Insieme per il futuro del retail food

Insieme per il futuro del retail food
Elisabetta Rigobello, responsabile marketing di Di.Tech

Lo sviluppo del phygital tra innovazione e sostenibilità

Perseguire la sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale ed economica, è possibile attraverso l’innovazione tecnologica. La sostenibilità è un processo complesso che richiede una visione di lungo periodo, di innovazione e di collaborazione tra attori diversi. Il mondo retail da sempre è contraddistinto da una filiera strutturata e organizzata, che parte dalla produzione, è mediata dal distributore per raggiungere il consumatore, ma include tanti altri mediatori di relazione, come trasportatori e altri enti, pubblici e non, il che comporta la possibilità di trovare importanti ottimizzazioni.

Oggi innovare in ottica della sostenibilità è più che possibile; la nuova tendenza del mondo retail a perseguire la linea del phygital va proprio nella direzione di ricerca di sostenibilità. La nostra mission come Di.Tech è quella di accompagnare le aziende retail food nel percorso di transizione ecologica, per raggiungere una piena sostenibilità.

La trasformazione digitale è in corso. L’integrazione fra il canale digitale e il fisico, con la conseguente nascita dell’ibrido phygital, non riguarda solo l’adozione di strumenti di e-commerce e un adeguamento del front end e relativi touch point con i consumatori, ma richiede la condivisione di politiche commerciali e promozionali comuni, l’integrazione delle operation di punto vendita e soprattutto un nuovo approccio “qualitativo” ai due attori protagonisti di questo settore: i consumatori e i prodotti.

La conoscenza del cliente, del suo sistema valoriale, la vicinanza alle esigenze che esprime, che spesso sono legate al benessere personale, ma con un occhio di attenzione alle problematiche ambientali e al territorio, diventa possibile grazie a strumenti che partono dal cognitive analytics per arrivare a decision support system. I retailer sono così in grado di analizzare, prevedere e agire in tempo reale alle mutevoli esigenze del consumatore.

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Il secondo focus point è la rivalorizzazione dei prodotti e dei servizi associati. Per raggiungere questo risultato diventa fondamentale l’attenzione alla data quality, parte integrante della data strategy. La data quality rappresenta infatti la base di partenza per consentire al retailer di approntare strategie efficaci basate sulle informazioni e sulla conoscenza, che permettano un vantaggio competitivo, nel rispetto del territorio. Una partenza e non l’arrivo. Non bisogna fermarsi all’ottenimento della sola “qualità” del dato, superando le barriere informative fra il fisico, nativamente più farraginoso, e il digitale, ma, in questo caso, la tecnologia può contribuire a valorizzare la qualità del prodotto non misurabile con gli strumenti che sono stati utilizzati fino ad oggi. E in questa ottica, grandi soddisfazioni si possono ottenere introducendo sistemi di sensoristica evoluta, ma anche di computer vision e robotica, da applicare anche a sistemi previsionali.

Lo sviluppo del phygital retail, con queste accortezze, diventa la naturale evoluzione di un sistema distributivo che, grazie alla digitalizzazione delle relazioni di tutta la filiera, dal consumatore al produttore, è un ecosistema sostenibile e in costante evoluzione.