SDA Bocconi – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 10:02:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png SDA Bocconi – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Digital Manufacturing: un incoraggiante work in progress. I dati della ricerca SAP e SDA Bocconi https://www.datamanager.it/2017/04/digital-manufacturing-un-incoraggiante-work-progress-dati-della-ricerca-sap-sda-bocconi/ Wed, 19 Apr 2017 14:56:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123488 L’analisi dei dati raccolti dalla ricerca condotta da SAP Italia in collaborazione con SDA Bocconi su un campione di circa 1.200 PMI italiane segnala una situazione tendenzialmente positiva verso la digitalizzazione ——————————————————-#WeChangeIT Forum———————————————————– Industry 4.0, Social, Mobile, Analytics, Cloud, IoT,  Intelligenza Artificiale, saranno le tematiche analizzate quest’anno al #WeChangeIT Forum di Data Manager. L’evento riunirà […]

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L’analisi dei dati raccolti dalla ricerca condotta da SAP Italia in collaborazione con SDA Bocconi su un campione di circa 1.200 PMI italiane segnala una situazione tendenzialmente positiva verso la digitalizzazione

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Industry 4.0, Social, Mobile, Analytics, Cloud, IoT,  Intelligenza Artificiale, saranno le tematiche analizzate quest’anno al #WeChangeIT Forum di Data Manager. L’evento riunirà CIO e C-Levels delle più importanti realtà industriali italiane e i maggiori player del mercato IT.

Brembo, RAI, Comau, Vimar, Octo Telematics, ENEL, UniCredit e molti altri.

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Il settore manifatturiero italiano sta vivendo uno dei momenti più stimolanti della sua storia. La complessità del contesto globale in cui operano le aziende manifatturiere si unisce a trend di consumo che richiedono caratteristiche di flessibilità e adattamento mai sperimentati in passato. La digitalizzazione consente alle imprese industriali di raccogliere queste sfide e trasformarle in opportunità. Le tecnologie digitali entrano nei prodotti e nei processi del mondo manifatturiero e il concetto di fondo che meglio sintetizza il paradigma alla base della quarta rivoluzione industriale è quello di “autonomia”. Appare chiaro come l’Industria 4.0 non sia una specifica tecnologia, ma riguardi piuttosto la configurazione, orchestrazione e integrazione di processi che vedono l’applicazione di diverse soluzioni digitali, quali ad esempio robot collaborativi, stampa 3D, realtà aumentata, IoT, Cloud, Big Data Analytics e Cybersecurity.

Per il nostro Paese, quello che emerge sulla carta è uno scenario ideale. Resta tuttavia da capire a che punto sono le aziende nel loro percorso di digitalizzazione e come gli imprenditori e i manager stanno traducendo in azione le opportunità del digitale. Per rispondere a queste domande, SAP Italia, con il supporto di SDA Bocconi School of Management e di una serie di aziende partner quali Altea UP, BMS Italia, Derga Consulting, Engineering, Exprivia, Horsa, ICM.S, Sidi, ha condotto uno studio focalizzato sulle aziende manifatturiere italiane.

La ricerca si basa su un campione di circa 1.200 aziende, per il 54% costituito da imprese di piccole e medie dimensioni (fatturato inferiore ai 40 Milioni di Euro) ed è stato condotto a partire dal mese di settembre 2016. Le interviste hanno coinvolto interlocutori di diverse aree aziendali: sistemi informativi, produzione, logistica, commerciale, risorse umane, finanza e controllo di gestione.

Un work in progress e un approccio positivo alla digitalizzazione

L’analisi dei dati raccolti segnala una situazione tendenzialmente positiva verso la digitalizzazione. Il 63% delle aziende manifatturiere intervistate ha già concluso (27%) o ha già lanciato (36%) almeno una iniziativa di digitalizzazione, mentre il 13% ha dichiarato l’intenzione di farlo entro il 2017.

Un segnale che indica una relativa buona maturità di approccio, in particolare quando si fa riferimento alla gestione economica di questo genere di iniziative: nel 65% dei casi analizzati il budget per le attività di digitalizzazione viene preso da quello aziendale globale, mentre solo nell’11% dei casi ogni divisione dispone di un suo budget specifico. Sembra dunque prevalere un orientamento al presidio centrale delle risorse per il digitale, che vede come figure di governo prevalenti il Responsabile dei Sistemi Informativi (indicato nel 48% dei casi), la prima linea manageriale (CEO o Direttore Generale nel 40% dei casi) la Proprietà (36%). Interessante notare come siano state indicate più figure con un ruolo guida (nel 62% dei casi), a testimonianza del fatto che la digitalizzazione è un fenomeno pervasivo rispetto all’organizzazione, che richiede competenze tecniche molto profonde e un elevato livello di coinvolgimento delle figure apicali dell’azienda.

Un altro dato positivo, in linea con i dati di altri Paesi europei, segnala la tendenza a sostenere nei prossimi anni gli investimenti in digitalizzazione con il 41% delle aziende manifatturiere che dichiarano un incremento di risorse. Dall’analisi degli obiettivi emerge un orientamento prevalentemente “interno” al ritorno di tali investimenti: la maggiore efficienza e produttività (57%), il maggior livello di coordinamento interno (47%) e il miglioramento della qualità (33%) sono le tre finalità più citate dagli intervistati per quanto riguarda le iniziative di digitalizzazione. In questo scenario appare evidente come sia necessario oggi predisporre le basi di processo e di prodotto su cui far leva per promuovere azioni più orientate all’esterno, quali la miglior collaborazione con altre aziende, lo sviluppo di nuovi mercati digitali e la ricerca di nuove fonti di ricavo.

“In un momento storico in cui sembra che sia sufficiente inserire tecnologia digitale in azienda per parlare di trasformazione o Industria 4.0, le aziende che abbiamo intervistato stanno dimostrando un approccio maturo al Digital Manufacturing, soprattutto dal punto di vista delle logiche di governo e di organizzazione”, ha dichiarato Gianluca Salviotti, SDA Professor di Sistemi Informativi, SDA Bocconi School of Management. “I nostri interlocutori sono impegnati a costruire l’infrastruttura, di processo e tecnologica, su cui basare le fondamenta del percorso verso i paradigmi dell’Industria 4.0. Il tutto senza ansia da moda tecnologica, ma con una oculata scelta di strumenti e tecnologie laddove opportuno”.

“L’attuazione di una strategia vincente in ambito Industry 4.0 implica la disponibilità di soluzioni e prodotti intelligenti, “connessi” e personalizzati”, ha commentato Carla Masperi, COO di SAP Italia. “L’Industry 4.0 presuppone che la digitalizzazione coinvolga tutta l’azienda e non solo la componente produttiva. Le soluzioni software devono essere in grado di sfruttare big data, social media, modelli di accesso al software in cloud, applicazioni IoT e comporre la dorsale digitale dell’organizzazione a cui collegare tutte le applicazioni a supporto del core business. Per questo motivo non si parla solo di Industry 4.0, ma anche di Value Chain 4.0. A sostegno di progetti in questi ambiti SAP ha creato un portfolio IoT dedicato, SAP Leonardo, che si basa sulla piattaforma SAP HANA® e offre applicazioni IoT intelligenti, servizi di business per lo sviluppo, servizi tecnici per processare dati le informazioni ad alta velocità a livello di singolo dispositivo”.

Per quanto riguarda le iniziative di Digital Manufacturing orientate ai prodotti e ai processi dell’azienda manifatturiera, la percentuale di aziende attive scende leggermente rispetto ai piani di digitalizzazione aziendale: sono il 48% le realtà che si dichiarano attive e il 15% quelle che prevedono di attivarsi entro il 2017.  Nel 61% dei casi le attività risultano inserite in un piano, che può essere dedicato al digital manufacturing (30% dei casi) o far parte di un progetto più ampio di trasformazione digitale (31% dei casi). Tra gli obiettivi principali delle iniziative di digital manufacturing troviamo l’aumento della produttività del lavoro (43%), lo sviluppo della qualità dei prodotti (40%), la maggior flessibilità produttiva (29%) e il miglior utilizzo degli asset produttivi (25%). Come per le attività di digitalizzazione, anche per il digital manufacturing sembra prevalere un orientamento alla creazione delle pre-condizioni per abilitare le ulteriori opportunità dell’Industria 4.0, come il miglior allineamento ai livelli di domanda.

Anche sul fronte delle tecnologie abilitanti, il campione si conferma impegnato nella costruzione dell’infrastruttura su cui poggiare le basi per ulteriori evoluzioni. In questo contesto, il cloud computing e la robotica avanzata sono le due tecnologie su cui si sta lavorando con maggior intensità e da cui sono attesi gli impatti più importanti. In particolare, i responsabili ICT delle aziende intervistate hanno indicato il Cloud come una delle aree di investimento prioritarie per abilitare le iniziative aziendali di Digital Manufacturing. Leggendo come un’unica voce le attività in ambito Saas (16%), PaaS (20%) e Iaas (23%), il Cloud rappresenta, in questo momento, il focus principale dei CIO (citato dal 59% degli intervistati).

Infine, le reti IoT e gli strumenti Big Data & Analytics completeranno l’architettura digitale delle aziende manifatturiere, consentendo il collegamento fra impianti e macchinari, la raccolta, l’analisi e la retro-azione adattiva. Rispetto alla Realtà Aumentata e alla Stampa 3D sembra, invece, prevalere una certa cautela: esse rappresentano tecnologie molto citate in relazione all’Industria 4.0, ma date ormai per scontate in molti contesti manifatturieri.

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Industry 4.0, Social, Mobile, Analytics, Cloud, IoT,  Intelligenza Artificiale, saranno le tematiche analizzate quest’anno al #WeChangeIT Forum di Data Manager. L’evento riunirà CIO e C-Levels delle più importanti realtà industriali italiane e i maggiori player del mercato IT.

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Il futuro del lavoro nella società digitale https://www.datamanager.it/2017/02/futuro-del-lavoro-nella-societa-digitale/ Wed, 15 Feb 2017 10:19:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119314 Un’indagine commissionata da AICA a SDA Bocconi, mostra come le aziende siano pronte a cavalcare le opportunità della tecnologia, ma sentano di doversi preoccupare anche dei livelli occupazionali in diminuzione (69%). Un impatto visibile oggi, ma destinato ad aumentare in futuro Il futuro del lavoro alla luce della diffusione delle ICT (information and communication tech.), […]

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Un’indagine commissionata da AICA a SDA Bocconi, mostra come le aziende siano pronte a cavalcare le opportunità della tecnologia, ma sentano di doversi preoccupare anche dei livelli occupazionali in diminuzione (69%). Un impatto visibile oggi, ma destinato ad aumentare in futuro

Il futuro del lavoro alla luce della diffusione delle ICT (information and communication tech.), questo il tema dell’incontro che si è tenuto ieri in Bocconi frutto di una ricerca di AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico condotta da SDA Bocconi, School of Management.

Dall’indagine in cui sono stati intervistati 14 opinion leader e raggiunti con mirati questionari 300 studenti/neolaureati (di 15 atenei italiani), 62 startupper di settori economici differenti, 243 manager d’azienda (con la collaborazione di Aldai Federmanager), 115 responsabili del personale (con la collaborazione di AiDp, Associazione Italiana dei Direttori del Personale), sono emersi importanti risultati tra cui il comportamento delle aziende che cavalcheranno le opportunità della tecnologia, ma sentono anche la responsabilità di preoccuparsi dei livelli occupazionali in diminuzione (69%).

Emerge la preoccupazione per una crisi occupazionale che potrebbe interessare il prossimo decennio. Aggregando i dati di tutti gli intervistati, emerge come l’impatto, visibile fin d’ora, entro 10 anni genererà la crisi occupazionale in modo sensibile. Un impatto più forte della sostituzione uomo-macchina si avrà a livello di attività operative fisiche (87% dei rispondenti) o intellettive (92%) ma subiranno un effetto sostituzione anche quelle concettuali di livello (51%).

“È complesso dire se il lavoro sarà distrutto o ricomposto su altre prospettive rispetto all’assetto attuale, anche se le rilevazioni tendono a dimostrare che anche il lavoro più intellettivo soffrirà della sostituzione uomo-macchina”, affermano Alfredo Biffi e Pierfranco Camussone, docenti della SDA Bocconi e autori della ricerca.

Sicuramente cambierà la qualità della vita: il mondo produrrà più ricchezza, ma in prima istanza ne beneficeranno in pochi e bisognerà provvedere a trovare il giusto equilibrio tra produttori di ricchezza e fruitori. Per i rispondenti ai questionari (più del 60% dei rispondenti concordano), le tecnologie che oggi sembrano più conosciute e promettenti per il business riguardano la stampa 3d, le architetture cloud, l’internet delle cose e il machine learning.

I giovani non hanno una netta tendenza a scegliere il settore ICT come ambito lavorativo futuro, ma si distribuisco sui settori dei rispettivi ambiti di studio.

Le azioni che maggiormente vengono indicate come necessarie, secondo i manager e i responsabili del personale, per ridurre i rischi e rilanciare il lavoro riguardano la comprensione delle nuove competenze emergenti e conseguentemente il loro sviluppo attraverso percorsi di formazione e qualificazione delle competenze non solo digitali.

“Investire sulla formazione scolastica e universitaria prima e sull’aggiornamento professionale poi rappresenta una scelta obbligata nel contesto di digitalizzazione dei processi aziendali che stiamo vivendo. Per essere in grado di dominare il cambiamento,  anziché subirlo, occorre dotarci di strumenti culturali e operativi che ci consentano di rapportarci in modo efficace a un mercato del lavoro in continua trasformazione. Investire nella costruzione di una cultura digitale è perciò importante tanto quanto investire in asset di materiali e tecnologie. È questo il messaggio che da oltre 50 anni veicoliamo come associazione ed è per questo che continuiamo ad aggiornarci e far evolvere le nostre iniziative.” spiega il Presidente di AICA Giuseppe Mastronardi che aggiunge: “Se si ragiona in questi termini, la trasformazione digitale del mercato del lavoro deve essere letta come una grande opportunità di crescita, capace di accelerare sviluppo economico, sociale e culturale”.

Se la dirompenza delle tecnologie sulle attività dell’uomo è sempre più evidente, la ricerca si è posta l’obiettivo di sistematizzare le conoscenze esistenti a livello internazionale e nazionale sul tema e di rilevare il grado di consapevolezza sull’argomento e le logiche di sua interpretazione degli attori principali protagonisti dei cambiamenti in atto.

Ricca di dettagli, la ricerca approfondisce anche l’evoluzione dei ruoli dei manager (diventeranno progettisti e gestori di innovazione continua, diminuendo di numero) e dei responsabili del personale (gestori del cambiamento e sviluppatori di azioni di apprendimento continuo). Le logiche di formazione per l’innovazione paiono essere l’elemento che accomuna tutti i partecipanti alla indagine, come leva per la costruzione del futuro del lavoro.

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Assinter Academy, come valorizzare le competenze? https://www.datamanager.it/2017/02/assinter-academy-valorizzare-le-competenze/ Mon, 13 Feb 2017 14:00:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=118809 La risposta arriva dalla collaborazione scientifica tra il Politecnico di Milano e SDA Bocconi e da Assinter Academy, con la nuova offerta di alta formazione per dirigenti, manager e tecnici provenienti dalle realtà delle società ICT in house e delle amministrazioni pubbliche. Il comparto delle società ICT in house delle Regioni e Province Autonome rappresenta […]

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La risposta arriva dalla collaborazione scientifica tra il Politecnico di Milano e SDA Bocconi e da Assinter Academy, con la nuova offerta di alta formazione per dirigenti, manager e tecnici provenienti dalle realtà delle società ICT in house e delle amministrazioni pubbliche.

Il comparto delle società ICT in house delle Regioni e Province Autonome rappresenta una cerniera strategica nell’ecosistema economico, a partire dal ruolo di supporto allo sviluppo della domanda di innovazione della PA e del rapporto con gli attori di mercato. Il contesto attuale vede le società ICT in house affrontare la sfida riorganizzativa del costituirsi sempre più in centri di qualificazione della domanda e laboratori di innovazione aperti all’offerta di mercato, con la necessità di avviare dei percorsi di confronto sui fabbisogni comuni di competenze e figure professionali.

«La trasformazione prima e la valorizzazione poi delle società ICT in house regionali non rappresentano una frammentazione degli sforzi – spiega Paolo Pasini, direttore Unit Sistemi Informativi e professore di SDA Bocconi School of Management – semmai pongono il classico dilemma del management d’azienda che periodicamente si trova a dover scegliere tra accentramento e decentramento, e questo vale anche per le risorse ICT e digitali».


.@AssinterItalia Paolo Pasini società ICT in house Come #valorizzare le #competenze
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La scelta critica, come mette in evidenza Pasini, risiede nella definizione del miglior equilibrio tra risorse gestite centralmente, per conseguire sinergie ed economie (di scala, di scopo) come, per esempio, per le infrastrutture e le piattaforme comuni a tutti, e le risorse gestite a livello locale, per conoscere e soddisfare al meglio la domanda di servizi digitali nei vari territori locali, molto diversi come caratteristiche geo-socio-demo-eco. «Il modello AgID attuale è pienamente coerente con questi due scopi» – continua Pasini. «Il vero tema è come misurare sul serio il valore di queste società nel nuovo ruolo che stanno assumendo, nei reali risultati prodotti nella digitalizzazione del Paese e nel vero confronto col mercato, cioè nel raffronto dei loro veri costi di produzione ed erogazione dei servizi digitali con gli analoghi costi espressi dalle imprese private, ma al netto dei costi sostenuti come azienda pubblica e a parità dei livelli di servizio, di qualità e di velocità».

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PMI italiane e sistemi gestionali: pragmatismo e innovazione https://www.datamanager.it/2016/04/pmi-italiane-sistemi-gestionali-pragmatismo-innovazione/ Wed, 27 Apr 2016 09:22:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99949 Lo rivela la ricerca svolta da SDA Bocconi per TeamSystem su un campione di aziende pronte a cogliere nuove opportunità di business e ad aprirsi al mercato Come si pongono le piccole e medie imprese italiane nei confronti dei trend della Digital Transformation? E come questo influenza la scelta di software gestionali o Erp? Lo […]

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Lo rivela la ricerca svolta da SDA Bocconi per TeamSystem su un campione di aziende pronte a cogliere nuove opportunità di business e ad aprirsi al mercato

Come si pongono le piccole e medie imprese italiane nei confronti dei trend della Digital Transformation? E come questo influenza la scelta di software gestionali o Erp?

Lo rivelano i risultati della ricerca svolta da SDA Bocconi per TeamSystem che ha collegato i grandi temi della digitalizzazione attuale, come mobile, cloud, eCommerce, social collaboration e analisi dei dati digitali con l’evoluzione dei sistemi gestionali d’azienda, componente fondamentale dei sistemi IT.
La ricerca, condotta dai Prof. Paolo Pasini e Angela Perego della School of Management Bocconi, ha coinvolto un campione di 303 imprese, rappresentative del mercato delle PMI.

Sono emersi risultanti positivi sul fronte della digitalizzazione con riferimento, ad esempio, all’eCommerce, al Mobile e al Cloud. Come Sottolinea Paolo Pasini, Direttore della Unit Sistemi Informativi della SDA Bocconi School of Management “Il campione di aziende partecipanti alla ricerca è caratterizzato da percentuali di digitalizzazione 2 o 3 volte superiori rispetto ai dati pubblicati nei benchmark dei sistemi paese dal World Economic Forum o dall’OCSE dove l’Italia si posiziona sempre in fondo alle classifiche.”

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La ricerca fa emergere dei cluster di piccole e medie imprese italiane, molto specializzate e focalizzate sulla qualità del prodotto e dei servizi B2B, che stanno abbandonando la logica dei sistemi gestionali “su misura” o degli strumenti di produttività individuale a favore delle soluzioni software verticali o estese disponibili sul mercato.

Imprese pragmatiche, che non si fermano alle mode digitali del momento senza rinunciare a cogliere da subito nuove opportunità; che si muovono allineate alle medie europee e che potrebbero fare da esempio e da “traino” per le altre PMI.

Le PMI italiane, nonché gli studi professionali, si affidano a gestionali italiani nel loro percorso di crescita digitale e la domanda è alimentata anche dalla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
Tesi condivisa da Daniele Lombardo, direttore Product Marketing TeamSystem che sottolinea come “Grazie ai nuovi protocolli di comunicazione previsti dalla fatturazione elettronica, dai pagamenti digitali, dalla conservazione sostitutiva c’è finalmente una piattaforma digitale aperta a cui tutti possono partecipare e su cui si innescano processi collaborativi, con obiettivi molto semplici e molto concreti: risparmiare tempo, usare meglio le risorse, entrare più in contatto con i propri interlocutori – clienti o fornitori – lavorare in modo più efficace.”

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Accordo AUSED-SDA Bocconi per promuovere la formazioni ai soci https://www.datamanager.it/2015/03/accordo-aused-sda-bocconi-per-promuovere-la-formazioni-ai-soci/ Tue, 17 Mar 2015 13:44:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71600 Si amplia l’offerta formativa di AUSED ACADEMY,  includendo il catalogo dei programmi di formazione di Management dei Sistemi Informativi di SDA Bocconi School of Management “Una delle priorità di AUSED – ha sottolineato Giuseppe Ingletti, Director, “Corporate  ICT Systems & International Special Projects” di Fiera Milano e Coordinatore dell’Osservatorio ICT Governance di AUSED – è […]

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Si amplia l’offerta formativa di AUSED ACADEMY,  includendo il catalogo dei programmi di formazione di Management dei Sistemi Informativi di SDA Bocconi School of Management

“Una delle priorità di AUSED – ha sottolineato Giuseppe Ingletti, Director, “Corporate  ICT Systems & International Special Projects” di Fiera Milano e Coordinatore dell’Osservatorio ICT Governance di AUSED – è quella  di rafforzare il ponte tra la conoscenza (scuola e teoria) e la sua applicazione (pratica ed esperienza), e questo accordo con SDA Bocconi  ci permetterà di ampliare questa collaborazione con un offerta molto qualificata ed agevolata per i soci”.

Il target dell’AUSED ACADEMY si rivolge principalmente a Manager operanti all’interno delle Direzioni e figure tecnico-operative considerate alti potenziali all’interno delle Direzioni ICT. La collaborazione con Bocconi consente di dare ai partecipanti accesso al più ampio bacino di formazione sul management e la gestione dell’innovazione ICT presente sul mercato nazionale.
In virtù di questo accordo, stretto da SDA Bocconi School of Management e AUSED – gli associati potranno usufruire di un’agevolazione del 15%  sulla singola quota di iscrizione di ogni associato sui programmi di formazione di Management dei Sistemi Informativi di SDA Bocconi School of Management; tale sconto è esteso al 20% nel caso di almeno 3 partecipanti della stessa azienda.

I programmi rientranti nell’accordo sono:

IS RISK MANAGEMENT
IS ECONOMICS
IS ORGANIZATION
IS PERFORMANCE
IT MANAGEMENT
IS GOVERNANCE
PROJECT MANAGEMENT NEI SISTEMI INFORMATIVI
IS LEGAL
IS RELATIONSHIP
MIS ACADEMY
ANALISTA DI PROCESSO NEI SISTEMI INFORMATIVI
BUSINESS APPLICATION MANAGER

AUSED ACADEMY intende costituire un’iniziativa formativa di alto profilo, ampia e multidisciplinare, che affianca lezioni in aula con numerose attività esperienziali sul campo, integrando la formazione nel quadro di un più ampio progetto a favore dello sviluppo di competenze e di innovazione per la gestione dell’ICT management nelle organizzazioni.

“Nello specifico – ha commentato Ingletti – gli obiettivi per cui nasce l’Aused Academy sono relativi al colmare il cultural divide, integrando la formazione nel quadro di un più ampio progetto di sviluppo di cultura e competenze per la gestione dell’Innovazione Digitale nelle imprese, e costituire un centro di formazione e qualificazione permanente che, affiancando l’apporto teorico e metodologico a momenti di confronto e attività esperienziali, consenta di accompagnare i manager dell’ICT in un processo di evoluzione ed empowerment.”

Saranno identificati e progettati, in collaborazione con i soci e in sinergia con le attività di ricerca dell’Aused Innovation Lab, percorsi di sviluppo ad hoc per nuove le figure professionali che rispondano alle esigenze delle organizzazioni e all’evoluzione dell’ICT.

“Il programma formativo dell’AUSED  ACADEMY – ha concluso Ingletti – in simbiosi con le attività dell’AUSED Innovation LAB, sarà arricchito da momenti di discussione con diversi Manager e Opinion leader nel campo dell’ICT management a livello italiano e internazionale, testimonianze di Manager delle aziende socie o provenienti  dal  network di simpatizzanti e sostenitori con un ruolo di rilevo tra gli stakeholder del settore, oltre a Company visit finalizzate a osservare esperienze sul campo di organizzazione del lavoro, laboratori o servizi ICT innovativi presso le organizzazioni dei soci e/o proposti da soggetti che provengono dal network di simpatizzanti del mondo Universitario e tutti gli stakeholder del settore”.

Trovate il documento ufficiale di coordinamento degli Osservatori AUSED con tutte le informazioni di dettaglio delle iniziative a questa pagina.

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Al via la seconda edizione dell’Assinter Academy https://www.datamanager.it/2014/11/via-seconda-edizione-dellassinter-academy/ Tue, 04 Nov 2014 10:40:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64259 Obiettivo: valorizzare e sviluppare le competenze per la gestione dell’innovazione nella pubblica amministrazione con la collaborazione scientifica del Politecnico di Milano e di SDA Bocconi. Inserito anche un corso dedicato all’ehealth con il Politecnico di Milano Il comparto delle società ICT in house delle Regioni e Province Autonome rappresenta una cerniera strategica nell’ecosistema economico-produttivo, a partire […]

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Obiettivo: valorizzare e sviluppare le competenze per la gestione dell’innovazione nella pubblica amministrazione con la collaborazione scientifica del Politecnico di Milano e di SDA Bocconi. Inserito anche un corso dedicato all’ehealth con il Politecnico di Milano

Il comparto delle società ICT in house delle Regioni e Province Autonome rappresenta una cerniera strategica nell’ecosistema economico-produttivo, a partire dal ruolo di supporto all’evoluzione e allo sviluppo della domanda di modernizazzione della Pubblica Amministrazione.

In questa missione, la valorizzazione delle persone e della cultura digitale costituiscono leva strategica
dell’innovazione. Assinter Italia e le sue associate mettono in campo un’iniziativa di alta formazione destinata a manager, dirigenti e tecnici delle Società ICT in house, degli enti e delle amministrazioni del territorio nazionale. Per stimolare la crescita di un’offerta formativa capace di guidare professionisti con skills in linea con le esigenze del mercato pubblico e privato. Assinter Italia ha da tempo messo al centro le competenze digitali, sia costituendo l’Osservatorio delle Competenze digitali 2014, in collaborazione con AgID, Assintel e Assinform, sia partecipando ai tavoli nazionali e comunitari sui nuovi framework delle competenze e-CF.

In questo quadro, prende avvio l’Assinter Academy. “Per rispondere alla sfida riorganizzativa che vede le società inhouse delle Regioni sempre più costituirsi in centro di qualificazione della domanda e laboratorio di innovazione aperto all’offerta di mercato” – hanno dichiarato i Professori Mariano Corso del Politecnico di Milano e Paolo Pasini di SDA Bocconi – “le società ICT-in house hanno avviato all’interno della loro Associazione un percorso di confronto che ha portato all’individuazione di modelli di riferimento e best practice, ed alla definizione di fabbisogni comuni di competenze e figure professionali. Da questa esperienza nasce Assinter Academy, un centro di formazione e qualificazione permanente al servizio della trasformazione delle competenze delle ICT in-house”.

Nel 2013, il successo della prima edizione ha così provato la forte richiesta di programmi destinati al potenziamento del capitale umano delle società e degli enti azionisti e collaboratori di settore. Da oggi, sono quindi aperte le iscrizioni alla rinnovata edizione dell’Assinter Academy, che si amplia in contenuti e target. Oltre ai quattro percorsi formativi già sperimentati e dedicati a Demand, Supply, Project e Service Management, sulla spinta dei più recenti sviluppi legislativi di fonte europea e nazionale, si è aggiunto un corso dedicato all’eHealth. L’offerta formativa così incrementata è destinata non solo ai manager delle società ICT in house, ma a tutte le strutture impegnate a favorire lo sviluppo dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione e nei territori.

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L’innovazione a supporto dei direttori marketing italiani: sfide e opportunità https://www.datamanager.it/news/l-innovazione-supporto-dei-direttori-marketing-italiani-sfide-e-opportunit-56694.html Tue, 27 May 2014 13:46:50 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/linnovazione-a-supporto-dei-direttori-marketing-italiani-sfide-e-opportunita/ Una ricerca di SDA Bocconi in collaborazione con SAP Italia evidenzia direttori marketing alla ricerca di vie di fuga da mercati asfittici e alle prese con strumenti tecnologici che devono evolvere Se, da un lato, i direttori marketing in Italia risultano principalmente ancorati a strumenti informativi e tecnologici tradizionali, dall’altro chi fa leva sui marketing […]

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Una ricerca di SDA Bocconi in collaborazione con SAP Italia evidenzia direttori marketing alla ricerca di vie di fuga da mercati asfittici e alle prese con strumenti tecnologici che devono evolvere

Se, da un lato, i direttori marketing in Italia risultano principalmente ancorati a strumenti informativi e tecnologici tradizionali, dall’altro chi fa leva sui marketing analytics e integra in modo sistematico i social media all’interno della propria strategia di marketing ottiene risultati migliori: questo quanto emerge dallo studio “Il futuro secondo i Direttori Marketing: Competenze per decidere e decisioni per competere” realizzato da SDA Bocconi in collaborazione di SAP Italia.

L’analisi, che ha coinvolto 122 direttori marketing di imprese italiane con oltre 50 milioni di fatturato, mette in luce, infatti, il profilo di un professionista del marketing che non esprime un’idea precisa sull’utilità dei marketing analytics (83%) e che preferisce canali informativi consolidati – quali siti web, e-mail ed eventi – a discapito di strumenti più innovativi, come podcast, webcast ed e-book. In termini di processi di gestione delle informazioni, lo studio suggerisce che l’utilizzo efficace ed efficiente dei dati è più importante della loro acquisizione, condivisione e integrazione.

Anche i social network sembrano sottoutilizzati, tanto che solo il 16,4% degli intervistati ritiene che siano ben integrati nella strategia di comunicazione dell’impresa. A conferma della distanza dal mondo dei social, la competenza di marketing considerata meno rilevante, tra le 24 proposte dello studio, è la capacità di far partecipare i clienti alla creazione dei contenuti, mentre il processo di gestione dell’informazione che i direttori marketing giudicano funzionare meno è l’utilizzo sistematico dei social media per la raccolta dati.

“I direttori marketing riconoscono l’importanza di creare customer experience innovative e personalizzate usando piattaforme multimediali e multicanale e progettando touchpoint integrati nelle varie fasi del customer journey” afferma Gabriele Troilo, responsabile della ricerca con Paolo Guenzi. “Sottovalutano, tuttavia, la potenza degli strumenti di marketing analytics e big data, il cui utilizzo distingue le imprese che ottengono i risultati migliori”.

“Dalla ricerca emerge in modo chiaro che il marketing delle aziende Italiane dovrebbe utilizzare in modo più efficace le molte informazioni disponibili sui clienti e sul mercato, ma per farlo veramente serve sviluppare competenze nuove e accelerare l’adozione della tecnologia oggi disponibile”, ha dichiarato Flaminio Francisci, Direttore Marketing di SAP Italia. “Il dato interessante è che le aziende che lo stanno già facendo hanno performance di mercato migliori. Oggi ci troviamo in un momento straordinario per il marketing: strumenti avanzati come marketing analytics, piattaforme di gestione del cliente multicanale e in tempo reale, strumenti di integrazione e utilizzo dei canali digitali  costituiscono un potenziale di sviluppo molto interessante e SAP ha risposte concrete per aiutare le aziende a cogliere questa opportunità, come le nostre soluzioni di analytics e le soluzioni omnichannel di hybris”.

La ricerca ha analizzato, inoltre, come le imprese stanno reagendo in un periodo complesso e critico come quello attuale. Il risultato più soddisfacente risulta essere, paradossalmente, il contenimento dei costi (il 53% degli intervistati ritiene che la propria azienda registri un trend positivo per redditività e contenimento dei costi rispetto alle previsioni), mentre le imprese sono alla ricerca di vie di fuga da mercati asfittici, dal punto di vista geografico o del prodotto offerto. Oltre l’80% degli intervistati ritiene che sarà necessario orientare gli sforzi sulla creazione di nuovi mercati e sul cambiamento di strategia aziendale. Non potendo migliorare i risultati nelle aree tradizionali, le aziende puntano, quindi, alla creazione di nuovi mercati, capacità individuata come la competenza di marketing più critica per il successo dell’impresa nei prossimi anni con un punteggio pari a 5,7 in una scala da 1 a 7. Se, da un lato, i direttori marketing tendono a vivere le strategie aziendali come un vincolo, secondo solo a quello finanziario, dall’altro ritengono di poterle influenzare: in un momento in cui è fondamentale avere la capacità di inventare qualcosa di nuovo – è il messaggio implicito – il marketing conta.

In questo contesto, l’allocazione del budget di marketing per il 2014 sembra considerare solo parzialmente l’esigenza di migliorare la qualità degli strumenti a disposizione delle divisioni marketing. L’internet marketing e il lancio di nuovi prodotti sono le voci più rilevanti (inseriti tra le aree in cui si investirà di più rispettivamente dal 43% e dal 40% dei direttori), mentre i marketing analytics (17%) e la pubblicità (15%) sono i fanalini di coda.

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Ricoh, archiviare e gestire https://www.datamanager.it/news/ricoh-archiviare-e-gestire-55644.html Wed, 16 Apr 2014 13:51:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/ricoh-archiviare-e-gestire/ Cresce l’importanza dell’archiviazione anche per salvaguardare il valore storico dei documenti aziendali, e le tecnologie a disposizione possono aiutare molto nell’innovare le procedure di gestione Argomento interessante, quello discusso all’evento organizzato a metà aprile a Milano, presso la School of Management della SDA Bocconi in collaborazione con Ricoh Italia. L’occasione era quella di approfondire le […]

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Cresce l’importanza dell’archiviazione anche per salvaguardare il valore storico dei documenti aziendali, e le tecnologie a disposizione possono aiutare molto nell’innovare le procedure di gestione

Argomento interessante, quello discusso all’evento organizzato a metà aprile a Milano, presso la School of Management della SDA Bocconi in collaborazione con Ricoh Italia. L’occasione era quella di approfondire le tecnologie e i servizi che consentono di innovare la gestione degli archivi, una tematica che interessa archivisti d’impresa, esperti di business e specialisti dei sistemi informativi. È un fatto che le grandi imprese abbiano sempre più la necessità di conservare e tutelare il valore storico di documenti quali brevetti, documentazione tecnica e contratti. Ma è altrettanto necessario innovare le procedure di gestione degli archivi, per migliorare il ciclo di vita dell’informazione e dei documenti, rendendoli fruibili e usabili nei processi di business.

L’archivio come patrimonio

Del resto, come ha sostenuto Roberta Raimondi, SDA Professor di Sistemi Informativi Archivisti d’impresa, “molti archivi, oltre ad avere un valore storico, sono fondamentali per la gestione del business attuale e dei processi considerati ‘core’ dall’azienda. È quindi necessario cambiare prospettiva: spesso la gestione degli archivi viene considerata un progetto a se stante, mentre è importante mantenere un approccio integrato e trasversale a tutti gli uffici per rendere l’archiviazione il punto di partenza per migliorare i processi e valorizzare la conoscenza aziendale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Virgilio Arciero, Head of OSB Line of Business di Ricoh Italia, che in una conversazione con Data Manager ha sostenuto la rilevanza del tema proposto dalla Suola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi, in quanto “le aziende italiane, soprattutto le più ricche di storia, contengono veri e propri patrimoni nei propri archivi, e la loro digitalizzazione, all’interno di un progetto più articolato, ne permetterebbe una fruizione più allargata, ovvero non limitata solo agli studiosi e agli addetti ai lavori, a vantaggio di una maggiore diffusione della conoscenza”.

Opportunità interessanti

L’opportunità è sicuramente interessante, per due ordini di motivi: da una parte, la situazione, per una volta all’avanguardia, dell’Italia in tema di dematerializzazione, e dall’altra la presenza di tecnologie e servizi ad hoc anche in modalità cloud. “In Italia, la dematerializzazione dei documenti di tipo fiscale, che per la maggior parte delle aziende costituisce il 70% circa della documentazione, è un fatto da tempo acquisito, anche perché la prima legge al riguardo risale a dieci anni fa, mentre già dal 2008 è stata emanata la disciplina del cedolino paga elettronico”, spiega Arciero. Il risultato è che nel nostro Paese vi sono 92 classi di documenti che si possono conservare in formato elettronico, mentre la media europea è circa della metà. E le aziende, soprattutto le più avvedute in termini di gestione efficiente, non si sono fatti scappare l’opportunità. Ricoh, che dispone di un data center a Londra per l’archiviazione in cloud e offre numerosi servizi in outosurcing di gestione documentale e archiviazione sostitutiva anche in modalità as-a-service, si pone come interlocutore autorevole per tutte le esigenze riguardanti gli archivi storici aziendali.

In sintesi, va quindi sottolineata anche la crescente importanza del realizzare progetti basati su tecnologie quali le architetture orientate ai servizi, i motori di ricerca semantici e anche i diversi sistemi di document e content management. Perché le nuove tecnologie e i servizi oggi a disposizione possono senz’altro dare nuova vita agli archivi, migliorandone accesso e sicurezza e mantenendone integrità, autenticità e affidabilità.

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Information Technology, verso una prospettiva nuova https://www.datamanager.it/rivista/information-technology-verso-una-prospettiva-nuova-54672.html Wed, 19 Mar 2014 11:14:31 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/information-technology-verso-una-prospettiva-nuova/ I sistemi informativi aziendali vedono cambiare la relazione tra IT e business. In azienda, le divisioni IT sono in bilico tra commoditization e vantaggio competitivo, tra spinta alla conservazione e trasformazione. Secondo un recente studio di Gartner, entro il 2017 i CMO controlleranno più spesa IT dei CIO. Quale sarà allora il futuro dei CIO? […]

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Paolo Pasini, head information system management unit di SDA BocconiI sistemi informativi aziendali vedono cambiare la relazione tra IT e business. In azienda, le divisioni IT sono in bilico tra commoditization e vantaggio competitivo, tra spinta alla conservazione e trasformazione. Secondo un recente studio di Gartner, entro il 2017 i CMO controlleranno più spesa IT dei CIO. Quale sarà allora il futuro dei CIO? Abbiamo girato la domanda a Paolo Pasini, head information system management unit di SDA Bocconi che di recente ha curato il libro “Information Technology in azienda: modelli di management” (Edizioni Egea). «Il problema di fondo – spiega Pasini – è che la direzione aziendale non crea le condizioni per la corretta adozione dell’IT in azienda, giudicandone a priori costi e benefici. I CIO devono immaginare nuove modalità di allineamento non sequenziale ma reciproco con l’azienda stessa, attraverso strumenti e metodi capaci di creare valore. In questa prospettiva, il libro non si propone un confronto di stili di management dell’IT, ma è una sorta di “cumulata” di modelli e strumenti a 360 gradi, tutti utili e complementari l’uno l’altro, che possono aiutare a dare una visione nuova a tutto il management aziendale, non solo quello IT». Unico nel panorama italiano, il lavoro curato da Pasini mette insieme l’attività di ricerca e di formazione di un gruppo di persone che da decenni si occupa di IT management nelle imprese italiane con un background e una prospettiva da business school. Ma quando si parla di modelli per l’allineamento «reciproco» tra azienda e sistemi informativi, la parola chiave è “incontro” o “scontro”? «Il problema – dice Pasini – è proprio evitare lo “scontro” o peggio ancora l’indifferenza del management aziendale, che sottovaluta il ruolo dell’IT nella generazione delle performance aziendali, riducendolo a semplice grana tecnica o costo necessario da sopportare». L’allineamento reciproco serve invece a creare una prospettiva nuova: «L’IT fa il primo passo e si dota di strumenti e metodi per stare il più vicino possibile al business, ma anche il business sfrutta questi strumenti e metodi e trova il modo per comprendere e soddisfare al meglio il proprio fabbisogno di IT senza invasioni di campo, ma con una forte sinergia e complementarietà di ruoli e competenze». ll libro è consigliato a tutti i CIO, gli IT manager e gli IT executive che vogliono fare una sorta di “auto-assessment” dello stato di salute e di maturity dell’IT management nella loro azienda, per poi intraprendere – se è il caso – un processo di miglioramento dei punti di debolezza più evidenti. Ma è una lettura utile anche per tutti i manager di azienda che hanno voglia di capire un po’ di più come avvicinarsi alle problematiche di management dell’IT, sia per assumersi nuove responsabilità (lo spostamento di deleghe e responsabilità IT è un trend molto forte osservato nell’ultimo decennio a livello internazionale), sia per contribuire a migliorare le relazioni con l’IT della propria azienda.

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Financial Times, SDA Bocconi scala otto gradini nel Global MBA ranking https://www.datamanager.it/news/financial-times-sda-bocconi-scala-otto-gradini-nel-global-mba-ranking-53119.html Mon, 27 Jan 2014 16:10:49 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/financial-times-sda-bocconi-scala-otto-gradini-nel-global-mba-ranking/ La scuola si colloca 31a al mondo e 11a in Europa

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La scuola si colloca 31a al mondo e 11a in Europa

Gli ottimi risultati ottenuti sul piano del placement e le crescenti opportunità internazionali offerte spingono in alto l’MBA di SDA Bocconi nel ranking pubblicato questa mattina dal Financial Times. Dopo un 2013 ricco di riconoscimenti che ha visto SDA Bocconi guadagnare posizioni nei principali ranking internazionali, la scuola inizia il 2014 infatti salendo di otto gradini al mondo e tre in Europa nel ranking dei programmi MBA full-time. La scuola, unica italiana presente nella classifica dei 100 programmi top, si colloca così al 31° posto al mondo e all’11° in Europa.

“Questo ulteriore progresso nella classifica delle migliori business school internazionali ci riempie di soddisfazione ed è frutto dei continui investimenti volti a rafforzare la qualità della didattica e della ricerca, della faculty e delle relazioni con i recruiter a livello globale. Particolarmente significativi sono stati i progressi sui parametri relativi al successo del placement, al conseguimento degli obiettivi formativi e alle esperienze internazionali, che confermano l’eccellenza del nostro MBA sul piano del ‘value for money’,” afferma Bruno Busacca, dean di SDA Bocconi School of Management.

“Il balzo in avanti è un riconoscimento significativo per i membri della faculty e dello staff che contribuiscono con energie preziose e si dedicano alla continua innovazione del programma. E’ anche un’ottima notizia per i nostri studenti e alumni che vedono così riconosciuto il valore dell’investimento fatto scegliendo il nostro percorso formativo,” commenta Gianmario Verona, direttore dell’MBA full-time di SDA Bocconi.

Tratto da u-tools.it – Strumenti per Universitari

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