commercialisti – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 13 Dec 2017 14:48:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png commercialisti – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Passepartout, la carica delle app https://www.datamanager.it/2017/12/passepartout-la-carica-delle-app/ Wed, 13 Dec 2017 14:48:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137350 L’accelerazione sulla parte servizi e app sta dando ottimi riscontri, come confermato dal successo del marketplace PassStore e dalle crescenti attività di PassWeb Come ama sottolineare spesso Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, la scelta strategica della software house sammarinese è da sempre quella di crescere non per acquisizioni ma per linee interne, facendo […]

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L’accelerazione sulla parte servizi e app sta dando ottimi riscontri, come confermato dal successo del marketplace PassStore e dalle crescenti attività di PassWeb

Come ama sottolineare spesso Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, la scelta strategica della software house sammarinese è da sempre quella di crescere non per acquisizioni ma per linee interne, facendo leva su una rete di partner e di clienti molto fidelizzati. A questo scopo, la società propone da tempo anche nuovi servizi, volti a impegnare ancora di più i partner nel coinvolgere i clienti su una pluralità di aspetti, come per esempio sulla realizzazione di app, siti internet e servizi di web marketing, ma anche su corsi specializzati o su laboratori specifici. Non per caso, quando a maggio 2017 si è tenuto l’annuale evento dedicato al canale di Passepartout, è stato evidenziato il cambio nel payoff, modificato in “Software e servizi gestionali” proprio con l’intenzione di definire ancora meglio la vocazione della società, da tempo specializzata nel settore delle applicazioni gestionali dedicate al mondo delle PMI, dei commercialisti e del settore HoReCa.

I NUMERI DI UN SUCCESSO

Dell’accelerazione sulla parte servizi e app, che hanno il loro fulcro in PassStore, l’area di scambio B2B per la raccolta, la qualificazione e la condivisione del patrimonio applicativo disponibile nell’ecosistema Passepartout, Data Manager ne ha parlato con Stefano Benzi, direttore Applicazioni della società, che ha sottolineato l’ottimo andamento della nuova proposta. «Nell’arco di sei mesi sono state pubblicate 62 app, di cui quattro sono su commessa: oltre a realizzare app standard, riceviamo anche richieste per app su misura su progetti piuttosto interessanti» – spiega Benzi, rivelando anche che «stiamo sviluppando app anche di tipo EDI, per esempio con Amazon, per integrare i dati tramite il loro ciclo fornitori, e anche in questo caso si tratta di un lavoro molto interessante che ci sta dando notevoli soddisfazioni». Per fornire un’idea più precisa del successo delle app, il direttore Applicazioni di Passepartout rivela che in un anno e mezzo sono state scaricate «oltre duemila app, delle quali sono attive, cioè utilizzate costantemente, esattamente 1.260, su un totale di 861 aziende».


.@PassepartoutSpa la carica delle app. Oltre mille attive
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OBIETTIVO FIDELIZZAZIONE

L’obiettivo di fondo dell’accelerazione di Passepartout sulle app è quello di «incrementare la fidelizzazione degli utenti finali, e questo è dimostrato anche dal fatto che non poche delle applicazioni vengono commercializzate a prezzi non elevati: l’obiettivo primario non è quello di aumentare il fatturato con le app, ma spingere su una maggiore fidelizzazione dei clienti, con un disegno strategico più articolato rispetto a quello che potrebbe essere una semplice vendita di add-on sul software gestionale» – fa notare Benzi. Più in dettaglio, le app riguardano numerosi aspetti, partendo dall’area finanziaria, cioè quella riguardante i solleciti, gli insoluti o gli scadenziari evoluti, per arrivare agli aspetti commerciali come la raccolta ordini su tablet e smartphone. Analizzando le app più da vicino, quella per la gestione dell’antiriciclaggio si è invece attestata al primo posto per numero di vendite e installazioni, soprattutto presso i professionisti che utilizzano il software per commercialisti PassCom, mentre al secondo posto vi sono quelle legate al mondo mobile, come le app per la raccolta ordini su smartphone e tablet. «Le app su mobile hanno visto finora un numero di download nell’ordine delle 6-700 unità per quanto riguarda il Play Store, ovvero quello del mondo Android, mentre sul sistema iOS di Apple questo numero si è attestato fin qui a circa 400 download» – fa sapere Benzi. Inoltre, grande consenso sta raccogliendo anche l’app Customer Care, che permette l’amministrazione delle trattative e l’assistenza nel post vendita, e vi è infine molto interesse per l’app Analisi Finanziaria Clienti, con report basati sulla classificazione del rating dei clienti e sulla salute del credito dell’azienda.

INTERFACCIA FAMILIARE

In sostanza, «si spazia dalla gestione amministrativa a quella commerciale, con app che implementano micro e macro funzionalità, configurandosi come veri e propri moduli in quanto sono realizzate con il nostro sistema proprietario di sviluppo e quando sono installate hanno la stessa interfaccia dei nostri sistemi» – prosegue Benzi. Il sistema di sviluppo di Passepartout ha, tra le altre caratteristiche peculiari, anche quella di contenere al suo interno diversi strumenti di personalizzazione, tra i quali spicca Data Track, uno strumento aggiunto recentemente che permette di realizzare software molto efficienti per l’analisi dei dati, in quanto questi vengono analizzati direttamente senza necessità di add-on. «Si possono navigare i dati direttamente, in quanto il sistema organizza il data base con la tecnica dei nodi: si può passare da un’informazione all’altra come se si stesse percorrendo una rete metropolitana, dove si può cambiare stazione, oppure tornare indietro o anche prendere un’altra linea» – spiega Benzi, sottolineando che «grazie a questo sistema si possono analizzare le informazioni senza soluzione di continuità».


.@PassepartoutSpa la carica delle app. Al primo posto, l’app #Antiriciclaggio
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SVILUPPI FUTURI

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, «mentre finora abbiamo operato per realizzare app che funzionassero in maniera disconnessa, cioè in locale e con la possibilità di sincronizzare i dati una volta che ci si sia loggati nuovamente, adesso abbiamo iniziato a sviluppare tool per operare in modalità sempre connessa, e con la possibilità di riconnettere l’utente nello stesso punto e nella stessa situazione in cui si trovava quando vi è stata la disconnessione della linea» – racconta Benzi. Ma non solo: «In questo periodo in cui si parla molto di Industria 4.0, stiamo sviluppando anche app per la logistica e per misurare i processi produttivi interni delle aziende, dove servono app sempre connesse per rilevare costantemente il flusso dei dati, relativo alle operazioni di produzione» – prosegue Benzi. Il framework “sempre connesso” sarà disponibile, anticipa Benzi, nei primi mesi del prossimo anno, e sarà oggetto di una presentazione in grande stile nel corso della prossima User Conference del canale che si terrà nel corso del 2018, dopo le prime anticipazioni della nuova modalità operativa illustrate nel corso di un ciclo di eventi tenutisi nello scorso mese di ottobre.

IL RUOLO DEI PARTNER

Infine, la divisione di Stefano Benzi ha anche l’importante compito di realizzare per conto terzi siti vetrina e siti e-commerce, completamente integrati al gestionale Passepartout utilizzato, e sviluppati a partire da un modello prestabilito o sulla base di specifiche esigenze dei clienti, operando soprattutto con le PMI e per il mondo hospitality e retail. «Siamo partiti con questa attività da circa un anno e abbiamo già numerose realizzazioni al nostro attivo, basate sul nostro content management system denominato PassWeb» – fa sapere Benzi. Anche in questo caso, l’obiettivo di fondo è quello della fidelizzazione: «Puntiamo sul rapporto con il cliente per avere soluzioni integrate con un unico fornitore, in un modello di go-to-market nel quale la nostra rete di partner rimane l’elemento centrale di riferimento, anche in considerazione del fatto che i partner stessi possono fare business sul nostro sito insieme a noi: questa opportunità è già stata colta da 10 partner, per un totale di 200 app commercializzate a tutt’oggi» – conclude Stefano Benzi.

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Passepartout, un “titano” per la tua impresa https://www.datamanager.it/2016/12/passepartout-un-titano-la-tua-impresa/ Tue, 20 Dec 2016 11:38:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116258 Una base tecnologica robusta e personalizzabile. Una rete di partner a presidiare la richiesta di personalizzazione di un contesto industriale e normativo estremamente variegato. Questi gli ingredienti del successo dell’azienda Made in San Marino nel complesso mercato del software gestionale   Quello dei sistemi gestionali rimane uno dei settori del software applicativo più vitali e […]

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Una base tecnologica robusta e personalizzabile. Una rete di partner a presidiare la richiesta di personalizzazione di un contesto industriale e normativo estremamente variegato. Questi gli ingredienti del successo dell’azienda Made in San Marino nel complesso mercato del software gestionale

 

Quello dei sistemi gestionali rimane uno dei settori del software applicativo più vitali e diversificati. A livello globale, la partita si gioca tra pochi grandi brand impegnati sul fronte delle piattaforme ERP di classe industriale, destinate alle grandi organizzazioni, spesso attive in tutto il mondo. Ma su scala nazionale, specie in una realtà dalla spiccata vocazione burocratica come l’Italia, le soluzioni gestionali si rivolgono a un mercato altrettanto dinamico, popolato da numeri molto elevati di organizzazioni di dimensioni intermedie ma non meno esigenti sul piano dell’automazione e del controllo delle procedure di carattere amministrativo, fiscale, retributivo, e con forte vocazione all’export e allo sviluppo multinazionale. Per non parlare del crescente fabbisogno di strumenti più tipici della cosiddetta digital transformation, tool tecnologici che possano affiancare gli imprenditori e i loro manager nelle loro decisioni di business, aiutandoli ad anticipare il più possibile gli andamenti di attività forse limitate nella scala, ma non certo nella complessità e nelle sfide competitive da affrontare.

In piedi, da sinistra: Gabriele Berardi direttore Ricerca e Sviluppo, Barbara Reffi amministratore delegato, Stefano Franceschini fondatore e presidente, Simone Casadei Valentini direttore progettazione e assistenza area Imprese e Commercialisti. Seduti, da sinistra: Giusva Fiumana direttore Sistemi, Rudy Ricci direttore tecnico area Ho.Re.Ca. e Retail, Paolo Franceschini direttore Applicazioni, Stefano Benzi direttore Applicazioni

UN SISTEMA OPERATIVO GESTIONALE

In presenza di un tessuto di imprese di dimensioni spesso familiari, ma denso di casi di eccellenza e specializzazioni, il successo di un provider di software gestionale deriva dalla capacità di dominare due variabili che tendono a divergere. Per assicurare il corretto price point, le soluzioni offerte devono infatti poggiare su una forte base di standardizzazione, indispensabile per abbattere i costi di sviluppo e mantenimento del codice. Ma al tempo stesso bisogna venire incontro alla fame di personalizzazione che caratterizza il business delle piccole e medie imprese, fatta di mille esperienze e filoni produttivi, impossibili da soddisfare con un unico prodotto. Un’equazione che Passepartout risolve con un approccio a tenaglia. Da un lato una solida base tecnologica, sulla quale la software house sanmarinese – forte di 160 dipendenti e molto apprezzata nel comparto gestionale più classico, ma anche nelle soluzioni per commercialisti e per settori verticali come la ristorazione, l’hotellerie e il retail – ha costruito PassBuilder, un vero e proprio “sistema operativo” gestionale che integra l’ambiente di sviluppo necessario per la personalizzazione e l’espansione delle sue procedure, mantenendo il criterio di un’unica soluzione. Dall’altro una strategia commerciale che fa leva su un network di circa 300 partner tra value added reseller, sviluppatori e consulenti, oggi chiamati a una sfida nuova e stimolante: quella di dar vita insieme a Passepartout, ispirandosi ai modelli sperimentati da big player come Salesforce.com, al neonato PassStore, un marketplace di app gestionali destinate a verticalizzare e potenziare ulteriormente le soluzioni presenti in un catalogo già piuttosto differenziato. PassBuilder e PassStore, pur rappresentando il culmine di un quarto di secolo di attività, sono due novità assolute, ma hanno già cominciato a raccogliere i primi riconoscimenti. L’ultimo in ordine cronologico è recentissimo e riguarda il premio internazionale con il patrocinio della Commissione Europea, conferito a Milano lo scorso novembre, in occasione del Convegno Le Fonti, per il software gestionale più innovativo. Passepartout – si legge nelle motivazioni del premio – “si distingue anche per l’identità della strategia aziendale che prevede come unica modalità di accesso al mercato, la distribuzione, l’assistenza e la personalizzazione del software gestionale, attraverso un canale di concessionari qualificati” – e il suo presidente, Stefano Franceschini, è intervenuto al CEO Summit dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie per una leadership digitale e internazionale. Una testimonianza significativa per l’intero settore delle piccole e medie imprese, che grazie al software messo a punto dagli esperti di Passepartout, possono disporre di strumenti di controllo e decisione adeguati alla crescita e alla competizione, anche fuori dai nostri confini.


.@PassepartoutSpa Una cloud company che cammina per la sua strada
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Parlando con Data Manager, Franceschini ripercorre le tappe evolutive di un’azienda high-tech di grande personalità, da sempre focalizzata, oltre che su una rigorosa attenzione alla qualità, su strategie che la rendono unica. «Nel panorama del gestionale è in atto un fenomeno di forte concentrazione che porta sotto determinati brand soluzioni di provider un tempo indipendenti» – osserva il presidente. Tutto questo, secondo Franceschini, porta ad avere prodotti che fanno quasi le stesse cose oppure prodotti che fanno cose diverse ma difficilmente integrabili in un’unica soluzione. E anche i clienti che utilizzano queste soluzioni, rischiano di trovarsi disorientati, sballottati tra marchi “vecchi” e “nuovi”. «Passepartout segue una sua linea, scegliendo di crescere non per successive acquisizioni ma per sviluppo interno, camminando per la sua strada e offrendo una reale integrazione tra le diverse funzionalità dei prodotti, anche quando si tratta di specifiche verticalizzazioni o personalizzazioni come concetto di soluzione unica». Il gestionale Made in San Marino – dove Passepartout, “varata” ufficialmente nel 1988, ha sede da più di vent’anni – è in controtendenza anche nelle strategie di go-to-market, che fanno totale affidamento sul canale. «Alcuni nostri concorrenti – osserva al proposito Franceschini – sfruttano Internet per disintermediare le loro reti commerciali. Le tecnologie di Passepartout sono native in rete, ma come azienda di diritto sanmarinese, il canale indiretto è la sua unica risorsa distributiva. Ed è fatto da aziende indipendenti, che collaborano con noi perché in noi vedono il loro futuro».

Gabriele Berardi direttore Ricerca e Sviluppo

IL SOFTWARE DELL’AVIATORE

Oltre al suo portafoglio di tecnologie e competenze, Passepartout può contare sulla certificazione ISO 9001, non certo comune in questo settore, e sulla solidità del suo assetto finanziario, corroborata dai criteri di trasparenza che da un paio d’anni regolano i rapporti commerciali e fiscali tra la Repubblica del Titano e lo Stato italiano. Anche i dati dell’ultimo esercizio 2015 appartengono a una realtà in costante crescita di fatturato che supera nettamente la soglia dei 12 milioni di euro, registrando un più 6,1 per cento rispetto al 2014. Nel complesso, sono più di 65mila gli utenti dei prodotti software – il gestionale Mexal, la piattaforma per commercialisti Passcom, i verticali per negozi e catene retail, ristoranti, hotel, beauty-farm – sviluppati a San Marino e implementati anche grazie a un migliaio di consulenti applicativi messi a disposizione dal canale, che circondano le tecnologie Passepartout di professionalità ed efficienza. La storia della software house inizia ufficialmente alla fine degli anni Ottanta, ma la svolta più significativa avviene nel Duemila, quando Franceschini rileva la quota fino a quel momento appartenuta al socio finanziario che aveva seguito l’evoluzione commerciale dell’azienda. È una discontinuità importante perché la natura del presidente di Passepartout – nato a Firenze e ancora oggi a dispetto delle cadenze romagnole che lo circondano, perfettamente riconoscibile nella sua toscanità – è sempre stata fortemente tecnica. Fin dai primi anni di una carriera iniziata nell’Aviazione, Franceschini si occupava dell’informatica per il puntamento radar e altri sistemi di difesa, per poi proseguire in campi altrettanto “computazionali” come la meteorologia. Con un curriculum di questo tipo, è facile capire perché – anche come imprenditore – non abbia mai voluto delegare completamente la governance tecnologica delle sue creazioni, trascurando – per sua stessa ammissione – le attività più orientate al marketing. La prima a rilevare questo “sbilanciamento” è Barbara Reffi, amministratore delegato di Passepartout e compagna di vita di Franceschini. «Questa è sempre stata un’azienda poco commerciale – riconosce Reffi – che alla fine degli anni Novanta ha deciso di rinunciare alla sua professione di medico per acquisire, con evidente successo, una professionalità radicalmente nuova. Abbiamo figure tecniche bravissime, e lo stesso vale per i nostri partner. Quest’anima si riflette in un prodotto molto avanzato. Il mercato – però – richiede un approccio molto più consulenziale. Siamo sempre stati molto bravi nel rispondere alle richieste che arrivano dai clienti e oggi dobbiamo essere sempre più service oriented».


.@PassepartoutSpa Sviluppo di prodotto e strategia sempre più service oriented
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VINCERE È CONVINCERE

Ecco quindi che l’intera azienda, ancora caratterizzata da una maggioranza di ruoli impegnati sul fronte della ricerca e dello sviluppo, cambia passo e decide di rivedere le modalità di indirizzamento del mercato. Barbara Reffi, che confessa di credere molto nella forza dei social network, ripensa per esempio ai modelli comunicativi, ai canali pubblicitari, dedicando risorse e investimenti anche a campagne svolte su mezzi alternativi a quelli tradizionali. «A parità di spesa, una campagna sui social network professionali genera molti più prospect di uno spot radiofonico» – osserva l’amministratore delegato di Passepartout. Tuttavia, se l’esigenza è quella di venire incontro ai nuovi bisogni del mercato – aggiunge Franceschini – non è sufficiente intervenire sulla visibilità del brand. Occorre anche approfondire la conoscenza dei clienti e delle loro esigenze di business, stabilire – rispettando le prerogative dei partner – legami più forti con gli utenti finali dei prodotti. Secondo Barbara Reffi, Passepartout sta lavorando in modo molto più efficace nella gestione dei numerosi eventi fieristici e convegnistici che l’azienda organizza per creare un contatto diretto con le sue tecnologie. «I nominativi raccolti in queste occasioni vengono schedati e analizzati con cura, così come i partner ai quali affidare le liste dei contatti. Oggi, quasi un quinto delle opportunità così identificate si traducono in un contratto di vendita». E le relazioni proseguono anche dopo la firma dei contratti. «Già dopo tre mesi, i clienti vengono contattati per saggiare i loro livelli di soddisfazione e hanno sempre a disposizione, all’interno del programma, un sistema di emoticon che ci restituisce in tempo reale il gradimento dell’utente». Ci sono anche realtà, specie tra le installazioni più grandi, dove Passepartout, su esplicita richiesta del cliente, affianca i suoi partner nelle attività tecniche e progettuali. E tra le novità introdotte da quest’anno, c’è anche una nuova modalità di intervento dei servizi di help desk rivolti agli utilizzatori di Passcom, la soluzione per gli studi di commercialisti e consulenti del lavoro, oggi coordinati centralmente da Passepartout.

Stefano Benzi direttore Applicazioni

L’obiettivo, sottolinea Franceschini, è di essere più vicini ai bisogni concreti dei clienti, acquisendo nuove conoscenze del mercato e – contestualmente – abilitare un’azione ancora più mirata da parte del canale, evitando inutili sovrapposizioni e dispersioni di risorse. «Non dobbiamo dimenticare che quello del gestionale per piccole e medie imprese è un mercato saturo e in gran parte di sostituzione. Oggi, i clienti sono portati a scegliere le soluzioni Passepartout o perché sono insoddisfatti di quello che hanno o perché hanno bisogno di personalizzazione. Per fortuna, il nostro prodotto è anche un ambiente di sviluppo, che ci permette di essere incredibilmente flessibili. Ma insieme ai nostri partner, dobbiamo essere in grado di vincere le inerzie che ostacolano il cambiamento». Da questa azione coordinata e congiunta, sottolinea convinto Franceschini, nascerà una nuova fase di crescita, ancora più fondata sull’innovazione e la trasformazione digitale. «Anche le piccole imprese hanno bisogno di business intelligence o di soluzioni che consentano loro di controllare in modo diverso le relazioni con il cliente» – aggiunge l’AD, Barbara Reffi. In Passepartout, trovano una tecnologia fluida, che consente la messa a punto di funzioni diverse senza compromettere l’integrità del prodotto nel suo complesso, la sua capacità di accedere a una base di dati e informazioni condivise. Cosa che non sempre è possibile garantire quando si è costretti a mettere insieme soluzioni di fornitori diversi o prodotti che non nascono in un analogo contesto di integrazione.

IL MARKETPLACE DELLE PERSONALIZZAZIONI

Se è giusto aspettarsi che tematiche generali, come la business intelligence o il CRM, siano affrontate in prima persona dai ricercatori e dagli sviluppatori di Passepartout, dalle cui fucine sono nati e continueranno a nascere ulteriori estensioni dei prodotti base, i partner devono farsi carico delle implementazioni, delle personalizzazioni e di una potenziale miriade di temi molto più specifici. L’arma vincente, secondo Franceschini, si chiama PassStore. Un modello di espansione della piattaforma Passepartout in cui – afferma il presidente – «il partner non si limita a curare l’ultimo miglio che separa il nostro prodotto dal cliente, ma contribuisce direttamente all’ecosistema delle soluzioni. Noi continueremo a occuparci del prodotto base e delle sue articolazioni più importanti, demandando alle aziende del nostro canale le specializzazioni che possono riguardare praticamente tutto».

PassStore, precisa ancora Franceschini, è progettato con un vero e proprio marketplace dove partner e clienti possono pubblicare, commercializzare, estendere a loro volta le app sviluppate in ambiente PassBuilder. L’azienda di San Marino si occupa completamente della gestione, del processo di validazione delle app, della loro documentazione, del materiale formativo a supporto. «È come se Passepartout fosse diventata di colpo un’azienda di quasi duemila persone, tutte orientate alla soddisfazione del cliente. Nel mondo dei professionisti e commercialisti, l’ambiente di sviluppo e lo store danno la possibilità di creare applicazioni e servizi che riguardano le loro attività e possono essere condivisi con i clienti e altri professionisti».

Simone Casadei Valentini direttore progettazione e assistenza area Imprese e Commerciali

Il responsabile della ricerca e sviluppo, Gabriele Berardi, spiega l’intuizione tecnologica che è alla base di un ambiente gestionale che può essere modificato e potenziato senza intaccare la sua integrità, anzi ereditando automaticamente l’avanzamento tecnologico del prodotto base. «Nella visione di Franceschini, il momento della personalizzazione doveva restare completamente separato dal codice che Passepartout sviluppa e che i clienti utilizzano. Se avessimo aperto il codice sorgente della nostra soluzione ci sarebbe stato il problema dei “fork”, versioni del tutto indipendenti. Invece è stato costruito un vero e proprio linguaggio, lo stesso con cui abbiamo lavorato fin dall’inizio.

In questo modo, la soluzione CRM oggi in fase di sviluppo – sottolinea Berardi – può diventare non una semplice personalizzazione, ma una potente estensione funzionale dell’ambiente gestionale. L’architettura rigorosamente client server delle due soluzioni ammiraglie di Passepartout abilita un ulteriore livello di flessibilità. La parte server è eseguibile in ambienti Windows e Linux e può quindi funzionare in modalità cloud. Lato client, viene adottato un modello di esecuzione “runtime”, all’interno di una sorta di macchina virtuale che nel caso delle applicazioni distribuite attraverso il PassStore rende possibile la creazione di vere e proprie app mobili compatibili con i principali sistemi operativi. In tempi brevi – aggiunge inoltre Berardi – è prevista l’attivazione di una modalità “non connessa” che permette alle app gestionali di funzionare anche su device momentaneamente fuori rete. I rigorosi metodi di sviluppo adottati da Passepartout si ispirano sempre a un principio di integrabilità. I prodotti specializzati per l’area hospitality, così come la nuova soluzione analitica, nascono come applicativi a sé, ma utilizzano le stesse strutture dei dati e possono convivere molto facilmente con gli ambienti Passcom e Mexal, diventando così un’arma strategica in più per allargare ad ambiti nuovi la presenza di Passpartout nelle realtà utenti.


.@PassepartoutSpa Il gestionale giusto progettato per la tua attività
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MENTALITÀ DA CLOUD PROVIDER

Accanto alla ricerca e sviluppo, un ruolo importante viene svolto dalla divisione sistemi e server farm di cui è responsabile Giusva Fiumana. «La nostra è un’infrastruttura che è andata consolidandosi nel corso degli anni, fin da quando si è cominciato a parlare di application service provider» – precisa Fiumana. In seguito, con l’affermarsi dei modelli più avanzati del software as a service, la divisione di Fiumana ha cominciato a ragionare come un vero e proprio cloud provider, per poter assicurare agli utilizzatori finali e ai partner una qualità di servizio impeccabile a costi competitivi. «Il contenimento delle spese e degli investimenti in infrastrutture è sicuramente uno dei grandi vantaggi di una piattaforma gestionale in cloud» – spiega Fiumana. «L’altro è la capacità di essere costantemente al passo degli aggiornamenti, un aspetto fondamentale in una soluzione software che implementa una normativa in costante cambiamento». Passepartout, conferma il suo direttore dei sistemi, non poteva rinunciare ai vantaggi di Internet, ma non intendeva neppure mettere da parte la sua filosofia inclusiva nei confronti dei partner. «Il cloud non sarà mai un modo per scavalcare sviluppatori indipendenti e consulenti» – afferma Fiumana. Anzi, proprio grazie al software as a service questi ultimi possono dedicare più tempo e risorse alla conquista di nuovi clienti e alla loro fidelizzazione».

Rudy Ricci direttore tecnico area Ho.Re.Ca. e Retail

Nella struttura di governo di Passepartout, la funzione che ha il compito di “curare il contenuto del contenitore PassStore” è la direzione applicativa. Nel descrivere la sua mission, Stefano Benzi, che condivide con Paolo Franceschini la carica di direttore delle applicazioni, precisa che oltre a definire le finalità delle applicazioni sviluppate al proprio interno, il suo team «si occupa di validare quelle sviluppate dall’ecosistema dei concessionari, verificandone la manualistica, le interfacce, l’uniformità rispetto al corporate brand e le possibilità di cloudizzazione». Il progetto interno più ambizioso è proprio la app focalizzata sul CRM, un software autonomo dalle soluzioni ammiraglie ma perfettamente integrabile, nato dallo stesso ambiente di sviluppo e soprattutto in grado di girare su dispositivi fissi e mobili. Con la crescita di PassStore, Benzi prevede che la squadra al servizio dei due direttori applicazioni arriverà alle 20 unità. «Devono essere tutte figure molto esperte e competenti sia dello sviluppo vero e proprio sia del tipo di esigenze che le app devono coprire. Non sarebbe possibile proporre al canale soluzioni non in linea con le aspettative del cliente». Del resto, osserva ancora Benzi, il canale non è mai del tutto estraneo agli sviluppi che Passepartout porta avanti all’interno di questa struttura. «La fonte di ispirazione è sempre il cliente o il partner che raccoglie i “segnali nuovi” stando a contatto con i clienti». Il modello dell’app in grado di eseguire compiti molto specifici è in linea con l’impostazione voluta inizialmente da Franceschini. «Quando il tuo prodotto viene utilizzato in centinaia di installazioni, non puoi imporre aggiornamenti troppo frequenti dell’intera soluzione. Al contrario, la possibilità di installare solo determinate funzioni è percepita come un vantaggio». Nel giro di soli cinque mesi, è stato possibile inserire in PassStore una ventina di app, alcune delle quali sviluppate da partner. Due di queste consentono – per esempio – di inserire nelle reportistiche una voce sulla qualità degli imballi di un prodotto o il ricalcolo delle scorte minime in magazzino. Un’altra viene incontro alla nuova normativa che prevede in caso di impiego di sostanze zuccherine nei prodotti alimentari l’invio di una notifica automatica al MIPAAF tramite formulario web. «L’ambiente di Passepartout ci permette di aggiungere queste funzionalità in piena trasparenza, senza temere di ledere l’integrità della soluzione nel suo complesso». E questo, conclude Benzi, vale anche per una novità importante come l’applicazione CRM, per la quale è stata messa a punto una nuova struttura di database sviluppata interamente con il “linguaggio” di Passepartout.


.@PassepartoutSpa Eccellenza dell’Anno per l’innovazione gestionale #LeFontiAwards
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SOLUZIONI CHE “ACCOLGONO”

Un nuovo fronte di azione è quello che Passepartout ha da tempo inaugurato con i gestionali appositamente sviluppati per i settori alberghiero, della ristorazione e del retail. All’AD, Barbara Reffi, grande promotrice di un’area di verticalizzazione che affonda le proprie radici nella cultura dell’ospitalità di questa regione riporta il direttore tecnico, Rudy Ricci. «Il codice di prodotti come Menu, Beauty o Retail è indipendente dall’ambiente di sviluppo di PassBuilder – spiega Ricci – ma l’integrabilità è garantita, il che permette alla nostra rete di proporre le applicazioni come accessorio a chi utilizza i gestionali. Sempre più installazioni di Mexal si accompagnano all’impiego di Retail e viceversa, chi apre nuovi punti vendita e comincia a crescere, ha la necessità di acquisire piattaforme ERP. La nostra fortuna è quella di indirizzare un segmento intermedio di mercato, che amiamo definire MDO, media distribuzione organizzata». Ricci nota inoltre la grande maturazione di questo segmento nell’ottica del cosiddetto Retail 2.0. E-commerce, multicanalità, marketing di prossimità, fidelizzazione: tutte esigenze che le organizzazioni più piccole non avvertivano, ma che oggi sono diventate molto attuali e si possono presidiare con l’aiuto delle tecnologie Passepartout. Come il modulo per la business intelligence, oggi adattato alle interfacce per smartphone e tablet, che lo rendono «molto più fruibile, anche grazie alle personalizzazioni che i partner sanno mettere a punto». In questa chiave, conclude Ricci, stanno evolvendo gli stessi prodotti dell’area hospitality, con particolare riguardo all’apertura al cloud e ai servizi online. «Pensiamo, per esempio, alle nuove opportunità di cui vorranno e potranno godere direttamente i clienti di hotel e ristoranti, come i servizi di prenotazione e gestione del soggiorno o una app che permette di effettuare in autonomia l’ordinazione al tavolo». Ma anche alle occasioni più inesplorate – con una crescente attenzione nei confronti della possibile espansione internazionale delle strategie di Passepartout – che potranno nascere al seguito di clienti che a loro volta allargano oltre confine le proprie insegne ed esportano all’estero marchi, sfruttando il grande appeal della ristorazione e della produzione Made in Italy.

Giusva Fiumana direttore Sistemi

AL SERVIZIO DI FISCALISTI E CONSULENTI

La stessa voglia di cambiamento si respira secondo Simone Casadei Valentini nel settore degli studi professionali, un mercato sempre meno tradizionale e più aperto alle dinamiche di erogazione di servizi flessibili e al passo con le richieste formulate dalla clientela di commercialisti, consulenti del lavoro e altri esperti. Casadei Valentini ricopre l’incarico di direttore della progettazione e dell’assistenza per l’area imprese e commercialisti e in questa veste è al centro di una novità importante nella strategia che ha finora regolato le relazioni tra Passepartout e un mercato importante, ma relativamente recente, visto che la soluzione Passcom ha meno di dieci anni di vita. «Dallo scorso gennaio, abbiamo centralizzato in Passepartout tutte le attività di assistenza relativa al prodotto per commercialisti. Un altro vincolo è la possibilità di erogare Passcom solo in modalità cloud, cosa che ci consente di far leva sulla qualità della nostra server farm». La squadra guidata da Casadei Valentini si occupa anche della formazione, che in questo campo è particolarmente sfidante. «Non a caso, le persone che si occupano del secondo livello di assistenza sono in pratica dei commercialisti capaci di dominare perfettamente la tecnologia Passepartout. La normativa e la competenza in materia fiscale devono avere la priorità».

Secondo Casadei Valentini, la decisione non sancisce un divorzio rispetto alla normale strategia indiretta dell’azienda di San Marino, ma una sorta di “re-intermediazione”. Con il passare del tempo, Passepartout si è resa conto che non si poteva pretendere dai partner, perfettamente in grado di servire la clientela di tipo aziendale, la capacità di adattarsi al contesto molto specifico degli studi professionali. Occorreva una diversa capacità di presidio e di relazione di fronte alle richieste e criticità espresse dai clienti. «Vinciamo tutti se tutti siamo in grado di fare qualcosa di utile in questo ecosistema. L’idea di fondo è che siano gli stessi professionisti a fare da “ponte” verso una clientela tipicamente PMI, sulla quale possono intervenire i nostri partner». La realtà creata da Stefano Franceschini rappresenta un modello di azienda-rete profondamente innovativo sia rispetto alle strategie di espansione tipici di questo settore dell’industria software sia rispetto ad approcci basati sull’aggregazione di nuclei di competenze e unità business sotto un coordinamento centrale. Ma la robustezza delle basi tecnologiche e la lunga frequentazione con la componente più specifica e diffusa del tessuto economico italiano costituiscono gli ingredienti vincenti dell’alleanza tra Passepartout, i suoi partner e i clienti all’insegna di un gestionale duttile, accessibile e soprattutto efficace.

 

Foto di Gabriele Sandrini

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Una nuova soluzione cloud provata dal vivo https://www.datamanager.it/2016/12/nuova-soluzione-cloud-provata-dal-vivo/ Mon, 05 Dec 2016 13:09:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115274 Un’iniziativa interessante e nuova da parte di Wolters Kluwer per far toccare con mano ai giornalisti le funzionalità di un nuovo prodotto software destinato ai commercialisti Si è trattato di un evento per certi versi unico nel suo genere: Wolters Kluwer Italia ha deciso di lanciare un nuovo prodotto software in un modo piuttosto innovativo: coinvolgendo […]

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Un’iniziativa interessante e nuova da parte di Wolters Kluwer per far toccare con mano ai giornalisti le funzionalità di un nuovo prodotto software destinato ai commercialisti

Si è trattato di un evento per certi versi unico nel suo genere: Wolters Kluwer Italia ha deciso di lanciare un nuovo prodotto software in un modo piuttosto innovativo: coinvolgendo i giornalisti in una prova pratica, facendo utilizzare dal vivo l’applicazione con la supervisione di un esperto dell’azienda. «Il progetto è nato in Wolters Kluwer 5 anni fa – ha esordito Pierfranco Angeleri, Managing Director, Tax and Accounting, Wolters Kluwer Italia -, con l’obiettivo, ambizioso, di realizzare da zero una suite dedicata al mondo degli Studi di Commercialisti e non solo». Il progetto di cui sopra è Genya, un nuovo software reso disponibile sul cloud e pensato per un posizionamento netto nei confronti di un mercato dove la maggior parte delle applicazioni «sono state progettate 10-15 anni fa e non sono più aderenti alle esigenze degli utenti».

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Sostanzialmente, il nuovo passo da imporre ai prodotti per i commercialisti segue l’evoluzione attuale del mercato, dove lo studio non si può più limitare a lavorare sugli adempimenti, ma deve diventare un vero e proprio consulente per i propri clienti. «L’obiettivo era quello di realizzare “una soluzione Erp” per lo studio di commercialisti – ha aggiunto Angeleri -, portando il maggior valore possibile sia allo studio stesso che ai clienti». Il risultato è stato raggiunto attraverso un investimento di 15 milioni di euro e il lavoro di un centro di ricerca e sviluppo tutto Italiano, che impiega una sessantina di persone, e di una fabbrica con 300 addetti, suddivisi tra varie sedi: Milano, Torino, Bussero (Mi) e Mezzocorona (Tn).

Il responsabile del progetto, Sergio Boaretto, Chief Application Officer di Tax and Accounting, Wolters Kluwer Italia ha introdotto il workshop in aula con i giornalisti presenti. «Gli obiettivi dei commercialisti oggi stanno cambiando in modo notevole – ha commentato Boaretto -: da semplici consulenti per adempimenti e compliance, oggi devono offrire servizi a valore aggiunto, agendo nell’ambito del management consulting». Così, Genya offre per esempio tool di Business Intelligence/Analytics, per fornire ai clienti proiezioni e trend sul proprio business, oltre  a strumenti che consentono allo Studio di commercialisti di gestire i rapporti coi clienti e valutare le attività svolte dal personale interno, in termini di efficienza ed efficacia. Genya, basato su un’architettura multi-tenant, è composto da vari moduli; il primo, Genya Bilancio, è già disponibile e, man mano, usciranno gli altri: da un modulo dedicato alle dichiarazioni fiscali per le aziende, previsto per fine marzo 2017, a un altro a fine novembre per Unico persone fisiche e contabilità. La suite sarà disponibile in versione completa a fine 2017.

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Una scelta coraggiosa

Genya si basa su una visione del software che gli Americani definiscono: “Keep It Simple, Stupid”, cioè sulla semplicità. «Genya è l’acronimo di Generation-Y Application -, spiega Boaretto – e offre alcuni aspetti interessanti, come il fatto che non esiste un manuale, ma delle videoistruzioni che consentono di apprenderne rapidamente l’utilizzo». Il redattore conferma la semplicità d’uso del software che, nella prova effettuata presso Wolters Kluwer, gli ha consentito di predisporre rapidamente un bilancio societario. «Abbiamo scelto il meglio della tecnologia per nascondere la tecnologia agli utenti», conclude Boaretto.

Per chi volesse provare direttamente il software, è sufficiente visitare: www.Genya.it.

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Sistemi, il segreto del successo che continua da 40 anni https://www.datamanager.it/2016/11/sistemi-segreto-del-successo-continua-40-anni/ Mon, 21 Nov 2016 11:46:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114074 Professionalità, organizzazione, tecnologia e conoscenza approfondita delle esigenze dei clienti: la formula del successo della software house torinese è servita   «Essere partiti fin da subito come azienda fatta da professionisti che creano soluzioni per professionisti» è per Enrica Eandi, amministratore delegato di Sistemi, un fattore chiave del successo della società, che quest’anno ha festeggiato […]

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Professionalità, organizzazione, tecnologia e conoscenza approfondita delle esigenze dei clienti: la formula del successo della software house torinese è servita

 

«Essere partiti fin da subito come azienda fatta da professionisti che creano soluzioni per professionisti» è per Enrica Eandi, amministratore delegato di Sistemi, un fattore chiave del successo della società, che quest’anno ha festeggiato i primi 40 anni di vita, tappa di per sé rilevante, ma che assume maggiore importanza in un settore quale quello dell’IT. Oggi, Sistemi è un’azienda da oltre 70 milioni di euro e circa 260 persone, attiva nello sviluppo di sistemi informativi e gestionali per governare i processi e gestire le attività di studi professionali, imprese e associazioni di categoria, con un’offerta disponibile sia on premises sia in cloud. Ma vi sono altri fattori chiave che spiegano il successo di Sistemi, come la professionalità del gruppo originario dei soci fondatori. Si trattava – come si legge in apertura del volume che celebra la ricorrenza dei 40 anni di Sistemi, ripercorrendone le tappe dalla sua fondazione, avvenuta il 28 settembre 1976 a Cuneo – di “un gruppo di commercialisti un po’ visionari, uniti dalla passione per il proprio lavoro e dalla convinzione che le nuove esigenze di professionisti e imprese dovessero essere affrontate con nuovi strumenti, grazie alle prime tecnologie informatiche che allora iniziavano a essere disponibili. Gli elementi chiave erano già tutti presenti: professionalità, organizzazione, tecnologia e conoscenza approfondita delle esigenze dei clienti”.

PARTNER INSOSTITUIBILI

Ma c’è da sottolineare un altro fattore chiave: «La strategia intrapresa negli anni Ottanta di concentrarsi nello sviluppo del software e di creare una rete di imprenditori, i nostri partner, che hanno costruito il proprio successo sul servizio ai clienti» – spiega Enrica Eandi in una conversazione con Data Manager. Una vera e propria «divisione dei compiti», che «ha costituito il filo rosso che ci ha accompagnato in questi primi quaranta anni di storia, con l’unica eccezione di quando nel 2010 abbiamo cominciato a seguire direttamente le associazioni di categoria, con l’obiettivo di aiutarle ad affrontare i loro specifici problemi, che richiedono un approccio progettuale differente rispetto a quello usuale» – continua Enrica Eandi. Da sempre, in sostanza, la presenza sul mercato di Sistemi poggia in maniera praticamente totale sui partner, in quanto soggetti in grado di offrire sempre un servizio «sia di prossimità sia di qualità, cioè con vero valore aggiunto» – come fa notare Enrica Eandi, «perché per essere competitivi sul mercato non basta produrre software innovativo e costantemente aggiornato, ma bisogna anche essere sempre presenti al fianco dei clienti, con la formazione, con l’aggiornamento e con altri servizi che vengono appunto forniti al meglio dalla nostra insostituibile rete di partner». E ai quali Sistemi dedica comprensibilmente tutte le attenzioni, come la divisione formata da un’equipe di consulenti specializzati, attiva dal 2010, che affianca i partner sul territorio quando si trovano ad affrontare progetti di particolare complessità.


#Sistemi La formula del successo che dura da 40 anni
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LE NUOVE FRONTIERE

Il percorso di successo di Sistemi è scandito anche da altre scelte importanti, come quella dell’adozione del cloud fin dal 2009, «realizzando presso di noi un data center di proprietà e gestito direttamente da noi, e che ci ha consentito di incrementare ulteriormente la nostra efficienza e ci ha messo in grado di fornire risposte sempre più in tempo reale» – sottolinea Enrica Eandi, spiegando che «oggi le nostre soluzioni sono utilizzabili sia in modalità tradizionale, on premises sia in cloud: i nostri clienti sono liberi di scegliere l’architettura che più si adatta alle loro specifiche esigenze». Oltre al cloud, le nuove modalità di fruizione delle soluzioni di Sistemi guardano sempre più anche al mondo della mobilità, su cui la società intende continuare a investire per gli anni a venire.

FUTURO TRACCIATO

Volgendo lo sguardo avanti, il futuro di Sistemi è tracciato, forte di una storia di successi che l’ha accompagnata per questi primi quaranta anni, tenendo sempre presente una frase significativa del fondatore Enrico Eandi: «Il lavoro non è mai un divertimento, talvolta è anche una fatica. Ma può essere fonte di profonda soddisfazione e di crescita personale, quando è fatto bene e con professionalità». E qui sta tutto il segreto del successo.

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Una Passepartout nuova di zecca https://www.datamanager.it/2016/09/passepartout-nuova-zecca-2/ Thu, 22 Sep 2016 13:19:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109067 L’azienda accoglie i partner di canale nel Centro Congressi di Riccione, per illustrare le novità (molte e significative) e spiegare cosa aspettarsi per il prossimo futuro in termini tecnologici e commerciali Nonostante il tempo atmosferico abbia reso un po’ umide le giornate, nel Centro Congressi di Riccione, teatro dell’evento Passwor[l]d 2016, l’attenzione dei partecipanti è […]

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L’azienda accoglie i partner di canale nel Centro Congressi di Riccione, per illustrare le novità (molte e significative) e spiegare cosa aspettarsi per il prossimo futuro in termini tecnologici e commerciali

Nonostante il tempo atmosferico abbia reso un po’ umide le giornate, nel Centro Congressi di Riccione, teatro dell’evento Passwor[l]d 2016, l’attenzione dei partecipanti è stata tutta rivolta alle presentazioni fatte dai dirigenti di Passepartout, dati i contenuti innovativi delle proposte lanciate per l’occasione ai partner. Già dal benvenuto, affidato a Corrado Rossi, direttore commerciale dell’azienda, si è respirato il taglio innovativo dei messaggi che si volevano trasmettere a partner e mercato. A seguire, l’intervento di Umberto Bertelé, presidente onorario del Mip, Politecnico di Milano, che ha illustrato come l’innovazione digitale stia cambiando le nostre vite e come sia necessario ripensare le imprese. Tra le numerose e cospicue trasformazioni portate dal digitale, Bertelé ha ricordato quella dei giornali e delle riviste, che stanno diventando sempre meno cartacei e sempre più digitali, con la diffusione che cresce moltissimo. Per l’occasione, Bertelé ha ricordato l’affermazione di una figura importante del giornalismo recente, Ferruccio De Bortoli che, parlando dello stato attuale delle testate, ha affermato: «Mai così tanti lettori, mai così pochi soldi». Un altro segno dei tempi è rappresentato dalla classifica dei principali retailer USA, che oggi vede Amazon al secondo posto assoluto, dietro a Walmart. «Il cambiamento non va subito, ma cavalcato» – ha concluso Bertelé. Cui ha fatto seguito la presentazione di Stefano Franceschini, presidente e fondatore di Passepartout. «Quest’anno è molto importante, perché segna un punto di svolta» – ha osservato Franceschini. «Il mondo cambia e deve cambiare anche Passepartout, lanciando idee originali e innovative che mettano il partner al centro della scena». Esattamente quello che ha fatto, appunto, l’azienda, con PassBuilder e PassStore.


Barbara Reffi @PassepartoutSpa Focus su servizi e gestionali
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PassBuilder è la nuova piattaforma di sviluppo che integra le funzionalità presenti sui gestionali Passepartout, aggiungendo sviluppo per web e mobile. PassStore è il repository di tutte le app sviluppate per Passepartout (PassApp), dove i partner potranno scambiare le app sviluppate per applicazioni verticali, mettendole a disposizione, gratis o a pagamento, di tutta la comunità. «Il paradigma su cui si basa PassBuilder è un po’ come quando si fa la pizza» – ha spiegato Franceschini. «Alla base, c’è la “focaccia” preparata da Passepartout. Una soluzione già pronta e utilizzabile così com’è, ma che viene proposta ai partner con la possibilità di aggiungere condimenti diversi, in base alle esigenze dei loro clienti finali. Il risultato sarà un prodotto ritagliato sulle specifiche necessità degli utilizzatori».

Le soluzioni specializzate Ho.re.ca. (dedicate a Hotel e ristorazione collettiva) e retail, per la gestione di negozi, catene e franchising, oggi proposte come prodotti a sé stanti, in quanto già complete e dotate di tutto ciò che occorre per usarle da sole, «possono oggi essere considerate come delle grosse app di Mexal, che non avranno app a loro volta, ma al limite avranno dei moduli, degli ampliamenti» – ha aggiunto Franceschini.

Cloud e commercialisti

Tra le novità presentate da Passepartout a Riccione, c’è anche la nuova soluzione per i commercialisti, PassComm. Evoluzione della precedente Businesspass, PassComm verrà proposta esclusivamente in modalità Software as a Service (SaaS) e con l’assistenza tecnica erogata direttamente da Passepartout, sempre però attraverso il partner. «Passepartout, pur nella continuità, è diventata una cloud company» – ha spiegato Barbara Reffi, amministratore delegato dell’azienda, spostando sempre di più la propria attenzione dal prodotto al servizio. In questa chiave, abbiamo cambiato la grafica del logo e il payoff che oggi recita “Software Gestionale”. Inoltre, per rendere i siti web dei partner più accattivanti, Passepartout propone gratuitamente un template già pronto e facilmente personalizzabile. «La soluzione Ho.re.ca. è quella che presenta la crescita maggiore in azienda in termini di vendite» – ha aggiunto Reffi. «Parliamo del +36% dall’anno scorso, su un fatturato di 12,8 milioni di euro complessivi realizzati da Passepartout».

Un altro aspetto importante della piattaforma PassBuilder è la sua capacità di offrire tool per lo sviluppo di app anche in ambiente mobile e per creare web service, senza che i partner debbano conoscere e sviluppare con linguaggi specializzati come Xml. In pratica, viene fornita un’interfaccia di semplice utilizzo che consente di sviluppare app anche per smartphone e tablet. In particolare, la scelta di aprire le soluzioni all’utilizzo su piattaforme mobili, quali iOS e Android, dà un ulteriore livello di flessibilità e di apertura al futuro alle soluzioni Passepartout, grazie appunto ai partner. «Passepartout non si vuole sostituire ai partner, ma li vuole affiancare» – ha concluso Franceschini. «Per questo, abbiamo introdotto in tutti i prodotti la possibilità di valutazione della propria soddisfazione da parte dei clienti finali, attraverso opportune emoticon».

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#DigitalFriday TeamSystem Professionisti: webinar gratuiti per la digital transformation di Commercialisti e Consulenti del Lavoro https://www.datamanager.it/2016/05/digitalfriday-teamsystem-professionisti-webinar-gratuiti-la-digital-transformation-commercialisti-consulenti-del-lavoro/ Mon, 16 May 2016 16:00:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101482 Come si distingue oggi il professionista vincente nel panorama ampio di offerta che caratterizza il mercato? Il contesto in cui ci si misura consiglia di rivedere qualche strategia? E l’IT può aiutare in questo? Secondo alcune ricerche del Politecnico di Milano, tra cui “Professionisti e Business: Quale futuro?” gli studi professionali che vedono crescere il […]

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Come si distingue oggi il professionista vincente nel panorama ampio di offerta che caratterizza il mercato? Il contesto in cui ci si misura consiglia di rivedere qualche strategia? E l’IT può aiutare in questo?

Secondo alcune ricerche del Politecnico di Milano, tra cui “Professionisti e Business: Quale futuro?” gli studi professionali che vedono crescere il loro fatturato sono proprio quelli che utilizzano tecnologie ad elevato contenuto innovativo.

Redigere bene un bilancio o un dichiarativo oggigiorno è solo un prerequisito: i clienti chiedono più partecipazione e capacità propositiva e il professionista deve rendere concreto e tangibile il maggior valore che nasce dal suo apporto.

I Digital Friday sono dei webinar gratuiti di 45’, tenuti ogni venerdì di maggio da esperti del mondo TeamSystem che illustrano come la tecnologia permetta al professionista di recuperare efficienza, offrire nuovi servizi, agevolare la relazione con il cliente e incrementare le proprie opportunità di business:

Ecco i focus:

  • Trasformazione digitale del professionista
  • Collaborazione online fra studio e azienda
  • Digitalizzazione dei processi
  • Reputazione e presenza digitale del professionista

Per massimizzare la possibilità di partecipazione, i temi sono riproposti in ogni webinar.

Per informazioni e iscrizioni

#BeDigital

Lo Studio Digitale per il professionista

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Commercialisti: arriva la soluzione “Analisi Zucchetti Leanus” https://www.datamanager.it/2016/03/commercialisti-arriva-la-soluzione-analisi-zucchetti-leanus/ Wed, 02 Mar 2016 15:20:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95744 Si tratta di una soluzione in cloud che permette di effettuare elaborazioni, simulazioni e approfondimenti sui bilanci e le situazioni contabili provvisorie consentendo al commercialista di offrire nuovi servizi di consulenza e reportistica, dotandolo di un efficace strumento per misurare in qualsiasi momento la “salute” dei suoi clienti e assisterli nel rapporto con banche, clienti, […]

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Si tratta di una soluzione in cloud che permette di effettuare elaborazioni, simulazioni e approfondimenti sui bilanci e le situazioni contabili provvisorie consentendo al commercialista di offrire nuovi servizi di consulenza e reportistica, dotandolo di un efficace strumento per misurare in qualsiasi momento la “salute” dei suoi clienti e assisterli nel rapporto con banche, clienti, fornitori. Consente, inoltre, la comparazione tra più aziende contemporaneamente: in questo modo il benchmarking con concorrenti e potenziali partner è immediato

Dalla partnership tra Zucchetti e la società L’Imprenditore srl (proprietaria del marchio Leanus) è nata “Analisi Zucchetti Leanus”, la soluzione totalmente cloud che consente a studi professionali e associazioni di categoria di erogare in modo semplice e rapido ai propri clienti servizi di consulenza negli ambiti dell’analisi di bilancio e del controllo di gestione. Non solo: il servizio web Leanus presenta intuitive funzioni di calcolo del valore aziendale (Equity Value e Enterprise Value), del rischio aziendale e del livello massimo di indebitamento aggiuntivo che l’impresa è in grado di sostenere (fido consigliato). Inoltre, permette veloci elaborazioni del business plan, effettua analisi comparative tra aziende (benchmark) e aggregazioni di dati aziendali di imprese appartenenti allo stesso gruppo.

Analisi Zucchetti Leanus è un’applicazione web che consente di visualizzare, elaborare, modificare e aggregare le informazioni in modo immediato, estraendo una situazione contabile o un bilancio dagli applicativi Zucchetti (XML, CSV, XBRL) oppure importandolo dal Registro Ufficiale di Infocamere o da altri sistemi contabili in XBRL. È possibile inoltre elaborare i dati contabili in Excel e interpretarne il significato in chiave gestionale in pochi attimi.

Il grande vantaggio in termini di produttività è dato dal fatto che la soluzione permette di fare in pochi secondi elaborazioni che prima richiedevano attività lunghe e articolate, grazie all’utilizzo di algoritmi sofisticati, ma facili da usare. Indici di bilancio, grafici con analisi di dettaglio della liquidità piuttosto che della struttura dei costi di un’impresa, saranno ad esempio subito pronti per le diverse esigenze di studio.

“In una fase in cui le aziende percepiscono sempre meno il valore dei servizi tradizionali di elaborazione dati in ambito contabile e fiscale – dichiara Mario Pedrazzini, responsabile BU commercialisti e associazioni di categoria di Zucchetti – con Analisi Zucchetti Leanus vogliamo supportare i commercialisti e le associazioni di categoria nella loro capacità di generare servizi di consulenza e di essere ancor più vicini alle aziende loro clienti, aiutando queste ultime in ciò che per loro è davvero strategico: lo sviluppo del business e l’equilibrio economico-finanziario. Con Leanus diventa semplice ciò che prima era complesso e richiedeva molto tempo; inoltre, ora il consulente può estendere a molte più  aziende un servizio che prima poteva essere fornito solo a poche imprese.

Inoltre, per tutti coloro che sono già clienti dei software Zucchetti ‘OMNIA’ e ‘AGO INFINITY’ abbiamo pensato di rendere il servizio ancora più ricco e completo grazie a specifiche funzioni di integrazione e all’estrazione dei dati contabili gestiti nei nostri programmi”.

Anche Alessandro Fischetti, amministratore della società L’Imprenditore Srl che sviluppa Leanus, manifesta la sua soddisfazione per l’accordo siglato con Zucchetti: “Il valore innovativo della piattaforma, dell’infrastruttura tecnologica e delle modalità di fruizione di Leanus ci ha consentito di superare il processo di valutazione e selezione di Zucchetti che ha riconosciuto in Leanus non solo elevati standard tecnologici ma anche la specializzazione e la forte competenza del team produttore.

Grazie al consolidato brand Zucchetti, leader nel mercato dei professionisti e alla sua qualificata rete distributiva che è presente su tutto il territorio nazionale, ci poniamo l’obiettivo, in qualità di partner tecnologico, di diffondere l’utilizzo della soluzione Leanus, già utilizzata da circa 3000 Professionisti, offrendo insieme a Zucchetti un’alternativa strategica per commercialisti e per i centri servizi che operano in Italia”.

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Wolters Kluwer, al servizio dei professionisti https://www.datamanager.it/2015/11/wolters-kluwer-al-servizio-dei-professionisti/ Mon, 02 Nov 2015 11:18:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87378 Le nuove esigenze dei commercialisti, dei giuristi d’impresa e di chi si occupa di sicurezza del lavoro, sono sempre al centro dell’attenzione di Wolters Kluwer, che realizza soluzioni software in grado di coprire tutte le realtà di Luca Manzoni In uno scenario nel quale le aziende, soprattutto piccole e medie, contano sempre più sulla figura […]

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Le nuove esigenze dei commercialisti, dei giuristi d’impresa e di chi si occupa di sicurezza del lavoro, sono sempre al centro dell’attenzione di Wolters Kluwer, che realizza soluzioni software in grado di coprire tutte le realtà

di Luca Manzoni

In uno scenario nel quale le aziende, soprattutto piccole e medie, contano sempre più sulla figura del commercialista come consulente a tutto tondo, chiediamo a Pierfrancesco Angeleri, Managing Director Tax & Accounting di Wolters Kluwer Italia come il software possa oggi aiutare in questa sfida. “Oggi, per rispondere alle nuove sollecitazioni ed elevare il proprio profilo consulenziale, il professionista deve poter dedicare tempo a riflettere, analizzare, confrontare e cercare soluzioni. I software di ultima generazione, quali le soluzioni Wolters Kluwer, permettono di automatizzare compiti quali la redazione di prospetti di analisi: anziché scambiarsi fogli di calcolo, il professionista e il cliente possono lavorare sugli stessi dati condivisi in modo sicuro, senza doversi preoccupare di versioni successive o aggiornamenti man mano che il lavoro di analisi procede”, spiega Angeleri. Ma più in dettaglio, quali sono le principali esigenze che il software deve soddisfare? “Al primo posto è ovviamente l’interpretazione della norma. L’Italia è famosa per norme fiscali non sempre di cristallina chiarezza, e la loro interpretazione diventa la chiave di volta per una perfetta compliance. Gli esperti Wolters Kluwer sono perciò in primo luogo esperti nel comprendere le norme e far sì che in tempi rapidissimi il software sia in grado di preparare gli elaborati necessari agli adempimenti nel modo più automatico possibile. In secondo luogo il rispetto delle scadenze: il calendario degli adempimenti è fittissimo e naturalmente tutti i clienti di un professionista hanno le stesse scadenze. Il software deve essere in grado dunque di assorbire picchi di lavoro enormemente variabili senza batter ciglio. In terzo luogo aggiungerei qualcosa che non è software ma ne è parte integrante: il servizio di supporto”, prosegue Angeleri.

Nuove competenze

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Domenico Digregorio, Direttore Software Legale & HSE di Wolters Kluwer Italia

È invece a Domenico Digregorio, Direttore Software Legale & HSE di Wolters Kluwer Italia, che chiediamo quali sono le nuove esigenze del giurista d’impresa, la cui figura è cambiata molto in relazione al nuovo scenario. “Oggi al giurista d’impresa è richiesta da un lato un’ampia competenza giuridica per svolgere consulenza e assistenza legale e proteggere così la propria azienda dai possibili rischi legali e creditizi, dall’altro competenze manageriali e un forte orientamento al business per la gestione ottimale di risorse e budget assegnati, per il contenimento dei costi e per l’organizzazione dei processi interni. Molti uffici legali, nonostante i passi avanti della tecnologia e la creazione di sistemi innovativi di gestione, continuano a utilizzare strumenti elettronici di base, fogli di calcolo, e-mail, documenti in parte cartacei e in parte digitali. Questo approccio produce rallentamenti, inefficienza, e de-focalizzazione rispetto a quella che dovrebbe essere la funzione strategica del dipartimento. Suite Ufficio Legale, il nostro software specifico per l’automazione degli Uffici Legali, soddisfa le esigenze di gestione efficiente e controllo dei costi, oltre che assicurare un miglioramento dei processi”, sottolinea Digregorio.

Sicurezza in primo piano

Non va poi dimenticata la sicurezza sui luoghi di lavoro, che è sempre un imperativo. Ma quali sono i principali strumenti oggi disponibili per le aziende? È sempre Domenico Digregorio a rispondere: “La sicurezza sui luoghi di lavoro e la salute dei lavoratori sono temi gestiti, oggi più di ieri, con grande senso di responsabilità da parte di aziende e datori di lavoro. Da un lato la normativa stringente del Testo unico sulla sicurezza, dall’altro la volontà delle aziende di gestire i rischi di sicurezza con maggiore consapevolezza e attenzione rispetto al passato. Sulla base di queste esigenze, abbiamo sviluppato Simpledo per le aziende e PA e Suite Sicurezza Lavoro per professionisti e società di consulenza, un sistema di gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, monitoraggio delle scadenze, pianificazione e governo delle attività formative, e più ampiamente tutte le attività a monte della prevenzione e protezione. Oggi, ottemperare alle leggi e normative senza un sistema informativo come Simpledo o Suite Sicurezza Lavoro espone le aziende e i professionisti a seri rischi di sicurezza, prima ancora che rischi di conformità normativa” (www.ilsoftwarehse.it).

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