Corea – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 16 Oct 2018 14:52:09 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Corea – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Galaxy X, confermato l’arrivo quest’anno https://www.datamanager.it/2018/09/galaxy-x-confermato-larrivo-questanno/ Thu, 06 Sep 2018 13:01:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152864 Entro un paio di mesi Samsung presenterà il suo innovativo smartphone pieghevole, in versione anteprima solo per il mercato coreano Archiviati i due top di gamma per il 2018, Samsung si appresta a lanciare la sua più grande rivoluzione: il Galaxy X, che potrà essere utilizzato come un tablet. Si tratta del primo dispositivo della […]

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Entro un paio di mesi Samsung presenterà il suo innovativo smartphone pieghevole, in versione anteprima solo per il mercato coreano

Archiviati i due top di gamma per il 2018, Samsung si appresta a lanciare la sua più grande rivoluzione: il Galaxy X, che potrà essere utilizzato come un tablet. Si tratta del primo dispositivo della coreana con display pieghevole, sul quale oramai circolano voci da diversi mesi ma senza alcuna conferma. Nel recente passato, il CEO della divisione Mobile, DJ Koh, aveva più volte parlato della tecnologia flessibile della casa come di una tecnica oramai in via di definizione e pronta all’uso. Dopo la sensazione che non avremmo visto il telefonino nel breve periodo, Koh ha sganciato la bomba alla CNBC, lasciando intendere che un annuncio ci sarà entro l’anno, probabilmente alla Samsung Developer Conference di San Francisco a novembre.

Cosa sappiamo

Parlando all’emittente USA, il CEO ha spiegato, seppur in termini motlo vaghi, di come sarà il design del telefonino. “Lo useremo come facciamo di solito con i device quotidiani ma in modalità pieghevole. Quando si dovrà usare il browser però ci sarà bisogno di aprirlo per gestire al meglio le attività. Lasceremo che ogni utente possa capire il perché di un oggetto simile, Vogliamo che, quando lo terrà aperto tra le mani, possa dire: Wow, questo è il motivo per cui Samsung lo ha realizzato”.

Come detto, il design e le funzioni principali sono tutte da scoprire ma ne sapremo di più a riguardo tra poco, visto che da qui alla fine del 2018 non restano che una manciata di mesi. La Developer Conference di Samsung è dal 7 all’8 novembre presso il Moscone West di San Francisco e non può che essere questa l’occasione migliore per dare un’anticipazione di ciò che il Galaxy X potrà fare. Sembra che la tecnologia abbia raggiunto un grado di maturità tale da poter cogliere finalmente l’interesse del grande pubblico, anche se una volta nei negozi, più o meno nella prima parte del 2019 dopo un rollout in patria coreana, ci sarà bisogno di aprire il portafoglio più del solito, per far uscire una cifra tra i 1.200 e i 1.400 euro.

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Coinrail butta giù il prezzo dei Bitcoin https://www.datamanager.it/2018/06/coinrail-butta-giu-il-prezzo-dei-bitcoin/ Wed, 13 Jun 2018 10:02:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149469 L’hacking alla piattaforma di scambio ha causato un calo di oltre il 5% del valore della moneta, il punto più basso da fine maggio Per comprendere quanto sia volatile il valore economico dei Bitcoin basti pensare che l’hacking di una piattaforma che ne conservava, solo in parte, un certo numero ne ha causato una rapida […]

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L’hacking alla piattaforma di scambio ha causato un calo di oltre il 5% del valore della moneta, il punto più basso da fine maggio

Per comprendere quanto sia volatile il valore economico dei Bitcoin basti pensare che l’hacking di una piattaforma che ne conservava, solo in parte, un certo numero ne ha causato una rapida discesa. Dopo la violazione a Coinrail, noto servizio di exchange con base in Corea del Sud, i Bitcoin hanno perso il 5,1%, scendendo così al loro punto più basso sin dal 23 maggio. Nell’hacking al sito, sono stati coinvolti sia la famosa criptomoneta che altri token meno conosciuti dalla massa ma scambiati nel sottobosco della rete con una certa frequenza. Il punto è che, seppur Coinrail non sia la più grande community di scambio online, la crescita delle attività di furto da parte dei cybercriminali causa, periodicamente, una perdita di fiducia nelle valute crittografiche, se non altro per l’estrema digitalizzazione su cui si basano

Cosa succede

Ciò è probabilmente dovuto al fatto che le persone non credono che la criptovalute sia una scommessa sicura dato che i soldi che guadagnano potrebbero essere improvvisamente spazzati via da criminali informatici intraprendenti o opportunisti. Per questo, anche se il prezzo dei Bitcoin è da un lato in caduta libera, dall’altro è destinato a risalire entro breve, visto che le currency sottratte vengono comunque caricate su altre piattaforme.

La scelta migliore è quella di investire con estrema prudenza e cautela ma le stesse agenzie di exchange si sono attrezzate per prevenire o mitigare i danni. Coinrail, ad esempio, ha messo in piedi un’operazione congiunta per recuperare parte del bottino rubato dagli hacker, monitorando costantemente i servizi principali e cercando di tracciare una linea tra i Bitcoin conservati originariamente su di essa e quelli investiti altrove.

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Coinrail hackerato: 40 milioni di dollari svaniti nel nulla https://www.datamanager.it/2018/06/coinrail-hackerato-40-milioni-di-dollari-svaniti-nel-nulla/ Tue, 12 Jun 2018 09:14:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149372 Il sito di criptovalute sudocreano ha perso il 30% dei suoi fondi. Almeno il 10% di questi non sarebbe più recuperabile da parte degli investitori La piattaforma di scambio e trading di criptomonete, Coinrail, è stata hackerata nelle ultime ore. Secondo le prime indagini, il colpo avrebbe sottratto dalle casse del sito quasi 40 milioni […]

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Il sito di criptovalute sudocreano ha perso il 30% dei suoi fondi. Almeno il 10% di questi non sarebbe più recuperabile da parte degli investitori

La piattaforma di scambio e trading di criptomonete, Coinrail, è stata hackerata nelle ultime ore. Secondo le prime indagini, il colpo avrebbe sottratto dalle casse del sito quasi 40 milioni di dollari, pari a circa il 30% del valore totale ospitato online. Di questi, il 20% potrebbe essere recuperato, grazie alla collaborazione con altri portali di scambio ma la preoccupazione è sul restante 10% che, a questo punto, sarebbe andato perso per sempre.

Stando ai gestori di Coinrail, nell’immediato post-hacking, il 70% delle cryptocurrency è stato trasferito su wallet sicuri, per ovvie ragioni, e le transazioni bloccate fino a ripristino totale dei servizi. Non si conoscono ancora i responsabili della violazione, né la provenienza ed è chiaro se tali informazioni non saranno così semplici da ottenere, trattandosi di monete che per loro stessa natura sposano il concetto di anonimato.

Cosa succede

Cosa strana è che poco prima dell’attacco, Coinrail aveva raggiunto il suo picco massimo, scambiando monete per circa 2,48 miliardi di dollari in sole 24 ore. Con tale range si era portata tra le prime 100 piattaforme al mondo, secondo CoinMarketCap, un dato che ha forse spinto gli hacker a puntare su un portafoglio in decisa crescita. I token più scambiati sul sito sudcoreano sono gli ERC20, con gli NXPS che da sempre si pongono come asset di riferimento, tanto da rappresentare il 3% dell’intera catena ospitata.

A quanto pare, le monete rubate sono finite su IDEX, uno dei più frequentati exchange decentralizzati di cryptocurrency, dove gli NPXS rimangono tracciati, almeno per ora, e dunque ipoteticamente recuperabili. Si tratta del famoso 20% del totale sottratto di cui scrivevamo prima, con il 10% più difficilmente monitorabile online.

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La Corea non produrrà più il robot “killer” https://www.datamanager.it/2018/04/la-corea-non-produrra-piu-il-robot-killer/ Wed, 11 Apr 2018 13:25:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145419 Il progetto del Korea Advanced Insitute of Science and Technology non si farà per evitare la proliferazione di macchine da guerra senzienti Il KAIST, Korea Advanced Insitute of Science and Technology, non porterà a termine il suo SGR-A1. Il progetto intendeva costruire un robot per la guerra, come spesso accade “per scopo difensivo” ma con […]

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Il progetto del Korea Advanced Insitute of Science and Technology non si farà per evitare la proliferazione di macchine da guerra senzienti

Il KAIST, Korea Advanced Insitute of Science and Technology, non porterà a termine il suo SGR-A1. Il progetto intendeva costruire un robot per la guerra, come spesso accade “per scopo difensivo” ma con la pericolosa idea che la macchina si potesse trasformare in qualcosa di potenzialmente più pericoloso. La divisione interna conosciuta come Research Centre of the Convergence of National Defence and Artificial Intelligence, stava lavorando in collaborazione con la compagnia Hanwa per la finalizzazione dell’automa, che aveva suscitato un bel po’ di critiche nel mondo degli accademici, non solo occidentali. Non a caso, qualche giorno fa, 50 specialisti si erano uniti in una lettera comune con cui chiedevano alle agenzie preposte di annullare l’iniziativa, prima che fosse troppo tardi.

Cosa succede

Ebbene, a nemmeno una settimana di distanza ecco il dietrofront, peraltro non troppo convinto da parte delle società coreane. “Come istituzione accademica, condividiamo i valori umani e gli standard etici globali – aveva detto il presidente del KAIST – per questo confermo come non ci sono da parte nostra attività che vanno contro la dignità della persona, come armi autonome che possono sfuggire dal controllo dell’uomo”.

La decisione però sembra definitiva e non sarà solo una coincidenza il fatto che la prossima settimana, presso le Nazioni Unite, vi sarà un meeting focalizzato proprio sulle nuove metodologie di distruzione di massa, per le quali già 20 paesi sono concordi con lo stabilire norme che vietino lo sviluppo di simili artefatti, anche a scopo difensivo. Sul tema il compianto Stephen Hawking avrebbe avuto un bel po’ da dire, come peraltro aveva già fatto in più di un’occasione, riconoscendo i rischi di una AI talmente intelligente dall’infischiarsi degli ordini dati da un ammasso di carne e muscoli.

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Verizon ha sperimentato il 5G durante il Super Bowl 2018 https://www.datamanager.it/2018/02/verizon-sperimentato-5g-super-bowl-2018/ Wed, 07 Feb 2018 14:19:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140550 Mentre migliaia di fan assistevano allo show sportivo più seguito negli USA, la telco provava la sua rete ultra-veloce in contemporanea tra Minneapolis, New York City e Seul Di soppiatto, nella confusione del Super Bowl LII, Verizon ha mostrato a pochi fortunati cosa vuol dire beneficiare di un collegamento in 5G. Lo ha fatto connettendo […]

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Mentre migliaia di fan assistevano allo show sportivo più seguito negli USA, la telco provava la sua rete ultra-veloce in contemporanea tra Minneapolis, New York City e Seul

Di soppiatto, nella confusione del Super Bowl LII, Verizon ha mostrato a pochi fortunati cosa vuol dire beneficiare di un collegamento in 5G. Lo ha fatto connettendo una stanza dello U.S. Bank Stadium, sul quale campo si stava giocando la finale più attesa dagli sportivi americani, con un’altra città degli States, New York City e Seul, lontana mezzo mondo. La prima dimostrazione ha riguardato proprio la Corea del Sud dove Chang-Gyu Hwang, CEO di Korea Telecom, ha intrattenuto una videochiamata di qualche minuto con Lowell McAdam, CEO di Verizon.

I due hanno chiacchierato tramite una rete sperimentale 5G, cavalcata attraverso un prototipo di tablet a marchio Samsung con chip di nuova generazione, teoricamente lo stesso che vedremo nei dispositivi consumer tra un annetto. Grazie alle infrastrutture delle telco, la call ha viaggiato su velocità di “multi-gigabit al secondo”, switchando in maniera intelligente tra il network tester del 5G e il preesistente e consolidato 4G al quale, è bene ricordarlo, erano già connessi i tifosi allo stadio.

Come funziona

Per quanto riguarda New York City, dalla base di Minneapolis è partito uno streaming della partita live, ripresa in modalità 360, e diffuso a migliaia di chilometri di distanza a un visore di realtà virtuale (presumibilmente un Gear VR ma non ne siamo certi) in alta risoluzione. Quando le sperimentazioni saranno terminate e il 5G si porrà davvero come uno standard accessibile a tutti, si potranno beneficiare di contenuti VR anche in 4K, con latenze così minime da non essere nemmeno prese in considerazione dall’occhio umano. Quello di Verizon è un test che richiama un bel po’ di attenzione perché avvenuto durante il Super Bowl ma di certo non è il solo.

Tante compagnie sono al lavoro per ottimizzare i loro sistemi in vista del 2020, quando il protocollo di rete verrà adottato un po’ ovunque, a partire dalle grandi città fino ai centri più piccoli. A differenza della concorrenza, Verizon è quella che si sta muovendo più in fretta per ultimare strutture e piattaforme, tanto da ipotizzare, con un chiaro obiettivo di marketing, il lancio dei primi servizi 5G già entro la fine del 2018.

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Conchiglia mon amour, torna il flip phone di Samsung https://www.datamanager.it/2017/06/conchiglia-mon-amour-torna-flip-phone-samsung/ Tue, 27 Jun 2017 18:00:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127546 Il Samsung Folder 2 diventa realtà in Sud Corea, dove il trend degli smartphone con lo sportellino sembra essere tornato di moda Nell’era della tecnologia full touch c’è ancora chi nutre speranze per qualcosa di appartenente al passato come il cellulare con lo sportellino. I flip phone sono un’icona della prima metà dei 2000, quando […]

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Il Samsung Folder 2 diventa realtà in Sud Corea, dove il trend degli smartphone con lo sportellino sembra essere tornato di moda

Nell’era della tecnologia full touch c’è ancora chi nutre speranze per qualcosa di appartenente al passato come il cellulare con lo sportellino. I flip phone sono un’icona della prima metà dei 2000, quando gli appassionati andavano matti per il Motorola Razr e le altre compagnie, come Nokia, tentavano di cavalcare l’onda con modelli più o meno simili. In un batter d’occhio il panorama è cambiato bruscamente, merito di Apple e del suo iPhone, che ha dato il via all’età dello schermo (quasi) senza tasti, tutto a disposizione dell’interfaccia utente. Eppure, a più di un decennio di distanza, il telefonino a conchiglia è ancora una realtà. Lo sa bene Samsung, che ha lanciato in patri il Folder 2, smartphone degno erede degli esemplari di un tempo e pronto a cogliere l’interesse dei nostalgici hi-tech.

Solo in patria

C’è da dire, che il Samsung Folder 2 troverà spazio, almeno all’inizio, solo in Sud Corea, patria di Samsung, visto che altrove il design sembra aver preso una piega decisamente diversa. Al di là della costruzione, il dispositivo conserva elementi hardware e software di un certo interesse, come la presenza di Android 6.0, un processore quad-core, 2 GB di RAM, 256 GB di storage espandibili e una batteria rimuovibile da 1.950mAh. Non mancano le fotocamere posteriori e anteriori e il supporto all’LTE. Il prezzo per il gingillo è di circa 260 dollari, non pochi anzi, di più di quello che oggi è il re dei retro-phone, il Nokia 3310, che anche in Italia sta riscuotendo un certo successo, almeno tra chi ricorda che cosa volesse dire ricaricare la batteria una volta a settimana.

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I ricercatori legano WannaCry alla Nord Corea https://www.datamanager.it/2017/05/ricercatori-legano-wannacry-alla-nord-corea/ Wed, 17 May 2017 09:01:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125005 Non ci sono certezze ma pare che gli smanettoni che hanno diffuso il ransomware in tutto il mondo siano vicini al Lazarus Group Dopo aver mitigato gli effetti di WannaCry ora resta solo un dubbio: chi è che lo ha lanciato? Non pare infatti che dietro l’operazione che ha sconvolto mezzo mondo vi siano un […]

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Non ci sono certezze ma pare che gli smanettoni che hanno diffuso il ransomware in tutto il mondo siano vicini al Lazarus Group

Dopo aver mitigato gli effetti di WannaCry ora resta solo un dubbio: chi è che lo ha lanciato? Non pare infatti che dietro l’operazione che ha sconvolto mezzo mondo vi siano un paio di hacker da strapazzo, insicuri di quello che stesse capitando. Ad attivare il ransomware è stato un team esperto, deciso a mettere in subbuglio le attività di aziende di qualsiasi dimensione, anche a costo di sacrificare vite umane (tanti gli inconvenienti negli ospedali del Sistema Nazionale Sanitario britannico). Stando alle prime indagini degli esperti di sicurezza, la minaccia sarebbe partita dalla Nord Corea e in particolare dal Lazarus Group. Secondo il ricercatore di Google, Neel Mehta, le linee di codice associate al virus corrente sono state già usate nel 2015, all’interno di un attacco separato e collegato al gruppo in questione, da molti inteso come braccio cibernetico dell’esercito di Kim Jong Un.

Nessuna evidenza

Eppure, la prova fornita da Mehta è ben lontana dall’affermare che ci sia la Nord Corea dietro la diffusione di WannaCry. Come sappiamo, gli hacker sono soliti rubare pezzi di codice maligno un po’ dove capita, per assemblare poi i propri eseguibili, per renderli personali e più pericolosi di quelli a cui si sono ispirati. Nonostante ciò, l’attenzione delle agenzie si è adesso concentrato su Lazarus Group, per capire se possano esservi legami ulteriori tra questo e il ransomware che, ricordiamo, non ha colpito solo in Europa ma anche negli USA, Cina e Giappone. La polizia che sta guidando le indagini, nei diversi continenti, ha spiegato di trovarsi ancora in una fase primordiale, in cui non è possibile puntare il dito contro nessuno. Al momento nessuna pista è esclusa, tantomeno quella che porta a Kim Jong Un.

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Ancora guai per Sony: WikiLeaks pubblica nuovi file https://www.datamanager.it/2015/06/ancora-guai-per-sony-wikileaks-pubblica-nuovi-file/ Mon, 22 Jun 2015 18:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=77242 Non ha fine la perdita di dati della Pictures Enterainment che ora si vede pubblicare altri 276.000 file da Assange Sony Pictures ha vissuto un fine 2014 completamente da dimenticare a causa del furto di dati da parte degli hacker che hanno messo in imbarazzo un po’ tutti gli ordini dirigenziali del colosso giapponese. Dopo mesi […]

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Non ha fine la perdita di dati della Pictures Enterainment che ora si vede pubblicare altri 276.000 file da Assange

Sony Pictures ha vissuto un fine 2014 completamente da dimenticare a causa del furto di dati da parte degli hacker che hanno messo in imbarazzo un po’ tutti gli ordini dirigenziali del colosso giapponese. Dopo mesi di relativa tregua, i guai tornano a galla e questa volta per colpa di WikiLeaks. La piattaforma web di Julian Assange che raccoglie e pubblica le indiscrezioni, verificate, raccolte dai suoi collaboratori (da qualche settimana ha riaperto il servizio di invio anche per i semplici utenti) ha infatti pubblicato altri 276.000 documenti che riguardano la vicenda dopo aver messo in piedi, nei mesi scorsi, un archivio navigabile circa la vicenda tra Sony e il direttivo della Motion Picture Association of America.

La legge non è uguale per tutti

Nei giorni scorsi WikiLeaks ha annunciato attraverso il suo account Twitter la realizzazione della mole di file organizzati e navigabili in un database simile al primo. La pubblicazione coincide con il terzo anniversario della presenza di Assange all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dalla quale non ha smesso di svolgere la sua funzione di rappresentante di WikiLeaks e di tutti i movimenti intesi a salvaguardare la difesa dei diritti civili e digitali. Come per le pubblicazioni che riguardano segreti militari, anche in questo caso WikiLeaks ha violato la legge: non è infatti legale ottenere documenti e renderli noti senza il consenso dell’azienda a cui appartengono. Il danno è anche maggiore se si considera che sin dal primo leak dello scorso novembre, una serie di siti web hanno ripreso i file pubblicandoli sui loro server e accrescendo in questo modo la portata delle notizie in essi contenuti. Nel caso di WikiLeaks però la giustizia non fa sempre il proprio corso perché più di una volta Assange si è appellato al dogma secondo cui il giornalismo può permettersi di compiere azioni vietate ai singoli individui, tra cui il privilegio di far conoscere a tutti le logiche di business delle multinazionali.

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Apple pubblica “The Interview” su iTunes (ma solo negli USA) https://www.datamanager.it/2014/12/apple-pubblica-the-interview-itunes-negli-usa/ Mon, 29 Dec 2014 11:20:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67336 Il film che ha innescato le ire della Corea del Nord, hacker compresi, è ora disponibile sullo store di Apple e visibile su computer, iPhone e iPad Il film che sembrava non dovesse esser visto da nessuno è oramai dovunque. Che dietro ci sia una sapiente operazione di marketing o meno, è chiaro che nessuno […]

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Il film che ha innescato le ire della Corea del Nord, hacker compresi, è ora disponibile sullo store di Apple e visibile su computer, iPhone e iPad

Il film che sembrava non dovesse esser visto da nessuno è oramai dovunque. Che dietro ci sia una sapiente operazione di marketing o meno, è chiaro che nessuno vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di ospitare quello che si appresta ad essere un successo nei download, meno per la critica. “The Interview”, film satirico che prende di mira il leader nordcoreano Kim Jong Un, approda anche su iTunes e ad annunciarlo è il portavoce della Mela Tom Neumayr. “Siamo fieri di poter offrire The Interview ai nostri clienti sia come noleggio che acquisto” – ha detto in un comunicato. Il prezzo è di 5,99 dollari per il noleggio e di 14,99 dollari per l’acquisto, al momento solo negli USA. Apple è solo l’ultimo dei giganti hi-tech ad ospitare la pellicola dopo che il film è diventato disponibile per l’hosting da parte di aziende di terze parti.

La storia

“The Interview” è una commedia che racconta le vicende di due giornalisti statunitensi  arruolati dalla CIA per uccidere il leader nordcoreano Kim Jong Un. Sembra essere stato questo il preludio all’attacco hacker da parte dei “Guardian of Peace” ai danni di Sony Pictures, con ingenti perdite di informazioni riservate pubblicate online. Proprio Sony Pictures, per niente intimorita dagli hacker, ha diffuso per prima il film attraverso YouTube e poi su Google Play e il servizio di Microsoft Xbox Video. La rivincita del modello online è stata anche una risposta al rifiuto di molti cinema e teatri di proiettare la pellicola, per evitare quelle situazioni di pericolo pre-annunciate dagli hacker in caso di diffusione. Intanto il film ha già vinto: online The Inteview ha incassato ben 15 milioni di dollari, diventando il film più scaricato di sempre.

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LG lancia il GX in Corea del Sud https://www.datamanager.it/news/lg-lancia-il-gx-corea-del-sud-52376.html Mon, 16 Dec 2013 14:43:47 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/lg-lancia-il-gx-in-corea-del-sud/ Lo smartphone della coreana debutta in casa con uno schermo da 5,5 pollici e CPU quad-core

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Lo smartphone della coreana debutta in casa con uno schermo da 5,5 pollici e CPU quad-core

Nemo profeta in patria, per LG questo detto sembrerebbe non valere. Il vendor è uno di quelli che punta tanto alle mura domestiche, sicura di poter presentare di volta in volta prodotti che fanno breccia tra i consumatori. Il nuovo nato che sbarcherà presto in Oriente è l’LG GX, stretto parente dell’Optimus G Pro da cui prende forme del display e processore. Tuttavia ne migliora alcuni aspetti, diventando così un potente compagno di produttività e svago.

Le caratteristiche tecniche del GX

Come detto, lo schermo del nuovo smartphone è un over-size da 5,5 pollici Full HD con risoluzione da 1080p. Il system-on-chip è un potente Qualcomm Snapdragon 600 quad-core da 1.9 GHz; la scheda grafica è invece una Adreno 320. Il GX monta 2 GB di memoria RAM mentre presenta uno spazio di archiviazione interno di 32 GB. Il sensore della fotocamera è da 13 Megapixel con Flash e autofocus e l’autonomia è resa ottima da una batteria da 3.140 mAh. Arriva nei colori nero e bianco e per ora solo in Corea del Sud. La versione di Android è Jelly Bean, probabilmente in ultima versione, con la solita personalizzazione di LG e interfaccia UX.

L’arrivo sul mercato

Come è prevedibile, e vista la somiglianza con il G Pro, lo smartphone rimarrà esclusiva del mercato orientale, anche se un approccio oltremare non potrebbe che rendere LG ancora più presente nel settore mobile e bruciare terreno nei confronti delle prime posizioni.

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