software – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 11:10:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png software – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dental microwear analysis per conoscere l’ultima cena del pleistocene https://www.datamanager.it/2018/07/dental-microwear-analysis-per-conoscere-lultima-cena-del-pleistocene/ Thu, 12 Jul 2018 14:01:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151281 Il nuovo software MicroWeaR è in grado di ricostruire la dieta del passato sulla base delle tracce di usura dentaria. Lo strumento è stato messo a punto da un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Analizzare le tracce di masticazione ancora visibili sui denti di animali e uomini del […]

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Il nuovo software MicroWeaR è in grado di ricostruire la dieta del passato sulla base delle tracce di usura dentaria. Lo strumento è stato messo a punto da un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Analizzare le tracce di masticazione ancora visibili sui denti di animali e uomini del passato è un passo fondamentale per ricostruire le loro abitudini alimentari.

Con questo obiettivo un team internazionale, guidato da ricercatori della Sapienza, in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II, di Saragozza e di Helsinki, ha sviluppato un nuovo software open access per semplificare l’identificazione di tracce microscopiche lasciate dal cibo sui denti durante la masticazione degli ultimi pasti consumati. «Lo studio dei denti fossili e in particolare delle tracce di usura presenti sulla superficie dentale restituisce una serie di importanti informazioni riguardo la dieta, la morfo-meccanica e, più in generale, la biologia di animali estinti» – spiega Flavia Strani del dipartimento di Scienze della Terra. «Le tecniche in uso per questo tipo di studi si sono molto sviluppate negli ultimi decenni, soprattutto grazie alla microscopia, ma abbiamo l’esigenza di un ulteriore salto di qualità».


Dental #MicroWeaR analysis per conoscere l’ultima cena del #pleistocene – @SapienzaRoma
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In questo ambito si colloca l’idea di MicroWeaR, che rende possibile misurare, quantificare e catalogare automaticamente le tracce microscopiche di usura dentale, per rivelare con precisione la modalità di masticazione e l’eventuale consumo di fibre vegetali, di alimenti vegetali più coriacei (tuberi, semi) o di carne. Il software è stato testato su due reperti fossili appartenenti a un primate del Miocene e a un cervide del Pleistocene. I dati sui pattern di usura dentale estrapolati sono stati comparati con quelli precedentemente ottenuti tramite l’applicazione di metodologie di studio tradizionali. «Il software da noi sviluppato – continua Antonio Profico del dipartimento di Biologia ambientale – potrà essere quindi utilizzato e implementato anche da altri team di ricerca, che potranno personalizzare questo strumento secondo le esigenze di studio auspicando una piena condivisione dei dati raccolti».

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Google rilascia Android P Beta 3 https://www.datamanager.it/2018/07/google-rilascia-android-p-beta-3/ Wed, 04 Jul 2018 13:30:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150627 Gli sviluppatori possono scaricare la terza versione del major update che ci avvicina sempre più al rilascio globale in autunno Android Pistachio, o come si chiamerà, verrà rilasciato pubblicamente in autunno. Come al solito, i primi a poterlo ricevere saranno i dispositivi della linea Nexus e Pixel e poi gli Android One, quelli cioè costruiti […]

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Gli sviluppatori possono scaricare la terza versione del major update che ci avvicina sempre più al rilascio globale in autunno

Android Pistachio, o come si chiamerà, verrà rilasciato pubblicamente in autunno. Come al solito, i primi a poterlo ricevere saranno i dispositivi della linea Nexus e Pixel e poi gli Android One, quelli cioè costruiti da vari brand ma privi di una personalizzazione pesante dell’OS. Nel percorso di avvicinamento alla diffusione del major update, Google ha già permesso agli sviluppatori e tester di scoprire le novità di P grazie a due versioni di prova, che oggi vedono l’aggiunta della Beta 3. Al suo interno nessuno stravolgimento funzionale, soprattutto nell’interfaccia, ma una serie di migliorie volte a consolidare le API e l’ottimizzazione dell’utilizzo in generale che, per forza di cose viste le tempistiche, assume i caratteri di un firmware molto vicino a una declinazione finale.

Cosa contiene

Come ha spiegato la stessa Google, la Beta 3 si concentra sulle ultime correzioni di bug e ottimizzazioni per la stabilità del sistema, il che suggerisce che questa dovrebbe essere l’ultima versione prima del rilascio di Android P per la massa. La cosa interessante è che, a differenza del passato, la variante non definitiva si può installare su altri terminali e non solo i Nexus e Pixel made by Google. Proprio con la prima Beta di Android P, Big G ha aperto le porte a un totale di 11 smartphone, che includono nomi esordienti in Europa, come Xiaomi e Oppo, ai quali si affiancano OnePlus, Vivo, Sony, Nokia ed Essential.

È evidente che nella cerchia manchino i top seller a livello globale, come Samsung e Huawei, un segnale di come la compagnia di Mountain View voglia sempre differenziarsi, dando valore ai brand minori sul mercato, anche se stiamo parlando di marchi che in Oriente vendono anche di più dei big.

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Mobile, cloud e big data guidano l’evoluzione di ERP e CRM https://www.datamanager.it/2018/06/mobile-cloud-e-big-data-guidano-levoluzione-di-erp-e-crm/ Thu, 14 Jun 2018 09:52:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149613 I nuovi paradigmi IT hanno modificato le regole del gioco. Importante – però – resta la competenza di vendor e di system integrator, indispensabile per aiutare l’utente a fare la scelta più adatta. Negli scenari futuri, ulteriori opportunità potrebbero derivare dal machine learning I sistemi ERP e CRM sono stati, per anni, la struttura portante […]

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I nuovi paradigmi IT hanno modificato le regole del gioco. Importante – però – resta la competenza di vendor e di system integrator, indispensabile per aiutare l’utente a fare la scelta più adatta. Negli scenari futuri, ulteriori opportunità potrebbero derivare dal machine learning

I sistemi ERP e CRM sono stati, per anni, la struttura portante nella gestione delle attività aziendali. Anche oggi l’ERP, che integra la gestione di processi rilevanti per l’impresa, come vendite, acquisti, gestione magazzino e molti altri, e il CRM, che contribuisce ad analizzare e gestire la relazione con i clienti, sono fondamentali per l’operatività delle aziende. ERP e CRM sono però al centro di un processo di evoluzione, guidata dall’avvento di nuovi paradigmi IT, che hanno modificato lo scenario. Grazie ai dispositivi mobile e ad apposite app, gli utenti possono accedere ai dati aziendali ovunque e in ogni momento. Il cloud computing, innovativo paradigma di erogazione di risorse informatiche tramite la rete, è sempre più pervasivo. Il volume di dati, in continua crescita, che ha dato origine al fenomeno dei big data e con cui le aziende devono confrontarsi ogni giorno, richiede modalità sempre più efficaci di analisi e gestione per ottenere le informazioni utili a prendere le migliori decisioni.

Un’ulteriore evoluzione potrà essere costituita dal machine learning, che, grazie all’uso di metodi matematico-computazionali, consentirà sempre più a pc e altri dispositivi di apprendere informazioni direttamente dai dati. Stando alle previsioni di IDC, il mercato del software ERP, a livello mondiale, crescerà dai 25,4 miliardi di dollari nel 2016 a 33,6 miliardi di dollari nel 2021, producendo un CAGR (il tasso di crescita annuale composto), per un periodo di cinque anni, del 5,7%. La domanda per le soluzioni software ERP continua a salire, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni cloud, tendenza evidenziata già dal 2016. Il CAGR sui cinque anni per l’ERP cloud è previsto, per il 2021, a quota +26,3%. L’adozione di applicazioni ERP in cloud potrà cannibalizzare i ricavi derivati dagli ERP on-premise.   Anche le previsioni sul mercato delle applicazioni CRM sono positive: le soluzioni di questo tipo toccheranno un valore di 50,6 miliardi di dollari entro il 2021, con un tasso di crescita annuale composto del 9.0%. Pure in questo caso la quota di ricavi riguardanti le applicazioni software basate su cloud continuerà a superare la quota derivata dalle applicazioni on premise.


#integrazione #OperationalAnalytics Piattaforme #ERP e CRM sempre più smart
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OBIETTIVO INTEGRAZIONE

Secondo Giancarlo Vercellino, research and consulting manager di IDC Italia, due sono le tendenze emergenti nel mondo ERP. La prima riguarda l’integrazione sempre più forte con gli operational analytics. Di conseguenza, le piattaforme ERP stanno diventando sempre più intelligenti e capaci di integrare dati amministrativi/contabili a una visione più estesa e profonda sulle operazioni aziendali. «Tutto questo – spiega Vercellino – non potrà che rafforzarsi con il progredire dell’Industry 4.0 soprattutto per il segmento enterprise». La seconda tendenza, valorizzata spesso dalle PMI, è quella di migrare verso piattaforme cloud. Relativamente al CRM, una delle trasformazioni più importanti è legata all’integrazione con la logica omnichannel. Sempre più strategica, è percepita la capacità di realizzare un coordinamento più efficace delle informazioni tramite tutti i touchpoint, obiettivo forse ancora ambizioso per molte aziendeL’impatto di mobility, cloud e big data è stato essenziale nel ridisegno delle soluzioni dei principali operatori: quasi tutte le nuove soluzioni e gli aggiornamenti sono concepiti in una logica “cloud and mobile first”. Un po’ alla volta questo impatto si riflette nei processi aziendali e nell’organizzazione del lavoro. «Lo smart working – constata Vercellino – sta diventando sempre più comune nel segmento enterprise e la globalizzazione andrà incontro a una seconda fase di evoluzione». Il machine learning giocherà un ruolo essenziale nel futuro degli analytics e in molti contesti potrebbe diventare uno strumento chiave per costruire interfacce conversazionali sempre più evolute con i sistemi informativi aziendali. «Ma stiamo parlando di scenari che richiedono ancora anni prima di delinearsi in modo chiaro» – precisa Vercellino.

ERP E CRM ANCHE PER PMI

Anche le aziende percepiscono che il mercato ERP e CRM è mutato. Non sono più solo le grandi imprese a dotarsi di questi strumenti. Anche per le piccole e medie imprese, ERP e CRM ormai sono indispensabili per agire con prontezza alle richieste dei clienti, per innovare e internazionalizzarsi. Fondamentale è l’integrazione tra sistemi. «ERP e CRM sono espressioni che, oggi, rientrano nel linguaggio comune anche delle PMI, che sentono il bisogno di solide fondamenta gestionali per supportare innovazione e internazionalizzazione» – esordisce Franco Asperti, co-founder di Real-Time. «Questa copertura ha creato i presupposti necessari per cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione verso l’impresa 4.0». Sull’importanza dell’integrazione insiste Giorgio Mini, vicepresidente Zucchetti. «ERP e CRM – afferma – sono tra le priorità d’investimento degli IT manager, ma rispetto al passato le imprese cercano sempre più integrazione tra queste applicazioni per gestire meglio le informazioni aziendali, in particolare per conoscere in modo più approfondito i clienti e interagire con loro con prontezza e proattività».

Per Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, la digitalizzazione dell’ecosistema produttivo e industriale italiano è un processo irreversibile. «La maggioranza delle imprese produttive italiane, le PMI, deve dotarsi di strumenti gestionali appropriati, utili a evolvere» – spiega il managing director. «Prevedo vivacità sul mercato. Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia vanta un gestionale come Arca Evolution, solida piattaforma orizzontale che si presta a soluzioni specializzate per molti comparti produttivi. Questa estrema personalizzazione è possibile grazie alla partnership che ci lega con i nostri partner certificati che operano sul territorio e affiancano le imprese locali nella risoluzione dei problemi della gestione digitale imprenditoriale proponendo gestionali per le specifiche esigenze».

PARTNER AFFIDABILI

Dunque, non solo prodotti e soluzioni sono importanti. Fondamentale è anche il ruolo dei partner, che devono essere competenti e affidabili, senza trascurare l’impegno dei vendor. Solo così sarà possibile far fronte ai bisogni di un mondo in costante evoluzione. Secondo Daniele Meneguzzi, CFO e business unit manager, ERP & Sistemi Informativi di SB Italia i partner devono garantire oltre a vision e competenza, anche affidabilità e capacità di implementazione nei tempi e costi pianificati. Meneguzzi evidenzia che una tendenza attuale è quella della concentrazione dei player. «Le aziende cercano soluzioni davvero integrate con la gestione digitale di documenti e processi e con capacità di business analytics, a cui si aggiunge sempre più spesso il poter operare a livello internazionale».

Gian Domenico Ceroni, president & CEO di VM Sistemi evidenzia che, in ogni mercato, la tecnologia è un fattore abilitante al bisogno di evoluzione: «I vendor tecnologici, come noi integrator, si pongono ogni giorno l’obiettivo di far evolvere le soluzioni superando continuamente lo stato dell’arte, seguendo le direttrici identificate dai macro-trend economici. Le imprese, in base alla propria propensione all’innovazione e al livello di sensibilità per i macro-trend, ricercano sul mercato la soluzione più adatta. Nell’attuale quarta rivoluzione industriale abbiamo anticipato il mercato, sviluppando soluzioni verticali dedicate ai vari settori del comparto della distribuzione, proponendo ERP che supportano la crescita dei nostri clienti, all’insegna dell’istantaneità».

Angelo Benvenuti, CEO, founder P&A Solutions puntualizza che ERP è sinonimo di stabilità nella gestione dei processi e delle architetture consolidate. In questo periodo di innovazione, la tendenza dominante è la tecnologia come elemento distintivo. Alcuni player di mercato rivisitano le soluzioni già in uso, dotandole di un data base che lavora in modalità in-memory, consentendo l’elaborazione di big data in tempi rapidi.


#Mobile #Cloud e #Bigdata guidano l’evoluzione di #ERP e #CRM – @IDCItaly
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NUOVI PARADIGMI IT

I nuovi paradigmi IT, quali mobile, cloud e big data hanno davvero influito sul processo di evoluzione di ERP e CRM. «Hanno influito tantissimo, cambiando la logica di fruizione degli applicativi» – conferma Giorgio Mini di Zucchetti. «Le informazioni generate da ERP e CRM devono essere accessibili ovunque e in qualsiasi momento, da ogni dispositivo. Tutto questo ha comportato la necessità di abbinare la ricchezza funzionale alla semplicità di utilizzo con l’introduzione di interfacce grafiche sempre più intuitive. Zucchetti ha raggiunto questo obiettivo con Infinity 4.0, piattaforma applicativa in tecnologia web capace di esaltare i vantaggi dei nuovi paradigmi IT senza pregiudicare l’operatività aziendale e gli aspetti transazionali dell’ERP». Anche Franco Asperti di Real-Time concorda sull’importanza dei nuovi paradigmi IT: «Il moderno sistema informativo aziendale mette in simbiosi ERP, CRM e piattaforme di business intelligence in grado di intercettare digitalmente le potenziali fonti di business e di trasformare l’imponente massa di dati disponibili in informazioni a valore aggiunto accessibili, fruibili ed elaborabili in modalità always-on». Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi sottolinea che se l’istantaneità di ricerca, di esecuzione delle operazioni e di risposta è l’orizzonte a cui puntare, vengono da sé tutti gli ingredienti utili a raggiungere questo obiettivo: potenza di calcolo, correlazione e analisi di ampie moli di dati (big data) in tempo reale, accesso alle informazioni sempre e ovunque (mobile). Questi elementi supportano le imprese a convergere verso la gestione delle relazioni con il cliente finale e quindi con un sistema di CRM che abbia soprattutto la capacità di anticiparne i bisogni, per trasmettere sicurezza e accrescere fiducia ed empatia.

MOBILE E CLOUD DOMINANO

Daniele Meneguzzi di SB Italia constata che mobile, cloud e big data sono diventati requisiti indispensabili per rendere l’azienda davvero digitale. «Tutte le piattaforme che gestiamo come SB Italia sono disponibili in cloud e includono l’operatività con dispositivi mobili» – precisa Meneguzzi. Secondo Pierfrancesco Angeleri di Wolters Kluwer, il paradigma che ha influito di più è la mobilità. «Abbiamo considerato le imprese in modo olistico e tutti i processi aziendali, anche quelli extracontabili» – afferma Angeleri. «Gestirli, anche in mobilità, accedendo da qualsiasi browser, e con ogni dispositivo, ai processi definiti rende l’azienda efficiente ed efficace. Nell’ecosistema Arca Evolution abbiamo realizzato una soluzione, Arca GP (Gestione Processi) che permette di strutturare, organizzare e monitorare i processi aziendali che ruotano attorno ai clienti e ai business partner, consentendo all’azienda di ottenere più efficienza, controllo delle performance, efficacia di vendita, soddisfazione dei clienti, qualità del prodotto e del servizio». Anche Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One sottolinea che i temi del mobile e del cloud hanno modificato le aspettative e i modi di utilizzo degli strumenti ERP e CRM. «Oggi – afferma Paola Pomi – diamo per scontato che le soluzioni ERP e CRM siano fruibili in modalità mobile, che supportino l’organizzazione e la velocità dei processi dove e quando serve, con dati contestualizzati e personalizzabili. Il tema del cloud può, con diverse modalità, essere un elemento abilitante. In particolare Sinfo One ha investito per offrire la propria soluzione proprietaria, Si Fides, in modalità on-premise e cloud (IaaS, PaaS, SaaS). Credo, comunque, che il cloud non debba togliere la possibilità ai clienti di personalizzare i propri strumenti. Il percorso verso il cloud intrapreso con le nostre soluzioni ci consente di garantire ai clienti aree di specificità, così come è ed era nativamente nella versione on-premise».

Angelo Benvenuti di P&A Solutions ammette che la scelta di intraprendere la strada del cloud è sempre più frequente. «Questo percorso – spiega – può essere avviato sviluppando soluzioni acquistate dal mercato, fruibili solo in cloud. La seconda strada è quella degli accordi con big player, che hanno creato una rete di infrastrutture che fungono da supporto tecnologico. L’obiettivo è far evolvere le piattaforme software verso soluzioni più innovative, contenendo i costi o installando in modalità cloud la propria piattaforma, pagando l’uso dell’hardware, per esempio a tempo di utilizzo». L’accento sul tema del cloud è posto anche da Attilio Semenzato, presidente di EOS Solutions. «Il cloud – dichiara – permette di aprire nuovi orizzonti e, grazie all’interconnessione, dà vita a programmi che dialogano tra loro, producendo risultati utili e più fruibili dalle imprese in tempi ridotti e facilitando l’uso di business application». Secondo Semenzato, e-commerce e big data analytics, insieme alla crescita di personale che usa dispositivi mobili per lavorare, sono tendenze che gli ERP di nuova generazione valorizzano, permettendo di dialogare in tempo reale con i soggetti esterni all’azienda, appartenenti alla filiera produttiva. Inglobando sistemi di business intelligence, i nuovi ERP consentono di usare funzionalità di reporting avanzate e la creazione di report personalizzati in tempo reale. Oggi, le imprese possono unire i vantaggi dei sistemi ERP con la tecnologia cloud e avvalersi del gestionale in modalità SaaS.

EVOLUZIONE CONTINUA

In futuro, ERP e CRM proseguiranno la loro evoluzione. «Elementi di intelligenza artificiale saranno sempre più presenti nelle soluzioni, soprattutto per accelerare i tempi di risposta verso i clienti per attività di assistenza, marketing, servizi post vendita e così via» – spiega Giorgio Mini di Zucchetti. «Nella nuova generazione di ERP Zucchetti abbiamo già introdotto chatbot e altri elementi di machine learning; i riscontri dei nostri utenti sono molto positivi». Secondo Franco Asperti di Real-Time, dalla registrazione di un’attività CRM comunicata verbalmente all’ERP alla produzione di analisi predittive, il machine learning è una delle tecnologie che avrà sempre più importanza e migliorerà il lavoro e la vita delle persone. Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi dichiara: «Per noi il futuro è già oggi. Il connubio fra la potenza di SAP Business One e la nostra esperienza trentennale nel mondo della distribuzione ha dato vita a una netta linea di demarcazione con il tradizionale. Possiamo comunque guardare già oltre, seguendo la roadmap di SAP Business One, attraverso cui l’innovazione delle nostre soluzioni ERP è già stata pianificata fino al 2023».


Sale la domanda di soluzioni #ERP soprattutto in modalità #Cloud – @IDCItaly
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FARE LA SCELTA GIUSTA

Infine, che consigli dare a un’azienda interessata a soluzioni ERP e CRM ma anche desiderosa di dotarsi di soluzioni adatte a far fronte alle esigenze dell’attuale scenario? Secondo Giancarlo Vercellino di IDC è impossibile dare un suggerimento unico, valido per ogni impresa in qualsiasi settore: «Probabilmente, l’unica indicazione valida è quella di puntare su soluzioni più standard possibili, perché nel medio lungo periodo saranno indispensabili per muoversi negli ecosistemi di produzione 4.0». Per Gian Domenico Ceroni di VM Sistemi, invece, il primo consiglio è quello di mantenere la specificità che ha consentito all’azienda di crescere ed essere competitiva sul mercato. «Non bisogna accontentarsi di un software gestionale standard, ma adottare strumenti flessibili che valorizzano i punti di forza aziendali e stimolano la crescita, focalizzando gli ambiti di miglioramento del business, soprattutto in termini di politiche di vendita e di controllo oculato delle marginalità. Senza tralasciare la scelta del partner adeguato alla propria realtà, che deve conoscere bene i requisiti impliciti del mercato di riferimento».

Franco Asperti di Real-Time sottolinea l’importanza di puntare su di un vendor solido. Elementi da considerare sono anche la stabilità e completezza funzionale, la possibilità di contare su di un CRM pervasivo all’interno di tutti i processi, su tecnologie allo stato dell’arte e sulla disponibilità di una roadmap di sviluppo. L’implementatore deve essere in grado di porsi come un vero partner. Il contare su un partner che possa garantire competenza, capacità e concretezza per aiutare l’azienda a scegliere e sviluppare una soluzione che rappresenti un passo avanti significativo nella digitalizzazione è, anche per Daniele Meneguzzi di SB Italia, fondamentale. «Un esempio per tutti – dice – il progetto SAP Business One in Cloud, disegnato e implementato da SB Italia per Dorna, azienda internazionale che gestisce eventi sportivi come i campionati mondiali su due ruote, con complessità derivanti dalla distribuzione territoriale dei circuiti e dalla necessità della raccolta e gestione dei dati in tempo reale».

Paola Pomi di Sinfo One evidenzia che «nella scelta della soluzione ERP la copertura applicativa specifica del settore del cliente è essenziale, ma oggi sono da valutare anche componenti tecnologiche rilevanti quali il mobile e il paradigma del citizen development, cioè la possibilità, da parte dell’utente, di personalizzare la modalità di fruizione delle applicazioni, o la possibilità di creare alert su determinati eventi». Per Angelo Benvenuti di P&A Solutions, la scelta del cloud per soluzioni ERP e CRM è quella giusta per stare al passo con i tempi, senza per questo dover utilizzare una parte cospicua del proprio budget. «La connettività è da tener presente quando si disegna un’architettura cloud. La velocità, il backup delle connessioni determinano la riuscita di un progetto innovativo».

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Cosa fa effettivamente uno sviluppatore di realtà virtuale nel Gruppo Volkswagen? https://www.datamanager.it/2018/05/cosa-fa-effettivamente-uno-sviluppatore-di-realta-virtuale-nel-gruppo-volkswagen/ Thu, 24 May 2018 13:13:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148255 Nel Virtual Engineering Lab esperti provenienti dal settore dei videogame lavorano alla digitalizzazione del reparto Sviluppo Tecnico La realtà virtuale (VR) non è soltanto giocare ai videogame. Nel Gruppo Volkswagen sta contribuendo a uno sviluppo più veloce ed efficiente delle vetture. Gli sviluppatori di realtà virtuale come David Kuri programmano potenti software a questo scopo. […]

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Nel Virtual Engineering Lab esperti provenienti dal settore dei videogame lavorano alla digitalizzazione del reparto Sviluppo Tecnico

La realtà virtuale (VR) non è soltanto giocare ai videogame. Nel Gruppo Volkswagen sta contribuendo a uno sviluppo più veloce ed efficiente delle vetture. Gli sviluppatori di realtà virtuale come David Kuri programmano potenti software a questo scopo. Il ventiseienne lavorava per un’Azienda internazionale nel settore dei videogiochi e ora porta le proprie competenze specifiche nel Virtual Engineering Lab.

David Kuri si è immerso in un altro mondo, un mondo in cui sta creando una nuova automobile. Non reale, ma virtuale. Anzi, non la sta costruendo veramente, la sta disegnando: la carrozzeria aerodinamica, i fari circolari, maniglie sottili sulle portiere – Kuri traccia nell’aria tutto questo con mano vigorosa e movimenti delle braccia. La nuova vettura che David Kuri sta delineando nello spazio in modo agile e creativo non sarà mai costruita, nonostante il fascino rétro che emana. Kuri non è un designer, ma il suo lavoro nel Gruppo Volkswagen consiste nel supportare progettisti e ingegneri nel loro lavoro, tramite software.

Con il suo aiuto i designer possono modellare l’aspetto di un nuovo veicolo fino all’ultimo dettaglio: in maniera virtuale, senza aver bisogno di costruire assolutamente niente. “Finora i prototipi di design per le nuove vetture erano sviluppati e costruiti fisicamente” afferma Kuri. “Oltre a costare tempo e denaro, questa soluzione rappresenta soltanto una fase specifica del processo decisionale, che viene superata molto velocemente”.

David Kuri è uno sviluppatore di realtà virtuale e lavora a Wolfsburg, nel Virtual Engineering Lab di Volkswagen Group IT insieme a circa 30 colleghi. Il suo compito principale è supportare i reparti Sviluppo Tecnico e Design nel digitalizzare i processi e trasformare questa moderna tecnologia in uno strumento pratico.

Il team del Virtual Engineering Lab sta svolgendo un lavoro pionieristico. “Il nostro principio fondamentale è che ognuno scrive il proprio software” spiega Kuri, 26 anni. La sfida è ideare strumenti che i designer e gli sviluppatori possano successivamente utilizzare in modo facile e applicare in maniera efficiente.

David Kuri vede una grande varietà di applicazioni per la VR all’interno del Gruppo Volkswagen, per esempio per simulare l’aerodinamica. “C’è un grande bisogno di test virtuali”, durante i quali le vetture sono messe in diverse condizioni di guida e ambientali. “Nella realtà virtuale l’automobile può viaggiare fra le colline dell’Italia meridionale oppure sfrecciare sulle autostrade del Nord della Germania” sostiene lo sviluppatore. Per i programmatori non fa nessuna differenza.

Il Gruppo Volkswagen al CEBIT 2018 (dal 12 al 15 giugno)

Nel padiglione Future Mobility (Hall 25) del CEBIT, il Gruppo Volkswagen terrà un forum riservato sia al pubblico, sia agli esperti del settore, con presentazioni stimolanti, esposizioni di qualità e interessanti sessioni di dibattiti e talk. I temi e gli highlight saranno molti: dalle nuove tipologie di design digitale dell’automobile, alla ricerca tramite l’informatica quantistica, progetti blockchain sperimentali, l’intelligenza artificiale applicata all’interno del Gruppo e l’ottimizzazione del traffico a partire dai dati nelle principali città europee. Sullo stand sarà presente anche un’anteprima mondiale.

Nel padiglione 27, specialisti del Gruppo dei reparti risorse umane e di cooperazione con le start-up saranno a disposizione per illustrare ai giovani talenti IT e alle start-up la grande varietà di attività all’interno del Gruppo, le possibilità di entrarne a far parte e le opportunità di cooperazione.

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BoardVille 2018, il processo decisionale è un gioco senza fine https://www.datamanager.it/2018/05/boardville-2018-il-processo-decisionale-e-un-gioco-senza-fine/ Tue, 15 May 2018 08:57:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147546 Per il secondo anno Board ha organizzato la sua User Conference per fornire spunti e suggerimenti a clienti e partner BoardVille 2018 è la seconda User Conference di Board, dedicata a tutti i clienti e partner della compagnia, un’occasione per apprendere novità di prodotto, scambiare idee, esperienze, esigenze e accrescere la community. L’appuntamento, che ha […]

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Per il secondo anno Board ha organizzato la sua User Conference per fornire spunti e suggerimenti a clienti e partner

BoardVille 2018 è la seconda User Conference di Board, dedicata a tutti i clienti e partner della compagnia, un’occasione per apprendere novità di prodotto, scambiare idee, esperienze, esigenze e accrescere la community. L’appuntamento, che ha accolto un pubblico internazionale, si è svolto in una suggestiva location di Baveno sul Lago Maggiore. A introdurre la giornata è stata Jessica Venturini, Chief Revenue Officer di Board: “L’obiettivo principale di BoardVille è duplice. Da un lato trasferire il know-how della piattaforma di decision-making numero 1 al mondo; dall’altro attivare un confronto funzionale con chi si affida a Board per la propria strategia di business. Siamo convinti che solo un confronto reale possa consentire un miglioramento delle risorse, oltre che consolidare il valore della comunità”.

Parlando di soluzioni concrete, nel 2018 Board ha presentato le innovazioni della e-platform per il settore education, tramite cui portare la formazione e il training verso un nuovo livello di interazione, con una disponibilità 24/7. Anche questa novità, come le precedenti, risponde ai principali requisiti di compliance in quanto protezione dei dati, non per ultimo il Gdpr.  Peraltro, l ha spiegato bene Giovanni Grossi, CEO di Board International entrando nel merito di come i Big Data, l’enorme mole di informazioni pubbliche e sensibili, permettano oggi alle organizzazioni di ottimizzare le performance, accogliendo le sfide del futuro.

“Sappiamo quanto le aziende odierne abbiamo bisogno di prendere decisioni fondamentali, in tempo reale – sono le parole di Grossi – per questo sviluppiamo strategie che mirano a questo, in un’era che vive cambiamenti tecnologici più veloci che mai. Per il secondo anno abbiamo portato a casa una crescita di oltre il 45% a livello globale, con 9 anni consecutivi di sviluppo ininterrotto e revenue in aumento. Si tratta di quello che il mercato definisce come iper-crescita, un risultato che arriva dall’affermazione della nostra offerta in ambito decisionale, che ha vissuto un’evoluzione cospicua del modello di business. Sono tre i pilar che guidano il nostro lavoro, innovazione, supporto e sviluppo, paradigmi che realizziamo attraverso i laboratori, i partner e il feedback necessario dei clienti”.

Decidere può sembrare un processo estremamente razionale ma spesso è la conseguenza di un atto emotivo, un impeto poco ragionato e basato sulle sensazioni, più che sull’analisi. Così almeno lo intende Carlo Albero Carnevale Maffé, Professore di Strategic Management della SDA Bocconi School of Management, uno dei guest speaker di BoardVille 2018. “Oggi soggetti come Board portano avanti quella che possiamo definire la Scienza del Business, la volontà cioè di fornire al processo decisionale una serie di elementi per cui la scelta finale si pone come la migliore nel contesto di riferimento. Ciò risulta essenziale nella vita di ogni giorno ma ancora di più nel mondo del lavoro, dove i decision-maker stanno diventando figure in grado di ridurre il rischio e valorizzare le strade intraprese”.

Il secondo guest speaker dell’evento, nella sua carriera, ha dovuto prendere decisioni difficili, spesso determinanti per migliaia di persone, capaci di spostare milioni di euro. Stiamo parlando dell’ex arbitro Pierluigi Collina, attualmente Chairman of FIFA Referees Committee, Chairman of UEFA Referees Committee. “Possiamo affiancare il ruolo di un arbitro a quello di un dirigente d’azienda. Entrambi si trovano nel mezzo di flussi che non sempre dipendono da loro e che è difficile da governare. La tecnologia, da tempo, aiuta ad assumere l’atteggiamento migliore in molte situazioni. Può essere il Var all’interno di un campo di gioco, lo slow-motion o il super slow-motion dietro le quinte e piattaforme di BI e Data Analytics negli uffici di qualsiasi dimensione. Come il calcio, il business è un gioco senza fine e le decisioni devono essere prese al momento giusto e correttamente”.

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Ak Innovation semplifica il monitoraggio del lavoro fuori sede, garantendo una totale sicurezza dei dati https://www.datamanager.it/2018/04/ak-innovation-semplifica-il-monitoraggio-del-lavoro-fuori-sede-garantendo-una-totale-sicurezza-dei-dati/ Tue, 10 Apr 2018 10:19:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145391 Ak Innovation è una delle aziende italiane emergenti nel settore IT ed automation, specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni tecnologiche hardware e software per la semplificazione. Ne abbiamo parlato con l’Amministratore Marco Montanelli. Come nasce la sua azienda e come si articola? Che tipo di aziende sono vostre clienti? Ak Innovation nasce nel 2009 […]

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Ak Innovation è una delle aziende italiane emergenti nel settore IT ed automation, specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni tecnologiche hardware e software per la semplificazione.

Ne abbiamo parlato con l’Amministratore Marco Montanelli.

Come nasce la sua azienda e come si articola? Che tipo di aziende sono vostre clienti?

Ak Innovation nasce nel 2009 con la visione di semplificare il monitoraggio del lavoro fuori sede e di tutti gli aspetti ad esso legati (servizi, manutenzioni, vigilanza, costruzioni ecc…). Ancora agli albori dell’era degli smartphone, in Ak si riesce ad avere una visione già futuribile progettando device (dispositivi Otto e Ottoemezzo) per la rilevazione certificata del dato con tecnologia RfId e GPRS, aggirando con largo anticipo i problemi di scarsa adattabilità degli smartphone agli utilizzi professionali e delle problematiche di utilizzo da parte di operatori senza formazione specifica. Inoltre, cosa molto importante, si riesce a avere una totale sicurezza del dato rilevato (persona, orario, luogo, oggetto), senza la privacy dell’operatore possa essere violata Ai dispositivi progettati ad hoc, si aggiunge una piattaforma cloud web-based per il software sulla quale vengono costruite numerose funzionalità che vanno dalla pianificazione, alle presenze, all’analisi di tempi e costi, al controllo di gestione… È un sistema completo e dedicato, a basso costo, semplice da utilizzare e semplice da avviare, infatti Ak fornisce anche la sim dati come componente all’interno dei dispositivi, sollevando il cliente dalla ricerca di accordi per la fruizione di dati in mobilità e tutto questo senza nessun costo aggiuntivo.

Mi può spiegare in breve come funziona Otto e quali sono le sue applicazioni possibili e in quali settori?

Otto è un terminale pensato per essere usato in maniera semplice ed efficace da qualunque operatore.

L’uso del terminale consente di avere delle rilevazioni di dati semplici e certificate. Certificate perché sia i tag rfid che vengono letti sia Otto stesso hanno dei codici identificativi univoci nel mondo, inoltre l’orologio interno del terminale non può essere modificato in nessuna maniera, ma si aggiorna automaticamente con un server ntp; di conseguenza nessun “imbroglione” li può alterare. Le applicazioni sono molteplici e riguardano tutti i campi in cui ci siano degli operatori che lavorano “sul campo”.

Il settore di punta è l’assistenza domiciliare, ma anche imprese di pulizia, servizi di manutenzione, vigilanza e tutto il campo del facility management trova enormi benefici dall’utilizzo di Otto. Mi preme ricordare però che Otto è accompagnato da una suite software in cloud -Ottagono- che risponde alle esigenze più stringenti dei settori citati.  Nella suite software troviamo un semplicissimo sistema di pianificazione del personale con gestione turni anche dei più complicati , un rapido software per la gestione delle buste paga dei dipendenti che esporta direttamente nei formati dei software paghe più conosciuti, uno scadenzario (ottimo per chi fa manutenzioni), la possibilità di accesso al portale, in sola visione, di alcune parti del software al cliente(importante perla vigilanza), un efficace sistema di rendicontazione verso il committente che elimina giorni e giorni di lavoro.

Inoltre, mi preme precisare, che il software, l’hardware, ed anche di Otto ed Ottagono sono completamente progettati e realizzati da Ak Innovation in Italia. Questo significa che assistenza e personalizzazioni sono sempre possibili.

E quali sono i possibili sviluppi ed implementazioni?

Nuove implementazioni nascono ogni giorno, ad esempio nei cantieri edili, nella manutenzione del verde, addirittura abbiamo già clienti che lo utilizzano nella gestione del persona e delle ambulanze del 118. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, in questo momento siamo concentrati a far diventare Otto non solo un sistema di rilevazione dei dati di lavoro, ma di estendere le sue potenzialità anche nel campo della rilevazione di dati medici e nell’aiuto agli operatori per un migliore controllo dei loro pazienti. Questo nell’ottica di un intervento più immediato in caso di necessità dovute sia a variazioni di parametri clinici che nel caso di operazioni “sospette” da parte del paziente. In un primo step questo sistema sarà testato all’interno di una RSA (sistema protetto), ma successivamente sarà allargato anche alla più vasta platea dei servizi privati.

In Italia l’innovazione nelle aziende comincia ad essere percepita davvero come un fattore strategico?

Innovare in azienda significa avere il coraggio di cambiare le abitudini, combinando strumenti e tecnologie esistenti o emergenti all’interno di nuovi metodi che snelliscano o migliorino i processi. La situazione è variegata, ci sono aziende alla costante ricerca dell’innovazione, ma anche altre che si stanno ancora crogiolando sui successi passati. Alcune aziende, secondo il mio modo di vedere, pensano di poter rincorrere l’innovazione solo con le forze interne, ma non capiscono che solo appoggiandosi ad un partner che è immerso completamente e totalmente nei problemi specifici possono trovare soluzioni aggiornate e tecnologicamente avanzate, e non solo seguire la “moda” del momento. Quali sono i progetti futuri più interessanti su cui state lavorando? Ci può dare qualche anticipazione?  In questo momento stiamo progettando un sistema indossabile di rilevazione dei parametri vitali e delle attività motorie dei pazienti in RSA. Questo consentirà un monitoraggio costante del paziente, ma potrà essere usato anche come sistema di allarme nel caso siano presenti delle attività anomale da parte del paziente, ad esempio una caduta, lo stazionare per troppo tempo in un luogo( p.e. il bagno), la inattività prolungata, oltre, naturalmente, agli allarmi sanitari (temperatura, pressione, ritmo cardiaco, ecc).  Proprio per presentare le nostre soluzioni per l’assistenza domiciliare saremo anche presenti alla prossima edizione di Expo sanità.

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Con PaperStream Capture Pro la dematerializzazione entra nell’era della maturità https://www.datamanager.it/2018/03/paperstream-capture-pro-la-dematerializzazione-entra-nellera-della-maturita/ Wed, 14 Mar 2018 10:17:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143514 Il software di PFU semplifica le procedure di digitalizzazione e rende più efficienti i processi di acquisizione documentale Negli ultimi quattro anni, da quando cioè è stato lanciato PaperStream Capture, PFU ha venduto in Europa 400 mila scanner della serie FI. Per completare l’offerta, la compagnia controllata da Fujitsu ha lanciato PaperStream Capture Pro, che […]

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Il software di PFU semplifica le procedure di digitalizzazione e rende più efficienti i processi di acquisizione documentale

Negli ultimi quattro anni, da quando cioè è stato lanciato PaperStream Capture, PFU ha venduto in Europa 400 mila scanner della serie FI. Per completare l’offerta, la compagnia controllata da Fujitsu ha lanciato PaperStream Capture Pro, che promette di andare oltre la semplice digitalizzazione dei documenti, estraendo dalla carta le informazioni più di valore per un’azienda.

Massimiliano Grippaldi, Sales Regional Manager Emea di PFU, ha spiegato i motivi che hanno portato la multinazionale a introdurre una nuova versione del programma di acquisizione pensato per le aziende di qualsiasi dimensione: “Siamo in una fase avanzata della digital transformation – ha affermato Grippaldi – in cui dopo l’adozione di soluzioni volte a spingere la dematerializzazione si sente oggi il bisogno di maggiore integrazione. Pensiamo a una pubblica amministrazione che decide di convertire in bit una vasta mole di documenti. Può farlo attualmente senza grossi problemi ma se non adotta uno standard condiviso, finisce col rendere molto difficile la lettura di tali archivi a chi vi accede, che si tratti di cittadini, fornitori o avvocati. Con PaperStream Capture Pro vogliamo rendere tale processo più semplice ma anche utile e funzionale alle necessità dei nostri clienti”.

L’aggiornamento portato da PFU mira non solo ad una migliore conversione ma all’ottenimento automatico dei dati contenuti negli archivi cartacei. In che modo? A spiegarlo è Klaus Schulz, Product Marketing Manager di PFU: “Sono quattro gli step che permettono a PaperStream Capture Pro di catturare più elementi di senso all’interno del formato originale. Si passa dal primo scan alla verifica delle immagini e dei testi presenti, fino all’indicizzazione dei dati e al rilascio del file che contiene la produzione finale. La parte interessante è che il passaggio da organico a digitale diviene un’attività completamente integrata nelle dinamiche dell’azienda, arricchendo le immagini di metadati ricercabili dai singoli utenti che hanno accesso ai database”.

 

La base di un update del genere è un rinnovato motore di OCR, capace di tradurre meglio testi e immagini tramite un controllo multi-zona, focalizzato su aree specifiche dove ci sono le informazioni rilevanti. L’ottimizzazione produttiva introdotta da PFU si traduce anche sul piano economico: “A differenza di altri software concorrenti, il costo della nostra soluzione non aumenta in proporzione ai volumi di scansione – conclude Schulz – con PaperStream Capture Pro se si analizzano 1 milione o 50 milioni di documenti il prezzo rimane invariato. Si paga una sola licenza alla volta (per singolo utente ndr.) che vale per tutto il tempo di utilizzo”.

“Capture Pro è una soluzione front-end unica, che ha l’obiettivo di ridurre notevolmente il tempo di acquisizione, valorizzandolo – sono le parole di Lorenzo Todeschini, Branch Manager & Legal Representitive di PFU – al lavoro sugli scanner Fujitsu, rappresenta una piattaforma irrinunciabile per chi vuole alzare il livello del proprio business. A dimostrazione della mission che ci vede impegnati nel fornire ai clienti la migliore tecnologia, offriamo PaperStream Capture Pro come opzione e non sostituto delle iterazioni precedenti, classica e Lite, già associate con la Serie FI e Serie SP”.

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Volkswagen Group IT espande le competenze nello sviluppo dell’offerta digitale https://www.datamanager.it/2018/01/volkswagen-group-it-espande-le-competenze-nello-sviluppo-dellofferta-digitale/ Fri, 19 Jan 2018 15:03:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139261 Nel Digital Lab si sviluppano software come “We Deliver” per l’offerta digitale ai Clienti della marca Volkswagen Il Gruppo Volkswagen sta espandendo le proprie competenze IT per lo sviluppo della propria offerta digitale. Il reparto Group IT ha ampliato in modo significativo il proprio Digital Lab a Berlino, raddoppiando il numero dei Collaboratori da quando […]

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Nel Digital Lab si sviluppano software come “We Deliver” per l’offerta digitale ai Clienti della marca Volkswagen

Il Gruppo Volkswagen sta espandendo le proprie competenze IT per lo sviluppo della propria offerta digitale. Il reparto Group IT ha ampliato in modo significativo il proprio Digital Lab a Berlino, raddoppiando il numero dei Collaboratori da quando è stato inaugurato, nell’ottobre del 2016. Al momento vi lavorano 70 esperti IT, un numero che salirà a circa 120. Il team include programmatori, data scientist, software designer e sviluppatori che lavorano su temi come nuovi servizi per il veicolo connesso. Il Digital Lab fa parte di una rete mondiale di centri di competenza con la quale il Gruppo Volkswagen sta rafforzando il proprio coinvolgimento in tutti i temi orientati al futuro digitale.

“Nel Digital Lab un team internazionale sta sviluppando soluzioni su misura per una varietà di applicazioni digitali destinate a tutte le Marche e i reparti” ha affermato Martin Hofmann, CIO del Gruppo Volkswagen. “Combiniamo conoscenze specifiche IT con i metodi agili di sviluppo software. Si tratta di una chiave per il successo che porteremo con ancora più determinazione nel cuore della nostra organizzazione”.

Software per l’offerta digitale sviluppato da un team internazionale

Al Digital Lab è in corso lo sviluppo di un software per l’offerta digitale e per servizi relativi al veicolo connesso. Per esempio, il team sta lavorando a “We Deliver”, un nuovo servizio di mobilità della marca Volkswagen che rende le vetture indirizzi mobili per le consegne di pacchi. Il Lab sta inoltre creando piattaforme di soluzioni tecniche che saranno messe a disposizione di tutte le Marche e le Aziende del Gruppo. Il team sta lavorando anche ad altri progetti come il trattamento di dati sui trasporti pubblici per nuovi approcci alla smart mobility.

Sia il team del Digital Lab che il suo lavoro quotidiano hanno carattere internazionale. Al momento vi lavorano circa 70 esperti provenienti da 16 Paesi, un numero che arriverà fino a 120 in futuro. Vengono da Paesi come India, Singapore, Ucraina, gli Stati Uniti – e ovviamente anche dalla Germania. Sono programmatori, data scientist, software designer e sviluppatori. Le donne rappresentano quasi un terzo del team e la lingua ufficiale è l’inglese.

Il metodo di lavoro agile “extreme programming (XP)”

Il team usa il metodo di lavoro agile “extreme programming (XP)”, sviluppato nel contesto tecnologico della Silicon Valley, che si concentra sul principio dell’evoluzione. Il software non è sviluppato o consegnato come prodotto complesso, ma progettato e testato in team agili in stretta collaborazione con il Cliente. Questo approccio promuove qualità e creatività, permettendo un rapido adattamento a eventuali modifiche dei requisiti del progetto. Il metodo extreme programming include anche l’approccio dell’affiancamento (pairing) adottato dal Digital Lab, che prevede che un team di due esperti IT si concentri sullo stesso contenuto del loro progetto.

Il Digital Lab è stato aperto con il supporto finanziario del fondo innovazione della marca Volkswagen, un’iniziativa congiunta dell’Azienda e del Consiglio di Fabbrica.

Il Data Lab di Berlino è uno dei sei gestiti dal Gruppo in tutto il mondo. Gli altri si trovano a Wolfsburg (2), a Monaco, a Barcellona e a San Francisco. In questi laboratori il reparto Group IT ricerca e sviluppa soluzioni in campi quali l’intelligenza artificiale, il machine learning, la collaborazione intelligente uomo-macchina, la digitalizzazione dei processi produttivi e la smart mobility.

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iPhone lenti, mai più per colpa di iOS https://www.datamanager.it/2018/01/iphone-lenti-mai-piu-colpa-ios/ Fri, 19 Jan 2018 09:57:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139229 Tim Cook promette maggiore trasparenza negli aggiornamenti futuri che ospiteranno una sezione dove poter attivare o spegnere il rallentamento automatico Non si è fatta attendere la risposta di Apple in merito alle accuse di obsolescenza programmata a cui è andata incontro nelle ultime settimane. Dopo aver assistito all’indignazione del mondo hi-tech e alle class action […]

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Tim Cook promette maggiore trasparenza negli aggiornamenti futuri che ospiteranno una sezione dove poter attivare o spegnere il rallentamento automatico

Non si è fatta attendere la risposta di Apple in merito alle accuse di obsolescenza programmata a cui è andata incontro nelle ultime settimane. Dopo aver assistito all’indignazione del mondo hi-tech e alle class action partite negli USA, il CEO della Mela Tim Cook si è lasciato andare durante un’intervista alla ABC News. L’amministratore, pur difendendo la causa della sua compagnia, ha riconosciuto la poca trasparenza utilizzata verso i consumatori per un’attività che, seppur eticamente apprezzabile, andava comunque comunicata. Peraltro, se Apple ha rallentato di proposito i vecchi iPhone per farli durare di più, non si capisce il perché del silenzio, che invece fa emergere i dubbi sulla volontà di spingere le persone a comprare nuovi modelli.

Cosa succede

“Avevamo detto le cose come stavano – ha sentenziato Cook – ma non penso che molta gente abbia prestato attenzione. Forse avremmo dovuto essere più chiari”. Il riferimento è al calo di prestazioni dovuto al cosiddetto throttling, una funzione automatica introdotta con l’aggiornamento ad iOS 11, che implica sugli iPhone più datati un calo della CPU, sebbene non sempre così vistoso.

Stando al CEO, già dal prossimo update in arrivo a febbraio, una sezione del menu delle Impostazioni sarà dedicata alla possibilità di disattivare manualmente l’ottimizzazione, a beneficio delle performance e a scapito dell’autonomia ovviamente. Una scelta che però sarà individuale e a completa discrezione degli utenti. Al di là di questo, pare che Apple abbia intenzione anche di mostrare ai suoi clienti lo stato di salute della batteria, indicandone il livello raggiunto nelle info del dispositivo. A quel punto si capirà se è necessario o meno farla sostituire.

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Passepartout, la carica delle app https://www.datamanager.it/2017/12/passepartout-la-carica-delle-app/ Wed, 13 Dec 2017 14:48:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137350 L’accelerazione sulla parte servizi e app sta dando ottimi riscontri, come confermato dal successo del marketplace PassStore e dalle crescenti attività di PassWeb Come ama sottolineare spesso Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, la scelta strategica della software house sammarinese è da sempre quella di crescere non per acquisizioni ma per linee interne, facendo […]

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L’accelerazione sulla parte servizi e app sta dando ottimi riscontri, come confermato dal successo del marketplace PassStore e dalle crescenti attività di PassWeb

Come ama sottolineare spesso Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, la scelta strategica della software house sammarinese è da sempre quella di crescere non per acquisizioni ma per linee interne, facendo leva su una rete di partner e di clienti molto fidelizzati. A questo scopo, la società propone da tempo anche nuovi servizi, volti a impegnare ancora di più i partner nel coinvolgere i clienti su una pluralità di aspetti, come per esempio sulla realizzazione di app, siti internet e servizi di web marketing, ma anche su corsi specializzati o su laboratori specifici. Non per caso, quando a maggio 2017 si è tenuto l’annuale evento dedicato al canale di Passepartout, è stato evidenziato il cambio nel payoff, modificato in “Software e servizi gestionali” proprio con l’intenzione di definire ancora meglio la vocazione della società, da tempo specializzata nel settore delle applicazioni gestionali dedicate al mondo delle PMI, dei commercialisti e del settore HoReCa.

I NUMERI DI UN SUCCESSO

Dell’accelerazione sulla parte servizi e app, che hanno il loro fulcro in PassStore, l’area di scambio B2B per la raccolta, la qualificazione e la condivisione del patrimonio applicativo disponibile nell’ecosistema Passepartout, Data Manager ne ha parlato con Stefano Benzi, direttore Applicazioni della società, che ha sottolineato l’ottimo andamento della nuova proposta. «Nell’arco di sei mesi sono state pubblicate 62 app, di cui quattro sono su commessa: oltre a realizzare app standard, riceviamo anche richieste per app su misura su progetti piuttosto interessanti» – spiega Benzi, rivelando anche che «stiamo sviluppando app anche di tipo EDI, per esempio con Amazon, per integrare i dati tramite il loro ciclo fornitori, e anche in questo caso si tratta di un lavoro molto interessante che ci sta dando notevoli soddisfazioni». Per fornire un’idea più precisa del successo delle app, il direttore Applicazioni di Passepartout rivela che in un anno e mezzo sono state scaricate «oltre duemila app, delle quali sono attive, cioè utilizzate costantemente, esattamente 1.260, su un totale di 861 aziende».


.@PassepartoutSpa la carica delle app. Oltre mille attive
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OBIETTIVO FIDELIZZAZIONE

L’obiettivo di fondo dell’accelerazione di Passepartout sulle app è quello di «incrementare la fidelizzazione degli utenti finali, e questo è dimostrato anche dal fatto che non poche delle applicazioni vengono commercializzate a prezzi non elevati: l’obiettivo primario non è quello di aumentare il fatturato con le app, ma spingere su una maggiore fidelizzazione dei clienti, con un disegno strategico più articolato rispetto a quello che potrebbe essere una semplice vendita di add-on sul software gestionale» – fa notare Benzi. Più in dettaglio, le app riguardano numerosi aspetti, partendo dall’area finanziaria, cioè quella riguardante i solleciti, gli insoluti o gli scadenziari evoluti, per arrivare agli aspetti commerciali come la raccolta ordini su tablet e smartphone. Analizzando le app più da vicino, quella per la gestione dell’antiriciclaggio si è invece attestata al primo posto per numero di vendite e installazioni, soprattutto presso i professionisti che utilizzano il software per commercialisti PassCom, mentre al secondo posto vi sono quelle legate al mondo mobile, come le app per la raccolta ordini su smartphone e tablet. «Le app su mobile hanno visto finora un numero di download nell’ordine delle 6-700 unità per quanto riguarda il Play Store, ovvero quello del mondo Android, mentre sul sistema iOS di Apple questo numero si è attestato fin qui a circa 400 download» – fa sapere Benzi. Inoltre, grande consenso sta raccogliendo anche l’app Customer Care, che permette l’amministrazione delle trattative e l’assistenza nel post vendita, e vi è infine molto interesse per l’app Analisi Finanziaria Clienti, con report basati sulla classificazione del rating dei clienti e sulla salute del credito dell’azienda.

INTERFACCIA FAMILIARE

In sostanza, «si spazia dalla gestione amministrativa a quella commerciale, con app che implementano micro e macro funzionalità, configurandosi come veri e propri moduli in quanto sono realizzate con il nostro sistema proprietario di sviluppo e quando sono installate hanno la stessa interfaccia dei nostri sistemi» – prosegue Benzi. Il sistema di sviluppo di Passepartout ha, tra le altre caratteristiche peculiari, anche quella di contenere al suo interno diversi strumenti di personalizzazione, tra i quali spicca Data Track, uno strumento aggiunto recentemente che permette di realizzare software molto efficienti per l’analisi dei dati, in quanto questi vengono analizzati direttamente senza necessità di add-on. «Si possono navigare i dati direttamente, in quanto il sistema organizza il data base con la tecnica dei nodi: si può passare da un’informazione all’altra come se si stesse percorrendo una rete metropolitana, dove si può cambiare stazione, oppure tornare indietro o anche prendere un’altra linea» – spiega Benzi, sottolineando che «grazie a questo sistema si possono analizzare le informazioni senza soluzione di continuità».


.@PassepartoutSpa la carica delle app. Al primo posto, l’app #Antiriciclaggio
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SVILUPPI FUTURI

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, «mentre finora abbiamo operato per realizzare app che funzionassero in maniera disconnessa, cioè in locale e con la possibilità di sincronizzare i dati una volta che ci si sia loggati nuovamente, adesso abbiamo iniziato a sviluppare tool per operare in modalità sempre connessa, e con la possibilità di riconnettere l’utente nello stesso punto e nella stessa situazione in cui si trovava quando vi è stata la disconnessione della linea» – racconta Benzi. Ma non solo: «In questo periodo in cui si parla molto di Industria 4.0, stiamo sviluppando anche app per la logistica e per misurare i processi produttivi interni delle aziende, dove servono app sempre connesse per rilevare costantemente il flusso dei dati, relativo alle operazioni di produzione» – prosegue Benzi. Il framework “sempre connesso” sarà disponibile, anticipa Benzi, nei primi mesi del prossimo anno, e sarà oggetto di una presentazione in grande stile nel corso della prossima User Conference del canale che si terrà nel corso del 2018, dopo le prime anticipazioni della nuova modalità operativa illustrate nel corso di un ciclo di eventi tenutisi nello scorso mese di ottobre.

IL RUOLO DEI PARTNER

Infine, la divisione di Stefano Benzi ha anche l’importante compito di realizzare per conto terzi siti vetrina e siti e-commerce, completamente integrati al gestionale Passepartout utilizzato, e sviluppati a partire da un modello prestabilito o sulla base di specifiche esigenze dei clienti, operando soprattutto con le PMI e per il mondo hospitality e retail. «Siamo partiti con questa attività da circa un anno e abbiamo già numerose realizzazioni al nostro attivo, basate sul nostro content management system denominato PassWeb» – fa sapere Benzi. Anche in questo caso, l’obiettivo di fondo è quello della fidelizzazione: «Puntiamo sul rapporto con il cliente per avere soluzioni integrate con un unico fornitore, in un modello di go-to-market nel quale la nostra rete di partner rimane l’elemento centrale di riferimento, anche in considerazione del fatto che i partner stessi possono fare business sul nostro sito insieme a noi: questa opportunità è già stata colta da 10 partner, per un totale di 200 app commercializzate a tutt’oggi» – conclude Stefano Benzi.

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