Assinter Academy, come valorizzare le competenze?

La risposta arriva dalla collaborazione scientifica tra il Politecnico di Milano e SDA Bocconi e da Assinter Academy, con la nuova offerta di alta formazione per dirigenti, manager e tecnici provenienti dalle realtà delle società ICT in house e delle amministrazioni pubbliche.

Il comparto delle società ICT in house delle Regioni e Province Autonome rappresenta una cerniera strategica nell’ecosistema economico, a partire dal ruolo di supporto allo sviluppo della domanda di innovazione della PA e del rapporto con gli attori di mercato. Il contesto attuale vede le società ICT in house affrontare la sfida riorganizzativa del costituirsi sempre più in centri di qualificazione della domanda e laboratori di innovazione aperti all’offerta di mercato, con la necessità di avviare dei percorsi di confronto sui fabbisogni comuni di competenze e figure professionali.

«La trasformazione prima e la valorizzazione poi delle società ICT in house regionali non rappresentano una frammentazione degli sforzi – spiega Paolo Pasini, direttore Unit Sistemi Informativi e professore di SDA Bocconi School of Management – semmai pongono il classico dilemma del management d’azienda che periodicamente si trova a dover scegliere tra accentramento e decentramento, e questo vale anche per le risorse ICT e digitali».

La scelta critica, come mette in evidenza Pasini, risiede nella definizione del miglior equilibrio tra risorse gestite centralmente, per conseguire sinergie ed economie (di scala, di scopo) come, per esempio, per le infrastrutture e le piattaforme comuni a tutti, e le risorse gestite a livello locale, per conoscere e soddisfare al meglio la domanda di servizi digitali nei vari territori locali, molto diversi come caratteristiche geo-socio-demo-eco. «Il modello AgID attuale è pienamente coerente con questi due scopi» – continua Pasini. «Il vero tema è come misurare sul serio il valore di queste società nel nuovo ruolo che stanno assumendo, nei reali risultati prodotti nella digitalizzazione del Paese e nel vero confronto col mercato, cioè nel raffronto dei loro veri costi di produzione ed erogazione dei servizi digitali con gli analoghi costi espressi dalle imprese private, ma al netto dei costi sostenuti come azienda pubblica e a parità dei livelli di servizio, di qualità e di velocità».

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