SDK – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 10 Oct 2018 08:48:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png SDK – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple: da luglio tutte le app supporteranno il notch https://www.datamanager.it/2018/05/apple-da-luglio-tutte-le-app-supporteranno-il-notch/ Wed, 09 May 2018 13:29:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147152 La compagnia invita gli sviluppatori ad aggiornare le applicazioni tramite l’SDK di iOS 11, che prevede il supporto alla tacca di iPhone X C’è una data, luglio 2018, l’ultima utile per consentire agli sviluppatori e software house di aggiornare le proprie app pubblicate su App Store. Da quel momento infatti, Apple potrebbe eliminare dal negozio […]

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La compagnia invita gli sviluppatori ad aggiornare le applicazioni tramite l’SDK di iOS 11, che prevede il supporto alla tacca di iPhone X

C’è una data, luglio 2018, l’ultima utile per consentire agli sviluppatori e software house di aggiornare le proprie app pubblicate su App Store. Da quel momento infatti, Apple potrebbe eliminare dal negozio digitale i lavori che non sono compilati con l’SDKdiffuso insieme a iOS 11, il primo e unico cioè che prevede il supporto al notch di iPhone X, la tanto amata-odiata tacca superiore. In una nota inviata ai developer, la Mela ha invitato all’update, necessario per portare le app su un nuovo livello interattivo, reso possibile proprio dalla nocca di Ten. Sappiamo infatti che con l’introduzione del più recente iPhone, molte piattaforme hanno riscontrato problemi di visualizzazione perché incapaci di gestire correttamente la finestra del telefonino, che in alto prosegue senza soluzione di continuità, estendendo l’area a disposizione del touch ma con il bisogno di organizzare meglio quanto succede nel momento in cui si scorre l’interfaccia fino in cima.

Cosa succede

Per evitare che le cose vadano avanti in questo modo, cioè con gli utenti iPhone X penalizzati dall’assenza di un supporto funzionale dei software che usano di più, Apple ha deciso di porre un limite agli sviluppatori. “iOS 11 offre funzionalità innovative e un App Store ridisegnato. Le tue app possono offrire esperienze più intelligenti, unificate e coinvolgenti con Core ML, ARKit, le nuove API per fotocamere, domini SiriKit e l’integrazione di Apple Music.

Per questo, a partire da luglio 2018, tutti i software per iOS inviati per il controllo devono essere realizzati tramite l’SDK di iOS 11 e supportare il Super Retina display dell’iPhone X” – ha scritto l’azienda. Qualcuno ha preso le recenti indicazioni della Mela come una conferma che la strategia lato smartphone andrà nettamente in direzione notch, nel senso di una standardizzazione dei prodotti nel prossimo futuro. Se questo voglia dire che la prossima gamma di telefonini avrà lo stesso form factor di X non è detto ma è chiaro che il rivoluzionario device del 2017 avrà un successore, ispirando forse anche il comparto tablet.

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Milioni di applicazioni rischiano di rivelare dati personali a causa di codici di terze parti https://www.datamanager.it/2018/04/milioni-di-applicazioni-rischiano-di-rivelare-dati-personali-a-causa-di-codici-di-terze-parti/ Fri, 20 Apr 2018 10:18:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146241 Nel corso dell’analisi condotta su popolari app di dating, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto che alcune di queste trasmettono dati non crittografati degli utenti su un protocollo HTTP non sicuro, mettendo a rischio proprio l’esposizione dei dati Un SDK è un insieme di strumenti di sviluppo, spesso distribuito gratuitamente, che consente agli autori […]

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Nel corso dell’analisi condotta su popolari app di dating, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto che alcune di queste trasmettono dati non crittografati degli utenti su un protocollo HTTP non sicuro, mettendo a rischio proprio l’esposizione dei dati

Un SDK è un insieme di strumenti di sviluppo, spesso distribuito gratuitamente, che consente agli autori di software di concentrarsi sugli elementi principali di un’applicazione, affidandosi per le altre funzionalità agli SDK pronti all’uso. Gli sviluppatori spesso usano codici di terze parti per risparmiare tempo, sfruttando le funzionalità esistenti per creare una parte dell’applicazione. Ad esempio, gli SDK pubblicitari raccolgono i dati degli utenti al fine di mostrare annunci pertinenti, aiutando così gli sviluppatori a ricavare un ritorno economico dal loro prodotto. I kit inviano i dati degli utenti ai domini delle reti pubblicitarie note affinché gli utenti vedano solo annunci mirati.

Tuttavia, analisi più approfondite delle applicazioni hanno dimostrato che i dati vengono inviati non crittografati su HTTP, questo significa che non sono protetti quando viaggiano verso i server e quindi possono essere intercettati da chiunque – tramite Wi-Fi non protetto, dal fornitore di servizi Internet o tramite malware sui router di casa. Inoltre, i dati intercettati possono essere modificati e, di conseguenza, l’applicazione mostrerà annunci dannosi o non legittimi. Gli utenti saranno, quindi, indotti a scaricare l’applicazione promossa, che si rivelerà un malware rischioso.

I ricercatori di Kaspersky Lab hanno esaminato i log e il traffico di rete generato dalle applicazioni eseguite all’interno della Sandbox Android di Kaspersky per scoprire quali tra queste trasmettono i dati degli utenti tramite protocollo http e quindi senza crittografia. Gli esperti hanno così identificato un certo numero di domini che comunicano con il suddetto protocollo, molti dei quali appartengono a noti network pubblicitari. Il numero di applicazioni che utilizzano questi SDK sono diversi milioni e la maggior parte trasmette almeno uno dei seguenti tipi di dato:

  • Informazioni personali, principalmente nome dell’utente, età e sesso, ma persino informazioni economiche, come il reddito dell’utente. Inoltre, secondo uno studio di Kaspersky Lab, tra le molte informazioni che vengono sottratte, ad esempio dalle app di dating, ci sono sicuramente il numero di cellulare e gli indirizzi email.
  • Informazioni sul dispositivo, come produttore, modello, risoluzione dello schermo, versione del sistema e nome dell’app.
  • Localizzazione del dispositivo.

“La portata di un problema che sembrava interessare solo alcuni casi specifici di applicazioni progettate in maniera poco sicura è devastante. Milioni di applicazioni includono SDK di terze parti, che espongono dati privati ​​a facili intercettazioni e modifiche, portando a infezioni da malware, ricatti e altri vettori di attacco molto efficaci sui dispositivi”, ha dichiarato Morten Lehn, General Manager Italy di ‎Kaspersky Lab.

I ricercatori di Kaspersky Lab suggeriscono alcuni consigli per rimanere protetti:

  • Verificare le autorizzazioni dell’app e non concedere l’accesso a qualcosa di cui non si capisce il perché. La maggior parte delle app non ha bisogno di accedere alla geo localizzazione personale, quindi non concederla.
  • Utilizzare una VPN in modo da crittografare il traffico di rete tra il dispositivo e il server VPN stesso. Così facendo, il traffico in uscita dalla rete privata rimarrà comunque non criptato, ma si ridurrà il rischio di perdite dati.

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Magic Leap ha un portale per gli sviluppatori AR https://www.datamanager.it/2018/03/magic-leap-un-portale-gli-sviluppatori-ar/ Thu, 22 Mar 2018 10:01:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144189 La compagnia rilascia l’sdk della sua piattaforma di creazione app per ampliare il portfolio in vista del lancio dei visori Leap One I Leap One sono sono stati spediti agli sviluppatori e beta tester sin dal 2016. Il vero banco di prova sarà quando i visori potranno essere acquistati dai consumatori finali, una data al […]

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La compagnia rilascia l’sdk della sua piattaforma di creazione app per ampliare il portfolio in vista del lancio dei visori Leap One

I Leap One sono sono stati spediti agli sviluppatori e beta tester sin dal 2016. Il vero banco di prova sarà quando i visori potranno essere acquistati dai consumatori finali, una data al momento sconosciuta ma che un indizio rende più vicina. Stiamo parlando del rilascio, da parte del produttore Magic Leap, dell’sdk di sviluppo di app e giochi per la piattaforma proprietaria. Lo scopo è ampliare il portfolio dei software attuali portando il numero delle applicazioni ben oltre le decine odierne, proprio in vista del lancio consumer degli occhialini che si pongono a metà strada tra i Google Glass e gli HoloLens di Microsoft.

Portale dedicato

Insieme all’sdk, la compagnia ha ufficializzato l’arrivo del creator portal, una sorta di store dove gli sviluppatori possono dare un occhio ai programmi dei colleghi e pubblicare i propri. La parte interessante è un emulatore, chiamato Magic Leap Simulator, che permetterà di provare il comportamento di un’app come si si indossassero concretamente i visori. Stando alle ultime indiscrezioni, il 2018 dovrebbe essere l’anno buono per lo sbarco dei Leap One nei negozi. Non si hanno informazioni certe né su date che paesi e prezzi del modello, che dovrebbe comunque essere oltre i 1000 euro, considerando che in tempi recenti l’azienda non ha rimandato al mittente gli accostamenti a un prodotto di fascia alta fatti al suo device.

Di fatto, i Leap One potrebbero essere gli iPhone X della realtà aumentata, un dispositivo unico e per ora inimitabile. Il dubbio è sempre lo stesso: i consumatori sono pronti per gadget del genere e, soprattutto, pagheranno cifre del genere per portarsi a casa qualcosa che al momento useranno solo in maniera limitata durante le attività quotidiane? Un quesito a cui non si può rispondere, non prima di aver testato con concretezza il mercato.

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BlackBerry porta più BBM dentro iOS e Android https://www.datamanager.it/2017/06/blackberry-porta-piu-bbm-dentro-ios-android/ Wed, 14 Jun 2017 18:30:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126645 Per gli sviluppatori sarà più facile integrare la piattaforma di messaggistica proprietaria dentro applicazioni terze con il rilascio dell’Enterprise SDK Rendere le applicazioni enterprise più sicure. Questo è l’obiettivo di BlackBerry che ha rilasciato il BBM Enterprise SDK, la piattaforma di sviluppo che porta il servizio di chat casalingo in qualsiasi software iOS e Android. […]

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Per gli sviluppatori sarà più facile integrare la piattaforma di messaggistica proprietaria dentro applicazioni terze con il rilascio dell’Enterprise SDK

Rendere le applicazioni enterprise più sicure. Questo è l’obiettivo di BlackBerry che ha rilasciato il BBM Enterprise SDK, la piattaforma di sviluppo che porta il servizio di chat casalingo in qualsiasi software iOS e Android. Come indica il nome stesso, l’SDK permette di integrare BBM, già pubblicato anni fa come app standalone su App Store e Play Store, all’interno di programmi aziendali di terze parti, così da renderli più social e interattivi ma anche protetti. Nel concreto, la multinazionale canadese, guidata da un board cinese, consente di applicare la propria infrastruttura a interfacce nate per rispondere al bisogno di certi clienti che piuttosto di costruire da zero le loro chat oppure affidarsi a quelle di società meno conosciute, scommettono sulla qualità e l’affidabilità di BlackBerry Messenger, da decenni compagno ideale degli utenti professionali mobili (ben prima di Facebook per intenderci).

Cosa può fare

Certo, sul mercato BlackBerry non è la sola a proporre un servizio del genere ma pochi come lei possono vantare un ecosistema così completo e versatile. BBM può offrire un ricco set di funzioni opzionali oltre al semplice invio e ricezione dei messaggi: dalla condivisione di file ai gruppi, dalle chiamate vocali a quelle video, le possibilità per gli sviluppatori sono davvero tante. Appoggiarsi sull’SDK in versione base (solo testo) costa 29 dollari all’anno mentre il prezzo sale a 79 per voce e video. Per questo il target di riferimento non è certo quello consumer ma ad aziende e organizzazioni che decidono di acquistare una licenza per i propri utenti. Aspettiamoci dunque di vedere molte applicazioni che ospitano BBM che, da qui alla fine dell’anno, potrebbe incrementare gli introiti della compagnia sempre più focalizzata sull’offerta di software per la mobilità.

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Apple rilascia WatchKit per gli sviluppatori https://www.datamanager.it/2014/11/apple-rilascia-watchkit-per-gli-sviluppatori/ Wed, 19 Nov 2014 10:22:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65197 Cupertino pubblica l’ambiente di sviluppo per chi vuole creare app su Apple Watch in arrivo nei prossimi mesi Anche questa è un’apertura, molto importante. Ancor prima di rendere disponibile sul mercato il suo primo smartwatch, Apple ha deciso di rilasciare agli sviluppatori il suo WatchKit, una sorta di SDK per la creazione di app sul piccolo […]

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Cupertino pubblica l’ambiente di sviluppo per chi vuole creare app su Apple Watch in arrivo nei prossimi mesi

Anche questa è un’apertura, molto importante. Ancor prima di rendere disponibile sul mercato il suo primo smartwatch, Apple ha deciso di rilasciare agli sviluppatori il suo WatchKit, una sorta di SDK per la creazione di app sul piccolo schermo touch dell’orologio. Grazie a ciò, nel momento in cui Apple Watch uscirà sul mercato potrà già avere un parco app ampio, come conseguenza del lavoro degli sviluppatori. Si tratta della prima volta, dopo l’arrivo del primo iPhone, in cui Apple apre un nuovo ambiente di sviluppo per chiunque voglia cimentarsi nella creazione di applicazioni. Per mantenere un certo grado di qualità per i contenuti prodotti Apple controllerà ogni singolo lavoro inviato per la pubblicazione, così da evitare che lo store si popoli di app poco utili e, soprattutto, con codici non genuini.

Interazione da polso

In un comunicato inviato ieri, Apple spiega come: “WatchKit possa offrire alla comunità di sviluppatori iOS tutti gli strumenti di cui necessitano per creare nuove coinvolgenti esperienze, sempre a portata di polso. Con il kit SDK per iOS 8.2 in versione beta, gli sviluppatori possono iniziare da subito a creare nuove, rivoluzionarie app WatchKit con Glances e notifiche interattive, progettate per sfruttare l’innovativa interfaccia di Apple Watch e collaborare in perfetta sintonia con le nuove tecnologie integrate, come la funzione Force Touch, la Corona Digitale e il Taptic Engine”. Proprio grazie alle possibilità di interazione multiple, gli sviluppatori potranno creare app da utilizzare in diversi modi, sia tramite il touch che la corona digitale, una novità assoluta nel campo degli smartwatch.

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IOOOTA partecipa a Smau Milano https://www.datamanager.it/2014/10/iooota-partecipa-smau-milano/ Tue, 21 Oct 2014 08:26:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63332 IOOOTA è un SDK (una piccola parte di codice) da installare facilmente su tutti i prodotti collegati a internet, in prima fase in particolare all’interno degli elettrodomestici L’SDK, ampiamente customizzabile grazie a particolari metodi ed eventi, intercetta le singole interazioni che l’utente ha con i prodotti (pulsanti, funzioni..) e come i diversi prodotti (frigorifero, lavatrice, […]

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IOOOTA è un SDK (una piccola parte di codice) da installare facilmente su tutti i prodotti collegati a internet, in prima fase in particolare all’interno degli elettrodomestici

L’SDK, ampiamente customizzabile grazie a particolari metodi ed eventi, intercetta le singole interazioni che l’utente ha con i prodotti (pulsanti, funzioni..) e come i diversi prodotti (frigorifero, lavatrice, forno a microonde, TV ad esempio) si collegano tra di loro nell’Internet of Things. Allo stesso tempo invia via internet queste informazioni e statistiche in una piattaforma cloud economica e scalabile, che è accessibile via web e mobile. Pensiamo che questo progetto possa essere molto interessante per le aziende produttrici per controllare le statistiche di utilizzo dei loro prodotti, quindi ridurre i costi di produzione e quelli relativi alle ricerche di mercato ed infine per i privati (gli utenti finali), per gestire tutti i propri prodotti smart con un unica app mobile unificata, controllare i propri consumi e ricevere modalità/suggerimenti per risparmiare.

Chi c’è dietro IOOOTA

User Experience e User Interface Designer Web e Mobile da diversi anni, ho avuto modo di lavorare su diversi progetti per importanti clienti come LaPerla, Zanichelli, Vodafone, Yoox, Coop, Crif, Beghelli, Prometeia, IMA, MaxMara. Nel mio lavoro quotidiano progetto e sviluppo interfacce e per una figura professionale come la mia è molto importante sapere come gli utenti utilizzano il sito web o l’interfaccia progettata. Per questo motivo uno strumento come Google Analytics per esempio, che mi permette di vedere queste informazioni e molto altro, è davvero fondamentale. Da queste costanti esperienze e dalla passione per la tecnologia e l’Internet of Things ho pensato alla mia idea e deciso, insieme ad un valido ex-collega sviluppatore professionista ed altri due sviluppatori, di fondare la nostra startup, IOOOTA. In questo momento stiamo cercando un quinto CoFounder che possa supportarci lato C++ nello sviluppo software.

I visitatori interessati a saperne di più su IOOOTA, potranno incontrare Luca Degli Esposti, Founder di IOOOTA, Venerdì 24 Ottobre presso lo Stand C28, Padiglione 2, SMAU Milano.

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Moleskine diventa digitale con Adobe https://www.datamanager.it/2014/10/moleskine-diventa-digitale-adobe/ Tue, 07 Oct 2014 10:07:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62364 Le due aziende hanno stretto un accordo di collaborazione che permetterà a chi usa il famoso taccuino di continuare il lavoro in digitale grazie alla suite Creative L’obiettivo è chiaro: creare una serie di servizi e piattaforme che facciano incontrare il mondo della carta con quello digitale, evitando il più possibile bruschi cambi di rotta. […]

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Le due aziende hanno stretto un accordo di collaborazione che permetterà a chi usa il famoso taccuino di continuare il lavoro in digitale grazie alla suite Creative

L’obiettivo è chiaro: creare una serie di servizi e piattaforme che facciano incontrare il mondo della carta con quello digitale, evitando il più possibile bruschi cambi di rotta. Si può sintetizzare così la collaborazione tra Moleskine e Adobe, due capisaldi della creatività, seppur su piattaforme diverse. Chi è abituato a prendere note e schizzi sulla carta sa perfettamente che al giorno d’oggi molto si muove sul digitale. Non è però sempre facile migrare su un nuovo supporto, che al posto di matita e gomma utilizza uno schermo e degli equivalenti a forma di bit. Gli affezionati al classico taccuino non dovranno rinunciare a nulla visto che Moleskine e Adobe hanno intenzione di creare un ponte virtuale tra l’analogico e il virtuale. Ci riusciranno grazie ad Adobe Creative SDK, il software che permette alle persone di trasferire i progetti su carta in versione digitale, creando così un continuum spaziale senza brusche interruzioni. In parole povere si potrà disegnare qualcosa sul foglio e ritrovarselo poi come disegno nel proprio account Adobe Creative Cloud, così da aggiungere note, effetti e colori a ciò che si è realizzato a mano.

Una penna per due mondi

In assenza di comunicazioni ulteriori pensiamo che tutto verrà reso possibile dall’aggiornamento degli strumenti LiveScribe, ovvero una penna digitale che, utilizzata su un taccuino dedicato (che costa come uno normale) permette di trasferire ciò ch si è disegnato o scritto direttamente sul cloud. Quello che cambia è che con l’ingresso di Adobe, gli appunti invece di finire semplicemente sul taccuino digitale potranno essere modificati e migliorati con tutti gli strumenti della suite di creatività, integrando realmente la sensibilità della scrittura e del disegno su carta con le potenzialità di un software di ritocco e imaging. A tal proposito Arrigo Berni, Amministratore Delegato di Moleskine S.p.A. ha commentato: “Siamo entusiasti di poter annunciare la collaborazione con Adobe. Dopo Evernote e Livescribe, anche questo progetto testimonia ancora una volta come primari operatori nel mondo analogico e digitale decidano di lavorare insieme per creare valore per i propri consumatori attraverso lo studio di soluzioni integrate. Questo perché le persone non vogliono dover scegliere tra un mondo analogico o digitale, ma cercano modalità per migrare con semplicità tra le due dimensioni. Ecco perché siamo impegnati nella creazione di soluzioni che permettano di rispondere a questa esigenza”.

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Mobile user experience. Come adottare una strategia sostenibile https://www.datamanager.it/rivista/mobile-user-experience-come-adottare-una-strategia-sostenibile-43162.html Thu, 20 Dec 2012 15:57:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/mobile-user-experience-come-adottare-una-strategia-sostenibile/ Le organizzazioni sono spinte ad adottare rapidamente soluzioni di mobilità per avere un impatto positivo e duraturo nel tempo in grado di creare un reale valore di business by James Hobart   Diversi nostri clienti sono impegnati nel rendere disponibili soluzioni di mobilità alla propria forza vendita. Sono interventi e investimenti che devono essere valutati […]

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Le organizzazioni sono spinte ad adottare rapidamente soluzioni di mobilità per avere un impatto positivo e duraturo nel tempo in grado di creare un reale valore di business

by James Hobart

 

James Hobart, Classic System SolutionsDiversi nostri clienti sono impegnati nel rendere disponibili soluzioni di mobilità alla propria forza vendita. Sono interventi e investimenti che devono essere valutati attentamente poiché la progressione nell’utilizzo dei device e le relative dinamiche di cambiamento che interessano il mercato mobile, sono profonde e in continuo divenire. E’ un cambiamento con implicazioni ancora maggiori di quelle che si sono verificate con l’affermazione delle tecnologie web alla fine degli anni Novanta. Un fenomeno che spinge le organizzazioni ad adottare rapidamente una strategia mobile sostenibile, ossia una strategia che possa avere un impatto positivo e duraturo nel tempo e che possa creare un reale valore rispetto al business di riferimento. Prima di definire una strategia mobile è quindi fondamentale tenere in considerazione alcuni importanti aspetti.

 

Applicazioni native o web-based?

 Molti clienti hanno iniziato a muovere i primi passi nella dimensione mobile creando un “proof of concept”, un prototipo applicativo che servisse a verificare la fattibilità e sostenibilità nella creazione e utilizzo di un’applicazione nativa per iPhone. Ciò che si è immediatamente evidenziato è che il costo e l’impegno in termini di sviluppo del codice erano maggiori di quelli ipotizzati inizialmente. Gli utenti hanno accolto con favore la nuova applicazione mobile, ma hanno iniziato a richiedere più funzionalità e supporto su più tipi di dispositivi. Si trattava, quindi, di trovare un budget sufficiente a sostenere l’iniziativa e si doveva scegliere se privilegiare un deployment limitato o scegliere una strategia differente. Quale? Ebbene, con l’introduzione di HTML-5 le aziende hanno iniziato a mettere in discussione la validità di un approccio di sviluppo nativo, orientato al singolo dispositivo. Applicazioni web-based HTML-5 permettono, infatti, la portabilità delle app attraverso differenti dispositivi e rendono disponibili feature che in precedenza erano solo accessibili in ambienti di sviluppo nativi, dando modo, grazie all’impiego di tecnologie come CSS3 e MediaQuery, di personalizzare la user experience e ottimizzarne l’utilizzo sui singoli dispositivi e piattaforme. 

 

Quali device supportare? 

Le aziende cui abbiamo fatto riferimento in precedenza confidavano di poter adottare una logica di sviluppo 80/20, logica che avrebbe permesso di rendere disponibile un’app iPhone a un 80% dei dipendenti, in quanto era quella la piattaforma, iOS, e quel device, l’iPhone, a essere in maggioranza utilizzati o previsto di utilizzare. Corretto, ma il problema è che con l’evolversi delle dinamiche di mercato, accanto alla piattaforma iOS, stanno progressivamente acquisendo spazio dispositivi Android e, in prospettiva, Windows Mobile. Per quest’ultima piattaforma si ipotizza che, da qui a cinque anni, la share di mercato possa essere dell’ordine del 25%. Un processo di diversificazione che deve essere necessariamente tenuto presente nel momento in cui un’azienda deve impostare una strategia BYOD (bring your own device) che contempli, appunto, la possibilità di utilizzare una molteplicità di dispositivi mobile. Naturalmente le scelte e le decisioni dipendono anche da variabili specifiche alle singole organizzazioni. Per esempio l’area geografica in cui si presume le applicazioni debbano essere utilizzate, oppure l’utilizzo prevalente – professionale o meno – del dispositivo stesso. Una conoscenza dettagliata del target di utenti è fondamentale per potere prendere delle decisioni.

 

Livello di competenze e timeline 

Gli sviluppatori amano le nuove tecnologie ed è probabile che nella vostra organizzazione vi sia un buon numero di professionisti IT che non vede l’ora di acquisire competenze nella creazione di applicazioni mobile. Ma rimane il problema di quale strategia adottare. Scegliere una strategia di sviluppo nativo può rivelarsi un processo lungo e complicato in quanto si devono creare delle forti competenze su SDK delle singole piattaforme – iOS, Android e Windows Mobile – così come assumere un maggior impegno riguardo alle interazioni architetturali e di sicurezza. L’acquisizione di queste competenze può inoltre compromettere la rapidità di sviluppo che viene spesso richiesta da una strategia mobile. Non irrilevante è poi il tempo che si dovrà necessariamente dedicare all’ottimizzazione della user experience su più piattaforme target e dispositivi.

 

Costi di gestione 

L’abbiamo già detto, ma è utile ripeterlo: le applicazioni mobile sono diverse dalle tradizionali applicazioni web. Gli utenti si attendono frequenti aggiornamenti e miglioramenti, almeno 4 all’anno, e hanno alte aspettative in termini di qualità e facilità d’uso. Aggiungere delle feature a una mobile app associata ad applicazioni enterprise può rivelarsi un’operazione costosa e complessa. E i costi possono diventare esponenziali, considerato che si dovranno gestire molteplici piattaforme e molteplici device per ogni singola piattaforma.

 

Mini app o MEAP 

Per gestire questa complessità, molti nostri clienti del settore finance stanno deviando dall’originale strategia orientata allo sviluppo di applicazioni native per puntare verso una forma di deployment in una logica MEAP (mobile enterprise application platform) declinata, per esempio, dalle piattaforme di vendor enterprise come Verivo e Sybase per gestire molti dei problemi infrastrutturali relativi alla distribuzione di applicazioni mobile. Questo fa sì che la stragrande maggioranza di codice e dati possa risiedere su server enterprise e che questi forniscano il client HTML-5 per garantire fruizione dell’app sul singolo device. Altre organizzazioni, invece, stanno creando un ristretto insieme di mini app native indirizzate a un limitato numero di task in modo da distribuire soluzioni mobile dove più opportuno, utilizzando feature e tecnologia specifica del singolo dispositivo. L’esatta comprensione di ciò che realmente serve ai vostri utenti potrà aiutare a decidere quale delle due strategie privilegiare, se quella di una robusta mobile application platform piuttosto che quella riferibile a un piccolo insieme di applicazioni native.

 

Conoscere le esigenze dell’utente 

Considerato l’enorme numero di possibilità che può offrire una strategia mobile, è importante comprendere il modo in cui lavorano i vostri utenti e quali possono essere le soluzioni che possano garantire maggiore efficienza e produttività. Ciò significa avere conoscenza esatta del modo in cui lavorano e creare una vera e propria documentazione che possa servire per sviluppare una soluzione coerente con le loro esigenze. Ricordate, sempre e comunque, che le app mobile hanno implicazioni del tutto diverse dalle web application. Dall’esperienza fatta presso i nostri clienti, ci si rende rapidamente conto che l’utilizzo dei dati da parte degli utenti mobile è molto diverso da quello che avviene in contesti di applicazioni web tradizionali. Una volta che ci si è fatta un’idea precisa delle esigenze dell’utente raccomandiamo di sottoporre gli utenti a un test di usabilità. Questo approccio faciliterà la verifica di eventuali aggiornamenti di feature e design funzionale. Distribuita l’applicazione, occorrerà fare ulteriori verifiche sul campo per comprendere come effettivamente gli utenti la utilizzano e procedere a eventuali nuovi raffinamenti e generale ottimizzazione.

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Per saperne di più

Da oltre 15 anni, sviluppiamo applicazioni mobile e web per le più importanti aziende mondiali. Abbiamo esperti in user experience che lavorano a stretto contatto con i clienti su progetti di distribuzione di grandi dimensioni con il preciso obiettivo di garantire soluzioni usabili, innovative e performanti. Il nostro insegnamento è un approccio pragmatico ed è frutto dell’esperienza acquisita presso i nostri clienti.

 

 

James Hobart

James Hobart è presidente della Classic System Solutions, una società californiana specializzata in user interface design. E’ un consulente di fama internazionale esperto di user interface design e nella creazione di strategie efficaci di user experience. E’ anche esperto di design su larga scala di applicazioni enterprise. Ha più di 27 anni di esperienza nello sviluppo software e più di 23 anni di esperienza su GUI, web e mobile interface design.

 

James Hobart presenterà a Roma per Technology Transfer nella prossima primavera i seminari: “Designing usable web and mobile applications” e “Visualizing requirements”.

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