Antonello Soro – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 16:17:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Antonello Soro – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Security Summit 2015: tre giornate di confronto e formazione sulla sicurezza IT https://www.datamanager.it/2015/03/security-summit-2015-tre-giornate-di-confronto-e-formazione-sulla-sicurezza-it/ Fri, 20 Mar 2015 10:13:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71863 Piatto forte della seconda giornata del Security Summit 2015  – dopo i fasti della sessione d’apertura dedicata alla presentazione del Rapporto Clusit sulla sicurezza presentato in anteprima da DM – la presenza dell’On. Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Al centro dell’incontro, sicurezza e privacy declinati  lungo un continuum che […]

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Piatto forte della seconda giornata del Security Summit 2015  – dopo i fasti della sessione d’apertura dedicata alla presentazione del Rapporto Clusit sulla sicurezza presentato in anteprima da DM – la presenza dell’On. Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Al centro dell’incontro, sicurezza e privacy declinati  lungo un continuum che va dal fascicolo sanitario elettronico alla firma grafometrica, con esaustive incursioni nei recenti provvedimenti del Garante in tema di data breach, normativa bancaria, infrastrutture critiche. Massiccia la risposta del pubblico che ha seguito con attenzione la sessione, moderata da Gabriele Faggioli, Presidente del Clusit, durante la quale il Garante ha toccato tutti i principali temi connessi alla sicurezza e alla privacy di persone e imprese, dal cloud al mobile passando per le sentenze Google/Spain e data retention, sino alla figura del privacy officer oggi sulla bocca di molti.

Intrigante anche il question-time, lo spazio dedicato alle domande del pubblico che hanno consentito all’On. Soro di ritornare su alcune questioni aperte e di misurarsi anche su argomenti scomodi. Centrato sulla formazione e l’approfondimento della tematiche di più stretta attualità si colloca anche l’incontro dal titolo “Una sola privacy per tutta l’UE. Il nuovo regolamento europeo sulla privacy: stato dell’arte, temi chiave, criticità ed opportunità,  durante il quale un nutrito panel di specialisti (Giancarlo Butti, Enrico Ferretti, Sergio Fumagalli, Andrea Longhi, Andrea Reghelin, Guglielmo Troiano, Alessandro Vallega) sotto l’egida della Oracle Community for Security ha provato a valutare l’impatto che la nuova normativa – richiamata  anche durante l’intervento del Garante e quasi in dirittura d’arrivo – avrà su aspetti quali l’obbligatorietà della disclosure (rendere pubblici i furti di dati), il disegno e l’implementazione della privacy (by design e by default), la disciplina del privacy impact assessment alla base dell’analisi dei rischi e sul ridisegno di ruoli e competenze di alcune figure chiave della sicurezza IT anche in vista dell’introduzione dell’obbligatorietà della presenza del privacy officer.

Ritmi serrati adatti all’ora anche nel corso dell’intervento di Patrick Gada, Senior Sales Engineer di Trend Micro su Cryptolocker, il famigerato ransomware che nei mesi scorsi ha gettato nel panico migliaia di utenti anche nel nostro Paese. Partendo dall’analisi del comportamento del malware e facendo riferimento a una ricca casistica di situazioni reali, Gada ha illustrato il modus operandi del codice maligno e più in generale le caratteristiche principali degli attacchi mirati, soffermandosi altresì sulle modalità di risposta sviluppate da Trend Micro contro questa minaccia che ha provocato danni per milioni di euro in tutto il mondo. Rivolto a un pubblico di professionisti interessato a intraprendere un percorso di formazione focalizzato sulle tematiche di sicurezza fisica e logica l’incontro dal titolo tutt’altro che autoreferenziale “Skills 4 Security: antani?” Nel corso della sessione, i relatori  Francesco Morini, Alberto Perrone, Roberto De Sortis di BlackSwan hanno inteso soprattutto fare luce su competenze e skill richiesti dal mercato alle nuove figure professionali della sicurezza partendo dalla disamina di numerosi problemi reali che l’esperto si trova ad affrontare nella gestione day-by-day della security; problematiche di fronte alle quali si è cercato di stabilire  in che misura esperienza e formazione giochino un ruolo preminente nella loro risoluzione, oltre che spunto per fornire ai presenti alcuni elementi utili per orientarsi nello scenario in forte evoluzione dell’offerta formativa nel settore.

Una breve nota infine sul carattere didattico dell’evento che anche quest’anno ha consentito ai partecipanti agli incontri dei tre Percorsi, tecnico, legale e di gestione della sicurezza, la possibilità di acquisire crediti CPE (Continuing Professional Education) utili per il mantenimento delle più importanti certificazioni di sicurezza –  CSSP, CISSP, CISM, CISA, ecc.

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Garante della privacy: “Diritto d’oblio non limita l’informazione” https://www.datamanager.it/2015/01/garante-privacy-diritto-doblio-non-limita-linformazione/ Mon, 12 Jan 2015 15:13:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67670 Il Garante della privacy ha confermato che il diritto d’oblio garantito dai motori di ricerca non limita la libertà di informazione Davanti alla Commissione per i diritti e i doveri relativi a Internet, il Garante della privacy Antonello Soro ha rassicurato gli utenti in merito al diritto d’oblio. Il presidente dell’autorità che tutela la sicurezza dei […]

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Il Garante della privacy ha confermato che il diritto d’oblio garantito dai motori di ricerca non limita la libertà di informazione

Davanti alla Commissione per i diritti e i doveri relativi a Internet, il Garante della privacy Antonello Soro ha rassicurato gli utenti in merito al diritto d’oblio. Il presidente dell’autorità che tutela la sicurezza dei dati online, al contrario del creatore del WWW Tim Berners-Lee, ritiene che la possibilità di cancellare i link dai motori di ricerca non sia un limite alla libertà d’informazione.

“La prima attuazione che della sentenza Costeja sta dando Google  – ha detto Soro – dimostra come il diritto all’oblio, in particolare nella forma della deindicizzazione, non rappresenti in alcun modo un ostacolo al diritto di informazione”.

Garante della privacy: “Il diritto d’oblio è necessario e non limita altre libertà”

Il Garante della privacy italiano, il cui omologo a livello europeo è arrivato alle stesse conclusioni, ha sottolineato come gran parte delle richieste di cancellazione inviate a Google siano state rimandate al mittente e ha confermato che Big G ha agito correttamente. “Le richieste di deindicizzazione – ha dichiarato Soro – sono state infatti respinte in circa il 60% dei casi, secondo criteri e valutazioni tendenzialmente condivisibili, come dimostra anche il fatto che nella maggioranza dei casi il Garante, adito successivamente al rigetto, non è pervenuto a soluzioni difformi”.

“Questo dimostra – a dispetto degli allarmi, invero non sempre disinteressati, per le gravissime conseguenze che la sentenza Costeja avrebbe determinato – che l’applicazione dei principi della protezione dati ai giganti della rete è sempre possibile e doverosa nonché, più in generale, che non vi possono essere per nessuno zone franche nel rispetto dei diritti fondamentali”, ha concluso il Garante.

Recentemente anche Bing di Microsoft e Yahoo! hanno realizzato uno strumento per il diritto d’oblio, adeguandosi così alla normativa europea.

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Il Garante della privacy e il diritto d’oblio di Google https://www.datamanager.it/2014/12/garante-privacy-diritto-doblio-google/ Mon, 22 Dec 2014 14:11:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67250 Il Garante della privacy ha esaminato le richieste di diritto d’oblio respinte da Google. Solo due casi sono stati ritenuti non valutati correttamente da Big G Con la nuova normativa europea sul diritto d’oblio, che secondo Tim Berbers-Lee è pericoloso per la libertà della Rete, Google è costretto a valutare le richieste di rimozione di […]

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Il Garante della privacy ha esaminato le richieste di diritto d’oblio respinte da Google. Solo due casi sono stati ritenuti non valutati correttamente da Big G

Con la nuova normativa europea sul diritto d’oblio, che secondo Tim Berbers-Lee è pericoloso per la libertà della Rete, Google è costretto a valutare le richieste di rimozione di contenuti dai motori di ricerca inviategli dagli utenti. In caso di mancato accoglimento della segnalazione, i cittadini possono rivolgersi al Garante della privacy locale per un ulteriore grado di giudizio. Google, che ha accusato Hollywood di voler censurare Internet, attualmente ha accolto in Italia solo il 24,2% delle istanze di cancellazione. Il presidente dell’autorità che difende i dati personali, Antonello Soro, ha oggi rivelato lo stato delle segnalazioni pervenutegli.

Il Garante della privacy visiona le richieste respinte da Google

Il Garante della privacy, che ha dato l’ok alla geolocalizzazione dei dipendenti di due aziende di telefonia, ha ritenuto che solo nove dei casi presentatigli, perlopiù riguardanti articoli su vicende processuali ancora in corso, sono stati degni di maggiore approfondimento. Di questi,  due sono stati ritenuti effettivamente lesivi del diritto d’oblio. Nel primo caso si tratta di documenti pubblicati online che forniscono informazioni eccedenti e riferite anche a persone estranee al procedimento. Nel secondo, invece, si tratta di una notizia inserita fuori contesto che lede la privacy della persona.

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Il Garante della privacy critica i giornalisti: “Una barbarie il caso Scajola” https://www.datamanager.it/news/il-garante-della-privacy-critica-i-giornalisti-una-barbarie-il-caso-scajola-57562.html Tue, 24 Jun 2014 16:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/il-garante-della-privacy-critica-i-giornalisti-una-barbarie-il-caso-scajola/ Antonello Soro, Garante della privacy, accusa i giornalisti di fare cattiva informazione dopo la diffusione dell’interrogatorio dell’ex ministro Claudio Scajola su telegiornali e quotidiani Il Garante della privacy Antonello Soro, che ha lanciato l’allarme sul troppo potere in mano ai big del web, ha fortemente criticato sulle pagine dell’Avvenire la diffusione sui media dell’interrogatorio di […]

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Antonello Soro, Garante della privacy, accusa i giornalisti di fare cattiva informazione dopo la diffusione dell’interrogatorio dell’ex ministro Claudio Scajola su telegiornali e quotidiani

Il Garante della privacy Antonello Soro, che ha lanciato l’allarme sul troppo potere in mano ai big del web, ha fortemente criticato sulle pagine dell’Avvenire la diffusione sui media dell’interrogatorio di Claudio Scajola, l’ex ministro della Repubblica arrestato a maggio con l’accusa di aver favorito il latitante Amedeo Matacena.

Soro: “L’interrogatorio di Scajola sui TG? Una barbarie”

“Ho ascoltato su tutti i telegiornali l’interrogatorio di Claudio Scajola e ho solo un aggettivo per descrivere quel minuto di televisione: una barbarie”, ha detto Soro. “A che serviva dare alla stampa l’audio di quell’interrogatorio? Cosa aggiungeva alla qualità e all’essenzialità dell’informazione? – ha continuato il Garante – La verità è che sono cresciute forme distorsive di giornalismo, che assecondano e incoraggiano le curiosità morbose dei lettori, senza riflettere su quanto si possa danneggiare, in modo irreparabile, la dignità di una persona e pregiudicare per sempre la sua vita di relazione”.

“Nessuna censura ma il giornalismo da trascrizione non mi piace”

Nella sua invettiva, Soro ha anche affermato che i giornalisti non hanno modificato a dovere il proprio codice deontologico e ha minacciato “un intervento del legislatore”. “Se non si esercita l’autodisciplina, prima o poi arriva una norma più rigida”, ha sottolineato il Garante. Soro infine ha respinto le accuse di voler censurare la stampa. “L’idea del bavaglio è estranea alla mia cultura.  – ha affermato il Garante – Chi informa i cittadini svolge un compito insostituibile, esercita doverosamente i diritti fissati dall’articolo 21 della Costituzione. Ma il giornalismo da trascrizione non mi piace. Può fare male, può sfregiare la vita di tante persone”. “Anche un indagato ha diritto al rispetto della propria dignità”, ha concluso Soro.

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Il Garante della privacy: “Troppo potere ai big del web, serve maggiore protezione dei dati” https://www.datamanager.it/news/il-garante-della-privacy-troppo-potere-ai-big-del-web-serve-maggiore-protezione-dei-dati-57124. Tue, 10 Jun 2014 16:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/il-garante-della-privacy-troppo-potere-ai-big-del-web-serve-maggiore-protezione-dei-dati/ Il Garante della privacy ha presentato la sua relazione annuale. Nel documento si sottolinea il troppo potere in mano ai big di Internet e si chiede un maggiore impegno per la protezione dei dati dei cittadini Il Garante dell privacy, che ha dettato nuove regole per le PA, ha presentato la sua relazione annuale nella […]

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Il Garante della privacy ha presentato la sua relazione annuale. Nel documento si sottolinea il troppo potere in mano ai big di Internet e si chiede un maggiore impegno per la protezione dei dati dei cittadini

Il Garante dell privacy, che ha dettato nuove regole per le PA, ha presentato la sua relazione annuale nella sala Koch di palazzo Madama alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso. Il presidente Antonello Soro è tornato a denunciare il troppo potere nella mani del big del web e ha sottolineato come lo scandalo Datagate abbia messo in luce il problema della sicurezza dei dati.

“Troppo potere ai big del web”

“I giganti di Internet  – ha detto Soro – tendono ad occupare, in modo sempre più esclusivo, ogni spazio di intermediazione tra produttori e consumatori, assumendo un potere, anche politico. Un potere sottratto a qualunque regola democratica”. “I dati collezionati per finalità commerciali – ha continuato – diventano sempre più interessanti anche per fini di sicurezza, a cui sono irreversibilmente intrecciati. Su questi fronti, il Garante sta già operando sia con autonomi provvedimenti sia concorrendo alla regolamentazione del settore“. 

A ciò si aggiunge una crescita rilevante della cyber-criminalità che costa “500 miliardi di dollari l’anno tra identità violate, segreti aziendali razziati, portali messi fuori uso e moneta virtuale sottratta”.

“La privacy deve essere la priorità dei governi”

Soro è anche intervenuto sulla sicurezza dei dati a seguito dello scandalo Datagate e ha sottolineato come questa sia diventata una priorità per gli stati. “Una grande democrazia, nel tempo della società digitale, ha il dovere di investire con coraggio in protezione dei dati personali, per difendere i diritti dei cittadini e, insieme, la sicurezza dello Stato. – ha spiegato il Garante – Abbiamo bisogno di trasparenza, ma solo di una buona trasparenza, che non comprima sbrigativamente i diritti fondamentali nel segno di una facile demagogia”. “Proteggere i nostri dati significa proteggere la nostra vita e la nostra libertà”, ha sottolineato il Garante. 

Soro ha quindi chiesto in quest’ambito un maggiore impegno da parte del governo, in particolare in vista della prossima presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

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Garante della privacy: “Troppo potere ai big del web, servono nuove regole” https://www.datamanager.it/news/garante-della-privacy-troppo-potere-ai-big-del-web-servono-nuove-regole-47828.html Tue, 11 Jun 2013 14:10:28 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/garante-della-privacy-troppo-potere-ai-big-del-web-servono-nuove-regole/ Il Garante Antonello Soro ha sottolineato nella sua relazione annuale come i colossi di Internet siano in grado di condizionare gli utenti e come gli Stati si interessino sempre più ai dati personali degli utenti

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Il Garante Antonello Soro ha sottolineato nella sua relazione annuale come i colossi di Internet siano in grado di condizionare gli utenti e come gli Stati si interessino sempre più ai dati personali degli utenti

Il Garante della privacy Antonello Soro ha presentato oggi la relazione annuale a Montecitorio. Nel documento si sottolinea l’enorme potere in mano ai colossi del web, capaci di indirizzare le ricerche online verso contenuti da loro stessi stabiliti e di accapararsi una quantità di informazioni per fini non meglio specificati. Il Garante ha anche parlato dell’ambito giudiziario sottolinenado come le intercettazioni debbano essere utilizzate con cautela e come gli atti processuali debbano essere resi pubblici solo se sono di vero interesse pubblico e senza violare la dignità degli interessati.

I big del web condizionano gli utenti

I colossi del web “che trattano da pari con Stati e organismi sovranazionali” vengono accusati di guidare le ricerche online con parametri da loro scelti arbitariamente, offrendo all’utente “una conoscenza parziale e uno sguardo incompleto sulla realtà”. Soro afferma anche che “non dovremmo permettere che i dati personali, che hanno assunto un valore enorme in chiave predittiva e strategica, diventino di proprietà di chi li raccoglie e dobbiamo anche per tale ragione continuare a pretendere la trasparenza dei trattamenti”.

“Nuovi spazi di visibilità si aprono – ha spiegato Soro – e interi spaccati delle nostre quotidianità rischiano di essere proiettati in un mondo in cui ognuno si trasforma in un piccolo ‘grande fratello’: si pensi a Google Glass e alle applicazioni del riconoscimento facciale”.

Protezione non significa limitare le libertà

Il Garante ha affermato che il caso PRISM negli Stati Uniti, che vede coinvolta l’intera amministrazione Obama, desta particolare preoccupazione e che il suo ufficio, in collaborazione con le altre istituzioni dell’Unione Europea, sta preparando “un provvedimento generale per indicare soluzioni idonee a elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni”.

La necessità di proteggersi dalle minacce online e offline, come nel caso delle webcam negli asili, non deve passare “attraverso la compressione delle libertà dei cittadini” poiché “rischia di mettere in discussione l’essenza stessa del bene che si vuole difendere”.

Attenzione alla pubblicazione degli atti giudiziari

Per quanto riguarda l’ambito giudiziario, Soro ritiene le intercettazioni “una risorsa investigativa fondamentale e insostituibile”che va però “gestita con molta cautela per evitare fughe di notizie che danneggiano le indagini e rischiano di violare la dignità degli interessati”.

“La tendenza sempre crescente alla ‘mediatizzazione’ dei processi – continua il Garante – rafforza l’esigenza di un’adeguata selezione delle notizie di rilevanza pubblica, da rendere con modalità rispettose dell’altrui riservatezza e della presunzione d’innocenza”.

Le offese in Rete

Soro ha trattato anche il tanto dibattuto tema delle offese in Rete sottolineando come “in molti, troppi casi l’opinione dissenziente si trasformi in offesa, la critica tracimi nell’oltraggio”. “Non possiamo più essere indulgenti con la violenza verbale presente nella rete”, ha concluso Soro.

Anche il Presidente della Camera Laura Boldrini è intervenuta sull’argomento affermando che “non è necessario prevedere nuove norme e limitare la libertà d’espressione” ma bisogna spingere affinché ci sia maggiore cooperazione tra gli organi internazionali per fermare la violenza in Rete.

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