supercomputer – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 01 Jul 2026 12:49:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png supercomputer – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 HPE amplia l’offerta per HPC e AI: nuovo software di programmazione e funzionalità multi-tenant per i progetti di AI sovrana https://www.datamanager.it/2026/07/hpe-amplia-lofferta-per-hpc-e-ai-nuovo-software-di-programmazione-e-funzionalita-multi-tenant-per-i-progetti-di-ai-sovrana/ Sun, 05 Jul 2026 12:45:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253833 HPE rafforza la propria strategia nel supercalcolo introducendo nuove soluzioni software e infrastrutturali pensate per semplificare la gestione degli ambienti HPC e accelerare i progetti di intelligenza artificiale su larga scala. Le novità riguardano il software di programmazione per il supercalcolo, ora esteso anche ai server HPE ProLiant Compute, nuove funzionalità multi-tenant per networking e […]

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HPE rafforza la propria strategia nel supercalcolo introducendo nuove soluzioni software e infrastrutturali pensate per semplificare la gestione degli ambienti HPC e accelerare i progetti di intelligenza artificiale su larga scala. Le novità riguardano il software di programmazione per il supercalcolo, ora esteso anche ai server HPE ProLiant Compute, nuove funzionalità multi-tenant per networking e storage e servizi dedicati alla dismissione sicura dei sistemi HPC e AI.

L’obiettivo è offrire uno stack integrato per i centri di ricerca e le organizzazioni che sviluppano iniziative di AI sovrana, un segmento in forte crescita in Europa e nei programmi nazionali dedicati alle infrastrutture di calcolo.

Software di programmazione unificato per ambienti multi-vendor

La principale novità è rappresentata da HPE Supercomputing Programming Software, una piattaforma che punta a ridurre la complessità degli ambienti HPC caratterizzati dalla presenza di componenti hardware e software di fornitori diversi.

La soluzione integra strumenti proprietari, open source e di terze parti in un ambiente validato e preconfigurato, distribuito attraverso container, con l’obiettivo di semplificare gli aggiornamenti e ridurre i tempi necessari per la messa in esercizio dei sistemi.

Per la prima volta il software sarà disponibile anche sui server HPE ProLiant Compute, consentendo di uniformare l’esperienza operativa tra infrastrutture enterprise e piattaforme di supercalcolo.

Tra le funzionalità previste figurano la distribuzione di ambienti di sviluppo prequalificati, aggiornamenti containerizzati e un servizio di supporto di primo livello gestito direttamente da HPE per coordinare eventuali problematiche che coinvolgono più fornitori.

Networking e storage evolvono verso il multi-tenancy

HPE amplia inoltre le funzionalità multi-tenant della piattaforma Cray introducendo nuove capacità sia sul fronte del networking sia dello storage.

Sul piano della rete, la nuova versione del software HPE Slingshot 400 introduce meccanismi di isolamento dei tenant per garantire la separazione dei carichi di lavoro e limitare comunicazioni non autorizzate tra gruppi di utenti diversi, requisito sempre più rilevante nei progetti condivisi di ricerca e AI.

Anche lo storage HPC si arricchisce di strumenti dedicati alla gestione multi-tenant attraverso nuove interfacce grafiche e API che consentono di automatizzare configurazione e amministrazione dei file system HPE Cray E2000.

Secondo HPE, queste funzionalità completano un’offerta end-to-end pensata per ambienti nei quali più organizzazioni o gruppi di ricerca condividono la stessa infrastruttura mantenendo isolamento operativo e protezione dei dati.

Focus sull’AI sovrana

Le novità si inseriscono nella strategia con cui HPE intende presidiare il crescente mercato delle infrastrutture dedicate all’AI sovrana, tema sempre più centrale per governi, centri di ricerca e grandi organizzazioni che devono sviluppare modelli di intelligenza artificiale mantenendo il controllo su dati, infrastrutture e requisiti normativi.

L’infrastruttura proposta combina le piattaforme di supercalcolo HPE Cray, il raffreddamento diretto a liquido, networking ad alte prestazioni e funzionalità di gestione multi-tenant per supportare carichi di lavoro HPC e AI di grandi dimensioni.

Servizi per la dismissione dei sistemi HPC

L’azienda ha infine annunciato un’estensione dei servizi di HPE Financial Services dedicati alla dismissione dei sistemi HPC e AI raffreddati ad aria.

Le nuove funzionalità comprendono procedure di cancellazione certificata dei dati, ripristino delle configurazioni di fabbrica, validazione dei sistemi e supporto alla conformità normativa, con l’obiettivo di gestire in sicurezza il fine vita delle infrastrutture utilizzate in ambiti scientifici e ad alta intensità di dati.

Con questo aggiornamento del portafoglio HPE punta a rafforzare la propria presenza nel mercato delle infrastrutture per il supercalcolo, proponendo un’offerta che integra hardware, software, networking, storage e servizi lungo l’intero ciclo di vita delle piattaforme dedicate ad HPC e intelligenza artificiale.

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Lenovo accende i reattori del supercomputer “CRESCO6” presso l’ENEA di Portici https://www.datamanager.it/2018/07/lenovo-accende-i-reattori-del-supercomputer-cresco6-presso-lenea-di-portici/ Fri, 13 Jul 2018 13:35:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151365 Il supercomputer presso l’Ente di ricerca sulle energie alternative è basato su tecnologie Lenovo ThinkSystem ed è il più potente centro di calcolo installato nel Sud Italia Un sistema integrato composto da ThinkServer SD530 – della famiglia di prodotti Lenovo ThinkSystem – è da alcune settimane il cuore pulsante del supercomputer CRESCO6 installato presso l’ENEA […]

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Il supercomputer presso l’Ente di ricerca sulle energie alternative è basato su tecnologie Lenovo ThinkSystem ed è il più potente centro di calcolo installato nel Sud Italia

Un sistema integrato composto da ThinkServer SD530 – della famiglia di prodotti Lenovo ThinkSystem – è da alcune settimane il cuore pulsante del supercomputer CRESCO6 installato presso l’ENEA di Portici (NA). CRESCO6 nasce da una collaborazione fra ENEA e Cineca – il centro Italiano che fornisce servizi di supercalcolo agli utenti delle Università e ai Centri di Ricerca Italiani e Europei che ospita il supercomputer Marconi, anch’esso basato su tecnologie Lenovo. Il nuovo supercomputer contribuisce con la sua potenza di calcolo alla ricerca sul clima, allo studio di nuovi materiali, alla simulazione di sistemi complessi per la generazione di energia con basso impatto ambientale, a simulazioni per la gestione delle infrastrutture critiche, a studi biotecnologici e di chimica computazionale, di fluidodinamica applicata al settore della combustione e allo sviluppo di codici per la fusione nucleare.

Inoltre CRESCO6 fornisce alcuni servizi di calcolo a Eurofusion, la comunità che studia la fisica della fusione nucleare nell’ambito del progetto ITER – International Thermonuclear Experimental Reactor – un progetto internazionale che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, in grado di produrre più energia di quanta il processo ne consumi per l’innesco e il sostentamento della reazione di fusione.

“Con CRESCO6 miriamo a diventare un punto di riferimento nazionale per enti pubblici, università e imprese ad alto contenuto tecnologico, fornendo strumenti di simulazione e modellistica di ultima generazione a supporto delle attività di ricerca e sviluppo”, conclude Silvio Migliori, responsabile della divisione ENEA Sviluppo Sistemi per Informatica e ICT. “Grazie alla collaborazione con Lenovo possiamo disporre di un centro di calcolo di assoluta avanguardia che ci consentirà di spingere sempre più avanti i confini della ricerca verso fonti di energia più sicure e pulite”.

La realizzazione di CRESCO6 rientra nell’ambito del più articolato progetto Marconi, realizzato da Cineca nel 2016, e arriva al culmine di un percorso iniziato da ITER per l’acquisizione di servizi di calcolo finalizzati a raccogliere dati sulla fisica del plasma. CRESCO6 è infatti parte del centro di calcolo Marconi allestito da Cineca, dal 2017 nella top 20 dei supercomputer più potenti al mondo.

Alessandro de Bartolo, Country General Manager per l’Italia di Lenovo Data Center Group, ha commentato: “Siamo molto soddisfatti di proseguire la nostra collaborazione con Cineca ed ENEA, che aveva visto Lenovo già protagonista nella realizzazione del progetto Marconi. La prima implementazione era partita a Bologna nel 2016 ed è proseguita nel suo piano di aggiornamenti successivi fino ad arrivare all’attuale implementazione, che ora va a potenziare significativamente l’infrastruttura CRESCO di Portici. Con CRESCO6, le tecnologie di Lenovo vanno a potenziare ulteriormente le capacità di ricerca scientifica, teorica e applicata, consentendo all’Italia di dare il proprio contributo nello sforzo per risolvere le sfide più importanti dell’umanità.”

CRESCO6 è oggi l’infrastruttura di calcolo più potente del Sud Italia e uno dei più importanti centri di calcolo dell’intero panorama scientifico italiano, grazie ad una potenza di calcolo massima di circa 700 TeraFlops. CRESCO6 è basato sulla tecnologia Lenovo ThinkSystem ed è formato da un cluster di Lenovo ThinkServer SD530 ad alta densità, equipaggiati con processori Intel Skylake di ultima generazione e interconnessioni ad alte prestazioni Intel Omnipath. L’architettura del nuovo supecomputer è simile, seppure su scala più ridotta, a quella della terza partizione del Cluster Marconi installato al Cineca, consentendo l’integrazione di alcuni servizi su scala geografica.

“Siamo molto orgogliosi di avere la fiducia e la collaborazione di prestigiosi enti di ricerca come Cineca ed ENEA, ottenuta grazie a una combinazione di tecnologie all’avanguardia, architetture aperte e costante affiancamento ai tecnici che hanno lavorato all’implementazione di CRESCO6”. ha aggiunto Marco Briscolini, Senior Sales Leader HPC di Lenovo Italia.“

Il disegno e la realizzazione dell’architettura CRESCO6 hanno ambedue fatto tesoro dell’esperienza di CINECA nella realizzazione e gestione dell’architettura Marconi e della collaborazione di specialisti Lenovo nell’esecuzione dell’intero progetto.

In vista di sviluppi futuri, ENEA consolida con CRESCO6 la sua collaborazione con Cineca nei settori di punta del calcolo tecnico scientifico.

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C’è Red Hat Enterprise Linux alla base dei supercomputer più veloci del mondo https://www.datamanager.it/2018/07/ce-red-hat-enterprise-linux-alla-base-dei-supercomputer-piu-veloci-del-mondo/ Mon, 02 Jul 2018 16:30:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150514 Superare ogni record in tema di capacità elaborativa non è una novità per Red Hat – più e più volte, Red Hat Enterprise Linux è stato in grado di rivoluzionare gli standard computazionali. Oggi, questa capacità si estende al mondo dei supercomputer, con Red Hat Enterprise Linux scelto come base per due dei principali tre […]

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Superare ogni record in tema di capacità elaborativa non è una novità per Red Hat – più e più volte, Red Hat Enterprise Linux è stato in grado di rivoluzionare gli standard computazionali.

Oggi, questa capacità si estende al mondo dei supercomputer, con Red Hat Enterprise Linux scelto come base per due dei principali tre supercomputer al mondo, secondo la lista Top500. Più in generale, Linux è presente nella totalità dei 500 supercomputer più veloci al mondo.

Entrambe le macchine sono state progettate nell’ambito del progetto CORAL del Department of Energy (DOE) statunitense, per essere utilizzate nelle simulazioni scientifiche e di sicurezza e nelle applicazioni di modellazione più estreme, a sostegno della leadership nazionale in tema di computing.

Summit, presentato a inizio giugno, si trova presso lo Oak Ridge National Laboratory (ORNL) del Department of Energy ed è, oggi, il più veloce supercomputer al mondo. Costruito su un’architettura a building block, Summit si compone di processori IBM POWER9, GPU NVIDIA Volta V100 e Infiniband Mellanox, con Red Hat Enterprise Linux a rendere la cruda potenza del più veloce supercomputer al mondo disponibile a ricercatori e utenti finali attraverso un’interfaccia di sistema operativo standard. Con la sua combinazione di funzionalità di machine learning e intelligenza artificiale, Summit è pensato per alimentare numerose applicazioni scientifiche, dalla ricerca sul cancro all’astrofisica. Il più veloce supercomputer al mondo è anche uno dei più efficienti a livello energetico. Secondo Green500, che analizza i consumi energetici dei principali 500 supercomputer, Summit si colloca tra i primi dieci.

Sierra è ancora in fase di configurazione presso il Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) ed è già stato registrato come il terzo più veloce computer al mondo. Previsto per essere pienamente operativo il prossimo agosto, Sierra è progettato per supportare la National Nuclear Security Administration assieme ad altri due lavoratori aggiuntivi – Los Alamos e Sandia – e sarà in grado di sostenere funzionalità estese di machine learning, modellazione ad alta risoluzione e simulazione. Come per Summit, anche il design di questo supercomputer si basa su bulding block configurati in modo similare, con la principale piattaforma Linux enterprise al mondo che opera come interfaccia comune rispetto a nodi computazionali costruiti su tecnologie IBM, NVIDIA e Mellanox.

“In collaborazione con i suoi partner, Red Hat aiuta a ridisegnare la nuova generazione di supercomputer, per renderla più aperta e in grado di supportare l’innovazione scientifica, offrendo i livelli di stabilità e supporto necessari per operare carichi di lavoro mission-critical”, spiega Yan Fisher, global product marketing manager, Technical Computing, Red Hat. “Inoltre, queste macchine sono costruite utilizzando componenti hardware e software di livello enterprise su larga scala, mostrando nei fatti come il datacenter del futuro può evolvere per supportare un’elaborazione avanzata che vada oltre la ricerca scientifica.”

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Lenovo è il più grande fornitore globale di Supercomputer nella classifica Top500 https://www.datamanager.it/2018/06/lenovo-e-il-piu-grande-fornitore-globale-di-supercomputer-nella-classifica-top500/ Mon, 25 Jun 2018 14:00:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150117 Quasi un quarto dei 500 supercomputer più potenti del mondo è basato su tecnologia Lenovo Oggi, presso l’International Supercomputing Conference (ISC) di Francoforte, Lenovo Data Center Group ha raggiunto un altro importante traguardo diventando il più grande provider di supercomputer della classifica globale “TOP500”. Ben 117 dei 500 più potenti supercomputer nella TOP500 sono installazioni […]

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Quasi un quarto dei 500 supercomputer più potenti del mondo è basato su tecnologia Lenovo

Oggi, presso l’International Supercomputing Conference (ISC) di Francoforte, Lenovo Data Center Group ha raggiunto un altro importante traguardo diventando il più grande provider di supercomputer della classifica globale “TOP500”. Ben 117 dei 500 più potenti supercomputer nella TOP500 sono installazioni di Lenovo, il che significa che quasi un sistema su quattro (23,4%) nel prestigioso ranking è una soluzione basata du Lenovo.

“L’anno scorso,ci eravamo preposti di raggiungere l’obiettivo di diventare il più grande fornitore al mondo di sistemi di calcolo TOP500 entro il 2020. Abbiamo raggiunto questo obiettivo due anni prima del nostro piano originale”, ha dichiarato Kirk Skaugen, Presidente di Lenovo Data Center Group. “Questo risultato importante è una testimonianza del nostro impegno a dare sempre la priorità alla soddisfazione del cliente, offrire innovazione e prestazioni all’avanguardia ed essere il partner più affidabile al mondo per i data center. Siamo motivati ​​ogni giorno dal lavoro che gli scienziati fanno nella ricerca pionieristica per risolvere le più grandi sfide dell’umanità, e vogliamo dar loro le risorse per compierla”.

La base di clienti che sfrutta il calcolo ad alte prestazioni di Lenovo è tanto ampia quanto diversificata – con 17 delle 25 principali università e istituzioni di ricerca di tutto il mondo che alimentano la loro ricerca con le soluzioni complete di HPC e AI di Lenovo.

Lenovo, che ha un doppio quartier generale sia a Morrisville, North-Carolina (USA) sia a Pechino, (Cina), sostiene ricerche rivoluzionarie in oltre 160 paesi nel mondo e in molti campi, tra cui ricerca sul cancro e sul cervello, astrofisica, scienze climatiche, chimica, biologia, intelligenza artificiale, settore automotive e aeronautico, solo per citarne alcuni.

Ecco alcuni esempi di design innovativi del sistema di supercomputer Lenovo e la ricerca che alimentano:

  • ITALIA: CINECA, il più grande centro di calcolo in Italia; il supercomputer Marconi è uno dei supercomputer più efficienti in termini di energia al mondo; i progetti di ricerca che vi si compiono spaziano dalla medicina di precisione alle auto a guida autonoma.
  • CANADA: SciNet – Sede di Niagara, il supercomputer più potente del Canada; primo nel suo genere ad avvalersi della dragonfly topology; I ricercatori hanno accesso a 3 petaflop di potenza di elaborazione di Lenovo per aiutarli a comprendere l’effetto dei cambiamenti climatici sulle circolazioni oceaniche.
  • GERMANIA: Leibniz-Rechenzentrum (LRZ) – Centro di supercalcolo a Monaco di Baviera, Germania; le tecnologie di raffreddamento ad acqua calda Direct-to-Node di Lenovo hanno ridotto il consumo di energia nell’impianto del -40%; gli scienziati conducono simulazioni di terremoti e tsunami per prevenire meglio la possibilità di futuri disastri naturali.
  • SPAGNA: Barcelona Supercomputing Center – Il più grande supercomputer in Spagna; votato “Il più bel centro dati del mondo” da DatacenterDynamics, gli scienziati utilizzano modelli di intelligenza artificiale per migliorare l’individuazione delle malattie della retina.
  • CINA: Università di Pechino – Il primo supercomputer in Cina a utilizzare la tecnologia di raffreddamento ad acqua calda Direct-to-Node di Lenovo; gli scienziati stanno utilizzando i sistemi Lenovo per condurre ricerche scientifiche e genetiche ai massimi livelli mondiali
  • INDIA: Liquid Propulsion System Center (LPSC) – Centro di ricerca e sviluppo dell’Indian Space Research Organization, che utilizza la tecnologia di raffreddamento ad acqua calda Direct-to-Node di Lenovo per lo sviluppo di tecnologie terra-orbita di nuova generazione.
  • DANIMARCA: VESTAS – Il più grande supercomputer in Danimarca; vincitore del “Reader’s Choice” di HPCWire per il miglior utilizzo di analisi dei dati ad alte prestazioni; Vestas sta lavorando per rendere la produzione di energia eolica ancora più efficiente, raccogliendo e analizzando i dati per aiutare i clienti a scegliere i migliori siti per le installazioni di energia eolica.

Per consentire ai clienti di aumentare ulteriormente le prestazioni e contemporaneamente ridurre i consumi di elettricità, Lenovo ha anche annunciato questa settimana all’ISC Neptune, un approccio olistico e su tre fronti alle tecnologie di raffreddamento a liquido. Neptune racchiude l’intera suite di tecnologie di raffreddamento a liquido di Lenovo, ovvero il sistema Direct-To-Node (raffreddamento diretto dell’acqua), il Rear Door Heat Exchanger (RDHX, letteralmente “scambiatore di calore da porta posteriore”) e il modulo ibrido di trasferimento termale TTM (Thermal Trasnfer Module), che combina raffreddamento sia ad aria che a liquido nelle applicazioni ad alte prestazioni per clienti HPC, AI e di data center aziendali.

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Con la tecnologia Lenovo ThinkSystem il più potente supercomputer in Canada ha una marcia in più https://www.datamanager.it/2018/03/la-tecnologia-lenovo-thinksystem-piu-potente-supercomputer-canada-marcia-piu/ Thu, 08 Mar 2018 17:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143124 Il Sistema end-to-end Lenovo di 1.500 nodi ThinkSystem SD530 ultradense ad alte prestazioni, il networking Infiniband ad alta velocità e lo storage avanzato DSS-G forniscono oltre 3 petaflops di potenza di calcolo e 12 petabyte di storage Lenovo Data Center Group, in collaborazione con lo SciNet dell’Università di Toronto, Compute Ontario e Compute Canada, ha annunciato […]

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Il Sistema end-to-end Lenovo di 1.500 nodi ThinkSystem SD530 ultradense ad alte prestazioni, il networking Infiniband ad alta velocità e lo storage avanzato DSS-G forniscono oltre 3 petaflops di potenza di calcolo e 12 petabyte di storage

Lenovo Data Center Group, in collaborazione con lo SciNet dell’Università di Toronto, Compute Ontario e Compute Canada, ha annunciato l’aggiunta di 1.500 nodi di calcolo Lenovo ThinkSystem SD530 ultradense ad alte prestazioni a Niagara, il più potente supercomputer di ricerca del Canada. Al crescere della domanda per l’elaborazione ad alte prestazioni nel campo della ricerca quantitativa, questa recente espansione aiuterà i ricercatori canadesi a ottenere risultati significativi nei campi dell’intelligenza artificiale, dell’astrofisica, dello studio dei cambiamenti climatici, della ricerca oceanica e di altre discipline che utilizzano i Big Data.

Niagara è il singolo cluster di calcolo più veloce del Canada e, partendo da questa base, ciascuno dei nodi Lenovo ThinkSystem SD530 ad alte prestazioni è equipaggiato con due processori Intel Scalable Systems con 20 core di calcolo per processore, raggiungendo un incredibile totale di 60.000 core. Con l’aggiunta dei nodi Lenovo ThinkSystem SD530, Niagara fornirà più di tre petaflops di potenza di calcolo per eseguire elaborazioni simultanee di Big Data, simulazioni e modellazioni.

“Il nostro obiettivo è aiutare i più importanti team di ricerca al mondo e le istituzioni a trarre il massimo dal calcolo ad alte prestazioni per affrontare le più importanti sfide dell’umanità”, ha dichiarato Scott Tease, executive director, HPC e AI di Lenovo Data Center Group. “La nostra partnership con l’Università di Toronto, Compute Ontario e Compute Canada per portare Niagara a essere la più potente piattaforma di calcolo per la ricerca in Canada è un importante esempio di collaborazione volta a innovare e a perseguire questo obiettivo”.

Il nuovo sistema è supportato da più di 12 petabyte di storage Lenovo DSS-G ad alte prestazioni per gestire l’imponente quantità di dati inseriti nel sistema dai più brillanti ricercatori del Canada. Con la stratificazione dello storage per assicurare prestazioni e categorizzazione ottimali, questo sistema utilizza il file system IBM SpectrumScale. I nodi Lenovo ThinkSystem assicurano l’efficienza di calcolo, utilizzando lo storage intermedio a elevata ampiezza di banda che risiede fra i drive e i processori.

“Sosteniamo la ricerca in diversi campi, dalle scienze climatiche agli studi umanistici, dall’astrofisica alle scienze umane e sociali, dall’ingegneria alla fisica e chimica”, ha commentato il Dott. Daniel Gruner, chief technology officer di SciNet, all’Università di Toronto. “Eseguiamo elaborazioni di dati tradizionali, simulazioni, analitiche e, sempre più frequentemente, anche machine learning. Le dimensioni del nuovo sistema, assieme alla capacità di scalare con semplicità, è di fondamentale importanza nel supportare la nostra comunità di scienziati di varie discipline”.

Configurato specificamente per accogliere e accelerare il processo di innovazione, il supercomputer basato su tecnologia Lenovo è in grado di fornire un’infrastruttura exascale-ready con una scalabilità praticamente illimitata. Il sistema è stato messo in opera come soluzione completa end-to-end e progettata in modo da ottenere elevata efficienza energetica e bassi costi operativi.

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Il MIT realizza il primo chip che ragiona come il cervello umano https://www.datamanager.it/2018/01/mit-realizza-primo-chip-ragiona-cervello-umano/ Thu, 25 Jan 2018 15:47:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139664 Il MIT ha sviluppato un materiale che consentirà di realizzare i chip neuromorfici necessari all’hardware per l’intelligenza artificiale avanzata Al momento solo i supercomputer possono competere con il cervello umano in quanto a potenza di calcolo grazie ad 80 miliardi di neuroni e oltre 100 trilioni di sinapsi che gestiscono e smistano i segnali provenienti […]

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Il MIT ha sviluppato un materiale che consentirà di realizzare i chip neuromorfici necessari all’hardware per l’intelligenza artificiale avanzata

Al momento solo i supercomputer possono competere con il cervello umano in quanto a potenza di calcolo grazie ad 80 miliardi di neuroni e oltre 100 trilioni di sinapsi che gestiscono e smistano i segnali provenienti dai sensi. Gli scienziati che si occupano di intelligenza artificiale stanno tentando di insegnare alle macchine a pensare come noi ma se ci fosse una piattaforma hardware che riproduce la struttura del cervello sarebbe molto più semplice raggiungere l’obiettivo. Questo campo è stato battezzato neuromorphic computing e gli ultimi studi portati avanti dai ricercatori del MIT potrebbero dato il via ad una vera e propria rivoluzione.

I computer sono fatti per trasmettere e interpretare segnali lineari mentre il cervello funziona sulla base di input modulabili. Gli ingegneri dell’ateneo di Boston sono riusciti a creare le base per il primo chip neuromorfico che invece di svolgere calcoli sulla base del linguaggio binario (acceso/spento) dovrebbe “funzionare in modo analogico, scambiandosi un gradiente di segnali, o “pesi”, in modo simile ai neuroni che si attivano in vari modi a seconda del tipo e del numero di ioni che percorrono una sinapsi”. Per questo chip i ricercatori hanno pensato di sostituire il materiale amorfo posto tra le sinapsi sintetiche con del silicio monocristallino, al cui interno è stato ricavato una sorta di imbuto che permette agli ioni di muoversi in modo controllato e misurabile. “Quello che vogliamo davvero è ottenere un chip grande quanto un’unghia che possa rimpiazzare un grande supercomputer. Ci vorrà ancora del tempo, ma indubbiamente questo è il principale passo verso la realizzazione di dispositivi portatili di intelligenza artificiale”, afferma il team del MIT.

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Le tre anime di Lenovo https://www.datamanager.it/2017/12/le-tre-anime-lenovo/ Wed, 20 Dec 2017 16:08:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137975 Scopriamo perché “different is better”. Spaziando dalla mobility al cloud, passando per PC e server, l’offerta di Lenovo si articola su tre divisioni specializzate che operano in sinergia. Il posizionamento di Lenovo non ha uguali sul mercato grazie alla gestione di un unico brand globale forte di un’offerta tecnologica innovativa sia sul segmento consumer sia […]

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Scopriamo perché “different is better”. Spaziando dalla mobility al cloud, passando per PC e server, l’offerta di Lenovo si articola su tre divisioni specializzate che operano in sinergia. Il posizionamento di Lenovo non ha uguali sul mercato grazie alla gestione di un unico brand globale forte di un’offerta tecnologica innovativa sia sul segmento consumer sia professionale

In un mondo in continua evoluzione come quello dell’IT, ci sono aziende che hanno scelto di raccogliere la sfida della trasformazione. E stanno dimostrando di saperla cavalcare al meglio. È il caso di Lenovo, che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi più volte. A partire dall’acquisizione, avvenuta ormai 12 anni fa, del business dei PC da IBM, l’azienda che proprio in quel frangente è rinata con il nome Lenovo (Le-novo, nuova Legend, il nome della società cinese precedente all’acquisizione) si è di fatto trasformata, puntando sempre più sull’innovazione, con prodotti di sicuro impatto, e allargando la propria azione anche nell’area dei server x86, con l’acquisizione nel 2014 del relativo business, sempre da Big Blue, e quella del mobile, che vede nel marchio Motorola il cavallo di battaglia. E se una parte della potenza di fuoco anche in quest’ultima area nasce dall’acquisizione, quella di Motorola da Google, nel 2015, non bisogna pensare che le fortune attuali di Lenovo traggano unicamente origine dall’acquisto di business da altri, in quanto sono il frutto della strategia “One Lenovo”, che è quella di un’azienda unica, con un brand unico, in cui la specializzazione per segmenti è funzionale a soddisfare le diverse esigenze dei clienti. Ecco quindi che oggi l’organizzazione, anche in Italia, vede la presenza di tre macro-divisioni, ovvero Data Center Group (DCG), che spazia dal data center fino al cloud; Personal Computing & Smart Device Group (PCSD, spesso abbreviata in PCG), che va dal PC di casa fino al tablet e alla workstation; e infine Mobile Business Group (MBG), che gestisce tutto ciò che è telefonia mobile e gli accessori che la trasformano, i cosiddetti Moto Mods. Oggi, i numeri dipingono una realtà globale presente in oltre 160 paesi, con 52mila persone, 43 miliardi di dollari di fatturato nell’ultimo anno fiscale, e la posizione numero 202 nella classifica Fortune Global 500.

BRAND GIOVANE

Niente male per una società giovane, e il cui brand ha poco più di dieci anni di vita: “Le-novo” è stato infatti coniato nel 2005, derivandolo da “nuova Legend”, il nome dell’azienda cinese da cui è nata l’attuale compagine dopo l’acquisizione della divisione PC di IBM. Il nuovo nome fu dato proprio per segnare il punto di discontinuità e di internazionalizzazione di un’azienda che fino ad allora si era rivolta quasi esclusivamente al mercato domestico – sebbene enorme – con l’invenzione disruptive della scheda che trasformava i caratteri occidentali in ideogrammi sugli allora PC “IBM-compatibili”. Quello che però è interessante rilevare è che «da due anni a questa parte, sostanzialmente con una strategia di marketing molto focalizzata e orientata agli ambiti digital e social» – come fanno notare in Lenovo, il brand si è affermato nella prestigiosa classifica dei 100 marchi top a livello globale, stilata ogni anno da Interbrand e nella quale sono presenti in tutto solo 15 marchi nel mondo della tecnologia, solo pochi dei quali sono tra i concorrenti principali di Lenovo.


Le tre anime di @lenovoitalia Scopriamo perché #different is #better #Lenovo
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OBIETTIVO CRESCITA

Lenovo è una realtà di tutto rispetto anche in Italia, e per scoprire i motivi del successo, che non sono pochi, Data Manager ha incontrato i vertici della società a metà novembre, nei moderni uffici della sede centrale situati alle porte di Milano. Con Emanuele Baldi, general manager e amministratore delegato in Italia di Lenovo, nonché territory manager per Italia e Israele – in sella da inizio 2017, dopo una lunga carriera in aziende di rilievo come Intel e Fujitsu – è logico partire da una valutazione del suo primo anno in azienda. «Il bilancio è largamente positivo: ho trovato un team di persone molto valide e con ottime competenze, che forse aspettavano solo di essere rimotivate. E questo è avvenuto molto rapidamente, grazie anche al fatto che Lenovo è un’azienda che ascolta le istanze delle diverse country» – esordisce Baldi, spiegando che l’azienda «ha compiuto passi significativi verso una continuità di crescita che proseguirà ancora, per merito degli investimenti fatti, anche in termini di organizzazione e di struttura. Per l’anno che sta iniziando, si tratta di spingere ulteriormente sull’acceleratore, con l’obiettivo di portare la nostra quota di mercato in Italia al livello di quella che abbiamo già in Europa».

Gruppo Lenovo PCG (PC – e Smart Device – Group) al centro il GM Emanuele Baldi, poi Simona Menghini, Cristiano Accolla, Mauro Podeschi, Guido Terni, Enza Truzzolillo, Federico Carozzi e Luca Biondelli

PUNTI DI FORZA

I punti di forza non mancano: «La nostra proposizione sul mercato è unica, in quanto siamo solo noi ad avere una gamma completa che va dallo smartphone fino al server per data center, con una uniformità di linguaggio e di posizionamento che viene declinata nelle tre organizzazioni separate, che operano in sinergia a livello operativo, ma come divisioni lavorano per competenza» – prosegue Baldi. Ma non solo: «La nostra struttura è solida non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo, e questo ci permette di affrontare molto rapidamente tutti i cambiamenti del mercato» – fa notare Baldi, che sul mercato vede ancora «un po’ di debolezza, anche se le aspettative sono quelle di un miglioramento. È per questo che sono ottimista sui nostri obiettivi, che per il 2018 prevedono una crescita soprattutto nel segmento professionale, dato che nell’ambito consumer riteniamo già adeguata agli obiettivi la nostra crescita organica».

IL DATA CENTER GROUP

Il riferimento è all’area PCG, dove la carne messa al fuoco nel 2017 è stata davvero molta, come vedremo più avanti, mentre ora è opportuno concentrare l’attenzione sull’ambito data center con Alessandro de Bartolo, general manager per l’Italia del Data Center Group. L’essere in chiusura d’anno solare, anche se non coincidente con l’anno fiscale di Lenovo che va da aprile a marzo, rende naturale partire da un bilancio. «Siamo molto soddisfatti sia del lavoro che abbiamo svolto, visto che nell’arco degli ultimi sei mesi abbiamo agito profondamente sulla nostra struttura e sulle nostre soluzioni, sia del riscontro da parte del mercato: per quanto riguarda la nostra organizzazione in Italia, abbiamo inserito nuove risorse dedicate al mondo data center e figure specializzate al supporto del canale, che ora dispone di un team apposito, mentre dal punto di vista delle tecnologie, a giugno c’è stato quello che è stato definito l’annuncio più importante della nostra storia, con la gamma ThinkSystem e ThinkAgile» – racconta de Bartolo.

NUOVO TEAM

Più in dettaglio, dallo scorso luglio il team del Data Center Group tricolore può contare anche su Thomas Giudici, channel sales manager, e Davide Benelli, marketing manager. Si tratta di un ampliamento della squadra determinato «dalla sempre maggiore specializzazione del DCG, che oltre a strutture di vendita specializzate e dedicate all’ambito dei data center vede anche la presenza di relazioni sempre più specifiche con i partner, e le due posizioni che fino a sei mesi fa non esistevano, vengono a incrementare la nostra azione sul mercato, sia dal lato canale sia dal lato marketing» – sottolinea de Bartolo. I programmi specifici di canale «premiano aspetti quali la vendita di soluzioni, ovvero ThinkAgile con i building block ThinkSystem, e la conquista di clienti che prima non erano Lenovo, ma soprattutto insistono sulle certificazioni tecniche, sempre più rilevanti oggi», prosegue de Bartolo.


Emanuele Baldi @lenovoitalia Crescita sul B2B e allineamento dell’Italia con Europa
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OFFERTA COMPLETA

Illustrando invece la nuova offerta, sulla quale in effetti si potrebbero riempire pagine e pagine, tanto è articolata, il numero uno del Lenovo Data Center Group italiano sottolinea che si tratta del «più completo portafoglio di prodotti di sempre, con 14 piattaforme server, sette offerte storage e cinque switch di rete, caratterizzato anche dalla presenza dei due nuovi brand ThinkSystem e ThinkAgile, che consentono ai clienti di costruire le fondamenta per progettare un data center di tipo software defined, o come diciamo noi, progettato per il futuro». Ma è anche da sottolineare che la gamma ThinkSystem, che riunisce nel nuovo brand unificato i server, lo storage e il networking, ha già messo a segno, proprio con la “complicità” del nuovissimo processore Intel Xeon Scalable sul quale è basata, un totale di 88 record mondiali in altrettanti benchmark, certificati da analisti indipendenti, sulle prestazioni delle piattaforme server x86: si tratta del numero più alto rispetto a qualsiasi altro vendor, che consolida la leadership di Lenovo nelle prestazioni dei data center.

Gruppo Lenovo DCG (Data Center Group) al centro il GM Alessandro de Bartolo, poi Davide Benelli, Roberta Marchini, Simona Menghini, Thomas Giudici

APPLIANCE IPERCONVERGENTI

Va però detto che la superiorità dell’offerta x86 di Lenovo non è solo nelle prestazioni, che «rappresentano senz’altro uno degli elementi qualificanti, ma che per noi costituiscono il punto di partenza per ingegnerizzare sistemi che abbiano un senso di business per i nostri clienti» – spiega de Bartolo, allargando il discorso un po’ a tutta l’offerta ThinkSystem e ThinkAgile, che vede nell’approccio “legacy free” un altro elemento distintivo, in quanto permette ai clienti di realizzare il proprio data center con le soluzioni preferite. Mantenendo sempre un occhio di riguardo verso il paradigma software defined con le soluzioni iperconvergenti, grazie a partnership di rilievo come quelle con Nutanix o VMware, dalle quali sono nate appliance specifiche, quali la serie ThinkAgile, con processori della famiglia Intel Xeon Scalable e alimentata da VMware vSAN 6.6 per realizzare un’infrastruttura iperconvergente preconfigurata, con lo scopo di ridurre la complessità del data center aggregando server, storage e virtualizzazione in un unico pool di risorse in comune. Progettata per essere scalabile, in modo che si possa iniziare anche con pochi nodi, a partire da tre, per incrementare la capacità di storage e prestazioni senza interrompere le operazioni quotidiane, la serie VX è costituita da «appliance che vengono integrate in fabbrica da Lenovo e configurate presso il cliente, con soluzioni predefinite per diversi carichi di lavoro, in una modalità improntata alla massima semplicità anche per le operazioni successive, visto che il cliente ha Lenovo come unico punto di contatto per tutte le esigenze post installazione, grazie al supporto unificato ThinkAgile Advantage che è già compreso senza alcun costo aggiuntivo» – fa notare de Bartolo.

PRIMATI ANCHE NEI SUPERCOMPUTER

A questo primato, se ne affianca un altro: quella nell’ambito dell’high performance computing, dove il sistema Marconi, sviluppato da Lenovo in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario CINECA di Bologna e basato su tecnologie Intel, è oggi tra i 12 supercomputer più potenti del mondo (Dati Supercomputing Conference, 2017). Ma soprattutto, Marconi rappresenta un importante tassello di una progressione che ha visto Lenovo affermarsi decisamente nel rarefatto mondo dei supercomputer, dove ha debuttato nel 2014, e che in soli tre anni l’ha vista arrivare ai vertici della lista dei TOP 500 vendor mondiali di supercomputer, con 92 installazioni nel 2017. Non si tratta però solo di installazioni di bandiera volte unicamente a entrare nelle classifiche, ma di una vera e propria strategia che punta con decisione verso i grandi data center, e strizza l’occhio anche a quella che da più parti viene indicata come la nuova frontiera del computing, quella dell’intelligenza artificiale.

VERSO L’INTELLIGENZA AUMENTATA

L’acronimo più utilizzato in questo ambito è AI, cioè artificial intelligence, ma in Lenovo si preferisce declinarlo come augmented intelligence, di cui l’intelligenza artificiale costituisce l’elemento abilitante. È in questo ambito che il Data Center Group ha varato recentemente nuove iniziative per consentire ai clienti di adottare le nuove funzionalità di augmented intelligence per migliorare produttività e risultati. Partendo dall’investimento di 1,2 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, Lenovo ha inaugurato tre Innovation Center dedicati a Morrisville negli Stati Uniti, a Stoccarda e a Pechino, con l’obiettivo di aiutare a scoprire come l’AI può risolvere le più importanti sfide di business e umanitarie. Più di 100 data scientist di Lenovo e sviluppatori specializzati in AI sono già al lavoro, mentre i clienti di Lenovo possono accedere agli Innovation Center da remoto e hanno l’opportunità di provare e affinare le applicazioni e i carichi di lavoro su diversi sistemi ottimizzati per le alte prestazioni. In aggiunta, possono riunire una variegata comunità di esperti tra partner analisti di dati e altri clienti, i quali possono condividere esperienze e conoscenze per risolvere insieme alcune delle maggiori sfide per l’umanità.


#Marconi tra i #supercomputer più potenti del mondo @Cineca1969 @lenovoitalia
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IL PERSONAL COMPUTING GROUP

Tornando a prodotti di uso più quotidiano, cioè a personal computer e affini, è con Federico Carozzi, head of product management per l’Italia, che approfondiamo quest’altra importante fetta del mercato. «Il 2017 è stato un anno importante per noi, in quanto abbiamo rivisto completamente l’offerta di PC per l’area consumer, che prima era forse un po’ disomogenea, e abbiamo continuato a sviluppare l’offerta di prodotti innovativi nelle aree degli smart device, oltre a consolidare la nostra leadership nell’ambito business, con la linea ThinkPad, che quest’anno ha compiuto i suoi primi 25 anni di vita e che è quella che sta crescendo in assoluto di più sul mercato, riconfermandosi una volta di più il punto di riferimento per l’area enterprise e anche per quella SMB/PMI di fascia alta, in riconoscimento delle sue caratteristiche superiori» – spiega Carozzi.

Gruppo Lenovo MBG (Mobile Business Group – brand Motorola) al centro il GM Daniele De Grandis, poi Andrea Tramacere, Vincenzo Iannotti, Simona Menghini, Alessandra Petti

IL THINKPAD, UN’ICONA DA 25 ANNI

Il ThinkPad costituisce da tempo una sorta di “brand nel brand”, grazie anche alla sua peculiare storia che è ricca di primati, sia di vendite, con i primi 10 milioni di esemplari venduti raggiunti nel 2000 e i 100 milioni superati nel 2014, sia tecnologici: oltre a essere il primo notebook in assoluto con un display TFT a colori, nel 1992, il ThinkPad è anche stato il primo portatile ad avere a bordo il CD-ROM, nel 1994, il DVD-ROM, nel 1997, e il lettore di impronte digitali, nel 2004. Si tratta di primizie tecnologiche che continuano tuttora e che soprattutto hanno contribuito a rafforzare negli anni il posizionamento della gamma ThinkPad come la più desiderata e apprezzata dagli utenti professionali e aziendali. Merito anche della sua incarnazione più rivoluzionaria, quella avvenuta nel 2012 con il primo ThinkPad X1 Carbon, un ultrabook business sottile e leggero grazie allo chassis in fibra di carbonio. Arrivato quest’anno alla sua quinta generazione, il ThinkPad X1 Carbon è oggi quasi quattro volte più sottile e due chili più leggero del suo antenato 700C, ma soprattutto è oltre cento volte più veloce in termini di pura potenza di calcolo rispetto al processore da 25 MHz del 700C.

 

FOCUS SULL’INNOVAZIONE

Oggi, i notebook della linea consumer sono costituiti da tre modelli IdeaPad 320, 520 e 720, «caratterizzati da un family look e da un design coerente, ma soprattutto da un posizionamento molto chiaro, con la presenza di alluminio, schermi borderless e tastiere retroilluminate, non sempre scontate nel segmento a volume» – fa notare Carozzi, che sottolinea anche la presenza del brand “Legion” dedicato all’offerta per il mondo gaming, con sistemi notebook e desktop. In quest’ultimo ambito, si distingue anche l’offerta Cube, un desktop dalla forma di cubo particolarmente accattivante. Ma soprattutto, Lenovo si contraddistingue sul mercato per l’attenzione data all’area dell’innovazione, ovvero il mondo dei 2-in-1, cioè i detachable e i convertibili, quello dei tablet e quello delle workstation. «Nei convertibili, che abbiamo inventato noi con il nome Yoga, siamo leader incontrastati, con una quota del 50% sia a livello italiano sia mondiale» – spiega Carozzi, sottolineando che «nell’ambito dei 2-in-1 e dei tablet, copriamo il mercato a 360 gradi; vanno ricordati in particolare lo Yoga 520, 720 e – il più elegante, per la cerniera particolare – lo Yoga 920; inoltre i detachable di fascia alta con Windows 10 sono ben presenti anche nel mercato business, con la linea Miix e con il ThinkPad X1 Tablet, che eredita tutte le caratteristiche che hanno reso iconico il ThinkPad» – mette in evidenza Carozzi.

IL CANALE IN PRIMO PIANO

Parlando invece del modello di go-to-market, il canale è il punto di riferimento di Lenovo: se a livello mondiale il 94% del business dell’area PCG passa tramite i partner, in Italia questa quota è ancora più alta. Il team di Cristiano Accolla, SMB & channel country leader di Lenovo Italia, si occupa dello sviluppo del canale small & medium business e della strategia di go-to-market nel mondo business, con un focus particolare sul settore education. «In Italia operiamo con una consolidata rete di rivenditori certificati (Platinum, Gold e Silver), che gestiamo con la nostra forza vendita, oltre che con un ampio numero di rivenditori specializzati, con i quali pure lavoriamo a stretto contatto, anche grazie al prezioso supporto dei nostri distributori. Copriamo il territorio sia con una squadra di field sales guidata da Enza Truzzolillo, channel & mid market sales manager, sia con un team di inside sales account, guidato da Guido Terni, Lenovo channel sales center & education manager. Il settore dell’education è infatti strategico per Lenovo, che ne è da più di un anno brand leader in Italia: «Abbiamo investito molto in quest’area, operando a 360 gradi con le scuole, il Ministero dell’università e della ricerca (MIUR) e anche con partner vendor di rilievo come Microsoft. E i risultati ci stanno dando ragione» – sottolinea Accolla. «Continuerà a essere sempre più rilevante anche l’attività sul mid market – la fascia alta delle piccole-medie imprese – che si conferma il segmento più performante e per noi più ricettivo del tessuto industriale italiano», ricorda Accolla.


.@lenovoitalia Più valore alla #diversity – Essere #different è la chiave del #successo
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IL MERCATO ENTERPRISE

Per l’ambito enterprise, Lenovo dispone di un gruppo di persone che parla direttamente con le grandi aziende, anche se poi l’offerta viene veicolata dai partner. Quando invece si tratta di grandi aziende presenti a livello internazionale, entrano in gioco i “global account”, che si appoggiano al servizio offerto da Lenovo in ambito globale. Che quello delle grandi imprese e del settore pubblico sia un mercato di interesse per Lenovo Italia è dimostrato anche dalla presenza di una figura dedicata. Si tratta di Mauro Podeschi, large enterprise & public sector country leader, che opera in modo da «favorire lo sviluppo del business dei partner, con un’organizzazione rivolta agli end user per guidare le scelte verso le proposte tecnologiche di Lenovo». Grazie a un 2017 di investimenti, Podeschi anticipa «un 2018 importante, nel quale Lenovo potrà raccogliere i frutti di quanto abbiamo seminato quest’anno, guardando soprattutto all’area del desktop replacement e nello smart working, sia nel nostro lavoro con i maggiori system integrator sia nell’ambito della PA, che in Italia costituisce uno dei mercati più importanti».

Il team di canale PCG da sinistra a destra Guido Terni, Enza Truzzolillo, Cristiano Accolla

IL MOBILE BUSINESS GROUP

Questa ampia carrellata su Lenovo si completa con la parte mobile, di cui si occupa Daniele De Grandis, general manager del mobile business group di Lenovo per Italia e Israele. «Qui il marchio Lenovo funge da “umbrella brand”, mentre la nostra proposta di smartphone è siglata Motorola, con i modelli Moto che vanno dall’entry level C all’alto di gamma Z» – spiega De Grandis, anticipando piani ambiziosi per il futuro, che parlano della volontà «di consolidare la posizione attuale di numero 5 al mondo per poi arrivare, nell’arco di due anni, alla terza posizione». Per raggiungere questi obiettivi, può rivelarsi utile la strategia di prodotto che guarda anche alla fascia enterprise, con le peculiarità della gamma Moto Z dove è stato introdotto un concetto di modularità pressoché unico nel settore con i “Moto Mods”, accessori che si attaccano magneticamente alla back cover del telefonino. Alcuni di questi si possono rivelare molto utili in ambito business, come per esempio il proiettore Insta-share, che permette di riprodurre a parete una presentazione professionale fino a 70’’, la stampante Insta-Printer oppure il JBL SoundBoost che consente di ascoltare meglio una conference call in vivavoce.

MARKETING STRATEGICO

Infine, la crescita di Lenovo deve molto anche alla strategia di marketing, di cui parliamo con Simona Menghini, marketing manager per l’Italia e communications leader per Italia e Israele, che racconta come l’azienda si muova lungo tre direttrici: «Oltre all’azione sul brand, vi sono altre due attività, più continuative e forse meno visibili, ma non meno importanti a livello di supporto alle vendite di breve e medio termine, e sono quelle sul canale commercial e il canale retail. Questo per sostenere da vicino i nostri business partner, visto che quasi tutto il nostro fatturato avviene tramite la rete di vendita esterna, che siano dealer a valore aggiunto o retailer come le grandi catene dell’elettronica di consumo». Per quanto invece riguarda la spinta sul brand – che ha acquisito una riconoscibilità di rilievo – le attività si concentrano «sia verso l’ambito business, dove proprio quest’anno abbiamo festeggiato il venticinquesimo compleanno del nostro prodotto flagship e sub-brand primario, il ThinkPad, sia verso il mondo consumer, dove siamo sbarcati più tardi, meno di cinque anni fa, e che ci sta dando comunque grosse soddisfazioni. Stando alle nostre statistiche, oltre il 50 per cento delle persone tra i 18 e i 55 anni acquirenti di PC e tablet conoscono Lenovo, e oltre il 30 per cento lo prenderebbe in considerazione per un acquisto» – prosegue Simona Menghini.

EVENTI PER IL BRAND

Oltre alle campagne soprattutto digital e social, il brand Lenovo viene spinto anche con eventi: per esempio, per la famiglia ThinkPad, sono previsti incontri con il canale di vendita e gli utenti finali, che comprende una parte tecnica con un’area allestita per toccare con mano i test di resistenza che supera il ThinkPad prima di uscire dalle fabbriche. Curiosa è invece la tipologia degli eventi previsti per la famiglia consumer, dove il marchio primario di Lenovo è Yoga, evocativo di grande flessibilità e versatilità, che viene legato a eventi sulla disciplina che lo ha ispirato e che riscuote in Italia sempre più successo, con partecipazioni come quella alla CosmoRun e allo Yoga Festival, la più grande associazione di scuole maestri e praticanti in Italia. Ma non solo. Come già osservato, Lenovo ha una grande attenzione a tutti gli strumenti che il digitale offre. «Lavoriamo sui nostri canali social, da Facebook a YouTube, da Instagram a LinkedIn, con campagne studiate per trarre il massimo vantaggio dal mobile e raggiungere gli utenti in modo personalizzato, meno invasivo e più dialogante» – conferma Simona Menghini, sottolineando però che «non perdiamo mai di vista il contatto diretto e offline con il pubblico. Un esempio recente di questo è il progetto di “design crowdsourcing”, una sorta di concorso tra gli studenti dell’istituto Europeo di Design, la nota scuola internazionale – nata in Italia con sedi anche in America Latina e Spagna, e con oltre il 35 per cento di studenti stranieri – per creare la cover di Yoga 920, l’ultimo nato della nostra famiglia di convertibili consumer. È motivo di orgoglio per tutti noi in Lenovo quello di poter dire che l’edizione speciale di questo bellissimo notebook, il modello Yoga 920 Vibes, venduto in tutto il mondo, è stata creata proprio da uno studente italiano, scelto da un giuria internazionale congiunta Lenovo-IED».

il team di marketing (PCG, MBG, DCG) al centro Simona Menghini con Gianluca Russo e Silvia Decheva; poi Davide Benelli (DCG) e Alessandra Petti (MBG)

LE RAGIONI DI UN SUCCESSO

Del resto, se il motto di Lenovo è “different is better” ci sarà di certo più di un motivo. Perché questo non vale solo per le innovazioni di prodotto, che spiccano anche in un mondo molto abituato alle novità: si va da Yoga, il primo PC convertibile a 360 gradi, che è un brevetto Lenovo del 2012, al primo tablet con stereo e proiettore incorporato, lo Yoga Tab 3 Pro, passando per il primo smartphone che si trasforma in fotocamera, stereo, proiettore, stampante o gamepad, con i Moto Mods di cui si parlava più sopra. La “differenza” di Lenovo riguarda anche «il modo di fare le cose, che sia nel marketing o persino nelle risorse umane, per il grande valore che diamo alla diversity, con percentuali di impiego e management femminile superiori alle medie del settore e con la nostra politica LGBT-friendly. In altre parole, vogliamo essere “different” perché questo ci rende “better”, e ci porta al successo» – conclude Simona Menghini.

Foto di Gabriele Sandrini

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Lenovo Data Center Group fornirà supercomputer all’LRZ di Monaco di Baviera https://www.datamanager.it/2017/12/lenovo-data-center-group-fornira-supercomputer-alllrz-monaco-baviera/ Fri, 15 Dec 2017 14:51:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137575 Il Nuovo Sistema di Lenovo fornirà 26,7 petaflops di potenza di calcolo al più grande supercomputer in Germania, per risolvere problemi ambientali, astrofisici e biomedici Lenovo Data Center Group e Intel forniranno un supercomputer di nuova generazione al Leibniz Rechenzentrum (LRZ) dell’Accademia Bavarese delle Scienze di Monaco. Tra i più importanti centri di calcolo scientifici, di […]

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Il Nuovo Sistema di Lenovo fornirà 26,7 petaflops di potenza di calcolo al più grande supercomputer in Germania, per risolvere problemi ambientali, astrofisici e biomedici

Lenovo Data Center Group e Intel forniranno un supercomputer di nuova generazione al Leibniz Rechenzentrum (LRZ) dell’Accademia Bavarese delle Scienze di Monaco. Tra i più importanti centri di calcolo scientifici, di ricerca e accademici in Europa, l’LRZ gestisce non solo un’immensa quantità di Big Data, ma elabora e analizza rapidamente i dati per accelerare attività di ricerca quali la più grande simulazione di terremoti, e relativi tsunami, mai effettuata.

Questo annuncio arriva sull’onda di una serie di importanti successi tra cui spicca il supercomputer Marconi installato al CINECA di Bologna, che con i suoi 15,3 petaflops, più di 314.000 core è il secondo più grande in Europa e il 14° a livello globale, secondo la Top500 List del novembre 2017. Marconi è un cluster di 1.500 server Lenovo ThinkSystem SD530, che sommato all’esistente piattaforma Lenovo NeXtScale va a formare, al CINECA, un data center di oltre 7.000 server con un picco di 20 petaflops di potenza di calcolo.

Quando sarà completato verso la fine del 2018, il nuovo supercomputer (denominato SuperMUC-NG) sarà messo all’opera sostenendo la ricerca in discipline scientifiche complesse quali l’astrofisica, la fluidodinamica e le scienze mediche e farmaceutiche. L’installazione presso l’LRZ comprenderà tra l’altro il ventimilionesimo server consegnato da Lenovo, un traguardo significativo per la divisione Data Center Group dell’azienda.

Il SuperMUC-NG fornirà una capacità di calcolo di ben 26,7 petaflops distribuita su quasi 6.500 nodi di server Lenovo ThinkSystem SD650 di nuova generazione con processori Intel Xeon Platinum e Intel Advanced Vector Extensions (Intel AVX 512), ed è interconnesso con l’architettura Intel Omni-Path. Il nuovo sistema comprenderà la potente suite di gestione LiCO (Lenovo Intelligent Computing Orchestrator) e componenti basati su cloud che agevoleranno la condivisione dei risultati.

Con l’obiettivo di ridurre i costi operativi dell’infrastruttura, il nuovo supercomputer SuperMUC-NG presenta l’avanzata tecnologia di raffreddamento ad acqua di Lenovo, che utilizza il calore disperso dal computer per generare acqua fredda e mantenere il sistema in temperatura. Assieme al software Lenovo Energy Aware Run-Time (EAR) di controllo dinamico dell’energia del sistema, questa tecnologia consente risparmi energetici superiori del 45% rispetto a sistemi analoghi raffreddati ad aria.

Quando sarà operativo, si prevede che il sistema SuperMUC-NG dell’LRZ entri a far parte della classifica TOP500 globale dei supercomputer.

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Dell EMC porta i vantaggi del machine e deep learning a tutte le aziende https://www.datamanager.it/2017/12/dell-emc-porta-vantaggi-del-machine-deep-learning-tutte-le-aziende/ Tue, 12 Dec 2017 10:46:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137115 Dell EMC combina High Performance Computing e data analytics con i progressi compiuti nelle aree del machine learning e del deep learning per offrire alle aziende la possibilità di trarre il massimo vantaggio da queste nuove opportunità Con l’obiettivo di introdurre l’High Performance Computing (HPC) e le capacità di data analytics all’interno delle aziende, Dell […]

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Dell EMC combina High Performance Computing e data analytics con i progressi compiuti nelle aree del machine learning e del deep learning per offrire alle aziende la possibilità di trarre il massimo vantaggio da queste nuove opportunità

Con l’obiettivo di introdurre l’High Performance Computing (HPC) e le capacità di data analytics all’interno delle aziende, Dell EMC ha annunciato nuove soluzioni dedicate al machine learning e al deep learning; secondo la società, la convergenza tra HPC e data analytics permetterà di ottenere importanti risultati, a partire da aree quali il rilevamento delle frodi, l’elaborazione delle immagini, l’analisi degli investimenti finanziari e la medicina personalizzata.

Alla base dello sviluppo di queste nuove soluzioni vi è l’idea da parte di Dell EMC di rendere “democratico” l’HPC, per ottimizzare la data analytics con le innovazioni tecnologiche dell’intelligenza artificiale (AI) e per far crescere le comunità dell’HPC e dell’AI.

Se infatti è vero che l’Intelligenza Artificiale, il machine learning e deep learning si stanno rapidamente diffondendo all’interno delle aziende, e in più settori, solo poche di esse hanno le competenze necessarie per progettare, implementare e gestire veri e propri sistemi in grado – in maniera efficace – di ottenere velocemente nuovi insight.

Dell EMC, facendo leva sul suo ecosistema di partner e sulla sua competenza nell’ambito dei servizi di data analytics e HPC, ha sviluppato nuove soluzioni che permettono alle aziende di trarre il massimo vantaggio dall’enorme quantità di dati in loro possesso, ricavandone insight più rapidi, in tempo reale, migliori e approfonditi: i nuovi Dell EMC Machine e Deep Learning Ready Bundle infatti combinano servizi, storage, networking e server pre-collaudati e convalidati, ottimizzati per le applicazioni di machine learning e deep learning. Inoltre, i clienti Dell EMC Deep Learning Ready Bundle possono avvalersi del nuovo server Dell EMC PowerEdge C4140 con il supporto degli acceleratori GPU di ultima generazione NVIDIA Tesla V100, PCIe e tecnologia di interconnessione ad alta velocità NVLink.

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Nvidia presenta il supercomputer SATURNV https://www.datamanager.it/2017/11/nvidia-presenta-supercomputer-saturnv/ Wed, 15 Nov 2017 12:09:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135162 Nvidia ha presentato il supercomputer SATURNV in grado di offrire fino a 660 PetaFLOPS mentre la Cina sorpassa gli USA per numero di questi hardware al altissime prestazioni Nvidia ha presentato un nuovo modello di supercomputer durante l’evento Al SuperComputing 2017 a Denver. L’hardware è stato battezzato SATURNV ed è stato pensato per facilitare lo […]

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Nvidia ha presentato il supercomputer SATURNV in grado di offrire fino a 660 PetaFLOPS mentre la Cina sorpassa gli USA per numero di questi hardware al altissime prestazioni

Nvidia ha presentato un nuovo modello di supercomputer durante l’evento Al SuperComputing 2017 a Denver. L’hardware è stato battezzato SATURNV ed è stato pensato per facilitare lo sviluppo di sistemi complessi come intelligenza artificiale, deep learning e guida autonoma. Il PC ad altissime prestazioni è basato sulla tecnologia Volta con 660 nodi DGX-1. Ognuno di essi è costituito da 8 GPU TESLA V100 per formare in totale ben 5280 GPU. L’unità di elaborazione grafica è una GV100 equipaggiata con 5120 Cuda Core FP32, 2560 Cuda Core FP64 e 640 Tensor Core. A tutto questo si aggiungono 16 GB di memoria HBM2. SATURNV offre fino a 660 PetaFLOPS nella ricerca sull’intelligenza artificiale e 40 PetaFLOPS in FP64.

Gli investimenti di Nvidia nel campo dei supercomputer sia in ambito hardware sia software le ha permesso di inserire nella TOP500 di questi dispositivi ben 87 sistemi basati sulla sua tecnologia. Oggi però si scopre che all’interno della classifica è avvenuto il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti non tanto per quanto riguarda la potenza di calcolo ma per numero di supercomputer sviluppati a livello nazionale. Oggi il Paese del dragone conta 202 hardware di questo tipo contro i 144 degli USA. La Cina inoltre detiene il primato del sistema più potente con Sunway TaihuLight, in grado di generare 93,01 petaflops misurate in High Performance Linpack (HPL). Al terzo posto tra le nazioni dotate di supercomputer troviamo invece il Giappone.

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