Confindustria Digitale – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 30 Mar 2020 15:50:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Confindustria Digitale – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Copia privata: aumenti sui device digitali non giustificati. Il Mibact blocchi il decreto https://www.datamanager.it/2020/03/copia-privata-aumenti-sui-device-digitali-non-giustificati-il-mibact-blocchi-il-decreto/ Mon, 30 Mar 2020 15:50:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197845 Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale: “Chiediamo al Ministro Franceschini di bloccare il decreto. Penalizzare le tecnologie digitali, in questo momento in cui sono gli strumenti cruciali per consentire a cittadini e imprese di continuare a svolgere le proprie attività da casa, sarebbe un segnale del tutto inopportuno e controproducente” “Riteniamo che la proposta di […]

L'articolo Copia privata: aumenti sui device digitali non giustificati. Il Mibact blocchi il decreto proviene da Data Manager Online.

]]>
Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale: “Chiediamo al Ministro Franceschini di bloccare il decreto. Penalizzare le tecnologie digitali, in questo momento in cui sono gli strumenti cruciali per consentire a cittadini e imprese di continuare a svolgere le proprie attività da casa, sarebbe un segnale del tutto inopportuno e controproducente”

“Riteniamo che la proposta di decreto sul compenso per copia privata, posta a consultazione dal Mibact, sia frutto di una visione del tutto anacronistica rispetto alle reali abitudini dei consumatori. La rapida evoluzione dei device, la crescente offerta di contenuti on-line da piattaforme specializzate e l’accesso a costi decrescenti alle reti a banda larga fisse e mobili, hanno radicalmente cambiato le abitudini di consumo legale di contenuti e oggi lo streaming è la modalità largamente prevalente di fruizione dei contenuti digitali.

La copia privata è del tutto residuale e mantenere in vita il compenso, addirittura prevedendone l’aumento, assume sempre più il significato di un balzello sull’innovazione tecnologica, oltretutto in contrasto con le esigenze di modernizzazione del Paese, emerse con forza nella drammatica emergenza che stiamo vivendo. Per questo invitiamo il Ministro Franceschini anzitutto a soprassedere all’aumento del compenso per copia privata, che è totalmente ingiustificato, e di ripensare anche all’intero istituto della copia privata riformando la norma che lo ha istituito.” Così Cesare Avenia presidente di Confindustria Digitale, sintetizza la posizione della Federazione e delle sue associate Anitec-Assinform e Asstel, invitate dal Mibact a commentare la bozza di decreto sull’aggiornamento dei compensi per copia privata presentata dal Ministero.

Desta sconcerto che nel predisporre il decreto il Ministero non abbia tenuto in alcun conto le indagini sulle abitudini dei consumatori italiani realizzate in questi anni da terze parti che confermano la netta prevalenza di fruizione dei contenuti tutelati utilizzando le piattaforme di streaming e/o download su licenza.

La più recente, la ricerca Nielsen sui consumi presentata nel febbraio scorso, indica che solo per quanto riguarda gli smartphone, il numero di consumatori che hanno ascoltato musica tramite servizi di streaming on-demand è pari all’84% del totale. La proposta di decreto presentata dal Ministero ignora persino le evidenze dello studio Istat, commissionato dal Ministero stesso e citato nella premessa del decreto, che fotografava già nel 2017 una situazione in cui solo il 15% dei consumatori di contenuti musicali e il 10% dei consumatori di contenuti video ricorreva ancora all’abitudine di produrre la cosiddetta “copia privata”.

Oggi a due anni di distanza la percentuale di consumatori che ricorre ancora alla copia privata è tendente a zero. A fronte di queste evidenze la bozza di decreto predisposta dal Mibact prevede, incredibilmente, un aumento delle tariffe sui telefoni (7% per gli smartphones dai 32 ai 64 Gb e 21% per quelli dai 64 ai 128 Gb) e sui pc ( 32,7%), e vengono per la prima volta assoggettati al compenso per copia privata anche i cosiddetti wearables, i device indossabili quali gli smartwatch e i fit-traker, che in realtà sono da considerare come accessori di un dispositivo principale (smartphone) che è già soggetto al pagamento del compenso.

“Confidiamo che il Ministro Franceschini fermi l’iter di emanazione di un decreto che è profondamente sbagliato, tanto più in questo momento: si andrebbe infatti ad aggravare il prelievo per copia privata sui dispositivi che gli italiani stanno utilizzando per proseguire le proprie attività lavorative da casa, per continuare le attività didattiche e di studio, per mantenere le proprie relazioni sociali – conclude Avenia – Oggi il settore digitale è pienamente mobilitato per assicurare al Paese lo svolgimento delle attività nel rispetto delle regole sull’isolamento. Vi sono in corso, da parte delle aziende tecnologiche, decine e decine di iniziative volontarie di messa a disposizione gratuita di connettività, servizi e piattaforme, anche accogliendo l’appello lanciato dal Ministro dell’Innovazione Paola Pisano con il programma “Solidarietà Digitale”. Un decreto che penalizzi l’innovazione sarebbe un segnale del tutto inopportuno e controproducente”.

L'articolo Copia privata: aumenti sui device digitali non giustificati. Il Mibact blocchi il decreto proviene da Data Manager Online.

]]>
Il mercato digitale torna a tirare e ora si apre la partita dell’industria 4.0 https://www.datamanager.it/2017/07/mercato-digitale-torna-tirare-ora-si-apre-la-partita-dellindustria-4-0/ Tue, 25 Jul 2017 08:33:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129334 Presentate le stime Assinform: dall’automazione e digitalizzazione si attende una nuova spinta Il mercato digitale consolida i segni di ripresa del 2016 e ora si attende una nuova fase che potrebbe essere illuminata da un driver di tutto rispetto: quello dell’Industria 4.0, che se giocherà bene le sue carte, unendo i processo digitali necessari, potrà […]

L'articolo Il mercato digitale torna a tirare e ora si apre la partita dell’industria 4.0 proviene da Data Manager Online.

]]>
Presentate le stime Assinform: dall’automazione e digitalizzazione si attende una nuova spinta

Il mercato digitale consolida i segni di ripresa del 2016 e ora si attende una nuova fase che potrebbe essere illuminata da un driver di tutto rispetto: quello dell’Industria 4.0, che se giocherà bene le sue carte, unendo i processo digitali necessari, potrà anzi trasformarsi in “impresa 4.0”. Assinform e Confindustria Digitale hanno confermato l’orientamento al bel tempo delle lancette del barometro, pur segnalando gli elementi critici e le scommesse ancora aperte. Tra questi, il consistente ritardo della digitalizzazione della PA e lo shortage delle competenze digitali. I due presidenti Agostino Santoni ed Elio Catania hanno “dettato il passo” del nuovo corso, sottolineando come la partita aperta, in realtà, non riguardi solo un settore, per quanto importante, ma l’intera struttura economica del paese.

Si consolida la ripresa nel 2017

I numeri in primo luogo, presentati da Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting Cube, che quest’anno è stata affiancata da NextValue (di cui si rimpiange la recente scomparsa del fondatore Alfredo Gatti) nella realizzazione del rapporto “Il Digitale in Italia”. Dopo un 2016, che già aveva chiuso il 2016, secondo i numeri raccolti da NetConsulting, con un +1,8%, dove però pesava un +7m2% della componente “non tecnologia”, ovvero contenuti e pubblicità digitale, il 2017 sembra caratterizzarsi per una ripresa più solida e diffusa. Il primo trimestre spunta un eccellente +2,8%, con segni che questa volta interessano tutti i comparti.

Certo, la componente, un po’ “spuria” dei contenuti digitali (come se nel mercato automobilistico si contasse anche l’auto noleggio) continua a dominare con il suo +6,9%, ma i servizi Ict crescono comunque del 2,9%, il software e le soluzioni del 5,8%. Cresce anche l’hardware, con un + 0,9%, dove sono soprattutto server di fascia alta (per i data center nel cloud) e gli smartphone a mantenere il ritmo. Smette di avere segno meno anche “il grande malato”, ovvero le Tlc, che raggiungono la stabilità (+0,04%). Quel che più conta è che per l’intero 2017, il mercato è atteso, secondo stime prudenziali, a un +2,3%. Pesa, nella lieve decrescita, il meno 0,5% delle Tlc, probabilmente appesantite nella seconda metà dell’anno, dal venir meno delle tariffe del roaming internazionale. Per il 2018, il segno più dovrebbe ancora consolidarsi, con un +2,6%.

Bene Industria 4.0, ma la PA è ancora indietro

Segnali positivi dunque, con i principali drivers nella mobilità, negli analytics, nel cloud, nella cybersecurity, ma segnali positivi anche dal punto di vista qualitativo, con il moltiplicarsi delle iniziative innovative. Anche nel Mezzogiorno, ha sottolineato il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania. Tutto bene quindi? A tirare il bilancio è il presidente di Assinform Santoni: “buoni risultati dal piano ultrabroadband, elementi di preoccupazione per la digitalizzazione della pubblica amministrazione “dove occorre essere più direttivi, anche a costo di imporre i nuovi comportamenti virtuosi”. Favorevoli aspettative, infine da Industria 4.0.  La vera novità potrebbe essere proprio questa. Grazie anche agli incentivi fiscali in materia – ovvero gli iperammortamenti – il mercato nel comparto registra crescite del 20%, con impatti anche sulla filiera digitale. Anzi, per Catania, “stiamo risvegliando l’economia del Paese”, mentre dalla convergenza tra automazione e digitalizzazione può nascere la “versione italiana” di un’Industria 4.0 che diviene Impresa 4.0.

Un segnale, intanto, viene dal  territorio: Confindustria – ha spiegato Catania – spinge per un lavoro di squadra su Industria 4.0 per coinvolgere le imprese, fare sistema attorno alle eccellenze che ci sono. Sono migliaia le imprese incontrate per parlare di queste prospettive e dei 20 Innovation hub regionali, per disseminare il nuovo verbo, 14 sono già attivi, mentre gli altri lo saranno nelle prossime settimane.

Gli ostacoli non mancano e sono soprattutto due: la carenza di risorse umane adeguate,  e il ritardo della PA. Il primo, gli “skills”, è un parametro che vede l’Italia fanalino di coda europeo nelle classifiche internazionali del “Digital Index”. Tra il 2016 e il 2018 si stima che manchino oltre 19 mila competenze tra addetti da riqualificare (operazione non semplice per motivi anagrafici e anche qualche resistenza sindacale) e dai 41.700 ai 65.700 nuovi posti da coprire.  Sulla PA, il presidente di Confindustria Digitale è stato diretto: “la PA non è come un’azienda, ma pur con le diverse modalità, i principi sono gli stessi. Occorre una profonda revisione dei processi”. Il piano triennale dell’Agenda digitale: “Buone idee, ma sono solo un piano”.

A cura di Sandro Frigerio – FMC
Sandro.frigerio@fmc-comunicazione.it

L'articolo Il mercato digitale torna a tirare e ora si apre la partita dell’industria 4.0 proviene da Data Manager Online.

]]>
Alla fine l’equo compenso alza i prezzi dei prodotti hitech https://www.datamanager.it/2014/07/lequo-compenso-alza-i-prezzi-dei-prodotti-hitech/ Thu, 24 Jul 2014 10:58:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59047 A causa dell’equo compenso, Apple ha alzato i prezzi dei suoi prodotti e altre aziende stanno pensando di fare altrettanto. Diverse associazioni si sono scagliate contro i rincari L’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE come risarcimento per la cosiddetta copia privata, non avrebbe dovuto pesare sulle tasche dei consumatori ma […]

L'articolo Alla fine l’equo compenso alza i prezzi dei prodotti hitech proviene da Data Manager Online.

]]>
A causa dell’equo compenso, Apple ha alzato i prezzi dei suoi prodotti e altre aziende stanno pensando di fare altrettanto. Diverse associazioni si sono scagliate contro i rincari

L’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE come risarcimento per la cosiddetta copia privata, non avrebbe dovuto pesare sulle tasche dei consumatori ma così non è stato. Quando il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha firmato il decreto che ne innalzava le tariffe aveva sottolineato che il provvedimento “non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”. La verità è che Apple ha aumentato il costo dei suoi prodotti mentre Samsung e altri colossi dell’hitech ci stanno pensando.

Equo compenso: Apple alza i prezzi, gli altri valutano

Con le nuove tariffe dell’equo compenso in vigore da 10 giorni, Apple ha deciso di aumentare i prezzi dei propri device. Un iPhone 5S da 16 GB ora costa 732,78 euro (+3,78 euro) mentre il sovrapprezzo dei modelli da 32 e 64 GB è rispettivamente di 4,76 e 5,25 euro. Anche iPad e MacBook hanno avuto rincari proporzionati. Samsung ha detto a Repubblica.it di star “valutando” l’idea di alzare i prezzi mentre Microsoft, che trasformerà Windows in un sistema operativo adatto a qualsiasi tipo di schermo, non ha dato indicazioni in merito. LG assorbirà l’aumento dell’equo compenso, Google non ha cambiato i prezzi per quanto riguarda smartphone e tablet mentre Sony ha confermato che non aumenterà il costo dei televisori ma i rincari riguarderanno con ogni probabilità hard disk, schede di memoria, chiavette USB.

Le reazioni

Alla notizia dei rincari sul prezzo finale apportati da Apple Franceschini ha scritto su Twitter: “iPhone 5S 16GB: Francia 709 euro (copia privata 8 euro) Germania 699 (cp 36 euro) Italia ora 732 (cp 4 euro). Apple fa pagare copia privata solo ai suoi clienti italiani”. “Scaricano sui soli consumatori italiani il legittimo compenso dovuto agli autori pur di non ridurre lievemente il loro margine di guadagno. Che altro dire?”, ha ribadito sul social network il ministro.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania, che insieme ad Altroconsumo è intenzionata a ricorrere al Tar per annullare il decreto: “Era prevedibile a fronte di un’imposizione del tutto ingiustificata. Non ci voleva un genio per capire come sarebbe andata a finire, bastava un briciolo di onestà intellettuale”.

Persino la SIAE che ha sempre difeso l’equo compenso ha inaspettatamente attaccato Apple affermando che l’aumento dei prezzi è un’operazione “di pura mistificazione della realtà mirata a confondere i consumatori e a mantenere inalterati i propri ingenti profitti, spesso realizzati attraverso l’utilizzo di manodopera a basso costo”. L’associazione che tutela gli artisti ha quindi annunciato un’iniziativa provocatoria. L’idea è di acquistare qualche centinaio di iPhone in Francia, dove l’equo compenso è più alto che da noi, e di metterli in vendita in Italia con il prezzo d’Oltralpe, che è inferiore di 50 euro rispetto a quello proposto da Apple nel nostro Paese.

L'articolo Alla fine l’equo compenso alza i prezzi dei prodotti hitech proviene da Data Manager Online.

]]>
Confidustria Digitale farà ricorso contro l’equo compenso https://www.datamanager.it/2014/06/confidustria-digitale-fara-ricorso-contro-lequo-compenso/ Fri, 27 Jun 2014 14:03:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=54085 Confindustria Digitale è pronta a far ricorso contro l’equo compenso per copia privata, ritenuto un provvedimento anacronistico e un freno alla digitalizzazione del Paese Dopo Altroconsumo anche Confindustria Digitale si scaglia contro l’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE per risarcirla delle copie private realizzate tramite dispositivi elettronici. L’obolo all’associazione che […]

L'articolo Confidustria Digitale farà ricorso contro l’equo compenso proviene da Data Manager Online.

]]>
Confindustria Digitale è pronta a far ricorso contro l’equo compenso per copia privata, ritenuto un provvedimento anacronistico e un freno alla digitalizzazione del Paese

Dopo Altroconsumo anche Confindustria Digitale si scaglia contro l’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE per risarcirla delle copie private realizzate tramite dispositivi elettronici. L’obolo all’associazione che tutela agli artisti ha visto salire le sue tariffe a seguito della firma dello specifico decreto da parte del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Ad esempio, uno smartphone con memoria da 16 GB costerà all’utente finale 4 euro in più.

“Equo compenso? Anacronistico e contro gli interessi del Paese”

Il presidente Elio Catania ha sottolineato come il provvedimento non solo sia anacronistico, ma rallenterà lo sviluppo digitale del Paese.

[blockquote style=”4″]”Il sistema dell’equo compenso va completamente rivisto per rappresentare anche gli interessi e i trend dell’industria digitale e dei consumatori. Siamo pronti a fare ricorso”, ha detto il numero uno di Confindustria Digitale. “Riteniamo l’aumento del compenso per copia privata non solo una misura del tutto ingiustificata rispetto agli attuali trend tecnologici e di consumo – ha aggiunto Catania – ma anche un segnale in contrasto con l’esigenza, riconosciuta prioritaria dallo stesso governo Renzi, di favorire l’innovazione digitale nel Paese”.[/blockquote]

L'articolo Confidustria Digitale farà ricorso contro l’equo compenso proviene da Data Manager Online.

]]>
Tecnologie digitali al servizio della disabilità https://www.datamanager.it/news/tecnologie-digitali-al-servizio-della-disabilit-47155.html Tue, 21 May 2013 13:35:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/tecnologie-digitali-al-servizio-della-disabilita/ Fondazione Asphi e Confindustria Digitale siglano un accordo di collaborazione per promuovere l’inclusione digitale di persone disabili e anziani

L'articolo Tecnologie digitali al servizio della disabilità proviene da Data Manager Online.

]]>
Fondazione Asphi e Confindustria Digitale siglano un accordo di collaborazione per promuovere l’inclusione digitale di persone disabili e anziani

Promuovere l’integrazione nel lavoro, nella scuola e nella società delle persone svantaggiate attraverso l’uso delle tecnologie digitali. E’ questo lo scopo della collaborazione avviata oggi con la sigla di un protocollo d’intesa fra Confindustria Digitale, la federazione che in Italia rappresenta le imprese Ict, e la Fondazione Asphi onlus, impegnata da tempo sui temi della disabilità e delle tecnologie Ict per favorire autonomia e partecipazione di persone con disabilità e anziani.

Con questa azione si intende facilitare iniziative tra le imprese associate a Confindustria Digitale ed Asphi per qualificare sempre meglio servizi e prodotti in modo che siano accessibili e fruibili anche a un’“utenza fragile”, come disabili ed anziani. L’accordo consentirà, inoltre, di sviluppare una serie di attività fra cui quella di contribuire, in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale, alla definizione di regole tecniche in ambito e-government, accessibilità ai siti della Pa e agli open data; valorizzare le capacità lavorative delle persone disabili attraverso l’uso di tecnologie Ict e promuovere la creazione di nuovi ambienti di apprendimento accessibili con didattiche inclusive; identificare soluzioni e ausili digitali nell’ambito di progetti di Smart Communities e Smart Cities.

“Le tecnologie digitali – ha affermato Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale – hanno straordinarie potenzialità per migliorare la qualità della vita e semplificare la quotidianità delle persone che vivono una condizione di difficoltà perché disabili o anziani, rendendo possibile il superamento di barriere reali e virtuali e consentendo l’accesso a quanto finora si presenta inaccessibile. Queste categorie di cittadini, che costituiscono ampie fasce della popolazione italiana, corrono il rischio di essere escluse dai vantaggi derivanti dallo sviluppo digitale, costituendo un’altra forma di digital divide. Già oggi molte nostre imprese Ict hanno in campo iniziative specifiche destinate alle persone disabili, ma l’accordo con Asphi ci consentirà di dar vita a un’azione sistemica capace di sensibilizzare le istituzioni e contribuire ad assicurare a tutti l’accessibilità e la fruibilità di tecnologie e servizi digitali”.

Franco Bernardi di Fondazione Asphi onlus sottolinea l’importanza dell’accordo sottoscritto, come primo passo di un percorso che formalizza ed esplicita la consapevolezza della industria italiana dell’Ict sul significato fondante della propria attività per la crescita economica, sociale e civile di un Paese in cui tutti, senza alcuna distinzione, abbiano le stesse opportunità. In questo senso Asphi può essere considerata come struttura di riferimento per favorire l’inclusione delle persone svantaggiate. Da qui la rilevanza della collaborazione con l’Agenda Digitale Italiana, prevista dall’accordo, alla quale Asphi ha già inviato un proprio contributo per i temi che interessano la disabilità.

L'articolo Tecnologie digitali al servizio della disabilità proviene da Data Manager Online.

]]>
Per il futuro governo, l’Agenda Digitale abbia la stessa rilevanza del Fiscal Compact https://www.datamanager.it/news/il-futuro-governo-lagenda-digitale-abbia-la-stessa-rilevanza-del-fiscal-compact-44350.html Thu, 14 Feb 2013 15:24:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/per-il-futuro-governo-lagenda-digitale-abbia-la-stessa-rilevanza-del-fiscal-compact/ E' quanto ha affermato Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale intervenendo al convegno “Agenda digitale, la via maestra per avvicinare cittadini, politica e istituzioni” organizzato da Anitec questa mattina a Milano

L'articolo Per il futuro governo, l’Agenda Digitale abbia la stessa rilevanza del Fiscal Compact proviene da Data Manager Online.

]]>

“Per il futuro dell’Italia, il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale europea, fissati al 2015 e 2020, va considerato con la stessa rilevanza politica e strategica che viene attribuito al rispetto degli impegni del Fiscal Compact” è quanto ha affermato Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale intervenendo al convegno “Agenda digitale, la via maestra per avvicinare cittadini, politica e istituzioni” organizzato da Anitec questa mattina a Milano.

“Solo affiancando alle misure per il risanamento dei conti pubblici un deciso, organico e razionale processo di digitalizzazione del Paese – ha continuato Parisi – è possibile realizzare una manovra di politica economica capace di produrre cambiamenti strutturali e invertire i trend negativi in atto. Per ridurre drasticamente la spesa pubblica, dare efficienza all’azione della Pa e aprire l’economia a nuove opportunità di crescita e aumento dell’occupazione occorrerà da parte del nuovo Esecutivo un forte commitment politico che centri sulla Presidenza del Consiglio la responsabilità per l’attuazione dell’Agenda digitale.

Ciò sarà necessario anche per superare le resistenze degli apparati burocratici, oggi così mal visti dall’opinione pubblica. La Pubblica Amministrazione solo diventando più efficace ed efficiente verrà meglio accettata dai cittadini. La riorganizzazione e digitalizzazione della Pa, infatti, è un grande progetto di cambiamento che non può essere raggiunto attraverso operazioni periferiche e sporadiche e non può essere attuato senza investire. Occorre, al contrario, un impegno manageriale da parte delle istituzioni ed enti coinvolti che possa attingere da un fondo che potrà essere finanziato dai risparmi ottenuti grazie allo switch off digitale”.

 

L'articolo Per il futuro governo, l’Agenda Digitale abbia la stessa rilevanza del Fiscal Compact proviene da Data Manager Online.

]]>
Confindustria Digitale chiede modifiche urgenti con la legge di Stabilità https://www.datamanager.it/news/confindustria-digitale-chiede-modifiche-urgenti-con-la-legge-di-stabilit-43027.html Mon, 17 Dec 2012 16:39:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/confindustria-digitale-chiede-modifiche-urgenti-con-la-legge-di-stabilita/ Responsabilità solidale negli appalti: aggravio di oneri per le imprese senza benefici per contrasto all'evasione

L'articolo Confindustria Digitale chiede modifiche urgenti con la legge di Stabilità proviene da Data Manager Online.

]]>
Responsabilità solidale negli appalti: aggravio di oneri per le imprese senza benefici per contrasto all’evasione

“Le recenti disposizioni sulla responsabilità solidale dell’appaltatore con il suo subappaltatore in materia fiscale hanno introdotto un meccanismo diulteriore appesantimento degli oneri burocratici che già gravano sulle imprese. E’ fondamentale che il legislatore modifichi al più presto queste disposizioni che caricano sulle imprese private l’onere di svolgere il ruolo che è proprio dello Stato, di controllo esattoriale, senza alcun concreto beneficio per il contrasto all’evasione. E’ fortemente auspicabile che venga colta l’occasione dell’approvazione della Legge di Stabilità per apportare le necessarie correzioni”.

E’ quanto richiede Confindustria Digitale in relazione alle misure introdotte prima con il Decreto Semplificazioni fiscali (Dl 16/2012) e poi con il decreto Crescita e sviluppo (Dl 83/2012) a seguito delle quali le imprese appaltatricisono divenute responsabili in solido con i propri subappaltatori per il versamento dell’Iva e delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente. Vale a dire che se il subappaltatore non versa all’Erario, ne risponde il committente originario, il quale per non incorrere nelle pesanti sanzioni previste (da 5mila a 200mila euro) deve richiedere alla propria controparte la documentazione che comprovi la regolarità dei versamenti.

Per Confindustria Digitale “l’opera di contrasto all’evasione fiscale è doverosa, ma non può portare a gravare sugli operatori privati oneri impropri; infatti a seguito di queste disposizioni accade che le imprese debbano, per ogni fattura inviata nell’ambito di commesse in appalto, rilasciare una autocertificazione di regolarità contributiva che riporti gli estremi dei versamenti IVA e delle ritenute contributive da lavoro dipendente per il periodo a cui la fattura si riferisce. Con questo tipo di provvedimenti l’amministrazione tributaria imbocca una strada sbagliata, mentre invece sarebbe necessario accelerare il processo di interconnessione delle banche dati, di digitalizzazione delle procedure e degli apparati, di diffusione degli strumenti di pagamento elettronici.

 

 

 

L'articolo Confindustria Digitale chiede modifiche urgenti con la legge di Stabilità proviene da Data Manager Online.

]]>
Spendere? Sì, possibilmente bene https://www.datamanager.it/rivista/spendere-s-possibilmente-bene-42433.html Fri, 30 Nov 2012 16:03:47 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/spendere-si-possibilmente-bene/ La ricetta della crescita passa per il digitale? Può darsi. Purché ci si ricordi di un proverbio, quello secondo cui la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. Quando i soldi scarseggiano, diventa ancora più urgente spenderli bene. Il che non è affatto scontato. La “cura” digitale sembra un passo dovuto per riprendere l’agenda dello sviluppo, […]

L'articolo Spendere? Sì, possibilmente bene proviene da Data Manager Online.

]]>
Spendere? Sì, possibilmente bene

La ricetta della crescita passa per il digitale? Può darsi. Purché ci si ricordi di un proverbio, quello secondo cui la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. Quando i soldi scarseggiano, diventa ancora più urgente spenderli bene. Il che non è affatto scontato. La “cura” digitale sembra un passo dovuto per riprendere l’agenda dello sviluppo, ma non sempre i conti tornano. Il rischio è che prevalga un’idea “keynesiana” del sostegno della spesa IT. Quale essa sia. In Italia, si spende il 30-50% meno per l’information technology rispetto al PIL che negli altri Paesi OCSE? Nulla di più accattivante che pensare a una politica della spesa che – se potrà far piacere alle aziende del settore – non necessariamente potrà far scattare la molla decisiva per un salto di qualità, non meno importante della quantità. Il campionario di idee “sopra le righe” – fortunatamente archiviate – parla da solo: dall’idea “renziana” avanzata un paio d’anni fa, da Assinform, per finanziare la rottamazione delle vecchie applicazioni (finché queste funzionano, sarebbe meglio pensare a quelle che, più semplicemente, non ci sono) a quella sostenuta da Confindustria Digitale per la parziale defiscalizzazione dell’e-commerce (se ha bisogno di un’aliquota privilegiata per essere competitivo, tanto vale lasciare il negozio di quartiere). Forse era meglio ripristinare una Tremonti Ter che sostenesse la spesa tecnologica delle aziende. Un altro dei rischi da cui fuggire è quello di un’informatica che, in nome di investimenti taumaturgici (in genere a carico delle aziende), porti a complicare la vita, invece, che a semplificarla. Sono molte le università che prevedono procedure online per iscriversi. Pensare di farne l’unica strada potrebbe essere inappropriato. Soprattutto quando il sistema universitario italiano è noto all’estero per i tempi biblici necessari per presentare un diploma di laurea. Nella dichiarazione dei redditi è prevista la casella per inserire l’indirizzo di posta elettronica? Ottimo, ma allora perché la corrispondenza va avanti a colpi di raccomandate e code alle Poste per ritirarle? E perché non usare più estesamente la PEC? Per carità, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Digitalizzare le procedure sarà utile. Eliminare quelle che non servono lo è ancora di più. Anche il servizio per effettuare dichiarazioni e pagare le tasse online è apprezzabile. Peccato che quest’anno chi avesse voluto cimentarsi con la compilazione e invio del modello Unico avrebbe dovuto sfidare il labirinto di tre release di Java, ovviamente, con forti incompatibilità tra di loro: Java 1.6 secondo Agenzia delle Entrate e Sogei che rimandano al sito di Oracle, che però informa che la versione scaricabile è oggi la 7.0. E il plug-in per l’invio telematico della dichiarazione non funziona, perché ha bisogno della release 1.5. Problemi noti agli operatori dei call center, ma sconosciuti alle istruzioni del sito. Può essere ragionevole pretendere un “catasto” delle reti che corrono nel sottosuolo, per poter utilizzare i manufatti, per esempio per infilarci le fibre ottiche, o per evitare di tagliare un tubo del caso quando si cerca di riparare un acquedotto. Tuttavia sarebbe anche e forse più opportuno mantenere un database di data center (un quarto di migliaia solo nella PA centrale) e applicazioni, per poterne definire il riutilizzo. Digitalizzare i processi operativi della pubblica amministrazione non è solo un problema tecnologico. Richiede procedure e organizzazioni del lavoro conseguenti, superando una logica per la quale occorre un premio di produttività per spostare procedure dai faldoni all’online. Mezzo secolo fa, usciva il bel film di Mario Soldati “Policarpo, ufficiale di scrittura”, con protagonista Renato Rascel, amanuense del ministero che doveva convertirsi, suo malgrado, alla macchina per scrivere. Siamo sicuri che il clima sia cambiato?

L'articolo Spendere? Sì, possibilmente bene proviene da Data Manager Online.

]]>
La rete GARR-X fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo dell’economia digitale in Italia https://www.datamanager.it/news/la-rete-garr-x-fondamentale-linnovazione-e-lo-sviluppo-delleconomia-digitale-italia-42523.html Thu, 29 Nov 2012 16:14:31 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/la-rete-garr-x-fondamentale-per-linnovazione-e-lo-sviluppo-delleconomia-digitale-in-italia/ Queste le parole di Cristiano Radaelli, vicepresidente di Confindustria Digitale intervenuto all’incontro per il lancio della nuova Rete GARR-X tenutosi oggi a Roma per iniziativa del Miur

L'articolo La rete GARR-X fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo dell’economia digitale in Italia proviene da Data Manager Online.

]]>
Queste le parole di Cristiano Radaelli, vicepresidente di Confindustria Digitale intervenuto all’incontro per il lancio della nuova Rete GARR-X tenutosi oggi a Roma per iniziativa del Miur

“Il GARR-X costituisce una realizzazione fondamentale per sostenere l’innovazione e lo sviluppo in Italia. La connessione veloce con rete telematica in fibra ottica di nuova generazione tra i centri di ricerca, infatti, è un esempio concreto di quanto si può fare per potenziare le infrastrutture italiane al fine di sostenere la crescita dell’economia digitale” – ha affermato Cristiano Radaelli, vicepresidente di Confindustria Digitale intervenendo all’incontro per il lancio della nuova Rete GARR-X tenutosi oggi a Roma per iniziativa del Miur.

“In quest’ottica è necessario che un piano simile venga attuato al più presto per realizzare il collegamento a larghissima banda anche dei distretti industriali – ha continuato Radaelli – Secondo le nostre stime l’economia digitale, se opportunamente sostenuta e incentivata attraverso misure infrastrutturali e la corretta attuazione dell’Agenda Digitale, potrà offrire un contributo rilevante all’aumento del Pil dell’ordine del 4-5% nei prossimi tre anni. È importante , quindi, che il Governo e le istituzioni regionali procedano velocemente lungo questa strada per aprire nuove prospettive di crescita per l’economia e la competitività del sistema Paese”.

 

L'articolo La rete GARR-X fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo dell’economia digitale in Italia proviene da Data Manager Online.

]]>
Roberto Bedani è il nuovo direttore di Confindustria Digitale https://www.datamanager.it/news/confindustria-digitale/roberto-bedani-il-nuovo-direttore-di-confindustria-digitale Fri, 22 Jun 2012 09:57:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/06/roberto-bedani-e-il-nuovo-direttore-di-confindustria-digitale/ Bedani lascia  la direzione di Anitec per assumere l’incarico di direttore della federazione di rappresentanza dell’industria Ict in Italia

L'articolo Roberto Bedani è il nuovo direttore di Confindustria Digitale proviene da Data Manager Online.

]]>
Bedani lascia  la direzione di Anitec per assumere l’incarico di direttore della federazione di rappresentanza dell’industria Ict in Italia

Il Consiglio Direttivo di Confindustria Digitale ha nominato Roberto Bedani nuovo direttore della Federazione che subentra a Federico Barilli.

Laureato in Giurisprudenza, classe 1963, Bedani vanta un’importante esperienza nelle rappresentanze confindustriali dell’Ict, avendo ricoperto dal 2004 al 2009 la carica di segretario generale dell’associazione Ict & Ce di Anie, per poi passare alla direzione di Anitec, l’associazione delle imprese manifatturiere di informatica ed elettronica di consumo.


 

L'articolo Roberto Bedani è il nuovo direttore di Confindustria Digitale proviene da Data Manager Online.

]]>