Brasile – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 09 Apr 2018 14:04:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Brasile – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I nuovi Motorola arrivano il 19 aprile https://www.datamanager.it/2018/04/i-nuovi-motorola-arrivano-il-19-aprile/ Mon, 09 Apr 2018 14:04:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145259 La prossima gamma di Moto G6 è destinata ad apparire tra una decina di giorni durante un evento speciale a San Paolo, in Brasile Una location forse insolita per una presentazione hi-tech ma è quanto deciso da Lenovo. La compagnia che detiene il brand mobile di Motorola svelerà a San Paolo, in Brasile, i nuovi […]

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La prossima gamma di Moto G6 è destinata ad apparire tra una decina di giorni durante un evento speciale a San Paolo, in Brasile

Una location forse insolita per una presentazione hi-tech ma è quanto deciso da Lenovo. La compagnia che detiene il brand mobile di Motorola svelerà a San Paolo, in Brasile, i nuovi Moto G6. Quella che è più di un’indiscrezione giunge da qualche media internazionale, che ha ricevuto l’invito per l’evento che si terrà il 19 aprile. Non è chiaro se la multinazionale terrà un incontro parallelo anche in Europa ma è chiaro che la famiglia di G6 verrà distribuita globalmente, anche grazie al successo ottenuto dai modelli precedenti.

Come sarà

Stando alle più recenti indiscrezioni, il medio gamma Moto G6 avrà un display da 5,7 pollici con risoluzione FHD+ e form factor 18:9. Motorola, tra i big dl settore, è la sola a non aver ancora accolto il trend full vision, e dunque sembra giunto il momento migliore per farlo, se non altro per non restare indietro rispetto alla concorrenza. Le altre specifiche, almeno quelle presunte, raccontano di un processore Snapdragon 450, 4 GB di Ram e memoria interna da 64 GB, espandibile via microSD. La fotocamerà dovrebbe godere di un sensore doppio, da 12 e 5 megapixel, mentre sul fronte ve ne sarà uno da 16 megapixel.

Al fianco el G6, come in passato, vedremo anche un G6 Plus e un G6 Play, dedicati rispettivamente agli utenti più esigenti e ai giovani. Non è ben chiaro quando la franchigia sarà poi disponibile nei negozi ma visto che siamo ben oltre i 12 mesi dall’arrivo dei Moto G5, è plausibile attendersi un go-to-market immediato, al più entro giugno.

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Facebook copia Snapchat con un’app per connessioni lente https://www.datamanager.it/2016/11/facebook-copia-snapchat-unapp-connessioni-lente/ Thu, 10 Nov 2016 10:48:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113283 Facebook ha reso disponibile in Brasile un’app “leggera” con messaggi che si auto-cancellano dopo un lasso di tempo determinato Facebook in passato non è riuscito ad acquisire Snapchat ma negli ultimi tempi ha preso in varie occasioni spunto dall’app rivale per realizzare nuovi servizi. Secondo quanto riporta il sito Recode, il social network più utilizzato […]

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Facebook ha reso disponibile in Brasile un’app “leggera” con messaggi che si auto-cancellano dopo un lasso di tempo determinato

Facebook in passato non è riuscito ad acquisire Snapchat ma negli ultimi tempi ha preso in varie occasioni spunto dall’app rivale per realizzare nuovi servizi. Secondo quanto riporta il sito Recode, il social network più utilizzato al mondo si prepara al lancio di nuova app di messaggistica chiamata Flash e specificatamente pensata per i Paesi emergenti. La sua caratteristica principale è la possibilità di condividere contenuti che poi spariscono dopo un breve lasso di tempo esattamente come avviene su Snapchat.

Flash consente quindi di inviare messaggi con foto e video che si cancellano in automatico. Questi possono essere modificati con filtri e animazioni e raccolti in brevi collage in modo simile alla funzione Stories di Instagram e Facebook, anch’essa ispirata a Snapchat. L’app ideata dal social network, che è convinto che l’intelligenza artificiale sarà il traino dell’innovazione nei prossimi 10 anni, ha inoltre un peso di appena 25 MB. Questo accorgimento le consente di essere utilizzata anche in quei Paesi dove la connessione Internet non è veloce e stabile come in quelli più sviluppati dal punto di vista digitale. Curiosamente Facebook ha scelto il Brasile, nazione spesso ostile nei suoi confronti, per il lancio di Flash. Al momento la chat è disponibile solo nella versione per Android.

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Zuckerberg aizza la folla per il blocco di WhatsApp in Brasile https://www.datamanager.it/2016/05/zuckerberg-aizza-la-folla-blocco-whatsapp-brasile/ Wed, 04 May 2016 17:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100594 Il co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, chiede agli iscritti al social network di manifestare contro il blocco di WhatsApp in Brasile Al CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, non è decisamente andato a genio il blocco di WhatsApp imposto dalle autorità brasiliane. Per 72 ore gli utenti locali non potranno accedere all’app di messaggistica più utilizzata […]

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Il co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, chiede agli iscritti al social network di manifestare contro il blocco di WhatsApp in Brasile

Al CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, non è decisamente andato a genio il blocco di WhatsApp imposto dalle autorità brasiliane. Per 72 ore gli utenti locali non potranno accedere all’app di messaggistica più utilizzata al mondo. Il motivo, come ha confermato il CEO della piattaforma Jan Koum, sta nel fatto che la piattaforma di proprietà di Facebook non ha fornito supporto in un’indagine per il traffico di droga. Questa è la seconda volta che l’app viene bloccata in Brasile. Inoltre, il numero uno per l’America Latina di Facebook ha anche dovuto passare due notti in carcere per il suo rifiuto a fornire i dati degli utenti di Whatsapp.

Zuckerberg questa volta ha scelto di muoversi in prima persona. Rispetto alla chiusura di FreeBasics in India, il CEO di Facebook non si è limitato a esprimere il suo dissenso tramite la stampa ma ha personalmente chiesto agli utenti di manifestare per la libertà di parola. “L’idea che ai brasiliani possa essere negata la libertà di comunicare in questo modo è spaventosa in una democrazia, ha scritto Zuckerberg sul proprio profilo ufficiale. Il co-fondatore del social network ha quindi invitato “tu e i tuoi amici” a partecipare ad una manifestazione organizzata da un gruppo di parlamentari davanti al Congresso brasiliano per una Rete libera il 4 maggio alle 18 ora locale. Zuckerberg ha chiesto anche di sottoscrivere una petizione per eliminare il blocco imposto a WhatsApp utilizzando gli hashtag #‎ConnectBrazil‬ e ‪#‎ConnectTheWorld‬.

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Il Brasile blocca nuovamente WhatsApp https://www.datamanager.it/2016/05/brasile-blocca-nuovamente-whatsapp/ Tue, 03 May 2016 08:57:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100437 WhatsApp è stato bloccato 72 ore in Brasile per non aver aiutato le indagini sul traffico di droga Il rapporto fra WhatsApp e le autorità brasiliane è decisamente conflittuale. Poco tempo dopo l’introduzione della crittografia end-to-end, l’app di messaggistica più popolare al mondo è stata infatti bloccata per 72 ore da parte di una corte […]

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WhatsApp è stato bloccato 72 ore in Brasile per non aver aiutato le indagini sul traffico di droga

Il rapporto fra WhatsApp e le autorità brasiliane è decisamente conflittuale. Poco tempo dopo l’introduzione della crittografia end-to-end, l’app di messaggistica più popolare al mondo è stata infatti bloccata per 72 ore da parte di una corte locale. Il giudice Marcel Montalvao, del tribunale di Lagarto, ha imposto il provvedimento a causa del mancato supporto da parte del servizio di proprietà di Facebook per alcune indagini sul traffico di droga.

Montalvao è lo stesso giudice che qualche tempo fa ha richiesto il fermo Diego Dzodan, vicepresidente di Facebook per l’America Latina. L’operazione di blocco di WhatsApp, che presto integrerà una segreteria telefonica, è già stata notificata alle maggiori compagnie telefoniche del Brasile (TIM, Oi, Vivo, Claro e Nextel) che hanno comunicato la loro adesione. In caso contrario queste aziende sarebbero soggette a una multa giornaliera di circa 150mila euro. In passato WhatsApp era stato bloccato per 48 ore per non aver eliminato alcune foto pedopornografiche al centro di un’indagine del 2013.

Il caso di WhatsApp è molto simile a quello di Apple. Il colosso di Cupertino si era rifiutato di fornire all’Fbi l’accesso all’iPhone dell’attentatore della strage di San Bernardino e aveva ottenuto il sostegno di molte aziende del web. Il bureau è poi riuscito a sbloccare il dispositivo grazie all’aiuto di alcuni hacker che sono stati lautamente retribuiti per questa operazione.

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Google finanzia con 1 mln di dollari la ricerca su Zika https://www.datamanager.it/2016/03/google-finanzia-1-mln-dollari-la-ricerca-zika/ Thu, 03 Mar 2016 14:49:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=96010 Google finanzia con 1 milione di dollari la prevenzione sul virus Zika e l’assistenza ai malati in Sud America Google dimostra ancora una volta il suo interesse verso il sociale come è successo durante l’epidemia di Ebola. Big G finanzierà con 1 milione di dollari alcune iniziative per favorire la ricerca sul virus Zika che […]

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Google finanzia con 1 milione di dollari la prevenzione sul virus Zika e l’assistenza ai malati in Sud America

Google dimostra ancora una volta il suo interesse verso il sociale come è successo durante l’epidemia di Ebola. Big G finanzierà con 1 milione di dollari alcune iniziative per favorire la ricerca sul virus Zika che sta creando grande apprensione in Sud America. Il progetto, creato in collaborazione con l’Unicef, consiste nella fornitura di mezzi tecnologici per favorire la mappatura del contagio, la prevenzione e la sensibilizzazione sul problema verso l’opinione pubblica.

Google collaborerà con organizzazioni e Governi locali per fornire all’Unicef le risorse per assistere “200 milioni di persone già colpite o a rischio in Brasile e nei Paesi dell’America Latina”. L’azienda di Mountain View, che a marzo aprirà le iscrizioni per la Google I/O 2016, offrirà anche “il supporto di ingegneri, progettisti ed esperti che hanno creato una piattaforma open-source per organizzare i dati provenienti da diverse fonti e consentire all’Unicef di individuare in anticipo i potenziali focolai e permettere a Governi e Ong attive sul campo di utilizzare in modo più efficace tempo e risorse a disposizione”. Google inoltre ha integrato il suo motore di ricerca informazioni dettagliate sul virus Zika in 40 lingue e aggiornerà nel corso del tempo il Public Health Alert dell’Organizzazione Mondiale della Sanità disponibile online.

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Perché il Brasile ha arrestato il country manager di Facebook https://www.datamanager.it/2016/03/perche-brasile-arrestato-country-manager-facebook/ Wed, 02 Mar 2016 09:05:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95833 La decisione presa dopo il rifiuto del responsabile del social network di concedere i dati di WhatsApp su un presunto narcotrafficante Privacy e giustizia, due termini che negli ultimi giorni non vanno troppo d’accordo. Mentre impazza ancora il caso dell’FBI contro Apple all’interno delle indagini per la strage di San Bernardino, con l’Italia che vive un […]

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La decisione presa dopo il rifiuto del responsabile del social network di concedere i dati di WhatsApp su un presunto narcotrafficante

Privacy e giustizia, due termini che negli ultimi giorni non vanno troppo d’accordo. Mentre impazza ancora il caso dell’FBI contro Apple all’interno delle indagini per la strage di San Bernardino, con l’Italia che vive un caso analogo, nelle ultime ore il mondo del web viene scosso da un’altra vicenda spiazzante: l’arresto, da parte della polizia brasiliana, di Diego Dzodan, responsabile di Facebook all’interno del paese sudamericano e vice-presidente per l’America latina della multinazionale di Zuckerberg.

Il motivo

Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, dietro la decisione dell’organo di controllo brasiliano ci sarebbe il rifiuto di Facebook di concedere alle forze dell’ordine i dati riguardanti alcune conversazioni WhatsApp di presunti narcotrafficanti. WhatsApp, come si sa, fa parte della società statunitense, e quindi risponde direttamente delle questione che la riguardano. Al di là dell’arresto, seppur grave ed etichettato dai vertici del social come “estremo e sproporzionato”, il focus principale resta sull’attuale incapacità della società giuridica di affrontare correttamente le procedure che sottendono l’utilizzo delle nuove tecnologie. Che ci si trovi dinanzi ad un muro contro muro è evidente. La questione Apple-FBI è simile in quanto concerne la possibilità che all’interno di un iPhone ci siano elementi fondamentali per il buon prosieguo delle indagini contro le azioni terroristiche di un anno fa. C’è appunto la probabilità, non la certezza, ed è su tale punto che i sostenitori della privacy si appoggiano per bloccare un procedimento che potrebbe essere riutilizzato per fatti simili in seguito. Ora che anche Facebook/WhatsApp hanno rimandato al mittente le richieste della polizia verde-oro la battaglia si fa ancora più dura.

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Perché il Brasile ha bloccato WhatsApp (ma solo per 48 ore) https://www.datamanager.it/2015/12/perche-brasile-bloccato-whatsapp-solo-48-ore/ Thu, 17 Dec 2015 11:52:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=91308 Una corte ha imposto lo stop per due giorni al popolare servizio di messaggistica, reo di non aver collaborato per un caso criminale Siamo alla vera e propria censura. In Brasile WhatsApp, il più popolare servizio per inviare messaggi di testo, foto e video, utilizzato dal 93% delle persone, non sarà accessibile per 48 ore, […]

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Una corte ha imposto lo stop per due giorni al popolare servizio di messaggistica, reo di non aver collaborato per un caso criminale

Siamo alla vera e propria censura. In Brasile WhatsApp, il più popolare servizio per inviare messaggi di testo, foto e video, utilizzato dal 93% delle persone, non sarà accessibile per 48 ore, a partire dalle 21 del 17 dicembre (San Paolo, ad esempio è a 3 ore di “distanza” da noi). Manca poco dunque al black-out imposto dalla Prima Corte Criminale di San Bernardo do Campo di San Paolo, che ha deciso di punire in questo modo la piattaforma per non aver risposto in maniera opportuna alla richiesta di informazioni per un caso criminale.

Cosa è successo

“A seguito della mancanza di collaborazione di WhatsApp, secondo quanto chiesto da un ordine della corte il 23 luglio del 2015, il successivo 7 agosto, la compagnia ha ricevuto un altro invito, con l’avvertimento dell’arrivo di sanzioni nel caso di un ulteriore rifiuto. Non avendo dato seguito, la legge prevede il blocco del servizio per un periodo di 48 ore” – si legge nel comunicato ufficiale del tribunale di competenza. In più di un’occasione WhatsApp ha affermata, e non solo in Brasile, di voler tutelare fino all’ultimo la privacy dei propri utenti. In mancanza di una specifica normativa, la casa non è obbligata a concedere conversazioni alle forze dell’ordine, se non giustificate da una chiara minaccia all’ordine nazionale. Non è chiaro se questo fosse uno di quei casi ma è evidente che Jan Koum, fondatore dell’app acquistata nell’ottobre del 2014 da Facebook, non ha voluto cedere alle intimidazioni brasiliane. Cosa accadrà adesso? Difficile dirlo ma da San Paolo molti soggetti hanno deciso di supportare l’applicazione che ha messo in crisi le compagnie classiche del paese. Il capo della Brazil National Telecommunications Agency ha affermato: “Non mi pare che questa sia la soluzione più appropriata per un caso del genere, soprattutto perché mette a disagio milioni di utenti”.

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Dai social alla gogna: i post razzisti diventano cartelloni https://www.datamanager.it/2015/12/dai-social-alla-gogna-i-post-razzisti-diventano-cartelloni/ Tue, 01 Dec 2015 15:37:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90081 In Brasile un’associazione benefica ha apposto su dei cartelloni pubblicitari alcuni post razzisti e li ha affissi davanti alle case degli autori  Il razzismo online è un problema molto sentito a livello globale in particolare sui social network. A Rio De Janeiro, in Brasile, l’associazione Ong Criola, che difende i diritti delle donne di colore, […]

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In Brasile un’associazione benefica ha apposto su dei cartelloni pubblicitari alcuni post razzisti e li ha affissi davanti alle case degli autori 

Il razzismo online è un problema molto sentito a livello globale in particolare sui social network. A Rio De Janeiro, in Brasile, l’associazione Ong Criola, che difende i diritti delle donne di colore, ha pensato a una iniziativa che farà discutere. L’idea è di apporre su dei cartelloni pubblicitari i post razzisti condivisi su Twitter e Facebook. Frasi come ”Se ti facessi la doccia non saresti sudicio” verrebbero quindi ingrandite e tramite la geolocalizzazione sarebbero poi affisse proprio davanti alle abitazioni dei loro autori, ovviamente eliminando nomi e volti. L’iniziativa è nata dopo alcune offese a stampo razzista nei confronti di Maria Julia Coutinho, una delle rappresentati più famose del meteo brasiliano.

”Volevamo suscitare dibattito e aumentare la consapevolezza, per far capire alle persone le conseguenze delle loro parole. Il peggior nemico, dopo tutto, è il silenzio”, ha spiegato Ong Criola.

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Kaspersky Lab indaga sul mondo informatico sommerso del Brasile https://www.datamanager.it/2015/11/kaspersky-lab-indaga-sul-mondo-informatico-sommerso-del-brasile/ Wed, 25 Nov 2015 17:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=89390 Cyber attacchi locali unici e cooperazione a livello internazionale con gruppi criminali dell’Est Europeo, debole sicurezza governativa e legislazione poco chiara, furto di dati personali e denaro, operazioni offensive rivolte a vittime locali e servizi criminal-to-criminal. Per la prima volta Kaspersky Lab sfrutta la propria intelligence per comprendere il lato umano dell’attività criminale informatica. Il […]

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Cyber attacchi locali unici e cooperazione a livello internazionale con gruppi criminali dell’Est Europeo, debole sicurezza governativa e legislazione poco chiara, furto di dati personali e denaro, operazioni offensive rivolte a vittime locali e servizi criminal-to-criminal.

Per la prima volta Kaspersky Lab sfrutta la propria intelligence per comprendere il lato umano dell’attività criminale informatica. Il primo report sulla Cyber Underground rivela la vita segreta dei criminali informatici in Brasile, uno dei Paesi più pericolosi per i cittadini digitali.

Avere il nemico in casa

Diversamente dai criminali informatici di altri Paesi, che generalmente operano a livello globale, i cybercriminali brasiliani si concentrano sui propri connazionali e sulle imprese locali. Questo perché la legislazione in questo settore è poco definita e quindi si registrano pochi arresti per crimini informatici: il report cita solo alcuni esempi in cui i criminali scoperti hanno trascorso qualche tempo in prigione o addirittura non ci sono mai andati. Il fatto che questi reati rimangano spesso impuniti porta i criminali informatici ad operare apertamente. In altre parole, indagare sul “mondo informatico sommerso” brasiliano non richiede grandi sforzi: i criminali vendono i loro prodotti e strumenti come se si trattasse di attività legali, con landing page appariscenti e promozioni sui social network.

Espansione oltremare

Operare localmente non significa necessariamente che i cybercriminali non interagiscano con le loro controparti in altri Paesi. L’indagine, infatti, ha rivelato che i criminali brasiliani sono in collegamento diretto con i colleghi dell’Est Europa. Condividono conoscenze, si scambiano favori e fanno compravendita di servizi come impenetrabili hosting web. Esistono diverse prove che i criminali brasiliani cooperino con alcuni gruppi dell’Est Europa coinvolti in ZeuS, SpyEye ed altri Trojan bancari progettati in questa parte d’Europa.

Monitorare queste attività in giro per il mondo consente a Kaspersky Lab di prevedere la nascita di attacchi informatici e metodi di protezione affinati e basati sulla conoscenza ottenuta in altre regioni.

Peculiarità locali

Le peculiarità regionali costituiscono una chiave per comprendere meglio lo scenario delle minacce e lo studio del Cyber Underground brasiliano ne è la prova.  Uno degli esempi più sconvolgenti riguarda l’attacco sui cosiddetti boletos – i documenti bancari utilizzati in Brasile sia online che offline per trasferire denaro ed effettuare pagamenti per gli acquisti. I boletos sono parte del sistema online-offline in cui si genera un ordine di pagamento su un computer che viene poi stampato su carta e viene inviato a un’istituzione reale per procedere con la transazione. I boletos si basano su codici a barre e i criminali informatici hanno trovato un modo per manipolarli e per trasferire denaro su un altro conto.

Nel 2014 il Brasile è stato classificato come uno dei Paesi più pericolosi per quel che riguarda gli attacchi informatici di tipo finanziario. Il monitoraggio costante delle attività illegali dei criminali brasiliani fornisce alle aziende di sicurezza informatica l’occasione per scoprire nuovi attacchi relativi ai malware finanziari.

Privacy e sicurezza del governo

Un’altra vulnerabilità dell’ecosistema informatico brasiliano riguarda la sicurezza del governo e delle risorse IT aziendali. Il report fornisce alcuni scioccanti esempi quali, ad esempio, le falle esistenti nelle risorse online del governo che lasciano i dati personali di quasi tutti i cittadini brasiliani completamente alla mercé di terzi. I criminali informatici vendono per pochissimi dollari anche gli accessi ai rivenditori di dati di tutto lo Stato, ricchi di dati personali sensibili. Inoltre, un attacco ad una risorsa IT dello Stato ha portato a un’ulteriore riduzione della Foresta Amazzonica.

Criminal-to-criminal

Il report ha analizzato in modo approfondito le operazioni tra aziende del mondo sommerso brasiliano, dove diversi gruppi collaborano e condividono parte della propria tecnologia e della propria intelligence. Le cosiddette operazioni criminal-to-criminal sono molto diffuse e sviluppate: un criminale può accedere a qualsiasi tipo di servizio immaginabile, dall’accesso illegale ai dati personali allo sviluppo di malware su misura. Un toolkit ransomware costa solo 30 dollari, mentre un keylogger costa dieci volte tanto.

L’intelligence è la chiave

“Ci si potrebbe immaginare il lavoro degli esperti di sicurezza di Kaspersky Lab come quello di un gruppo di persone che cerca, giorno dopo giorno, di forzare un codice dannoso. Una percezione abbastanza veritiera, ma è altrettanto importante la competenza acquisita sulle caratteristiche sociali e di business del mondo informatico sommerso in cui operano i criminali.  Questo studio dimostra alcuni esempi di intelligence che ci aiutano ad affinare la protezione per i nostri clienti e sviluppare nuove tecnologie di sicurezza. In Brasile, come nella maggior parte dei Paesi, conosciamo l’ “agenda” dei criminali informatici, gli attacchi in corso e i piani futuri. Combinando queste conoscenze ad una expertise tecnica di alto livello relativa alle minacce informatiche, siamo in grado di contrastare il crimine informatico in modo ancora più efficace. Allo stesso tempo, guardando al sistema informatico brasiliano, emerge come anche il più grande sforzo ed impegno da parte di un’azienda del settore della sicurezza non sia abbastanza. La soluzione per avere un cyberspazio più sicuro è la condivisione dell’intelligence e la cooperazione tra industria della sicurezza, aziende e governo, comprese le forze di polizia,” ha dichiarato Fabio Assolini, Senior Security Researcher del GReAT Team di Kaspersky Lab.

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FaceGloria: migliaia di iscrizioni al Facebook evangelico https://www.datamanager.it/2015/06/facegloria-migliaia-di-iscrizioni-al-facebook-evangelico/ Tue, 09 Jun 2015 13:39:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76181 FaceGloria è un social network brasiliano di ispirazione cristiana che ha superato i 50mila iscritti a pochissimi giorni dal lancio Nell’era dei social network la voglia di condividere le proprie passioni con altre persone è letteralmente esplosa. Facebook conta oltre un miliardo di utenti attivi ma non tutti trovano nella piattaforma di Menlo Park quello […]

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FaceGloria è un social network brasiliano di ispirazione cristiana che ha superato i 50mila iscritti a pochissimi giorni dal lancio

Nell’era dei social network la voglia di condividere le proprie passioni con altre persone è letteralmente esplosa. Facebook conta oltre un miliardo di utenti attivi ma non tutti trovano nella piattaforma di Menlo Park quello che cercano. In Brasile, dove la confessione evangelica è molto diffusa, è nato un nuovo social network chiamato FaceGloria. Il sito, si legge nella descrizione, è la “rete perfetta per condividere l’amore e la saggezza cristiana”.

In pochissimi giorni FaceGloria ha superato 50mila iscritti nel solo Brasile. Rispetto ad altri social network, il tasto “mi piace” è stato sostituito da “amen” ed è bandita la condivisione di contenuti ritenuti disdicevoli per la morale cristiana. Gli utenti non possono postare, ad esempio, immagini di effusioni fra omosessuali, parolacce, pornografia, violenza, alcol e droga. Stranamente (o forse non così tanto) sono invece permessi gli scatti di donne in bikini.

FaceGloria non è l’unico social network atipico presente in Rete. Eterni.me è una piattaforma che permette di interagire con una versione virtuale dei defunti con la loro stessa personalità. Twigies, invece, è dedicato specificatamente per i bambini tra i 6 e i 12 anni. Infine, Happier è il social network dove si possono postare solo cose allegre e post che esprimo felicità.

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