Michele Ciceri – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 10 Nov 2023 08:41:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Michele Ciceri – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Horeca e consumi fuori casa, l’IT in prima linea https://www.datamanager.it/2023/11/horeca-e-consumi-fuori-casa-lit-in-prima-linea/ Mon, 13 Nov 2023 09:30:56 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232105 Tracciabilità, monitoraggio ambientale, ottimizzazione operativa e sicurezza dei dati. La trasformazione digitale come forza trainante nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Cambiano gli stili di consumo e cresce l’attenzione per la sostenibilità e la riduzione degli sprechi L’adozione e la gestione efficace delle tecnologie IT possono fare la differenza. Nell’industria Horeca e nel settore dei […]

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Tracciabilità, monitoraggio ambientale, ottimizzazione operativa e sicurezza dei dati. La trasformazione digitale come forza trainante nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Cambiano gli stili di consumo e cresce l’attenzione per la sostenibilità e la riduzione degli sprechi

L’adozione e la gestione efficace delle tecnologie IT possono fare la differenza. Nell’industria Horeca e nel settore dei consumi alimentari fuori casa questo assunto è diventato ancora più vero con gli avvenimenti booster degli ultimi anni, la pandemia per intenderci. Assistiamo al consolidamento di profondi mutamenti negli stili di consumo e alla conseguente diversificazione dell’offerta per intercettare cambiamenti accompagnati da costi di gestione crescenti (strutture, servizi, accoglienza) e nella catena di fornitura. In tutto il territorio dei consumi Away From Home è tangibile la necessità di affrontare soprattutto due sfide: la sostenibilità – adattamento ambientale e riduzione degli sprechi – e la customer experience. Questa esigenza ha spinto le aziende a intraprendere un processo completo di digitalizzazione sull’intero ciclo di vita dei prodotti-servizi, dalla progettazione al consumo. Il settore è molto diversificato per struttura, dimensione e organizzazione.

Nelle realtà meno strutturate, il ruolo di CIO si sovrappone ad altre funzioni aziendali. Tuttavia, il ruolo dei CIO come interlocutori tecnologici è determinante nel guidare il cambiamento, anche se stiamo assistendo all’aumento dei servizi IT gestiti, che sono visti da parte delle aziende come la soluzione ottimale per affrontare la complessità tecnologica senza distogliere l’attenzione dal core business. In questa prospettiva, i CIO preferiscono affidarsi a fornitori di fiducia, in modo da consentire alle risorse interne di focalizzarsi sulle attività strategiche, piuttosto che gestire direttamente l’implementazione e la gestione delle nuove tecnologie. Questo approccio, sempre più frequente secondo i dati contenuti nella Global Retail 2023 Survey di IDC, permette un migliore allineamento tra le risorse aziendali e gli obiettivi strategici. E permette anche di abbracciare tutti i vantaggi offerti dall’RFID e dall’IoT ambientale, due tecnologie che IDC annota come prioritarie nei desiderata degli operatori Horeca.

SOSTENIBILITÀ E MENO SPRECHI

L’approccio alla sostenibilità è fondamentale non soltanto per ridurre l’impatto ambientale, ma anche per soddisfare le aspettative di una clientela più attenta all’ambiente. È ormai opinione comune che le aziende capaci di adottare una visione a lungo termine incentrata sulla sostenibilità non solo contribuiranno a un mondo migliore, ma beneficeranno anche economicamente, migliorando la loro reputazione e attirando una clientela sempre più esigente. Secondo i dati di IDC, il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità è una priorità chiave per il 33% degli operatori Horeca e per il 26% nel Food & Beverage. Le aziende sono anche consapevoli dell’importanza della sostenibilità nel miglioramento della reputazione aziendale. La strategia principale con cui le aziende affrontano la sostenibilità è la riduzione degli sprechi, che si concretizza in una serie di attenzioni sempre più diffuse. Per esempio, la riduzione degli imballaggi con il passaggio a materiali biodegradabili o riutilizzabili, e la gestione accorta delle scorte, monitorando le quantità di cibo in ogni fase, per ridurre gli sprechi alimentari. Un’altra attenzione importante riguarda l’utilizzo dell’energia e dell’acqua, due ambiti che prevedono l’adozione di tecnologie specifiche, come sistemi intelligenti di monitoraggio e supervisione in grado di intervenire autonomamente per ridurre gli sprechi.

Ci sono poi i programmi di riciclo, riutilizzo e di coinvolgimento dei dipendenti nell’adozione di buone pratiche sostenibili. A chiudere il cerchio, tra i comportamenti che si stanno diffondendo troviamo la promozione delle opzioni vegetali – per offrire una varietà di opzioni alimentari a base vegetale che riduca l’impatto ambientale della carne – e un sourcing sostenibile: acquistare materie prime provenienti da fornitori che seguono pratiche sostenibili e che promuovono la produzione locale e a basso impatto ambientale. Tutto questo, e qui arriviamo al punto, non può essere fatto senza l’aiuto dell’IT.


#Horeca La centralità del cliente. L’IT trasforma la customer experience e aumenta la visibilità
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CUSTOMER CENTRICITY

Nel mondo dell’Horeca, l’approccio centrato sul cliente è diventato un imperativo, poiché questo settore ha la soddisfazione del cliente come fulcro del suo operato. Secondo IDC, la customer experience è prioritaria per il 52% degli operatori Horeca e il 50% di quelli Food & Beverage europei. Ma come è possibile migliorare l’esperienza cliente attraverso l’Information technology?

Il settore Horeca è strettamente legato all’esperienza del cliente. La ristorazione, l’ospitalità e il catering si basano su servizi e prodotti che soddisfano le esigenze e i desideri dei clienti. Un cliente soddisfatto non solo tornerà, ma sarà anche più propenso a condividere la sua esperienza positiva con amici e parenti, aumentando così la visibilità del tuo locale o attività. La centralità del cliente sopravanza la mera erogazione di servizi di qualità. Si tratta di creare un’esperienza che va ben oltre il semplice consumo di cibo o l’alloggio in una stanza d’albergo. Gli ospiti cercano un’esperienza coinvolgente e che li faccia sentire speciali. Questo è il motivo per cui molti locali investono tempo ed energie nello sviluppo di menu innovativi, nell’arredamento accattivante e in servizi personalizzati. Le strategie chiave per migliorare l’esperienza del cliente attraverso l’IT partono dalla gestione delle prenotazioni online: la prenotazione online di tavoli in ristoranti o camere d’albergo è diventata la norma. Offrire un sistema di prenotazione facile da usare e intuitivo può semplificare la vita dei clienti e garantire che trovino sempre il posto che desiderano. Utilizzando sistemi di gestione, è possibile raccogliere dati sui clienti e utilizzarli per offrire servizi personalizzati. Per esempio, conoscere le preferenze alimentari di un cliente abituale può consentire di suggerire piatti specifici o offrire sconti mirati.

L’IT consente di raccogliere feedback dai clienti in modo efficiente attraverso sondaggi online e piattaforme di recensione. Questi feedback possono essere utilizzati per apportare miglioramenti costanti ai servizi e dimostrare attenzione ai dettagli. Sotto il cappello dell’IT ci sono anche le piattaforme social e gli strumenti di marketing digitale, che consentono di raggiungere nuovi clienti e mantenerli informati su offerte speciali, eventi e novità. In campo automazione, l’IT può semplificare i processi operativi, dalla gestione dell’inventario alla contabilità, migliorando l’efficienza e consentendo al personale di concentrarsi sull’esperienza del cliente. Anche fornire metodi di pagamento sicuri ed efficienti è essenziale per la customer experience. E anche questo ricade sotto la responsabilità dell’IT.

IL RUOLO CHIAVE DEI CIO

I CIO svolgono un compito chiave nel plasmare l’innovazione tecnologica e nel garantire che le aziende siano competitive e all’avanguardia. Nell’industria dell’Horeca e nel settore Food & Beverage, al centro di una profonda trasformazione negli ultimi anni, la loro missione è diventata ancora più cruciale in diverse aree chiave. Una di queste aree è rappresentata dai sistemi di gestione delle operazioni, che aiutano le aziende a monitorare e migliorare le prestazioni in tempo reale: sistemi includono la gestione degli ordini, la pianificazione delle risorse, il monitoraggio delle scorte e molto altro.

I CIO sono responsabili anche della creazione di esperienze cliente coinvolgenti. Questo può includere la creazione di app mobili per l’ordine e il pagamento, la personalizzazione delle offerte in base alle preferenze del cliente e l’utilizzo di dati per migliorare la fidelizzazione del cliente. In tema sicurezza, i responsabili IT CIO devono garantire che i dati dei clienti e le informazioni aziendali siano protetti da minacce informatiche. La gestione delle carte di credito, la privacy dei clienti e la sicurezza delle transazioni sono tutte preoccupazioni chiave. Restando ai dati, ma parlando di analisi, è compito dei CIO saper trarre vantaggio dall’abbondanza di dati generati dalle operazioni quotidiane. L’analisi può rivelare tendenze di consumo, comportamenti dei clienti e informazioni che possono essere utilizzate per prendere decisioni informate.

Se le responsabilità sono tante, le difficoltà non mancano. La prima è rappresentata da costi e budget: i CIO devono bilanciare la necessità di innovazione con i limiti finanziari, assicurando che ogni spesa contribuisca a un percepibile miglioramento. La seconda sfida è la rapida evoluzione tecnologica che rende difficile il mantenimento delle soluzioni sempre aggiornate. L’IT deve essere pronta ad adottare nuove tecnologie e adattarsi alle nuove tendenze. Infine, c’è quell’eterna spina nel fianco che si chiama sicurezza informatica: la crescente minaccia di violazioni della sicurezza dei dati richiede una vigilanza costante e molto impegnativa.


#Horeca La sostenibilità come priorità per il 33% degli operatori
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RFID E IOT AMBIENTALE

Le soluzioni RFID nel settore Horeca stanno rivoluzionando la logistica, la gestione degli inventari e la sicurezza. Un esempio di questo è la gestione degli inventari: i tag RFID possono essere applicati a prodotti e attrezzature, consentendo ai gestori di tenere traccia in tempo reale degli stock. Ciò riduce il rischio di scorte obsolete e permette di riordinare in modo tempestivo gli articoli esauriti. Un altro ambito applicativo interessante è la sicurezza alimentare: la tecnologia RFID può essere utilizzata per monitorare la catena del freddo, garantendo che gli alimenti vengano conservati e trasportati alle temperature corrette. In caso di variazioni dalla temperatura, il sistema può inviare avvisi immediati, contribuendo a garantire il mantenimento della catena del freddo. Infine, c’è il controllo accessi: nell’industria alberghiera, i braccialetti RFID sono utilizzati spesso come chiavi per le camere, il che non solo semplifica l’accesso dei clienti, ma consente anche un controllo sicuro degli accessi.

Secondo IDC, oggi il 42% dei negozi alimentari traccia l’inventario o altre risorse lungo tutta la catena di approvvigionamento con sensori RFID, IoT, Bluetooth o altri sistemi, raccogliendo dati (per esempio, movimentazioni e posizioni nell’inventario, oppure dati di temperatura). L’IoT ambientale si concentra sull’uso di sensori e dispositivi connessi per monitorare e gestire gli aspetti ambientali all’interno degli hotel e dei ristoranti. Per esempio, nella gestione dell’energia, con sensori intelligenti che possono monitorare il consumo energetico nei locali e nei sistemi di riscaldamento e raffreddamento. Questi dati possono essere utilizzati per ottimizzare l’uso dell’energia, riducendo i costi operativi e l’impatto ambientale. Per quanto riguarda il comfort, i sensori IoT possono rilevare automaticamente il movimento degli ospiti all’interno delle camere e regolare la temperatura, l’illuminazione e altri fattori in base alle preferenze individuali. Ciò contribuisce a migliorare l’esperienza del cliente e riduce gli sprechi energetici. I sensori ambientali possono anche monitorare la temperatura e l’umidità negli ambienti di stoccaggio degli alimenti. In caso di deviazioni dai parametri stabiliti, il personale riceve notifiche istantanee per evitare la perdita di prodotti. Questo si traduce in vantaggi nella gestione delle scorte e degli stoccaggi.

Non stupisce che, sempre secondo IDC, il 26% dei rivenditori di generi alimentari preveda di implementare nei prossimi tre anni tecnologie di tracciabilità, tra cui IoT, RFID e/o IoT ambientale. L’implementazione di queste tecnologie in tutto il settore Horeca offre una serie di vantaggi, tra cui una maggiore efficienza operativa, risparmi di costi, un migliore controllo della qualità e una migliore esperienza del cliente. Per contro, ci sono anche alcune sfide da affrontare, tra cui la sicurezza dei dati e la formazione del personale. La chiave per il successo, conclude anche IDC, non può che essere l’adozione oculata e l’aggiornamento continuo.


#Horeca Il ricorso ai servizi IT gestiti per governare la complessità di gestione delle tecnologie
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VANTAGGI DEI SERVIZI GESTITI

A non poter mancare in un settore competitivo come quello dell’ospitalità e della ristorazione sono l’efficienza operativa e la capacità di offrire un servizio clienti di alta qualità. Assodato che l’IT svolge un ruolo cruciale in questo contesto, spesso la gestione e l’implementazione delle tecnologie possono diventare una distrazione per le aziende, impedendo loro di concentrarsi sulle attività strategiche. Ecco perché i servizi gestiti nell’IT sono diventati una soluzione preziosa per il settore Horeca.

In quello che IDC chiama il “production and design-distribution-consumption life-cycle” dei prodotti alimentari deperibili, i fornitori di servizi IT gestiti possono supportare le aziende come partner strategico nell’implementazione di tecnologie adeguate che consentano una produzione e una somministrazione degli alimenti trasparente, la visibilità della supply chain, la conformità normativa agli standard di sicurezza e qualità, nonché l’automazione per aumentare l’efficienza operativa in modo sostenibile.

I servizi IT gestiti sono servizi di gestione delle tecnologie dell’informazione offerti da fornitori specializzati che comprendono la gestione, il monitoraggio, la manutenzione e l’ottimizzazione di sistemi e infrastrutture IT. Possono includere anche la gestione delle reti, la sicurezza informatica, la manutenzione hardware e software e molto altro ancora. Uno dei vantaggi principali dei servizi gestiti nell’IT è la flessibilità. I fornitori si adattano alle esigenze specifiche delle aziende del settore Horeca per scalare le risorse IT in base alla domanda. Per esempio, se un ristorante apre una nuova sede o organizza un evento speciale, il fornitore di servizi gestiti può rapidamente fornire risorse aggiuntive per gestire l’aumento del carico di lavoro. In una scala di importanza, il vantaggio della flessibilità va di pari passo con il focus sul core business. La gestione delle tecnologie dell’informazione può richiedere tempo, risorse e competenze significative. L’utilizzo di servizi gestiti permette alle aziende Horeca. di concentrarsi sulle attività principali, come la preparazione del cibo, l’ospitalità e la cura del cliente. Questo consente loro di migliorare la qualità dei servizi offerti e di concentrarsi sulla creazione di esperienze che i clienti possano ricordare.

Se passiamo al campo operativo, i vantaggi più evidenti sono efficienza e affidabilità. I fornitori di servizi gestiti sono ovviamente degli esperti nella gestione delle tecnologie, per questo possono offrire la garanzia di un migliore rendimento e una maggiore funzionalità dei sistemi IT. La manutenzione preventiva, il monitoraggio costante e l’accesso a tecnologie all’avanguardia aiutano a prevenire guasti e interruzioni dei servizi, garantendo un’operatività ottimale. Anche in tema di sicurezza delle transazioni finanziarie e protezione dei dati dei clienti, i fornitori di servizi gestiti offrono soluzioni di sicurezza informatica costantemente aggiornate. Queste soluzioni sono certamente importanti nel prevenire violazioni della sicurezza e a proteggere la reputazione dell’azienda.

Infine, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’utilizzo dei servizi gestiti può portare a un risparmio di costi significativo nel lungo periodo. Riducendo la necessità di investire in infrastrutture costose e risorse umane specializzate, le aziende del settore Horeca possono ottimizzare i loro budget e allocare risorse in modo più efficace.

 

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Sviluppo digitale? Il settore Horeca ha un Passepartout https://www.datamanager.it/2023/11/sviluppo-digitale-il-settore-horeca-ha-un-passepartout/ Thu, 09 Nov 2023 11:30:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231534 Sostenibilità e customer experience sono il focus delle soluzioni per la digitalizzazione di hotel, ristoranti e catering proposte dalla software house specializzata in gestionali Negli ultimi anni, il settore Horeca (Hotel, ristoranti e catering) ha sperimentato una rivoluzione digitale che va oltre la semplice gestione di fatture e scontrini. «Oggi, il focus si è spostato […]

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Sostenibilità e customer experience sono il focus delle soluzioni per la digitalizzazione di hotel, ristoranti e catering proposte dalla software house specializzata in gestionali

Negli ultimi anni, il settore Horeca (Hotel, ristoranti e catering) ha sperimentato una rivoluzione digitale che va oltre la semplice gestione di fatture e scontrini. «Oggi, il focus si è spostato verso temi cruciali come la sostenibilità e la centralità del cliente» – spiega Rudy Ricci, direttore dell’area Horeca e Retail di Passepartout. «Questo è il punto di arrivo di un’evoluzione che ha visto un’accelerazione fortissima durante la pandemia, perché è proprio durante questo evento che è esplosa la digitalizzazione».

Adozione digitale precoce

La pandemia ha agito da catalizzatore accelerando la digitalizzazione nel settore, in particolare nell’ambito della ristorazione. Chi non ha intercettato immediatamente il cambiamento ha incontrato notevoli difficoltà. Tuttavia, le imprese che hanno abbracciato la tecnologia, supportate dall’IT, hanno ottenuto un chiaro vantaggio competitivo. «L’effetto digital si è manifestato prima attraverso strumenti di self-ordering, piattaforme di delivery, take away e menu elettronici, per poi evolvere verso soluzioni avanzate di gestione e analisi della customer experience. Certamente, l’adozione precoce di soluzioni digitali è stata cruciale per il successo e in tanti casi anche per la sopravvivenza delle imprese. Probabilmente per questo, le realtà che avevano già iniziato a offrire soluzioni evolute ai clienti e che ne hanno constatato i vantaggi stanno proseguendo lungo un percorso di digitalizzazione da cui non pensano neanche lontanamente di tornare indietro, perché è ricco di vantaggi competitivi». Chiaro che non tutte le aziende viaggiano alla stessa velocità. Le grandi catene, con maggiore esperienza nell’ambito digitale, puntano a mantenere un vantaggio costante, mentre le realtà più piccole si stanno avvicinando gradualmente al digitale. «Tuttavia, in entrambi i casi l’assimilazione delle tecnologie digitali è un processo continuo» – sottolinea Ricci.


#Horeca Il CRM diventa fulcro di tutti i processi – Rudy Ricci @PassepartoutSpa
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Ottimizzazione e sostenibilità

Passepartout, un nome noto nel panorama dei gestionali per commercialisti e imprese, accompagna la crescita digitale del settore Horeca fin dall’inizio. Oltre a fornire soluzioni che si integrano con piattaforme di food delivery e che supportano l’intera supply chain, l’azienda si è concentrata sull’ottimizzazione della produzione, iniziando dalle cucine. «L’obiettivo è ridurre gli sprechi, eliminare gli errori e avere un maggiore controllo su tutta la catena di approvvigionamento» – afferma Rudy Ricci. «Questo cambiamento è evidente nella transizione dalle stampanti termiche tradizionali ai moderni kitchen monitor di cui sono dotate oggi le cucine più moderne, strumenti che vanno ben oltre la visualizzazione delle comande».

Il CRM al centro del gestionale

I clienti si aspettano di essere coccolati e viziati, richiedono un servizio di alta qualità nei punti vendita, che siano fisici oppure online, e ancora di più quando ordinano cibo via app o vanno al ristorante. «Ecco perché nello sviluppo delle nostre soluzioni specifiche per il mondo di ristoranti, hotel, catering e ristorazione collettiva concentriamo l’attenzione sulla gestione del cliente, con l’adozione di strumenti che facilitano la relazione prima, durante e dopo il servizio. Questo, per esempio nell’ambito della ristorazione – spiega Rudy Ricci – coinvolge servizi come prenotazioni online, app e menu elettronici, consentendo ai ristoratori di fornire un servizio impeccabile». Le funzionalità offerte dai sistemi gestionali sono sempre più incentrate sulla cura e attenzione al cliente. «Il CRM diventa il fulcro di tutti i processi» – continua Rudy Ricci. «La digitalizzazione nel settore Horeca non è più un’opzione, ma una necessità che offre notevoli vantaggi competitivi. Il settore continua a evolversi in un mondo in cui la clientela è sempre più esigente, e la capacità di soddisfare queste esigenze è essenziale per il successo a lungo termine».

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Con Oracle e LUISS la sfida dei CFO: e se cambiassimo anche il job title? https://www.datamanager.it/2023/07/con-oracle-e-luiss-la-sfida-dei-cfo-e-se-cambiassimo-anche-il-job-title/ Mon, 03 Jul 2023 08:34:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229269 Riflessioni ma anche proposte per supportare l’evoluzione di un ruolo trasformato soprattutto dall’intelligenza artificiale E se fosse arrivata l’ora di aggiornare anche i nostri job title? Per esempio, il chief executive officer potrebbe diventare il chief evolution officer; e il chief financial officer trasformarsi nel chief future officer. La provocazione, tutt’altro che bizzarra, l’ha messa […]

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Riflessioni ma anche proposte per supportare l’evoluzione di un ruolo trasformato soprattutto dall’intelligenza artificiale

E se fosse arrivata l’ora di aggiornare anche i nostri job title? Per esempio, il chief executive officer potrebbe diventare il chief evolution officer; e il chief financial officer trasformarsi nel chief future officer. La provocazione, tutt’altro che bizzarra, l’ha messa sul tavolo Marco Fossataro, group chief financial officer di Ferrovie dello Stato, intervenendo all’incontro intitolato “La value chain e i cambiamenti nei processi finance” organizzato da Oracle e LUISS Business School nella cornice di Villa Blanc a Roma. «Il punto è che la trasformazione non è in corso ma è già avvenuta – ha affermato il responsabile finance di FS – e siamo talmente proiettati a rivedere i processi e i sistemi, in ottica anche predittiva, che una delle preoccupazioni maggiori è diventata quella di verificare quotidianamente se siamo abbastanza veloci nel formarci e nel formare il nostro personale per evitare che i competitor ci passino davanti».

LA VERA SFIDA È BILANCIARE VECCHIE E NUOVE PRIORITÀ

Che le tecnologie stanno cambiando lo scenario operativo dell’amministrazione, finanza e controllo è un dato acquisito. Altrettanto che la trasformazione inizia dalle attività più ripetitive e più agevoli da automatizzare mediante l’accesso ai servizi cloud e l’aiuto dell’intelligenza artificiale, così da poter dedicare più tempo ad attività strategiche quali il supporto alle decisioni e la caccia ai dati di valore. «Ma la vera sfida è capire che il responsabile finanziario non può dimenticare il lavoro che ha sempre fatto – ha sottolineato Raffaele Oriani, dean Luiss Business School – ed è impensabile che le nuove priorità possano distrarlo da attività tipicamente fondamentali come la gestione finanziaria, la reportistica, il supporto nelle operazioni di investimento e la gestione dei rischi». E allora che cosa si chiede oggi al Cfo? «Che le attività tradizionali, importanti ma che costituiscono un fattore igienico, vengano quanto più possibile automatizzate, efficientate e svolte in meno tempo. E di diventare un innovatore a tutti gli effetti: un responsabile dell’innovazione anche nelle tecnologie, al fianco del Cio», ha sottolineato Oriani.

DA NON CREDERE PER UN CFO: LA PRECISIONE CONTA MENO

Processi, tecnologie, velocità, capitale umano. Quanto sia profonda la trasformazione del CFO lo ha fatto capire Salvatore Sangiovanni, group digital finance and data officer di Leonardo. «Ci chiedono di essere agili e rapidi nell’estrarre le informazioni utili al business da una quantità immensa di dati, ed è un’attività in cui non conta la precisione alla seconda cifra del decimale come nel bilancio consolidato, conta piuttosto una proxy accettabile che consenta in poco tempo di disporre delle informazioni giuste per prendere le decisioni giuste. Per farlo, servono anche a noi competenze nuove e persone preparate. La ricerca dei talenti è sicuramente una sfida, ma dal mio punto di vista è più importante lavorare sui collaboratori già presenti in azienda, a cominciare da quelli impiegati nelle attività ripetitive che saranno più impattate dalle nuove tecnologie».

IL SUPPORTO DI ORACLE SI BASA SULLA SEMPLICITÀ

«La catena del finance è stata spinta e cambiata per eventi esterni, oltre che per le nuove tecnologie che hanno sicuramente portato i CFO a fare un lavoro migliore», ha affermato Giovanni Ravasio, VP & Country Leader Cloud Applications di Oracle Italia. «Ed è cambiata a valle del Covid tutta la catena del valore nella supply chain. Eco perché Oracle ha integrato le nuove tecnologie nei suoi strumenti per permettere agli operatori dell’area AFC di essere più veloci e più preci». Anche l’usabilità è fondamentale ed è per questo che Oracle ha investito molto sull’esperienza utente: «I nostri strumenti sono a prova di Millennial – ha detto Edilio Rossi, Digital Finance Business Development Director in Oracle Italia – perché consentono l’interazione con il linguaggio naturale e di estrarre dati e informazioni anche senza avere esperienza su come si interrogano database e sulle altre fonti informative».

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Smart printing e sostenibilità, la nuova qualità di stampa https://www.datamanager.it/2023/06/smart-printing-e-sostenibilita-la-nuova-qualita-di-stampa/ Mon, 12 Jun 2023 08:18:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=228540 La stampa tradizionale è stata a lungo associata a sprechi di carta, inchiostro ed energia. Tuttavia, con l’introduzione del concetto di smart printing, le aziende possono adottare approcci più consapevoli per gestire le loro esigenze di stampa. Connettività e cloud (in sicurezza) fanno la differenza Connettività, cloud printing, integrazione con app e servizi, funzioni avanzate. […]

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La stampa tradizionale è stata a lungo associata a sprechi di carta, inchiostro ed energia. Tuttavia, con l’introduzione del concetto di smart printing, le aziende possono adottare approcci più consapevoli per gestire le loro esigenze di stampa. Connettività e cloud (in sicurezza) fanno la differenza

Connettività, cloud printing, integrazione con app e servizi, funzioni avanzate. Nell’era digitale, la tecnologia ha trasformato il modo in cui stampiamo i documenti. L’avvento del cosiddetto smart printing ha rivoluzionato il concetto di stampa tradizionale, offrendo nuove opportunità e vantaggi. Allo stesso tempo, le aziende stanno adottando soluzioni innovative su tutti i fronti per ridurre l’impatto ambientale delle loro attività. Tra queste soluzioni, il concetto di smart printing e document management si sta diffondendo come una pratica sostenibile per l’ottimizzazione dei processi di stampa e la gestione dei documenti. Questa combinazione intelligente di tecnologie offre opportunità significative per ridurre l’uso di carta, risparmiare risorse e promuovere una maggiore sostenibilità. In questo articolo, esploreremo il concetto di smart printing, le sue caratteristiche distintive e i benefici che offre, con l’aiuto dei responsabili di quattro aziende del settore.

Stando alle ultime analisi di IDC, negli uffici si continuano a stampare circa 60 miliardi di pagine A4 all’anno in Italia. Il segmento delle stampanti inkjet è destinato a crescere, mentre la domanda dei modelli laser subirà un calo. Una tendenza che sembra fare i conti anche con l’evoluzione del lavoro ibrido. Si riduce il numero di pagine medie per ogni stampa, mentre si verifica un importante aumento delle scansioni dovute alla continua digitalizzazione dei processi documentali. Anche grazie a questa nuova tendenza, il cloud assume un ruolo centrale.


#smartprinting Come ottimizzare e digitalizzare i flussi documentali – Antonino Migliore @CanonBusinessIT
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COS’È LO SMART PRINTING?

«Smart printing è un approccio alla gestione della stampa dei documenti aziendali che prevede flussi ottimizzati e che oggi possiamo dire con certezza che va oltre i confini dell’ufficio tradizionale» – spiega Antonino Migliore, DP&S product business developer di Canon Italia. «Al centro dei processi aziendali moderni, non c’è più un dispositivo di stampa, ma un dato cartaceo o digitale che deve essere costantemente accessibile e gestibile in scenari organizzativi sempre più eterogenei. Resta inteso che è difficile parlare di confini in un settore dove l’offerta e la domanda dei clienti sono sempre più legate alla personalizzazione di soluzioni e servizi a valore aggiunto».

Di fatto, lo smart printing è una forma avanzata di stampa che sfrutta le potenzialità delle moderne tecnologie di connettività, intelligenza artificiale e cloud computing per offrire una migliore esperienza di stampa. Rispetto alla stampa tradizionale, lo smart printing offre funzionalità aggiuntive e connettività versatile per soddisfare le esigenze di un cliente calato in un contesto sempre più digitale, ma anche sempre attento al proprio impatto ambientale. «Smart printing significa utilizzare dispositivi che per tecnologia e prestazioni assicurino produttività e alta qualità, impattando allo stesso tempo meno sull’ambiente, anche nella loro gestione complessiva» – sottolinea Luca Motta, head of sales office printing di Epson Italia. Per essere smart bisogna tracciare confini che contengano al loro interno sia la sostenibilità economica e prestazionale sia quella ambientale. Per essere più concreti: in un solo anno una stampante laser può utilizzare fino a 18 kg di parti da sostituire tra tamburi, sviluppatori, unità di fusione, nastri di trasferimento, lame di pulizia, cartucce di toner, mentre, nel caso di Epson, una stampante basata sulla nostra tecnologia Heat-Free arriva a meno di un chilogrammo. Moltiplichiamo questo dato per i 4-5 anni di vita media di questi dispositivi in azienda e per il numero di stampanti presenti in Italia: capiamo subito quale può essere l’impatto generato, non solo sull’ambiente. Ma non c’è solo questo. Le nostre stampanti richiedono meno assistenza, meno spazi per i materiali di consumo e hanno consumi energetici contenuti, offrendo una gestione del sistema stampa davvero smart e sostenibile».


#smartprinting Sostenibilità Economica, prestazioni e ambiente per essere smart – Luca Motta @EpsonItalia
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CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Una delle caratteristiche fondamentali dello smart printing è la connettività. Le stampanti smart sono in grado di collegarsi alla rete aziendale o domestica, consentendo agli utenti di stampare da qualsiasi dispositivo connesso alla stessa rete. Ciò significa che è possibile stampare direttamente da smartphone, tablet, laptop e altri dispositivi mobili, rendendo la stampa più flessibile e accessibile. Un’altra caratteristica è la possibilità di integrazione con app e servizi popolari. Per esempio, è possibile stampare direttamente da applicazioni come Google Drive, Dropbox o Microsoft Office senza dover aprire i file separatamente. Questa integrazione semplifica il flusso di lavoro e migliora l’efficienza complessiva. Ci sono poi le funzionalità avanzate.

Le stampanti smart sono dotate di funzioni avanzate che vanno oltre la semplice stampa di documenti. Molte di esse offrono la scansione di documenti, la copia, la stampa fronte-retro automatica e la stampa a colori di alta qualità. Alcuni modelli supportano anche la stampa di foto direttamente dalle piattaforme di social media o l’invio di fax. Un’altra caratteristica davvero fondamentale dello smart printing è il cosiddetto cloud printing, ossia la possibilità di sfruttare le potenzialità del cloud computing per consentire agli utenti di accedere ai propri documenti ovunque si trovino. Con la stampa cloud, è possibile caricare i documenti su servizi di storage online e stamparli da qualsiasi stampante smart collegata all’account. Questo elimina la necessità di trasferire fisicamente i file tra dispositivi e semplifica il processo di stampa.

«Il cloud – aggiunge Antonino Migliore di Canon Italia è per noi un’opportunità grazie alla quale possiamo proporre sul mercato il più ampio ecosistema tecnologico dedicato al printing che unisce le due tecnologie, laser e inkjet, gestite attraverso la piattaforma uniFLOW online, in grado di offrire una suite completa di smart application, ovvero casi d’uso reali sia in ambito managed print service che workspace collaboration.

Le aziende hanno bisogno di ottimizzare e digitalizzare i flussi documentali e per questo abbiamo lanciato sul mercato Canon Easy Experience, soluzioni di semplificazione ed efficientamento dei processi documentali di qualsiasi settore e dipartimento. Il cloud è lo strumento che facilita l’accesso costante e rapido alle informazioni ma la sfida su cui affianchiamo al meglio i nostri clienti è il farlo in modo sicuro. E lo facciamo attraverso la Easy Security, ovvero l’offerta Canon che prevede dispositivi secure by design, in grado di lavorare in modo proattivo e preventivo su qualsiasi nuova minaccia».

LA SFIDA DELLA SICUREZZA

Connettività e cloud aprono le porte di tante opportunità, ma presentano anche delle nuove sfide, prima fra tutte la sicurezza. La sicurezza delle stampanti collegate alla rete aziendale è di fondamentale importanza per proteggere i dati sensibili di un’azienda e prevenire potenziali attacchi informatici. «Oggi, qualsiasi dispositivo collegato alla rete può essere un potenziale punto da cui lanciare un attacco e attraverso il quale arrivare ai server aziendali sui quali risiedono dati sensibili, il cuore delle nostre organizzazioni. La sicurezza dei dispositivi di stampa collegati alla rete aziendale diventa quindi una priorità assoluta ed è fondamentale adottare misure preventive per garantire la sicurezza dei nostri sistemi di stampa» – afferma Luca Dongiovanni, product manager office solutions di Konica Minolta Italia. «Nel frenetico mondo dell’ufficio moderno, ci troviamo di fronte all’importante sfida di preservare la sicurezza dei dati sensibili. In Konica Minolta lavoriamo ogni giorno per trovare soluzioni che garantiscano la protezione delle reti aziendali e quindi la salvaguardia delle informazioni, consentendo alle organizzazioni di lavorare al riparo da attacchi esterni. Siamo consapevoli dei problemi che possono comportare accessi non autorizzati, furti di dati e attacchi informatici, oggi sempre più frequenti e sempre più spesso indirizzati verso le piccole e medie imprese, più vulnerabili delle grandi aziende corporate, in quanto meno dotate di sistemi informatici con elevati livelli di sicurezza.

Ecco perché, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei nostri sistemi di stampa, Konica Minolta ha stretto una collaborazione con Bitdefender, leader nel settore della sicurezza informatica; insieme abbiamo sviluppato un antivirus avanzato per i dispositivi Konica Minolta e Develop. Questa soluzione antivirus va oltre il semplice controllo basato su whitelisting, ovvero il processo di autorizzazione solo di determinati programmi, processi o indirizzi ip ritenuti sicuri perché presenti nella white list. L’antivirus installato sui nostri dispositivi di stampa, non solo verifica che l’indirizzo IP e il programma da cui arriva il comando, ma effettua la scansione in tempo reale di tutti i dati in ingresso e in uscita, assicurandosi che dietro un banale file di testo o jpeg non si nasconda uno script di comando malevolo. Spesso chiedo ai nostri clienti se sarebbero disposti ad acquistare un PC senza installare un antivirus. Il motivo di questa domanda – spiega Luca Dongiovanni – è che il nostro antivirus svolge un ruolo essenziale simile ai sistemi installati sui computer. Appena viene avviato un download o viene inserita una chiavetta USB, il nostro antivirus legge e verifica tutti i file, bloccando e mettendo in quarantena eventuali virus o malware. In un ambiente sempre più digitale e sempre più soggetto a minacce di sicurezza informatica, Konica Minolta si impegna ogni giorno a garantire la sicurezza dei propri dispositivi, grazie ad un’attenzione costante verso la security e soluzioni avanzate ed innovative. Siamo convinti che proteggere le informazioni significhi proteggere le aziende e quindi ciò che conta di più per noi: i nostri clienti».


#smartprinting La priorità della sicurezza – Luca Dongiovanni #KonicaMinoltaItalia
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AMBIENTE E RISPARMIO DI RISORSE

Uno dei vantaggi più immediati e percepibili legati all’utilizzo di soluzioni di smart printing e document management è quello di ridurre significativamente la quantità di carta utilizzata nelle operazioni aziendali. Le funzionalità di stampa fronte-retro, la stampa su richiesta e l’eliminazione delle stampe superflue contribuiscono a una riduzione drastica degli sprechi di carta. La riduzione dell’uso di carta a sua volta riduce il consumo di acqua e di energia legato alla produzione di carta, che si somma al risparmio di energia garantito da macchine progettate per essere energeticamente efficienti.

In un’epoca in cui la sostenibilità è una priorità globale, l’adozione di tecnologie come lo smart printing e il document management è essenziale per promuovere un futuro eco-sostenibile. Sia le grandi imprese sia le piccole e medie imprese possono trarre vantaggio da queste soluzioni, contribuendo a un ambiente più pulito e sano per le generazioni future. «Tuttavia, sono ancora molte le misure strategiche che le aziende devono adottare per poter agire in un modo realmente sostenibile senza compromettere l’efficienza e gli obiettivi commerciali» – afferma Lorenzo Matteoni, senior manager marketing di Brother Italia. «Le aziende dovrebbero innanzitutto considerare l’intero ciclo di vita dei dispositivi di stampa, con particolare attenzione all’approvvigionamento, spesso trascurato. In caso di stampanti guaste, è infatti possibile agire in modo sostenibile sostituendo le parti danneggiate della stampante con ricambi originali, senza dover acquistare un nuovo dispositivo. Inoltre, le principali attività sostenibili che dovrebbero intraprendere riguardano: il riciclo dei materiali, l’imballaggio, l’efficienza dei dispositivi hardware e l’approvvigionamento, la riduzione delle emissioni di CO2 e l’utilizzo della plastica».

Attivarsi concretamente in materia di sostenibilità richiede sforzi effettivi e uno sconvolgimento dello status quo – continua Matteoni. Questo implica un intervento delle PMI anche in tema di riciclo. «I fornitori di stampa, grazie a servizi dedicati, devono infatti facilitare il più possibile il processo di rigenerazione delle cartucce e delle stampanti. Questo processo diventa molto più semplice quando le pmi noleggiano la loro tecnologia di stampa dai fornitori, in modo che il riciclo possa essere curato alla fine del ciclo di vita dei dispositivi da un fornitore esperto. Il programma europeo di recupero delle cartucce toner tramite il servizio postale non è disponibile per il mercato italiano, perché la normativa ambientale italiana vieta il trasporto di un rifiuto utilizzando il sistema postale standard. Brother Italia ha attivato un programma di riciclo dedicato». Per usufruire del servizio è sufficiente richiedere il ritiro gratuito dei toner originali non ricondizionati dal sito brother.it. L’azienda si occuperà del ritiro, per poi riciclarli gratuitamente contribuendo fattivamente alla sostenibilità ambientale.


#smartprinting Come valutare l’intero ciclo di vita dei dispositivi di stampa – Lorenzo Matteoni @brotheritalia
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La risposta di Canon alla sostenibilità si chiama Canon Easy Sustainability e si basa – come spiega Migliore di Canon Italia – su un approccio duale che si concentra su politiche di riduzione della CO2 e di economia circolare, principalmente legate ai processi di approvvigionamento e produzione. «Sostenibilità è per noi un traguardo tecnologico, grazie al lancio di nuovi prodotti completamente rigenerati dalla nostra factory di Giessen e di servizi climate neutral printing che consentono di ridurre i consumi e le emissioni».

L’attenzione alla sostenibilità ambientale è forte anche in casa Epson: «Innanzitutto si tratta di scegliere tecnologie che siano poco impattanti sull’ambiente – sottolinea Luca Motta – parliamo quindi di soluzioni di stampa sostenibili che riducono significativamente le emissioni di CO2 e non richiedono per forza azioni di compensazione per arrivare al desiderato carbon neutral. Per fare un esempio, nel caso della tecnologia Epson Heat-Free possiamo parlare di un sistema di stampa a basso consumo energetico, di un ridotto numero di parti da sostituire, come per esempio le nostre sacche di inchiostro ad altissima capacità, che riducono anche l’impatto legato alla loro movimentazione e smaltimento. In Epson, abbiamo una particolare attenzione verso l’ambiente: da più di 50 anni i nostri valori etici ci richiedono di programmare azioni progressive per incrementare la sostenibilità di processi e prodotti: la tecnologia Heat-Free presente su tutte le nostre stampanti è un concreto e misurabile esempio di questa nostra missione».

NUOVO LIVELLO DI STAMPA

Lo smart printing ha portato la stampa tradizionale a un livello nuovo, offrendo connettività, funzioni avanzate e flessibilità. La possibilità di stampare da qualsiasi dispositivo connesso alla rete e l’integrazione con servizi cloud e applicazioni online semplificano il processo di stampa e migliorano l’efficienza del lavoro. Inoltre, la condivisione delle stampanti e la riduzione dello spreco di risorse contribuiscono a un ambiente più sostenibile. Con questi vantaggi, lo smart printing si sta rapidamente diffondendo in uffici e case di tutto il mondo, offrendo una soluzione di stampa moderna ed efficiente.

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Aeonvis, innovazione e consulenza senza confini https://www.datamanager.it/2023/05/aeonvis-innovazione-e-consulenza-senza-confini/ Wed, 10 May 2023 09:38:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227461 Crescita costante, apertura internazionale e Smart Supply Chain. Con una credibilità trasversale dall’IT al business, Aeonvis rafforza la capacità di offrire servizi di management consulting e governance per aiutare le realtà di livello enterprise nei mercati verticali a guidare il cambiamento Chiamatelo pure system integrator, ma in una società come Aeonvis, che da vent’anni fa […]

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Crescita costante, apertura internazionale e Smart Supply Chain. Con una credibilità trasversale dall’IT al business, Aeonvis rafforza la capacità di offrire servizi di management consulting e governance per aiutare le realtà di livello enterprise nei mercati verticali a guidare il cambiamento

Chiamatelo pure system integrator, ma in una società come Aeonvis, che da vent’anni fa consulenza organizzativa e tecnologica, c’è molto più di un semplice partner di soluzioni: la capacità di ascoltare fa la differenza. Oggi, le aziende di tutti i settori sono impegnate nelle sfide della competizione globale. Investimenti oculati e pianificazione finanziaria sofisticata sono la regola, anche quando si parla di digitale. Aeonvis lo sa bene ed è al fianco dei clienti che devono convivere con la complessità. Un tempo si sarebbe detto system integrator per descrivere questa realtà protagonista del mondo IT, fondata da tre italiani che ancora la guidano, ma oggi è una definizione che va un po’ stretta, anche se continua a calzare a pennello quando si entra nel vivo della tecnologia. «Quello che ci caratterizza è un approccio basato su una conoscenza profonda del cliente sia sul piano tecnologico sia su quello dei processi e del business», spiega Claudio Abbiati, direttore commerciale di Aeonvis, che dal 2017 è al fianco dei padri fondatori Marco Gianatti (CEO), Giorgio Ruffati (senior executive director) ed Enrico Taverna (senior executive director). «Partendo da questo – prosegue Abbiati – abbiamo sviluppato un portafoglio di offerta ampio e in continua evoluzione, pensando alle aziende che hanno bisogno di aprirsi al cambiamento e crescere in un contesto dove novità e sfide non mancano mai. Aeonvis non è una società che vende semplicemente consulenza, ma è un interlocutore in grado di offrire la consulenza come strumento per guidare le trasformazioni dei clienti e declinare queste trasformazioni in soluzioni tecnologiche e organizzative».

Chi è Aeonvis lo dice la sua storia

Da dove veniamo serve a descrivere chi siamo. È importante raccontare la storia di una società IT che punta sulla conoscenza profonda del cliente e su un rapporto di fiducia totale. La storia di Aeonvis inizia a Milano il primo ottobre 2002, come partner system integrator di riferimento per clienti leader di mercato. Negli anni, l’azienda si è fatta strada nel settore della business integration e, dopo 20 anni, è cresciuta notevolmente senza perdere la propria identità. Aeonvis è presente in Italia con un quartier generale a Milano e tre sedi a Torino, Padova e Roma, e può contare sul contributo di circa 200 collaboratori. I fondatori non perdono occasione di sottolineare che è proprio grazie ai collaboratori e alla fiducia dei clienti che l’azienda è riuscita a raggiungere un traguardo così importante. Claudio Abbiati lo sottolinea così: «ll nostro successo è stato raggiunto grazie alla nostra capacità di supportare i nostri clienti nella loro crescita. Non solo dal punto di vista delle tecnologie ma anche dal punto di vista del business».


#Aeonvis guarda al futuro dell’industria 4.0 e all’apertura verso nuovi mercati
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Gli specialisti della supply chain

La consulenza organizzativa e tecnologica di Aeonvis copre tutti i processi aziendali essenziali. L’azienda si occupa della progettazione, implementazione e gestione di programmi di cambiamento che integrano processi e tecnologie, e che sono molto diffusi all’interno delle organizzazioni. Esaminando l’offerta di Aeonvis, si può notare un DNA originario legato al mondo della gestione della catena di approvvigionamento, che si è evoluto abbracciando l’intero universo dei processi aziendali che connettono le tecnologie al business in un rapporto di interdipendenza così forte da richiedere al consulente una conoscenza approfondita delle dinamiche aziendali del cliente.

«Un approccio pragmatico che fa leva sulla conoscenza del contesto in cui opera il nostro cliente ci permette di cogliere le sfide di innovazione ma anche di eccellenza operativa, anticipando il tema della conoscenza dei processi» – sottolinea Abbiati. La piattaforma di riferimento in area supply chain planning è RapidResponse di Kinaxis, con cui Aeonvis ha siglato una partnership significativa. «Abbiamo siglato l’accordo con Kinaxis in un momento di mercato che richiede la capacità di fronteggiare sfide e imprevisti nella catena di approvvigionamento in modo rapido e accurato. Crediamo che Kinaxis RapidResponse, come soluzione di supporto alle decisioni aziendali, rappresenti la soluzione ideale per la programmazione accurata e la simulazione di possibili scenari grazie a tecniche innovative di pianificazione. Inoltre, Kinaxis RapidResponse consente di migliorare le performance ambientali nella catena di approvvigionamento, riducendo gli sprechi e ottimizzando i processi logistici e di trasporto, con conseguente riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera».

Credibilità trasversale

Aeonvis è Service Partner di SAP per l’area ERP e di Salesforce per le soluzioni di CRM e di Customer Engagement. Inoltre, collabora con Neptune Software per fornire soluzioni applicative che riducono il time-to-market e la necessità di competenze specialistiche da parte dei clienti, un bisogno sempre più presente nelle aziende clienti – come conferma Abbiati. Le competenze di Aeonvis si estendono alle piattaforme di Oracle e Adobe, completando un quadro di attenzioni e know-how decisamente ampio.

«Il nostro obiettivo resta sempre quello di individuare e offrire le migliori soluzioni di mercato in funzione dei processi aziendali. Non la ricetta di un unico vendor – rimarca Abbiati – ma una combinazione di soluzioni scelte in funzione del massimo risultato sia in termini di performance sia di integrazione tra sistemi. È un modo di operare che tradisce la nostra anima originaria di system integrator e che sono sicuro continuerà a caratterizzarci». In 20 anni di attività, Aeonvis ha guadagnato credibilità e autorevolezza nel settore IT grazie alla sua competenza e all’approccio basato sulla fiducia a lungo termine. Ora, è dichiaratamente verso il livello business che intende proseguire la crescita del proprio offering. «In questa ottica, la nostra strategia prevede un costante ampliamento delle competenze negli ambiti in cui garantiamo eccellenza, a cominciare da quelli presidiati con SAP, Salesforce e Kinaxis, con tutti gli analytics che li circondano. Nel contempo, però, vogliamo rafforzare la capacità di offrire servizi di management consulting, di governance e di application management per essere di aiuto nella complessità di mercati dove siamo presenti al fianco di realtà di livello enterprise, come in particolare nei mercati verticali automotive, fashion e dell’occhialeria».


#Aeonvis punta sul mix di know-how e fiducia per continuare la crescita nel mercato italiano
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Aeonvis guarda al futuro

Quando chiediamo a Claudio Abbiati quali sono i progetti di Aeonvis per il prossimo futuro, ci risponde che il primo è quello di proseguire con il trend di crescita degli ultimi anni, supportato da un ulteriore ampliamento del portfolio di offerta. «In una prospettiva di più lungo periodo, potrebbe invece diventare interessante una maggiore apertura internazionale, magari con una sede operativa all’estero». Attualmente, la presenza oltre confine di Aeonvis è legata alle attività dei suoi clienti internazionali, che ovviamente l’azienda supporta ovunque si trovino. La copertura geografica in Italia invece è totale, con una maggiore concentrazione nelle aree del Centro e del Nord, legata alla prevalente collaborazione con clienti industriali, e la scelta di non presidiare il mercato della pubblica amministrazione. «Il nostro obiettivo è di mantenere un costante allineamento alle tendenze e alle innovazioni che riguardano sia le soluzioni che semplificano i processi di contatto con il cliente finale sia gli ambienti di produzione, in particolare nei settori legati all’Industry 4.0 e all’interfacciamento con i sistemi di fabbrica. Per Aeonvis, l’attenzione è rivolta soprattutto alla ricerca e all’integrazione di soluzioni in grado di migliorare l’efficienza produttiva e la qualità dei processi, senza confini geografici o tecnologici».

 

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CHG-MERIDIAN, il noleggio operativo a impatto zero https://www.datamanager.it/2023/05/chg-meridian-il-noleggio-operativo-a-impatto-zero/ Fri, 05 May 2023 09:30:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227425 Vantaggi operativi, ambientali e competitivi. CHG-MERIDIAN cresce a livello internazionale ed entra nel mercato del noleggio di tecnologie sanitarie con la divisione Healthcare anche in Italia Le ragioni per cui le aziende scelgono il noleggio operativo sono cambiate, spostandosi da una mera questione finanziaria a una scelta strategica in grado di fornire vantaggi operativi, ambientali […]

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Vantaggi operativi, ambientali e competitivi. CHG-MERIDIAN cresce a livello internazionale ed entra nel mercato del noleggio di tecnologie sanitarie con la divisione Healthcare anche in Italia

Le ragioni per cui le aziende scelgono il noleggio operativo sono cambiate, spostandosi da una mera questione finanziaria a una scelta strategica in grado di fornire vantaggi operativi, ambientali e competitivi. Lo sa bene CHG-MERIDIAN, punto di riferimento del noleggio operativo di beni tecnologici che nel corso di quasi 45 anni di storia ha aiutato migliaia di clienti a tenere il passo con l’innovazione, e i relativi costi, grazie a servizi di end-of-live incentrati sul ricondizionamento e sul riutilizzo dei dispositivi usati. La crescente complessità delle tecnologie e la rapida obsolescenza delle apparecchiature tecnologiche hanno reso il noleggio operativo un’opzione molto attraente per le aziende che vogliono restare aggiornate senza dover fare grandi investimenti di capitale. La novità rispetto al passato è che il noleggio operativo rappresenta una scelta che consente alle aziende di ottenere vantaggi economici e flessibilità operativa, senza compromettere l’impegno per la sostenibilità ambientale e sociale.

ESPANSIONE INTERNAZIONALE

Dopo la recente acquisizione di OPC Asset Solutions, forte nell’asset lifecycle management sul mercato indiano, il Gruppo CHG-MERIDIAN è ancora più presente in Asia. L’apertura della nuova filiale ha fatto entrare CHG-MERIDIAN nel mercato di Singapore, che è un hub strategico per le operazioni nella ricca area del Pacifico, dove l’azienda opera già in Australia e Nuova Zelanda. «Per i clienti attivi sui mercati internazionali è di fondamentale importanza poter contare su di un partner in grado di supportarli con la stessa tipologia di servizio e contratti validi in tutte le parti del mondo» – sottolinea Marco Gallo, vice president sales di CHG Meridian Italia. «Ecco perché la crescita geografica accompagna da sempre la strategia di CHG-MERIDIAN e ci ha portati a essere presenti a livello world-wide con trenta filiali dirette». Va da sé che la presenza capillare aiuta la multinazionale tedesca a ottimizzare un’attività di noleggio operativo che nel caso specifico si basa sulla possibilità di poter acquistare ovunque le tecnologie e ricollocarle nell’ottica del riuso al massimo valore residuo. Con una differenza. «La totale trasversalità rispetto ai produttori e ai rivenditori locali, che lasciamo scegliere ai nostri clienti» – mette in evidenza Gallo.


#leasingoperativo Da leva finanziaria a scelta strategica. Impatto zero con #CHGMeridian
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LA DIVISIONE HEALTHCARE ANCHE IN ITALIA

Alla stessa logica di espansione naturale, risponde l’ingresso di CHG-MERIDIAN nel mercato del noleggio di tecnologie sanitarie, sottolineato proprio quest’anno dall’inaugurazione della divisione Healthcare anche in Italia, dopo l’apertura nel 2021 della divisione Industrial. «Il mondo della sanità è contraddistinto da logiche più tradizionaliste rispetto a quello dell’informatica e l’idea di leasing operativo si affaccia in modo nuovo nelle modalità gestionali degli ospedali. Tuttavia, l’IT è diventata una componente base anche nelle apparecchiature medicali. Inoltre – prosegue Gallo – parliamo di macchine costose che le direzioni sanitarie hanno convenienza a spostare dalla voce degli investimenti a quella dei costi operativi, soprattutto perché così possono accedere alle tecnologie più moderne». In aggiunta all’aspetto contabile capex-opex, un vantaggio del noleggio operativo che piace molto ai direttori sanitari è la possibilità di sostituire le macchine nel corso del noleggio con apparecchiature più avanzate o nuove sul mercato. «Un vantaggio importante che può essere inserito nel contratto» – precisa Gallo.

IL LEASING CARBON-NEUTRAL

Anche se nel noleggio basato sul riuso è già presente l’idea di economia circolare, l’impegno per l’ambiente deve tradursi in azioni concrete. Da questo punto di vista, CHG-MERIDIAN ha deciso di essere carbon-neutral, adottando un percorso certificato che si chiama carbonZER0 e che prevede il calcolo e la compensazione delle emissioni di CO2 generate dalla fase di produzione, trasporto, utilizzo e fine vita dei beni informatici forniti in noleggio. «Di ogni apparecchiatura vengono calcolate le potenziali emissioni di anidride carbonica in tutte le fasi di vita e al cliente diamo la possibilità di azzerare l’impatto sull’ambiente sostenendo interventi di mitigazione climatica. Un modo concreto per essere sostenibili» – conclude il vicepresidente delle vendite di CHG-MERIDIAN Italia.

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La nuova generazione di tecnologie HPE per il business https://www.datamanager.it/2023/04/la-nuova-generazione-di-tecnologie-hpe-per-il-business/ Thu, 20 Apr 2023 12:22:38 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227198 Server progettati per l’hybrid IT, una nuova soluzione di storage e il consolidamento di Green Lake con il valore aggiunto derivante dall’acquisizione di OpsRamps La risposta di Hewlett Packard Enterprise alle nuove esigenze delle aziende è una strategia che passa dalla disponibilità di una nuova generazione di tecnologie iper-performanti come i server HPE ProLiant, lo storage […]

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Server progettati per l’hybrid IT, una nuova soluzione di storage e il consolidamento di Green Lake con il valore aggiunto derivante dall’acquisizione di OpsRamps

La risposta di Hewlett Packard Enterprise alle nuove esigenze delle aziende è una strategia che passa dalla disponibilità di una nuova generazione di tecnologie iper-performanti come i server HPE ProLiant, lo storage HPE Alletra 4000 e l’evoluzione degli HPE GreenLake Cloud Services. La parola d’ordine è “evoluzione” ed è stata citata più volte nel corso dell’incontro in cui Paolo Delgrosso, Channel & Alliance Sales Director di HPE Italia ha accolto i giornalisti alla conferenza stampa intitolata “Evolversi per innovare e supportare la crescita del business”.

La data economy non solo richiede ma impone che le aziende abbiano capacità avanzate di raccolta, elaborazione, gestione e valorizzazione dei dati, per garantire agli utilizzatori prestazioni ottimali, una gestione semplificata, solide funzionalità di sicurezza e non ultima l’efficienza energetica. «Valorizzare il potenziale della digitalizzazione non può prescindere da un processo di produzione e un modello di consumo IT adeguato, responsabile e sostenibile che interrompa il processo del take-make-dispose», ha affermato Delgrosso. Per questi motivi, ha poi aggiunto, le soluzioni HPE si basano su tecnologie altamente efficienti dal punto di vista energetico e sono ricondizionabili e riciclabili fino al 99,5%, con la conseguente riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.

Server progettati per l’hybrid IT

La nuova generazione di server HPE ProLiant è stata progettata per potenziare gli ambienti ibridi e supportare la trasformazione digitale. «I nuovi server HPE ProLiant Gen11 forniscono alle organizzazioni risorse di calcolo affidabili e ottimizzate per una vasta gamma di carichi di lavoro, tra cui virtualizzazione, intelligenza artificiale, data analytics, applicazioni cloud native, applicazioni graphic-intensive, machine learning e virtual desktop infrastructure», ha spiegato Paola Rigoldi, compute solutions BU & sales manager di HPE. «Inoltre – ha aggiunto – grazie a HPE GreenLake for Compute Ops Management, viene introdotta una nuova modalità di gestione intuitiva, automatizzata e cloud-based».

Protezione dei file, dei blocchi e dei dati

In tema storage, HPE ha annunciato di recente nuovi servizi di archiviazione dati a file, a blocchi, disaster recovery e backup progettati per aiutare i clienti a eliminare i data silos, ridurre i costi e la complessità e migliorare le prestazioni. I nuovi servizi di archiviazione dati per file offrono prestazioni di livello enterprise e scale-out per carichi di lavoro ad alta intensità di dati, mentre i servizi a blocchi integrati garantiscono uno storage mission-critical con un ottimo rapporto prezzo-prestazioni. Fabio Tognon, data services manager di HPE ha illustrato come «Le nuove soluzioni per file e blocchi sfruttano un’architettura flessibile attraverso HPE Alletra Storage MP, in modo che i clienti possano archiviare, gestire e proteggere tutti i tipi di dati da un’unica piattaforma, nel cloud ibrido. Insieme, i nuovi data service offrono un’esperienza operativa cloud intuitiva che consente ai clienti di trasformare la gestione del ciclo di vita dei dati e di affermarsi nell’era dell’insight». HPE Alletra Storage MP supporta un’infrastruttura disaggregata con più protocolli di storage sullo stesso hardware scalabile indipendentemente per prestazioni e capacità. I clienti beneficiano di un’unica piattaforma cloud unificata per distribuire, gestire e orchestrare i dati e i servizi di archiviazione, indipendentemente dal carico di lavoro e dal protocollo di storage.

HPE Green Lake si consolida incorporando OpsRamps

Per quanto riguarda HPE GreenLake, è noto come essa offra a clienti e partner un’esperienza cloud ibrida unificata e un facile accesso ai servizi cloud. Con l’aggiunta dei servizi di OpsRamp, un’azienda specializzata nell’ IT operations management di cui Hewlett Packard Enterprise ha concluso l’acquisizione a inizio 2023, i clienti HPE nuovi ed esistenti che si confrontano quotidianamente con sistemi IT e carichi di lavoro multi-vendor sempre più complessi saranno in grado di gestire in modo più efficiente gli investimenti IT e di risolvere più rapidamente gli imprevisti. «Ora le organizzazioni potranno usufruire di un’unica piattaforma da cui automatizzare, orchestrare e gestire il proprio cloud ibrido», ha affermato Tognon. «Le funzionalità di OpsRamp estendono il portafoglio di servizi HPE – tra i quali Advisory, Operational e HPE GreenLake – fornendo supporto end-to-end per ambienti IT ibridi e multi-cloud. Con questa offerta, i clienti possono gestire in modo più efficace i propri ambienti cloud eterogenei, ridurre significativamente le spese operative e migliorare l’esperienza IT complessiva per gli utenti. Le funzionalità includono il consolidamento di strumenti multi-vendor; l’automatizzazione e razionalizzazione dei processi manuali attraverso AIOps; e il miglioramento significativo della risoluzione degli incidenti attraverso il monitoraggio e l’osservabilità», ha concluso il data service manager i Hewlett Packard Enterprise.

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Salesforce rilancia su competenze e formazione dell’ecosistema https://www.datamanager.it/2023/04/salesforce-rilancia-su-competenze-e-formazione-dellecosistema/ Mon, 17 Apr 2023 08:54:55 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227024 Tradotta anche in italiano la piattaforma di eLearning Trailedhead che i partner possono utilizzare per acquisire info specifiche. Un riconoscimento all’importanza del mercato tricolore nella crescita del fatturato a livello globale L’Italia si consolida al quarto posto per fatturato in area Emea nel borsino di Salesforce e aumentano sia il numero di partner sia le certificazioni […]

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Tradotta anche in italiano la piattaforma di eLearning Trailedhead che i partner possono utilizzare per acquisire info specifiche. Un riconoscimento all’importanza del mercato tricolore nella crescita del fatturato a livello globale

L’Italia si consolida al quarto posto per fatturato in area Emea nel borsino di Salesforce e aumentano sia il numero di partner sia le certificazioni su cui la cloud company californiana fa affidamento per la diffusione del suo CRM evoluto. A livello globale, la crescita di Salesforce certificata dagli ultimi risultati finanziari 2022 è stata del 18 per cento e il volume d’affari ha raggiunto i 31,4 miliardi di dollari con un margine operativo del 22,5 per cento. Italia dunque quarta in Europa e ottava nel mondo grazie a un ecosistema che si espande scommettendo su Trailedhead, la piattaforma di eLearning gratuita su cui è possibile acquisire competenze digitali e più specifiche su Salesforce, disponibile da quest’anno anche in lingua italiana. La traduzione italiana di Trailedhead conferma che all’acquisizione di competenze e alla formazione Salesforce assegna il ruolo di trainare la crescita e anche per questo acquistano dimensioni sempre più importanti all’interno dell’azienda.

L’obiettivo, ha affermato in un incontro con la stampa Mauro Solimene, Country Leader di Salesforce per l’Italia, è ricucire lo scollamento tra le competenze di cui le aziende avvertono il bisogno e quelle attualmente utilizzate dalla forza lavoro. «Per noi è importante sapere che ogni giorno possiamo apportare il nostro contributo per far sì che tutti possano acquisire le competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro e costruire la propria carriera, anche partendo da zero. Con la piattaforma Trailhead, da quest’anno disponibile anche in italiano, tutto questo è ancora più possibile e facilmente a portata di mano», sottolinea Solimene.

Rotta verso la Customer Company

Competenze e formazione servono a sviluppare un ecosistema di partner chiamato a indirizzare i clienti verso quella trasformazione in Customer Company tanto cara e Salesforce e invero perfettamente contemporanea. «In un momento di mercato estremamente difficile, le aziende devono concentrarsi sempre di più sulla conoscenza dei propri clienti in modo da alzare il livello della relazione. Oggi abbiamo a disposizione le tecnologie per riuscire ad anticipare i bisogni dei consumatori, che è esattamente quello che le persone stanno chiedendo. In questo modo ogni azienda può diventare una Customer Company e mantenere alta la fiducia del cliente», afferma Solimene.

Crescono partner e persone certificate

Nel corso del 2022, i partner italiani di Salesforce sono aumentati raggiungendo un totale di 4700 certificazioni, un numero che colloca l’ecosistema tricolore al secondo posto in Europa per realtà certificate. Contemporaneamente è cresciuta anche la qualità dell’ecosistema e con essa la capacità di rispondere in maniera sempre più puntuale alle esigenze dei clienti. In questo scenario, lo scorso anno ha visto la nascita della figura dei cloud reseller e sono attualmente dieci le aziende Italiane che hanno deciso di investire in risorse e competenze per creare team dedicati alla rivendita di soluzioni Salesforce sul mercato italiano. «Ma per noi il valore dell’ecosistema va ben oltre il concetto di partnership commerciale e tecnica – aggiunge il country manager italiano – e ci sforziamo di farlo crescere costantemente tra le persone, potendo contare oggi su 6000 tecnici certificati all’interno dei nostri clienti e partner. Sul mercato vediamo sorgere opportunità che richiedono alle aziende una buona dose di lungimiranza per poter essere colte e trasformate in valore. Sempre più spesso tocchiamo con mano situazioni in cui i ruoli sono sempre più liquidi: molti partner sono già clienti, ma spesso le aziende clienti lanciano attraverso la nostra piattaforma dei nuovi business e diventano a loro volta rivenditori di Salesforce».

 

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Digitronica.IT, la sicurezza fisica si emancipa dall’hardware https://www.datamanager.it/2023/04/digitronica-it-la-sicurezza-fisica-si-emancipa-dallhardware/ Tue, 11 Apr 2023 08:49:06 +0000 https://www.datamanager.it/?p=226890 Ecco come identity management, controllo accessi, credenziali e visitatori possono essere gestiti in modo integrato e sinergico da una soluzione software centralizzata, hardware independent e real-time Uno degli ostacoli più grandi che i manager IT incontrano nella gestione della sicurezza del perimetro fisico aziendale deriva dalla difficoltà di aggiornare soluzioni tradizionali progettate per gestire unicamente […]

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Ecco come identity management, controllo accessi, credenziali e visitatori possono essere gestiti in modo integrato e sinergico da una soluzione software centralizzata, hardware independent e real-time

Uno degli ostacoli più grandi che i manager IT incontrano nella gestione della sicurezza del perimetro fisico aziendale deriva dalla difficoltà di aggiornare soluzioni tradizionali progettate per gestire unicamente periferiche dedicate. Un problema che si incontra spesso perché fino a un recente passato era abbastanza normale pensare al badge per il controllo degli accessi come a un qualcosa a sé stante e svincolato dal sistema informativo. Oggi, però le cose sono cambiate e i sistemi per la sicurezza fisica hardware-centrici, che tuttavia sono ancora la maggioranza sul mercato, evidenziano tutti i loro limiti. Questo fatto ha aperto uno scenario completamente nuovo nella physical security e ha spostato l’attenzione sulla componente software delle soluzioni, per sua natura più flessibile e adatta a supportare l’evoluzione delle tecnologie e delle esigenze. Il risultato è che anche l’identity management, la gestione visitatori, il controllo accessi e la gestione delle credenziali sono diventati una tappa nel percorso di digitalizzazione delle imprese.

Dal badge all’identity

Tra le realtà che hanno puntato sull’importanza prevalente del software nella gestione della corporate physical security c’è l’italiana Digitronica.IT, la software house che nel 1991 si è distinta per essere la prima nella produzione di badge in ambiente PC, andando a coprire il mercato del sistema manuale dominato in quegli anni da Polaroid. «Nei dieci anni successivi, abbiamo lavorato all’antesignano di un sistema di identity management, che poi è arrivato nella sua forma compiuta nel 2004 con Security Core System» – racconta Giorgio Danieli, amministratore delegato di Digitronica.IT.

«Già all’inizio, il sistema inseriva di fatto in un repository aziendale i dati identificativi e le foto dei soggetti che entravano in contatto con l’azienda, non solo i dipendenti ma anche i manutentori, fino a tutte le persone che per un qualche motivi avevano accesso alle strutture fisiche. Sempre mantenendo all’interno dell’applicativo l’attività di produzione e stampa di badge, abbiamo in seguito implementato la parte di controllo dei visitatori e sviluppato la gestione degli accessi in modalità sia unattended sia attended, risolvendo in real-time le situazioni in cui il processo decisionale di accesso non è automatizzabile, ma remotizzabile e gestibile all’interno di una control room».


Trasformazione dei processi. La #sicurezza fisica software-based come punto di partenza – @DigitronicaIT
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Integrazione e real-time

La soluzione di sicurezza fisica che Digitronica.IT propone oggi parte dal codice, cioè dal software, risiede nei data center del cliente e ha tre caratteristiche che la rendono adatta anche alle evoluzioni più repentine: è nativamente integrata e predisposta a integrarsi con gli altri sistemi aziendali; è strutturata per la gestione delle identità e delle informazioni rilevanti; ed è totalmente real-time. «Il nostro software opera in una logica collaborativa – spiega Luca Rigatti Luchini, sales e marketing director di Digitronica.IT – è pensato per integrarsi con il miglior hardware di mercato, eliminando in questo modo vincoli e mitigando il rischio di obsolescenza, ed è predisposto per dialogare e operare in sinergia con i sistemi specifici delle diverse funzioni aziendali quali l’IT, le risorse umane, il facility, i fornitori, la logistica avanzata e la compliance aziendale. Tutti i componenti della soluzione poggiano su un unico framework applicativo che garantisce la centralizzazione delle informazioni, la gestione dei processi, le strutture di comunicazione e la certezza e coerenza dei dati condivisi e scambiati con i sistemi aziendali».

Integrazione e gestione delle informazioni rilevanti necessitano di un’estrema tempestività nella gestione delle informazioni e degli eventi: un real-time di valore certo e misurabile che soltanto il software può garantire. Luca Rigatti Luchini lo spiega così: «Il tempo che la piattaforma software installata nel data center corporate a Berlino impiega per autorizzare l’apertura di un tornello a un dipendente che ha presentato il suo badge agli uffici di Milano è di 150 millesimi di secondo. Prendiamo atto che in questa architettura è il software a Berlino che ha verificato e dato il comando di apertura, non l’hardware sul varco di Milano».

Luca Rigatti Luchini, sales e marketing director di Digitronica.IT

Paradigma software

Facile cogliere le opportunità innovative che riguardano sia le classiche attività di sicurezza fisica sia altri aspetti riguardanti la business continuity e la compliance aziendale. «Dal punto di vista dell’IT e della cyber security – sottolinea l’AD Giorgio Danieli – un’azienda potrà eliminare tutti i server dipartimentali sparsi per il mondo, cancellando in questo modo tutti i costi di mantenimento e i rischi di sicurezza informatica connessi. La corporate IT potrà contare su una soluzione sviluppata sotto le specifiche dell’ISO 27001, che non prevede installazione di client locali in quanto totalmente web-based e che è valutata in tutte le sue componenti, dal software, all’hardware alle comunicazioni, da continui penetration test.

Dal punto di vista della corporate physical security – continua Danieli – diventa invece possibile governare e monitorare l’accesso ai siti aziendali senza limitazioni di tipo geografico e senza i limiti legati al ritardo della distribuzione delle informazioni agli apparati hardware di campo. «In questo modo, sarà possibile creare complesse regole di accesso, sofisticate gestioni dei visitatori, protezioni specifiche delle zone ad alto rischio, quali reparti R&S, data center e caveau distribuendole e monitorandole grazie alla potenza elaborativa dei server e alla flessibilità del software».

Luca Rigatti Luchini aggiunge un elemento importante che riguarda l’anti-passback globale in tempo reale per la sicurezza della corretta gestione delle molteplici credenziali, badge fisici, credenziali mobile, targhe e altro ancora, attivate su un dipendente, un visitatore occasionale e sui collaboratori esterni: «Attivazioni e disattivazioni, anche massive, di credenziali e regole di accesso che diventano operative appena premuto il tasto salva». Un campo interessante in tema di nuove opportunità di applicazione è quello della logistica avanzata. Le soluzioni per la sicurezza fisica basate sul software – come spiega Rigatti Luchini – permettono infatti di condividere tutte le informazioni logistiche che hanno una rilevanza per i processi aziendali (identificativi di viaggio, mezzi, autisti, calendari, compliance documentale), creando dei workflow digitalizzati che partono dalla pianificazione per gestire e monitorare tutte le fasi fino alla conclusione del processo. «Questo non solo mette in evidenza numerosi vantaggi in termini di performance, sicurezza e controllo, ma conferma che il paradigma rovesciato della sicurezza fisica governata dal software diventa il punto di partenza della digitalizzazione dei processi aziendali».


#Security Dal badge all’identity, integrazione e real-time per dati e dipendenti al sicuro – @DigitronicaIT
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Dati e dipendenti al sicuro

Poi c’è la safety, intesa come l’insieme di azioni volte alla protezione da incidenti e guasti. «La safety è sempre più stringente a livello normativo – afferma l’AD Giorgio Danieli – e con la nostra soluzione può contare su dati certi, avendo informazioni dettagliate nei siti aziendali, potendo monitorare le soglie di presenza in ruolo degli addetti alle emergenze, e ottenendo anche aggiornamenti puntuali e supporto operativo nei i punti di raccolta durante le evacuazioni». I clienti però cercano prodotti di qualità elevata, certificati e rispondenti a standard sempre più elevati. «L’attenzione è sempre più forte anche su aspetti che finora sono stati in secondo piano, per esempio la robustezza e la sicurezza del codice, che oggi viene certificato con analisi statiche e l’adozione delle best practices OWASP. Nel 2019, Digitronica.IT ha ottenuto la certificazione ISO 9001 e nel 2021 ha completato quello per la ISO /IEC 27001 relativa alla certificazione dei sistemi di gestione della sicurezza  delle informazioni e specificamente alla “Progettazione, sviluppo e assistenza di software e soluzioni per la gestione della security”. Un’altra cosa che i clienti chiedono a un partner tecnologico, differente dal semplice vendor di hardware, è la capacità di integrare le soluzioni all’interno di un ecosistema già esistente. Con Digitronica.IT siamo all’avanguardia anche su questo fronte» – conclude l’amministratore delegato di Digitronica.IT.

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Le skill del futuro? La partita si gioca sulle conoscenze trasversali https://www.datamanager.it/2023/03/le-skill-del-futuro-la-partita-si-gioca-sulle-conoscenze-trasversali/ Fri, 31 Mar 2023 08:14:56 +0000 https://www.datamanager.it/?p=226658 Accordo rinnovato tra Oracle e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane per i servizi e le tecnologie digitali negli Atenei. L’obiettivo è sempre più quello di creare competenze che possano favorire la crescita dei territori e del sistema Paese Secondo Filippo Cecchi, responsabile sistemi informativi di Unicoop Firenze, il domani ha già un contorno: […]

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Accordo rinnovato tra Oracle e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane per i servizi e le tecnologie digitali negli Atenei. L’obiettivo è sempre più quello di creare competenze che possano favorire la crescita dei territori e del sistema Paese

Secondo Filippo Cecchi, responsabile sistemi informativi di Unicoop Firenze, il domani ha già un contorno: «La partita del futuro digitale si gioca sulle conoscenze trasversali: lo vediamo chiaramente, in un’azienda della distribuzione organizzata e del retail come la nostra, alle prese ogni giorno con sfide della logistica e della supply chain, ma anche del servizio sempre migliore al consumatore finale, oggi più esigente che mai, dopo il periodo pandemico. Abbiamo bisogno di coltivare una competenza manageriale più spiccata rispetto al passato e una propensione al cambiamento elevatissima, considerato quanto velocemente l’innovazione tecnologica stia cambiando il mercato, anche nel nostro settore».

Talent management tra skill tecniche e umane

Il talent management guarda alle skill tecniche, umane e manageriali, differenti ma alla pari per importanza. E non può fare a meno del digitale, il fil rouge che accomuna e unisce, da coltivare nelle università. Ecco perché CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, ha rinnovato per cinque anni con Oracle l’accordo di collaborazione su tecnologie e servizi già in essere da un triennio che prevede, tra le altre cose, la fornitura di soluzioni Cloud ERP e HCM per la gestione dei processi di back-end, amministrativo-contabili o del personale. L’annuncio è stato fatto a fine marzo nel corso dell’evento “Oracle e CRUI per la trasformazione digitale del Paese”, organizzato nel Museo Ninfeo di Roma contestualmente a una tavola rotonda a cui ha partecipato anche Unicoop. «L’accordo permette, da un lato, di assicurare servizi di qualità e, dall’altro, di organizzare attività di formazione e momenti di confronto di valore. La collaborazione è in linea con le politiche della CRUI perché risponde a esigenze pratiche, contribuendo ad alleggerire gli oneri amministrativi degli uffici e a uniformare le procedure negli atenei, a beneficio di docenti e studenti» – ha affermato Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari e delegato CRUI.

Pubblico e privato insieme o non si cresce

Istituzioni e imprese, un dialogo non sempre facile. «Il rapporto pubblico-privato è la chiave di volta per la crescita della cultura digitale in Italia» – ha sottolineato Alessandro Ippolito vice president Sud Europa e country manager Italia di Oracle. «Tra le sue missioni, Oracle persegue quella di alimentare la cultura e l’analisi dei dati nelle università italiane. Aver rilanciato questa partnership dimostra che Oracle non si limita a fornire la tecnologia ma si assume un impegno a livello sistemico: con la giusta progettualità e tecnologia, può favorire l’acquisizione di skill elevate e la crescita di talenti pronti a salire sul treno della trasformazione digitale data-driven».

Ippolito ha citato le iniziative promosse con alcune università del Centro-Sud in particolare, Federico II di Napoli, Salerno e Palermo. Ha parlato anche del programma educational gratuito Oracle Academy, che fornisce a scuole e università un portafoglio completo di software, programmi di studio pre-definiti, sessioni di training per gli insegnanti e risorse di certificazione da utilizzare a fini didattici. La stessa Oracle ha creato al suo interno una divisione University, vero e proprio ente formatore aziendale, che fornisce corsi e certificazioni professionalizzanti su tecnologie e applicazioni Oracle in ottica di upskilling o reskilling delle persone, a servizio di Partner di Oracle e aziende clienti.

AAA specialisti cybersecurity cercansi

La capacità di innovazione del mondo universitario è cruciale anche per affrontare le esigenze e le aspettative delle aziende nei confronti del sistema formativo, che oggi mettono in evidenza sempre nuovi temi, come quello, attualissimo, della cybersecurity. «Gli specialisti della sicurezza informatica saranno sempre più centrali e ricercati da parte di organizzazioni pubbliche e private per due motivi fondamentali: il primo riguarda l’incertezza dettata dallo scenario socio-politico; il secondo richiama l’accelerazione al digitale e all’innovazione spinte dalla pandemia» – ha affermato Andrea Sinopoli, vice president e cloud tech country leader di Oracle. “Non a caso, anche nel rapporto globale sulla Cybersecurity 2023, presentato all’ultimo World Economic Forum, si è parlato di tre punti di contatto tra il mondo della cybersecurity e quello accademico: la formazione di specialisti, la cultura della sicurezza e la visione della sicurezza sull’intera supply chain» – ha concluso Sinopoli.

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