SUSE – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 25 Jul 2019 14:43:09 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png SUSE – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Melissa Di Donato è il nuovo CEO di SUSE https://www.datamanager.it/2019/07/melissa-di-donato-e-il-nuovo-ceo-di-suse/ Thu, 25 Jul 2019 14:32:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=189426 Di Donato, che ha la propria base operativa nel Regno Unito, sarà il primo CEO donna di SUSE; la sua nomina è effettiva dal 5 agosto Manager di successo in campo tecnologico e già executive di SAP, Melissa Di Donato è stata nominata Chief Executive Officer di SUSE con una decisione che apre una nuova […]

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Di Donato, che ha la propria base operativa nel Regno Unito, sarà il primo CEO donna di SUSE; la sua nomina è effettiva dal 5 agosto

Manager di successo in campo tecnologico e già executive di SAP, Melissa Di Donato è stata nominata Chief Executive Officer di SUSE con una decisione che apre una nuova fase di crescita e di impulso di mercato per il più grande produttore di software open source indipendente del mondo.

Di Donato vanta una comprovata esperienza nelle aree delle vendite, delle business operations e della leadership incentrata su alti livelli di crescita e trasformazione. Prima di entrare in SUSE, Di Donato è stata Chief Operating Officer e Chief Revenue Officer di SAP con la responsabilità di gestire fatturato, ricavi e customer satisfaction delle soluzioni digitali core della società a livello mondiale. Di Donato ha ricoperto anche ruoli di senior executive in Salesforce ed è stata premiata per i propri contributi alla crescita di aziende globali ricevendo il 2018 Digital Masters Award for Excellence in Commercial Management.

Di Donato è notevolmente apprezzata per la lungimiranza che segna il suo stile di leadership ed è una convinta sostenitrice della diversità nell’ambiente di lavoro, tanto da essere la responsabile del Technology Group del 30% Club – un’associazione nata con l’obiettivo di raggiungere il 30% di quote rosa nei board delle aziende S&P 100 entro il 2020. Di Donato è attiva anche in altre realtà come il fondo Notion Capital ed è uno degli amministratori fiduciari di Founders4Schools, un’organizzazione del terzo settore.

“Non c’è onore più grande che guidare SUSE nella sua nuova fase di crescita e sviluppo corporate”, ha dichiarato Di Donato. “SUSE si trova sul punto di un cambiamento storico dal momento che il software open source costituisce ora una componente critica della strategia di core business di qualunque azienda di successo. Siamo nella posizione ideale per emergere come leader indiscusso di questo cambiamento grazie alla nostra capacità di supportare la trasformazione digitale dei nostri clienti al ritmo che essi richiedono per mezzo di soluzioni open source di livello enterprise agili che si estendono dall’edge al core fino al cloud. Quel che è indiscutibile è la nostra capacità illimitata di fornire valore alla nostra comunità, ai nostri clienti, ai nostri partner e ai nostri azionisti – ognuno dei quali rappresenta la base del successo di SUSE. Per quanto la crescita e l’innovazione di SUSE siano state entusiasmanti negli ultimi anni, non è stato altro che l’inizio”.

Di Donato succede a Nils Brauckmann, che oggi ha annunciato la decisione di ritirarsi. Nel corso del proprio mandato come CEO, Brauckmann ha fatto registrare a SUSE otto anni di espansione ininterrotta con una crescita particolarmente decisa nell’esercizio 2018, anno che ha fatto registrare livelli di fatturato record.

La gestione della trasformazione di SUSE in società indipendente è stato l’ultimo traguardo tagliato da Brauckmann che lascerà ora la guida al nuovo CEO nell’ambito di un passaggio di consegne opportunamente programmato.

“Sono incredibilmente orgoglioso dei progressi e della crescita che SUSE ha fatto registrare negli ultimi otto anni culminando nel raggiungimento della propria indipendenza societaria”, ha commentato Brauckmann. “Chiuso questo capitolo dello sviluppo corporate di SUSE, non potrei essere più felice di passare la leadership dell’azienda a Melissa: un vero e proprio motore di cambiamento dinamico e collaudato, i cui risultati sono stati raggiunti in buona parte nel settore in rapida crescita del cloud pubblico. Sono certo che Melissa porterà SUSE a esprimere tutto il proprio potenziale”.

Sotto la leadership di Di Donato, SUSE continuerà a concentrarsi sulla crescita e sull’espansione con il supporto di EQT, importante società di investimenti con capitali raccolti per oltre 61 miliardi di euro. In qualità di nuovo CEO della società, Di Donato si focalizzerà sul successo commerciale di SUSE e sull’innovazione nel core business e nelle tecnologie emergenti, sia organicamente che attraverso nuove acquisizioni. L’indipendenza di SUSE continuerà a essere allineata con una particolare attenzione nei confronti di ciò che rappresenta il meglio per i clienti e per i partner, in combinazione con il pieno controllo sul proprio futuro.

“Vorrei esprimere la mia sincera gratitudine a Nils per il profondo impegno dedicato e per tutti i risultati che ha conseguito come CEO di SUSE”, ha concluso Jonas Persson, Chairman of the Board di SUSE. “Nils ha guidato con successo la società portandola a ciò che essa è oggi, e ora la lascia in ottime condizioni dopo un 2018 che ha segnato un anno da ricordare per molti versi nella storia dell’azienda. SUSE si trova nella posizione adatta per capitalizzare la propria condizione di più grande azienda open source indipendente del mondo, capace di supportare la trasformazione digitale per mezzo di soluzioni open source di livello enterprise agili che si estendono dall’edge al core fino al cloud. In Melissa Di Donato sono certo che abbiamo trovato un CEO eccezionale con una comprovata scia di successi che parlano da soli. Ci aspettiamo che il percorso di SUSE verso il compimento della propria mission non potrà che accelerare sotto la guida di Melissa”.

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Due chiacchiere con Carlo Baffè, nuovo Country Manager di Suse in Italia https://www.datamanager.it/2019/04/due-chiacchiere-con-carlo-baffe-nuovo-country-manager-di-suse-in-italia/ Fri, 19 Apr 2019 08:38:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=186519 Presente e futuro della più grande compagnia al mondo che si occupa di open source, dopo il ritorno all’indipendenza Nel giro di un mese, Suse ha vissuto cambiamenti che ne tracceranno sicuramente il domani. Prima di tutto, si è conclusa la mossa di acquisizione da parte di EQT, il fondo di crescita che ha portato […]

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Presente e futuro della più grande compagnia al mondo che si occupa di open source, dopo il ritorno all’indipendenza

Nel giro di un mese, Suse ha vissuto cambiamenti che ne tracceranno sicuramente il domani. Prima di tutto, si è conclusa la mossa di acquisizione da parte di EQT, il fondo di crescita che ha portato sotto il suo cappello l’azienda prelevandola da Micro Focus. Una strategia che, di fatto, rende Suse nuovamente indipendente perché libera di proseguire i propri progetti non dovendo sottostare a una guida di una compagnia software ma di un capitalista a cui, giustamente, interessa l’apertura verso ulteriori mercati e il consolidamento dei già raggiunti.

La seconda novità è la nomina di Carlo Baffè quale nuovo Country Manager di Suse Italia, un ruolo che, oltre al dovuto merito, è anche un attestato di stima verso un professionista che segue la storia di Suse da anni, praticamente da prima del passaggio a Novell, nel novembre del 2003. «In quegli anni, Linux era una piattaforma certamente lontana dalla diffusione e strutturazione che ha adesso» ci dice Baffè. «Non abbiamo mai realmente perso la nostra indipendenza ma è evidente che oggi, col passaggio in EQT (avviato mesi fa) ci sentiamo ancora più liberi di puntare sulla forza che ci ha contraddistinto da sempre, quella dell’open source puro».

La differenza sta proprio in quel “puro”. Un conto è realizzare piattaforme e software che, una volta distribuiti, non godono più delle necessarie implementazioni, aggiornamenti e supporto, un altro poter contare su una community, interna ed esterna, solida e stabile ma ancora flessibile da poter lavorare seguendo i consigli e i suggerimenti degli utenti finali, di qualunque tipologia essi siano. La scelta di dare a Carlo Baffè le redini della compagine italiana segue la logica della continuità che da sempre segna l’evoluzione, orizzontale e verticale, di Suse, in Italia e all’estero. Per rendersi conto della curva di crescita di Suse in Italia basti pensare che il 30% delle risorse attuali nel nostro Paese sono state assunte negli ultimi 12 mesi. E i piani per integrare nuove risorse non sono mica finiti.

«Il software non si crea da solo. Abbiamo bisogno di sviluppatori e ingegneri, di persone che credono nell’open source e nell’importanza che questo può dare al mondo applicativo; un modello di sviluppo condiviso, trasparente e alla luce del sole, stimolante e impegnativo. Ogni giorno ci mettiamo la faccia, esponendo al pubblico il frutto del nostro lavoro. Siamo tra i pochi che non vogliono inventare nuove modalità di accesso alle offerte ma paradigmi più semplici con cui portare le soluzioni Suse a tante altre imprese».

Ma il domani di Suse Italia, se possibile, è ancora più roseo. La strategia di business prevede delle acquisizioni, leggermente differenti da quelle del passato. Se finora infatti la compagnia ha portato dalla sua dei piccoli mattoncini, realtà contenute che soddisfacessero bisogni limitati, ora la posta in gioco si è alzata e guarda a concetti quali DevOps, intelligenza artificiale, machine learning. Il tutto per integrare ancora di più l’open source nei flussi applicativi dei clienti. «Se una delle domande che i CFO si pongono è quanto costa spostare questa applicazione da uno all’altro servizio, spesso non ci si rende conto che effettuare tale operazione non è così semplice, magari non lo è per niente. Quello che vogliamo fare è allora rispondere a: posso spostare quest’app da un servizio cloud all’altro? Certo che sì, e un dubbio del genere non dovrebbe nemmeno più esistere, quando ciò che hai in portafoglio è una piattaforma aperta che fa da collante multilivello, anzi, come si suol dire oggi, multicloud».

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SUSE completa il passaggio verso l’Indipendenza con EQT https://www.datamanager.it/2019/03/suse-completa-il-passaggio-verso-lindipendenza-con-eqt/ Fri, 22 Mar 2019 14:32:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=185553 SUSE aggiunge al suo interno figure dirigenti di vertice in modo da assicurare il mantenimento del proprio posizionamento sul mercato, lo slancio e la crescita SUSE ha annunciato la creazione della più grande società open source indipendente a seguito del completamento dell’acquisizione di SUSE da parte dell’investitore in crescita EQT da Micro Focus. Con il […]

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SUSE aggiunge al suo interno figure dirigenti di vertice in modo da assicurare il mantenimento del proprio posizionamento sul mercato, lo slancio e la crescita

SUSE ha annunciato la creazione della più grande società open source indipendente a seguito del completamento dell’acquisizione di SUSE da parte dell’investitore in crescita EQT da Micro Focus. Con il proseguimento del suo momentum, l’ampliamento del portafoglio e i risultati raggiunti, SUSE migliora il proprio posizionamento al fine di focalizzarsi sulle esigenze dei clienti e dei partner come fornitore leader di infrastrutture open source software defined di livello enterprise e soluzioni per la distribuzione di applicazioni che abilitano workload ovunque – on-premise, ibrido e multi-cloud – con un livello di servizio, valore e flessibilità eccezionali.

SUSE ha ampliato il proprio team dirigenziale, aggiungendo nuovi ruoli di leadership ed esperienza per favorire la crescita nella prossima fase di sviluppo. Enrica Angelone è stata scelta per il nuovo ruolo di chief financial officer; Sander Huyts è il nuovo chief operations officer di SUSE. Thomas Di Giacomo , precedentemente chief technology officer di SUSE, è ora President of Engineering, Product and Innovation. Tutti e tre riportano al CEO di SUSE Nils Brauckmann.

“Gli attuali trend IT mostrano quanto l’open source sia diventato più importante che mai in azienda”, ha affermato Brauckmann. “Crediamo che ciò renda il nostro status di azienda open source veramente indipendente più strategico che mai. Le nostre soluzioni open – propriamente open source -, le pratiche aziendali flessibili, la mancanza di un lock-in forzato dei fornitori e un servizio eccezionale sono elementi importanti per clienti e partner, e la nostra indipendenza coincide con il nostro obiettivo di fornire ciò che è meglio per loro. La nostra capacità di soddisfare costantemente queste richieste del mercato crea un ciclo di successo, slancio e crescita che permette a SUSE di continuare a fornire l’innovazione di cui i clienti hanno bisogno per raggiungere i loro obiettivi di trasformazione digitale e realizzare la gestione dei workload ibridi e multi-cloud necessari per alimentare continuamente la propria innovazione, competitività e crescita”.

La transizione di SUSE avviene in un momento in cui i container consentono nuovi livelli di agilità e la richiesta di trasformazione digitale costruita su infrastrutture software defined open source e tecnologie di distribuzione delle applicazioni è in crescita. L’eredità di SUSE nel software open source, la forza del brand e la vasta gamma di soluzioni innovative – tra cui container management – fanno sì che SUSE sia nella posizione ideale per capitalizzare questa dinamica di mercato, creando un enorme valore per clienti e partner. Il supporto di EQT e lo status indipendente di SUSE permetteranno la continua espansione dell’azienda, mentre l’innovazione guida la crescita del core business di SUSE e delle tecnologie emergenti, sia organicamente che attraverso acquisizioni aggiuntive.

Al Gillen, vicepresidente del gruppo, Software Development and Open Source, di IDC, ha dichiarato: “Il ritorno di SUSE ad azienda indipendente di software open source arriva in un momento cardine del settore. Il software open source è oggi l’approccio preferito per costruire nuove soluzioni ed è insostituibile come base per la maggior parte dei servizi di public cloud. Essendo una delle più grandi società di software open source del settore, l’indipendenza di SUSE andrà a beneficio dei clienti in quanto la forza del’azienda si basa sul suo patrimonio di eccellenza tecnica, partnership orientate al valore e l’impegno della comunità per fornire soluzioni tecnologiche tempestive al mercato.”

L’ampliato leadership team di SUSE guidato dal CEO Brauckmann lavorerà sulla base della rapida crescita degli ultimi otto anni, mentre l’azienda continuerà a innovare per indirizzare le esigenze di mercato attuali e future. Come ha fatto per più di 25 anni, SUSE rimane impegnata nello sviluppo di un modello di business open source e nella partecipazione attiva a comunità e progetti per portare innovazione open source – soluzioni di elevata qualità, affidabili e utilizzabili. Questo modello realmente open source significa flessibilità e libertà di scelta offerta a clienti e partner per creare le migliori soluzioni che combinano le tecnologie SUSE con altri prodotti e tecnologie attraverso standard aperti. Questo focus sull’apertura è parte integrante della cultura di SUSE, ne rappresenta la differenza sul mercato ed è stata la chiave del suo successo.

Johannes Reichel, partner di EQT, ha dichiarato: “La presenza sul mercato di SUSE, la forte leadership, l’attenzione al successo dei clienti e la capacità di collaborare con successo sono stati e continueranno ad essere cruciali in quanto SUSE entra in questa prossima fase della sua evoluzione. È nel posto giusto al momento giusto, con le risorse appropriate per aiutare a trasformare il modo in cui le organizzazioni di tutto il mondo fanno business.”

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Il futuro dell’open source visto da SUSE https://www.datamanager.it/2019/01/il-futuro-dellopen-source-visto-da-suse/ Mon, 28 Jan 2019 10:06:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=182850 Carlo Baffè ci racconta il progetti attuali e futuri del primo fornitore al mondo di una distribuzione Linux enterprise Da 26 anni SUSE fornisce software open source, di livello enterprise, a migliaia di aziende, con numeri sempre più crescenti, anche in Italia. In un mercato talmente sfidante come quello del codice aperto, restare sulla cresta […]

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Carlo Baffè ci racconta il progetti attuali e futuri del primo fornitore al mondo di una distribuzione Linux enterprise

Da 26 anni SUSE fornisce software open source, di livello enterprise, a migliaia di aziende, con numeri sempre più crescenti, anche in Italia. In un mercato talmente sfidante come quello del codice aperto, restare sulla cresta dell’onda non è di certo semplice. Lo sa bene Carlo Baffè, sales manager di SUSE in Italia, che oramai da tempo vive l’evoluzione del camaleonte verde, il primo a offrire una soluzione Linux, gestita e supportata, apposta per le imprese.

Quella che oggi è SUSE probabilmente non lo sarà domani. Un domani che ha come data il 1 marzo, il giorno in cui ufficialmente avverrà il distacco da Micro Focus, dopo l’accordo raggiunto lo scorso luglio per la cessione al fondo svedese EQT. «A differenza di quello che spesso accade nel mondo dell’IT, SUSE viene acquisita per restare indipendente. Com’è nella nostra storia, anche in questo caso ci distinguiamo dalla massa. Siamo la prova più evidente che l’open source di livello enterprise funziona, così come funziona il modello che proponiamo da oltre un quarto di secolo» spiega Baffè. Il riferimento è allo sforzo evidente che SUSE mette in circolo non solo per realizzare piattaforme più o meno nuove, sempre personalizzate e calate nelle realtà servite, ma per assicurare un supporto esteso al cliente, che è il vero punto di svolta per il successo dell’open source.

«Se non avessimo una community consolidata come la nostra, di sicuro faremmo molta più fatica a tenere con noi clienti e sviluppatori. Lì fuori c’è un mercato molto competitivo, che ha imparato ad affidarsi all’open source quale tecnologia lontana dalle scommesse di una volta ma stabile e versatile. Di ingegneri bravi se ne trovano in giro ma non sono poi molti quelli che sanno trasformare un contesto esistente in un progetto concreto e affascinante per il nostro pubblico».

L’open source non muore mai

Come avvenuto con l’acquisizione di Red Hat da parte di IBM, anche la notizia del passaggio a un fondo di investimento privato poteva sconvolgere le sicurezze del mondo “open”, con il rischio che andare sotto il cappello di EQT volesse dire badare più al fatturato che alla crescita della consapevolezza di SUSE. «Quale tassello fondante della nostra attività» prosegue Carlo Baffè. «Non potrebbe mai venir meno la base che SUSE ha posto in questi anni. Il problema, quando avvengono mosse del genere, non è tanto il cambio di tecnologia ma di offering. Come mi pongo verso i clienti storici? Riuscirò a porre la medesima attenzione ai piccoli come ai grandi utenti? Alla fine, vogliamo prendere il lato positivo di una tendenza che vediamo oramai da un po’: l’open source fa gola a molti e non può che essere un bene».

L’application delivery

Per mantenersi sempre giovane, SUSE ha ampliato, soprattutto nell’ultimo biennio, la sua proposition sul mercato, allargandosi dall’infrastruttura all’application delivery. Il motivo? È lo stesso sales manager a sottolinearlo: «La trasformazione digitale ha spinto tutti a guardare con maggiore ottimismo i cambiamenti dell’infrastruttura. In questo modo si è passati da una fabbrica software che gestiva gli aggiornamenti all’avvento dei cosiddetti micro-servizi, che facilitano la vita ai responsabili dedicati. Oggi e ancora più domani, i micro-servizi saranno ovunque: basti pensare che anche un’applicazione base può contenerne una ventina, da aggiornare periodicamente senza alcun intervento esterno. Il futuro di SUSE andrà sempre più in tale direzione, dove a dettar legge saranno gli automatismi, con benefici in quanto a velocità e qualità del dato.

Il ruolo di Kubernetes

Kubernetes è un sistema open-source di orchestrazione e gestione dei container che lavora in maniera indipendente lasciando agli operatori compiti di più alto valore aggiunto. Prendendo spunto da ciò, SUSE ha lanciato CaaS Platform, ovvero container-as-a-service, che è una distribuzione enterprise di Kubernetes nato per soddisfare le attività operative del DevOps così da distribuire, gestire e ridimensionare più facilmente applicazioni e servizi basati sui container. «Così, possiamo consentire l’aggiornamento e o il controllo di un solo micro-servizio, garantendo il funzionamento di quelli connessi. E, allo stesso tempo, si possono aggiungere altri elementi in modalità modulare, per avere maggiori opportunità ed efficienza di business».

Gli spunti che SUSE può seguire per andare avanti ancora molto e continuare a dire la sua nel panorama open source ci sono eccome. Conclude Baffè: «Il domani dipende molto dalla comunità, da come ci aiuteranno a rendere l’idea economicamente sostenibile sul lungo periodo. Attualmente sono circa sessanta i prodotti certificati Kubernetes. Vuol dire che il settore è fertile, in modo particolare in quel raggio di azione che vedrà affermarsi cluster Kubernetes più che architetture proprietarie. Crediamo che Kubernetes sia ciò che Linux era una volta: una tecnologia in grado di rivoluzionare il mercato».

Da qui SUSE riparte per studiare anche concetti nuovi, da adeguare al PaaS, il platform-as-a-service. Nasce dunque la Cloud Application Platform, basata su Cloud Foundry (e ancora su Kubernetes), che arriverà sul cloud pubblico e poi su quello privato, per portare alle aziende una concreta integrazione dei processi DevOps che accelerino l’innovazione, la reattività e il ritorno sull’investimento dei reparti IT.

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SUSE si affianca a EQT per proseguire nella crescita, nell’esecuzione strategica e nell’espansione dei prodotti https://www.datamanager.it/2018/07/suse-si-affianca-a-eqt-per-proseguire-nella-crescita-nellesecuzione-strategica-e-nellespansione-dei-prodotti/ Fri, 06 Jul 2018 16:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150856 SUSE si prepara a operare come società totalmente indipendente SUSE ha reso nota l’intenzione di collaborare EQT, una società di investimenti specializzata nella crescita delle aziende, per proseguire lungo l’attuale fase di impulso, esecuzione strategica ed espansione dei prodotti sotto forma di società indipendente. Il completamento dell’acquisizione di SUSE, società che EQT intende rilevare da […]

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SUSE si prepara a operare come società totalmente indipendente

SUSE ha reso nota l’intenzione di collaborare EQT, una società di investimenti specializzata nella crescita delle aziende, per proseguire lungo l’attuale fase di impulso, esecuzione strategica ed espansione dei prodotti sotto forma di società indipendente. Il completamento dell’acquisizione di SUSE, società che EQT intende rilevare da Micro Focus, è atteso per gli inizi del 2019 ed è soggetto all’approvazione degli azionisti di Micro Focus e alle consuete autorizzazioni regolamentari.

Dopo aver registrato sette anni di continua espansione, SUSE si prepara ora al passaggio di mano da Micro Focus a EQT, una società di investimenti focalizzata sullo sviluppo che vanta una notevole esperienza nel settore del software. Sotto la proprietà di Micro Focus, con i suoi investimenti e il suo supporto, SUSE si è sviluppata come azienda cementando la propria posizione di produttore di riferimento di soluzioni open source di livello enterprise per il delivery applicativo e le infrastrutture software-defined.

Dalla partnership con EQT, SUSE si aspetta di potersi preparare a sfruttare ulteriormente le eccellenti opportunità di mercato esistenti sia nell’area del sistema operativo Linux che nei gruppi di prodotti emergenti nello spazio open source. Proseguendo sotto la guida del proprio CEO Nils Brauckmann, al completamento della transazione SUSE passerà a una nuova fase della propria evoluzione corporate operando a livello globale sotto forma di società indipendente. Per garantire continuità, SUSE prevede che non vi saranno variazioni nel personale, nelle relazioni con i clienti, nelle partnership, nel portafoglio di prodotti e servizi, nell’impegno nei confronti della leadership nell’open source e nel supporto delle principali community open source.

“Oggi è un giorno importante nella storia di SUSE. Grazie alla partnership con EQT diventeremo una società totalmente indipendente”, ha dichiarato Nils Brauckmann, CEO di SUSE. “Il prossimo capitolo dello sviluppo di SUSE farà proseguire e addirittura accelerare l’impulso generato in questi ultimi anni. Insieme con EQT potremo trarre vantaggio sia da ulteriori opportunità di investimento, sia dalla continuità di un leadership team attento ad assicurare una crescita redditizia sul lungo termine combinata con un deciso focus nei confronti del successo di clienti e partner. L’attuale leadership team ha gestito SUSE attraverso un periodo di crescita significativa e ora, continuando a investire in innovazione tecnologica e capacità go-to-market, svilupperemo ulteriormente l’impulso di SUSE”.

Johannes Reichel, Partner di EQT Partners e Investment Advisor di EQT VIII, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di poter collaborare con il management di SUSE in questa interessante opportunità di investimento e di crescita. Siamo stati colpiti dalle ottime performance dell’azienda in questi ultimi anni oltre che dalla sua solida cultura e dalla tradizione quale pioniere nel settore open source. Queste caratteristiche ben corrispondono a EQT e al suo DNA diretto a sostenere e creare aziende solide e resilienti e a promuovere la crescita. Siamo impazienti di entrare in un nuovo periodo di crescita e innovazione insieme con SUSE”.

Le potenzialità di SUSE e del mercato

SUSE prevede di trovarsi adeguatamente posizionata per concretizzare ulteriormente le proprie potenzialità avvalendosi del supporto di EQT per alimentare il proprio impulso e far leva sui progressi compiuti sotto Micro Focus.

SUSE ritiene che l’acquisizione avvenga al momento giusto considerando la crescita della richiesta del mercato a favore della trasformazione digitale basata su tecnologie open source per infrastrutture software-defined (SDI) e delivery applicativo. Le aziende stanno invariabilmente aumentando l’attenzione verso le tecnologie e le soluzioni open source per trasformare le loro attività.

Con la sua tradizione nel software open source, il brand solido e la gamma di soluzioni per il delivery applicativo e le infrastrutture software-defined al vertice del settore, SUSE si trova nella posizione ideale per capitalizzare questa dinamica di mercato generando un enorme valore per clienti e partner.

Ulteriori investimenti e azioni di supporto permetteranno a SUSE di proseguire nell’espansione e far avanzare l’innovazione per promuovere la crescita nel suo core business oltre che nelle tecnologie emergenti, sia organicamente che attraverso acquisizioni mirate. Questo investimento rappresenta un riconoscimento del valore e delle potenzialità di SUSE nonché delle convinzioni di EQT nei confronti della sua cultura, leadership e attuale strategia.

Stabilità e continuità

SUSE intende continuare a operare e innovare sulla base delle esigenze di mercato attuali e future perseguendo l’attuale combinazione di missione, visione e strategia. L’attuale leadership team guidato dal CEO di SUSE Nils Brauckmann rimarrà al proprio posto continuando a concentrarsi sul successo di clienti e partner con un coinvolgimento e un impegno profondamente radicati nei confronti delle community e dei progetti open source. Considerata la natura del settore, incentrata sulle relazioni, il mantenimento del leadership team responsabile della rapida crescita degli ultimi sette anni si traduce in un significativo valore di business per clienti, partner e community open source.

In linea con i suoi 25 anni di storia, SUSE intende restare impegnata nei confronti di un modello di sviluppo e di business open source partecipando attivamente a community e progetti per estendere le innovazioni open source al mondo enterprise sotto forma di soluzioni di alta qualità affidabili e utilizzabili. Questo modello open source realmente aperto, nel quale l’apertura si riferisce alla libertà di scelta offerta ai clienti e non solamente alla disponibilità del codice in sé, è parte integrante della cultura di SUSE differenziandola sul mercato oltre ad essere stata la chiave del suo successo.

SUSE ed EQT intendono conservare la leadership di SUSE, la sua attenzione al successo dei clienti e la capacità di stabilire partnership di successo anche in questa nuova fase dell’evoluzione della società.

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SUSE OpenStack Cloud 8 accelera i deployment delle infrastrutture software-defined https://www.datamanager.it/2018/05/suse-openstack-cloud-8-accelera-i-deployment-delle-infrastrutture-software-defined/ Thu, 10 May 2018 12:24:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147279 La piattaforma SUSE OpenStack Cloud 8, basata su OpenStack Pike, migliora i livelli di interoperabilità, scalabilità e flessibilità per aiutare a promuovere la trasformazione IT e risolvere le sfide di business attuali SUSE ha presentato SUSE OpenStack Cloud 8, la sua nuova piattaforma OpenStack Cloud dedicata agli ambienti enterprise. Basata su OpenStack Pike, SUSE OpenStack […]

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La piattaforma SUSE OpenStack Cloud 8, basata su OpenStack Pike, migliora i livelli di interoperabilità, scalabilità e flessibilità per aiutare a promuovere la trasformazione IT e risolvere le sfide di business attuali

SUSE ha presentato SUSE OpenStack Cloud 8, la sua nuova piattaforma OpenStack Cloud dedicata agli ambienti enterprise. Basata su OpenStack Pike, SUSE OpenStack Cloud 8 è la prima release a integrare il meglio della tecnologia SUSE OpenStack Cloud e HPE OpenStack, acquisita da SUSE lo scorso anno. Oltre ad accelerare il deployment di infrastrutture software-defined, la piattaforma garantisce livelli superiori di interoperabilità, scalabilità e flessibilità per rendere possibile la trasformazione IT di cui i clienti hanno bisogno per poter conquistare il mercato competitivo attuale e vincere le sfide di business che esso presenta.

SUSE OpenStack Cloud 8 entra a far parte di un portafoglio di soluzioni sviluppate in collaborazione con clienti, partner e community open source allo scopo di produrre innovazioni affidabili che aiutino a semplificare la trasformazione IT e ridurre i costi.

“Nel corso dei 25 anni di esperienza e leadership maturati da SUSE nell’ambito dell’open source, abbiamo imparato ad adattarci ininterrottamente ai requisiti espressi dai clienti, dai partner e dal mercato”, ha dichiarato Gerald Pfeifer, vice president of Products and Technology Programs di SUSE. “Abbiamo dunque applicato questo know-how a SUSE OpenStack Cloud 8 aggiungendo e aggiornando funzionalità che ne rafforzeranno la reputazione di cloud open source preferito dalle realtà enterprise. Dal punto di vista dei clienti, SUSE OpenStack Cloud spicca per la velocità, la facilità di utilizzo e la flessibilità di deployment. La varietà di certificazioni hardware e di hypervisor supportati che SUSE OpenStack Cloud è in grado di offrire non trova paragoni sul mercato, fornendo ai clienti una maggior possibilità di scelta nel modo di implementare le proprie infrastrutture software-defined”.

Gary Chen, IDC research manager, Software Defined Compute, ha commentato: “Le organizzazioni IT delle aziende si trovano ad affrontare significative pressioni di deployment man mano che modelli applicativi e cloud moderni si affermano e si diffondono. Sempre più aziende passano a infrastrutture software-defined come OpenStack, per questo la razionalizzazione delle operazioni attraverso la semplificazione della manutenzione e degli aggiornamenti sarà essenziale ai fini del successo riducendo la complessità pur affrontando il crescente gap di competenze in atto”.

Per aiutare i clienti a superare il divario di competenze e avviare immediatamente il proprio deployment di SUSE OpenStack Cloud sono ora disponibili le proposte SUSE Select Services. Con un’offerta flessibile a prezzo fisso che combina consulenza, servizi di manutenzione e trasferimento della conoscenza, i clienti possono concretizzare più rapidamente un ritorno dal proprio investimento nei cloud privati.

Le novità apportate a SUSE OpenStack Cloud 8 comprendono:

  • Superiore flessibilità per i clienti con il supporto completo di OpenStack Ironic che mette a disposizione la possibilità di effettuare in maniera rapida e intuitiva il provisioning di server bare metal da parte degli utenti finali che hanno bisogno di implementare l’immagine di un workload su una macchina fisica anziché sull’istanza di una macchina virtuale di un hypervisor.
  • Maggiore interoperabilità con il nuovo supporto di VMware NSX-V per il software-defined networking.
  • Ulteriore scalabilità per supportare deployment di grandi dimensioni.
  • Supporto di OpenStack Freezer per fornire le funzionalità di una piattaforma DRaaS per backup/restore distribuito ai clienti che desiderano automatizzare le procedure di backup e ripristino.
  • Due opzioni per i tool dedicati al ciclo di vita da utilizzare per il deployment, la manutenzione e l’aggiornamento degli ambienti OpenStack dei clienti: il tradizionale tool Crowbar e il tool Cloud Lifecycle Management basato su Ardana.
  • Supporto triennale esteso del ciclo di vita per rispettare le tempistiche di manutenzione e rollout più lunghe dei clienti enterprise.
  • Una soluzione di monitoraggio di livello enterprise pre-integrata e completamente scalabile che semplifica il monitoraggio e la gestione degli ambienti e dei workload SUSE OpenStack Cloud.

Craig Parker, head of Integrated Systems Business di Fujitsu EMEIA, ha affermato: “I clienti interessati a estendere gli ambienti on-premises facendo leva su tecnologie Fujitsu e SUSE in rapida evoluzione flessibili e sicure scopriranno che le nuove funzionalità di quest’ultima release di SUSE OpenStack Cloud permettono di creare le infrastrutture software-defined che occorrono per mantenere le promesse di business conservando l’agilità e la flessibilità di business di cui le aziende hanno bisogno”.

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SUSE espande la collaborazione con Amazon Web Services https://www.datamanager.it/2018/02/suse-espande-la-collaborazione-amazon-web-services/ Tue, 27 Feb 2018 16:09:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142333 Amazon Web Services e SUSE ampliano la collaborazione per migliorare il supporto al cliente e proporre SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications on-demand SUSE ha annunciato di aver ampliato il proprio rapporto di collaborazione con Amazon Web Services (AWS) attraverso il quale AWS è in grado di rivendere SUSE Linux Enterprise Server for SAP […]

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Amazon Web Services e SUSE ampliano la collaborazione per migliorare il supporto al cliente e proporre SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications on-demand

SUSE ha annunciato di aver ampliato il proprio rapporto di collaborazione con Amazon Web Services (AWS) attraverso il quale AWS è in grado di rivendere SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications all’interno dell’AWS Marketplace. I clienti AWS che utilizzano workload SAP su SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications – una delle principali piattaforme adottate per SAP HANA e SAP S/4HANA – otterranno supporto da parte di AWS e SUSE in maniera integrata e razionalizzata. I clienti AWS possono acquistare la soluzione SUSE Linux Enterprise in modalità on-demand pagando solamente quanto effettivamente utilizzato. L’ampliamento della collaborazione permette a SUSE e AWS di rispondere alla crescente richiesta che i clienti esprimono per l’agilità e la convenienza economica tipica delle applicazioni business-critical basate su cloud.

“Decine di migliaia di aziende in tutto il mondo operanti nei principali comparti economici affidano a SUSE i loro ambienti informatici mission-critical, compresi quelli su cui girano i workload SAP”, ha dichiarato Naji Almahmoud, vice president of Global Alliances di SUSE. “Il nostro impegno nei confronti di questi utenti enterprise non diminuisce, e anzi questo ampliamento della collaborazione dimostra come AWS e SUSE stiano continuamente trovando il modo di migliorare la customer experience delle applicazioni business-critical su cloud usando SUSE Linux per SAP HANA e SAP S/4HANA. Il mercato può essere certo che questa collaborazione proseguirà permettendoci di soddisfare e addirittura superare le severe esigenze dei clienti per quanto concerne i workload SAP su AWS”.

Bas Kamphuis, general manager di Amazon Web Services Inc., ha commentato: “Siamo entusiasti di estendere la nostra collaborazione con SUSE per proporre SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications su AWS Marketplace. I nostri clienti riceveranno per default l’assistenza di Amazon Business, che fornisce un unico punto di contatto per tutte le esigenze di supporto. La collaborazione è inoltre messa a punto per aiutare i clienti a implementare e scalare i workload SAP HANA su SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications con maggior facilità e a un prezzo più interessante”.

Da quando AWS ha certificato inizialmente la propria piattaforma per le applicazioni SAP nel 2012, i clienti hanno utilizzato SUSE Linux Enterprise Server per i propri workload SAP su AWS. Nel 2014, quando AWS ha certificato le proprie istanze per SAP HANA, anche SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications è stato reso disponibile su AWS. Ad oggi i clienti si sono affidati principalmente al programma “bring-your-own-subscription” di SUSE per il deployment di workload SAP su AWS. L’ampliamento della collaborazione permette ai clienti di approfittare dei prezzi on-demand e delle Reserved Instance per far crescere la propria impronta SAP su AWS.

La maggior parte dei clienti SAP HANA utilizza SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications per sviluppare, collaudare e far girare workload di produzione, mentre molte grandi aziende stanno attualmente ricorrendo a soluzioni SUSE per sviluppare, collaudare e far girare i propri workload SAP di produzione su AWS. In seguito al rilascio delle istanze X1 e X1e.32xlarge di Amazon Elastic Compute Cloud (Amazon EC2), che sono appositamente realizzate per i workload in-memory, i deployment di workload SAP HANA su AWS sono in aumento. I clienti interessati a far girare workload SAP di produzione su AWS possono fare leva su SUSE Linux Enterprise High Availability Extension, che implementa il failover delle istanze di SAP HANA su Availability Zone differenti. SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications comprende anche miglioramenti come la gestione delle page cache e parametri del kernel ottimizzati per i workload SAP.

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SUSE dà impulso al business-critical computing per aiutare i clienti a implementare il nonstop IT https://www.datamanager.it/2018/02/suse-impulso-al-business-critical-computing-aiutare-clienti-implementare-nonstop-it/ Fri, 16 Feb 2018 16:30:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141332 SUSE introduce la prima soluzione di Live Patching per i sistemi IBM POWER e il nuovo SUSE Linux Enterprise Real Time per massimizzare la disponibilità e la reattività dei sistemi IT business-critical Con le aziende che si trovano sottoposte a crescenti pressioni dirette ad aumentarne agilità ed efficienza economica facendo leva sulle informazioni e sugli […]

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SUSE introduce la prima soluzione di Live Patching per i sistemi IBM POWER e il nuovo SUSE Linux Enterprise Real Time per massimizzare la disponibilità e la reattività dei sistemi IT business-critical

Con le aziende che si trovano sottoposte a crescenti pressioni dirette ad aumentarne agilità ed efficienza economica facendo leva sulle informazioni e sugli asset digitali, in molti casi il successo di business dipende dai livelli di alta disponibilità e reattività dei sistemi IT enterprise utilizzati. Per aiutare ad assicurare tale successo, SUSE ha ora ampliato il proprio portafoglio di soluzioni per infrastrutture di business-critical computing che offrono nonstop IT e prevedibilità dei workload ai clienti che ne hanno bisogno. In particolare, SUSE ha presentato SUSE Linux Enterprise Live Patching for IBM Power Systems e SUSE Linux Enterprise Real Time 12 Service Pack 3 per massimizzare la disponibilità e la reattività dei sistemi IT business-critical. Facendo leva sul successo della soluzione Live Patching per la piattaforma x86, SUSE è il primo produttore a mettere a disposizione una tecnica di Live Patching per i sistemi IBM POWER.

Live Patching for IBM Power Systems permette ai clienti di applicare al volo le patch predisposte per il kernel Linux senza dover interrompere i servizi in funzione negli ambienti IBM POWER. Live Patching mantiene così attive le applicazioni business-critical come i database in-memory basati su SAP HANA anche nel corso degli aggiornamenti critici di sicurezza del kernel. SUSE Linux Enterprise Real Time 12 SP3 è invece un sistema operativo real-time completo che implementa temporizzazioni di precisione per i workload applicativi critici. Il Service Pack 3 introduce la possibilità di combinare workload in real-time e non-real-time all’interno di una medesima virtual machine così da rendere più facile ed efficiente la gestione degli ambienti real-time. Queste proposte fanno parte delle soluzioni SUSE per il delivery applicativo e le infrastrutture software-defined che, unitamente alle business practice flessibili di SUSE e al suo supporto della libertà di scelta e dei prodotti best-of-breed, risultano sempre più essenziali che mai per le organizzazioni IT.

“Il successo di business dei clienti dipende spesso dal nonstop IT”, ha dichiarato Gerald Pfeifer, vice president of Products and Technology Programs di SUSE. “Live Patching for IBM Power Systems e il nuovo aggiornamento Real Time garantiscono un maggior livello di prevedibilità e continuità operativa all’interno del data center enterprise, il che è essenziale per la capacità dei clienti di soddisfare le richieste dei workload business-critical. E questo è a sua volta in grado di rispondere alle esigenze dei clienti finali in modo più efficace, adattandosi rapidamente a mutate condizioni di mercato e massimizzando l’efficienza economica”.

Stefanie Chiras, vice president di IBM Systems Group, ha commentato: “Come società specializzata nelle soluzioni cognitive e nelle piattaforme cloud, IBM sta promuovendo il cambiamento di interi settori in tutto il mondo. Un elemento fondamentale di questa trasformazione risiede nella modernizzazione dell’infrastruttura sottostante in modo che diventi altamente affidabile, performante, sicura, agile e in grado di mettere completamente a frutto i dati e gli investimenti delle aziende dei nostri clienti. Abbiamo sempre collaborato a stretto contatto con partner come SUSE per implementare queste capacità. La funzionalità Live Patching dedicata al portafoglio IBM Power Systems rappresenta un altro importante passo avanti lungo questa trasformazione e contribuirà ad accelerare i risultati per migliaia di clienti di ogni parte del mondo”.

SUSE e IBM collaborano ai sistemi maggiormente mission-critical del mondo da oltre due decenni. IBM aveva iniziato a lavorare originariamente con SUSE per portare Linux sui sistemi IBM di maggiori dimensioni, e oggi le due società continuano a cooperare insieme su nuove soluzioni capaci di massimizzare prestazioni, disponibilità e possibilità di scelta per il cliente.

I clienti scelgono la soluzione Live Patching dal momento che li aiuta a migliorare la continuità operativa e abbassare i costi riducendo i fermi macchina, aumentando la disponibilità dei servizi e rafforzando sicurezza e conformità. Il downtime non è infatti un’opzione ammessa per una serie di applicazioni business-critical che vanno dall’intelligenza artificiale, dall’analisi di big data e dai database come Oracle e SQL fino alle applicazioni database in-memory che richiedono alte prestazioni come SAP HANA.

“La funzione di live patching di SUSE Linux Enterprise Server è pressoché invisibile: funziona ed evita il riavvio delle macchine”, ha commentato Hans Lenting, IT architect di SVHW, un’organizzazione governativa olandese che gestisce un gran numero di applicazioni interconnesse per supportare importanti servizi municipali. “Live Patching ci permette di applicare patch di manutenzione e sicurezza senza dover fermare i servizi. Questa funzione rappresenta un enorme vantaggio per il layer dell’hypervisor, che possiamo mantenere funzionante fintanto che ci occorre. Senza di essa dovremmo fermare tutte le oltre 40 macchine virtuali ogni volta che occorre applicare patch critiche – il che significa almeno una volta al mese”.

SUSE Linux Enterprise Real Time 12 SP3 è un sistema operativo real-time open source progettato per ridurre la latenza e aumentare la prevedibilità e l’affidabilità delle applicazioni business-critical sensibili al fattore tempo attraverso la prioritizzazione e la schedulazione di processi e task. Questa nuova release mette a disposizione un kernel real-time aggiornato per workload applicativi avanzati che richiedono precisione nella temporizzazione e nella sincronizzazione.

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Suse, l’open source per le infrastrutture software defined https://www.datamanager.it/2018/01/suse-lopen-source-le-infrastrutture-software-defined/ Tue, 30 Jan 2018 13:54:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139972 Nell’era del cloud ibrido, la trasformazione digitale non può prescindere dalle soluzioni di estrazione open source Nelle strategie IT delle aziende, alle prese con la trasformazione digitale, è sempre più l’era del cloud, soprattutto quello ibrido. Ma oggi anche le infrastrutture definite dal software, ovvero software defined infrastructure, SDI, conquistano sempre più terreno. Non solo: […]

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Nell’era del cloud ibrido, la trasformazione digitale non può prescindere dalle soluzioni di estrazione open source

Nelle strategie IT delle aziende, alle prese con la trasformazione digitale, è sempre più l’era del cloud, soprattutto quello ibrido. Ma oggi anche le infrastrutture definite dal software, ovvero software defined infrastructure, SDI, conquistano sempre più terreno. Non solo: anche tecnologie come i container o modalità di sviluppo come DevOps stanno prendendo sempre più piede nelle aziende. A fotografare il mercato ci ha pensato Suse, la società attiva da più di un quarto di secolo nel mondo delle soluzioni di tipo open source per l’ambito enterprise, che ha commissionato uno studio, realizzato da Insight Avenue intervistando oltre 1.400 responsabili IT appartenenti a diversi settori in 20 Paesi del mondo, tra i quali l’Italia. Gianni Sambiasi, Country Manager Italy di Suse, ha commentato con Data Manager gli elementi più significativi dell’indagine. «Su tutto, spicca l’affermazione crescente del paradigma “software defined”, che rende le infrastrutture più agili e in grado di far adottare le nuove tecnologie e o le nuove metodologie con maggiore rapidità», sottolinea Sambiasi, spiegando che «con le infrastrutture tradizionali adottare container o DevOps non è così immediato, mentre con una SDI si può agire con scioltezza».

Cloud in primo piano

Non stupisce quindi notare che il 95 per cento degli intervistati, quasi un plebiscito, ritenga che l’infrastruttura software defined rappresenti il futuro del data center, proprio in ragione dei vantaggi tecnologici e di business tipici delle SDI, come la velocizzazione del delivery delle risorse IT per il 65 per cento degli interpellati, la semplificazione della gestione del data center per il 63 per cento, e la possibilità di adottare approcci IT moderni come DevOps e cloud ibridi per il 51 per cento. E, a proposito di cloud, si nota come numerose aziende stiano adottando una strategia cloud-first se non addirittura cloud-only: l’indagine prevede che la crescita prosegua per tutte le tipologie di cloud, in particolare per i cloud ibridi, per il 66 per cento degli intervistati, e per i cloud privati, citati dal 55 per cento, mentre l’espansione dei cloud pubblici è indicata dal 36 per cento del campione. Oltre il 60 per cento degli interpellati ha citato la riduzione dei costi quale ragione dell’adozione del cloud, mentre tra gli altri motivi segnalati vi sono il consolidamento dei data center al 58 per cento e il miglioramento dell’innovazione e dell’agilità di business complessive al 57 per cento. È anche interessante vedere che i modelli privati e ibridi vengono preferiti per i workload business-critical, con l’89 per cento degli intervistati che spiega di voler passare dallo sviluppo condotto in cloud pubblici alla produzione in cloud privati.

Italia in linea

Per quanto riguarda il nostro Paese, l’indagine compiuta per Suse ha rivelato tendenze in linea con i risultati globali. In particolare, il 74 per cento delle aziende italiane prevede di accrescere l’utilizzo dei cloud ibridi entro i prossimi due anni, mentre il 46 per cento si aspetta di incrementare l’uso dei cloud privati. Nello stesso periodo l’uso di cloud pubblici è previsto in aumento da parte del 32 per cento degli intervistati. Nel caso di workload mission critical, le aziende italiane preferiscono il cloud ibrido, al 46 per cento, seguito dal cloud privato al 37 per cento, mentre il 16 per cento opterebbe invece per il cloud pubblico. Non solo: l’86 per cento dichiara che vorrebbe idealmente passare dallo sviluppo nel cloud pubblico alla produzione nel cloud privato. E se il 40 per cento ha migrato workload da cloud pubblici a cloud privati negli ultimi dodici mesi, un altro 52 per cento intende farlo entro i prossimi due anni. Le principali motivazioni di questa migrazione in Italia sono o sarebbero legate a problemi di sicurezza, per il 56 per cento, e sovranità dei dati per il 51 per cento.

A tutto open source

Infine, anche in Italia la percentuale di chi ritiene che le infrastrutture software defined rappresentino il futuro del data center è la stessa vista a livello globale: un plebiscitario 95 per cento. Il motivo è lo stesso visto poco fa: una infrastruttura definita dal software, composta come noto da risorse di computing virtualizzate e da software e networking di tipo software defined, presenta tutti i vantaggi di agilità e rapidità che sono essenziali per la trasformazione digitale. Ma le SDI «non potrebbero esistere senza open source, le cui tipiche caratteristiche di innovazione, flessibilità e adattabilità sono essenziali per la realizzazione degli ambienti di tipo software defined», conclude Gianni Sambiasi.

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SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications arriva su IBM Cloud https://www.datamanager.it/2017/11/suse-linux-enterprise-server-for-sap-applications-arriva-ibm-cloud/ Wed, 08 Nov 2017 14:26:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134608 SUSE ha annunciato che SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications sarà disponibile come sistema operativo per le soluzioni SAP su IBM Cloud. Lo stesso servizio IBM Cloud è diventato inoltre un SUSE Cloud Service Provider, offrendo ai clienti una piattaforma open source supportata che consente di diventare più agili e ridurre i costi operativi […]

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SUSE ha annunciato che SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications sarà disponibile come sistema operativo per le soluzioni SAP su IBM Cloud. Lo stesso servizio IBM Cloud è diventato inoltre un SUSE Cloud Service Provider, offrendo ai clienti una piattaforma open source supportata che consente di diventare più agili e ridurre i costi operativi facendo pagare solamente quanto effettivamente utilizzato.

SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications su IBM Cloud permetterà ai clienti di realizzare, implementare e attivare rapidamente workload business-critical in SAP NetWeaver e SAP HANA all’interno del cloud. I clienti potranno inoltre integrare le proprie applicazioni SAP basate su SUSE Linux Enterprise residenti su piattaforme hardware differenti, come IBM Power, in un deployment cloud ibrido o privato. I clienti potranno sfruttare la rete globale di quasi 60 cloud data center IBM in sei continenti e accedere al ricco catalogo di servizi IBM Cloud che copre AI, dati e analytics, IoT, serverless e molto altro ancora.

“Per poter implementare workload mission-critical, i clienti hanno bisogno di accedere a una piattaforma cloud scalabile e sicura che sia dotata della velocità e dell’agilità di IBM Cloud, uno dei più estesi deployment cloud pubblici aperti di tutto il mondo”, ha dichiarato Phillip Cockrell, vice president of Worldwide Alliance Sales di SUSE. “Con il cloud pubblico che viene scelto sempre più di frequente per i workload di produzione, SUSE e IBM mettono a disposizione software open source di livello enterprise totalmente supportato su IBM Cloud. Che si tratti di grandi sistemi o di cloud pubblico, SUSE è impegnata a fornire ai propri clienti gli ambienti di cui hanno bisogno per avere successo”.

Jay Jubran, director of Offering Management di IBM Cloud, ha commentato: “IBM Cloud è una soluzione progettata per fornire alle aziende la potenza e le prestazioni di cui hanno bisogno per gestire le loro applicazioni business mission-critical. Per supportare le applicazioni SAP HANA, IBM mette a disposizione un ventaglio di soluzioni completamente gestite e di tipo Infrastructure-as-a-Service come SUSE Linux Enterprise Server e nuovi server bare metal che arrivano fino a 8TB di memoria”.

SUSE Linux Enterprise Server for SAP Applications sarà disponibile su IBM Cloud dal quarto trimestre 2017.

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