ATM – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 13:00:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ATM – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Kaspersky Lab scopre il malware Cutlet Maker https://www.datamanager.it/2017/10/kaspersky-lab-scopre-malware-cutlet-maker/ Fri, 20 Oct 2017 13:20:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133313 I ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto un nuovo malware che prende di mira gli ATM, venduto pubblicamente nel mercato DarkNet. Cutlet Maker è costituito da tre componenti e consente il “jackpotting” degli ATM una volta ottenuto l’accesso fisico alla macchina. Il toolset, che potrebbe consentire ai criminali di rubare milioni di dollari, era in […]

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I ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto un nuovo malware che prende di mira gli ATM, venduto pubblicamente nel mercato DarkNet. Cutlet Maker è costituito da tre componenti e consente il “jackpotting” degli ATM una volta ottenuto l’accesso fisico alla macchina. Il toolset, che potrebbe consentire ai criminali di rubare milioni di dollari, era in vendita per soli 5.000$, dotato inoltre di una guida step-by-step

Gli ATM continuano a essere obiettivi redditizi per i criminali, che sfruttano diversi metodi per ottenere il massimo profitto possibile. Mentre alcuni fanno uso di metodi fisicamente distruttivi, ad esempio tramite strumenti per il taglio del metallo, altri scelgono le infezioni malware, che permettono loro di manipolare dall’interno i distributori automatici di denaro. Sebbene i tool nocivi per hackerare gli ATM siano conosciuti da diversi anni, l’ultima scoperta dimostra che i creatori di malware stanno investendo sempre più risorse per rendere i propri “prodotti” accessibili anche i criminali che non possiedono elevate competenze informatiche.

All’inizio di quest’anno, un partner di Kaspersky Lab ha fornito a uno dei ricercatori dell’azienda un sample nocivo precedentemente sconosciuto, presumibilmente creato per infettare i PC che operano all’interno degli ATM. I ricercatori hanno deciso di scoprire se fosse possibile acquistare questo malware o qualcosa a esso collegato nei forum underground. Una successiva ricerca degli artefatti unici del malware ha avuto successo: è stato scoperto che veniva pubblicizzato un tipo di malware per ATM in un celebre mercato nero del dark web – AlphaBay – che rispondeva alla query di ricerca e ha permesso di scoprire che il campione iniziale faceva parte di un malware-kit commerciale creato per effettuare il jackpot degli ATM. Un post pubblico del venditore del malware, scoperto dai ricercatori, non solo conteneva la descrizione del malware e le istruzioni su come ottenerlo, ma forniva anche una dettagliata guida step-by-step su come usare il malware-kit per lanciare attacchi, con istruzioni e video tutorial.

Secondo quanto emerso dalla ricerca, il toolkit del malware è composto da tre elementi:

  • Il software Cutlet Maker, che costituisce il modulo principale e consente di comunicare con il distributore di denaro dell’ATM;
  • Un programma c0decalc, progettato per generare una password che consente di avviare l’applicazione Cutlet Maker e proteggerla da un utilizzo non autorizzato.
  • L’applicazione Stimulator, che permette ai criminali di risparmiare tempo nell’identificazione dello stato attuale dei cassetti per il contante degli ATM. Installando questa app, gli hacker ottengono informazioni precise sulla valuta, il valore e il numero di banconote contenute in ciascun cassetto e possono scegliere quello contenente la cifra più alta, invece di ritirare alla cieca da ciascuno di essi.

Per iniziare il furto, i criminali devono ottenere accesso diretto all’ATM ed effettuare l’upload del malware tramite la porta USB, collegando un dispositivo contenente il toolkit del software. Per prima cosa, i criminali installano Cutlet Maker. Dato che è protetto da password, devono usare un programma c0decalc, installato su un altro dispositivo, come un laptop o un tablet – una sorta di protezione del “copyright” installata dagli autori di Cutlet Maker per impedire ad altri criminali di usarlo gratis. Una volta generato il codice, i criminali entrano nell’interfaccia di Cutlet Maker per iniziare il processo di prelievo del denaro.

Cutlet Maker è in vendita dal 27 marzo 2017, tuttavia, secondo quanto scoperto dai ricercatori, il primo sample scoperto dalla comunità di sicurezza risale a giugno 2016. All’epoca era stato sottoposto a un servizio multi-scanner pubblico dall’Ucraina, ma è stato successivamente inviato anche da altri Paesi. Non è chiaro se il malware sia stato effettivamente utilizzato per attacchi in the wild, tuttavia le istruzioni fornite insieme al malware-kit contenevano video presentati dagli autori come prove reali dell’efficacia del malware. Non è noto chi si celi dietro questo malware, tuttavia i potenziali venditori del toolkit, la lingua, la grammatica e gli errori stilistici fanno pensare ad autori non di lingua inglese.

“Cutlet Maker non richiede quasi alcuna conoscenza avanzata o competenze IT professionali ai criminali, trasformando l’hacking degli ATM da un’operazione offensiva altamente sofisticata in un nuovo modo illegale di ottenere denaro utilizzabile da chiunque possieda qualche migliaio di dollari per acquistare il malware. Questo potrebbe costituire una pericolosa minaccia per le organizzazioni finanziarie. Tuttavia, la questione più importante è che, durante le operazioni, Cutlet Maker interagisce con il software e l’hardware degli ATM senza incontrare quasi alcun ostacolo di sicurezza. Questa situazione dovrebbe essere cambiata per proteggere questi dispositivi”, ha commentato Konstantin Zykov, Security Researcher di Kaspersky Lab.

Per proteggere gli ATM dagli attacchi che sfruttano tool nocivi come Cutlet Maker e garantire una sicurezza fisica affidabile degli ATM, gli esperti di Kaspersky Lab consigliano ai team di sicurezza delle organizzazioni finanziarie di fare quanto segue:

  • Implementare severe policy di default-deny per impedire l’avvio di qualsiasi software non autorizzato sull’ATM;
  • Attivare meccanismi di controllo dei dispositivi per evitare la connessione di qualsiasi device non autorizzato;
  • Usare una soluzione di sicurezza personalizzata per proteggere gli ATM dagli attacchi di malware come Cutlet Maker.

Per una migliore protezione degli ATM, Kaspersky Lab consiglia inoltre di usare una soluzione di sicurezza appropriata, come Kaspersky Embedded Systems Security.

I prodotti Kaspersky Lab rilevano e bloccano con successo il malware Cutlet Maker.

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Bancomat: gli attacchi sono sempre più network-based https://www.datamanager.it/2017/10/bancomat-gli-attacchi-sempre-piu-network-based/ Thu, 05 Oct 2017 13:17:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132226 Trend Micro e l’Europol presentano l’ultimo report sui malware per ATM Anche quest’anno, Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud e il Centro Europeo per il Cybercrime di Europol (EC3), presentano un nuovo studio per fare il punto sullo stato dell’arte dei malware per ATM (Automated Teller Machine). La ricerca, dal titolo “Cashing […]

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Trend Micro e l’Europol presentano l’ultimo report sui malware per ATM

Anche quest’anno, Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud e il Centro Europeo per il Cybercrime di Europol (EC3), presentano un nuovo studio per fare il punto sullo stato dell’arte dei malware per ATM (Automated Teller Machine). La ricerca, dal titolo “Cashing in on ATM Malware” prende in considerazione gli attacchi malware sia fisici che network-based ed esamina i dettagli di come vengono create queste minacce.

Il numero di ATM nel mondo è in continua crescita e dovrebbe raggiungere i 4 milioni nel 2021. I malware per ATM non sono da meno e oltre a essere in continuo aumento sono anche evoluti. Un tempo queste minacce avevano infatti bisogno di un accesso fisico per colpire, ma ora possono infettare con successo una macchina grazie a un attacco network-based, sfruttando la rete della banca. Questo genere di attacchi non solo mette a rischio le informazioni personali e i dati critici, oltre a grandi quantità di denaro, ma espone le banche a violazioni degli standard PCI.

L’obiettivo di Trend Micro ed Europol è fornire i giusti strumenti alle aziende del settore finanziario per proteggersi da questa pericolosa tipologia di malware. Mitigare i rischi  che derivano dagli ATM è possibile, questi sono alcuni suggerimenti:

  • Mantenere il sistema operativo, i software e le configurazioni di security aggiornate
  • Applicare patch tempestive alle infrastrutture di reti aziendali e ATM
  • Utilizzare una tecnologia di whitelisting per proteggere l’ambiente
  • Introdurre meccanismi di intrusion prevention e breach detection per identificare comportamenti malevoli dei sistemi e proteggere gli ATM durante le operazioni
  • Assicurare il monitoraggio in tempo reale degli eventi di sicurezza rilevanti, relativi sia agli hardware che ai software
  • Distribuire e utilizzare attivamente soluzioni anti-malware sui notebook dei tecnici e i dispositivi USB
  • Formare i tecnici nel maneggiare con cura i dispositivi media USB che possono essere rimossi

Oltre al report pubblico, è disponibile una versione per le Forze dell’Ordine, le istituzioni finanziarie e le aziende di security. Questo report privato fornisce ulteriori dettagli per rafforzare gli ATM e i sistemi di rete e prevenire attacchi futuri contro le istituzioni finanziarie.

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Gestione smart degli ATM con la Business Intelligence https://www.datamanager.it/2017/03/gestione-smart-degli-atm-la-business-intelligence/ Thu, 02 Mar 2017 14:12:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120283 Bassilichi presenta B.Fit, una suite completa che prevede un modello di analisi e uno strumento semplice ed efficace a supporto delle decisioni delle Banche per dimensionare ed ottimizzare il canale ATM In un contesto generale in cui le banche sono orientate alla razionalizzazione della propria rete di sportelli ATM, da un lato per attuare una […]

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Bassilichi presenta B.Fit, una suite completa che prevede un modello di analisi e uno strumento semplice ed efficace a supporto delle decisioni delle Banche per dimensionare ed ottimizzare il canale ATM

In un contesto generale in cui le banche sono orientate alla razionalizzazione della propria rete di sportelli ATM, da un lato per attuare una strategia di contenimento dei costi e dall’altro per soddisfare le esigenze di un clientela sempre più evoluta in termini di qualità del servizio, Bassilichi presenta B.Fit. Si tratta di un modello di analisi ed uno strumento a supporto delle decisioni che permette di dimensionare, ottimizzare e aumentare l‘efficacia del canale ATM.

Grazie all’esperienza ventennale maturata nell’ambito Banking & Financial Services e, in particolare, nelle tematiche legate ai Pagamenti Digitali e all’Automazione Denaro (ATM, Kiosk, ecc.), gli esperti Bassilichi hanno sviluppato una soluzione completa che si articola in 3 moduli: B.Fit Input raccoglie i dati relativi alla rete di sportelli (anagrafica, transazioni); B.Fit Engine elabora i dati attraverso modelli statistico-matematici; B.Fit Output prepara e presenta i risultati in modo semplice e dinamico, consentendo alla Banca di intraprende le opportune azioni correttive.

“La nuova suite B.Fit testimonia la propensione all’innovazione che ha sempre guidato le nostre scelte in 60 anni di storia per continuare ad offrire soluzioni efficaci in grado di supportare i Clienti nella gestione del business e nei processi di trasformazione dettati dall’evoluzione dello scenario competitivo”, ha commentato Leonardo Bassilichi, AD di Bassilichi SpA.

Attraverso B.Fit sono immediatamente visibili quattro aspetti fondamentali di una Rete di ATM: la mappatura precisa e completa degli ATM (geo-localizzazione, unità organizzativa, tipologie di terminali, ecc.); la rappresentazione del volume di operazioni per terminale, per fascia oraria, per tipologia operazione/tempo, ecc.; la valutazione della probabilità di coda e la percentuale di abbandono da parte della clientela, con particolare riferimento agli orari a rischio, e la correlazione con il numero di terminali disponibili; infine, l’analisi  dell’ obsolescenza del parco terminali in riferimento alla localizzazione, alla unità operativa, alla tipologia e la correlazione con l’operatività.

Il reporting è immediato, completo e facile da usare con dashboard fruibili anche da dispositivi mobili, istogrammi navigabili e cluster analysis chiare e semplificate per supportare la Banca con indicazioni puntuali sui siti in cui è necessario intervenire. Ad esempio, grazie alle informazioni ottenute attraverso B.Fit, la Banca potrebbe decidere di destinare nuovi ATM per aumentare il tasso di automazione di siti  con forte saturazione e potrebbe , invece, evitare di posizionare nuovi asset in aree con bassa saturazione.

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La notte dei record https://www.datamanager.it/2016/06/la-notte-dei-record/ Wed, 22 Jun 2016 12:59:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103319 Non è un nuovo format televisivo, ma l’esecuzione di uno stantio piano diabolico: una storia simile a questa si verificò in Liguria nei giorni di “ponte” di inizio novembre 1988 ma nessuno fece tesoro di quella lezione C’è ancora chi dice di stare attenti ai bancomat, potenzialmente presidiati da occhi indiscreti che sarebbero pronti a […]

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Non è un nuovo format televisivo, ma l’esecuzione di uno stantio piano diabolico: una storia simile a questa si verificò in Liguria nei giorni di “ponte” di inizio novembre 1988 ma nessuno fece tesoro di quella lezione

C’è ancora chi dice di stare attenti ai bancomat, potenzialmente presidiati da occhi indiscreti che sarebbero pronti a carpire il codice segreto che il cliente sta per digitare al fine di dar luogo al sospirato prelievo automatico di denaro. Conosco persone che si avvicinano al cosiddetto ATM con le movenze di un recordman dell’immersione in apnea: già trenta metri prima cominciano una sorta di iperventilazione e ruotano il capo così da scansionare l’orizzonte per individuare eventuali presenze criminali in zona. Quando raggiungono l’apparecchio con l’abilità di Silvan, Tony Binarelli o David Copperfield inseriscono la carta nell’apposita feritoia e digitano il codice, coprendo con l’altra mano le dita che si muovono a comporre la combinazione numerica. Proprio quest’ultima prestidigitazione spesso si traduce in drammatici errori di sequenza che – giunti al terzo tentativo fallito – determinano l’inesorabile ingoio della carta plastica da parte dell’impietoso cash dispenser.

Nessuno – fateci caso – parla mai della malasorte degli istituti di credito, preferendo commuoversi (e mi sembra anche corretto) al semplice sentire raccontare della vecchina buggerata dall’immancabile banda di tecnologi balcanici. Se la popolazione anziana è vittima dei campioni olimpionici di skimming e del pentathlon della contraffazione, va detto che anche le banche non se la passano proprio bene su questo fronte. Una bella domenica della fine di maggio, i quotidiani giapponesi hanno titolato inanellando una serie di dati poco rassicuranti: 1.400 sportelli bancomat piazzati in normalmente frequentatissimi centri commerciali, l’equivalente di una dozzina di milioni di euro di denaro sparito, un centinaio di persone che hanno contribuito a totalizzare un simile malloppo.


#security @Umberto_Rapetto Circuiti finanziari e bancomat smurati a mani nude
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La consistente “cricca” (una sorta di battaglione di furfanti) ha agito utilizzando false carte di credito preparate riciclando informazioni della Standard Bank del Sud Africa ed è entrata in azione il 15 maggio tra le cinque e le otto del mattino del fuso orario di Tokyo e dintorni. Un’operazione studiata nel minimo dettaglio, anche considerando che a Johannesburg era la notte di un tranquillo weekend durante il quale gli addetti alla security non erano certo pronti a rilevare il disastro in corso. La banca sudafricana si è affrettata a tranquillizzare la propria clientela, ma – è fin troppo ovvio – il panico si è propagato nonostante le rassicurazioni che il danno (a spanne oltre 17 milioni di euro complessivi) gravava esclusivamente sull’istituto di credito. Le indagini sono in corso e a breve si conosceranno le “best practices” che hanno consentito una così fluida ed efficace esecuzione del “colpo”. Nel frattempo, i delinquenti cercano di colpire gli ATM senza risparmiare la fantasia: i più evoluti studiano la maniera più efficace per sfruttare moderni malware o retrogradi skimmers, i più brutali si armano di possenti martelli e micidiali cariche esplosive.

Mentre la polizia giapponese è al lavoro, sperando di acciuffare i banditi grazie alle riprese filmate dei sistemi di videosorveglianza, l’invito a riflettere in proposito stavolta implica una sorridente raccomandazione a non perdersi un capolavoro cinematografico. Chi non l’avesse ancora fatto, vada a gustarsi “Lo chiamavano Jeeg Robot” e si goda la scena del bancomat smurato a mani nude. Chi prende d’assalto i circuiti finanziari ha la medesima energia del protagonista del film: senza finire a bagno nelle putride acque romane del Tevere e venire contaminato da misteriose sostanze radioattive, lo scassinatore 2.0 è pronto a stupire con effetti speciali. E in quel caso non ci saranno i titoli di coda a far capire che era tutta finzione.

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Malware negli ATM: arresti in tutta Europa https://www.datamanager.it/2016/01/malware-negli-atm-arresti-tutta-europa/ Mon, 11 Jan 2016 19:00:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92016 L’Europol ha annunciato una serie di fermi per la diffusione di “ATM jackpotting”, un’azione criminale ai danni di bancomat di tutto il mondo L’incubo peggiore di ogni cittadino è quello di perdere i soldi sul proprio conto quando va a prelevare allo sportello della banca o postale. Non di rado, qualche ora dopo la visita all’ATM, […]

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L’Europol ha annunciato una serie di fermi per la diffusione di “ATM jackpotting”, un’azione criminale ai danni di bancomat di tutto il mondo

L’incubo peggiore di ogni cittadino è quello di perdere i soldi sul proprio conto quando va a prelevare allo sportello della banca o postale. Non di rado, qualche ora dopo la visita all’ATM, ci si accorge di un “alleggerimento” del conto corrente, dovuto all’azione dei criminali informatici. Certo le tutele ci sono un po’ ovunque, ma non fa mai piacere dover mettere in moto una serie di procedure burocratiche per riavere indietro il proprio gruzzoletto. Nell’ottica di rendere sempre meno frequenti episodi del genere, l’Europol monitora costantemente la situazione degli ATM sul territorio europeo.

La notizia

Proprio negli ultimi giorni l’organo di polizia continentale ha annunciato di aver concluso un’operazione unica sul territorio europeo, che ha visto diversi fermi in Romania e Moldavia per l’utilizzo del malware Tyupkin,il responsabile per la diffusione di un trojan e il furto di crediti su vari ATM. Chiamato “ATM jackpotting”, l’exploit permetteva a terzi di svuotare del tutto le macchine infettate inserendo dei comandi attraverso la tastiera in loco. Il malware era stato identificato nel 2014 da Kaspersky Lab che ne aveva poi individuato tracce in bancomat presenti negli Stati Uniti, Cina, India, Russia, Israele, Francia e Malesia. La procedura investigativa è stata condotta dalla Romanian National Police e dal Directorate for Investigating Organised Crimes and Terrorism (DIICOT) sotto la direzione dell’Europol, Eurojust e degli organi di polizia europei.

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1, 2, 3, 4… La paura continua a fare 90 https://www.datamanager.it/2015/07/1-2-3-4-la-paura-continua-a-fare-90/ Mon, 20 Jul 2015 14:59:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=80024 Sportelli bancomat, operazioni illecite e briganti cibernetici. Cresce l’allarme sicurezza, ma le cattive abitudini restano le stesse Una vecchia pubblicità di un liquore prodotto a Trieste da una storica azienda chiudeva con l’immortale frase: «Il signore, sì, che se ne intende». E stavolta il commento all’allarme appena ricevuto non può discostarsi dall’espressione del memorabile Carosello. […]

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Sportelli bancomat, operazioni illecite e briganti cibernetici. Cresce l’allarme sicurezza, ma le cattive abitudini restano le stesse

Una vecchia pubblicità di un liquore prodotto a Trieste da una storica azienda chiudeva con l’immortale frase: «Il signore, sì, che se ne intende».

E stavolta il commento all’allarme appena ricevuto non può discostarsi dall’espressione del memorabile Carosello. A richiamare l’attenzione, infatti, è chi conosce meglio di tanti altri il contesto e i rischi correlati. Parliamo di sportelli bancomat e dell’ennesima minaccia che ha rannuvolato il cielo. E non lo facciamo noi direttamente, ma riprendiamo un comunicato che arriva da uno dei colossi dell’industria di settore.

A fine giugno, la NCR Corporation ha confermato la persistenza di una micidiale insidia che – manifestatasi in un primo momento nell’area degli Emirati Arabi – si è rapidamente diffusa prima in Europa e poi negli Stati Uniti. In pratica, si tratta dell’ultimo ritrovato criminale per acquisire indebitamente ogni informazione utile per dar luogo a operazioni illecite di prelievo.


#cybersecurity allarme #skimming, ma le cattive abitudini restano @Umberto_Rapetto
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Nella fattispecie, l’azione delittuosa prende avvio da un accesso indisturbato a uno sportello ATM, dalla successiva apertura della custodia dell’apparato e dall’intervento “tecnico” proprio dove è alloggiato il lettore di schede. L’indesiderata e pericolosa “miglioria” consiste nell’inserimento – all’interno dei circuiti vitali dell’apparecchiatura – di un dispositivo che ha modo e capacità di intercettare il traffico di dati che viene stabilito tra il lettore di schede e il sistema centrale della rete bancaria.

Un tempo, e non dobbiamo fare voli estremi di tanti anni addietro, la tecnica consolidata prevedeva operazioni meccaniche che potevano essere eseguite solo dopo aver praticato fori o buchi nel rivestimento dello sportello. Roba del passato. Secondo alcuni, cose di medievale retaggio.

I banditi più moderni ed evoluti non hanno bisogno di grimaldelli, trapani o altri strumenti “rustici”, perché la loro condotta approfitta di comode opportunità che non impongono sforzi fisici o abilità manuali.

Infatti, gli apparati bancomat sono accessibili – per la manutenzione – senza imporre cacciaviti e senza richiedere sofisticate chiavi per aprire ancor più eccentriche serrature: come Alì Babà pronunciava il fatidico “Apriti Sesamo”, i tecnici incaricati di intervenire per riparazioni o altre esigenze si avvalgono di un codice segreto in grado di assicurare il totale accesso a ciò che si prospetta inaccessibile.

I vecchi informatici forse hanno già capito dove ci sta portando la nostra chiacchierata. Chi è del mestiere non fatica a immaginare le tanto tradizionali quanto nefaste password di default e sa perfettamente come certe combinazioni (numeriche, alfabetiche e di rado alfanumeriche) non vengano modificate dopo l’installazione, il collaudo e la messa in esercizio di un qualunque marchingegno elettronico. La drammatica sequenza “1234” si profila dinanzi agli occhi atterriti di chi non riesce a darsi ragione di quel che è accaduto e (ci auguriamo non) sta accadendo.


#skimming Inutile coprire la tastiera, meglio incrociare le dita @Umberto_Rapetto
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Tralasciamo i dettagli dell’apertura del forziere e guardiamo con un briciolo di attenzione la vera novità. L’aspetto rivoluzionario del modus operandi è la scelta di una fase diversa da quella finora utilizzata con lo skimming. I briganti cibernetici non si inseriscono tra utente e sportello (leggendo quel che l’imperitura banda magnetica riporta) perché conoscono bene gli accorgimenti che produttori e banche hanno progressivamente implementato per impedire quel tipo di “scippo”. Hanno quindi perfezionato la metodologia di acquisizione delle informazioni di interesse, spostandosi allo step successivo che contempla il dialogo tra ATM e circuito bancario…

Inutile quindi coprire la tastiera (magari a rischio di sbagliare il PIN) o controllare l’eventuale “aggiunta” di componenti fraudolenti pronti a carpire quel che serve al momento dell’inserimento della carta bancomat a disposizione. Un suggerimento? Forse incrociare le dita auspicando che tutti abbiano letto le raccomandazioni tecniche di NCR e provveduto di conseguenza.

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Milano: mezzi pubblici mappati da Google Maps https://www.datamanager.it/2014/12/milano-mezzi-pubblici-mappati-google-maps/ Fri, 19 Dec 2014 10:51:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67146 Google ha aggiornato la funzione Transfer di Google Maps con linee, fermate e orari dei mezzi pubblici di superficie di Milano Per chi a Milano utilizza i mezzi pubblici è in arrivo un nuovo servizio per agevolarli negli spostamenti. Ieri Google ha annunciato nella sua nuova sede meneghina l’inserimento dei mezzi ATM all’interno della funzione […]

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Google ha aggiornato la funzione Transfer di Google Maps con linee, fermate e orari dei mezzi pubblici di superficie di Milano

Per chi a Milano utilizza i mezzi pubblici è in arrivo un nuovo servizio per agevolarli negli spostamenti. Ieri Google ha annunciato nella sua nuova sede meneghina l’inserimento dei mezzi ATM all’interno della funzione Transfer di Google Maps. Presto gli utenti di Big G potranno avere informazioni su linee e orari di bus e tram. Il servizio diverrà particolarmente utile in vista di Expo Milano 2015, i cui biglietti d’ingresso sono già disponibili nei negozi TIM.

Prendi il tram con Google Maps

Grazie all’accordo con il Comune di Milano, Google inserirà tratte, fermate e tempi di percorrenza di tutti i mezzi di superficie. Il servizio, come ha sottolineato l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, sarà utile non solo “a chi viene in città per lavoro o turismo ma anche agli stessi milanesi”.

Big G, che ha accusato le major di Hollywood di voler censurare la Rete, ha inoltre potenziato Street View inserendo nuove foto panoramiche di luoghi simbolo del capoluogo lombardo (Castello Sforzesco, Arena Civica, parco delle Basiliche, Rotonda della Besana, giardini di Villa Lonati) e si è detta disponibile ad aprire i suoi uffici per corsi di formazione sulle nuove tecnologie.

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Milano, rivoluzione mezzi pubblici: entro Expo si pagheranno con lo smartphone https://www.datamanager.it/2014/11/milano-rivoluzione-dei-mezzi-pubblici-entro-expo-si-pagheranno-smartphone/ Mon, 10 Nov 2014 15:52:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64633 Continuano le novità a Milano in vista dell’Expo 2015 che è ormai alle porte: dopo l’annuncio dello scooter sharing, è la volta dei mezzi pubblici, per i quali non serviranno più tessere e biglietti ma basterà avere lo smartphone a portata di mano, caricando abbonamenti o singole corse con un software tipo iTunes Per passare oltre […]

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Continuano le novità a Milano in vista dell’Expo 2015 che è ormai alle porte: dopo l’annuncio dello scooter sharing, è la volta dei mezzi pubblici, per i quali non serviranno più tessere e biglietti ma basterà avere lo smartphone a portata di mano, caricando abbonamenti o singole corse con un software tipo iTunes

Per passare oltre i tornelli della metro, basterà accostare il telefono al sensore che ora legge le tessere magnetiche. Idem per i mezzi di superficie. Il via alla sperimentazione di questo innovativo sistema è proprio oggi lunedì 10 novembre, con la possibilità di provare il servizio che per adesso è limitato solo ai dispositivi Android con Super sim Nfcper e riservato ai clienti PosteMobile o a chi si impegni a sottoscrivere un contratto apposito con Poste Italiane.

Un servizio in collaborazione con Poste Italiane

Per poter usufruire della nuova modalità di pagamento è necessario quindi scaricare l’applicazione PosteMobile dal sito Google Play Store, attivare sul telefono la funzione Nfc (Near field communication) e poi acquistare tramite lo strumento di pagamento BancoPosta associato alla sim l’abbonamento Atm. Al momento non è possibile acquistare singole corse o carnet da più viaggi, l’unica possibilità è l’abbonamento urbano in tre varianti: settimanale, mensile o annuale.

In seguito si potrà attivare anche un abbonamento con profilo specifico (ordinario, studente o senior), disponibili a prezzi differenti, come di consueto.

Un sistema per risparmiare tempo e burocrazia

Il segnale di trasmissione passa attraverso la tecnologia Nfc, che permette lo scambio di informazioni tra due dispositivi con il semplice accostamento, senza che si tocchino (modalità contactless). Cosa fare se si viene fermati dal controllore? Per dimostrare di essere in possesso di un titolo di viaggio valido, basterà avvicinare lo smartphone all’operatore Atm, a sua volta dotato di uno smartphone Nfc compatibile.

“Questo è solo il primo passo verso la smaterializzazione dei nostri sistemi – dice Atm – E’ un nuovo approccio che l’azienda ha iniziato a intraprendere per risparmiare tempo e sburocratizzare le procedure”.

 

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Gli autobus di Milano sempre più green https://www.datamanager.it/2014/09/gli-autobus-milano-sempre-green/ Mon, 01 Sep 2014 12:01:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59885 E’ arrivato oggi a Milano il primo autobus green a impatto zero acquistato da ATM per una mobilità urbana più sostenibile e attenta all’ambiente ATM, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico milanese, ha annunciato l’arrivo nel capoluogo lombardo del primo dei nuovi autobus Euro 6 a impatto zero. I mezzi green acquistati da Solaris bus […]

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E’ arrivato oggi a Milano il primo autobus green a impatto zero acquistato da ATM per una mobilità urbana più sostenibile e attenta all’ambiente

ATM, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico milanese, ha annunciato l’arrivo nel capoluogo lombardo del primo dei nuovi autobus Euro 6 a impatto zero. I mezzi green acquistati da Solaris bus diverranno 85 alla fine di novembre ma la flotta aumenterà fino a 125 elementi entro aprile del 2015. I moderni autobus per la mobilità sostenibile sono stati costruiti a Poznan, in Polonia, e sostituiranno a partire da dicembre i mezzi Euro 2 in servizio dai primi anni 2000.

Autobus green per una Milano più vivibile

Gli autobus di Solari Bus, dipinti non a caso di colore verde, sono lunghi 12 metri (32 posti a sedere e 63 in piedi) e sono dotati di pedana di accesso per disabili, aspetto che ha suscitato una vera e propria mobilitazione su Internet qualche tempo fa, e di sistema di videosorveglianza. I nuovi autobus Euro 6, secondo i dati diffusi da ATM, producono un livello molto vicino allo zero di emissioni di polveri sottili, anidride carbonica e ossidi di azoto. Ad avvenuto inserimento dei nuovi mezzi, il 40% dei veicoli della flotta ATM sarà costituito da mezzi a livello di emissione del tipo EEV o Euro 6.

Inizialmente gli autobus modello “Urbino” di Solaris Bus serviranno la linea 58 fra Baggio e Cadorna ed in seguito il loro utilizzo sarà esteso ad altre tratte.

“Esprimo forte soddisfazione – ha dichiarato Bruno Rota, presidente di ATM – perché l’azienda sta realizzando investimenti importanti, di grande complessità, con forti ricadute positive sulla vita dei cittadini, rispettando rigorosamente i tempi previsti”.

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RoboCoin Kiosk: anche l’Italia ha il suo bancomat per Bitcoin https://www.datamanager.it/2014/06/robocoin-kiosk-litalia-suo-bancomat-per-bitcoin/ Fri, 27 Jun 2014 12:35:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=54102 A Roma è stato installato per la prima volta in Italia RoboCoin Kiosk, un ATM per lo scambio in sicurezza di Bitcoin I bancomat per Bitcoin sono diffusi dal Canada alla Scandinavia ma in Italia questa tecnologia non era ancora arrivata, almeno fino ad oggi. In occasione della quarta edizione del “No Cash Day” è […]

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A Roma è stato installato per la prima volta in Italia RoboCoin Kiosk, un ATM per lo scambio in sicurezza di Bitcoin

I bancomat per Bitcoin sono diffusi dal Canada alla Scandinavia ma in Italia questa tecnologia non era ancora arrivata, almeno fino ad oggi. In occasione della quarta edizione del “No Cash Day” è stato installato a Roma presso Luiss Enlabs – La Fabbrica delle Startup RoboCoin Kiosk, il primo ATM bidirezionale per moneta digitale. Sette delle cinquanta unità di questo sistema sparse per 4 continenti si trovano in Stati Uniti ed Estremo Oriente, le restanti invece sono disponibili in Europa e nel continente Australe.

RoboCoin Kiosk: comprare e vendere Bitcoin in sicurezza

RoboCoin Kiosk permette di vendere e comprare Bitcoin in sicurezza appoggiandosi alla piattaforma per lo scambio di cryptomoneta Bitstamp. Per accedere al servizio è necessario verificare l’identità dell’utente tramite la lettura del codice fiscale e di un documento d’identità, lo scatto di una foto e una scansione palmare. L’ATM per Bitcoin, che saranno presto accettati anche da PayPal, ha già ricevuto diverse certificazioni in materia di antiriciclaggio e sicurezza delle transazioni.

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