iPhone lenti, mai più per colpa di iOS

Tim Cook promette maggiore trasparenza negli aggiornamenti futuri che ospiteranno una sezione dove poter attivare o spegnere il rallentamento automatico

Non si è fatta attendere la risposta di Apple in merito alle accuse di obsolescenza programmata a cui è andata incontro nelle ultime settimane. Dopo aver assistito all’indignazione del mondo hi-tech e alle class action partite negli USA, il CEO della Mela Tim Cook si è lasciato andare durante un’intervista alla ABC News. L’amministratore, pur difendendo la causa della sua compagnia, ha riconosciuto la poca trasparenza utilizzata verso i consumatori per un’attività che, seppur eticamente apprezzabile, andava comunque comunicata. Peraltro, se Apple ha rallentato di proposito i vecchi iPhone per farli durare di più, non si capisce il perché del silenzio, che invece fa emergere i dubbi sulla volontà di spingere le persone a comprare nuovi modelli.

Cosa succede

“Avevamo detto le cose come stavano – ha sentenziato Cook – ma non penso che molta gente abbia prestato attenzione. Forse avremmo dovuto essere più chiari”. Il riferimento è al calo di prestazioni dovuto al cosiddetto throttling, una funzione automatica introdotta con l’aggiornamento ad iOS 11, che implica sugli iPhone più datati un calo della CPU, sebbene non sempre così vistoso.

Stando al CEO, già dal prossimo update in arrivo a febbraio, una sezione del menu delle Impostazioni sarà dedicata alla possibilità di disattivare manualmente l’ottimizzazione, a beneficio delle performance e a scapito dell’autonomia ovviamente. Una scelta che però sarà individuale e a completa discrezione degli utenti. Al di là di questo, pare che Apple abbia intenzione anche di mostrare ai suoi clienti lo stato di salute della batteria, indicandone il livello raggiunto nelle info del dispositivo. A quel punto si capirà se è necessario o meno farla sostituire.

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