DARPA – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:54:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png DARPA – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 SpotMini è il robot che può aprire le porte https://www.datamanager.it/2018/02/spotmini-robot-puo-aprire-le-porte/ Wed, 14 Feb 2018 10:14:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141038 Boston Dynamics ha presentato l’aggiornamento del suo automa con le sembianze di un cane, ma con qualche abilità in più Da qualche mese non sentivamo parlare di Boston Dynamics, la compagnia prima acquisita da Google e poi (nel giugno 2017) venduta a SoftBank, già proprietaria della francese Aldebaran Robotics che produce il robottino Pepper. Ora […]

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Boston Dynamics ha presentato l’aggiornamento del suo automa con le sembianze di un cane, ma con qualche abilità in più

Da qualche mese non sentivamo parlare di Boston Dynamics, la compagnia prima acquisita da Google e poi (nel giugno 2017) venduta a SoftBank, già proprietaria della francese Aldebaran Robotics che produce il robottino Pepper. Ora l’azienda che collabora a stretto braccio con la Darpa, agenzia militare USA, ha diffuso in rete un video che mostra le capacità di SpotMini, un nuovo animale domestico da aggiungere alla già folta collezione presente in laboratorio.

A differenza dei modelli precedenti, il neonato può sfruttare le sue braccia estendibili per compiere tante attività aggiuntive, ad esempio aprire porte con maniglie classiche, attraverso il gancio rotabile di cui è composto. Nel video pubblicato su YouTube, si vede chiaramente SpotMini districarsi con una porta come tante, facilitando il passaggio ai compari privi di mani.

[ot-video type=”youtube” url=”https://youtu.be/fUyU3lKzoio”]

Cosa aspettarsi

Il filmato è interessante e apre a scenari di intervento finora poco considerati, almeno da noi comuni mortali. Se volessimo considerare il tutto mettendoci nei panni di Elon Musk, da sempre scettico sulla possibilità di sopravvivenza umana in un mondo pieno di macchine, dovremmo semplicemente aspettare la nostra fine per opera di SpotMini e simili. Da un altro punto di vista invece, automi e robot del genere potrebbero risultare determinanti in alcune attività oggi condotte dall’uomo ma ancora estremamente pericolose.

Pensiamo ai soccorsi durante incendi e alluvioni o al supporto alle ricerche in zone terremotate o in territori difficili per la presenza di ordigni e residui bellici (le mine anti-uomo sono un esempio). Macchine come quelle di Boston Dynamics hanno un potenziale inespresso nella società con vantaggi che, con molta probabilità, enti e organizzazioni ancora non percepiscono chiaramente.

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DeepMind studia la robotica etica https://www.datamanager.it/2017/10/deepmind-studia-la-robotica-etica/ Thu, 05 Oct 2017 09:05:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132247 L’azienda di Alphabet, specializzata nel campo dell’AI, crea una divisione che studierà l’impatto della tecnologia sulla vita delle persone Più di una volta abbiamo scritto della paura di esperti di scienza e robotica circa la futura sottomissione del genere umano alle macchine. Tra tutti Elon Musk e Stephen Hawking, che hanno invitato le aziende a […]

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L’azienda di Alphabet, specializzata nel campo dell’AI, crea una divisione che studierà l’impatto della tecnologia sulla vita delle persone

Più di una volta abbiamo scritto della paura di esperti di scienza e robotica circa la futura sottomissione del genere umano alle macchine. Tra tutti Elon Musk e Stephen Hawking, che hanno invitato le aziende a pensare a metodi concreti con cui spegnere i robot quando c’è possibilità che diventino incontrollabili. Più o meno l’idea che è alla base di un nuovo progetto di DeepMind, nome molto conosciuto in ambiente hi-tech, soprattutto per aver lavorato con la Darpa e le sue creature a quattro zampe fatte di silicio e bulloni. La compagnia ha avviato una nuova unità interna che si occuperà di analizzare in che modo le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale potranno impattare sulla vita reale delle persone. La divisione ethics and society sarà un occhio attento sulle implicazioni dei sistemi AI sia sotto forma di robot al servizio di utenti privati e organizzazioni pubbliche che di piattaforme che coinvolgeranno la quotidianità delle persone in tutto il mondo.

Futuro da prevedere

Come hanno spiegato da DeepMind: “L’unità ha uno scopo duplice, aiutare gli esperti di tecnologia a mettere in pratica linee guida etiche e la società ad anticipare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale così che venga indirizzata al bene comune”. Fondata nel 2010, DeepMind è stata acquisita da Google per 500 milioni di dollari quattro anni più tardi, per entrare poi a far parte del conglomerato di Alphabet. Si tratta certamente di uno dei nomi più attivi nel campo dello sviluppo avanzato di dispositivi intelligenti da portare nella vita moderna, non solo dal punto di vista militare, focus principale dell’azienda, ma anche civile. “La storia ci insegna che le innovazioni tecnologiche in sé stesse non garantiscono un progresso automatico – proseguono da DeepMnd – l’arrivo della AI in tal senso comporta un certo stravolgimento delle metriche classiche, richiedendo di pensare concretamente alle conseguenze, in termini etici, di tale integrazione”.

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Perché SoftBank ha comprato la Boston Dynamics https://www.datamanager.it/2017/06/perche-softbank-comprato-la-boston-dynamics/ Mon, 12 Jun 2017 18:00:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126468 La compagnia che ha realizzato i più avanzati robot per scopi militari e civili fa adesso parte del gigante hi-tech giapponese Nel 2016 i rapporti tra Google e Boston Dynamics si sono raffreddati. Nonostante i buoni risultati raggiunti nel campo della robotica, Alphabet (che controlla Google) aveva deciso di disfarsi della compagnia che annovera tra […]

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La compagnia che ha realizzato i più avanzati robot per scopi militari e civili fa adesso parte del gigante hi-tech giapponese

Nel 2016 i rapporti tra Google e Boston Dynamics si sono raffreddati. Nonostante i buoni risultati raggiunti nel campo della robotica, Alphabet (che controlla Google) aveva deciso di disfarsi della compagnia che annovera tra i suoi clienti anche il DARPA, per motivi non così chiari. A distanza di quasi un anno, Boston Dynamic ha trovato un compratore che risponde al nome di SoftBank. Si tratta del gigante giapponese hi-tech già attivo nel panorama dei robot. È sua la Aldebaran Robotics, famosa per aver costruito l’automa Pepper, un ottimo esempio di come un artefatto in silicio possa rispondere e interagire con l’uomo, non solo come conseguenza di comandi precisi ma anche di aspetti emotivi. L’obiettivo di SoftBank è ora quello di allargare il proprio operato nel settore, spingendosi oltre le attuali capacità e verso altri mercati.

Militarizzazione in atto

Di certo raggiungere lo scopo non sarà difficile visto che la Boston continua a sviluppare soluzioni per gli organi militari USA, lavorando a stretto braccio con i tecnici governativi per il miglioramento dei robot da inviare sul campo, non solo come supporto agli esseri umani. “Al giorno d’oggi ci sono tanti probemi che non possiamo ancora risolvere con le sole capacità dell’uomo – ha detto Masayoshi Son, CEO di SoftBank – la robotica di nuova generazione diventerà una chiave fondamentale per spingere verso la rivoluzione di molti contesti e il team della Boston Dynamics potrà svolgere un ruolo di primo piano in tal senso. Non posso essere che entusiasta nell’accoglierli nella nostra famiglia, così da lavorare insieme per esplorare ancora di più ciò che è possibile ottenere per rendere la vita delle persone più sicura, semplice e appagante”.

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Boston Dynamics non si ferma più, ecco il dinosauro https://www.datamanager.it/2016/06/boston-dynamics-non-si-ferma-piu-dinosauro/ Fri, 24 Jun 2016 12:58:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104246 La compagnia che lavora anche per il Darpa ha pubblicato un video in cui mostra le capacità del suo nuovo mezzo Si chiama SpotMini ed è molto più di un nuovo esemplare degli animali robotici della Boston Dynamics. L’azienda, ha pubblicato su YouTube il suo ultimo video mostrando le capacità della macchina, in grado non solo […]

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La compagnia che lavora anche per il Darpa ha pubblicato un video in cui mostra le capacità del suo nuovo mezzo

Si chiama SpotMini ed è molto più di un nuovo esemplare degli animali robotici della Boston Dynamics. L’azienda, ha pubblicato su YouTube il suo ultimo video mostrando le capacità della macchina, in grado non solo di camminare e correre ma anche di rialzarsi se cade o arrivare a manipolare oggetti posti in contesti apparentemente irraggiungibili, perché alti o ostacolati da rientranze di sorta. Il tutto è reso possibile dalla particolare costruzione del robot che, se nella parte inferiore assomiglia molto a quelli precedenti, dal collo in su si ispira ad un piccolo dinosauro, dal collo molto alto.

[ot-video type=”youtube” url=”https://youtu.be/tf7IEVTDjng”]

Cosa può fare

Secondo la descrizione della produttrice, SpotMini ha un peso di 28 chili, quindi estremamente leggero da trasportare per una gita fuori mano alla scoperta della natura. Non è collegato ad alcun cavo quindi è plausibile pensare che sia dotato delle ultime batterie della compagnia, in grado di farlo girovagare da solo per qualche ora. A cosa possa servire un aggeggio del genere è ancora da capire. Il video mostra alcune attività casalinghe non da poco conto, come la raccolta i un bicchiere dal lavello e l’inserimento nella lavastoviglie. Lungi però dal pensare che Boston Dynamics abbia lavorato a tutto ciò solo per dare un aiuto nelle faccende domestiche. Il test è utile per capire la flessibilità e versatilità dell’automa, dotato di un’avanzata intelligenza artificiale.

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Facebook combatte il digital divide con Building 8 https://www.datamanager.it/2016/04/facebook-combatte-digital-divide-building-8/ Fri, 15 Apr 2016 17:00:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99176 Facebook ha creato un nuovo gruppo chiamato Building 8 per lo sviluppo di prodotti hardware che facilitino l’accesso alla Rete Facebook da diverso tempo sta cercando di sconfiggere il digital divide globale e portare Internet anche a quelle persone che per motivi economici o infrastrutturali non possono accedervi. Progetti come Internet.org, seppur con qualche intoppo […]

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Facebook ha creato un nuovo gruppo chiamato Building 8 per lo sviluppo di prodotti hardware che facilitino l’accesso alla Rete

Facebook da diverso tempo sta cercando di sconfiggere il digital divide globale e portare Internet anche a quelle persone che per motivi economici o infrastrutturali non possono accedervi. Progetti come Internet.org, seppur con qualche intoppo come nel caso dell’India, hanno effettivamente prodotto qualche risultato. Il social network ha oggi aumentato i suoi sforzi in questo campo con la nascita di un nuovo gruppo chiamato Building 8. La divisione avrà il compito di sviluppare nuovi prodotti hardware per facilitare l’accesso alla Rete alle persone di tutto il mondo.

Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha sottolineato in un post sul proprio profilo ufficiale che Building 8 sarà sostenuto “da un consistente investimento da centinaia di milioni di dollari e con la partecipazione di centinaia di persone nei prossimi anni”. Il nuovo gruppo sarà guidato da Regina Dugan, ex direttore dell’agenzia federale per lo sviluppo di nuove tecnologie DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) e numero uno del laboratorio Advanced Technology and Projects di Google.

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Così la Darpa proteggerà gli USA dalla cyberwar https://www.datamanager.it/2015/11/cosi-la-darpa-proteggera-gli-usa-dalla-cyberwar/ Thu, 26 Nov 2015 10:33:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=89678 Aumentano sempre più le violazioni hacker a governi e istituzioni. Così l’agenzia del Dipartimento di Difesa USA si attiva per proteggere infrastrutture critiche Non è semplice parlare oggi di cyberwar. Dopo i recenti proclami di Anonymous contro l’Isis, il concetto diventa sempre più labile e privo di confini. A cosa ci si riferisce quando si […]

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Aumentano sempre più le violazioni hacker a governi e istituzioni. Così l’agenzia del Dipartimento di Difesa USA si attiva per proteggere infrastrutture critiche

Non è semplice parlare oggi di cyberwar. Dopo i recenti proclami di Anonymous contro l’Isis, il concetto diventa sempre più labile e privo di confini. A cosa ci si riferisce quando si parla di guerra digitale? Agli hacker degli Apt 1 cinesi contro gli Stati Uniti? Agli Anonymous contro i terroristi social della jihad o agli stessi hacker mascherati che chiedono trasparenza a politici e multinazionali? Se per noi i contesti sono ben differenti, la Darpa pensa invece che tutto ciò che ricada sotto il termine “cyber attacks” vada fermato o perlomeno gestito.

Analisi precoce

L’agenzia “innovativa” del Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti ha lanciato un nuovo programma chiamato Rapid Attack Detection, Isolation and Characterization (RADICS) che dovrebbe aiutare a sviluppare tecnologie in grado di identificare e rispondere in tempi rapidi agli attacchi cibernetici ai danni di strutture pubbliche e governative. RADICS è stato pensato proprio per questo: analizzare quali minacce pendono sul capo delle infrastrutture del paese, soprattutto quelle critiche (dighe, energia, gas), per prevenire eventuali azioni di sabotaggio da parte di hacker, o peggio, terroristi filo-jihadisti.  “La Darpa è interessata ad impedire attacchi o presunti tali, durante le prime fasi di avvicinamento, potenziando le difese su sistemi considerati deboli, isolando operazioni sospette e deviando i tentativi di hacking” – si legge sulla homepage del progetto. RADICS potrebbe rappresentare la finalizzazione di uno degli obiettivi comunicati a settembre dal Pentagono: l’arrivo di una tecnologia di diagnosi precoce in grado di proteggere i dati dei dipendenti governativi e le informazioni sull’arsenale militare in dotazione all’esercito.

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Il coreano DRC-Hubo vince le Olimpiadi dei robot https://www.datamanager.it/2015/06/il-coreano-drc-hubo-vince-le-olimpiadi-dei-robot/ Mon, 08 Jun 2015 13:13:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75986 Le olimpiadi dei robot DARPA Robotics Challenge sono state vinte da un team coreano. Alla competizione ha partecipato un androide dell’Iit Si è chiusa l’edizione 2015 della DARPA Robotics Challenge, le Olimpiadi dei robot organizzate dall’agenzia statunitense per lo sviluppo di automi ad uso militare. Quest’anno hanno partecipato alla competizione più di 20 team di ricerca provenienti […]

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Le olimpiadi dei robot DARPA Robotics Challenge sono state vinte da un team coreano. Alla competizione ha partecipato un androide dell’Iit

Si è chiusa l’edizione 2015 della DARPA Robotics Challenge, le Olimpiadi dei robot organizzate dall’agenzia statunitense per lo sviluppo di automi ad uso militare. Quest’anno hanno partecipato alla competizione più di 20 team di ricerca provenienti da tutto il mondo. I robot delle diverse squadre sono stati messi alla prova con piccole missioni all’interno di uno scenario che riproduceva quello del disastro di Fukushima, la città giapponese in cui è avvenuta una fuoriuscita di materiale nucleare a seguito dello tsunami che ha colpito il Paese nel 2011.

Un robot coreano vince la DARPA Robotics Challenge

il robot Walk Man dell'it
il robot Walk Man dell’Iit

I robot che hanno partecipato alla DARPA Robotics Challenge hanno dovuto eseguire nel minor tempo possibile alcune prove come l’aprire di valvole e porte, superare percorsi scoscesi e persino guidare dei particolari veicoli. Il primo premio di 2 milioni di dollari è stato assegnato a DRC-Hubo, robot umanoide del team coreano Kaist, che ha completato gli obiettivi in 44 minuti e 28 secondi. In seconda posizione troviamo l’androide della squadra statunitense IHMC Robotics, seguito dai connazionali di Tartan Rescue. Alla competizione ha partecipato anche Walk Man, il robot per la protezione civile realizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova in collaborazione con il centro di ricerca E. Piaggio di Pisa.

 

[ot-video type=”youtube” url=”fQ6b5Wm5Glw”]

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Ecco le lenti a contatto con zoom incorporato https://www.datamanager.it/2015/02/lenti-contatto-zoom-incorporato/ Wed, 18 Feb 2015 11:12:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69842 Negli Stati Uniti sono state sviluppate un paio di lenti a contatto che permettono di aumentare il proprio campo visivo fino a 2,8x Negli ultimi anni la tecnologia oculare sta facendo passi da gigante. Google, ad esempio, ha sviluppato delle lenti a contatto che permettono di misurare i livelli di glicemia nel sangue. Dalla collaborazione […]

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Negli Stati Uniti sono state sviluppate un paio di lenti a contatto che permettono di aumentare il proprio campo visivo fino a 2,8x

Negli ultimi anni la tecnologia oculare sta facendo passi da gigante. Google, ad esempio, ha sviluppato delle lenti a contatto che permettono di misurare i livelli di glicemia nel sangue. Dalla collaborazione fra École Polytechnique Fédérale di Losanna e l’università californiana Joseph Ford è nato un nuovo apparato visivo che permette di migliorare e correggere i difetti oculari. Grazie a questo sistema, i nostri occhi possono diventare dei veri e propri binocoli.

Lenti a contatto per vedere meglio di una fotocamera

Le lenti a contatto hitech hanno uno spessore di 1,55 mm e permettono una visione telescopica con zoom ottico fino a 2,8x. La funzione di modifica della lunghezza focale, aumentando o diminuendo l’estensione del campo visivo, si attiva attraverso l’occhiolino. Questa tecnologia è stata creata in ambito militare dalla DARPA, azienda partner di Google per la creazione di nuovi robot, ma può avere anche un utilizzo civile. Le lenti a contatto possono infatti essere sfruttate per cancellare le diottrie mancanti ed eliminare l’esigenza di indossare gli occhiali o supporti simili.

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Alla scoperta del dark web con Memex https://www.datamanager.it/2015/02/scoperta-dark-web-memex/ Tue, 10 Feb 2015 10:27:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69335 Oltre il 90% del web nascosto si può rintracciare con un software creato negli USA, ma solo per la Difesa Si chiama Memex ed è il browser web che in molti vorrebbero. Una sua ricerca può restituire risultati del web classico e soprattutto quelli nascosti del dark web, il sottobosco della rete utilizzato per scopi […]

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Oltre il 90% del web nascosto si può rintracciare con un software creato negli USA, ma solo per la Difesa

Si chiama Memex ed è il browser web che in molti vorrebbero. Una sua ricerca può restituire risultati del web classico e soprattutto quelli nascosti del dark web, il sottobosco della rete utilizzato per scopi quasi sempre criminali. A sviluppare Memex è stato il dipartimento per l’innovazione del Darpa, ministero della Difesa statunitense che da anni scandaglia i meandri di internet per migliorare le indagini delle forze di polizia. Secondo un articolo di Scientific American, l’utilizzo di Memex avrebbe già permesso l’arresto di diversi trafficanti di esseri umani che utilizzavano siti web nascosti per portare avanti le loro operazioni. Attualmente Google indicizza circa il 10% delle pagine web esistenti; l’obiettivo è analizzare il restante 90%, una massa uniforme di informazioni che viaggiano prive di controllo.

A fondo nella Rete

Molti dei dati presenti nel deep web provengono da pagine web temporanee, sensori connessi e dispositivi i cui contenuti non vanno a finire nei database classici. Tutti possono cercare di entrare nel web nascosto attraverso software oramai diventati popolari, come Tor, che permettono di condividere informazioni in maniera autonoma e navigare su siti internet non raggiungibili esternamente. Come ha spiegato Chris White, uno degli ideatori di Memex: “Il web è molto più grande di quello che pensiamo ed è nelle profondità della Rete che si nascondono i pericoli maggiori, ma anche gli indizi per risolverli”. La necessità di andare oltre i risultati di ricerca liberamente visibili su internet è avvertita in tutto il mondo, Italia compresa. Già da qualche anno organi come la Polizia Postale e la Guardia di Finanza utilizzano esperti informatici per ampliare le ricerche di persone coinvolte in omicidi, traffici di droga e scambio di materiale pedo-pornografico.

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Z-man: i guanti da scalata di DARPA ispirati al geco https://www.datamanager.it/news/z-man-i-guanti-da-scalata-di-darpa-ispirati-al-geco-57188.html Wed, 11 Jun 2014 16:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/z-man-i-guanti-da-scalata-di-darpa-ispirati-al-geco/ DARPA e il Dipartimento della Difesa USA hanno creato Z-man, un paio di guanti hitech che permettono di scalare senza sforzo pareti lisce con un carico ingombrante Il soldato del futuro non solo sarà potenziato da esocheletri e occhiali SMART ma potrà scalare pareti verticali senza sforzo. Il Pentagono e DARPA, la sezione dell’esercito USA […]

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DARPA e il Dipartimento della Difesa USA hanno creato Z-man, un paio di guanti hitech che permettono di scalare senza sforzo pareti lisce con un carico ingombrante

Il soldato del futuro non solo sarà potenziato da esocheletri e occhiali SMART ma potrà scalare pareti verticali senza sforzo. Il Pentagono e DARPA, la sezione dell’esercito USA dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie che collabora anche con Google, hanno sperimentato con successo un paio di guanti battezzati Z-man, che permettono di arrampicarsi su superfici lisce come il vetro con un carico ingombrante.

Z-man per scalare le pareti come il geco

I Z-man sono composti da un particolare polimero ispirato alla composizione della pelle dei polpastrelli dei gechi. Questi piccoli rettili sono in grado di ancorarsi a pareti verticali sorreggendo tutto il loro peso sulle zampe e di spostarsi in altezza senza problemi. I guanti della DARPA hanno dimostrato di poter fare qualcosa di simile. Gli Z-man hanno permesso di scalare una parete di vetro di 7 metri, senza corde di sostegno, con una zavorra di 22 kg oltre al peso di chi li indossava.

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