’estero, che dice: «Coordinando varie aziende, Sage ERP X3 ci permette di centralizzare su un unico sistema informativo l’intero flusso dei dati generato dalle attività aziendali: gli utenti di tutte le aziende consociate utilizzano, così, un unico software e accedono a un’unica base dati. Infatti, Sage ERP X3 si adatta alle diverse realtà aziendali supportandone le metodologie di lavoro».

L’evoluzione internazionale

«Siamo partiti con la Polonia (2003), poi progressivamente con gli altri paesi: Francia (2004), Italia (2006), Gran Bretagna (2007) e Cina (2008). A oggi, sono 350 le persone del Gruppo ADR nel mondo che utilizzano Sage ERP X3» – spiega Laura Vaghi, IT manager ADR. Sono molti i benefici riscontrati dopo l’implementazione della soluzione da parte di Formula: «Con Sage ERP X3, abbiamo la visione integrata dei processi nei diversi plant produttivi. Questo ci ha permesso di migliorare la logistica e gli stock, accorpare gli acquisti e ottimizzare la produzione, ottenendo vantaggi prima non raggiungibili. Vantaggi che ci hanno permesso di avere una gestione estesa della supply chain e ci hanno resi maggiormente flessibili alla domanda del mercato e – grazie agli indicatori in tempo reale – capaci di reagire con prontezza» – afferma Vaghi.

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Logistica e cloud computing Nuove frontiere https://www.datamanager.it/rivista/logistica-e-cloud-computing-nuove-frontiere-49574.html Fri, 13 Sep 2013 13:20:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/logistica-e-cloud-computing-nuove-frontiere/ Informatizzazione e supply chain: un binomio vincente che ha portato molti vantaggi nel corso degli anni, ma la costante spinta all’efficienza sta trovando nuova linfa nei paradigmi di cloud computing di Luca de Piano   La ricerca di nuove efficienze ha da sempre coinvolto l’area della supply chain e della logistica, in cui i recuperi […]

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Informatizzazione e supply chain: un binomio vincente che ha portato molti vantaggi nel corso degli anni, ma la costante spinta all’efficienza sta trovando nuova linfa nei paradigmi di cloud computing

di Luca de Piano

 

Logistica e cloud computing Nuove frontiereLa ricerca di nuove efficienze ha da sempre coinvolto l’area della supply chain e della logistica, in cui i recuperi di flessibilità sono stati anche spettacolari, grazie all’utilizzo di varie piattaforme ad hoc, che hanno fatto la fortuna di molti vendor specializzati. Come è noto, negli ultimi tempi, lo scenario di mercato è notevolmente mutato: la crescente globalizzazione e le persistenti difficoltà economiche pongono le aziende di fronte alla necessità di dotarsi di strumenti sempre più sofisticati in grado di apportare livelli sempre nuovi di efficienza e flessibilità. La questione cruciale è individuare modalità che possano mettere le aziende in una condizione di maggiore competitività. Il cloud computing consente di individuare possibili sinergie, anche oltre i confini, in particolare nell’ecosistema delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di definire nuovi modelli in una dimensione cooperativa internazionale.

Per fortuna, non mancano esempi virtuosi di modalità operative di tipo cloud applicate alla logistica e alla supply chain, soprattutto nell’ambito del controllo e della pianificazione. Non solo. Vi sono alcuni progetti pilota che guardano soprattutto al mondo delle piccole e medie imprese (PMI), come il progetto europeo Logical, che sta per “transnational LOGistics Improvement through Cloud computing and innovAtive cooperative business modeLs” (www.project-logical.eu). Finanziato con quasi tre milioni di euro – e volto a progettare, sviluppare e implementare strumenti di cloud computing nella logistica per le imprese, in particolare quelle di piccola e media dimensione, nell’ambito dell’accessibilità e dei trasporti – il progetto vede per l’Italia la partecipazione della Provincia di Bologna e dell’Interporto sempre di Bologna, assieme a 13 partner provenienti da sei diversi paesi, soprattutto dell’Europa centrale. Il progetto, iniziato nel 2011 e di durata prevista fino al 2014, si pone diversi obiettivi: delineare specifiche e dettagliate soluzioni ICT per migliorare l’interoperabilità e la cooperazione fra piccole imprese, grandi centri logistici e gli attori globali del settore; realizzare la versione beta di uno strumento innovativo di cloud computing; di attivare sperimentazioni pilota; elaborare modelli di contratti di servizio; definire i programmi per l’integrazione inter-modale e il collegamento tra i nodi logistici coinvolti; e infine lanciare sul mercato il programma LOGICAL Cloud, consistente in una piattaforma virtuale che ha lo scopo di facilitare la collaborazione fra le aziende di trasporto, per esempio, sotto forma di raggruppamento di merci.

 

Vantaggi potenziali

I vantaggi potenziali del cloud applicato alla logistica sono numerosi, come ha evidenziato bene Walter Garizio, manager di Sideup Reply (www.sideupreply.eu). «Il cloud computing è alla base del processo di innovazione in quanto attiva una serie di benefici, che si concretizzano in termini economici e in termini di continuità del servizio, ma soprattutto in termini di business, garantendo collaborazione e portabilità. La logistica non è più solo efficienza di magazzino, ma è sempre più caratterizzata da mobilità, flessibilità, collaborazione e controllo lungo tutta la catena. I sistemi informativi, in questo scenario, devono essere sempre più efficaci e al servizio del business nella riprogettazione dei processi, aumentando il controllo e riducendo i tempi di reazione. Il cloud computing costituisce la tecnologia abilitante di questo processo di cambiamento».

Luisa Ferrari, responsabile presales Sage ERP X3 di Gruppo Formula (www.formula.it), avverte che sebbene di cloud computing si parli molto e – spesso in termini entusiastici – bisognerebbe considerare i benefici che le aziende possono avere in concreto. «Per quanto riguarda logistica e supply chain – spiega Luisa Ferrari – soprattutto in uno scenario, dove la collaborazione internazionale è sempre più diffusa, andare verso il private cloud consentirà nuove dinamiche aziendali e nuovi modelli di business che guideranno il sistema di offerta. Realtà aziendali con sedi all’estero troveranno naturale avere strumenti real-time a supporto per rendere più omogenei, compliant e integrati i loro modelli di business, togliendo molte sovrapposizioni, ridondanze e inefficienze». In questo senso, le sperimentazioni in atto col progetto europeo (LOGICAL) rappresentano un passo nella giusta direzione. Inoltre, secondo Luisa Ferrari, la trasformazione più sfidante riguarderà i processi dell’intera supply chain, che si riconfigura non solo per ridurre ridondanze e costi operativi, ma per diventare più snella, omogenea e dinamica. «Lo scenario cui pensare – dice Luisa Ferrari – è quello di modelli innovativi. Pensiamo già oggi come le opportunità di e-procurement e di e-business possono permettere di accedere a nuovi network e a nuovi business con benefici soprattutto per le piccole e medie imprese. I temi della condivisione delle informazioni si legano a nuovi strumenti di visibilità, comunicazione e collaborazione real-time. Da non dimenticare, anche le opportunità di unire le risorse cloud e i sistemi esistenti. In Italia, purtroppo vi è una carenza infrastrutturale ancora da colmare, ma qualche progresso interessante inizia a vedersi».

 

Ottimismo e rischi da non sottovalutare

L’ottimismo verso il cloud non deve – però – tradursi in una sorta di anarchia, quella che vede numerose aziende sviluppare progetti cloud all’insaputa del reparto IT dell’azienda stessa. Il fenomeno, più diffuso di quanto si pensi, è stato evidenziato da ultimo in una ricerca europea condotta nella primavera 2013 da Vanson Bourne per conto di VMware (www.vmware.it). Sono state intervistate tremila figure aziendali di business e mille e 500 persone dell’IT. A livello europeo, il 45% degli uomini di business ha ammesso di aver adottato soluzioni cloud senza aver informato l’IT. Questa percentuale è salita al 66% per l’Italia. Come dire che due aziende italiane su tre – tra quelle interpellate – hanno adottato soluzioni cloud all’insaputa dell’IT. Infatti, il 37% dei responsabili IT europei e il 43% di quelli italiani sospettano l’uso di servizi cloud per così dire non “autorizzati”. Ma c’è un risvolto positivo: il 72% a livello europeo e il 78% a livello nazionale ritengono che tali servizi apportino benefici in azienda.

 

Investimenti ridotti

Francesco Stolfo, partner e direttore commerciale di ToolsGroup (www.toolsgroup.it), riporta l’attenzione sul tema dell’ottimizzazione logistica, che è sempre in primo piano in un mercato alla ricerca della massima competitività sui costi. «Rispetto al passato – afferma Stolfo – è ormai maturata l’idea che occorra avvalersi di partner qualificati e di tecnologie sempre più mirate. In quest’ottica – oltre alla terziarizzazione dei trasporti e delle attività di warehousing – si punta anche a terziarizzare le attività di controllo e pianificazione, che un tempo erano risorse interne perché considerate di tipo core. E il cloud computing è la tecnologia ideale per fornire servizi ad alto valore proprio nel campo del controllo e della pianificazione». Per fare alcuni esempi – spiega Stolfo – «i servizi forniti in modalità cloud consentono di ridurre gli investimenti di infrastruttura hardware e software, di avviamento di nuovi sistemi, di licensing di nuovi strumenti e di formazione di personale specializzato». Non solo. «Per quello che riguarda l’uso di strumenti di ottimizzazione in cloud – che vanno a operare modificando decisioni in merito a quanto acquistare, stoccare e distribuire – occorre, prima di tutto, una completa fiducia nei confronti dell’operatore che fornisce i servizi. ToolsGroup sta offrendo servizi cloud per la pianificazione di prodotti commercializzati attraverso il canale modern trade, calcolando per conto dei produttori le quantità da distribuire day-by-day, con vantaggi evidenti in termini di performance» – conclude Stolfo.

 

Soluzioni verticali

Giorgio Bonaccorso, responsabile BU Outsourcing di GCI (www.gci.it), evidenzia invece la possibilità data dal cloud di fornire soluzioni verticali estremamente potenti per specifiche aree di attività, ma senza gli importanti investimenti finanziari che sino a poco tempo fa erano indispensabili per accedere a soluzioni enterprise. «General Computer, nell’ambito della logistica e della supply chain – dichiara Bonaccorso – si pone verso i propri clienti nella veste di cloud integrator, supportandoli nell’integrazione delle soluzioni applicative all’interno della propria nuvola, privata o ibrida, al fine di massimizzare i vantaggi e consentire la focalizzazione sul proprio core business». Tra le categorie di aziende in grado di trarre maggiori vantaggi dall’utilizzo del cloud anche nella logistica, Bonaccorso fa notare che in questi ultimi mesi si è affermato sempre più il modello di distribuzione ibrido che consente al cliente di accedere on demand a maggiori risorse anche per brevi periodi e con costi legati al reale utilizzo del servizio. «Questo approccio – spiega Bonaccorso – si sposa benissimo con le esigenze del mercato attuale che vede la necessità di mantenere bassi costi di esercizio senza pregiudicare la possibilità di cogliere opportunità. In questo modo, le piccole e medie aziende si trovano in condizione di poter accedere, in tempo reale, a potenzialità che sarebbero impensabili senza ricorrere al cloud».

 

Le best practice

Luisa Ferrari di Formula introduce il tema delle best practice, spiegando come adottare la filosofia del cloud computing per risolvere questioni di policy, sicurezza e controllo e per rendere più omogenei, compliant e integrati i processi tra le aziende di filiera o le company di un gruppo. L’adozione di questa filosofia – fa notare Luisa Ferrari – «potrà aiutare a far crescere le PMI per adeguarsi a una maggior digitalizzazione delle informazioni e a lavorare attraverso un network più efficiente. L’ambito di service integrati legati alla logistica saranno quelli che per primi otterranno dei benefici».

Sulla stessa linea, anche Manfred Dorfmann, business unit manager di Microsoft Dynamics AX presso Würth Phoenix (www.wuerth-phoenix.com). «Prendere una decisione in questo ambito – spiega Dorfmann – comporta l’analisi di diversi aspetti quali – per esempio – la valutazione delle funzionalità disponibili, la possibilità di integrazione con altri sistemi, il possibile limite per l’offerta cloud, la conoscenza del fornitore e delle sue regole di gestione del servizio cloud in termini di sicurezza dei dati, aggiornamenti e continuità del business – e non ultima – la visione strategica dell’azienda in termini di crescita e di investimento IT». Il caso di un’azienda appartenente a un gruppo internazionale che ha valutato una soluzione cloud – per poi scegliere con Microsoft Dynamics AX l’offerta on-premise – è Stahlgruber Italia, gruppo tedesco tra i maggiori fornitori di accessori auto e pezzi di ricambio a livello europeo. «Gli aspetti che hanno determinato la scelta on-premise – spiega Dorfmann – sono stati le funzionalità limitate del cloud, l’integrazione con altri sistemi e il valore fornito da Würth Phoenix Trade+ come soluzione verticale per i processi logistici». Ma i vantaggi del cloud – prosegue Dorfmann – «possono riguardare in generale tutte quelle aziende di dimensioni relativamente contenute, che molto spesso non possiedono personale IT specializzato in loco e con un’infrastruttura informatica dalla complessità moderata e che possono affidare a fornitori competenti la gestione della sicurezza dati e della gestione IT, focalizzandosi sull’utilizzo dei servizi IT senza doversi preoccupare di mantenere i sistemi informatici all’interno della propria organizzazione».

 

Identikit finale

Walter Garizio di Sideup Reply schematizza il tipo di azienda che può raccogliere i maggiori benefici dal cloud. «I requisiti fondamentali sono due» – dice Garizio. «Il primo è di tipo strategico, in base al quale i servizi IT devono essere allineati alle esigenze di business. Il secondo è di tipo umano: i decisori devono avere una spiccata predisposizione a valutare un’alternativa in grado di rompere gli schemi attuali attraverso un modello le cui fondamenta sono consolidate ma ancora affette da qualche freno». A proposito del cloud, il 15% delle aziende (fonte Nextvalue 2013) in ambito supply chain management, dichiara di non averlo ancora preso in considerazione. «Il cloud – avverte Garizio – non deve essere visto come una panacea e se non viene gestito correttamente – attraverso un progetto che valuti esigenze, attori, processi a 360 gradi – rischia di non produrre risultati». Non a caso, la proposta Sideup Reply prevede un progetto di attivazione sia in termini di processo sia in termini di integrazione con altri sistemi interni già presenti. «Declinando i vantaggi del cloud all’interno della supply chain execution e usando come fonte i nostri clienti – dice Garizio – uno dei maggiori benefici è la totale assenza di attività sistemistica da dedicare all’applicazione e all’infrastruttura specifica, consentendo massima focalizzazione sulle esigenze business, che portano il massimo valore all’azienda. Inoltre, è apprezzata l’estrema flessibilità, garantita dalla possibilità di variare l’utilizzo in funzione delle diverse esigenze – per esempio – quelle legate alle stagionalità». Insomma, avere la “testa fra le nuvole” vuol dire anche avere visibilità e controllo su tutta la catena logistica distributiva.

 

Devi leggere un bar code? Scegli le soluzioni Datalogic

L’acquisizione automatica dei dati tramite la lettura dei codice a barre è il modo più sicuro ed economico per aumentare l’efficienza nelle operazioni di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti durante tutta la supply chain. Da oltre 40 anni, Datalogic (www.datalogic.com) lavora con le più importanti aziende del settore dei trasporti e logistica, garantendo il rapido ritorno degli investimenti e un’efficace razionalizzazione dei costi aziendali. Datalogic offre una gamma completa di soluzioni appositamente studiate per soddisfare le esigenze tipiche del mercato T&L. La tecnologia di lettura bar code imaging all’avanguardia è una delle caratteristiche distintive dei prodotti Datalogic: dagli scanner industriali ai mobile computer, fino ai terminali veicolari. La suite di software disponibili permette la facile integrazione con le applicazioni ERP/WMS più diffuse – tra cui Oracle, SAP, Baan, JD Edwards, Navision, Siebel, MFG-Pro, BPCS e PeopleSoft. Infine, la nuova tecnologia di comunicazione WWAN UMTS/HSPA+ presente sui PDA Datalogic di ultima generazione garantisce alle aziende che hanno una soluzione cloud una trasmissione dei dati veloce e sicura. Requisito importante e necessario per ottimizzare le operazioni all’interno di un magazzino.

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Sage e Formula, il binomio vince ancora https://www.datamanager.it/news/sage-e-formula-il-binomio-vince-ancora-47750.html Fri, 07 Jun 2013 13:10:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/sage-e-formula-il-binomio-vince-ancora/ L’alleanza di ferro tra il system integrator italiano e l’Erp inglese per il mid-market conquista nuovi clienti, tra cui il gruppo genovese Boero Bartolomeo

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L’alleanza di ferro tra il system integrator italiano e l’Erp inglese per il mid-market conquista nuovi clienti, tra cui il gruppo genovese Boero Bartolomeo

Meno di un anno, per l’esattezza dieci mesi, per un rilevante progetto di change management che ha riguardato Boero Bartolomeo, holding con sede centrale a Genova attiva nella produzione e nella commercializzazione di prodotti vernicianti, che ha adottato il gestionale Sage ERP X3 con la collaborazione del system integrator Formula.

Quotata alla Borsa italiana dal 1982 e con un fatturato annuo superiore ai 90 milioni di euro, Boero aveva la necessità di attrezzare meglio la propria organizzazione per rispondere alle crescenti sfide del mercato, data anche l’articolazione aziendale, che vede la “presenza di numerose controllate, alcune delle quali anche all’estero, e da un’attività svolta principalmente su commessa”, come ha spiegato in un incontro a Milano il CFO della società Giampaolo Iacone. Iniziato nella seconda metà del 2011, il progetto di riorganizzazione ha riguardato soprattutto le aree customer service e supply chain, con l’implementazione di Sage Erp X3 dopo un’attenta software selection.

“La nostra ricerca è stata molto approfondita e ha visto l’identificazione di ben 323 requisiti funzionali e di 27 requisiti tecnici, oltre a dover soddisfare altri aspetti quali la facilità di implementazione e il supporto attivo nella fase riorganizzativa”, ha sottolineato Alessandro Beneventi, Responsabile organizzazione, qualità e sistemi informativi di Gruppo Boero. Tra i vantaggi conseguiti dalla società genovese, oltre ai risparmi significativi dovuti allo snellimento generale dell’organizzazione, nell’area supply chain è stato possibile implementare, grazie a Sage Erp X3, una funzionalità Mrp di ultima generazione, in grado di pianificare automaticamente la produzione integrandola con la funzione acquisti. “Trattandosi di una novità nella nostra azienda, il Mrp ha creato qualche diffidenza iniziale – ha notato Beneventi -, con due mesi di rodaggio al termine dei quali il sistema si è per così dire conquistato la fiducia dei planner, riducendo l’intervento manuale solo ai casi particolari”.

Partnership vincente

L’adozione di Sage Erp X3 da parte del gruppo Boero è sicuramente un altro importante traguardo raggiunto nel nostro Paese da Formula, uno dei principali system integrator italiani attivo da oltre 40 anni, con oltre 1.000 clienti nell’ambito della media e grande impresa, un fatturato di 28 milioni di euro, 275 persone e cinque sedi. Ribadendo la centralità della partnership con Sage, Charles Tarbé, Vice presidente e AD di Formula, ha sottolineato nel corso dell’incontro milanese la volontà di proseguire a concentrarsi sul mercato italiano, anche tramite “la creazione di un gruppo di distributori di Sage per l’Italia, con l’idea di replicare le strategie perseguite da Sage a livello mondiale, ma puntando sempre sul brand Formula che gode tuttora di un ottimo riconoscimento”.

Del respiro internazionale di Sage, che ha 6 milioni di clienti in tutto il mondo, 4.000 dei quali per il gestionale X3, ha invece parlato Christophe Letellier, CEO di Sage ERP X3 e CEO di Sage Mid-Market Europe: “Sage è il terzo player al mondo nel campo del software gestionale, ma la nostra ambizione è quella di raddoppiare il nostro tasso di crescita entro il 2015 e di servire al meglio i nostri clienti del mid-market e i nostri partner, mettendoli in grado di rispondere alle esigenze del mercato. In particolare, Sage ERP X3, è presente in 60 paesi del mondo con 260 partner: un numero che potrebbe sembrare esiguo, visto che potenzialmente potremmo averne anche un migliaio, ma preferiamo che siano molto focalizzati sul nostro prodotto e che X3 costituisca il loro core business, per poter arricchire e migliorare continuamente l’azione grazie alle loro conoscenze dei mercati specifici”.

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Oltre 250 adesioni al roadshow Lean Accounting organizzato da Formula https://www.datamanager.it/news/oltre-250-adesioni-al-roadshow-lean-accounting-organizzato-da-formula-46780.html Mon, 13 May 2013 14:00:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/oltre-250-adesioni-al-roadshow-lean-accounting-organizzato-da-formula/ Con specialisti del settore si è parlato di metodologie e strumenti di semplificazione dell’attività amministrativa: dal conto economico, al budget, alle modalità di reporting

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Oltre 250 adesioni al ciclo di eventi 2013 sul tema Lean Accounting, organizzato da Formula con il patrocinio di ANDAF, la partecipazione di CSMT, Centro Servizi Multisettoriale e Tecnologico e SCSM, centro di ricerca in Supply Chain e Service Management di Brescia, Università di Modena e Reggio Emilia, Bonfiglioli Consulting, Gianesin Canepari & Partners.

Con specialisti del settore si è parlato di metodologie e strumenti di semplificazione dell’attività amministrativa: dal conto economico, al budget, alle modalità di reporting.

L’apertura del convegno è stata a cura di Roberto Battaglioli, Direttore Vendite di Formula, che ha presentato Formula, la sua offerta di area ERP e di area finance (soluzioni software per la tesoreria, il credit risk management, il controllo di gestione) e la collaborazione con il Gruppo Sage (terzo player al mondo nel mercato delle soluzioni gestionali, fonte Gartner).

Durante la tavola rotonda sono stati proposti i tratti fondamentali della metodologia lean rispetto ai modelli tradizionali di contabilità, andando ad indagare novità e cambiamenti, soprattutto relativi ai concetti di value stream e di box score.

Mario Pasquale, Responsabile Prevendita di Sage ERP X3, ha poi illustrato come passare dalla teoria allo strumento. La proposition di Sage ERP X3 per il Lean Accounting si articola su 4 piani: l’impianto contabile, il controllo di gestione, il reporting e l’ambito di organizzazione e processi.

I casi aziendali di Endura SPA, Athena SPA e Hikma SPA hanno concluso gli appuntamenti portando esempi concreti di applicazione di metodologie lean anche all’ambito contabile.

Per le iniziative ed i prossimi appuntamenti con Formula, i programmi sono disponibili su www.formula.it

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Formula propone il “lean accounting” https://www.datamanager.it/news/formula-propone-il-lean-accounting-46733.html Fri, 10 May 2013 10:56:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/formula-propone-il-lean-accounting/ Conformarsi al principio di avere pochi dati, ma buoni, significa impostare una contabilità più snella, focalizzando l’attenzione sul valore prodotto dall'azienda e sul modo in cui viene ottenuto, tramite il value stream

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Conformarsi al principio di avere pochi dati, ma buoni, significa impostare una contabilità più snella, focalizzando l’attenzione sul valore prodotto dall’azienda e sul modo in cui viene ottenuto, tramite il value stream

L’applicazione dei principi del just in time e del Kaizen, il miglioramento continuo, e più recentemente l’introduzione della lean production, hanno notevolmente migliorato le performance dell’area operation, consentendo il recupero dell’efficienza, la riduzione delle scorte e l’accorciamento dei tempi di consegna al cliente. Questi stessi principi vengono ora proposti anche nelle aree amministrative, favorendo nuove prospettive anche per il controllo di gestione, già recepite nella piattaforma Sage ERP X3 offerta in Italia dal Gruppo Formula.

Il lean accounting al lavoro

Con una serie di appuntamenti sul lean accounting, che hanno toccato Reggio Emilia, Padova e infine Milano, Formula propone uno schema collaudato per discutere metodi e strumenti di semplificazione dell’attività amministrativa, privilegiando in questo caso la determinazione di costi e prezzi, andando oltre i metodi tradizionali, con rilevazioni non solo economiche, ma legate anche ai flussi di valore.

Nell’ultimo incontro, introdotto da Roberto Battaglioli, direttore vendite di Formula, e con la partecipazione di Andrea Pasotti dell’Università di Brescia e del consulente Michele Bonfiglioli, si è cercato di delineare i principi del lean accounting e le modalità di implementazione di questa metodologia anche nell’area amministrativa, riferendosi al calcolo delle performance aziendali come valorizzazione economica di ciò che il cliente paga, evidenziando e valorizzando anche quanto costano gli sprechi e le scorte.

Per fare un esempio concreto di quest’ultimo principio, basta pensare al valore di un magazzino. Nella contabilità ordinaria, il magazzino rappresenta un’attività tra le voci positive dello stato patrimoniale. Quindi, quanto più è alto, tanto più è ricca l’azienda. Il lean accounting scavalca questa impostazione e si focalizza sulla velocità di flusso del value stream, ossia sul calcolo del modo in cui l’azienda produce il valore.

La soluzione Sage ERP X3

Un contributo chiaro, concreto ed esauriente è poi venuto da Mario Pasquale di Formula, che ha dimostrato come impostare la piattaforma Sage ERP X3 secondo il modello lean e come questa possa qualificarsi anche per offrire una soluzione lean alternativa alle procedure amministrative standard.

Il vero problema è che troppo spesso il sistema di controllo di gestione delle azienda risente di un’impostazione ormai obsoleta, legata al calcolo costi standard sul prodotto finito e alla allocazione di quelli indiretti tramite coefficienti e ripartizioni molto spesso errati.

Per conciliare i miglioramenti produttivi e gli aspetti del controllo di gestione è quindi andato sviluppandosi il nuovo concetto di lean accounting, che risponde a domande del tipo: “Quanto costo produrre in anticipo (cioè fare scorte) e quanto il prodotto rimane in magazzino più giorni del previsto?” oppure “Che impatto hanno i costi di setup nelle risorse e quanto pesano quelli amministrativi per la gestione della catena di fornitura?”.

Gli esempi presentati da Pasquale, hanno mostrato quanto la metodologia lean applicata alle procedure, ai processi e alla reportistica per controllare l’azienda posso ridurre notevolmente l’impatto anche sui costi amministrativi.

Si prospetta dunque un sistema contabile differente da quello tradizionale. Ma quali sono i problemi?

I riscontri presentati da Cristina Cagnazzi, vicepresidente di ANDAF Lombardia e CFO della società farmaceutica HIKMA, dimostrano che per poter godere appieno dei vantaggi del lean accounting è innanzitutto necessario poter raggruppare i prodotti in poche famiglie e che i value stream siano significativi, sufficientemente estesi e senza sovrapposizioni.

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SAGE ERP X3: LA STRATEGIA DI CANALE IL CASO I.C. Medianet

Il partner di Formula, che vanta una consistente esperienza nelle applicazioni gestionali, distribuisce e supporta sul proprio territorio l’ERP della multinazionale inglese Sage

L’obiettivo espresso da Gruppo Formula è quello di ampliare le vendite tramite una rete indiretta di partner, che abbiano competenze di prodotto consolidate nel mercato delle soluzioni gestionali e in particolare abbiano una buona esperienza sugli ERP, per accelerare al massimo la diffusione di Sage ERP X3 su tutto il territorio italiano.

«Abbiamo già selezionato un gruppo di società, estremamente motivate e in grado di agire con la massima autonomia – spiega Iuris Cella, direttore partner di Formula – per raggiungere al meglio anche i potenziali clienti di dimensioni più limitate, compresi nella fascia delle PMI, che in Italia rappresentano un bacino di utenza molto ampio, con budget di spesa spesso limitati, ma con le stesse esigenze delle società più grandi».

Questa politica si collega bene con quella espressa a livello internazionale dalla multinazionale Sage (www.sage.com), che per la vendita della soluzione Sage ERP X3 ha una forte esperienza sul modello di distribuzione tramite il canale indiretto.

Tra le società che in Italia hanno raccolto l’invito di Formula, c’è I.C. Medianet (www.icmedianet.it), che ha la propria sede ad Alba e, partendo dal bacino del cuneese, opera prevalentemente nell’area del nord ovest.

«La nostra azienda – descrive Giovanni Volpe, uno dei titolari di I.C. Medianet – è specializzata nella consulenza informatica e offre soluzioni complete sia in ambito software, sia hardware. Per quanto riguarda l’area applicativa, ci posizioniamo principalmente nel settore di offerta che interessa le soluzioni gestionali nella loro accezione più ampia, che comprendono tutte le componenti relative agli adempimenti amministrativi, alla gestione del ciclo attivo e passivo per quanto riguarda acquisti, produzione e vendita, ma anche alla logistica e ai magazzini».

Innovarsi tecnologicamente è un passaggio obbligato per ogni impresa che desidera mantenersi sempre all’avanguardia. «L’esperienza pluriennale dei soci fondatori – afferma Volpe – permette alla società di proporre le soluzioni informatiche più differenziate e di offrire anche progetti su misura, sviluppando pacchetti applicativi verticali per la gestione di problematiche molto specifiche, come quelle delle aziende vitivinicole oppure quelle dell’indotto che produce macchinari per l’industria dolciaria, molto presenti nel territorio dove opera I.C. Medianet».

 

SAGE ERP X3, IL PRODOTTO GIUSTO

«Il nostro obiettivo è quello di svolgere la funzione di consulente – prosegue Volpe – per accompagnare i nostri clienti nel loro percorso evolutivo. In questa veste li aiutiamo nel creare un’infrastruttura solida e nello scegliere i prodotti applicativi migliori, anche in termini di affidabilità e di scalabilità. Per questo motivo proponiamo la suite Sage ERP X3, che abbiamo scelto tra quelle presenti sia nel panorama internazionale, sia in quello italiano, come l’ERP più adeguato alle esigenze dei nostri potenziali clienti».

Rispetto ad altri ERP precedentemente adottati da I.C. Medianet, quando si è trattato di prendere in considerazione una nuova soluzione, oltre alle qualità innovative, Sage ERP X3 ha dimostrato di possedere due importanti caratteristiche peculiari: respiro internazionale del prodotto e supporto attento di Formula in Italia. Sage ERP X3 ci ha permesso di diventare più consulenti e meno tecnici.

«Il prodotto si presenta in diretta competizione a livello internazionale – spiega Volpe – essendo proposto da Sage, che si qualifica come terzo player al mondo nel mercato ERP, subito dopo Microsoft e Oracle secondo le stime Gartner del 2010, e come leader assoluto per le soluzioni gestionali progettate e rivolte principalmente al mid-market. Rispetto ad altri prodotti italiani, Sage ERP X3 garantisce la sicurezza dell’investimento per il futuro, sia a noi partner, sia ai nostri clienti. Nel mondo ciò è comprovato da oltre tremila e 500 società acquirenti, di cui oltre 250 sono italiane, che hanno scelto Sage ERP X3 come soluzione completa e in grado di soddisfare le esigenze di imprese operanti nei più diversi settori, quali il manifatturiero, il chimico, il farmaceutico, il cosmetico, l’alimentare e la produzione di beni di largo consumo».

Inoltre, la sua piattaforma tecnologica aperta, basata su architettura web, è molto flessibile e completamente adattabile al sistema informativo già esistente, è semplice da usare, veloce da implementare e conveniente sotto il profilo economico, in quanto permette di ridurre l’infrastruttura informatica al minimo.

«Sage ERP X3 – continua Volpe – è fortemente caratterizzato dalla facilità con cui è possibile creare personalizzazioni ed estensioni funzionali anche importanti, utilizzando solo sistemi di parametrizzazione interni e quindi senza essere costretti a scrivere nemmeno una riga di codice. Ciò, accanto alla formazione e al supporto iniziale di Formula, in breve tempo ci ha reso completamente autonomi nella gestione di un progetto presso il cliente, anche nel caso di dovere adeguare l’ERP alle specifiche di processi molto particolari».

 

LA COLLABORAZIONE CON FORMULA

Non meno importante del respiro internazionale di Sage ERP X3 è il secondo aspetto evidenziato da Volpe, ossia quello di avere alle spalle una società come Formula, che – oltre a veicolare in Italia il prodotto – ha compiuto profondi interventi di localizzazione nazionale, ben più importanti di una semplice traduzione. Adattandolo alla gestione di tutti gli aspetti italiani più peculiari, relativi alle normative legali, amministrative e fiscali, ma anche alle prassi operative più comuni, quali la gestione delle partite contabili, il conto lavoro di fase e altre ancora, Formula ha reso il prodotto particolarmente interessante per il canale indiretto rivolto alle PMI.

«Dal punto di vista tecnologico – conclude Volpe – il prodotto ci mette in grado di seguire tutta l’evoluzione aziendale dei nostri clienti, garantendo così l’investimento che hanno effettuato. Inoltre – grazie al forte impegno nel valorizzare l’identità e le specificità del partner e alle sinergie create da Formula, tra vendita diretta e indiretta – da un lato, siamo diventati velocemente indipendenti e dall’altro, possiamo presidiare bene il nostro territorio di prossimità, contando sempre su una stretta collaborazione, anche commerciale, che ci ha già permesso di festeggiare l’ottava installazione in poco tempo».

I servizi offerti da Formula tramite il programma QuickBoard, per velocizzare il business dei partner, sono di qualità elevata e pienamente soddisfacenti. Così come la documentazione, i cicli di formazione sono completi, concreti e volti a rendere il partner autonomo velocemente. Il training orientato al prodotto è disegnato per aree funzionali e per componenti tecnologiche, mentre quello più orientato al business offre approfondimenti specifici su marketing, prevendita, vendita e servizi postvendita. Infine, Volpe rileva che la risposta di Formula è sempre pronta e in grado di risolvere il problema, oppure, di dare seguito ai quesiti in meno di 24 ore.

Questo nuovo modello, al quale Formula sta lavorando da qualche tempo, orientato ad affiancare la rete indiretta, ha già fidelizzato 10 partner ben selezionati. Attualmente, la strategia di recruiting è stata ufficialmente comunicata al mercato con l’obiettivo per i prossimi due anni di più che raddoppiare la dimensione della rete, per giungere a una struttura ottimale  a copertura completa di tutto il territorio italiano.

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Smart&Go Sage ERP X3 su misura per la Pmi italiana https://www.datamanager.it/rivista/smartgo/smartgo-sage-erp-x3-su-misura-la-pmi-italiana Mon, 18 Jun 2012 11:47:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/06/smartgo-sage-erp-x3-su-misura-per-la-pmi-italiana/ La Pmi italiana ha bisogno di specificità che le consentano di muoversi normativamente sul mercato locale e al contempo operativamente su quello internazionale. Ha bisogno, allo stesso tempo, di ridurre al minimo lo sforzo operativo ed economico per adeguarsi alle nuove tecnologie ottenendo la capacità di competere anche con realtà di dimensioni ben più consistenti.  […]

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La Pmi italiana ha bisogno di specificità che le consentano di muoversi normativamente sul mercato locale e al contempo operativamente su quello internazionale. Ha bisogno, allo stesso tempo, di ridurre al minimo lo sforzo operativo ed economico per adeguarsi alle nuove tecnologie ottenendo la capacità di competere anche con realtà di dimensioni ben più consistenti.  Da Formula un’interessante proposta

La piccola e la piccola-media impresa continuano a giocare un ruolo fondamentale a livello di mercato in Italia. Si tratta di realtà caratterizzate da un numero di dipendenti compresi tra i 10 e i 100 e con un fatturato che oscilla tra i 2 e i 50 milioni di euro. Inevitabilmente anche per loro, se non soprattutto per loro, la globalizzazione ha introdotto un livello di complessità non indifferente: da una parte un sistema contabile tipicamente italiano, dall’altra il confronto con una realtà internazionale sia a livello di clientela che, tante volte, anche di produzione. Se a questo aggiungiamo le difficoltà di una crisi economica, di cui si fatica ancora a vedere la fine, che induce a minimizzare le risorse sia umane che finanziarie e la inevitabile focalizzazione sul core business dell’azienda, appare evidente quali siano le reali esigenze, non certo di facile soddisfazione, di un’azienda di questo tipo.

Una proposta strutturata in questa direzione è presentata da Formula (www.formula.it), che coniuga le specificità italiane con le potenzialità di un Erp internazionale, offrendo alle Pmi un software gestionale pronto per l’uso. Si tratta di Smart&Go per Sage ERP X3, un modello implementativo per cui Sage ERP X3 viene reso disponibile scegliendo un perimetro predefinito di progetto. Questo permette di avere un Erp pronto per l’uso con processi predeterminati. Inoltre, l’ambito del progetto resta ampliabile, in caso di cambiamenti o di crescita dell’organizzazione, in modo che l’investimento del cliente sia salvaguardato nel tempo.

Si tratta dunque di un qualcosa di specificamente italiano che si basa però su uno strumento internazionale quale Sage ERP X3, creatura del vendor che si posiziona a livello mondiale al terzo posto dopo i due colossi statunitensi. Vale la pena ricordare che il gruppo Sage è una multinazionale inglese con 25 anni di esperienza nel mercato IT mondiale, conta 13.600 dipendenti, 1,5 miliardi di sterline di fatturato, più di 6 milioni di clienti, presenza in 160 nazioni ed è leader per il mid-market in ambito Erp. Formula, invece, è un attore di riferimento in Italia nel campo del software gestionale per la media impresa, conta 275 persone e 5 sedi operative e un fatturato riferito al 2011 intorno ai 30 milioni di euro.

Per approfondire il tema abbiamo posto alcune domande a Marco Zanetti, offering manager di Smart&Go per Sage ERP X3 e a Iuris Cella, direttore dell’offerta Sage ERP X3.

Data Manager: Da dove nasce l’idea di Smart&Go?

Zanetti: Già da tempo avevamo in mente di offrire al mercato uno strumento facile, agile, di immediato utilizzo. Siamo partiti circa tre anni fa valutando quale proposta di soluzione fosse più idonea per rispondere alle esigenze della piccola e piccolo-media impresa. Forti dell’esperienza che avevamo maturato in circa quarant’anni di attività in questo settore, abbiamo pensato di coniugare questa competenza specifica per l’Italia con le potenzialità di Sage ERP X3 andando a definire una modalità di rilascio operativo dedicata alla Pmi italiana.

Ci può sintetizzare il prodotto nelle sue linee essenziali?

Zanetti: Si basa su tre elementi: il primo è un modello implementativo che va a delineare il perimetro dell’offerta; il secondo è basato su Sage ERP X3, prodotto disegnato intorno alle esigenze effettive degli utenti della Pmi, con ergonomia e facilità d’uso, su cui abbiamo già pre-parametrizzato tutto quello che serve e che, per esperienza, possiamo dire che copre almeno il 90-95% delle esigenze delle imprese a cui ci rivolgiamo; il terzo elemento importante da sottolineare è che i processi dell’azienda sono gestiti con un’interfaccia innovativa e unica che permette di rappresentarli graficamente.

Relativamente ai processi predefiniti?

Zanetti: In massima sintesi: contabilità generale, contabilità terzi, tesoreria, contabilità analitica, cespiti, vendite, logistica, acquisti, produzione. Tutto, naturalmente, secondo le norme e le prassi operative italiane.

E se l’azienda dovesse in futuro avere l’esigenza di evolversi e di estendere il tutto anche a livello internazionale?

Zanetti: Non dimentichiamo che dietro a tutto questo possiamo vantare Sage ERP X3, con le funzionalità specifiche e forti di internazionalizzazione di cui dispone.

Parliamo allora un po’ di questo Erp e di come si possa avere supporto a livello italiano su questo prodotto internazionale?

Cella: I  target di Sage ERP X3, ovvero media impresa e Pmi (con Smart&Go), definiscono un mercato di riferimento molto ampio, dunque una grande potenzialità. Per conquistare questo mercato, abbiamo identificato l’esigenza di una maggiore capillarità, decidendo di definire un programma di vendita indiretta.

In cosa consiste esattamente?

Cella: Ci siamo proposti di strutturare un canale di vendita indiretta e, partendo dagli attuali partner di Sage ERP X3, che sono una decina, di arrivare ad avere circa trenta partner. A questo proposito è stato definito un programma specifico per aiutarli a diventare velocemente operativi, fornendo loro tutto quanto necessario: dalla formazione iniziale, per essere attivi fin da subito, al supporto.

Quali criteri adotterete per la selezione dei partner?

Cella: Innanzitutto esperienza sul tema e poi localizzazione geografica e competenze specifiche su mercati verticali.

Utilizzerete lo stesso canale anche per Smart&Go?

Cella: Naturalmente; siamo certi che questo prodotto sia una vera opportunità per tutti i partner (attuali e nuovi)  di Sage ERP X3 al fine di soddisfare immediatamente una fascia di clientela veramente vasta, che offre elevata possibilità di espansione.

Si tratta certamente di un’ottima opportunità che comunque, nonostante tutto il supporto che date, richiede un grosso impegno, da tutti i punti di vista.

Cella: Sì, ma l’impegno verrà sicuramente ricompensato. Si tratta in sostanza di andare a gestire un prodotto che non ha rivali su questa specifica fascia di mercato e per il quale, visto il posizionamento, prevediamo un significativo sviluppo. La dimensione internazionale e i volumi, poi, sono la massima garanzia ottenibile di continuità. Noi ci abbiamo investito molto, e i risultati li abbiamo ottenuti. Ora siamo in grado di offrire anche ad altri la stessa opportunità.

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