CIO – Chief Information Officer – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 27 Jan 2024 17:54:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png CIO – Chief Information Officer – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Eventi ICT in Italia https://www.datamanager.it/2024/01/eventi-ict-in-italia/ Sat, 27 Jan 2024 17:50:38 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234258 Il calendario degli eventi ICT in Italia Il Magazine Data Manager come Coolhunting Tecnologico Data Manager non è solo una rivista, ma un vero e proprio alleato per il professionista dell’ICT in Italia. Il suo impegno nella promozione e nell’organizzazione di eventi settoriali è un esempio tangibile di come la diffusione di conoscenza, l’innovazione e […]

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Il calendario degli eventi ICT in Italia

Il Magazine Data Manager come Coolhunting Tecnologico

Data Manager non è solo una rivista, ma un vero e proprio alleato per il professionista dell’ICT in Italia. Il suo impegno nella promozione e nell’organizzazione di eventi settoriali è un esempio tangibile di come la diffusione di conoscenza, l’innovazione e il networking siano centrali nelle sue attività. Partecipare a uno degli eventi promossi dalla rivista significa avere la possibilità di confrontarsi con l’eccellenza dell’ICT in Italia.

L’Importanza degli Eventi ICT in Italia

L’Italia sta emergendo come un hub tecnologico vibrante e competitivo, dove le aziende e i professionisti dell’ICT sono in costante fermento. La partecipazione a eventi del settore ICT non è semplicemente un’attività collaterale, ma un pilastro per chi intende efficacemente navigare i meandri dell’innovazione tecnologica al servizio del business.

Networking e sinergie

Gli eventi non sono solo l’occasione di aggiornarsi sulle ultime tendenze, ma anche per entrare in contatto con colleghi e aziende complementari. Questi rapporti possono rivelarsi estremamente utili nel medio e lungo periodo, dando vita a partnership solide e fruttuose o semplicemente a un proficuo scambio di esperienze e ispirazioni.

Aggiornamento e crescita professionale

Partecipare a un convegno o un workshop significa aprirsi a nuovi stimoli intellettuali, apprendere da esperti del settore e confrontarsi con opinioni e punti di vista diversi. Un bagaglio di conoscenze prezioso che può influenzare positivamente il proprio percorso professionale.

Eventi ICT: dalleTavole Rotonde al WeChangeIT Forum di Data Manager, una panoramica sulle migliori opportunità di networking

WeChangeIT Forum,l’evento annuale di Data Manager, rivista di lunga data nel settore ICT, si è affermato come una tappa imprescindibile sul calendario di CIO e C-Levels italiani.

Le Tavole Rotonde monotematiche sono momenti esclusivi di scambio tra leader del settore, aggregano un pubblico selezionato e affiatato. Questi incontri, inframmezzati appunto da WeChangeIT Forum, hanno infatti dimostrato un’eccezionale capacità di attrarre personalità di spicco dalla sfera tecnologica, creando un ambiente ricco di innovazione e pensiero condiviso.

Il calendario degli Eventi ICT organizzati dalla rivista Data Manager

Il ricco calendario di eventi ICT dedicati a CIO e C-levels è consultabile a questa pagina costantemente aggiornata.

Per i CIO che partecipano agli incontri di Data Manager sarà possibile richiedere un abbonamento gratuito alla rivista.

Il sito ufficiale di WeChangeIT Forum è invece raggiungibile a questo link

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Smart City: iscrizioni aperte per assistere alla nuova tavola rotonda di Data Manager https://www.datamanager.it/2022/03/smart-city-iscrizioni-aperte-per-assistere-alla-nuova-tavola-rotonda-di-data-manager/ Wed, 02 Mar 2022 15:49:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217073 Presidenza del Consiglio dei Ministri, ENI, A2A, Comune di Milano, Università di Cagliari e ACI Informatica dibatteranno sul tema della città a misura d’uomo “digitale”. Quale è il significato reale del concetto di “Smart City”? Quale ruolo possono e devono ricoprire le istituzioni pubbliche e le aziende private? La tecnologia e il digitale come possono […]

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Presidenza del Consiglio dei Ministri, ENI, A2A, Comune di Milano, Università di Cagliari e ACI Informatica dibatteranno sul tema della città a misura d’uomo “digitale”.

Quale è il significato reale del concetto di “Smart City”? Quale ruolo possono e devono ricoprire le istituzioni pubbliche e le aziende private? La tecnologia e il digitale come possono aiutare il processo di creazione di una “smart city”? Che ruolo giocano le infrastrutture centrali e locali?

ASSISTI GRATUITAMENTE

I cittadini vogliono poter vivere in modo “smart”.
Le amministrazioni centrali e locali devono quindi fornire da un lato infrastrutture abilitanti e dall’altro servizi adeguati.

Quali sono i punti cardine su cui si fonda il concetto di “smart city”?
Una città diventa smart quando tutti gli attori, privati e pubblici, cittadini, imprenditori e istituzioni lavorano assieme per costruire servizi efficienti, facili da usare, alla portata di tutti, sostenibili – sia a livello economico che sociale che ambientale, efficienti e che semplificano la vita ai proprio abitanti. Solo con una convergenza di intenti e una collaborazione di tutti gli operatori del territorio una città può veramente diventare “smart” nel senso positivo del termine senza rischiare di “far male”.

Data Manager chiama i suoi interlocutori a discutere, in forma spontanea e interattiva, su questo tema affrontandolo in maniera interdisciplinare, avvalendosi della presenza di accademici, nonché esponenti del settore privato e pubblico.

Saranno con noi:
Luciano Guglielmi – Moderatore

Mauro Minenna – Capo Dipartimento della Trasformazione Digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Marco Moretti – CIO & Digital Enablement – A2A e founder di A2A Smart City

Guido Arnone – CTO – Direttore Innovazione Tecnologica e Digitale – Comune di Milano

Luigi Mundula – Università di Cagliari – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) – Professore aggregato di Geografia Economica

Francesco Castanò – Deputy General Manager – Vice Direttore Generale – ACI Informatica

Piergiorgio Cimmino – Senior Director – Tibco South Europe

Paolo Micheli – Sindaco – Comune di Segrate

Vincenzo Pinto – Client Executive Health & Local Public Sector – Almaviva

Alessandro Bertoli – Customer Service & ICT Director – Sorgenia

Luca Daniele – Chief Financial Officer Telepass & Chief Executive Officer Telepass Pay

La tavola rotonda sarà “in presenza” ma abbiamo lasciato la possibilità per voi di seguirla in streaming, previa registrazione gratuita a questo link

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CIO Experience, il video della tavola rotonda durante il WeChangeIT Forum 2021 https://www.datamanager.it/2021/11/cio-experience-il-video-della-tavola-rotonda-durante-il-wechangeit-forum-2021/ Mon, 15 Nov 2021 10:45:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214179 I CIO raccontano la loro esperienza di trasformazione durante l'ultimo WeChangeIT Forum di Data Manager.

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I CIO raccontano la loro esperienza di trasformazione durante l’ultimo WeChangeIT Forum di Data Manager.

C’è chi parla di “restart” ma occorre un “upgrade”, un passaggio a un livello superiore, con la consapevolezza che il cambiamento è realizzabile e che le tecnologie, opportunamente governate, possono supportare questa trasformazione.

Ne abbiamo parlato con

Elena Guglierame CDO AEB Group

Massimo Rosso Direttore ICT di RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA

Vincenzo Di Nicola Responsabile per l’Innovazione Tecnologica e la Trasformazione Digitale di INPS

Simone Pezzoli Group CISO di Autostrade per l’Italia

Gabriele Obino regional VP Southern Europe and Middle East di Denodo

Federico Sita BU Director Euris IT di Gruppo Euris

Alessio Stellati Country Manager Italia di Zscaler

 

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Global CIO Report https://www.datamanager.it/2021/02/global-cio-report/ Tue, 23 Feb 2021 17:31:05 +0000 https://www.datamanager.it/?p=207269 Questo rapporto si basa su un sondaggio globale di 700 CIO di grandi aziende con oltre 1.000 dipendenti, condotto da Vanson Bourne Il 2020 è stato un anno come nessun altro. Le aziende hanno dovuto affrontare l’urgente necessità di orientare rapidamente le loro strategie di go-to-market e accelerare la loro trasformazione digitale. La domanda da […]

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Questo rapporto si basa su un sondaggio globale di 700 CIO di grandi aziende con oltre
1.000 dipendenti, condotto da Vanson Bourne

Il 2020 è stato un anno come nessun altro. Le aziende hanno dovuto affrontare
l’urgente necessità di orientare rapidamente le loro strategie di go-to-market e
accelerare la loro trasformazione digitale. La domanda da parte dei consumatori
e dei dipendenti di nuove capacità digitali ed esperienze più connesse ha avuto un
impatto radicale sul modo in cui le organizzazioni forniscono i servizi IT. Tuttavia,
questa pressione non mostra segni di cedimento. I team IT già in difficoltà devono
trovare nuovi modi per collaborare con il business se vogliono tenere il passo e
fornire i risultati attesi nel 2021.

Questo report esamina le sfide che i reparti IT devono affrontare mentre lavorano
per accelerare l’innovazione digitale e stare al passo con le esigenze dell’azienda, dei suoi dipendenti e dei clienti. Questi risultati evidenziano come un approccio basato
sulla piattaforma all’osservabilità multicloud, radicato in un modello di dati comune,
possa unire team attorno a un’unica fonte di verità e ottenere risultati migliori per il business.

 

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eBook gratuito: storie di digital transformation, i CIO raccontano https://www.datamanager.it/2020/09/ebook-gratuito-storie-di-digital-transformation-i-cio-raccontano/ Thu, 17 Sep 2020 09:16:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=202417 La trasformazione digitale non è un’opzione da considerare per il prossimo futuro, è una necessità urgente per le organizzazioni alla ricerca di un successo duraturo nel contesto attuale. Ma l’aspetto tecnologico è solo uno degli elementi che entrano in gioco in questo processo di cambiamento. La trasformazione digitale deve iniziare dall’interno e porre i dipendenti […]

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La trasformazione digitale non è un’opzione da considerare per il prossimo futuro, è una necessità urgente per le organizzazioni alla ricerca di un successo duraturo nel contesto attuale.

Ma l’aspetto tecnologico è solo uno degli elementi che entrano in gioco in questo processo di cambiamento. La trasformazione digitale deve iniziare dall’interno e porre i dipendenti al centro della sua strategia.

Scopri le esperienze di aziende che hanno già affrontato con successo questo processo di trasformazione e come gli executive di 5 leader nel loro settore hanno sfruttato il potenziale digitale della loro organizzazione.

Approfondisci le storie di Accenture, Discover Financial Services, Virgin Trains, Howard (Maryland) e VITAS Healthcare scaricando l’e-book “Storie dei CIO su come favorire la trasformazione digitale nel mondo di oggi” dopo aver compilato il form.

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White Paper. Perché la virtualizzazione dei dati è la migliore tecnologia per sviluppare data warehouse logici bimodali https://www.datamanager.it/2018/10/white-paper-perche-la-virtualizzazione-dei-dati-e-la-migliore-tecnologia-per-sviluppare-data-warehouse-logici-bimodali/ Fri, 05 Oct 2018 09:44:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=162406 Disponibile gratuitamente il White Paper Developing a Bimodal Logical Data Warehouse Architecture Using Data Virtualization a cura di Rick van der Lans, famoso analista indipendente del settore. Le architetture tradizionali di BI hanno i giorni contati e non possono essere utilizzate per carichi di lavoro di BI moderna, caratterizzati da uno sviluppo dinamico, analisi esplorative […]

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Disponibile gratuitamente il White Paper Developing a Bimodal Logical Data Warehouse Architecture Using Data Virtualization a cura di Rick van der Lans, famoso analista indipendente del settore.

Le architetture tradizionali di BI hanno i giorni contati e non possono essere utilizzate per carichi di lavoro di BI moderna, caratterizzati da uno sviluppo dinamico, analisi esplorative e BI self-service. Secondo quanto espresso da Rick van der Lans, la virtualizzazione dei dati è la tecnologia più adatta per sviluppare datawarehouse logici bimodali.

In questo whitepaper, Rick van der Lans, famoso analista indipendente del settore, autore e docente, affronta i seguenti argomenti:

  • Perché l’architettura tradizionale di data warehouse non riesce a soddisfare le esigenze dei report di BI.
  • Come l’architettura di data warehouse logici supporta lo sviluppo di BI bimodale.
  • Perché l’architettura di data warehouse logici bimodali ha bisogno di una strategia di dati flessibile.
  • Perché la virtualizzazione dei dati è la migliore tecnologia per sviluppare data warehouse logici bimodali.

#CIOs #Virtualization #free #whitepaper Developing a Bimodal Logical #Data Warehouse Architecture
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Per un Manifesto dell’IT Minima https://www.datamanager.it/2018/07/per-un-manifesto-it-minima/ Thu, 12 Jul 2018 15:12:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151305 Un Manifesto dell’IT Minima. Che cosa significa? L’era dei database relazionali è finita. Il cloud non è più una scelta ma una necessità. E lo sarà sempre di più in futuro. Tutta l’IT sta registrando un’accelerazione in questa direzione. Le architetture locali monolitiche ma solide si stanno evolvendo in microservizi decentralizzati. Accelerazione che rischia però […]

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Un Manifesto dell’IT Minima. Che cosa significa? L’era dei database relazionali è finita. Il cloud non è più una scelta ma una necessità. E lo sarà sempre di più in futuro. Tutta l’IT sta registrando un’accelerazione in questa direzione. Le architetture locali monolitiche ma solide si stanno evolvendo in microservizi decentralizzati. Accelerazione che rischia però di nascondere uno scivolamento, che per qualcuno porta a un degrado, per altri a una progressiva perdita di controllo.

Una preoccupazione che molti CIO condividono e che è emersa a lato della terza edizione del WeChangeIT Forum di Data Manager dedicata all’intelligenza artificiale e di cui vi daremo un dettagliato resoconto con il numero doppio sull’uscita di settembre. Dal buzz al business, c’è sempre uno scarto, un resto che non si può ignorare e su cui c’è molto da discutere. E il richiamo ai fondamentali dell’IT per quanto noioso è doveroso. Sto parlando di backup, disaster & recovery, consistenza dell’infrastruttura, sistemi mirrorati, delivery delle risorse, integrazione, messa a punto e ottimizzazione. In pratica, di tutto quello che ha fatto perdere il sonno alle ultime generazioni di CIO. Un brillante e giovane CIO di un importante realtà industriale che produce sistemi di raffreddamento per il settore delle quattro ruote mi confessava la sua preoccupazione per il ruolo che alcuni vendor stanno assumendo sul mercato: un ruolo che – secondo il CIO – starebbe sistematicamente minando dalle fondamenta tutta l’IT, contribuendo a dissipare il patrimonio di competenze accumulate dall’azienda nel corso degli anni. Certamente, le imprese non sono tutte uguali e neppure i CIO.

In generale, la tendenza è quella di andare verso servizi gestiti da terzi, in molti casi senza capire cosa c’è dietro, per poi un giorno scoprire che un fermo o un disservizio, può mandare al tappeto l’azienda, perché tutte le leve di controllo si trovano altrove. Ma finché si tratta di prendere in modalità as a service – per esempio – le licenze di un CAD e il mio File System resta in casa, non c’è bisogno di preoccuparsi. Ma se si mettono in modalità servizio, soluzioni business critical senza avere la possibilità di verificare la consistenza della loro infrastruttura o effettuare prove di Disaster & Recovery – che cosa succede e a quale rischio posso esporre l’organizzazione? Ecco che il CIO è costretto a diventare esperto di contratti più che di tecnologia. Tra luce e “ombra”, tra protezione del passato e spinta al cambiamento, tra etichette che creano barriere e capacità di problem solving, l’ansia della perdita del controllo, dall’interno delle aziende si sposta anche al di fuori, alla normale comprensione delle cose. In un mondo sempre più complesso, le scorciatoie ci fanno guadagnare tempo, ma non ci aiutano a capire il percorso, né a imparare dagli errori. E oggi, molti si presentano come i paladini della democratizzazione dell’intelligenza artificiale e della crescita delle imprese.


Manifesto dell’IT Minima Contribuisci anche tu con la tua idea #ManifestoIT @gmariggio
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Nel tentativo di destrutturare l’infrastruttura IT per renderla più agile – soprattutto delle imprese di piccole e medie dimensioni, più sensibili alla leva del contenimento dei costi – dobbiamo stare molto attenti a non smantellare risorse e competenze che renderanno l’organizzazione più fr-agile. Se vogliamo trasformare le imprese dall’interno, scomponendole in piccoli servizi, che possono essere scalati senza l’onere dell’infrastruttura, dobbiamo rendere le fondamenta dell’IT più solide e centrali. Dobbiamo essere costruttori di solidità senza stravolgere il DNA delle organizzazioni. Le imprese – come le persone – sono sempre davanti a un trade-off. La scelta definisce chi siamo. La trasformazione delle aziende ha bisogno di velocità e potenza, ma anche di persone e di immaginazione. E per questo – da queste pagine – vorrei lanciare l’idea di un Manifesto dell’IT Minima, ma non nel senso di minimale o residuale, bensì di non negoziabile. Perché all’IT chiediamo di fare molto con poco. Perché più che le infrastrutture legacy, il vero ostacolo è il pensiero legacy in sé che è cross-funzionale e non prevede aggiornamenti. Un invito che rivolgo non solo ai CIO, ma anche ai CEO, ai CMO, ai CFO, ai direttori delle risorse umane e di tutte le altre funzioni aziendali coinvolte e travolte dalla digital transformation. Raccontateci le vostre esperienze e le vostre preoccupazioni. E indicateci i cinque principi base dell’IT che non si possono negoziare in nome della velocità, della flessibilità e del contenimento dei costi.

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Il faro e la nave. Come essere leader del cambiamento https://www.datamanager.it/2018/07/il-faro-e-la-nave-come-essere-leader-del-cambiamento/ Wed, 11 Jul 2018 12:30:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151117 Negli ultimi anni, mi sono ritrovato con una certa frequenza ad affrontare sfide in contesti nuovi, per lo più in momenti di forte cambiamento, dove la richiesta che mi veniva fatta era di portare “innovazione”, intesa non solo come innovazione tecnologica, ma come ridefinizione di strategia, di governance, di organizzazione della funzione ICT. Ogni volta, […]

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Negli ultimi anni, mi sono ritrovato con una certa frequenza ad affrontare sfide in contesti nuovi, per lo più in momenti di forte cambiamento, dove la richiesta che mi veniva fatta era di portare “innovazione”, intesa non solo come innovazione tecnologica, ma come ridefinizione di strategia, di governance, di organizzazione della funzione ICT.

Ogni volta, interpreto il compito cercando di partire dall’analisi del modello di business dell’azienda nella quale opero e dal suo posizionamento sul mercato di riferimento, per individuare il “significato” più opportuno da dare alla leva tecnologica per lo specifico contesto nel quale mi trovo. Un altro elemento fondamentale ovviamente è la situazione “as is” dei sistemi, dei processi e dell’organizzazione, per individuare punto di forza e aree di miglioramento e tracciare un piano di medio termine che tenga conto sia degli elementi intrinsechi all’ICT sia degli elementi strategici dell’azienda. Ma quello che l’esperienza mi ha insegnato è che il fattore umano è determinante.

Non c’è strategia, metodologia, modello organizzativo e di governance che possa funzionare veramente, se il team non è correttamente coinvolto e motivato. In un mondo fatto di cambiamenti rapidi, di tecnologie “disruptive” che hanno cicli di vita velocissimi, di mercati che variano in continuazione, creando e distruggendo opportunità con frequenza sempre maggiore, anche l’applicazione delle migliori best practice non può essere rigida. Serve assolutamente avere una strategia e dei metodi codificati, ma serve soprattutto una applicazione “intelligente”.

Mi rendo conto che questa affermazione è alquanto pericolosa, poiché introduce un elemento di discrezionalità poco controllabile, ma ad oggi non ho trovato soluzioni che non prevedano la capacità dell’individuo di interpretare il proprio ruolo in modo soggettivo. Il giorno nel quale basteranno metodi codificati per gestire l’ICT aziendale, potremo sostituire le nostre organizzazioni con dei robot, ma credo che quel giorno sia ancora lontano, anche se l’AI ci sta mostrando potenzialità notevoli.


Il faro e la nave. Come essere leader del cambiamento #CIOexperience – Matteo Veneziani @PwC_Italia
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La metafora che meglio mi aiuta a spiegare il concetto è quella del faro e della nave. La metodologia e la strategia rappresentano il faro, ovvero un elemento che fornisce una informazione di riferimento certa e oggettiva. Al comando di una imbarcazione, nella notte buia, il faro ci dice che la luce che noi vediamo è in una specifica posizione, certa e oggettiva. Siamo noi che dobbiamo decidere dove portare la nostra imbarcazione, non necessariamente diritta verso il faro, anche perché situazioni contingenti potrebbero suggerire di utilizzare rotte meno dirette ma che, per esempio, consentono di ridurre potenziali rischi che non erano preventivabili. Dunque la capacità dei singoli di aderire alla strategia e di interpretarla, senza stravolgerla, è un elemento fondamentale per il successo del cambiamento.

Personalmente dedico sempre molto tempo alla comunicazione e condivisione delle mie idee con tutte le persone che mi vengono affidate proprio per far sì che tutti possano sentire dalla mia viva voce quelle che sono le linee guida che delineano i piani che propongo, possano discuterle e condividerle direttamente con me, e quindi le facciano diventare le loro linee guida. È sicuramente un approccio faticoso e “time consuming”, ma i risultati che si ottengono a mio avviso valgono ampiamente lo sforzo. Esiste un’altra carta che personalmente ho avuto la fortuna di poter giocare nelle ultime esperienze professionali. In Expo 2015 sono riuscito a creare un team di persone con le quali si è creata velocemente quella intesa professionale che rende molto più semplice prendere decisioni e procedere tutti nella stessa direzione. Si trattava di un team piccolo (4 persone) rispetto alle dimensioni delle funzioni che mi sono trovato a guidare dopo Expo (circa 100 persone) ma l’effetto traino che hanno saputo generare nelle organizzazioni dove li ho inseriti ha accelerato notevolmente il conseguimento dei risultati. Quindi comunicazione e trasparenza, formazione, coinvolgimento di tutte le persone, e un nocciolo duro di professionisti che faccia da guida rappresentano fattori critici di successo che possono fare la differenza molto più di best practice e metodologie. Perché le persone che facciamo crescere sono l’eredità più importante di un manager.

Matteo Veneziani, head of Innovation, Process & ICT – Change leader di PwC Italy

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Career Is (not) Over. L’impatto dell’AI sul ruolo dei CIO https://www.datamanager.it/2018/06/career-is-not-over-limpatto-dellai-sul-ruolo-dei-cio/ Tue, 12 Jun 2018 11:02:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149419 È da qualche anno che mi domando: ma servo o meglio servirò ancora? Dopotutto, questa “digital disruption” e questa “consumerizzazione” dell’IT ci ha portato a non essere più i leader della tecnologia. Nel corso degli anni, abbiamo preso o ci è stato dato un “potere” quasi assoluto sulla tecnologia e sui processi. Un potere che […]

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È da qualche anno che mi domando: ma servo o meglio servirò ancora? Dopotutto, questa “digital disruption” e questa “consumerizzazione” dell’IT ci ha portato a non essere più i leader della tecnologia. Nel corso degli anni, abbiamo preso o ci è stato dato un “potere” quasi assoluto sulla tecnologia e sui processi. Un potere che nessun altro aveva in azienda. In alcuni casi, siamo anche entrati nei Board.

Tuttavia, l’IT è sempre stata vista come un costo. E oggi? Scopriamo tutti i giorni come la tecnologia è entrata nel Business – a nostra insaputa o a giochi fatti – solo perché una certa “app” o un certo servizio in cloud, non parla con il nostro ERP, non prende i dati dalla nostra BI e non si interfaccia con altri sistemi già presenti. Abbiamo cavalcato la tecnologia al punto tale che siamo rimasti sul cavallo, mentre la carrozza (il Business) ha capito che poteva andare avanti anche senza di noi, e in moti casi, lo ha fatto. Le nuove “competenze” non vengono più richieste alle direzioni IT ma direttamente ad altre funzioni che in modalità self-service le acquisiscono e se le portano in casa. Le direzioni IT vengono sempre più viste come obsolete, lente e arroccate a un mondo che non c’è più.

Le nuove startup non hanno il CIO, ma il CDO o il CTO, perché tutto il dominio dei CIO è preso “as a service”. Per non estinguermi – visto che l’onda lunga della Digital Disruption farà sparire molte funzioni e attività oggi esistenti, tra cui ritengo anche quella del CIO come lo consideriamo oggi – ho ridisegnato e ripensato il mio ruolo: non più tecnologo, depositario o filtro, ma consulente, “advisor” strategico per tutte le Line of Business. La nostra cultura professionale – che rispetto ad altre figure è al momento ancora la più completa, dovendo spaziare su tutte le LoB – può solo che portarci verso un nuovo ruolo di “orchestratori”. Conosciamo la tecnologia, conosciamo i processi: perché perdere questa conoscenza e capacità? Perché privare le aziende di questo patrimonio di competenza? È arrivato il momento di reinterpretare il nostro ruolo, diventando Digital CEO, GM o COO. Gli attuali Top Executive andranno avanti a seguire il Business e noi al loro fianco, con una visione digitale a supporto di tutte le LoB.


#CIOexperience Luca Rota Caremoli CIO di #IndustrieSaleriItalo L’impatto dell’ #AI sul ruolo dei #CIO
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Ironia a parte sulla nostra estinzione, in questi anni ho deciso di mettere in gioco le mie competenze, ritagliandomi uno spazio completamente nuovo che non trova ancora una reale collocazione né a livello di titolo funzionale né di organigramma: nessun direttore delle risorse umane sarebbe in grado di definirne i contorni. Vi faccio una domanda. Nel caso di un “data breach” molto grave, con impatti possibili sul know-how, sul brand e sui brevetti, che cosa succede di solito nelle aziende? Il CEO chiama a cascata: il DPO, che dice che le procedure sono tutte OK; poi il CTO che dice che tecnicamente è tutto OK; poi è il turno del CDO che dice che la sua avveniristica “app” è conforme; a sua volta, il business analyst dice che i dati sono criptati e pseudonimizzati; poi è il momento del data scientist che dice che ha preso i dati dalla BI; e poi arriva l’ERP manager e così via. Alla fine, il CEO chiama il CIO, il quale con ogni probabilità dirà di non essere a conoscenza di tutto quanto fatto dai suoi nuovi colleghi.

La parcellizzazione dei progetti e delle responsabilità, la mancanza di un centro di controllo e di una regia unica mettono a rischio tutta l’organizzazione, minano totalmente la sicurezza e incidono molto di più sui costi. Relegare il CIO alla futura mera gestione dell’ERP e dell’infrastruttura di rete e sicurezza perimetrale, è come tornare agli Anni 80. Senza considerare l’impatto che l’intelligenza artificiale avrà su tutta l’organizzazione. Forse, la prossima casella a rischio di essere cancellata non sarà quella del CIO, ma quella del direttore delle HR, che sarà sostituito dall’humanoid resource manager: sarà lui a gestire i robot che avremo in azienda, a occuparsi dell’interazione tra human e artificial, a coordinare compiti e selezionare risorse.

Luca Rota Caremoli, CIO di Industrie Italo Saleri

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Sempre più innovation leader: come cambia il ruolo del CIO? https://www.datamanager.it/2018/06/sempre-piu-innovation-leader-come-cambia-il-ruolo-del-cio/ Fri, 08 Jun 2018 16:00:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149234 Massimo Missaglia, AD di SB Italia: “Oggi non è più pensabile una strategia aziendale che prescinda da una giusta progettazione dei sistemi informatici, delle infrastrutture e dei servizi” A pochi giorni dall’entrata in vigore del GDPR e, per quanto riguarda l’Italia, a pochi mesi dall’obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati, emerge sempre più chiaramente come […]

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Massimo Missaglia, AD di SB Italia: “Oggi non è più pensabile una strategia aziendale che prescinda da una giusta progettazione dei sistemi informatici, delle infrastrutture e dei servizi”

A pochi giorni dall’entrata in vigore del GDPR e, per quanto riguarda l’Italia, a pochi mesi dall’obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati, emerge sempre più chiaramente come il ruolo dei CIO stia uscendo dall’ambito dei sistemi verso un nuovo governo delle operation.

La trasformazione digitale si declina nei vari modi ben evidenziati da uno studio di Gartner, che ha coinvolto 460 leader aziendali e che mostra come la crescita, in cima alla lista delle priorità dei CEO, stia diventando sempre più difficile senza una revisione dei processi aziendali. Fondamentale la capacità di far evolvere la struttura aziendale, sfruttando la leva digitale.

Ecco i principali trend che, secondo Gartner, un CIO non può sottovalutare:

  • I dati continueranno ad aumentare. Il 2018 è un anno di non ritorno per gli Analytics in cloud, per avere dati sempre disponibili che aiutino a scoprire, pianificare, predire, visualizzare, simulare e gestire il business.
  • L’esperienza digitale guiderà le priorità degli utenti, le aziende che offrono una “Digital Experience” di livello superiore vedranno incrementare il proprio successo.
  • L’entrata in vigore del GDPR imporrà alle aziende una sostanziale transizione nel controllo e nella governance, ma nel segno dell’innovazione.
  • Le applicazioni di Machine Learning continueranno il proprio processo di maturazione verso il passaggio dai dati in “conoscenza fruibile”.
  • L’intelligenza artificiale continuerà a diffondersi esponenzialmente. Secondo un rapporto pubblicato su Forbes, nel 2016 solo il 38% delle aziende ha utilizzato l’intelligenza artificiale ma, nel 2018, questa percentuale raggiungerà il 62%. L’Intelligenza Artificiale diventerà un supporto imprescindibile per i processi di decisione strategica e fungerà da detonatore per il successo di tutte le trasformazioni digitali in atto.

In questo scenario, evolve anche il ruolo del system integrator, non solo abilitatore delle richieste dei clienti ma sempre più guida tecnologica e di processo, al fianco delle aziende nella digital transformation.

SB Italia, nel suo ruolo di partner tecnologico, forte della consolidata esperienza nella revisione e gestione dei processi in ottica digitale, offre alle aziende soluzioni, servizi e competenze aggiornate e basate su una solida organizzazione aziendale. Per SB Italia la trasformazione digitale è una prassi consolidata e gli importanti progetti, realizzati negli anni al fianco di primarie aziende di ogni dimensione, confermano la capacità di apportare innovazione sfruttando le opportunità messe a disposizione dalla tecnologia.

“La direzione IT gioca un ruolo chiave nel supportare i CEO a ripensare le funzioni aziendali alla luce delle dirompenti tecnologie che trasformeranno l’ecosistema aziendale. Oggi non è più pensabile una strategia aziendale che prescinda da una giusta progettazione dei sistemi informatici, delle infrastrutture e dei servizi”, dichiara Massimo Missaglia, AD di SB Italia, che conclude “SB Italia è pronta ad assistere le aziende in questo percorso complesso e ricco di opportunità. Abbiamo quanto serve: un portafoglio completo, competenze, partnership consolidate e, soprattutto, il giusto approccio – pragmatico e concreto – per arrivare al risultato”.

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