Di.Tech – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 23 Apr 2024 13:45:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Di.Tech – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Tekne, competenza e innovazione nel mondo della GDO e del retail specializzato https://www.datamanager.it/2024/04/tekne-competenza-e-innovazione-nel-mondo-della-gdo-e-del-retail-specializzato/ Tue, 23 Apr 2024 13:45:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236802 Nato nel contesto di eccellenza di Var Group, il nuovo polo si propone di aprire ampi orizzonti nel mondo digitale, offrendo un nuovo modo di ascoltare le esigenze del mercato, parlando la stessa lingua dei retailer, quella dei risultati, tradotti in servizi e soluzioni Tekne è la nuova realtà che fa parte di Var Group, […]

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Nato nel contesto di eccellenza di Var Group, il nuovo polo si propone di aprire ampi orizzonti nel mondo digitale, offrendo un nuovo modo di ascoltare le esigenze del mercato, parlando la stessa lingua dei retailer, quella dei risultati, tradotti in servizi e soluzioni

Tekne è la nuova realtà che fa parte di Var Group, società che opera nel settore dei servizi e delle soluzioni digitali per le imprese. È nata dall’aggregazione di due storiche realtà operanti nella digitalizzazione retail: Di.Tech, azienda qualificata nella gestione dei processi caratteristici dalle centrali distributive alla filiera, e Sailing, società specializzata nello store automation e nei processi core di centrale, con la divisione aziendale Mersy. Tekne si presenta come polo di riferimento, unendo la trentennale esperienza nel mondo della grande distribuzione organizzata alla competenza tecnologica e alla forza competitiva di Var Group, con l’obiettivo di assicurare al mercato soluzioni e servizi specialistici per l’intera filiera distributiva non solo nell’ambito GDO, ma anche nel segmento retail specializzato. Tekne vanta un team di oltre 280 persone, distribuite in cinque sedi fra Italia, Romania e Brasile, un fatturato di oltre 40 milioni di euro e una penetrazione del 43% negli attori che concorrono al complessivo fatturato GDO italiano: è dietro a più di un carrello su tre. Unicum nel panorama italiano, l’azienda dà servizio complessivamente a più di 2.600 punti vendita, 9.500 punti cassa, 215 piattaforme logistiche, 38 centrali commerciali e 24 centrali amministrative e di controllo.

«L’unione di così tante esperienze e professionalità, provenienti anche da ambiti diversi, rappresenta oggi la nostra forza – dichiara Gianluca Guidetti, CEO di Tekne e fondatore di Sailing, società che già dal 2011 era entrata a fare parte di Var Group «Il nome scelto per la nuova realtà è di ispirazione platonica: la “tekne”, per gli antichi greci, è la “padronanza del mestiere”, la stessa che l’azienda si propone di utilizzare per valorizzare quanto fatto ieri, per essere padrona dell’oggi e progettare il domani. Con lo scopo di essere partner dei retailer, sempre di più nella GDO, ma anche nel retail specializzato, grazie a una proposizione di servizi, progetti e soluzioni unica». Per Guidetti, le competenze e le persone rappresentano il primo patrimonio aziendale, ancor prima delle soluzioni applicative: «Stiamo lavorando alla nostra organizzazione, ma anche sulla nostra mappa applicativa, per valorizzare le sinergie e supportare il mercato retail».

Una conoscenza del retail senza eguali

L’offerta di Tekne prevede servizi orientati al business, soluzioni applicative proprietarie e capacità di progettazione e di delivery, introducendo tecnologie abilitanti per la gestione dei processi caratteristici retail e declinandole in base alla verticalità del mercato. Nel punto vendita, affianca i propri partner nell’intero percorso: dalla barriera cassa alle store operation fino all’engagement del cliente con strumenti avanzati di CRM (Customer Relationship Management). In ambito commerciale e marketing, supporta la gestione dell’intero ciclo merci, i sistemi di pricing e la gestione del processo promozionale, dalla pianificazione al controllo. Risponde inoltre all’esigenza dei retailer di disporre di soluzioni scalabili e integrabili per i sistemi logistici, AFC (Amministrazione Finanza e Controllo) e di gestione e ottimizzazione di tutti gli scambi di documenti strutturati B2B.

«La nostra forza risiede nell’insieme di competenze e conoscenze dei processi del settore, sostenuta da persone che sono in grado di affiancare i distributori nel ridisegnare i processi retail e facilitarne la digitalizzazione, prima ancora di sviluppare applicazioni software – spiega il CEO di Tekne «Un’altra caratteristica distintiva è la nostra capacità di coprire praticamente tutti i processi di filiera, dall’interazione con il consumatore fino al controllo e al finance. Il valore che diamo all’integrazione è la grande novità: pur essendo specialisti nelle singole soluzioni, ciò che conta di più è la nostra capacità di integrare servizi e soluzioni per una collaborazione semplice ed efficace delle diverse cariche all’interno dell’impresa retail e la fluidità dei dati. La nostra mappa applicativa non è una somma di prodotti, ma lo strumento per supportare i processi e il personale che opera nelle aree commerciale, amministrativa, logistica e punto di vendita. Questo percorso ci è facilitato dalle sinergie che stiamo portando avanti con le altre business unit tecnologiche di Var Group, come Data Science, Digital Cloud e Digital Security. In questo senso possiamo parlare di tecnologie messe a fattor comune. Un tassello fondamentale completa la nostra offerta, il service management. Il focus sui servizi ci posiziona come una vera e propria società di servizi offrendo competenze nei processi attraverso la gestione dei prodotti di nostra proprietà; la nostra proposta “as a service” comprende non solo il concetto di software as a service, ma anche servizi di gestione, come Helpdesk e Application Management Services (AMS).

L’obiettivo: una nuova Customer Data Platform

«Un altro aspetto fondamentale nel nostro posizionamento è la promozione di una nuova cultura di gestione del project management – sottolinea Guidetti «Attualmente, ci stiamo impegnando per introdurre una nuova metodologia al fine di riuscire a integrare i team in modo più efficace. I nostri obiettivi si focalizzano quindi sui processi, sui servizi e sulla trasformazione del project management. Parallelamente, stiamo indirizzando una serie di investimenti evolutivi, in ambito ERP, sviluppando due linee tecnologiche distinte, basate su una piattaforma open (Trade) e su IBM iSeries (iTrade), derivanti dall’esperienza trentennale delle soluzioni SIC e Me.R.Sy. Altrettando importanti saranno gli investimenti sull’evoluzione dell’ambito logistico, anche se il nostro focus prioritario rimane il miglioramento della nostra nuova concezione per la gestione del punto di vendita, front office e della relazione con il consumatore. In questo ambito l’evolutiva prevede la gestione di una Customer Data Platform, come strumento di sviluppo di una relazione di fiducia con i clienti, per favorire una esperienza di acquisto personalizzata. Tanti obiettivi ambiziosi, ma perseguibili».

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La data strategy nella GDO https://www.datamanager.it/2023/10/la-data-strategy-nella-gdo/ Tue, 17 Oct 2023 07:08:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=230887 Una strategia a supporto di azioni orientate al cliente e decisioni più informate Il binomio GDO e quantità di dati è sempre esistito. Le difficoltà passate erano legate alla capacità di elaborazione di grandi volumi e alla disponibilità di modelli di interpretazione efficaci. Le aziende come Di.Tech, da sempre impegnate nell’erogazione di servizi e soluzioni […]

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Una strategia a supporto di azioni orientate al cliente e decisioni più informate

Il binomio GDO e quantità di dati è sempre esistito. Le difficoltà passate erano legate alla capacità di elaborazione di grandi volumi e alla disponibilità di modelli di interpretazione efficaci. Le aziende come Di.Tech, da sempre impegnate nell’erogazione di servizi e soluzioni per il miglioramento delle performance del retail food, si sono fortemente concentrate su una modellizzazione di strutture dati che meglio potessero supportare il business. La situazione oggi è decisamente cambiata, da una parte c’è una nuova consapevolezza dell’importanza delle data driven company, dall’altra la disponibilità di tecnologie, come intelligenza artificiale e machine learning, che consentono non solo analisi, ma anche proiezioni e previsioni.

Il processo aziendale di gestione delle informazioni è molto strutturato. Parte dalla raccolta dati da fonti eterogenee, interne ed esterne, che alimenta database specializzati, mediamente centralizzati, condivisi dalle applicazioni delle diverse aree aziendali. Il tema cruciale è quindi l’analisi dei dati che produce informazioni che possono essere utilizzate per identificare tendenze di consumo, segmentare i clienti, modellare i comportamenti di acquisto, ottimizzare la distribuzione, ma anche prevedere la domanda di prodotti, misurare i livelli di inventario e ridurre le perdite dovute alla scadenza dei prodotti. I processi che possono beneficiare di una data strategy strutturata sono proprio quelli che riguardano la relazione con i propri clienti, come il CRM, il pricing e l’ambito promozionale. Con le soluzioni Di.Tech diventa più semplice offrire iniziative personalizzate ai clienti, inviare offerte speciali, con un pricing adeguato al target specifico.

Una data strategy efficace deve anche includere il monitoraggio delle prestazioni. Le aziende devono definire dei KPI chiave ed utilizzare i dati per valutare il raggiungimento degli obiettivi. In questo senso, degli strumenti di controllo possono essere affiancati a sistemi di analisi dei dati per ottimizzare ad esempio la catena di approvvigionamento. Da non trascurare nello scenario complessivo, quando si parla di dati, è l’ambito della sicurezza dei dati. Poiché le aziende della GDO gestiscono dati sensibili è fondamentale implementare solide misure di sicurezza per proteggere le informazioni dei clienti e prevenire violazioni della sicurezza, oltre alla conformità normativa.

Affinché un’azienda diventi una data driven company è quindi fondamentale che il management definisca la data strategy, che vengano resi disponibili dati gestiti come patrimonio aziendale e strumenti adeguati che ne consentano l’elaborazione e l’analisi. È importante assicurarsi che il personale sia formato adeguatamente per utilizzare efficacemente gli strumenti e le tecniche di gestione dei dati.

In sintesi, una strategia dei dati ben pianificata e attuata può avere un impatto significativo sul successo delle aziende della GDO e sul proprio posizionamento competitivo, consentendo di prendere decisioni più informate, migliorare l’efficienza operativa e offrire un’esperienza migliore ai clienti.

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La vera anima tecnologica del retail https://www.datamanager.it/2022/10/la-vera-anima-tecnologica-del-retail/ Fri, 07 Oct 2022 12:27:51 +0000 https://www.datamanager.it/?p=221562 Stiamo vivendo un periodo di grande trasformazione e quindi estremamente interessante per le imprese che si preoccupano di portare sul mercato soluzioni digitali per lo sviluppo del business. Nel mondo della distribuzione alimentare, a quelle che sono da sempre le parole chiave come loyalty, promozioni, attenzione al consumatore e logistica efficiente, se ne affiancano delle […]

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Stiamo vivendo un periodo di grande trasformazione e quindi estremamente interessante per le imprese che si preoccupano di portare sul mercato soluzioni digitali per lo sviluppo del business.

Nel mondo della distribuzione alimentare, a quelle che sono da sempre le parole chiave come loyalty, promozioni, attenzione al consumatore e logistica efficiente, se ne affiancano delle nuove come phygital, supply chain integration, analisi previsionali, pricing dinamici e molte altre ancora. È evidente che queste nuove esigenze richiedono strumenti appropriati ma soprattutto una flessibilità importante, competenze e figure professionali in alcuni casi mai esistite, e anche difficilmente reperibili sul mercato, che finiscono per modificare l’organizzazione stessa e i precedenti equilibri. L’attenzione massima deve essere posta quindi alle persone, che sono il cuore del cambiamento ancora prima delle soluzioni tecnologiche da adottare.

Da sempre nel commercio il ruolo del cliente è fondamentale, tanto da garantirgli la più appropriata costumer experience che è cambiata in maniera significativa nel corso del tempo. Da quando anche l’online è entrato prepotentemente nel mondo retail, si è cercato di adottare soluzioni che da una parte rendessero più semplice il processo di acquisto, dall’altro consentissero al consumatore di sentirsi unico nella sua relazione con il marchio. L’esclusività nel rapporto è diventata elemento essenziale per garantirsi la fedeltà del cliente. Per fare questo spesso si sono introdotti dei cambiamenti importanti nella gestione dei processi ordinari, nuovi strumenti e tecnologie accattivanti. Il tema che forse è stato inizialmente trascurato è quello dell’impatto che tutto questo potesse avere sulle persone all’interno dell’organizzazione sia in termini di responsabilità e ruoli, che di conoscenza e preparazione, oltre che di carichi di lavoro.


#retail Innovare i processi operativi mettendo al centro persone e tecnologie – Ennio Comini AD di #DiTech
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Per questa ragione – oggi – molte imprese hanno avviato anche dei percorsi strutturati formativi per riuscire a superare velocemente gli eventuali gap di conoscenza introdotti, per agevolare l’acquisizione delle competenze necessarie e soprattutto per recuperare nuova energia e motivazione dai propri addetti, che si traduce immediatamente in nuova linfa nella relazione con i consumatori.

Si sta facendo molto anche in termini di nuovi strumenti da utilizzare, che velocizzino le attività ordinarie e consentano di concentrarsi maggiormente sugli obiettivi di business. In sintesi, per un ottimale B2C, bisogna sicuramente concentrarsi anche sul B2B, tanto che sempre più spesso si parla di mirroring fra la customer experience e la employee satisfaction. Sciolto questo nodo cruciale, l’innovazione viene in forte aiuto a supporto delle esigenze che il mercato dichiara sia in termini di semplificazioni delle attività che di velocizzazione, e diventa fattore abilitante per il cambiamento. L’introduzione di tecnologie mirate, di fatto, implementa un vantaggio competitivo, in una arena competitiva sempre più agguerrita.

Fra le soluzioni più interessanti sicuramente un occhio di attenzione deve essere posto per quelli che sono gli ambiti dell’intelligenza artificiale e computer vision. Con strumenti dotati di queste funzionalità di fatto è possibile lavorare con migliore accuratezza al patrimonio informativo delle imprese, correlando dati endogeni a dati esogeni, rendendo possibile analisi predittive che pongono le basi per una data strategy efficace. In questo modo è possibile portare avanti una reale trasformazione digitale caratterizzata dal cambiamento dei processi operativi e supportata dalla tecnologia.

Ennio Comini, amministratore delegato di Di.Tech

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Il tempo del digitale è adesso https://www.datamanager.it/2022/09/il-tempo-del-digitale-e-adesso/ Wed, 14 Sep 2022 07:15:08 +0000 https://www.datamanager.it/?p=221362 La digitalizzazione diventa un vantaggio competitivo se parte dai processi Parlare oggi di trasformazione digitale significa fotografare i cambiamenti che hanno introdotto le imprese nel loro modo di agire, come si presentano sul mercato e si rivolgono ai propri clienti. Se inizialmente è stata necessaria una spinta da parte delle istituzioni, che hanno reso alcune […]

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La digitalizzazione diventa un vantaggio competitivo se parte dai processi

Parlare oggi di trasformazione digitale significa fotografare i cambiamenti che hanno introdotto le imprese nel loro modo di agire, come si presentano sul mercato e si rivolgono ai propri clienti. Se inizialmente è stata necessaria una spinta da parte delle istituzioni, che hanno reso alcune procedure più efficienti, come ad esempio il caso della fatturazione elettronica, o una spinta esterna come la pandemia, che ha richiesto alle aziende di adeguarsi alle nuove abitudini del consumatore, oggi possiamo dire che il processo è ben avviato e dimostra tutta la sua efficacia.

Le aziende hanno maturato la consapevolezza che la digitalizzazione richiede, in prima battuta, un’analisi della propria organizzazione, volta a comprendere se è necessaria una evoluzione della propria struttura e investire sulle competenze interne. Se in una prima fase la digitalizzazione poteva essere assegnata a una nuova figura aziendale, molto specialistica e orientata all’innovazione e alla tecnologia, oggi questo ruolo deve essere ricoperto in integrazione con il resto del business, in modo tale da condividere azioni e allo stesso tempo avere le giuste leve operative.

Un altro tema importante è la razionalizzazione della propria data strategy. Riconoscere l’importanza del proprio patrimonio informativo e il valore di farlo diventare fattore di decisione, cross ai settori aziendali, è un ulteriore passo strategico per la trasformazione digitale. Il dato come leva decisionale deve necessariamente essere il più possibile automaticamente alimentato, condiviso e disponibile al management aziendale ma anche a chi, nei ruoli più operativi, concorre nel raggiungere gli obiettivi.

Infine, il ruolo dell’innovazione tecnologica. La tecnologia è da sempre il più potente fattore abilitante per una trasformazione digitale di successo. È evidente che avere la disponibilità di strumenti per la condivisione delle informazioni e per facilitare un approccio collaborativo fra i diversi ruoli aziendali, che sia al tempo stesso sempre allineato e online, veloce, normalizzato e sicuro, è prerequisito e garante di un ottimo risultato. Usufruire, inoltre, di servizi erogati in cloud è un ulteriore vantaggio operativo.

Come Di.Tech, da sempre, pensiamo che il modo più corretto di guidare un cambiamento sia partire da una analisi dei processi aziendali, sia interni che di filiera, dal produttore fino al cliente finale. Con questo approccio il risultato è garantito perché si evidenziano gli elementi critici. Nel passato spesso ci si è concentrati sul digitalizzare solo l’ultimo miglio della relazione con il proprio cliente, ma questa modalità ha da subito mostrato i suoi limiti. Un esempio per tutti: nella GDO, che seguiamo da più di 30 anni, l’online ha faticato a decollare fino a quando non si è lavorato, da una parte, sull’ottimizzazione delle procedure logistiche per l’approvvigionamento e la consegna delle merci, e dall’altra sul processo commerciale e marketing di promozione e pricing per una customer experience personalizzata.

La trasformazione digitale assicura all’impresa un nuovo valore competitivo, se applicata alla digitalizzazione dei processi, con la scelta tecnologica più opportuna.

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Di.Tech, la nuova era del retail tra IA e machine learning https://www.datamanager.it/2022/05/di-tech-la-nuova-era-del-retail-tra-ia-e-machine-learning/ Wed, 25 May 2022 08:03:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=219303 L’innovazione retail come sintesi di digitalizzazione dei processi e tecnologia Si fa sempre più strada, nel mondo del retail, il particolare ambito conosciuto come Retail Intelligence. Il riferimento è a quell’insieme di strumenti e applicazioni pensati per creare, gestire ed analizzare il complesso intreccio di operatività anche legate a trend e abitudini, tra  distributore e […]

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L’innovazione retail come sintesi di digitalizzazione dei processi e tecnologia

Si fa sempre più strada, nel mondo del retail, il particolare ambito conosciuto come Retail Intelligence. Il riferimento è a quell’insieme di strumenti e applicazioni pensati per creare, gestire ed analizzare il complesso intreccio di operatività anche legate a trend e abitudini, tra  distributore e consumatore. Uno scenario che vede system integrator come Di.Tech concentrarsi sulla digitalizzazione dei processi caratteristici retail, a cui applicare tecnologie che oggi sono finalmente mature. Per questa ragione Di.Tech, software house che opera da più di 30 anni esclusivamente nel contesto retail, ha predisposto la divisione di Retail Intelligence addetta all’analisi ed elaborazione dei dati. Con l’ingresso in Var Group, leader italiano ICT,

Di.Tech si è arricchita di ulteriori competenze e skill, grazie alla contaminazione di esperienze recuperate anche da altri mercati, che hanno velocizzato il processo di innovazione tecnologica.

Come ci spiega Giuseppe Santillo, direttore Retail Intelligence di Di.Tech, i filoni evolutivi sono tanti. «Il primo è legato alla gestione dei dati. I retailer hanno disponibili da sempre “big data”, da analizzare e che alimentano i processi fondamentali, come la gestione del magazzino, la gestione commerciale e l’amministrazione, che oggi si possono arricchire anche grazie al mondo dei social e del web.  Altro tema è il passaggio da analisi consuntive a predittive introducendo, attraverso l’IA e il machine learning, nelle inferenze anche elementi che permettano di prevedere degli aspetti, come l’evoluzione della domanda, delle vendite, dei prezzi, la reazione dell’audience e molto altro. Prevedere come andrà una campagna o un negozio vuol dire anticipare e comprendere gli effetti di una leva commerciale, migliorando, attraverso adattamenti progressivi  i risultati. Infine, si può lavorare molto sull’engagement del consumatore, facendo ad esempio importanti azioni di targeting. L’ultimo progetto lanciato, sul tema della segmentazione dei clienti, ci permette non solo di creare cluster dei consumatori su elementi anagrafici, geografici e di comportamento, ma anche di esplorare come tali target potranno reagire ad un’azione di marketing e offerte digitali ad personam».

Quale è il segreto per fare sì che tutto questo funzioni correttamente? «All’innovazione tecnologica da sempre associamo l’innovazione di processo. Sono necessari la distribuzione, la diffusione, la  fruizione e l’utilizzo dei dati in tutta l’organizzazione, cercando di render disponibili tutte le informazioni attraverso strumenti esclusivamente digitali (e mobile), con una vera e propria “democratizzazione dell’informazione”». Si è passati, per Santillo, da una tradizionale diffusione del dato confinata solo ai reparti direttamente interessati, ad una sua apertura verso l’intera organizzazione. «L’obiettivo è dotare di strumenti di business intelligence ogni parte dell’impresa, con focus su area di competenza, in modo che tutti possano accedere in maniera aperta alle informazioni, partecipando direttamente al processo di digitalizzazione». Ciò è stato reso possibile fornendo ai diversi applicativi usati dal retailer set di informazioni più ampi, in modo da mettere in moto un circolo virtuoso verso l’evoluzione del dato, trasformandolo in conoscenza, quindi in valore.

«In questo percorso la digitalizzazione è stata fondamentale perché ci ha permesso di eliminare processi non digitali ma comunque usati per analizzare elementi digitali, quasi un paradosso tecnico. Invertendo l’iter è stato possibile innescare attività di innovazione concrete, con una decentralizzazione del processo di evoluzione tale da espandere verso tutta l’azienda la volontà di migliorare. Rendendo disponibili le informazioni dall’operatore di negozio al capo reparto, in tempo reale, possiamo aumentare la qualità delle decisioni che vengono prese negli ambiti interessati».

Come sottolinea Santillo, il retail ha sempre rappresentato un settore con un grande flusso di produzione di informazioni. Elementi che però non venivano condivisi ad ampio raggio. «La velocità nella creazione del dato non andava di pari passo con l’apertura al suo utilizzo da parte degli stakeholder che ne avrebbero beneficiato a livello aziendale». Un fenomeno che negli ultimi cinque o sette anni è cambiato, in primis su uno dei processi più importanti, l’ambito promozionale, con la consapevolezza che conoscendo i target di riferimento si può migliorare la leva commerciale, raggiungendo risultati positivi anche sul lungo periodo, in quanto a fidelizzazione. «Gli strumenti di marketing automation permettono oggi di realizzare un quadro preciso del pubblico di riferimento, tanto che è oramai impossibile tornare indietro».  Anche sul tema del prezzo i cambiamenti sono evidenti. Laddove prima era impensabile applicare costi adattati a cluster, ora si può scegliere una certa politica per singolo articolo o tipologia di consumatore. Il pricing dinamico è una realtà.

In sintesi, è il retail che oggi è in grado di sfruttare pienamente il grande volume di informazioni che ha sempre avuto ma, anche grazie a Di.Tech, solo di recente ha imparato a trarne il beneficio maggiore. Ed è solo l’inizio.

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Insieme per il futuro del retail food https://www.datamanager.it/2022/04/insieme-per-il-futuro-del-retail-food/ Wed, 13 Apr 2022 09:30:47 +0000 https://www.datamanager.it/?p=218231 Lo sviluppo del phygital tra innovazione e sostenibilità Perseguire la sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale ed economica, è possibile attraverso l’innovazione tecnologica. La sostenibilità è un processo complesso che richiede una visione di lungo periodo, di innovazione e di collaborazione tra attori diversi. Il mondo retail da sempre è contraddistinto da una filiera […]

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Lo sviluppo del phygital tra innovazione e sostenibilità

Perseguire la sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale ed economica, è possibile attraverso l’innovazione tecnologica. La sostenibilità è un processo complesso che richiede una visione di lungo periodo, di innovazione e di collaborazione tra attori diversi. Il mondo retail da sempre è contraddistinto da una filiera strutturata e organizzata, che parte dalla produzione, è mediata dal distributore per raggiungere il consumatore, ma include tanti altri mediatori di relazione, come trasportatori e altri enti, pubblici e non, il che comporta la possibilità di trovare importanti ottimizzazioni.

Oggi innovare in ottica della sostenibilità è più che possibile; la nuova tendenza del mondo retail a perseguire la linea del phygital va proprio nella direzione di ricerca di sostenibilità. La nostra mission come Di.Tech è quella di accompagnare le aziende retail food nel percorso di transizione ecologica, per raggiungere una piena sostenibilità.

La trasformazione digitale è in corso. L’integrazione fra il canale digitale e il fisico, con la conseguente nascita dell’ibrido phygital, non riguarda solo l’adozione di strumenti di e-commerce e un adeguamento del front end e relativi touch point con i consumatori, ma richiede la condivisione di politiche commerciali e promozionali comuni, l’integrazione delle operation di punto vendita e soprattutto un nuovo approccio “qualitativo” ai due attori protagonisti di questo settore: i consumatori e i prodotti.

La conoscenza del cliente, del suo sistema valoriale, la vicinanza alle esigenze che esprime, che spesso sono legate al benessere personale, ma con un occhio di attenzione alle problematiche ambientali e al territorio, diventa possibile grazie a strumenti che partono dal cognitive analytics per arrivare a decision support system. I retailer sono così in grado di analizzare, prevedere e agire in tempo reale alle mutevoli esigenze del consumatore.

Il secondo focus point è la rivalorizzazione dei prodotti e dei servizi associati. Per raggiungere questo risultato diventa fondamentale l’attenzione alla data quality, parte integrante della data strategy. La data quality rappresenta infatti la base di partenza per consentire al retailer di approntare strategie efficaci basate sulle informazioni e sulla conoscenza, che permettano un vantaggio competitivo, nel rispetto del territorio. Una partenza e non l’arrivo. Non bisogna fermarsi all’ottenimento della sola “qualità” del dato, superando le barriere informative fra il fisico, nativamente più farraginoso, e il digitale, ma, in questo caso, la tecnologia può contribuire a valorizzare la qualità del prodotto non misurabile con gli strumenti che sono stati utilizzati fino ad oggi. E in questa ottica, grandi soddisfazioni si possono ottenere introducendo sistemi di sensoristica evoluta, ma anche di computer vision e robotica, da applicare anche a sistemi previsionali.

Lo sviluppo del phygital retail, con queste accortezze, diventa la naturale evoluzione di un sistema distributivo che, grazie alla digitalizzazione delle relazioni di tutta la filiera, dal consumatore al produttore, è un ecosistema sostenibile e in costante evoluzione.

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Retail, la guida al cambiamento https://www.datamanager.it/2021/09/retail-la-guida-al-cambiamento/ Tue, 14 Sep 2021 14:17:24 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211872 Strumenti per la gestione dei processi caratteristici del retail food, dalla logistica al commerciale. Tutto questo e molto altro nella suite MORE La trasformazione digitale in atto nel mondo del retail sta modificando le strategie degli operatori, mettendo sempre più al centro l’importanza del dato, creando di fatto delle data driven company «La vera novità […]

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Strumenti per la gestione dei processi caratteristici del retail food, dalla logistica al commerciale. Tutto questo e molto altro nella suite MORE

La trasformazione digitale in atto nel mondo del retail sta modificando le strategie degli operatori, mettendo sempre più al centro l’importanza del dato, creando di fatto delle data driven company «La vera novità – spiega però Elisabetta Rigobello, responsabile marketing di Di.Tech – sta nel cambiamento di prospettiva». «Eravamo abituati a leggere dati di consuntivo, ma erano dati “spenti”, già esauriti nella loro azione. Oggi, viceversa, l’approccio diventa sempre più predittivo, si fanno analisi e proiezioni, non rendiconti». Il dato diventa una leva fondamentale per prendere decisioni e cambiare strategia, superando la concorrenza.

Fluidità fra processi di back end e front end

«La nostra suite software MORE aiuta a dare centralità al dato» – sottolinea Rigobello. «La suite supporta i processi caratteristici dell’intero ecosistema del retailer, dalla vendita alla logistica, condividendo una anagrafica unica e centralizzata. Questa integrazione facilita azioni collaborative fra le aree logistica, commerciale e marketing, che se dotate di strumenti tecnologicamente adeguati sono ancora più capaci di incidere sulle vendite e sull’efficienza dell’intero sistema». L’esempio proposto da Elisabetta Rigobello riguarda la possibilità di integrare algoritmi di dynamic pricing, in supporto alle politiche di pricing tradizionale. «I prezzi dinamici possono essere applicati su diverse merceologie per i canali digitali​, su alcuni segmenti di clienti e per reagire autonomamente a eventi di breve periodo».

Nell’ottica sempre più dominante della omnicanalità – prosegue Rigobello – nella suite MORE di Di.Tech ha grande rilevanza anche la gestione del processo promozionale. «In passato l’attore protagonista del calcolo delle promozioni era la cassa. Ma oggi che il consumatore compra anche online cambiando di volta in volta touchpoint, è stato necessario pensare a un “promo-engine” centralizzato, capace di sfruttare simultaneamente i canali fisici e on line (phygital) per politiche promozionali omichannel».

Phygital retail

L’avvento del phygital retail ha grande impatto anche sulla logistica delle merci. «Come specialisti di processo è molto interessante vedere il cambiamento da una logistica di “soli” magazzini, sempre più centralizzati, alla comparsa dei dark store. Oggi il picking, per rispondere alle esigenze degli e-commerce, deve essere veloce e con preparazioni miste e i meccanismi tradizionali non funzionano più» – spiega la responsabile marketing di Di.Tech. «Non potendo disporre del personale sufficiente per allestire gli ordini nei singoli negozi, all’interno del magazzino bisogna introdurre soluzioni e cambiamenti che adattano i processi del retailer ai vincoli dell’e-commerce». In sintesi, il retail food sta cambiando profondamente e la missione di Di.Tech è proprio questa: «Affiancare il retailer durante l’intera fase della trasformazione digitale». Possibilmente fornendo soluzioni con due grandi obiettivi da raggiungere, la semplificazione e l’usabilità. Se è vero che le nuove tecnologie introdotte, come AI, computer vision sono abilitanti per il primo, Di.Tech sta lavorando molto anche sullo studio della user interface, con un occhio di attenzione al mondo dei gamer, precursore in questi ambiti. Sono tutti questi gli accorgimenti che consentono a Di.Tech di essere un valido partner per la trasformazione digitale nel retail.

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La suite di soluzioni per il retail food si chiama MORE https://www.datamanager.it/2021/06/la-suite-di-soluzioni-per-il-retail-food-si-chiama-more/ Fri, 11 Jun 2021 09:43:25 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210613 La trasformazione digitale è in corso e la tecnologia Di.Tech ridisegna i processi con uno sguardo al futuro Di.Tech, system integrator bolognese, compie 30 anni. Oggi conta 250 dipendenti di cui oltre 120 occupati in Beenear, la società controllata con sede in Romania. L’azienda è specializzata nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni software e […]

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La trasformazione digitale è in corso e la tecnologia Di.Tech ridisegna i processi con uno sguardo al futuro

Di.Tech, system integrator bolognese, compie 30 anni. Oggi conta 250 dipendenti di cui oltre 120 occupati in Beenear, la società controllata con sede in Romania. L’azienda è specializzata nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni software e servizi informatici per il settore della distribuzione organizzata alimentare, per la gestione dei processi caratteristici commerciale, marketing, logistica, rete vendita, amministrazione, finanza e controllo.

Nel 2020 Di.Tech è entrata a far parte di Var Group, società del Gruppo Sesa, uno dei principali operatori per l’innovazione del settore ICT, rafforzando la propria mission di contribuire, attraverso l’uso di soluzioni tecnologiche e la digitalizzazione dei processi, al miglioramento delle performance dei clienti. L’entrata in questo grande gruppo, ricco di competenze innovative e delle esperienze maturate in ambiti che richiedono forte specializzazione, consente a Di.Tech di affrontare con rinnovata energia le sfida della trasformazione digitale nel retail.

«L’attenzione di Di.Tech è oggi focalizzata su MORE, la suite di soluzioni in grado di coprire tutte le necessità della filiera – dall’ ingresso delle merci alla relazione con il consumatore – spiega Elisabetta Rigobello, responsabile marketing di Di.Tech. La pandemia ha velocizzato dei cambiamenti che in Italia sarebbero avvenuti molto più lentamente. Primo fra tutti l’acquisto online.  L’e-commerce è entrato a far parte delle abitudini del consumatore che ora è pronto per un’esperienza fluida, tra online e fisico. Per consentire questo il retailer deve lavorare fortemente sull’ottimizzazione del front-end per una migliore costumer experience, ma anche dei processi di back-end, soprattutto in relazione alla logistica e alle politiche commerciali. E una soluzione modulare come la suite More lo rende possibile».

«Bisogna riservare a ogni  consumatore una esperienza unica e personalizzata, a prescindere dal canale di vendita, e in cui si dà priorità alle sue necessità e abitudini di acquisto. È la fidelizzazione 3.0, che caratterizzerà il periodo post pandemico», sottolinea Elisabetta Rigobello.

La soluzione MORE è in grado di coprire a 360 gradi le esigenze di un distributore, dalla gestione dei processi commerciali di centrale fino al back office del punto vendita, con tre vantaggi, oltre alla completezza funzionale: una anagrafica unica e centralizzata per la normalizzazione dei dati, la modularità che consente una adozione progressiva  e le metodologie di sviluppo e rilascio strutturate utilizzate.

«La suite More si propone di guidare il percorso di digitalizzazione retail, che comporta una possibile revisione dei processi caratteristici, non solo della centrale, ma anche della rete vendita, dei magazzini e più in generale delle relazioni con tutto l’ecosistema della filiera. La priorità è riuscire a fare fluire le informazioni in modo rapido e sicuro, per una gestione collaborativa del dato delle diverse anime commerciali, marketing e logistiche dell’impresa. Il valore delle soluzioni, infatti, sta nella capacità di essere la base per una crescita futura», sottolinea Elisabetta Rigobello.

#Digitalizzazioneretail: il futuro è altamente tecnologico

Nella trasformazione digitale del retail un ruolo fondamentale lo gioca la Data Strategy dell’impresa. La capacità di  raccogliere, analizzare e trasformare i dati in informazioni,  conoscenza e saggezza come nella piramide DIKW. I Big Data sono sempre più Smart Data: diventa infatti possibile raccogliere informazioni da una molteplicità di sorgenti, eterogenee, interne ed esterne all’azienda, che in maniera fluida concorrono all’arricchimento dei dati di tutti i processi aziendali, facilitando il miglioramento delle performance complessive.

« La disponibilità della tecnologia è fondamentale, Il futuro è un “trittico” tecnologico: artificial intelligence, machine learning e computer vision sono i tre pilastri della nuova era analytics del retail food – conclude Elisabetta Rigobello -. Di.Tech è pronta alla sfida, per offrire sempre di più, con MORE».

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Di.Tech, per la GDO del futuro https://www.datamanager.it/2020/09/di-tech-per-la-gdo-del-futuro/ Fri, 11 Sep 2020 10:07:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=202227 Lo specialista di informatica per il retail food celebra trent’anni di storia entrando a far parte di Var Group, controllato al 100 per cento da Gruppo SeSa. E lanciando una nuova suite di soluzioni in grado di coprire tutti i processi della filiera della GDO Se nei drammatici mesi del lockdown, la pandemia non ha […]

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Lo specialista di informatica per il retail food celebra trent’anni di storia entrando a far parte di Var Group, controllato al 100 per cento da Gruppo SeSa. E lanciando una nuova suite di soluzioni in grado di coprire tutti i processi della filiera della GDO

Se nei drammatici mesi del lockdown, la pandemia non ha coinciso anche con una grave insufficienza di approvvigionamento di generi alimentari e conseguente razionamento, bisogna ringraziare anche la tecnologia di aziende come Di.Tech che non ha mai smesso di sostenere la complessa macchina dell’industria dei beni alimentari, oliando e facendo girare gli ingranaggi logistici che collegano i luoghi della produzione ai magazzini delle centrali distributive e da questi, ai negozi e al consumatore finale.

Uno dei marchi di eccellenza in questo vitale comparto dell’informatica, Di.Tech è una realtà di circa 250 dipendenti, che si avvia a celebrare il suo trentesimo anno di storia con un passaggio di affiliazione destinato a imprimere all’azienda bolognese un notevole impulso verso il futuro. Il 10 luglio scorso lo sviluppatore indipendente bolognese, fino a quel momento controllato da Conad, è entrato a far parte di Var Group, uno dei più grandi operatori in Italia di soluzioni ICT per il Made in Italy, a sua volta controllato da Gruppo SeSa, quotato nel segmento STAR di Borsa Italiana.

Con un fatturato che sfiora quest’anno i 400 milioni di euro (+15,6% anno su anno), Var Group registra una crescita costante, con un team composto da oltre 2500 collaboratori distribuiti in 23 sedi in Italia e sei all’estero per un totale di diecimila clienti.

«Grazie a questa operazione arricchiamo ulteriormente le nostre competenze nel settore delle soluzioni software a supporto della trasformazione digitale delle imprese di un settore fondamentale per l’economia nazionale come quello della distribuzione alimentare»

– spiega Francesca Moriani, CEO di Var Group.

RAPPORTI DI FIDUCIA

A fronte di certe cifre, Ennio Comini, il manager che è stato confermato alla guida di Di.Tech, non esita a parlare della “sua” Di.Tech come di uno specialista di nicchia, fortemente radicato in un mercato circoscritto con soluzioni che coprono tutte le aree di operatività delle imprese di distribuzione e vendita della filiera agroalimentare. «Nasciamo e ci siamo sviluppati nel mondo della grande distribuzione dei prodotti food, a parte qualche rara sortita in settori collaterali e negli ultimi anni abbiamo investito molto nel rafforzare e omogeneizzare la nostra offerta, supportati da una approfondita conoscenza dei processi e trainati da un fenomeno, la completa digitalizzazione dei flussi, che tutti i nostri clienti stanno affrontando» – sostiene l’AD di Di.Tech.

Fabio Falaschi head of Business & Industry Solutions di Var Group e presidente di Di.Tech

Cosimo De Maria, al suo fianco come responsabile della direzione commerciale e marketing, ci aiuta a capire meglio il concetto di “nicchia”. «Nel mondo della distribuzione organizzata, si contano in Italia circa trecento aziende, una decina delle quali molto grandi e strutturate. Le altre necessitano di applicazioni che semplificano l’automazione e possono essere supportate da staff interni numericamente limitati». Di.Tech – prosegue De Maria – è posizionata sul segmento medio-alto di questo mercato con caratteristiche numericamente ristrette e dove il fattore che conta è la relazione di lungo termine.


#CoverStory #DiTech La GDO del futuro ha un nuovo polo
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«Il ruolo di trusted supplier ha sostenuto la fabbrica di innovazione di Di.Tech in questi decenni e la sua natura di spin-off indipendente rispetto a Conad ha contribuito a renderla universalmente autorevole». Alcune soluzioni – rivela De Maria – sono state sviluppate in modalità di co-investimento tra Di.Tech e gli stessi retailer. Tuttavia, per Di.Tech, l’indipendenza ha rappresentato un’arma a doppio taglio. Da un lato le sono state offerte molte opportunità di crescita. Dall’altro, tutta l’innovazione sviluppata è stata autofinanziata e quindi circoscritta. La recente crescita da 14 a 22 milioni di fatturato, con una stima di 24 milioni di fatturato per l’ultimo esercizio, e soprattutto il grande progetto di riscrittura delle soluzioni e l’armonizzazione del consistente portafoglio prodotti in una singola suite modulare denominata MORE, sono traguardi raggiunti solo reinvestendo in ricerca e sviluppo gli utili generati.

L’ingresso in Var Group rappresenta un riconoscimento della qualità applicativa che Di.Tech ha saputo creare, grazie alle proprie competenze di processo, operando in un ambito che non aveva la tecnologia come core business.

«Nel momento in cui si è aperta la possibilità di appartenere a un gruppo più affine al nostro, abbiamo cercato una partnership tecnologica che potesse darci accesso a una serie di soluzioni, di competenze innovative ed esperienze maturate in ambiti che richiedono grande specializzazione»

– spiega Comini.

Una ricerca in perfetta sintonia con gli obiettivi di Var Group, che da anni lavora per creare un polo di eccellenza per il settore retail food italiano, grazie a competenze sviluppate internamente negli anni e all’acquisizione di realtà capaci di distinguersi per expertise e innovazione. «Per sostenere le sfide della digitalizzazione del retail, nell’attuale fase di ripartenza, sono necessari investimenti in tecnologie innovative e un team specializzato con una profonda conoscenza dei processi di business» – ribadisce il CEO di Var Group Francesca Moriani.

NUOVA VISIONE PER IL RETAIL

La storica società del gruppo Conad corrispondeva in tutto e per tutto a questo profilo e le sue soluzioni – la piattaforma SIC operante in ambiente iSeries e la nuova suite MORE – possono diventare una leva molto interessante in mano al system integrator del gruppo SeSa. «Vista la dinamicità dell’industry retail e il contesto competitivo in cui operano, riteniamo che le aziende del comparto retail food e GDO siano alla ricerca di know-how e competenze innovative, ma anche di un partner finanziariamente solido in grado di garantire una continuità e massima affidabilità» – dichiara Fabio Falaschi, head of Business & Industry Solutions di Var Group e oggi anche presidente di Di.Tech.

La lunghissima esperienza di settore assicura a Ennio Comini e ai suoi stretti collaboratori una visione prospettica di un futuro ricco di opportunità. «La nostra conoscenza deriva da un lungo rapporto di lavoro con un mondo che è sempre più caratterizzato dalla completa digitalizzazione dei flussi» – ribadisce l’AD di Di.Tech. Dai backoffice, il digitale sta invadendo tutti gli ambiti della logistica e della vendita al consumatore finale, esercitando una pressione che induce anche i più piccoli protagonisti della filiera produttiva ad adeguarsi ai livelli di automazione e dematerializzazione raggiunti dai big della GDO. «Uno dei fattori di successo nella nostra relazione con l’industria sta anche nella nostra capacità di intermediazione. Oggi, anche i produttori medio-piccoli possono lavorare sui nostri portali, immettendo informazioni che vengono elaborate e formattate a beneficio dei grandi distributori. In questo modo è possibile raggiungere sia i big player che il mondo della tentata vendita del prodotto locale. Anche qui, i fogli di carta dovranno essere sostituiti da documenti digitali».


#CoverStory #DiTech L’ingresso in @VarGroup è il riconoscimento della qualità tecnologica di Di.Tech
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TRASFORMAZIONE CONTINUA

Al momento, l’azione di Di.Tech è concentrata su MORE, la suite di soluzioni per il retail food che mantengono la propria individualità, ma condividono una base architetturale, che favorisce lo scambio delle informazioni che fluiscono da un processo all’altro. L’attuale contesto di mercato – avverte Comini – rende necessario un approccio modulare e scalabile. «Oggi, tra fusioni e incorporazioni, le aziende sono molto più grandi, complesse e richiedono approcci molto più graduali nell’implementazione di processi che diventano sempre più strategici per il business». La risposta a questa criticità consiste nello sviluppare soluzioni più specifiche, orientate al business, ma capaci di automatizzare alcuni processi, semplificandoli.

Giuseppe Santillo direttore dei processi amministrazione finanza e controllo di Di.Tech

Col tempo Di.Tech ha costruito un portafoglio di soluzioni autoconsistenti, in grado di rispondere alle esigenze dei singoli processi retail, in maniera autonoma, ma, se necessario, sotto la medesima regia. Una suite, quella di MORE, che rafforza la relazione con i clienti che insieme a Di.Tech portano avanti i loro progetti di trasformazione, non di rado sfruttando le competenze che il loro partner ha sviluppato in materia di digitalizzazione. L’approccio modulare garantisce al cliente la massima gradualità nei suoi progetti di implementazione, evitando i rischi associati a roll out troppo estesi.

Nel loro insieme, le applicazioni MORE raccontano la storia della informatizzazione del settore del retail alimentare. Una trasformazione che si è tradotta in significativi aumenti di efficienza e risparmio sui costi. In vent’anni, è cambiata sostanzialmente l’incidenza dei costi della logistica ripartiti fra trasporto e immagazzinamento. Il cambiamento ha investito i flussi di comunicazione tra i magazzini e i punti vendita. In ambito promozionale, cita Comini, le campagne pilotate dal marketing e dal commerciale richiedono strumenti collaborativi e condivisi, per passare da azioni un tempo pianificate sui fogli di carta, a flussi dati che si trasformano in informazioni vitali per i consumatori. L’attenzione al controllo di qualità e l’adeguamento alle normative in termini di tracciabilità richiedono soluzioni in grado di veicolare ingenti volumi dati, tempestivamente. E la trasformazione non finisce mai. Uno dei grandi obiettivi è la maggior integrazione fra retail e industria, con l’implementazione dei cataloghi elettronici, la completa digitalizzazione dei cataloghi dei prodotti dei vari fornitori, fino a oggi una giungla di informazioni ridondanti, codici duplicati e schedature incomplete che rallenta ordinativi e campagne promozionali.

Di.Tech – rivela Comini – sta iniziando ad applicare le nuove tecnologie di machine learning e intelligenza artificiale, al servizio di svariati processi retail. Strumenti che rendono possibili scenari di ottimizzazione, come quello del riordino automatico della merce esaurita sugli scaffali. Business intelligence e strumenti analitici avanzati riempiono di nuovi contenuti le applicazioni Di.Tech anche nell’ambito del back office e delle soluzioni per la gestione della contabilità generale e analitica in ambito amministrativo.


#CoverStory #DiTech Crescita continua di fatturato e armonizzazione del portafoglio di soluzioni
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OPEN FINANCE, PIÙ POTERE AI CFO

Con l’aiuto dei responsabili delle tre grandi aree tematiche in cui vengono raggruppate le soluzioni Di.Tech – amministrazione, finance e controllo di gestione (AFC); logistica, commerciale, marketing, rete vendita; e supply chain integration – cerchiamo di entrare nel dettaglio dei prodotti più significativi della suite MORE. Per Giuseppe Santillo, direttore processi dell’area AFC, il lavoro da svolgere poggia sui due pilastri dell’innovazione e della soddisfazione dei reali bisogni del cliente. «In particolare in ambito amministrativo, l’innovazione non è solo tecnologica ma anche normativa e le due componenti, come dimostra il caso della fatturazione elettronica, fanno da reciproco traino».

Due pilastri che – aggiunge Santillo – trovano una felice sintesi nel garantire una user experience personalizzata agli utilizzatori delle soluzioni Di.Tech, frutto della profonda conoscenza e delle relazioni di lungo termine con l’intero mercato retail. «Migliorare costantemente l’interfaccia e l’esperienza d’uso dei nostri prodotti consente la nostra evoluzione e nel caso della nuova versione di OPEN FINANCE, la soluzione per l’area amministrativa e finance della suite More, rilasciata lo scorso febbraio, è stato fondamentale l’apporto fornito dai nostri clienti, con i quali nel tempo abbiamo costruito una grande community, fonte di costante scambio di opinioni ed esigenze, a fare da collante tra clienti che sul mercato sono tra loro concorrenti». Open Finance fa riferimento al ruolo sempre più determinante del CFO.

«L’emergenza Covid-19 ha dimostrato che la possibilità di controllare flussi di cassa e altri parametri trasforma il CFO in una sentinella capace di monitorare i segnali di potenziale crisi»

– spiega Santillo. La funzione sempre più strategica dei responsabili finanziari spinge Di.Tech ad approcciare anche soluzioni di simulazione che possono consentire ad esempio di prevedere la redditività dei nuovi punti vendita in base a una serie di parametri economici, demografici e geografici. OPEN FINANCE – secondo Santillo – è un sistema gestionale che testimonia un’importante inversione di tendenza in ambito amministrativo. In passato, la carta appesantiva la gestione dei cicli passivi, determinando un costante livello di ritardo degli uffici amministrativi. Ma grazie a prodotti come OPEN FINANCE l’amministrazione è dotata di un radar che esalta i suoi poteri decisionali, rendendola un motore di innovazione, per i processi di business.

Franco Lenzi direttore dei processi logistici, commerciali-marketing e rete vendita di Di.Tech

BUSINESS INTELLIGENCE ON THE SHELF

Lo stesso principio anima anche l’ultima versione della soluzione ANALYTICS, che consente al controllo di gestione di entrare nella nuova era dell’analisi dell’informazione contabile e finanziaria, ma non solo. Dopo la prima generazione di strumenti descrittivi e predittivi, più legati a dati consuntivi, oggi grazie ai Big Data, che sono sempre più Smart Data, è possibile raccogliere informazioni da una molteplicità di sorgenti, eterogenee, interne ed esterne all’azienda, che in maniera fluida concorrono all’arricchimento dei dati di tutti i processi aziendali, facilitando il miglioramento delle performance complessive.

«In questa seconda fase – spiega Santillo – abbiamo strumenti di razionalizzazione che ci permettono di rappresentare e fare previsioni su vendite, promozioni, costi di trasporto e flussi di cassa futuri, in maniera trasversale. Ci stiamo avvicinando a grandi passi alla fase 3 che consisterà nel rendere gli analytics disponibili all’intera organizzazione retail e soprattutto a riversare le informazioni raccolte nello sviluppo di nuovi servizi e prodotti a beneficio del consumatore finale».

Franco Lenzi, direttore dei processi logistici, commerciali, marketing e rete vendita ha un ruolo di responsabilità che riguarda le quattro aree che solitamente affiancano, nell’organizzazione dei retailer, l’amministrazione e il controllo di gestione, che vanno a completare la suite More. Ciascuna delle quattro aree ha una sua soluzione di riferimento: TRADE per la gestione commerciale; PROMO per le attività di promozione e marketing; SMARTSHOP, per la gestione del punto vendita; e MOVER per la logistica di magazzino.

Secondo Lenzi, la soluzione TRADE mette a disposizione della centrale distributiva tutti gli strumenti necessari per la gestione del circuito merce, degli assortimenti e listini e delle politiche commerciali verso la rete. «L’approccio innovativo e l’integrazione con gli strumenti di automazione della supply chain, dall’EDI alla fatturazione elettronica, sono valori importanti della soluzione, ma non sono questi i veri fattori differenzianti – sottolinea il responsabile dell’area commerciale. La vera forza di TRADE sta nell’impianto anagrafico centralizzato, il centro stella di tutte le nostre soluzioni». L’anagrafica di Di.Tech prevede diversi livelli di mappatura del catalogo principale, che può essere organizzato per divisione (un’insegna, un singolo negozio o un raggruppamento gestito come realtà a sé stante) o per punto di deposito (un magazzino o punto vendita), e ogni singolo attributo – per esempio la formattazione dello scontrino – può essere personalizzata in base alla divisione.


#CoverStory #DiTech Con l’acquisizione del 100% di #Di.Tech @VarGroup amplia le soluzioni sw per la GDO
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PROMOZIONE SENZA PREOCCUPAZIONE

Un tale livello di flessibilità è stato concepito proprio per mappare in maniera efficace la maggior parte delle organizzazioni retail, mantenendone le peculiarità strategiche differenzianti. TRADE – prosegue Lenzi – è oggetto di una strategia di miglioramento continuo che prevede l’uso di avanzate tecnologie. «Ad esempio nel futuro di TRADE è prevista una integrazione strutturata con iniziative di catalogazione pubblica, come quella proposta da GS1/Indicod. Una importante difficoltà per l’ufficio commerciale è districarsi tra una molteplicità di informazioni, spesso disomogenee, associando le proprie referenze interne ai cataloghi dei produttori. Inoltre cresce la necessità di fornire al consumatore informazioni sempre più rilevanti e in molti casi il codice a barre EAN non basta più: Di.Tech sta studiando un motore di deep learning capace di facilitare arricchimenti di informazioni e risolvere le discrepanze». Un’altra area in cui ci siamo concentrati molto – aggiunge Lenzi – di fondamentale importanza nel contesto retail food e in qualche modo limitrofa a TRADE, è quella relativa alla gestione della rete vendita, il punto vitale di contatto con il consumatore finale e di estensione delle politiche commerciali e promozionali.

SMARTSHOP è la soluzione della suite More per l’automazione del back end di punto di vendita e l’erogazione delle store operation, che è integrabile con le principali soluzioni di barriere casse. Anche in questo il vantaggio principale per chi lo adotta è che è un software particolarmente adattabile in base alla dimensione della superficie e alla tipologia organizzativa. In area logistica, Di.Tech manovra con l’ammiraglia MOVER, arricchita da tecnologie innovative come l’interfaccia vocale in ambiente Android (frutto di una piattaforma di riconoscimento che l’azienda ha sviluppato e commercializzato inizialmente attraverso la sua sussidiaria in Brasile). MOVER è fin d’ora aperta alle nuove funzionalità di automazione e robotizzazione dei magazzini ed è potenziabile con soluzioni che Lenzi definisce – «a cavallo tra centrale distributiva, logistica e rete vendita» – in grado ad esempio di gestire il riordino direttamente dal negozio, o di gestire il materiale tecnico cauzionato. Innovazione, attenzione alle esigenze specifiche del retail e facilitazione d’uso riguardano anche gli strumenti della suite More in supporto all’erea Marketing.


#CoverStory #DiTech Continuità, affidabilità e logica di ecosistema per il retail food e la GDO
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In particolare PROMO affronta uno dei processi più strategici per il successo del retailer: il processo promozionale. La soluzione – precisa Lenzi – è costituita da tre anime. «Se PROMO MANAGER consente di rendere esecutivo il piano promozionale ideato, il vero enfant prodige è PROMOJECT, che si occupa della fase di pianificazione del piano promozionale, interpretando un modello collaborativo su due diversi livelli: il gruppo commerciale o il distributore che imbastiscono la promozione a livello nazionale, lasciando libera scelta per le promozioni locali alla filiera interna dell’organizzazione fino al singolo negozio. Questa soluzione consente per la prima volta uno scambio completamente digitale fra marketing e commerciale, con il vantaggio di ridurre i tempi decisionali, condividere numeri nativamente corretti, partendo da budget e accordi fornitori, fino a produrre un vero e proprio volantino pubblicitario che gradualmente si riempie con i prodotti in promozione. Infine PROMO ENGINE, in vista delle sempre maggiore necessità di omnichanel, che serve per applicare le politiche promozionali nei diversi canali di vendita utilizzati, inclusi i siti di e-commerce».

In quest’area, non mancano soluzioni che si rivolgono al consumatore finale per la gestione di carte e altre iniziative di fidelizzazione. Un segmento quest’ultimo, che secondo Lenzi, è destinato a vedere sempre maggiori sinergie con PROMO, rispettando un trend inesorabile del marketing per il retail: l’integrazione di informazioni sui gusti personali e i comportamenti dei singoli acquirenti e il conseguente spostamento dell’asse strategico della promozione dal prodotto al suo acquirente.

Ana Isabel Casado Melgosa direttore processi supply chain di Di.Tech

SUPPLY CHAIN AS A SERVICE

Ana Isabel Casado, direttore supply chain integration di Di.Tech, supervisiona l’area che è più propriamente di servizio e di collegamento di tutti i flussi dati fra le diverse aree aziendali. È il segmento dove lo specialista di retail digitale era già presente all’inizio del terzo millennio, con la comunicazione EDI fra produttori e distributori, e dove attraverso il portale OPEN BUSINESS, continua ad agire da intermediario per tutta la parte di documentazione digitale associata ai processi della supply chain. «Questi servizi di integrazione nascono in un’epoca in cui erano presenti solo le aziende ben strutturate, per confermare elettronicamente gli ordini fatti e le fatture emesse. Man mano tutti i distributori si sono adeguati a sistemi che assicurano molti vantaggi, spingendo anche i produttori su scala regionale e locale».

Di.Tech si inserisce in questo scenario con servizi che riducono ulteriormente le barriere di ingresso, anche nei confronti delle strutture più piccole. E soprattutto, segue l’evoluzione di una modalità di comunicare attraverso file strutturati, che oggi abbraccia anche gli standard della fatturazione elettronica, che non solo non ha rimpiazzato l’EDI ma ha incentivato la digitalizzazione di processi come la consegna della merce dal magazzino al negozio e tanti flussi collaterali (come per esempio la comunicazione delle spese sanitarie all’Agenzia delle Entrate) che arricchiscono le opportunità di intermediazione di Di.Tech.

«Oggi, siamo diventati un provider certificato, che dialoga con i clienti e gli operatori previsti dalle normative, dall’Agenzia delle Entrate alle Dogane».

Uno dei punti di forza – osserva Ana Isabel Casado – è la possibilità di far leva sulle sinergie tra i flussi documentali, con il valore aggiunto di entrare nel merito del contenuto conoscendo i processi, fino ad attivare degli automatismi prima impensabili, come le registrazioni automatiche in contabilità. Meno errori, maggiore velocità. Le informazioni, insomma, vengono condivise su più livelli, contribuendo così a un’automazione ancora più spinta dei processi interni ai retailer. Non solo. Il ruolo super partes di Di.Tech e la sua riconosciuta competenza tecnologica fanno sì che tra i servizi erogati ci sia anche la certificazione di nuovi operatori. «Nel mondo EDI, non ci limitiamo a fare da postini» – spiega Casado. «Siamo noi a contattare distributori e fornitori per definire il capitolato delle informazioni da condividere e verificare che i file generati siano conformi». In prospettiva, c’è un futuro sempre più centrale per i servizi di integrazione di OPEN BUSINESS e per l’intero catalogo di soluzioni della suite More di uno sviluppatore, solo per ora di nicchia sul piano del mercato ma ad ampio spettro su quello delle competenze specialistiche. Da un lato le normative evolvono continuamente, a partire da iniziative europee come il Nodo Smistamento Ordini. Dall’altro, con l’avvento di concetti come Blockchain, Big Data, l’intelligenza artificiale e IOT, la tecnologia riuscirà a coprire un ventaglio di applicazioni che vanno oltre alla gestione del ciclo merci, per abbracciare applicazioni pionieristiche che si occuperanno principalmente dello sviluppo e il marketing dei prodotti alimentari e soprattutto della relazione one to one con il consumatore. Il carrello delle soluzioni Di.Tech – accelerato dal motore di Var Group – corre sempre più veloce verso un retail tutto digitale.

Foto di Gabriele Sandrini

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La digitalizzazione dei processi retail https://www.datamanager.it/2020/06/la-digitalizzazione-dei-processi-retail/ Thu, 11 Jun 2020 09:07:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=200231 La suppy chain integration, un ulteriore passo verso la digitalizzazione La digitalizzazione dei processi è, da sempre, un tema importante per Di.Tech, che da molti anni lavora per migliorare la supply chain integration con la soluzione Open Business, il portale per la filiera distributiva. Open Business è utilizzato dai principali attori della GDO e dalla […]

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La suppy chain integration, un ulteriore passo verso la digitalizzazione

La digitalizzazione dei processi è, da sempre, un tema importante per Di.Tech, che da molti anni lavora per migliorare la supply chain integration con la soluzione Open Business, il portale per la filiera distributiva.

Open Business è utilizzato dai principali attori della GDO e dalla produzione di beni di largo consumo. Gestisce i processi di collaborazione, dallo scambio di documenti alla fatturazione elettronica, in ottemperanza agli obblighi normativi.

Il primo servizio del portale è stato lo scambio, in formato EDI, di documenti e comunicazioni commerciali tra clienti e fornitori. Ad oggi sono supportati i più riconosciuti standard di mercato e le principali tipologie di documento, come ordine, conferma d’ordine, bolla di consegna e fattura, nei diversi processi di approvvigionamento, consegna, fatturazione, gestione dei contenziosi e dei registri. La nuova sfida sarà l’adeguamento alla nuova normativa sull’NSO.

Il servizio di dematerializzazione del DDT di Open Business ha consentito di velocizzare e rendere più efficiente la gestione della documentazione di consegna delle merci, automatizzando alcune fasi del ricevimento merci nei magazzini, registrando in modo puntuale la tracciabilità di filiera carni e ittico e migliorando la relazione con il trasportatore.

In ambito di fatturazione elettronica il portale Open Business include due servizi principali: il primo è rivolto ai retailer che hanno la possibilità di offrire ai clienti la modalità selfservice di emissione della fattura elettronica da scontrino. Il secondo servizio, oltre a svolgere le funzioni di intermediario, agevola le comunicazioni tra i sistemi ICT delle aziende e lo SDI, superando la criticità dell’adozione dell’XML. Per le aziende che già utilizzavano l’EDI, per l’invio delle fatture è prevista la sincronizzazione tra i flussi EDI e dello SDI, che garantisce i vantaggi EDI e assicura il rispetto degli obblighi di legge.

Quali sono i prossimi passi? Sulla spinta dei benefici di automazione di attività con relativa riduzione dei tempi operativi e degli errori umani, introdotti dalla fatturazione elettronica, le aziende stando approcciando la digitalizzazione di altre tipologie di documento e l’ottimizzazione di tutto il ciclo passivo aziendale. Il report 2019 dell’Osservatorio Digital B2B del Politecnico di Milano conferma che digitalizzare il ciclo passivo rappresenta l’area di maggior beneficio economico finanziario. La riduzione dei costi dal cartaceo all’elettronico è tra i 5-9 euro a fattura, che possono diventare 25-65 euro quando è digitalizzato l’intero ciclo dell’ordine.

Questo significa che la fatturazione elettronica da sola non basta per migliorare l’efficienza del retailer e che per competere è necessario accelerare il processo di digitalizzazione complessivo. Le aziende che investono in soluzioni che aumentano la collaborazione di filiera hanno sicuramente un vantaggio competitivo rispetto alle altre. Open Business di Di.Tech è la soluzione che può accompagnare il retailer in questo percorso virtuoso.

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