Seeweb – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 24 Jul 2026 10:35:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Seeweb – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Seeweb, più potenza di calcolo con le Istanze Spot https://www.datamanager.it/2026/07/seeweb-piu-potenza-di-calcolo-con-le-istanze-spot/ Mon, 27 Jul 2026 07:32:08 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254231 Le GPU diventano più accessibili grazie a un modello flessibile che consente di ridurre i costi e passare all’on-demand quando il progetto richiede continuità L’intelligenza artificiale e il machine learning richiedono una crescente capacità di calcolo, in particolare attraverso l’utilizzo di GPU, processori progettati per eseguire grandi quantità di operazioni in parallelo e oggi diventati […]

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Le GPU diventano più accessibili grazie a un modello flessibile che consente di ridurre i costi e passare all’on-demand quando il progetto richiede continuità

L’intelligenza artificiale e il machine learning richiedono una crescente capacità di calcolo, in particolare attraverso l’utilizzo di GPU, processori progettati per eseguire grandi quantità di operazioni in parallelo e oggi diventati essenziali per l’addestramento degli algoritmi, il rendering avanzato, le simulazioni e le applicazioni ad alta intensità computazionale.

Per ottimizzare i costi, Seeweb propone le Istanze Spot per i Cloud Server GPU (Spot Instances), una nuova modalità di utilizzo delle risorse cloud che consente di accedere alla stessa configurazione hardware delle tradizionali istanze on-demand a un prezzo più conveniente. Il cliente utilizza quindi la capacità di calcolo disponibile beneficiando di uno sconto, accettando però che l’istanza possa essere revocata qualora quelle risorse diventino necessarie per le configurazioni on-demand. La revoca avviene con un preavviso di due minuti, lasciando quindi il tempo di gestire correttamente il processo in corso.

Lo sconto viene definito al momento della creazione dell’istanza e rimane invariato per tutta la durata della macchina in modalità Spot. La fatturazione segue il normale consumo orario del server, senza introdurre un sistema separato di gestione dei costi. Restano invece escluse, finché l’istanza rimane in modalità Spot, alcune funzionalità avanzate come Template, Snapshot e piani Reserved, che tornano disponibili dopo l’eventuale promozione a istanza on-demand.

«Con le Istanze Spot vogliamo mettere a disposizione dei nostri clienti uno strumento aggiuntivo per ottimizzare il rapporto tra prestazioni e costi, in particolare nei progetti di AI e nell’high performance computing – spiega Marco Cristofanilli, Head of Cloud AI di Seeweb «Molti workload moderni sono infatti progettati per essere distribuiti, resilienti e in grado di tollerare eventuali interruzioni. In questi contesti è possibile ottenere un risparmio significativo, continuando ad avere accesso alle stesse risorse hardware delle istanze on-demand e mantenendo la possibilità di convertirle in qualsiasi momento, quando diventano necessarie per attività critiche».

 

Un modello adatto ai workload che possono essere interrotti

 

Il valore delle Istanze Spot emerge soprattutto nei contesti in cui la continuità della singola macchina non è un requisito indispensabile. Un esempio è rappresentato dall’addestramento dei modelli di AI. Si tratta di attività che possono durare molte ore o giorni e prevedono normalmente salvataggi periodici dello stato di avanzamento, i cosiddetti checkpoint. In caso di interruzione, il lavoro può ripartire dall’ultimo punto salvato senza dover ricominciare l’elaborazione.

Lo stesso approccio si applica alle batch e alle code di lavoro, come encoding, rendering, ETL e analisi dei dati, che possono essere eseguite in sequenza o distribuite su più risorse, sfruttando la capacità di calcolo disponibile. Le Istanze Spot possono inoltre essere utilizzate nelle pipeline CI/CD per lo sviluppo software, negli ambienti temporanei di test e staging e nei sistemi basati su worker stateless, dove i singoli nodi possono essere sostituiti senza compromettere il funzionamento complessivo dell’applicazione.

 

Dalla protezione dei dati alla trasformazione in on-demand

 

La possibilità che un’istanza venga revocata non significa quindi perdere il lavoro svolto. Attraverso lo storage persistente è possibile mantenere al sicuro dataset, modelli, risultati delle elaborazioni e altri contenuti anche nel caso in cui il server venga terminato. Un elemento che consente alle aziende di combinare convenienza economica e continuità operativa, utilizzando le Istanze Spot per attività temporanee o sperimentali senza rinunciare alla protezione dei dati.

Un ulteriore elemento di flessibilità è la possibilità di promuovere in qualsiasi momento un’Istanza Spot a istanza on-demand. Se un progetto diventa più importante o un’elaborazione assume carattere critico, la risorsa può essere trasformata in una macchina permanente, non più soggetta a revoca.

Con l’introduzione delle Istanze Spot, Seeweb punta ad ampliare la propria proposta rivolta a sviluppatori, data scientist, aziende e organizzazioni che necessitano di elevate capacità di calcolo.La novità riguarda quindi la disponibilità di maggiore potenza elaborativa, ma soprattutto il modo in cui viene utilizzata. Il cloud evolve infatti verso modelli sempre più flessibili, in cui le aziende possono scegliere differenti livelli di continuità, prestazioni e costo in base alle caratteristiche dei propri progetti.

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Colocation data center: in espansione il mercato italiano con Seeweb protagonista https://www.datamanager.it/2026/06/colocation-data-center-in-espansione-il-mercato-italiano-con-seeweb-protagonista/ Wed, 24 Jun 2026 10:03:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253644 Il settore delle infrastrutture digitali registra una crescita globale spinta dalla domanda di servizi cloud e capacità elaborativa. L’Europa occidentale traina i capitali, mentre l’Italia consolida la propria posizione strategica come polo infrastrutturale. L’esempio di Seeweb Il mercato europeo della colocation affronta una nuova fase di espansione strutturale. Stando ai dati pubblicati nel report “Europe […]

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Il settore delle infrastrutture digitali registra una crescita globale spinta dalla domanda di servizi cloud e capacità elaborativa. L’Europa occidentale traina i capitali, mentre l’Italia consolida la propria posizione strategica come polo infrastrutturale. L’esempio di Seeweb

Il mercato europeo della colocation affronta una nuova fase di espansione strutturale. Stando ai dati pubblicati nel report “Europe Data Center Colocation Market – Industry Outlook & Forecast 2025-2030“, gli investimenti cumulati nel settore si proiettano oltre la soglia dei 144 miliardi di dollari entro il 2030. Tale volume di capitali risulta sostenuto dalla progressiva domanda di infrastrutture digitali, dall’implementazione dei servizi cloud e dalla necessità di maggiore capacità elaborativa da parte delle imprese.

L’Europa occidentale si conferma il principale polo di sviluppo del comparto, assorbendo circa il 70% degli investimenti complessivi previsti dalle analisi. Seguono i Paesi nordici, i quali beneficiano di favorevoli condizioni di operatività tecnica e di un’ampia disponibilità di risorse energetiche. Contestualmente, emergono sul continente mercati strategici di rilievo come l’Italia e la Spagna, attualmente al centro di un crescente numero di progetti infrastrutturali e di capitali diretti.

Il modello della colocation permette alle imprese di ospitare i propri server e apparati IT all’interno di data center specializzati, eludendo i costi e le criticità legati alla costruzione e alla gestione di un’infrastruttura proprietaria. La transizione verso tale approccio è determinata da una pluralità di fattori operativi.

Da un lato, le aziende necessitano di elaborare e archiviare volumi di dati in costante incremento, garantendo al contempo l’assoluta continuità operativa per le applicazioni e i servizi digitali. Dall’altro, l’elevata complessità delle attuali infrastrutture informatiche impone rigorosi standard di affidabilità, sicurezza, connettività e fornitura energetica ininterrotta. Le proiezioni di settore indicano che il mercato globale della colocation data center, valutato intorno agli 84,5 miliardi di dollari nel 2025, potrebbe superare i 327 miliardi di dollari entro il 2035, registrando un tasso di crescita medio annuo del 14,5%. Questa tendenza è alimentata dalla diffusione su larga scala delle tecnologie cloud, dall’adozione di architetture ibride e dall’esigenza diffusa di ottimizzare i costi operativi attraverso infrastrutture maggiormente sostenibili.

L’Italia, un ruolo strategico

Nel contesto europeo, l’Italia sta definendo in modo più netto il proprio posizionamento all’interno dell’ecosistema dei data center. Il territorio nazionale sfrutta una posizione geografica strategica nel bacino del Mediterraneo, supportata da una rete di connessioni telematiche in fase di potenziamento e da una domanda interna di servizi digitali in netto rialzo. La città di Milano mantiene il ruolo di principale hub nazionale per il comparto IT, sebbene si registrino nuove opportunità di sviluppo e insediamento in altre aree del Paese, agevolate dalla progressiva diffusione di infrastrutture e di competenze tecniche specialistiche. L’incremento dei progetti di digitalizzazione e l’imperativo della continuità aziendale spingono il tessuto produttivo italiano a ricorrere alla colocation in sostituzione, o in affiancamento, ai tradizionali data center on-premises.

Le analisi di mercato evidenziano inoltre che l’espansione del cloud computing non ha comportato una contrazione delle infrastrutture fisiche. Al contrario, si osserva un consolidamento dei modelli ibridi, i quali prevedono l’integrazione sinergica tra risorse hardware dedicate, ambienti cloud pubblici e data center in colocation. Tale paradigma operativo assicura alle organizzazioni il mantenimento del controllo diretto sui sistemi informatici più critici, pur permettendo di sfruttare la flessibilità e la scalabilità tipiche dei servizi cloud. La colocation assume dunque un ruolo di raccordo strutturale, funzionale a migliorare la resilienza complessiva delle reti e a razionalizzare la gestione delle risorse tecnologiche a disposizione delle aziende.

All’interno del mercato nazionale, gli operatori di settore strutturano offerte dedicate per rispondere alla domanda di infrastrutture esternalizzate. In questo perimetro, Seeweb fornisce servizi di Housing e colocation indirizzati ad aziende, provider e organizzazioni che necessitano di ospitare i propri sistemi IT in ambienti controllati, demandando a terzi la complessità della gestione impiantistica. L’infrastruttura proposta si articola in diverse soluzioni di allocazione, comprendendo opzioni modulari quali shelf colocation, rack dedicati e cage riservati, parametrabili sulle specifiche esigenze dei singoli progetti. L’erogazione dei servizi avviene tramite i data center proprietari situati a Milano e Frosinone, strutture ingegnerizzate per assicurare connettività ridondata, fornitura elettrica protetta, monitoraggio sistematico e rigorosi protocolli di sicurezza fisica e logica. La rete dell’operatore risulta interconnessa con i maggiori carrier nazionali e internazionali, consentendo l’hosting di applicazioni mission-critical, piattaforme web e infrastrutture che richiedono alte prestazioni. La progressiva disponibilità di data center sul territorio italiano si conferma, insomma, un asset infrastrutturale indispensabile per supportare l’innovazione e la competitività del sistema economico.

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Regolo.ai presenta su ArXiv “Brick”: il nuovo router LLM made in Europe che seleziona i modelli giusti a seconda del task AI https://www.datamanager.it/2026/06/regolo-ai-presenta-su-arxiv-brick-il-nuovo-router-llm-made-in-europe-che-seleziona-i-modelli-giusti-a-seconda-del-task-ai/ Tue, 16 Jun 2026 14:37:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253509 La ricerca del team Seeweb (Gruppo DHH) propone un metodo di instradamento geometrico per tagliare i costi e l’impatto ambientale, garantendo la massima qualità. La tecnologia è già utilizzabile via API sulla piattaforma Regolo.ai Regolo.ai, l’inference provider sviluppato da Seeweb, principale infrastruttura cloud italiana e parte del Gruppo DHH, ha diffuso su ArXiv il paper scientifico che descrive Brick, […]

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La ricerca del team Seeweb (Gruppo DHH) propone un metodo di instradamento geometrico per tagliare i costi e l’impatto ambientale, garantendo la massima qualità. La tecnologia è già utilizzabile via API sulla piattaforma Regolo.ai

Regolo.ai, l’inference provider sviluppato da Seeweb, principale infrastruttura cloud italiana e parte del Gruppo DHH, ha diffuso su ArXiv il paper scientifico che descrive Brick, un sistema rivoluzionario per il routing multimodale dei Large Language Model (LLM). La ricerca, portata avanti in particolare da Marco Cristofanilli e Francesco Massa, rappresenta un passo decisivo per l’Intelligenza Artificiale europea, affermandosi come la soluzione più efficace a livello globale rispetto alle tecnologie disponibili sul mercato.

La sfida principale affrontata dal progetto è il “costo dell’inferenza”. Attualmente, l’utilizzo di modelli “frontier” (ad alte prestazioni ma onerosi) per operazioni semplici comporta enormi sprechi economici e di risorse, mentre l’uso di modelli economici per compiti complessi rischia di abbassare lo standard qualitativo. Brick funge da “regolatore” intelligente, instradando ogni singola richiesta verso il modello più adatto, soppesando capacità tecniche, complessità del task e spesa economica.

Efficienza basata sulla geometria vettoriale

Mentre i router convenzionali operano su parole chiave o conteggio dei token, Brick mappa le competenze dei modelli in una geometria vettoriale a sei dimensioni (seguire istruzioni, programmazione, calcolo matematico, conoscenza generale, creatività e pianificazione). Un classificatore basato su ModernBERT proietta la query utente in questo stesso spazio, mentre un Small Language Model (SLM) ne valuta la difficoltà. Il sistema calcola la distanza vettoriale per evitare sia la sottocapacità che il sovradimensionamento (over-provisioning), applicando un coefficiente di costo che regola dinamicamente il bilanciamento tra qualità e risparmio, senza necessità di riaddestramento.

Performance e Primato Europeo

I test effettuati su 5.504 query confermano che Brick supera i router attualmente esistenti (tra cui RouteLLM e FrugalGPT) e, secondo i dati emersi, l’approccio tecnologico di Nvidia.

  • Qualità al top: 76,98% (contro il 75,02% del miglior modello singolo).
  • Modalità bilanciata: 74,11% di qualità a un prezzo 4,71 volte più basso.
  • Risparmio massimo: Taglio dei costi fino a 22 volte, con latenza scesa da 51,2 a 22,8 secondi.

Le dichiarazioni del Gruppo DHH e del team Regolo.ai

Antonio Baldassarra, Amministratore Delegato del Gruppo DHH e di Seeweb, ha espresso il proprio apprezzamento per il traguardo raggiunto in un post su LinkedIn: «Sono davvero orgoglioso di annunciare che il nostro primo articolo scientifico su “Brick”, il router LLM europeo con capacità spaziali, è uscito. Non è solo il primo in Europa, ma anche l’approccio più performante attualmente esistente a livello mondiale, migliore di quello proposto da Nvidia.»

Il progetto nasce dalla sinergia tra l’infrastruttura industriale di Seeweb e l’innovazione tecnologica di Regolo.ai. Marco Cristofanilli, Head of AI Cloud Seeweb e ideatore di Regolo.ai, ha guidato la supervisione, mentre lo sviluppo tecnico è stato curato da Francesco Massa, ricercatore R&D nel team Regolo e studente di Ingegneria. Dietro, la visione che, come indicato da Francesco, in realtà (…) “la maggior parte delle query non necessita del modello più costoso”.

Francesco Massa, ricercatore R&D nel team Regolo

Efficienza ma anche accessibilità e sostenibilità

Brick vuole rendere efficiente l’AI instradando verso la selezione e l’utilizzo dei migliori modelli llm per lo specifico task o progetto in campo ed è rilasciato completamente open source e costituisce il motore della nuova offerta di Regolo.ai. Gli sviluppatori possono integrare la soluzione tramite l’API di Regolo (modello brick-v1-beta), ottenendo visibilità in tempo reale sui consumi energetici e sui costi di inferenza. Una caratteristica, quest’ultima, che differenzia Regolo dagli altri motori di inferenza per la sua attenzione al tema delle emissioni di carbonio.

Il documento completo è consultabile qui: https://arxiv.org/abs/2606.13241
Il modello è scaricabile su HuggingFace: https://huggingface.co/regolo

Con Brick, Seeweb e Regolo.ai ribadiscono il loro impegno per un’IA grren, compliant e accessibile, spostando il vantaggio competitivo dalla sola infrastruttura alla logica di orchestrazione intelligente, riducendo l’impronta di carbonio del settore AI e rendendo accessibili tecnologie di alto livello a un pubblico più ampio.

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Conformità NIS2, il WAF diventa lo scudo strategico per la continuità aziendale https://www.datamanager.it/2026/05/conformita-nis2-il-waf-diventa-lo-scudo-strategico-per-la-continuita-aziendale/ Mon, 18 May 2026 09:15:22 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252873 Proteggere le applicazioni web nell’era degli attacchi avanzati: dal virtual patching alla compliance, il WAF gestito di Seeweb è la prima linea di difesa per l’infrastruttura digitale Il concetto non è nuovo: i presidi di protezione come i WAF sono noti da tempo, ma i requisiti di conformità introdotti dalla Direttiva NIS2 rendono ormai sanzionabile […]

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Proteggere le applicazioni web nell’era degli attacchi avanzati: dal virtual patching alla compliance, il WAF gestito di Seeweb è la prima linea di difesa per l’infrastruttura digitale

Il concetto non è nuovo: i presidi di protezione come i WAF sono noti da tempo, ma i requisiti di conformità introdotti dalla Direttiva NIS2 rendono ormai sanzionabile qualunque strategia di gestione del rischio che li escluda. Gli attacchi a endpoint e applicazioni web rappresentano il principale vettore di violazione sistemica, con un trend in costante aumento sul mercato europeo. La minaccia si estende in misura proporzionale alla superficie esposta da microservizi, API pubbliche e infrastrutture ibride distribuite tra cloud e on-premise. Nel nuovo perimetro regolatorio, ogni interconnessione non protetta configura una violazione dei livelli minimi di resilienza informatica richiesti.

In questo scenario, parlare di Web Application Firewall significa considerare qualcosa di molto più articolato rispetto al firewall tradizionale. Un WAF opera al livello 7 del modello OSI, quello applicativo, dove il traffico ha già superato i controlli di rete e si presenta nella forma di richieste HTTP. È lì, dentro quella comunicazione apparentemente legittima, che si nascondono le minacce più insidiose: le SQL injection che tentano di interrogare o alterare un database, le Cross-Site Scripting che vogliono iniettare codice malevolo nelle pagine servite agli utenti, le richieste artefatte che puntano a traversal di directory o all’esecuzione remota di comandi. Un WAF moderno analizza tutto questo in tempo reale, applicando regole predefinite, logiche comportamentali e, sempre più spesso, algoritmi di machine learning in grado di rilevare pattern anomali anche in assenza di firme specifiche.

Uno degli aspetti più rilevanti, e spesso sottovalutati, è il concetto di virtual patching. In un mondo ideale, ogni vulnerabilità scoperta in un’applicazione o in un CMS verrebbe corretta nel giro di ore con una patch ufficiale. Nella realtà, i cicli di aggiornamento sono lenti, i test di regressione richiedono tempo, e certe applicazioni critiche non possono essere fermate per manutenzione con la frequenza che la sicurezza richiederebbe. Il virtual patching colma esattamente questo divario: permette di schermare una vulnerabilità nota a livello di WAF, bloccando i vettori di attacco che la sfruttano, senza toccare il codice applicativo sottostante. È una misura che non sostituisce la patch vera, ma che garantisce continuità operativa e protezione nell’intervallo tra la scoperta della vulnerabilità e la sua risoluzione definitiva.

A questo si aggiunge la protezione delle API, che rappresenta una delle sfide emergenti più complesse nella sicurezza applicativa. Le API non sono interfacce pensate per essere navigate da esseri umani, ma endpoint machine-to-machine che spesso gestiscono dati sensibili, transazioni finanziarie, autenticazioni. Sono progettate per essere veloci ed efficienti, non necessariamente per essere sicure per default. Un WAF che integra la protezione API è in grado di validare le richieste rispetto agli schemi attesi, rilevare abusi, limitare le chiamate eccessive e proteggere i backend anche da attacchi che sfruttano logiche applicative piuttosto che vulnerabilità tecniche classiche.

Non è tutto sicuro

Il tema della mitigazione dei bot merita un discorso a parte. Oggi una frazione significativa del traffico web è generata da software automatizzati: crawler, scraper, bot di prenotazione, strumenti di credential stuffing. Non tutto è malevolo, i bot dei motori di ricerca sono ovviamente legittimi, ma distinguere il traffico buono da quello cattivo, senza introdurre attriti per gli utenti reali, è un problema genuinamente difficile. Le soluzioni WAF più avanzate affrontano questa sfida con tecniche di analisi comportamentale che vanno ben oltre il semplice riconoscimento di user-agent sospetti, analizzando la coerenza delle sessioni, la velocità delle richieste, i pattern di navigazione, e intervenendo in modo selettivo senza compromettere l’esperienza degli utenti legittimi.

Tutto questo acquisisce un significato ulteriore nel contesto della direttiva NIS2, entrata in vigore in Europa e in fase di recepimento da parte degli Stati membri. La norma amplia significativamente la platea dei soggetti tenuti ad adottare misure di sicurezza informatica adeguate, includendo non solo gli operatori di infrastrutture critiche in senso stretto, ma anche medie imprese in settori considerati essenziali o importanti. Le misure richieste dalla direttiva comprendono esplicitamente la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, la gestione delle vulnerabilità e la continuità operativa. Un WAF gestito e aggiornato risponde direttamente a questi requisiti, e per molte organizzazioni che si trovano oggi a dover strutturare il proprio percorso di adeguamento alla NIS2, è uno degli strumenti più concreti e immediatamente attivabili.

La strada di Seeweb

È in questo quadro che Seeweb ha scelto di strutturare la propria offerta WAF in modo duale, partendo da una considerazione elementare ma spesso trascurata: non esiste una soluzione di sicurezza universalmente ottimale, perché non esiste un profilo di rischio, una dimensione d’azienda, una complessità infrastrutturale che siano universali. Quello che serve a una PMI con un portale e-commerce è diverso da quello che serve a una media impresa con decine di applicazioni interne, API pubbliche e obblighi di compliance stringenti.

Il Linux WAF, sviluppato internamente dagli ingegneri di Seeweb, rappresenta la soluzione gestita e sostenibile, progettata per offrire protezione robusta e personalizzabile senza richiedere al cliente né configurazione tecnica né gestione dell’infrastruttura. Copre le principali categorie di attacchi applicativi, supporta regole personalizzate, gestione di whitelist e blacklist, virtual patching, protezione di siti web e API, personalizzazione delle pagine di errore. È una soluzione che entra in produzione immediatamente, senza pannelli web da imparare o configurazioni da gestire: l’appliance viene attivata, i tecnici Seeweb la gestiscono, il cliente è protetto. Per molte realtà, questo è esattamente ciò di cui hanno bisogno: sicurezza affidabile a un costo sostenibile, senza overhead operativo.

Fortinet FortiAppSec si colloca su un livello diverso, pensato per ambienti più complessi e per organizzazioni che richiedono, o che già adottano, una visione enterprise della sicurezza. L’integrazione del machine learning nel rilevamento delle minacce riduce i falsi positivi mantenendo alta la sensibilità del sistema, il modulo di Advanced Bot Mitigation gestisce il traffico automatizzato con granularità fine, e la protezione API si estende anche alle applicazioni mobile. FortiAppSec si integra nel Fortinet Security Fabric, l’ecosistema di sicurezza coordinato di Fortinet, e offre strumenti di analisi degli attacchi, Threat Analytics, che danno visibilità completa su ciò che accade a livello applicativo. Il pannello di monitoraggio avanzato permette non solo di bloccare le minacce, ma di comprenderle, tracciarle e usarle come base per affinare ulteriormente la postura di sicurezza.

I servizi gestiti

Entrambe le soluzioni sono erogate come servizi completamente gestiti: installazione, configurazione, aggiornamenti, gestione delle regole e risposta alle nuove minacce sono in carico ai tecnici Seeweb. Il cliente non deve occuparsi di nulla di tutto questo, e può concentrarsi sul proprio business sapendo che la protezione applicativa è operativa, aggiornata e monitorata.

La coesistenza di questi due approcci nello stesso catalogo non è una scelta commerciale di posizionamento, ma una risposta tecnica a un mercato che è strutturalmente eterogeneo. Ci sono organizzazioni che hanno bisogno di protezione immediata, affidabile e a basso costo di gestione. E altre che necessitano di automazione avanzata, integrazione con ecosistemi di sicurezza più ampi e strumenti di analisi sofisticati. Che si arrivi ad un Linux WAF o al FortiAppSec, il punto di partenza è lo stesso: smettere di trattare la sicurezza applicativa come un’opzione.

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Regolo.ai e Seeweb: l’inferenza europea che trasforma la compliance di Euraika https://www.datamanager.it/2026/04/regolo-ai-e-seeweb-linferenza-europea-che-trasforma-la-compliance-di-euraika/ Tue, 28 Apr 2026 07:27:56 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252389 L’adozione di soluzioni IA localizzate e standardizzate permette alle aziende tecnologiche di abbattere i costi infrastrutturali del 60% L’evoluzione tecnologica nel settore dell’intelligenza artificiale in Europa si sta orientando verso l’adozione di servizi di inferenza gestiti per superare i limiti operativi legati alla gestione diretta dell’hardware. Regolo.ai si inserisce in questo contesto come fornitore di […]

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L’adozione di soluzioni IA localizzate e standardizzate permette alle aziende tecnologiche di abbattere i costi infrastrutturali del 60%

L’evoluzione tecnologica nel settore dell’intelligenza artificiale in Europa si sta orientando verso l’adozione di servizi di inferenza gestiti per superare i limiti operativi legati alla gestione diretta dell’hardware. Regolo.ai si inserisce in questo contesto come fornitore di inferenza IA con modelli ospitati su infrastrutture europee, offrendo un’interfaccia API compatibile con lo standard OpenAI per facilitare la transizione delle imprese verso modelli scalabili. L’approccio permette alle organizzazioni di focalizzarsi sullo sviluppo applicativo anziché sulla manutenzione sistemistica di nodi GPU, garantendo al contempo il rispetto della sovranità dei dati e della trasparenza sui fornitori richiesta dai quadri normativi dell’Unione Europea.

Oggi più che mai, la gestione autonoma delle infrastrutture GPU rappresenta un onere crescente per le aziende, comportando criticità nella pianificazione della capacità, nell’ottimizzazione dei modelli e nella gestione dei picchi di domanda. Le conseguenze di tali costi si riflettono spesso in spese imprevedibili e in una riduzione della velocità di rilascio delle nuove funzionalità, con tempi di provisioning che possono estendersi per settimane. Il ricorso a infrastrutture come quelle fornite da Regolo.ai consente di migliorare la prevedibilità finanziaria e la resilienza operativa attraverso l’uso di backend affidabili.

Un esempio arriva dal caso di Euraika, società belga produttrice della piattaforma Aegis dedicata alla gestione della conformità normativa. Il team ingegneristico ha migrato i propri backend verso Regolo.ai in un arco temporale di cinque giorni. I costi infrastrutturali sono calati mediamente del 60% nei mesi a basso carico, mentre la velocità di risposta in streaming è migliorata del 60%, con un time-to-first-token sensibilmente ridotto. Rilevante la flessibilità acquisita nel deployment: il tempo necessario per rendere disponibile un nuovo modello è crollato del 95%, passando da diversi giorni a meno di un’ora. Questo ha permesso a Euraika di lanciare in sole tre settimane funzionalità avanzate precedentemente bloccate, come l’ingestione automatizzata dei testi ufficiali UE e l’isolamento multi-tenant di livello enterprise.

Di fatto, Regolo.ai si posiziona come il partner strategico per le aziende che necessitano di un’IA regolamentata, sicura ed europea, offrendo un’infrastruttura ottimizzata che elimina l’onere della manutenzione hardware. Attraverso un’API pienamente compatibile con gli standard, la piattaforma consente un’integrazione immediata senza modifiche strutturali, risolvendo alla radice il problema della pianificazione della capacità e dell’imprevedibilità dei costi tipica delle risorse GPU riservate. L’impatto economico e prestazionale evidenzia la superiorità tecnica dell’offerta di inferenza gestita.

In un contesto dove la complessità normativa è in costante aumento, la collaborazione tra Regolo.ai ed Euraika definisce un nuovo standard per l’industria digitale europea. Affidarsi a modelli ospitati su infrastrutture locali con fatturazione a consumo permette alle organizzazioni di investire nelle proprie competenze distintive anziché nell’hardware. La scalabilità garantita da Regolo.ai sostiene inoltre l’espansione internazionale e multilingue dei propri partner, supportando l’analisi in tempo reale in francese, tedesco, olandese e italiano per individuare scostamenti rispetto agli standard vigenti.

Affidarsi a infrastrutture ospitate in Europa, con modelli noti, API standardizzate e fatturazione prevedibile a consumo, permette alle aziende come Euraika di investire nell’intelligenza, non nell’hardware. Nel mercato europeo della compliance IA, la capacità di concentrarsi su ciò che differenzia davvero un prodotto può valere più di qualsiasi vantaggio infrastrutturale.

Efficienza e conformità

Il consolidamento di partnership strategiche tra fornitori di infrastrutture locali e provider di servizi di inferenza segnala una transizione strutturale verso un ecosistema digitale europeo maggiormente autonomo e resiliente rispetto ai grandi attori tecnologici extra-UE. L’ottimizzazione sistematica dei processi operativi, unita alla drastica riduzione degli oneri finanziari legati al mantenimento dell’hardware, permette alle imprese del settore di spostare il baricentro dei propri investimenti verso l’innovazione software e la personalizzazione delle soluzioni proprietarie, garantendo al contempo la piena aderenza ai rigorosi standard di sovranità del dato imposti dal quadro normativo comunitario.

L’approccio di Regolo.ai, basato sulla scalabilità immediata e sulla trasparenza della filiera tecnologica, non rappresenta soltanto un vantaggio competitivo isolato per le singole realtà coinvolte, ma definisce un nuovo modello di sviluppo sostenibile per l’intera industria digitale del continente. In tale prospettiva, la capacità di integrare tecnologie di intelligenza artificiale avanzata su nodi localizzati nel territorio dell’Unione Europea si conferma come il fattore determinante per sostenere la crescita delle imprese nel lungo periodo, facilitando la loro espansione internazionale senza compromettere la sicurezza e l’integrità dei carichi di lavoro critici.

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Così Serverless GPU di Seeweb fa evolvere l’analisi nella cybersecurity https://www.datamanager.it/2025/10/cosi-serverless-gpu-di-seeweb-fa-evolvere-lanalisi-nella-cybersecurity/ Mon, 13 Oct 2025 14:16:46 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248243 Potenza containerizzata per l’IA sovrana: la tecnologia Kubernetes-ready accelera gli Agenti IA di RedCarbon L’evoluzione delle minacce informatiche impone oggi ai Security Operation Center e ai servizi di Managed Detection & Response di superare le inefficienze dei contesti tradizionali. L’attività manuale di analisi tecnica dei dati, infatti, richiede tempo, risorse umane ingenti ed è inevitabilmente […]

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Potenza containerizzata per l’IA sovrana: la tecnologia Kubernetes-ready accelera gli Agenti IA di RedCarbon

L’evoluzione delle minacce informatiche impone oggi ai Security Operation Center e ai servizi di Managed Detection & Response di superare le inefficienze dei contesti tradizionali. L’attività manuale di analisi tecnica dei dati, infatti, richiede tempo, risorse umane ingenti ed è inevitabilmente soggetta a errori, limitando la capacità degli analisti di concentrarsi su attività a valore aggiunto come la risposta rapida agli incidenti e la consulenza strategica. Per trasformare questo scenario, è emersa la necessità di adottare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale che non solo supportino, ma potenzino l’esperienza umana, ed è qui che si inserisce la tecnologia Serverless GPU di Seeweb, costruita su principi Cloud Native di Kubernetes e containerizzazione.

Kubernetes e l’architettura containerizzata

La soluzione proposta da Seeweb, il servizio Serverless GPU, è una risposta diretta e potente alla crescente richiesta di capacità di calcolo per l’addestramento e il fine-tuning dei modelli di intelligenza artificiale. Il vero elemento di rottura risiede nella sua architettura, interamente basata sulla tecnologia Kubernetes. Sfruttando la logica del container open-source, Seeweb ha reso possibile l’accesso a risorse GPU remote in modo dinamico e trasparente, permettendo ai team di sviluppo di vedere le schede grafiche come se fossero risorse locali al proprio cluster.

Questo approccio Kubernetes-ready non solo semplifica l’utilizzo delle risorse, ma garantisce una scalabilità concreta. Gli sviluppatori possono ampliare la capacità di calcolo di qualsiasi cluster Kubernetes, ovunque esso sia localizzato, attraverso un link sicuro. La natura intrinsecamente elastica e l’integrazione con il paradigma del managed Kubernetes consentono il provisioning multi-GPU in pochi secondi, una velocità fondamentale per gestire picchi operativi o accelerare gli aggiornamenti dei modelli. In questo ambiente containerizzato, le risorse sono erogate in modalità on-demand con un modello di fatturazione pay-per-use, tipico della filosofia serverless, liberando le aziende dalla gestione dell’infrastruttura sottostante. Inoltre, la soluzione è compatibile con i principali servizi di Managed Kubernetes pubblici come AKS, EKS e GKE, oltre che con ambienti on-premise come OpenShift e Rancher, assicurando la massima flessibilità di deployment.

RedCarbon: velocità e sicurezza con gli IA Agents

L’efficacia di questa sinergia tecnologica trova la sua massima espressione nel caso di RedCarbon, un’azienda che ha sviluppato una piattaforma di intelligenza artificiale pensata per supportare gli analisti di cybersecurity. I loro Agenti IA sono colleghi virtuali in grado di analizzare autonomamente grandi quantità di dati e prioritizzare gli alert, combattendo così la piaga dell’alert-fatigue. Per trasformare questa visione in una realtà operativa, garantendo che l’analisi dettagliata di un case si concluda in pochi minuti, rispetto alle ore richieste dai processi tradizionali, RedCarbon ha scelto le infrastrutture Serverless GPU di Seeweb.

La collaborazione è stata strategica proprio per la capacità di Seeweb di fornire infrastrutture Serverless GPU dedicate e scalabili basate su tecnologia Kubernetes. Questo stack tecnologico è essenziale per le delicate fasi di fine-tuning e retraining dei complessi modelli IA di RedCarbon. La possibilità di eseguire container su più cluster e di scalare le risorse in maniera fluida ha drasticamente ridotto i tempi necessari alla generazione delle analisi, incrementando al contempo la precisione dei risultati. La piattaforma RedCarbon beneficia, quindi, di un motore IA continuamente ottimizzato dall’interazione con gli analisti umani, operando con sicurezza dei dati e tracciabilità delle decisioni, anche in ambienti altamente regolamentati.

Sicurezza, valore umano e sovranità

Oltre all’incremento prestazionale e all’ottimizzazione delle risorse umane, che possono ora dedicarsi a compiti più strategici, la partnership tra RedCarbon e Seeweb porta con sé un valore cruciale: la Digital Repatriation e la sovranità IA. In un contesto geopolitico instabile, la scelta di localizzare i data center in Italia garantisce la piena conformità normativa, in particolare al GDPR, e allinea l’infrastruttura alle regolamentazioni europee. Insieme, le due aziende costruiscono un’IA sovrana, resiliente e potente, rafforzando l’indipendenza tecnologica dell’Europa e proteggendo i settori critici. L’implementazione del servizio Serverless GPU di Seeweb nel core della piattaforma RedCarbon dimostra in modo concreto come l’intelligenza artificiale, quando supportata da una moderna infrastruttura Cloud Native gestita con Kubernetes, possa far evolvere radicalmente la gestione della sicurezza informatica, valorizzando il ruolo dell’analista umano e garantendo al contempo la massima sicurezza e sovranità del dato.

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Regolo.ai, la rivoluzione nella creazione di chatbot in Europa https://www.datamanager.it/2025/07/regolo-ai-la-rivoluzione-nella-creazione-di-chatbot-in-europa/ Mon, 21 Jul 2025 07:58:22 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246676 Un servizio di inferenza per creare un assistente anche senza skill tecniche e con la solidità di un provider europeo L’intelligenza artificiale continua a ridefinire il modo in cui le aziende interagiscono con i propri clienti e gestiscono le operazioni. Tra le applicazioni più impattanti dell’IA, i chatbot sono oramai strumenti essenziali per migliorare il […]

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Un servizio di inferenza per creare un assistente anche senza skill tecniche e con la solidità di un provider europeo

L’intelligenza artificiale continua a ridefinire il modo in cui le aziende interagiscono con i propri clienti e gestiscono le operazioni. Tra le applicazioni più impattanti dell’IA, i chatbot sono oramai strumenti essenziali per migliorare il servizio clienti, automatizzare le risposte e fornire supporto istantaneo.

Questi assistenti virtuali intelligenti sono onnipresenti, dai siti web aziendali alle piattaforme di messaggistica, e la loro efficacia risiede nella capacità di comprendere e rispondere alle richieste dei consumatori con precisione e pertinenza. Sia che si tratti di rispondere a domande frequenti, guidare gli utenti attraverso processi complessi o persino gestire prenotazioni, i chatbot stanno diventando un pilastro fondamentale per qualsiasi strategia digitale che miri all’efficienza e alla soddisfazione del cliente.

Tuttavia, fino a poco tempo fa, la creazione di un chatbot IA sofisticato richiedeva spesso competenze di sviluppo avanzate e una profonda conoscenza delle infrastrutture di intelligenza artificiale, rendendo questo strumento meno accessibile per molte piccole e medie imprese o per i team con risorse IT limitate. È in questo contesto che emerge regolo.ai, una piattaforma innovativa che sta democratizzando l’accesso alla creazione di chatbot, posizionandosi come un punto di riferimento cruciale nel mercato europeo.

Regolo.ai si distingue per la sua capacità di consentire la creazione di chatbot con poche righe di codice, eliminando la necessità di skill elevate e rendendo l’intero processo rapido e intuitivo. Alla base, c’è un approccio “low-code” o “no-code”, una vera e propria rivoluzione, che permette ad un’ampia gamma di professionisti, anche senza un background tecnico approfondito, di sfruttare il potenziale dei Large Language Models per le proprie esigenze.

Regolo.ai è un’iniziativa lanciata da Seeweb, provider italiano di servizi cloud e data center, il brand con cui l’azienda nostrana offre servizi di intelligenza artificiale, in particolare in qualità di “inference provider”.

Come funziona regolo.ai

La piattaforma fornisce un servizio di inferenza che semplifica il processo di sviluppo, così che le aziende possano concentrarsi sul design dell’interazione e sulla logica del chatbot, piuttosto che sulle complessità tecniche sottostanti. Un esempio concreto è la capacità di regolo.ai di connettersi senza soluzione di continuità con piattaforme come Flowise, un framework di sviluppo visuale per applicazioni LLM. Questa sinergia semplifica la costruzione flussi conversazionali complessi trascinando e rilasciando blocchi, mentre regolo.ai gestisce l’inferenza del modello sottostante. Questa architettura modulare e l’integrazione API semplice rendono lo strumento flessibile, capace di adattarsi a diverse esigenze e architetture esistenti.

Per gli sviluppatori impegnati nella creazione di agenti e applicazioni di intelligenza artificiale avanzati, regolo.ai si presenta come una piattaforma fondamentale che ottimizza l’integrazione dei modelli più all’avanguardia attualmente disponibili. In particolare, per la generazione di immagini, sfrutta la potenza di modelli come Sdxl-turbo e FLUX.1-dev, che costituiscono la base per la creazione di contenuti visivi di alta qualità. Sul fronte dei modelli di chat, la piattaforma offre un’ampia gamma di opzioni, includendo giganti come Llama, i sofisticati DeepSeek Coder e R1, e l’efficiente Phi-4, permettendo agli sviluppatori di scegliere la soluzione più adatta alle loro esigenze conversazionali. Infine, per le operazioni di incorporamento, cruciali per la comprensione del contesto e la semantica dei dati, regolo.ai si avvale del modello Qwen2, garantendo così una solida base per l’elaborazione e l’analisi avanzata delle informazioni.

L’attenzione allo scenario europeo

Un aspetto distintivo, che ne sottolinea il posizionamento strategico sul territorio europeo, è l’attenzione di regolo.ai alla sostenibilità e alla conformità. Come “LLM as a Service” europeo, non solo ospita e serve modelli open-source, ma calcola anche il consumo di Watt per token. Questa metrica è fondamentale per monitorare e ridurre l’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale, un tema di crescente importanza in tutta l’Unione Europea. Sebbene l’enfasi principale del servizio sia la facilità di creazione dei chatbot, l’interesse verso la sostenibilità e la compliance normativa europea aggiunge un ulteriore strato di valore e fiducia per le aziende che operano all’interno del continente.

Insomma, regolo.ai non è solo un fornitore di servizi ma un facilitatore che sta accelerando l’adozione dell’intelligenza artificiale in tutta Europa, rendendola accessibile e gestibile anche per chi non possiede competenze tecniche specialistiche. Con la sua interfaccia intuitiva, la capacità di creare chatbot efficienti con poche righe di codice e l’impegno verso la sostenibilità e la conformità europea, si posiziona come un partner strategico indispensabile per qualsiasi azienda che desideri sfruttare al massimo il potenziale dei chatbot e rimanere competitiva nel mercato digitale odierno.

 

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Private AI: la chiave per la sovranità digitale italiana https://www.datamanager.it/2025/05/private-ai-la-chiave-per-la-sovranita-digitale-italiana/ Tue, 27 May 2025 08:16:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=245491 Controllo dei dati, conformità normativa e sovranità digitale per tutelare competitività e innovazione del Made in Italy La corsa all’intelligenza artificiale si intensifica in Italia, ma il paese si trova davanti a un bivio strategico che potrebbe determinarne il futuro digitale. Mentre le aziende italiane riconoscono sempre più l’importanza dell’IA come motore di innovazione e […]

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Controllo dei dati, conformità normativa e sovranità digitale per tutelare competitività e innovazione del Made in Italy

La corsa all’intelligenza artificiale si intensifica in Italia, ma il paese si trova davanti a un bivio strategico che potrebbe determinarne il futuro digitale. Mentre le aziende italiane riconoscono sempre più l’importanza dell’IA come motore di innovazione e competitività, una sfida fondamentale emerge all’orizzonte: sviluppare competenze e infrastrutture nazionali per l’IA o continuare ad affidarsi ai giganti tecnologici internazionali. Questa scelta non è meramente tecnologica, ma tocca aspetti cruciali come la sovranità digitale, la protezione dei dati e il futuro stesso del Made in Italy.

La trappola dorata degli hyperscaler globali

Il panorama attuale dell’intelligenza artificiale è caratterizzato da un evidente oligopolio dominato da pochi grandi provider globali non europei. Questi colossi tecnologici non solo influenzano pesantemente lo sviluppo e la distribuzione delle tecnologie IA, ma dettano anche standard tecnologici, prezzi e termini contrattuali, spesso a svantaggio degli utenti in paesi privi di infrastrutture robuste come l’Italia. Le aziende italiane si trovano così a pagare un premium per servizi IA globali, mentre l’innovazione interna, calibrata sul tessuto economico italiano, rimane limitata.

Secondo Seeweb, che ha realizzato il white paper “Private AI, competitività, sicurezza e sovranità per le aziende”, l’utilizzo di piattaforme di hyperscaler presenta rischi significativi per le imprese italiane. Nonostante le dichiarazioni di conformità, la struttura operativa e i modelli di business di questi giganti sollevano dubbi sulle reali garanzie di privacy. Il rischio di accesso ai dati da parte del provider è concreto, poiché gli hyperscaler operano spesso in multiple giurisdizioni, potenzialmente esponendo i dati delle aziende europee a leggi straniere come il Cloud Act statunitense. Un ulteriore aspetto critico riguarda l’involontario contributo delle aziende al miglioramento dei modelli esterni. Gli operatori globali migliorano continuamente le loro soluzioni utilizzando i dati degli utenti, anche se indirettamente attraverso metadati o pattern di utilizzo, creando una preoccupante dipendenza tecnologica. Le politiche di retention dei dati e le difficoltà nel recupero dagli hyperscaler possono inoltre creare effetti di lock-in, con termini restrittivi, periodi minimi di conservazione o costi elevati per il trasferimento dei dati che ostacolano la migrazione verso soluzioni più controllate.

Il valore strategico della Private AI per le imprese italiane

La Private AI rappresenta un’alternativa concreta ai rischi degli hyperscaler globali. Definita da Seeweb come una soluzione sviluppata e gestita in un ambiente controllato e privato, garantisce all’organizzazione il pieno controllo sull’intero ciclo di vita dell’intelligenza artificiale, dalla raccolta dei dati fino al deployment dei modelli. A differenza delle piattaforme pubbliche, opera su infrastrutture private come il data center aziendale o un cloud privato, assicurando che dati sensibili e modelli IA siano trattati in modo sicuro, conforme e con un alto grado di personalizzazione.

Le caratteristiche distintive della Private AI includono il controllo totale dei dati, cruciale per sicurezza e conformità, e la residenza dei dati stessi, che riguarda non solo la geografia ma anche la giurisdizione governativa, garantendo l’aderenza alle normative locali ed evitando interferenze governative straniere. Consente inoltre misure di sicurezza personalizzate come crittografia avanzata e accesso controllato, allineandosi con regolamenti come il GDPR e rafforzando la fiducia degli utenti. Un altro vantaggio significativo è l’alta personalizzabilità dei modelli di machine learning, che porta a risultati più precisi e rilevanti rispetto alle offerte generiche del cloud pubblico. Inoltre, la Private AI protegge la proprietà intellettuale mantenendo algoritmi e dati internamente, riducendo i rischi di compromissione o uso non autorizzato. Dal punto di vista competitivo, spinge per la creazione di modelli su misura che affrontano esigenze aziendali specifiche in modo più efficace rispetto alle soluzioni standardizzate globali. La proprietà esclusiva degli algoritmi e dei preziosi dati aziendali utilizzati per l’addestramento fornisce un vantaggio competitivo distintivo, poiché questi asset non vengono condivisi con terze parti o potenziali concorrenti.

Conformità normativa e sovranità digitale

Il quadro normativo europeo, con il GDPR, l’AI Act e il Data Act, pone sfide significative ma anche opportunità per le aziende italiane che adottano tecnologie IA. L’AI Act, approvato nel 2024, mira a creare un framework armonizzato per lo sviluppo e l’uso dell’IA, garantendo sicurezza, etica e rispetto dei diritti fondamentali. Classifica i sistemi IA per livello di rischio, vietando quelli a rischio inaccettabile e imponendo requisiti più severi a quelli a rischio più elevato. La Private AI facilita la conformità in modo più efficace rispetto alle soluzioni degli hyperscaler, offrendo un controllo totale sui dati ed evitando il trasferimento a provider terzi. Il monitoraggio rigoroso dell’intero ciclo di vita dei dati garantisce la conformità ai requisiti per dati di addestramento accurati, rappresentativi e privi di errori.

Per quanto riguarda la sovranità digitale, la tecnologia su cui i modelli vengono addestrati e perfezionati, normalmente basata su GPU o graphic processing unit, che consentono di mettere a disposizione potenza di calcolo adeguata, garantisce che i dati sensibili rimangano entro i confini nazionali o europei, riducendo i rischi di violazione delle normative sulla sovranità digitale e mantenendo il controllo sulle informazioni critiche. Offre inoltre maggiore trasparenza e verificabilità, consentendo procedure di audit robuste e registrazioni dettagliate dell’addestramento e dell’utilizzo dei modelli IA, a differenza dei processi potenzialmente opachi degli hyperscaler. Il Data Act, un’altra regolamentazione europea, mira a governare l’accesso e la gestione dei dati per promuovere una condivisione delle informazioni più equa e controllata. Questo impatta le strategie di gestione dei dati aziendali, specialmente per le tecnologie IA, e le aziende italiane possono beneficiarne adottando infrastrutture nazionali e soluzioni di Private AI.

Verso un ecosistema nazionale di IA

Superare le sfide attuali richiede la creazione di un ecosistema nazionale di IA basato su un’infrastruttura cloud nazionale per mantenere il controllo su dati e tecnologie strategiche, insieme a investimenti significativi in competenze locali e tecnologie proprietarie. L’Italia ha attualmente competenze avanzate limitate nella Private AI, portando molte aziende a dipendere da provider globali, esponendole ai rischi menzionati e limitando la personalizzazione per le esigenze italiane. Promuovere l’indipendenza tecnologica attraverso investimenti in competenze locali e infrastrutture, come un cloud nazionale integrato con l’IA Privata, è presentato come cruciale per creare un ecosistema tecnologico autosufficiente che valorizzi l’eccellenza italiana, rafforzi la sovranità digitale e stimoli l’innovazione locale.

Anche quando gli hyperscaler globali offrono soluzioni simili, su infrastrutture nazionali localizzate, persistono rischi e costi nascosti. Il vendor lock-in rimane una preoccupazione primaria, dove la migrazione di dati e modelli IA dall’infrastruttura di un hyperscaler diventa estremamente costosa e complessa. Le elevate tariffe di uscita dei dati per il recupero rappresentano un ostacolo significativo. Il mantenimento dei dati in ambienti privati offre vantaggi rispetto agli operatori globali, tra cui una maggiore sovranità digitale e conformità normativa (GDPR, Data Act), garantendo che i dati rimangano sotto controllo europeo e riducendo i rischi di violazioni e sanzioni. Le infrastrutture GPU locali offrono anche una migliore protezione contro le richieste di dati da parte di governi stranieri.

Insomma, la Private AI fornisce un maggiore controllo e personalizzazione nella gestione dei dati e nella configurazione dei modelli rispetto ai servizi standardizzati degli hyperscaler, per politiche di governance dei dati più rigorose e operazioni aziendali più agili e competitive. Anche la sicurezza e la resilienza sono migliorate, poiché i dati rimangono all’interno del perimetro aziendale o su infrastrutture controllate a livello nazionale, riducendo i rischi di attacchi informatici e consentendo misure di sicurezza avanzate e gestione diretta dell’infrastruttura. Ancora nel documento di Seeweb si evince come i costi a lungo termine possano essere inferiori con soluzioni di Private AI, evitando modelli di prezzo complessi e ricorrenti degli hyperscaler e il rischio di lock-in tecnologico, preservando così flessibilità e indipendenza nella gestione. Questa strategia rappresenta non solo una scelta tecnologica, ma un investimento nel futuro digitale dell’Italia e nella preservazione del valore unico che il Made in Italy può offrire nell’era dell’intelligenza artificiale.

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Regolo.ai: la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale sostenibile e accessibile https://www.datamanager.it/2025/04/regolo-ai-la-nuova-frontiera-dellintelligenza-artificiale-sostenibile-e-accessibile/ Tue, 29 Apr 2025 07:23:37 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244939 La soluzione di inferenze provider di Seeweb semplifica l’accesso all’IA veloce e libera Seeweb continua a distinguersi per la sua spinta innovativa e la profonda conoscenza delle esigenze del settore tecnologico. Con il lancio di Regolo.ai, il provider di servizi cloud italiano, introduce una soluzione pensata per gli sviluppatori e progettata per offrire un’infrastruttura AI […]

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La soluzione di inferenze provider di Seeweb semplifica l’accesso all’IA veloce e libera

Seeweb continua a distinguersi per la sua spinta innovativa e la profonda conoscenza delle esigenze del settore tecnologico. Con il lancio di Regolo.ai, il provider di servizi cloud italiano, introduce una soluzione pensata per gli sviluppatori e progettata per offrire un’infrastruttura AI full-stack ed ecologica, dotata di modelli avanzati e accessibili tramite API ottimizzate per garantire efficienza e semplicità d’uso. Un passo che segna un’evoluzione significativa per la società, con Regolo.ai che ha acquisito una propria identità all’interno del gruppo DHH, quotato in borsa.

Il progetto si propone come una valida alternativa europea ai modelli di IA esistenti, ponendo una forte enfasi sulla trasparenza, sulla sicurezza dei dati e sulla sostenibilità ambientale. L’obiettivo primario è fornire agli sviluppatori e alle aziende che necessitano di alternative open, green e ottimizzate, uno strumento potente e affidabile.

Marco Cristofanilli, Head of Artificial Intelligence Cloud in Seeweb, ha dichiarato: “Regolo.ai nasce con un obiettivo chiaro: rendere le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale accessibili a tutti gli sviluppatori”. Un’affermazione che sottolinea la visione di Seeweb di democratizzare l’accesso all’IA, fornendo le risorse necessarie per l’implementazione di modelli intelligenti in modo semplice ed efficace. Regolo.ai si impegna a fornire tutte le risorse fondamentali per l’intelligenza artificiale, a partire dall’elaborazione dei dati fino all’implementazione dei modelli. Lo scopo è eliminare la complessità delle integrazioni, riducendo significativamente i tempi e i costi di sviluppo. In un mercato che evolve velocemente, proprio la semplicità e l’efficienza rappresentano un vantaggio competitivo cruciale per gli sviluppatori.

Per gli sviluppatori dedicati alla creazione di agenti di intelligenza artificiale e applicazioni intelligenti, Regolo.ai offre una piattaforma che semplifica l’integrazione dei più potenti modelli disponibili. Sdxl-turbo e FLUX.1-dev sono i modelli base per la generazione di immagini, Llama, DeepSeek Coder ed R1, Phi-4, i modelli di chat mentre Qwen2 quello di incorporamento.

La spinta green

Un aspetto fondamentale di Regolo.ai è la sua natura aperta e conforme alle normative europee, con un forte impegno nella protezione della privacy e nella sicurezza dei dati. Lo slogan, “Open for you but private for your business”, riflette chiaramente questa filosofia, ponendo l’accento sulla libertà per gli sviluppatori unita alla riservatezza per le aziende. In un’era in cui la gestione dei dati è sempre più delicata e regolamentata, questa attenzione alla privacy e alla sicurezza rappresenta un elemento distintivo di grande valore. Oltre a semplificare l’esperienza di implementazione dell’AI, Regolo.ai pone la sostenibilità al centro della propria missione.

La piattaforma opera su infrastrutture alimentate da fonti rinnovabili, riducendo significativamente l’impronta di carbonio. Inoltre, grazie a un sistema di monitoraggio del rapporto token/WATT, la soluzione ottimizza le risorse energetiche, minimizzando le emissioni di CO2 e garantendo un utilizzo responsabile della tecnologia. Questo impegno per la sostenibilità non solo risponde a una crescente sensibilità ambientale, ma si traduce anche in un’efficienza operativa che può portare benefici concreti in termini di costi. Regolo funziona con hosting green, grazie all’energia verde utilizzata per alimentare i suoi data center e ai processi sostenibili che governano le sue infrastrutture. Una piattaforma europea, aperta e trasparente. “I nostri modelli sono molteplici e accessibili a tutti. Una volta addestrati, i tuoi dati continueranno a essere tuoi” si legge sul sito ufficiale. “Regolo.ai opera su data center europei con sede in Italia e offre la conformità al GDPR e un’attenzione particolare alla tua privacy”.

Comprendere gli sviluppatori

Cristofanilli aggiunge: “Comprendiamo le sfide che gli sviluppatori affrontano ogni giorno. Il nostro obiettivo è aprire nuove possibilità per il futuro: Regolo.ai nasce dagli sviluppatori, per gli sviluppatori”. Il progetto è insomma radicato nella comprensione delle esigenze della comunità degli sviluppatori. Il manager riconosce che “nessuno può padroneggiare ogni aspetto dell’IA. Per questo abbiamo creato Regolo: una soluzione aperta e flessibile, pensata per chi desidera superare i limiti dei modelli chiusi e abbracciare un approccio basato su semplicità, trasparenza e accessibilità.  Regolo non solo rende l’intelligenza artificiale più accessibile, ma lo fa in modo sicuro, conveniente e in linea con i principi europei di trasparenza, privacy e sostenibilità”.

Regolo.ai non solo rende l’intelligenza artificiale più accessibile, ma lo fa in modo sicuro, conveniente e in linea con i principi europei di trasparenza, privacy e sostenibilità.

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Euroged e Seeweb, la compliance come leva strategica https://www.datamanager.it/2025/04/euroged-e-seeweb-la-compliance-come-leva-strategica/ Tue, 08 Apr 2025 08:00:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244275 Massima sicurezza, continuità e protezione, PecOrganizer è la soluzione avanzata per una PEC affidabile e a norma. Grazie alla storica partnership tra Euroged e Seeweb, le aziende accedono a un software evoluto e a una piattaforma scalabile in private cloud di livello enterprise Dal 2014, PecOrganizer, il software sviluppato da Euroged, rappresenta la soluzione ideale […]

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Massima sicurezza, continuità e protezione, PecOrganizer è la soluzione avanzata per una PEC affidabile e a norma. Grazie alla storica partnership tra Euroged e Seeweb, le aziende accedono a un software evoluto e a una piattaforma scalabile in private cloud di livello enterprise

Dal 2014, PecOrganizer, il software sviluppato da Euroged, rappresenta la soluzione ideale per la gestione efficiente e sicura della Posta Elettronica Certificata. E in vista della REM, il nuovo standard europeo che sostituirà la PEC, lo sarà ancora di più. Dotato di funzionalità avanzate di archiviazione, tracciamento e assegnazione dei messaggi, PecOrganizer è diventato un punto di riferimento per aziende e istituzioni che cercano strumenti affidabili per la gestione documentale e la sicurezza delle comunicazioni. Proteggere le informazioni e assicurare la continuità operativa non è solo una necessità, ma una priorità strategica.

Per rispondere a queste esigenze, Euroged ha dato vita a una partnership strategica con Seeweb, per offrire soluzioni avanzate alle imprese italiane. In questo contesto, PecOrganizer si configura come uno strumento unico, che coniuga innovazione, sicurezza e conformità in un’unica piattaforma. La sinergia tra Euroged e Seeweb non solo assicura un’infrastruttura tecnologica innovativa, ma rappresenta anche un modello di resilienza e protezione dei dati. In particolare, l’adozione di una struttura di disaster recovery geografico e il rigoroso rispetto degli standard di data protection garantiscono alle aziende un ambiente sicuro, scalabile e conforme alle normative più stringenti.

«Un approccio che coniuga sicurezza ai massimi livelli e continuità operativa per i clienti, garantendo al contempo il pieno rispetto degli standard di compliance in materia di data protection» – afferma Chiara Grande, marketing manager di Seeweb, il cloud provider italiano che dal 1998 offre soluzioni IT all’avanguardia.

OLTRE LA GESTIONE DOCUMENTALE

Dal canto suo, Euroged – oltre 600 clienti, quattro sedi, headquarter a Rivoli (TO) – apporta la propria esperienza nel campo del software di gestione documentale, andando oltre la semplice digitalizzazione per offrire un sistema integrato che facilita la gestione dei flussi aziendali e la compliance normativa. «La nostra attività si concentra sullo sviluppo di software per la gestione documentale, con un focus particolare sul PEC management» – spiega Umberto Mangiardi, marketing manager di Euroged. «Il nostro software supporta sia la gestione quotidiana che l’organizzazione dei flussi aziendali, offrendo una piattaforma enterprise adatta a realtà strutturate di diversi settori: dal bancario all’alimentare, dal farmaceutico all’assicurativo, fino alla Pubblica Amministrazione. Ed è pensato per chi gestisce grandi volumi di PEC e necessita di strumenti affidabili che garantiscano precisione operativa, certezza legale e conformità normativa».

La software house supporta le aziende nel passaggio dalla carta al digitale, operando nel settore della gestione documentale sin dalla sua nascita. Oltre a sviluppare soluzioni proprietarie, l’azienda è licenziataria in Italia di M-Files, il software finlandese altamente configurabile, oggi sotto il controllo di un fondo statunitense. M-Files si adatta a una vasta gamma di applicazioni, dalla gestione delle risorse umane al monitoraggio dei ticket, trasformando qualsiasi entità, azione o oggetto fisico in un dato tracciabile. Un approccio rivoluzionario che supera i limiti della gestione documentale tradizionale.


#PEC sicura e conforme, la sinergia tra Euroged e Seeweb #PecOrganizer
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«Il nostro obiettivo è affermarci come una IT compliance company, integrando la conformità nella cultura aziendale, con particolare attenzione alla protezione dei dati e all’adeguamento normativo. Pur non essendo direttamente soggetti a DORA e NIS2 per dimensione e settore di attività, abbiamo scelto di aderire a questi standard, rafforzando il nostro impegno dopo aver ottenuto le certificazioni ISO 9001 e ISO 27001» – prosegue Mangiardi. «Crediamo che operare nel perimetro normativo definito da questi regolamenti sia un valore strategico, un differenziale competitivo che porta vantaggi non solo a noi, ma soprattutto ai nostri clienti. Una solida cultura della protezione dei dati, della cybersecurity e della gestione certificata dei processi è essenziale per affrontare le sfide della complessità».

Umberto Mangiardi marketing manager e Andrea Schinco IT manager di Euroged

RESILIENZA E AFFIDABILITÀ

Con PecOrganizer si consolida una collaborazione solida e di lunga durata tra Euroged e Seeweb, che si conferma un partner strategico per l’infrastruttura tecnologica su cui poggiano i prodotti e i servizi Euroged – come spiega Andrea Schinco, IT manager di Euroged. «La sicurezza e l’affidabilità dell’ambiente in cui vengono installati i nostri software, e in particolare PecOrganizer, sono aspetti fondamentali per garantire ai clienti un’esperienza protetta. Grazie a Seeweb, possiamo contare su un’infrastruttura all’avanguardia, con data store di alto livello e data center sicuri, progettati per ospitare e proteggere i dati sensibili della nostra clientela». Affidarsi a Seeweb significa garantire continuità operativa e massima sicurezza. «Nei loro data center di Milano e Frosinone abbiamo tutte le infrastrutture virtualizzate necessarie per consentire ai nostri clienti di accedere ai nostri servizi in modo affidabile». Il secondo aspetto importante – sottolinea Schinco – è la trasparenza nella gestione del dato: «Chi si affida a noi sa che i propri dati sono custoditi in un sistema controllato e sicuro, gestito da un partner riconosciuto come data center provider e cloud provider di alto livello».

Anche la decisione di adottare un cloud privato si è rivelata una mossa strategica. Nonostante la crescente diffusione del cloud pubblico, Euroged ha optato per un’infrastruttura completamente controllata e gestita, dalla progettazione tecnica alla governance operativa, garantendo così maggiore sicurezza e personalizzazione. «Non si tratta di demonizzare il cloud pubblico, ma di fare una valutazione basata sulla sensibilità e sul valore dei dati che trattiamo, come la Posta Elettronica Certificata, una delle informazioni più delicate nel contesto digitale italiano» – spiega Schinco. L’altro elemento fondamentale della partnership con Seeweb è la resilienza. «L’infrastruttura su cui operiamo è equipaggiata con soluzioni di disaster recovery e replica geografica dei dati su più data center, per assicurare la massima continuità operativa. Questo significa che, anche in caso di eventi imprevisti, il servizio rimane attivo».


#PecOrganizer un passo avanti nell’integrazione digitale UE #Euroged #Seeweb
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IL VALORE DELLA COMPLIANCE

Come spiega la marketing manager di Seeweb Chiara Grande, la PEC è nata per rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza delle imprese europee, offrendo un servizio di comunicazione certificata che sfrutta la ridondanza e la compliance dell’infrastruttura. «Seeweb garantisce affidabilità e protezione dei dati, assicurando che questi rimangano all’interno dell’Unione Europea. Ma non solo. La PEC oltre che sicura, deve essere facilmente accessibile e organizzata, un principio che sta alla base di PecOrganizer e che ha portato a collaborazioni con realtà istituzionali e assicurative di rilievo». Il rispetto delle normative spesso è percepito come un vincolo burocratico, ma in realtà può diventare un motore di efficienza operativa.

«La definizione di standard comuni non è solo una questione tecnica, ma una scelta politica e industriale, capace di rafforzare la cooperazione e migliorare la competitività delle imprese europee su scala globale: “Siamo servi della legge per poter essere liberi”», ammicca il marketing manager di Euroged Umberto Mangiardi. La frase è di Cicerone, nato nel 106 a.C. ad Arpino (FR), curiosamente a pochi chilometri dalla sede attuale di Seeweb. L’oratore romano probabilmente non immaginava il concetto aziendale di “compliance”, ma aveva ben chiaro come la legge non fosse un ostacolo, bensì un’opportunità.

«Anche se le regole vengono spesso percepite come un freno, la compliance, rappresenta un “faro” che traccia una direzione chiara per le aziende, facilitandone il percorso» – fa eco Chiara Grande. Insomma: la conformità normativa non solo come garanzia di certezza legale e affidabilità operativa, ma come leva strategica per il business. E in un contesto geopolitico segnato da tensioni economiche, sfide alla sovranità digitale e frammentazione, l’estensione della PEC a livello europeo rappresenterà uno dei passi strategici verso una maggiore integrazione digitale.

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