sentiment analysis – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 10 Oct 2018 10:53:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png sentiment analysis – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Top Manager Reputation: Urbano Cairo al primo posto della classifica https://www.datamanager.it/2018/10/top-manager-reputation-urbano-cairo-al-primo-posto-della-classifica/ Wed, 10 Oct 2018 10:53:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=176404 L’imprenditore Urbano Cairo guida la classifica dei 100 con la migliore reputazione La classifica Top Manager Reputation vede al primo posto Urbano Cairo. L’imprenditore nel periodo luglio-agosto totalizza un punteggio di 77,07 guadagnando 2,71 punti rispetto alla rilevazione precedente, registrando rilevanti volumi di conversazione. In primo piano per la sua identità digitale numerose notizie: semestrale positiva […]

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L’imprenditore Urbano Cairo guida la classifica dei 100 con la migliore reputazione

La classifica Top Manager Reputation vede al primo posto Urbano Cairo. L’imprenditore nel periodo luglio-agosto totalizza un punteggio di 77,07 guadagnando 2,71 punti rispetto alla rilevazione precedente, registrando rilevanti volumi di conversazione. In primo piano per la sua identità digitale numerose notizie: semestrale positiva di Rcs che presenta un utile quasi raddoppiato, nuovi palinsesti della prossima stagione televisiva di La7, soddisfazione per gli acquisti del Torino e i progetti di Cairo che punta a costruire una “squadra solida”. Attenzione del web anche per le novità editoriali presentate dal top manager come Fuorigioco, il nuovo supplemento estivo della Gazzetta dello Sport, il successo del supplemento La Lettura e il lancio di Enigmistica mia.

La top 3

Francesco Starace, AD di Enel, segue in seconda posizione posizione con un punteggio di 67,83 (+0,38).  Anche per Enel semestrale positiva grazie alle rinnovabili che spingono la crescita. Anche questo mese Starace porta a casa importanti risultati sul piano internazionale: la Banca Europea sostiene il suo piano per la mobilità elettrica, Fortune premia Enel per il suo impatto sociale positivo e Starace viene nominato Commendatore dell’Ordine di Rio Branco in Brasile dove Enel sta rafforzando la sua presenza arrivando a detenere il 93% delle quote di Eletropaulo.

John Elkann al terzo posto con 65,11 punti, ne guadagna 3,19 rispetto alla rilevazione precedente. Dal difficile frangente della scomparsa di Marchionne, il Presidente di FCA è emerso come garanzia di continuità avendo dato un segnale forte con l’assunzione della Presidenza di Ferrari. I media hanno valutato molto positivamente la sua gestione.

Top 15 – in crescita

Due nuovi manager entrano in top 15:

Aurelio De Laurentiis, Presidente del Napoli, guadagna l’ottava posizione con 55,87 punti, grazie soprattutto all’alta esposizione mediatica in seguito al salvataggio del Bari, di cui è stato scelto come Presidente “perché ha mostrato passione e competenza”

Andrea Agnelli, Presidente della Juventus, con 52,67 punti entra in posizione numero dodici, grazie ai contenuti molto positivi sull’acquisizione di Ronaldo, ottenuta, si legge spesso online, grazie al “lunghissimo lavoro del Presidente” che negli anni “ha portato la Juventus a diventare una potenza economica e tecnica”

Crescita di due posizioni per Carlo Messina, AD di Intesa Sanpaolo, che arriva in sesta posizione con 57,26 (+2,21) punti e una posizione in più per Philippe Donnet, AD di Assicurazioni Generali, che sale al nono posto con 55,25 (+2,04). Entrambi sono premiati da semestrali positive e da nuove iniziative come l’accordo con Banco Alimentare e Banco Farmaceutico per Intesa Sanpaolo e la cessione di polizze Vita in Germania che fa incassare 1,9 miliardi a Generali.

In salita anche:

Marco Alverà, CEO di Snam, all’undicesimo posto con 53,41 punti (+2,15) che nel periodo considerato incrementa la sua reputazione grazie a: semestrale positiva, partecipazione agli Stati Generali Europei su energia e clima, asse con la Luiss per la formazione di talenti, acquisizione del 70% di Les Biogas, acquisizione di State Gride e best practice internazionale con un team di archeologi per valorizzare e far conoscere i ritrovamenti emersi durante gli scavi per i metanodotti.

Giuseppe Bono, AD di Fincantieri, in tredicesima posizione con 52,11 (+0,98), guadagna in reputazione grazie a: semestrale positiva, proposta di ricostruire il ponte di Genova (secondo la stampa avallata dal Governo), acquisizione di Vitrociset, accordo con Cssc, nuove commesse.

Leonardo del Vecchio, Fondatore e Presidente esecutivo di Luxottica, in quattordicesima posizione con 51,73 (+0,96) beneficia di eventi positivi quali: ingresso di Luxottica nell’indice delle azioni etiche, Fondazione Del Vecchio per il Polo della Salute, ok dalla Cina per fusione con Essilor.

Nella classifica globale dei Top 100 si segnalano inoltre le performance positive di:  

  • Alberto Nagel, AD di Mediobanca, che passa dalla posizione 40 alla 32 con un punteggio di 48,21 (+2,64) grazie a semestrale positiva e acquisizioni in vista.
  • Marco Morelli, AD di Mps, che guadagna 11 posizioni arrivando alla 57sima con 43,59 punti (+2,21) grazie ai risultati semestrali positivi dell’Istituto (ritorno in utile e crescita del credito erogato).

Nuovi manager entrano in classifica:

Mike Manley, nuovo AD di FCA, entra in 26sima posizione con 48,75 punti: il manager ha un’immagine positiva in rete che per il momento coincide con il merito di aver portato al successo il marchio Jeep e naturalmente con la grande esposizione mediatica per essere stato scelto come successore di Marchionne

Gianfranco Battisti, nuovo AD di Ferrovie dello Stato, in posizione 47 con 44,84 punti.

Micaela Le Divelec Lemmi (nuovo AD di Ferragamo) alla posizione 61 con 42,89.

Gianluigi Vittorio Castelli (nuovo Presidente di Ferrovie) alla posizione 63 con 41,28.

Fabrizio Palermo (nuovo AD Cassa Depositi e Prestiti) alla posizione 71 con 40,20.

Louis Camilleri (nuovo AD di Ferrari) alla posizione 82 con 37,85.

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Watson Explorer analizza il Festival di Sanremo https://www.datamanager.it/2018/02/watson-explorer-analizza-festival-sanremo/ Mon, 05 Feb 2018 15:27:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140363 Ormai il conto alla rovescia è cominciato per il sessantottesimo Festival di Sanremo che si svolgerà dal 6 al 10 febbraio 2018: uno tra gli appuntamenti musicali e d’intrattenimento più amato dal popolo italiano e non solo, considerando il grande numero di telespettatori oltre confine. Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, la piattaforma IBM […]

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Ormai il conto alla rovescia è cominciato per il sessantottesimo Festival di Sanremo che si svolgerà dal 6 al 10 febbraio 2018: uno tra gli appuntamenti musicali e d’intrattenimento più amato dal popolo italiano e non solo, considerando il grande numero di telespettatori oltre confine.

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, la piattaforma IBM Watson Explorer di analisi cognitiva dei contenuti torna a Sanremo 2018. Durante le cinque giornate del festival Watson Explorer metterà in luce il sentimento della rete per intercettare le preferenze del pubblico non solo rispetto agli artisti e alle canzoni in gara ma anche ai look, ai trend e agli abiti che sfileranno sul palco dell’Ariston. In sintesi, Watson Explorer ci offrirà una fotografia di ciò che i telespettatori esprimeranno sui social, le loro impressioni e i loro gusti.

IBM Watson Explorer si basa sul machine learning e sul linguaggio naturale per la formulazione di domande e quesiti in modo da consentire alle organizzazioni di analizzare e interpretare qualunque tipologia di dati, sia strutturati che non strutturati. In questo caso verranno presi in considerazione i canali social, utilizzati dal pubblico per condividere le proprie preferenze.

Cuore di questa analisi è l’interpretazione del linguaggio naturale che consente di andare oltre la semplice sentiment analysis per cogliere aspetti più complessi delle conversazioni social come, ad esempio, le emozioni. In particolare, verranno analizzati da Watson i testi delle canzoni che hanno vinto le edizioni passate del festival e di quelle in gara quest’anno, con l’obiettivo di mettere in evidenza le diverse emozioni che suscitano.

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DSquare e People Power: i nuovi servizi di Clariter per l’azienda digitale https://www.datamanager.it/2017/06/dsquare-people-power-nuovi-servizi-clariter-lazienda-digitale/ Fri, 16 Jun 2017 13:14:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126905 Clariter, azienda specializzata nella Software Quality, estende i propri servizi per consentire alle aziende di offrire una customer experience ottimale end to end Clariter, azienda con un’offerta consolidata nei servizi di testing e software quality con il prodotto di punta IQZone, estende i propri servizi con DSquare e People Power grazie ai quali le aziende potranno sfruttare […]

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Clariter, azienda specializzata nella Software Quality, estende i propri servizi per consentire alle aziende di offrire una customer experience ottimale end to end

Clariter, azienda con un’offerta consolidata nei servizi di testing e software quality con il prodotto di punta IQZone, estende i propri servizi con DSquare e People Power grazie ai quali le aziende potranno sfruttare il potere dei Social per rafforzare e tutelare la propria brand reputation garantendo al cliente una migliore customer experience.

Grazie alle nuove funzionalità offerte, Clariter sarà in grado di affiancare le aziende per cui la Customer Centrity e la User Experience rappresentano leve strategiche per accrescere e consolidare il posizionamento competitivo. Con DSquare e People Power per le aziende sarà possibile aumentare in modo misurabile ed efficace la reputazione dei prodotti.

DSquare attraverso un motore di Big Data che abilita il Social listening e la Sentiment Analysis consente di attuare un monitoraggio continuo della rete per avere un feedback continuo ed intercettare immediatamente eventuali insoddisfazioni dei clienti. Inoltre, attraverso il crowdvoting è possibile far leva su una community opportunamente segmentata attraverso cui alimentare il fenomeno del passaparola (Word of Mouth) per aumentare la reputazione online dei prodotti e dei servizi aziendali e migliorare il livello di engagement sui social.

People Power consente di coprire la fase successiva all’acquisto, attraverso un innovativo servizio di crowdsupport, basato su una community di persone con diverso livello di esperienza in grado di assistere e risolvere le problematiche dei clienti. Il servizio agisce contemporaneamente su due fronti: un monitoraggio continuo dei canali social e delle discussioni su siti web, forum, blog, in un processo circolare e H24 di acquisizione delle informazioni, e la risoluzione delle problematiche in modo proattivo, con la possibilità per le aziende di affiancarlo al proprio Customer support interno.

Le aziende devono soddisfare le esigenze di consumatori sempre più digitali e omnichannel: il 41% degli italiani accede a servizi di informazione online o mobile, il 32% acquista prodotti e servizi sul Web e il 20% sul proprio smartphone. La reputazione di un brand è strettamente legata alla soddisfazione dei clienti lungo tutto il customer journey, che non si esaurisce nell’acquisto. Ciò implica la capacità dell’azienda di ascoltare i propri clienti e di mettere in campo le azioni necessarie per massimizzare l’esperienza del cliente.

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Dati, business intelligence e analytics. La vera linfa vitale per la sopravvivenza nel mercato https://www.datamanager.it/2017/04/dati-business-intelligence-analytics-la-vera-linfa-vitale-la-sopravvivenza-nel-mercato/ Tue, 11 Apr 2017 12:07:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122802 Data strategy e business strategy. L’esigenza di capire veramente ogni cliente è diventata fondamentale per la sopravvivenza delle aziende. E la ragione è molto semplice: ora comandano i clienti Siamo quasi a metà del 2017 e mai titolo di libro fu più appropriato, anche se pubblicato dieci anni fa. Si tratta di “Competing on Analytics, […]

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Data strategy e business strategy. L’esigenza di capire veramente ogni cliente è diventata fondamentale per la sopravvivenza delle aziende. E la ragione è molto semplice: ora comandano i clienti

Siamo quasi a metà del 2017 e mai titolo di libro fu più appropriato, anche se pubblicato dieci anni fa. Si tratta di “Competing on Analytics, the New Science of Winning”, di Jeanne G. Harris e Thomas H. Davenport. Senza dubbio competere sugli analytics è un tema al centro della strategia di business di quasi tutte le aziende che cercano di sopravvivere nel medio-lungo termine. Dalla mia personale esperienza, direi che avere una vista unica sul cliente e rispettare la privacy dei dati sono le due priorità in quasi tutti i settori in Europa. La privacy è dominata dal regolamento GDPR, General Data Privacy Regulation, che sarà applicabile in ogni paese membro a partire dal maggio 2018, cioè tra poco più di un anno. Non sorprenderà quindi sapere che molte aziende stanno rivedendo le loro priorità per arrivare a essere in regola in tempo. La governance dei dati nell’area dell’Unione europea sarà dominata dal GDPR da qui a maggio 2018, principalmente per quanto riguarda le informazioni di identificazione personale (PII, Personal Identifiable Information), che concernono in primo luogo i clienti e i dipendenti.

L’esigenza di capire veramente ogni cliente è diventata fondamentale per la sopravvivenza delle aziende per una ragione molto semplice: ora comandano i clienti. I device mobili, Internet, i motori di ricerca, i social e i siti web di recensioni hanno reso onnipotenti i clienti, anche quelli potenziali, che possono facilmente trovare prodotti e servizi concorrenti a quello che offre una determinata azienda, e possono anche confrontare facilmente offerte alternative e verificarne la qualità. E possono farlo anche quando sono in giro: oggi, è facilissimo per i clienti guardarsi attorno ed essere ben informati prima di acquistare. E davvero non fa differenza se è B2C o B2B. Il potere che i clienti hanno a portata di mano è enorme.

Il mondo digitale non ha pietà

Quindi, se ci si sta basando unicamente sulla “buona fede” per mantenere i clienti, semplicemente perché hanno comprato da noi in passato, allora probabilmente ci si prospetta un brusco risveglio. Il mondo digitale non ha pietà: ha fornito la reperibilità, la convenienza, la rapidità e l’automazione. Ma la fedeltà è diventata a buon mercato, e i clienti se ne andranno se trovano un prodotto o un servizio migliore altrove: la lotta per la sopravvivenza non è mai stata così serrata.

Le aziende devono quindi fare quanto in loro potere per competere, tramite una conoscenza più approfondita dei loro clienti: hanno bisogno di una vista unica su ogni singolo cliente. L’aspettativa dei clienti è che l’azienda abbia una conoscenza comune su di loro sempre aggiornata in tempo reale e su tutti i canali, e che sia in grado di offrire a ciascuno di loro prodotti e servizi personalizzati. Per inciso, sembra strano che sto scrivendo qui circa la necessità di una vista unica del cliente, quando posso ricordare di aver usato la stessa identica espressione vent’anni fa, quando parlavo di realizzare un data warehouse.

Ma allora, cosa è cambiato?

La prima cosa da capire è che la creazione di una vista unica del cliente significa andare ben oltre lo storico delle transazioni dei clienti che potrebbero essere disponibili in un tipico data warehouse. Oggi, c’è bisogno di molto più di quello, perché del cliente occorre conoscere esigenze, desideri, intenzioni, opinioni, e anche i rapporti con le altre persone, i luoghi e le cose. Non solo: bisogna anche capire con chi interagiscono nei social network, chi sono gli influencer in ciascuno dei social network in cui sono, qual è il loro comportamento online e come si differenzia dagli altri clienti. Di più: bisogna comprendere come il cliente utilizza il prodotto, e come tutto questo cambia nel tempo, e bisogna creare profili arricchiti molto più completi, acquisendo e analizzando nuovi dati per ricavare insight diversi, e integrare ciò che si trova con quello che già si conosce. Inoltre, ogni profilo cliente “arricchito” ha bisogno di essere collegato a tutte le attività di marketing associate a tale cliente, in modo che sia possibile determinare se le campagne sono riuscite a mantenere e aumentare il valore, e a sviluppare la base clienti.


Come Costruire un #DataLake con @mikeferguson Roma, 2-3 maggio 2017 @techtran
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La business intelligence non basta

Ma tutto questo non si può fare solo con la BI: query e reporting non bastano. Servono gli analytics, per essere in grado di segmentare la base di clienti in maniera sensata, per prevedere il tasso di abbandono (il churn rate) e per tenere traccia delle modifiche nei livelli di tale tasso nel corso del tempo. È necessario essere in grado di prevedere gli acquisti al fine di promuovere marche specifiche e per fare le raccomandazioni giuste in tempo reale e in modalità batch, e per migliorare il valore per il cliente attraverso il cross-selling e l’up-selling. È necessario tenere traccia di ogni interazione con il cliente in tutti i canali nel corso del tempo, in modo che il cliente sia tenuto a conoscenza di tutti e tutto su base continuativa. È anche necessaria l’analytics dei testi per capire le opinioni, oltre all’analisi dei grafi per comprendere le relazioni e trovare influencer nei social network.

Se le aziende intendono seriamente far questo, allora i dati interni ed esterni devono essere acquisiti, puliti e integrati. I dati dei clienti non possono essere incoerenti. Se sono incoerenti in tutti i canali, allora come ci si può aspettare di fare cross-selling o up-selling con successo? La vista unica del cliente consiste nell’acquisire tutti i tipi di dati e sfruttare le analisi più adatte a ricavare i necessari insight: servono il machine learning, l’analisi dei testi, quella dei grafi e quella dei clickstream. Servono un rapido streaming dei dati su base continuativa e un’analisi in tempo reale per monitorare, prevedere e rispondere in modo agile. E c’è bisogno di fare questo in un mondo self-service dove le questioni di governance sono importanti e dove le regole sulla privacy e l’utilizzo dei dati sono rispettate.

Ma c’è anche bisogno di agilità

Con tutto questo lavoro da fare, bisogna liberare le persone che lavorano nel data warehousing tradizionale per spostarle a nuovi tipi di lavoro analitici. Sono passati quasi trent’anni dal primo paper sul data warehousing di Devlin e Murphy, del 1988. Sappiamo come realizzare i data warehouse e abbiamo introdotto maggiore agilità in loro, oltre ad averne automatizzato lo sviluppo. La progettazione di data vault e di data mart virtuali al posto di quelli fisici, e l’automazione del data warehouse sono tutti ormai necessari per migliorare l’agilità. Servono dati coerenti e affidabili di alta qualità in un mondo self-service. Non si tratta di un self-service gratuito per tutti. Dati coerenti su prodotti e servizi, preferenze di privacy dei clienti, preferenze di canale dei clienti, informazioni di contatto con i clienti, le relazioni sociali, i rapporti personali e aziendali: sono tutti necessari se vogliamo migliorare l’efficacia. Abbiamo anche bisogno di arricchire i dati dei clienti ricavando attributi aggiuntivi dai loro social media e dai siti web di tipo open government.

Oltre il data warehousing

C’è molto da fare per creare una singola vista del cliente. E va ben oltre il data warehousing. Non deve sorprendere che la sete di nuovi dati da analizzare sia aumentata moltissimo. Una crescita dei ricavi, che sia anche redditizia, dipende sempre più da nuovi dati e da nuove analisi per ottimizzare l’efficacia di marketing, vendite e attività di canale. Non ci resta che canalizzare questa energia ed entusiasmo in più progetti di analisi orientate al cliente, ma sempre con un occhio alla governance dei dati e alla conformità al GDPR. Bisogna infine aumentare gli investimenti negli analytics per fornire insight fruibili sui clienti a tutti i canali contemporaneamente, e integrare gli analytics negli strumenti e nelle applicazioni di business intelligence.


Mike Ferguson

Managing director di Intelligent Business Strategies Ltd. Analista e consulente, specializzato in Business Intelligence ed Enterprise Business Integration. Con oltre trenta anni di esperienza in ambito IT, ha collaborato per importanti aziende in materia di BI, Enterprise Architecture, Business Process Integration, Application Integration e Data Integration. Speaker in numerosi eventi e seminari in tutto il mondo, è anche autore di molti articoli tecnici. Mike Ferguson sarà il chairman della Conferenza di Technology Transfer “International Data, Business Intelligence e Analytics Conference: Costruire la Data Driven Smart Enterprise” il 22-23 giugno 2017. Presenterà inoltre i seminari “Costruire un Enterprise Data Lake” il 2-3 maggio 2017, “Predictive e Advanced Analytics” il 4-5 maggio 2017, “Big Data e Analytics: dalla strategia all’implementazione” il 5-6 giugno 2017 e “Enterprise Data Governance e Master Data Management” il 7-8 giugno 2017.

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La sfida del marketing integrato https://www.datamanager.it/2015/06/la-sfida-del-marketing-integrato/ Tue, 23 Jun 2015 15:08:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76366 Il marketing deve gestire consumatori digitali, multicanali, “infedeli” e sempre più social. Grazie agli analytics si può conoscere tutto del cliente: abitudini, comportamenti e perfino le reti di relazioni  Il marketing sta vivendo da tempo enormi cambiamenti: il consumatore sta diventando sempre meno fisico e sempre più digitale, così che le imprese sono impegnate a […]

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Il marketing deve gestire consumatori digitali, multicanali, “infedeli” e sempre più social. Grazie agli analytics si può conoscere tutto del cliente: abitudini, comportamenti e perfino le reti di relazioni 

Il marketing sta vivendo da tempo enormi cambiamenti: il consumatore sta diventando sempre meno fisico e sempre più digitale, così che le imprese sono impegnate a gestire da un lato gli store fisici, i carrelli, le campagne, le promozioni, dall’altro devono fronteggiare le nuove sfide dei clienti multicanale, delle vendite online, dell’ipercompetizione, dei margini sempre più ridotti e dei clienti sempre meno “fedeli”. è indispensabile un approccio integrato e analitico al marketing perché in questo passaggio, dalle vendite face-to-face, alla contact generation fino al mobile marketing, il potere si sta gradualmente spostando verso i consumatori. Questo cambiamento richiede la capacità di avere una visione unica dell’esperienza del cliente e delle sue attività su web e negli store fisici, dei processi operativi e dei modelli di business.


#Marketing #analytics Mercato in rapida crescita secondo @IDCItaly
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«In tema di marketing, il mondo del largo consumo sta affrontando una vera e propria rivoluzione epocale» – spiega Maurizio Cardillo, presales manager Sage ERP X3 di Gruppo Formula.«I consumatori – che per le aziende del largo consumo sono i clienti dei propri clienti, anche se in modo differenziato per età e geografia – stanno radicalmente cambiando il modo di pianificare ed eseguire i propri acquisti. La multicanalità è il principale dei paradigmi. Nielsen li chiama “smart shopper”: guardano, confrontano, scelgono i prodotti da acquistare attraverso i molteplici strumenti a loro disposizione. Un aspetto ancora più importante è che “valutano” i prodotti di loro interesse. Le pagine visitate, i “like” o la valutazione dettagliata di pregi e difetti considerati, dovranno essere la fonte principale di ispirazione per coloro che studiano e propongono un’offerta di prodotti al mercato. Una grandissima sfida, con un’imponente massa di informazioni da analizzare in brevissimo tempo ma, soprattutto, un nuovo modo di ragionare per chi fa marketing». Le imprese sono impegnate a fidelizzare i clienti e a ridurre il rischio di abbandono della propria customer base. In questo senso, l’utilizzo della business intelligence permette di anticipare le tendenze sociali, geopolitiche, culturali dei mercati di riferimento. Insomma, le aziende si tengono bene stretti i propri clienti, e non solo: grazie alla fidelizzazione, spesso sui social network, nelle community dove operano, i clienti si trasformano in veri e propri ambasciatori del valore di brand presso altri consumatori.


#Marketing #analytics Maurizio Cardillo @GruppoFormula smart shopper e multicanalità
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Il mercato secondo IDC

Gli strumenti software utilizzati per le attività di marketing hanno diverse funzioni. IDC suddivide il mercato in quattro macro-categorie: sistemi per l’interazione, sistemi per la produzione e la gestione di contenuti, analytics, sistemi per la gestione e l’amministrazione. I sistemi per l’interazione hanno il compito primario di comunicare al mercato e gestire il dialogo digitale. Comprendono, tra le altre, soluzioni per l’advertising (per gestire e ottimizzare gli annunci web, mobile e offline), per il commercio digitale (come le piattaforme di e-commerce, il merchandising, i punti vendita mobile), per il direct marketing (marketing automation, email marketing, telemarketing, direct mail, SMS/text marketing, sviluppo di app per il mobile), per i siti web (gestione del web content, web mobile, SEO, video, chat, portali, gestione dei tag), per il social monitoring e l’editoria (interazione con le community, con gli influenzatori, i concorrenti, i partner, i prospect, i clienti su una vasta gamma di argomenti trend e di canali social). I sistemi per la produzione e la gestione di contenuti di marketing comprendono strumenti per la creazione e la pubblicazione, sistemi di gestione dei contenuti (CMS), digital asset management, gestione dei documenti, analisi dei contenuti e portali interni. I sistemi per la gestione e l’amministrazione hanno la funzione di fornire le infrastrutture per le comunicazioni interne, i workflow, il budgeting e il monitoraggio della spesa. Comprendono la gestione delle risorse di marketing, collaboration, enterprise social networks e project management. Gli analytics hanno la funzione di conservare e produrre insight dai dati sui clienti, sui sistemi operativi e finanziari: comprendono BI, analisi predittiva, sociale e web. Secondo IDC, questo mercato crescerà dai circa 20,2 miliardi di dollari dello scorso anno a oltre 32,3 miliardi di dollari del 2018. Sarà uno dei settori in più rapida crescita dell’high-tech, con un tasso di crescita annuo composto del 12,4%. Nel complesso, quindi, nel quinquennio 2014-2018 le aziende spenderanno circa 130 miliardi di dollari in software per i dipartimenti di marketing. Le organizzazioni di marketing spendono direttamente più del 60% di questi importi, e le organizzazioni IT aziendali gestiscono il resto.


#Marketing #analytics Francesco Stolfo @ToolsGroupItaly Conoscere il cliente a 360 gradi
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Conoscere il cliente a 360 gradi

La forte crescita della spesa IT per il marketing appare quasi naturale: non avere gli strumenti per monitorare tutti gli aspetti del ciclo di vita del cliente significa perdere opportunità di guadagno. Avere una visione globale del cliente è un aspetto fondamentale per chi opera nel marketing e nelle vendite. è indispensabile, innanzitutto, gestire correttamente e completamente il rapporto one-to-one con il cliente, per migliorare l’interazione e riuscire a farlo sentire un interlocutore e non un bersaglio. Molto utilizzati, i programmi di loyalty, che servono a individuare il reale profilo del cliente e a indirizzare la giusta strategia di dialogo. Il profilo del cliente può essere anche arricchito con informazioni online e offline grazie alle soluzioni di social enabled marketing e di sentiment analysis, che permettono di “ascoltare” i pareri espressi nei social network dai consumatori, sempre con lo scopo di migliorare l’offerta e rendere più precisa ed efficace la strategia di marketing. Tutti gli strumenti tecnologici a disposizione come l’analisi dei social media e il web-tracking aiutano le aziende anche a creare un patrimonio informativo su prodotti, concorrenza e mercati: il marketing di oggi non si basa più sul proverbiale “fiuto per gli affari” o le intuizioni, ma su una profonda conoscenza analitica e strutturata. Per Francesco Stolfo, partner & sales director di ToolsGroup Italy, la sfida è quella di saper sfruttare i dati a disposizione per capire i meccanismi che generano l’interesse del potenziale cliente così da modificare in modo strutturato la strategia go-to-market (rivedendo prodotto, offerta, prezzo, livello di servizio, promozioni, ecc.). «Questo tema è potenzialmente di interesse per la maggioranza delle aziende con le quali lavoriamo e che sono, soprattutto, produttori e distributori di beni e di servizi che usano strategie di vendita multi-channel. I dati sono tantissimi (in genere sono già disponibili in azienda o sono facilmente recuperabili attraverso canali esterni), spesso però non sono strutturati, sono incompleti e i fenomeni da analizzare sono caratterizzati da un significativo numero di variabili (condizioni al contorno) delle quali non conosciamo a priori la reale importanza. Per risolvere queste diverse complessità abbiamo realizzato degli strumenti ad hoc che sfruttano la nostra tecnologia ToolsGroup e la tecnologia che ci ha messo a disposizione il nostro partner americano Rulex Inc. I benefici sono: classificazione più efficace del mercato in relazione all’offerta, maggior sfruttamento del parco clienti, investimenti promozionali e di advertising maggiormente mirati alle reali strategie di vendita».


#Marketing #analytics Mauro Tuvo @seiconsulting La gestione del customer journey nel finance
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La potenza degli analytics

Analizzando con precisione ogni interazione con il cliente, gli analytics permettono lo sfruttamento ottimale dei dati e quindi di formulare l’offerta migliore, per ogni situazione, nel momento più opportuno.

Innanzitutto, gli analytics sono usati per raccogliere e sfruttare informazioni sul comportamento dei consumatori provenienti dalle principali fonti di traffico dati sia per identificare opportunità di acquisizione di nuovi clienti sia per generare alert personalizzati per i clienti attuali.  Con gli analytics si compiono anche analisi predittive sulla mole di dati archiviata, per anticipare il comportamento dei singoli clienti, per identificare l’azione più appropriata per ogni cliente, per segmentare i clienti e ottimizzare le campagne. Questi strumenti permettono di avere una visione completa sulle performance delle proprie iniziative: le campagne di marketing possono essere seguite passo dopo passo, monitorando con precisione quello che funziona, e identificando ciò che invece è possibile migliorare. è quindi possibile ridurre in modo significativo sia i costi di marketing sia quelli delle campagne perché vengono eliminate le inefficienze, e viene invece favorita la maggiore collaborazione tra diversi reparti, funzioni e partner esterni. Inoltre, gli analytics permettono di creare con facilità degli scenari ipotetici, per studiare come variazioni delle ipotesi e dei vincoli di business influiscano sui risultati.


#Marketing #analytics Angelo Cian Zucchetti @ZucchettiSpa Soluzioni di BI e CRM integrate
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Rubando lo slogan a un vendor del settore, gli analytics permettono costi ridotti, ROI più elevato, e clienti felici e più redditizi. Gli analytics sono utilizzati anche nello sviluppo e nell’aggiornamento delle piattaforme di e-commerce: l’utilizzo dei web analytics fornisce non solo dati concreti sulla modalità di navigazione online dei clienti, ma permette di potenziare il design dell’interfaccia utente per migliorare il contenuto e la gestione delle offerte. Anche il settore finance è sempre più attento alle soluzioni di ingegneria delle informazioni, come spiega Mauro Tuvo, principal consultant information management di System Evolution. «La nostra azienda opera principalmente nel mercato dei servizi finanziari. La gestione multicanale della relazione con il cliente è per le banche e le assicurazioni un fatto consolidato. Lo è sempre più anche la visione integrata di questa relazione sia dal punto di vista dei singoli eventi di contatto sia per quanto riguarda la gestione del customer journey, e dell’intera esperienza di relazione percorsa dal cliente (o meglio con il cliente) rispetto a una specifica campagna o all’accesso a un particolare servizio. Per esempio, le soluzioni di customer analytics supportano i nostri clienti in tutte le fasi di gestione di una campagna multicanale, a partire dall’identificazione del target, dal punto di vista della identificazione di opportunità di cross-selling, della valutazione della redemption, del presidio dei rischi. Quest’ultimo aspetto, specifico del mercato finance, ha acquisito in questi ultimi anni una crescente rilevanza. Come sempre nel nostro approccio all’ingegneria delle informazioni, poniamo grande attenzione alla completezza e all’affidabilità dei dati, condizione necessaria a un impiego efficace delle tecniche di analisi. Il settore dei servizi finanziari è particolarmente disponibile a prevedere specifici presidi di data quality, con conseguenze positive anche sulla efficacia delle campagne». Ma i big data? «Molti nostri clienti – risponde Tuvo – sono usciti o stanno uscendo dalla fase sperimentale per intraprendere un percorso più maturo, con conseguenze non solo sulle tecnologie, ma anche sulle opportunità di applicazione e sui modelli di gestione e governo dei dati. Ma siamo solo all’inizio». I big data non sono solo un mezzo per accrescere la customer experience, oggi, permettono alle aziende di sfruttare le informazioni come fonte incrementale di revenue. L’intelligence sul cliente è un nuovo tipo di moneta che apre la strada a nuovi modelli di business. Esistono molteplici tipologie di data monetization e in molti settori, che si basano sulla rivendita di intelligence creata incrociando anagrafiche e attitudini comportamentali dei clienti, arricchite magari dalla ricostruzione delle reti di relazioni sociali.


#analytics Gianluca Panini @briefing_srl Più intelligence nel Fashion @AlteaSpA @SAPItalia
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I settori di utilizzo

Questi strumenti sono utilizzati da aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni. «Le imprese più sensibili su questo tema sono sicuramente quelle che hanno un notevole bacino di utenza tra clienti e potenziali» –spiega Angelo Cian, responsabile soluzioni di business intelligence in Zucchetti. «Si tratta di compagnie telefoniche, banche e assicurazioni, grande distribuzione. Ma stiamo riscontrando un aumento di interesse anche nelle aziende di piccole e medie dimensioni: esse, infatti, proprio perché hanno un budget più limitato per il marketing, hanno sempre più la necessità di misurare il ROI delle loro campagne. Mediante gli analytics, i direttori marketing possono capire – per esempio – quale iniziativa ha dato maggiori risultati tra gli annunci sponsorizzati sui motori di ricerca, una campagna di email marketing, la presenza pubblicitaria sui social media e così via. Non solo. Essi sono molto utili per ottimizzare e incrementare il rendimento delle campagne già attive, in quanto forniscono costantemente elementi utili per conoscere il comportamento dell’utente finale rispetto alle ‘sollecitazioni’ del marketing. Per ottenere dei risultati utili in questo campo è importante soprattutto avere un sistema informativo con soluzioni di BI e CRM integrate tra loro ed è quello che Zucchetti ha creato con le “Infinity Analitycs”, che si innestano direttamente sulle varie applicazioni aziendali estrapolando le informazioni di interesse in modo facile e veloce». L’attenzione del mondo finance si registra anche nel settore del fashion retail, come ci fa notare Gianluca Panini, sales director di Briefing, azienda che fa parte di Altea Federation. «Tra le esperienze progettuali di Briefing ne ricordiamo alcune che hanno coinvolto le aziende che operano nel mondo del fashion italiano, dove abbiamo realizzato, ad esempio, progetti di soluzioni mobile SAP CRM Retail Execution a supporto della forza vendita. Le attività di rilevazione presso gli store sul posizionamento e l’offerta dei prodotti competitor del cliente sono state utilissime per analizzare una serie di dati molto preziosi per il marketing e le vendite. Grazie agli strumenti di reporting analitico, incrociando tali informazioni con i dati di mercato, siamo riusciti a ottenere un quadro più approfondito della concorrenza così da definire specifiche azioni di marketing, mirate e più efficaci. Un caso trasversale a diversi settori riguarda il CRM marketing con lo studio dell’efficacia di una campagna di mailing. Anche qui le funzioni di report analitico sono servite per dare un senso alla numerosità delle risposte non solo sotto il punto di vista quantitativo, ma anche di cluster, potendo costruire categorie di errore ben precise, connesse a eventi unici come la non ricezione dovuta a un indirizzo e-mail errato, a un server non raggiungibile o all’impostazione della notifica “out of office”. Tutto ciò, con l’ottica di avere un database clienti sempre attenibile e di qualità, fondamentale per portare avanti processi di business corretti».

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Musei Index: cultura e Big Data https://www.datamanager.it/2014/12/musei-index-cultura-big-data/ Tue, 16 Dec 2014 15:13:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66941 Expert System: presentata la prima ricerca incentrata sull’analisi dei Big Data in ambito culturale “Musei Index: cultura e Big Data” Sociometrica ha presentato oggi, insieme a Mecenate 90, i risultati del primo “Museo Index: cultura e Big Data”, un rapporto sulla percezione dei 15 principali luoghi culturali italiani, basato sull’analisi semantica delle opinioni espresse dai […]

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Expert System: presentata la prima ricerca incentrata sull’analisi dei Big Data in ambito culturale “Musei Index: cultura e Big Data”

Sociometrica ha presentato oggi, insieme a Mecenate 90, i risultati del primo “Museo Index: cultura e Big Data”, un rapporto sulla percezione dei 15 principali luoghi culturali italiani, basato sull’analisi semantica delle opinioni espresse dai visitatori sui social media. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con Expert System, leader in tecnologia semantica per la gestione delle informazioni.

La rivoluzione digitale cambia i percorsi di scelta rispetto ai luoghi della cultura e crea un’immensa disponibilità di dati che possono essere utilizzati per capire meglio i comportamenti dei visitatori, oltre che per conoscere il loro pensiero su ciò che nella visita crea emozione o delusione.

La ricerca “Museo Index: cultura e Big Data” è il primo esempio in assoluto in Italia, e uno dei pochi in campo internazionale, in cui viene impiegata l’analisi semantica per studiare le valutazioni e le preferenze di visitatori dei musei e delle aree archeologiche. Sociometrica, utilizzando la tecnologia Cogito di Expert System, ha analizzato 89.520 valutazioni, tutte in lingua inglese, espresse sui social media, di persone che hanno visitato musei o aree archeologiche del nostro paese.

Cogito ha permesso: di sintetizzare in concetti-chiave commenti non strutturati, perché ogni persona sui social media parla di ciò che ritiene più importante, senza filtri e con le parole che preferisce; di dare un valore al sentiment e alle emozioni dopo la visita al museo; di ottenere valutazioni sintetiche per ogni museo e area archeologica, su una scala da 0 a 100; per convenzione la soddisfazione piena si ottiene sopra la soglia dei 75 punti, quella sufficiente si ottiene sopra i 50 punti.

I principali risultati dell’analisi

– il sentiment migliore dei visitatori vede al primo posto la Reggia di Venaria di Torino, con 90 punti, seguita dal Museo Egizio anch’esso di Torino, con 84 punti, al terzo posto il Museo Guggenheim di Venezia con 81 punti. Gli altri musei e aree archeologiche sopra la soglia dei 75 punti sono le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera, a Milano e gli scavi archeologici di Ercolano;

– la notorietà dei luoghi turistici italiani si concentra sul Colosseo e su Pompei, con una certa presenza anche per i più famosi musei romani, fiorentini e veneziani, mentre su tutto il resto la quantità di commenti è minima;

– i problemi fondamentali dei musei e dei luoghi archeologici italiani, secondo la percezione degli ospiti stranieri, sono la qualità organizzativa, il costo eccessivo dei biglietti e il contesto sociale negativo, nei casi di Pompei, del Museo di Capodimonte di Napoli, della Reggia di Caserta, e in parte del Colosseo;

– l’esperienza di visita in un museo è unitaria, perciò incidono molti fattori: dalla qualità delle opere al loro display; dalla quantità di informazioni disponibili all’organizzazione degli ingressi; dall’empatia (talvolta non sufficiente) di chi ci lavora alla disponibilità dei trasporti; dal clima sociale dell’ambiente alla qualità dei servizi ausiliari.

I concetti positivi riferiti ai musei sono un generale apprezzamento (good), la grandezza/magnificenza dei luoghi (great), la godibilità della visita (enjoy). I principali concetti negativi si riferiscono all’organizzazione dei musei, ai tempi d’attesa e all’affollamento. Ci sono poi critiche per i prezzi d’ingresso giudicati spesso eccessivi e, raramente, per il malcontento associato all’esperienza della visita culturale (aggressività di venditori, pericolo di furti e borseggi e, talvolta, i modi grezzi nei confronti dei visitatori).

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Grandi dati, grandi informazioni? https://www.datamanager.it/2014/07/grandi-dati-grandi-informazioni/ Fri, 11 Jul 2014 09:00:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57879 I big data rappresentano la sfida che può cambiare il modo di fare business, analizzare il rischio e comprendere il funzionamento dei mercati. Ma attenzione alla privacy e alla performance Di Francesco Bellini, presidente del Comitato Tecnico ICT di ANDAF e senior partner Eurokleis I recenti andamenti dei mercati finanziari internazionali, a partire dalla crescita […]

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I big data rappresentano la sfida che può cambiare il modo di fare business, analizzare il rischio e comprendere il funzionamento dei mercati. Ma attenzione alla privacy e alla performance

Di Francesco Bellini, presidente del Comitato Tecnico ICT di ANDAF e senior partner Eurokleis

I recenti andamenti dei mercati finanziari internazionali, a partire dalla crescita e scoppio delle bolle dei primi anni del decennio passato fino alle più recenti crisi finanziarie, hanno stimolato la comunità accademica e i maggiori esperti e commentatori economico-finanziari a rivedere sostanzialmente le basi teoriche su cui, per decenni, sono state poste le fondamenta dei sistemi finanziari globali. In particolare, è tutt’ora in corso una profonda revisione della nota Ipotesi di Mercato Efficiente (Efficient Market Hypothesis) sviluppata da Eugene Fama nel 1970. Tale teoria afferma che i mercati sono, dal punto di vista informativo, efficienti secondo diversi livelli: efficienza in forma debole, semi-forte e forte. In sostanza, senza voler entrare nei dettagli della teoria, si afferma che tutta l’informazione (pubblica) disponibile sul mercato è immediatamente riflessa nei prezzi azionari che sono, quindi, rappresentazione corretta e realistica del valore intrinseco dell’azienda quotata. Corollario a tale teoria è l’impossibilità di ottenere lecitamente, costantemente e per lunghi periodi, extra rendimenti rispetto alle performance di mercato. Di conseguenza, tale allineamento tra correttezza intrinseca dei valori azionari ed efficienza dei mercati postula l’impossibilità di vedere nascere e poi crescere fenomeni come bolle speculative endogene fino ad arrivare allo scoppio di tali bolle, dovuto a un repentino riallineamento dei valori, precedentemente gonfiati, a un livello maggiormente ancorato ai fondamentali delle aziende. Ma la realizzazione empirica di fenomeni non previsti a livello teorico sta portando gran parte degli esperti a rivedere la supposta razionalità dei mercati nell’ottica di accettazione delle imperfezioni insite negli stessi, della limitata razionalità degli agenti economici e del ruolo dei dati, talvolta apparentemente non correlati, nella determinazione dei valori di mercato. Un recente filone è rappresentato dall’economia e finanza comportamentale, che attribuisce le imperfezioni dei mercati a una combinazione di distorsioni cognitive, eccessi di fiducia, reazioni eccessive, distorsioni informative e a ulteriori errori umani nelle analisi e nel processamento delle informazioni. Tra gli autori di notevole impatto in questa branca dell’economia finanziaria, devono essere inseriti i premi Nobel per l’economia Herbert Simon (1978) e Daniel Kahneman (2002) per i loro lavori relativi, rispettivamente, alla ricerca nei processi decisionali all’interno delle organizzazioni economiche (coniando il termine di “bounded rationality”) e alla “teoria del prospetto” (Prospect Theory) che analizza come, durante reali processi decisionali in campo economico e finanziario, si possa incorrere nell’inversione tra avversione al rischio e ricerca del rischio.

Modellizzare l’imperfezione

Se la finanza comportamentale analizza i comportamenti umani al fine di riconoscere, studiare e proporre soluzioni ai comportamenti “anomali” distorsivi degli agenti economici, per un attore del sistema economico-finanziario, dal punto di vista analitico è più importante riuscire a modellizzare l’imperfezione insita del mercato per tenerla debitamente in considerazione nel momento in cui deve effettuare analisi previsionali nel breve, medio e lungo termine. Ma non solo devono essere considerate le distorsioni comportamentali prese a sé stanti, ma anche gli eccessi di reazione o di fiducia e le distorsioni informative devono essere analizzate con la stessa dovizia di attenzione. Ai sempre più frequenti comunicati stampa e rapporti ufficiali rilasciati dalle società quotate, dalle società che gestiscono i mercati e dai maggiori analisti finanziari e news provider, si sono aggiunti negli ultimissimi anni gli strumenti di comunicazione basati sulle tecnologie Internet e del web. Il recente massiccio incremento delle informazioni disponibili sui mercati è dovuto, in gran parte, alla diffusione sempre più capillare dei social media (come Twitter e Facebook) che riportano la stessa notizia originale, aggiungendo significati, reazioni nonché analisi che non fanno altro che aumentare la complessità dell’universo informativo. Se da una parte, come dimostrato in diverse ricerche e articoli scientifici, l’impatto dell’informazione sui valori azionari e sui comportamenti degli investitori non è neutro, dall’altra parte emerge il problema di come un analista finanziario possa considerare l’intero universo informativo e utilizzare le informazioni al fine di costruirne un modello utile a fornire previsioni accurate e corrette dell’andamento dei prezzi azionari (e in generale degli strumenti finanziari).

Sentiment analysis

Un ruolo sempre può importante, sui mercati finanziari e non solo, viene quindi ricoperto dalle tecniche volte a svelare il sentiment, sia questo dei trader finanziari rispetto a un titolo o dei clienti rispetto a un prodotto di un’azienda. La sentiment analysis fonda le sue basi su solidi metodi nati nel settore scientifico del Natural Language Processing accompagnati e integrati con metodi e modelli di intelligenza artificiale con l’obiettivo di costruire degli indici derivanti dall’analisi lessicale e semantica su base statistica delle informazioni reperibili sul cosiddetto Web 2.0 (si veda, ad esempio il progetto TrendMiner[1]). E qui, si innesta il ruolo degli strumenti di business intelligence di nuova generazione e della capacità di analizzare i big data generati – da un lato – dallo sviluppo dei social media che alimentano un flusso crescente di informazioni, di norma destrutturate, di natura colloquiale in cui vengono aggiunti commenti brevi e spesso rumorosi (dovuta a errori ortografici) e – dall’altro – dalla sempre maggiore disponibilità di banche dati strutturate, pubbliche o private, sempre più disponibili in modalità aperta (open data). La natura sfumata e difficilmente modellizzabile dei flussi provenienti dai social media pone le basi per approcciare la materia del content analytics in modo nuovo e interdisciplinare per cui già i maggiori player stanno investendo su queste tecnologie. Entro il 2015, Gartner[2] prevede che oltre il 30% dei progetti di analisi dei dati fornirà degli approfondimenti e conoscenza basati su dati non strutturati e l’85% delle top organisation di Fortune 500 richiederà progetti di analisi dei big data. La capacità di utilizzare i big data sta diventando quindi essenziale, non solo per comprendere i mercati finanziari, ma anche per implementare strategie di risk management, di marketing e fidelizzazione del cliente, individuare le frodi o studiare l’andamento dei fenomeni epidemici. Per questi motivi ci si attende che entro cinque anni i tools per social analytics, social media marketing platforms e text analytics saranno in grado di fornire i maggiori benefici.

La Commissione europea, già a partire dal settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo, e adesso in Horizon 2020, supporta lo sviluppo di tecnologie nel settore dei big data, definite dallo stesso commissario all’Agenda Digitale, Neelie Kroes, come una rivoluzione alla quale l’Unione europea vuole partecipare. Numerose iniziative sono in essere per arrivare a definire una strategia condivisa in ottica 2020 (per esempio la “Strategic Research and Innovation Agenda on Big Data Value[3]”).

Anche qui, di fronte a queste potenzialità e al crescente fermento intorno ai big data, c’è da verificare quali saranno le policy nazionali per favorirne l’uso e l’analisi (si pensi agli open data) e al contempo tutelare i cittadini rispetto alle problematiche di privacy e di affidabilità delle informazioni che potranno emergere.

[1] http://www.trendminer-project.eu/

[2] Hype Cycle for Content and Social Analytics, 2013, Gartner, 23.07.2013, http://www.gartner.com/document/2556115 ref=QuickSearch&sthkw=hype%20cycle%20for%20social%20analytics

[3] http://www.bigdatavalue.eu/index.php/news/57-public-consultation-on-the-big-data-value-strategic-research-and-innovation-agenda

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Sentiment Analysis: speech di Blogmeter e Celi al simposio di New York https://www.datamanager.it/news/sentiment-analysis-speech-di-blogmeter-e-celi-al-simposio-di-new-york-54409.html Fri, 07 Mar 2014 18:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/sentiment-analysis-speech-di-blogmeter-e-celi-al-simposio-di-new-york/ Vittorio Di Tomaso ha presentato un’analisi comparativa delle emozioni suscitate su Twitter da due popolari format come Masterchef e X Factor

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Vittorio Di Tomaso ha presentato un’analisi comparativa delle emozioni suscitate su Twitter da due popolari format come Masterchef e X Factor

“Sharing Emotions in Social Networks: Data Mining Tools for Sentiment Analysis of Audiences”. È questo il titolo dello speech che Vittorio Di Tomaso, Ceo e co-fondatore di Celi, azienda partner di Blogmeter, ha tenuto ieri al Sentiment Symposium di New York, il più importante convegno mondiale dedicato al tema della sentiment analysis. Un evento che per ricercatori e aziende costituisce un momento di confronto e di scoperta di nuove opportunità di business legate agli aspetti qualitativi del passaparola online su aziende, temi, prodotti e personaggi pubblici. Nel suo intervento Vittorio Di Tomaso ha presentato le potenzialità della sentiment analysis prendendo in considerazione opinioni positive e negative, ma anche nove emozioni (like, tristezza, gioia, rabbia, disgusto, amore, dislike, paura, stupore) espresse da audience diverse riguardo a un oggetto di analisi, come ad esempio un brand, e gli insights che emergono effettuando paragoni tra di esse grazie a strumenti statistici.

Come case history il fondatore di Celi ha scelto due popolari format televisivi (nella loro versione italiana) come X-Factor e Masterchef facendo leva sui lavori di Blogmeter dedicati ai programmi televisivi attraverso la strumento proprietario di “Social TV Meter”, che consente di analizzare programmi, episodi e personaggi televisivi sui social network. Del resto come azienda specializzata in multilingual technologies and text processing, Celi, che figura anche tra gli sponsor del Symposium, fornisce le tecnologie per il servizio di social media monitoring a Blogmeter, insieme alla quale ha partecipato all’evento. Dal paragone effettuato tra i due popolari format – che ha permesso di illustrare la corrispondenza tra episodi ed emozioni suscitate – sono emerse differenze significative: mentre l’audience di X-Factor esprime perlopiù like e dislike poiché può personalmente osservare le perfomance dei concorrenti e giudicarle, il pubblico di MasterChef reagisce principalmente con sensazioni riguardanti lo show e i protagonisti poiché non potendo assaggiare i piatti, giudicano il comportamento dei concorrenti.

 

La “sentiment analysis”

La “sentiment analysis” è una disciplina ancora giovane e complessa. Dal punto di vista accademico con questo termine si intende la misurazione automatica di alcune dimensioni espresse in un testo, quali l’opinione di un parlante in relazione a un determinato argomento, l’orientamento positivo o negativo di un intero documento, e ancora, il tipo di emozioni o stati d’animo rilevati. Le questioni al centro del dibattito sono molteplici: le misure automatiche del sentiment sono affidabili e utili per le aziende e le pubbliche amministrazioni? Quali sono i metodi di verifica dell’accuratezza dei sistemi automatici? È possibile identificare in modo automatico un messaggio ironico? Come si diffondono le emozioni nei social media? In Italia su questi temi si stanno misurando, oltre ad aziende come Celi, anche diversi centri di ricerca e università. L’interesse sta lievitando e infatti poco tempo fa è stata pubblicata la call di Evalita 2014 (“Evaluation of NLP and Speech Tools for Italian”) di Sentiment Polarity classification, cioè la prima gara aperta sull’italiano tra sistemi automatici, svolta con le stesse regole delle gare internazionali. Un evento che si svolgerà nei prossimi mesi con la partecipazione di ricercatori e aziende internazionali e che avrà al centro la classificazione automatica del sentiment.

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Almawave monitorerà il sentiment del web su Sanremo https://www.datamanager.it/news/almawave-monitorer-il-sentiment-del-web-su-sanremo-44127.html Thu, 07 Feb 2013 16:40:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/almawave-monitorera-il-sentiment-del-web-su-sanremo/ Almawave lancia “SocialWeb TV Sanremo 2013”, il primo monitoraggio del gradimento e dei trend sui social network riguardo a ciò che accade al Festival della Canzone. Per la prima volta in Italia, in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni, si realizzerà analisi qualitativa e non solo quantitativa dei tweet in occasione del Festival

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Almawave lancia “SocialWeb TV Sanremo 2013”, il primo monitoraggio del gradimento e dei trend sui social network riguardo a ciò che accade al Festival della Canzone. Per la prima volta in Italia, in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni, si realizzerà analisi qualitativa e non solo quantitativa dei tweet in occasione del Festival

Almawave, società di innovazione tecnologica del Gruppo AlmavivA, guidata da Valeria Sandei, lancia SocialWeb Sanremo 2013, un servizio in real time per monitorare il sentiment del web sull’evento Sanremo.

L’indagine, che si è avvalsa della Fondazione Ugo Bordoni per la parte ricerca e innovazione, ha lo scopo di fotografare il posizionamento qualitativo sul web della trasmissione televisiva più popolare in Italia, ed avvia una importante collaborazione per lo sviluppo di soluzioni altamente avanzate ed innovative in questo campo tra Almawave e la stessa Fondazione Bordoni.

Soluzione Irideaware per il web & social monitoring

Grazie alla propria soluzione di web & social monitoring Irideaware, Almawave è in grado di realizzare un sistema di monitoraggio, aggiornato in tempo reale, per l’analisi interattiva via web del posizionamento dei cantanti, dei conduttori e della trasmissione, utilizzando le informazioni di Twitter e Youtube in real time, con aggiornamenti orari integrati anche alla visione delle dinamiche sugli altri social network, come Facebook e G+.

È evidente infatti una decisa accelerazione della progressiva integrazione concettuale e operativa tra la TV – tradizionale schermo per guardare ciò che accade – e Twitter, secondo schermo, su cui commentare in tempo reale ciò che si vede in TV e sviluppare interazioni tra gli utenti in merito ai contenuti televisivi. Grazie a questa analisi su Sanremo è possibile cogliere il volume ed il trend nel tempo dei followers dei cantanti e dei conduttori, insieme al trend dei tweet che menzionano la trasmissione, oltre a identificare la rilevazione dei temi emergenti ed i “sentimenti” ad essi relativi.

La Fondazione Ugo Bordoni contribuirà con le proprie avanzate metodologie e tecniche di recupero da piattaforme di blog e microblog, presentate con successo nelle maggiori conferenze internazionali, garantendo il reperimento ottimale di tutte le informazioni disponibili dalla fonte Twitter, e dunque la massima precisione, completezza e accuratezza nell’analisi svolta.

Tali metodologie sono state maturate con risultati di eccellenza nell’ambito del “progetto TV++” condotto con ISCOM, Istituto Superiore delle Telecomunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione del Ministero dello Sviluppo Economico – oggi al terzo anno di sviluppo – finalizzato allo studio della convergenza tecnologica fra televisione, internet e dispositivi mobili, per l’analisi automatica delle opinioni sulle trasmissioni televisive.

Il Prof. Giambattista Amati, Senior Researcher Retrieval Technologies della Fondazione Bordoni, dichiara: “L’elemento centrale in questo tipo di indagini automatizzate è la trasparenza e consistenza delle metodiche di estrazione e validazione dei dati, oltre che il successivo calcolo delle metriche. La FUB lavora da anni su questi aspetti, tanto che la tecnica messa a punto per l’estrazione e analisi da Twitter è stata valutata in modo eccellente alla conferenza internazionale di valutazione dei sistemi di recupero dell’informazione del National Institute of Standards & Technology”.

“Almawave investe da anni nei propri laboratori sullo sviluppo della semantica e dell’interpretazione del linguaggio naturale come leva per la comprensione real time delle opinioni e del sentiment sul web” dichiara Valeria Sandei, Amministratore Delegato di Almawave, che prosegue: “L’integrazione delle nostre tecnologie avanzate con le soluzioni di retrieval e le metodologie scientifiche messe a punto negli anni dalla Fondazione Ugo Bordoni ci garantiscono oggi un risultato di assoluta eccellenza nell’analisi dei contenuti televisivi”.

Anche Alessandro Luciano, Presidente della Fondazione Ugo Bordoni, sottolinea l’alta qualità del lavoro svolto e riconosciuto anche a livello internazionale, e aggiunge: “La collaborazione con Almawave è per noi solo l’inizio di un percorso e rientra a pieno nella mission della FUB, che da sempre mira a fornire competenze nel campo della ricerca scientifica e dell’innovazione grazie alla propria attività istituzionale di supporto al Ministero dello Sviluppo Economico”.

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LaStampa.it inaugura un osservatorio sulla comunicazione social dei politici https://www.datamanager.it/news/lastampait-inaugura-un-osservatorio-sulla-comunicazione-social-dei-politici-43674.html Tue, 22 Jan 2013 16:18:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/lastampa-it-inaugura-un-osservatorio-sulla-comunicazione-social-dei-politici/ Da oggi, sull’edizione online del noto quotidiano, uno strumento interattivo per monitorare in tempo reale e in modo semplice e intuitivo l’engagement sociale e la brand reputation dei protagonisti delle prossime elezioni politiche 2013. La piattaforma monitorerà in tempo reale una selezione di politici e partiti sui canali ufficiali Facebook e Twitter a partire dal periodo pre-elettorale fino a elezioni ultimate

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Da oggi, sull’edizione online del noto quotidiano, uno strumento interattivo per monitorare in tempo reale e in modo semplice e intuitivo l’engagement sociale e la brand reputation dei protagonisti delle prossime elezioni politiche 2013. La piattaforma monitorerà in tempo reale una selezione di politici e partiti sui canali ufficiali Facebook e Twitter a partire dal periodo pre-elettorale fino a elezioni ultimate

Se un tempo la società civile poteva esprimere il proprio orientamento elettorale attraverso la partecipazione a comizi, riunioni dei partiti e manifestazioni di piazza, oggi i nuovi strumenti di comunicazione consentono una rappresentanza politica più diretta e immediata: la possibilità di esprimere pubblicamente la propria opinione su programmi, candidature e strategie e di ricevere, in alcuni casi, persino una risposta diretta da parte di coloro che hanno deciso di “scendere in campo” non soltanto con le proprie liste ma mettendoci letteralmente la faccia con un account ufficiale sui principali social network.

In questo contesto si inserisce “Le Voci della Politica”, progetto presentato oggi e nato dalla collaborazione tra ECCE/Costumer, soluzione CRM sociale di Decisyon, e LaStampa.it, versione online del noto quotidiano: uno strumento interattivo per monitorare in tempo reale e in maniera semplice e intuitiva l’engagement sociale e la brand reputation dei protagonisti delle prossime elezioni politiche 2013.

Come interagiscono i politici sui social 

“Le Voci della Politica – ha commentato Cosimo Palmisano, fondatore di ECCE/Customer e vice presidente per il Social CRM di Decisyon Inc. – intende essere un playground per tutti coloro che intendono avvicinarsi al mondo dei numeri legati al social durante il periodo pre-elettorale 2013. Il team di ECCE/Customer ha creato delle infografiche dinamiche che permettono all’utente di rapportarsi al dato prodotto sui social network nella maniera più interattiva e semplice possibile, mantenendo il valore grafico e analitico delle informazioni disponibili.

La piattaforma monitorerà infatti una selezione di politici e partiti sui canali ufficiali Facebook e Twitter a partire dal periodo pre-elettorale fino a elezioni ultimate. Darà agli utenti la possibilità di selezionare il social di interesse e il periodo di riferimento al fine di ottenere statistiche di lettura delle interazioni, compiute sia dai protagonisti della campagna elettorale che dalla loro community di riferimento all’interno delle rispettive pagine pubbliche sociali.

I dati analizzati, aggiornati ogni due ore, dipenderanno totalmente dal Social Network e verranno calcolati sulla base delle attività svolte esclusivamente sulle bacheche delle Fan Page di Facebook o attraverso i tweet provenienti, diretti, di risposta, di menzione o retweet degli account Twitter monitorati. Per ogni aggiornamento verrà effettuato un calcolo che andrà a coprire sia le ultime 24 che le ultime 168 ore (una settimana), al fine di poter visualizzare tramite il selettore temporale i dati desiderati.

Situazione generale

Un grafico a barre consentirà di visualizzare la Situazione Generale, ovvero il numero di interventi effettuati sulle Fan Page di Facebook o il numero di attività svolte dagli account di Twitter, ordinandoli per ampiezza. Per quanto riguarda Facebook, verrà considerato come intervento una qualsiasi attività visibile sul wall della Fan Page (post, commento, like al post, like al commento, numero di condivisioni). Per Twitter invece verrà considerata come attività il singolo tweet da o per l’account, ai quali vanno aggiunti i tweet per le risposte, le menzioni e i retweet. Gli stessi dati saranno presentati sotto forma di rapporto percentuale in un grafico a torta che evidenzierà lo share degli interventi (Facebook) o delle attività (Twitter), lasciando la possibilità di selezionare una specifica Fan Page o account.

 

“Dicono di loro”

 Una tabella renderà invece conto dei Politici con più attività con le informazioni relative alle Fan Page di Facebook o agli account di Twitter monitorati. Per ogni Fan Page di Facebook verranno proposti il numero delle attività, il dato relativo al “Dicono di loro” (“People Talking About”), misurato come varianza nell’intervallo di tempo selezionato, e il numero di fan così come rilevato all’orario di aggiornamento. Per ogni account di Twitter vengono invece mostrati il numero di attività, il numero di following e di follower dell’account, così come rilevato all’orario di aggiornamento.

Le parole ricorrenti

La Tag Cloud, infine, raffigurerà le Parole maggiormente ricorrenti all’interno di una sezione selezionata: più grande sarà il carattere della parola, maggiore sarà la sua ricorrenza. Per i dati di Facebook verranno analizzati tutti i testi proveniente dai feed e dai commenti presenti nel wall della Fan Page, mentre per Twitter verranno considerati solamente gli hashtag (#) presenti all’interno dei tweet. In assenza di selezione la Tag Cloud mostrerà l’insieme delle parole/hashtag maggiormente ricorrenti in tutta la sezione, prendendo quindi in esame tutti i contenuti provenienti dalle Fan Page o dagli account di Twitter analizzati. Una soluzione che sceglie di privilegiare l’utente, la facilità di utilizzo e la replicabilità del dato dal punto di vista statistico a fronte di una letteratura sull’analisi del sentiment ancora troppo controversa.

Un percorso di lettura dei dati quindi interattivo e determinato dal singolo utente che potrà, a proprio piacimento, approfondire le informazioni nel dettaglio variando o la granularità del dato o l’unità di analisi oppure decidere per una visione d’insieme delle “Voci della Politica”. Un primo passo, quello realizzato in collaborazione con LaStampa.it, che apre tuttavia ad applicazioni future.

LaStampa.it, con oltre 8 milioni di visitatori unici, si è da sempre dimostrato un quotidiano attento alle tematiche social, tanto da avvalersi dei nostri servizi avanzati da oltre un anno per gestire e monitorare in maniera approfondita le property sociali – ha concluso Cosimo Palmisano –Le voci della Politica” è un primo evento che abbiamo deciso di seguire pubblicamente attraverso le funzionalità base della piattaforma ma in futuro la divisione ECCE/Lab diventerà anche un luogo di studio di nuovi indici di performance su scala mondiale per misurare la capacità dei brand di ingaggiare o gestire attività di caring”.

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